2 Novembre 2004

«Rc auto meno cara dell?inflazione»






Roma. È ancora polemica tra consumatori e governo sulle tariffe Rc auto. Da un lato, Palazzo Chigi ricorda che le polizze sono amentate ma molto meno dell?inflazione, dall?altro i rappresentanti dei cittadini utenti chiedono che, a fronte di aumenti percentuali anche a tre cifre nei mesi scorsi e della riduzione del numero degli incidenti, le tariffe assicurative «devono essere ridotte almeno del 15%». Il sottosegretario alle Attività Produttive, Giovanni Dell`Elce, rispondendo a una interrogazione parlamentare, ricorda che le tariffe Rc auto crescono meno dell?inflazione e ribadisce la «tendenza al rientro» delle dinamiche inflattive generali, in atto dalla prima metà dell`anno nonostante «la notevole crescita dei prodotti energetici e la ripresa dei prezzi dei servizi». «Per quanto riguarda l`andamento delle tariffe assicurative, con particolare riferimento a quelle Rc auto – sottolinea Dell`Elce – l`indice Istat segnala un aumento pari allo 0,4% calcolato nel periodo che intercorre fra agosto 2003, data di approvazione del provvedimento che introduce la patente a punti, e giugno 2004. Nello stesso periodo – prosegue il sottosegretario – l`indice generale segnala un aumento dell`1,9%». «Le tariffe assicurative pertanto – conclude Dell`Elce – hanno riportato aumenti inferiori a quelli dell`indice generale». Immediata la reazione dei rappresentanti dei cittadini consumatori. «Non basta che crescano meno dell`inflazione, le tariffe Rc auto devono diminuire del 15%». È quanto afferma Intesaconsumatori, commentando così le dichiarazioni del sottosegretario Dell`Elce. «Le tariffe Rc auto devono nettamente diminuire: altro che essere contenti, come sostiene il governo, per aumenti contenuti nel tasso d`inflazione – scrivono in una nota Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc -. Infatti, dopo che negli ultimi otto anni si sono avuti aumenti del 131% portando a valori medi per ogni utente la tariffa a oltre 800 euro l`anno e dopo che grazie alla patente a punti c`è stata una forte riduzione della incidentalità, il nuovo equilibrio che si registra, tutto positivo per le compagnie, tra le entrate e le uscite dei premi assicurativi si dovrebbe tradurre in una riduzione di almeno il 15% del costo della polizza, con un risparmio di circa 120 euro per ciascun assicurato». «Questo – sottolinea l`Intesa – dovrebbe chiedere un governo serio e attento agli interessi dei cittadini. E dovrebbe aggiungere che, in assenza di cospicue riduzioni, verrà eliminato l`odioso decreto ?salvacompagnie?, per ridimensionare il forte squilibrio di poteri a loro favore, contro i cittadini, determinato da tale legge». Nei giorni scorsi si era consumata un?altra polemica, questa volta tra l?Ania e l?Antitrust di Giuseppe Tesauro. «Siamo d`accordo con Tesauro: le truffe non sono un alibi per il caro tariffe». Così il direttore generale dell?Ania, Giampaolo Galli, replicava al presidente Antitrust e annunciava: «Occorre un`agenzia pubblica che coordini e dia impulso all`attività antifrode, oggi dispersa tra molti centri diversi. Se questo progetto prende corpo, c`e la disponibilità delle compagnie a finanziarlo».

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