8 Luglio 2020

Rassegna stampa dell’8 luglio 2020

    AgenPress, 08/07/2020 18:02
    Codacons risponde a Netflix sulla rimozione del film “365 days”
    AgenPress . Codacons risponde alle dichiarazioni di Netflix circa la volontà di non rimuovere dal catalogo di film in streaming sulla piattaforma il discusso ‘365 giorni’ diretto da Barbara Bialowas e Tomasz Mandes, di seguito le parole di Netflix: ‘ Crediamo fermamente nell’ importanza di dare ai nostri iscritti in tutto il mondo più scelta e controllo circa la loro esperienza di visione su Netflix. I nostri membri possono scegliere cosa vogliono o non vogliono vedere, inserendo filtri di maturità per ciascun profilo e rimuovendo determinati titoli per proteggere sé stessi o gli altri da contenuti che ritengono troppo adulti ‘. ‘ Quanto affermato da Netflix purtroppo non c’ entra il bersaglio delle critiche mosse al film ‘365 days’ mosse dall’ Associazione e da numerose persone online, tra cui la cantante Duffy – afferma il Presidente Marco Donzelli – Non si tratta di censura, né di volontà di voler limitare la libertà artistica degli autori, ma non ci si può difendere affermando come basti non vedere il film, inserendo determinati filtri per l’ età. La sola presenza del film nel catalogo disponibile online rappresenta un pericolo. Un grosso pericolo per le migliaia e milioni di ragazzi, di giovani, che guarderanno il film e che saranno spinti dalla volontà di imitazione dei protagonisti, e ciò è anche dimostrato dal fatto che molte giovani donne, di recente, hanno chiesto per scherzo a Michele Morrone (l’ attore protagonista del film) di rapirle. Il film banalizza e ridicolizza la violenza sessuale, il rapimento, la prostituzione e la violenza morale e psicologica, e comporta una visione dello stupro come fantasia erotica assolutamente inaccettabile. Non può essere consentito banalizzare le milioni di vittime di violenza sessuale e di violenza psicologica in tutto il mondo. La libertà artistica e di espressione, diritto di tutti, non può non essere limitato, e deve portare a vigilare su contenuti che vadano a ledere i principi costituzionali ed i diritti fondamentali dell’ uomo. Chiediamo espressamente a Netflix di tornare sui propri passi e di rimuovere quanto prima il film dal proprio catalogo, dando un messaggio forte a tutela di tutte le vittime di violenza, banalizzate e umiliate dal film.’

    TrendOnline, 08/07/2020 16:45
    Scandalo bollette telefoniche: dal 2017 nessun rimborso
    e’ dal 2017 che aspettano un rimborso sulle bollette telefoniche. ma non è arrivato ancora niente. ma lo sappiamo bene: finché è tempo di incassare soldi, tutto va bene. quando è ora di restituire anche solo un centesimo, si tirano tutti indietro. oggi come oggi, sono almeno 12milioni gli italiani che starebbero aspettando il rimborso per le bollette a 28 giorni, decise dagli operatori telefonici nel 2015, ma smantellate da una delibera agcom del 2017.
    E’ dal 2017 che aspettano un rimborso sulle bollette telefoniche . Ma non è arrivato ancora niente. Ma lo sappiamo bene: finché è tempo di incassare soldi, tutto va bene. Quando è ora di restituire anche solo un centesimo, si tirano tutti indietro. Oggi come oggi, sono almeno 12milioni gli Italiani che starebbero aspettando il rimborso per le bollette a 28 giorni , decise dagli operatori telefonici nel 2015, ma smantellate da una delibera Agcom del 2017. Credo che quanti abbiano un cellulare si ricordino cosa fosse accaduto cinque anni fa. Gli operatori telefonici erano riusciti, con il trucchetto delle mensilità di 28 giorni, a far pagare 13 mensilità di abbonamento telefonico ogni anno invece che 12. All’ inizio il trucchetto era partito per la telefonia mobile, poi era stato esteso anche a quella fissa. Bollette telefoniche: il trucchetto dei 28 giorni Il trucchetto della bolletta telefonica a 28 giorni era stato esteso anche ad altri operatori non solo telefonici, tanto da ingolosire un gestore di Tv a pagamento come Sky. Ad un certo punto il Governo decise di intervenire e di regolamentare la durata dei mesi delle bollette . Solo in Italia è necessaria una legge per ricordare che un mese dura 31 o 30 giorni (28 giorni sono solo a febbraio, ma qui il calendario è uguale per tutti – eccetto che negli anni bisestili). Molti operatori nonostante la delibera non hanno provveduto ad adeguarsi immediatamente e hanno continuato ad applicare le mensilità di 28 giorni. Le associazioni dei consumatori hanno quindi deciso di andare subito all’ attacco e hanno chiesto a questi operatori di rimborsare tutti gli eccessi pagati sulle bollette . Ma anche in questo caso si è aperta un’ ulteriore questione: l’ Agcom aveva predisposto un rimborso automatico per gli utenti, mentre i gestori avevano preteso una richiesta esplicita da parte degli utenti. Sono piccole cifre per gli utenti 40-50 euro – ha spiegato Emilio Viafora, presidente di Federconsumatori – ma per i gestori, sopratutto per chi ha tanti clienti come Tim, Vodafone e Wind Tre, la cifra totale è importante. E quindi se 12 milioni non chiedono il rimborso perchè non hanno capito come si fa o semplicemente non hanno voglia, la prolungata resistenza al pagamento è un ottimo affare. Rimborsi sulle bollette: ecco come aumentare i tempi! Per allungare il più possibile le tempistiche dei rimborsi degli importi pagati in sovrappiù sulle bollette , i gestori hanno presentato rincorsi a pioggia al Tar ed al Consiglio di Stato. Giovedì prossimo il Cds esaminerà l’ ennesimo ricorso contro la delibera dell’ Agcom che ordinava il ritorno alla fatturazione mensile. Federconsumatori ricorda che ammontano a 9 milioni di euro complessivi le sanzioni che Agcom ha comminato a Tim , Vodafone Italia , WindTre e Fast per non aver rispettato le delibere che sanciscono l’ obbligo di rimborsare, automaticamente e senza necessità di presentare alcuna richiesta, la clientela di telefonia fissa a cui è stata applicata la fatturazione a 28 giorni. La vicenda si trascina da così tanto tempo da essere diventata estenuante eppure, nonostante sentenze, pronunciamenti e altri provvedimenti emessi fino ad ora, i gestori continuano a non rispettare le disposizioni applicando il criterio automatico nella restituzione dei giorni illegittimamente erosi. Secondo Federconsumatori l’ automatismo dei rimborsi è stato stabilito in tutte le sedi opportune e da tutte le Autorità competenti, quindi non è accettabile che le aziende continuino ad opporre resistenza passiva a spese di utenti che hanno pieno diritto ad essere risarciti. In quanti hanno ottenuto un rimborso? Secondo le stime del Codacons , a oggi solo il 5% di chi ha diritto al ristoro lo ha davvero ottenuto. Ricordiamo che la vicenda, nata da un esposto del Codacons, è caratterizzata da una lunga guerra di ricorsi tra Agcom, Tar del Lazio e Consiglio di Stato. Già nel 2017, l’ Agcom sentenziò l’ illegittimità della fatturazione a 28 giorni e successivamente impose, entro il 31 dicembre del 2018, la restituzione automatica delle somme addebitate. Senza la necessità per gli utenti di fare una richiesta esplicita. Ora ai consumatori il rimborso per le bollette a 28 giorni non basta più: chiediamo che all’ indennizzo si aggiunga anche un risarcimento per i giorni di ritardo nell’ accredito delle somme, oltre agli interessi legali – afferma Carlo Rienzi , presidente Codacons -. Le compagnie telefoniche stanno infatti ostacolando la restituzione delle somme ingiustamente percepite dai loro clienti, rendendo le procedure di rimborso complesse e dirottando sugli utenti il compito di richiedere l’ indennizzo che per legge deve essere automatico.

    giornaledisicilia.it, 08/07/2020 16:44
    Scontro Calenda-Codacons: «Molte zone d’ ombra», «Risponderemo a tutto»
    Reddito di cittadinanza, sul sito del ministero un elenco di cosa si può pagare col sussidio Coronavirus, in Sicilia un nuovo contagio ma non c’ è più nessun malato in terapia intensiva Superenalotto, centrato un 6 da quasi 60 milioni con una schedina da 3 euro Scossa di terremoto avvertita a Palermo e in altri undici comuni, nessun danno La Regione torna ad assumere forestali dopo 30 anni: via libera dell’ Ars In 7 giorni più che raddoppiati i casi in Sicilia: il contagio ora arriva da oltre i confini Reddito di cittadinanza, prelievi in contanti dalla Postepay: il nuovo limite e come si calcola Coronavirus, nove nuovi positivi in Sicilia: casi in aumento per il quarto giorno consecutivo in Italia Lascia il fidanzato ed è rissa tra le famiglie nel centro di Palermo: 2 arresti e una denuncia Coronavirus, un nuovo caso e nessun decesso in Sicilia ma contagi e pazienti aumentano nel resto d’ Italia Nuova ordinanza di Musumeci, in Sicilia si torna alla normalità: cosa cambia da lunedì Assegno unico per ogni figlio e congedi parentali più lunghi: il Governo vara il Family Act, tutte le misure Il prepensionamento sotto i 60 anni è possibile: ecco i requisiti richiesti Imprese e partite Iva, al via il bonus a fondo perduto: domande all’ Agenzia delle entrate, a chi spetta.

    Finanzaonline, 08/07/2020 16:38
    Rimborso Rc Auto: il calcolo della perdita mensile e complessiva da Covid. Codacons chiede risarcimento obbligatorio
    Gli automobilisti italiani hanno subito un danno economico sul fronte dell’ Rc auto pari a complessivi 3,9 miliardi di euro nel corso del lockdown legato al coronavirus. Considerato il costo medio di una polizza Rc auto in Italia, ogni assicurato ha perso 33,6 euro al mese di assicurazione a causa delle misure legate all’ emergenza Covid, per un totale di circa 100 euro ad assicurato. A calcolarlo è il Codacons che sottolinea come il salasso risulta più elevato per i residenti delle città del sud e per i neopatentati, categorie che arrivano a pagare anche più di 1.000 euro all’ anno per l’ Rc auto. Se si calcola che in Italia risultano attualmente assicurate 39 milioni di autovetture, il danno economico per l’ intera categoria degli automobilisti raggiunge la cifra record di 3,9 miliardi di euro per l’ intero periodo di lockdown. Tutto ciò mentre è crollata l’ incidentalità sulle strade italiane come conseguenza dei limiti agli spostamenti, con enormi vantaggi economici per le compagnie di assicurazioni. A fronte di tali dati il Codacons chiede che le assicurazioni siano obbligate per legge a rimborsare i propri clienti, e l’ Ivass deve vigilare con attenzione affinché siano tutelati i diritti degli assicurati.

    Agenzia Giornalistica Opinione, 08/07/2020 16:34
    codacons * coronavirus – SICUREZZA E IGIENE NEI BAR: ” AFIDAMP e FIPE PRESENTANO IL PRONTUARIO PER LE BUONE PRASSI DI PULIZIA ”
    durante questi mesi difficili che hanno duramente colpito in particolare il settore horeca, sono state tante le iniziative messe in campo da afidamp, fipe e codacons per aiutare gli operatori a garantire un ambiente sicuro sia ai propri clienti che ai propri dipendenti. ecco perché le tre associazioni di categoria hanno realizzato insieme il prontuario []
    Durante questi mesi difficili che hanno duramente colpito in particolare il settore HORECA, sono state tante le iniziative messe in campo da Afidamp, Fipe e Codacons per aiutare gli operatori a garantire un ambiente sicuro sia ai propri clienti che ai propri dipendenti. Ecco perché le tre associazioni di categoria hanno realizzato insieme il prontuario per le buone prassi di pulizia nei bar, uno strumento agile che si propone come un vero e proprio vademecum per le pulizie ordinarie che ogni locale è tenuto a fare per mantenere l’ ambiente pulito e protetto. Regole semplici e molto chiare che riguardano l’ igiene del personale, con raccomandazioni sul lavaggio mani, sulle modalità di contatto con soldi contanti e alimenti, e le corrette operazioni di pulizia e detersione. Il tutto per cercare di evitare ogni tipo di contaminazione incrociata. Più nel dettaglio, il documento analizza le operazioni di pulizia relative a tutti gli ambienti dei bar, dal bancone ai bagni, suggerendo accorgimenti semplici, come l’ identificazione delle attrezzature con un codice colore e indicando come utilizzare prodotti e macchinari per la detersione. A questo proposito, inoltre, si sottolinea quanto sia importante per una pulizia efficace la scelta dei prodotti adeguati (né troppo blandi, né troppo aggressivi) e degli strumenti più idonei. Il prontuario esposto all’ interno dei bar permetterà a tutti i dipendenti di essere informati sulle prassi da adottare, riducendo notevolmente i rischi legati allo sporco invisibile. Allo stesso tempo, gli imprenditori del settore daranno un segno tangibile della loro sensibilità verso i temi della sicurezza e del loro impegno a offrire il miglior servizio possibile al consumatore. —— AFIDAMP è l’ unica realtà che riunisce le diverse anime della filiera della pulizia professionale in Italia. Ne fanno parte produttori, importatori e distributori di prodotti, macchinari, carta e attrezzature, oltre ad altri organismi settoriali. Nata nel 1981 a Milano, grazie all’ impegno di alcune aziende che desideravano dare voce e forza al comparto, continua ancora oggi a tutelare e promuovere un settore che rappresenta una bandiera del Made in Italy nel mondo. L’ Italia infatti è da sempre ai primi posti nella produzione mondiale di prodotti, macchinari e attrezzi per la pulizia professionale. www.afidamp.it FIPE – Federazione Italiana Pubblici Esercizi è, con oltre 120mila soci, l’ associazione leader nel settore della ristorazione, dell’ intrattenimento e del turismo. Rappresenta e assiste bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, pasticcerie, discoteche, stabilimenti balneari, ma anche mense, ristorazione multilocalizzata ed emettitori di buoni pasto con l’ obiettivo di dare voce ad un settore rilevante dell’ economia del Paese e del Made In Italy, e che incarna valori fondamentali quali l’ ospitalità e l’ accoglienza. La Federazione è membro di Confcommercio – Imprese per l’ Italia e parte di Confturismo, ed è inoltre principale firmataria del Contratto Collettivo Nazionale della Ristorazione e del Turismo. CODACONS – Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori – è l’ associazione, nata nel 1986, quale ‘erede’ di precedenti campagne a difesa dei consumatori e degli utenti che risalgono al ben lontano 1976. La particolarità del Codacons è quella di essere nata come una ‘Associazione di Associazioni’. Al Codacons inizialmente aderirono numerose associazioni che operavano per la tutela degli utenti dei servizi pubblici, della giustizia, della scuola, dei trasporti, dei servizi telefonici, dei servizi radio televisivi, dei servizi sanitari, dei servizi finanziari, bancari e assicurativi, della stampa e dei diritti d’ autore ed altri. Oggi il Codacons è Associazione autonoma con propri associati individuali e con una propria organizzazione articolata in varie sedi sparse su tutto il territorio nazionale. L’ associazione ha quale sua esclusiva finalità quella di tutelare con ogni mezzo legittimo, ed in particolare con il ricorso allo strumento giudiziario, i diritti e gli interessi di consumatori ed utenti.

    TopLegal, 08/07/2020 16:32
    contenzioso
    Cleary e Gop con ArcelorMittal vincono contro il Codacons
    il giudice ha respinto il reclamo statuendo che la controversia ha natura contrattuale e dunque è estranea agli interessi che il codacons è legittimato a tutelare
    Il Tribunale di Milano ha rigettato il reclamo proposto dal Codacons avverso l’ ordinanza con cui lo scorso 6 marzo era stato dichiarato estinto il giudizio cautelare promosso da Ilva in amministrazione straordinaria (e altre società del gruppo ammesse alla stessa procedura) nel contesto della controversia con Am InvestCo Italy , ArcelorMittal Italy e altre società del gruppo ArcelorMittal , assistite da Cleary Gottlieb e Gianni Origoni Grippo Cappelli . L’ oggetto del giudizio è relativo al contratto di affitto di rami d’ azienda comprendenti lo stabilimento Ilva di Taranto. Accogliendo le argomentazioni di ArcelorMittal e Ilva, il Tribunale di Milano ha respinto il reclamo del Codacons, ritenendolo un mero interveniente adesivo privo di un potere autonomo di impugnazione. Il Tribunale ha anche statuito che la controversia ha natura contrattuale e dunque è estranea agli interessi che il Codacons è legittimato a tutelare in base alle applicabili disposizioni. Nel procedimento di reclamo, le società del gruppo ArcelorMittal sono state assistite da Cleary Gottlieb, con un team composto da Giuseppe Scassellati Sforzolini , Ferdinando Emanuele (in foto), Francesca Gesualdi e Andrea Mantovani . Gianni Origoni Grippo Cappelli ha agito con i partner Francesco Gianni , Elisabetta Gardini e Raffaele Tronci , occupandosi anche degli aspetti di diritto amministrativo. L’ accordo oggetto della controversia è stato firmato lo scorso marzo e ha visto coinvolti, oltre alle due insegne già citate, gli studi legali BonelliErede , Freshfields , De Nova , e Annoni .

    ilfattoquotidiano.it, 08/07/2020 16:03
    Carlo Calenda e Fedez contro il condacons. L’ ex ministro posta un video, il cantante lo rilancia: “Quindi sembrerebbe che paghi le mazzette”
    “Emerge u n quadro davvero inquietante “. È la conclusione a cui è giunto l’ ex ministro del governo Renzi ora europarlamentare e leader del partito Azione, Carlo Calenda , in un video pubblicato su Twitter in cui solleva una serie di questioni ponendo delle domande all’ associazione dei consumatori e al suo presidente, Carlo Rienzi, per chiedere conto dei presunti finanziamenti pubblici che il Codacons riceverebbe, dei suoi rapporti con Autostrade per l’ Italia e Monte dei Paschi di Siena, e tanto altro. Non solo, l’ ex ministro si è detto anche pronto a trasformare i suoi quesiti in un’ interrogazione parlamentare al ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli perché a suo dire ci sarebbero “molte zone d’ ombra” nell’ attività dell’ associazione. La presa di posizione di Calenda ha incontrato subito il favore di Fedez , il cantante marito di Chiara Ferragni che con il Codacons ha lunghi trascorsi, con decine di querele a suo carico in tribunale. ” Calenda sta flirtando con me “, ha scritto su Twitter ricondividendo il post in cui l’ ex ministro annunciava di avere delle cosa da dire sull’ associazione dei consumatori. E poi ancora: “Non l’ ho ancora visto ma posto sulla fiducia. Calenda sei tremenda” . Dopo aver visto il video, il cantante lo ha prima ricondiviso commentando così: “Quindi SEMBREREBBE (condizionale per il mio avvocato) che se paghi le mazzette al Codacons questi non ti facciano causa. io devo farmi 10 processi più richiesta di risarcimento da 300mila per aver contribuito a costruire una terapia intensiva. Ma le istituzioni muovono il culo?”. E infine si è lasciato andare ad uno sfogo su Instagram: ” Finalmente qualcuno se ne occupa. Non ci sono istituzioni preposte per controllare che certe associazioni non facciano magheggi?”, si chiede il rapper e produttore commentando l’ iniziativa del leader di Azione. In particolare, Calenda nel suo video parla di “molte zone d’ ombra, alle quali il Codacons dovrebbe rispondere pubblicamente se vuole essere fedele al principio di trasparenza, non solo che promette ma che minaccia di far rispettare”. Dai ” bilanci non aggiornati “, all’ ammontare “delle spese legali del Codacons, e tra chi sono state ripartite”, dalle pagine del sito dell’ Associazione “ferme agli anni scorsi” fino a questioni decisamente più consistenti. “Perché, come ha scritto il Fatto Quotidiano, nel 2018 ha rinunciato alla costituzione di parte civile nel processo nel processo agli ex dirigenti del Monte dei Paschi di Siena ?”, chiede Calenda, evidenziando che nello stesso periodo la banca “ha firmato una transazione da 732mila euro con lo stesso Codacons ?”. Ancora, il leader di Azione chiede quali siano “i rapporti tra Codacons e Autostrade per l’ Italia “, anche in considerazione “delle poche critiche nei confronti di Autosrtrade e anche nei confronti di eventi controversi come il crollo del Ponte Morandi”. A stretto giro è arrivata anche la replica del Codacons. “Il Codacons accetta la sfida e domani risponderà punto per punto alle insinuazioni – più che domande – di Carlo Calenda che, totalmente ossessionato dal Codacons ai limiti dello stalking, ha pubblicato oggi un lungo video sull’ associazione”, ha fatto sapere l’ associazione in una nota. ” Non abbiamo alcun problema a rispondere ai quesiti posti dal leader di Azione, domande che purtroppo dimostrano l’ ignoranza di Calenda e fanno capire perché molti lo definiscono il peggior ministro della Repubblica Italiana – si legge ancora -. Tuttavia avvisiamo Calenda che anche noi, nel replicare, faremo qualche domanda all’ ex Ministro, non solo sulla sua persona ma anche sul suo partito e sulle fonti di finanziamento dello stesso. Apprezziamo lo sforzo del leader di Azione di aver preparato un testo per evitare l’ ennesima denuncia, ma anche stavolta – come in tutto il suo mandato da Ministro dello sviluppo economico – ha fallito, e considerate la falsità delle affermazioni odierne, riceverà l’ ennesima querela “, ha concluso il Codacons. Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te . In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. 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    Veneto News, 08/07/2020 14:08
    Prontuario sicurezza e igiene in Bar e Ristoranti
    FIPE – Federazione Italiana Pubblici Esercizi , in collaborazione con CODACONS e AFIDAMP, ha predisposto un prontuario relativo a sicurezza ed igiene in Bar e Ristoranti, che rappresenta un utile strumento in questo periodo caratterizzato dall’ Emergenza Coronavirus COVID-19. Di seguito riportiamo il comunicato stampa di FIPE: Durante questi mesi difficili che hanno duramente colpito in particolare il settore HORECA, sono state tante le iniziative messe in campo da Afidamp, Fipe-Confcommercio e Codacons per aiutare gli operatori a garantire un ambiente sicuro sia ai propri clienti che ai propri dipendenti. Ecco perché le tre associazioni di categoria hanno realizzato insieme il prontuario per le buone prassi di pulizia nei bar, uno strumento agile che si propone come un vero e proprio vademecum per le pulizie ordinarie che ogni locale è tenuto a fare per mantenere l’ ambiente pulito e protetto. Regole semplici e molto chiare che riguardano l’ igiene del personale, con raccomandazioni sul lavaggio mani, sulle modalità di contatto con soldi contanti e alimenti, e le corrette operazioni di pulizia e detersione. Il tutto per cercare di evitare ogni tipo di contaminazione incrociata. Più nel dettaglio, il documento analizza le operazioni di pulizia relative a tutti gli ambienti dei bar, dal bancone ai bagni, suggerendo accorgimenti semplici, come l’ identificazione delle attrezzature con un codice colore e indicando come utilizzare prodotti e macchinari per la detersione. A questo proposito, inoltre, si sottolinea quanto sia importante per una pulizia efficace la scelta dei prodotti adeguati (né troppo blandi, né troppo aggressivi) e degli strumenti più idonei. Il prontuario esposto all’ interno dei bar permetterà a tutti i dipendenti di essere informati sulle prassi da adottare, riducendo notevolmente i rischi legati allo sporco invisibile. Allo stesso tempo, gli imprenditori del settore daranno un segno tangibile della loro sensibilità verso i temi della sicurezza e del loro impegno a offrire il miglior servizio possibile al consumatore. Per scaricare il prontuario e le linee guida sulla sanificazione è sufficiente CLICCARE SUI PULSANTI CHE TROVATE DI SEGUITO. Confcommercio Imprese per l’ Italia della Provincia di Rovigo Viale del Lavoro 4 45100 Rovigo (RO) tel.: 0425/403511 – 0425/403508 fax : 0425/403590 mail: info@ascomrovigo.it – segreteria@ascomrovigo.it Commenti Commenti (Confcommercio Rovigo) Please follow and like us.

    corriere.it, 08/07/2020 13:58
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    Codacons, la replica alle domande di Calenda: «Lui è “ministro dei fallimenti”, arriverà querela»
    Il Codacons risponde a Carlo Calenda, dopo il video che il leader di Azione ha postato su Twitter e nel quale chiede conto al movimento dei Consumatori del suo operato , attraverso una serie di domande volte a indagare sull’ attività dell’ Associazione e annunciando che le questioni poste saranno oggetto di una lettera al ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli e di un’ interrogazione parlamentare. Il movimento dei Consumatori ha voluto rispondere punto per punto all’ ex ministro, mentre annuncia una nuova querela anche verso il Fedez, che si era espresso pubblicamente a favore di Calenda , e i social network che hanno ospitato sulle loro piattaforme le invettive contro il Codacons da parte dei fan del rapper. Il testo integrale che il Codacons ha inviato al Corriere della Sera »Il sig. Carlo Calenda ha pubblicato un video su Twitter per attaccare il Codacons. Gli esprimiamo i nostri ringraziamenti come facemmo con Fedez, con la differenza che mentre gli attacchi diffamatori del rapper ci hanno regalato milioni di contatti – cosa utilissima per farci conoscere ancora di più – l’ attacco del povero Calenda, piccolo e isolato politico messo ai margini dei veri partiti, non è servito a granché, in quanto lo stesso ha un seguito davvero irrilevante, come certificato da tutti i sondaggi politici. La nostra replica alle sue domande è finalizzata unicamente a spiegare al “ministro dei fallimenti” come e perché si beccherà per il suo video una seconda querela (dopo quella per aver sposato le fandonie di Fedez cui evidentemente Calenda aspira, forse per ottenere dal rapper un inno per il proprio mini-partitino.). Prima di rispondere a Calenda, tuttavia, vogliamo porgli alcune domande: 1) come mai è stato definito il peggior ministro della storia della Repubblica Italiana? 2) Come mai i bilanci dell’ Interporto di Nola dagli anni 2008 al 2013, di cui egli è stato Direttore generale negli stessi anni, non sembrano reperibili né sul sito della società, né altrove sul ? 3) Ciò può dipendere dal fatto che durante la gestione di Calenda, secondo quanto riportato dagli organi di stampa, il risultato dell’ Interporto è stato così fallimentare che nel 2012 la società ha registrato una perdita addirittura di 5.529.017 euro? 4) Crede Calenda che questa possa essere una mancanza di trasparenza verso i cittadini? 5) come giustifica Calenda la fortissima critica al suo operato avanzata dall’ Avvocatura dello Stato che, sulla gara per l’ Ilva, ritenne di individuare un profilo di illegittimità nella condotta del Ministero dello sviluppo economico, all’ epoca presieduto proprio da Calenda, per non aver consentito il rilancio di un altro concorrente (ACCIAITALIA) rispetto alla sua offerta iniziale? 6) Perché Calenda non informa i cittadini che l’ avvocatura dello Stato descrisse testualmente l’ operato del Mise da lui guidato: “un eccesso di potere sotto il profilo del non corretto perseguimento del fine pubblico e dello sviamento”? 7) Corrisponde al vero la notizia secondo cui Carlo Calenda il 7 dicembre del 2011 ha minacciato al telefono la redazione di un giornale per aver pubblicato la notizia che la società ferroviaria Ntv non era all’ epoca in possesso di un indispensabile certificato antimafia? 8) Forse Calenda ritiene che i principi della legalità e la lotta alla mafia non siano importanti nel nostro paese, al punto da minacciare i giornalisti che osano fare le pulci su tali aspetti? 9) È vero che nel periodo in cui Calenda fu coordinatore di Italia Futura si registrò uno scandalo relativo ai finanziamenti e alle correnti all’ interno del movimento, al punto che anche stavolta i giornalisti che osarono indagare vennero minacciati di querela? 10) Come mai Calenda nel 2018 lasciò ben 162 tavoli di crisi aziendale aperti al ministero dello Sviluppo Economico, con 180mila lavoratori abbandonati a se stessi? 11) Perché durante il dicastero di Calenda i dati sui posti di lavoro a rischio sono aumentati del +37%? 12) Come spiega i Calenda i suoi clamorosi fallimenti sui dossier Almaviva, Fincantieri, Alitalia, Ilva, IIA, Mercatone Uno, Blutec, K-Flex? 13) Quali consigli finanziari ha dato Calenda al proprio padre e ai propri parenti incappati nella truffa del “Madoff dei Parioli”? Può un ministro che non sembra essere riuscito a tutelare le finanze dei propri genitori tutelare le tasche degli italiani? 14) come mai Calenda all’ interno del suo piccolo partito “Azione” ha affidato il programma per la sanità ad un soggetto, Walter Ricciardi, costretto a dimettersi dall’ Istituto Superiore di Sanità dopo che Codacons e Le Iene hanno smascherato i conflitti di interesse dello stesso con le case farmaceutiche? 15) In ragione di tale scelta è possibile pensare che Calenda è attento ai conflitti di interesse degli altri, ma occulta con attenzione quelli che riguardano se stesso e il suo piccolo partito? 16) come mai Calenda, in qualità di ministro, ha sottratto indebitamente per un anno alle associazioni dei consumatori i fondi delle multe Antitrust – unici fondi pubblici che però non vanno alle associazioni ma a progetti di cordate di organizzazioni, cosi come prevede la legge stessa – negando i diritti a milioni di cittadini e calpestando il Parlamento che aveva legiferato sugli stessi fondi? 17) come mai Calenda non sapeva e non sa che i bilanci delle associazioni sono tutti depositati nei suoi ex uffici al ministero? 18) come mai Calenda ha inguaiato l’ Ilva di Taranto e migliaia di tarantini con la sua sventurata gestione della vertenza? 19) e come mai sempre lui ha sottratto agli italiani con la sua sventurata gestione della crisi Alitalia miliardi di euro e non se ne vergogna nemmeno un po’, al punto da pensare che qualche sprovveduto possa votarlo alle prossime elezioni? Ma ora veniamo alle risposte alle domande poste da Calenda: 1) Il nostro ineffabile Calenda non sa che proprio il Codacons ha sempre chiesto indagini e chiarezza sulle associazioni dei consumatori del Cncu, e ha addirittura fatto cancellare alcune organizzazioni sia dall’ elenco del Cncu, sia da quello delle associazioni ambientaliste, con sentenze che hanno accertato che moltissimi di questi enti non avevano titolo per stare in quei registri o che addirittura alcuni avevano sottratto indebitamente 800.000 euro di contributi per l’ editoria e, solo grazie alla nostra azione legale, hanno dovuto restituirli. E non sa nemmeno che abbiamo fatto restituire alle Regioni italiane 10 milioni di euro incassati per combattere la ludopatia, erogati secondo procedure illegali. Potremmo andare ancora aventi ed essere anche più precisi quando il solerte controllore vorrà chiederci le sentenze del Tar e Cds ottenute dal Codacons. Quindi ben vengano interrogazioni e controlli anche se si dovesse scoprire che il sig. Calenda, nel non saper fare il ministro, si è fatto soffiare sotto il naso fondi non dovuti e nemmeno ha mosso un dito per impedirlo. 2) La sua sommarietà nell’ analisi poco attenta del Codacons purtroppo ci costringerà ad una nuova querela nei suoi confronti oltre quella già presentata per aver Calenda fatte proprie le fandonie di un rapper che sfrutta l’ immagine del figlio di 2 anni per far soldi (Calenda potrebbe presentare una interrogazione su questo?). 3) Dovremo querelare Calenda perché continua ad affermare che il Codacons percepisce fondi pubblici ma non ci spiega quali, e anche in questo dovrebbe essere più preciso e dire che non è l’ associazione a prendere fondi pubblici, ma tutte le associazioni per legge avviano e realizzano progetti sociali per i cittadini. 4) Dovremo querelarlo per avere insinuato – mentre poteva facilmente verificarlo – che gli avvocati del Codacons prendono soldi per le cause che fanno per l’ associazione. Assicuriamo il sig. Calenda che gli avvocati del Codacons non hanno preso un euro per denunciarlo alla Procura della Repubblica per abuso di atti di ufficio per aver egli sottratto quei fondi dalla loro finalità istituzionale danneggiando milioni di cittadini. E siamo così onorati che anche i supremi giudici abbiano affermato che il Codacons non fa cause per se stesso ma sempre e solo nell’ interesse dei cittadini al punto da meritare anche di fruire del patrocinio a spese dello Stato (Ordinanza Cds n. 2784/2020). Quanto poi alla ossessione del sig. Calenda per gli avvocati che lavorano come volontari per l’ associazione, nell’ attesa che il solerte ex ministro inventi il lavoro gratuito possiamo tranquillizzarlo: il Codacons ha svolto e svolge una missione importantissima che è quella di calmierare i costi di accesso ai tribunali e agevolare l’ accesso dei cittadini meno abbienti e indifesi alla costosa giustizia, sicché attraverso il metodo delle convenzioni di quota lite consente al cittadino di non pagare un euro per accedere ai tribunali con l’ impegno a dare poi una parte di quanto recuperato col giudizio, nel rispetto dei principi fissati dalla Corte di Cassazione e del Consiglio Nazionale Forense. Con questo metodo Codacons è riuscito a dare giustizia a decine di migliaia di precari della scuola (oltre 2000 cause per indennizzo o stabilizzazione vinte in tutta Italia) a migliaia di giovani specializzandi medici, a decine di migliaia di vittime di crac finanziari, a migliaia di vittime di malasanità, a migliaia di vittime di vessazioni e prepotenze di ogni genere, così per le vittime del naufragio della Costa Concordia, per i parenti dei cittadini morti a causa dell’ inquinamento dell’ Ilva, e nei prossimi mesi, ci auguriamo, per le migliaia di vittime nelle Rsa di tutta Italia. E così facendo la nostra associazione si è guadagnata un giudizio lusinghiero e di cui andiamo fieri dalla Corte di Cassazione che ha riconosciuto alla nostra associazione il compito di “spianare la strada, tramite il superamento degli ostacoli di ogni genere di cui tale strada potrebbe essere disseminata, ove ad agire fosse il singolo: non ultimo quello insito nelle remore del cittadino isolato ad affrontare costose controversie per somme relativamente modeste, nei confronti di avversari agguerriti.”(Cass. n.17351/11). Ma pretendere che il sig. Calenda sappia queste cose sarebbe davvero troppo!!! Lui nemmeno si ricorda che quando era ministro, consapevole delle difficoltà della gente più fragile, presentò una proposta di legge proprio per le associazioni diretta ad esonerare le onlus dal pagamento dell’ odioso balzello del CU, ma forse lo fecce costretto e quindi preferisce dimenticarlo. 5) Lo dovremo querelare perché cerca di accreditare una nostra struttura non democratica laddove nessuna associazione come il Codacons osserva la legalità e le regole democratiche. Certo più che nel suo partitino in cui solo lui sembra decidere tutto e dove prende i fondi per la propria attività. Ce lo manda un bilancio del suo partito sig. Calenda? Alle nostre assemblee regionali che precedono l’ assemblea nazionale per le elezioni dei delegati partecipano centinaia di cittadini, sicché è davvero da ignoranti fingere di non saperlo. E diciamo anche che la nostra dirigenza si compone di 5 presidenti nazionali e 7 vicepresidenti nazionali, di un segretario generale e di tanti responsabili dei vari dipartimenti. Calenda evidentemente confonde il nome ricorrente del fondatore e presidente Rienzi con il potere assoluto, non capendo che il portavoce di forte personalità vivaddiosembra l’ unico dirigente, ma non lo è. 6) Lo dovremo querelare perché sull’ accordo con Mps poteva semplicemente andarsi a leggere la rettifica inviata al Fatto Quotidiano e pubblicata sul dove tutto è trasparente e spiegato perfettamente, ivi compreso l’ onorario pagato all’ avv Rienzi come parte citata personalmente e con intento estorsivo e violento da Mps in un giudizio di risarcimento da 30 milioni di euro che ha richiesto una difesa di 10 avvocati e periti, che sono anche stati sottopagati con quel modesto compenso complessivo di euro 291mila. Vedrà con i suoi occhi il sig. Calenda quanto gli costerà doversi difendere con bravi avvocati e periti dalle nostre querele e citazioni in giudizio, e poi ci saprà dire. 7) Lo dovremo querelare per le insinuazioni sui rapporti del Codacons con le aziende in generale e in particolare con Autostrade per l’ Italia. Tale società e il bravissimo Ing. Castellucci hanno inventato la Consulta per la sicurezza stradale, una struttura di tutti gli stakeholder che hanno voce sul delicato tema della sicurezza e che è riuscita a introdurre il Tutor sulle autostrade italiane, portando al dimezzamento di incidenti e morti sulle strade, e a lui siamo molto grati. Né ci sentiamo di condannare alcuno prima della sentenza definitiva (l’ assoluzione di Castellucci dalla vicenda di Benevento è sfuggita al Calenda ma di questa maliziosa omissione dovrebbe avere querela non da noi, quindi facciamo finta di non essercene accorti). 8) Lo dovremo querelare perché non abbiamo rapporti economici con Autostrade per l’ Italia ma realizziamo progetti per tante aziende attraverso il ns ente commerciale notificato al Mise (nel rispetto delle prescrizioni contenute nell’ art. 137, comma 3 del Codice del Consumo, dell’ art.3, comma 2, lett. g), del DM n.260/2012, e della Circolare prot. n° 0038226 del 5 marzo 2013 del Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento per l’ impresa e l’ internazionalizzazione Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica, Divisione XI – Politiche normative per i consumatori) e anche da lui stesso quando, forse senza nemmeno rendersene conto, occupava indegnamente quella poltrona al Ministero come fosse cosa sua . 9) Dovremo querelarlo per aver insinuato che siamo stati benevoli verso i responsabili (peraltro ancora non accertati) del crollo del ponte Morandi. Se avesse cercato sul in meno di un secondo si sarebbe accorto che il Codacons è l’ unica associazione ammessa come parte civile in quel processo penale. Quindi o Calenda non sa leggere, o ha voluto omettere questa informazione con l’ intento evidente di diffamare il Codacons. 10) Quanto alla ripresa delle fandonie di un rapper ignorante su una inesistente raccolta fondi del Codacons per la sanità italiana, lo abbiamo già querelato quindi lo rinviamo per la risposte alla querela nei suoi confronti, che forse non ha saputo leggere in quanto troppo tecnica per lui. 11) Per quanto riguarda il servizio di assistenza psicologica, questo è realizzato da bravissime psicologhe che collaborano con l’ associazione, psicologhe di cui Calenda, nel suo video, ha messo in dubbio la professionalità e le capacità, e anche per questo sarà querelato, forse dalle stesse psicologhe. 12) Per i costi dei servizi telefonici, se Calenda vorrà farsi carico di rispondere alle migliaia di richieste telefoniche dei cittadini e lo farà gratis, gli saremo grati in eterno. Il Codacons ha realizzato un servizio telefonico di assistenza ai consumatori, che purtroppo ha dei costi che non possono essere affrontati unicamente dall’ associazione, non godendo la stessa di alcun fondo. 13) Un ultimo accenno alla bassa credibilità del Codacons, il finale del suo fuoco d’ artificio fatto con i fiammiferi bagnati: siamo l’ unica associazione che interloquisce con i Ministeri, con la Guardia di Finanza, con l’ Aifa, con la Presidenza del Consiglio, l’ unica associazione ammessa dall’ Antitrust al procedimento sulla fusione Ubi-Intesa, e unica associazione che viene amata e rispettata da un milione e mezzo di lettori della propria newsletter, e che nel periodo dell’ emergenza Covid ha realizzato centinaia di azioni a favore dei cittadini proprio come era scritto sul sito ( vedi link ) e che in un anno ha avuto 9.665 citazioni sulla stampa e nel periodo del Covid circa 3.000 citazioni e il ringraziamento esplicito di presidenti di Regione e altre altissime autorità, e ad aver ricevuto le seguenti parole dal Sommo Pontefice, Papa Francesco, che “esprime il suo vivo compiacimento per tale gesto di solidarieta’ che sollecita ogni uomo di buona volonta’ a riflettere e a impegnarsi attivamente affinche’ nessuno, a immagine del buon Samaritano, sia estraneo e distante nei confronti di coloro che si trovano ad affrontare momenti di difficolta’ e di bisogno”. 14) Et de hoc satis e speriamo di non veder mai seduto in Parlamento a infangare una importante istituzione un individuo come questo Carletto Calenda che, alla luce dei suoi innegabili fallimenti e della smania di diffamare, ha una credibilità non bassa, ma sotto lo zero. 15) Amen! Nuova querela del Codacons contro Fedez Nuova denuncia del Codacons contro Fedez. L’ associazione dei consumatori ha deciso di presentare una nuova querela contro il rapper dopo le affermazioni rilasciate l’ 8 luglio dallo stesso sui suoi social network, in cui – si legge nella nota giunta del movimento dei Consumatori – «attacca il Codacons ma difende chi ha minacciato di morte l’ associazione e i suoi rappresentanti». «Oggi Fedez, già in passato accusato per i testi delle sue canzoni violenti e omofobi, si schiera apertamente a favore della violenza e del bullismo, difendendo quegli utenti che hanno insultato e minacciato anche di morte il Codacons», spiega l’ associazione. «Il rapper sostiene infatti che il Codacons starebbe “intimorendo utenti e persone comuni che si sono permesse solo di commentare” la lite con l’ associazione. Peccato che gli unici follower di Fedez che il Codacons ha denunciato – come lo stesso rapper sa bene – siano quelli che, istigati dal cantante, hanno pubblicato commenti violentissimi, insulti e minacce eloquenti nei confronti dell’ associazione, talmente gravi da essere stati cancellati da Google. Ne consegue che quindi Fedez, con le sue affermazioni odierne in cui difende gli utenti violenti, si schiera apertamente a favore del bullismo e della violenza sul , e riceverà per questo l’ ennesima querela da parte del Codacons». Il Codacons, infine, annuncia denunce anche per Facebook, Instagram e Twitter: «saranno denunciati per concorso nei reati commessi dai follower di Fedez», conclude l’ associazione.

    La Voce, 08/07/2020 12:07
    moneta e inflazione
    Torna l’ inflazione?
    Già provate dal lockdown, difficilmente le imprese potranno assumersi i costi aggiuntivi necessari alla riapertura e li riverseranno sui consumatori. E anche l’ aumento dell’ offerta monetaria potrebbe tradursi in un incremento dei prezzi. Per l’ Italia potrebbe non essere un male. Prezzi in aumento A inizio maggio le associazioni di consumatori e produttori segnalavano aumenti dei prezzi. Coldiretti registrava rincari per frutta (+8,4 per cento), verdura (+5 per cento) e latte (+4,1 per cento), mentre Codacons annunciava un aggravio da 536 euro per famiglia. Potrebbero essere le prime avvisaglie di una prossima impennata dell’ inflazione nell’ Eurozona, trainata dalle nuove disposizioni sanitarie per esercenti e imprese, dal dissesto nelle catene logistiche e favorita dal radicale mutamento delle politiche fiscali e monetarie. Sul lato dell’ offerta, molte attività devono affrontare nuove misure di sanificazione e, simultaneamente, limitare l’ afflusso della clientela e i tradizionali volumi di vendite. In un contesto diverso, le imprese si sarebbero fatte carico di buona parte dei costi senza rivalersi sul consumatore. Ma gli oltre due mesi di quarantena hanno drasticamente eroso i margini, in special modo per le piccole e medie imprese, che hanno registrato perdite importanti di fronte a costi fissi rimasti inalterati e all’ assenza di ricavi. La loro capacità di assumersi i costi della riapertura è dunque limitata e sono così probabili rincari per i consumatori. La questione coinvolge settori come commercio, cura della persona, ristorazione, turismo e trasporti. I nuovi protocolli di sicurezza rischiano di generare costi addizionali e diminuire il tempo di lavoro. Le fabbriche devono garantire sanificazione dei locali e sistemi di controllo della salute dei lavoratori. Anche la rottura delle catene mondiali di produzione potrebbe generare effetti imprevisti sui prezzi, con conseguenze significative, soprattutto per i settori industriali più globalizzati. L’ economista Stephen Roach segnala il rischio di inflazione nel medio periodo dovuto all’ aumento dei costi di produzione in un mondo meno connesso. Eppure, queste aspettative inflazionistiche sembrano smentite dagli ultimi dati ufficiali. L’ inflazione interannuale dell’ area euro di aprile si è attestata sullo 0,3 per cento, il dato più basso dal 2016, a maggio si prevede che scenda allo 0,1 per cento. Vero è però che negli ultimi due mesi la quasi totalità dei paesi dell’ Eurozona era in quarantena, in una paralisi totale delle attività economiche non essenziali. Ciò ha provocato un brusco e forzato calo della domanda. La sospensione di molti settori tradizionali ha verosimilmente impedito il rilevamento di molti prezzi che contribuiscono al paniere Eurostat. Sono dunque dati che vanno presi con cautela. D’ altronde, come sottolinea l’ Istat, l’ azzeramento dell’ inflazione in Italia ad aprile è imputabile prevalentemente ai prezzi dei beni energetici. E la tendenza potrebbe invertirsi ora che i regimi di confinamento sono stati gradualmente revocati in tutta Europa e il prezzo del petrolio è in risalita dopo lo storico crollo di aprile. Tanta liquidità sul mercato È sul lato della domanda che si concentrano le perplessità. Da una parte, è inevitabile aspettarsi una recessione nel breve termine, con una diminuzione di consumi e investimenti, che avrà conseguenze sulla domanda di asset monetari, generando una spinta al ribasso dei prezzi. Dall’ altra, la Banca centrale europea si è impegnata a garantire liquidità nel mercato a volumi che non si vedevano dalla crisi del debito sovrano, annunciando a inizio giugno l’ estensione del programma di acquisti di titoli di stato dell’ Eurozona per 1.350 miliardi di euro fino alla metà del 2021. L’ aumento dell’ offerta monetaria potrebbe tradursi in un incremento generalizzato dei prezzi, compensato solo in parte dalla forzata diminuzione della velocità di circolazione della moneta. È quindi difficile tracciare con ragionevole certezza una previsione sulle conseguenze di questa straordinaria espansione monetaria. Raramente, gli economisti predicono il futuro con successo. Le politiche espansive della Bce degli ultimi anni erano riuscite a malapena a rilanciare l’ inflazione e fino a pochi mesi fa serpeggiava il timore di una stagnazione secolare. Oggi, la discussione è aperta. L’ Economist sostiene che il ritorno di una inflazione sia improbabile. Altri, come il Financial Times , si aspettano lo scenario opposto. Bisogna preoccuparsi di un riaccendersi dell’ inflazione? Una crescita inaspettata dei prezzi potrebbe avere effetti benefici per paesi indebitati come l’ Italia. Un aumento del valore nominale potrebbe alleggerire il peso di un debito che le previsioni ufficiali stimano intorno al 160 per cento del Pil. Il ritorno dell’ inflazione non sarebbe necessariamente una brutta notizia.
    paolo rizzo

    ilgiornale.it, 08/07/2020 11:17
    Carlo Calenda si scaglia contro il Codacons e chiede l’ interrogazione parlamentare: “Quadro inquietante”
    dai profili social del suo movimento politico, carlo calenda ha attaccato il codancons chiedendo risposte su alcune situazioni non troppo chiare; l’ ex ministro chiederà anche l’ interrogazione parlamentare
    Il Codacons è nell’ occhio del ciclone dallo scorso mese di marzo, da quando ha iniziato una guerra a suon di denunce contro il rapper Fedez e sua moglie Chiara Ferragni. Da quel momento si sono accesi i riflettori sull’ associazione dei consumatori, che ha cercato di inibire l’ azione benefica dei Ferragnez in favore dell’ ospedale San Raffaele di Milano. All’ inizio dell’ emergenza sanitaria, infatti, la coppia si è fatta promotrice di una raccolta fondi su un sito di found reasing, tramite il quale ha raccolto oltre 4,5 milioni di euro che sono stati investiti per la realizzazione di una terapia intensiva. Il Codacons ha lamentato presunte irregolarità e scarsa chiarezza e da quel momento è scontro aperto con il rapper, che a sua volta ha mosso accuse nei confronti dell’ associazione. Nelle ultime ore, però, a smuovere le acque e a cercare di vederci chiaro nell’ associazione dei consumatori è stato Carlo Calenda , ex ministro dello sviluppo economico nei governi Renzi e Gentiloni. Ed è proprio sul concetto di chiarezza e di trasparenza che Carlo Calenda ha voluto mettere l’ accento nella sua analisi, condivisa nelle scorse ore sui social dai profili di Azione, il suo movimento politico. Ha annunciato la volontà di chiedere un’ interrogazione parlamentare al ministro dello Sviluppo economico Patuanelli perché, stando alle sue parole ci sarebbero delle ” zone d’ ombra ” nell’ attività del Codacons. Sono diverse le domande che l’ ex ministro si pone e alle quali chiede di aver risposta, per il bene dei cittadini. ” Perché, come ha scritto il Fatto Quotidiano, nel 2018 ha rinunciato alla costituzione di parte civile nel processo agli ex dirigenti del Monte dei Paschi di Siena ? “, si chiede Carlo Calenda, che poi riferisce di una presunta transazione che la banca avrebbe effettuato a favore del Codacons nello stesso periodo per un valore di 732mila euro. Carlo Calenda continua poi nelle sue interrogazioni, domandandosi quali siano ” i rapporti tra Codacons e Autostrade per l’ Italia “, alla luce ” delle poche critiche nei confronti di Autostrade e anche nei confronti di eventi controversi come il crollo del Ponte Morandi “. Nel rispetto della logica di trasparenza che il Codacons chiede a terzi e che Carlo Calenda pretende venga rispettata anche dall’ associazione dei consumatori, la stessa ha immediatamente riferito che nella giornata di giorni replicherà punto per punto alle domande, che però il Codacons considera più come insinuazioni. I toni soni alti da parte del Codacons, che attacca frontalmente l’ ex ministro, che a loro dire sarebbe ” totalmente ossessionato dal Codacons ai limiti dello stalking “. Il comunicato del Codacons è molto duro nei confronti di Calenda: ” Non abbiamo alcun problema a rispondere ai quesiti posti dal leader di Azione, domande che purtroppo dimostrano l’ ignoranza di Calenda e fanno capire perché molti lo definiscono il peggior ministro della Repubblica Italiana “. La querelle tra l’ associazione dei consumatori e l’ ex ministro affonda le sue radici nel passato e nel tempo non sono mancati altri scontri e querele tra le due parti. Nella serata di ieri, anche Fedez è intervenuto nella questione, dicendo la sua dopo i tanti scontri con il Codacons nei mesi passati. ” Finalmente un politico italiano, Carlo Calenda, si è mosso e ha fatto un’ indagine approfondita nei confronti del Codacons “, ha esordito Fedez , che dopo aver riportato una delle domande fatte da Calenda all’ associazione, è tornato sulla questione che lo riguarda da vicino. ” La cosa che a me fa ribollire il sangue è che in un periodo drammatico per il nostro Paese, in cui io ho cercato di dare il mio piccolo contributo, ho dovuto perdere del tempo per stare a difendermi da dei personaggi del genere. Dovrò andare a processo , dovrò affrontare 5, 6 anni di processo e queste persone stanno minacciando e intimidendo anche degli utenti e delle persone comuni che si sono permesse solo di commentare la vicenda pubblicamente. Vogliamo far qualcosa, muoviamo il culo o che cosa? “, ha concluso Fedez. Domande per il Presidente del @Codacons e per il Ministro @SPatuanelli . Emerge un quadro davvero inquietante. Fate circolare. @Azione_it pic.twitter.com/XSHRVzIgjI – Carlo Calenda (@CarloCalenda) July 7, 2020.
    francesca galici

    Report Tv, 08/07/2020 10:57
    Nuova udienza del processo per inquinamento ambientale delle fonderie Pisano
    il codacons si riserva di presentare nuova denuncia per fumi e polveri registrate ieri si è tenuta in data odierna l’ udienza
    Il codacons parte civile rappresenta anche altre 50 persone fisiche Il codacons si riserva di presentare nuova denuncia per fumi e polveri registrate ieri Si è tenuta in data odierna l’ udienza delle repliche dei PP.MM. innanzi al GUP Dott.ssa Zambrano per le Fonderie Pisano, dove il Codacons presente con l’ Avv. Matteo Marchetti è costituito parte civile insieme ad altre 50 persone fisiche. Rinviato il processo al 22/10/2020 ora si spera che effettivamente da quella data possa attendersi solo il dispositivo. Solo ieri, infatti, si registravano fumi e polveri provenienti dalle Fonderie Pisano ampiamente documentate e filmate per cui il Codacons presenterà alla Procura della Repubblica un’ altra denuncia nel più breve tempo possibile. Ti è piaciuto l’ articolo? Vuoi scriverne uno anche tu? Inizia da qui!

    Report Tv, 08/07/2020 10:57
    Istat: Codacons, Caporetto per i piccoli negozi; Il governo tagli l’ Iva per dare nuovo impulso ai consumi
    i dati diffusi oggi dall’ istat attestano una vera e propria caporetto per i piccoli negozi e il rischio fallimento per migliaia di
    I dati diffusi oggi dall’ Istat “attestano una vera e propria Caporetto per i piccoli negozi e il rischio fallimento per migliaia di attività e aziende che non potrà essere evitato se il Governo non adotterà misure immediate per contrastare gli effetti del coronavirus”, secondo il Codacons. “Da un lato ci sono i piccoli esercizi commerciali hanno registrato un calo record delle vendite del -18,8% su base annua, dall’ altro ristoranti, alberghi, e attività varie che vanno verso la chiusura, non riuscendo a far fronte alle conseguenze del Covid”, spiega il presidente Carlo Rienzi. “Una situazione – continua Rienzi – che mina la sopravvivenza stessa di migliaia di aziende in Italia, con ripercussioni immense sul fronte dell’ occupazione e del Pil”. “Il Governo deve subito correre ai ripari con misure per incentivare gli acquisti e sostenere il commercio e le attività produttive, a partire dal taglio dell’ Iva che potrebbe dare nuovo impulso ai consumi e ridurre i costi per le imprese”, conclude Rienzi. Ti è piaciuto l’ articolo? Vuoi scriverne uno anche tu? Inizia da qui!

    Yahoo Notizie, 08/07/2020 09:59
    Fedez contro Codacons: nuovo round
    Dopo la denuncia ricevuta Fedez torna ad attaccare il Codacons. Nel video postato su Instagram il rapper sottolinea come Carlo Calenda, leader di Azione, sia l’ unico politico ad essersi interessato della faccenda.

    Radio Veronica One, 08/07/2020 09:11
    Fase 3, arriva il decalogo per i bar
    (Fotogramma) Pubblicato il: 09/07/2020 06:51 Arriva il decalogo per sicurezza e igiene nei bar. Afidamp, Fipe-Confcommercio e Codacons ricordano che durante questi mesi difficili che hanno duramente colpito in particolare il settore Horeca, “sono state tante le iniziative messe in campo per aiutare gli operatori a garantire un ambiente sicuro sia ai propri clienti che ai propri dipendenti”. Ecco perché le tre associazioni di categoria hanno annunciato di avere “realizzato insieme il prontuario per le buone prassi di pulizia nei bar, uno strumento agile che si propone come un vero e proprio vademecum per le pulizie ordinarie che ogni locale è tenuto a fare per mantenere l’ ambiente pulito e protetto”. Sono “regole semplici e molto chiare che riguardano l’ igiene del personale, con raccomandazioni sul lavaggio mani, sulle modalità di contatto con soldi contanti e alimenti, e le corrette operazioni di pulizia e detersione. Il tutto per cercare di evitare ogni tipo di contaminazione incrociata” spiegano. Più nel dettaglio, il documento analizza le operazioni di pulizia relative a tutti gli ambienti dei bar, dal bancone ai bagni, suggerendo accorgimenti semplici, come l’ identificazione delle attrezzature con un codice colore e indicando come utilizzare prodotti e macchinari per la detersione. A questo proposito, inoltre, si sottolinea quanto sia importante per una pulizia efficace la scelta dei prodotti adeguati (né troppo blandi, né troppo aggressivi) e degli strumenti più idonei. “Il prontuario esposto all’ interno dei bar permetterà a tutti i dipendenti di essere informati sulle prassi da adottare, riducendo notevolmente i rischi legati allo sporco invisibile. Allo stesso tempo, gli imprenditori del settore daranno un segno tangibile della loro sensibilità verso i temi della sicurezza e del loro impegno a offrire il miglior servizio possibile al consumatore” evidenziano Afidamp, Fipe-Confcommercio e Codacons.
    fonte adnkronos

    FanPage, 08/07/2020 08:35
    365 giorni andrebbe rimosso solo perché è brutto, violenza e stupro non c’ entrano
    ” 365 giorni “, la versione polacca di “Cinquanta Sfumature di Grigio”, è su Netflix da un mese e campeggia stabilmente nelle prime posizioni dei contenuti più visti della piattaforma. Duffy, la celebre cantante, lo vuole fuori dalla piattaforma perché “esalta stupro e rapimento” . Anche il Codacons si è messo sulla stessa lunghezza d’ onda: “Esalta stupro e violenza” . Di contro, Netflix ha risposto in maniera esemplare, specificando di voler lasciare la libertà assoluta ai propri abbonati di vedere quello che vogliono e di avere dei filtri specifici e ben funzionanti che evitano la visione ai minori. Tutto giustissimo, in effetti. Non è il 50 sfumature polacco E a ben vedere “365 giorni” non è affatto un film che esalta lo stupro e la violenza, perché la mette in scena in un modo così ridicolo da risultare innocuo. Anche chiamarlo “la versione polacca di Cinquanta sfumature di Grigio” è veramente uno schiaffo a E.L. James e alla sua trilogia, compresa quella filmica, ovviamente. Ma chi l’ ha ucciso il padre di Michele Morrone? “365 giorni” parte benissimo già nelle prime sequenze con il nostro Gianni Parisi (“Gomorra” ma anche tanta commedia tradizionale napoletana), boss reggente e padre di Michele Morrone (l’ assoluto protagonista) che muore sotto i suoi occhi colpito daboh? Colpito da chi? Si trovano soli, con il mare di fronte, su una torretta isolata e dimenticata da Dio. È il movimento di macchina che ce lo mostra. Una fantastica ripresa aerea che rivela un luogo mozzafiato e un morto ammazzato. Ma da chi, perdinci? in foto: La prima scena: chi ha ucciso il padre di Michele Morrone? La fellatio, assoluta protagonista di 365 giorni Più di Michele Morrone, più di Gianni Parisi, più dell’ attrice polacca Anna-Maria Sieklucka, l’ assoluta protagonista di 365 giorni è la fellatio . Senza discussioni. Bastano dieci minuti di film: il nostro Michele Morrone è diventato il reggente assoluto della famiglia mafiosa. Siamo su un aereo privato. Passa una hostess, Michele la guarda mentre il suo braccio destro gli rivela che è una partita di coca è andata perduta. Lui non si perde d’ animo e senza dire una parola segue la hostess, chiude le tendine e iniziano le danze. È la prima fellatio del film. Dicevamo, grande protagonista perché ritorna poi nella scena madre, quella del sesso selvaggio e sfrenato tra Michele Morrone e Anna-Maria Sieklucka. Ma perché la fellatio è la vera protagonista del film? Perché è grazie a quelle scene che possiamo attribuire l’ etichetta al film di soft-porno (più porno che soft, in realtà). La scelta di inquadrare il volto delle donne che praticano il sesso orale è semplicemente balorda . Non manca nulla: le lacrime agli occhi e il sonoro abbondante sull’ effetto choking. Ti aspetti che possa entrare in scena da un momento all’ altro Robert Malone o Rocco, per farti due risate, ma purtroppo non arriveranno. Per i più fortunati e pazienti, i fermo immagine regaleranno anche il fallo di Michele Morrone che entra ed esce dalle bocche delle malcapitate. A proposito di Michele Morrone A proposito di Michele Morrone . La prima domanda che mi verrebbe da fargli, ad avercelo davanti, sarebbe proprio questa: ma le scene di sesso sono vere, perché lo sembrano, oppure avete girato come ai tempi dei film di Edwige Fenech e di Lino Banfi, con i pacchi e i contropaccotti a coprire le nudità? E sempre a proposito di Michele Morrone: il divo di Melegnano da che era largo, larghissimo anzi, di maniche nel concedere interviste, adesso pare sia l’ uomo più protetto e inaccessibile del mondo, che nemmeno Brad Pitt, George Clooney e Tommaso Paradiso. In conclusione, “365 giorni” è uno dei film più brutti mai visti nella mia intera esistenza e probabilmente andrebbe rimosso da Netflix solo per questo. Lo stupro e la violenza, il machismo, il maschio alfa e la donna oggetto non c’ entrano. Perché le rappresentazioni che se ne fanno sono troppo ridicole per essere prese sul serio.

    Free OnLine, 08/07/2020 08:24
    Intelligenza artificiale per smascherare Italian Sounding Food&wine sul
    consorzio tutela vini valpolicella firma patto anticontraffazione con comando regionale trentino-alto adige della guardia di finanza
    Stop all’ Amarone contraffatto in rete, grazie ad un sistema di intelligence online messo a punto dall’ Università degli Studi di Trento e con la cabina di regia affidata al Comando Regionale Trentino-Alto Adige della Guardia di Finanza. È quanto prevede il protocollo di collaborazione firmato oggi, tra gli altri, dal Consorzio Vini Valpolicella con il Comando Regionale Trentino-Alto Adige della Guardia di Finanza, la Provincia Autonoma di Trento e l’ Ateneo, che vede per la prima volta i grandi Rossi della Valpolicella sorvegliati speciali sul . Una sperimentazione, quella al via da oggi con la sottoscrizione dell’ accordo, che consentirà al Consorzio di attivarsi ulteriormente su due diversi fronti: da un lato sensibilizzando le proprie aziende associate a collaborare nell’ identificazione di situazioni “borderline” e a rischio, dall’ altro testando i nuovi sistemi informatici anticontraffazione come la tecnologia blockchain, software e algoritmi specificamente messi a punto con l’ Università trentina, in grado di identificare siti contenenti presunti prodotti falsificati ed eventuali illeciti nell’ utilizzo di riferimenti alle denominazioni di origine. Si intensifica così l’ attività di tutela della denominazione da parte del Consorzio che, a 2 anni dalla firma del protocollo di cooperazione con l’ Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari del Ministero delle Politiche agricole (ICQRF), ha contribuito con l’ invio di 308 segnalazioni di casi sospetti di contraffazione di vini della Valpolicella – soprattutto Amarone – sul . “La firma di questo protocollo – spiega Andrea Sartori, Presidente del Consorzio Vini Valpolicella – conclude un percorso che ha caratterizzato il mio mandato, ponendo al centro la tutela delle nostre denominazioni, sempre più copiate e contraffatte. L’ iniziativa ci ha visti da subito parte attiva nella costruzione di un ulteriore strumento per combattere la pirateria enoica e alimentare. Ringrazio il Comando Regionale Trentino-Alto Adige della Guardia di Finanza, la Provincia Autonoma di Trento – continua Sartori – per averci coinvolti in un progetto che per la prima volta dà vita ad un network tra pubbliche amministrazioni e associazioni imprenditoriali, con l’ obiettivo di tutelare la reputazione e il valore dei prodotti italiani”. “La lotta alla criminalità organizzata – prosegue il Generale di Brigata Ivano Maccani, Comandante Regionale Trentino-Alto Adige della Guardia di Finanza – si può e si deve vincere anche con l’ innovazione. Fare squadra con gli attori della società civile e coniugare le strategie investigative con la ricerca scientifica per fare un salto di qualità nella tutela dell’ economia legale, nel contrasto alla commercializzazione di prodotti contraffatti, al lavoro nero e all’ abusivismo commerciale, è il senso del protocollo firmato il 7 luglio 2020 a Trento. Uno dei filoni messi in campo, riguarda l’ analisi avanzata di dati online e l’ esplorazione del , sempre più nuova frontiera dei traffici illeciti e vetrina attraente anche per le organizzazioni criminali.” Dal 2018 ad oggi, sono complessivamente 54 le iniziative legali a livello internazionale promosse dal Consorzio e 48 i controlli inclusi nell’ attività di vigilanza a livello nazionale. Con una spesa media nel triennio di oltre 150 mila euro l’ anno, il capitolo ‘tutela e vigilanza’ rappresenta una delle voci di costo più importanti del bilancio consortile, oltre che una delle principali attività istituzionali perseguite dall’ ente. Oltre al Consorzio Vini Valpolicella, che farà da apripista a un format di tutela replicabile per altri prodotti dell’ agroalimentare tricolore minacciati dall’ Italian sounding, aderiscono al protocollo anche altri enti e associazioni impegnate a salvaguardare l’ autenticità dei prodotti anche da pratiche commerciali sleali che possono impattare negativamente sul sistema primario, come la tutela dei lavoratori in agricoltura e la credibilità presso i consumatori. I partner dell’ accordo sono: La Provincia Autonoma di Trento, la Procura Distrettuale della Repubblica di Trento, la Procura della Repubblica di Rovereto, il Comando Regionale Trentino-Alto Adige della Guardia di Finanza, la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Trento, l’ Istituto Nazionale della Previdenza Sociale – Direzione Regionale Trentino-Alto Adige, l’ Istituto Nazionale per l’ Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro – Dir. Prov. Trento, l’ Università degli Studi di Trento, il CODACONS – Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, il CRTCU – Centro di Ricerca e Tutela dei Consumatori e degli Utenti, INDICAM – Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione, il Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella, il Consorzio di tutela Vini del Trentino, la Federazione Trentina della Cooperazione, l’ Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini (APOT s.c.a), CGIL, CISL, UIL del Trentino, anche per conto delle proprie associazioni di tutela dei consumatori – rispettivamente Federconsumatori, Adiconsum, ADOC -, Cia, Coldiretti, Confagricoltura del Trentino, AcliTerra e l’ Associazione Contadini trentini. Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella Nato nel 1924 è una realtà associativa che comprende viticoltori, vinificatori e imbottigliatori della zona di produzione dei vini della Valpolicella, un territorio che include 19 comuni della provincia di Verona. La rappresentatività molto elevata (80% dei produttori che utilizzano la denominazione) consente al Consorzio di realizzare iniziative che valorizzano l’ intero territorio: il vino e la sua terra d’ origine, la sua storia, le tradizioni e le peculiarità che la rendono unica al mondo. Il Consorzio annovera importanti ruoli istituzionali: si occupa della promozione, valorizzazione, informazione dei vini e del territorio della Valpolicella, della tutela del marchio e della viticoltura nella zona di produzione dei vini Valpolicella, della vigilanza, salvaguardia e difesa della denominazione. L’ area di produzione è molto ampia ed è riconducibile a tre zone distinte: la zona Classica, (Sant’ Ambrogio di Valpolicella, San Pietro in Cariano, Fumane, Marano e Negrar); la zona Valpantena, comprendente l’ omonima valle; la zona DOC Valpolicella, con Verona, Illasi, Tramigna e Mezzane. Le varietà autoctone che danno vita ai vini delle denominazioni vini Valpolicella sono: Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara. I vini della denominazione sono il Valpolicella doc, il Valpolicella Ripasso doc, l’ Amarone della Valpolicella e il Recioto della Valpolicella entrambi docg.

    Cronache di Salerno, 08/07/2020 07:00
    fonderie pisano – la battaglia va avanti dal 2015
    Tutto rinviato al prossimo 22 ottobre, il Codacons parte civile
    Nulla da fare per le fonderie Pisano. Quella che doveva essere l’ ultima udienza per i proprietari dello stabilimento di via dei Greci che dovranno rispondere, a vario titolo, di reati ambientali è stata rinviata al prossimo 22 ottobre. Una battaglia giudiziaria che va avanti dal 2015 con le prime denunce anche nei confronti dell’ Arpac di Salerno per il mancato controllo sull’ impatto ambientale dello storico opificio. Il giudice Zambrano, nel corso dell’ udienza tenutasi ieri mattina, ha acquisito le copnclusioni presentate dalla Procura e firmate dall’ Arpac, dove si racchiudono tutti gli illeciti ambientali che sarebbero stati commessi negli utlimi cinque anni. Il giudice ha dato la possibilità agli avvocati di poter replicare, con ulteriori memorie, entro e non oltre sette giorni dalla prossima data fissata per il 22 ottobre. A costituirsi parte civile, con altre 50 persone, il Codacons Salerno, rappresentato dal vice presidente nazionale, l’ avvocato Matteo Marchetti. «Il processo è stato rinviato al prossimo 22 ottobre, ora si spera che effettivamente da quella data possa attendersi solo il dispositivo», ha dichiarato l’ avvocato Marchetti. «Solo ieri, infatti, si registravano fumi e polveri provenienti dalle Fonderie Pisano ampiamente documentate e filmate per cui il Codacons presenterà alla Procura della Repubblica un’ altra denuncia nel più breve tempo possibile», ha poi aggiunto il presidente del Codacons Salerno. (er.no)

    Gazzetta di Parma, 08/07/2020 05:20
    365 giorni
    Il film più visto sul ? È la risposta polacca e trash a «50 sfumature»
    3Fatevi un favore, non guardate «365 giorni» su Netflix. Oppure provateci, se siete curiosi di capire perché da tre settimane è nella top 10 dei titoli più visti nel mondo ed è il film più chiacchierato del , con il suo protagonista maschile, l’ italiano Michele Morrone, che ha raggiunto quota otto milioni (!) di followers su Instagram. Per rendere la portata del fenomeno: Jamie Dornan, alias Christian Grey, ne ha «solo» un quarto. Fondamentalmente «365 giorni» è la risposta polacca (ma ancora più artificiosa e trash) alla saga di «Cinquanta sfumature», con aggiunta di sfondo siculo -mafioso: tutti speravamo che dopo gli adattamenti di E.L. James ci fosse fine al peggio. E invece no, è arrivata la trilogia di tale Blanka Lipiska. Tanto che la cantante Duffy e il Codacons hanno chiesto la rimozione del titolo dal catalogo, perché «esalta violenza, stupro e rapimento». Siamo a Lampedusa: Massimo Torricelli (Morrone) ha accompagnato il padre, un potente boss, a un incontro segreto. Quando lo vede di Regia: Barara Bialovas e Tomasz Mandes, Interpreti Michele Morrone, Anna Maria Sieklucka, Magdalena Lamparska Pol/Ita 2020, colore, 1 h e 54′ Genere: Erotico/Sentimentale Dove Netflix Giudizio stratto da una ragazza sulla spiaggia, papà gli dice: «Le belle donne sono il paradiso degli occhi e l’ inferno dell’ anima». E lui conclude: «E il purgatorio del portafogli». Sessismo, maschilismo, cliché: c’ è tutto. E il bello è che peggiora. Il padre viene ucciso subito dopo e, a distanza di qualche tempo, ritroviamo Massimo a capo della famiglia”. Ma il twist che trasforma lo pseudo mafia -movie in un porno -soft è dietro l’ angolo: il protagonista rivede Laura (Anna Maria Sieklucka), la ragazza della spiaggia, la rapisce e le dà 365 giorni per innamorarsi di lui. E meno male che eravamo nell’ era MeToo. Benedetta Bragadini.

    L’Unione Sarda, 08/07/2020 04:20
    Bufera: “365 Days”
    I l Codacons ha chiesto l’ immediata rimozione dalla piattaforma di streaming Netflix del film “365 Days”. Secondo il Codacons, il film, pellicola polacca del 2020, tocca temi estremamente seri, ma lo fa in modo inaccettabile, banalizzando la violenza, lo stupro e il rapimento. «Non vogliamo parlare della qualità di film (fortemente discussa anche da pubblico e critica) ma dei temi che il film tocca. L’ intera storia è una mancanza di rispetto inaccettabile verso la condizione della donna, verso tutte le vittime di violenza, di rapimento e di violenza sessuale, e verso l’ intero genere umano», ha affermato il presidente del Codacons Marco Donzelli.

    Il Mattino di Foggia, 08/07/2020 04:20
    Tutto rinviato al prossimo 22 ottobre, il Codacons parte civile
    Nulla da fare per le fonderie Pisano. Quella che doveva essere l’ ultima udienza per i proprietari dello stabilimento di via dei Greci che dovranno rispondere, a vario titolo, di reati ambientali è stata rinviata al prossimo 22 ottobre. Una battaglia giudiziaria che va avanti dal 2015 con le prime denunce anche nei confronti dell’ Arpac di Salerno per il mancato controllo sull’ impatto ambientale dello storico opificio. Il giudice Zambrano, nel corso dell’ udienza tenutasi ieri mattina, ha acquisito le copnclusioni presentate dalla Procura e firmate dall’ Arpac, dove si racchiudono tutti gli illeciti ambientali che sarebbero stati commessi negli utlimi cinque anni. Il giudice ha dato la possibilità agli avvocati di poter replicare, con ulterion memorie, entro e non oltre sette giorni dalla prossima data fissata per il 22 ottobre. A costituirsi parte civile, con altre 50 persone, il Codacons Salerno, rappresentato dal vice presidente nazionale, l’ avvocato Matteo Marchetti. «Il processo è stato rinviato al prossimo 22 ottobre, ora si spera che effettivamente da quella data possa attendersi solo il dispositivo», ha dichiarato l’ avvocato Marchetti. «Solo ieri, infatti, si registravano fumi e polveri provenienti dalle Fonderie Pisano ampiamente documentate e filmate per cui il Codacons presenterà alla Procura della Repubblica un’ altra denuncia nel più breve tempo possibile», ha poi aggiunto il presidente del Codacons Salerno. (er.no)

    L’Adige, 08/07/2020 04:11
    firmato il patto tra istituzioni e società civile, regìa alle fiamme gialle
    Grande alleanza contro l’ illegalità
    Se l’ illegalità si organizza, anche la risposta a questo fenomeno deve essere organizzata e corale. È quanto emerso ieri mattina in Provincia in occasione della firma del protocollo per la tutela dell’ economia legale attraverso la lotta al commercio di prodotti contraffatti e pericolosi e il contrasto al lavoro nero o irregolare, all’ abusivismo commerciale e ai tentativi di infiltrazione della criminalità economico-finanziaria. Il documento impegna Provincia, Procura distrettuale della Repubblica di Trento, Procura della Repubblica di Rovereto, Comando regionale Trentino Alto Adige della Guardia di Finanza, Camera di Commercio, Inps, Inail, Università di Trento, Codacons, Centro di Ricerca e Tutela Consumatori e Utenti (Crtcu), Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione (Indicam), Consorzio Vini del Trentino, Consorzio tutela Vini Valpolicella, Federazione Trentina della Cooperazione, Associazione produttori ortofrutticoli Apot, i sindacati Cgil, Cisl, Uil anche per conto delle proprie associazioni di tutela dei consumatori, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, AcliTerra, Associazione Contadini trentini. «Si tratta – afferma il presidente della Provincia Maurizio Fugatti – di un’ iniziativa che dimostra una notevole unità a tutti i livelli istituzionali e associativi, la prima a livello nazionale su questi temi». Presso il Comando regionale della Guardia di Finanza viene istituita una Cabina di regia che dovrà analizzare le segnalazioni di illeciti trasformandole in spunti d’ indagine per i reparti territoriali delle Fiamme Gialle e per le Procure della Repubblica. «La lotta alla criminalità economico-finanziaria si vince con l’ innovazione e facendo squadra con gli attori della società civile, commercianti, agricoltori, artigiani, consumatori, che conoscono il territorio – sottolinea il generale di brigata Ivano Maccani , comandante regionale della Guardia di Finanza – Uno dei filoni messi in campo, riguarda l’ analisi avanzata di dati online e l’ esplorazione del , sempre più nuova frontiera dei traffici illeciti e vetrina attraente anche per le organizzazioni criminali». Il procuratore distrettuale Sandro Raimondi si è dichiarato «soddisfatto di questa collaborazione tra pubblico e privato perché solo così si possono sconfiggere il lavoro nero, la contraffazione, le nuove forme di caporalato. Noi non siamo un potere ma siamo un servizio per la collettività». Nel portare il suo saluto, il Commissario del governo per Sandro Lombardi ha rimarcato l’ importanza di mettere a fattor comune il patrimonio di conoscenze per combattere la criminalità. Un plauso all’ iniziativa è giunto dal presidente di Unioncamere Carlo Sangalli .

    L’Adige, 08/07/2020 04:11
    casi scoperti dalle fiamme gialle da riva a trento nella ristorazione e negli hotel
    Più di 50 lavoratori in nero, evasione da 1 milione
    Tra le prime segnalazioni arrivate allo sportello Camera di commercio-sindacati, che da ieri è diventato una grande alleanza contro l’ illegalità, ce ne sono tre su lavoro nero e caporalato che coinvolgono più di 50 lavoratori, con un’ evasione fiscale e contributiva che si avvicina a 1 milione di euro, su cui ha indagato e indaga la Guardia di Finanza. La prima risale a fine 2018. Nell’ operazione «Giardino orientale», venne portato alla luce un fenomeno di sfruttamento della manodopera e di impiego irregolare di 12 lavoratori dipendenti perpetrato da amministratore e socio di una società di ristorazione a Riva del Garda e collegata ad un noto franchising di cibo orientale. L’ evasione era pari a 100mila euro (più 44mila euro di sanzioni). L’ anno scorso a Trento l’ attività investigativa nei confronti di una società di ristorazione, gestita da soggetti di origine cinese, ha consentito di scoprire 5 lavoratori irregolari, di cui 4 totalmente in nero, contestando sanzioni amministrative per 16.500 euro e individuando anche un articolato sistema di evasione fiscale e contributiva, con un recupero a tassazione di 500mila euro di imposte dirette e oltre 155mila euro di maggiore Iva dovuta. Di recente è emersa l’ attività di due società, riconducibili ad una holding romana attiva nel settore del collocamento di manodopera, che proponevano personale ad alberghi trentini gestito direttamente dalle società, pagato 2,5 euro l’ ora e senza versamento di contributi. Sono stati scoperti 37 lavoratori irregolari o in nero, costretti ad accettare quelle condizioni, con numerose violazioni di legge da parte delle società, alcune anche di natura penale. «Con la firma di oggi (ieri ndr ) si pongono basi solide per rafforzare la lotta al lavoro irregolare e allo sfruttamento dei lavoratori, in primis nel comparto agricolo, ma non solo – sottolineano in una nota Cgil Cisl Uil – Il testo è il punto di arrivo di un lavoro meticoloso portato avanti, per quanto ci riguarda, dai segretari del comparto agricolo, Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, Maurizio Zabbeni , Fulvio Bastiani e Fulvio Giaimo , ed è il tassello fondamentale per avviare in Trentino la rete del lavoro regolare prevista nella legge nazionale di contrasto al caporalato. Fondamentale è stato anche l’ impegno delle forze dell’ ordine e in particolare della Guardia di Finanza con il colonnello Claudio Pascucci e il generale di brigata Ivano Maccani ». Il protocollo è stato firmato anche dal presidente del Codacons Marco Donzelli . Per l’ associazione dei consumatori, il modello Trento dovrebbe essere replicato nel resto d’ Italia. F. Ter.

    Il Mattino (ed. Salerno), 08/07/2020 02:40
    Fonderie Pisano, ancora un rinvio: sentenza a ottobre
    il processo
    IL PROCESSO Angela Trocini Depositato un supplemento di consulenza Arpac nell’ udienza sulle Fonderie Pisano. I pm Maria Carmela Polito e Silvio Guarriello, nelle repliche previste all’ udienza di ieri davanti al gup Maria Zambrano dove si sta celebrando il rito abbreviato, oltre a sottolineare nuovamente – in risposta alle difese degli imputati nel corso delle arringhe già pronunciate – che è provata la responsabilità dei reati così come contestati, hanno chiesto l’ acquisizione della sentenza del Tar e la memoria dell’ Arpac. Il gup ha ammesso i nuovi documenti, senza l’ opposizione delle difese (gli avvocati Guglielmo Scarlato, Enrico Follieri, Erminio Cioffi, Matteo Pagani e Vera Cantoni), ed ha aggiornato l’ udienza ad ottobre concendendo agli avvocati la possibilità di controdedurre su tali atti depositando le memorie difensive entro sette giorni prima della prossima udienza del 22 ottobre. Data in cui potrebbe essere emessa la sentenza di abbreviato (che era prevista a gennaio scorso ma che ha subito un primo rinvio per un impedimento del giudice ed un secondo rinvio per l’ emergenza sanitaria Covid alla data di ieri in cui erano previste le controrepliche dei pm): rito richiesto dagli stessi consiglieri del Cda, Guido, Ugo e Renato Pisano; dal direttore tecnico Ciro Pisano; dall’ ingegnere Luca Fossati (che preparò le procedure per presentare la richiesta dell’ Aia) e dall’ ingegnere Antonio Setaro (che, in qualità di dirigente regionale, rilasciò alle fonderie l’ Aia nel 2012) proprio per ridurre «i tempi della sentenza rispetto ad un dibattimento ordinario», come dichiarato anche in passato dall’ avvocato Scarlato difensore dei Pisano e delle omonime fonderie. LA PARTE CIVILE A costituirsi parte civile nel procedimento sono stati il comitato Salute e Vita, le associazioni Wwf, Legambiente Campania, Medicina Democratica, Impatto Ecosostenibile, il Codacons, il ministero dell’ Ambiente, i Comuni di Baronissi, Pellezzano e Salerno, oltre persone fisiche, rappresentate tra gli altri dagli avvocati Fabio Torluccio e Matteo Marchetti: «Anche all’ udienza di oggi (ieri per chi legge)», ha affermato l’ avvocato Torluccio, «il pubblico ministero ha confermato in pieno tutte le accuse parlando dell’ evidenza nelle responsabilità e nelle violazioni ambientali commesse dallo stabilimento sia riguardo all’ inquinamento del fiume Irno che alle immissioni in aria». E l’ avvocato Marchetti ha denunciato come «ancora nei giorni scorsi si registravano fumi e polveri provenienti dalle fonderie Pisano, ampiamente documentate e filmate, tanto che il Codacons presenterà alla Procura della Repubblica un’ altra denuncia nel più breve tempo possibile». Ciò che gli avvocati Torluccio e Marchetti contestano è la mancata costituzione di parte civile della Regione che nel 2012 ha fornito l’ autorizzazione integrata ambientale (quell’ Aia ritenuta dalla procura salernitana «illegittima, illecita ed inefficace») e vede tra gli imputati del processo un suo ex dirigente, ora in pensione. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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