9 Febbraio 2003

Rc auto, i consumatori puntano alla Corte costituzionale

Rc auto, i consumatori puntano alla Corte costituzionale
L`Intesa dei consumatori eccepirà l`incostituzionalità contro il decreto frena-rimborsi, approvato dal Consiglio dei ministri. Appello ai parlamentari di governo e opposizione







MILANO – Boicottaggio contro le compagnie assicurative, manifestazioni di piazza e segnalazione dei parlamentari che approveranno il “decreto truffa“, come le associazioni dei consumatori definiscono il provvedimento approvato ieri dal governo, che di fatto rende più difficili le richieste di rimborso dei premi Rc auto.

Ma la prima mossa annunciata dall`Intesa, che riunisce Adusbef, Adoc, Codacons e Federconsumatori, è il ricorso alla Corte Costituzionale. “Già lunedì – dice Elio Lannutti, presidente dell`Adusbef – i nostri avvocati solleveranno l`eccezione di incostituzionalità“ contro il decreto, che secondo il ministro Marzano scongiura il pericolo di ulteriori aumenti.

Da parte dei consumatori, però, sono in programma anche “manifestazioni di piazza“, sotto Palazzo Chigi e, forse, sotto il ministero della Giustizia, per protestare contro il “ministro dell`Ingiustizia“ Roberto Castelli, che ha presentato il decreto in Consiglio. L`Intesa, che “non ha obiettivi politici“, si appella “ai parlamentari di governo e opposizione“, affinché non approvino il decreto e annuncia che “segnalerà in ogni collegio“ i candidati che voteranno la conversione in legge del provvedimento.

Spera nella via parlamentare anche Altroconsumo, che chiede alle Camere di ?bocciare in toto? il decreto. Per risolvere il problema dei rimborsi, l?associazione chiede il ?ripristino del fondo costituito dalle multe pagate dalle imprese? (oltre 300 milioni di euro), che ?dovranno essere destinate a beneficio dei consumatori?; l`istituzione tra associazioni di consumatori e imprese di un ?collegio tecnico-arbitrale? indipendente, cui affidare la soluzione della controversia.

A difendere il provvedimento, a nome del governo, interviene il ministro delle Attività produttive. Secondo Antonio Marzano, senza il decreto le domande di risarcimento sarebbero state una sorta di boomerang per gli stessi consumatori: “Se fossero partite tutte le richieste di rimborso ? ha sottolineato il ministro ? le compagnie avrebbero dovuto pagare cifre tali che si sarebbero rivalse aumentando i premi sulle assicurazioni?. E contro gli aumenti ingiustificati delle tariffe il governo punta sul comitato di controllo, che sarà ?l`avamposto dell`esecutivo? in difesa dei consumatori.




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