29 Novembre 2002

Rc auto: aumenti legittimi, solo se segnalati

Il Giudice di pace Palermo ha emesso un `verdetto` che piace molto ai consumatori e piacerà probabilmente anche agli assicurati.

D`ora in poi – si legge nella sentenza- se una compagnia assicuratrice non dimostrerà che il cliente ha ricevuto la lettera con la richiesta di aumento del premio, sarà tenuta a rinnovare il contratto alle vecchie condizioni e al vecchio prezzo.

L`Adiconsum ha sintetizzato in questi termini la notizia secondo cui Assitalia dovrà risarcire il proprietario di un ciclomotore che aveva pagato di più senza aver mai ricevuto la lettera.

In realtà la compagnia sostiene di aver inviato la comunicazione e che l`assicurato aveva cambiato domicilio.
La compagnia – spiega l`Adiconsum – non è stata quindi in grado di dimostrare che l`assicurato abbia ricevuto la comunicazione.
`La sentenza – spiega l`Adiconsum – fa chiarezza su una questione controversa che riguarda milioni di consumatori`.

Il problema sta tutto lì: nella rinnovabilità tacita del contratto di assicurazione.
In pratica, stabilisce che, `nei contratti rinnovabili tacitamente ogni anno, la compagnia assicuratrice, per poter legittimamente chiedere l`aumento sul premio pagato l`anno precedente, deve dimostrare non solo di aver inviato la comunicazione di aumento prima della scadenza, ma anche che tale comunicazione è stata ricevuta dal consumatore`.
L`Adiconsum, quindi, spiega che per ora le comunicazioni di aumento vengono inviate con il servizio `Postel` e non con raccomandata; per cui l`assicuratore non ne può dimostrare la ricezione.

Sul fronte dei rincari, le compagnie assicurative arrivano in ordine sparso all`appuntamento di fine mese, scadenza naturale per comunicare all`Autorità di vigilanza (l`Isvap) i nuovi profili tariffari in vigore fino al 30 giugno del 2003.
In ordine sparso e a condizioni diverse l`una dall`altra: metre alcuni big del settore (Sai e Ras) hanno preannunciato rincari nell`ordine del 6-8% (+8,3% per la compagnia di Salvatore Ligresti e + 6,2% per la società controllata dalla tedesca Allianz), altre compagnie si sono limitate a rincari più contenuti, con una buona percentuale comunque di società che hanno preferito non aumentare le tariffe, se non addirittura ridurle.
E` il caso, ad esempio, tra la decina di compagnie che hanno deciso di `raffreddare` le proprie tariffe, delle Generali e della Reale Mutua che hanno annunciato riduzioni rispettivamente del 2,24% (per i profili tariffari A e D, cioè neopatentati e 40nne senza incidenti) e del 2,64% e 1,30%.

L`incremento medio per la Rc auto atteso per il primo semestre del` 2003, desunto da una rapida analisi delle tabelle ministeriali, è del 2,65%.

Quasi 6 compagnie assicurative su 10 comunque – e qui sta la novità rispetto al passato – lasceranno invariate o ribasseranno le proprie tariffe nei prossimi mesi.
I tecnici del ministero anticipano che `il 58% delle imprese propone, per il primo semestre del 2003, premi assicurativi invariati o addirittura più bassi rispetto a quelli in vigore dal primo luglio 2002`.
Il 2002 – spiegano i tecnici del dicastero di Via Molise – dovrebbe chiudersi invece con un aumento medio dei prezzi assicurativi del 6,83%, caratterizzato da un andamento che ha registrato nei primi sei mesi incrementi del 4% mentre nell`ultimo semestre `si è verificato un raffreddamento della dinamica inflattiva` con un aumento medio pari al 2,65%.
In sostanza, il comportamento delle compagnie nell`ultimo semestre appare `dettato da una maggiore moderazione`, cui contribuirà in futuro anche l`approvazione della riforma del settore.

Ma le associazioni dei consumatori sono già pronte a scendere sul piede di guerra contro i rincari delle polizze Rc Auto.Gli aumenti cui Isvap e ministero delle attività produttive, Antonio Marzano, si riferiscono, sono relativi ai rincari `giornalieri`, si legge in una nota dell`Intesa dei consumatori secondo la quale invece `gli incrementi delle polizze per gli automobilisti saranno di almeno l`8%.

Per frenare i rincari delle tariffe, Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori propongono una serie di `misure che consentirebbero un risparmio sulle polizze pari al 26,5%`.
La prima condizione fissata dall`Intesa riguarda `la massima trasparenza dei bilanci delle compagnie di assicurazione (riserva sinistri e margini di solvibilità).
I bilanci delle compagnie devono essere controllati e unificati per i vari rami assicurativi al fine di contrastare il `gonfiamento` della passività del ramo auto`.

E poi occorre accorciare i tempi del risarcimento.
Il termine di obbligo deve ridursi dagli attuali 60 a 30 giorni, allo scopo di contrastare i costi indiretti, essenzialmente legali`.

`Per quanto riguarda l`introduzione del cid anche per il danno alle persone – prosegue la nota dell`Intesa -il giudizio è positivo purché nella commissione ministeriale preposta alla determinazione del danno fisico sia prevista la presenza dei consumatori`.

Le associazioni dei consumatori propongono anche `il decollo e lo sviluppo della procedura di conciliazione extragiudiziale che può abbattere fortemente il contenzioso legale che ammonta a circa 1.500 miliardi di vecchie lire; la riparazione diretta da realizzarsi solo con il consenso preventivo del cliente con polizze ad hoc scontate di almeno il 20%; la costituzione di consorzi tra compagnie e carrozzerie per l`acquisto dei pezzi di ricambio (studi europei indicano un possibile risparmio sulle riparazione di circa il 30%); porre fine alla regionalizzazione delle tariffe.
Gli automobilisti virtuosi – conclude la nota dell`Intesa dei Consumatori devono essere premiati dovunque sia la loro residenza`.

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