5 Aprile 2001

Rc auto, altolà Ue all?Italia

Consumatori e Governo divisi sull?ipotesi di un nuovo blocco delle tariffe, ma Bruxelles avverte: pronta una procedura di infrazione



Rc auto, altolà Ue all?Italia
L?Ocse denuncia: «I progressi nell?introduzione della concorrenza sono stati molto modesti»

ROMA Le “prove tecniche di trasparenza“ del mercato della Rc auto volute dal ministro dell?Industria stanno cominciando a dare i primi frutti. Mentre il sito Internet del ministero veniva preso d?assalto dagli assicurati desiderosi di confrontare le scelte delle compagnie (ma per conoscere in ogni dettaglio la situazione dei rincari tariffari occorrerà attendere il 10 aprile) ieri si sono riunite le associazioni dei consumatori per precisare la loro strategia.



A parte la diserzione dal tavolo di concertazione messa in atto dagli ultras del Codacons, si è subito profilata una contrapposizione fra chi intende continuare a battere sul tasto di un ulteriore blocco tariffario e chi preferisce puntare soprattutto su divulgazione dei dati e informazione al pubblico (è stata decisa in ogni caso una campagna informativa capillare). Una contrapposizione che sembra continuare ad aleggiare anche all?interno del Governo. Il ministro del Lavoro Cesare Salvi, ad esempio, ieri ha commentato i rincari resi noti dal ministero con un «forse avevo ragione io». Un riferimento implicito proprio alla richiesta di un nuovo blocco da lui avanzata nei giorni scorsi.



Allo strumento del blocco, in ogni caso, si oppone con decisione l?Unione europea che ieri, attraverso il portavoce del commissario al mercato interno Fritz Bolkestein, ha ribadito il suo secco no. Se il Governo imponesse ancora un blocco tariffario si esporrebbe a una nuova procedura d?infrazione da parte di Bruxelles. «La legislazione comunitaria afferma che nell?Unione europea c?è libertà tariffaria» ha ribadito il portavoce di Bolkestein. «Se ci sono compagnie che praticano aumenti troppo onerosi e ingiustificati? fa sapere l?Unione europea ? il consumatore può sempre cambiare compagnia. Se tutte le imprese assicurative italiane applicano tariffe esose, i consumatori possono sempre rivolgersi a quelle estere. Questo è il gioco del mercato. Non ci possono essere blocchi. Su questa materia non ci possono essere nè interferenze, nè opposizioni».


Di sicuro negli anni scorsi il gioco del mercato assicurativo ha funzionato poco e i vantaggi per i consumatori non sono stati molti. A sostenerlo è l?Ocse, nel suo rapporto sulle riforme amministrative in Italia. «Oltre sei anni dopo il recepimento nell?ordinamento italiano della direttiva comunitaria che prevedeva la liberalizzazione nel settore assicurativo, i progressi nell?introduzione della concorrenza sono stati alquanto modesti, soprattutto nel settore degli autoveicoli». Il rapporto rileva che in questi anni i premi assicurativi sono aumentati costantemente a causa dei notevoli aumenti dei fondi di riserva tecnici. Tra gli ostacoli alla concorrenza il rapporto Ocse annovera il sistema di distribuizione delle polizze Rc auto, basato sull?esclusiva degli agenti.



Quanto agli effetti sui prezzi, secondo i calcoli dell?Osservatorio prezzi e tariffe Indis-UnionCamere, dal febbraio del 1995 al febbraio 2001 le tariffe assicurative sono aumentate complessivamente in Italia del 71,9 per cento. Il blocco deciso lo scorso anno dal Governo ha comportato una flessione nella variazione tendenziale delle tariffe (febbraio 2001 su febbraio 2000) pari al 3 per cento, anche se lo scorso anno l?aumento medio delle tariffe è stato pari all?8 per cento.



I dati Isvap (sulla base dei quali l?istituto di vigilanza sulle assicurazioni ha aperto ieri una decina di istruttorie a Napoli) secondo il ministro dell?industria Enrico Letta non debbono destare troppa preoccupazione sul futuro: «I dati confermano l?esistenza di una grande differenziazione delle tariffe» ha dichiarato. Ci sono alcune compagnie che riducono, alcune che fanno aumenti sotto il tasso d?inflazione, molte che fanno aumenti sopra il tasso d?inflazione. Questo vuol dire che la concorrenza è scattata e che il cartello non c?è più». L?era della concorrenza nel mercato, secondo Letta, comincia ora anche perchè oggi esiste la possibilità di dare una disdetta rapida.



Quanto alla sanzione da 700 miliardi inflitta dall?Antitrust alle compagnie e recentemente confermata in sede di giustizia amministrativa, il ministro ha ribadito che i soldi dovranno essere destinati agli utenti, anche se su tempi e modi la discussione con le associazioni dei consumatori è appena cominciata.

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