27 Giugno 2001

Rc auto, braccio di ferro Desiata-consumatori

All?assemblea annuale dell?associazione il ministro Marzano chiede una moratoria degli aumenti

Le compagnie: è difficile

Rc auto, braccio di ferro Desiata-consumatori

L?Ania: polizze con franchigia per ridurre i premi. Le associazioni: «Richiesta scandalosa»


ROMA ? L?unica via per ridurre il costo delle polizze è ridurre il numero e il costo del sinistri, e tagliare le gambe alle frodi «che hanno raggiungo un livello mai toccato in precedenza». Il combinato disposto di queste circostanze crea infatti un vero e proprio “caso Italia“, paese dove il numero e il costo dei sinistri è il doppio di quello della media europea.
All?assemblea annuale dell?Ania, l?associazione delle imprese assicuratrici, il presidente Alfonso Desiata avanza al nuovo governo una serie di proposte insieme ad un forte invito al dialogo, e accusa quello che lo ha preceduto – che ha imposto il blocco per un anno delle tariffe – di «aver indicato demagogicamente gli assicuratori come i responsabili dei mali italiani».

Antonio Marzano, neoministro delle Attività produttive, raccoglie la palla. «Oggi avete un governo stabile, con il vantaggio che si potranno evitare misure di emergenza come il blocco delle tariffe, e si possono fare interventi strutturali i cui effetti si vedono nel medio periodo». Ma poi, a sua volta, chiede agli assicuratori una moratoria negli annunciati aumenti delle tariffe «per dar tempo al governo di lavorare». Un invito che a Desiata non è piaciuto affatto, come non è piaciuto quella sollecitazione del ministro a comprimere gli alti costi di gestione, perchè «la nostra società non è disposta ad accettare rendite di posizione derivanti dall?obbligatorietà dell?Rc auto».
Insomma, dal primo incontro ufficiale tra il presidente delle compagnie assicuratrici e il suo ministro “di riferimento“, emerge una comune volontà di marcare la svolta rispetto alla precedente gestione di Palazzo Chigi, ma anche che nel rapporto tra assicurazioni e ministero non c?è nulla di scontato, da entrambe le parti. Desiata risponde che la richiesta di moratoria degli aumenti delle tariffe annunciati per luglio non è soddisfabile dalle grandi società quotate in Borsa. «Hanno già fatto i loro budget e li hanno comunicati agli analisti finanziari». Il problema è quindi irrisolvibile su quel fronte, «mentre le altre potranno fare qualcosa».

Poi indica la sua ricetta per ridurre le tariffe, perchè «il premio non è una tassa imposta ai cittadini, ma il modo per pagare i sinistri». E i conti non tornano, il ramo Rc auto continua a chiudere in profondo rosso. Patente a punti, patentino per i ciclomotori, riduzione del tasso alcolemico consentito per mettersi alla guida, maggior uso di cinture, varo del Piano nazionale sulla sicurezza stradale. Questa è la strada, dice Desiata, che annuncia anche la costituzione di una Fondazione «dedicata esclusivamente ala soluzione delle problematiche della sicurezza stradale». Oltre a ridurre il numero degli incidenti, bisogna poi ridurne il costo. Di qui la richiesta di una legge che «consenta alle compagnie di provvedere alla riparazione dei veicoli in alternativa al risarcimento del danno».

E soprattutto «formule tariffarie che prevedano un contributo dell?assicurato al risarcimento del danno». La proposta di Desiata «che consentirebbe significative riduzioni di premio», sta nella richiesta di «una franchigia opponibile al danneggiato, di fronte al quale, per la parte di danno in franchigia risponderebbe direttamente in proprio chi ha causato il danno». Un modo per responsabilizzare gli automobilisti ad una guida più prudente, e disincentivare i falsi sinistri. Le associazioni dei consumatori dicono subito no. Per Federconsumatori e Codacons «è inaccettabile», o «scandaloso», il progetto di concilicazione «lesivo degli interessi dei danneggiati».
E, a proposito dei rincari sulla Rc auto che scatteranno da luglio, l?Adusbef stima che costeranno mediamente ad ogni consumatore circa 180.000 lire in più a polizza, essendo dell?ordine del 12-15%. La guerra delle cifre continua, perchè secondo Desiata non supereranno il 2%.

Sul fronte fiscale Desiata e Marzano si sono trovati d?accordo. Il ministro ha spiegato che il governo punta «a ridurre gradualmente il livello di tassazione». Sul settore grava unl?aliquota del 12,5% contro una media Ue del 7-8%.

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