15 Aprile 2010

RC AUTO: CERCHIAI, CONTI IN ROSSO, AUMENTI NECESSARI/ANSA

IN 2009 -3,4% MA ORA STOP RIBASSI; CONSUMATORI INSORGONO

(ANSA) – ROMA, 15 APR – Le compagnie di assicurazione hanno
chiuso il 2009 con i conti ‘tecnici’ (al netto dei rendimenti
finanziari) in rosso, registrando la prima perdita dal 2002. Non
c’é da stupirsi quindi se le tariffe dell’rc auto sono in
aumento e se "la serie storica di riduzione dei prezzi che il
settore ha registrato a partire dal 2005 è necessariamente
destinata ad interrompersi". Il presidente dell’Ania, Fabio
Cerchiai, passa così al contrattacco parlando dei prezzi delle
polizze rc auto, definendo gli aumenti "necessari", anche se
al momento non stimabili nella loro entità.
   Pur distinguendo i prezzi pagati effettivamente dagli
assicurati dalle tariffe, cioé dai prezzi di listino che non
tengono conto di sconti, promozioni e bonus malus, Cerchiai ha
riconosciuto che, dopo il calo dell’11,3% degli scorsi 5 anni
(-3,4% solo nel 2009), i prezzi medi torneranno quest’anno ad
aumentare. Anche se con ogni probabilità non con le stesse
proporzioni rilevate recentemente dall’Isvap per le tariffe
(+14%).
   Il motivo è semplice: gli incrementi sono "la conseguenza
dello squilibrio tecnico cominciato nel 2008 e in ulteriore
aggravamento nel 2009", chiusosi in perdita per il settore. Sui
bilanci hanno infatti gravato gli "impropri" interventi
legislativi (dispositivi in materia di bonus/malus) e la mancata
adozione di provvedimenti più volte sollecitati dalle imprese,
come l’istituzione dell’agenzia antifrode e l’attuazione della
disciplina prevista dal Codice delle assicurazioni in materia di
valutazione economica dei danni alla persona. A conti fatti, ha
evidenziato il presidente dell’Ania, i costi derivanti da "tale
squilibrio" vanno a ripercuotersi "sull’intera
collettività".
   Parole che hanno fatto insorgere i consumatori. Secondo le
associazioni i rincari non sono in realtà mai finiti, e quelli
annunciati da Cerchiai sono gli ennesimi di una lunga serie.
Adusbef e Federconsumatori denunciano infatti un’impennata negli
ultimi 16 anni, dal 1994 ad oggi, di ben il 170%, con un ultimo
incremento del 15% su cui, affermano, è convenuto anche
l’Isvap. Il Codacons parla invece di aumenti del 5% annuo, con
"le situazioni più critiche a danno dei neopatentati e del sud
Italia, dove in molte zone assicurare un motociclo costa più del
mezzo stesso". (ANSA).

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