24 Gennaio 2003

Rc auto, le compagnie fanno muro



Rc auto, va giù duro il presidente di Ania, Fabio Cerchiai, sulla questione dei rimborsi agli assicurati dopo la condanna per ?cartello? alle principali compagnie italiane: «Non ci sono transazioni possibili – sottolinea nel corso di un?audizione al Senato voluta dal presidente della commissione Industria, il napoletano Franco Pontone (An) -. Non c?è il presupposto del danno, sarebbe ingiusto prelevare a questo titolo anche un solo euro dai bilanci». E rispedisce al mittente la richiesta di un incontro il 3 febbraio per trovare una soluzione al problema: «Non è percorribile il dialogo del ?vogliamo 200 euro, datecene 50?». Facendo così arrabbiare perfino la Cgil, il sindacato che nei giorni scorsi aveva espresso dubbi sui rimborsi a valanga, prevedendo rincari delle tariffe e, soprattutto, tagli al personale delle imprese: «Se occorreva una prova ulteriore della logica di cartello perseguita, l?Ania l?ha fornita – afferma Nicoletta Rocchi, segretaria confederale della Cgil – opponendo uno sprezzante diniego al confronto».
Linea di intransigenza completa, quindi, quella dell?associazione delle imprese assicuratrici. La strada che queste ultime percorreranno sarà solo la giudiziale – sottolinea Cerchiai – fino al massimo grado della Cassazione. Con la possibilità di una sconfitta dell?assicurato, il quale dovrà restituire – si affretta a ricordare terroristicamente l?associazione delle imprese assicuratrici – non solo quanto il giudice di pace ha stabilito come rimborso ma pagare le spese legali. Che, con il giudizio arrivato all?ultimo grado, possono arrivare fino a 3 mila euro. Come dire: attenzione a promuovere ricorso. Anche perché – sottolinea sempre Ania – contro le 700 cause vinte dai consumatori nel 2002, altre 400 sono finite a favore delle compagnie.
Cerchiai fa il duro, creandosi così un vero e proprio vuoto intorno. «Profondamente deluso» il senatore Pontone: «Speravo in un accordo extragiudiziale che portasse a un colloquio tra le parti, non solo per il futuro ma anche per l?oggi». Sulla stessa lunghezza d?onda le associazioni dei consumatori: il cartello assicurativo ha impoverito milioni di famiglie con aumenti ingiustificati, fatale che altrettanti milioni (18 secondo i calcoli delle associazioni) siano pronti a fare ricorso. Non basta: «Quando le società leggeranno le numerose sentenze di condanna dei giudici di pace che non lasciano loro scampo – minacciano i consumatori – temiamo sarà tardi per il dialogo».
Insomma, si prospetta un vero e proprio muro contro muro. Mentre il governo sta a guardare. E ritocca, anzi, di un altro 0,5% in meno il contributo del Fondo garanzia. Lo decide il ministro Marzano, che già aveva portato l?anno scorso lo stesso contributo dal 4 al 3%. Il ribasso totale è, quindi, dell?1,5%. «Ribasso di cui non hanno assolutamente goduto – ricordano le associazioni dei consumatori – gli assicurati». E al governo si rivolge l?ex ministro all?Industria e ai Trasporti, oggi responsabile economico dei Ds, Pierluigi Bersani: «Temo una partita di giro occulta dopo il salasso di fine anno. Il governo deve farsi parte attiva per favorire il dialogo tra Ania e consumatori».
Infine, tra imprese e assicurati è guerra di cifre. «Siamo stati obbligati agli aumenti – ricorda nella sua audizione a Palazzo Madama Fabio Cerchiai – dalla crescita dei costi per il risarcimento per i sinistri, non lontano dal 75% tra il 1995 e il 2000». «Dal 31 dicembre 1996 al dicembre 2002 – ribatte Intesa di consumatori, riportando dati ufficiali del ministero dell?Economia – c?è stato un incremento delle tariffe del 94,65%, 6,7 volte più dell?inflazione, che nello stesso periodo si è attestata al 14,05%».

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