29 Aprile 2010

“Rc auto, aumenti necessari”

NLe compagnie di assicurazione hanno chiuso il 2009 con i conti «tecnici» (al netto dei rendimenti finanziari) in rosso, registrando la prima perdita dal 2002. Non c’ è da stupirsi quindi se le tariffe dell’ Rc auto sono in aumento e se «la serie storica di riduzione dei prezzi che il settore ha registrato a partire dal 2005 è necessariamente destinata ad interrompersi». Il presidente dell’ Ania, Fabio Cerchiai, passa così al contrattacco parlando dei prezzi delle polizze Rc auto, definendo gli aumenti «necessari», anche se al momento non stimabili nella loro entità. Pur distinguendo i prezzi pagati effettivamente dagli assicurati dalle tariffe, cioè dai prezzi di listino che non tengono conto di sconti, promozioni e bonus malus, Cerchiai ha riconosciuto che, dopo il calo dell’ 11,3% degli scorsi 5 anni (-3,4% solo nel 2009), i prezzi medi torneranno quest’ anno ad aumentare. Anche se con ogni probabilità non con le stesse proporzioni rilevate recentemente dall’ Isvap per le tariffe (+14%). Il motivo è semplice: gli incrementi sono «la conseguenza dello squilibrio tecnico cominciato nel 2008 e in ulteriore aggravamento nel 2009», chiusosi in perdita per il settore. Parole che hanno fatto insorgere i consumatori. Secondo le associazioni i rincari non sono in realtà mai finiti, e quelli annunciati da Cerchiai sono gli ennesimi di una lunga serie. Adusbef e Federconsumatori denunciano infatti un’ impennata negli ultimi 16 anni, dal 1994 ad oggi, di ben il 170%, con un ultimo incremento del 15% su cui, affermano, è convenuto anche l’ Isvap. Il Codacons parla invece di aumenti del 5% annuo, con «le situazioni più critiche a danno dei neopatentati e del sud Italia».

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