13 Maggio 2005

Rc auto, è di nuovo scontro

Rc auto, è di nuovo scontro

?Da quasi due anni le tariffe Rc auto sono pressoché ferme?. A sostenerlo è il direttore generale dell?Ania, Gianpaolo Galli, intervenuto in commissione Finanze alla Camera per un?audizione.
Da maggio 2003, quando è stato siglato il protocollo d?intesa tra Ministero per le Attività Produttive, Ania e associazioni dei consumatori (con esclusione di Adusbef e Federconsumatori Adoc e Codacons che insieme formano l?Intesa dei consumatori) – ha spiegato Galli – il tasso di crescita delle polizze assicurative obbligatorie è stato di appena l?1,60%. Mentre nello stesso periodo l?inflazione generale ha registrato una cresciuta del 3,69%. Ad oggi, inoltre, – secondo gli ultimi dati Istat – l?inflazione tendenziale (marzo 2005 su marzo 2004) dell?Rc auto si è attestata sullo 0,88%?.

Secondo l?Ania, dunque, le tariffe sono quasi bloccate. Ma allora per ché i prezzi delle polizze ancora non scendono?
Tra le cause che impediscono questa diminuzione, spiega Galli, è risultato determinante l?aumento del costo del sistema degli anni passati.
Nel 2004 – continua il direttore generale dell?Ania – i sinistri con danni alla persona sono diminuiti del 2,1%, ma i costi continuano a lievitare ad una media del 4,4%. E i numeri forniti dall?Ania sono chiari: in Italia l?incidenza degli incidenti con feriti sul totale di tutti i sinistri è di circa il 20%, mentre nel 1983 il dato era al di sotto del 9%. Risultato che risultava analogo all?attuale media europea. Inoltre – aggiunge Galli – a noi risulta che mentre si riduce un po? il numero di incidenti, continua ad aumentare invece il costo medio di ogni incidente: lo scorso anno è aumentato del 4,4% e la frequenza è scesa del 2,4%.

Pronta la replica dei consumatori.
Le tariffe assicurative tutto sembrano tranne che ferme. Negli ultimi 4 anni – tuonano Adusbef, Codacons e Federconsumatori – le tariffe Rc auto sono aumentate del 29,5%, vale a dire 3 volte più dell?inflazione (+9,9%). Così gli incrementi contenuti di cui parla Galli – specifica il Codacons – rappresentano comunque un fattore negativo, perché le tariffe dovrebbero scendere almeno del 20% per via della minore incidentalità registrata a seguito dell?introduzione della patente a punti (-18%).

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