Rc auto, le compagnie fanno muro
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fonte:
- Il Mattino
Rc auto, va giù duro il presidente di Ania, Fabio Cerchiai, sulla questione dei rimborsi agli assicurati dopo la condanna per ?cartello? alle principali compagnie italiane: «Non ci sono transazioni possibili – sottolinea nel corso di un?audizione al Senato voluta dal presidente della commissione Industria, il napoletano Franco Pontone (An) -. Non c?è il presupposto del danno, sarebbe ingiusto prelevare a questo titolo anche un solo euro dai bilanci». E rispedisce al mittente la richiesta di un incontro il 3 febbraio per trovare una soluzione al problema: «Non è percorribile il dialogo del ?vogliamo 200 euro, datecene 50?». Facendo così arrabbiare perfino la Cgil, il sindacato che nei giorni scorsi aveva espresso dubbi sui rimborsi a valanga, prevedendo rincari delle tariffe e, soprattutto, tagli al personale delle imprese: «Se occorreva una prova ulteriore della logica di cartello perseguita, l?Ania l?ha fornita – afferma Nicoletta Rocchi, segretaria confederale della Cgil – opponendo uno sprezzante diniego al confronto».
Linea di intransigenza completa, quindi, quella dell?associazione delle imprese assicuratrici. La strada che queste ultime percorreranno sarà solo la giudiziale – sottolinea Cerchiai – fino al massimo grado della Cassazione. Con la possibilità di una sconfitta dell?assicurato, il quale dovrà restituire – si affretta a ricordare terroristicamente l?associazione delle imprese assicuratrici – non solo quanto il giudice di pace ha stabilito come rimborso ma pagare le spese legali. Che, con il giudizio arrivato all?ultimo grado, possono arrivare fino a 3 mila euro. Come dire: attenzione a promuovere ricorso. Anche perché – sottolinea sempre Ania – contro le 700 cause vinte dai consumatori nel 2002, altre 400 sono finite a favore delle compagnie.
Cerchiai fa il duro, creandosi così un vero e proprio vuoto intorno. «Profondamente deluso» il senatore Pontone: «Speravo in un accordo extragiudiziale che portasse a un colloquio tra le parti, non solo per il futuro ma anche per l?oggi». Sulla stessa lunghezza d?onda le associazioni dei consumatori: il cartello assicurativo ha impoverito milioni di famiglie con aumenti ingiustificati, fatale che altrettanti milioni (18 secondo i calcoli delle associazioni) siano pronti a fare ricorso. Non basta: «Quando le società leggeranno le numerose sentenze di condanna dei giudici di pace che non lasciano loro scampo – minacciano i consumatori – temiamo sarà tardi per il dialogo».
Insomma, si prospetta un vero e proprio muro contro muro. Mentre il governo sta a guardare. E ritocca, anzi, di un altro 0,5% in meno il contributo del Fondo garanzia. Lo decide il ministro Marzano, che già aveva portato l?anno scorso lo stesso contributo dal 4 al 3%. Il ribasso totale è, quindi, dell?1,5%. «Ribasso di cui non hanno assolutamente goduto – ricordano le associazioni dei consumatori – gli assicurati». E al governo si rivolge l?ex ministro all?Industria e ai Trasporti, oggi responsabile economico dei Ds, Pierluigi Bersani: «Temo una partita di giro occulta dopo il salasso di fine anno. Il governo deve farsi parte attiva per favorire il dialogo tra Ania e consumatori».
Infine, tra imprese e assicurati è guerra di cifre. «Siamo stati obbligati agli aumenti – ricorda nella sua audizione a Palazzo Madama Fabio Cerchiai – dalla crescita dei costi per il risarcimento per i sinistri, non lontano dal 75% tra il 1995 e il 2000». «Dal 31 dicembre 1996 al dicembre 2002 – ribatte Intesa di consumatori, riportando dati ufficiali del ministero dell?Economia – c?è stato un incremento delle tariffe del 94,65%, 6,7 volte più dell?inflazione, che nello stesso periodo si è attestata al 14,05%».
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