12 Febbraio 2002

Rc auto, meno truffe tranne che al Sud. Ma pagate di più

DATI ISVAP 2000. CAMPANIA RECORD: 11,3% DEL TOTALE CONTRO UNA MEDIA DEL 2,52%
Rc auto, meno truffe tranne che al Sud. Ma pagate di più

Rc auto, meno truffe tranne che al Sud. Ma pagate di più
Rc auto: diminuisce il numero di truffe a carico delle assicurazioni, ma aumentano i costi che le compagnie devono sostenere per risarcire gli «incidenti con frode». L?incidenza dei sinistri legati a truffe e reati è, inoltre, decisamente più elevata nel Sud rispetto alla media nazionale. È quanto emerge dall?analisi Isvap sui dati 2000. Secondo l?istituto di vigilanza sulle imprese assicuratrici, il valore dei sinistri legati a truffe è stato pari a 305,6 milioni di euro (+14,9% rispetto al 1999), mentre il loro numero si è attestato a 138.992 con una flessione del 13,2%. L?incidenza percentuale dell?importo dei sinistri connessi a fenomeni criminosi ha rappresentato nel 2000 il 2,52% dell?ammontare complessivo, con percentuali molto al di sopra della media in quattro regioni meridionali: Campania (11,3% dell?ammontare totale), Puglia (6,3%), Sicilia (4,,8%) e Calabria (4,2%). Per quanto riguarda i furti, sono stati rilevati sinistri connessi a fenomeni criminosi per un importo di 31,6 milioni di euro, con un aumento del 5,3% rispetto al 1999. In calo invece i reati legati agli incendi: sia gli importi (32,28 milioni di Euro) che il numero dei sinistri connessi (1.553) sono scesi notevolmente, facendo registrate una flessione del 27,3% rispetto al 1999.
Tornando ai dati sulla Rc auto, le statistiche Isvap mostrano che la più virtuosa è la Valle d?Aosta con un?incidenza dell?importo dei sinistri connessi a fenomeni criminosi pari allo 0,40%. Vanno bene le cose anche in Friuli Venezia Giulia (0,47%), Trentino Alto Adige (0,61%), Veneto e Marche (0,77%). Dall?analisi su base provinciale emerge che la presenza dei sinistri ricollegabili a fenomeni criminosi ha assunto caratteri particolarmente marcati a Napoli, Caserta, Foggia, Messina e Bari: rispettivamente 14,5%, 12%, 10,3%, 8,4% e 6,6% dell?ammontare totale dei sinistri.
Fin qui l?Isvap, cui replica l?associazione dei consumatori Codacons. Per la quale i dati dell?istituto «smentiscono il pianto delle compagnie assicurative e gli aumenti selvaggi». I dati Isvap, aggiunge poi Codacons comparando i dati dell?istituto con quelli di altre nazioni, dimostrano come «in Italia l?ammontare monetario dei raggiri ai danni delle compagnie sia più basso rispetto a quello dei principali paesi europei. Ciò smentisce il continuo pianto delle compagnie e dimostra il corretto comportamento degli italiani». Anche perché «chi aumenta i danni, spesso lo fa solo per ottenere quanto pagato dopo il taglio prevedibile dell?assicurazione e per l?esasperazione da caro-tariffe».

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