24 Aprile 2003

Rc auto, in Italia il record europeo dei rincari

Rc auto, in Italia il record europeo dei rincari


L?accusa dell?Antitrust: «Dal ?94 prezzi raddoppiati, la liberalizzazione è fallita»




ROMA – Premi Rc auto «più che raddoppiati» in meno di dieci anni. Tariffe quintuplicate. Polizze che costano più del veicolo assicurato. E la «maglia nera» degli aumenti in Europa: »11,6% contro »4,8% solo nel 2002. Le conclusioni dell?indagine dell?Autorità della concorrenza, sintetizzate ieri in un provvedimento del presidente, Giuseppe Tesauro, tracciano un quadro impietoso del settore Rc auto dopo la liberalizzazione tariffaria avviata nel 1994. Due i rimedi suggeriti: il passaggio dall?agente monomandatario a quello che può lavorare per più imprese; l?indennizzo a carico della compagnia del danneggiato. E le parti sociali chiedono di rivedere il decreto «salva-compagnie».


I PREZZI – «L?aumento dei premi ha finito con il rappresentare una caratteristica costante e non solo transitoria» scrive l?Antitrust. Non solo, «a fronte di una scarsa innovazione e di un?invariata qualità dei prodotti, i premi sono sistematicamente aumentati in misura eccezionalmente elevata, rapportata agli altri Paesi europei». Insomma gli incrementi non sarebbero giustificati. Tra le cause, il fatto «che le imprese hanno reagito in maniera inadeguata alla crescita dei costi, adottando soluzioni in comune che hanno contribuito a accelerarla».



I COSTI – Nel periodo 1994-2001 i premi sono raddoppiati. Con riferimento ai singoli profili nel periodo 1994-2003 i premi arrivano a quintuplicarsi, interessando anche le classi migliori. In alcuni casi i premi richiesti «sono stati così elevati da renderne impossibile la copertura». E? il caso del neoassicurato napoletano cui nel gennaio 2003 è stato richiesto un premio 19 volte quello che avrebbe pagato 9 anni fa. L?Antitrust rileva tuttavia che sono aumentati «con intensità analoga» gli esborsi complessivi per i sinistri (»70%), almeno fino al 2000 e il costo medio dei servizi di riparazione.



LE CAUSE – «Ridotta tensione concorrenziale» è questa la causa degli aumenti, secondo l?indagine. Due i fattori principali: il rapporto di esclusiva tra compagnia e agenti, che comporterebbe l?impossibilità per i consumatori di paragonare le offerte e scegliere la più conveniente. Ma anche la «terzietà dell?indennizzato». Cioè il fatto che l?indennizzato non è cliente della compagnia che paga. Questo ridurrebbe i comportamenti virtuosi da parte dei soggetti coinvolti, anzi indurrebbe qualcuno a approfittarne. Inutili, se non «controproducenti», gli accordi tra Ania (associazione compagnie) e carrozzieri sul costo delle riparazioni.



I RIMEDI – L?Antitrust propone di passare all?indennizzo diretto: paga la compagnia di chi è stato danneggiato che, in questo modo, ha interesse a limitare i costi, facendo accordi con i carrozzieri e controllando il «parco auto» dei clienti . Ma c?è un problema. Secondo l?Antitrust rompere il meccanismo della responsabilità civile significa che l?assicurazione deve coprire qualsiasi danno, a prescindere dalla verifica delle responsabilità. Una circostanza che potrebbe fare aumentare i premi. Allora meglio il sistema «francese» che prevede, al posto del Cid, una convenzione in base alla quale la compagnia del danneggiato si rifà su quella del danneggiante non sulla base dei costi effettivamente sostenuti ma su un importo fisso, commisurato a un valore medio storico dei risarcimenti pagati in un certo periodo. Infine l?Antitrust propone che l?agente possa servire più compagnie, in modo che le offerte possano essere confrontabili.
I consumatori plaudono: Intesa e Coalizione trovano nell?indagine la conferma alle proprie denunce. Il sottosegretario alle Attività produttive Mario Valducci annuncia il «pugno di ferro» sulla sicurezza stradale e la possibile introduzione dell?indennizzo diretto. I leader della Cgil, Guglielmo Epifani e della Uil, Luigi Angeletti chiedono la modifica del decreto che blocca i ricorsi contro le compagnie.

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