Rc Auto: i Consumatori ricorrono alla Corte Costituzionale
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fonte:
- Miaeconomia.it
La polemica sul decreto `salva-comapgnie`, come la definiscono i Consumatori, sbarca alla Corte Costituzionale.
Nel nostro ordinamento è escluso che un singolo o un ente possa sollevare l`eccezione di costituzionalità essendo richiesta la rimessione da parte di un giudice a quo.
Pertanto l`Intesa, che riunisce quattro delle principali sigle (Federconsumatori, Adoc, Adusbef e Codacons) ha sollevato la questione davanti al giudice di pace di Roma.
Le disposizioni considerate in violazione del dettato costituzionale riguardano, in particolare, la nuova disciplina che introdurrebbe il limite a 1.100 euro per il giudizio `secondo equità` del giudice di Pace.
Dalla previsione sono esclusi i contratti compilati attraverso moduli o formulari, cioè i contratti standard definiti `di massa`.
In primo luogo, sostengono le associazioni, è stato violato il principio di ragionevolezza, contenuto all`articolo 3 della carta costituzionale, che vieta la disparità di trattamento giuridico tra i cittadini.
Sottrarre i contratti di massa al giudizio secondo equità viola apertamente questo principio, sostengono i consumatori.
Non solo.
È a rischio anche il diritto di difesa e delle funzioni riservate al potere giudiziario sancite dall`articolo 24 della carta costituzionale.
E poi c`è l`articolo 77 che sancisce i presupposti del decreto legge, che è un provvedimento dell`esecutivo, sottratto quindi alla volontà del Parlamento che rappresenta la volontà della maggioranza.
La deroga alla disciplina per legge di qualsiasi materia può avvenire solo a patto che ci siano i presupposti di necessità e urgenza.
Non è questo il caso, ribadiscono i Consumatori.
Senza contare la violazione di quanto sancito dalla Convenzione dei diritti dell`uomo, che all`articolo 6 prevede il diritto di tutti i cittadini a un processo equanime che si svolga in tempi rapidi.
L`Intesa dei consumatori ha presentato il ricorso durante la causa intrapresa da un associato dell`Adusbef contro la compagnia Unipol.
Proprio nel mezzo di un simile bailamme spunta fuori un altro dubbio di legittimità.
Questa volta si tratta del decreto del 2000, nel frattempo abrogato, che fissava il blocco delle tariffe Rc Auto.
In particolare, la Corte di giustizia europea `ritiene in contrasto con il diritto comunitario la normativa italiana` che imponeva il congelamento dei premi dell`assicurazione obbligatoria sui veicoli a motore.
Si tratta, secondo i magistrati europei che hanno accolto l`interpretazione dell`Esecutivo Ue, di una `violazione del principio della libertà tariffaria` in base alla direttiva europea del 1992 relativa all`assicurazione diretta.
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