Rassegna stampa dell’8 agosto 2015
Tiscali, 08/08/2015 17:26
Codacons: Istituzioni spieghino piano per evitare incidenti cinghiali
Palermo, 8 ago. (LaPresse) – “Vogliamo sapere cosa hanno fatto negli ultimi anni le istituzioni per prevenire la disgrazia e far fronte al proliferare di cinghiali nella zona”. Lo chiede il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, dopo l’ aggressione a una coppia di anziani a Cefalù. “Se realmente i sindaci di diversi Comuni montani hanno da tempo lanciato l’ allarme sugli animali salvatici, chiediamo di conoscere quali provvedimenti siano stati presi su tale fronte a tutela della pubblica incolumità e sicurezza”, afferma Rienzi. “Le autorità competenti dovranno ora accertare le responsabilità degli enti locali per capire se sia stato fatto tutto il possibile per evitare la disgrazia di Cefalù e dovranno essere subito adottate misure per garantire la salute dei cittadini e prevenire nuove aggressioni da parte di cinghiali. In tutta Europa simili incidenti vengono evitati predisponendo gabbie ad hoc che consentono di catturare e gestire il numero di cinghiali in eccesso”, conclude il Codacons.
di lapresse
ilrestodelcarlino.com, 08/08/2015 11:24
Ricorso respinto, il Cocoricò resta chiuso. Questore minacciato di morte
Rimini, 7 agosto 2015 – Il Tar dell’ Emilia Romagna ha rigettato il ricorso d’ urgenza contro la chiusura del Cocoricò di Riccione, disposta alla fine della scorsa settimana dalla Questura di Rimini in seguito alla morte per droga di un 16enne che si era sentito male nel locale. L’ istanza per la sospensiva era stata avanzata dai legali dei gestori del locale. L’ udienza collegiale, per una valutazione più approfondita, è stata fissata per il 10 settembre . I gestori avevano depositato oggi il ricorso chiedendo misure cautelare urgenti contro la decisione di chiudere la discoteca per un periodo di 4 mesi . Proprio l’ uomo che ha decretato la chiusura del locale, il questore di Rimini Maurizio Improta , ha ricevuto minacce di morte . S ono una cinquantina, soprattutto su i nternet e social network, le minacce già raccolte dalla polizia postale e consegnate in un’ informativa alla Procura. Per quanto riguarda il ricorso dei gestori al Tar, il Codacons ha presentato un intervento chiedendo di rigettare le richieste della discoteca . In particolare l’ associazione ha chiesto al presidente del Tar di convocare con urgenza il questore di Rimini e lo stesso Codacons prima di esprimersi sul ricorso del Cocoricò, e di non assumere alcuna decisione senza prima aver udito le parti . “La nostra tesi – spiega l’ associazione in una nota – è stata accolta”.
Il Quotidiano della Calabria (ed. Catanzaro), 08/08/2015 05:34
Catanzar o e le 500 poltr one r osse
La notizia è veramente una di quelle curiose. Estive, avremmo detto una volta. Quelle da commentare sotto l’ om brellone, sorseggiando una bibita fresca. «Signora mia, sapesse chi c’ era ieri sera a Piazza Brindisi » Il Codacons della Calabria (notoriamente un’ associazione seria e credibile) ha chiesto di accedere agli atti del Magna Graecia Film Festival. Il motivo? Avere l’ elenco dei 500 posti riservati nell’ area di Piazza Brindisi dove si svolgeva la mostra cinematografica. Aluni cittadini si sarebbero rivolti al Codacons per segnalare la gestione forse un po’ privatistica degli spazi riservati alle autorità. Che sarebbero 500. Sì, avete capito bene, 500. Adesso, attenzione ai numeri. 500 posti riservati su un totale di 760. Insomma, il 67% dei posti a sedere . Una percentuale, diciamo, un po’ “altina”. Però, dai, ci può stare. È dai tempi dei patrizi e dei plebei dell’ antica Roma, che il mondo, purtroppo, va così. Vi ricordate come rispose il Marchese del Grillo, alias Alberto Sordi? «Io so’ io e voi non siete un » Il problema è allora la ricerca delle 500 personalità. Come avranno fatto? Abbiamo scoperto che su 90mila abitanti, a Catanzaro abbiamo 500 personalità. Una su ogni 18 abitanti, bambini compresi. Come le hanno trovate? Con un concorso per titoli ed esami? Con una lotteria a premi? Con il sorteggio in un circolo sociale cittadino? Mah! Secondo il dizionario De Voto -Oli la personalità è «Persona di grado elevato o autorevole in un ambito determinato di attività e di interesse». Accipicchia! Peccato, però, che la città non si sia accorta di avere 500 cittadini di così alto lignaggio. Visto il suo stato di salute.
La Sicilia, 08/08/2015 05:01
«Consiglieri con il dono dell’ ubiquità» Giarrusso presenta un esposto in Procura
La notizia era già nota: alcuni consiglieri comunali di Aci Catena risultano presenti in commissioni diverse, svoltesi contemporaneamente. Con il dono dell’ ubiquità, venne detto dai Cinque Stelle catenoti, tesi ribadita ieri dal senatore pentastellato Mario Giarrusso che, in presenza degli attivisti catenoti, ha tenuto una conferenza per comunicare di avere inoltrato alla Procura un esposto. Giarrusso ha sottolineato come «diversi consiglieri comunali catenoti, così come risulta dai verbali, sono stati presenti in commissioni diverse agli stessi orari. In alcuni casi, a tre commissioni diverse». Un consigliere sarebbe stato conteggiato per 26 volte in più commissioni. Poi ci sono consiglieri che avrebbero ricevuto gettoni in numero maggiore rispetto alle presenze. Alcune commissioni sarebbero da considerare poco attendibili come quelle su un incendio di anni prima e di cui non ci sono più tracce. Alla Procura è stato chiesto di valutare la correttezza delle attribuzioni non solo per i mesi in esame (giugno 2014 – gennaio 2015) ma anche per gli anni precedenti. A metà maggio era stata l’ associazione Acicatena Bene Comune a puntare il dito contro «l’ eccessivo numero di sedute», a fine maggio il M5S aveva rilevato la presenza di singoli consiglieri in più commissioni e il Codacons aveva presentato un esposto a cui aveva fatto seguito un altro di «Abc», alla Corte dei Conti. Ieri la nuova accelerazione. Nel mezzo l’ abbattimento della dote del Consiglio (di 40mila euro) e la riduzione delle commissioni da 8 a 5 più quella di garanzia. MARIO GRASSO.
Il Tempo, 08/08/2015 05:00
Il Cocoricò ricorre al Tar Il Codacons si oppone
M RICCIONE Il Cocoricò di Riccione ha depositato ieri il ricorso al Tar dell’ Emilia Romagna chiedendo misure cautelare urgenti contro la decisione del Questore di Rimini di chiudere la discoteca per un periodo di 4 mesi a seguito della morte di un 16enne. Ne dà notizia il Codacons, che ha presentato ieri stesso un intervento al Tar affinché vengano rigettate le richieste della discoteca. In particolare l’ associazione, si legge in una nota, ha chiesto al presidente del Tar di convocare con urgenza il Questore di Rimini e lo stesso Codacons prima di esprimersi sul ricorso del Cocoricò, e di non assumere alcuna decisione senza prima aver udito le parti. «Combatteremo contro il tentativo di riformare il provvedimento della Questura – spiega l’ associazione – e contrasteremo dinanzi ai giudici del Tar le richieste della discoteca».
La Nazione (ed. Pisa-Pontedera), 08/08/2015 04:23
agricoltura la ditta «le terre di cesare» ottiene certificato di qualità internazionale.
«Da Lajatico parte la sfida al falso Made in Italy»
«LE TERRE di Cesare» sono certificate dal Marchio Unico Nazionale come National Manufacturing, su segnalazione di Conflavoro. Succede a Lajatico e la nota azienda è stata certificata da parte di una delle più grandi organizzazioni di certificazione, presente in 227 Paesi al mondo e che vanta di 250 anni di storia. L’ azienda in questione è una nota fattoria che produce prodotti agricoli di qualità ed effetta la filiera corta. Per l’ occasione si è unito al tavolo dei certificatori anche il presidente della sede Territoriale Pisa della Conflavoro Giulio Cerrai. Il Marchio Unico Nazionale è destinato a tutte quelle aziende che possono dimostrare che la manodopera impiegata nel ciclo produttivo è italiana, che l’ azienda rispetta tutte le norme italiane, che l’ azienda paga le tasse in Italia, che contribuisce all’ economia del Paese e che non sono impiegate sostanze dannose per noi italiani. Questi sono solo alcuni dei punti che verranno attentamente vagliati dai consulenti della Lloyd’ s Register Quality Assurance per rilasciare la certificazione di conformità d’ origine e tipicità italiana. Da sondaggi del Codacons è emerso che i cittadini hanno fiducia nelle aziende solo al 36%; solo uno su tre ha fiducia nell’ attività delle aziende sotto il profilo della salvaguardia sincera degli interessi non solo dei propri clienti, ma di tutti i consumatori. Giulio Cerrai spiega che: «da Lajatico parte la sfida al falso Made in Italy e la speranza di una ripresa economica – dice -. La Conflavoro darà tutto il suo apporto per aiutare le aziende a salvaguardare i loro prodotti dalla contraffazione, a commercializzarli in Italia e all’ estero con forza e entusiasmo di essere italiani». C. B.
Il Resto del Carlino (ed. Rimini), 08/08/2015 04:22
Il giudice lascia spento il Cocco: «La salute viene prima di un’ azienda»
minacce di morte sul nei confronti del questore di rimini.
di ALESSANDRA NANNI LA TUTELA della salute e dell’ ordine pubblico valgono più di un’ azienda. E’ con poche ma tutt’ altro che trascurabili parole che il giudice del Tar di Bologna respinge l’ istanza di sospensiva presentata dagli avvocati del Cocoricò, rimandando tutto al 10 settembre. Una ‘sentenza’ lampo, arrivata ieri pomeriggio, poche ore dopo che i legali del locale avevano depositato il ricorso contro il provvedimento, con cui il questore di Rimini, Maurizio Improta, ha abbassato la serranda del Cocco per quattro mesi. Un questore tutt’ altro che amato dal popolo della piramide che sta imperversando sul , e arriva a minacciarlo di morte al punto da far partire un’ inchiesta. IL DISPOSITIVO è lungo poco meno di una pagina. «Considerato – scrive il giudice – che nel bilanciamento dei complessivi e plurimi interessi dedotti in giudizio deve darsi prevalenza, in presenza di principi tutti a rilevanza costituzionale, alla tutela della salute e dell’ ordine e sicurezza pubblica rispetto all’ esercizio di una legittima attività economica e d’ impresa che crea lavoro e costituisce attrazione turistica per il territorio». Il magistrato continua sostenendo che la valutazione nel merito potrà essere meglio affrontata in sede di esame collegiale, quando sarà trascorso «poco più di un quarto del periodo di interdizione dell’ attività». Le ultime righe, fanno riferimento invece a quanto riportato nel ricorso presentato dal Cocoricò e ancora tenuto gelosamente segreto. «Rilevato – conclude il giudice – che l’ affermazione di una gestione (rinnovatasi da appena cinque mesi) fortemente impegnata in una importante opera di prevenzione e di contrasto del cosiddetto ‘sballo’, mal si concilia con l’ adombrato conflitto di interessi dell’ autorità emanante (la questura, ndr) e con la chiamata in causa dei genitori, fermo restando che il grado di coinvolgimento dei suddetti soggetti esula completamente dagli apprezzamenti giuridici da formulare in questa sede processuale». Con questo chiude, lasciando spento il Cocco e rimandando tutto alla Camera di Consiglio fissata al 10 settembre. Una decisione che i gestori del locale forse si aspettavano, ma sulla quale Fabrizio De Meis si rifiuta di fare commenti. Soddisfatto il Codacons che aveva già chiesto al Tar di venire convocato insieme al questore prima di prendere qualsiasi decisione, pronto a «combattere» contro ogni tentativo di riformare il provvedimento di Improta. MA la gente del Cocoricò non si arrende. Da settimane il è in rivolta e come da copione c’ è chi passa il limite. Sono oltre cinquanta, soprattuto su Internet e i social network, le minacce di morte rivolte al questore di Rimini. La Polizia postale le ha raccolte e consegnate in un’ informativa alla Procura.
alessandra nanni
La Repubblica, 08/08/2015 04:16
la protesta guerra dei nervi e di cifre tra il campidoglio e il sindacato usb atac vota la ricapitalizzazione.
Sciopera il 7,5% Metro A bloccata da 30 macchinisti
CECILIA GENTILE METRO A chiusa dalle 8.30 alle 14: trenta macchinisti sui 39 in servizio hanno aderito allo sciopero di Usb, pur non essendo iscritti al sindacato, e hanno bloccato la metro. In strada romani e turisti sono stati condannati a lunghissime attese sotto il sole alla ricerca di un bus. Il treno della Roma Lido è passato ogni 30 minuti invece che ogni 15. Ieri è stato un altro venerdì nero per la capitale. E come se non bastasse, un incendio di sterpaglie scoppiato nel pomeriggio a Ponte Mammolo ha bloccato per un’ ora la linea B, scatenando la protesta dei passeggeri che per quasi un’ ora si sono rifiutati di scendere dal treno. Lo sciopero era proclamato fino alle 12.30, ma per risalire sulla metro A i romani hanno dovuto attendere i tempi tecnici di Atac per la riattivazione del servizio, annunciata per le 15 e poi anticipata alle 14. «Adesione al 40%», esulta l’ Unione sindacale di base. «La percentuale è al 7,5%», ribatte l’ Atac. Ma, al di là della guerra di cifre, rimangono i disagi patiti ancora una volta dai romani stremati da oltre un mese di protesta. «Mi dispiace per disagi causati ai romani e ai turisti da sciopero incomprensibile e strumentale, come sempre di venerdì. Sindacato si chiama Usb», scrive su Twitter l’ assessore ai Trasporti, Stefano Esposito, che aveva chiesto la precettazione insieme al sindaco Marino. «Un vero e proprio insulto ai cittadini, uno schiaffo che i lavoratori danno agli utenti già provati da settimane di scioperi bianchi – denuncia il Codacons – Riteniamo semplicemente assurda la decisione di non precettare i lavoratori dopo ciò che è successo a luglio nel settore dei trasporti. Siamo costretti a constatare come, ancora una volta, sono solo i cittadini a pagare per tutti». L’ Atac e l’ Asstra, l’ associazione delle società di trasporto pubblico locale di cui fa parte anche Atac, chiedono con forza la rivisitazione delle norme sugli scioperi nel settore trasporti. «Una manifestazione incomprensibile ed autolesionista, ovviamente programmata di venerdì », accusa il presidente di Asstra, Massimo Roncucci. Nello stesso giorno della protesta l’ assemblea straordinaria dei soci di Atac ha deliberato la ricapitalizzazione, così come prevista dall’ assestamento del bilancio: 180 milioni di eu- ro, 40 cash, 140 con il conferi- mento di 18 treni della metropolitana. Cgil, Cisl e Uil plaudono e si prendono le critiche dell’ Usb. «Dalla forte adesione allo sciopero – dichiara il sindacato – che viene anche da molti lavoratori non iscritti, emerge un primo dato fondamentale: lo sciopero ha centrato il problema, le istanze portate avanti dalla nostra organizzazione sindacale sono fortemente sentite e condivise da tutti i lavoratori del tpl romano. Mentre Cigl, Cisl e Uil si sono affrettate a sottoscrivere l’ accordo sul nuovo piano industriale, i lavoratori oggi manifestano tutto il loro dissenso». «L’ Usb è un sindacato ideologico e politico, che teorizza lo scontro sociale», li bolla l’ assessore Esposito. ©RIPRODUZIONE RISERVATA ” L’ ASSESSORE Uno sciopero incomprensibile e strumentale, come sempre di venerdì Il sindacato si chiama Usb ” Un incendio ferma la linea B per un’ ora: i passeggeri in rivolta non vogliono scendere L’ ASSALTO Stremati dalle lunghe attese sotto il sole i romani prendono d’ assalto un bus.
cecilia gentile
Giornale di Sicilia, 08/08/2015 04:03
Le vacanze più forti della crisi
segnali di ripresa. gli italiani in viaggio in aumento (+8,6%) e il riscatto del sud come area prediletta per le ferie.
Gli italiani in vacanza in aumento (+8,6%) e il riscatto del Sud come area prediletta per le ferie e «punto nevralgico» per la ripresa dell’ intero Paese. Ma anche la crescita del giro d’ affari complessivo e l’ aumento della clientela straniera. Il quadro delle vacanze estive di quest’ anno fatto da Federalberghi, dopo un 2014 nero, vira sul rosa e conferma una ripresa in via di consolidamento. Hanno trascorso o trascorreranno una breve vacanza fuori casa 30,4 milioni di persone, pari al 50% degli italiani in buon recupero di posizioni rispetto all’ ultimo biennio (erano 26,8 milioni nel 2013 e 28 milioni nel 2014). «Mentre prosegue a un ritmo del +2,5% l’ incremento della clientela estera diretta in Italia a conferma dell’ ottimo rapporto qualità -prezzo del nostro sistema – spiega il presidente degli albergatori italiani Bernabò Bocca- affiancare a questo dato un +8,6% di italiani in vacanza da giugno a settembre sul 2014 ci fa sorridere, ma non vogliamo illuderci. L’ Italia ha bisogno di investimenti cospicui nel settore e di un piano robusto di ristrutturazioni e di promozione». Il giro d’ affari si aggira sui 18,3 miliardi di euro, in crescita del 7,7% rispetto ai 17 miliardi dello scorso anno. La durata media della vacanza quest’ anno è di 8 notti rispetto alle 9 notti del 2014. Nell’ 81% dei casi (quasi 25 milioni) gli italiani rimarranno in Italia, mentre nel 19% dei casi (oltre 5 milioni) andranno all’ estero. Si punterà per lo più verso località marine e a fare la parte del leone saranno le regioni del Sud. Oltre il 48% di chi rimane nei confini del Bel Paese si sta recando in Sicilia (18%), in Sardegna (10,4%), in Puglia (10,1%) e in Calabria (10%). Il 79% (rispetto al 70% del 2014) preferisce la spiaggia; seguono la montagna con il 7,8% delle preferenze (rispetto al 15,1% del 2014), le località d’ arte maggiori e minori con il 4,2% (rispetto al 5% del 2014), le località termali con il 2,7% (rispetto al 2,4% del 2014) e in leggera risalita i laghi (2% rispetto all’ 1,6% del 2014). Tra gli oltre 5 milioni di chi sceglie di espatriare il 43% punterà sulle grandi capitali europee, seguite da mari tropicali e località esotiche che salgono al 17,7% dal 15,2% dello scorso anno. «Dopo le notizie dei giorni scorsi che hanno enfatizzato dati drammatici sulla irrisoria crescita del Mezzogiorno d’ Italia, vedere che il 48% degli italiani stia scegliendo per la proprie ferie estive soprattutto il Sud, quale punto nevralgico del riscatto di un’ intera area geografica, ci rafforza nel convincimento che il nostro Paese ha ancora tante doti turisti che da valorizzare per una crescita economica ed occupazionale che vanno incentivate per diventare il volano della ripresa» conclude Bocca. Se le stime di Confturismo-Confcommercio con l’ Istituto Piepoli registrano a luglio un massimo storico per l’ indice di fiducia dei viaggiatori (passando da 63 a 66 su 100 in un mese), Federconsumatori giudica «piuttosto ottimistiche» le previsioni di Federalberghi: secondo l’ associazione, solo il 31% dei nostri connazionali partirà per la tradizionale vacanza estiva, pari a circa 18,6 milioni di cittadini. E il Codacons rileva che, nonostante la ripresa del turismo, calano la durata della vacanza e la spesa procapite: il 50% delle famiglie andrà in villeggiatura per un periodo non superiore ai 7 giorni e il 65% degli italiani spenderà per alloggio, svago e servizi una cifra inferiore ai 500 euro a testa. ) Nell’ estate della prima inversione di tendenza, con l’ 8% in più di italiani che vanno in vacanza rispetto al 2014, l’ agriturismo si conferma una meta ambita con oltre 1,4 milioni di ospiti attesi fino alla fine di agosto, soprattutto stranieri (+3%) e una stima di crescita del 5% delle presenze a circa 6 milioni di visitatori per tutta la stagione estiva. È quanto afferma Turismo Verde, l’ associazione agri turistica della Cia-Confederazione italiana agricoltori. La scelta per 7 vacanzieri su 10 è quella di non spostarsi troppo, perchè la crisi morde ancora e i salari restano fermi; si scelgono località vicine, soggiorni brevi e soluzioni low-cost, spiega Turismo Verde Cia, tutti elementi che premiano le strutture agrituristiche e permettono di ottimizzare il rapporto qualità -prezzo grazie anche ai listini sostanzialmente invariati sull’ anno scorso. A piacere dell’ agriturismo, oltre al relax c’ è l’ aspetto enogastronomico: per metà degli italiani andare in vacanza vuol dire riposo (25%), buona tavola (19%) e attività ricreative e culturali (13%). In Italia, ricorda Turismo Verde, gli agriturismi sono 20.897, con una crescita del 2,1% nell’ ultimo anno, per un totale di 224.933 posti letto, 406.957 coperti a tavola e 8.180 piazzole di sosta per l’ agri-campeggio.
La Nuova Sardegna, 08/08/2015 03:52
Cocoricò, subito respinto il ricorso al Tar
stop di 4 mesi.
La società che gestisce la discoteca Cocoricò di Riccione ha depositato ieri il ricorso al Tar contro il provvedimento del questore di Rimini Maurizio Improta che impone lo stop al locale per quattro mesi. Ma il ricorso d’ urgenza è stato immediatamente respinto dai giudici del tribunale amministrativo di Bologna. Nell’ ordinanza di 15 pagine emessa dal questore, oltre a una serie di episodi che ravvisavano problemi di ordine pubblico negli ultimi due anni, è compresa la morte di Lamberto Lucaccioni, 16enne di Città di Castello il cui decesso all’ interno della discoteca riccionese è stato causato da un’ overdose di ecstasy. L’ udienza collegiale è stata invece fissata per il 10 settembre, quindi le possibilità che la notissima discoteca della Riviera Romagnola riapra in agosto sono pressoché nulle. Il Codacons aveva lanciato messaggi al Tar perché respingesse la richiesta dei proprietari della discoteca.
Corriere delle Alpi, 08/08/2015 03:51
Cocoricò, subito respinto il ricorso al Tar
stop di 4 mesi.
La società che gestisce la discoteca Cocoricò di Riccione ha depositato ieri il ricorso al Tar contro il provvedimento del questore di Rimini Maurizio Improta che impone lo stop al locale per quattro mesi. Ma il ricorso d’ urgenza è stato immediatamente respinto dai giudici del tribunale amministrativo di Bologna. Nell’ ordinanza di 15 pagine emessa dal questore, oltre a una serie di episodi che ravvisavano problemi di ordine pubblico negli ultimi due anni, è compresa la morte di Lamberto Lucaccioni, 16enne di Città di Castello il cui decesso all’ interno della discoteca riccionese è stato causato da un’ overdose di ecstasy. L’ udienza collegiale è stata invece fissata per il 10 settembre, quindi le possibilità che la notissima discoteca della Riviera Romagnola riapra in agosto sono pressoché nulle. Il Codacons aveva lanciato messaggi al Tar perché respingesse la richiesta dei proprietari della discoteca.
Il Mattino di Padova, 08/08/2015 03:51
Cocoricò, subito respinto il ricorso al Tar
stop di 4 mesi.
La società che gestisce la discoteca Cocoricò di Riccione ha depositato ieri il ricorso al Tar contro il provvedimento del questore di Rimini Maurizio Improta che impone lo stop al locale per quattro mesi. Ma il ricorso d’ urgenza è stato immediatamente respinto dai giudici del tribunale amministrativo di Bologna. Nell’ ordinanza di 15 pagine emessa dal questore, oltre a una serie di episodi che ravvisavano problemi di ordine pubblico negli ultimi due anni, è compresa la morte di Lamberto Lucaccioni, 16enne di Città di Castello il cui decesso all’ interno della discoteca riccionese è stato causato da un’ overdose di ecstasy. L’ udienza collegiale è stata invece fissata per il 10 settembre, quindi le possibilità che la notissima discoteca della Riviera Romagnola riapra in agosto sono pressoché nulle. Il Codacons aveva lanciato messaggi al Tar perché respingesse la richiesta dei proprietari della discoteca.
Il Centro, 08/08/2015 03:50
Cocoricò, subito respinto il ricorso al Tar
stop di 4 mesi.
La società che gestisce la discoteca Cocoricò di Riccione ha depositato ieri il ricorso al Tar contro il provvedimento del questore di Rimini Maurizio Improta che impone lo stop al locale per quattro mesi. Ma il ricorso d’ urgenza è stato immediatamente respinto dai giudici del tribunale amministrativo di Bologna. Nell’ ordinanza di 15 pagine emessa dal questore, oltre a una serie di episodi che ravvisavano problemi di ordine pubblico negli ultimi due anni, è compresa la morte di Lamberto Lucaccioni, 16enne di Città di Castello il cui decesso all’ interno della discoteca riccionese è stato causato da un’ overdose di ecstasy. L’ udienza collegiale è stata invece fissata per il 10 settembre, quindi le possibilità che la notissima discoteca della Riviera Romagnola riapra in agosto sono pressoché nulle. Il Codacons aveva lanciato messaggi al Tar perché respingesse la richiesta dei proprietari della discoteca.
La Città di Salerno, 08/08/2015 03:50
Cocoricò, subito respinto il ricorso al Tar
stop di 4 mesi.
La società che gestisce la discoteca Cocoricò di Riccione ha depositato ieri il ricorso al Tar contro il provvedimento del questore di Rimini Maurizio Improta che impone lo stop al locale per quattro mesi. Ma il ricorso d’ urgenza è stato immediatamente respinto dai giudici del tribunale amministrativo di Bologna. Nell’ ordinanza di 15 pagine emessa dal questore, oltre a una serie di episodi che ravvisavano problemi di ordine pubblico negli ultimi due anni, è compresa la morte di Lamberto Lucaccioni, 16enne di Città di Castello il cui decesso all’ interno della discoteca riccionese è stato causato da un’ overdose di ecstasy. L’ udienza collegiale è stata invece fissata per il 10 settembre, quindi le possibilità che la notissima discoteca della Riviera Romagnola riapra in agosto sono pressoché nulle. Il Codacons aveva lanciato messaggi al Tar perché respingesse la richiesta dei proprietari della discoteca.
La Gazzetta del Mezzogiorno, 08/08/2015 03:30
un altro sciopero oltre a un incendio sulla linea b, hanno incrociato le braccia gli aderenti alla usb trasporti. il codacons: è un insulto.
Fermi metro e bus, caos a Roma
per protesta i passeggeri della metropolitana hanno occupato un treno per un’ o ra.
• ROMA. Ancora un «venerdì nero» per il trasporto pubblico a Roma. Una mattinata con la metro A chiusa e bus a singhiozzo per lo sciopero indetto dall’ Usb. Nel pomeriggio invece ad andare k.o. è stata la linea B: interrotta per metà a causa di un incendio di sterpaglie scoppiato su via Tiburtina. Uno stop che ha mandato su tutte le furie i passeggeri che hanno addirittura occupato per un’ ora un treno. Insomma, u n’ altra giornata da dimenticare per romani e turisti, che già sfiancati dai recenti «scioperi selvaggi», non si sono limitati a lamentarsi dicendo che è «un’ odissea muoversi a Roma», ma sono passati ai fatti. E il neo assessore ai Trasporti Stefano Esposito punta il dito contro i sindacati e parla di sciopero «incomprensibile e strumentale». È scattata alle 8.30 di ieri mattina la «protesta» indetta da Usb. Quattro ore di astensione, fino alle 12.30. Bilancio: metro A paralizzata e pochi autobus in giro per la città. L’ Usb parla di un’ adesione allo sciopero di «oltre il 40%». L’ Atac invece contesta la percentuale e parla solo del 7,5%. Durante la giornata disagi anche lungo la linea B della metropolitana di Roma, messa in ginocchio per metà. Stop sulla tratta da Bologna a Rebibbia a causa di un incendio di sterpaglie scoppiato su via Tiburtina, all’ angolo con via Palmiro Togliatti. Chiusa la stazione Ponte Mammolo, invasa dal fumo, e ritardi e deviazioni per i bus della zona. E non è mancata neanche la protesta: i passeggeri esasperati hanno bloccato per un’ ora un treno della metro alla stazione Tiburtina, occupando i vagoni. Il «venerdì nero» ha visto anche code e traffico in tilt sulla tangenziale est a causa di lavori in corso nel tronchetto che porta all’ A24. Intanto per romani e turisti è stata un’ altra giornata di passione. Attese sotto il sole, aspettando un bus che difficilmente è passato. Così i passeggeri hanno dovuto fare i conti con l’ ennesimo sciopero del trasporto pubblico nella Capitale. Autobus letteralmente presi d’ assalto e code lunghissime per essere i «fortunati» a prendere un passaggio nelle vetture in circolazione. Disagi si sono registrati soprattutto alle banchine della stazione Termini. E in tanti si sfogano sui social network: «È da venti minuti che sotto il sole si aspetta un autobus. E dico uno! Perché sulla Nomentana ci sono almeno dieci linee! Vergogna», cinguetta un passeggero su Twitter, «Sciopero Atac senza senso. Metà dei bus in circolazione. Colpiti solo utenti, dirigenti tutti al mare» commenta un altro. Per il Codacons «si tratta di un vero e proprio insulto ai cittadini, uno schiaffo che i lavoratori danno agli utenti già provati da settimane di scioperi bianchi a Roma». Interviene anche l’ assessore ai Trasporti Esposito: «Mi dispiace per disagi causati ai romani e turisti da uno sciopero incomprensibile e strumentale come sempre di venerdì: il sindacato si chiama Usb».
La Provincia di Sondrio, 08/08/2015 03:29
Cocoricò, minacce al questore di Rimini
Minacce di morte al questore di Rimini, Maurizio Improta, soprattutto su Internet e nei social network per il «caso Cocoricò». Le minacce, una cinquantina circa, sono state raccolte dalla polizia postale e consegnate con una informativa alla Procura della Repubblica di Rimini. Il questore sarebbe stato preso di mira in seguito al provvedimento di sospensione della licenza del Cocoricò disposta da lunedì per 4 mesi. Il provvedimento era stato adottato dopo che il 19 luglio scorso Lamberto Lucaccioni, un 16enne di Città di Castello, è morto per overdose di ecstasy. Proprio ieri, inoltre, il giudice monocratico Tar dell’ Emilia Romagna ha respinto l’ istanza di sospensiva del provvedimento che ha chiuso il Cocoricò, rinviando al 10 settembre la discussione in camera di consiglio. Il Codacons: «Accolta in pieno la nostra tesi».
La Provincia di Varese, 08/08/2015 03:29
Sciopero trasporti contenuto Atac: «Un’ adesione del 7,5%»
ROMA – Lo sciopero del trasporto pubblico indetto dal solo sindacato di base si è concluso ieri con un’ adesione pari al 7,5%. L’ agitazione, nonostante sia stata contenuta, ha tuttavia causato la chiusura della linea A della metropolitana, «riproponendo – si sostiene in Atac – la necessità che sia finalmente rivista la normativa sugli scioperi soprattutto nel settore del trasporto pubblico». Il servizio sul resto della rete, bus, tram, linee B e C del metrò, ferrovie Roma-Lido, Termini-Centocelle e Roma-Viterbo, è stato sostanzialmente regolare. La Linea A è stata regolarmente riaperta alle 14, nel rispetto delle procedure necessarie ad assicurare l’ adeguato livello di sicurezza del servizi. La stessa Atac , replicando alle cifre dell’ Usb che annunciavano un’ adesione oltre il 40%, ha voluto precisare che «altri dati sullo sciopero comunque diffusi da terzi sono da considerarsi privi di fondamento». Ugualmente durissimo il Codacons, che ha giudicato lo sciopero «un vero e proprio insulto ai cittadini e ai lavoratori». •
La Tribuna di Treviso, 08/08/2015 03:28
Cocoricò, subito respinto il ricorso al Tar
stop di 4 mesi.
La società che gestisce la discoteca Cocoricò di Riccione ha depositato ieri il ricorso al Tar contro il provvedimento del questore di Rimini Maurizio Improta che impone lo stop al locale per quattro mesi. Ma il ricorso d’ urgenza è stato immediatamente respinto dai giudici del tribunale amministrativo di Bologna. Nell’ ordinanza di 15 pagine emessa dal questore, oltre a una serie di episodi che ravvisavano problemi di ordine pubblico negli ultimi due anni, è compresa la morte di Lamberto Lucaccioni, 16enne di Città di Castello il cui decesso all’ interno della discoteca riccionese è stato causato da un’ overdose di ecstasy. L’ udienza collegiale è stata invece fissata per il 10 settembre, quindi le possibilità che la notissima discoteca della Riviera Romagnola riapra in agosto sono pressoché nulle. Il Codacons aveva lanciato messaggi al Tar perché respingesse la richiesta dei proprietari della discoteca.
Trentino, 08/08/2015 03:28
Cocoricò, subito respinto il ricorso al Tar
stop di 4 mesi.
La società che gestisce la discoteca Cocoricò di Riccione ha depositato ieri il ricorso al Tar contro il provvedimento del questore di Rimini Maurizio Improta che impone lo stop al locale per quattro mesi. Ma il ricorso d’ urgenza è stato immediatamente respinto dai giudici del tribunale amministrativo di Bologna. Nell’ ordinanza di 15 pagine emessa dal questore, oltre a una serie di episodi che ravvisavano problemi di ordine pubblico negli ultimi due anni, è compresa la morte di Lamberto Lucaccioni, 16enne di Città di Castello il cui decesso all’ interno della discoteca riccionese è stato causato da un’ overdose di ecstasy. L’ udienza collegiale è stata invece fissata per il 10 settembre, quindi le possibilità che la notissima discoteca della Riviera Romagnola riapra in agosto sono pressoché nulle. Il Codacons aveva lanciato messaggi al Tar perché respingesse la richiesta dei proprietari della discoteca.
La Provincia di Como, 08/08/2015 03:28
Cocoricò, minacce al questore di Rimini
Minacce di morte al questore di Rimini, Maurizio Improta, soprattutto su Internet e nei social network per il «caso Cocoricò». Le minacce, una cinquantina circa, sono state raccolte dalla polizia postale e consegnate con una informativa alla Procura della Repubblica di Rimini. Il questore sarebbe stato preso di mira in seguito al provvedimento di sospensione della licenza del Cocoricò disposta da lunedì per 4 mesi. Il provvedimento era stato adottato dopo che il 19 luglio scorso Lamberto Lucaccioni, un 16enne di Città di Castello, è morto per overdose di ecstasy. Proprio ieri, inoltre, il giudice monocratico Tar dell’ Emilia Romagna ha respinto l’ istanza di sospensiva del provvedimento che ha chiuso il Cocoricò, rinviando al 10 settembre la discussione in camera di consiglio. Il Codacons: «Accolta in pieno la nostra tesi».
Il Piccolo, 08/08/2015 03:27
Cocoricò, subito respinto il ricorso al Tar
stop di 4 mesi.
La società che gestisce la discoteca Cocoricò di Riccione ha depositato ieri il ricorso al Tar contro il provvedimento del questore di Rimini Maurizio Improta che impone lo stop al locale per quattro mesi. Ma il ricorso d’ urgenza è stato immediatamente respinto dai giudici del tribunale amministrativo di Bologna. Nell’ ordinanza di 15 pagine emessa dal questore, oltre a una serie di episodi che ravvisavano problemi di ordine pubblico negli ultimi due anni, è compresa la morte di Lamberto Lucaccioni, 16enne di Città di Castello il cui decesso all’ interno della discoteca riccionese è stato causato da un’ overdose di ecstasy. L’ udienza collegiale è stata invece fissata per il 10 settembre, quindi le possibilità che la notissima discoteca della Riviera Romagnola riapra in agosto sono pressoché nulle. Il Codacons aveva lanciato messaggi al Tar perché respingesse la richiesta dei proprietari della discoteca.
La Nuova Ferrara, 08/08/2015 03:27
Cocoricò, subito respinto il ricorso al Tar
stop di 4 mesi.
La società che gestisce la discoteca Cocoricò di Riccione ha depositato ieri il ricorso al Tar contro il provvedimento del questore di Rimini Maurizio Improta che impone lo stop al locale per quattro mesi. Ma il ricorso d’ urgenza è stato immediatamente respinto dai giudici del tribunale amministrativo di Bologna. Nell’ ordinanza di 15 pagine emessa dal questore, oltre a una serie di episodi che ravvisavano problemi di ordine pubblico negli ultimi due anni, è compresa la morte di Lamberto Lucaccioni, 16enne di Città di Castello il cui decesso all’ interno della discoteca riccionese è stato causato da un’ overdose di ecstasy. L’ udienza collegiale è stata invece fissata per il 10 settembre, quindi le possibilità che la notissima discoteca della Riviera Romagnola riapra in agosto sono pressoché nulle. Il Codacons aveva lanciato messaggi al Tar perché respingesse la richiesta dei proprietari della discoteca.
La Provincia Pavese, 08/08/2015 03:27
Cocoricò, subito respinto il ricorso al Tar
stop di 4 mesi.
La società che gestisce la discoteca Cocoricò di Riccione ha depositato ieri il ricorso al Tar contro il provvedimento del questore di Rimini Maurizio Improta che impone lo stop al locale per quattro mesi. Ma il ricorso d’ urgenza è stato immediatamente respinto dai giudici del tribunale amministrativo di Bologna. Nell’ ordinanza di 15 pagine emessa dal questore, oltre a una serie di episodi che ravvisavano problemi di ordine pubblico negli ultimi due anni, è compresa la morte di Lamberto Lucaccioni, 16enne di Città di Castello il cui decesso all’ interno della discoteca riccionese è stato causato da un’ overdose di ecstasy. L’ udienza collegiale è stata invece fissata per il 10 settembre, quindi le possibilità che la notissima discoteca della Riviera Romagnola riapra in agosto sono pressoché nulle. Il Codacons aveva lanciato messaggi al Tar perché respingesse la richiesta dei proprietari della discoteca.
Gazzetta di Modena, 08/08/2015 03:26
Cocoricò, subito respinto il ricorso al Tar
stop di 4 mesi.
La società che gestisce la discoteca Cocoricò di Riccione ha depositato ieri il ricorso al Tar contro il provvedimento del questore di Rimini Maurizio Improta che impone lo stop al locale per quattro mesi. Ma il ricorso d’ urgenza è stato immediatamente respinto dai giudici del tribunale amministrativo di Bologna. Nell’ ordinanza di 15 pagine emessa dal questore, oltre a una serie di episodi che ravvisavano problemi di ordine pubblico negli ultimi due anni, è compresa la morte di Lamberto Lucaccioni, 16enne di Città di Castello il cui decesso all’ interno della discoteca riccionese è stato causato da un’ overdose di ecstasy. L’ udienza collegiale è stata invece fissata per il 10 settembre, quindi le possibilità che la notissima discoteca della Riviera Romagnola riapra in agosto sono pressoché nulle. Il Codacons aveva lanciato messaggi al Tar perché respingesse la richiesta dei proprietari della discoteca.
Gazzetta di Reggio, 08/08/2015 03:26
Cocoricò, subito respinto il ricorso al Tar
stop di 4 mesi.
La società che gestisce la discoteca Cocoricò di Riccione ha depositato ieri il ricorso al Tar contro il provvedimento del questore di Rimini Maurizio Improta che impone lo stop al locale per quattro mesi. Ma il ricorso d’ urgenza è stato immediatamente respinto dai giudici del tribunale amministrativo di Bologna. Nell’ ordinanza di 15 pagine emessa dal questore, oltre a una serie di episodi che ravvisavano problemi di ordine pubblico negli ultimi due anni, è compresa la morte di Lamberto Lucaccioni, 16enne di Città di Castello il cui decesso all’ interno della discoteca riccionese è stato causato da un’ overdose di ecstasy. L’ udienza collegiale è stata invece fissata per il 10 settembre, quindi le possibilità che la notissima discoteca della Riviera Romagnola riapra in agosto sono pressoché nulle. Il Codacons aveva lanciato messaggi al Tar perché respingesse la richiesta dei proprietari della discoteca.
La Nuova di Venezia e Mestre, 08/08/2015 03:26
Cocoricò, subito respinto il ricorso al Tar
stop di 4 mesi.
La società che gestisce la discoteca Cocoricò di Riccione ha depositato ieri il ricorso al Tar contro il provvedimento del questore di Rimini Maurizio Improta che impone lo stop al locale per quattro mesi. Ma il ricorso d’ urgenza è stato immediatamente respinto dai giudici del tribunale amministrativo di Bologna. Nell’ ordinanza di 15 pagine emessa dal questore, oltre a una serie di episodi che ravvisavano problemi di ordine pubblico negli ultimi due anni, è compresa la morte di Lamberto Lucaccioni, 16enne di Città di Castello il cui decesso all’ interno della discoteca riccionese è stato causato da un’ overdose di ecstasy. L’ udienza collegiale è stata invece fissata per il 10 settembre, quindi le possibilità che la notissima discoteca della Riviera Romagnola riapra in agosto sono pressoché nulle. Il Codacons aveva lanciato messaggi al Tar perché respingesse la richiesta dei proprietari della discoteca.
Alto Adige, 08/08/2015 03:25
Cocoricò, subito respinto il ricorso al Tar
stop di 4 mesi.
La società che gestisce la discoteca Cocoricò di Riccione ha depositato ieri il ricorso al Tar contro il provvedimento del questore di Rimini Maurizio Improta che impone lo stop al locale per quattro mesi. Ma il ricorso d’ urgenza è stato immediatamente respinto dai giudici del tribunale amministrativo di Bologna. Nell’ ordinanza di 15 pagine emessa dal questore, oltre a una serie di episodi che ravvisavano problemi di ordine pubblico negli ultimi due anni, è compresa la morte di Lamberto Lucaccioni, 16enne di Città di Castello il cui decesso all’ interno della discoteca riccionese è stato causato da un’ overdose di ecstasy. L’ udienza collegiale è stata invece fissata per il 10 settembre, quindi le possibilità che la notissima discoteca della Riviera Romagnola riapra in agosto sono pressoché nulle. Il Codacons aveva lanciato messaggi al Tar perché respingesse la richiesta dei proprietari della discoteca.
L’Eco di Bergamo, 08/08/2015 03:25
Cocoricò, minacce al questore di Rimini
Minacce di morte al questore di Rimini, Maurizio Improta, soprattutto su Internet e nei social network per il «caso Cocoricò». Le minacce, una cinquantina circa, sono state raccolte dalla polizia postale e consegnate con una informativa alla Procura della Repubblica di Rimini. Il questore sarebbe stato preso di mira in seguito al provvedimento di sospensione della licenza del Cocoricò disposta da lunedì per 4 mesi. Il provvedimento era stato adottato dopo che il 19 luglio scorso Lamberto Lucaccioni, un 16enne di Città di Castello, è morto per overdose di ecstasy. Proprio ieri, inoltre, il giudice monocratico Tar dell’ Emilia Romagna ha respinto l’ istanza di sospensiva del provvedimento che ha chiuso il Cocoricò, rinviando al 10 settembre la discussione in camera di consiglio. Il Codacons: «Accolta in pieno la nostra tesi».
Corriere di Romagna, 08/08/2015 02:00
«In Norvegia niente alcol a mio figlio 15enne» Plauso al questore per il provvedimento
RIMINI. Legalità e tutela dei minori, un plauso al questore per il provvedimento di chiusura del Cocoricò viene da un cittadino che ha verificato l’ intransigenza nel rispetto delle leggi in Norvegia, dove la somministrazione di alcolici a minori è vietata. Nella lettera recapitata al questore Improta un farmacista cesenate «si congratula per la chiusura della discoteca da lei ordinata. In un recente viaggio in Norvegia – scrive – a una mia richiesta di versare un po’ di vino a mio figlio 15enne la risposta del ristoratore è stata “No, perchè mi chiudono il ristorante per sempre”. Un po’ di serietà anche da noi». Sempre a sostegno della chiusura del Cocoricò il Codacons annuncia: «Combatteremo contro il tentativo di riformare il provvedimento della Questura che appare non solo corretto ma doveroso e contrasteremo dinanzi ai giudici del Tar le richieste della discoteca».
Il Roma, 08/08/2015 01:15
riccione, la richiesta avverso la decisione del questore di rimini di sospendere le attività per quattro mesi.
“Cocoricò” chiuso dopo morte 16enne: ecco il ricorso al Tar
RICCIONE. Il Cocoricò di Riccione ha depositato il ricorso al Tar dell’ Emilia Romagna chiedendo misure cautelare urgenti contro la decisione del Questore di Rimini di chiudere la discoteca per un periodo di quattro mesi a seguito della morte di un 16enne. Ne dà notizia il Codacons, che ha presentato oggi stesso un intervento al Tar affinché vengano rigettate le richieste della discoteca. In particolare l’ associazione, si legge in una nota, ha chiesto al presidente del Tar di convocare con urgenza il Questore di Rimini e lo stesso Codacons prima di esprimersi sul ricorso del Cocoricò, e di non assumere alcuna decisione senza prima aver udito le parti. «Combatteremo contro il tentativo di riformare il provvedimento della Questura che appare non solo corretto ma doveroso – spiega l’ associazione – e contrasteremo dinanzi ai giudici del Tar le richieste della discoteca». Dopo la morte del 16enne dell’ altra settimana, il locale era stato chiuso ma il provvedimento aveva dato la stura a violente polemiche sui due fronti circa l’ opportunità o meno della decisione.
La Stampa, 08/08/2015 00:30
è bastato che incrociasse le braccia il 7,5% dei lavoratori Atac e per mezza giornata Roma è …
è bastato che incrociasse le braccia il 7,5% dei lavoratori Atac e per mezza giornata Roma è rimasta paralizzata. Dopo 5 settimane di «sciopero bianco» (servizio a singhiozzo e chiusure serali anticipate) ieri metro chiusa fino al pomeriggio e bus ridotti al minimo. «Venerdì nero» per il trasporto pubblico nelle capitale. File di turisti alle pensiline e lunghe attese di pendolari sotto il sole. Caos proprio nel giorno in cui l’ assemblea dei soci Atac (municipalizzata più indebitata d’ Italia) hanno dato l’ ok ad una ricapitalizzazione da 180 milioni di euro di cui 40 di liquidità e 140 in beni strumentali, inclusi 700 nuovi bus. Dall’ alba fermate metro sbarrate e migliaia di turisti e residenti ad aspettare in strada un bus introvabile. In tanti si sfogano sui social network. «Mi dispiace per disagi causati ai romani e turisti da uno sciopero incomprensibile e strumentale», afferma l’ assessore ai Trasporti, Stefano Esposito. A indire lo stop il sindacato di base Usb il cui leader Fabrizio Tomaselli esulta: «Sciopero riuscito malgrado il tentativo di usare i cittadini come scudo contro lavoratori che difendono il servizio pubblico, attaccato da avvoltoi pronti a privatizzare». Bus presi d’ assalto e code per essere tra i fortunati a prendere un passaggio sulle vetture in circolazione. Disagi alle banchine della stazione Termini. Codacons chiede perché non ci sia stata precettazione. Contro il 40% di passeggeri che viaggia senza biglietto, tornano bigliettai a bordo. I controllori sono solo 160 su 12mila dipendenti.
giacomo galeazzi
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