Rc auto: battaglia davanti alla Consulta
-
fonte:
- Il Piccolo
Marzano getta acqua sul fuoco: «Evitiamo nuovi aumenti delle polizze»
ROMA – Lo scontro sul decreto che frena i ricorsi per il caro tariffe Rc auto finirà davanti alla Corte costituzionale. A deciderlo è stata l?Intesa dei consumatori, uno dei due cartelli delle associazioni di tutela dei consumatori (ne fanno parte Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), annunciando che già da domani il provvedimento «sarà impugnato nelle numerose udienze fissate davanti al giudice di pace». Ma lo scontro avviato sul decreto, varato l?altro giorno dal governo e considerato un vero e proprio regalo alle compagnie assicuratrici, è solo all?inizio. Se i consumatori sono sul piede di guerra, il governo non sembra affatto, almeno per il momento, intenzionato a fare marcia indietro. Tanto che ieri il ministro per le attività produttive Antonio Marzano è intervenuto per difendere il provvedimento.
Marzano ha anzi cercato di addolcire la pillola, definendo il decreto come un mezzo per evitare ulteriori aumenti delle polizze. «Se fossero partire tutte le richieste di rimborso in un numero così grande – ha detto infatti – le compagnie avrebbero dovuto pagare cifre tali che si sarebbero rivalse aumentando i premi sulle assicurazioni». Il ministro ha poi promesso l?istituzione di un comitato di controllo sul caro-prezzi: «Andrò fino in fondo, e se si verificheranno aumenti dei premi assicurativi al di sopra di una certa media, allora saranno chiamate le compagnie che applicano questi aumenti e gli si chiederà perché».
Promesse e rassicurazioni che però, sul fronte opposto, lasciano il tempo che trovano, specie in un momento come questo in cui si decidono le mosse per l?imminente battaglia davanti alla Consulta. Con il decreto, il governo ha innalzato a 1.100 euro il limite sotto il quale il giudice di pace decide con equità, ovvero con sentenze difficilmente impugnabili davanti alla Cassazione. La decisione con equità, inoltre, viene esclusa per contratti «di massa», ovvero quelli conclusi riempiendo un modulo, come accade appunto con l?rc auto. Una «palese incostituzionalità», accusa l?Intesa dei consumatori. «In questo modo si modificano le regole del gioco per favorire gli interessi delle compagnie contro i diritti dei consumatori».
Il ricorso alla Consulta è comunque solo il primo passaggio di una battaglia a più largo raggio destinata a uscire dai tribunali. La tappa successiva è infatti prevista in parlamento con l?invito rivolto a deputati e senatori a non votare «una legge iniqua». «Segnaleremo agli elettori i nomi di quanti ne favoriranno l?approvazione», è la minaccia lanciata dall?Intesa che promette anche manifestazioni e sit in di piazza. I cittadini sono stati «doppiamente scippati – prosegue il consorzio – prima con aumenti ingiustificati del 94% negli ultimi sei anni, a fronte di un?inflazione del 14,5%, e successivamente beffati e scippati dei loro diritti da una legge truffa consumatori». Non c?è solo l?Intesa a contrastare il governo: anche l?Adiconsum, un?altra associazione di consumatori, critica il decreto frena-ricorsi.
«Per fermare un rimborso il governo ha decapitato l?accesso alla giustizia per tutto il settore del consumo», ha spiegato Paolo Landi, presidente dell?Adiconsum. In pratica «viene eliminato il giudizio di equità per tutti i contratti di massa o di adesione. Si è quindi decapitato un diritto importante per i consumatori. Questo significa che per chiedere o contestare una bolletta o un servizio per l?acqua, il gas, la luce, l?assicurazione, il telefono, l?asilo, in futuro il consumatore dovrà rivolgersi all?avvocato, anche per contenziosi di pochi euro».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ASSICURAZIONI
