15 Gennaio 2003

Rc Auto, infuria la guerra dei rimborsi

Secondo l?Ania sono 8.700 i ricorsi presentati, 700 conclusi a favore degli assicurati e 400 delle compagnie. Ma potrebbero arrivare a 100 mila

Rc Auto, infuria la guerra dei rimborsi

Contro le sentenze dei giudici di pace le compagnie vanno in Cassazione. Oggi primo verdetto




ROMA – Crescono di ora in ora le richieste di rimborso presentate dagli assicurati ai giudici di pace sui premi Rc auto pagati tra il ?95 e il 2000, anno nel quale l?Antitrust multò per 700 miliardi di vecchie lire diciassette compagnie assicurative che rappresentano il 90% del mercato dell?assicurazione obbligatoria sull?automobile. L?accusa era quella di essersi scambiate informazioni sulle tariffe. Ovviamente per tenere in premi artificialmente alti. Questo intervento dell?autorità che vigila contro i cartelli tra imprese ha aperto la strada ai ricorsi dei cittadini. Il meccanismo si è messo subito in moto. L?Adusbef, poi seguita da altre associazioni dei consumatori, ha messo sul proprio sito il modulo da spedire alla compagnia assicurativa per chiedere indietro una parte del premio pagato, e, in caso di rifiuto, quello da presentare al magistrato. Dopo l?Antitrust è intervenuto anche il Consiglio di Stato, rilevando come lo scambio di informazioni sui contratti e sui prezzi abbia danneggiato gli assicurati con una maggiorazione dei premi intorno al 20%.
I giudici di pace hanno cominciato a lavorare a pieno ritmo, e si è aperto un nuovo fronte di scontro tra compagnie e assicurati che non ci risparmia neppure l?ennesima guerra sui numeri. Secondo l?Ania, l?associazione delle compagnie, a Natale le cause avviate erano 8.700, delle quali 700 perse dalle imprese, e 400 concluse a loro favore, cifra più, cifra meno. «I ricorsi già vinti sono centinaia, e per quello che ci riguarda non ne abbiamo perso nessuno», dice Elio Lannutti, presidente dell?Adusbef. Solo l?Adusbef ha già raccolto 46 mila ricorsi. Tenendo conto che in Italia sono aperti 400 sportelli ad hoc delle varie associazioni dei consumatori, i giudici di pace potrebbero venire letteralmente travolti da una marea di 100 mila cause contro le 17 compagnie multate dall?Antitrust (Allianz, Subalpina, Assitalia, Axa, Azzurritalia, Fondaria, Gan, Generali, Helvetia, Lloyd Adriatico, Milano assicurazioni, Ras, Reale Mutua, Sai, Toro, Unipol, Winterthur, Zurigo).
L?Ania cerca di arginare tutto questo attivismo dei consumatori. Ricorda che non sono poche le volte in cui i giudici di pace hanno dato ragione alle compagnie. E che la multa dell?Antitrust non vuol dire automaticamente che i clienti saranno rimborsati. «E? fondamentale individuare e poter dimostrare l?esistenza del danno, il suo ammontare, nonché il fatto che esso sia conseguenza diretta dello scambio di informazioni tra imprese». Insomma, sottolinea l?Ania, il diritto al risarcimento deve essere provato caso per caso.
Per scoraggiare la marea montante, diverse compagnie assicurative hanno cominciato a fare ricorso in Cassazione contro i giudizi avversi dei giudici di pace. Una mossa che potrebbe però rivelarsi un boomerang. Ne è convinto il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti. Proprio oggi arriverà la prima sentenza della Cassazione. «Siamo assolutamente convinti che darà su tutti i fronti ragione ai consumatori», ci dice. E allora? «Le compagnie devono scendere a patti con le associazioni dei consumatori. L?Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons, e Federconsumatori, ndr.) è disponibile a discutere tutte le soluzioni possibili, ovviamente positive per i cittadini».
Più volte la Cassazione si è occupata di Rc auto. Con una recente sentenza ha reso più facile la strada dei ricorsi affidando ai giudici di pace, anzichè alla Corte d?Appello come richiesto da una assicurazione, la competenza a decidere della questione. Questo vuol dire niente spese processuali e spese per avvocati per rimborsi fino a 516 euro, cifra al di sotto della quale si colloca la quasi totalità dei ricorsi sinora presentati.
Tra le primissime sentenze arrivate, che quindi, come si dice, hanno “fatto giurisprudenza“, c?è quella contro l?Allianz Subalpina pronunciata dal giudice di pace di Laviano, l?altra contro la Tirrena, del suo collega di Sala Consilina. Inutile dire che hanno entrambe condannato le compagnie.

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