13 Dicembre 2005

Rc auto, compagnie multate per le tariffe dei risarcimenti

Puniti gli accordi pregressi con periti e carrozzieri sui costi delle riparazioni

Rc auto, compagnie multate per le tariffe dei risarcimenti


L`Antitrust chiede 2 milioni all`Ania: concorrenza violata I consumatori all`attacco: servono consulenti “terzi“ scelti dagli assicurati

ROMA – Le compagnie assicuratrici entrano di nuovo nel mirino dell`Antitrust che punisce per la prima volta direttamente l`Ania, con una sanzione di 2,2 milioni di euro. Secondo l`Autorità presieduta da Antonio Catricalà, l`associazione che rappresenta il mondo assicurativo ha dato vita “ad un`intesa restrittiva della concorrenza, favorendo la diffusione di parametri di costo uniformi per la determinazione dell`entità dei risarcimenti per danni“. In sostanza, la lente del Garante ha messo a fuoco la raccolta dei dati messa in atto dall`Ania relativa ai costi dei ricambi, ai tempi di lavoro dei carrozzieri e al complesso delle riparazioni sulle auto. Un sistema che, a detta dell`Authority, ha segnato la strada a tutte le compagnie dando un colpo secco alla concorrenza nel settore. Per questo, l`Antitrust ha stabilito una sanzione pari a 2 milioni di euro. Il secondo intervento riguarda l`Ania e le associazioni dei periti assicurativi che “attraverso l`accordo sulle tariffe delle prestazioni, hanno attuato un`intesa restrittiva della concorrenza“, violando l`articolo 81 del trattato comunitario. In questo caso l`ammenda è pari a 200.000 euro per l`Ania, 1.000 euro per Aicis e Snapis, 800 euro per Cnpi. Nessuna sanzione, invece, per Snapi, Snapia e Uipa. L`istruttoria era stata avviata nel luglio 2004, per valutare il patto stipulato l`anno prima tra l`Ania e le associazioni dei consulenti. Un accordo che definiva sia il valore dei compensi corrisposti ai periti assicurativi dalle imprese, sia le modalità ed i criteri di accertamento dei danni: “In particolare – spiega l`Antitrust – l`accordo prevedeva l`utilizzazione di un modulo standard predisposto dall`Ania e l`applicazione dei parametri di costo delineati dall`accordo Ania-carrozzieri – saltato due anni fa – come i prezzi dei pezzi di ricambio originali, i tempi di riparazione e di sostituzione delle autovetture, nonché i costi della manodopera“. Altro caso quello dei listini dei periti pattuito con l`Ania. Questa intesa prevedeva per i danni fino a 15.500 euro l`applicazione di una percentuale a favore dei consulenti compresa tra l`1,7% e l`1,9%. Oltre i 15.500 euro e fino a 25.000 euro, la percentuale applicata era compresa tra l`1,2% e l`1,4% mentre al di sopra dei 25.000 euro, la quota riservata ai periti andava dall`1% all`1,2%. In sostanza una politica dei prezzi controllati che non avrebbe lasciato alcun margine alla libera contrattazione delle perizie che, ricordiamo, rappresentano una voce significativa dei costi di liquidazione: nell`esercizio 2002 queste spese pesavano per il 6,5% degli importi. Su un totale di 12 mila miliardi di euro le spese di liquidazione ammontavano quindi a 790 milioni. Diverse le reazioni al provvedimento. L`Ania, col presidente Fabio Cerchiai parla di “una misura sorprendente e obiettivamente priva di fondamento, che sarà impugnata davanti al Tar. L`istruttoria dell`Antitrust aveva come oggetto l`accordo con i periti, in sostanza un accordo nazionale di lavoro, non diverso da tanti altri. La verità – aggiunge Cerchiai – è che l`Ania ha sempre cercato in tutti i modi di contribuire a tenere sotto controllo il costo dei risarcimenti perché questo è nell`interesse delle imprese e perché solo in questo modo è possibile contenere la dinamica dei prezzi delle polizze“. I periti, dal canto loro si dicono “esterrefatti“. Tra i consumatori, l`Adiconsum rilancia la proposta “del perito terzo indipendente, scelto dall`automobilista“ mentre l`Intesaconsumatori, “chiede all`Ania il risarcimento dei danni e l`apertura di procedimenti disciplinari, compresa la cancellazione dall`albo, per i periti che hanno dato vita alle infrazioni riscontrate dall`Antitrust“.

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