25 Febbraio 2010

Rc auto, incombe il rischio aumento

 

Le tariffe delle polizze Rc auto rischiano di aumentare ancora. Lo scarto tra premi incassati e sinistri più costosi si aggira oggi intorno al 5-8%, un fabbisogno che mette in affanno le compagnie assicurative e che potrebbe essere scaricato sui prezzi. E’ questa la «preoccupazione» espressa dal presidente dell’ Ania, l’ associazione delle imprese del settore, Fabio Cerchiai, in occasione di un’ audizione alla Camera. L’ allarme fa, però, storcere il naso ai consumatori, che sottolineano come i rialzi non siano una novità: Adiconsum e Federconsumatori hanno calcolato dal ‘ 96 a oggi un rialzo del 170%. «Nel 2009, da una prima stima, – ha spiegato Cerchiai – risulta che su 100 euro incassati le imprese ne hanno spesi 105». E, senza interventi correttivi, il divario nel corso del 2010 crescerà ancora. Insomma, per il presidente degli assicuratori di fronte a «questo incontestabile quadro negativo» la tendenza alla riduzione dei prezzi degli ultimi cinque anni è «destinata inevitabilmente a interrompersi» e a lasciare il campo ad eventuali rincari. Anche se, ha assicurato, «un aumento di spesa di queste dimensioni (5-8%) non penso si verificherà entro 2010», il pericolo diventerà concreto nei prossimi anni se le cose non cambieranno. «Oggi, sicuramente, ci sono tensioni tariffarie – ha affermato – che la concorrenza tra le imprese fa sì che si sviluppino in modo diverso». In media, secondo l’ analisi dell’ Ania, le aziende del settore devono fare i conti con «un fabbisogno tariffario tra il 5% e l’ 8%». Secondo l’ Ania la prima causa del cattivo stato in cui versa il settore Rc auto è la frequenza dei sinistri, l’ indicatore negli ultimi 9 mesi del 2009 ha raggiunto quota 8,6%, un valore doppio rispetto alla Francia. L’ aumento ha ricevuto una spinta determinante, secondo l’ associazione, dalla «piaga delle frodi»: il 2,5% dei sinistri sarebbe d’ origine fraudolenta. Dunque per Cerchiai è necessaria un’ Autorità nazionale anti-frode, che insieme ad altri interventi potrebbe por rimedio all’ aumento dei costi e al rischio di rincari. Ma per il Codacons si tratta solo di un «pianto greco per giustificare i prossimi rincari». Sulla stessa linea l’ Adiconsum: «La maggiore spesa per i sinistri rappresenta un business per le compagnie». Mentre Adusbef e Federconsumatori trovano una conferma alle loro stime: avevano ipotizzato per il 2010 rialzi aggiuntivi, intorno al 15%.

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