22 Settembre 2005

Rate e carovita, famiglie a rischio crac

Rate e carovita, famiglie a rischio crac


Debiti e aiuti sociali per superare le difficoltà nel pagare bollette, pieno e spesa quotidiana





PERUGIA – Il segnale é chiaro e viene letto dal numero crescente di famiglie che chiedono aiuto per garantirsi un tenore di vita decente. In prima fila ci sono gli habitué della rata che, tra mutui e prestiti speciali, rischiano di esporsi oltre le proprie possibilità. Poi ci sono i ?maniaci? (più per necessità che per passione) delle carte magnetiche che proprio a settembre, complici le spese vacanziere di agosto, potrebbero ricevere sgradite sorprese nel conto in banca.
Tra credito al consumo, mutui ed altri prestiti, in media ogni famiglia risulta esposta per oltre 16 mila euro. Poi, c?è chi si affida ai contributi (vedi affitto) ed agli aiuti di parrocchie e Caritas. E anche se le cifre ufficiali parlano del 10% di nuclei indigenti (dato Istat), il dato appare più preoccupante agli occhi, ad esempio, dei pensionati che percepiscono poco più di 500 euro al mese, ben al di sotto della media nazionale. Per Adusbef, Adiconsum, Codacons e Federconsumatori, in campo poco più di una settimana fa per il quinto sciopero del consumo, non sono solo i numeri a fornire un quadro così preoccupante. «Se non si trovano soluzioni per un?inversione di tendenza – dicono – in Umbria ci sono famiglie che rischiano il collasso finanziario».
Uno dei dati più significativi riguarda l?esposizione dei nuclei: se al 31 marzo 2005 le famiglie avessero dovuto rimborsare i loro debiti con banche e società finanziarie, avrebbero dovuto sborsare 5.051 milioni di euro (dato Bankitalia) divisi tra prestiti e mutui (4.039 milioni) e credito al consumo (1.012 milioni). «Ma a preoccupare – fa notare Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – sono i costi per gli interessi che le famiglie, complici condizioni non sempre trasparenti, non riescono più a controllare. A questo si aggiunge la tendenza agli ?acquisti allegri?, con il credito al consumo che temiamo porterà sul lastrico le famiglie. A settembre, poi, partono gli addebiti e per far fronte a tutto, prezzi e tariffe dovrebbero scendere almeno del 20%».
Sullo sfondo un sistema, quello domestico che stenta a riprendersi dopo l?effetto ?un euro uguale mille lire? e stretto tra le necessità quotidiane e le incombenze di tasse, bollette e tariffe. «La cosa che più stupisce – aggiunge Rodolfo La Sala, segretario regionale Adiconsum – è il segnale che arriva dai comuni, che inaspriscono le multe e allargano l?area dei parcometri, e dalle aziende di mobilità che aumentano i biglietti del trasporto. Segnali che testimoniano la distanza che esiste tra tali enti e la gente, che si impoverisce sempre più». Tutto questo mentre cresce l?esercito di coloro che da soli non ce la fanno più a sostenere il caro vita. «Ci sono fasce di reddito che non sono più in grado di far fronte ai pagamenti», dice Salvatore Lombardi, presidente regionale Federconsumatori. «Sempre più utenti chiedono di rateizzare le bollette e tante famiglie, e non solo di extra comunitari, si rovolgono a centri sociali e Caritas per avere un aiuto concreto. Le richieste ai comuni per il contributo affitto, ad esempio, nell?ultimo anno sono cresciute del 15%». L?allarme è lanciato.





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