Rassegna stampa dell’11 agosto 2015
Inflazione: Codacons, insufficiente per ripresa prezzi dettaglio
(AGI) – Roma, 11 ago. – L’inflazione del mese di luglio, stabile allo 0,2%, e’ un dato insufficiente ai fini della ripresa dei prezzi al dettaglio, soprattutto alla luce del forte calo del carrello della spesa, sceso dello 0,9% su base mensile. Lo afferma il Codacons, commentando i dati diffusi oggi dall’Istat sollecitando un “serio incentivo ai consumi delle famiglie””. “E’ evidente come, seppur usciti dalla deflazione – spiega il Presidente Carlo Rienzi – la crescita dei prezzi in Italia sia ancora troppo lenta. Con incrementi dello 0,2% non si va da nessuna parte e preoccupa il dato negativo dei beni a piu’ elevato consumo inseriti nel “carrello della spesa”. Secondo il presidente dell’associazione dei consumatori, “serve un serio incentivo ai consumi delle famiglie, perche’ solo un aumento della spesa collettiva consentira’ una ripresa dei prezzi al dettaglio e l’uscita definitiva dalla crisi per l’industria italiana e per migliaia di negozi e piccole imprese”. (AGI) Lda
Comune Roma: Codacons si costituisce parte offesa su buche strade
(AGI) – Roma, 11 ago. – Il Codacons si costituisce parte offesa in rappresentanza dei cittadini romani nella nuova inchiesta sulle buche stradali della capitale aperta dal Pm Maria Bice Barborini. “Finalmente la magistratura fara’ chiarezza su uno scandalo, quello delle buche stradali, che non ha eguali in tutta Europa – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Dopo l’inchiesta sul bitume aperta a seguito di esposto Codacons, con una seconda indagine la magistratura chiarira’ le cause del grave e continuo dissesto che caratterizza l’asfalto della capitale, e che danneggia pesantemente cittadini e automobilisti”. Il Codacons annuncia inoltre una azione risarcitoria contro i dirigenti comunali e le aziende che saranno ritenuti responsabili di illeciti sul fronte della manutenzione stradale. “Se verranno evidenziate responsabilita’, i colpevoli saranno sommersi da una valanga di cause risarcitorie da parte dei cittadini romani, torturati per anni fa migliaia e migliaia di buche e da una manutenzione stradale del tutto scadente e inadeguata” – conclude Rienzi. (AGI) Pgi
Affari Italiani, 11/08/2015 16:35
Buche e asfalto impoverito, doppia inchiesta della Procura di Roma
una nuova inchiesta sulle buche che si aprono con troppa frequenza lungo le strade di roma è stata aperta dal pm maria bice barborini.
Il Codacons si è costituito parte offesa in rappresentanza dei cittadini romani nella nuova inchiesta sulle buche stradali della capitale aperta dal Pm Maria Bice Barborini. “Finalmente la magistratura farà chiarezza su uno scandalo, quello delle buche stradali, che non ha eguali in tutta Europa – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Dopo l’ inchiesta sul bitume aperta a seguito di esposto Codacons, con una seconda indagine la magistratura chiarirà le cause del grave e continuo dissesto che caratterizza l’ asfalto della capitale, e che danneggia pesantemente cittadini e automobilisti”. Il Codacons annuncia inoltre una azione risarcitoria contro i dirigenti comunali e le aziende che saranno ritenuti responsabili di illeciti sul fronte della manutenzione stradale. “Se verranno evidenziate responsabilità – conclude Rienzi- i colpevoli saranno sommersi da una valanga di cause risarcitorie da parte dei cittadini romani, torturati per anni fa migliaia e migliaia di buche e da una manutenzione stradale del tutto scadente e inadeguata”.
Agi, 11/08/2015 15:12
Roma: processo per le buche, Codacons si costituisce parte offesa
(AGI) – Roma, 11 ago. – Il Codacons si costituisce parte offesa in rappresentanza dei cittadini romani nella nuova inchiesta sulle buche stradali della capitale aperta dal Pm Maria Bice Barborini. “Finalmente la magistratura fara’ chiarezza su uno scandalo, quello delle buche stradali, che non ha eguali in tutta Europa – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Dopo l’ inchiesta sul bitume aperta a seguito di esposto Codacons, con una seconda indagine la magistratura chiarira’ le cause del grave e continuo dissesto che caratterizza l’ asfalto della capitale, e che danneggia pesantemente cittadini e automobilisti”. Il Codacons annuncia inoltre una azione risarcitoria contro i dirigenti comunali e le aziende che saranno ritenuti responsabili di illeciti sul fronte della manutenzione stradale. “Se verranno evidenziate responsabilita’, i colpevoli saranno sommersi da una valanga di cause risarcitorie da parte dei cittadini romani, torturati per anni fa migliaia e migliaia di buche e da una manutenzione stradale del tutto scadente e inadeguata” – conclude Rienzi. (AGI) .
Tiscali, 11/08/2015 14:58
Roma, Buche stradali a Roma: 2mila incidenti in sei mesi, pm indagano
Roma, 11 ago. (askanews) – Il dossier della polizia municipale di Roma capitale sugli incidenti stradali causati dalle buche e dal dissesto delle strade dall’ inizio dell’ anno al 30 maggio 2015 a Roma è arrivato in Procura che ha ha aperto una indagine. Nei 15 municipi gli incidenti riconducibili ad anomalie del manto stradale sono ben 2101. In testa alla classifica è Ostia con ben 425 sinistri. Seguono Tor Bella Monaca, Torre Maura e Tor Vergata dove risultano 277 incidenti. Nel Centro storico, gli incidenti rilevati dalla polizia muncipale sono 181.Una secondo elenco riguarda anomalie al manto della strada come crepe, buche, tombini mal posizionati, chiazze di olio o brecciolino. Con 588 interventi, è al primo posto. Subito dopo c’ è l’ Eur, sui cui viali si è intervenuti 271 volte.Il Codacons ha annunciato che si costituirà parte offesa in rappresentanza dei cittadini romani nella nuova inchiesta sulle buche stradali della capitale aperta dal Pm Maria Bice Barborini: “Finalmente la magistratura farà chiarezza su uno scandalo, quello delle buche stradali, che non ha eguali in tutta Europa – afferma il presidente Carlo Rienzi -. Dopo l’ inchiesta sul bitume aperta a seguito di esposto Codacons, con una seconda indagine la magistratura chiarirà le cause del grave e continuo dissesto che caratterizza l’ asfalto della capitale, e che danneggia pesantemente cittadini e automobilisti”.Il Codacons annuncia inoltre una azione risarcitoria contro i dirigenti comunali e le aziende che saranno ritenuti responsabili di illeciti sul fronte della manutenzione stradale: “Se verranno evidenziate responsabilità, i colpevoli saranno sommersi da una valanga di cause risarcitorie da parte dei cittadini romani, torturati per anni fa migliaia e migliaia di buche e da una manutenzione stradale del tutto scadente e inadeguata”, conclude Rienzi.
di tmnews
Askanews, 11/08/2015 14:36
Buche stradali a Roma: 2mila incidenti in sei mesi, pm indagano
dopo dossier polizia muncipale, codacons: pronte azioni legali.
Roma, 11 ago. (askanews) – Il dossier della polizia municipale di Roma capitale sugli incidenti stradali causati dalle buche e dal dissesto delle strade dall’ inizio dell’ anno al 30 maggio 2015 a Roma è arrivato in Procura che ha ha aperto una indagine. Nei 15 municipi gli incidenti riconducibili ad anomalie del manto stradale sono ben 2101. In testa alla classifica è Ostia con ben 425 sinistri. Seguono Tor Bella Monaca, Torre Maura e Tor Vergata dove risultano 277 incidenti. Nel Centro storico, gli incidenti rilevati dalla polizia muncipale sono 181. Una secondo elenco riguarda anomalie al manto della strada come crepe, buche, tombini mal posizionati, chiazze di olio o brecciolino. Con 588 interventi, è al primo posto. Subito dopo c’ è l’ Eur, sui cui viali si è intervenuti 271 volte. Il Codacons ha annunciato che si costituirà parte offesa in rappresentanza dei cittadini romani nella nuova inchiesta sulle buche stradali della capitale aperta dal Pm Maria Bice Barborini: “Finalmente la magistratura farà chiarezza su uno scandalo, quello delle buche stradali, che non ha eguali in tutta Europa – afferma il presidente Carlo Rienzi -. Dopo l’ inchiesta sul bitume aperta a seguito di esposto Codacons, con una seconda indagine la magistratura chiarirà le cause del grave e continuo dissesto che caratterizza l’ asfalto della capitale, e che danneggia pesantemente cittadini e automobilisti”. Il Codacons annuncia inoltre una azione risarcitoria contro i dirigenti comunali e le aziende che saranno ritenuti responsabili di illeciti sul fronte della manutenzione stradale: “Se verranno evidenziate responsabilità, i colpevoli saranno sommersi da una valanga di cause risarcitorie da parte dei cittadini romani, torturati per anni fa migliaia e migliaia di buche e da una manutenzione stradale del tutto scadente e inadeguata”, conclude Rienzi.
Dire, 11/08/2015 13:31
Inflazione stabile allo 0,2%. Codacons: “Insufficiente per sostenere famiglie e imprese”
Istat e Codacons scattano una fotografia dello stato dei consumi di questo 2015. A fornire dati sull ‘inflazione è l’ Istituto di statistica: rispetto al 2014, i prezzi dei beni scendono dello 0,3%, tuttavia quelli dei servizi salgono dello 0,8%. Pertanto, il differenziale tra i due aumenta. In termini generali però, l’ inflazione resta stabile allo 0,2%. Dato che il Codacons interpreta come insufficiente ad aiutare le famiglie in quest’ epoca di forte crisi economica: “E’ evidente come, seppur usciti dalla deflazione, la crescita dei prezzi in Italia sia ancora troppo lenta “, ha spiegato il Presidente Carlo Rienzi. Che prosegue: “Con incrementi dello 0,2% non si va da nessuna parte e preoccupa il dato negativo dei beni a più elevato consumo inseriti nel ‘carrello della spesa’”. Quindi, se i prezzi dei beni in termini generali scendono, se si osservano da vicino quelli dei prodotti di prima necessità si nota un livello dei costi ancora elevato. Per Rienzi quindi “serve un serio incentivo ai consumi delle famiglie, perché solo un aumento della spesa collettiva consentirà una ripresa dei prezzi al dettaglio e l’ uscita definitiva dalla crisi per l’ industria italiana e per migliaia di negozi e piccole imprese”.Uscita che appare ancora lontana, stando ai numeri forniti dalla Banca d’ Italia sui prestiti : quelli erogati alle imprese registrano una contrazione su base annua dell’ 1%, mentre salgono quelli chiesti dalle famiglie sempre di un punto percentuale. Trend che dovrebbero essere inversi, per garantire all’ economia di viaggiare su un binario sano. Di Alessandra Fabbretti.
Sicilia E Donna, 11/08/2015 12:31
notizie e attualità.
Telefonino prima causa di incidenti stradali
L’ uso del telefonino alla guida è diventato la prima causa di incidente stradale in Italia. Lo denuncia Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons che chiede un giro di vite e più controlli da parte delle forze dell’ ordine. Nel 2014 l’ utilizzo del telefonino alla guida ha superato, come causa di incidenti, l’ eccesso di velocità e la guida in stato di ebbrezza – spiega il Codacons – Proprio la distrazione legata all’ uso di smartphone e telefonino ha prodotto, secondo un recente studio Aci/Istat, il 20,1% di tutti gli scontri automobilistici registrati in Italia nel corso dell’ ultimo anno. Basti pensare che solo per inviare un brevissimo messaggio tramite sms o Whatsapp occorre prendere il cellulare, sbloccarlo, aprire l’ applicazione, scrivere il testo; operazioni che richiedono circa 10 secondi di tempo, durante i quali si percorrono 300 metri senza prestare alcuna attenzione alla strada. Ancora peggio lo scatto di un selfie: distrae dalla guida per un tempo medio di 14 secondi. Siamo dipendenti dal telefonino Questi dati dimostrano – afferma Francesco Tanasi – come siano fortemente cambiate le abitudini degli italiani. Se negli anni passati l’ eccesso di velocità era la principale causa di incidente, oggi è l’ uso dello smartphone a determinare il maggior numero di sinistri. E’ evidente – conclude Tanasi – che siamo un popolo di cellulare-dipendenti, ed è altrettanto evidente come serva in giro di vite che passi da inasprimento delle pene per chi usa il telefonino alla guida ma soprattutto da un incremento dei controlli da parte delle forze dell’ ordine.
redazione
quotidianodipuglia.it, 11/08/2015 12:30
Muore in discoteca a 18 anni, l’ autopsia: «Aveva una malformazione cardiaca congenita» Gli amici: «Dopo un drink si è accasciato»
Era affetto da una cardiomiopatia ipertrofica, che può causare anche una morte improvvisa, Lorenzo Toma, il ragazzo stroncato da un infarto all’ alba di domenica sul piazzale esterno della discoteca “Guendalina” di Santa Cesarea Terme. Lo ha stabilito l’ autopsia, disposta dal pm di turno Stefania Mininni, eseguita questa mattina alle 8 sul corpo del 18enne diplomato all’ Istituto tecnico commerciale “Costa” di Lecce che sognava di lavorare a Wall Street. L’ ispessimento delle pareti del cuore gli avrebbe provocato un edema polmonare: da qui la sensazione di caldo e soffocamento che il giovane avrebbe accusato prima di accasciarsi sulla pista del locale e perdere conoscenza. Ora bisognerà attendere i risultati dei test tossicologici per stabilire se il giovane abbia assunto o meno droghe e alcol, oppure se la morte sia sopraggiunta a causa dello stress provocato da una lunga notte in discoteca. Lorenzo Toma sabato sera era andato nel tempio della techno-house con la fidanzata e altri due amici. Un drink e poi il malore. Gli operatori del 118 hanno cercato con ogni mezzo di rianimarlo, ma alla fine hanno dovuto arrendersi. Lorenzo è morto stroncato da un arresto cardiaco. Una morta, la sua, fulminea. Gli amici dicono che poco prima di sentirsi male, aveva bevuto da una bottiglia. Lo strazio della mamma Carla che da giorni, tra lacrime e disperazione, non fa altro che ripetere : “Figlio mio, che ti hanno dato?”. Questa la ricostruzione dei fatti. Dopo aver trascorso tra le vie del centro storico il sabato sera, alle 24.30 Lorenzo, la fidanzata e due amici decidono di andare a ballare al Guendalina. Qui è in corso la serata “Techno Experience”. Alle 6,20 il 18enne beve un drink e alle 6.30 accusa un malore. “Ho caldo” avrebbe detto prima di accasciarsi sulla pista. Lo riferiscono gli stessi amici ai carabinieri che, nel frattempo, portano Lorenzo nel piazzale all’ estermo del locale. La comitiva alle 6.40 chiama i soccorsi, che sono tempestivi. Alle 6.55 arriva una prima ambulanza del 118: i sanitari cominciano a praticare il massaggio cardiaco al 18enne. Pochi istanti dopo ne arriva un’ altra, con medico a bordo. Viene usato un defibrillatore, ma inutilmente. Lorenzo presenta tracce ematiche sul volto. Per questo motivo il medico chiama il Centro Antiveleni di Pavia. Dopo un’ ora di tentativi per rianimarlo, Lorenzo Toma – che dopo il diploma sognava un futuro da ingegnere – viene dichiarato morto alle 8 del matino. La salma trasferita nella camera mortuaria del Vito Fazzi di Lecce. I carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce e della Compagnia di Maglie hanno ascoltato gli amici della vittima per ora, intenzionati a capire se il ragazzo abbia preso alcol o droghe. Il Codacons chiede un “giro di vite nelle discoteche italiane e nei locali della movida”, mentre il manager del Guendalina, Vincenzo De Robertis accusa “ritardi nei soccorsi, l’ ambulanza è arrivata dopo 40 minuti”. Sulla vicenda, che arriva a venti giorni dalla drammatica morte per overdose di ecstasy del 16enne di Città di Castello Lamberto Lucaccioni al Cocoricò di Riccione (chiuso per 4 mesi dal prefetto di Rimini Franco Improta), è intervenuto subito il presidente nazionale del Silb, Maurizio Pasca . “In un luogo dove dovrebbe esserci divertimento e socializzazione – scrive – un’ altra giovane vita invece ha trovato la morte. Sono profondamente sconvolto, le parole in questi momenti sono inutili, alla famiglia le mie più profonde condoglianze. Certo non si può più mischiare vita e morte”. “Lorenzo non aveva nemmeno 19 anni. E’ l’ età dei sogni e dei desideri. L’ età in cui il mondo sembra appartenerci sospinti da un entusiasmo contagioso e da una grande voglia di vivere. Per questo la sua tragica fine ci riempie di rabbia e di paure”. Così il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, che aggiunge: “Non sta a noi stabilire le responsabilità.. La tragedia di ieri mi preoccupa molto non solo come sindaco ma anche come padre”. Il sindaco ricorda che il Salento “è una terra che vive di turismo e quindi anche di divertimento. Tuttavia, dobbiamo fare in modo che la gente possa divertirsi in maniera sana e positiva. Mai come in questo momento, pertanto, è necessario che si apra una seria e concreta collaborazione tra le istituzioni, le forze dell’ ordine e gli operatori del settore, a partire dal Comitato per l’ ordine la sicurezza pubblica. Un grande abbraccio ai familiari e agli amici di Lorenzo”. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ragusa Oggi, 11/08/2015 11:53
intollerabile che dei ragazzi perdano la vita.
SICILIA: TANASI (CODACONS) CHIEDE CONTROLLI A TAPPETO NELLE DISCOTECHE E NEI LOCALI DELLA MOVIDA
Dopo i recenti fatti di cronaca (Cocorico’ di Riccione e del 19enne deceduto dopo una serata in un locale di Santa Cesarea Terme) vi è anche in Sicilia la necessità impellente di un giro di vite nelle discoteche e nei locali della movida. Lo afferma Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons. È indispensabile – continua Tanasi- incrementare i controlli nelle discoteche punendo severamente le violazioni delle norme di sicurezza ed adottando provvedimenti severi in caso di spaccio di droghe all’ interno dei locali o di vendita di alcolici ai minori. È intollerabile che ragazzi giovanissimi muoiano per una serata in discoteca conclude Tanasi.
redazione
Giornalettismo, 11/08/2015 11:47
Roma, troppe buche: Campidoglio sotto accusa
roma, l’ assessore ai lavori pubblici: “se le ditte sono responsabili non le pagheremo”. oltre 2000 incidenti in metà anno.
Roma , troppe buche : per i romani, certo non è un mistero. E il Campidoglio finisce sotto accusa: la procura, dopo un esposto del Codacons, vuole vederci chiaro. Il Comune vigila abbastanza sulle strade della città? Non sembra, visto il censimento di oltre 2000 incidenti in un periodo di sei mesi: l’ ipotesi di reato è quella di omissioni in atti di ufficio, e saranno presto convocati in Procura dirigenti comunali del Comune di Roma. ROMA, TROPPE BUCHE: CAMPIDOGLIO SOTTO ACCUSA Il Messaggero riporta le notizie sulla causa incardinata a Piazzale Clodio. In cinque mesi, da gennaio a maggio, sono state catalogate 2.298 di buche. Di più: 2.101 tra scooteristi e automobilisti (più decine di passanti) sono finiti in ospedale o hanno riportato danni seri ai mezzi per colpa di quegli avvallamenti che per incuria della pubblica amministrazione continuano a rimanere al centro o ai lati della sede stradale. La procura, allertata dal Codacons, ha aperto un fascicolo con l’ ipotesi di reato di omissione di atti d’ ufficio. Le ditte di manutenzione pagate dal Campidoglio lavorano come dovrebbero? I funzionari comunali addetti al controllo, verificano che i lavori siano eseguiti a regola d’ arte? Il Comune ha già fatto sapere che se saranno accertate responsabilità delle ditte, le imprese non saranno pagate. Ma la Procura si sta chiedendo anche se gli uffici del Campidoglio effettuino la corretta vigilanza sui lavori. Ieri l’ assessore Maurizio Pucci ha fatto sapere che “le responsabilità della situazione trovata non sono nostre e sollecitiamo la procura a indagare” e che “qualora dovesse emergere anche dalle nostre indagini che le ditte hanno fatto male i lavori di rifacimento dell’ asfalto in determinati cantieri, noi non le pagheremmo e le chiameremmo a rifare l’ intervento”. Tuttavia il pm Barborini intende scoprire se c’ è anche responsabilità penale per lo stato in cui si trovano le strade della capitale e ha delegato le indagini alla sezione di polizia giudiziaria della Polizia Locale interna a Piazzale Clodio LEGGI ANCHE: Lo stupro di roma e la tristezza dell’ italiano medio I dati raccolti sugli incidenti nella Capitale, secondo il quotidiano della città, fanno impressione, spaventano. Ci sono quartieri in cui si registra, sostanzialmente, un incidente al giorno. Il record delle segnalazioni nel centro storico. Sono stati 566 gli interventi effettuati per le anomalie dell’ asfalto. In pratica tra i tre e i quattro al giorno, trappole che hanno causato 144 gli incidenti stradali rilevati dagli agenti di polizia di Roma Capitale. La graduatoria dei quartieri a rischio incidenti però segue altre strade. E fa paura. Al primo posto Ostia con 425 schianti (e 74 buche catalogate); secondo Torri con 277 (e soli 31 interventi di ripristino) e terzo Eur con 167 incidenti (e 271 riparazioni). Quasi un incidente al giorno anche a Tiburtino (con 129 rilievi), come a Marconi (117), seguite a ruota da Aurelio (109) e Parioli che, con i 95 sinistri rilevati, sta appena sotto la soglia dei cento. Più “”sicure”” le strade di Casilino con 66 schianti, Cassia 55, Monte Mario 53, e Monteverde 43. La procura vuole vederci chiaro sulle procedure; il malaffare, l’ incuria e la sciatteria nei processi di gestione della città hanno coinvolto anche i manti stradali? Vengono utilizzati i materiali a norma? I tempi sono rispettati? Secondo le aziende, no. Intanto alcune ditte, come è capitato di recente ai Parioli, rinunciano alla responsabilità del monitoraggio sulle vie, limitandosi a tappare gli squarci: il Comune non paga o paga dopo anni. L’ inchiesta si incrocia con quella appena aperta dal pm Alberto Galanti sull’ assegnazione degli appalti per il rifacimento delle strade e soprattutto sui materiali utilizzati. Una indagine che mira ad accertare se in Campidoglio viene utilizzato uno standard per la composizione dell’ asfalto e se viene rispettato dalle ditte che eseguono i lavori. Ma soprattutto se anche i municipi si attengono a tali direttive rispettando inoltre le procedure degli appalti. Saranno quindi cruciali i risultati delle analisi di alcuni campioni di conglomerato bituminoso, di asfalto, prelevato qua e là nelle strade più disastrate.
ilmessaggero.it, 11/08/2015 09:04
Buche, il dossier choc: più di duemila incidenti in sei mesi, la procura indaga
Troppe buche. Quindi troppi incidenti. I romani che si spostano su due e quattro ruote conoscono bene l’ equazione. E anche usando la massima attenzione non riescono a evitare le trappole dell’ asfalto. Piccoli e insidiosi crateri, fosse, avvallamenti, dossi improvvisati, squarci rattoppati e tombini divelti. E i numeri danno loro ragione: in cinque mesi, da gennaio a maggio, sono state catalogate 2.298 di buche. Di più: 2.101 tra scooteristi e automobilisti (più decine di passanti) sono finiti in ospedale o hanno riportato danni seri ai mezzi per colpa di quegli avvallamenti che per incuria della pubblica amministrazione continuano a rimanere al centro o ai lati della sede stradale. La procura, allertata dal Codacons, ha aperto un fascicolo con l’ ipotesi di reato di omissione di atti d’ ufficio. Le ditte di manutenzione pagate dal Campidoglio lavorano come dovrebbero? I funzionari comunali addetti al controllo, verificano che i lavori siano eseguiti a regola d’ arte? Ieri l’ assessore Maurizio Pucci ha fatto sapere che «le responsabilità della situazione trovata non sono nostre e sollecitiamo la procura a indagare» e che «qualora dovesse emergere anche dalle nostre indagini che le ditte hanno fatto male i lavori di rifacimento dell’ asfalto in determinati cantieri, noi non le pagheremmo e le chiameremmo a rifare l’ intervento». Tuttavia il pm Barborini intende scoprire se c’ è anche responsabilità penale per lo stato in cui si trovano le strade della capitale e ha delegato le indagini alla sezione di polizia giudiziaria della Polizia Locale interna a Piazzale Clodio. CONTINUA A LEGGERE L’ ARTICOLO: Accesso illimitato agli articoli selezionati dal quotidiano Le edizioni del giornale ogni giorno su PC, smartphone e tablet PROVA GRATIS Se sei già un cliente accedi con le tue credenziali: USERNAME PASSWORD.
di adelaide pierucci
corriere.it (Roma), 11/08/2015 07:10
inchiesta.
Emergenza buche, indaga la procura Nel mirino manutenzione e Comune Ecco la mappa delle strade trappola
dal rapporto dei vigili più di duemila incidenti in cinque mesi. il pm: omissione in atti d’ ufficio, sotto inchiesta anche i municipi.
La gestione di strade e marciapiedi dell’ amministrazione capitolina finisce nel mirino della procura. Per ogni buca o crepa causa d’ incidenti saranno chiamati a dare spiegazioni i dirigenti del Comune e dei Municipi. E qualora non dovessero fornire spiegazioni convincenti, il pm Maria Bice Barborini è pronta a iscriverli nel registro degli indagati con l’ accusa di omissione di atti d’ ufficio e omessa collocazione di ripari. Percorso di guerra Il primo che dovrà rispondere alle domande degli inquirenti sarà il dirigente del dipartimento Sviluppo investimenti e manutenzione urbana del Campidoglio. Subito dopo saranno interrogati i funzionari municipali. L’ incuria, d’ altronde, ha trasformato le strade della Capitale in una sorta di percorso di guerra. Dal 1 gennaio al 30 maggio di quest’ anno sono stati 2101 i sinistri causati dall’ asfalto danneggiato. Un’ emergenza di cui i principali responsabili sarebbero i funzionari dell’ amministrazione, come emerge dagli accertamenti disposti dalla procura dopo la denuncia del Codacons. Sul loro operato è aperta anche un’ inchiesta della Corte di Conti, pronta a contestare il danno erariale. Pagamenti arretrati Le prime verifiche finora hanno invece escluso omissioni riconducibili alle ditte vincitrici degli appalti. A giustificare l’ inerzia delle società sarebbero gli inadempimenti contrattuali dell’ amministrazione. Ogni azienda, oltre alla riparazione delle buche, dovrebbe garantire pure la verifica del manto. Tuttavia, osservano gli inquirenti, i mancati pagamenti rendono impossibile per le ditte predisporre gli accertamenti: richiedono costi elevati, sostenibili solo se il dipartimento o il municipio rispetta gli impegni economici. Un esempio, secondo gli inquirenti, è il caso del consorzio stradale di via Cortina D’ Ampezzo, dove la gestione finanziaria è divisa a metà tra consorziati e Comune. Quest’ ultimo però è in arretrato nei pagamenti e il rischio è la chiusura al traffico. Anche nel II Municipio la ditta non viene pagata da mesi. Bitume scadente per risparmiare Le buche sono oggetto di un secondo filone d’ indagine del pm Alberto Galanti che ha disposto una consulenza per stabilire il materiale utilizzato per rattopparle. Il sospetto è che le aziende usino bitume scadente per risparmiare. Il magistrato ipotizza anche il pagamento di tangenti ai funzionari addetti ai controlli.
liberta.it, 11/08/2015 06:56
Sanità, pronta la rivoluzione da due miliardi. Stretta con esami e ricoveri
Chi ha un semplice mal di schiena non potrà più chiedere la Tac, se non a pagamento. Chi ha l’ ernia, idem. Niente risonanza al ginocchio, poi, per gli over 65. Così anche per le donne incinta: stop agli esami considerati inutili, se non necessari. Dopo il taglio di 2,3 miliardi per la sanità, la rivoluzione di ospedali e ambulatori dovrebbe essere pronta per la fine del mese, con la riduzione anche dei ricoveri e dei giorni in corsia; prevede multe ai medici, fino alla riduzione dello stipendio, per chi prescrive troppo. “Il problema visto da un’ ottica medica e non politica, è complesso – commenta il presidente dell’ Ordine dei medici di Piacenza, Augusto Pagani, di recente eletto presidente della Federazione Regionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri dell’ Emilia-Romagna -. Ognuno si deve prendere la propria parte di responsabilità. I politici anche”. “Il 20-30 per cento dei pazienti ambulatoriali esterni non si presenta all’ esame. La qualità deve essere inoltre un fattore fondamentale nel lavoro, altrimenti l’ esame va ripetuto, con costi che si aggiungono – aggiunge Fabio Fornari, primario di Gastroenterologia -. In sanità, più prestazioni fai più te ne richiedono”. Luigi Cavanna, primario di Oncologia ed Ematologia, invita a distinguere l’ analisi dell’ appropriatezza dell’ esame medico dal discorso dei tagli: “Razionalizzare è oggi diventata una parola troppo di moda – spiega -. Il sistema sanitario sembra diventato un pozzo a cui attingere quando si ha bisogno di fondi”. “Contrastare l’ inappropriatezza delle prescrizioni non deve diventare una scusa per penalizzare, ancora una volta, i cittadini, in particolare i malati, gli anziani, chi ha bisogno” incalza l’ avvocato Cristina Balteri di Codacons.
Il Messaggero, 11/08/2015 06:20
Buche, il dossier choc più di duemila incidenti da gennaio a giugno
la procura indaga sulle responsabilità del campidoglio: nel mirino i lavori mal eseguiti dalle ditte di manutenzione.
L’ INCHIESTA Troppe buche. Quindi troppi incidenti. I romani che si spostano su due e quattro ruote conoscono bene l’ equazione. E anche usando la massima attenzione non riescono a evitare le trappole dell’ asfalto. Piccoli e insidiosi crateri, fosse, avvallamenti, dossi improvvisati, squarci rattoppati e tombini divelti. E i numeri danno loro ragione: in cinque mesi, da gennaio a maggio, sono state catalogate 2.298 di buche. Di più: 2.101 tra scooteristi e automobilisti (più decine di passanti) sono finiti in ospedale o hanno riportato danni seri ai mezzi per colpa di quegli avvallamenti che per incuria della pubblica amministrazione continuano a rimanere al centro o ai lati della sede stradale. La procura, allertata dal Codacons, ha aperto un fascicolo con l’ ipotesi di reato di omissione di atti d’ ufficio. Le ditte di manutenzione pagate dal Campidoglio lavorano come dovrebbero? I funzionari comunali addetti al controllo, verificano che i lavori siano eseguiti a regola d’ arte? Ieri l’ assessore Maurizio Pucci ha fatto sapere che «le responsabilità della situazione trovata non sono nostre e sollecitiamo la procura a indagare» e che «qualora dovesse emergere anche dalle nostre indagini che le ditte hanno fatto male i lavori di rifacimento dell’ asfalto in determinati cantieri, noi non le pagheremmo e le chiameremmo a rifare l’ intervento». Tuttavia il pm Barborini intende scoprire se c’ è anche responsabilità penale per lo stato in cui si trovano le strade della capitale e ha delegato le indagini alla sezione di polizia giudiziaria della Polizia Locale interna a Piazzale Clodio. LA GRADUATORIA La prima informativa ha fotografato il dato inquietante di duemila incidenti causati da dissesti stradali in 150 giorni e riporta lo spaccato quartiere per quartiere. Il record delle segnalazioni nel centro storico. Sono stati 566 gli interventi effettuati per le anomalie dell’ asfalto. In pratica tra i tre e i quattro al giorno, trappole che hanno causato 144 gli incidenti stradali rilevati dagli agenti di polizia di Roma Capitale. La graduatoria dei quartieri a rischio incidenti però segue altre strade. E fa paura. Al primo posto Ostia con 425 schianti (e 74 buche catalogate); secondo Torri con 277 (e soli 31 interventi di ripristino) e terzo Eur con 167 incidenti (e 271 riparazioni). Quasi un incidente al giorno anche a Tiburtino (con 129 rilievi), come a Marconi (117), seguite a ruota da Aurelio (109) e Parioli che, con i 95 sinistri rilevati, sta appena sotto la soglia dei cento. Più ««sicure»» le strade di Casilino con 66 schianti, Cassia 55, Monte Mario 53, e Monteverde 43. Per accertare le responsabilità delle buche-schianta-automobilisti il pm Barborini a breve convocherà in procura il dirigente comunale del Dipartimento di manutenzione stradale oltre a dei funzionari del Simu, Sviluppo infrastrutture manutenzione urbana. Ma il Campidoglio potrebbe anche non essere l’ unico ente da interpellare. Strade come la Flaminia, Salaria e la Tiberina ricadono per alcuni tratti sotto la responsabilità della Provincia. IL BITUME Intanto alcune ditte, come è capitato di recente ai Parioli, rinunciano alla responsabilità del monitoraggio sulle vie, limitandosi a tappare gli squarci: il Comune non paga o paga dopo anni. L’ inchiesta si incrocia con quella appena aperta dal pm Alberto Galanti sull’ assegnazione degli appalti per il rifacimento delle strade e soprattutto sui materiali utilizzati. Una indagine che mira ad accertare se in Campidoglio viene utilizzato uno standard per la composizione dell’ asfalto e se viene rispettato dalle ditte che eseguono i lavori. Ma soprattutto se anche i municipi si attengono a tali direttive rispettando inoltre le procedure degli appalti. Saranno quindi cruciali i risultati delle analisi di alcuni campioni di conglomerato bituminoso, di asfalto, prelevato qua e là nelle strade più disastrate. Adelaide Pierucci © RIPRODUZIONE RISERVATA.
adelaide pierucci
Il Messaggero, 11/08/2015 06:20
Duemila incidenti per le buche
in procura il dossier che inchioda il comune con i sinistri dei primi cinque mesi del 2015 nel mirino le ditte di manutenzione e i materiali usati. inchiesta su «anomalie e incuria»
In cinque mesi, da gennaio a maggio 2015, sono state catalogate 2.298 di buche. Di più: 2.101 tra scooteristi e automobilisti (più decine di passanti) sono finiti in ospedale o hanno riportato danni seri ai mezzi per colpa di quegli avvallamenti che per incuria della pubblica amministrazione continuano a rimanere al centro o ai lati della sede stradale. La procura, allertata dal Codacons, ha aperto un fascicolo con l’ ipotesi di reato di omissione di atti d’ ufficio. Nel mirino, i lavori eseguiti dalle ditte di manutenzione pagate dal Campidoglio. Lombardi e Pierucci a pag. 34 e 35.
La Prealpina, 11/08/2015 05:33
Una murata per Edo «Lo ricorderemo così»
domani il raduno dei writers vicino alla biblioteca.
SOMMA LOMBARDO Bombolette, cappellino, una t-shirt bianca indossata dai partecipanti, da disegnare al momento: sarà il “dress code” di mercoledì prossimo per i writer amici di Edoardo Baccin, il ragazzo morto investito da un treno ad Arona la scorsa settimana. Baccin avrebbe compiuto 20 anni proprio il 12 agosto. Per festeggiarli, avrebbe dovuto partire qualche giorno per Barcellona città che amava, in Spagna, un viaggio con la fidanzata come regalo di compleanno, apprezzatissimo. Purtroppo però la tragedia di giovedì 6 agosto ha spezzato i sogni del giovane, grafico pubblicitario e molto conosciuto nell’ ambiente dei writer e dei graffiti, dove era conosciuto anche con il soprannome Take Thiz (la sua tag) e il soprannome Buso. Il suo funerale si è tenuto sabato scorso, ma i suoi amici sono già pronti per ricordarlo e realizzare qualcosa in sua memoria, anche se il dolore della perdita brucia senza tregua. «Il disegno era la sua vita» ripetono tutti coloro lo hanno conosciuto e che con numerosi disegni gli renderanno tributo il giorno del suo compleanno. Le adesioni sono già un centinaio: l’ evento, che durerà dalle 10 di mercoledì 12 agosto fino al tardo pomeriggio, consiste in una “murata”. Gli artisti della bomboletta decoreranno un muro vicino alla biblioteca di via Marconi. Pas Una delle pareti del sottopasso ferroviario decorate da Edoardo Baccin (foto piccola) con le sue bombolette spray sando in questi giorni si vede già la tela di cemento imbiancata come un foglio bianco, pronto ad accogliere i disegni a vernice spray che lo coloreranno domani. «Una sola parte non è stata imbiancata: quella che ospita un disegno che aveva fatto lo stesso Edoardo tempo fa», spiega Francesco di Corner of The Bomber, negozio di Somma spe cializzato per writer che il giovane frequentava spesso. «Pensare che ci eravamo trovati con il Comune proprio poco tempo fa, a luglio, per organizzare un evento di questo tipo per i graffitari. Da parte dell’ amministrazione abbiamo trovato molta disponibilità e apertura. Certo, nessuno pensava che avremmo realizzato questa cosa così presto, e per un motivo così triste». Le opere di Baccin decorano già diverse aree pubbliche: era tra i writer che avevano ridipinto il sottopasso della stazione e altre aree nei dintorni. Ora nascono illustrazioni che lo ricordano. Come dalle parti di Sesto San Giovanni, dove un writer ha realizzato un murales in onore di Baccin che illustra un angelo writer con le ali che dipinge. La speranza è che il compleanno di Edoardo porti come regalo a tutti i writer più occasioni per poter esercitare la propria arte anche vicino a casa, in contesti dove coltivare la loro passione senza pericolo. Nei giorni scorsi il Codacons si è espresso sulla vicenda in un comunicato dove concludeva «è giusto esprimere la propria creatività ma nel rispetto dei diritti di tutti e in piena sicurezza, ad esempio allestendo apposite aree nelle città» . Baccin era molto conosciuto in città e nell’ ambiente artistico: i suoi amici lotteranno affinchè esistano sempre più spazi per esprimere la propria creatività. Alessandra Favaro.
alessandra favaro
Libertà, 11/08/2015 05:32
Codacons: rischio denunce
il dibattito a favore e contro l’ avvocato balteri critica il provvedimento “antisprechi”
■ «Contrastare l’ inappropriatezza delle prescrizioni non deve diventare una scusa per penalizzare, ancora una volta, i cittadini, in particolare i malati, gli anziani, chi ha bisogno». L’ avvocato Cristina Balteri di Codacons spiega perché non possa accogliere con favore il provvedimento deciso da Roma che mira a recuperare, tra le pieghe della sanità, dieci miliardi di euro in cinque anni. Entrando nel dettaglio, le cure dentistiche ospedaliere saranno previste solo ai ragazzi sotto i 14 anni e ai pazienti economicamente disagiati; la stretta riguarda inoltre i test genetici e prestazioni ad alto costo, come Tac e risonanze magnetiche agli arti, oltre che l’ Rmn con mezzo di contrasto per la colonna vertebrale. La lista dei 180 esami “inappropriati” è prevista nel decreto sugli enti locali convertito dal Parlamento: l’ obiettivo del governo è tagliare le spese, dunque queste prestazioni passeranno a totale carico del cittadino, con il rischio di impoverire i livelli essenziali di assistenza. «Come si può accogliere con favore? – chiede provocatoriamente -Penso che prima di tagliare ancora una volta sulla sanità, bisognerebbe dare il buon esempio, eliminando risorse inutili date ai politici. Questo sistema che colpisce invece le persone deboli e chi non ha forza e ca pacità di ribellarsi va condannato. Sulla salute non ci possono essere rischi. L’ aspetto della diagnostica è importantissimo, una corretta diagnosi evita di avere nuovi malati, i quali sono ovviamente un costo. Tagli indiscriminati non aiuterebbero nessuno. Si parla addirittura di punire i medici. Quale altro Paese adotta questo genere di politica? Credo che il tutto si tradurrà unicamente in un’ escalation di denunce, perché sarà difficile dire quando un esame è appropriato e quando no. Incrementeranno i contenziosi e credo che a farne le spese, in tema di re sponsabilità, potranno essere soprattutto i medici che svolgono con passione e professionalità il loro lavoro». Plaude invece all’ iniziativa del Governo “antisprechi” la vicepresidente della Conferenza sociale e sanitaria, Lucia Fontana, sindaco di Castelsangiovanni: «Non possiamo più permetterci sprechi di alcun genere e neppure esami fatti con troppa facilità e leggerezza – precisa -. Certe scelte ricadono su tutta la collettività. Abbiamo assistito a un proliferare spesso ingiustificato di richieste di esami, su spinta dello stesso presunto malato». malac.
Libertà, 11/08/2015 05:32
«I tagli alle ricette mediche? Non si guardi solo il portafogli»
il presidente dell’ ordine pagani: fondamentale valutazione del dottore.
■ L’ invito ai camici bianchi è quello a mettere giù la penna. Il Governo vuole infatti mettere un fermo alle prescrizioni di Tac e risonanze prescritte come fossero caramelle. I medici piacentini, però, non ci stanno ad essere messi ancora una volta allo stretto dai tagli. E chiedono: «Perché si finisce ancora col tagliare un sistema virtuoso?». Secondo Codacons, inoltre, il provvedimento che sta per essere confezionato a Roma potrebbe tradursi in una pioggia di contenziosi. Di fatto, se tutto andrà come previsto, chi ha un semplice mal di schiena non potrà più chiedere la Tac, se non a pagamento. Chi ha l’ ernia, idem. Niente risonanza al ginocchio, poi, per gli over 65. Così anche per le donne incinta: stop agli esami considerati inutili, se non necessari. Dopo il taglio di 2,3 miliardi per la sanità, la rivoluzione di ospedali e ambulatori è pronta, con la riduzione anche dei ricoveri e dei giorni in corsia; prevede multe ai medici, fino alla riduzione dello stipendio, per chi prescrive troppo. «Il problema visto da un’ ottica medica e non politica, è complesso – commenta il presidente dell’ Ordine dei medici di Piacenza, Augusto Pagani, di recente eletto presidente della Federazione Regionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri dell’ Emilia-Romagna -.Aspettiamo che vengano declinati i criteri che definiscano nel dettaglio il piano. Perora, c’ è una lista di 180 prestazioni che saranno soggette a modifiche. Sì, ci sono delle sacche di poco utilizzo che interessano pochi pazienti e siamo d’ accordo tutti sul fatto che ci siano iperprescrizioni nell’ ambito dei test. I criteri, tuttavia, cambiano da medico a medico, sono difficili da codificare in un protocollo. Ci potrebbero essere delle incomprensioni». La responsabilità del medico, su questa strada, aumenta: «Prima di parlare di tagli e di ri voluzioni, si sarebbe dovuto mettere mano al problema della responsabilità medica – prosegue Pagani -.Invece si è partiti dalla coda per arrivare alla testa. Il discorso che faccio è questo. Se uno compra il pane, guarda quanti soldi ha e lo sceglie, in relazione al denaro in tasca. Qui si tratta, me ne rendo conto, di fruire di una presta zione pagata da qualcun’ altro, dallo Stato, che prima di pagare fissa le sue regole. Ma l’ aspetto economico e clinico non sempre sono facilmente coniugabili. La valutazione del medico è fondamentale e non tutti i medici hanno la stessa sensibilità, la stessa cultura. Vi sono personalità differenti. Ognuno si deve prendere la propria parte di responsabilità I politici anche». Lanciare una lotta alla prescrizione suona strano, se si arriva da anni di tagli: «Il sistema sanitario italiano, pur con finanziamenti inferiori agli altri Paesi, è riconosciuto tra i due migliori al mondo – conclude Pagani -.Spazio per miglioramenti, in questo senso, con poche risorse, sembra difficile da creare. In regione si è già raggiunto un alto livello di efficacia, di efficienza e di appropriatezza». Elisa Malacalza.
elisa malacalza
La Sicilia (ed. Siracusa), 11/08/2015 05:03
o il decalogo del codacons.
Estate: è allarme infezioni alimentari, ecco come difendersi
In estate triplicano i casi di disturbi gastrointestinali causati da alimenti contaminati da microrganismi. A lanciare l’ allarme è il Codacons, che tramite il segretario Francesco Tanasi, chiede alle Forze dell’ ordine «controlli a tappeto». Come spiega Tanasi, infatti, «se nella preparazione o conservazione degli alimenti, si trascurano le norme igieniche e le corrette procedure per il mantenimento della catena del freddo, l’ aumento della temperatura esterna favorisce la moltiplicazione di batteri». Ecco dunque poche regole, snocciola te da Tanasi, per tutelarsi dai rischi alimentari estivi. Un decalogo che parte dai ristoranti. Rivolgendosi ai clienti, il Codacons ricorda: «Diffidate dei carrelli con cibi freddi, conservati a lungo a temperatura ambiente». Occhio all’ aspetto. Tanasi suggerisce di «controllare che non ci sia brina all’ esterno delle confezioni surgelate, è indice di un cattivo mantenimento». Il terzo consiglio è di «buttare i cibi le cui confezioni presentano un rigonfiamento». Mentre il quarto suggerimento riguarda le bibite: «Non acquistate bottiglie – raccomanda Tanasi – lasciate sotto i raggi del sole». Massima attenzione poi ai frutti di mare. Il consiglio del Codacons è di «non acquistare quelli di dubbia provenienza e di prendere cozze e vongole solo se contenute in confezioni sigillate». Un consiglio a parte riguarda i congelatori. «Nei bar e nei negozi – spiega Tanasi non acquistate prodotti se il congelatore è stracolmo di roba. Per una corretta conservazione, i prodotti non devono superare un certo carico». Quanto ai gelati in spiaggia, «a differenza dei cibi congelati, quelli surgelati – a detta del Codacons – hanno dei cristalli di ghiaccio più piccoli. Se quindi notate che l’ alimento ha dei cristalli di ghiaccio più grandi, questo può essere un sintomo dell’ interruzione della catena del freddo». Attenzione anche all’ igiene. «Non consentite al negoziante – afferma Ta nasi – di toccare il prosciutto o altro con le mani e non acquistate nessun prodotto deteriorabile da carrettini ambulanti privi di celle frigorifere». Infine occhio alle date di scadenza «da controllare conclude Tanasi – in tutti gli alimenti». P. A.
La Repubblica, 11/08/2015 04:16
Buche stradali dall’ Eur a Tor Bella ecco gli appalti nel mirino dei pm
in procura il dossier dei vigili urbani su dove si sono verificati più incidenti “primato negativo a ostia con 425 scontri”
FRANCESCO SALVATORE IN cima alla classifica c’ è Ostia. Poi il municipio delle Torri, con Tor Bella Monaca, Torre Maura e Tor Vergata. Quindi il Centro storico. Non si parla di municipi virtuosi ma di incidenti stradali causati dal cattivo stato delle vie capitoline. O meglio dalle buche. Uno spaccato desolante su cui sta facendo luce l’ indagine del pm Maria Bice Barborini. Il magistrato proprio nei giorni scorsi, dopo aver ricevuto un report sul numero di sinistri avvenuti in città in un lasso di tempo di cinque mesi, dal primo gennaio al 30 maggio 2015, ha delegato un supplemento di indagine al nucleo di polizia giudiziaria dei vigili urbani: obiettivo è compiere accertamenti a tutto tondo sugli appalti dei municipi e del Comune e verificarne la correttezza. L’ inchiesta è ancora senza indagati ma l’ ipotesi di reato è definita: omissione di atti d’ ufficio e omesso collocamento di segnali e ripari. Detto in altri termini, qualcuno tra le ditte delegate a tappare le voragini, gli uffici tecnici dei municipi e gli impiegati comunali, non hanno fatto il loro lavoro come avrebbero dovuto. Volontariamente o meno – l’ indagine del pm Maria Bice Barborini mira a capire chi debba controllare la manutenzione e come vengano scelte le ditte. I caschi bianchi di piazzale Clodio hanno passato al setaccio tutti gli incidenti. Il bilancio è chiaro: nei 15 municipi gli incidenti riconducibili ad anomalie del manto stradale sono ben 2101. Leader indiscussa della classifica è Ostia con ben 425 sinistri. Segue staccato di diverse misure il territorio delle Torri: Tor Bella Monaca, Torre Maura e Tor Vergata ne hanno collezionati 277. Sul podio anche il Centro storico, con 181 incidenti. Isola felice, è Monteverde. Alla “City” spetta, però, anche il primato per gli interventi effettuati a seguito di segnalazioni: una seconda graduatoria che riguarda anomalie al manto della strada come crepe, buche, tombini mal posizionati, chiazze di olio o brecciolino. Con 588 interventi, è al primo posto. Subito dopo c’ è l’ Eur, sui cui viali si è intervenuti 271 volte. «Siamo i primi ad aver denunciato – chiosano dall’ assessorato ai lavori pubblici guidato da Maurizio Pucci – a noi è stata lasciata la città in modo pietoso. Abbiamo sbloccato lavori per manutenzione ordinaria per circa 10 milioni per la grande viabilità. Altri 80 per le consolari Salaria, Nomentana, Prenestina e Tiburtina più via di Boccea. Una parte importante dei fondi per il Giubileo verrà impiegato per la manutenzione stradale». Non è questa l’ unica inchiesta aperta sulle buche. Il pm Alberto Galanti sta indagando, dopo un esposto del Codacons, sulla consistenza dei materiali utilizzati e sulla dinamica degli appalti di manutenzione. Punto, quest’ ultimo, di contatto tra le due inchieste. Il prossimo step dell’ indagine sarà l’ audizione del dirigente del dipartimento manutenzione stradale del Comune e poi dei tecnici municipali. ©RIPRODUZIONE RISERVATA E nel cuore della città la situazione non è certo migliore con 144 infortuni e altri 37 in Prati LA VORAGINE Senza manutenzione straordinaria, i rattoppi saltano alla prima ondata di maltempo In centro storico è boom di richieste di intervento da parte dei cittadini: nei primi cinque mesi del 2015 ai vigili del gruppo Trevi sono arrivate 566 segnalazioni.
francesco salvatore
Corriere della Sera, 11/08/2015 04:00
Binari M5 già usurati, esposto del Codacons in Procura
«anche la corte dei conti indaghi sui danni. ricevute molte segnalazioni sulla rumorosità»
A fine giugno, il Comune ha dato 180 giorni a un esperto indipendente per capire le cause e individuare eventuali soluzioni, nel frattempo il Codacons ha invece deciso di sottoporre il problema dell’ usura anomala dei binari sulla linea metropolitana M5 alla Procura e alla Corte dei Conti. La «malattia» diagnosticata all’ armamento della Lilla, in particolare sulla tratta tra la stazione Isola e l’ hub di Garibaldi, si chiama in gergo tecnico «marezzatura»: un fenomeno di usura anomala e accelerata delle rotaie che crea una serie di ondulature sulla superficie superiore dei binari. Un problema strutturale che ha ripercussioni sui treni in transito: aumento della rumorosità, accentuazione delle vibrazioni, danneggiamento dei cerchioni dei treni. Tanto che l’ ordine è di percorrere, in via precauzionale, quei due chilometri di tratta particolarmente tortuosa a velocità ridotta. Non più di 30 chilometri orari. Sulla vicenda il Codacons ha deciso di presentare nei giorni scorsi un doppio esposto per chiedere alla magistratura di approfondire eventuali responsabilità. «Soprattutto sul tema della rumorosità, anzi del frastuono – spiega l’ avvocato Marco Maria Donzelli, presidente del Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti dei consumatori – abbiamo ricevuto numerose segnalazioni da parte dei viaggiatori e chiesto più volte un intervento dell’ Arpa. Anche se, in realtà, è un problema che riguarda un po’ tutte le linee della metropolitana». Ora, però, l’ associazione ha deciso di muoversi in maniera specifica sul caso M5. «Abbiamo presentato questi esposti – spiega – affinché venga effettuato un controllo sull’ operato del Comune e della società Metro 5, che ha costruito l’ infrastruttura ed è concessionaria dell’ appalto, in modo da accertare i responsabili». Visto poi che «l’ anomalia coinvolge una linea nuova», il Codacons si è rivolto anche ai giudici contabili. «È una vicenda incresciosa – chiosa l’ avvocato Donzelli -, perché è incredibile constatare una problematica di questo tipo su un’ infrastruttura di recente costruzione. Va quindi valutata anche la congruità della spesa affrontata e il rischio di un danno pubblico». P. Lio.
p. lio
Corriere della Sera (ed. Roma), 11/08/2015 04:00
Emergenza buche, Comune nel mirino
più di duemila incidenti in cinque mesi. il pm: omissione in atti d’ ufficio, sotto inchiesta anche i municipi.
La gestione di strade e marciapiedi dell’ amministrazione capitolina finisce nel mirino della procura. Per ogni buca o crepa causa d’ incidenti saranno chiamati a dare spiegazioni i dirigenti del Comune e dei Municipi. E qualora non dovessero fornire spiegazioni convincenti, il pm Maria Bice Barborini è pronta a iscriverli nel registro degli indagati con l’ accusa di omissione di atti d’ ufficio e omessa collocazione di ripari. Il primo che dovrà rispondere alle domande degli inquirenti sarà il dirigente del dipartimento Sviluppo investimenti e manutenzione urbana del Campidoglio. Subito dopo saranno interrogati i funzionari municipali. L’ incuria, d’ altronde, ha trasformato le strade della Capitale in una sorta di percorso di guerra. Dal 1 gennaio al 30 maggio di quest’ anno sono stati 2101 i sinistri causati dall’ asfalto danneggiato. Un’ emergenza di cui i principali responsabili sarebbero i funzionari dell’ amministrazione, come emerge dagli accertamenti disposti dalla procura dopo la denuncia del Codacons. Sul loro operato è aperta anche un’ inchiesta della Corte di Conti, pronta a contestare il danno erariale. Le prime verifiche finora hanno invece escluso omissioni riconducibili alle ditte vincitrici degli appalti. A giustificare l’ inerzia delle società sarebbero gli inadempimenti contrattuali dell’ amministrazione. Ogni azienda, oltre alla riparazione delle buche, dovrebbe garantire pure la verifica del manto. Tuttavia, osservano gli inquirenti, i mancati pagamenti rendono impossibile per le ditte predisporre gli accertamenti: richiedono costi elevati, sostenibili solo se il dipartimento o il municipio rispetta gli impegni economici. Un esempio, secondo gli inquirenti, è il caso del consorzio stradale di via Cortina D’ Ampezzo, dove la gestione finanziaria è divisa a meta tra consorziati e Comune. Quest’ ultimo però è in arretrato nei pagamenti e il rischio è la chiusura al traffico. Anche nel II Municipio la ditta non viene pagata da mesi. Le buche sono oggetto di un secondo filone d’ indagine del pm Alberto Galanti che ha disposto una consulenza per stabilire il materiale utilizzato per rattopparle. Il sospetto è che le aziende usino bitume scadente per risparmiare. Il pm ipotizza anche il pagamento di tangenti ai funzionari addetti ai controlli. Giulio De Santis.
giulio de santis
Il Giornale Di Vicenza, 11/08/2015 03:48
fara.
San Giorgio è confermata la chiusura delle poste
L’ ufficio postale di San Giorgio di Perlena chiuderà il 7 settembre. Sembra irrevocabile la decisione del gruppo Poste Italiane, comunicata a febbraio, di dare seguito al piano di razionalizzazione.Non sembrano aver funzionato, dunque, le azioni messe in campo dai sette sindaci dei Comuni vicentini interessati dal provvedimento, con capofila proprio il primo cittadino di Fara Maria Teresa Sperotto, che però non si arrende: «Abbiamo chiesto un tavolo concertativo al presidente dell’ Anci Veneto, Maria Rosa Pavanello, visto che è l’ unica persona ad avere dei contatti diretti con chi decide», ha spiegato in chiusura dell’ ultimo consiglio comunale. «Nell’ attesa di un incontro a Venezia, si sta pensando alla “class action” proposta dai 15 Comuni del trevigiano, dove verranno chiusi 22 uffici postali, e non si esclude l’ entrata in campo dei veronesi e dei bellunesi. Un passo successivo potrebbe essere quello di rivolgersi al Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) contro la chiusura, visto che non sono state rispettate le disposizioni dell’ Autorità per le garanzie nelle comunicazioni – Agcom». oE.GU.
La Gazzetta del Mezzogiorno, 11/08/2015 03:30
fra il materiale acquisito a lecce ci sono anche due o tre video del 18enne pochi istanti prima del decesso.
I falò, le stelle e troppo alcol a Brindisi, 4 ragazze in coma
hanno tra i 14 e i 16 anni. gli investigatori sentiranno i compagni più grandi.
giunto immediatamente i rispettivi figli nel cuore della notte. Sull’ accaduto – come si diceva indagano i carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni. I militari dell’ Arma intendono interrogare tutti i ragazzi che facevano parte della comitiva – che comprendeva anche maggiorenni – per appurare con esattezza come sono andate le cose e valutare la sussistenza di eventuali responsabilità. Si tratta di capire se le bottiglie di superalcolici siano state vendute direttamente alle minorenni o se all’ acquisto abbia provveduto qualche ragazzo (o ragazza) più grande. «Ancora un grave episodio si registra sul fronte dei giovani in Italia, con 4 ragazze finite in coma etilico in Puglia». È quanto scrive in proposito il presidente Codacons Carlo Rienzi. «Chiediamo di verificare prima di tutto se gli alcolici siano stati venduti direttamente alle ragazze, tutte minorenni e, in tal caso, quale esercizio abbia materialmente eseguito la vendita – afferma ancora -. L’ incidente dimostra come in Italia ci sia oramai una emergenza abusi da parte di giovani e giovanissimi, che ricorrono all’ alcol e alla droga ai fini del divertimento, rischiando gravemente la vita». «Il vero problema è che mancano del tutto i controlli – prosegue Rienzi – Oggi i minorenni riescono ad acquistare prodotti alcolici un po’ ovunque e senza problemi, nonostante i divieti di vendita previsti dalla legge. Per tale motivo servirebbero verifiche in borghese da parte delle forze dell’ ordine nei luoghi della movida e in quelli di ritrovo dei giovani, finalizzati ad evitare abusi nel consumo di alcol e la vendita di sostanze stupefacenti, e prevenire così il ripetersi di gravi episodi come quelli che stanno caratterizzando l’ estate 2015», conclude il Presidente Codacons.
vincenzo sparviero
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