7 Luglio 2020

Rassegna stampa del 7 luglio 2020

     

    corriere.it, 07/07/2020 20:35

    Calenda contro il Codacons: «Chi lo finanzia? Quadro inquietante, ministro intervenga»
    «Molte zone d’ ombra, alle quali il Codacons dovrebbe rispondere pubblicamente se vuole essere fedele al principio di trasparenza, non solo che promette ma che minaccia di far rispettare». Scoppia (di nuovo) la guerra del Codacons. A scatenarla è Carlo Calenda, ex viceministro dello Sviluppo Economico nei governi guidati da Enrico Letta e Matteo Renzi e attuale leader di Azione. Calenda ha postato un video attraverso i canali social di Azione , il movimento politico che dirige, annunciando un’ interrogazione parlamentare al ministro dello Sviluppo economico Patuanelli. A suo dire ci sarebbero molte «zone d’ ombra» nell’ attività dell’ associazione dei consumatori fondata dall’ avvocato salernitano Carlo Rienzi. E perciò Calenda pone una serie di domande tanto al ministro quanto allo stesso Codacons. Questioni che vanno dai finanziamenti ricevuti dall’ associazione ai contributi pubblici «non dichiarati» fino ai bilanci non aggiornati ai rapporti con Mps o Autostrade per l’ Italia. Emerge, a dire di Calenda, un quadro «inquietante», che merita risposte non solo dal Codacons, ma anche dal governo. Lo scontro e le questioni aperte «Come promesso – recita Calenda nel video – abbiamo fatto un’ attenta analisi del Codacons. Come funziona, quanto è trasparente, come si finanzia, quali contributi pubblici prende, perché li prende nonostante dica il contrario , con quali imprese si relaziona e che obiettivi persegue». Un crescendo che arriva a toccare questioni decisamente più consistenti: «Perché, come ha scritto il Fatto Quotidiano, nel 2018 ha rinunciato alla costituzione di parte civile nel processo nel processo agli ex dirigenti del Monte dei Paschi di Siena?», chiede Calenda, evidenziando che nello stesso periodo la banca «ha firmato una transazione da 732 mila euro con lo stesso Codacons?». Ancora, il leader di Azione chiede quali siano «i rapporti tra Codacons e Autostrade per l’ Italia», anche in considerazione «delle poche critiche nei confronti di Autostrade e anche nei confronti di eventi controversi come il crollo del Ponte Morandi». La replica del Codacons: «Risponderemo a tutto» A stretto giro arriva anche la replica del Codacons. «Il Codacons accetta la sfida e domani risponderà punto per punto alle insinuazioni – più che domande – di Carlo Calenda che, totalmente ossessionato dal Codacons ai limiti dello stalking, ha pubblicato oggi un lungo video sull’ associazione», spiega l’ Associazione. «Non abbiamo alcun problema a rispondere ai quesiti posti dal leader di Azione, domande che purtroppo dimostrano l’ ignoranza di Calenda e fanno capire perché molti lo definiscono il peggior ministro della Repubblica Italiana – affonda il Codacons – Tuttavia avvisiamo Calenda che anche noi, nel replicare, faremo qualche domanda all’ ex Ministro, non solo sulla sua persona ma anche sul suo partito e sulle fonti di finanziamento dello stesso». «Apprezziamo lo sforzo del leader di Azione di aver preparato un testo per evitare l’ ennesima denuncia, ma anche stavolta – come in tutto il suo mandato da Ministro dello sviluppo economico – ha fallito, e considerate la falsità delle affermazioni odierne, riceverà l’ ennesima querela», conclude l’ Associazione. Calenda-Codacons, denunce e censure Gli scontri tra Calenda e il Codacons sono all’ ordine del giorno. Nel 2019, tra l’ altro, l’ associazione dei consumatori aveva denunciato Calenda in merito alle sue dichiarazione al televoto su Sanremo, mentre pochi mesi fa l’ oggetto del contendere (e di nuova denuncia) furono i commenti dell’ ex viceministro sul presunto conflitto d’ interesse del virologo Roberto Burioni. E infatti, cisto il pregresso, Calenda premette nel video: «Siccome hanno la denuncia facile leggerò un testo. Sono emerse molte zone d’ ombra, delle quali il Codacons dovrebbe rispondere pubblicamente se vuole essere fedele al principio di trasparenza non solo che promette ma che minaccia di far rispettare a tutte le Amministrazioni Pubbliche. Per questo abbiamo una serie di domande da porre al Codacons e al suo Presidente Rienzi. Ora, non le porremo solo a lui. Queste domande saranno oggetto di una lettera al Ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli, che dovrebbe sorvegliare su queste associazioni, e di una interrogazione parlamentare». Le domande di Calenda al Codacons e al ministro Patuanelli Ecco quindi le questioni poste dal leader di Azione: «Perché i bilanci presenti nel sito del Codacons non sono aggiornati e contengono delle parti non accessibili al pubblico (quindi gli omissis), con pochissimi dati su iscritti, quote e risultato d’ esercizio? A quanto ammontano le spese legali del Codacons? E come e tra chi sono stati ripartiti i soldi delle spese legali? Cioè, sono stati ripartiti tra i membri del Codacons stesso che hanno lavorato come avvocati e hanno preso delle parcelle? Sarebbe importante saperlo. Perché le pagine del sito sono ferme agli anni scorsi nonostante la regolamentazione imponga un sito aggiornato con adeguati contenuti informativi sia riguardo all’ organizzazione che al funzionamento dell’ associazione?». La posizione «monocratica» di Rienzi Calenda continua insistendo sulla figura del fondatore Carlo Rienzi: «È vero che lo Statuto dell’ associazione consente al Consiglio di Presidenza di decidere sull’ ammissione e sulla decadenza di singoli soci anche per motivi non disciplinari e con motivazione succinta cioè sommaria? È vero che il Consiglio di Presidenza ha concentrato su sé stesso i poteri in precedenza attribuiti a due organi, restringendo la platea dei soggetti con poteri decisionali? In poche parole, è diventata una struttura monocratica gestita da Rienzi? Un tempo il Codacons si definiva “associazione delle associazioni” ed aveva soci sia persone fisiche che associazioni. Successivamente queste ultime, le associazioni, sono state escluse e sono state ammesse solo persone fisiche. Da quando è stata introdotta questa modifica, è mai stato esercitato un controllo da parte del Ministro dello Sviluppo Economico sulle associazioni? Com’ è attualmente composta l’ Assemblea dei Delegati? Quanti sono i delegati e chi li ha eletti? Che principi di democrazia interna ci sono, visto che parlate sempre di trasparenza?». Il caso Monte Paschi Sui rapporti tra Codacons e banche, poi, Calenda non lesina domande. E preannuncia: «Qui arriviamo a delle cose un po’ più gravi. Perché, come ha scritto il Fatto Quotidiano , il Codacons nel 2018 ha rinunciato alla costituzione di parte civile nel processo agli ex dirigenti del Monte dei Paschi di Siena? E perché nello stesso periodo la banca ha firmato una transazione da 732 mila euro con lo stesso Codacons per finanziare i progetti promossi dall’ associazione di consumatori come, cose importanti, la valorizzazione del latte d’ asina a scopi pediatrici nella Provincia di Siena? E perché, sempre nella stessa transazione, la banca ha versato al Codacons 612 mila euro per spese legali e 291 mila euro direttamente al Presidente del Codacons Rienzi? Ora, se tutto questo fosse vero, lo scrive il Fatto Quotidiano, non sarebbe grave, sarebbe gravissimo. Altro che conflitti di interesse». I rapporti con Autostrade Altro capitolo è quello dei rapporti tra associazione e Autostrade per l’ Italia: «Quali sono i rapporti tra Codacons e Autostrade per l’ Italia, visto che lo stesso Codacons ha conferito nel 2016 il Premio Consumatore per il Rispetto della Legalità e delle Regole sulle Strade a Giovanni Castellucci, allora amministratore delegato di Autostrade per l’ Italia e all’ epoca già indagato per una questione riguardante il Bus di Avellino. Ma questo non rileva perché siamo garantisti, ma siccome il Codacons denuncia chiunque, anche quando non c’ è un’ ombra di sospetto. Perché il Codacons ha espresso così poche critiche nei confronti di Autostrade per l’ Italia, neanche per eventi controversi come il crollo del Ponte Morandi? Il Codacons ha una relazione con Autostrade? Gli avvocati che fanno parte dell’ ufficio legale del Codacons, hanno relazioni professionali con autostrade? Sarebbe importante capirlo», afferma ancora Calenda. I finanziamenti pubblici «Perché il Codacons afferma di non ricevere finanziamenti pubblici quando risulta che abbia ottenuto – dice ancora Calenda – centinaia di migliaia di euro in contributi dalle Pubbliche Amministrazioni? Perché il costo del servizio del Codacons per l’ assistenza legale e psicologica per l’ emergenza Coronavirus è di quasi 1 euro al minuto di chiamata? Come giustificare tale costo? Per di più, quali sono le competenze degli operatori che rispondono alle chiamate? Perché il costo della chiamata rimane lo stesso anche negli orari in cui gli operatori non sono disponibili? Far pagare il consumatore per ascoltare una registrazione è corretto? Usando il Covid? Perché, infine, il sito del Codacons chiedeva contributi privati alla propria associazione con annunci che li facevano passare come fondi per la battaglia contro il Coronavirus? E perché il Codacons ha ritirato gli annunci non appena Fedez ha denunciato quell’ ambiguità? Vede Rienzi – conclude Calenda – o lei riesce a rispondere a queste domande, o il Ministero dello Sviluppo Economico riesce ad indagare sulle cose che abbiamo detto, o qualcuno si farà parte per capire perché tutte queste cose avvengono, oppure purtroppo la credibilità del Codacons è piuttosto bassa».

    (Sito) Adnkronos, 07/07/2020 20:21
    Duro scontro Calenda-Codacons
    “Molte zone d’ ombra, alle quali il Codacons dovrebbe rispondere pubblicamente se vuole essere fedele al principio di trasparenza, non solo che promette ma che minaccia di far rispettare”. E’ scontro tra Carlo Calenda e il Codacons: il leader di Azione ha pubblicato un video su Twitter in cui chiede conto al movimento dei Consumatori del suo operato, attraverso una serie di domande volte a indagare sull’ attività dell’ Associazione e annunciando che le questioni poste saranno oggetto di una lettera al ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli e di un’ interrogazione parlamentare. Dai “bilanci non aggiornati”, all’ ammontare “delle spese legali del Codacons, e tra chi sono state ripartite”, dalle pagine del sito dell’ Associazione “ferme agli anni scorsi” fino a questioni decisamente più consistenti. “Perché, come ha scritto il Fatto Quotidiano, nel 2018 ha rinunciato alla costituzione di parte civile nel processo nel processo agli ex dirigenti del Monte dei Paschi di Siena?”, chiede Calenda, evidenziando che nello stesso periodo la banca “ha firmato una transazione da 732mila euro con lo stesso Codacons?”. Ancora, il leader di Azione chiede quali siano “i rapporti tra Codacons e Autostrade per l’ Italia”, anche in considerazione “delle poche critiche nei confronti di Autosrtrade e anche nei confronti di eventi controversi come il crollo del Ponte Morandi”. A stretto giro arriva anche la replica del Codacons. “Il Codacons accetta la sfida e domani risponderà punto per punto alle insinuazioni – più che domande – di Carlo Calenda che, totalmente ossessionato dal Codacons ai limiti dello stalking, ha pubblicato oggi un lungo video sull’ associazione”, spiega l’ Associazione. “Non abbiamo alcun problema a rispondere ai quesiti posti dal leader di Azione, domande che purtroppo dimostrano l’ ignoranza di Calenda e fanno capire perché molti lo definiscono il peggior ministro della Repubblica Italiana – affonda il Codacons – Tuttavia avvisiamo Calenda che anche noi, nel replicare, faremo qualche domanda all’ ex Ministro, non solo sulla sua persona ma anche sul suo partito e sulle fonti di finanziamento dello stesso”. “Apprezziamo lo sforzo del leader di Azione di aver preparato un testo per evitare l’ ennesima denuncia, ma anche stavolta – come in tutto il suo mandato da Ministro dello sviluppo economico – ha fallito, e considerate la falsità delle affermazioni odierne, riceverà l’ ennesima querela”, conclude l’ Associazione. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

    ilmattino.it, 07/07/2020 20:09
    Calenda contro il Codacons: «Troppe zone d’ ombra, dov’ è la trasparenza?»
    «Molte zone d’ ombra, alle quali il Codacons dovrebbe rispondere pubblicamente se vuole essere fedele al principio di trasparenza, non solo che promette ma che minaccia di far rispettare». È scontro tra Carlo Calenda e il Codacons: il leader di Azione ha pubblicato un video su Twitter in cui chiede conto al movimento dei Consumatori del suo operato, attraverso una serie di domande volte a indagare sull’ attività dell’ Associazione e annunciando che le questioni poste saranno oggetto di una lettera al ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli e di un’ interrogazione parlamentare. APPROFONDIMENTI LA POLITICA Decreto Rilancio, salta l’ approvazione dopo i rilievi della…

    AgenPress, 07/07/2020 18:53
    Codacons: per piccoli negozi è Caporetto. Vendite -18,8% a maggio
    agenpress. i dati sulle vendite al dettaglio di maggio attestano una vera e propria ‘caporetto’ per i piccoli negozi. lo afferma il codacons, commentando i numeri diffusi oggi dall’ istat. ‘i piccoli esercizi commerciali hanno registrato un calo record del vendite del -18,8% su base annua, che raggiunge il picco del -25,3% per i negozi non []
    AgenPress . I dati sulle vendite al dettaglio di maggio attestano una vera e propria ‘Caporetto’ per i piccoli negozi. Lo afferma il Codacons, commentando i numeri diffusi oggi dall’ Istat. ‘I piccoli esercizi commerciali hanno registrato un calo record del vendite del -18,8% su base annua, che raggiunge il picco del -25,3% per i negozi non alimentari – spiega il presidente Carlo Rienzi – Di tale crollo ha beneficiato l’ e-commerce, che a maggio registra una crescita delle vendite addirittura del +41,7%. Una situazione che mina la sopravvivenza stessa dei piccoli negozi in Italia, e che deve essere affrontata con urgenza dal Governo’. ‘Ribadiamo la necessità di misure per incentivare gli acquisti e sostenere il commercio, a partire dal taglio dell’ Iva che potrebbe dare nuovo impulso ai consumi attraverso una riduzione dei prezzi e una concorrenza allo shopping online’ – conclude Rienzi.

    Salerno Today, 07/07/2020 18:37
    Fonderie Pisano, rinviata l’ udienza ad ottobre: nuova denuncia in Procura
    l’ avvocato marchetti (codacons): “solo ieri si registravano fumi e polveri provenienti dalle fonderie pisano ampiamente documentate e filmate”
    Si è tenuta, oggi,l’ udienza delle repliche dei pubblici ministeri dinanzi al Gup Zambrano del tribunale di Salerno per le Fonderie Pisano , dove il Codacons , presente con l’ avvocato Matteo Marchetti , è costituito parte civile insieme ad altre 50 persone.Il processo è stato rinviato al 20 ottobre prossimo . “Ora si spera che effettivamente da quella data possa attendersi solo il dispositivo” dichiara Marchetti. Anche perché – denuncia – “solo ieri si registravano fumi e polveri provenienti dalle Fonderie Pisano ampiamente documentate e filmate”. Per questo il Codacons presenterà un’ altra denuncia alla Procura della Repubblica di Salerno .

    LaVoceDelTrentino, 07/07/2020 17:50
    Firmato oggi il «Protocollo per il contrasto all’ abusivismo commerciale e al lavoro nero»
    oggi, martedì 7 luglio, alle ore 11.30, nellaprestigiosa cornice della sala depero del palazzo della provincia autonoma di trento ha avuto luogo, alla presenza del commissario del governo sandro lombardi, la cerimonia della sottoscrizione del protocollo a tutela dell’ economia legale, per il contrasto alla commercializzazione di prodotti contraffatti, al lavoro nero e all’ abusivismo commerciale l’ accordoè []
    Oggi, martedì 7 luglio, alle ore 11.30 , nella prestigiosa cornice della Sala Depero del palazzo della Provincia Autonoma di Trento ha avuto luogo, alla presenza del Commissario del Governo Sandro Lombardi, la cerimonia della sottoscrizione del protocollo a tutela dell’ economia legale, per il contrasto alla commercializzazione di prodotti contraffatti, al lavoro nero e all’ abusivismo commerciale L’ accordo è stato siglato tra i massimi rappresentanti di Istituzioni pubbliche, Enti, Sindacati, Associazioni di Categoria, d’ imprese e di consumatori, Consorzi di produttori del Trentino e non solo, tra i quali, in particolare, oltre al Comandante Regionale Trentino – Alto Adige della Guardia di Finanza, Gen. B. Ivano Maccani, il Presidente della Provincia Autonoma Maurizio Fugatti, il Procuratore Distrettuale della Repubblica di Trento Sandro Raimondi, il Procuratore della Repubblica di Rovereto Aldo Celentano, il Presidente della Camera di Commercio Giovanni Bort, il Rettore dell’ Università degli Studi di Trento Paolo Collini ed altre 17 autorità. Questo Protocollo rappresenta un unicum a livello nazionale, per numero e qualità degli attori coinvolti, nonché per l’ ambizioso obiettivo che intende perseguire in quanto, con un approccio trasversale, mira a tutelare nel suo complesso l’ economia sana da fenomeni di infiltrazione della criminalità economico – finanziaria ed altri illeciti intimamente correlati, quali la contraffazione in tutte le sue accezioni, il lavoro nero/irregolare ed il ‘ caporalato ‘, così come fortemente auspicato dal territorio trentino. Pubblicità Pubblicità Insieme agli attori sopra citati hanno preso parte alla firma dell’ accordo anche i Direttori di INPS ed INAIL , i Presidenti nazionali di Codacons e Indicam, i Presidenti del Centro di Ricerca e Tutela dei Consumatori e degli Utenti del Trentino, del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, del Consorzio Tutela Vini del Trentino, della Federazione Trentina della Cooperazione, dell’ Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini, di Coldiretti, di CIA, di Confagricoltura, di AcliTerra e dell’ Associazione Contadini Trentini, nonché i Segretari provinciali di CGIL, CISL e UIL, anche in veste di rappresentanti di Federconsumatori, Adiconsum e ADOC. Questo ”Patto’ a t utela dell’ economia legale, per il contrasto alla commercializzazione di prodotti contraffatti e pericolosi, al lavoro nero/irregolare e all’ abusivismo commerciale’ rappresenta un unicum a livello nazionale, per numero ed entità degli attori coinvolti, nonché per gli ambiziosi obiettivi che intende perseguire in quanto, con un approccio trasversale, mira a tutelare nel suo complesso l’ economia sana da fenomeni di infiltrazione della criminalità economico – finanziaria ed altri illeciti intimamente correlati, quali la contraffazione in tutte le sue accezioni, il lavoro nero e irregolare ed il ‘caporalato’, così come fortemente auspicato dal territorio trentino. L’ iniziativa, partendo da un dato di fatto, ovvero ‘chi meglio di chi vive il territorio conosce i problemi che lo caratterizzano ‘ e dalla constatazione delle oggettive difficoltà per commercianti, agricoltori, artigiani, industriali, ecc. di sapere come, a chi e quando comunicare una situazione illecita, talvolta esponendosi al rischio di ritorsioni, ed ispirandosi anche ad una sempre più crescente ‘domanda di sicurezza ‘, si pone l’ obiettivo di poter disporre e valorizzare sul territorio ‘ sensori ‘ qualificati, quali, in particolare, le associazioni di categoria, gli Enti Locali, i Sindacati, le Associazioni a tutela dei consumatori, ecc., tutelando, nel contempo, l’ identità dei segnalanti. Pubblicità Pubblicità Altra peculiarità del progetto risiede nel coinvolgimento del mondo accademico trentino , non solo in termini di attrezzature e laboratori per le verifiche tecniche sui prodotti oggetto di accertamento, ma di ricerca scientifica, applicazione di metodi innovativi e nuove tecnologie investigative, inclusa l’ analisi di informazioni tramite algoritmi evoluti. L’ accordo, oltre allo scambio di informazioni, al supporto alle indagini, al raccordo investigativo ed all’ assistenza logistica, tecnica e tecnologico – scientifica da parte della Provincia Autonoma, della Camera di Commercio e dell’ Università di Trento, prevede la promozione di una vera e propria ‘cultura della legalità’, attraverso iniziative di formazione ed informazione rivolte ad imprese, associati, consumatori, utenti, studenti e cittadini in generale, nonché l’ esecuzione di attività ispettive congiunte, soprattutto in relazione a fenomeni particolarmente complessi, concernenti il lavoro nero, con INPS e INAIL. Un ruolo centrale assumerà la ‘ Cabina di Regia’ , presso il Comando Regionale della Guardia di Finanza del Trentino – Alto Adige, con il compito di elaborare, gestire, analizzare, approfondire ed integrare le segnalazioni di illeciti preventivamente filtrate dalla Camera di Commercio, dalle Associazioni di Categoria e Sindacali e dalla Provincia di Trento, per trasformarle in preziosi spunti d’ indagine, per i Reparti della Guardia di Finanza dislocati sul territorio e le Procure della Repubblica. Ancor prima della stipula sono già pervenute numerose segnalazioni riflettenti situazioni anomale , d’ interesse sia sotto il profilo di possibili operazioni di riciclaggio che, nel delicato contesto del caporalato, del lavoro nero e/o irregolare. In tale ottica, la Camera di Commercio di Trento ha già istituito, nel 2019, uno specifico ‘Sportello sicurezza’ , a disposizione di imprese, artigiani, agricoltori ecc.., al fine di raccogliere le segnalazioni provenienti dai ‘sensori’, renderle ‘qualificate’ ed inoltrarle alla ‘Cabina di Regia’. Analogo sportello è in fase di attivazione, presso la Provincia Autonoma di Trento, per convogliare le segnalazioni degli Enti Locali, Sindacati, Associazioni di categoria e di tutela dei consumatori. L’ analisi dei dati e delle notizie già pervenuti ha permesso ai Reparti operativi di avviare delle attività ispettive, conclusesi con importanti risultati, e di stroncare, sul nascere, alcuni fenomeni illeciti, connessi, per lo più, all’ illecita somministrazione e/o impiego di manodopera, nonché di individuare possibili tentativi di infiltrazione, nel tessuto economico trentino, da parte di soggetti di etnia est-europe. Queste preliminari risultanze testimoniano la ‘bontà’ dell’ accordo, sia in termini di tempestività – in quanto garantisce la possibilità di conoscere e combattere, sul nascere, le manifestazioni di illegalità, che tentano di radicarsi nel territorio -, che di concreta attuazione della complessiva strategia, volta al contrasto di ogni forma di illegalità economico-finanziaria e di infiltrazione della criminalità, mirando a ricostruirne ed a colpirne gli interessi finanziari, economici ed imprenditoriali. L’ essere giunti a concretizzare questo strategico progetto, in questa delicata fase di progressiva ripresa delle attività economiche, ne aumenta l’ assoluta rilevanza rispetto allo scenario che va a profilarsi, contraddistinto dall’ urgente necessità di tutelare la sicurezza economico finanziaria a salvaguardia del ‘sistema Paese ‘, nella delicata fase post emergenza. Per essere più efficaci di fronte ad un ‘nemico’ che cerca di ramificarsi, anche la nostra risposta si è ramificata, collegando una molteplicità di professionalità, energie, informazioni e perseguendo strategie investigative innovative. Le regole sono chiare, vanno rispettate e sono valide per tutti . Con questo protocollo, sul rispetto delle regole, vigila un’ intera comunità, con la quale la criminalità economico-finanziaria cerca di confondersi, nella quale cerca di infiltrarsi. ‘Esprimo grande apprezzamento per l’ accordo che viene firmato a Trento in materia di lotta alla contraffazione, un fenomeno che, secondo l’ Unione europea, costa all’ Italia oltre 10 miliardi di euro di fatturato l’ anno’, – dichiara dopo la firma dell’ accordo il presidente di Unioncamere e Confcommercio Carlo Sangalli. E ancora: ‘La collaborazione tra istituzioni in questo settore è fondamentale. La contraffazione costituisce una minaccia sempre più grave per le imprese e i consumatori e infligge grandi perdite in particolare al made in Italy, alle eccellenze italiane. La lotta alla contraffazione è uno dei compiti istituzionali delle Camere di commercio, perché questo fenomeno inquina le regole del mercato e penalizza gli imprenditori onesti. In particolare, con i Comitati provinciali per la lotta alla contraffazione le Camere effettuano una preziosa attività di monitoraggio e promuovono progetti di sensibilizzazione e programmi operativi per supportare le imprese e i cittadini. Porteremo all’ attenzione del mondo imprenditoriale questa interessante iniziativa, per alimentare sempre più la cultura della legalità’.
    redazione trento

    Agenzia Giornalistica Opinione, 07/07/2020 17:28
    Codacons * REDDITO CITTADINANZA: « IL FLOP DEI ‘NAVIGATOR’ FINISCE AL VAGLIO DELLA CORTE DEI CONTI, CHIEDiamo DI ACCERTARE SPRECO SOLDI PUBBLICI E DANNO ERARIALE »
    il flop dei ‘navigator’, la nuova figura professionale prevista nel decreto del reddito di cittadinanza 2019 per aiutare i cittadini a trovare un lavoro, finisce all’ attenzione della corte dei conti. il codacons ha presentato infatti un esposto alla magistratura contabile affinché avvii una indagine su quello che sembra essere a tutti gli effetti uno spreco []
    Il flop dei ‘Navigator’, la nuova figura professionale prevista nel decreto del Reddito di Cittadinanza 2019 per aiutare i cittadini a trovare un lavoro, finisce all’ attenzione della Corte dei Conti. Il Codacons ha presentato infatti un esposto alla magistratura contabile affinché avvii una indagine su quello che sembra essere a tutti gli effetti uno spreco di soldi pubblici. Un’ indagine giornalistica condotta dal quotidiano Repubblica ha evidenziato che ad un anno dal concorso e dalla successiva assunzione di 2.980 navigator gli stessi sarebbero rimasti ‘inutilizzati’ o impiegati in attività parallele, come assistenti tecnici – spiega il Codacons – Della loro assunzione e successiva collocazione si sarebbe dovuta occupare la Società ANPAL Servizi S.p.A., società in totale controllo pubblico che opera nel campo delle politiche attive del lavoro. Allo stato attuale, tuttavia, non vi sarebbe stato alcun monitoraggio delle attività fino ad ora svolte né della loro formazione, come dichiarato da alcuni funzionari delle varie strutture pubbliche dislocate in Italia. La piattaforma My Anpal all’ uopo predisposta c’ è, ma solo ‘a livello di prototipo’, le aziende non la usano per pubblicare le offerte di lavoro e non serve neanche a monitorare i navigator. A fallire, quindi, sembra essere stato il progetto di riforma dei centri per l’ impiego legato al reddito di cittadinanza, per il quale è stato investito 1 miliardo di euro con la Legge di Bilancio del 2019, cui si aggiunge la figura dei navigator nata proprio per supportare i Centri per l’ impiego ma che, nei fatti, ad oggi risulta inutilizzata e con essa tutte le politiche attive dell’ Anpal a causa – anche – dell’ emergenza sanitaria. Per tale motivo con un esposto alla Corte dei Conti il Codacons ha chiesto di verificare se le condotte attuate possano costituire ipotesi di danno erariale e accertare se nell’ ambito del piano di assunzioni e successivo collocamento di 2980 ‘navigator’ dislocati su tutto il territorio italiano sia stato garantito e rispettato l’ impiego funzionale ed efficiente delle pubbliche sostanze e l’ equilibrio economico finanziario delle gestioni pubbliche nel rispetto del più ampio principio di buon andamento della Pubblica Amministrazione.

    Zoom 24, 07/07/2020 17:10
    Dati Istat sul commercio, allarme Codacons: “Caporetto per i piccoli negozi”
    “I dati diffusi oggi dall’ Istat attestano una vera e propria ‘Caporetto’ per i piccoli negozi e il rischio fallimento per migliaia di attività e aziende che non potrà essere evitato se il Governo non adotterà misure immediate per contrastare gli effetti del coronavirus”. E’ quanto sostiene in una nota il Codacons dopo la pubblicazione del rapporto pubblicato dall’ Istat. “Da un lato ci sono i piccoli esercizi commerciali hanno registrato un calo record delle vendite del -18,8% su base annua, dall’ altro ristoranti, alberghi, e attività varie che vanno verso la chiusura, non riuscendo a far fronte alle conseguenze del Covid”, spiega il presidente Carlo Rienzi. “Una situazione – continua – che mina la sopravvivenza stessa di migliaia di aziende in Italia, con ripercussioni immense sul fronte dell’ occupazione e del Pil. Il Governo deve subito correre ai ripari con misure per incentivare gli acquisti e sostenere il commercio e le attività produttive, a partire dal taglio dell’ Iva che potrebbe dare nuovo impulso ai consumi e ridurre i costi per le imprese”.

    Agenzia Giornalistica Opinione, 07/07/2020 16:27
    PROVINCIA AUTONOMA TRENTO * protocollo “Collaborare per la legalità”: ” oggi la firma, Assieme pubblico e privato ”
    assieme pubblico e privato. collaborare per la legalità: oggi la firma di un protocollo. se l’ illegalità si organizza, anche la risposta a questo fenomeno deve essere organizzata, e corale. al diffondersi della cultura della legalità possono inoltre contribuire sia le istituzioni che i privati. sono alcuni dei temi emersi durante la presentazione, questa mattina in []
    Assieme pubblico e privato. Collaborare per la legalità: oggi la firma di un protocollo. Se l’ illegalità si organizza, anche la risposta a questo fenomeno deve essere organizzata, e corale. Al diffondersi della cultura della legalità possono inoltre contribuire sia le istituzioni che i privati. Sono alcuni dei temi emersi durante la presentazione, questa mattina in sala Depero del palazzo della Provincia a Trento, di un protocollo per la tutela dell’ economia legale attraverso la lotta al commercio di prodotti contraffatti e pericolosi ed il contrasto al lavoro nero o irregolare, all’ abusivismo commerciale ed ai tentativi di infiltrazione della criminalità economico – finanziaria. Il documento impegna istituzioni pubbliche, enti, sindacati, associazioni di categoria, d’ imprese e di consumatori, consorzi di produttori del Trentino e non solo. “Si tratta – ha spiegato il presidente Maurizio Fugatti – di un’ iniziativa che dimostra una notevole unità a tutti i livelli istituzionali e associativi, su una tematica molto importante per l’ intera collettività. Oggi, infatti, sottoscriviamo un patto per la legalità. Si è lavorato molto, tutti hanno potuto condividere questo protocollo per renderlo sensibile a tutte le esigenze che oggi sono qui rappresentante. Credo che oggi l’ autonomia trentina faccia un passo avanti. Legalità e lotta alla contraffazione e al lavoro nero sono temi sui quali le istituzioni devono avere la giusta sensibilità, che si può ottenere dialogando con tutti gli attori coinvolti, a qualunque grado. Credo che oggi stiamo facendo proprio questo. Anche sul tema delle infiltrazioni, se facciamo squadra tutti insieme, sapremo dare una risposta forte alla collettività. Anche in questa occasione l’ autonomia trentina è riuscita a dimostrare cosa significa fare squadra e lavorare come un sistema’. L’ accordo, che comprende anche il contributo delle competenze presenti nel mondo accademico trentino, prevede lo scambio di informazioni, il supporto alle indagini, l’ assistenza logistica e tecnologico – scientifica. Sul fronte della cultura della legalità prevede inoltre la realizzazione di iniziative di formazione ed informazione per la cittadinanza, ma anche attività ispettive congiunte, in particolare con la collaborazione di INPS e INAIL, in relazione a fenomeni di lavoro nero particolarmente complessi. Presso il Comando Regionale della Guardia di Finanza del Trentino – Alto Adige, viene istituita una ‘Cabina di Regia’ che dovrà analizzare le segnalazioni di illeciti trasformandole in spunti d’ indagine per i reparti territoriali della Guardia di Finanza e per le Procure della Repubblica. Il Comandante Regionale Trentino – Alto Adige della Guardia di Finanza, Generale di Brigata Ivano Maccani ha posto l’ attenzione su come ‘la lotta alla criminalità economico – finanziaria si può e si deve vincere anche con l’ innovazione. Fare squadra con gli attori della società civile – ha detto – e coniugare le strategie investigative con la ricerca scientifica per fare un salto di qualità nella tutela dell’ economia legale, nel contrasto alla commercializzazione di prodotti contraffatti, al lavoro nero, all’ abusivismo commerciale e al riciclaggio, è il senso del protocollo firmato oggi a Trento. Uno dei filoni messi in campo, riguarda l’ analisi avanzata di dati online e l’ esplorazione del , sempre più nuova frontiera dei traffici illeciti e vetrina attraente anche per le organizzazioni criminali’. Il Procuratore Distrettuale Sandro Raimondi si è dichiarato “soddisfatto di questa collaborazione tra pubblico e privato perché solo così si possono sconfiggere il lavoro nero, la contraffazione, le nuove forme di caporalato”. “Il nostro impegno – ha aggiunto – è di frontiera per la legalità e la prevenzione del fenomeno della criminalità organizzata. Il protocollo oggi siglato va in questa direzione ed il contributo di tutte le forze presenti è fondamentale. Noi siamo vicini alle istituzioni, non siamo un potere ma siamo un servizio per la collettività, per la tutela di chi vuole lavorare bene, di chi vuole far prosperare questa Provincia”. Nel portare il suo saluto il Commissario del Governo per la Provincia di Trento Sandro Lombardi ha rimarcato l’ importanza di mettere a fattor comune il patrimonio di conoscenze per combattere la criminalità e creare così le condizioni affinché l’ economia trentina sia florida e immune da illegalità. Assieme alla Provincia Autonoma di Trento, alla Procura Distrettuale della Repubblica di Trento, alla Procura della Repubblica di Rovereto e al Comando Regionale Trentino-Alto Adige della Guardia di Finanza, il protocollo impegna la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Trento, l’ Istituto Nazionale della Previdenza Sociale – Direzione Regionale Trentino-Alto Adige, l’ Istituto Nazionale per l’ Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro – Dir. Prov. Trento, l’ Università degli Studi di Trento, il CODACONS – Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, il CRTCU – Centro di Ricerca e Tutela dei Consumatori e degli Utenti, INDICAM – Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione, il Consorzio per la tutela dei Vini Valpolicella, il Consorzio di tutela Vini del Trentino, la Federazione Trentina della Cooperazione, l’ Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini (APOT s.c.a), i sindacati CGIL, CISL, UIL del Trentino, anche per conto delle proprie associazioni di tutela dei consumatori, rispettivamente Federconsumatori, Adiconsum, ADOC, Cia, Coldiretti, Confagricoltura del Trentino, AcliTerra e l’ Associazione Contadini trentini. Un plauso all’ iniziativa è giunto dal presidente di Unioncamere Carlo Sangalli. ‘Esprimo grande apprezzamento per l’ accordo che viene firmato a Trento in materia di lotta alla contraffazione, un fenomeno che, secondo l’ Unione europea, costa all’ Italia oltre 10 miliardi di euro di fatturato l’ anno’, dichiara il presidente Carlo Sangalli. ‘La collaborazione tra istituzioni in questo settore è fondamentale. La contraffazione costituisce una minaccia sempre più grave per le imprese e i consumatori e infligge grandi perdite in particolare al made in Italy, alle eccellenze italiane. La lotta alla contraffazione è uno dei compiti istituzionali delle Camere di commercio, perché questo fenomeno inquina le regole del mercato e penalizza gli imprenditori onesti. In particolare, con i Comitati provinciali per la lotta alla contraffazione le Camere effettuano una preziosa attività di monitoraggio e promuovono progetti di sensibilizzazione e programmi operativi per supportare le imprese e i cittadini. Porteremo all’ attenzione del mondo imprenditoriale questa interessante iniziativa, per alimentare sempre più la cultura della legalità’.

    FanPage, 07/07/2020 15:34
    Codacons chiede rimozione di 365 giorni su Netflix: “Esalta stupro e violenza”
    dopo le proteste della cantante duffy, si è mosso anche il codacons
    Non trova pace il film Netflix “365 giorni” con Michele Morrone. Dopo le proteste della cantante Duffy , si è mosso anche il Codacons. L’ Associazione ha attaccato Netflix perché “esalta violenza, rapimento, stupro e degrada la donna in modo inaccettabile”. Così, il film tratto dal primo libro della trilogia erotica della polacca Blanka Lipinska continua a essere al centro delle polemiche. La richiesta del Codacons Attraverso le parole del presidente Marco Donzelli, il Codacons traccia un profilo del film giudicandolo pericoloso e richiedendo a Netflix l’ immediata rimozione dalla piattaforma. Il film tocca temi estremamente seri, ma lo fa in modo inaccettabile banalizzando la violenza, lo stupro e il rapimento. Non vogliamo parlare della qualità del prodotto (fortemente discussa anche da pubblico e critica) ma dei temi che il film affronta. La storia è una mancanza di rispetto inaccettabile nei confronti della donna, verso tutte le vittime di violenza, di rapimento e di violenza sessuale, e verso l’ intero genere umano. Ci uniamo all’ appello della cantante Duffy, permettere la trasmissione di questo film è negligente e pericoloso, oltre che fortemente irrispettoso. Chiediamo dunque l’ immediata rimozione del film dalla piattaforma. La trama di 365 giorni ” 365 giorni ” è disponibile su Netflix dal 7 giugno e da allora è stabilmente in cima ai più visti della piattaforma. Considerato come la risposta polacca a “Cinquanta sfumature di grigio”, il film è ispirato a una trilogia di libri scritta da Blanka Lipiska. Il nostro Michele Morrone interpreta Massimo Torricelli, figlio di un mafioso siciliano che alla morte del padre si ritrova a gestire i traffici della famiglia. L’ incontro con Laura, una donna in carriera e affamata di successo, interpretata da Anna-Maria Sieklucka, cambierà per sempre le loro esistenze. Il film è considerato “quanto più vicino a un porno su Netflix” da Decider. I 365 giorni del titolo sarebbe il tempo che la manager polacca trascorrerà con il rampollo della famiglia mafiosa tra lussi di ogni tipo, violenze sessuali e scene spinte e oltre il limite della decenza cinematografica.

    (Sito) Adnkronos, 07/07/2020 15:24
    Codacons contro 365 Days: “Netflix tolga il film”
    Il Codacons chiede l’ immediata rimozione dalla piattaforma di streaming Netflix del film ‘365 days’, pellicola polacca del 2020, tra le più viste sulla piattaforma. Il motivo? La pellicola “tocca temi estremamente seri, ma lo fa in modo inaccettabile -spiega il Codacons- banalizzando la violenza, lo stupro e il rapimento. Non vogliamo parlare della qualità del prodotto (fortemente discussa anche da pubblico e critica) ma dei temi che il film affronta”. Il film tratto dal primo libro della trilogia erotica della scrittrice polacca Blanka Lipinska, tra thriller e sesso estremo racconta la storia di un uomo, Massimo, e di una giovane donna di nome Laura, che l’ uomo rapisce costringendola a stare con lui un anno, 365 giorni, appunto, per innamorarsi di lui. L’ intera storia “è una mancanza di rispetto inaccettabile verso la condizione della donna, verso tutte le vittime di violenza, di rapimento e di violenza sessuale, e verso l’ intero genere umano -afferma il Presidente del Codacons Marco Donzelli- Ci uniamo all’ appello lanciato dalla cantante Duffy, permettere la trasmissione di questo film è negligente e pericoloso, oltre che fortemente irrispettoso. Chiediamo dunque l’ immediata rimozione del film dalla piattaforma.” RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

    Helpconsumatori, 07/07/2020 15:23
    Azioni Ubi Banca, Intesa Sanpaolo incontra le associazioni dei consumatori
    durante l’ evento sono stati richiamati gli elementi essenziali dell’ offerta pubblica di azioni ubi banca, indicati nei documenti informativi pubblicati e a disposizione del mercato
    Intesa Sanpaolo ha oggi incontrato le Associazioni dei consumatori aderenti al CNCU* (Consiglio Nazionale Consumatori Utenti riconosciuto dal Ministero dello Sviluppo Economico) con riferimento alla Offerta pubblica di scambio promossa da Intesa Sanpaolo sulle azioni ordinarie di UBI. L’ incontro Durante l’ evento sono stati richiamati gli elementi essenziali dell’ operazione, indicati nei documenti informativi relativi all’ OPS pubblicati e a disposizione del mercato, con particolare riferimento alla possibilità per i piccoli risparmiatori di aderire all’ offerta scambiando 10 azioni ordinarie di UBI Banca con 17 azioni ordinarie di nuova emissione Intesa Sanpaolo. Il periodo di adesione è stato avviato il 6 luglio e si concluderà il 28 luglio, salvo proroghe. Le Associazioni dei Consumatori hanno dichiarato di volersi rendere parte attiva in merito alla trasparenza di tutta l’ operazione , vigilando attraverso le proprie reti e favorendo la libertà di adesione all’ OPS per le azioni Ubi Banca da parte dei piccoli azionisti risparmiatori. Oltre all’ esposizione della significativa creazione di valore per gli azionisti, per i dipendenti e per i clienti sono stati affrontati, tra gli altri, sempre come indicato nei documenti informativi relativi all’ OPS pubblicati e a disposizione del mercato, temi quali la creazione di 4 nuove Direzioni regionali a Bergamo, Brescia, Cuneo e Bari, ciascuna con una rete di alcune centinaia di filiali ad elevata autonomia creditizia e autonomia gestionale, la creazione di un centro di eccellenza a Pavia per l’ agricoltura che coordinerà tutte le attività del Gruppo in questo settore. Sarà inoltre costituita una Impact Bank Leader con nuove unità basate a Brescia, Bergamo e Cuneo. Intesa Sanpaolo e i consumatori Negli ultimi tempi i l rapporto tra Associazioni dei Consumatori e Intesa Sanpaolo si è ulteriormente arricchito attraverso la condivisione di un protocollo di lavoro comune, “Innoviamo le Relazioni”, basato su incontri operativi sulle tematiche di maggior interesse a ulteriore vantaggio della tutela e della trasparenza per i nuovi clienti. Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, ha così commentato: “Il costante dialogo con le Associazioni dei Consumatori ci ha aiutato in questi anni ad innovare e riqualificare l’ interazione con i clienti-consumatori che insieme ai dipendenti per Intesa Sanpaolo rappresentato l’ asset principale. Oggi abbiamo voluto richiamare le ragioni sottostanti l’ Ops; un’ operazione che riteniamo fondamentale per realizzare un Gruppo ai vertici del settore in Europa con una forte leadership domestica a servizio delle famiglie e delle imprese capace di valorizzare i territori e le comunità locali.” MCD: “Incontro positivo ma vigileremo sulla trasparenza dell’ operazione” MDC ha apprezzato l’ approfondita esposizione da parte dei dirigenti di Intesa delle condizioni offerte ai risparmiatori UBI per l’ OPS e insieme con le altre associazioni ha assicurato il massimo impegno a garanzia della trasparenza dell’ operazione e della più completa informazione per i risparmiatori che volessero valutare l’ opportunità di aderire. L’ associazione esprime preoccupazione per segnalazioni arrivate da più parti di manovre di vero e proprio boicottaggio dell’ OPS, con insufficiente pubblicizzazione dei contenuti, difficoltà burocratiche e modulistica complicata e di non facile reperimento. MDC è impegnata a segnalare alle Autorità di vigilanza ogni comportamento che danneggi i risparmiatori e si augura che l’ operazione si svolga nella dovuta correttezza e trasparenza. *ACU, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Asso-Consum, Assoutenti, Associazione Utenti Radio Tv, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, UdiCon, Unione Nazionale Consumatori.

    Punto Agro News, 07/07/2020 15:19
    Fonderie Pisano: il Codacons si costituisce parte civile e rappresenta anche altre 50 persone fisiche dimensione font + –
    Si è tenuta in data odierna l’ udienza delle repliche dei PP.MM. innanzi al GUP Dott.ssa Zambrano per le Fonderie Pisano, dove il Codacons presente con l’ Avv. Matteo Marchetti è costituito parte civile insieme ad altre 50 persone fisiche. Rinviato il processo al 22/10/2020 ora si spera che effettivamente da quella data possa attendersi solo il dispositivo. Solo ieri, infatti, si registravano fumi e polveri provenienti dalle Fonderie Pisano ampiamente documentate e filmate per cui il Codacons presenterà alla Procura della Repubblica un’ altra denuncia nel più breve tempo possibile.

    AGR Agenzia Giornalistica Radiotelevisiva, 07/07/2020 15:16
    CODACONS: Presenta esposto alla procura della repubblica
    Nuova frontiera del contrabbando: veicoli di lusso immatricolati in Svizzera al fine di non pagare bollo ed IVA Guardia di Finanza di Oria (AGR) Como: la Guardia di Finanza di Oria da gennaio ad oggi ha sequestrato 7 auto di varie marche e uno scooter, tutti immatricolati in Svizzera e guidati da persone residenti in Italia. Tra i vari veicoli sequestrati vi sono: Jeep Cherokee, Audi A3. Si tratta di un vero e proprio contrabbando: cittadini italiani compravano auto di lusso in paesi extra Unione Europea per non pagare bollo, assicurazione RCA e altre imposte. Sono 7 i trasgressori segnalati all’ Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Como. Guardia di Finanza ‘La gravità del contrabbando è sotto gli occhi di tutti. Proprio per contrastare tale attività delinquenziale sono state emanate varie leggi per combatterlo. Partendo dalla convinzione che un efficace modo di contrastare il contrabbando sta nell’ allontanare il più possibile il consumatore dal mercato illegale – commenta il Presidente del Codacons Marco Donzelli. Per tali ragioni il Codacons presenta esposto alla Procura della Repubblica.”
    agr redazione

    LAdigetto, 07/07/2020 14:46
    Collaborare tutti insieme per la legalità in economia e lavoro
    Firmato un protocollo d’ intesa a tutela dell’ economia legale, contro i prodotti contraffatti e pericolosi, il lavoro irregolare e all’ abusivismo commerciale Tutelare l’ economia legale attraverso la lotta al commercio di prodotti contraffatti e pericolosi ed il contrasto al lavoro nero o irregolare, all’ abusivismo commerciale e ai tentativi di infiltrazione della criminalità economico finanziaria, sono gli obiettivi del patto alla legalità firmato oggi, sotto forma di un Protocollo d’ intesa, nella Sala Depero, del palazzo della Provincia autonoma di Trento, alla presenza del Commissario del Governo, dai massimi rappresentanti di Istituzioni pubbliche, Enti, Sindacati, Associazioni di Categoria, d’ imprese e di consumatori, Consorzi di produttori del Trentino e non solo, tra i quali, in particolare, il Presidente della Provincia Autonoma, i Procuratori della Repubblica di Trento e di Rovereto, il Comandante Regionale della Guardia di Finanza, il Presidente della Camera di Commercio ed il Rettore dell’ Università degli Studi di Trento. Con loro, hanno preso parte alla firma dell’ accordo anche i Direttori di INPS ed INAIL, i Presidenti nazionali di Codacons e Indicam, i Presidenti del Centro di Ricerca e Tutela dei Consumatori e degli Utenti del Trentino, del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, del Consorzio Tutela Vini del Trentino, della Federazione Trentina della Cooperazione, dell’ Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini, di Coldiretti, di CIA, di Confagricoltura, di AcliTerra e dell’ Associazione Contadini Trentini, nonché i Segretari provinciali di CGIL, CISL e UIL, anche in veste di rappresentanti di Federconsumatori, Adiconsum e ADOC. Questo «Patto» a tutela dell’ economia legale, per il contrasto alla commercializzazione di prodotti contraffatti e pericolosi, al lavoro nero/irregolare e all’ abusivismo commerciale rappresenta un unicum a livello nazionale, per numero ed entità degli attori coinvolti, nonché per gli ambiziosi obiettivi che intende perseguire in quanto, con un approccio trasversale, mira a tutelare nel suo complesso l’ economia sana da fenomeni di infiltrazione della criminalità economico finanziaria ed altri illeciti intimamente correlati, quali la contraffazione in tutte le sue accezioni, il lavoro nero e irregolare e il caporalato, così come fortemente auspicato dal territorio trentino. L’ iniziativa, partendo da un dato di fatto, ovvero «chi meglio di chi vive il territorio conosce i problemi che lo caratterizzano» e dalla constatazione delle oggettive difficoltà per commercianti, agricoltori, artigiani, industriali, ecc. di sapere come, a chi e quando comunicare una situazione illecita, talvolta esponendosi al rischio di ritorsioni, ed ispirandosi anche ad una sempre più crescente «domanda di sicurezza», si pone l’ obiettivo di poter disporre e valorizzare sul territorio sensori qualificati, quali, in particolare, le associazioni di categoria, gli Enti Locali, i Sindacati, le Associazioni a tutela dei consumatori, ecc., tutelando, nel contempo, l’ identità dei segnalanti. Altra peculiarità del progetto risiede nel coinvolgimento del mondo accademico trentino, non solo in termini di attrezzature e laboratori per le verifiche tecniche sui prodotti oggetto di accertamento, ma di ricerca scientifica, applicazione di metodi innovativi e nuove tecnologie investigative, inclusa l’ analisi di informazioni tramite algoritmi evoluti. L’ accordo, oltre allo scambio di informazioni, al supporto alle indagini, al raccordo investigativo ed all’ assistenza logistica, tecnica e tecnologico – scientifica da parte della Provincia Autonoma, della Camera di Commercio e dell’ Università di Trento, prevede la promozione di una vera e propria «cultura della legalità», attraverso iniziative di formazione ed informazione rivolte ad imprese, associati, consumatori, utenti, studenti e cittadini in generale, nonché l’ esecuzione di attività ispettive congiunte, soprattutto in relazione a fenomeni particolarmente complessi, concernenti il lavoro nero, con INPS e INAIL. Un ruolo centrale assumerà la Cabina di Regia, presso il Comando Regionale della Guardia di Finanza del Trentino Alto Adige, con il compito di elaborare, gestire, analizzare, approfondire ed integrare le segnalazioni di illeciti preventivamente filtrate dalla Camera di Commercio, dalle Associazioni di Categoria e Sindacali e dalla Provincia di Trento, per trasformarle in preziosi spunti d’ indagine, per i Reparti della Guardia di Finanza dislocati sul territorio e le Procure della Repubblica. Ancor prima della stipula sono già pervenute numerose segnalazioni riflettenti situazioni anomale, d’ interesse sia sotto il profilo di possibili operazioni di riciclaggio che, nel delicato contesto del caporalato, del lavoro nero e/o irregolare. In tale ottica, la Camera di Commercio di Trento ha già istituito, nel 2019, uno specifico «Sportello sicurezza», a disposizione di imprese, artigiani, agricoltori ecc., al fine di raccogliere le segnalazioni provenienti dai sensori , renderle qualificate ed inoltrarle alla Cabina di Regia. Analogo sportello è in fase di attivazione, presso la Provincia Autonoma di Trento, per convogliare le segnalazioni degli Enti Locali, Sindacati, Associazioni di categoria e di tutela dei consumatori. L’ analisi dei dati e delle notizie già pervenuti ha permesso ai Reparti operativi di avviare delle attività ispettive, conclusesi con importanti risultati, e di stroncare, sul nascere, alcuni fenomeni illeciti, connessi, per lo più, all’ illecita somministrazione e/o impiego di manodopera, nonché di individuare possibili tentativi di infiltrazione, nel tessuto economico trentino, da parte di soggetti di etnia est-europea e mediorientale interessati all’ acquisizione di importanti strutture turistiche. Queste preliminari risultanze testimoniano la bontà dell’ accordo, sia in termini di tempestività – in quanto garantisce la possibilità di conoscere e combattere, sul nascere, le manifestazioni di illegalità, che tentano di radicarsi nel territorio, – che di concreta attuazione della complessiva strategia, volta al contrasto di ogni forma di illegalità economico finanziaria e di infiltrazione della criminalità, mirando a ricostruirne ed a colpirne gli interessi finanziari, economici ed imprenditoriali. L’ essere giunti a concretizzare questo strategico progetto, in questa delicata fase di progressiva ripresa delle attività economiche, ne aumenta l’ assoluta rilevanza rispetto allo scenario che va a profilarsi, contraddistinto dall’ urgente necessità di tutelare la sicurezza economico finanziaria a salvaguardia del sistema Paese, nella delicata fase post emergenza. Per essere più efficaci di fronte a un nemico che cerca di ramificarsi, anche la nostra risposta si è ramificata, collegando una molteplicità di professionalità, energie, informazioni e perseguendo strategie investigative innovative. Le regole sono chiare, vanno rispettate e sono valide per tutti. Con questo protocollo, sul rispetto delle regole, vigila un’ intera comunità, con la quale la criminalità economico-finanziaria cerca di confondersi, nella quale cerca di infiltrarsi.

    Rimini Today, 07/07/2020 13:21
    Saludecio in lizza per ricevere il riconoscimento “OK Comune – Post Covid, Avanti Turismo”
    prima amministrazione della regione che ha mostrato interesse verso il progetto codacons per rilanciare il turismo
    Il comune di Saludecio (Rn) è in lizza per ricevere il riconoscimento del Codacons “OK Comune – Post Covid, Avanti Turismo”, pensato dall’ associazione per sostenere il turismo nei comuni con meno di 5000 abitanti. L’ amministrazione ha preso infatti contatti con il Codacons per ottenere il sigillo che l’ associazione assegnerà quest’ anno ai comuni che, in tema di Covid-19, si sono distinti per la sensibilità e l’ impegno concreto per il rilancio del proprio territorio e per essersi adeguati alle prescrizioni, preservando la salute dei propri cittadini e il rilancio del turismo locale, contribuendo così alla ripresa economica di tutta la comunità. Il Codacons ha proposto inoltre una convenzione a tutti i piccoli comuni dell’ Emilia Romagna finalizzata ad incrementare il Bonus vacanze varato dal Governo e attirare turisti attraverso sconti aggiuntivi non solo su pernottamenti ma anche su servizi (escursioni, mostre, noleggi, ecc.), offerte che saranno pubblicizzate attraverso una campagna social e stampa.

    larepubblica.it, 07/07/2020 13:09
    07 Luglio 2020 Stop all’ Amarone contraffatto in rete , grazie ad un sistema di intelligence online messo a punto dall’ Università degli Studi di Trento e con la cabina di regia affidata al Comando Regionale Trentino-Alto Adige della Guardia di …
    Stop all’ Amarone contraffatto in rete , grazie ad un sistema di intelligence online messo a punto dall’ Università degli Studi di Trento e con la cabina di regia affidata al Comando Regionale Trentino-Alto Adige della Guardia di Finanza . È quanto prevede il protocollo di collaborazione firmato oggi, tra gli altri, dal Consorzio Vini Valpolicella con il Comando Regionale Trentino-Alto Adige della Guardia di Finanza, la Provincia Autonoma di Trento e l’ Ateneo, che vede per la prima volta i grandi Rossi della Valpolicella sorvegliati speciali sul . Una sperimentazione, quella al via da oggi con la sottoscrizione dell’ accordo, che consentirà al Consorzio di attivarsi ulteriormente su due diversi fronti: da un lato sensibilizzando le proprie aziende associate a collaborare nell’ identificazione di situazioni “borderline” e a rischio, dall’ altro testando i nuovi sistemi informatici anticontraffazione come la tecnologia blockchain, software e algoritmi specificamente messi a punto con l’ Università trentina, in grado di identificare siti contenenti presunti prodotti falsificati ed eventuali illeciti nell’ utilizzo di riferimenti alle denominazioni di origine. Si intensifica così l’ attività di tutela della denominazione da parte del Consorzio che, a 2 anni dalla firma del protocollo di cooperazione con l’ Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari del Ministero delle Politiche agricole (ICQRF), ha contribuito con l’ invio di 308 segnalazioni di casi sospetti di contraffazione di vini della Valpolicella – soprattutto Amarone – sul . “La firma di questo protocollo – spiega Andrea Sartori, Presidente del Consorzio Vini Valpolicella – conclude un percorso che ha caratterizzato il mio mandato, ponendo al centro la tutela delle nostre denominazioni, sempre più copiate e contraffatte. L’ iniziativa ci ha visti da subito parte attiva nella costruzione di un ulteriore strumento per combattere la pirateria enoica e alimentare. Ringrazio il Comando Regionale Trentino-Alto Adige della Guardia di Finanza, la Provincia Autonoma di Trento – continua Sartori – per averci coinvolti in un progetto che per la prima volta dà vita ad un network tra pubbliche amministrazioni e associazioni imprenditoriali, con l’ obiettivo di tutelare la reputazione e il valore dei prodotti italiani”. “La lotta alla criminalità organizzata – prosegue il Generale di Brigata Ivano Maccani, Comandante Regionale Trentino-Alto Adige della Guardia di Finanza – si può e si deve vincere anche con l’ innovazione. Fare squadra con gli attori della società civile e coniugare le strategie investigative con la ricerca scientifica per fare un salto di qualità nella tutela dell’ economia legale, nel contrasto alla commercializzazione di prodotti contraffatti, al lavoro nero e all’ abusivismo commerciale, è il senso del protocollo firmato il 7 luglio 2020 a Trento. Uno dei filoni messi in campo, riguarda l’ analisi avanzata di dati online e l’ esplorazione del , sempre più nuova frontiera dei traffici illeciti e vetrina attraente anche per le organizzazioni criminali.” Dal 2018 ad oggi, sono complessivamente 54 le iniziative legali a livello internazionale promosse dal Consorzio e 48 i controlli inclusi nell’ attività di vigilanza a livello nazionale. Con una spesa media nel triennio di oltre 150 mila euro l’ anno, il capitolo ‘tutela e vigilanza’ rappresenta una delle voci di costo più importanti del bilancio consortile, oltre che una delle principali attività istituzionali perseguite dall’ ente. Oltre al Consorzio Vini Valpolicella, che farà da apripista a un format di tutela replicabile per altri prodotti dell’ agroalimentare tricolore minacciati dall’ Italian sounding , aderiscono al protocollo anche altri enti e associazioni impegnate a salvaguardare l’ autenticità dei prodotti anche da pratiche commerciali sleali che possono impattare negativamente sul sistema primario, come la tutela dei lavoratori in agricoltura e la credibilità presso i consumatori. I partner dell’ accordo sono: La Provincia Autonoma di Trento, la Procura Distrettuale della Repubblica di Trento, la Procura della Repubblica di Rovereto, il Comando Regionale Trentino-Alto Adige della Guardia di Finanza, la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Trento, l’ Istituto Nazionale della Previdenza Sociale – Direzione Regionale Trentino-Alto Adige, l’ Istituto Nazionale per l’ Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro – Dir. Prov. Trento, l’ Università degli Studi di Trento, il CODACONS – Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, il CRTCU – Centro di Ricerca e Tutela dei Consumatori e degli Utenti, INDICAM – Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione, il Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella, il Consorzio di tutela Vini del Trentino, la Federazione Trentina della Cooperazione, l’ Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini (APOT s.c.a), CGIL, CISL, UIL del Trentino, anche per conto delle proprie associazioni di tutela dei consumatori – rispettivamente Federconsumatori, Adiconsum, ADOC -, Cia, Coldiretti, Confagricoltura del Trentino, AcliTerra e l’ Associazione Contadini trentini.

    unionesarda.it, 07/07/2020 12:13
    Dopo Duffy anche il Codacons contro il film “365 giorni”: “Incita alla violenza, va rimosso”
    Dopo la protesta della cantante Duffy, anche il Codacons scende in campo per chiedere l’ immediata rimozione dalla piattaforma di streaming Netflix del film “365 giorni”. Pellicola polacca del 2020 tra le più viste sulla piattaforma, “365 giorni” tocca temi estremamente seri, ma secondo il Codacons “lo fa in modo inaccettabile, banalizzando la violenza, lo stupro e il rapimento”. Con protagonista l’ italiano Michele Morrone, il film è un dramma ad altissimo tasso erotico spesso paragonato alla saga di “50 sfumature”. Nel racconto la storia del boss mafioso Massimo che rapisce la giovane Laura e la tiene prigioniera in casa per farla innamorare di lui. “L’ intera storia è una mancanza di rispetto inaccettabile verso la condizione della donna, verso tutte le vittime di violenza, di rapimento e di violenza sessuale, e verso l’ intero genere umano – afferma il presidente del Codacons Marco Donzelli – e ci uniamo all’ appello lanciato dalla cantante Duffy: permettere la trasmissione di questo film è negligente e pericoloso oltre che fortemente irrispettoso. Chiediamo l’ immediata rimozione del film dalla piattaforma streaming”. In una lettera aperta indirizzata all’ amministratore delegato di Netflix Reed Hastings, la cantante Duffy – lei stessa vittima di violena sessuale in passato – aveva spiegato: “Non so davvero cosa pensare, dire o fare, se non quello di contattarti e spiegarti in questa lettera quanto irresponsabile sia stato Netflix a trasmettere il film ‘365 giorni’. Non mi piace essere in questa posizione, ma la virtù della mia sofferenza mi obbliga a farlo, a causa di un’ esperienza violenta che ho sopportato, simile a quella che che hai scelto di presentare come “erotismo per adulti”. “365 Days” – prosegue la lettera – esalta la brutale realtà del traffico sessuale, del rapimento e dello stupro. Non dovrebbe essere assolutamente un’ idea di intrattenimento, né dovrebbe essere commercializzata in questo modo. Scrivo queste parole dato che circa 25 milioni di persone sono attualmente vittime di traffico in tutto il mondo. () Per chiunque possa esclamare ‘è solo un film’: non è ‘solo un film’, quando contribuisce a distorcere un argomento ampiamente discusso, come il traffico sessuale e il rapimento, rendendolo erotico. (Unioneonline/v.l.)

    Riviera 24, 07/07/2020 11:58
    Codacons: «Anche Airole in lizza per ricevere riconoscimento “OK Comune-Post Covid, Avanti Turismo”»
    l’ amministrazione ha preso contatti per ottenere il sigillo che l’ associazione assegnerà quest’ anno ai comuni che si sono distinti per sensibilità e impegno concreto per rilancio del proprio territorio e per essersi adeguati alle prescrizioni anti covid-19
    Imperia. I comuni di Deiva Marina (Sp) e Airole (Im) sono in lizza per ricevere il riconoscimento del Codacons “OK Comune – Post Covid, Avanti Turismo” , pensato dall’ associazione per sostenere il turismo nei comuni con meno di 5000 abitanti. Le due amministrazioni hanno preso infatti contatti con il Codacons per ottenere il sigillo che l’ associazione assegnerà quest’ anno ai comuni che, in tema di Covid-19, si sono distinti per la sensibilità e l’ impegno concreto per il rilancio del proprio territorio e per essersi adeguati alle prescrizioni, preservando la salute dei propri cittadini e il rilancio del turismo locale, contribuendo così alla ripresa economica di tutta la comunità. Il Codacons ha proposto inoltre una convenzione a tutti i piccoli comuni della Liguria finalizzata ad incrementare il Bonus vacanze varato dal Governo e attirare turisti attraverso sconti aggiuntivi non solo su pernottamenti ma anche su servizi (escursioni, mostre, noleggi, stabilimenti, centri termali, ecc.), offerte che saranno pubblicizzate attraverso una campagna social e stampa. L’ associazione invita tutti i comuni della Liguria interessanti all’ iniziativa ad inviare una mail all’ indirizzo info@codacons.it o contattare il numero 89349955.

    Citta della Spezia, 07/07/2020 11:46
    Cinque Terre – Val di Vara – I comuni di Deiva Marina e Airole (Im) sono in lizza per ricevere …
    Cinque Terre – Val di Vara – I comuni di Deiva Marina e Airole (Im) sono in lizza per ricevere il riconoscimento del Codacons “OK Comune – Post Covid, Avanti Turismo”, pensato dall’ associazione per sostenere il turismo nei comuni con meno di 5000 abitanti. Le due amministrazioni hanno preso infatti contatti con il Codacons per ottenere il sigillo che l’ associazione assegnerà quest’ anno ai comuni che, in tema di Covid-19, si sono distinti per la sensibilità e l’ impegno concreto per il rilancio del proprio territorio e per essersi adeguati alle prescrizioni, preservando la salute dei propri cittadini e il rilancio del turismo locale, contribuendo così alla ripresa economica di tutta la comunità. Il Codacons ha proposto inoltre una convenzione a tutti i piccoli comuni della Liguria finalizzata ad incrementare il Bonus vacanze varato dal Governo e attirare turisti attraverso sconti aggiuntivi non solo su pernottamenti ma anche su servizi (escursioni, mostre, noleggi, stabilimenti, centri termali, ecc.), offerte che saranno pubblicizzate attraverso una campagna social e stampa. L’ associazione invita tutti i comuni della Liguria interessanti all’ iniziativa ad inviare una mail all’ indirizzo info@codacons.it o contattare il numero 89349955 Martedì 7 luglio 2020 alle 10:37:22 Redazione.

    Helpconsumatori, 07/07/2020 11:25
    Vendite al dettaglio, rimbalzo positivo a maggio. Sul 2019 cresce solo l’ e-commerce
    a maggio c’ è un rimbalzo positivo delle vendite al dettaglio. nel confronto annuale, invece, vendite in flessione mentre l’ unico settore in forte crescita è il commercio elettronico
    A maggio i consumatori tornano a comprare tutti quei beni che non potevano acquistare durante il lockdown. Così, rispetto ad aprile, le vendite al dettaglio segnano un aumento rispetto ad aprile del 24,3% in valore e del 25,2% in volume . Su base annua , però, le vendite al dettaglio diminuiscono del 10,5% in valore e dell’ 11,9% in volume. E l’ unico settore davvero in crescita è l’ e-commerce. Il commercio elettronico accelera ancora e aumenta le vendite del 41,7% rispetto al 2019. Vendite al dettaglio, maggio 2020 I dati sulle vendite al dettaglio dell’ Istat, con le stime diffuse oggi e relative a maggio 2020, evidenziano il movimento che c’ è stato dopo la riapertura dei negozi, chiusi durante l’ emergenza sanitaria. Come scrive lo stesso Istituto, «a maggio i provvedimenti connessi all’ emergenza sanitaria Covid-19 hanno consentito la progressiva riapertura degli esercizi commerciali, determinando un marcato aumento congiunturale delle vendite dei beni non alimentari , sia in valore sia in volume; tale crescita ha permesso un parziale recupero dei forti cali registrati nei due mesi precedenti. Sempre in termini congiunturali diminuiscono, per la prima volta dallo scorso agosto, le vendite di beni alimentari ». E-commerce in crescita Accelera l’ e-commerce Nel confronto annuale spicca ancora la crescita dell’ e-commerce. «Su base annua, le vendite del comparto alimentare restano in crescita, mentre permane molto negativa, pur se in miglioramento, la dinamica tendenziale dei beni non alimentari – spiega l’ Istat – Tra le differenti forme distributive, il commercio elettronico registra una ulteriore e forte accelerazione, confermandosi come l’ unico settore in crescita in termini tendenziali ». A maggio 2020 si stima, per le vendite al dettaglio, un aumento rispetto ad aprile del 24,3% in valore e del 25,2% in volume. I numeri sono trainati dai beni non alimentari, che crescono del 66,3% in valore e del 66,6% in volume, mentre quelle dei beni alimentari diminuiscono in valore (-1,4%) e in volume (-1,6%). Vendite al dettaglio, il confronto annuale Rispetto a maggio 2019, si registra invece una diminuzione delle vendite del 10,5% in valore e dell’ 11,9% in volume. Le vendite dei beni non alimentari sono in calo (-20,4% in valore e -20,6% in volume), mentre crescono quelle dei beni alimentari (+2,8% in valore e +0,1% in volume). Su base annuale diminuiscono le vendite per quasi tutti i beni non alimentari. Vanno controcorrente solo Dotazioni per l’ informatica, telecomunicazioni, telefonia (+12,4%) e Utensileria per la casa e ferramenta (+5,6%). Le diminuzioni maggiori sono invece per Abbigliamento e pellicceria (-38,1%), Foto-ottica e pellicole, supporti magnetici, strumenti musicali (-37,4%) e Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-34,8%). Vanno giù anche cartoleria, libri, giornali e riviste (-21,7%), prodotti farmaceutici (-14,4%), giochi e giocattoli sport e campeggio (-13,2%), prodotti di profumeria e cura persona (-12,6%). Rispetto a maggio 2019, il valore delle vendite al dettaglio diminuisce del 4,4% per la grande distribuzione e del 18,8 % per le imprese operanti su piccole superfici. Le vendite al di fuori dei negozi calano del 23,0% mentre è in deciso aumento il commercio elettronico, che segna un aumento annuale di +41,7% . Commercio al dettaglio, beni non alimentari. Istat maggio 2020 Le reazioni dei Consumatori Il rimbalzo positivo delle vendite di maggio rispetto ad aprile è un “ottimo rimbalzo” per l’ Unione Nazionale Consumatori. «Considerato che solo dal 18 maggio hanno riaperto tutte le attività commerciali al dettaglio, si tratta di un recupero notevole , anche nel confronto europeo – dice il presidente UNC Massimiliano Dona – Le vendite in volume rispetto ad aprile salgono del 25,2%, contro una media Ue del 16,4% e del 17,8% per l’ Eurozona , quelle non alimentari in volume, la vera cartina di tornasole, addirittura del 66,6%, più del doppio della media Ue, pari a +30,2% e quasi il doppio dell’ Eurozona, ferma a +34,5%. Certo rispetto a febbraio, ossia a prima dell’ emergenza Covid, il recupero è ancora parziale: le vendite totali di maggio sono inferiori del 12,6%, mentre per le non alimentari il gap è del 21,6%». Il Codacons invece sottolinea soprattutto il calo dei piccoli negozi. «I piccoli esercizi commerciali hanno registrato un calo record del vendite del -18,8% su base annua, che raggiunge il picco del -25,3% per i negozi non alimentari – dice il presidente Carlo Rienzi – Di tale crollo ha beneficiato l’ e-commerce, che a maggio registra una crescita delle vendite addirittura del +41,7%. Una situazione che mina la sopravvivenza stessa dei piccoli negozi in Italia, e che deve essere affrontata con urgenza dal Governo. Ribadiamo la necessità di misure per incentivare gli acquisti e sostenere il commercio, a partire dal taglio dell’ Iva che potrebbe dare nuovo impulso ai consumi attraverso una riduzione dei prezzi e una concorrenza allo shopping online».

    Puglia Live, 07/07/2020 09:58
    BANCA POPOLARE DI BARI CONDANNATA DAL TRIBUNALE DI BARI A CONSEGNARE LELENCO COMPLETO DI TUTTI GLI AZIONISTI
    07/07/2020 BANCA POPOLARE DI BARI CONDANNATA DAL TRIBUNALE DI BARI A CONSEGNARE LELENCO COMPLETO DI TUTTI GLI AZIONISTI COMPRENSIVO DELLINDIRIZZO DEI SINGOLI AZIONISTI Il CODACONS ha assistito un proprio associato, il quale aveva fatto domanda, diversi mesi or sono, di poter avere lelenco completo di tuti gli azionisti della Banca Popolare e di Bari al fine di proporre loro di agire in via collettiva contro gli ex dirigenti della Banca nonché di costituirsi sempre in via collettiva nel procedimento penale che vedeva questi ultimi indagati di reati ai danni di tutti gli azionisti si è dovuto rivolgere al Tribunale Civile di Bari per vedere rispettato tale diritto contro il diniego opposto dalla banca. La Banca, infatti in un primo momento provvedeva quindi a fornire detto elenco ma privo degli indirizzi dei singoli azionisti impedendo di fatto allassociato CODACONS di svolgere quella attività informativa e di proposta di azione collettiva nei confronti di tuti gli altri azionisti motivando tale sua scelta in base al rispetto della alla normativa sulla privacy In realtà comè noto il Garante della Privacy si è più volte espresso ( e questo la banca non poteva non saperlo) affermando che il diritto del singolo azionista di potersi rapportare a tuti gli altri soci della banca prevale sul diritto alla privacy inteso come diritto ad ottenere tutti gli estremi di contatto degli altri azionisti. Ne è derivato che il Tribunale di Bari non ha potuto fare altro che emettere decreto ingiuntivo contro la banca ordinando a questultima di provvedere ad inoltrare al socio, che ne aveva fatto regolare richiesta, lelenco di tutti gli altri azionisti con i relativi dati di contatto. Il comportamento tenuto dalla banca anche in questa circostanza denota la mancanza di trasparenza e collaborazione con i singoli azionisti nel tentativo di indurli ad accettare un mero indennizzo invece che il dovuto risarcimento danni integrale in sede penale o civile. Con loccasione il CODACONS informa tutti gli azionisti, a cui non ha potuto scrivere a causa dellillegittimo comportamento ostruzionistico della banca (condannata dal Tribunale di Bari anche al pagamento delle spese di giudizio), che coloro che volessero tentare di ottenere lintero danno subito con la perdita di valore delle azioni della banca e che non hanno fatto in tempo ad inviare al Codacons la procura per costituirsi parte civile nel processo che inizierà il 16 luglio avanti al Tribunale Penale di Bari lo potranno ancora fare o in sede penale o in quella civile, nelle occasioni che verranno segnalate nei prossimi mesi dal CODACONS; a patto che, nel frattempo, non accettino lindennizzo proposto dalla banca, poiché tale accettazione preclude la possibilità di agire per ottenere lintero danno subito. Vice Presidente Nazionale CODACONS Avv. Bruno Barbieri.
    bruno barbieri

    gazzettadelsud.it, 07/07/2020 09:40
    Scontro Calenda-Codacons: «Molte zone d’ ombra», «Risponderemo a tutto»
    Un volume per scoprire i 12 centri di ricerca del Crea Barilla, Giliotti nuovo Chief Communication & External Relations Officer Vino, import con contagocce da top buyer Germania e Regno Unito Conad, investimenti per 1,5 mld nel prossimo triennio per lo sviluppo Fiera Milano, Tuttofood sarà l’ Hub per la ripartenza nel 2021 A Natale arriva il Parmigiano Reggiano stagionato 40 mesi Da Aneri versione “mignon” di Prosecco millesimato Mele del Trentino nuova Igp italiana, Bellanova “Orgogliosi” Uno studio, il gelato alimento genuino adatto a tutte le età.

    giornaledisicilia.it, 07/07/2020 09:40
    Scontro Calenda-Codacons: “Molte zone d’ ombra”, “Risponderemo a tutto”
    scontro calenda-codacons: «molte zone d’ ombra», «risponderemo a tutto»
    Scossa di terremoto avvertita a Palermo e in altri undici comuni, nessun danno Coronavirus, in Sicilia un nuovo contagio ma non c’ è più nessun malato in terapia intensiva Chiude il bar del tribunale di Palermo, proprietari sotto inchiesta Superenalotto, centrato un 6 da quasi 60 milioni con una schedina da 3 euro Investì e uccise un anziano con lo scooter, trentenne muore a Palermo dopo 8 mesi d’ agonia In 7 giorni più che raddoppiati i casi in Sicilia: il contagio ora arriva da oltre i confini Reddito di cittadinanza, prelievi in contanti dalla Postepay: il nuovo limite e come si calcola Coronavirus, nove nuovi positivi in Sicilia: casi in aumento per il quarto giorno consecutivo in Italia Lascia il fidanzato ed è rissa tra le famiglie nel centro di Palermo: 2 arresti e una denuncia Coronavirus, un nuovo caso e nessun decesso in Sicilia ma contagi e pazienti aumentano nel resto d’ Italia Nuova ordinanza di Musumeci, in Sicilia si torna alla normalità: cosa cambia da lunedì Assegno unico per ogni figlio e congedi parentali più lunghi: il Governo vara il Family Act, tutte le misure Il prepensionamento sotto i 60 anni è possibile: ecco i requisiti richiesti Imprese e partite Iva, al via il bonus a fondo perduto: domande all’ Agenzia delle entrate, a chi spetta.

    Quotidiano di Bari, 07/07/2020 08:17
    { scandali e azioni } eppure il garante privacy si era espresso sul diritto di rapportarsi agli altri soci
    La Popolare di Bari condannata a consegnare l’ elenco degli azionisti, ma come fare il risarcimento?
    Un’ altra tegola giudiziaria sulla Banca Popolare di Bari, condannata dal Tribunale di Bari a consegnare l’ elenco degli azionisti a un ricorrente, assistito dal Codacons, il quale aveva fatto domanda di poter avere quell’ elenco – completo degli indirizzi -per proporre loro di agire in via collettiva contro gli ex dirigenti della BpB, costituendosi parte civile nel procedimento penale che vedeva questi ultimi indagati di reati ai danni di tutti gli azionisti. La Banca in un primo momento forniva l’ elenco ma omettendo proprio gli indirizzi dei singoli azionisti con la solita scusa della tutela privacy, finendo per impedire al suo ex cliente di svolgere l’ attività informativa e di proposta di ‘class action’. In realtà il Garante della Privacy si è più volte espresso ( e questo la banca lo sapeva) affermando che il diritto del singolo azionista di potersi rapportare a tutti gli altri soci prevale sul presunto diritto alla privacy. Con l’ occasione l’ associazione a tutela del consumatore ha pure informato tutti gli altri azionisti, ai quali non ha potuto scrivere a causa del comportamento ostruzionistico della banca, che coloro che volessero tentare di ottenere l’ intero danno subito con la perdita di valore delle azioni della banca e che non hanno fatto in tempo a inviare allo stesso Codacons la procura per costituirsi parte civile nel processo (inizierà il 16 luglio avanti al Tribunale Penale di Bari) lo potranno ancora fare o in sede penale o civile nelle occasioni che verranno segnalate nei prossimi mesi, ma senza accettare alcun indennizzo. Intanto l’ assemblea della Banca Popolare di Bari ha approvato il 29 giugno il prio dall’ offerta di transazione con gli azionisti che hanno sottoscritto i due aumenti di capitale del 2014 e del 2015, operazioni per cui la banca è stata sanzionata dalla Consob ed è sotto inchiesta della Procura di Bari a causa delle irregolarità riscontrate nella gestione. Senza liberarsi dei rischi che un elevato numero di vertenze legali potrebbero cagionare, infatti, l’ istituto ziazione del titolo al mercato HiMtf- ricevuta originariamente a seguito della sottoscrizione degli aumenti del capitale. Un importo che corrisponde al 25% del prezzo pagato. La proposta avrà efficacia solo al raggiungimento di un minimo di adesioni pari al 50% dei destinatari e portatori ma, il salvataggio della banca sarà completato tramite il successo dell’ offerta di transazione il cui termine ultimo per aderire è il 31 luglio. Quali possono essere le carte giuste? Oltre al fatto che le indagini appureranno la non correttezza dei prospetti informativi delle due operazioni di ricapitalizzazione dell’ istituto, non poche volte si è assistito a disinvestimenti di titoli e strumenti finanziari appositamente per sottoscrivere le azioni e le obbligazioni subordinate, come anche a profili di investitore modificati apposta per giustificare come adeguata l’ operazione. Non sono rari, inoltre, casi in cui l’ intero portafoglio del cliente è investito nei prodotti emessi dall’ istituto. Anche il rispetto della Comunicazione Consob numero 9019104 del 2 marzo 2009 sui titoli illiquidi è avvenuto molto tardi, e solo quando i media iniziavano ad occuparsi dell’ impossibilità di vendere le azioni della banca. In ogni caso è opportuno far valutare a un professionista se tutte queste anomalie ricorrono nella propria vicenda con la banca barese oramai caduta in disgrazia dopo gli anni dello splendore. Antonio De Luigi.

    Cronache di Caserta, 07/07/2020 06:15
    petrella di confesercenti: “c’ è chi avrebbe preferito partissero prima per recuperare le perdite: l’ abbigliamento è il settore più colpito”
    Saldi ad agosto, negozianti divisi
    svendite slittate di un mese per aiutare il settore paralizzato dal lockdown
    CASERTA – L’ inizio del mese di luglio per gli appassionati dello shopping significa da sempre l’ inizio delle svendite. Quest’ anno i malati delle spese pazze nei centri commerciali dovranno pazientare ancora. L’ emergenza corona virus ha stravolto le nostre abitudini e paralizzato interi settori, tra cui vi è senza dubbio quello commerciale. Per cercare di dare una mano ai negozianti che hanno subito perdite importanti per la chiusura delle attività durante e dopo il lockdown si è deciso di far slittare di un mese la data dei saldi estivi, che partiranno più o meno in tutto lo Stivale all’ inizio di agosto, ovvero un mese più tardi rispetto a quanto avviene di solito. Per il Codacons quest’ anno si rischia il flop: molte regioni hanno deliberato il divieto di effettuare “vendite promozionali” nei 30 giorni precedenti i saldi estivi, mentre in altre gli sconti sono già partiti. Per questo motivo l’ associazione stima un tracollo degli acquisti di circa il 30% rispetto agli ultimi anni, sia come effetto del generale impoverimento degli italiani a causa del coronavirus, sia per la presenza di promozioni e ribassi già in corso da settimane in alcune zone d’ Italia. Anche la politica è divisa sulla questione. Pochi giorni fa la candidata alla Regione per il M 5S Valeria Ciarambino ha chiesto di anticipare la data delle svendite stabilita in Conferenza Stato -Regioni, che a suo parere rischia di “dare un colpo di grazia a un settore già messo in ginocchio dagli effetti dell’ emergenza sanitaria”. Ma cosa pensano dello slittamento dei saldi estivi i commercianti casertani? Ne abbiamo parlato con Salvatore Petrella, presidente di Confesercenti Caserta. Cosa pensano i titolari dei negozi casertani dello slittamento della data d’ inizio dei saldi estivi? La categoria è divisa: c’ è chi è d’ accordo, chi invece avrebbe preferito iniziassero prima per recuperare le perdite. Parliamo di riduzione delle vendite pari al 50-70% In difficoltà sono più o meno tutti i settori, in particolare quello dell’ abbigliamento che è quello più in crisi. Come va nei negozi della città e nei centri commerciali? Dopo la riapertura dei negozi ci sono state difficoltà nelle vendite anche nei centri commerciali, ad esempio il Campania, che di solito non ha problemi. Chi invece pare se la passi meglio è l’ outlet La Reggia, forse per i percorsi all’ aperto tra i vari negozi. Anche negli esercizi commerciali del centro di Caserta ci sono gli stessi problemi: giorni in cui le vendite van no bene e altri meno. Non c’ è continuità. E a fine stagione si avranno perdite importanti: secondo le nostre stime ogni persona spenderà circa 1850 euro in meno prevalentemente a causa dell’ emergenza coronavirus. E lo shopping online? Ha subito le stesse perdite? Diciamo che l’ e-commerce se la passa un po’ meglio. Nel periodo di chiusura dei negozi abbiamo cercato di agevolare le attività che tradizionalmen te si occupano della vendita al banco, incentivandole a vendere prodotti online su una piattaforma chiamata ‘italiashopping.it’. Gli associati (e non) hanno potuto vendere i prodotti su questa piattaforma, nel lockdown hanno aderito circa 70 attività casertane. In questo modo hanno potuto guadagnare qualcosa anche nel periodo di chiusura al pubblico dei negozi fisici.

    Il Sannio, 07/07/2020 05:46
    Codacons: «Sì a Tso per positivi che sfuggono a isolamento»
    Il Codacons si dice “favorevole alla proposta” lanciata dal governatore del Veneto, Luca Zaia, “di estendere i trattamenti sanitari obbligatori” Tso “a quei soggetti che risultano positivi a Covid-19, ma non intendono sottoporsi alla quarantena e alle altre limitazioni previste dalle disposizioni vigenti”. “E’ evidente che chi è malato deve essere costretto con ogni mezzo a non contagiare altre persone, e in tal senso un trattamento sanitario obbligatorio appare l’ unica strada percorribile – afferma il presidente dell’ associazione consumatori, Carlo Rienzi L’ esigenza di garantire la salute pubblica, messa in serio pericolo da chi, consapevole della propria contagiosità, mette a rischio la salute altrui, legittima misure straordinarie come il Tso. La salute della collettività è un infatti un interesse primario tutelato dal nostro ordinamento, e lo Stato ha il dovere giuridico di sostituirsi al singolo cittadino quando lo stesso rifiuta cure mediche che appaiono indispensabili e necessarie”. Il Codacons sostiene dunque la proposta di Zaia, “perché basata su esigenze reali e su un pericolo concreto – si legge in una nota – diversamente da quanto fatto dal collega del Lazio, Nicola Zingaretti, il quale, con una ordinanza assurda, ha obbligato a vaccinarsi per la normale influenza i cittadini over 65, sanzionandoli con l’ esclusione dalla vita sociale in caso di rifiuto”.

    Giornale di Desio, 07/07/2020 05:01
    Maltrattamenti in famiglia, il Codacons alle donne: «Denunciate»
    CESANO MADERNO (bl1) Maltrattamenti in famiglia: il Codacons invita le donne vittime di violenza a non avere paura di denunciare. «Denunciate, non abbiate paura» esorta il presidente dell’ associazione, Marco Maria Donzelli dopo l’ ultimo episodio scoperto dai Carabinieri della Tenenza, che hanno arrestato un 39enne convinto che la compagna, una 40enne mamma di un ragazzo minorenne, lo tradisse e celasse congegni elettronici negli occhi e nelle orecchie per mantenersi in contatto con l’ amante. L’ aguzzino era già noto alle Forze dell’ ordine: a novembre dell’ anno scorso si era verificato un simile episodio ma la donna, nonostante fosse stata esortata a denunciare, aveva deciso di non farlo intimorita dall’ uomo. «Purtroppo la quasi totalità delle vittime non sporge denuncia e tende a sottovalutare il pericolo di molti gesti, aggressioni verbali o fisiche». Il presidente ricorda però l’ entrata in vigore del Codice Rosso, la legge che nel 2019 ha introdotto nuove misure anti – stalking inasprendo le pene fino a sei anni e mezzo di carcere. Il Codacons mette a disposizione uno sportello anti -stalking per offrire sostegno e assistenza. L’ invito del presidente è quello di chiamare al numero verde 02/29419096 o scrivere una mail all’ indirizzo:info@codaconslombardia.it.

    Il Giornale, 07/07/2020 04:45
    nonostante le delibere agcom
    Per le bollette a 28 giorni in 12 milioni senza rimborso
    nella vicenda che dura dal 2017 il consiglio di stato si esprime il 9 luglio. le società di tlc rischiano 300 milioni
    Maddalena Camera Sono ancora 12 milioni gli italiani che devono avere il rimborso per le bollette a 28 giorni decise dagli operatori nel 2015 e smantellate con una delibera Agcom nel 2017. Cinque anni fa i gestori telefonici avevano trovato il modo per far pagare agli utenti 13 mesi di abbonamento telefonico invece di 12. Un escamotage nato per la telefonia mobile ma poi esteso alla fissa. Il problema è che il sistema poteva essere applicato a qualunque tipo di bolletta e aveva ingolosito anche un gestore di tv a pagamento come Sky. Da qui l’ intervento del regolatore e del governo. Il problema è che gli operatori non si sono adeguati subito alla delibera e quindi, per il periodo in cui non è stata applicata, hanno continuato a far pagare agli utenti bollette da 28 giorni. E dunque le associazioni dei consumatori hanno chiesto di rimborsare gli utenti che aveva pagato questi mesi in più, ossia tutti. E qui si è aperta un’ altra questione in quanto mentre l’ Agcom aveva disposto un rimborso automatico per gli utenti, i gestori pretendevano e pretendono una richiesta esplicita da parte degli utenti. «Sono piccole cifre per gli utenti 40-50 euro – ha spiegato Emilio Viafora, presidente di Federconsumatori – ma per i gestori, sopratutto per chi ha tanti clienti come Tim, Vodafone e Wind Tre, la cifra totale è importante. E quindi se 12 milioni non chiedono il rimborso perchè non hanno capito come si fa o semplicemente non hanno voglia, la prolungata resistenza al pagamento è un ottimo affare». Inoltre per allungare i tempi i gestori hanno presentato ricorsi a pioggia al Tar e al Consiglio di Stato. Giovedì prossimo il Cds esaminerà l’ ennesimo ricorso contro la delibera dell’ Agcom che ordinava il ritorno alla fatturazione mensile. «La vicenda si trascina da anni – ha spiegato il Codacons in una nota – e prosegue nonostante i giudici del CdS si siano già espressi sull’ obbligatorietà dei rimborsi agli utenti» E dunque proprio contro gli ostacoli che le compagnie telefoniche stanno opponendo ai rimborsi, ossia devono essere automatici e non su richiesta, l’ associazione ha anche deciso di rivolgersi alla Procura della Repubblica denunciando i gestori telefonici per i reati di appropriazione indebita e Inosservanza dei provvedimenti dell’ Autorità. Non solo. Sempre dinanzi al Consiglio di Stato il Codacons ha presentato ricorso per ottemperanza affinchè gli operatori telefonici siano costretti a pagare un euro per ogni giorno di ritardo nell’ elargizione degli indennizzi spettanti agli utenti. Certo chi ha fatto richiesta è stato rimborsato non in contanti ma con giga o ricariche. Resta il problema di chi ha cambiato gestore che fatica a riceve il rimborso, anche se Tim promette di fare bonifico. In ballo ci sarebbero rimborsi che, secondo i consumatori, ammontano a circa 350 milioni di euro.
    maddalena camera

    La Repubblica (ed. Bari), 07/07/2020 04:30
    lalli (federturismo): “questa regione è fra le più gettonate dai vacanzieri e per questo non può continuare a essere penalizzata”
    Aerei e treni sono ancora pochi “Un altro duro colpo alla Puglia”
    le compagnie stanno riavviando i collegamenti con il territorio: le frequenze di voli e convogli, però, rimangono basse rispetto a prima della pandemia. e muoversi in auto sulla a14 è un delirio
    di Cenzio Di Zanni La Puglia comincia ad allontanarsi a Porto Sant’ Elpidio, sull’ autostrada A14, per chi arriva dal Centro- Nord e sceglie l’ automobile per muoversi in direzione delle vacanze: le code da bollino rosso vengono segnalate a partire dai viadotti Valloscura e Petronilla e restano compagne di viaggio fino al viadotto Fonte dei preti fra Lanciano e Val di Sangro. Non va meglio per chi ha messo in tasca un biglietto aereo per Bari o Brindisi: la mappa delle destinazioni « è quasi al 90 per cento dell’ offerta prima del Coronavirus » , dicono da Aeroporti di Puglia. Ma il punto è quello legato alle frequenze dei voli. Chi si sposta in treno, invece, deve fare i conti con la capacità dimezzata dei posti a bordo dei convogli. E, soprattutto la clientela business, con l’ assenza del Frecciargento diretto da Bari a Roma Termini delle 6,30 con il ritorno fissato alle 18,55 («tornerà comunque a breve » , assicurano da Trenitalia). Insomma, nonostante sia la regione più desiderata dai vacanzieri italiani per l’ estate 2020, secondo l’ indagine del Codacons diffusa un mese fa, i collegamenti da e per la Puglia non sono gli stessi di prima. Le autostrade Verso la Puglia il traffico ha almeno 13 colli di bottiglia sulla A14, dalle Marche fino alle porte del Molise, e altri 18 restringimenti sulla A16 Napoli- Canosa. Tanti quanti sono i guardrail sequestrati a più riprese ( fino a novembre 2019) dal gip di Avellino, perché dello stesso tipo delle barriere che correvano lungo il viadotto Acqualonga, sulla A16, dal quale il 28 luglio 2013 è precipitato un pullman granturismo lasciando 40 morti sulla scarpata. Risultato: quei viadotti hanno la corsia di marcia off-limits e per auto e camion resta percorribile soltanto quella di sorpasso. « Perché il ministero dei Trasporti ha imposto una distanza di oltre cinque metri fra auto e camion in transito e le barriere sequestrate » , dicono dalla società. Inevitabili le code chilometriche. E per limitare i danni e arrivare alla sostituzione dei guardrail, Autostrade per l’ Italia ha davanti a sé una trafila con sette passaggi burocratici: dal progetto definitivo all’ avvio dei lavori passando per la domanda di dissequestro delle aree. «Continueremo a fare tutto quanto è di nostra competenza per ottenere le autorizzazioni necessarie ad avviare i cantieri » , è il commento du Marco Perna, responsabile del tronco autostradale di Pescara. Aerei e polemiche Da e verso la Puglia ci sono 130 collegamenti, dei quali 37 nazionali (ma sei rotte non sono ancora operative). Aeroporti di Puglia ha lavorato per riportare il network dei collegamenti com’ era prima del lockdown. Ma le frequenze non sono le stesse, soprattutto nel caso di Alitalia. La compagnia di bandiera ha annunciato un potenziamento da e per Milano da venerdì prossimo: si passa da due a quattro voli al giorno con il Malpensa- Bari delle 18,15, che inverte la rotta alle 20,30. In tutto fanno 12 collegamenti da e per Bari e Brindisi, ancora molto lontani dai 40 annunci che scorrevano davanti ai gate dei due aeroporti pugliesi. « La domanda è calata del 70 per cento e l’ offerta deve tenerne conto » , dicono dalla compagnia. Anche fra le lowcost si vola a ranghi ridotti, almeno per i voli nazionali. Ryanair, per esempio, ha soltanto un volo per Malpensa e quattro giorni su sette. « Così non ci aiutano a recuperare una stagione inevitabilmente compromessa, dice la presidente nazionale di Federturismo, Marina Lalli. « Nel caso di Alitalia, poi, se prendi un contributo statale da 3 miliardi non puoi operare con logiche di mercato: per questo motivo ci aspettiamo un incremento dell’ offerta per una regione che si trova in cima ai desideri dei turisti ed è poco colpita dal virus». © RIPRODUZIONE RISERVATA k L’ aeroporto Lo scalo di Palese e, nella foto grande, passeggeri alla stazione Centrale: treni e aerei non sono ancora a pieno regime.

    La Repubblica (ed. Bari), 07/07/2020 04:30
    Il Codacons ” Popolare Bari darà nomi degli azionisti”
    La Banca Popolare di Bari dovrà fornire l’ elenco di tutti gli azionisti, completo dei relativi indirizzi, al socio che ne ha fatto richiesta. Lo ha deciso il tribunale di Bari nel provvedimento con il quale ha accolto il ricorso di un azionista assistito dal Codacons. Il suo obiettivo era proporre agli altri soci di agire tutti insieme contro gli ex dirigenti dell’ istituto e di costituirsi parte civile nel procedimento penale. Ma la banca aveva fornito l’ elenco senza indirizzi per ragioni di privacy. «In realtà, com’ è noto, il Garante della privacy si è più volte espresso. E questo la banca non poteva non saperlo, affermando che il diritto del singolo azionista di potersi rapportare a tutti gli altri soci della banca prevale sul diritto alla privacy», spiegano dall’ associazione dei consumatori.

    L’Adige, 07/07/2020 04:10
    l’ accordo | oggi la firma di un protocollo tra provincia, guardia di finanza, sindacati e consumatori
    Stop contraffazione e lavoro nero
    TRENTO – Un protocollo d’ intesa per tutelare l’ economia legale e fare la guerra alla commercializzazione di prodotti contraffatti e pericolosi, al lavoro nero, all’ abusivismo commerciale, al caporalato in agricoltura. L’ impegno reciproco per portare avanti una battaglia culturale e di legalità nell’ economia e nel lavoro sarà sottoscritto questa mattina in sala Depero da una serie di enti e associazioni di categoria che si impegnano, ognuna per il proprio ruolo e le proprie competenze, a collaborare tra loro. I firmatari dell’ accordo sono la Provincia, la Guardia di Finanza, le Procure della Repubblica di Trento e Rovereto, l’ Università, Camera di commercio, Inps, Inail, Codacons, Crtcu, Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione, Consorzio di tutela dei vini Valpolicella, Consorzio di tutela dei vini del Trentino, federazione delle Cooperative, Apot, Cgil, Cisl e Uil anche per conto delle proprie associazioni di tutela dei consumatori Federconsumatori, Adiconsum e Adoc; Confederazione agricoltori,Coldiretti, Confagricoltura, Acli Terra e Associazione contadini trentini. Tra gli obiettivi c’ è la prevenzione e il contrasto della produzione, importazione e commercializzazione di merci contrafatte concordando strategie comuni e scambiandosi informazioni. Ma con il coinvolkgimento tra gli altri dell’ Università si vuole affiancare all’ azione repressiva attività che puntino alla sensibilizzazione dell’ opinione pubblica e alla fiddusione della consapevolezza degli effetti negativi della contraffazione e dei rischi conenssi al consumo di prodotti non originali, anche in termini di sfruttamento della mano d’ opera. Si vuole insomma cercare di indurre una modifica di attitudini e modelli d’ acquisto, in particolare tra i giovani, e un rifiuto delle merci che violano i diritti di proprietà. Il protocollo intende coniugare il contrasto alla contraffazione in senso stretto con attività mirate a colpire fenomeni di abusivismo comemrciale organizzato e riconducibile a regie unitarie assicurando il presidio del territorio in particolare in concomitanza con la stagione estiva o con eventi di massa. F.G.

    Il Giorno (ed. Brianza), 07/07/2020 03:12
    ex snia
    Precipita nel pozzo Esposto Codacons
    VAREDO «Un episodio vergognoso per il Comune di Varedo. Non mettere in sicurezza una zona pericolante è sintomo di grave incompetenza: faremo un esposto alla Procura della Repubblica». Parola del Codacons 15 giorni dopo l’ accaduto all’ interno dell’ area ex Snia, quando una donna di 36 anni, forse entrata a caccia di una dose di droga da comprare, è caduta in un pozzo non protetto, precipitando per quattro metri. Prima di essere salvata da carabinieri e vigili del fuoco. Ale.Cri.

    Il Mattino (ed. Salerno), 07/07/2020 02:40
    Parcheggio via Ligea, ore di fila senza servizi e tra cassoni di rifiuti
    IL DEGRADO Al traffico consueto, alla coda di automobili in attesa dalle prime ore della notte, all’ assenza di servizi igienici a supporto dei passeggeri, da ieri si è aggiunto anche il cattivo odore che arriva dall’ enorme contenitore di rifiuti che campeggia in una parte dell’ area. Il parcheggio di via Ligea torna a presentarsi con gli oramai storici problemi del lunedi mattina, e con l’ aggravante dei rifiuti, per il momento, ammassati nell’ unico grande contenitore verde. Complice il ripristino delle tratte per i Paesi dell’ Africa settentrionale dopo la fase stringente di epidemia, ieri mattina si sono riviste le scene a cui i lavoratori della zona erano abituati da tempo. Con un dettaglio da non trascurare e che proprio la parentesi Coronavirus avrebbe dovuto far cambiare in maniera totale la gestione delle attese per gli imbarchi. LA PROTESTA «Non c’ è un’ area preposta e per altro con dei servizi racconta Mario Olivieri, delegato Filt Cgil per Salerno Mobilità prima si è avvicinato un papà in attesa di imbarcarsi, e mi ha riferito che la figlia di 10 anni, per pudore, si è fatta pipì addosso, perché se l’ avesse fatta all’ aperto avrebbe avuto paura e vergogna. E questo è solo uno dei tanti casi, che penso sia proprio vergognoso, per una città come Salerno, che si vanta di essere europea per poi dare servizi da terzo mondo». Anche ieri l’ area di via Ligea si è popolata dalla notte all’ alba, attendendo ore e ore con il caldo che aumenta nella propria auto, senza servizi igienici e senza un punto ristoro. Così come non sono mancate le auto di chi, invece, è arrivato poco prima della partenza e quindi si è incolonnato, con la propria auto, in una improvvisata direttrice di ingresso che, tra macchine e tir, ha bloccato il traffico già a metà viadotto. Le scene, insomma, sono quelle solite del periodo per Covid, con i picchi raggiunti proprio nei mesi estivi perché, accanto alle auto di chi si deve imbarcare, si mettono anche i mezzi delle persone che vanno a trascorrere le giornate al mare. Ma, come detto, in questi giorni l’ area di via Ligea ha un altro problema, e cioè quello dei rifiuti. Solo la settimana scorsa il segretario regionale del Codacons, Matteo Marchetti, aveva lanciato una video segnalazione in cui si vedeva una vera e propria discarica a cielo aperto, che conteneva anche resti di pesce. Nel fine settimana l’ intervento di pulizia e rimozione da parte del comune, che ha lasciato un grande contenitore verde. «L’ aria è irrespirabile aggiunge Olivieri il bidone emana una puzza davvero incredibile, e non si riesce a capire se è pieno o vuoto, né quanti giorni resterà in queste condizioni, ogni quanto sarà svuotato». di. tu. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

    La Verità, 07/07/2020 02:25
    Sale la voglia di Tso e ricoveri coatti Non fate il ddl Zan del coronavirus
    chieste misure per deportare i positivi. ma le leggi per reprimere ci sono già: forzare la mano sull’ onda della paura ha dei rischi
    martino cervo Il Covid ha già fatto abbastanza guai: è il caso di risparmiarci altre leggi ad hoc o poteri «speciali», dei quali invece si fa un gran parlare, tra voglia di Tso e profumo di deportazioni coatte.Vale la pena sgombrare il campo da un possibile equivoco: il disastro sanitario subìto dall’ Italia a marzo, i 35.000 morti, i risultati ottenuti nel contenimento del virus non permettono leggerezze. Per i dettagli – alcuni ancora da chiarire – che sono emersi, la vicenda dell’ imprenditore veneto che avrebbe contratto in Serbia il morbo, adottando comportamenti esecrabili una volta rientrato malgrado i sintomi, ha suscitato comprensibile indignazione. Di più: il fatto che la maggioranza dei nuovi contagi di cui è possibile ricostruire la «storia» (in sé, un ottimo segnale, che spiega che non siamo sopraffatti ma i numeri sono gestibili e il passaggio dell’ infezione è monitorato capillarmente) siano d’ importazione (viaggi nei Balcani, badanti che rientrano, disperati che arrivano via nave, voli da Paesi colpiti come il Bangladesh) hanno giustamente fatto salire il livello di attenzione verso questo tipo di pericolo, che oggi appare superiore rispetto al dilagare «interno».Quello che è difficile da comprendere, a fianco di un sacrosanto richiamo, anche energico, alle misure di sicurezza e di buon senso tuttora in vigore, è la fuga in avanti di diversi amministratori che, in scia alle parole di Luca Zaia, hanno imboccato la china di una possibile deriva che non promette nulla di buono.Il governatore veneto, forte di una gestione ammirevole della crisi sanitaria (oggi la regione, quasi 5 milioni di abitanti, ha 18 ricoverati per Covid di cui due in terapia intensiva, e 366 persone in isolamento domiciliare) si è scagliato contro comportamenti che potrebbero compromettere un quadro rassicurante. E ha sottolineato, come fatto qualche settimana fa dai colleghi Maurizio Fugatti ed Enrico Rossi, il rammarico di non avere strumenti più coercitivi per chi rifiuti le cure. Ieri è andato un passo oltre, con un’ ordinanza che inasprisce le sanzioni per chi viola l’ isolamento da positivo, coinvolgendo anche l’ eventuale datore di lavoro che «copra» l’ infetto girovago. L’ ex ministro dell’ Agricoltura ha aggiunto: «Chiedo che a livello nazionale si possa portare al penale la violazione dell’ isolamento fiduciario anche del negativo. Mi aspetto che sul ricovero coatto si provveda a trovare la modalità con un decreto, in maniera che i sanitari decidano se provvedere all’ isolamento fiduciario in casa, e se il caso è grave, di fare in modo di evitare di disperdere il virus sul territorio». Il testo dell’ ordinanza (a questo link il documento integrale: bit.ly/38xdVGB) prevede anche una norma destinata a far discutere: «L’ Azienda Ulss che adotta il provvedimento di collocazione in isolamento […] in relazione al numero dei conviventi nell’ abitazione può disporre l’ effettuazione dell’ isolamento presso strutture alternative individuate dall’ Azienda medesima […] con oneri a carico dell’ interessato». La fattispecie è molto delicata, e già descritta da altri governatori: si potrà disporre l’ allontanamento coatto «a carico dell’ interessato» di una madre con figli? E se questa preferisse una degenza a casa, che si fa? Il legame con il «numero dei conviventi» non si tradurrà in una discriminazione per i meno abbienti, che tendenzialmente non sono soliti avere 350 metri quadri a disposizione?Se eventuali fughe in avanti di dubbia costituzionalità da parte di governatori cui scappi la mano possono essere tutto sommato contenute, è la pressione su governo e Parlamento perché agiscano su questi aspetti a lasciare perplessi. Anche perché, solo ieri, il presidente dell’ Anci (che raduna tutti i sindaci d’ Italia) Antonio Decaro ha auspicato che «per aiutare a controllare i focolai ci sia stato dato intanto il potere di disporre velocemente un Tso». Il Codacons si è detto favorevole all’«estensione dei trattamenti sanitari obbligatori a quei soggetti che risultano positivi a Covid 19, ma non intendono sottoporsi alla quarantena e alle altre limitazioni previste dalle disposizioni vigenti», perché «lo Stato ha il dovere giuridico di sostituirsi al singolo cittadino quando lo stesso rifiuta cure mediche che appaiono indispensabili e necessarie». Ancora, il professor Stefano Vella, infettivologo alla Cattolica di Roma, ha benedetto il Tso per i positivi al coronavirus perché «la minaccia potrebbe fare bene».Questa azione sul legislatore, a maggior ragione in una situazione obiettivamente sotto controllo, ha due effetti. Da un lato porta a gettare la responsabilità di eventuali problemi futuri sulle spalle di cittadini indisciplinati, cosa smentita dalla mole di accertamenti che hanno portato a sanzioni infinitesime (poche decine di positivi beccati in giro, a fronte di centinaia di migliaia di controlli nel mese di aprile). Dall’ altro produce esattamente le storture, fatti i debiti distinguo, del ddl Zan contro l’ omofobia.Intervenire con leggi sull’ onda di emergenze, quando già il nostro ordinamento permette di muoversi anche duramente con efficacia (esiste il reato di epidemia, e in questi mesi sono state spiccate severe sanzioni per chi viola le disposizioni), crea possibili abissi giuridici soprattutto dopo la pandemia. Abissi in cui il limite di ciò che dovrebbe essere indisponibile (il corpo, il nucleo familiare, i legami più intimi, la libertà) si sfumano e possono finire in mano al potere. La strada della responsabilizzazione e della fiducia nella capacità delle persone di perseguire il proprio bene ha dato frutti, con eccezioni che sono appunto tali. Non si tratta di far vincere il Covid, ma di conservare un mondo in cui valga la pena vivere pure dopo.

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