24 Novembre 2011

Rc auto, boom dei costi Consumatori in rivolta

Rc auto, boom dei costi Consumatori in rivolta

DA MILANO  U n elenco di rincari che va dal 27% per le auto al 45% per le moto. È quello presentato ieri dall’ Isvap (l’ istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private) in audizione al Senato a proposito dell’ Rc auto: gli aumenti, nell’ arco di due anni – da ottobre 2009 al mese scorso – sono stati pari al 26,9% per un 40enne in classe di massimo bonus, al 20,2% per un neopatentato alla guida di un’ automobile, al 27,9% per un neopatentato alla guida di un ciclomotore, con una punta al 45,4% per un 18enne alla guida di un motociclo. Gli incrementi più rilevanti si sono verificati nel 2010, ma anche nei primi nove mesi di quest’ anno si è assistito «a un ritocco al rialzo di una situazione in realtà già consolidatasi », come ha sottolineato il vice direttore generale Isvap Flavia Mazzarella. Aumenti dovuti in gran parte alle difficoltà attraversate dalle imprese: nel 2010 il conto tecnico del settore è stato in perdita per circa 700 milioni, «anche per effetto del minor apporto della gestione finanziaria». Dello stesso avviso Vittorio Verdone, responsabile del settore auto Ania: «in due anni le compagnie hanno perso più di un miliardo di euro. Le cause vanno ricercate nel livello eccessivo dei costi dei risarcimenti», che per Verdone «non si riesce a ridurre». Alcune soluzioni, però, ci sarebbero: dalla revisione del bonus-malus alla razionalizzazione dell’ indenizzo diretto «che va reso esclusivo – ha spiegato Mazzarella – , dal contrasto delle frodi al completamento della disciplina del danno alla persona, potrebbero portare a un contenimento del costo dell’ Rc auto del 15-18%». A preoccupare l’ Isvap, in particolare, il fenomeno dei finti incidenti che mascherano frodi ai danni delle assicurazioni: lo scorso anno sono stati oltre 69mila – il 2% del totale – per un importo pari a 298 milioni. Secondo Verdone va rivista «la procedura delle offerte di risarcimento, che prevede oggi tempi troppo stretti per approfondire i casi fraudolenti». I dati diffusi ieri hanno provocato reazioni polemiche dalle associazioni di consumatori, che parlano di aumenti «scandalosi e ingiustificati ». Federconsumatori ha calcolato solo quest’ anno un aumento in media di oltre il +12%, con picchi che superano il 25% per i neopatentati. «A peggiorare il quadro – ag- giunge l’ associazione – contribuiscono anche le azioni di disdetta e l’ abbandono di intere zone da parte delle compagnie, fenomeno che si sta diffondendo a macchia d’ olio soprattutto nel Sud». Il Codacons punta il dito sulla differenza delle tariffe italiane rispetto agli altri Paesi europei: «nel nostro Paese una polizza Rc auto costa 5 volte di più rispetto alla media europea: in Germania, per assicurare un’ auto, si spendono mediamente 222 euro, in Francia 172 euro, e in Spagna 229. In Italia, invece, il costo medio è tra 900 e 1.000 euro». E Adiconsum rincara la dose, ricordando «le pesanti sanzioni comminate dall’ Isvap alle compagnie» e criticando un sistema «pensato anni e anni fa». Per questo, ha annunciato il segretario Pietro Giordano, «chiediamo ad Ania di ridefinirlo congiuntamente: ormai non è più accettabile, soprattutto in una situazione di crisi economica come l’ attuale». Non solo, ma è necessario «intraprendere con decisione anche la strada della conciliazione paritetica, che elimina ulteriori spese ai consumatori e solleva la giustizia pubblica, inondata da migliaia di cause». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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