Rc auto: arrivano i ribassi, ma non per tutti
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fonte:
- Il Mattino
Un piccolo sconto di circa il 4% raffredda le polizze roventi dell?Rc auto. Certo, non è gran cosa. E lo sconto non vale per tutti. Ma si spera segni l?inizio di un graduale calo delle tariffe. Una delle zavorre più pesanti che spinge in alto il piatto dell?inflazione.
I ribassi vengono fuori da un?intesa siglata a maggio tra governo, il 97,7% degli assicuratori e una fetta delle associazioni dei consumatori (Coalizione e Altroconsumo). E rielaborata in uno studio a quattro mani fatto dal portale assicurativo on line «6 sicuro» e dall?Adiconsum.
L?indagine ha preso come profilo di riferimento quello di un neoassicurato di 20 anni, all?acquisto della prima auto di cilindrata 1.600. E ha confrontato le tariffe applicate prima dell?accordo da 18 compagnie con quelle che scatteranno dal prossimo primo luglio. Vale a dire i listini comprensivi degli sconti. Molti prezzi più bassi salgono del 3%, però per quasi tutte le città il calo della tariffa media è stata del 4%. Per quasi tutte tranne una: Napoli. La più tartassata anche a livelli assoluti. Qui il calo è del 3%. Non solo. Pensate che – come mostra il grafico – il prezzo più conveniente per un ragazzo di venti anni è di 2.601 euro: quasi mille in più di quanto paga un suo coetaneo milanese. Certo, il prezzo in questi mesi è rimasto fermo: ma appare una ben magra consolazione.
Meno significativo è il calo delle tariffe massime applicate, perché nessuna persona di buon senso sceglie la compagnia più cara. Tali ribassi, che toccano il -15% per Torino, Milano e Verona contribuiscono però a far scedere le medie.
Il regista di quest?accordo già travolto dalle polemiche è il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano che ha spiegato gli effetti del protocollo.
Ecco come funzionerà. Gran parte delle compagnie – 63 su 85 – che hanno scelto di contenere o congelare le tariffe, faranno partire gli sconti già da luglio. Altre da agosto incluse le riduzioni riservate a neopatentati e ciclomotori. Otto imprese limiteranno gli aumenti all?inflazione, cioè intorno al 3%. 55 compagnie, per una quota di mercato di circa il 90%, puntano invece sul blocco dei premi per 12 mesi dalla data dell?ultimo aumento o fino alla fine dell?anno. Per i neopatentati sono 12 le compagnie che non prevedono agevolazioni già praticando un sistema bonus-malus favorevole. Le altre 51, oltre il 90%, applicheranno invece gli sconti del 5-10% agli assicurati tra i 18 e i 25 anni. Anche sul fronte delle due ruote ci sono novità. Le imprese che non fanno riduzioni sono 21 mentre 42 quelle che praticheranno riduzioni tra il 5 e il 10% per i virtuosi. Anche la patente a punti secondo Marzano darà una mano al calo delle tariffe dal momento che permetterà di individuare meglio chi si comporta in modo virtuoso.
Soddisfatto il presidente dell?Ania, Fabio Cerchiai che ha commentato: «L?obiettivo resta sempre lo stesso: incidere sul costo dei risarcimenti per ottenere una riduzione delle tariffe». Poi aggiunge: «L?effetto fionda registratosi dopo il blocco tariffario di qualche anno fa, questa volta non ci sarà perché non si tratta di un blocco delle tariffe, ma di una scelta fatta dalle compagnie».
Ma tra i consumatori non tutti ci credono. Per l?Intesa – Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori che non hanno sottoscritto l?accordo – si tratta di pura e semplice propaganda. «Il 99,9% degli assicurati – spiega – non ha visto alcuna riduzione delle tariffe. Le dichiarazioni del ministro Marzano si scontrano con la realtà quotidiana dei cittadini che pagano batoste su batoste ad ogni rinnovo di polizza e per questo sono destinate a squagliarsi come neve al sole». Così l?Intesa chiede di sapere «come mai agli assicurati che non hanno fatto incidenti, ossia il 90,3% del totale, vengono applicati rincari incompatibili con tutti i protocolli di carta straccia». E vuole vederci chiaro anche sulle ragioni che hanno portato le compagnie a usare la mano pesante sui rincari del 30% negli ultimi 18 mesi. Proprio quando si dovevano registrare diminuzioni tariffarie sia per effetto della diminuita sinistrosità che per il taglio di 1,5 punti apportato dal governo al Fondo vittime della strada, passato dal 4 al 2,5%. E segnalano un caso tra tutti: quello di Assitalia con rincari del 3% in 22 province tra cui Avellino, Caserta, Napoli e Salerno.
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