10 Febbraio 2003

Rc auto, l`Intesa chiede al governo di ritirare il decreto

Rc auto, l`Intesa chiede al governo di ritirare il decreto
I consumatori chiedono al governo di ritirare il decreto che obbliga i giudici di pace a decidere sui rimborsi chesti alle assicurazioni “secondo diritto“. In questo modo si apre la porta all`appello al tribunale







MILANO ? Nuovi attacchi al decreto del governo, che rende più complicate e onerose le richieste di rimborso per le assicurazioni auto. L?Intesa dei consumatori, che ieri aveva annunciato la carta del ricorso alla Corte Costituzionale, chiede all?esecutivo di ritirare il provvedimento. Ma anche dal mondo sindacale si levano voci critiche. Per il segretario confederale della Cisl, Raffaele Bonanni, il decreto ?non è a favore dei cittadini?, ma ?delle imprese?.

L`Intesa, che riunisce Adusbef, Adoc, Codacons e Federconsumatori, attacca il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano: il governo deve ritirare immediatamente il ?decreto truffa? in favore delle compagnie assicurative, che sana e premia la ?diffusa illegalità?, già sanzionata dall`Antitrust, dal Tar, dal Consiglio di Stato e dalla Corte di Cassazione.

A fronte dei rincari delle tariffe assicurative Rc auto obbligatorie, ?per i quali la Suprema Corte di Cassazione aveva stabilito il principio della risarcibilità davanti ai giudici di Pace per equità?, a fronte ?di un `maltolto` quantificato in almeno 7.000 miliardi di lire? dal 1995 al 2000, il ?ministro liberista giustifica il `colpo di spugna` con la scusa di ulteriori rincari sui premi?.

Nel primo anno di euro, Marzano ha consentito ?illeciti arricchimenti?, costati 1.505 euro a famiglia, ?senza effettuare un solo monitoraggio sui prezzi? né ?una sola sanzione?.

E anche la Cisl boccia il decreto, un provvedimento ?non a favore degli interessi dei cittadini, ma di quelli delle imprese, che fanno cartello da molti anni?. Lo ha affermato il segretario confederale della Cisl, Raffaele Bonanni, che definisce ?incredibile? il decreto che obbliga i giudici di pace a decidere sui ricorsi ?secondo diritto? e non più secondo equità, aprendo la strada alle richieste di appello davanti al tribunale. Così i cittadini ?perdono, nei fatti, la possibilità di essere rimborsati?. Il provvedimento rallenta la giustizia e di fatto ?premia le lobby?.



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