Rc auto, l?assalto ai rimborsi corre su Internet
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fonte:
- Il Messaggero
Rc auto, l?assalto ai rimborsi corre su Internet
Nei siti dei consumatori i moduli da spedire alle compagnie e ai giudici di pace
ROMA – Si è diffusa via Internet, quasi fosse una sorta di catena di Sant?Antonio. Come chiedere alle compagnie di assicurazioni il risarcimento del danno per quell?accordo che ha portato a una maggiorazione sulle polizze auto? Il consumatore si è attrezzato a suo modo, ha usato la Rete e il messaggio ha fatto il giro d?Italia corredato da modulo e lettera da inviare alla società per ottenere indietro la cifra a titolo di rimborso, nel caso in cui esistesse effettivamente la lesione di un diritto soggettivo. Le associazioni dei consumatori hanno dato una mano: i facsimile sono stati predisposti da loro, poi, qualcuno ha cominciato a diffonderli via email. L?assicurato ha riempito il modulo e sul tavolo dei giudici di pace sono arrivati oltre ottomila ricorsi contro le compagnie.
Le strade consigliate per cercare di ottenere il risarcimento sono due: una stragiudiziale e una giudiziale. Quella stragiudiziale non è altro che una lettera raccomandata con la quale – viene spiegato dall?Adusbef Onlus – si chiede «bonariamente la restituzione del maltolto». È indirizzata alla compagnia, ha per oggetto la polizza Rc auto ed esige «il rimborso delle quote dei premi illegittimamente pagate, giusta provvedimento dell?Autorità garante della concorrenza e del mercato n.8546 del 28 luglio 2000, confermato con sentenza del Tar del Lazio e del Consiglio di Stato». I passaggi successivi invitano e diffidano «all?immediata restituzione della somma di euro, pari al 20 per cento dei premi erogativi dal 1995 al 2000, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria».
La fase giudiziale è basata su una citazione al giudice di pace che, per l?articolo 7 del Codice di procedura civile, è competente per le cause relative a beni mobili di valore non superiore a 2500 euro. Se poi il valore non eccede 516,46 euro le parti possono stare in giudizio personalmente. L?atto di citazione deve indicare tutti i dati anagrafici del citante. Bisogna specificare la compagnia di assicurazione e il tipo di polizza. Naturalmente, è bene sottolinearlo, non è sempre detto che l?utente abbia ragione. È il giudice di pace a stabilirlo, così come spetta a lui decidere quanto vada rimborsato.
Le associazioni dei consumatori, in testa l?Adusbef, ma anche il Codacons, l?Adoc e la Federconsumatori, plaudono alle sentenze che sembrano aver dato finora ragione all?utente, anche se l?ultima parola spetterà alla Corte di Cassazione che, al momento, non si è espressa. Tutto questo mentre le imprese, rappresentate dall?Ania, avvertono: «La corsa al rimborso è fuorviante e può indurre a inutili contenziosi giudiziari». Finora, sempre per l?Ania, «sui quasi 9000 ricorsi presentati, se 700 pronunce sono state a favore dei consumatori, 400 invece hanno negato il diritto». Le associazioni, però, sono praticamente certe: «Sui tavoli dei giudici di pace di tutta Italia potrebbero arrivare circa 18 milioni di ricorsi, tanti quanti sono i possessori delle polizze Rc auto che hanno subìto l?aumento imposto dal cartello di imprese».
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