28 Novembre 2018

Razza: «Licenzieremo gli infedeli» «Lobbisti negli uffici», è polemica

la rivelazione di musumeci. il m5s: «vada dai pm»
Catania. Già in mattinata arriva la rassicurazione di Ruggero Razza: «L’ assessorato della Salute si costituirà parte civile nel procedimento e se dovessero ricorrere i presupposti avvierà le procedure di licenziamento per i dipendenti infedeli». L’ assessore regionale alla Salute aggiunge: «Potrei dire che tra i primi atti al nostro insediamento c’ è stata la direttiva sul controllo delle presenze e che i fatti per i quali si procede sono antecedenti all’ insediamento di questo governo, la verità, però, è che fa rabbia pensare che dipendenti pubblici non siano presenti alle loro responsabilità. Sono sicuro che i magistrati andranno in fondo per scoperchiare del tutto questa vergogna».E nemmeno Nello Musumeci si sottrae, a margine di una conferenza stampa, a un commento: «Stamattina (ieri per chi legge, ndr) sono stati fatti degli arresti di dipendenti regionali assenteisti. Questo è il segno evidente di come il malessere sia ancora presente. Dobbiamo stare attenti. Negli assessorati c’ è chi non sente lo scrupolo di restare in ufficio. Per questo stiamo dotando gli edifici di strumenti di sorveglianza. Purtroppo i dipendenti infedeli sono ovunque. Ma accanto a questa cancrena cè tanta buona burocrazia». E poi l’ attacco: «Ci sono lobbisti che stanno tutto il giorno in assessorato per avere notizie anzitempo – dice – spero di non doverli scoprire mai perché li accompagnerò a calci nel sedere».Parole, queste ultime, che suscitano la reazione indignata di Valentina Zafarana, capogruppo del M5S all’ Ars: «Le dichiarazioni di Musumeci sono assai gravi. Se il presidente della Regione è a conoscenza di notizie su presunti “lobbisti che stanno giornate intere negli assessorati e cercano di contattare il funzionario o il dirigente più debole, per farselo amico e avere notizie in anteprima” informi l’ autorità giudiziaria».«Se saranno accertati gli illeciti ipotizzati, i furbetti del cartellino, scoperti dalla Guardia di Finanza all’ interno dell’ assessorato regionale alla Salute di piazza Ottavio Ziino a Palermo, dovranno risarcire i cittadini per i danni loro arrecati», attacca il Codacons . L’ associazione di consumatori chiede «il licenziamento immediato dei dipendenti assenteisti e l’ avvio di azioni di recupero delle retribuzioni ingiustamente percepite, soldi che dovranno rientrare nelle disponibilità della collettività».I sindacati sono costretti a un complicato equilibrismo fra consapevolezza del fenomeno (ormai dimostrato da decine di operazioni anti-assenteismo) e difesa dei lavoratori di “Mamma Regione”. «Confidiamo nel lavoro di forze dell’ ordine e magistratura affinché chi è colpevole paghi, così che le colpe di alcuni furbetti non debbano ricadere sull’ intera categoria dei dipendenti regionali», dice Paolo Montera, segretario Cisl Fp Sicilia. Aggiungendo: «Il nostro impegno costante – aggiunge – rimane quello di difendere i diritti e la rispettabilità di tutti quei lavoratori che ogni giorno dimostrano professionalità e responsabilità nei confronti dell’ amministrazione e di tutti i cittadini siciliani». Anche Claudio Barone ed Enzo Tango, segretari rispettivamente di Uil Sicilia e Uil Fpl Sicilia sulla stessa lunghezza d’ onda: Abbiamo fiducia nella magistratura e chiediamo che si faccia chiarezza al più presto. Condanniamo questi episodi di assenteismo che danneggiano la maggior parte dei lavoratori onesti». Con una specifica: «Oltre a stigmatizzare eventuali comportamenti criminosi urge aggiornare il sistema di controllo della Pubblica amministrazione per rendere più difficili comportamenti illeciti».

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