7 agosto 2018

Rassegna stampa del 7 agosto 2018

Incendio Bologna: Codacons, ‘Toninelli difende lobby Tir’
ROMA
(ANSA) – ROMA, 7 AGO – “Nonostante i gravi incidenti che si stanno verificando in questi giorni di esodo e provocati dalla presenza di Tir in autostrada il ministro ha scelto di difendere la lobby degli autotrasportatori mettendo in secondo piano le esigenze di sicurezza stradale”: è la critica “all’indomani del tragico incidente di Bologna” mossa al ministro dei Trasporti Danilo Toninelli dal Codacons, che spiega: “Solo pochi giorni fa, infatti, il ministero ha presentato ricorso d’appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio che, accogliendo un ricorso del Codacons, ha bocciato il calendario 2018 contenente i giorni di divieto di circolazione dei mezzi pesanti ritenendo eccessive le deroghe rilasciate dai Prefetti e perché non in grado di garantire adeguata sicurezza sulle strade”. Per l’associazione di consumatori “nelle motivazioni dell’appello il ministero si schiera apertamente a favore della lobby dei Tir” perchè più “che assicurare la sicurezza a milioni di cittadini” viene emesso in evidenza il rischio di “scontro sociale che possono minacciare le lobby”. Il Codacons preannuncia che contrasterà la posizione del ministero al Consiglio di Stato e che intanto chiederà “l’adozione di un provvedimento urgente per limitare tutto l’anno il trasporto su ruote di materiali pericolosi e/o infiammabili alle sole ore notturne”.

Agrigento Notizie, 07/08/2018 18:12
“Troppi divieti, ci sentiamo discriminati”, ciclisti e centauri scendono in strada
“Agrigento su la testa, salta in sella e manifesta”. E’ questo il nome di una manifestazione proclamata sui social e prevista per il prossimo 10 agosto, alle 19. Un’ iniziativa che ha, ovviamente, come fine la sensibilizzazione nei confronti delle molteplici ordinanze fin qui firmate dagli uffici comunali che impediscono il passaggio delle due ruote in oltre 13 chilometri di strade urbane cittadine. “La nostra – si legge nella pagina Facebook dell’ evento – sarà una manifestazione di pacifica e civile protesta contro gli assurdi divieti di transito per i mezzi a due ruote istituiti dall’ amministrazione comunale che, in luogo di sistemarle, chiude le strade dissestate per liberarsi da responsabilità per fatti dannosi. Troppo facile amministrare così. Se possiedi un mezzo a due ruote e ti senti discriminato dalla politica del non fare – conclude l’ appello – unisciti a noi”. La manifestazione partirà dal viale della Vittoria, zona ex manicomio, e raggiungerà piazza Pirandello (le bici attraverso via Atenea, le moto lungo via Gioeni e via Bac Bac) per poi fermarsi in piazza Pirandello e da lì raggiungere San Leone, evitando ovviamente le numerose strade interdette al passaggio delle due ruote. “Se possiedi un mezzo a due ruote e ti senti discriminato dalla politica del non fare – conclude l’ appello – unisciti a noi”. I promotori dell’ iniziativa, tra i quali c’ è l’ avvocato e presidente di Codacons, Pierluigi Cappello, hanno già richiesto le dovute autorizzazioni alle forze di Polizia.

messaggeroveneto.it, 07/08/2018 16:24
Popolari, fondo entro ottobre Ieri il via libera del Senato
l’ emendamento rientra nel milleproroghe e stabilisce che entro il 31 ottobre va emanato il decreto e dunque costituito il fondo per le vittime dei reati finanziari
PADOVA. Il fondo ristoro per i risparmiatori diventa realtà. Entro due mesi, il 31 ottobre per l’ esattezza, il governo dovrà emanare il decreto che dà attuazione allo stesso. Lo ha stabilito ieri il Senato che con 264 voti favorevoli (su 264 votanti e 265 presenti) ha dato il via libera all’ emendamento firmato dal senatore veneto del Pd Andrea Ferrazzi al decreto Milleproroghe. Ora ci dovrà essere il passaggio alla Camera, ma lo scoglio più difficile è stato superato. L’ importanza del provvedimento sta nel fatto che viene stabilita un data dopo mesi di attesa durante i quali del decreto – nato col precedente governo – si erano perse le tracce. Di segno contrapposto le reazioni delle associazioni di risparmiatori: esultano quelle come Codacons ed Ezzelino da Onara che avevano sostenuto fin dall’ inizio il fondo, si dicono preoccupate quelle che invece contestano le modalità dei rimborsi. L’ emendamento rientra nel Milleproroghe e stabilisce che entro il 31 ottobre va emanato il decreto e dunque costituito il fondo per le vittime dei reati finanziari. «È stata una questione vergognosa», ha detto ieri in aula il senatore Ferrazzi illustrando l’ emendamento, «In Veneto 200 mila famiglie sono state di fatto truffate. È stata una gestione delittuosa e la magistratura sta facendo il suo corso; sono mancati anche i sistemi di controllo. I governi precedenti non sono rimasti con le mani in mano: sono stati salvati i correntisti, gli obbligazionisti, i dipendenti, le reti delle imprese. Ed è stato fatto un provvedimento con la legge di bilancio 2018 che, caso unico in Europa, salva anche gli azionisti. Noi avevamo proposto la data del 31 agosto, ma abbiamo accolto la richiesta di spostarla al 31 ottobre e siamo favorevoli affinché si acceleri. Il decreto mette nelle tasche degli italiani 100 milioni di euro . C’ è chi dice che sono insufficienti : è vero, occorre incrementare il fondo. Epperò se serve 1 miliardo, iniziamo intanto a mettere i 100 milioni e domani mettiamo i restanti 900. C’ è un fondo dormiente di 1,4 miliardi: si usi quello senza perdere tempo ». Il voto favorevole è stato accolto con soddisfazione da Codacons : «C’ è una comunità di risparmiatori che sono stati traditi e lo Stato deve risarcire; la Costituzione prevede la tutela del risparmio», afferma il presidente regionale Franco Conte che chiede l’ istituzione di un principio cronologico nel procedere ai risarcimenti. Rimborsi che, sottolinea, devono essere integrali. Patrizio Miatello dell’ associazione Ezzelino da Onara sottolinea l’ importanza del termine di ottobre, ma sostiene anche la necessità di procedere in tempi più rapidi. «L’ accesso al fondo deve essere senza paletti, senza dover dimostrare il danno subìto, ma presentando all’ Anac il contratto di acquisto e lo storico dei movimenti». Ma c’ è anche chi guarda con preoccupazione al prossimo varo del fondo. «È in corso una vasta offensiva per completare la fregatura a danno dei risparmiatori», afferma l’ avvocato Andrea Arman, referente del Coordinamento Don Torta, «Il decreto permette l’ accesso al fondo solo a coloro che hanno subìto un imbroglio in fase di compravendita delle azioni. Bisogna pertanto dimostrare il raggiro attraverso una sentenza passata in giudicato oppure tramite il giudizio Anac. Inoltre i rimborsi sono previsti, di fatto, per chi ha acquistato azioni dal 2012 in poi». E quindi, secondo Arman, il numero di risparmiatori che potranno beneficiare del ristoro è destinato a essere ridotto.

famigliacristiana.it, 07/08/2018 16:01
Mai più bambini dimenticati in auto: arriva la legge “salva bebè”
07/08/2018 è stato approvata ieri dalla commissione trasporti della camera il disegno di legge che prevede l’ obbligo di montare i seggiolini salva bebè, con dispositivi acustici che ricordino la presenza del bambino a bordo dell’ auto dal primo gennaio 2019
È stata approvata in sede deliberante in commissione Trasporti della Camera la legge Meloni sui seggiolini “salva bebè”. Un passaggio importante alla luce dei dati denunciati dal Codacons giacché negli ultimi dieci anni, come si legge in una nota, sono deceduti ben otto bambini dimenticati in macchina. Un segnale luminoso e uno acustico avviseranno i genitori della presenza del piccolo in auto anche quando si spegne la macchina, così da evitare che i bimbi vengano dimenticati dentro l’ abitacolo. Un piccolo dispositivo che può salvare tantissime vite. La stessa commissione della Camera ha approvato anche un emendamento al testo, di due soli articoli, che apre alla possibilità di prevedere “agevolazioni fiscali, limitate nel tempo” . Si pensa, dunque, a sconti per incentivare l’ acquisto dei seggiolini anti-abbandono. La novità potrebbe essere inserita nella prossima legge di bilancio, sulla quale c’ è un pressing della maggioranza che, in Parlamento, sta approvando una legge ad hoc per rendere i seggiolini con l’ allarme obbligatori dal 1 gennaio 2019 . «Con l’ approvazione di questa legge» ha commentato il sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti, Michele Dell’ Orco , «si porta a compimento un primo tassello per evitare tante morti assurde dovute a una banale distrazione. Proprio per l’ importanza che per noi rivestono i dispositivi salva- bebè, il nostro impegno è quello di garantire incentivi fiscali per l’ acquisto». Il ministero auspica che la proposta di legge venga approvata in tempi brevissimi anche dal Senato, così da diventare legge a tutti gli effetti. La proposta, presentata il 22 maggio, è stata firmata per prima da Giorgia Meloni . «Sono veramente contenta. È un grande onore per me dare il nome a una legge che salverà i bambini da un fenomeno, quello della distrazione genitoriale, che purtroppo colpisce tutte le società» ha commentato la leader di Fratelli d’ Italia.

Udine Today, 07/08/2018 13:34
Multe in Ztl: “O soluzione in tempi brevi o saranno presentati i ricorsi”
il caso è stato affrontato questa mattina in un tavolo tecnico tra confcommercio, consumatori attivi, codacons e uti friuli centrale. un commerciante del centro ha ricevuto oltre 230 contravvenzioni
Confcommercio, Consumatori Attivi e Codacons hanno incontrato oggi il presidente dell’ Uti Friuli Centrale, Gianluca Maiarelli, per discutere delle circa 30 mila sanzioni recapitate negli ultimi due mesi a residenti e commercianti dai tre occhi elettronici della ztl, spenti il primo agosto con l’ introduzione della sperimentazione e la modifica alla viabilità del centro storico. Si tratta di multe a tre e quattro zeri, in alcuni casi, dovuti spesso a causa della disinformazione degli stessi cittadini, di errori di sistema, dell’ errata immissione dei dati e di quella che i malcapitati giudicano come una novità comunicata male. Ad oggi il guinnes dei primati ce l’ ha un commerciante che ha collezionato oltre 230 sanzioni, di cui molte ancora da notificarsi. Il tavolo tecnico Il sindaco di Tavagnacco, consapevole della situazione che gli utenti del centro storico stanno vivendo, ha dato la sua massima disponibilità ad adoperarsi per tentare di trovare una soluzione al problema. Il Tavolo tecnico tra Prefettura, Comando della polizia Locale e Uti è già al lavoro. “I tempi stringono per trovare una soluzione – ha sottolineato l’ avv. Barbara Puschiasis, presidente di Consumatori Attivi – poichè il termine di presentazione dei primi ricorsi scade il 3 settembre ed è intenzione di coloro che sono stati sanzionati rivolgersi al Giudice di Pace o al Prefetto per veder tutelata la loro posizione” . “Necessario – ha proseguito Passon per Confcommercio – è trovare una soluzione in tempi celeri che possa portare d’ ufficio all’ annullamento delle sanzioni anche al fine di non aggravare sia gli utenti che l’ amministrazione di costi per i ricorsi che non farebbero bene a nessuno”. Corale è dunque stata la richiesta sia di Puschiasis che di Passon per accelerare i tempi per l’ accesso al fascicolo da parte di Consumatori Attivi, Codacons e Confcommercio nonchè per fissare un incontro con i tecnici per individuare le strade da percorrere per chiudere questa vicenda in tempi celeri. Venerdì dunque le associazioni saranno al lavoro con il Presidente dell’ Uti e con il suo Segretario generale per cercare di trovare una soluzione.

MotorBox, 07/08/2018 13:21
Seggiolini anti-abbandono: via libera dalla Camera
COS’ È Il seggiolino anti-abbandono per auto sta per diventare realtà. La cronaca, purtroppo, ha riportato diversi episodi di abbandono di bambini in auto, dimenticati incautamente da genitori distratti – per non dire peggio – e che in alcuni casi sono incorsi anche in conseguenze fatali. COME FUNZIONA Al momento non sappiamo ancora per filo e per segno quali saranno le normative costruttive per il passeggino anti-abbandono. Sappiamo però che è già stata tracciata la strada, che prevede l’ installazione di un segnale luminoso ed uno acustico che si attiveranno una volta spenta l’ auto, per avvisare i genitori. QUANDO ARRIVA L’ obbligo scatterà nel 2019 , non si sa ancora se il 1° gennaio o il 1° luglio. Le tempistiche saranno dettate dall’ approdo del disegno di legge a Palazzo Madama, calendarizzato dopo la pausa estiva. A seguire, bisognerà aspettare il decreto ministeriale, al quale andranno sommati 120 giorni per l’ entrata in vigore vera e propria. INCENTIVI Il decreto prevede espressamente l’ introduzione di inceitivi limitati nel tempo per l’ acquisto del seggiolini anti-abbandono. Non si sa ancora la somma di cui si tratta, mentre il Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli auspica la possibile detrazione «fino a 200 euro» come scritto dall’ Ansa. LA PROPOSTA È però il Codacons a spingersi ancor più in là. «Negli ultimi 10 anni ben 8 bambini sono deceduti in Italia perché dimenticati in auto, e in tal senso misure per salvaguardare la salute dei minori sono assolutamente positive. Tuttavia, quando si introduce un obbligo si devono prevedere anche tutele per le famiglie: per questo chiediamo che i seggiolini siano totalmente gratuiti per i genitori, anche allo scopo di evitare ignobili speculazioni sull’ esigenza di tutelare i bambini. La soluzione migliore sarebbe prevedere sistemi di allarme installati direttamente sulle auto di nuova produzione: in tal senso esiste già un dispositivo che il Governo può rendere obbligatorio, in grado di salvare non solo bambini ma anche cani o gatti dimenticati sui sedili posteriori delle auto, attraverso allarmi sonori e l’ attivazione automatica dei sistemi di climatizzazione sulle vetture» spiega Carlo Rienzi , Presidente dell’ associazione.
carlo rienzi

PourFemme, 07/08/2018 12:04
Codice stradale: scatta l’ obbligo dei seggiolini anti-abbandono
Codice stradale: scatta l’ obbligo dei seggiolini anti-abbandono Il via libera alla proposta di legge di Giorgia Meloni fa scattare l’ obbligo per i dispositivi che avvertono della presenza di un minore nell’ auto. La novità sarà in vigore dal gennaio 2019. Pubblicato da Giovanna Tedde Martedì 7 agosto 2018 Sì alla proposta di legge di Giorgia Meloni: da gennaio 2019, scatta l’ obbligo dei seggiolini anti-abbandono a bordo delle auto. Si tratta di una misura che innova il codice stradale in materia di sicurezza e prevede l’ uso di dispositivi che avvertono della presenza di un bambino a bordo. Sì ai seggiolini anti-abbandono I seggiolini anti-abbandono saranno in grado di emettere segnali acustici che non possono essere ignorati se un bambino resta a bordo del veicolo, al momento della chiusura delle portiere. Con il via libera alla proposta di legge di Giorgia Meloni, scatta l’ obbligo che entrerà in vigore dal gennaio 2019. Si tratta di un intervento atto a contrastare il drammatico fenomeno delle morti di minori in auto, sempre più frequenti. L’ allarmante incidenza del fenomeno ha spinto il Governo a ragionare su provvedimenti di natura urgente che consentano di intervenire attivamente per scongiurare tragedie come quelle che le cronache hanno registrato in tempi recenti. Approvata all’ unanimità in commissione Trasporti alla Camera, in sede deliberante, la proposta non necessita del passaggio in Aula. Si passa ora all’ esame del Senato per l’ ok definitivo. Il commento di Giorgia Meloni Giorgia Meloni ha espresso il plauso per l’ approvazione della legge che prenderà il suo nome. Un nuovo assetto che consentirà maggiori tutele per i bambini: “Ringrazio tutti i colleghi per aver contribuito con un voto all’ unanimità a deliberare su questo argomento tanto delicato”. Fratelli d’ Italia sorride al via libera alla proposta, con un simbolico gesto a Montecitorio: in piazza volano palloncini con la scritta ‘Salva Bebè’, e sembra esserci il profumo di una svolta. Al vaglio anche misure di incentivazione all’ acquisto dei nuovi dispositivi, tramite sconti che permetterebbero alle famiglie di ammortizzare una spesa che, comunque, rientra tra le priorità per la sicurezza dei propri figli. Importante conoscere anche la normativa per il trasporto dei bambini in auto , materia troppo spesso ignorata dai genitori. La richiesta di Codacons Carlo Rienzi, del Codacons, ha posto l’ accento su un possibile effetto collaterale che potrebbe innescarsi in seno a questa legge: chiede che si evitino “ignobili speculazioni sull’ esigenza di tutelare i bambini”. A tal proposito, il Codacons ha lanciato la proposta di una doppia tutela, che non interessi soltanto i minori ma anche le famiglie: “Chiediamo che i seggiolini siano totalmente gratuiti”.

Informazione Fiscale, 07/08/2018 11:22
Seggiolini anti-abbandono obbligatori dal 2019, bonus fino a 200 euro
saranno obbligatori dal 1° gennaio 2019 i seggiolini anti-abbandono per il trasporto di bambini in auto. in arrivo un bonus fino a 200 euro nella prossima legge di bilancio.
L’ introduzione dell’ obbligo di seggiolini anti-abbandono ottiene la prima approvazione: la Commissione Trasporti della Camera ha dato il via libera alle modifiche al Codice della Strada in merito al trasporto dei bambini in auto . I seggiolini obbligatori dal 2019 (con entrata in vigore fissata al massimo al 1° luglio) dovranno essere dotati di un dispositivo acustico e luminoso che dovrà segnalare la presenza di bambini nell’ abitacolo dell’ auto. Sarà un successivo decreto del MIT a stabilire le caratteristiche tecniche che dovrà avere il dispositivo di ritenuta per i trasporti dei bimbi in auto e la sua emanazione è fissata entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge. Sarà necessario quindi che la legge che introduce l’ obbligo di seggiolini anti abbandono ottenga il via libera libera anche dalla Commissione in Senato. Tra le novità si segnala inoltre la possibile introduzione di un bonus di 200 euro per l’ acquisto dei nuovi seggiolini (forse nella forma di detrazione fiscale ) con la Legge di Bilancio 2019 . Seggiolini anti abbandono obbligatori dal 2019: cosa cambia Il DdL approvato in Commissione, presentato dall’ On. Giorgia Meloni ed integrato con altre sei proposte di legge, cambia quanto previsto dall’ articolo 172 del Codice della Strada ed introduce dal 2019 l’ obbligo di montare seggiolini anti abbandono con dispositivi acustici e luminosi che avvisino sulla presenza di bambini in auto. Nel dettaglio, il testo approvato alla Camera, atteso in Senato per il via libera definitivo dopo la pausa estiva, prevede che il conducente dei veicoli della categoria M1, N1, N2 e N3 immatricolati in Italia, o immatricolati all’ estero e condotti da residenti in Italia, quando trasporta un bambino di età inferiore ai quattro anni assicurato al sedile con il sistema di ritenuta, ha l’ obbligo di utilizzare apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l’ abbandono del bambino. Le caratteristiche tecnico-costruttive dei nuovi seggiolini dovranno essere definite con apposito decreto del MIT da emanarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge. Non cambiano le sanzioni previste: chi non rispetterà l’ obbligo di trasporto con i seggiolini anti abbandono rischia una multa di 81 euro e la decurtazione di 5 punti dalla patente. In caso di recidiva è prevista la sospensione della patente fino ad un massimo di due mesi. Bonus fino a 200 euro per l’ acquisto di nuovi seggiolini: novità in Legge di Bilancio 2019 Per agevolare le famiglie che potrebbero presto trovarsi a dover fare i conti con il costo dei nuovi seggiolini anti abbandono, la legge approvata in Commissione prevede l’ introduzione di “agevolazioni fiscali limitate nel tempo”. Il Ministro dei Trasporti M5S, Danilo Toninelli, ha annunciato l’ introduzione di un bonus ad hoc in Legge di Bilancio 2019 : si tratterà di uno sconto fiscale fino a 200 euro per l’ acquisto dei dispositivi acustici e luminosi obbligatori per il trasporto dei bimbi in auto. Molto probabilmente l’ agevolazione per le famiglie sarà introdotta nella forma di detrazione fiscale , con un tetto di spesa ed una percentuale di detrazione riconosciuta (così come, ad esempio, è previsto per le spese del nido o per le spese scolastiche). Dal Codacons , intanto, arriva la richiesta che i seggiolini anti abbandono siano totalmente gratuiti per i genitori; ipotesi che tuttavia per il momento sembra essere esclusa ma per la quale non sarebbero inaspettate ulteriori novità. Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Seggiolini anti-abbandono obbligatori dal 2019, bonus fino a 200 euro.

MotoriOnline, 07/08/2018 11:09
Seggiolini anti-abbandono, c’ è l’ ok della Camera all’ obbligo
Il disegno di legge che introduce l’ obbligo dei seggiolini anti-abbandono in auto per i bambini è stato approvato dalla Camera, con la parola che ora passa al Senato per il sì definitivo. La Commissione trasporti ha dato l’ ok per rendere obbligatoria l’ installazione di dispositivi che prevengono l’ abbandono dei bambini nei veicoli chiusi. Chi deve ottemperare all’ obbligo A dover rispettare tale obbligo, recita il testo approvato, sono i conducenti dei veicoli della categoria “M1, N1, N2 e N3 immatricolati in Italia, o immatricolati all’ estero e condotti da residenti in Italia”, che trasportano bambini fino a 4 anni di età, assicurati al sedile con adeguato sistema di ritenuta. Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche del dispositivo di allarme che avvisa i genitori della presenza del piccolo queste saranno stabilite con successivo decreto del Ministero dei trasporti, entro 60 giorni dall’ entrata in vigore della legge. In ogni caso si sa già che i dispositivi devono emanare un segnale acustico ed uno visivo per avvertire mamma e papà della presenza del bambino quando si spegne l’ auto. Le sanzioni Per chi non ottempera all’ obbligo, che comprende anche chi ha il dispositivo in macchina ma non lo attiva, sono previste le sanzioni relative all’ art. 172 del Codice della Strada: multa di 81 euro, decurtazione di 5 punti dalla patente, sospensioni da 15 giorni a 2 mesi in caso di recidiva. L’ obbligo, in attesa della definitiva approvazione del Senato, entrerà in vigore a gennaio 2019 o al più tardi il 1° luglio 2019. Incentivi all’ acquisto Nel provvedimento sono previsti “incentivi all’ acquisto”, limitati nel tempo, dei dispositivi salva bebè, con il Ministero dei Trasporti che nelle prossime settimane lavorerà a stretto contatto con il Ministero dell’ Economia per trovare le adeguate coperture finanziarie, probabilmente già in legge di Bilancio. Il Codacons chiede seggiolini gratuiti L’ introduzione dell’ obbligo di seggiolini anti-abbandono è stata accolta positivamente anche dall’ associazione dei consumatori del Codacons che, tramite il presidente Carlo Rienzi, pone l’ attenzione sul pericolo speculazioni a danno delle famiglie: “Negli ultimi 10 anni ben 8 bambini sono deceduti in Italia perché dimenticati in auto, e in tal senso misure per salvaguardare la salute dei minori sono assolutamente positive. Tuttavia quando si introduce un obbligo si devono prevedere anche tutele per le famiglie: per questo chiediamo che i seggiolini siano totalmente gratuiti per i genitori, anche allo scopo di evitare ignobili speculazioni sull’ esigenza di tutelare i bambini”. La nota del Codacons conclude: “La soluzione migliore sarebbe prevedere sistemi di allarme installati direttamente sulle auto di nuova produzione: in tal senso esiste già un dispositivo che il Governo può rendere obbligatorio, in grado di salvare non solo bambini ma anche cani o gatti dimenticati sui sedili posteriori delle auto, attraverso allarmi sonori e l’ attivazione automatica dei sistemi di climatizzazione sulle vetture”.

ilgiornale.it, 07/08/2018 10:24
Con l’ affitto a incastro la casa non chiude mai
come non lasciare la casa vuota durante l’ anno? con un gioco a incastro fra turisti e manager in viaggio per lavoro
Un tempo c’ erano i cartelli «Affittasi per brevi periodi», «Appartamento ad uso foresteria». E quegli annunci restavano lì a ingiallire, appesi ai portoni delle case per mesi, capaci di intercettare solo poche decine di avventori. Con il rischio di lasciar vuoto per chissà quanto tempo il bilocale in questione. Ora il mondo degli affitti brevi è completamente cambiato. Vuoi perché gli annunci dei privati vengono pubblicati on line e sono accessibili a una platea molto più estesa di clienti, vuoi per l’ effetto Airbnb che fa «visitare» ogni stanza della casa senza dover muovere un passo. La vetrina virtuale ha fatto bene a tutti: ai proprietari delle case – che riescono ad affittare molto più facilmente -, agli affittuari – che non si ritrovano più in appartamenti ammuffiti arredati con i mobili della nonna ma in abitazioni che non vanno mai al di sotto di certi standard -, al fisco – che ha recuperato una fetta non indifferente di canoni nero. Tuttavia il mercato della domanda-offerta delle case in affitto, per vacanze o soggiorni di lavoro, è arrivato a un’ ulteriore svolta. Non basta più Airbnb (che fa le veci delle agenzie immobiliari di vecchio stampo), ci vuole anche una versione virtuale del proprietario di casa. Et voilà, adesso esiste anche quella. A pensarci sono state alcune start-up, nate da un paio d’ anni, ideate con il solo scopo di gestire le richieste di alloggio e incastrare i periodi di soggiorno degli affittuari senza mai lasciar vuoto l’ appartamento durante l’ anno. Una bella svolta per i proprietari che finalmente riescono a spremere al massimo il potenziale della loro seconda casa e investire quei soldi in manutenzione e migliorie dell’ immobile. PULIZIE E CHECK IN Un esempio: Sweetguest, fondata alla fine di Expo 2015, in due anni di attività ha fatto guadagnare ai suoi clienti qualcosa come 5,3 milioni di euro, gestendo 550 immobili e dando alloggio (con un minimo di tre notti di permanenza) a 44mila ospiti, fra turisti stranieri e manager in viaggio per lavoro. Come funziona il meccanismo? Semplicemente i fondatori della start-up si sono inseriti in quella fetta di mercato rimasta scoperta e hanno creato un servizio utile non solo al singolo proprietario – che non ha tempo e voglia di gestire arrivi e partenze – ma anche alla stessa Airbnb che, grazie ai nuovi partner, riesce a lavorare meglio e di più. «Abbiamo realizzato un software – spiega Edoardo Grattirola che, assieme a Rocco Lomazzi, ha fondato Sweetguest – che ci consente di gestire su Airbnb il singolo profilo di chi decide di mettere in affitto casa. Ci occupiamo di tutto noi, dal check-in alla consegna delle chiavi, dai contatti con gli ospiti ai servizi di pulizia, per i quali ci affidiamo a una società esterna». La società si appoggia a una rete di collaboratori con partita Iva, principalmente studenti universitari, che si occupano di accoglienze e partenze per una media di sette appartamenti al giorno a testa. Ognuno gestisce una zona della città a mille euro al mese. Finora il servizio si è radicato a Milano, Roma, Firenze e Venezia ma l’ algoritmo è applicabile agli affitti di qualsiasi località e sembra destinato ad essere replicato. Tutto è più veloce in un’ era di smartphone, compreso il monitoraggio dell’ appartamento per verificare le condizioni in cui i turisti lo hanno lasciato. Il banco di prova principale per la nuova società di affitti brevi è stata la Settimana del design di Milano, ad aprile. Durante l’ evento di quest’ anno, il numero degli ospiti è cresciuto del 300 per cento rispetto a un normale periodo dell’ anno e i proprietari di casa hanno registrato rendimenti fino a 1.700 euro per notte: praticamente il +1000 per cento rispetto agli affari che avrebbero fatto affittando in modo tradizionale. Dati più che positivi e in continua crescita. Tanto da spingere Airbnb a premiare Sweetguest con primo co-host professionale. GUADAGNI E NIENTE «NERO» Altro esempio di società agevola-affitti brevi è Bnbsitter, radicatissima in Francia e arrivata anche nelle principali città italiane. Si occupa di tutto: dallo shooting fotografico dell’ appartamento alla concierge, dalle pulizie all’ assicurazione (fino a un montante massimo di 400 euro). Il tutto chiedendo il 20% sulla quota dell’ affitto. Lavorano in modi simili anche decine di altre agenzie, sia grandi sia piccole a seconda del numero di appartamenti che gestiscono. Ci sono Guesthero, The Best rent, Rentclass, Milan in flat, Cleanbnb. Ovviamente l’ idea viene cavalcata da molti imprenditori che, lavorando a percentuale su ogni singolo affitto, contribuiscono a raggiungere un duplice obbiettivo: valorizzare al meglio patrimoni immobiliari che altrimenti verrebbero gestiti con un semplice passaparola e combattere gli affitti in nero. Dando anche più garanzie al turista che prenota (con sempre più fiducia e confidenza) l’ appartamento limitandosi a guardare qualche fotografia. I numeri dei settore sono in crescita. Solo nel 2106 le piattaforme che si occupano di questo tipo di servizi sono passate da 187 a 206. Inoltre, secondo uno studio dell’ università di Pavia commissionato da Phd Italia, il primo sulla sharing economy italiana, il volume d’ affari di questo settore ha raggiunto i 3,5 miliardi di euro. Le prospettive di sviluppo sono ancora ampie. Si stima che nel 2025 il business potrà raggiungere i 14 miliardi di euro nello scenario più pessimistico (25 in quello più ottimistico). Si tratta di iniziative finanziate sia attraverso i canali tradizionali che tramite soluzioni sempre legate alle nuove piattaforme social come il crowdfunding. IL GIALLO DELLA TASSA Anche se indirettamente, il futuro delle società che gestiscono le case su Airbnb sembra ostacolato dalla tassa chiesta a suo tempo dal governo Gentiloni e al centro di un dibattito tutt’ altro che risolto. L’ imposta prevede che gli intermediari immobiliari – che siano portali online o agenzie tradizionali attive nel mercato degli affitti turistici – agiscano da sostituti d’ imposta, e trattengano una ritenuta del 21% sui canoni delle locazioni sotto i 30 giorni dovute ai proprietari di casa, con l’ obbligo di girare i dati all’ Agenzia delle Entrate. Cosa che al momento né Airbnb né Booking né Homeaway hanno accettato di fare. L’ Antitrust ha contestato la tassa sostenendo che rischia di «scoraggiare l’ offerta di forme di pagamento digitale da parte di piattaforme che hanno semplificato e al contempo incentivato le transazioni online, contribuendo a una generale crescita del sistema economico». Il timore dunque è che «si alteri la concorrenza tra i gestori dei portali telematici, «a discapito di coloro che adottano modelli di business fortemente caratterizzati dal ricorso a strumenti telematici di pagamento». GLI ALBERGATORI DICONO NO Da qui l’ appello del Codacons per eliminare la cedolare secca al 21% scattata dallo scorso settembre e la guerra con Federalberghi che, al contrario, sprona il Governo a non mollare e a dare una disciplina fiscale agli affitti brevi. È di poche settimane fa l’ appello della Fiaip, federazione degli agenti immobiliari, per cancellare totalmente la tassa. «Lo Stato ha incassato 19 milioni a fronte dei 93 attesi, mentre Airbnb e altri operatori con sede legale all’ estero non hanno sborsato un solo euro. Ecco come è finita la ridicola vicenda della tassa Airbnb» protesta Gian Battista Baccarini, presidente Fiaip. «Ci appelliamo al ministro del Turismo Gian Marco Centinaio perché elimini questa tassa inutile e dannosa per gli operatori italiani». Ma mentre la politica cerca di fissare dei paletti, a tenere in mano le redini del mercato sono i big degli affitti, le piattaforme on line e le start up che hanno reso più facile quella che un tempo era una semplice «foresteria».

Il Gazzettino, 07/08/2018 06:21
Ex Popolari venete, via libera del Senato al vincolo sui rimborsi
il senatore ferrazzi: «entro il 31 ottobre il decreto attuativo»
RISPARMIO TRADITO VENEZIA Ex Popolari venete, il Senato ha detto all’ unanimità stop alla melina: il governo dovrà varare il decreto per i rimborsi ai risparmiatori azionisti entro fine ottobre. «Abbiamo ottenuto un importante successo per i risparmiatori truffati dalle banche, una tragedia che solo in Veneto, epicentro della vicenda, riguarda 200 mila famiglie. Grazie a un mio emendamento al decreto Milleproroghe, il governo dovrà entro il 31 ottobre – avverte il senatore veneziano del Pd Andrea Ferrarzzi, intervenuto in aula – varare il provvedimento necessario a sbloccare il fondo, che è già coperto attraverso la legge di bilancio 2018 del governo del Pd. Un decreto indispensabile, che va emanato al più presto perché tante famiglie lo aspettano. Basta con i rinvii. Il governo ha dato parere favorevole al mio emendamento, il fondo è già finanziato, che diventi operativo al più presto. Ora non ci sono più scuse». La legge sui rimborsi, approvata dal vecchio Parlamento a fine legislatura, prevede un fondo di 100 milioni in 4 anni per i ristori degli azionisti di Popolare Vicenza, Veneto Banca e dei 4 istituti del Centro Italia. Il decreto attuativo ora sarebbe sulla scrivania del ministro dell’ economia Tria per la firma definitiva che darebbe il via ai reclami all’ Anac dei risparmiatori che si ritengono di essere stati truffati. «Di fronte alla gestione delittuosa di alcune banche, su cui la magistratura farà il suo corso – prosegue Ferrazzi – i governi precedenti non sono stati con le mani in mano e hanno salvato i correntisti, le imprese, gli obbligazionisti, i dipendenti. Noi in commissione abbiamo proposto una proroga al 31 agosto per il decreto sblocca-fondo, il governo ha chiesto il 31 ottobre e abbiamo acconsentito per garantirci il voto degli altri gruppi. Adesso però vogliamo che si faccia presto: dobbiamo mettere nelle tasche dei risparmiatori truffati subito i 100 milioni già stanziati, che certo andranno incrementati attraverso l’ utilizzo dei fondi dormienti». TOCCA ALLA CAMERA Ora la norma dovrebbe ottenere l’ approvazione definitiva dalla Camera entro settembre. Ma il segnale in ogni caso è forte. «Questo voto impegna la nuova maggioranza e il governo, la legge non viene cambiata ma si dà una data ultimativa per renderla operativa – spiega Ferrazzi – ricordo che il ministro Tria può firmare il decreto anche prima di ottobre». Rimane il mistero sul decreto attuativo, che sarebbe stato bollinato anche dal Consiglio di Stato ma che dopo mesi non ha visto ancora la luce. Il Codacons Veneto sfida tutte le forze politiche, «vecchie e nuove», a rendere pubblico la norma che prevede il criterio dell’ ordinamento temporale per i rimborsi. «Grazie al Pd per la prima volta in Europa si prevede un ristoro per chi ha investito nel capitale di una banca», chiude Ferrazzi. M.Cr. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
andrea ferrazzi

Il Gazzettino, 07/08/2018 06:21
Seggiolino anti -abbandono per i bimbi Via libera della Camera: è obbligatorio
IL PROVVEDIMENTO ROMA – In dieci anni le piccole vittime sono state otto, otto bimbi dimenticati sul seggiolino in macchina per distrazione e stress da genitori poi schiantati dai sensi di colpa. Ieri il primo passo importante contro il fenomeno dell’ abbandono per distrazione dei bimbi. La Commissione Trasporti della Camera ha infatti approvato il disegno di legge che prevede l’ obbligo di montare, sui seggiolini, speciali dispositivi acustici che ricordino la presenza del bambino a bordo dell’ auto. Il provvedimento potrebbe essere accompagnato da un incentivo per l’ acquisto dei sensori. Un impegno in questo senso è stato assicurato dal ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli. FONDI In queste settimane e nei prossimi mesi il ministero, informa una nota del dicastero, lavorerà in stretta collaborazione con il ministero dell’ Economia per trovare le adeguate coperture finanziarie, probabilmente già in legge di Bilancio. Il provvedimento, precisa la nota, costituisce «un primo risultato importantissimo per tentare di evitare tante tragedie dovute a una banale distrazione. Un segnale luminoso e uno acustico avviseranno i genitori della presenza del bambino in auto anche quando si spegne la macchina, così da evitare che i bimbi vengano dimenticati dentro l’ abitacolo. Un piccolo dispositivo che può salvare tantissime vite». «Sono veramente contenta. È un grande onore per me dare il nome a una legge che salverà i bambini da un fenomeno, quello della distrazione genitoriale, che purtroppo colpisce tutte le società»: lo ha detto la leader di Fratelli d’ Italia, Giorgia Meloni, che ha festeggiato il via libera davanti alla Camera. L’ ITER «Vogliamo evitare tante morti assurde – ha commentato il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Sergio Battelli (M5s) – per una dimenticanza banale che può avere, però, dei risvolti davvero tragici. Ora la parola passa al Senato che, spero, dia l’ ok rapidamente. La sicurezza non può aspettare». «La sicurezza sulle strade è tra le priorità del nostro mandato – ha spiegato il sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti, Michele Dell’ Orco -. Proprio allo scopo di diminuire i morti sulle strade italiane, dopo la piena attuazione delle misure salva bimbi, modificheremo il codice della strada per tutelare la mobilità dolce». Plauso alla nuova normativa anche dal Codacons, che però ne chiede la gratuità. L.F. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Quotidiano della Calabria, 07/08/2018 05:40
catanzaro appello a recepire il piano di scura per oltre 1.200 immissioni in servizio
Il Codacons: «Subito le assunzioni»
la sollecitazione alle aziende sanitarie: «non tollereremo più ostacoli e rinvii»
CATANZARO – «Non tollereremo alcun tipo di rinvio nelle già deliberate assunzioni nel settore sanitario e non esiteremo a denunciare chiunque porrà ostacoli all’ immissione in servizio del personale». Lo sostiene, in una nota, Francesco Di Lieto, del Codacons. «Qualsiasi ritardo, infatti- aggiunge – oltre a mortificare i calabresi ed il loro diritto a ricevere cure dignitose, confermerebbe il sospetto di squallidi ricatti fini elettorali nelle assunzioni. Ecco perché, se la politica ha davvero a cuore le sorti dei malati calabresi, l’ unico modo che ha di dimostrarlo è mettere giù le mani dalla sanità. Una cosa universalmente risaputa è il fabbisogno di personale nelle strutture sanitarie della regione Calabria. Per questo motivo siamo moderatamente soddisfatti del Decreto 154 dello scorso 25 luglio con cui il Commissario ad acta per il Piano di rientro dal deficit sanitario ha disposto il Piano delle assunzioni di Personale. Si tratta di 1.253 assunzioni a tempo indeterminato». Di Lieto, nella nota, si rivolge alle Aziende sanitarie calabresi «affinché recepiscano immediatamente – afferma – il Decreto 154 provvedendo, senza indugio, all’ assunzione del personale, per come stabilito nel citato Decreto. Una sollecitazione resa necessaria dal fatto che ormai da troppi anni le Aziende sanitarie calabresi sono drammaticamente a corto di personale per via dei tagli alla spesa e non riescono a garantire i livelli essenziali di assi stenza». E ancora: «Con l’ immissione in servizio di oltre 1.200 professionisti – sostiene sempre Di Lieto del Codacons – si potrebbero alleviare le attese negli ospedali e rendere più efficienti i servizi erogati a chi soffre ma anche a chi li eroga, tra mille difficoltà e spesso con turni disumani. Per quanto riguarda gli operatori socio sanitari ben si potrebbe attingere dalle graduatorie degli idonei del concorso pubblico già espletato. In questo modo potrebbero essere immesse in servizio, già da domani, ben 176 unità». Una polemica, quella sulla quale interviene il Codacons, che sembra destinata a fare discutere ancora molto, in Calabria. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Gazzetta del Sud (ed. Catanzaro), 07/08/2018 05:39
i “blitz” del codacons nelle spiagge
Allarme spazzatura «Il nostro mare non vale una cicca»
Mozziconi di sigarette a non finire, plastica, accendini, pneumatici e, perfino, qualche siringa. Questo il risultato del primo blitz attuato sabato dal Codacons sulle spiagge calabresi e che ha consentito di portare a casa un “bottino” enorme di rifiuti. Prima tappa a Santa Domenica di Ricadi, ne seguiranno altre. «Quello che impressiona – sostiene il catanzarese Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons – è che in appena due ore i nostri volontari, coordinati e diretti da Pierluigi Chiarla, hanno raccolto oltre 1 kg di mozziconi di sigaretta. Si tratta di una quantità tale da imporre delle serie riflessioni. Le cicche sono il rifiuto più abbondante disseminato sulla terra, perché fin troppo spesso dimentichiamo che sono vere e proprie “bombe” che continuano ad inquinare per tantissimi anni. Recenti studi attestano che per decomporsi ogni mozzicone impiega circa 10 anni. In quest’ ottica – prosegue Di Lieto – abituarsi a riciclare è determinante per salvare le nostre spiagge ed il nostro mare». La tossicità delle cicche è legata alle migliaia di composti chimici prodotti durante la combustione del tabacco, quali acido cianidrico, ammoniaca, formaldeide, benzene e fenoli. «I mozziconi quindi – continua il vice presidente del Codacons – finiscono per avere effetti tossici su diversi microrganismi, sugli insetti ed anche sui pesci». Ecco perché i blitz «mirano principalmente a sensibilizzare i cittadini, stimolandoli a porre in essere comportamenti responsabili. Ovviamente – fa presente ancora Di Lieto – il nostro intervento ha riguardato solo la parte superficiale di un modesto tratto di spiaggia, pensiamo a cosa può essersi accumulato in profondità». Da oltre due anni sono previste sanzioni, che vanno da 60 fino a 300 euro, per chi getta mozziconi in terra, nelle acque e negli scarichi. Tuttavia le multe rimangono solo sulla carta». Per questo motivo il Codacons chiede a tutti i Comuni Calabresi «un giro di vite contro chi getta mozziconi a terra, attraverso l’ invio di vigili lungo le spiagge, per tutelare “la più preziosa risorsa che abbiamo in Calabria”, e di incrementare la presenza di cestini per incentivare a differenziare correttamente i rifiuti sul territorio».

Gazzetta del Sud (ed. Cosenza), 07/08/2018 05:37
sanità
Il Codacons: «La politica metta giù le mani dai concorsi»
Catanzaro Un “appello” e una “minaccia”: così li definisce lo stesso vice presidente nazionale del Codacons, Francesco Di Lieto, che interviene sulle 1.600 assunzioni previste nella sanità sulla base del decreto 154 dello scorso 25 luglio firmato dal commissario Massimo Scura. Il Codacons si rivolge innanzitutto alle aziende sanitarie calabresi affinché recepiscano immediatamente i decreto «provvedendo, senza indugio, all’ assunzione del personale» Secondo Di Lito con l’ immissione in servizio di centinaia a centinaia di professionisti «si potrebbero alleviare le attese negli ospedali e rendere più efficienti i servizi erogati a chi soffre ma anche a chi li eroga, tra mille difficoltà e spesso con turni disumani». I toni si alzano, però, su un aspetto specifico: «Non tollereremo -alcun tipo di rinvio nelle già deliberate assunzioni e non esiteremo a denunciare chiunque porrà ostacoli all’ immissione in servizio del personale. Qualsiasi ritardo, infatti, oltre a mortificare i calabresi ed il loro diritto a ricevere cure dignitose, confermerebbe il sospetto di squallidi ricatti a fini elettorali nelle assunzioni. Ecco perché se la politica ha davvero a cuore le sorti dei malati calabresi, l’ unico modo che ha di dimostrarlo è mettere giù le mani dalla sanità».

Corriere del Veneto, 07/08/2018 05:04
Banche venete: riparte il fondo di ristoro
approvato all’ unanimità in senato l’ emendamento pd di ferrazzi che posticipa la deadline al 31 ottobre baretta: «o così o perdiamo 25 milioni». bitonci: «mera proroga, quel provvedimento va riscritto»
Venezia Un voto all’ unanimità in Senato riaccende le speranze per i truffati delle banche venete. Nel Milleproroghe, infatti, è passato anche un emendamento proposto dal senatore veneziano del Pd, Andrea Ferrazzi, che proroga la scadenza per l’ attivazione del fondo di ristoro di chi ha perso i propri risparmi investendo nei prodotti bancari di Popolare di Vicenza e Veneto Banca, con tanto di formale parere favorevole del governo. La deadline, ora, è il 31 ottobre di quest’ anno. Come a dire, l’ ultimo treno da prendere prima che il già esiguo fondo da 100 milioni finanziato con l’ ultima legge di stabilità, si riduca a 75. Lo ricorda il «padre» del fondo, l’ ex sottosegretario del Pd Pier Paolo Baretta: «Il decreto attuativo che attiverebbe il fondo potrebbe essere emanato dal governo domani, è stato lasciato già corredato da tutte le verifiche tecnico-giuridiche del caso, incluso il placet del Consiglio di Stato, mi auguro davvero che a ottobre il fondo parta altrimenti per la ripartizione su quattro anni prevista dalla legge, si perderebbero 25 milioni di euro. E siamo tutti d’ accordo che quei 100 milioni sono una base da cui partire». Il sottosegretario al Mef, Massimo Bitonci (Lega), però, pare ben deciso a seguire una via diversa: «Lo scorso 24 luglio con il collega Alessio Villarosa (M5s) abbiamo incontrato tutte le associazioni delle vittime del crac delle banche venete e da lì abbiamo stilato una proposta che ho già sottoposto al ministro Giovanni Tria, al premier Giuseppe Conte e ai vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. L’ emendamento è una mera proroga dei termini, una vittoria di Pirro, ma noi già da settembre inizieremo a lavorare a una proposta da inserire direttamente in legge di bilancio». La ratio legastellata è che il fondo lasciato in eredità dai governi a trazione dem va riscritto. «E sulla base delle precise richieste dei diretti interessati». Si va dall’ allargamento del perimetro per l’ accesso ai risarcimenti (parola che, nella nuova versione dovrebbe sostituire «ristoro») all’ inclusione di una rappresentanza degli stessi truffati nell’ elaborazione della norma passando per l’ istituzione di una «cabina di regia» e attraverso l’ eliminazione dell’ onere della prova ora in capo al risparmiatore in merito alla mancata informazione da parte dell’ istituto bancario. Di fatto, spostare le lancette dell’ orologio a ottobre potrebbe consentire al governo proprio di varare il fondo per poi «ritoccarlo» subito dopo in sede di legge di bilancio. Al netto delle scaramucce, il primo firmatario dell’ emendamento, Ferrazzi, che ha portato a casa prima un sì in commissione Affari Costituzionali del Senato nella notte fra giovedì e venerdì e, ieri, un sì unanime a Palazzo Madama che fa ragionevolmente prevedere un bis a settembre a Montecitorio, si dichiara molto soddisfatto: «La legge è chiara, questo emendamento pone un termine perentorio e vincolante affinché non si perda un altro secondo. Non è immaginabile che si azzeri tutto perdendo un altro intero anno e un quarto dei fondi disponibili». Se esiste un tema trasversale che ha accomunato maggioranza e opposizioni in campagna elettorale è proprio questo. «E l’ emendamento votato dal Senato – ha detto Ferrazzi in aula – rappresenta un unicum in tutta Europa. A chi dice che cento milioni sono insufficienti, diciamo che siamo d’ accordo ma è fondamentale iniziare e far partire il fondo cui aggiungere, il prima possibile, il miliardo e 400 milioni proveniente da conti dormienti». Dal fronte (diviso) dei risparmiatori arriva il plauso di Franco Conte (Codacons): «Siamo pienamente soddisfatti perché, per quanto perfettibile, la norma che istituisce il fondo è la base da cui partire». E gioisce anche la Regione con l’ assessore Manuela Lanzarin che ha la delega per il tema banche che commenta: «É importante che questo governo dia una risposta concreta a una tragedia sociale e umana che ha colpito il Veneto». Nel frattempo, Anac, arbitro per i risarcimenti ai truffati delle banche è al lavoro sì, ma solo sulle altre 4 banche: Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti. Un ruolo teoricamente esteso anche alle due venete ma di fatto in stallo proprio per l’ assenza del Dpcm attuativo.
m.za.

Giornale di Carate, 07/08/2018 05:02
Parlamentari brianzoli, l’ assenteista è Romani
il senatore di forza italia, ex assessore a monza, ha collezionato solo una presenza su 287 sedute, pe gg o del deputato -velista poi espulso dai 5stelle
MONZA (cmz) Paola Frassinetti (FdI), eletta nel Collegio uninominale di Seregno (si è guadagnata uno spazio di notorietà il 2 agosto affermando che la strage di Bologna non ha matrice fascista) non salta una seduta alla Camera. Lo stesso record lo detiene il democratico Gianmario Fragomeli, ex sindaco di Cassago Brianza, eletto nel Collegio plurinominale di Seregno/Monza. Sono gli unici due deputati del territorio o eletti nella nostra Provincia sempre ligi al dovere. Restando a Montecitorio, il parlamentare più assente (limitandoci sempre a quanti hanno legami col territorio) è Giulio Centemero, origini arcoresi e tesoriere della Lega. Ha partecipato a 173 sedute su 297 (58,25% di presenze). Al Senato c’ è però chi ha fatto decisamente peggio di lui. L’ ex assessore di Monza ed ex ministro di Forza Italia Paolo Romani ha partecipato a una sola seduta su 287. Tra i «nostri» il presenzialista a Palazzo Madama è il leghista Emanuele Pellegrini di Car nate, che ha fatto l’ en plein: presente a 287 sedute su 287. A portare alla ribalta della cronaca presenze e assenze in Parlamento è stato, suo malgrado, Andrea Mura, deputato del Movimento 5 Stelle. Perché al Parlamento lui, velista appassionato, preferiva il mare. La polemica è scoppiata dopo 220 sedute… e 212 assenze. Mura era stato così accusato dal suo corregionale nonché collega di Forza Italia Ugo Cappellacci di essere un assenteista. In un’ intervista al quotidiano «La nuova Sardegna», il deputato -velista aveva replicato che «l’ attività politica non si svolge solo in Parlamento. Io l’ ho detto fin dall’ inizio, anche in campagna elettorale, che il mio ruolo, più che quello di parlamentare, sarebbe stato quello di testimonial a difesa degli oceani. D’ altronde, ci sono un sacco di parlamentari che vanno alla Camera e passano il loro tempo a farsi i selfie in aula. Io no, ho altro da fare». La sua difesa, però, non è servita. I 5 Stelle lo hanno espulso dal Movimento e Mu ra ha veleggiato veloce nel rifugio sicuro del Gruppo misto. Ma non è finita qui. Perché il Codacons ha presentato contro di lui un esposto alla Procura di Roma per peculato. L’ associazione che difende i consumatori non considera giusto, insomma, che un deputato incassi i soldi dei contribuenti senza lavorare. E i 5Stelle lo hanno denunciato a loro volta, tanto che Mura ha rassegnato le dimissioni da parlamentare. Il «caso Mura», forse perché noto velista, forse perché di un movimento che fa dell’ onestà un valore, ha fatto scalpore, grande scalpore. Però come abbiamo visto c’ è chi ha fatto peggio di lui. Oltre al già citato Romani, anche la «pasionaria» degli animali, la lecchese Michela Vittoria Brambilla. All’ epoca della polemica che ha travolto Mura, aveva infatti una percentuale di assenze del 99,5%, avendo partecipato a una sola seduta su 220, contro le 8 del parlamentare penta stellato. Mura ha affermato che una volta a settimana, più o meno, lui in Parlamento ci andava, Brambilla non può dire neanche questo, visto che si è fermata a una sola presenza. Si fa però notare con svariati comunicati stampa, l’ ultimo giovedì 2 agosto per plaudire allo stop per l’ autostrada Broni-Mortara. Come il sardo Mura, evidentemente, anche la lecchese Brambilla è dell’ opinione che la po litica si fa fuori dal Parlamento. Ma allora perché li chiamano parlamentari? Boh. Tra l’ altro ricordiamo che per l’ articolo 48 del regolamento della Camera, e l’ articolo 1 comma 2 di quello del Senato, deputati e senatori hanno il dovere di partecipare alle sedute dell’ aula. In una democrazia rappresentative come la nostra – a maggior ragione nel caso di un deputato eletto come Mura in un Collegio uninominale – «bigia re» le sedute del Parlamento di fatto priva i cittadini di un loro rappresentante. Per tracciare un bilancio di presenze e assenze dei parlamentari brianzoli abbiamo fatto riferimento ai dati aggiornati di «Openpolis», l’ Associa Crippa Andrea Fragomeli Gianmario Frassinetti Paola PARLAMENTARE Corbetta Gianmarco Pellegrini Emanuele Rampi Roberto Romani Paolo PARTITO PRESENZE FI 88,22% (262 su 297) Lega 98,65% (293 su 297) 1,35% (4 su 297) Lega 58,25% (173 su 297) 41,75% (124 su 297) Lega 95,96% (285 su 297) 4,04% (12 su 297) Lega 98,65% (293 su 297) 1,35% (4 su 297) Pd ASSENZE 11,78% (35 su 297) Lega 76,77% (228 su 297) 23,23% (69 su 297) FI 98,32% (292 su 297) 1,68% (5 su 297) M5S 63,30% (188 su 297) 36,70% (109 su 297) M5S 99,30% (285 su 287) 0,70% (2 su 287) Pd 68,29% (196 su 287) 19,16% (55 su 287) FI Lega 97,56% (280 su 287) 0,35% (1 su 287) FI 20,56% (59 su 287) 63,76% (183 su 287) zione indipendente ed economicamente autonoma che ne ha calcolato l’ indice di produttività. Un indice che non prende in considerazione il lavoro, anche rilevante, che alcuni parlamentari svolgono per gli incarichi necessari al funzionamento della macchina politica e amministrativa del Parlamento (Commissioni, Gruppi, Comitati, Giunte, Collegi e Uffici di Camera e Senato). Per assenze si intendono i casi di non partecipazione al voto, sia quello in cui il parlamentare è fisicamente assente (e non in missione) sia quello in cui è presente ma non vota e non partecipa a determinare il numero legale nella votazione. I sistemi di documentazione dei resoconti di Camera e Senato non consentono di distinguere un caso dall’ altro. I regolamenti non prevedono insomma la registrazione del motivo dell’ assenza al voto del parlamentare. Non si può distinguere, pertanto, l’ assenza ingiustificata da quella, ad esempio, per ragioni di salute. Nei dati che presentiamo a fianco, in due casi presenze e assenze non fanno il totale delle sedute perché il leghista Massimiliano Romeo e la forzista Licia Ronzulli hanno anche partecipato a delle missioni e per quel motivo non erano quindi in Aula. Sei le missioni di Romeo e 45 quelle di Ronzulli.

Giornale di Vimercate, 07/08/2018 05:02
Parlamentari brianzoli, l’ assenteista è Romani
il senatore di forza italia, ex assessore a monza, ha collezionato solo una presenza su 287 sedute, pe gg o del deputato -velista poi espulso dai 5stelle
MONZA (cmz) Paola Frassinetti (FdI), eletta nel Collegio uninominale di Seregno (si è guadagnata uno spazio di notorietà il 2 agosto affermando che la strage di Bologna non ha matrice fascista) non salta una seduta alla Camera. Lo stesso record lo detiene il democratico Gianmario Fragomeli, ex sindaco di Cassago Brianza, eletto nel Collegio plurinominale di Seregno/Monza. Sono gli unici due deputati del territorio o eletti nella nostra Provincia sempre ligi al dovere. Restando a Montecitorio, il parlamentare più assente (limitandoci sempre a quanti hanno legami col territorio) è Giulio Centemero, origini arcoresi e tesoriere della Lega. Ha partecipato a 173 sedute su 297 (58,25% di presenze). Al Senato c’ è però chi ha fatto decisamente peggio di lui. L’ ex assessore di Monza ed ex ministro di Forza Italia Paolo Romani ha partecipato a una sola seduta su 287. Tra i «nostri» il presenzialista a Palazzo Madama è il leghista Emanuele Pellegrini di Car nate, che ha fatto l’ en plein: presente a 287 sedute su 287. A portare alla ribalta della cronaca presenze e assenze in Parlamento è stato, suo malgrado, Andrea Mura, deputato del Movimento 5 Stelle. Perché al Parlamento lui, velista appassionato, preferiva il mare. La polemica è scoppiata dopo 220 sedute… e 212 assenze. Mura era stato così accusato dal suo corregionale nonché collega di Forza Italia Ugo Cappellacci di essere un assenteista. In un’ intervista al quotidiano «La nuova Sardegna», il deputato -velista aveva replicato che «l’ attività politica non si svolge solo in Parlamento. Io l’ ho detto fin dall’ inizio, anche in campagna elettorale, che il mio ruolo, più che quello di parlamentare, sarebbe stato quello di testimonial a difesa degli oceani. D’ altronde, ci sono un sacco di parlamentari che vanno alla Camera e passano il loro tempo a farsi i selfie in aula. Io no, ho altro da fare». La sua difesa, però, non è servita. I 5 Stelle lo hanno espulso dal Movimento e Mu ra ha veleggiato veloce nel rifugio sicuro del Gruppo misto. Ma non è finita qui. Perché il Codacons ha presentato contro di lui un esposto alla Procura di Roma per peculato. L’ associazione che difende i consumatori non considera giusto, insomma, che un deputato incassi i soldi dei contribuenti senza lavorare. E i 5Stelle lo hanno denunciato a loro volta, tanto che Mura ha rassegnato le dimissioni da parlamentare. Il «caso Mura», forse perché noto velista, forse perché di un movimento che fa dell’ onestà un valore, ha fatto scalpore, grande scalpore. Però come abbiamo visto c’ è chi ha fatto peggio di lui. Oltre al già citato Romani, anche la «pasionaria» degli animali, la lecchese Michela Vittoria Brambilla. All’ epoca della polemica che ha travolto Mura, aveva infatti una percentuale di assenze del 99,5%, avendo partecipato a una sola seduta su 220, contro le 8 del parlamentare penta stellato. Mura ha affermato che una volta a settimana, più o meno, lui in Parlamento ci andava, Brambilla non può dire neanche questo, visto che si è fermata a una sola presenza. Si fa però notare con svariati comunicati stampa, l’ ultimo giovedì 2 agosto per plaudire allo stop per l’ autostrada Broni-Mortara. Come il sardo Mura, evidentemente, anche la lecchese Brambilla è dell’ opinione che la po litica si fa fuori dal Parlamento. Ma allora perché li chiamano parlamentari? Boh. Tra l’ altro ricordiamo che per l’ articolo 48 del regolamento della Camera, e l’ articolo 1 comma 2 di quello del Senato, deputati e senatori hanno il dovere di partecipare alle sedute dell’ aula. In una democrazia rappresentative come la nostra – a maggior ragione nel caso di un deputato eletto come Mura in un Collegio uninominale – «bigia re» le sedute del Parlamento di fatto priva i cittadini di un loro rappresentante. Per tracciare un bilancio di presenze e assenze dei parlamentari brianzoli abbiamo fatto riferimento ai dati aggiornati di «Openpolis», l’ Associa Crippa Andrea Fragomeli Gianmario Frassinetti Paola PARLAMENTARE Corbetta Gianmarco Pellegrini Emanuele Rampi Roberto Romani Paolo PARTITO PRESENZE FI 88,22% (262 su 297) Lega 98,65% (293 su 297) 1,35% (4 su 297) Lega 58,25% (173 su 297) 41,75% (124 su 297) Lega 95,96% (285 su 297) 4,04% (12 su 297) Lega 98,65% (293 su 297) 1,35% (4 su 297) Pd ASSENZE 11,78% (35 su 297) Lega 76,77% (228 su 297) 23,23% (69 su 297) FI 98,32% (292 su 297) 1,68% (5 su 297) M5S 63,30% (188 su 297) 36,70% (109 su 297) M5S 99,30% (285 su 287) 0,70% (2 su 287) Pd 68,29% (196 su 287) 19,16% (55 su 287) FI Lega 97,56% (280 su 287) 0,35% (1 su 287) FI 20,56% (59 su 287) 63,76% (183 su 287) zione indipendente ed economicamente autonoma che ne ha calcolato l’ indice di produttività. Un indice che non prende in considerazione il lavoro, anche rilevante, che alcuni parlamentari svolgono per gli incarichi necessari al funzionamento della macchina politica e amministrativa del Parlamento (Commissioni, Gruppi, Comitati, Giunte, Collegi e Uffici di Camera e Senato). Per assenze si intendono i casi di non partecipazione al voto, sia quello in cui il parlamentare è fisicamente assente (e non in missione) sia quello in cui è presente ma non vota e non partecipa a determinare il numero legale nella votazione. I sistemi di documentazione dei resoconti di Camera e Senato non consentono di distinguere un caso dall’ altro. I regolamenti non prevedono insomma la registrazione del motivo dell’ assenza al voto del parlamentare. Non si può distinguere, pertanto, l’ assenza ingiustificata da quella, ad esempio, per ragioni di salute. Nei dati che presentiamo a fianco, in due casi presenze e assenze non fanno il totale delle sedute perché il leghista Massimiliano Romeo e la forzista Licia Ronzulli hanno anche partecipato a delle missioni e per quel motivo non erano quindi in Aula. Sei le missioni di Romeo e 45 quelle di Ronzulli.

Giornale di Monza, 07/08/2018 05:01
Parlamentari brianzoli, l’ assenteista è Romani
il senatore di forza italia, ex assessore a monza, ha collezionato solo una presenza su 287 sedute, pe gg o del deputato -velista poi espulso dai 5stelle
MONZA (cmz) Paola Frassinetti (FdI), eletta nel Collegio uninominale di Seregno (si è guadagnata uno spazio di notorietà il 2 agosto affermando che la strage di Bologna non ha matrice fascista) non salta una seduta alla Camera. Lo stesso record lo detiene il democratico Gianmario Fragomeli, ex sindaco di Cassago Brianza, eletto nel Collegio plurinominale di Seregno/Monza. Sono gli unici due deputati del territorio o eletti nella nostra Provincia sempre ligi al dovere. Restando a Montecitorio, il parlamentare più assente (limitandoci sempre a quanti hanno legami col territorio) è Giulio Centemero, origini arcoresi e tesoriere della Lega. Ha partecipato a 173 sedute su 297 (58,25% di presenze). Al Senato c’ è però chi ha fatto decisamente peggio di lui. L’ ex assessore di Monza ed ex ministro di Forza Italia Paolo Romani ha partecipato a una sola seduta su 287. Tra i «nostri» il presenzialista a Palazzo Madama è il leghista Emanuele Pellegrini di Car nate, che ha fatto l’ en plein: presente a 287 sedute su 287. A portare alla ribalta della cronaca presenze e assenze in Parlamento è stato, suo malgrado, Andrea Mura, deputato del Movimento 5 Stelle. Perché al Parlamento lui, velista appassionato, preferiva il mare. La polemica è scoppiata dopo 220 sedute… e 212 assenze. Mura era stato così accusato dal suo corregionale nonché collega di Forza Italia Ugo Cappellacci di essere un assenteista. In un’ intervista al quotidiano «La nuova Sardegna», il deputato -velista aveva replicato che «l’ attività politica non si svolge solo in Parlamento. Io l’ ho detto fin dall’ inizio, anche in campagna elettorale, che il mio ruolo, più che quello di parlamentare, sarebbe stato quello di testimonial a difesa degli oceani. D’ altronde, ci sono un sacco di parlamentari che vanno alla Camera e passano il loro tempo a farsi i selfie in aula. Io no, ho altro da fare». La sua difesa, però, non è servita. I 5 Stelle lo hanno espulso dal Movimento e Mu ra ha veleggiato veloce nel rifugio sicuro del Gruppo misto. Ma non è finita qui. Perché il Codacons ha presentato contro di lui un esposto alla Procura di Roma per peculato. L’ associazione che difende i consumatori non considera giusto, insomma, che un deputato incassi i soldi dei contribuenti senza lavorare. E i 5Stelle lo hanno denunciato a loro volta, tanto che Mura ha rassegnato le dimissioni da parlamentare. Il «caso Mura», forse perché noto velista, forse perché di un movimento che fa dell’ onestà un valore, ha fatto scalpore, grande scalpore. Però come abbiamo visto c’ è chi ha fatto peggio di lui. Oltre al già citato Romani, anche la «pasionaria» degli animali, la lecchese Michela Vittoria Brambilla. All’ epoca della polemica che ha travolto Mura, aveva infatti una percentuale di assenze del 99,5%, avendo partecipato a una sola seduta su 220, contro le 8 del parlamentare penta stellato. Mura ha affermato che una volta a settimana, più o meno, lui in Parlamento ci andava, Brambilla non può dire neanche questo, visto che si è fermata a una sola presenza. Si fa però notare con svariati comunicati stampa, l’ ultimo giovedì 2 agosto per plaudire allo stop per l’ autostrada Broni-Mortara. Come il sardo Mura, evidentemente, anche la lecchese Brambilla è dell’ opinione che la po litica si fa fuori dal Parlamento. Ma allora perché li chiamano parlamentari? Boh. Tra l’ altro ricordiamo che per l’ articolo 48 del regolamento della Camera, e l’ articolo 1 comma 2 di quello del Senato, deputati e senatori hanno il dovere di partecipare alle sedute dell’ aula. In una democrazia rappresentative come la nostra – a maggior ragione nel caso di un deputato eletto come Mura in un Collegio uninominale – «bigia re» le sedute del Parlamento di fatto priva i cittadini di un loro rappresentante. Per tracciare un bilancio di presenze e assenze dei parlamentari brianzoli abbiamo fatto riferimento ai dati aggiornati di «Openpolis», l’ Associa Crippa Andrea Fragomeli Gianmario Frassinetti Paola PARLAMENTARE Corbetta Gianmarco Pellegrini Emanuele Rampi Roberto Romani Paolo PARTITO PRESENZE FI 88,22% (262 su 297) Lega 98,65% (293 su 297) 1,35% (4 su 297) Lega 58,25% (173 su 297) 41,75% (124 su 297) Lega 95,96% (285 su 297) 4,04% (12 su 297) Lega 98,65% (293 su 297) 1,35% (4 su 297) Pd ASSENZE 11,78% (35 su 297) Lega 76,77% (228 su 297) 23,23% (69 su 297) FI 98,32% (292 su 297) 1,68% (5 su 297) M5S 63,30% (188 su 297) 36,70% (109 su 297) M5S 99,30% (285 su 287) 0,70% (2 su 287) Pd 68,29% (196 su 287) 19,16% (55 su 287) FI Lega 97,56% (280 su 287) 0,35% (1 su 287) FI 20,56% (59 su 287) 63,76% (183 su 287) zione indipendente ed economicamente autonoma che ne ha calcolato l’ indice di produttività. Un indice che non prende in considerazione il lavoro, anche rilevante, che alcuni parlamentari svolgono per gli incarichi necessari al funzionamento della macchina politica e amministrativa del Parlamento (Commissioni, Gruppi, Comitati, Giunte, Collegi e Uffici di Camera e Senato). Per assenze si intendono i casi di non partecipazione al voto, sia quello in cui il parlamentare è fisicamente assente (e non in missione) sia quello in cui è presente ma non vota e non partecipa a determinare il numero legale nella votazione. I sistemi di documentazione dei resoconti di Camera e Senato non consentono di distinguere un caso dall’ altro. I regolamenti non prevedono insomma la registrazione del motivo dell’ assenza al voto del parlamentare. Non si può distinguere, pertanto, l’ assenza ingiustificata da quella, ad esempio, per ragioni di salute. Nei dati che presentiamo a fianco, in due casi presenze e assenze non fanno il totale delle sedute perché il leghista Massimiliano Romeo e la forzista Licia Ronzulli hanno anche partecipato a delle missioni e per quel motivo non erano quindi in Aula. Sei le missioni di Romeo e 45 quelle di Ronzulli.

Giornale di Desio, 07/08/2018 05:01
Parlamentari brianzoli, l’ assenteista è Romani
il senatore di forza italia, ex assessore a monza, ha collezionato solo una presenza su 287 sedute, pe gg o del deputato -velista poi espulso dai 5stelle
MONZA (cmz) Paola Frassinetti (FdI), eletta nel Collegio uninominale di Seregno (si è guadagnata uno spazio di notorietà il 2 agosto affermando che la strage di Bologna non ha matrice fascista) non salta una seduta alla Camera. Lo stesso record lo detiene il democratico Gianmario Fragomeli, ex sindaco di Cassago Brianza, eletto nel Collegio plurinominale di Seregno/Monza. Sono gli unici due deputati del territorio o eletti nella nostra Provincia sempre ligi al dovere. Restando a Montecitorio, il parlamentare più assente (limitandoci sempre a quanti hanno legami col territorio) è Giulio Centemero, origini arcoresi e tesoriere della Lega. Ha partecipato a 173 sedute su 297 (58,25% di presenze). Al Senato c’ è però chi ha fatto decisamente peggio di lui. L’ ex assessore di Monza ed ex ministro di Forza Italia Paolo Romani ha partecipato a una sola seduta su 287. Tra i «nostri» il presenzialista a Palazzo Madama è il leghista Emanuele Pellegrini di Car nate, che ha fatto l’ en plein: presente a 287 sedute su 287. A portare alla ribalta della cronaca presenze e assenze in Parlamento è stato, suo malgrado, Andrea Mura, deputato del Movimento 5 Stelle. Perché al Parlamento lui, velista appassionato, preferiva il mare. La polemica è scoppiata dopo 220 sedute… e 212 assenze. Mura era stato così accusato dal suo corregionale nonché collega di Forza Italia Ugo Cappellacci di essere un assenteista. In un’ intervista al quotidiano «La nuova Sardegna», il deputato -velista aveva replicato che «l’ attività politica non si svolge solo in Parlamento. Io l’ ho detto fin dall’ inizio, anche in campagna elettorale, che il mio ruolo, più che quello di parlamentare, sarebbe stato quello di testimonial a difesa degli oceani. D’ altronde, ci sono un sacco di parlamentari che vanno alla Camera e passano il loro tempo a farsi i selfie in aula. Io no, ho altro da fare». La sua difesa, però, non è servita. I 5 Stelle lo hanno espulso dal Movimento e Mu ra ha veleggiato veloce nel rifugio sicuro del Gruppo misto. Ma non è finita qui. Perché il Codacons ha presentato contro di lui un esposto alla Procura di Roma per peculato. L’ associazione che difende i consumatori non considera giusto, insomma, che un deputato incassi i soldi dei contribuenti senza lavorare. E i 5Stelle lo hanno denunciato a loro volta, tanto che Mura ha rassegnato le dimissioni da parlamentare. Il «caso Mura», forse perché noto velista, forse perché di un movimento che fa dell’ onestà un valore, ha fatto scalpore, grande scalpore. Però come abbiamo visto c’ è chi ha fatto peggio di lui. Oltre al già citato Romani, anche la «pasionaria» degli animali, la lecchese Michela Vittoria Brambilla. All’ epoca della polemica che ha travolto Mura, aveva infatti una percentuale di assenze del 99,5%, avendo partecipato a una sola seduta su 220, contro le 8 del parlamentare penta stellato. Mura ha affermato che una volta a settimana, più o meno, lui in Parlamento ci andava, Brambilla non può dire neanche questo, visto che si è fermata a una sola presenza. Si fa però notare con svariati comunicati stampa, l’ ultimo giovedì 2 agosto per plaudire allo stop per l’ autostrada Broni-Mortara. Come il sardo Mura, evidentemente, anche la lecchese Brambilla è dell’ opinione che la po litica si fa fuori dal Parlamento. Ma allora perché li chiamano parlamentari? Boh. Tra l’ altro ricordiamo che per l’ articolo 48 del regolamento della Camera, e l’ articolo 1 comma 2 di quello del Senato, deputati e senatori hanno il dovere di partecipare alle sedute dell’ aula. In una democrazia rappresentative come la nostra – a maggior ragione nel caso di un deputato eletto come Mura in un Collegio uninominale – «bigia re» le sedute del Parlamento di fatto priva i cittadini di un loro rappresentante. Per tracciare un bilancio di presenze e assenze dei parlamentari brianzoli abbiamo fatto riferimento ai dati aggiornati di «Openpolis», l’ Associa Crippa Andrea Fragomeli Gianmario Frassinetti Paola PARLAMENTARE Corbetta Gianmarco Pellegrini Emanuele Rampi Roberto Romani Paolo PARTITO PRESENZE FI 88,22% (262 su 297) Lega 98,65% (293 su 297) 1,35% (4 su 297) Lega 58,25% (173 su 297) 41,75% (124 su 297) Lega 95,96% (285 su 297) 4,04% (12 su 297) Lega 98,65% (293 su 297) 1,35% (4 su 297) Pd ASSENZE 11,78% (35 su 297) Lega 76,77% (228 su 297) 23,23% (69 su 297) FI 98,32% (292 su 297) 1,68% (5 su 297) M5S 63,30% (188 su 297) 36,70% (109 su 297) M5S 99,30% (285 su 287) 0,70% (2 su 287) Pd 68,29% (196 su 287) 19,16% (55 su 287) FI Lega 97,56% (280 su 287) 0,35% (1 su 287) FI 20,56% (59 su 287) 63,76% (183 su 287) zione indipendente ed economicamente autonoma che ne ha calcolato l’ indice di produttività. Un indice che non prende in considerazione il lavoro, anche rilevante, che alcuni parlamentari svolgono per gli incarichi necessari al funzionamento della macchina politica e amministrativa del Parlamento (Commissioni, Gruppi, Comitati, Giunte, Collegi e Uffici di Camera e Senato). Per assenze si intendono i casi di non partecipazione al voto, sia quello in cui il parlamentare è fisicamente assente (e non in missione) sia quello in cui è presente ma non vota e non partecipa a determinare il numero legale nella votazione. I sistemi di documentazione dei resoconti di Camera e Senato non consentono di distinguere un caso dall’ altro. I regolamenti non prevedono insomma la registrazione del motivo dell’ assenza al voto del parlamentare. Non si può distinguere, pertanto, l’ assenza ingiustificata da quella, ad esempio, per ragioni di salute. Nei dati che presentiamo a fianco, in due casi presenze e assenze non fanno il totale delle sedute perché il leghista Massimiliano Romeo e la forzista Licia Ronzulli hanno anche partecipato a delle missioni e per quel motivo non erano quindi in Aula. Sei le missioni di Romeo e 45 quelle di Ronzulli.

Libertà, 07/08/2018 04:56
Semaforo verde da Montecitorio per il seggiolino anti -abbandono
verso sgravi fiscali. il ministro toninelli assicura l’ impegno per gli incentivi soddisfazione di foti (fdi) e murelli (lega)
Passo importante contro il fenomeno dell’ abbandono per distrazione dei bimbi sui seggiolini in auto, che negli ultimi 10 anni solo in Italia ha fatto registrare 8 vittime. La Commissione Trasporti della Camera ha infatti approvato il disegno di legge che prevede l’ obbligo di montare, sui seggiolini, speciali dispositivi acustici che ricordino la presenza del bambino a bordo dell’ auto. Il provvedimento potrebbe essere accompagnato da un incentivo per l’ acquisto dei sensori. Un impegno in questo senso è stato assicurato dal ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli. In queste settimane e nei prossimi mesi il ministero, informa una nota del dicastero, lavorerà Un primo risultato per tentare di evitare tragedie dovute a una banale distrazione» in stretta collaborazione con il ministero dell’ Economia per trovare le adeguate coperture finanziarie, probabilmente già in legge di Bilancio. Il provvedimento, precisa la nota, costituisce «un primo risultato importantissimo per tentare di evitare tante tragedie dovute a una banale distrazione. Un segnale luminoso e uno acustico avviseranno i genitori della presenza del bambino in auto anche quando si spegne la macchina, così da evitare che i bimbi vengano dimenticati dentro l’ abitacolo. Un piccolo dispositivo che può salvare tantissime vite”. «Sono veramente contenta. E’ un grande onore per me dare il nome a una legge che salverà i bambini da un fenomeno, quel lo della distrazione genitoriale, che purtroppo colpisce tutte le società»: lo ha detto la leader di Fratelli d’ Italia, Giorgia Meloni, che ha festeggiato il via libera davanti alla Camera. «Vogliamo evitare tante morti assurde – ha commentato il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Sergio Battelli (M5s) – per una dimenticanza banale che può avere, però, dei risvolti davvero tragici. Ora la parola passa al Senato che, spero, dia l’ ok rapidamente. La sicurezza non può aspettare». «Come ribadito dallo stesso ministro Toninelli nelle sue linee programmatiche, la sicurezza sulle strade è tra le priorità del nostro mandato – ha spiegato il sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti, Michele Dell’ Orco -. Proprio allo scopo di diminuire i morti sulle strade italiane, dopo la piena attuazione delle misure salva bimbi, modificheremo il codice della strada per tutelare la mobilità dolce». Plauso alla nuova normativa sui seggiolini anti -abbandono sulle auto anche dal Codacons, che però ne chiede la gratuità. «Quella odierna è un grande giornata, le forze politiche hanno dato prova di grande sensibilità, approvando una legge di vera e propria civiltà» è il commento entusiasta del piacentino Tommaso Foti, deputato di Fratelli d’ Italia. «La rapidità con la quale si è potuti pervenire a questo risultato – sostiene Foti – è frutto del senso di responsabilità dimostrato da tutte le forze politiche rappresentate in parlamento. La Commissione Trasporti, riunita in sede legislativa, ha approvato un ottimo testo, prendendo le mosse dal testo base presentato da Fratelli d’ Italia». Soddisfazione anche da parte della deputata piacentina del Carroccio Elena Murelli: «Finalmente viene sanata una lacuna che, purtroppo, è costata la vita a diversi bambini». Pubblicità. Il nodo è tutto politico: il leader della Lega Matteo Salvini continua a insistere sul nome di Foa e a sostenere la piena operatività del consiglio, in attesa che Silvio Berlusconi e Forza Italia possano cedere sul suo nome. Sono, però, diversi i giuristi che sostengono la necessità di cambiare nome: al parere di Beniamino Caravita di Toritto, interpellato da Barachini, e a quello richiesto dal consigliere Riccardo Laganà si aggiunge la posizione raccolta da Usigrai, Fnsi e Ordine dei giornalisti che l’ hanno notificata ai soggetti interessati. I capigruppo del Pd alla Camera e al Senato, Graziano Delrio e Andrea Marcucci, sono stati, intanto, a colloquio con i presidenti di Senato e Camera per chiedere che la volontà del Parlamento venga rispettata.

Avvenire, 07/08/2018 04:50
Seggiolini salvabimbi, primo sì (e forse incentivi)
Dopo il primo via libera della Camera dei deputati, ora passerà al Senato il disegno di legge che punta a porre rimedio agli episodi di abbandono per distrazione dei bimbi sui seggiolini in auto, che sono costati 8 vittime negli ultimi 10 anni in Italia. Ieri, la commissione Trasporti della Camera ha approvato in prima lettura il provvedimento, che prevede l’ obbligo di montare, sui seggiolini, speciali dispositivi acustici che segnalino la presenza del bambino a bordo. Per favorirne l’ impianto, la legge potrebbe essere accompagnata da incentivi, fa sapere il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli. Il suo dicastero lavorerà in stretta collaborazione col ministero dell’ Economia per trovare le coperture finanziarie, probabilmente già nella prossima legge di Bilancio. Il nodo dei costi viene posto dal Codacons: «Quando si introduce un obbligo si devono prevedere anche tutele per le famiglie. Per questo chiediamo che i seggiolini siano totalmente gratuiti per i genitori, anche allo scopo di evitare ignobili speculazioni sull’ esigenza di tutelare i bambini». Da Forza Italia, il componente della commissione Trasporti Giorgio Mulé raccoglie la sollecitazione e assicura: «Vigileremo in modo che già nella prossima legge di bilancio questi incentivi siano davvero congrui». Il provvedimento, spiega una nota dei Trasporti, è «un piccolo dispositivo che può salvare tantissime vite». Come funzionerà? «Un segnale luminoso e uno acustico avviseranno i genitori della presenza del bambino in auto anche quando si spegne la macchina, così da evitare che i bimbi vengano dimenticati dentro l’ abitacolo. «È un onore per me dare il nome a una legge che salverà i bambini dal fenomeno della distrazione genitoriale, che purtroppo colpisce tutte le società», commenta la prima firmataria della proposta di legge, la presidente di Fratelli d’ Italia Giorgia Meloni (che festeggia in piazza Montecitorio, attirandosi le ironie del Movimento: «Non è plagio? », punzecchiano fonti di Palazzo Chigi, con chiaro riferimento alla analoga manifestazione per il taglio dei vitalizi). Mentre il presidente della commissione per le Politiche Ue della Camera, Sergio Battelli (M5s), guarda avanti: «Ora la parola passa al Senato che, spero, dia l’ ok rapidamente. La sicurezza non può aspettare». Dai banchi del governo, pure il sottosegretario ai Trasporti Michele Dell’ Orco (M5s) interviene sulla questione, ricordando come «allo scopo di diminuire i morti sulle strade italiane, dopo la piena attuazione delle misure salva bimbi», l’ esecutivo sia intenzionato ad apportare modifiche al «codice della strada per tutelare la mobilità dolce». RIPRODUZIONE RISERVATA Il gruppo di Fdi festeggia la legge salva-bebè.
vincenzo r. spagnolo

Il Giornale, 07/08/2018 04:46
pubblicità occulta su internet
Nuova stretta Antitrust per gli «influencer» in rete
il garante avvisa anche chi ha pochi follower: chiarire la finalità commerciale dei messaggi
Cinzia Meoni L’ Antitrust torna all’ attacco di influencer, blogger, youtuber e instagrammer, ovvero di tutte quelle professionalità decollate con i social che vendono alle aziende contenuti appositamente creati per il . D’ ora in poi dovranno avvisare i lettori in modo chiaro quando post, video e foto sono stati pagati o comunque retribuiti con il cosiddetto «cambio merce», vestiti, borse, scarpe o viaggi a cinque stelle coperti da cliente. Come? Il garante suggerisce a titolo esemplificativo l’ utilizzo di «hashtag», etichette esplicite «#pubblicità, #sponsorizzato, #advertising, #inserzioneapagamento, #prodottofornitoda». Per chi non si adegua, influencer e azienda, le conseguenze delle pratiche commerciali scorrette possono essere decisamente pesanti: da 500mila euro fino a 5 milioni di euro (previsti dalla legge 134/2012). Un anno fa nel mirino dell’ Agcom erano finite le nuove stelle del come Chiara Ferragni che dall’ alto dei suoi 23 milioni di follower che garantiscono al suo marchio una valutazione di 32,6 milioni di euro, è diventata un caso di studio. Un richiamo che finora, secondo quanto ribadito da Roma, è servito visto che non sono seguite sanzioni. E in effetti, nota Buzzoole, società italiana che mette in contatto le aziende con gli influencer più idonei, tra il 1° febbraio e il 30 giugno gli «hashtag della trasparenza» nei post in italiano sono stati 55mila generati da 15.200 account e con oltre 42 milioni. Ieri tuttavia, l’ autorità guidata da Giovanni Pitruzzella, ha inviato una «moral suasion», un invito a conformarsi a quanto previsto dal codice del consumo, agli epigoni di Ferragni e Fedez «influencer con un numero di follower non elevatissimo, ma pur sempre di rilievo». «La pubblicità deve essere chiaramente riconoscibile» ha ricordato il garante sottolineando poi come gli influencer non possano «lasciar credere di agire in modo spontaneo e disinteressato se, in realtà, stanno promuovendo un brand». In particolare le lettere inviate, secondo fonti vicine all’ Agcom, «sarebbero indirizzate a qualche decina di professionisti social attivi soprattutto nell’ ambito della moda e con un milione circa di follower». Si tratta, stando a quanto trapelato, di profili in genere segnalati dalle associazioni dei consumatori che, infatti, cantano vittoria pur poi chiedendo che si passi dalle parole alle sanzioni (Unc) o invocando «un giro di vite» (Codacons). Non è comunque finita qui. L’ idea alla base dei provvedimenti dell’ Agcom è quella che, in futuro, le sponsorizzazioni via social siano segnalate come tali qualsiasi sia la retribuzione prevista e qualunque sia il numero di follower vantati dall’ influencer. Ci vorrà del tempo perchè si affermi una simile cultura. Ma la direzione è segnata.
cinzia meoni

La Stampa (ed. Torino), 07/08/2018 04:38
la guerra per difendere il decreto lorenzin chiamparino: “no vax e no tav sono simili”
“Vaccini, andiamo alla Consulta” Ma un precedente frena il ricorso
S e le cose restano così, bene il ricorso alla Consulta, perchè la sanità non è materia di esclusiva competenza statale: giusto anche riprendere la nostra legge sull’ obbligo vaccinale». Muro contro muro Parola di Sergio Chiamparino, seccato per l’ uscita di Luigi Di Maio sulla Tav («a parte i dati, sbagliati, è insopportabile il tono sprezzante con cui parla del collegamento Torino-Lione, offendendo sia la comunità piemontese che quella francese») e intervenuto per esprimere pieno sostegno all’ assessore Antonio Saitta. Il governatore non esclude la possibilità di qualche sorpresa – «su questa partita il ministro della Salute mostra imbarazzo, durante il voto dell’ emendamento parlamentare alla Camera le cose potrebbero cambiare» – ma affila le armi intestando al Piemonte «un’ altra battaglia di civiltà» insieme a quella per difendere la Torino-Lione: «Nel primo caso si tratta di proteggere dal possibile contagio i bambini più deboli, nel secondo di far viaggiare i treni in modo moderno, scaricando il traffico dalle strade». Perchè alla fine, secondo Chiamparino, «pur con le debite differenze tra No Vax e No Tav ci sono punti in comune. In alcuni casi tendono a sovrapporsi: prevale la dimensione della comunità che rinuncia al futuro, non si crede nella possibilità del progresso e della conoscenza, qualunque parere espresso sui social viene messo sullo stesso piano, nel migliore dei casi, a quello degli esperti». Codacons in campo Al presidente e all’ assessore replica l’ avvocato Tiziana Sorriento, rappresentante del Codacons a Torino: «Possono risparmiare tempo. Alle perplessità sulle competenze di Stato e Regioni in materia di vaccini, la Corte Costituzionale ha già risposto». La Consulta si è espressa sull’ argomento, sollecitata da una questione sollevata dalla Regione Veneto. La sentenza è del novembre 2017, pubblicata a gennaio di quest’ anno. I giudici scrivono: «È questa una “scelta di politica sanitaria” che “attiene alla sovrana discrezionalità del Governo e del Parlamento nella valutazione delle urgenze e delle emergenze sanitarie e nella conseguente individuazione delle misure più adatte a fronteggiarle”, nell’ esercizio di competenze sugli indirizzi generali di politica nazionale in materia sanitaria, che sono riservate allo Stato e non possono essere sindacate dalle Regioni». Ancora: «Ciò è tanto più vero, in quanto la legge di conversione ha introdotto il potere del ministro della Salute di disporre la cessazione dell’ obbligatorietà per alcune delle vaccinazioni contemplate, in base alla verifica dei dati epidemiologici, delle eventuali reazioni avverse e delle coperture raggiunte». A luglio, il ministro della Salute Giulia Grillo ha istituito un «Tavolo sui vaccini», per offrire «sostegno alla pianificazione strategica ai fini di affrontare il fenomeno della diffidenza e del dissenso vaccinale e per aggiornare il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale». Vuole esperti indipendenti, che analizzino i dati raccolti dalle Regioni e confluiti all’ Aifa. Parteciperanno anche rappresentanti delle amministrazioni locali. La presidenza è affidata a uno che i meccanismi li conosce: Vittorio Demicheli, ex vicedirettore della Sanità piemontese. «Se qualche volta le autorità sanitarie rispondessero di no a quel che l’ industria propone, ci guadagnerebbero in credibilità», aveva detto. Di certo, ci sono episodi che non hanno favorito l’ immagine di un piano ministeriale estraneo ai conflitti di interesse. Uno è stato evidenziato da una sentenza, invocata proprio dal protagonista del presunto conflitto: il professor Gualtiero Ricciardi, presidente dell’ Istituto Superiore di Sanità, ha querelato il presidente di Codacons (Carlo Rienzi) per aver diffuso volantini che indicavano la partecipazione del docente ad attività finanziate dalle case farmaceutiche. E ha perso. Ma il Codacons precisa, per bocca dell’ avvocato Sorriento: «Non siamo “No Vax”, nel modo più assoluto. Vogliamo solo chiarezza. Abbiamo chiesto i dati delle reazioni avverse alle vaccinazioni, hanno risposto soltanto sei Regioni su venti». Il Piemonte non ha messo a disposizione dati. Salvo, poi, aggiungere che «a seguito delle segnalazioni di reazioni avverse successive a vaccinazione la Regione ha effettuato gli accertamenti necessari», per arrivare a concludere: «Escluso il nesso causale del vaccino non è necessario intraprendere provvedimenti di sanità pubblica». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
alessandro mondo, claudio laugeri

Il Messaggero, 07/08/2018 04:35
Seggiolino anti -abbandono per i bimbi Via libera della Camera: è obbligatorio
IL PROVVEDIMENTO ROMA – In dieci anni le piccole vittime sono state otto, otto bimbi dimenticati sul seggiolino in macchina per distrazione e stress da genitori poi schiantati dai sensi di colpa. Ieri il primo passo importante contro il fenomeno dell’ abbandono per distrazione dei bimbi. La Commissione Trasporti della Camera ha infatti approvato il disegno di legge che prevede l’ obbligo di montare, sui seggiolini, speciali dispositivi acustici che ricordino la presenza del bambino a bordo dell’ auto. Il provvedimento potrebbe essere accompagnato da un incentivo per l’ acquisto dei sensori. Un impegno in questo senso è stato assicurato dal ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli. FONDI In queste settimane e nei prossimi mesi il ministero, informa una nota del dicastero, lavorerà in stretta collaborazione con il ministero dell’ Economia per trovare le adeguate coperture finanziarie, probabilmente già in legge di Bilancio. Il provvedimento, precisa la nota, costituisce «un primo risultato importantissimo per tentare di evitare tante tragedie dovute a una banale distrazione. Un segnale luminoso e uno acustico avviseranno i genitori della presenza del bambino in auto anche quando si spegne la macchina, così da evitare che i bimbi vengano dimenticati dentro l’ abitacolo. Un piccolo dispositivo che può salvare tantissime vite». «Sono veramente contenta. È un grande onore per me dare il nome a una legge che salverà i bambini da un fenomeno, quello della distrazione genitoriale, che purtroppo colpisce tutte le società»: lo ha detto la leader di Fratelli d’ Italia, Giorgia Meloni, che ha festeggiato il via libera davanti alla Camera. L’ ITER «Vogliamo evitare tante morti assurde – ha commentato il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Sergio Battelli (M5s) – per una dimenticanza banale che può avere, però, dei risvolti davvero tragici. Ora la parola passa al Senato che, spero, dia l’ ok rapidamente. La sicurezza non può aspettare». «La sicurezza sulle strade è tra le priorità del nostro mandato – ha spiegato il sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti, Michele Dell’ Orco -. Proprio allo scopo di diminuire i morti sulle strade italiane, dopo la piena attuazione delle misure salva bimbi, modificheremo il codice della strada per tutelare la mobilità dolce». Plauso alla nuova normativa anche dal Codacons, che però ne chiede la gratuità. L.F. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

La Gazzetta del Mezzogiorno, 07/08/2018 03:51
E ora l’«influencer» dovrà avvisare che… sta facendo pubblicità
la stretta dell’ antitrust sul : stop alle comunicazioni promozionali nascoste
dia. L’ Autorità, dopo aver ricordato che la pubblicità deve essere chiaramente riconoscibile come tale, affinché l’ intento commerciale di una comunicazione sia percepibile dal consumatore, ha evidenziato come «il divieto di pubblicità occulta abbia portata generale e debba, dunque, essere applicato anche con riferimento alle comunicazioni diffuse tramite i social network, non potendo gli influencer lasciar credere di agire in modo spontaneo e disinteressato se, in realtà, stanno promuovendo un brand». «Sotto tale profilo, se da un lato la visualizzazione di prodotti unitamente al posizionamento sull’ immagine di un tag o un’ etichetta che rinviano al profilo Instagram o al sito del brand sono idonei ad esprimere un effetto pubblicitario – prosegue l’ Au thority -, dall’ altro, la mancanza di ulteriori elementi può non rendere evidente per tutti i consumatori l’ eventuale natura promozionale delle comunicazioni». L’ Autorità ha pertanto ricordato i criteri generali di comportamento e ha chiesto che sia sempre chiara mente riconoscibile la finalità promozionale, qualora ci sia, in relazione a tutti i contenuti diffusi mediante social media, attraverso l’ in serimento di avvertenze, come, per esempio, #pubblicità, #sponsorizzato, #advertising, #inserzioneapagamento, o, nel caso di fornitura del bene ancorché a titolo gratuito, #prodottofornitoda; diciture alle quali far sempre seguire il nome del marchio. Considerati l’ ampiezza e il proliferare dei contenuti sui social network, l’ Autorità continuerà a monitorare il fenomeno adottando le misure valutate di volta in volta più opportune per contrastarlo. Esultano le associazioni dei consumatori. «Siamo stati noi a denunciare i micro -influencer che, approfittando di non essere sotto i riflettori come le grandi star, continuavano a fare pubblicità camuffata senza alcun rispetto delle pur minime regole di trasparenza imposte dal Codice del consumo», spiega Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione nazionale consumatori. «Ora, però, si deve passare dalla moral suasion alle san zioni, considerato che le segnalazioni continuano a fioccare. Dopo che la Camera, su nostro input, ha approvato nella scorsa legislatura un ordine del giorno che impegnava il governo a intervenire a livello legislativo, chiediamo che si dia seguito a quella votazione». Gli fa eco il presidente di Codacons Carlo Rienzi: «Ciò che realmente serve è un giro di vite contro le pubblicità occulte sui social network, prevedendo sanzioni pesantissime per vip e meno vip che approfittano dei propri follower per piazzare spot e messaggi pubblicitari che rappresentano un inganno e un danno per il popolo del ».

La Gazzetta del Mezzogiorno, 07/08/2018 03:51
santeramo dopo le numerose segnalazioni al comune da parte del codacons
Lavori al rondò di via Gioia lo svincolo diventerà più sicuro
SANTERAMO. «Rotatoria di via Gioia: ci sono novità». A comunicarlo dalla sua pagina Facebook è il sindaco Fabrizio Baldassarre. Si tratta del famigerato rondò situato tra la Sp 235 e la Sp 229 per il quale da tempo si chiede la messa in sicurezza così come segnalato in una nota di qualche tempo fa dal locale Codacons. «Dopo diverse segnalazioni dei cittadini, la locale Codacons nella persona dell’ avv. Ettore Cardinali, denuncia il totale stato di abbandono e degrado in cui versano le rotatorie presenti nel territorio comunale. Ostruendo la visibilità degli automobilisti, creando disagi e situazione di pericolo alla circolazione stradale. In particolare è assolutamente preoccupante lo stato della rotatoria posta all’ intersezione tra la Sp 235, Santeramo-Gioia del Colle e la Sp 229, bretella di collegamento con via Laterza e che attraversa la zona Pip». E qualche giorno fa il sindaco ne ha annunciato i lavori per la messa in sicurezza. «Con l’ impe gno mio e dell’ assessore Massaro e la collaborazione della Città metropolitana di Bari abbiamo ottenuto la sistemazione e messa in sicurezza della rotatoria, in stato di pericoloso degrado da anni. Ringrazio Michele Laporta, consigliere metropolitano delegato alla viabilità, l’ ingegner Montalto e il geometra Cerrato per la grande disponibilità mostrata. Un ulteriore passo avanti rispetto agli impegni presi con voi cittadini». Lavori però che secondo diversi cittadini non sono stati realizzati a regola d’ arte. «Ci sono passato e non noto nulla di particolare – posta sulla pagina Fb del sindaco un cittadino – né un vero “restyling” e nemmeno una vera messa in sicurezza. Leggo tra i commenti una marea di “complimenti”, “ben fatto”, il ripristino di qualche cordolo? Penso che rimettere a posto i cordoli o la segnaletica. Quella ro tonda necessita di sicurezza. In uscita verso Gioia continua a non essere ben segnalata. Ci vogliono luci lampeggianti e magari rallentatori». Ed ancora posta una cittadina «Se non si interviene anche sulla segnaletica, saranno soldi spesi male. Non è la prima volta che viene ripristinata in maniera “arrangiata” ma dura poco, e durerà sempre poco finché non sarà segnalata con una segnaletica luminosa ,su questa rotatoria gli incidenti sono all’ ordine del giorno». In realtà il rondò sulla Santeramo-Gioia non è illuminato.

Quotidiano di Puglia, 07/08/2018 03:46
quale turismo? svolta possibile… dalla prima pagina
Sento parlare di prezzi esagerati, di poca professionalità, di arroganza, di spocchia, di poca …
Sento parlare di prezzi esagerati, di poca professionalità, di arroganza, di spocchia, di poca qualità, di improvvisati operatori turistici e di un servizio inferiore rispetto alla richiesta. A parte che inviterei tutti alla calma, prima di recitare il de profundis al Salento, aspetterei dati ufficiali perché gli ultimi del 1° agosto resi noti dal Codacons evidenziano che gli italiani che si regaleranno una vacanza in questo momento di crisi importante sono 34 milioni, un numero importante possiamo ben dire, che dovrebbero generare un giro d’ affari di quasi 24 miliardi di euro, circa il 70% di loro sceglierà il mare e circa il 60% l’ Italia e la Puglia e il Salento si confermano con il 20% delle preferenze la meta più gradita, seguita poi da Sicilia, Toscana e Liguria. Quindi non mi sembrano numeri da campanelli d’ allarme esagerati. Appurato questo però bisogna fare un serio esame di coscienza. A parte tutte le problematiche che sono state sollevate in questi giorni e che ho citato sopra perché non vogliamo capire che il problema è politico? Il perché è presto detto. A parte la frase Lu Salentu, lu sule, lu mare e lu jentu bisogna tener conto che non bastano per far affezionare i turisti. Non bastano ma potrebbero bastare se potessimo dire da noi funziona tutto. La verità però è che non funziona nulla. Chi governa questo territorio è di un lassismo unico. Ricordo ancora la lettera di un turista l’ anno scorso che parlava della bellezza dei luoghi rovinata dai disservizi, primo fra tutti quello dei trasporti. Proprio di questo dobbiamo parlare: l’ autostrada che si ferma a Bari, la qualità dei trasporti su rotaia e su gomma che rendono l’ approdo nel Salento un’ esperienza paragonabile ad una vera e propria Odissea che se provata una volta si ripensa bene prima di rifarla, nonostante lu sule, lu mare e lu jentu. L’ aeroporto di Brindisi (del Salento) collegato malissimo tanto da generare un prezzo per il trasporto a Lecce più costoso del biglietto dell’ areo stesso. E poi i ritardi di Fse, le corse cancellate, le carrozze del far west, condizioni igieniche al limite della decenza. A questo dobbiamo aggiungere tutti i problemi annessi e connessi; mancano le infrastrutture come porti, porticcioli, ripeto, l’ autostrada fino a Lecce, e poi la 275 fino a Leuca, l’ alta velocità e il Frecciarossa. Per anni ci hanno raccontato le barzellette sulla Metropolitana di superficie senza avere il coraggio di raccontarci la verità: senza soldi non si costruisce nulla. I soldi del Piano dei Trasporti regionale compresi quelli nazionali del Piano per il Sud sono finiti tutti a Bari. Nel lontano marzo 2010 denunciammo l’ inadeguatezza del Piano regionale dei Trasporti definendola ciò che si è rivelata, la pietra tombale per il Salento. Proprio in questi giorni il Movimento Regione Salento compie otto anni, otto più altri dieci anni di battaglie per il nostro territorio e oggi rilanciamo più forte che mai la convinzione che per rialzarsi questa terra ha bisogno di diventare Regione, abbiamo bisogno della nostra cabina di regia. Poi potremo parlare di professionalità, di preparazione, di accoglienza e di modello turistico, conservando autenticità e peculiarità del territorio, la nostra forza, oltre al mare paradisiaco, dovrà sempre essere rappresentata dalla cultura ma fino ad allora, fino a quando non potremo essere fabbri del nostro destino, saremo soltanto una perla sprofondata nel baratro. Paolo Pagliaro.
paolo pagliaro

Giornale di Sicilia, 07/08/2018 03:45
sicurezza. primo sì alla camera alla legge che obbliga a installarli, previsti incentivi
Bambini dimenticati in auto Ecco i seggiolini antiabbandono
Alessandro Peri OOO Passo importante contro il fenomeno dell’ abbandono per distrazione dei bimbi sui seggiolini in auto, che negli ultimi 10 anni solo in Italia ha fatto registrare 8 vittime. La Commissione Trasporti della Camera ha infatti approvato il disegno di legge che prevede l’ obbligo di montare, sui seggiolini, speciali dispositivi acustici che ricordino la presenza del bambino a bordo dell’ auto. Il provvedimento potrebbe essere accompagnato da un incentivo per l’ acquisto dei sensori. Un impegno in questo senso è stato assicurato dal ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli. Il testo prevede esclusivamente un obbligo di utilizzo per chi trasporta bambini fino a quattro anni. Le sanzioni sono quelle già previste per chi non allaccia la cintura o fa viaggiare i bambini senza il seggiolino: una multa da 81 euro, una decurtazione di 5 punti e, in caso di recidiva nel biennio, la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi. Il ministero, informa una nota, lavorerà in stretta collaborazione con il ministero dell’ Economia per trovare le adeguate coperture finanziarie, probabilmente già in legge di Bilancio. Il provvedimento, precisa la nota, costituisce «un primo risultato importantissimo per tentare di evitare tante tragedie dovute a una banale distrazione. Un segnale luminoso e uno acustico avviseranno i genitori della presenza del bambino in auto anche quando si spegne la macchina, così da evitare che i bimbi vengano dimenticati dentro l’ abitacolo. Un piccolo dispositivo che può salvare tantissime vite». «Sono veramente contenta. È un grande onore per me dare il nome a una legge che salverà i bambini da un fenomeno, quello della distrazione genitoriale, che purtroppo colpisce tutte le società», ha detto la leader di Fratelli d’ Italia, Giorgia Meloni, che ha festeggiato il via libera davanti alla Camera. «Vogliamo evitare tante morti assurde -ha commentato ilpresidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Sergio Battelli (M5s) per una dimenticanza banale che può avere, però, dei risvolti davvero tragici. Ora la parola passa al Senato che, spero, dia l’ ok rapidamente». «Come ribadito dallo stesso ministro Toninelli nelle sue linee programmatiche, la sicurezza sulle strade è tra le priorità del nostro mandato – ha spiegato il sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti, Michele Dell’ Orco -. Proprio allo scopo di diminuire i morti sulle strade italiane, dopo la piena attuazione delle misure salva bimbi, modificheremo il codice della strada per tutelare la mobilità dolce». Soddisfatto anche il Codacons ma il provvedimento, avverte l’ associazione, potrebbe dare vita a speculazioni a danno delle famiglie. Quindi dovrebbe essere gratuito. Al momento non sono tantissimi i produttori di seggiolini auto con dispositivi smart anti abbandono. La funzionalità è semplice. In sostanza all’ interno del seggiolino è installato un dispositivo in grado di connettersi, via Bluetooth, al proprio smartphone tramite una apposita applicazione. Quando si sale in macchina, dunque, lo smartphone e il seggiolino si connettono in automatico dopo la prima installazione. I sensori, poi, fanno il resto: innanzitutto intuiscono se il seggiolino è occupato oppure no. E quando stabiliscono che il bimbo è a bordo, attivano due tipi di allarmi. Il primo scatta quando il telefono si allontana di qualche metro dall’ automobile. E il segnale che invia è una notifica prolungata sullo smartphone stesso. Successivamente, se il bimbo rimane sul seggiolino senza intervento, scatta il secondo allarme, che consiste nell’ invio di sms ai numeri di emergenza preimpostati sull’ account, con tanto di geolocalizzazione dell’ autovettura. Esistono anche prototipi (uno molto interessante progettato da alcuni studenti di un istituto in provincia di Arezzo) che si connettono direttamente al sistema dell’ automobile, così da intervenire direttamente su questa (abbassando i finestrini) quando scatta l’ allarme di bimbo dimenticato a bordo. Il costo di un seggiolino anti abbandono, varia dai 150 ai 350 euro.

Messaggero Veneto (ed. Pordenone), 07/08/2018 03:32
il caso
Sms mangiacredito e servizi indesiderati Ecco le nuove insidie della telefonia
codacons: già venti casi trattati nel 2018 a pordenone una famiglia è rimasta senza linea fissa per 14 giorni
Piero Tallandini Utenti rimasti senza telefono fisso e connessione internet per settimane, contratti attivati in seguito ad assenso “carpito” solo attraverso un fugace contatto vocale, e ancora disservizi assortiti e problemi tecnici risolti solo dopo lunga attese e ripetute sollecitazioni. E poi le insidie riservate ai cellulari, sotto forma di sms che attivano abbonamenti non richiesti.Boom di segnalazioni al Codacons da parte di utenti della Destra Tagliamento che si rivolgono alla sede di viale Martelli lamentando condotte non corrette da parte degli operatori di telefonia, fissa e mobile. «Siamo a oltre 20 casi trattati nel 2018 – spiega l’ avvocato Margherita Cusin, responsabile della circoscrizione di Pordenone di Codacons-. Grazie al nostro supporto di solito si riesce a risolvere il problema e a ottenere un risarcimento per il disagio patito, a volte più di 200 euro, presentando istanza gratuita al Corecom». «Un caso esemplare è quello di un cinquantenne di San Quirino – riferisce Cusin – che aveva deciso di chiudere, dopo ben 40 anni, il contratto con Telecom per telefono fisso e internet, passando a un altro operatore. Quest’ ultimo si era incaricato di notificare la disdetta contrattuale a Telecom, che bloccava la linea telefonica e internet a partire dal 27 giugno. Ma solo il 10 luglio il tecnico incaricato è potuto venire a casa per l’ allacciamento della nuova linea dato che fino a quel momento Telecom non aveva ancora rilasciato il numero fisso. Così l’ utente e la sua famiglia, compresa l’ anziana madre affetta da problemi cardiaci, sono rimasti senza telefono per 14 giorni, senza alcun giustificato motivo. Abbiamo citato questo esempio che riguarda Telecom, ma si verificano problemi anche con tutti gli altri operatori». Sul fronte della telefonia mobile numerosi utenti si sono visti “mangiare” fino a 30 o più euro in un mese a causa degli sms “trappola” che senza richiesta fanno scattare gli addebiti. Servizi (denominati premium – Vas) attivati con pseudoabbonamenti dai costi abnormi e notificati in modo tutt’ altro che esplicito: così il “prelievo” di soldi dal credito telefonico avviene di fatto all’ insaputa di chi lo subisce. «Una sessantenne pordenonese, con abbonamento ricaricabile alla Tim, ha scoperto che le era stato prelevato tutto il credito disponibile, per fortuna di soli 10 euro – racconta Cusin -. La signora aveva ricevuto a maggio due sms da parte di due aziende gestite da una Srl in cui si comunicava l’ avvenuto inizio di un non meglio specificato abbonamento. Contattata, la Tim ha subito bloccato i servizi». La Tim ha confermato che altri casi di “sms-trappola” «si sono più volte verificati – conferma Cusin – e che la stessa compagnia telefonica provvede ad effettuare il rimborso se la segnalazione arriva entro 10 giorni dal fatto. Si consiglia di monitorare gli sms e in ogni caso richiedere al proprio gestore il blocco dei servizi indesiderati». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
piero tallandini

La Tribuna di Treviso, 07/08/2018 03:31
vittime delle banche
Popolari, fondo entro ottobre Ieri il via libera del Senato
approvato l’ emendamento di ferrazzi (pd) che impone un termine per il decreto il parlamentare: «ma i 100 milioni vanno integrati». associazioni divise
Sabrina Tomè / padova Il fondo ristoro per i risparmiatori diventa realtà. Entro due mesi, il 31 ottobre per l’ esattezza, il governo dovrà emanare il decreto che dà attuazione allo stesso. Lo ha stabilito ieri il Senato che con 264 voti favorevoli (su 264 votanti e 265 presenti) ha dato il via libera all’ emendamento firmato dal senatore veneto del Pd Andrea Ferrazzi al decreto Milleproroghe. Ora ci dovrà essere il passaggio alla Camera, ma lo scoglio più difficile è stato superato. L’ importanza del provvedimento sta nel fatto che viene stabilita un data dopo mesi di attesa durante i quali del decreto – nato col precedente governo – si erano perse le tracce. Di segno contrapposto le reazioni delle associazioni di risparmiatori: esultano quelle come Codacons ed Ezzelino da Onara che avevano sostenuto fin dall’ inizio il fondo, si dicono preoccupate quelle che invece contestano le modalità dei rimborsi. Ottobre, data ultimaL’ emendamento rientra nel Milleproroghe e stabilisce che entro il 31 ottobre va emanato il decreto e dunque costituito il fondo per le vittime dei reati finanziari. «È stata una questione vergognosa», ha detto ieri in aula il senatore Ferrazzi illustrando l’ emendamento, «In Veneto 200 mila famiglie sono state di fatto truffate. È stata una gestione delittuosa e la magistratura sta facendo il suo corso; sono mancati anche i sistemi di controllo. I governi precedenti non sono rimasti con le mani in mano: sono stati salvati i correntisti, gli obbligazionisti, i dipendenti, le reti delle imprese. Ed è stato fatto una provvedimento con la legge di bilancio 2018 che, caso unico in Europa, salva anche gli azionisti. Noi avevamo proposto la data del 31 agosto, ma abbiamo accolto la richiesta di spostarla al 31 ottobre e siamo favorevoli affinché si acceleri. Il decreto mette nelle tasche degli italiani 100 milioni di euro. C’ è chi dice che sono insufficienti: è vero, occorre incrementare il fondo. Epperò se serve 1 miliardo, iniziamo intanto a mettere i 100 milioni e domani mettiamo i restanti 900. C’ è un fondo dormiente di 1,4 miliardi: si usi quello senza perdere tempo».Paletti e principio cronologicoIl voto favorevole è stato accolto con soddisfazione da Codacons: «C’ è una comunità di risparmiatori che sono stati traditi e lo Stato deve risarcire; la Costituzione prevede la tutela del risparmio», afferma il presidente regionale Franco Conte che chiede l’ istituzione di un principio cronologico nel procedere ai risarcimenti. Rimborsi che, sottolinea, devono essere integrali. Patrizio Miatello dell’ associazione Ezzelino da Onara sottolinea l’ importanza del termine di ottobre, ma sostiene anche la necessità di procedere in tempi più rapidi. «L’ accesso al fondo deve essere senza paletti, senza dover dimostrare il danno subìto, ma presentando all’ Anac il contratto di acquisto e lo storico dei movimenti». «Un altro raggiro»Ma c’ è anche chi guarda con preoccupazione al prossimo varo del fondo. «È in corso una vasta offensiva per completare la fregatura a danno dei risparmiatori», afferma l’ avvocato Andrea Arman, referente del Coordinamento Don Torta, «Il decreto permette l’ accesso al fondo solo a coloro che hanno subìto un imbroglio in fase di compravendita delle azioni. Bisogna pertanto dimostrare il raggiro attraverso una sentenza passata in giudicato oppure tramite il giudizio Anac. Inoltre i rimborsi sono previsti, di fatto, per chi ha acquistato azioni dal 2012 in poi». E quindi, secondo Arman, il numero di risparmiatori che potranno beneficiare del ristoro è destinato a essere ridotto. —

Il Mattino di Padova, 07/08/2018 03:31
vittime delle banche
Popolari, fondo entro ottobre Ieri il via libera del Senato
approvato l’ emendamento di ferrazzi (pd) che impone un termine per il decreto il parlamentare: «ma i 100 milioni vanno integrati». associazioni divise
Sabrina Tomè / padova Il fondo ristoro per i risparmiatori diventa realtà. Entro due mesi, il 31 ottobre per l’ esattezza, il governo dovrà emanare il decreto che dà attuazione allo stesso. Lo ha stabilito ieri il Senato che con 264 voti favorevoli (su 264 votanti e 265 presenti) ha dato il via libera all’ emendamento firmato dal senatore veneto del Pd Andrea Ferrazzi al decreto Milleproroghe. Ora ci dovrà essere il passaggio alla Camera, ma lo scoglio più difficile è stato superato. L’ importanza del provvedimento sta nel fatto che viene stabilita un data dopo mesi di attesa durante i quali del decreto – nato col precedente governo – si erano perse le tracce. Di segno contrapposto le reazioni delle associazioni di risparmiatori: esultano quelle come Codacons ed Ezzelino da Onara che avevano sostenuto fin dall’ inizio il fondo, si dicono preoccupate quelle che invece contestano le modalità dei rimborsi. Ottobre, data ultimaL’ emendamento rientra nel Milleproroghe e stabilisce che entro il 31 ottobre va emanato il decreto e dunque costituito il fondo per le vittime dei reati finanziari. «È stata una questione vergognosa», ha detto ieri in aula il senatore Ferrazzi illustrando l’ emendamento, «In Veneto 200 mila famiglie sono state di fatto truffate. È stata una gestione delittuosa e la magistratura sta facendo il suo corso; sono mancati anche i sistemi di controllo. I governi precedenti non sono rimasti con le mani in mano: sono stati salvati i correntisti, gli obbligazionisti, i dipendenti, le reti delle imprese. Ed è stato fatto una provvedimento con la legge di bilancio 2018 che, caso unico in Europa, salva anche gli azionisti. Noi avevamo proposto la data del 31 agosto, ma abbiamo accolto la richiesta di spostarla al 31 ottobre e siamo favorevoli affinché si acceleri. Il decreto mette nelle tasche degli italiani 100 milioni di euro. C’ è chi dice che sono insufficienti: è vero, occorre incrementare il fondo. Epperò se serve 1 miliardo, iniziamo intanto a mettere i 100 milioni e domani mettiamo i restanti 900. C’ è un fondo dormiente di 1,4 miliardi: si usi quello senza perdere tempo».Paletti e principio cronologicoIl voto favorevole è stato accolto con soddisfazione da Codacons: «C’ è una comunità di risparmiatori che sono stati traditi e lo Stato deve risarcire; la Costituzione prevede la tutela del risparmio», afferma il presidente regionale Franco Conte che chiede l’ istituzione di un principio cronologico nel procedere ai risarcimenti. Rimborsi che, sottolinea, devono essere integrali. Patrizio Miatello dell’ associazione Ezzelino da Onara sottolinea l’ importanza del termine di ottobre, ma sostiene anche la necessità di procedere in tempi più rapidi. «L’ accesso al fondo deve essere senza paletti, senza dover dimostrare il danno subìto, ma presentando all’ Anac il contratto di acquisto e lo storico dei movimenti». «Un altro raggiro»Ma c’ è anche chi guarda con preoccupazione al prossimo varo del fondo. «È in corso una vasta offensiva per completare la fregatura a danno dei risparmiatori», afferma l’ avvocato Andrea Arman, referente del Coordinamento Don Torta, «Il decreto permette l’ accesso al fondo solo a coloro che hanno subìto un imbroglio in fase di compravendita delle azioni. Bisogna pertanto dimostrare il raggiro attraverso una sentenza passata in giudicato oppure tramite il giudizio Anac. Inoltre i rimborsi sono previsti, di fatto, per chi ha acquistato azioni dal 2012 in poi». E quindi, secondo Arman, il numero di risparmiatori che potranno beneficiare del ristoro è destinato a essere ridotto. —

Messaggero Veneto, 07/08/2018 03:31
il vertice
Oggi incontro tra i consumatori e il presidente dell’ Uti Maiarelli
codacons e consumatori attivi puntano all’ azzeramento delle multe. per puschiasis l’ annullamento è dovuto: «è stata una sperimentazione»
Le associazioni Codacons e Consumatori Attivi tentano la carta dell’ istanza per autotutela, uno degli strumenti giuridici per chiedere l’ annullamento delle sanzioni. Oggi alle 9 nel palazzo comunale del Comune di Tavagnacco incontreranno il presidente dell’ Uti Gianluca Maiarelli con l’ obiettivo di fare pressione sulle istituzioni. Potrebbe essere il giorno della verità per gli oltre 30 mila multati.«Spingeremo per l’ azzeramento delle multe – annuncia la presidente di Consumatori Attivi, Barbara Puschiasis – perché si è trattata di una sperimentazione».La riprova è lo spegnimento delle telecamere deciso dall’ attuale giunta Fontanini che, da un lato, ha consentito al traffico di circolare nuovamente in via Manin, Mercatovecchio e Vittorio Veneto, e, dall’ altro, di prendere tempo per rivedere i 26 permessi che hanno creato più di qualche incomprensione tra gli stessi automobilisti. In questi giorni sono parecchie le persone che si sono rivolte agli uffici delle associazioni dei consumatori e di Confcommercio, anch’ essa in prima linea in questa battaglia a fianco dei negozianti. «C’ è anche un residente – spiega Puschiasis – che si è presentato con oltre 200 multe a proprio carico. La gran parte ha circa 60 verbali. E poi ci sono i casi di coloro i quali hanno superato il varco di via Manin durante il giorno per andare alla farmacia Beltrame, prima delle 19.30, non sapendo che il regolamento non lo consentiva. E che ora protestano perché il cartello in via Manin non è chiaro al riguardo». Anche Federconsumatori esprime tutto il suo sdegno per la vicenda. «Rappresenta – afferma il presidente Wanni Ferrari – un esempio negativo di comportamento delle pubbliche amministrazioni nei confronti dei cittadini. Per molti anni nella zona a traffico limitato sono entrati anche molti automobilisti non autorizzati in quanto non esisteva un sistema automatico di rilevazioni di accesso ai varchi né la presenza presso gli stessi di vigili abilitati ai controlli». «Gli accessi consentiti – prosegue Ferrari – e al tempo stesso una prassi di tolleranza della sua violazione hanno creato un affidamento riguardo alla possibilità di aggirare questa regola. A ciò si è aggiunta la prassi dei rinnovi automatici semestrali dei permessi di accesso, pratica che ha creato un ulteriore affidamento nella prosecuzione di tale automatismo».In molti, infatti, hanno pensato di essere in regola con l’ autorizzazione che in verità scadeva con l’ entrata in funzione delle telecamere. «Il fatto che in prossimità della scadenza solo pochissimi cittadini avessero rinnovato il permesso alla Ztl non doveva indurre l’ amministrazione e il comando dei vigili ad avvertire gli interessati di tale necessità?», conclude il presidente. –D.V.

La Nuova di Venezia e Mestre, 07/08/2018 03:31
vittime delle banche
Popolari, fondo entro ottobre Ieri il via libera del Senato
approvato l’ emendamento di ferrazzi (pd) che impone un termine per il decreto il parlamentare: «ma i 100 milioni vanno integrati». associazioni divise
Sabrina Tomè / padova Il fondo ristoro per i risparmiatori diventa realtà. Entro due mesi, il 31 ottobre per l’ esattezza, il governo dovrà emanare il decreto che dà attuazione allo stesso. Lo ha stabilito ieri il Senato che con 264 voti favorevoli (su 264 votanti e 265 presenti) ha dato il via libera all’ emendamento firmato dal senatore veneto del Pd Andrea Ferrazzi al decreto Milleproroghe. Ora ci dovrà essere il passaggio alla Camera, ma lo scoglio più difficile è stato superato. L’ importanza del provvedimento sta nel fatto che viene stabilita un data dopo mesi di attesa durante i quali del decreto – nato col precedente governo – si erano perse le tracce. Di segno contrapposto le reazioni delle associazioni di risparmiatori: esultano quelle come Codacons ed Ezzelino da Onara che avevano sostenuto fin dall’ inizio il fondo, si dicono preoccupate quelle che invece contestano le modalità dei rimborsi. Ottobre, data ultimaL’ emendamento rientra nel Milleproroghe e stabilisce che entro il 31 ottobre va emanato il decreto e dunque costituito il fondo per le vittime dei reati finanziari. «È stata una questione vergognosa», ha detto ieri in aula il senatore Ferrazzi illustrando l’ emendamento, «In Veneto 200 mila famiglie sono state di fatto truffate. È stata una gestione delittuosa e la magistratura sta facendo il suo corso; sono mancati anche i sistemi di controllo. I governi precedenti non sono rimasti con le mani in mano: sono stati salvati i correntisti, gli obbligazionisti, i dipendenti, le reti delle imprese. Ed è stato fatto una provvedimento con la legge di bilancio 2018 che, caso unico in Europa, salva anche gli azionisti. Noi avevamo proposto la data del 31 agosto, ma abbiamo accolto la richiesta di spostarla al 31 ottobre e siamo favorevoli affinché si acceleri. Il decreto mette nelle tasche degli italiani 100 milioni di euro. C’ è chi dice che sono insufficienti: è vero, occorre incrementare il fondo. Epperò se serve 1 miliardo, iniziamo intanto a mettere i 100 milioni e domani mettiamo i restanti 900. C’ è un fondo dormiente di 1,4 miliardi: si usi quello senza perdere tempo».Paletti e principio cronologicoIl voto favorevole è stato accolto con soddisfazione da Codacons: «C’ è una comunità di risparmiatori che sono stati traditi e lo Stato deve risarcire; la Costituzione prevede la tutela del risparmio», afferma il presidente regionale Franco Conte che chiede l’ istituzione di un principio cronologico nel procedere ai risarcimenti. Rimborsi che, sottolinea, devono essere integrali. Patrizio Miatello dell’ associazione Ezzelino da Onara sottolinea l’ importanza del termine di ottobre, ma sostiene anche la necessità di procedere in tempi più rapidi. «L’ accesso al fondo deve essere senza paletti, senza dover dimostrare il danno subìto, ma presentando all’ Anac il contratto di acquisto e lo storico dei movimenti». «Un altro raggiro»Ma c’ è anche chi guarda con preoccupazione al prossimo varo del fondo. «È in corso una vasta offensiva per completare la fregatura a danno dei risparmiatori», afferma l’ avvocato Andrea Arman, referente del Coordinamento Don Torta, «Il decreto permette l’ accesso al fondo solo a coloro che hanno subìto un imbroglio in fase di compravendita delle azioni. Bisogna pertanto dimostrare il raggiro attraverso una sentenza passata in giudicato oppure tramite il giudizio Anac. Inoltre i rimborsi sono previsti, di fatto, per chi ha acquistato azioni dal 2012 in poi». E quindi, secondo Arman, il numero di risparmiatori che potranno beneficiare del ristoro è destinato a essere ridotto. —

Corriere delle Alpi, 07/08/2018 03:30
vittime delle banche
Popolari, fondo entro ottobre Ieri il via libera del Senato
approvato l’ emendamento di ferrazzi (pd) che impone un termine per il decreto il parlamentare: «ma i 100 milioni vanno integrati». associazioni divise
Sabrina Tomè / padova Il fondo ristoro per i risparmiatori diventa realtà. Entro due mesi, il 31 ottobre per l’ esattezza, il governo dovrà emanare il decreto che dà attuazione allo stesso. Lo ha stabilito ieri il Senato che con 264 voti favorevoli (su 264 votanti e 265 presenti) ha dato il via libera all’ emendamento firmato dal senatore veneto del Pd Andrea Ferrazzi al decreto Milleproroghe. Ora ci dovrà essere il passaggio alla Camera, ma lo scoglio più difficile è stato superato. L’ importanza del provvedimento sta nel fatto che viene stabilita un data dopo mesi di attesa durante i quali del decreto – nato col precedente governo – si erano perse le tracce. Di segno contrapposto le reazioni delle associazioni di risparmiatori: esultano quelle come Codacons ed Ezzelino da Onara che avevano sostenuto fin dall’ inizio il fondo, si dicono preoccupate quelle che invece contestano le modalità dei rimborsi. Ottobre, data ultimaL’ emendamento rientra nel Milleproroghe e stabilisce che entro il 31 ottobre va emanato il decreto e dunque costituito il fondo per le vittime dei reati finanziari. «È stata una questione vergognosa», ha detto ieri in aula il senatore Ferrazzi illustrando l’ emendamento, «In Veneto 200 mila famiglie sono state di fatto truffate. È stata una gestione delittuosa e la magistratura sta facendo il suo corso; sono mancati anche i sistemi di controllo. I governi precedenti non sono rimasti con le mani in mano: sono stati salvati i correntisti, gli obbligazionisti, i dipendenti, le reti delle imprese. Ed è stato fatto una provvedimento con la legge di bilancio 2018 che, caso unico in Europa, salva anche gli azionisti. Noi avevamo proposto la data del 31 agosto, ma abbiamo accolto la richiesta di spostarla al 31 ottobre e siamo favorevoli affinché si acceleri. Il decreto mette nelle tasche degli italiani 100 milioni di euro. C’ è chi dice che sono insufficienti: è vero, occorre incrementare il fondo. Epperò se serve 1 miliardo, iniziamo intanto a mettere i 100 milioni e domani mettiamo i restanti 900. C’ è un fondo dormiente di 1,4 miliardi: si usi quello senza perdere tempo».Paletti e principio cronologicoIl voto favorevole è stato accolto con soddisfazione da Codacons: «C’ è una comunità di risparmiatori che sono stati traditi e lo Stato deve risarcire; la Costituzione prevede la tutela del risparmio», afferma il presidente regionale Franco Conte che chiede l’ istituzione di un principio cronologico nel procedere ai risarcimenti. Rimborsi che, sottolinea, devono essere integrali. Patrizio Miatello dell’ associazione Ezzelino da Onara sottolinea l’ importanza del termine di ottobre, ma sostiene anche la necessità di procedere in tempi più rapidi. «L’ accesso al fondo deve essere senza paletti, senza dover dimostrare il danno subìto, ma presentando all’ Anac il contratto di acquisto e lo storico dei movimenti». «Un altro raggiro»Ma c’ è anche chi guarda con preoccupazione al prossimo varo del fondo. «È in corso una vasta offensiva per completare la fregatura a danno dei risparmiatori», afferma l’ avvocato Andrea Arman, referente del Coordinamento Don Torta, «Il decreto permette l’ accesso al fondo solo a coloro che hanno subìto un imbroglio in fase di compravendita delle azioni. Bisogna pertanto dimostrare il raggiro attraverso una sentenza passata in giudicato oppure tramite il giudizio Anac. Inoltre i rimborsi sono previsti, di fatto, per chi ha acquistato azioni dal 2012 in poi». E quindi, secondo Arman, il numero di risparmiatori che potranno beneficiare del ristoro è destinato a essere ridotto. —

Il Resto del Carlino (ed. Ferrara), 07/08/2018 03:26
A Bologna i vigili del fuoco e la Croce Rossa ferraresi
SOSTEGNO nei soccorsi, e immediata solidarietà. Il terribile incidente che si è verificato ieri pomeriggio sulla A14, all’ altezza di Borgo Panigale, ha innescato anche l’ intervento dei Vigili del Fuoco e della Croce Rossa estensi. Subito dopo l’ esplosione della cisterna, che ha innescato un vero e proprio incendio di fuoco, dal comando provinciale di via Beethoven è stata inviata nel capoluogo felsineo un’ autobotte, in aiuto a quelle partite anche dalle altre province vicine. La squadra cittadina è stata impegnata nell’ imponente macchina dei soccorsi, necessaria a evitare l’ estendersi del rogo, a individuare eventuali altre vittime, a effettuare i sopralluoghi in tutti gli immobili situati nell’ ampio perimetro del disastro. A seguito dell’ invio di questa autobotte a Bologna, per coprire il vuoto momentaneo lasciato dai colleghi, una squadra di Vigili del Fuoco di Portomaggiore è stata dislocata in città, per far fronte a eventuali emergenze, che fortunatamene non si sono verificate. MA RESTIAMO ai soccorsi a Bologna. Anche la Croce Rossa è stata coinvolta: dopo l’ allerta, il presidente provinciale Alessio Zagni ha dato la disponibilità dei personale e dei volontari, che si è concretizzata con l’ invio di tre operatori, impegnati a supportare i soccorritori impegnati sul luogo del disastro. I ferraresi non sono stati adibiti al trasporto di feriti, già trasferiti negli ospedali di riferimento, ma hanno avuto un ruolo logistico: hanno curato, fra l’ altro, il rifornimento d’ acqua ai soccorritori, recuperando oltre 1600 bottigliette per chi si stava prodigando sul luogo dell’ incidente, e nelle altre zone coinvolte dal raggio dell’ esplosione. UN ALTRO ferrarese, l’ avvocato del Codacons Bruno Barbieri, è intervenuto – in questo caso solo dialetticamente – per evidenziare come «il disastro porta nuovanente al centro dell’ attenzione la questione di ponti e cavalcavia, già in passato oggetto di senunce e segnlazioni da parte della nostra associazione».

Il Resto del Carlino (ed. Ferrara), 07/08/2018 03:26
l’ incendio di bologna
Codacons: «Sicurezza, allarmi inascoltati»
MAXI incendio di Bologna, sulla vicenda interviene anche l’ avvocato ferrarese, presidente regionale del Codacons, Bruno Barbieri: «Il disastro porta nuovamente al centro dell’ attenzione la questione della sicurezza di ponti e cavalcavia, già in passato oggetto di denunce da parte del Codacons sul pericolo stabilità ponti e viadotti» commentando quanto accaduto oggi sulla A14, dove è parzialmente crollato il ponte dell’ autostrada sul raccordo di Casalecchio. «Allarmi che sono rimasti inascoltati» prosegue Barbieri, per questo ora l’ associazione chiede nuove «verifiche sui ponti autostradali». Codacons ricorda che si tratta del «quinto grave incidente in meno di 4 anni» in Italia.

La Nazione (ed. Firenze), 07/08/2018 03:17
il commercio che cambia
Nuove abitudini a Ferragosto «Firenze non è più deserta»
QUALCHE negozio ancora chiudono – per periodi sempre più brevi, stando alle rilevazioni statistiche del Comune – ma non esiste più la città deserta di una volta nel mese di agosto. Per la Confesercenti resta aperto il 65% delle attività, per la Confcommercio l’ 80%, ma punti percentuali a parte la sostanza non cambia. «Negli ultimi anni c’ è stata un’ evidente crescita rispetto al passato – dice Cecilia Del Re, assessore allo sviluppo economico di Palazzo Vecchio – e questo significa che c’ è grande voglia da parte delle attività commerciali di offrire servizi anche nel periodo estivo, insieme a un importante presidio sociale. E noi le ringraziamo per quello che fanno». Poi c’ è quel dato dell’ ufficio statistica: «Ci risulta che i fiorentini abbiano diluito maggiormente le ferie, dimezzando i giorni presi ad agosto e scegliendo anche giugno e settembre». Per Fulvio Farnesi, presidente di Federconsumatori, «è importante che il periodo di chiusura della grande distribuzione e dei piccoli negozi sia molto più breve rispetto a prima. L’ offerta in generale è sufficiente, merito anche della maggiore attenzione delle associazioni di categoria». Anche Silvia Bartolini, presidente di Codacons Toscana, osserva che «la situazione è confortante, anche in rapporto a una città comunque svuotata per le ferie estive, ed è molto migliorata rispetto al passato». Orlando Pacchiani.

Libero, 07/08/2018 02:45
giorgia meloni: «orgogliosa che la legge porti il mio nome»
Sicurezza stradale: la Camera dice sì al «seggiolino salvabebè»
ANDREA EMMANUELE CAPPELLI Seggiolini salva bebè per scongiurare l’ abbandono dei bambini all’ interno dei veicoli: la proposta avanzata da Giorgia Meloni ha ricevuto ieri l’ approvazione dalla commissione Trasporti della Camera. «Sono estremamente orgogliosa – commenta la numero uno di Fratelli d’ Italia – che una legge per imporre la dotazione di sistemi acustici che impediscano di abbandonare i bambini in auto porti il mio nome. Se riuscissimo con questa norma a salvare anche solo la vita di un bambino, ci avrà ripagato e avrà dato un senso a tutto il nostro impegno politico. Sarà la mia soddisfazione più grande come parlamentare della Repubblica». Il provvedimento passa ora all’ esame del Senato, per il via libera definitivo. Nel dettaglio, la proposta prevede l’ obbligo di installazione di dispositivi acustici e luminosi che segnaleranno ai genitori distratti la presenza dei piccoli al’ interno dell’ auto anche a motore spento, evitando che vengano abbandonati dentro l’ abitacolo. Una volta concluso l’ iter, la legge entrerà in vigore a partire dal primo gennaio 2019, coinvolgendo «tutti i sistemi di ritenuta per bambini previsti dal comma 1 dell’ articolo 172 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285». Si tratta di un tema molto sentito, considerata la frequenza con cui si ripresentano casi di questo tipo: l’ ultimo, atroce episodio è avvenuto lo scorso fine settimana in provincia di Venezia, quando due cittadini della Repubblica Ceca hanno “dimenticato” il proprio figlio di 4 anni in auto, con 45 gradi di temperatura. I due coniugi (che nel frattempo sono andati a fare una passeggiata) si sarebbero giustificati affermando che il piccolo doveva fare un pisolino. Fortunatamente un passante, scorgendo il bambino dentro la vettura, ha deciso di sfondare il vetro posteriore, allertando il 118 e il 112. Ora, una stima del Codacons rivela che negli ultimi 10 anni ben 8 bambini hanno perso la vita in Italia perché dimenticati in automobile. «Tuttavia – dice il presidente Carlo Rienzi – quando si introduce un obbligo si devono prevedere anche tutele per le famiglie: per questo chiediamo che i seggiolini siano totalmente gratuiti per i genitori». Su questo punto, il governo Conte sta ragionando sulla possibilità di introdurre sconti per incentivare l’ acquisto dei seggiolini salva bebè già a partire dalla prossima legge di Bilancio. Difatti, il testo della proposta di legge apre alla possibilità di introdurre «agevolazioni fiscali, limitate nel tempo». L’ entità di eventuali sconti dipenderà dall’ interlocuzione tra il ministero dell’ Economia e quello dei Trasporti, che dovrà stanziare le risorse necessarie. Soddisfatto anche il ministro Toninelli (M5S), per il quale si tratta di «un primo risultato importantissimo per tentare di evitare tragedie dovute a banale distrazione». riproduzione riservata.

Il Mattino, 07/08/2018 02:36
Seggiolino anti -abbandono per i bimbi Via libera della Camera: è obbligatorio
il provvedimento
IL PROVVEDIMENTO ROMA – In dieci anni le piccole vittime sono state otto, otto bimbi dimenticati sul seggiolino in macchina per distrazione e stress da genitori poi schiantati dai sensi di colpa. Ieri il primo passo importante contro il fenomeno dell’ abbandono per distrazione dei bimbi. La Commissione Trasporti della Camera ha infatti approvato il disegno di legge che prevede l’ obbligo di montare, sui seggiolini, speciali dispositivi acustici che ricordino la presenza del bambino a bordo dell’ auto. Il provvedimento potrebbe essere accompagnato da un incentivo per l’ acquisto dei sensori. Un impegno in questo senso è stato assicurato dal ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli. FONDI In queste settimane e nei prossimi mesi il ministero, informa una nota del dicastero, lavorerà in stretta collaborazione con il ministero dell’ Economia per trovare le adeguate coperture finanziarie, probabilmente già in legge di Bilancio. Il provvedimento, precisa la nota, costituisce «un primo risultato importantissimo per tentare di evitare tante tragedie dovute a una banale distrazione. Un segnale luminoso e uno acustico avviseranno i genitori della presenza del bambino in auto anche quando si spegne la macchina, così da evitare che i bimbi vengano dimenticati dentro l’ abitacolo. Un piccolo dispositivo che può salvare tantissime vite». «Sono veramente contenta. È un grande onore per me dare il nome a una legge che salverà i bambini da un fenomeno, quello della distrazione genitoriale, che purtroppo colpisce tutte le società»: lo ha detto la leader di Fratelli d’ Italia, Giorgia Meloni, che ha festeggiato il via libera davanti alla Camera. L’ ITER «Vogliamo evitare tante morti assurde – ha commentato il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Sergio Battelli (M5s) – per una dimenticanza banale che può avere, però, dei risvolti davvero tragici. Ora la parola passa al Senato che, spero, dia l’ ok rapidamente. La sicurezza non può aspettare». «La sicurezza sulle strade è tra le priorità del nostro mandato – ha spiegato il sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti, Michele Dell’ Orco -. Proprio allo scopo di diminuire i morti sulle strade italiane, dopo la piena attuazione delle misure salva bimbi, modificheremo il codice della strada per tutelare la mobilità dolce». Plauso alla nuova normativa anche dal Codacons, che però ne chiede la gratuità. L.F. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Sole 24 Ore, 07/08/2018 02:16
la sentenza
Autotrasporto contro le limitazioni del Tar
sotto accusa lo stop alla circolazione dei camion prima e dopo i festivi
Gli eventuali stop alla circolazione dei camion prima e dopo i festivi, previsti da una sentenza del Tar Lazio che ha accolto un ricorso del Codacons, sta causando la ribellione del mondo dell’ autotrasporto. Confindustria e le più importanti rappresentanze imprenditoriali della committenza e del trasporto – si legge in una nota congiunta (diffusa prima che accadesse lo schianto di Bologna, ndr) – insieme a diverse grandi imprese hanno presentato un intervento “ad adiuvandum” dell’ appello presentato dai ministeri delle Infrastrutture e dell’ Interno, contro la sentenza del Tar Lazio del 22 maggio scorso, relativa al calendario sui divieti di circolazione, «che sta creando notevoli problemi al rilascio delle autorizzazioni da parte delle Prefetture e, quindi, a tutta l’ attività imprenditoriale, dalla produzione al commercio, alla distribuzione e alla logistica. Con questo intervento – prosegue la nota – le imprese vogliono anche rendere evidente la strumentalizzazione di alcune associazioni dei consumatori, che ogni anno presentano ricorso al Tar per ostacolare il rilascio delle autorizzazioni e, più in generale, incrementare le giornate di divieto. Questo atteggiamento, basato sulla logica “zero mobilità = zero rischi”, produce più elevate concentrazioni di traffico in alcuni giorni della settimana con conseguenti maggiori rischi di incidentalità, danni economici e sociali. Tutte le rappresentanze ricorrenti sono invece convinte – conclude la nota – che sia giunto il momento di cambiare una disciplina ormai superata dall’ indispensabile continuità produttiva e logistica, che sappia coniugare salute pubblica e produttività delle imprese, mobilità ed esigenze dell’ attività economica e dell’ occupazione. L’ appello al Consiglio di Stato è anche l’ occasione, secondo le associaizoni, per impegnare il ministero dei Trasporti a promuovere una nuova regolamentazione dei divieti di circolazione. Il 23 maggio scorso, il Tar ha accolto le istanze del Codacons sulla base di diversi argomenti. Innanzi tutto ha ribadito che il rilascio di eventuali deroghe – per loro natura di carattere eccezionale – alle limitazioni di circolazione prefissate, «deve essere ben circostanziato e motivato, nonché fondato su presupposti specifici e altrettano eccezionali». Inoltre secondo i giudici il ministero non può non considerare che anche in particolari giornate che precedono e seguono le festività, si registrano incrementi dei volumi di traffico, «con conseguente aumento del rischio di sinistri stradali». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
m.mor.

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