10 Aprile 2008

“Rassegnati a lavorare gratis“

“Rassegnati a lavorare gratis“
“LAVORO GRATUITO? No, pagavamo noi le tasse ed eravamo in perdita“.

La prende con ironia, Claudio Gavioli (nella foto), medico sociale del Modena, quando gli si chiede di ricordare i suoi lunghi anni da specializzando non retribuito. Per la precisione, dal 1982 al 1985 al Policlinico di Modena nel reparto di Geriatria, poi dal 1985 al 1988 a Chieti per diventare specialista di Medicina dello Sport. “In realtà il privilegio era riuscire a entrare nelle scuole di specialità ? riconosce Gavioli ? ed era scontato imparare senza guadagnare. Non c`era malcontento, e nemmeno coscienza del malcontento. Nel mio caso, in nessuna delle due frequentate, si è trattato però di un impegno lavorativo `totale`. C`era, insomma, una certa elasticità nei confronti di noi specializzandi che pure avevamo le nostre responsabilità. Altrove c`era però chi veniva tartassato in reparto. Quello che avviene molto più frequentemente oggi. So che l`impegno richiesto agli specializzandi è massimo anche in termini di ore, a fronte di una retribuzione davvero ridotta. Come valuto l`iniziativa del Codacons per i rimborsi? ? si chiede infine Gavioli ?. Con curiosità, per vedere come andrà a finire. Ma anche con scetticismo: l`Italia sta vivendo certi problemi e mi riesce difficile credere che si possa risolvere una questione così consistente e vecchia di almeno vent`anni“. “HO COMPLETATO due percorsi di specialità ? dice un medico noto di Modena che preferisce restare anonimo ? in due ospedali diversi della regione. Il primo dal 1984 al 1988, il secondo dal 1990 al 1994. Anche il secondo periodo non mi è stato assolutamente retribuito, avendolo iniziato un anno prima dell`istituzione dei pagamenti per gli specializzandi. Sono stati due periodi molto duri, con responsabilità che andavano ben oltre quelle che ci sarebbero spettate. Il secondo periodo, in particolare, fu pesantissimo. Con il fatto che si era iniziato a rimborsare chi aveva iniziato la specialità dal 1991, era comparso un libretto da firmare ogni giorno in reparto. Vietato sgarrare, fare assenze, o si saltava l`esame finale“.

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