8 Febbraio 2003

Rc auto, arriva il decreto frena-ricorsi

Rc auto, arriva il decreto frena-ricorsi



Il governo interviene con un decreto sulla questione dei rimborsi chiesti dai consumatori: le cause restano ai giudici di pace, che però decideranno “secondo diritto“. Intesa Consumatori: “Atto gravissimo“




ROMA ? La battaglia tra consumatori e compagnie di assicurazione sui rimborsi Rc auto, si sposta sul fronte del governo dopo il varo di un decreto legge che, nonostante l?altolà delle associazioni, contrarie a qualsiasi soluzione per via legislativa, renderà i rimborsi più difficili. “Leggina salvacompagnie“ tuonano quelli di Intesa Consumatori e sono pronti a battersi con ogni mezzo pur di salvaguardare i diritti acquisti.
In pratica, il governo ha deciso che le cause sui contratti ?di massa?, avviate dai consumatori per ottenere dalle compagnie un rimborso sui premi pagati, resteranno affidate al giudice di pace, ma non potranno più essere decise secondo equità, bensì ?secondo diritto?.
L?obiettivo dichiarato del provvedimento è evitare “pronunce difformi“ su ?controversie derivanti da una miriade di contratti assolutamente identici tra loro“; dalla nuova normativa, però, scaturirà probabilmente almeno un?altra conseguenza.

Finora, infatti, di fronte alle sentenze emesse ?secondo equità?, le compagnie assicurative non potevano ricorrere in appello, ma solo chiedere alla Cassazione un giudizio di legittimità, che non entrasse quindi nel merito della questione. Adesso invece l`iter per arrivare al rimborso diventa più lungo e più oneroso per il cittadino.

Il decreto è stato definito un “atto di inaudità gravità e di inusitata ignoranza“. L`Intesa dei Consumatori non esclude manifestazioni e intanto sollecita l`intervento dell`opposizione. L`Ania, l`associazione delle compagnie, rinvia ogni commento a martedì prossimo, quando riunira` i suoi organi statutari.

Ritornando al testo de decreto, è stata messa da parte, almeno per ora, l?ipotesi di spostare dal giudice di pace al tribunale ordinario la competenza sui ricorsi, mentre per combattere il caro-tariffe, i ministero guidato da Antonio Marzano sta per varare un comitato di controllo degli aumenti giudicati eccessivi rispetto alla media. Con questo strumento, il ministero punta non solo a esercitare la moral suasion nei confronti delle compagnie, ma anche a utilizzare tutte le possibilità di intervento che ha in arsenale, come ad esempio le segnalazioni all`Antitrust.

Il decreto legge, presentato dal presidente del Consiglio e dal ministro di Giustizia, Roberto Castelli, modifica in particolare il secondo comma dell`articolo 113 del codice di procedura civile, fissando a 1.100 euro la soglia fino alla quale il giudice di pace decide le cause secondo equità.

L`innalzamento della soglia non riguarda però le cause “relative ai cosiddetti contratti di massa (cioè quelli conclusi mediante sottoscrizione di moduli o formulari, predisposti per disciplinare in maniera uniforme determinati rapporti contrattuali)“: tra questi rientrano proprio le migliaia di cause per i rimborsi Rc auto annunciati dalle associazioni dei consumatori. Al giudice di pace resta la competenza (tra le ipotesi sul tappeto c`era anche quella del trasferimento tout court al tribunale civile), ma dovrà decidere “secondo diritto?.

In questo modo, spiega Palazzo Chigi, ?si evita che controversie derivanti da una miriade di contratti assolutamente identici tra loro diano luogo, viceversa, a pronunce difformi per effetto del soggettivo apprezzamento del parametro equitativo da parte di singoli giudici di pace“.


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