6 Luglio 2020

Rassegna stampa del 6 luglio 2020

    Altre Fonti , 06/07/2020 22:01
    Estate romana: eventi organizzati nei centri sportivi della capitale
    . piena condivisione da parte delle commissioni cultura e sport del comune di roma sul progetto proposto dal codacons di portare gli eventi culturali dell’ estate romana nei circoli sportivi sparsi in tutta la città.
    Piena condivisione da parte delle Commissioni Cultura e Sport del Comune di Roma sul progetto proposto dal Codacons di portare gli eventi culturali dell’ estate romana nei circoli sportivi sparsi in tutta la città. PROPOSTO DI ORGANIZZARE EVENTI DELL’ ESTATE ROMANA NEGLI SPAZI MESSI A DISPOSIZIONE DAI CENTRI SPORTIVI DELLA CAPITALE Nel corso di una riunione tenutasi oggi alla presenza della presidente della Commissione Cultura, Eleonora Guadagno, del presidente della Commissione Sport, Angelo Diario, dei rappresentanti Codacons e dei gestori dei centri sportivi, si è registrata piena convergenza su progetto di organizzare iniziative culturali ed eventi dell’ estate romana all’ interno degli spazi all’ aperto dei circoli sportivi, dislocati su tutto il territorio capitolino e con caratteristiche tali da consentire il distanziamento e garantire il rispetto delle misure anti-Covid. Alla proposta ha dato la propria adesione l’ associazione dei concessionari dei circoli sportivi Gesis, e ora si proverà a far incontrare le esigenze della cultura con quelle dello sport. PARTE PRIMO ESPERIMENTO CULTURALE AL CIRCOLO PAOLO ROSI In tale direzione e il primo esperimento approvato dal Comune è quello della mostra ‘L’ arte dell’ amore non violento nell’ antica Roma’, proposta dal Codacons e organizzata in collaborazione con il Mann di Napoli e il Dipartimento pari opportunità della Presidenza del Consiglio, che sarà ospitata presso il circolo sportivo Paolo Rosi di via Flaminia 68. Una mostra fotografica in 3D che esplora l’ erotismo nell’ arte antica e utilizza immagini sensuali per spiegare ai giovani il rispetto dell’ altro e combattere bullismo e violenza sulle donne. Codacons CS Per una stampa libera sostieni il nostro lavoro con una donazione Le donazioni con PAYPAL sono sicure al 100%

    gazzettadelsud.it, 06/07/2020 19:21
    Bonus vacanze, 350 mila già emessi: “Meno di un minuto per completare la pratica”
    Da quando è partito, cioè dal primo luglio, sono già stati emessi 350 mila i bonus vacanza per un valore totale di 150 milioni. Sono i dati forniti dal viceministro all’ Economia, Laura Castelli, su Facebook. «Dal primo luglio è partito il bonus vacanza. Lo state richiedendo in tanti. In meno di una settimana quasi 350 mila bonus emessi per un controvalore di 150 milioni di euro». Che posi sottolinea l’ importanza della scelta dell’ app IO: «Abbiamo scelto la App IO per l’ erogazione, garantendo così un tempo inferiore al minuto per completare la pratica». Secondo il ministero dell’ Innovazione l’ app IO, l’ applicazione dei servizi pubblici, lanciata ad aprile scorso, è stata scaricata sul cellulare da oltre 1 milione di persone. Attraverso l’ applicazione IO, fra l’ altro, è possibile fruire di molti servizi digitali delle amministrazioni pubbliche centrali e degli enti territoriali, dal pagamento del bollo auto, ai servizi legati all’ anagrafe, ai servizi scolastici come la notifica dei bandi di iscrizione, il pagamento dei servizi di trasporto e di mensa, l’ iscrizione al nido. Non tutti però sono convinti dalla bontà del bonus vacanze. Il Codacons sottolinea, ad esempio come ci siano «ancora problemi sul fronte del Bonus vacanze, che sta deludendo sotto ogni punto di vista le attese e non soddisfa nè i consumatori, nè gli operatori turistici. Molti consumatori denunciano come le strutture ricettive non accettino l’ incentivo nel caso di soggiorni brevi, oppure impongano ingiustificate soglie minime di spesa ai clienti: chi vuole godere del bonus, in sostanza, deve spendere presso l’ albero più del valore del sussidio, altrimenti la prenotazione non viene accettata». Anche quando a richiedere il bonus per conto di un cliente è l’ agenzia di viaggi, molti operatori pongono un netto rifiuto, per non pagare le commissioni all’ agenzia intermediaria. Infine, sulla base delle segnalazioni giunte al Codacons, risulta che i B&B sono le strutture dove più spesso viene rifiutato il bonus vacanze. L’ INCENTIVO Bonus vacanze 2020, si può usare anche per i servizi balneari: chi aderisce in Calabria e Sicilia Il bonus vacanze può essere richiesto dalle famiglie con Isee entro i 40 mila euro e ha un valore di 500 euro se il nucleo è di almeno 3 persone, 300 euro con 2 persone e 150 euro per i single, per pagare strutture ricettive come alberghi, b&b o campeggi. L’ 80% del bonus si traduce in uno sconto immediato, il resto arriva come detrazione con la dichiarazione dei redditi. Il bonus viene erogato attraverso IO, la app per i servizi pubblici, cui si accede con Spid o carta d’ identità digitale, che genererà un codice qrcode da presentare alle strutture che aderiscono all’ iniziativa. Il bonus può essere usato fino al 31 dicembre 2020 da uno dei componenti del nucleo familiare, anche diverso dal soggetto che lo richiede, e può raggiungere un importo massimo di 500 euro nel caso delle famiglie composte da almeno tre persone. Per le famiglie composte da due persone, l’ importo del bonus è pari a 300 euro e, in caso di nuclei familiari composti da una sola persona, pari a 150 euro. Per fruire del bonus, le spese devono essere sostenute in un’ unica soluzione per i servizi resi da una sola struttura ricettiva e vanno documentate con fattura, documento commerciale o scontrino/ricevuta fiscale emesso dal fornitore, con indicazione del codice fiscale di chi intende fruire del bonus. Per richiedere l’ agevolazione il cittadino deve installare ed effettuare l’ accesso a IO , l’ app dei servizi pubblici, resa disponibile da PagoPA. Una volta entrati nell’ app, a cui si accede mediante l’ identità digitale Spid o la Carta d’ Identità Elettronica, il contribuente dal 1 luglio e fino al 31 dicembre 2020 potrà richiedere il bonus dopo aver verificato di averne diritto (se ha, cioè, una Dichiarazione sostitutiva unica – Dsu – in corso di validità, da cui risulti un indicatore Isee sotto la soglia di 40mila euro). In caso positivo otterrà un codice univoco e un Qr-code che potranno essere utilizzati per la fruizione del bonus. Per poter accedere al bonus è quindi importante, anche prima del 1 luglio 2020: assicurarsi di avere presentato una Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu) per il calcolo dell’ Isee; dotarsi di una identità digitale Spid, se non si è già in possesso di una Carta d’ Identità Elettronica abilitata per l’ accesso all’ app IO (versione CIE 3.0); installare sul proprio smartphone IO – l’ app dei servizi pubblici. © Riproduzione riservata.

    AgenPress, 06/07/2020 16:35
    Codacons su bollette a 28 giorni finisce di nuovo dinanzi a Consiglio di Stato
    agenpress – non si arresta la battaglia legale del codacons sul fronte delle bollette a 28 giorni. il prossimo 9 luglio infatti l’ associazione dei consumatori sarà dinanzi al consiglio di stato (vi sez. pres. montedoro, rel. de luca) – dove gli operatori telefonici hanno presentato l’ ennesimo ricorso contro la delibera dell’ agcom che ordinava il ritorno []
    AgenPress – Non si arresta la battaglia legale del Codacons sul fronte delle bollette a 28 giorni. Il prossimo 9 luglio infatti l’ associazione dei consumatori sarà dinanzi al Consiglio di Stato (VI sez. Pres. Montedoro, Rel. De Luca) – dove gli operatori telefonici hanno presentato l’ ennesimo ricorso contro la delibera dell’ Agcom che ordinava il ritorno alla fatturazione mensile – per difendere la decisione dell’ Autorità per le comunicazioni. Una vicenda che si trascina da anni, e che prosegue nonostante i giudici del CdS si siano già espressi sull’ obbligatorietà dei rimborsi agli utenti. E proprio contro gli ostacoli che le compagnie telefoniche stanno opponendo ai rimborsi – che secondo le disposizioni dell’ Agcom e del Consiglio di Stato devono essere automatici e senza necessità di richiesta da parte dei consumatori – l’ associazione ha deciso di rivolgersi alla Procura della Repubblica denunciando i gestori telefonici per i reati di appropriazione indebita e Inosservanza dei provvedimenti dell’ Autorità. Non solo. Sempre dinanzi al Consiglio di Stato il Codacons ha presentato ricorso per ottemperanza affinché gli operatori telefonici siano costretti a pagare un euro per ogni giorno di ritardo nell’ elargizione degli indennizzi spettanti agli utenti. In base ai calcoli dell’ associazione, i rimborsi che le compagnie devono riconoscere ai consumatori ammontano a circa 350 milioni di euro, per un totale di circa 12 milioni di clienti coinvolti.

    Agenzia Giornalistica Opinione, 06/07/2020 15:17
    codacons * BOLLETTE A 28 GIORNI: « DINANZI AL CONSIGLIO DI STATO, IL 9 LUGLIO I GIUDICI DECIDERANNO SU RICHIESTE DEGLI OPERATORI TELEFONICI »
    non si arresta la battaglia legale del codacons sul fronte delle bollette a 28 giorni. il prossimo 9 luglio infatti l’ associazione dei consumatori sarà dinanzi al consiglio di stato (vi sez. pres. montedoro, rel. de luca) – dove gli operatori telefonici hanno presentato l’ ennesimo ricorso contro la delibera dell’ agcom che ordinava il ritorno alla fatturazione []
    Non si arresta la battaglia legale del Codacons sul fronte delle bollette a 28 giorni. Il prossimo 9 luglio infatti l’ associazione dei consumatori sarà dinanzi al Consiglio di Stato (VI sez. Pres. Montedoro, Rel. De Luca) – dove gli operatori telefonici hanno presentato l’ ennesimo ricorso contro la delibera dell’ Agcom che ordinava il ritorno alla fatturazione mensile – per difendere la decisione dell’ Autorità per le comunicazioni. Una vicenda che si trascina da anni, e che prosegue nonostante i giudici del CdS si siano già espressi sull’ obbligatorietà dei rimborsi agli utenti. E proprio contro gli ostacoli che le compagnie telefoniche stanno opponendo ai rimborsi – che secondo le disposizioni dell’ Agcom e del Consiglio di Stato devono essere automatici e senza necessità di richiesta da parte dei consumatori – l’ associazione ha deciso di rivolgersi alla Procura della Repubblica denunciando i gestori telefonici per i reati di appropriazione indebita e Inosservanza dei provvedimenti dell’ Autorità. Non solo. Sempre dinanzi al Consiglio di Stato il Codacons ha presentato ricorso per ottemperanza affinché gli operatori telefonici siano costretti a pagare un euro per ogni giorno di ritardo nell’ elargizione degli indennizzi spettanti agli utenti. In base ai calcoli dell’ associazione, i rimborsi che le compagnie devono riconoscere ai consumatori ammontano a circa 350 milioni di euro, per un totale di circa 12 milioni di clienti coinvolti.

    Sanità Informazione, 06/07/2020 13:43
    TSO a chi rifiuta di curarsi da Covid-19, perché se ne parla?
    dopo il caso dell’ imprenditore in veneto che ha rifiutato le cure, si parla di trattamento sanitario obbligatorio (tso) per chi rifiuta di seguire le regole dopo il tampone positivo. il ministero della salute vaglia le possibilità
    Negli ultimi giorni si è ritornati a parlare di Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO). Il ministro della Salute, Roberto Speranza , lo ha proposto per far fronte a coloro che, positivi al Covid-19, rifiutano di adottare le misure necessarie per sé stessi e la comunità. Una necessità che si è manifestata dopo il caso di un imprenditore di Vicenza . L’ uomo, che ha contratto il virus nei Balcani, sapeva di essere positivo ma ha continuato a uscire e vedere persone. Ha persino partecipato a un funerale e una festa di compleanno, contagiando cinque persone e causando l’ isolamento di quasi un centinaio. Ricoverato in condizioni medio-gravi, in un primo momento ha rifiutato le cure. Il governatore del Veneto, Luca Zaia , ha quindi trovato nel TSO la possibile risposta per il ricovero coatto dei pazienti più gravi affetti da Sars-CoV-2 che rifiutano di seguire i protocolli. Zaia ha inoltre annunciato misure più stringenti e severe dopo i più recenti focolai in quella che è stata una delle regioni più colpite. Dal ministero è arrivato un segnale di ascolto, con Speranza che ha annunciato di stare valutando una norma ad hoc , pensata per il Covid, che però non violi la libertà personale . COS’ È IL TSO Per ora in Italia, salvo alcune eccezioni, il TSO si verifica solo in ambito psichiatrico . Si tratta di cure mediche imposte a un soggetto che le rifiuta. Per essere previsto servono almeno tre previe condizioni: la necessità di cure, il rifiuto da parte del paziente e l’ impossibilità di effettuare trattamenti fuori dall’ ospedale. Quando si verifichi, quindi, una situazione di pericolo per sé e per gli altri causata dall’ incapacità di comprendere la stessa del paziente. A disporre il TSO è il sindaco della città di riferimento per il paziente, che può farlo solo dopo che un medico – anche quello di famiglia – abbia certificato l’ esistenza delle tre condizioni e un secondo medico appartenente al servizio pubblico le abbia confermate. Dopo la disposizione, vigili e sanitari vanno a prelevare il paziente. Se non accetta di andare in ospedale, viene prelevato con la forza. Il sindaco ha poi l’ obbligo di inviare l’ ordinanza al Giudice Tutelare , che ha facoltà di annullare il provvedimento. La normale durata di un TSO è di 7 giorni . Se lo psichiatra non ne chiede il prolungamento decade. Se invece il medico sceglie di prolungarlo, il paziente sarà obbligato fino al periodo stabilito. Alla conclusione, però, potrà liberamente lasciare la struttura sanitaria senza alcun tipo di vincolo. LE ALTRE MISURE Il TSO andrebbe ad aggiungersi a una serie di misure pensate per limitare i nuovi focolai in Italia. Tra queste, i tamponi in aeroporto per chi arriva da Stati extra Schengen sono stati la prima risposta pensata per bloccare i “contagi di ritorno”. Poi la possibilità di trasferire i malati in alberghi sanitari . Una soluzione che la regione Toscana ha già adottato: si procede a trasferire in strutture adibite i positivi che non hanno possibilità di isolarsi dalle famiglie. In modo da non creare quei mini-focolai in famiglia che sono la prima ragione dell’ allargamento del contagio. Come è successo in questi giorni nel Lazio, dove Luca Zingaretti ha scelto di rendere obbligatorio il vaccino anti-influenzale per gli over 65. PARERI POSITIVI Il Codacons si è detto favorevole alla proposta Zaia. «Chi è malato deve essere costretto con ogni mezzo a non contagiare altre persone. Questa sembra l’ unica strada percorribile – ha detto Carlo Rienzi, il presidente -. La salute della collettività è un interesse primario tutelato dal nostro ordinamento». Così anche Andrea Crisanti , direttore del dipartimento di Virologia dell’ Università di Padova. «Se una persona è positiva al coronavirus penso che debba essere messa in condizione di non trasmettere – ha detto su Sky Tg 24 -. Se non lo fa spontaneamente, penso che il TSO si renda necessario perché se qualcuno rifiuta le cure non deve mettere a rischio la salute degli altri». Anche per Stefano Vella , docente di salute globale alla Cattolica di Roma, si tratta di una «misura prevista dalle leggi sanitarie per motivi di sanità pubblica e anche personale». ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO.
    gloria frezza

    Finanzaonline, 06/07/2020 13:18
    Bollette a 28 giorni: 12 milioni di italiani in attesa di rimborso, 9 luglio la decisione del Consiglio di Stato
    La questione delle bollette a 28 giorni non è ancora chiusa. Il 9 luglio il Consiglio di Stato dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato dagli operatori telefonici contro la delibera dell’ Agcom, che ordinava il ritorno alla fatturazione mensile. Una vicenda che si trascina da anni, e che prosegue nonostante i giudici del CdS si siano già espressi sull’ obbligatorietà dei rimborsi agli utenti. E proprio contro gli ostacoli che le compagnie telefoniche stanno opponendo ai rimborsi, che secondo le disposizioni dell’ Agcom e del Consiglio di Stato devono essere automatici e senza necessità di richiesta da parte dei consumatori, il Codacons ha deciso di rivolgersi alla Procura della Repubblica denunciando i gestori telefonici per i reati di appropriazione indebita e inosservanza dei provvedimenti dell’ Autorità. Non solo. Sempre dinanzi al Consiglio di Stato il Codacons ha presentato ricorso per ottemperanza affinché gli operatori telefonici siano costretti a pagare un euro per ogni giorno di ritardo nell’ elargizione degli indennizzi. In base ai calcoli dell’ associazione, i rimborsi che le compagnie devono riconoscere ai consumatori ammontano a circa 350 milioni di euro, per un totale di circa 12 milioni di clienti coinvolti.

    (Sito) Adnkronos, 06/07/2020 13:12
    Codacons: “Sì a Tso per positivi che sfuggono a isolamento”
    Il Codacons si dice “favorevole alla proposta” lanciata dal governatore del Veneto, Luca Zaia, “di estendere i trattamenti sanitari obbligatori” Tso “a quei soggetti che risultano positivi a Covid-19, ma non intendono sottoporsi alla quarantena e alle altre limitazioni previste dalle disposizioni vigenti”. “E’ evidente che chi è malato deve essere costretto con ogni mezzo a non contagiare altre persone, e in tal senso un trattamento sanitario obbligatorio appare l’ unica strada percorribile – afferma il presidente dell’ associazione consumatori, Carlo Rienzi – L’ esigenza di garantire la salute pubblica, messa in serio pericolo da chi, consapevole della propria contagiosità, mette a rischio la salute altrui, legittima misure straordinarie come il Tso. La salute della collettività è un infatti un interesse primario tutelato dal nostro ordinamento, e lo Stato ha il dovere giuridico di sostituirsi al singolo cittadino quando lo stesso rifiuta cure mediche che appaiono indispensabili e necessarie”. Il Codacons sostiene dunque la proposta di Zaia, “perché basata su esigenze reali e su un pericolo concreto – si legge in una nota – diversamente da quanto fatto dal collega del Lazio, Nicola Zingaretti, il quale, con una ordinanza assurda, ha obbligato a vaccinarsi per la normale influenza i cittadini over 65, sanzionandoli con l’ esclusione dalla vita sociale in caso di rifiuto”. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

    Travelnostop, 06/07/2020 13:03
    Associazioni consumatori denunuciano: molte strutture rifiutano bonus vacanze
    Ancora problemi sul fronte del bonus vacanze, che sembra non soddisfare né i consumatori né gli operatori turistici. Lo rilevano le associazioni dei consumatori quali Codacons e Federconsumatori. “Molti consumatori – sostiene il Codacons – denunciano come le strutture ricettive non accettino l’ incentivo nel caso di soggiorni brevi, oppure impongano ingiustificate soglie minime di spesa ai clienti: chi vuole godere del bonus, in sostanza, deve spendere presso l’ albero più del valore del sussidio, altrimenti la prenotazione non viene accettata. Anche quando a richiedere il bonus per conto di un cliente è l’ agenzia di viaggi, molti operatori pongono un netto rifiuto, per non pagare le commissioni all’ agenzia intermediaria. Infine, sulla base delle segnalazioni giunte al Codacons, risulta che i B&B sono le strutture dove più spesso viene rifiutato il bonus vacanze”. Intanto l’ O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha monitorato 370 strutture in tutto il territorio nazionale, ubicate nelle principali località turistiche al mare, in montagna, nonché nelle città d’ arte, chiedendo se accettassero o meno il bonus. I risultati sono stati alquanto deludenti: solo il 46% delle strutture interpellate accetta il bonus vacanze, il 35% non lo accetta, il 19% sta ancora decidendo se accettarlo o meno. Delle strutture monitorate 210 sono alberghi, 110 sono B&B e 50 sono agriturismi. Gli agriturismi sono le strutture che accettano di più i bonus: di quelli monitorati ben il 60% si è dichiarato disponibile ad accettare tale agevolazione per i soggiorni. Tale percentuale scende al 53% negli hotel e al 36% nei B&B. Sempre presso gli agriturismi risulta elevata (24%) la percentuale delle strutture che stanno ancora decidendo se accettare o meno il bonus. “Un dato allarmante: se da un lato, infatti, è a discrezione dell’ esercente la scelta se accettare o meno tale bonus, dall’ altra la mancata applicazione dell’ agevolazione presso un numero così elevato di strutture rischia di rendere vani gli sforzi che il Governo ha messo in campo per sostenere le famiglie che, a causa della crisi post-covid, saranno costrette in molti casi a rinunciare alle vacanze”, afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori.

    Today, 06/07/2020 12:27
    Doccia fredda sul bonus vacanze
    secondo federconsumatori il 35% delle strutture ricettive non lo accetta, il 19% sta ancora decidendo se accettarlo o meno. finora sono stati erogati più di 300mila buoni
    Sul bonus vacanze il rischio di un flop è dietro l’ angolo. Ad oggi, secondo il ministro dell’ innovazione digitale Paola Pisano, sono stati erogati più di 306.523 bonus vacanze, per un controvalore economico di oltre 140 milioni di euro. Non male per un’ agevolazione che è diventata realtà solo da qualche giorno. Evidentemente i vacanzieri non si sono fatti scoraggiare dalla farraginosità della procedura (per ottenere il bonus è infatti necessario presentare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) per il calcolo dell’ ISEE e dotarsi di SPID O carta d’ identità digitale. La misura tuttavia non convince i tutelari di strutture ricettive. Secondo un’ indagine dell’ Osservatorio nazionale di Federconsumatori che ha monitorato 370 strutture in tutto il territorio nazionale, solo il 46% delle strutture accetta il bonus vacanze. Il 35% non lo accetta, il 19% sta ancora decidendo se accettarlo o meno. Delle strutture monitorate 210 sono alberghi, 110 sono B&B e 50 sono agriturismi. “Stiamo ricevendo in questi giorni – rileva l’ associazione dei consumatori – molte segnalazioni di cittadini che si lamentano del fatto che molte strutture alberghiere non accettano i bonus vacanza istituiti dal Governo per agevolare le famiglie, permettendo loro di usufruire delle ferie estive e per sostenere il settore del turismo in grande difficoltà nel nostro Paese a causa della pandemia. Al di là delle polemiche degli albergatori sulle modalità con cui è stato strutturato il bonus, lo riteniamo un importante strumento di sostegno per le famiglie se solo venisse accettato”. Gli agriturismi sono le strutture che accettano di più i bonus: di quelli monitorati ben il 60% si è dichiarato disponibile ad accettare tale agevolazione per i soggiorni. Tale percentuale scende al 53% negli hotel e al 36% nei B&B. Sempre presso gli agriturismi risulta elevata (24%) la percentuale delle strutture che stanno ancora decidendo se accettare o meno il bonus. “Un dato allarmante: se da un lato, infatti, è a discrezione dell’ esercente la scelta se accettare o meno tale bonus, dall’ altra la mancata applicazione dell’ agevolazione presso un numero così elevato di strutture rischia di rendere vani gli sforzi che il Governo ha messo in campo per sostenere le famiglie che, a causa della crisi post-covid, saranno costrette in molti casi a rinunciare alle vacanze”, commenta Emilio Viafora, il presidente Federconsumatori. Tutto ciò creerà enormi danni all’ intero comparto del turismo, settore chiave nell’ economia del nostro Paese: basti pensare che, da solo, genera direttamente oltre il 5% del pil nazionale, che aumenta al 13% se si considera l’ indotto. Per questo, sostiene l’ associazione dei consumatori, “è necessario uno sforzo congiunto di Governo e Associazioni di categoria che raggruppano gli esercenti delle strutture ricettive affinché il bonus vacanze diventi uno strumento strategico per rilanciare una stagione turistica avviata al declino”. Bonus vacanze, il Codacons: “Alberghi rifiutano il buono per soggiorni brevi” E sul bonus vacanze va all’ attacco anche il Codacons. “Molti consumatori denunciano come le strutture ricettive non accettino l’ incentivo nel caso di soggiorni brevi, – scrive l’ associazione dei consumatori – oppure impongano ingiustificate soglie minime di spesa ai clienti: chi vuole godere del bonus, in sostanza, deve spendere presso l’ albergo più del valore del sussidio , altrimenti la prenotazione non viene accettata. Anche quando a richiedere il bonus per conto di un cliente è l’ agenzia di viaggi, molti operatori pongono un netto rifiuto, per non pagare le commissioni all’ agenzia intermediaria”. Infine, sulla base delle segnalazioni giunte al Codacons, risulta che i B&B sono le strutture dove più spesso viene rifiutato il bonus Il tuo browser non può riprodurre il video. Devi disattivare ad-block per riprodurre il video. Play Replay Play Replay Pausa Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio Indietro di 10 secondi Avanti di 10 secondi Spot Attiva schermo intero Disattiva schermo intero Skip Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi. Attendi solo un istante , dopo che avrai attivato javascript . . . Forse potrebbe interessarti , dopo che avrai attivato javascript . . . Devi attivare javascript per riprodurre il video.

    Tiscali, 06/07/2020 12:18
    In hotel o in B&b: ecco come richiedere il Bonus vacanze e l’ elenco delle strutture che aderiscono
    Dal primo luglio è partito ufficialmente il bonus vacanze: si potrà usare in hotel e B&b. Tuttavia molte strutture hanno deciso di non aderire. Per non incorrere in amare sorprese al momento di pagare il conto è meglio individuare prima di partire imprese ricettive presso le quali è possibile utilizzare il voucher. Dove è possibile spendere il buono Innanzitutto è bene sapere che Bonus vacanze può includere anche i costi di servizi accessori, come quelli balneari, a patto che siano indicati nella fattura emessa dall’ unico fornitore scelto per trascorrere le vacanze. E può essere utilizzato presso un’ impresa turistico ricettiva che gestisca alberghi oppure alloggi per vacanze e altre strutture per brevi soggiorni (come ad esempio resort, ostelli della gioventù, colonie marine, rifugi di montagna, bungalow per vacanze, bed&breakfast). Per individuare le strutture presso le quali dal 1° luglio al 31 dicembre 2020 è possibile utilizzare il bonus, occorre fare riferimento ai soggetti che, indipendentemente dalla natura giuridica o dal regime fiscale adottato, svolgono effettivamente le attività previste dalla norma, ovvero, “imprese turistico ricettive”, “agriturismi” e “bed and breakfast”. Gli l’ hotel che aderiscono all’ iniziativa Per coloro che vorrebbe usufruire del bonus ma non sanno come fare, Federalberghi ha creato una piattaforma con l’ elenco delle strutture che aderiscono. L’ utente, inserendo date e destinazione (per i più indecisi basta anche la regione), può visualizzare la lista degli hotel presso cui soggiornare. Il filtro seleziona solo quelli che accettano il buono vacanza. Secondo quanto riportato dal sito investireoggi che ha provato il servizio le regioni con la scelta più ampia di hotel a disposizione è l’ Emilia Romagna, che si conferma patria del turismo marittimo con oltre 230 strutture. Numerosi anche gli hotel che accettano il buono vacanza in Toscana (un centinaio), in Liguria e Sicilia (una sessantina) e in Sardegna (una trentina circa). Vacanze nei bed and breakfast Secondo il Codacons i B&B sono le strutture dove più spesso viene rifiutato il bonus vacanze: solo il 2,6% dei B&b si è detto disposto ad accettare il voucher. La ragione sta nelle modalità e nei tempi di erogazione che, di fatto, costringono la struttura ad anticipare spese senza liquidità entrante nell’ immediato. “Un quadro che esprime in modo evidente il fallimento totale del bonus vacanze, uno strumento nato difettoso, complicato, e che lascia ampio margine discrezionale agli esercenti, a tutto danno dei consumatori e del turismo – afferma il presidente Carlo Rienzi – Anche per questo il Codacons invita i piccoli comuni che vogliono attirare turisti a studiare incentivi aggiuntivi e proporre sconti su soggiorni, escursioni, mostre e altre servizi, aderendo alla convenzione lanciata dall’ associazione”. A chi spetta e come richiedere il bonus Per richiedere il bonus vacanze, il cittadino deve installare ed effettuare l’ accesso a IO, l’ app dei servizi pubblici, resa disponibile da PagoPA S.p.A. Una volta entrati nell’ app, a cui si accede mediante l’ identità digitale SPID o la Carta d’ Identità Elettronica (CIE 3.0), il contribuente dal 1° luglio e fino al 31 dicembre 2020 potrà richiedere il bonus dopo aver verificato di averne diritto (se ha, cioè, una Dichiarazione sostitutiva unica – DSU – in corso di validità, da cui risulti un indicatore ISEE sotto la soglia di 40mila euro). In caso positivo otterrà un codice univoco e relativo QR-code che potranno essere utilizzati per la fruizione del bonus. Il pagamento del soggiorno può essere effettuato anche con l’ intermediazione di agenzie di viaggio o tour operator. La circolare detta infine specifiche indicazioni per l’ inserimento dei dati nell’ apposita procedura disponibile nell’ area riservata del sito internet dell’ Agenzia delle Entrate, così da consentire al fruitore del bonus di utilizzare il codice univoco (o relativo QR code). Come evitare spiacevoli sorprese Poco più della metà degli italiani che partirà per le vacanze ha dichiarato che userà il buono vacanze. Non tutti in estate ma anche per ponti autunnali o vacanze invernali, comunque entro l’ anno. Forse prendere tempo serve anche a capire meglio come funzionerà il voucher. Tuttavia, fa sapere il Codacons , molti consumatori denunciano come le strutture ricettive non accettino l’ incentivo nel caso di soggiorni brevi, oppure impongano ingiustificate soglie minime di spesa ai clienti: chi vuole godere del bonus, in sostanza, deve spendere presso l’ albero più del valore del sussidio, altrimenti la prenotazione non viene accettata. Anche quando a richiedere il bonus per conto di un cliente è l’ agenzia di viaggi, molti operatori pongono un netto rifiuto, per non pagare le commissioni all’ agenzia intermediaria . Quindi il modo più sicuro per evitare spiacevoli sorprese al check in o al momento della prenotazione è quello di contattare direttamente la struttura selezionata e chiedere conferma dell’ accettazione del voucher.

    Agenzia Giornalistica Opinione, 06/07/2020 12:17
    Codacons * TSO PER POSITIVI COVID: « cHI È MALATO DEVE ESSERE COSTRETTO A NON CONTAGIARE ALTRI CITTADINI, la SALUTE PUBBLICA È INTERESSE PRIMARIO »
    favorevole il codacons alla proposta di estendere i trattamenti sanitari obbligatori a quei soggetti che risultano positivi al covid-19 ma non intendono sottoporsi alla quarantena e alle altre limitazioni previste dalle disposizioni vigenti. ‘e’ evidente che chi è malato deve essere costretto con ogni mezzo a non contagiare altre persone, e in tal senso un []
    Favorevole il Codacons alla proposta di estendere i trattamenti sanitari obbligatori a quei soggetti che risultano positivi al Covid-19 ma non intendono sottoporsi alla quarantena e alle altre limitazioni previste dalle disposizioni vigenti. ‘E’ evidente che chi è malato deve essere costretto con ogni mezzo a non contagiare altre persone, e in tal senso un trattamento sanitario obbligatorio appare l’ unica strada percorribile – afferma il presidente Carlo Rienzi – L’ esigenza di garantire la salute pubblica, messa in serio pericolo da chi, consapevole della propria contagiosità, mette a rischio la salute altrui, legittima misure straordinarie come il Tso. La salute della collettività è un infatti un interesse primario tutelato dal nostro ordinamento, e lo Stato ha il dovere giuridico di sostituirsi al singolo cittadino quando lo stesso rifiuta cure mediche che appaiono indispensabili e necessarie’ – aggiunge Rienzi. Per tale motivo il Codacons sostiene la proposta del Governatore del Veneto, Luca Zaia, perché basata su esigenze reali e su un pericolo concreto, diversamente da quanto fatto dal collega del Lazio, Nicola Zingaretti il quale, con una ordinanza assurda, ha obbligato a vaccinarsi per la normale influenza i cittadini over65, sanzionandoli con l’ esclusione dalla vita sociale in caso di rifiuto.

    ilfattoquotidiano.it, 06/07/2020 11:55
    Coronavirus? È finito per nostra decisione. Polemiche sulle mascherine e ora nessuno le compra più
    Ma quanto siamo sbruffoni noi italiani ? Che rispetto abbiamo delle parole che noi stessi diciamo, delle paure che noi stessi avanziamo, delle richieste, petizioni, raccomandazioni , a volte vere e proprie suppliche? Abbiamo iniziato massacrando il commissario all’ emergenza Domenico Arcuri , colpevole di non farci trovare le mascherine. Poi colpevole di aver obbligato il libero mercato (sic!) a vendere a cinquanta centesimi ciò che ne costa sedici. L’ abbiamo chiamato in tutti i modi, in una villania pari solo alla nostra irresponsabilità. Insulti, dileggio, qualcuno (il famoso Codacons?) scommetto l’ avrà anche denunciato per procurato disastro . Erano i giorni in cui tutto il mondo le cercava senza trovarle. Adesso stanno su tutti gli scaffali , al prezzo giustamente calmierato. E qual è la novità? Nessuno le compra più . Non servono più! Tracollo delle vendite, dicono i farmacisti. Ieri urlavamo di paura, oggi sghignazziamo felici, tanto è tutto passato. È finito il Covid per nostra decisione , ma fino a ieri l’ altro ci pareva incredibile che il governo non avesse provveduto a una seria indagine epidemiologica. Capire quanti – asintomatici e no – fossero entrati in contatto col virus. È stato finalmente incaricato l’ Istat di provvedere a formare un campione di 150 mila concittadini, rappresentativi dell’ intera popolazione, sul quale fare il test . In due mesi non si è riusciti a realizzare l’ indagine . Il telefono squilla a vuoto, anche quindici volte allo stesso numero. In due mesi a malapena 90mila hanno risposto, poco più della metà. E i reagenti che l’ Istituto superiore della sanità aveva ottenuto gratis da una casa farmaceutica scadono il prossimo 10 luglio . Indagine azzoppata, test buttati, tempo sprecato, soldi bruciati. E Immuni ? Il sistema di contat tracing così caro alle nostre vite, noi che siamo sempre con lo smartphone in mano e facciamo tracciare dalle grandi piattaforme anche la posizione esatta del bidet, siamo divenuti improvvisamente diffidenti . La Meloni e Salvini avvertono: “Attenti, ficcano il naso nella nostra privacy!”. Dopo due mesi solo due milioni e 400 mila hanno scaricato l’ app . In Germania sono oltre quindici milioni. Altri soldi sprecati, fatica bruciata, ingegno mandato al macero e soprattutto sistema di difesa dal virus reso inefficace. Ma se siamo così inattendibili, così enormemente incapaci di tenere un comportamento minimamente coerente, di tener fede alle nostre stesse promesse, perché dovremmo essere credibili quando invochiamo aiuti economici , denunciamo una crisi inarrestabile e paurosa, supplichiamo l’ intervento urgente dello Stato? Perché il governo dovrebbe essere migliore di noi che l’ abbiamo scelto apposta uguale a noi? Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te . In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l’ economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro. Diventate utenti sostenitori cliccando qui . Grazie Peter Gomez GRAZIE PER AVER GIÀ LETTO XX ARTICOLI QUESTO MESE. Ora però siamo noi ad aver bisogno di te. Perché il nostro lavoro ha un costo. Noi siamo orgogliosi di poter offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti ogni giorno. Ma la pubblicità, in un periodo in cui l’ economia è ferma, offre ricavi limitati. Non in linea con il boom accessi a ilfattoquotidiano.it. Per questo ti chiedo di sostenerci, con un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana. Una piccola somma ma fondamentale per il nostro lavoro. Dacci una mano! Diventa utente sostenitore! Con riconoscenza Peter Gomez Sostieni adesso Articolo Precedente L’ istantanea – Modello Scampia: stupiamoci del bello, per una volta.

    Travelnostop, 06/07/2020 11:03
    Faro Antitrust su Alitalia e Volotea per voli cancellati e no rimborsi
    Cancellazione di biglietti per viaggi programmati in date in cui non era imposta alcuna limitazione degli spostamenti e sostituzione con voucher anziché con rimborsi. Sono le pratiche che Alitalia avrebbe messo in atto a causa della diffusione del coronavirus e su cui l’ Antitrust ha deciso di avviare un procedimento istruttorio, replicato per gli stessi motivi anche nei confronti della low cost spagnola Volotea, attiva in Italia con molti collegamenti anche tra le Regioni. I biglietti, spiega l’ Autorità, sono stati venduti e in seguito cancellati dalle due compagnie aeree a causa del Covid-19, “pur trattandosi di servizi da svolgere in un periodo nel quale non sarebbero stati vigenti i limiti di circolazione stabiliti dai provvedimenti governativi”. In più entrambe le compagnie hanno offerto ai passeggeri l’ erogazione di un voucher al posto del ristoro del prezzo del biglietto già pagato, contravvenendo così alla normativa europea in materia che stabilisce invece che i passeggeri il cui volo è cancellato possano ottenere il rimborso. Secondo l’ Antitrust, sia Alitalia che Volotea non hanno fornito un’ adeguata informazione ai consumatori quanto ai diritti spettanti in caso di cancellazioni e non hanno predisposto un sufficiente servizio di assistenza sui tempi di attesa e sui canali di comunicazione messi a disposizione dei passeggeri. Tutti comportamenti che l’ Unione nazionale consumatori chiede ora di sanzionare pesantemente e per i quali il Codacons si dice pronto, se l’ Autorità garante accerterà che i voli sono stati cancellati per cause non riconducibili al Covid, a presentare una “valanga di cause risarcitorie”.

    Corriere della città, 06/07/2020 10:36
    Estate 2020, dove passeranno le vacanze gli italiani al tempo del Coronavirus
    ‘invito tutti i cittadini a fare le vacanze in italia. scopriamo le bellezze che ancora non conosciamo, e torniamo a visitare e a godere di quelle che conosciamo. è il modo migliore per contribuire al rilancio della nostra economia in questa fase di emergenza’ – lo ha detto il premier giuseppe conte durante una delle []
    ‘Invito tutti i cittadini a fare le vacanze in Italia . Scopriamo le bellezze che ancora non conosciamo, e torniamo a visitare e a godere di quelle che conosciamo. È il modo migliore per contribuire al rilancio della nostra economia in questa fase di emergenza’ – lo ha detto il premier Giuseppe Conte durante una delle sue informative alla Camera. Un discorso, come tutti del resto, che non è di certo passato inosservato e che ha scatenato l’ ira di tanti italiani in difficoltà economica. I lunghi mesi di lockdown hanno messo in crisi intere famiglie, lavoratori, imprenditori e di certo quello di fare la vacanza estiva è l’ ultimo dei pensieri per molti. ‘Come facciamo ad andare in vacanza? Con quali soldi? – domande di questo tipo si sono rincorse in ogni dove. E alcuni ancora aspettano risposta. Ma che la burocrazia sia lenta e che ci siano dei ritardi non è di certo una novità. Non è, però, neppure una novità che l’ Italia sia uno dei paesi più invidiati per le sue tradizioni, la sua storia, il suo cibo, da Nord a Sud. E chi può ora ha l’ occasione di scoprire o ‘riscoprire’ il nostro Paese in tutta la sua ‘Grande Bellezza’. Estate 2020: ecco le mete più gettonate in Italia Attualmente, come approfondito dall’ istituto Demoskopika, solo il 51% degli italiani si sarebbe concesso quest’ anno una vacanza. Quello che è certo è che, la maggior parte di chi può andare in vacanza viaggerà in Italia. ‘ L’ 80% degli italiani che questa estate si concederanno una vacanza rimarrà entro i confini nazionali, la villeggiatura avrà una durata media inferiore rispetto al trend registrato negli ultimi anni e sarà all’ insegna del relax’ – lo dichiara Codacons. La Puglia è sul podio delle mete più gettonate per l’ Estate 2020 e sarà scelta, come riferisce un’ indagine di Codacons dal 28% degli italiani. Segue la Sicilia con il 24% e la Sardegna con il 18%. Per la montagna e le attività escursionistiche in vetta prima Regione su tutte il Trentino, meta scelta dal 15% degli italiani. Puglia, Sicilia, Sardegna: un’ estate 2020 in totale relax Puglia, Sicilia, Sardegna : sono le tre Regioni più gettonate per l’ estate 2020 e non c’ è neanche da chiedersi il perché. Mare cristallino e sabbia fina e dorata rappresentano un connubio perfetto per chi vuole rilassarsi e lasciarsi alle spalle i lunghi mesi di lockdown, durante i quali non si è fatto altro che parlare di Coronavirus. Per la Puglia , le zone più ricercate sono quelle del Gargano e del Salento. Da Vieste, alle Isole Tremiti, al Salento. Otranto, Lecce, Gallipoli, Santa Maria di Leuca. Tutte località balneari che da sempre accolgono migliaia e migliaia di turisti. Da ogni parte del mondo. E che questa vedranno passeggiare nei loro vicoli così caratteristici anche tanti italiani. Ecco poi la Sicilia che spicca tra le mete ambite. San Vito Lo Capo, Favignana, la maestosità della Cattedrale di Palermo. Una regione che non offre solo mare, ma anche una vasta offerta di città storiche. E perché no? Chi può si rilasserà prendendo il sole sulla spiaggia dei Conigli a Lampedusa o si farà una passeggiata nel centro di Taormina mentre si gusta una buona granita con brioche. La Sicilia è una terra dai sapori e dai colori tutti da scoprire. Sul podio delle mete più gettonate anche la Sardegna con il suo mare limpido e i suoi paesaggi mozzafiato, da cartolina. Gli ingressi in spiaggia, come in tutto il resto d’ Italia, saranno scaglionati. E per godersi quel mare bisognerà prenotarsi con largo anticipo. Ma ne varrà la pena. Estate 2020, le vacanze all’ estero: ecco le mete straniere E per le vacanze all’ estero? Come riferisce Codacons, solo il 20% di chi va in villeggiatura si recherà fuori dai confini nazionali. Grecia, Spagna, Egitto e Tunisia si confermano le mete straniere preferite dagli italiani, che per quest’ anno hanno optato per un ‘turismo di prossimità’. Le vacanze in Italia ai tempi del Covid-19 E’ tutto ormai ‘ai tempi del Covid-19′. Anche le vacanze in un’ estate un po’ anomala. Il virus ha sconvolto le nostre abitudini e le nostre vite. Ci ha dato modo di reinventarci. E tra le tante difficoltà economiche, ma non solo, il Coronavirus ha risvegliato in tutti noi italiani un sentimento patriottico non indifferente. Dai balconi di casa era diventato consuetudine l’ appuntamento per intonare l’ inno, perché in quel modo seppur distanti ci siamo sentiti tutti vicini. E ora chi può ha l’ occasione di viaggiare e riscoprire il nostro Paese. Perché non serve girare il mondo per trovare la bellezza . Ce l’ abbiamo qui, nella nostra terra. E forse solo ora, da Nord a Sud, ci siamo accorti del grande tesoro e del bene prezioso. Che dobbiamo custodire, difendere, tutelare e preservare.

    Helpconsumatori, 06/07/2020 07:29
    Bonus vacanze, i Consumatori: pochi alberghi lo accettano
    la fruizione del bonus vacanze è difficoltosa. e i cittadini denunciano alle associazioni dei consumatori che poche strutture turistiche stanno accettando l’ agevolazione
    Nell’ attesa di capire se la misura funzionerà, già ci sono le denunce di chi si è informato: sono poche le strutture turistiche che a oggi accettano il bonus vacanze . La misura, attiva dal primo luglio , dovrebbe incoraggiare le famiglie ad andare in vacanza in Italia. Ma la fruizione del bonus vacanze risulta ancora incerta. Ci sono i dubbi da parte delle imprese, che hanno bisogno di liquidità e sembrano restie ad adottarlo. E così ci sono le difficoltà che i cittadini hanno cominciato a denunciare alle associazioni dei consumatori: sono poche, dicono, le strutture turistico-alberghiere che accettano il bonus vacanze. Un fattore che era emerso da subito, in effetti. Bonus Vacanze 2020, si parte Federconsumatori: meno della metà accetta il bonus Secondo un’ indagine fatta da Federconsumatori, solo il 46% delle strutture monitorate accetta il bonus vacanze. «Stiamo ricevendo in questi giorni molte segnalazioni di cittadini che si lamentano del fatto che molte strutture alberghiere non accettano i bonus vacanza istituiti dal Governo per agevolare le famiglie, permettendo loro di usufruire delle ferie estive e per sostenere il settore del turismo in grande difficoltà nel nostro Paese a causa della pandemia», denuncia l’ associazione. L’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha monitorato 370 strutture in tutto il territorio nazionale, nelle principali località turistiche al mare, in montagna, nelle città d’ arte, chiedendo se accettassero o meno il bonus. I risultati non sono confortanti. «Solo il 46% delle strutture interpellate accetta il bonus vacanze, il 35% non lo accetta, il 19% sta ancora decidendo se accettarlo o meno». Delle strutture monitorate 210 sono alberghi, 110 sono B&B e 50 sono agriturismi. E differiscono per l’ accettazione del bonus. Fra gli hotel , solo il 53% accetta il bonus mentre quasi la metà (44%) non lo accetta. Gli agriturismi sono le strutture che più accettano il bonus: fra quelli monitorati da Federconsumatori, il 60% si è dichiarato disponibile ad accettare tale agevolazione per i soggiorni. Quasi un quarto degli agriturismi, il 24% , è invece incerta e sta ancora decidendo se accettare o meno il bonus. Gli incerti sono invece il 16% fra i B&B : qui solo il 36% delle strutture monitorate ha deciso di accettare il bonus mentre il 45% lo rifiuterà. Bonus vacanze in hotel. Fonte: Federconsumatori 2020 Bonus vacanze, cosa fare? È un quadro «allarmante» per Federconsumatori. «Se da un lato, infatti, è a discrezione dell’ esercente la scelta se accettare o meno tale bonus, dall’ altra la mancata applicazione dell’ agevolazione presso un numero così elevato di strutture rischia di rendere vani gli sforzi che il Governo ha messo in campo per sostenere le famiglie che, a causa della crisi post-covid, saranno costrette in molti casi a rinunciare alle vacanze», dice Emilio Viafora, presidente Federconsumatori. L’ associazione chiede un sforzo congiunto di Governo e associazioni di categoria perché il bonus vacanze diventi «uno strumento strategico» per rilanciare la stagione turistica. Le idee di Federconsumatori: estendere la fruizione anche attraverso i portali di prenotazione online , perché molte famiglie, per cercare le offerte migliori e per risparmiare, prenotano autonomamente le vacanze approfittando di sconti e offerte online; effettuare accordi per far sì che gli albergatori che accettano il bonus possano disporre immediatamente della liquidità , anche attraverso un coinvolgimento delle banche. Bonus vacanze agriturismi. Fonte: Federconsumatori 2020 Codacons: strumento difettoso e complicato Scettico sul funzionamento del bonus è invece il Codacons, che parla di una delusione sia per i consumatori che per gli operatori turistici e di uno strumento «nato difettoso, complicato, e che lascia ampio margine discrezionale agli esercenti, a tutto danno dei consumatori e del turismo». «Molti consumatori – dice il Codacons – denunciano come le strutture ricettive non accettino l’ incentivo nel caso di soggiorni brevi, oppure impongano ingiustificate soglie minime di spesa ai clienti: chi vuole godere del bonus, in sostanza, deve spendere presso l’ albergo più del valore del sussidio, altrimenti la prenotazione non viene accettata».

    Trentino, 06/07/2020 04:36
    Italia, benzina “carissima”
    ROMA. «I ritocchi ai listini di benzina e gasolio registrati nel nostro paese nelle ultime settimane portano di nuovo l’ Italia ai vertici della classifica europea del caro-carburante». Lo afferma il Codacons, che ha rielaborato i dati forniti dalla Commissione Europea relativi all’ andamento dei prezzi alla pompa in tutta l’ Ue nell’ ultima settimana. «L’ Italia si piazza al secondo posto della classifica dei paesi europei dove il gasolio costa di più – denuncia il presidente Carlo Rienzi – Con una media ai distributori di 1,285 euro al litro il nostro paese si colloca in seconda posizione, preceduto solo dalla Svezia (1,359 euro/litro). Non va assolutamente meglio sul fronte della benzina: con un prezzo medio alla pompa di 1,399 euro, l’ Italia è al quarto posto in Europa, dietro Paesi Bassi, Danimarca e Grecia». Nei calcoli dei consumatori rispetto alla media Ue la benzina costa oggi nel nostro paese l’ 11 per cento in più, mentre per il gasolio gli italiani spendono addirittura il 14 per cento in più. Una differenza quella tra i listini italiani ed europei determinata «dall’ elevata tassazione che vige sui prezzi di benzina e gasolio nel nostro paese, e che raggiunge il 70% su ogni litro di carburante venduto in Italia – attacca il Codacons – Basti pensare che al netto di Iva e accise benzina e gasolio costano nel nostro paese addirittura meno della media europea (0,418 euro al litro la verde e 0,436 il diesel contro una media Ue rispettivamente di 0,432 euro e 0,452 euro)».

    Il Tempo, 06/07/2020 03:45
    carburanti
    C’ è la revisione della rete
    la benzina e sempre oro
    … Sono decenni che ogni governo annuncia revisioni e razionalizzazione degli impianti di distribuzione di carburante. Anche Conte ci riprova. «La rete distributiva italiana è sovradimensionata e inefficiente, soprattutto se posta in comparazione con quelli dei principali Paesi europei con popolazione comparabile a quella italiana. Un ulteriore indicatore della maggiore arretratezza della rete distributiva italiana rispetto a quella degli altri Paesi Ue è rappresentato dalla minore diffusione di apparecchi self-service per l’ erogazione dei carburanti». Questo spiega la bozza del Pnr. Secondo il Codacons: «L’ Italia si piazza al secondo posto della classifica dei paesi europei dove il gasolio costa di più. Con una media ai distributori di 1,285 euro al litro il Paese si colloca in seconda posizione, preceduto solo dalla Svezia (1,359 euro/litro). Non va meglio sul fronte della benzina: con un prezzo medio alla pompa di 1,399 euro, l’ Italia è al 40 posto in Europa, dietro Paesi Bassi, Danimarca e Grecia».

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