Rassegna stampa del 6 gennaio
Supercoppa: Codacons diffida la Rai
ROMA
(ANSA) – ROMA, 6 GEN – Il Codacons interviene sul caso della partita di Supercoppa italiana, programmata in Arabia Saudita, con una diffida alla Rai. “La rete di Stato è stata diffidata dall’Associazione a non trasmettere la partita, visto che è possibile (e anzi doveroso) non rispettare un contratto se farlo costituisce reato”, scrive l’associazione dei consumatori. Il Codacons inoltre presenta una denuncia per istigazione alla discriminazione sessuale contro le donne alla Procura della Repubblica, all’Agcom e al dipartimento pari opportunità. In subordine, nel caso la partita fosse comunque trasmessa in diretta, l’Associazione chiede di far apparire nel corso del match una grafica continua per ribadire come l’Italia non approvi la discriminazione attuata nei confronti delle donne nello stadio dove si sta svolgendo la partita (o comunque un testo analogo). “La Rai dovrebbe rifiutarsi di trasmettere la partita, o almeno riconsiderare la decisione, come chiesto dalla Vigilanza” – dichiara il presidente Carlo Rienzi. “Abbiamo presentato una denuncia alla luce della possibile istigazione alla discriminazione di genere, vista la scelta incredibile di giocare la partita in un Paese che nel 2018 limita ancora sensibilmente la libertà femminile”, conclude.
Trieste: Codacons chiede a Fedriga rimozione vicesindaco
‘Gesto viola Costituzione. Spetta a governatore intervenire’
TRIESTE
(ANSA) – TRIESTE, 6 GEN – Il vicesindaco leghista di Trieste, Paolo Polidori, deve essere rimosso mediante decreto del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia “per avere violato i principi fondanti della Costituzione e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”. E’ quanto chiede il Codacons che in una nota chiama in causa il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, intervenendo su quello che è diventato un caso nazionale: il gesto compiuto dal numero due del Comune del capoluogo giuliano, che due giorni fa su Facebook aveva annunciato di avere gettato nell’immondizia vestiti e coperte di un clochard che da tempo viveva in una via del centro. “L’art. 40, della legge nr. 142/90 – ricorda il Codacons – prevede che sindaci ed i componenti delle giunte comunali possano essere rimossi quando compiono atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblico. Nel caso del vicesindaco di Trieste – il quale senza provare alcuna vergogna è giunto a vantarsi di aver compiuto un gesto tanto squallido – compete al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia emettere il decreto di rimozione, su conforme deliberazione della Giunta regionale, quando l’amministratore abbia compiuto “atti contrari alla Costituzione” ovvero gravi “violazioni di legge”. “Quanto accaduto – prosegue la nota – mina la dignità umana e offende un’intera comunità. Per questi motivi l’associazione invita tutti i Consiglieri Regionali a sollecitare una discussione in Giunta affinché venga posto rimedio ad un gesto di uno squallore unico”. (ANSA).
Inchiesta sede Regione Puglia, Procura indaga per frode
Indagine avviata mesi fa dopo esposto è tuttora senza indagati
BARI
(ANSA) – BARI, 06 GEN – È ‘frode in pubbliche forniture’ il reato ipotizzato dalla Procura di Bari che indaga su alcuni costi relativi alla realizzazione, ormai ultimata, della nuova sede del Consiglio regionale della Puglia, in via Gentile a Bari. E’ quanto riporta l’edizione barese del quotidiano ‘La Repubblica’. L’esistenza dell’indagine – finora senza indagati né ipotesi di reato – era nota da mesi, da quanto il Codacons ha presentato una denuncia e i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno integrato un esposto già presentato in estate, fornendo agli inquirenti un elenco dettagliato dei presunti sprechi. L’inchiesta coordinata dal pm Savina Toscani, tuttora a carico di ignoti, è delegata alla Guardia di Finanza che è al lavoro sulla documentazione acquisita negli uffici regionali. I finanzieri stanno ricostruendo l’iter amministrativo relativo alla realizzazione della struttura, per verificare i costi previsti dal capitolato d’appalto e gli eventuali aumenti illegittimi degli stessi. Stando a quanto denunciato, alcuni costi della sede, la cui realizzazione ha comportato un investimento complessivo di 87 milioni di euro, sarebbero stati sovrastimati, per esempio le 1.600 plafoniere da 637 euro. Sulla medesima questione indaga anche la Corte dei Conti, ipotizzando un possibile danno erariale, e quasi in contemporanea con l’avvio dell’inchiesta penale il presidente della Regione, Michele Emiliano, ha istituito un collegio di vigilanza per verificare la congruità dei prezzi i cui esiti saranno trasmessi all’autorità giudiziaria. (ANSA).
corriere.it, 06/01/2019 22:33
fisco
Fattura elettronica, l’ Agenzia delle Entrate monitora con software «sonda» per evitare il caos
esposto del codacons contro i disservizi, ma per l’ agenzia delle entrate sono casi fisiologici: la percentuale di errori si è attestata intorno al 6%
Il Codacons è pronto a presentare un esposto per interruzione di servizio. Secondo l’ associazione dei consumatori l’ introduzione dell’ obbligo della fatturazione elettronica, a partire dall’ inizio dell’ anno, si è tradotta in un flop con tanto di disagi e disservizi . L’ estensione ai privati dell’ obbligo della cosidetta e-fattura era previsto da tempo dall’ Agenzia delle Entrate, dopo che già dal 2015 è stato reso obbligatorio per tutti i fornitori della pubblica amministrazione. Alle lamentele del Codacons l’ Agenzia fiscale, affidata dallo scorso mese di agosto alla guida di Antonino Maggiore, replica fornendo i dati e i risultati del monitoraggio effettuato in questi primi giorni di gennaio. «Le nostre sonde informatiche che monitorano i flussi dei dati all’ interno dei server – osservano dall’ Agenzia delle Entrate – non hanno rilevato alcuna particolare criticità, tanto meno ci risultano interruzioni del servizio». Le ragioni delle difficoltà evidenziate dal Codacons sono ricondotte al fatto di avere utilizzato dei server diversi da quello dell’ Agenzia, che quindi potrebbero avere avuto qualche problema o rallentamento. In base ai dati forniti finora la media dei primi quattro giorni del 2019 registra l’ emissione quotidiana di circa 700 mila fatture elettroniche, per un totale di 2,8 milioni di e-fatture predisposte da 120 mila operatori. Un aggiornamento che, pur mancante delle giornate del 5 e del 6 gennaio, secondo l’ Agenzia delle Entrate, conferma l’ assenza di difficoltà e disservizi. La percentuale di errori si è attestata intorno al 6% dei casi, una cifra considerata «fisiologica» e imputabile a sbagli o imprecisioni nella compilazione delle fatture. Errori, dunque, che avrebbero invalidato le fatture anche nella tradizionale versione cartacea. Un altro termometro per misurare le eventuali proteste o le tipologie dei disservizi è il call center dell’ Agenzia, che non avrebbe ricevuto segnalazioni di particolari anomalie nell’ emissione delle fatture da parte di operatori, aziende o commercialisti. Le difficoltà e il margine di errore del 6% sono, insomma, inferiori a quelli registrati quattro anni fa, quando introducendo per la prima volta l’ obbligo di fatturazione elettronica per i fornitori della Pubblica amministrazione la percentuale di errori ha raggiunto il 30%. Al di là del cauto ottimismo resta che il vero banco di prova per verificare la tenuta del sistema e dei server saranno i prossimi giorni, oltre che le giornate di fine mese, quelle in cui tipicamente si emettono le fatture. Il flusso registrato finora non sarebbe attendibile o sufficiente, poiché ha coinciso con la pausa di molte attività lavorative che segue il Natale. L’ avvio della settimana e la ripresa si configura come un test per i cittadini e gli operatori che in caso di dubbi o incertezze possono cercare una risposta nella sezione che il sito dell’ Agenzia delle Entrate dedica alla fatturazione elettronica. Vale ricordare che l’ obbligo riguarda tutti i titolari di partita Iva e stabilisce di predisporre ed effettuare tutte le fatture sul , facendole transitare dall’ Agenzia delle Entrate. Il vincolo della e-fattura vale per tutti: le operazioni possono riguardare sia le transazioni tra partite Iva (i cosiddetti B2B) sia le prestazioni nei confronti del consumatore finale (B2C) ( per i lettori del Corriere della Sera e de L’ Economia l’ offerta di Infocert ). Leggi anche: Come funziona la fattura elettronica obbligatoria dal 1° gennaio Fatturazione elettronica 2019, cosa cambia | Tutte le novità – Corriere.it Fattura elettronica, l’ Agenzia delle Entrate: nessuna anomalia. Ma i contribuenti: «Caos fiscale» In particolare, come ribadito dall’ Agenzia, per i cittadini senza partita Iva e privi di pec non cambia nulla, poiché potranno continuare a ricevere la fattura in versione cartacea o in posta elettronica, per esempio, in formato . Se invece desiderano richiedere la fatturazione elettronica potranno farlo, ma dotandosi di una pec o del codice univoco rilasciato dall’ Agenzia. Ad essere esentati dalla e-fattura sono alcune specifiche categorie: i contribuenti forfettari, le farmacie, gli operatori sanitari, alcuni agricoltori e le società sportive dilettantistiche. 6 gennaio 2019 (modifica il 6 gennaio 2019 | 22:54)
andrea ducci
Il Metropolitano, 06/01/2019 21:32
Imprese. Bignami (FI): la fattura elettronica penalizza quelle piccole
“Serve un segnale, Governo mandi a casa il Direttore dell’ Agenzia delle Entrate” (DIRE) Roma, 6 Gen. – “Eravamo stati facili profeti rispetto ai problemi che l’ avvio della fatturazione elettronica avrebbe creato. Bene dunque che anche Codacons abbia deciso di tentare un’ azione forte come l’ esposto contro Agenzia delle Entrate. La battaglia contro un sistema che penalizza soprattutto le micro e le piccole imprese, gli artigiani, i commercianti e l’ esercito di Partite Iva è una battaglia di tutti e va combattuta insieme. Questo Governo, esattamente come quello che lo ha preceduto, ha fatto orecchie da mercante. Ma noi non arretreremo di un passo. E continueremo a batterci affinchè, con un nuovo provvedimento, quest’ obbligo cessi di esistere e si dia almeno la possibilità, agli imprenditori, di scegliere facoltativamente se passare o meno al sistema di fatturazione elettronica. Intanto continuiamo ad auspicare, anzi a pretendere, le dimissioni del direttore dell’ Agenzia delle Entrate. Perchè chi sbaglia è giusto che paghi. E che paghi con la propria poltrona. Se questo è il Governo del cambiamento, non può non lanciare questo segnale di trasparenza e giustizia al Paese”. Così Galeazzo Bignami, deputato Forza Italia. (Com/Enu/ Dire) 21:30 06-01-19.
redazione ilmetropolitano
tuttosport.com, 06/01/2019 18:18
Supercoppa, diffida Codacons per la Rai: «Non deve trasmettere Juventus-Milan»
presentata anche una denuncia per istigazione alla discriminazione sessuale contro le donne alla procura della repubblica: «è doveroso non rispettare un contratto se farlo costituisce un reato». la sfida è in programma il 16 gennaio a jeddah, in arabia saudita, dove alcuni settori dello stadio saranno vietati alle tifose
TORINO – Il Codacons interviene sul caso della partita di Supercoppa italiana, programmata in Arabia Saudita, con una diffida alla Rai. «La rete di Stato è stata diffidata dall’ Associazione a non trasmettere la partita, visto che è possibile (e anzi doveroso) non rispettare un contratto se farlo costituisce reato», scrive l’ associazione dei consumatori. Il Codacons inoltre presenta una denuncia per istigazione alla discriminazione sessuale contro le donne alla Procura della Repubblica, all’ Agcom e al dipartimento pari opportunità. In subordine, nel caso la partita fosse comunque trasmessa in diretta, l’ Associazione chiede di far apparire nel corso del match una grafica continua per ribadire come l’ Italia non approvi la discriminazione attuata nei confronti delle donne nello stadio dove si sta svolgendo la partita (o comunque un testo analogo). «La Rai dovrebbe rifiutarsi di trasmettere la partita, o almeno riconsiderare la decisione, come chiesto dalla Vigilanza», dichiara il presidente Carlo Rienzi. «Abbiamo presentato una denuncia alla luce della possibile istigazione alla discriminazione di genere, vista la scelta incredibile di giocare la partita in un Paese che nel 2018 – ha concluso Rienzi – limita ancora sensibilmente la libertà femminile».
corrieredellosport.it, 06/01/2019 17:58
Supercoppa, il Codacons diffida la Rai: «Juventus-Milan non va trasmessa»
presentata anche una denuncia per istigazione alla discriminazione sessuale contro le donne alla procura della repubblica: «è doveroso non rispettare un contratto se farlo costituisce un reato». la sfida è in programma il 16 gennaio a jeddah, in arabia saudita, dove alcuni settori dello stadio saranno vietati alle tifose
ROMA – Il Codacons interviene sul caso della partita di Supercoppa italiana, programmata in Arabia Saudita, con una diffida alla Rai. «La rete di Stato è stata diffidata dall’ Associazione a non trasmettere la partita, visto che è possibile (e anzi doveroso) non rispettare un contratto se farlo costituisce reato», scrive l’ associazione dei consumatori. Il Codacons inoltre presenta una denuncia per istigazione alla discriminazione sessuale contro le donne alla Procura della Repubblica, all’ Agcom e al dipartimento pari opportunità. In subordine, nel caso la partita fosse comunque trasmessa in diretta, l’ Associazione chiede di far apparire nel corso del match una grafica continua per ribadire come l’ Italia non approvi la discriminazione attuata nei confronti delle donne nello stadio dove si sta svolgendo la partita (o comunque un testo analogo). «La Rai dovrebbe rifiutarsi di trasmettere la partita, o almeno riconsiderare la decisione, come chiesto dalla Vigilanza», dichiara il presidente Carlo Rienzi. «Abbiamo presentato una denuncia alla luce della possibile istigazione alla discriminazione di genere, vista la scelta incredibile di giocare la partita in un Paese che nel 2018 – ha concluso Rienzi – limita ancora sensibilmente la libertà femminile».
AgenPress, 06/01/2019 17:51
Il Codacons diffida la RAI a non trasmettere la Supercoppa
Agenpress. Il Codacons interviene sul caso della partita di Supercoppa italiana, programmata in Arabia Saudita, con una diffida alla Rai: la rete di Stato è stata diffidata dall’ Associazione a non trasmettere la partita, visto che è possibile (e anzi doveroso) non rispettare un contratto se farlo costituisce reato. Il Codacons inoltre presenta una denuncia per istigazione alla discriminazione sessuale contro le donne alla Procura della Repubblica, all’ Agcom e al dipartimento pari opportunità. In subordine, nel caso la partita fosse comunque trasmessa in diretta, l’ Associazione chiede di far apparire nel corso del match una grafica continua per ribadire come l’ Italia non approvi la discriminazione attuata nei confronti delle donne nello stadio dove si sta svolgendo la partita (o comunque un testo analogo). “La Rai dovrebbe rifiutarsi di trasmettere la partita, o almeno riconsiderare la decisione, come chiesto dalla Vigilanza” – dichiara il presidente Carlo Rienzi. “Abbiamo presentato una denuncia alla luce della possibile istigazione alla discriminazione di genere, vista la scelta incredibile di giocare la partita in un Paese che nel 2018 limita ancora sensibilmente la libertà femminile”, conclude.
Msn, 06/01/2019 17:43
Fatture elettroniche, Forza Italia chiede le dimissioni del direttore dell’ Agenzia delle Entrate
Che l’ arrivo della fattura elettronica sarebbe stato un “caos” Galeazzo Bignami lo aveva detto in tempi non sospetti. Era il 3 ottobre scorso quando, in Commissione Finanze della Camera il deputato di Forza Italia faceva notare al direttore dell’ Agenzia delle Entrate che sull’ applicazione della norma regnava ancora la confusione.Oggi, a quasi una settimana dalla “rivoluzione” che ha investito imprese, partite iva, artigiani e autonomi, da più parti sono arrivate lamentele e segnalazioni di problematiche.”Ci risultano segnalazioni di utenti – ha spiegato il presidente dell’ Associazione dei commercialisti, Marco Cuchel – che, collegandosi al portale Fatture e corrispettivi dell”Agenzia delle Entrate, visualizzano il messaggio ‘Il sistema non è al momento disponibile, ci scusiamo per l”inconveniente e si prega di riprovare più tardi’”. E anche per il Codacons si è venuto a creare un “caos fiscale” senza precedenti.L’ Agenzia delle Entrate , dal canto suo, rispedisce al mittente le critiche (il margine di errore è basso) e nega problemi tecnici (“Nessuna anomalia sul server Sogei”). Anzi: per il Fisco su 2,8 milioni di e-fatture emesse, la percentuale di errore è stata solo del 6%. Eppure c’ è chi ha registrato dei disagi. Come l’ onorevole Bignami, che già lo scorso 3 gennaio chiedeva le dimissioni del direttore del Fisco, Antonino Maggiore.”Avevamo in ogni sede e circostanza evidenziato – spiega il deputato di Fi – come l”imminente avvio della fatturazione elettronica fosse accompagnato da una notevole difficoltà, sia in ordine al trattamento dei dati in relazione alla privacy – come evidenziato dal Garante -, sia in ordine alla sostenibilità dei flussi informatici che Sogei sarebbe stata costretta a sopportare”. Non solo. Bignami si aspettava che “la piattaforma dell’ Agenzia delle Entrate ” sarebbe andata “immediatamente sotto stress” nei primi giorni di gennaio.I timori, secondo l’ onorevole, si sarebbero verificati. “Decine e decine, per non dire centinaia di operatori, ci segnalano come il sistema sia andato in tilt più volte e come si realizzino dei veri e propri blocchi dell”operatività dello strumento, rendendo così impossibile l”invio e la ricezione di fatture”. Ed è per questo, per il blocco alla “circolazione della ricchezza nel nostro Paese” che, secondo Forza Italia , il direttore dell’ Agenzia “dovrebbe dimettersi”.”Aveva offerto totali garanzie di funzionamento del sistema – attacca Bignami – Non ci vengano a dire che i disservizi sono normali, perché questi burocrati, che non hanno la benché minima idea di come funzioni il mondo, devono imparare che gli errori si pagano e che le conseguenze di aver allestito, tra l”altro in modo inadeguato, questo sistema perverso non si possono far ricadere su imprenditori e partite Iva . È bene che inizino a rispondere dei propri errori: dimissioni immediate!”
Soverato.com, 06/01/2019 16:49
Riaprono le scuole, Codacons diffida i Sindaci: controllate i riscaldamenti
Che il freddo polare di questi giorni possa creare problemi nelle scuole chiuse già da due settimane, è fin troppo prevedibile. Che, quindi, occorra una immediata verifica circa lo stato di efficienza di tutti gli impianti è, addirittura, lapalissiano. Il Codacons lancia un grido d’ allarme per lo stato di efficienza degli impianti scolastici messi a dura prova dal gelo di queste ultime ore. Chiediamo una immediata verifica prima della ripresa delle lezioni – sostiene Francesco Di Lieto – per evitare che lunedì ci si ritrovi con i ragazzi ed il personale scolastico al gelo e nella concreta impossibilità di svolgere qualsivoglia attività didattica. Per questa ragione l’ Associazione diffida tutti i Sindaci Calabresi, i Presidenti delle Province nonché i Prefetti a “non permettere l’ apertura delle scuole in assenza di verifiche puntuali e di garanzie precise rispetto alla salute e alla sicurezza degli utenti”. Già in questi giorni abbiamo ricevuto segnalazioni che evidenziavano come in numerosi edifici scolastici gli impianti di riscaldamento fossero malfunzionanti, avendo, da tempo, manifestato criticità dovute sia alla vetustà che all’ assenza della necessaria manutenzione. Non vorremmo dover registrare un rientro “da brividi”, con bambini costretti al gelo per tante ore o, peggio, rimandati a casa per l’ oggettiva impossibilità di svolgere attività scolastiche. Così come vogliamo evitare le stucchevoli scuse legate ad una “emergenza” che di imprevisto, a questo punto, non ha assolutamente nulla. Laddove, nonostante la nostra diffida, si verificassero problemi al rientro a scuola, con istituti al gelo, termosifoni spenti e mancanza d’ acqua, ci troveremmo dinnanzi ad una colpevole sottovalutazione dei rischi che legittimerebbe un pioggia di richieste di danni. Il Codacons – conclude Di Lieto – confida che Comuni e Province vogliano predisporre l’ accensione dei riscaldamenti, visto che le scuole sono deserte oramai da giorni, con 24 ore di anticipo sull’ apertura delle aule e di predisporre, fin da subito, la verifica di tutti gli impianti nonché attivare squadre di tecnici pronte a fronteggiare qualsivoglia emergenza. Caso contrario li riterremo personalmente responsabili di tutti i disagi che dovessero subire i bambini e le loro famiglie. 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ilgiornale.it, 06/01/2019 16:47
Fatture elettroniche, Forza Italia: “È caos: direttore Entrate si dimetta”
galeazzo bignami, onorevole di forza italia: “non ci vengano a dire che i disservizi sono normali, perché questi burocrati, che non hanno la benché minima idea di come funzioni il mondo”
Che l’ arrivo della fattura elettronica sarebbe stato un “caos” Galeazzo Bignami lo aveva detto in tempi non sospetti. Era il 3 ottobre scorso quando, in Commissione Finanze della Camera il deputato di Forza Italia faceva notare al direttore dell’ Agenzia delle Entrate che sull’ applicazione della norma regnava ancora la confusione. Oggi, a quasi una settimana dalla “rivoluzione” che ha investito imprese, partite iva, artigiani e autonomi, da più parti sono arrivate lamentele e segnalazioni di problematiche.”Ci risultano segnalazioni di utenti – ha spiegato il presidente dell’ Associazione dei commercialisti, Marco Cuchel – che, collegandosi al portale Fatture e corrispettivi dell’ Agenzia delle Entrate, visualizzano il messaggio ‘Il sistema non è al momento disponibile, ci scusiamo per l’ inconveniente e si prega di riprovare più tardi’”. E anche per il Codacons si è venuto a creare un “caos fiscale” senza precedenti. L’ Agenzia delle Entrate , dal canto suo, rispedisce al mittente le critiche (il margine di errore è basso) e nega problemi tecnici (“Nessuna anomalia sul server Sogei”). Anzi: per il Fisco su 2,8 milioni di e-fatture emesse, la percentuale di errore è stata solo del 6%. Eppure c’ è chi ha registrato dei disagi. Come l’ onorevole Bignami, che già lo scorso 3 gennaio chiedeva le dimissioni del direttore del Fisco, Antonino Maggiore. “Avevamo in ogni sede e circostanza evidenziato – spiega il deputato di Fi – come l’ imminente avvio della fatturazione elettronica fosse accompagnato da una notevole difficoltà, sia in ordine al trattamento dei dati in relazione alla privacy – come evidenziato dal Garante -, sia in ordine alla sostenibilità dei flussi informatici che Sogei sarebbe stata costretta a sopportare”. Non solo. Bignami si aspettava che “la piattaforma dell’ Agenzia delle Entrate ” sarebbe andata “immediatamente sotto stress” nei primi giorni di gennaio. I timori, secondo l’ onorevole, si sarebbero verificati. “Decine e decine, per non dire centinaia di operatori, ci segnalano come il sistema sia andato in tilt più volte e come si realizzino dei veri e propri blocchi dell’ operatività dello strumento, rendendo così impossibile l’ invio e la ricezione di fatture”. Ed è per questo, per il blocco alla “circolazione della ricchezza nel nostro Paese” che, secondo Forza Italia , il direttore dell’ Agenzia “dovrebbe dimettersi”. “Aveva offerto totali garanzie di funzionamento del sistema – attacca Bignami – Non ci vengano a dire che i disservizi sono normali, perché questi burocrati, che non hanno la benché minima idea di come funzioni il mondo, devono imparare che gli errori si pagano e che le conseguenze di aver allestito, tra l’ altro in modo inadeguato, questo sistema perverso non si possono far ricadere su imprenditori e partite Iva . È bene che inizino a rispondere dei propri errori: dimissioni immediate!”
giuseppe de lorenzo
larepubblica.it, 06/01/2019 16:00
MILANO – L’ inizio del nuovo anno ha portato in dote la fattura elettronica per gli operatori Iva …
alcune categorie puntano il dito contro i disservenzi, secondo l’ agenzia non si sono riscontrati problemi sui server e il margine di errore è stato ben più basso rispetto ai tempi del debutto del cyber-documento per la pa
MILANO – L’ inizio del nuovo anno ha portato in dote la fattura elettronica per gli operatori Iva e dopo qualche giorno arrivano versioni contrastanti sull’ importante innovazione, che cambia la vita quotidiana di tanti lavoratori. Nel pomeriggio di sabato, l’ Agenzia delle Entrate parlava di 2,8 milioni di documenti emessi in quattro giorni da parte di oltre 120 mila operatori Iva. Secondo l’ Agenzia, il margine di errore in questa primissima fase è stato limitato: solo il 6% di scarti, ovvero di documenti rifiutati, per errori ritenuti “sostanziali”, ovvero slegati dalla nuova modalità di trasmissione e compilazione. Se anche fossero state fatture cartacee, è il concetto, sarebbero state da cestinare. Per le Entrate il raffronto con la prima fase di applicazione della fattura elettronica nel solo ambito della Pubblica amministrazione è più che incoraggiante, visto che allora i margini di errore raggiungevano il 30%. Fatturazione elettronica al via, ecco le ultime regole per i consumatori e le imprese di ALDO FONTANAROSA A fronte di questi dati, da parte di alcune categorie sono arrivate indicazioni di difficoltà ben maggiori. Le voci sono discordanti e questo lascia presupporre che nella – fase di rodaggio – ci possano essere esperienze individuali ben diverse da determinare giudizi diametralmente opposti. La rassegna dei primi passi nel mondo della fattura digitale è infatti variegata. Giovedì erano stati i rappresentanti della Confcommercio a dare un giudizio sostanzialmente positivo dello strumento: “E’ appena partita, ma al momento non ci sono particolari criticità”, spiegava il responsabile fiscale di Confcommercio Vincenzo De Luca. A questa posizione ha fatto da contraltare il racconto di Marco Cuchel, presidente dell’ Associazione dei commercialisti , che ha raccontato di “segnalazioni di utenti che, collegandosi al portale Fatture e corrispettivi dell’ Agenzia delle Entrate, visualizzano il messaggio ‘Il sistema non è al momento disponibile, ci scusiamo per l’ inconveniente e si prega di riprovare più tardi’”. Una versione alla quale le stesse Entrate hanno precisato di non aver riscontrato alcuna “anomalia sul server Sogei”, sottolineando di aver messo in atto “un attento monitoraggio sui sistemi” e invitando a far transitare i documenti sulla app Fatturae, sul sito dell’ Agenzia. Di vero e proprio “caos fiscale” ha parlato il Codacons, che ha minacciato un esposto per interruzione di pubblico servizio e chiesto una proroga dei tempi per inviare la documentazione. Probabilmente soltanto i prossimi giorni, con il pieno riavvio dell’ attività lavorativa dopo il ponte natalizio, ci sarà un verso responso sulle criticità del sistema. Noi non siamo un partito, non cerchiamo consenso, non riceviamo finanziamenti pubblici, ma stiamo in piedi grazie ai lettori che ogni mattina ci comprano in edicola, guardano il nostro sito o si abbonano a Rep:. Se vi interessa continuare ad ascoltare un’ altra campana, magari imperfetta e certi giorni irritante, continuate a farlo con convinzione. Mario Calabresi Sostieni il giornalismo Abbonati a Repubblica.
mario calabresi
ilsussidiario.net, 06/01/2019 14:15
Fattura elettronica/ È caos: Codacons e commercialisti protestano, Agenzia Entrate “tutto regolare”
fattura elettronica, a pochi giorni dall’ esordio è già caos: associazioni consumatori e commercialisti protestano, ma l’ agenzia entrate rassicura “tutto regolare”
Dal primo gennaio 2019 è entrata in vigore la fattura elettronica tanto attesa e che ha ufficialmente mandato in pensione la versione cartacea per fare spazio a quella telematica. L’ intento primario del fisco era essenzialmente quello di recuperare risorse sul fronte dell’ evasione fiscale. Solo nei primi quattro giorni del nuovo anno, come riferisce Il Giornale nell’ edizione online, sono state oltre 2,8 milioni le fatture elettroniche emesse con il nuovo metodo. Ad essere però sin da subito con il piede di guerra sono state le associazioni di categoria che hanno prontamente puntato il dito contro il nuovo piano fiscale. In particolare il Codacons ha denunciato: “È caos fiscale generato dalle nuove norme e in particolare dall’ introduzione della fatturazione elettronica”. Le proteste però sono giunte anche dagli stessi commercialisti che hanno riferito numerose segnalazioni da parte degli utenti in questi primi giorni di gennaio, ovvero dall’ esordio della fatturazione elettronica. “Ci risultano segnalazioni di utenti che, collegandosi al portale Fatture e corrispettivi dell’ Agenzia delle Entrate, visualizzano il messaggio “Il sistema non è al momento disponibile, ci scusiamo per l’ inconveniente e si prega di riprovare più tardi”, ha precisato il presidente dell’ Associazione dei commercialisti, Marco Cuchel. A smentire di contro le annunciate anomalie è stata la stessa Agenzia delle Entrate che ha fatto sapere di non essere stati riscontrati problemi sul server del sito. FATTURA ELETTRONICA: ENTRATE “MARGINE ERRORE BASSO” In merito alle prime proteste giunte in seguito all’ introduzione della fattura elettronica, l’ Agenzia delle Entrate ha assicurato un costante monitoraggiofattura ma ha anche fatto sapere un minimo margine di errore su queste fatture pari al 6%. Si tratta di un margine comunque basso e che secondo l’ Agenzia si sarebbe registrato anche nel precedente metodo di fatturazione cartacea. Basti pensare che, ad esempio, nei primi tempi di applicazione della fattura nella Pa i margini di errore erano del 30%. Nonostante questo, le segnalazioni di anomalie, confusione e malfunzionamenti proseguono anche se nei giorni scorsi i commercianti avevano inizialmente dato un loro primo giudizio positivo rispetto alla novità. A far emergere qualche difficoltà, come spiega La Stampa, anche le piccole imprese. Il direttore di Confindustria Imperia, Paolo Della Pietra in merito all’ introduzione della fatturazione elettronica ha infatti commentato: “L’ innovazione digitale non si risolve con un nuovo software e nel tempo di un click”. E così per venire incontro ai piccoli imprenditori sono stati organizzati corsi cercando di guidarli nei vari passaggi nonostante le spese e le complicazioni che ciò inevitabilmente comporta. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Money.it, 06/01/2019 13:56
Fatturazione elettronica, per il Codacons è caos e annuncia esposto
Fatturazione elettronica e disservizi, Codacons annuncia un esposto per interruzione di pubblico servizio. L’ associazione di consumatori smentisce l’ Agenzia dell’ Entrate e attiva un servizio di consulenza telefonica per assistere i contribuenti alle prese con le novità normative in materia fiscale. Il numero 89349988 sarà in funzione fino al 31 maggio prossimo . Fatturazione elettronica e caos fiscale, Codacons chiede la proroga dei termini L’ Agenzia delle Entrate, con un comunicato ufficiale, aveva negato ufficialmente il malfunzionamento della piattaforma dedicata alla fatturazione elettronica, ma a Codacons non basta e annuncia battaglia. L’ associazione di consumatori, dopo il susseguirsi delle numerose segnalazioni e lamentele pervenute dai cittadini, ha voluto denunciare la situazione di caos fiscale verificatasi nei giorni scorsi, sottolineando l’ impossibilità di accesso, riscontrata da tanti e tanti utenti, al sito dedicato alla fatturazione elettronica: “è sotto gli occhi di tutti, e ora bisogna provvedere a tutela degli utenti contrastare il caos fiscale generato dalle nuove norme e dall’ introduzione della fatturazione elettronica”, il commento di Codacons che ha deciso di presentare un esposto per interruzione di pubblico servizio . Nel frattempo, l’ associazione ha anche chiesto la proroga dei termini per l’ invio della documentazione. Proprio per assistere i cittadini e aiutarli a orientarsi nel nuovo quadro normativo , i fiscalisti saranno inoltre a disposizione due giorni alla settimana: il mercoledì (11,30-13,30) e il giovedì (14,00-16,00) . Gli specialisti risponderanno telefonicamente alle domande dei contribuenti, spiegando loro cosa possono fare in materia di rottamazioni delle cartelle, definizione delle liti pendenti e saldo e stralcio delle cartelle esattoriali . A Roma, intanto -grazie a una convenzione stipulata proprio con Agenzia delle Entrate- Codacons potrà seguire una vasta gamma di pratiche su delega dei propri iscritti, che potranno così evitare di recarsi fisicamente presso gli uffici della società di riscossione. Iscriviti alla newsletter “Fisco” per ricevere le news su Fattura elettronica Acconsento al trattamento dei dati personali ai sensi degli articoli 13-14 del GDPR 2016/679.
LaPresse, 06/01/2019 13:50
Roma, è caos rifiuti. Presidi in allarme: a rischio la riapertura di alcune scuole
di Andrea Capello Chiuso per rifiuti. E’ il cartello che potrebbe essere affisso davanti alla porta di ingresso di alcune scuole di Roma il prossimo 7 gennaio, alla ripresa delle lezioni dopo la lunga pausa per le feste natalizie. L’ avvertimento arriva dall’ Associazione nazionale presidi, sezione del Lazio, in una lettera inviata direttamente alla sindaca Virginia Raggi per chiedere “un decisivo intervento per la raccolta dell’ immondizia, almeno nei pressi delle scuole prima della ripresa dell’ attività didattica”. A tal proposito i presidi parlano di apertamente di “problema sanitario” e di “numerose segnalazioni ricevute da diversi colleghi di scuole del centro e della periferia, di asili nido, scuole elementari, medie e superiori. Casi critici che devono essere tempestivamente risolti”. Il Campidoglio cerca di rassicurare spiegando che “scuole e ospedali hanno priorità nell’ organizzazione dei servizi”, e che “tutte le eventuali criticità sono oggetto di intervento urgente in modo da ripristinare il decoro”. Ama, dal canto suo, parla di “azione incessante di intervento mirato in aree come quelle in prossimità di scuole ed altri edifici pubblici. Soprattutto e ancor più dopo l’ incendio che ha determinato la grave chiusura dell’ impianto Tmb del Salario, che trattava oltre un quinto dei rifiuti urbani residui della Capitale”. In soccorso di Virginia Raggi arriva anche il vicepremier Luigi Di Maio, che assicura il “massimo supporto del governo a Regione Lazio e Comune di Roma”. Intanto, però, la polemica impazza. Il Codacons chiede alla sindaca di “non permettere l’ apertura delle scuole in assenza di verifiche puntuali e garanzie precise rispetto alla salute e alla sicurezza degli utenti”. Durissime anche le reazioni delle opposizioni. Per Fratelli d’ Italia “Raggi non è altezza per fronteggiare l’ emergenza nelle strade”. Pertanto, annuncia Fabio Rampelli, “chiederemo al Governo di nominare un Commissario che si occupi della gestione rifiuti nella Capitale”. Secondo il Pd capitolino, qualora si dovesse arrivare alla chiusura della scuole Raggi “si dovrebbe dimettere” mentre i Verdi auspicano l’ apertura di un’ indagine da parte della procura di Roma. © Copyright LaPresse – Riproduzione Riservata.
andrea capello
Bari Today, 06/01/2019 13:36
Nuova sede del Consiglio regionale a Japigia, la Procura indaga per “frode in pubbliche forniture”
l’ inchiesta, coordinata dalla pm savina toscani, non prevede al momento indagati. gli inquirenti vogliono far luce sulla presunta lievitazione dei costi, come denunciato dal m5s la scorsa estate
La Procura di Bari ha aperto un fascicolo ipotizzando una frode in pubbliche forniture nell’ ambito dell’ inchiesta su alcuni costi relativi alla realizzazione, praticamente ultimata, della nuova sede del Consiglio regionale della Puglia, in via Gentile nel quartiere Japigia di Bari. La notizia è riportata dall’ edizione barese de ‘La Repubblica’. L’ indagine, coordinata dal pm Savina Toscani, non prevede al momento indagati, ed è delegata alla GdF che in questi giorni ha acquisito documenti dagli uffici regionali. La Guardia di Finanza sta cercando di ricostruire l’ iter di realizzazione dell’ opera, controllando i costi previsti dal capitolato d’ appalto ed eventuali aumenti illegittimi delle spese. In base a quanto denunciato, anche attraverso un esposto presentato in estate dai consiglieri regionali del M5S, alcuni costi sarebbero stati sovrastimati, come ad esempio, l’ acquisto di 1600 plafoniere a 637 euro l’ una. Sulla vicenda anche il Codacons ha presentato una denuncia. La nuova sede del Consiglio regionale pugliese, pronta ad aprire nei prossimi mesi, ha comportato un investimento complessivo di 87 milioni di euro.
Tiscali, 06/01/2019 13:35
La risposta dei cittadini di Trieste al vicesindaco che ha buttato le coperte del clochard
“Caro amico, speriamo che questa notte tu soffra meno il freddo. Ti chiediamo scusa a nome della città di Trieste”. E’ il messaggio scritto su di un cartello in cartone da alcuni triestini che ieri sera hanno lasciato vestiti caldi e trapunte sul luogo dove il senzatetto romeno – a cui il vicesindaco di Trieste, Paolo Polidori, due giorni ha gettato alcune coperte vantandosene su Facebook – aveva l’ abitudine di cercare riparo. Questa mattina, lungo la centrale via Carducci, gli indumenti e le coperte portate in segno di solidarietà da alcuni cittadini erano ancora li’, mentre il cartello – che riportava un post scriptum: in caso di mancato ritiro da parte dell’ interessato non gettare nulla. Provvederemo al recupero entro domani. Grazie” – era sparito. Il vicesindaco va rimosso immediatamente Il vicesindaco leghista di Trieste , Paolo Polidori, deve essere rimosso mediante decreto del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia “per avere violato i principi fondanti della Costituzione e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’ Uomo”. E’ quanto chiede il Codacons che in una nota chiama in causa il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, intervenendo su quello che è diventato un caso nazionale: il gesto compiuto dal numero due del Comune del capoluogo giuliano, che due giorni fa su Facebook aveva annunciato di avere gettato nell’ immondizia vestiti e coperte di un clochard che da tempo viveva in una via del centro. “L’ art. 40, della legge nr. 142/90 – ricorda il Codacons – prevede che sindaci ed i componenti delle giunte comunali possano essere rimossi quando compiono atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblico. Nel caso del vicesindaco di Trieste – il quale senza provare alcuna vergogna è giunto a vantarsi di aver compiuto un gesto tanto squallido – compete al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia emettere il decreto di rimozione, su conforme deliberazione della Giunta regionale, quando l’ amministratore abbia compiuto “atti contrari alla Costituzione” ovvero gravi “violazioni di legge”. “Quanto accaduto – prosegue la nota – mina la dignità umana e offende un’ intera comunità. Per questi motivi l’ associazione invita tutti i Consiglieri Regionali a sollecitare una discussione in Giunta affinché venga posto rimedio ad un gesto di uno squallore unico”.
larepubblica.it (Bari), 06/01/2019 13:30
Nuova sede del consiglio regionale della Puglia, costi alle stelle: s’ indaga per frode
è ‘frode in pubbliche forniture’ il reato ipotizzato dalla procura di bari che indaga su alcuni costi relativi alla realizzazione, ormai ultimata, della nuova sede
È ‘frode in pubbliche forniture’ il reato ipotizzato dalla Procura di Bari che indaga su alcuni costi relativi alla realizzazione, ormai ultimata, della nuova sede del Consiglio regionale della Puglia, in via Gentile a Bari, come anticipa Repubblica . L’ esistenza dell’ indagine – finora senza indagati né ipotesi di reato – era nota da mesi, da quanto il Codacons ha presentato una denuncia e i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno integrato un esposto già presentato in estate, fornendo agli inquirenti un elenco dettagliato dei presunti sprechi. rep Locali.
gazzettadiparma.it, 06/01/2019 13:14
Inchiesta sede Regione Puglia, Procura indaga per frode
(ANSA) – BARI, 06 GEN – È ‘frode in pubbliche forniture’ il reato ipotizzato dalla Procura di Bari che indaga su alcuni costi relativi alla realizzazione, ormai ultimata, della nuova sede del Consiglio regionale della Puglia, in via Gentile a Bari. L’ esistenza dell’ indagine – finora senza indagati né ipotesi di reato – era nota da mesi, da quanto il Codacons ha presentato una denuncia e i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno integrato un esposto già presentato in estate, fornendo agli inquirenti un elenco dettagliato dei presunti sprechi. La Guardia di Finanza sta ricostruendo l’ iter amministrativo relativo alla realizzazione della struttura, per verificare i costi previsti dal capitolato d’ appalto e gli eventuali aumenti illegittimi degli stessi. Stando a quanto denunciato, alcuni costi della sede, la cui realizzazione ha comportato un investimento complessivo di 87 milioni di euro, sarebbero stati sovrastimati, per esempio le 1.600 plafoniere da 637 euro. Sulla medesima questione indaga anche la Corte dei Conti. © RIPRODUZIONE RISERVATA div.
michele ceparano
lasicilia.it, 06/01/2019 13:11
S’ indaga per frode su nuova sede Regione
inchiesta avviata mesi fa dopo esposto è tuttora senza indagati
BARI, 06 GEN – È ‘frode in pubbliche forniture’ il reato ipotizzato dalla Procura di Bari che indaga su alcuni costi relativi alla realizzazione, ormai ultimata, della nuova sede del Consiglio regionale della Puglia, in via Gentile a Bari. L’ esistenza dell’ indagine – finora senza indagati né ipotesi di reato – era nota da mesi, da quanto il Codacons ha presentato una denuncia e i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno integrato un esposto già presentato in estate, fornendo agli inquirenti un elenco dettagliato dei presunti sprechi. La Guardia di Finanza sta ricostruendo l’ iter amministrativo relativo alla realizzazione della struttura, per verificare i costi previsti dal capitolato d’ appalto e gli eventuali aumenti illegittimi degli stessi. Stando a quanto denunciato, alcuni costi della sede, la cui realizzazione ha comportato un investimento complessivo di 87 milioni di euro, sarebbero stati sovrastimati, per esempio le 1.600 plafoniere da 637 euro. Sulla medesima questione indaga anche la Corte dei Conti.
larena.it, 06/01/2019 13:11
S’ indaga per frode su nuova sede Regione
(ANSA) – BARI, 06 GEN – È ‘frode in pubbliche forniture’ il reato ipotizzato dalla Procura di Bari che indaga su alcuni costi relativi alla realizzazione, ormai ultimata, della nuova sede del Consiglio regionale della Puglia, in via Gentile a Bari. L’ esistenza dell’ indagine – finora senza indagati né ipotesi di reato – era nota da mesi, da quanto il Codacons ha presentato una denuncia e i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno integrato un esposto già presentato in estate, fornendo agli inquirenti un elenco dettagliato dei presunti sprechi. La Guardia di Finanza sta ricostruendo l’ iter amministrativo relativo alla realizzazione della struttura, per verificare i costi previsti dal capitolato d’ appalto e gli eventuali aumenti illegittimi degli stessi. Stando a quanto denunciato, alcuni costi della sede, la cui realizzazione ha comportato un investimento complessivo di 87 milioni di euro, sarebbero stati sovrastimati, per esempio le 1.600 plafoniere da 637 euro. Sulla medesima questione indaga anche la Corte dei Conti. YB2-BU.
Tiscali, 06/01/2019 13:04
S’ indaga per frode su nuova sede Regione
(ANSA) – BARI, 06 GEN – È ‘frode in pubbliche forniture’ il reato ipotizzato dalla Procura di Bari che indaga su alcuni costi relativi alla realizzazione, ormai ultimata, della nuova sede del Consiglio regionale della Puglia, in via Gentile a Bari. L’ esistenza dell’ indagine – finora senza indagati né ipotesi di reato – era nota da mesi, da quanto il Codacons ha presentato una denuncia e i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno integrato un esposto già presentato in estate, fornendo agli inquirenti un elenco dettagliato dei presunti sprechi. La Guardia di Finanza sta ricostruendo l’ iter amministrativo relativo alla realizzazione della struttura, per verificare i costi previsti dal capitolato d’ appalto e gli eventuali aumenti illegittimi degli stessi. Stando a quanto denunciato, alcuni costi della sede, la cui realizzazione ha comportato un investimento complessivo di 87 milioni di euro, sarebbero stati sovrastimati, per esempio le 1.600 plafoniere da 637 euro. Sulla medesima questione indaga anche la Corte dei Conti.
ilcentro.it, 06/01/2019 12:52
S’ indaga per frode su nuova sede Regione
(ANSA) – BARI, 06 GEN – È ‘frode in pubbliche forniture’ il reato ipotizzato dalla Procura di Bari che indaga su alcuni costi relativi alla realizzazione, ormai ultimata, della nuova sede del Consiglio regionale della Puglia, in via Gentile a Bari. L’ esistenza dell’ indagine – finora senza indagati né ipotesi di reato – era nota da mesi, da quanto il Codacons ha presentato una denuncia e i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno integrato un esposto già presentato in estate, fornendo agli inquirenti un elenco dettagliato dei presunti sprechi. La Guardia di Finanza sta ricostruendo l’ iter amministrativo relativo alla realizzazione della struttura, per verificare i costi previsti dal capitolato d’ appalto e gli eventuali aumenti illegittimi degli stessi. Stando a quanto denunciato, alcuni costi della sede, la cui realizzazione ha comportato un investimento complessivo di 87 milioni di euro, sarebbero stati sovrastimati, per esempio le 1.600 plafoniere da 637 euro. Sulla medesima questione indaga anche la Corte dei Conti.
corriere.it (Milano), 06/01/2019 12:46
Musei aperti, shopping e solidarietà: così Milano festeggia la Befana
il 6 gennaio segna il ritorno di «domenica al museo» con garantisce l’ ingresso gratuito. folla in centro alla ricerca dell’ occasione per i ribassi. e beneficenza in moto a a pranzo
Cultura, shopping, solidarietà. E anche sfilata di moto. Sono gli ingredienti di una domenica di festa nel segno della befana. Un appuntamento, quello con la «manifestazione del divino» secondo la tradizione, che segna la fine delle festività. Un’ Epifania al museo è lo slogan che accompagna la giornata per gli appassionati di arte e cultura. Il 6 gennaio segna il ritorno di «Domenica al museo», l’ iniziativa del Comune di Milano che garantisce l’ ingresso gratuito in tutti i musei civici la prima domenica di ogni mese. Milanesi e turisti potranno quindi visitare gratuitamente i Musei del Castello Sforzesco (e le mostre «Vesperbild» e «Avvertenze necessarie e profittevoli a’ Bibliotecarj, e agli Amatori de’ buoni Libri»), il Museo del Novecento (e le mostre «Margherita Sarfatti. Segni, colori e luci a Milano», «Chi ha paura del disegno? e «Corrente 1938»), la Collezione permanente del MuDeC (e le mostre «Capitani coraggiosi» e «Se a parlare non resta che il fiume»), la GAM, il Museo Archeologico, il Museo di Storia Naturale, l’ Acquario, la Casa Museo Boschi Di Stefano. Aperta gratuitamente anche La Pinacoteca di Brera. Domenica 6 gennaio tutti i musei civici sono aperti dalle 9 alle 17.30, mentre la Collezione Permanente del MuDeC e il Museo del Novecento sono aperti dalle 9.30 alle 19.30. Risveglio gradito domenica mattina per milioni di bambini (e non) : la calza della Befana, quest’ anno, è stata più ricca del solito, con dentro meno dolci ma anche più giocattoli. E, complice la concomitanza con il primo weekend dei saldi invernali, più prodotti e accessori d’ abbigliamento, dalle sciarpe ai cappelli, dalle calze alla piccola maglieria. Secondo le associazioni di categoria quest’ anno a festeggiare la Befana con un regalo a figli o nipoti è il 75% degli italiani, con un budget medio per persona di 71 euro, il più alto degli ultimi quattro anni, ed una spesa complessiva che sfiora i 2 miliardi di euro. Regali favoriti anche dal via ai saldi. Un inizio dei ribassi nel segno della Befana e del gelo invernale che non ha scoraggiato lo shopping, tutt’ al più lo ha ritardato di qualche ora. A Milano il popolo dei consumatori ha cominciato fin da sabato la caccia al capo scontato. Quest’ anno, rileva il Codacons, le percentuali di sconto sono mediamente le più elevate degli ultimi anni anche se si prevede un calo delle vendite del 7 per cento. Comunque le vie dello shopping di Milano sono risultate particolarmente affollate, così come i centri commerciali del Milanese. Tra le varie iniziative del 6 gennaio a Milano da segnalare anche la tradizionale sfilata benefica di motociclisti, molti dei quali in costume. Quindi la `Befana del clochard’, il consueto pranzo per 200 senzatetto all’ Hotel Principe di Savoia che vede come protagonisti 75 studenti delle scuole medie inferiori e superiori e la partecipazione di esponenti delle istituzioni, come il ministro Marco Bussetti e il sottosegretario Stefano Buffagni. Infine rimarrà aperto tutto il giorno Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale lombardo, per al visita dei cittadini. È possibile accedere al Pirellone dalle 11 alle 17,30 (ultimo ingresso alle ore 17). L’ apertura consente di visitare – oltre al Belvedere Jannacci al 31° piano – anche le mostre realizzate in collaborazione con il Museo Diocesano di Milano e che riguardano il presepe di Francesco Londonio, un capolavoro d’ arte sacra del XVIII composto da 60 personaggi del presepe , dipinti su carta o cartoncino sagomati, e l’ altorilievo in terracotta della «Natività con Angeli».
Ansa, 06/01/2019 12:43
S’ indaga per frode su nuova sede Regione
inchiesta avviata mesi fa dopo esposto è tuttora senza indagati
(ANSA) – BARI, 06 GEN – È ‘frode in pubbliche forniture’ il reato ipotizzato dalla Procura di Bari che indaga su alcuni costi relativi alla realizzazione, ormai ultimata, della nuova sede del Consiglio regionale della Puglia, in via Gentile a Bari. L’ esistenza dell’ indagine – finora senza indagati né ipotesi di reato – era nota da mesi, da quanto il Codacons ha presentato una denuncia e i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno integrato un esposto già presentato in estate, fornendo agli inquirenti un elenco dettagliato dei presunti sprechi. La Guardia di Finanza sta ricostruendo l’ iter amministrativo relativo alla realizzazione della struttura, per verificare i costi previsti dal capitolato d’ appalto e gli eventuali aumenti illegittimi degli stessi. Stando a quanto denunciato, alcuni costi della sede, la cui realizzazione ha comportato un investimento complessivo di 87 milioni di euro, sarebbero stati sovrastimati, per esempio le 1.600 plafoniere da 637 euro. Sulla medesima questione indaga anche la Corte dei Conti.
Euronews, 06/01/2019 12:43
S’ indaga per frode su nuova sede Regione
(ansa) – bari, 06 gen – è ‘frode in pubbliche forniture’ ilreato ipotizzato dalla procura di bari che indaga su alcunicosti relativi alla realizzazione, ormai
(ANSA) – BARI, 06 GEN – È ‘frode in pubbliche forniture’ il reato ipotizzato dalla Procura di Bari che indaga su alcuni costi relativi alla realizzazione, ormai ultimata, della nuova sede del Consiglio regionale della Puglia, in via Gentile a Bari. L’ esistenza dell’ indagine – finora senza indagati né ipotesi di reato – era nota da mesi, da quanto il Codacons ha presentato una denuncia e i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno integrato un esposto già presentato in estate, fornendo agli inquirenti un elenco dettagliato dei presunti sprechi. La Guardia di Finanza sta ricostruendo l’ iter amministrativo relativo alla realizzazione della struttura, per verificare i costi previsti dal capitolato d’ appalto e gli eventuali aumenti illegittimi degli stessi. Stando a quanto denunciato, alcuni costi della sede, la cui realizzazione ha comportato un investimento complessivo di 87 milioni di euro, sarebbero stati sovrastimati, per esempio le 1.600 plafoniere da 637 euro. Sulla medesima questione indaga anche la Corte dei Conti.
LaVoceDelNordEst, 06/01/2019 12:24
E-Fattura, per il Codacons “è caos fiscale”
per l’ agenzia delle entrate non c’ è”nessun problema tecnico o rallentamenti”con lafattura elettronica, masecondo il codacons le cose è “caos fiscale”e annuncia che presenterà un esposto per interruzione di pubblico servizio nordest (adnkronos) – “a partire dal primo gennaio 2019, sul sistema di interscambio (sdi) sono già transitate quasi un milione e mezzo di fatture elettroniche
Per l’ Agenzia delle Entrate non c’ è “nessun problema tecnico o rallentamenti” con la fattura elettronica, ma secondo il Codacons le cose è “caos fiscale” e annuncia che presenterà un esposto per interruzione di pubblico servizio NordEst (Adnkronos) – “A partire dal primo gennaio 2019, sul sistema di interscambio (Sdi) sono già transitate quasi un milione e mezzo di fatture elettroniche senza che il partner tecnologico Sogei abbia rilevato alcun problema”, si legge sul sito dell’ Agenzia delle Entrate che aggiunge: “Anche i centri multicanale dell’ Agenzia non hanno ricevuto segnalazioni di malfunzionamenti. Per il 97% dei documenti inviati è stata già resa disponibile la ricevuta dell’ invio prima degli ordinari 5 giorni previsti dal provvedimento del Direttore dell’ Agenzia delle Entrate”. “Anche se l’ Agenzia delle Entrate nega l’ accaduto, il malfunzionamento che ha colpito la piattaforma dedicata alla fatturazione elettronica è sotto gli occhi di tutti, e ora bisogna provvedere a tutela degli utenti” afferma l’ associazione dei consumatori”, afferma il Codacons che interviene per “contrastare il caos fiscale generato dalle nuove norme” e, in particolare, “dall’ introduzione della fatturazione elettronica”. E rende noto di avere deciso di “presentare un esposto per interruzione di pubblico servizio” e chiede di “prorogare i termini per l’ invio della documentazione, stante l’ impossibilità riscontrata nei giorni scorsi da tanti e tanti utenti del sito dedicato alla fatturazione elettronica”. Proprio per assistere i cittadini e aiutarli a orientarsi nel nuovo quadro normativo, il Codacons annuncia di avere attivato un servizio di consulenza telefonico in materia fiscale, così da assistere i contribuenti alle prese con le tante novità normative dell’ anno d’ imposta 2018. I fiscalisti dell’ Associazione, assicura il Codacons, “risponderanno alle domande il mercoledì e il giovedì e forniranno informazioni su cosa i contribuenti possono o non possono fare – tra rottamazioni delle cartelle, definizione delle liti pendenti e saldo e stralcio delle cartelle esattoriali – con riferimento alla nuova normativa”. A Roma,aggiunge il Codacons, “sarà possibile iscriversi all’ Associazione con una tariffa agevolata e ottenere così una consulenza personalizzata presso lo sportello ‘Fisco e Tributi’. In questo modo, il Codacons in virtù della convenzione stipulata con Agenzia delle Entrate seguirà una vasta gamma di pratiche su delega del contribuente iscritto all’ Associazione, che potrà così evitare di recarsi fisicamente presso gli uffici del medesimo Agente della Riscossione”. L’ Associazione sottolinea che entrambe le iniziative rimarranno in vigore fino al 31 maggio prossimo, termine ultimo per la presentazione dell’ ultima istanza agevolata possibile.
lagazzettadelmezzogiorno.it, 06/01/2019 11:43
S’ indaga per frode su nuova sede Regione
BARI, 06 GEN – È ‘frode in pubbliche forniture’ il reato ipotizzato dalla Procura di Bari che indaga su alcuni costi relativi alla realizzazione, ormai ultimata, della nuova sede del Consiglio regionale della Puglia, in via Gentile a Bari. L’ esistenza dell’ indagine – finora senza indagati né ipotesi di reato – era nota da mesi, da quanto il Codacons ha presentato una denuncia e i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno integrato un esposto già presentato in estate, fornendo agli inquirenti un elenco dettagliato dei presunti sprechi. La Guardia di Finanza sta ricostruendo l’ iter amministrativo relativo alla realizzazione della struttura, per verificare i costi previsti dal capitolato d’ appalto e gli eventuali aumenti illegittimi degli stessi. Stando a quanto denunciato, alcuni costi della sede, la cui realizzazione ha comportato un investimento complessivo di 87 milioni di euro, sarebbero stati sovrastimati, per esempio le 1.600 plafoniere da 637 euro. Sulla medesima questione indaga anche la Corte dei Conti.
lagazzettadelmezzogiorno.it, 06/01/2019 11:42
Bari, nuova sede Regione Puglia: la Procura ora indaga per frode
E’ frode in pubbliche forniturè il reato ipotizzato dalla Procura di Bari che indaga su alcuni costi relativi alla realizzazione, ormai ultimata, della nuova sede del Consiglio regionale della Puglia, in via Gentile a Bari. E’ quanto riporta l’ edizione barese del quotidiano «La Repubblica». L’ esistenza dell’ indagine – finora senza indagati né ipotesi di reato – era nota da mesi, da quanto il Codacons ha presentato una denuncia e i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno integrato un esposto già presentato in estate, fornendo agli inquirenti un elenco dettagliato dei presunti sprechi. L’ inchiesta coordinata dal pm Savina Toscani, tuttora a carico di ignoti, è delegata alla Guardia di Finanza che è al lavoro sulla documentazione acquisita negli uffici regionali. I finanzieri stanno ricostruendo l’ iter amministrativo relativo alla realizzazione della struttura, per verificare i costi previsti dal capitolato d’ appalto e gli eventuali aumenti illegittimi degli stessi. Stando a quanto denunciato, alcuni costi della sede, la cui realizzazione ha comportato un investimento complessivo di 87 milioni di euro, sarebbero stati sovrastimati, per esempio le 1.600 plafoniere da 637 euro. Nuova sede Regione Cassazione: «La gara non fu regolare»
ilgiornale.it, 06/01/2019 11:23
Fisco, è ancora caos per fatture elettroniche. Le Entrate: “Tutto regolare”
la fatturazione elettronica è ormai realtà. ma le associazioni dei consumatori e dei commercialisti protestano. il fisco: “margine d’ errore basso”
La fatturazione elettronica è ormai realtà. Dal primo gennaio infatti è partito il nuovo piano fiscale che prevede l’ addio alla carta per dare spazio alle fatture telematiche. Il tutto per recuperare risorse sul fronte dell’ evasione fiscale. Nei primi 4 giorni di entrata in vigore del nuovo sistema, sono state almeno 2,8 milioni le fatture elettroniche emesse. Ma come riporta il Corriere, le associazioni di categoria sono già sul piede di guerra. Il Codacons infatti punta il dito sulla nuova fatturazione: “È caos fiscale generato dalle nuove norme e in particolare dall’ introduzione della fatturazione elettronica”. Ma a prtestare sono anche i commercialisti che di fatto sono in prima linea su questo fronte caldo del Fisco: “Ci risultano segnalazioni di utenti – ha spiegato il presidente dell’ Associazione dei commercialisti, Marco Cuchel – che, collegandosi al portale Fatture e corrispettivi dell’ Agenzia delle Entrate, visualizzano il messaggio “Il sistema non è al momento disponibile, ci scusiamo per l’ inconveniente e si prega di riprovare più tardi”. L’ Agenzia delle Entrate però non vuol sentir parlare di caos: “Nessuna anomalia sul server Sogei. Assicuriamo un attento monitoraggio effettuato sui sistemi”. Infine, sempre l’ Agenzia ha fatto sapere che il margine di errore su queste fatture è del 6 per cento. Un margine che di fatto basso e che secondo l’ Agenzia si sarebbe registrato anche con fatturazione su altri supporti.
franco grilli
corrieredibologna.it, 06/01/2019 10:52
il gesto
Trieste, i cittadini riportano le coperte al clochard
«caro amico, scusaci». il vicesindaco polidori le aveva buttate nella spazzatura vantandosene sui social, poi il dietrofront: «pensavo fosse andato via»
La Befana, stanotte, s’ è fermata a Trieste. «Caro amico, speriamo che questa notte tu soffra meno il freddo. Ti chiediamo scusa a nome della città». I cittadini del capoluogo giuliano hanno dato una straordinaria prova di solidarietà e replicato così – riportando le coperte al loro posto – al post su Facebook (rimosso troppo tardi) con cui Paolo Polidori aveva orgogliosamente rivendicato di aver gettato tra i rifiuti il giaciglio di un senzatetto in via Carducci, in pieno centro. Non solo coperte ma sciarpe, maglioni, berretti e cuscini da poter riempire un baule, per affrontare al meglio le rigide temperature di questi giorni, con la colonnina di mercurio scesa nella notte sottozero. «In caso di mancato ritiro non gettare nulla, provvederemo al recupero entro domani» aggiungono in un post scriptum sul cartello, per tranquillizzare il vicensindaco tanto solerte verso il decoro urbano, quanto insensibile a quello umano. «Non è la nostra Trieste, e non è questione di visione politica ma di civiltà – scrive Diego D’ Amelio, il giornalista de Il Piccolo che ha diffuso le foto su Twitter -. Non penso che sia esagerato dire che siamo davanti alla banalità del male». L’ esponente leghista sostiene di essere rimasto «sconcertato» dal polverone suscitato dal suo gesto (ma, in verità, anche dalle parole sprezzanti con cui l’ ha celebrato). «A Trieste nessuno resta senza tetto sulla testa, non c’ è mancanza di solidarietà, mi ero mosso in prima persona per lui: lo cercherò, voglio parlargli e dirgli che se si farà ospitare in una struttura protetta gli acquisterò vestiti nuovi – ha dichiarato in serata per smorzare la polemica -. Anche se, a quanto mi è stato riferito, ogni giorno cambia circa 100 euro di monete nei negozi del centro , il che significa che guadagna quasi 3mila euro al mese». «Nel post non c’ è riferimento a persone – prosegue Polidori -, sul clochard c’ era un provvedimento di allontanamento e ho presunto che fosse andato via». E alla domanda se lo riscriverebbe: «Non così – risponde -. È brutto sentirsi dare del razzista, non lo sono»; quelli gettati nel bidone «non erano abiti e effetti personali abbandonati ma soltanto stracci, non riconducibili a una persona determinata ed interpretabili dunque come spazzatura che di conseguenza posso prendere e gettare nel cassonetto – insiste -. Se avessi visto effetti riconducibili a un bivacco attivo non li avrei mai presi». L’ iniziativa fa il paio con la filastrocca anti-migranti diffusa lo stesso giorno, sempre su Fb, da Massimo Asquini, assessore leghista alla sicurezza di Monfalcone, in provincia di Gorizia (teatro del caso dei 60 bimbi bengalesi esclusi dall’ asilo) : sdoganata dall’ interessato con la scusa ormai sempreverde della “goliardata”, la poesiola è stata censurata in questo caso dallo stesso staff di Zuckerberg. Il post cancellato da Polidori Sull’ identità del senzatetto però non c’ è certezza : secondo il vicesindaco sarebbe un romeno, privo di documenti oltre che di una casa, «piantonato dalla questura per 3 procedimenti penali». Ma non si sa che fine abbia fatto. «Era un vecchietto senza fissa dimora – scrive una ragazza sui social -, barba e capelli bianchi, sorriso dolce: una di quelle poche persone che sono sempre di buon umore e salutano tutti, senza mai chiedere niente». L’ utente sostiene che l’ anziano fosse benvoluto nel quartiere e che «le coperte non occupavano spazio perché erano piegate e ordinate una sull’ altra sul marciapiede, che è ampissimo in quel pezzo di strada: la sua presenza non ostacolava per niente il passaggio dei pedoni, anzi passava totalmente inosservata». Non tutti però la pensano così e non sono mancati commenti di approvazione: «Sono venuti più volte a prenderlo per offrirgli un ricovero – scrive un residente a Dagospia -. Ma no, lui voleva restare là, in mezzo alla strada, nella via principale piena di boutique e gente che transita e fa acquisti: quando passavi di là dovevi stare attento a non inciampare nelle sue cose». Anche la calorosa iniziativa dei triestini ha raccolto molte reazioni , ma di segno opposto: «Questa è la Trieste che conosco e che tutti devono conoscere – afferma l’ ex governatrice del Friuli, Debora Serracchiani -, solidale e con la mano tesa verso il prossimo». Sulla stessa linea il giornalista Ivan Zazzaroni: «Questa è la Trieste rispettosa delle difficoltà e vicina a chi è meno fortunato. E non si tratta di essere di sinistra o di destra, Pd o Lega. Si è “solo” persone». D’ accordo il collega Riccardo Cucchi: «I triestini non lo meritano, non sono come Polidori, non puniscono povertà e sofferenza». «Dovevano abolire la povertà, invece si accaniscono contro i poveri» twitta Laura Boldrini. «Un anno fa esatto quel mercatino della Befana con la dicitura “Raccolta di giochi usati per i bambini ITALIANI meno fortunati”, ora la bravata antibarboni» scrive Enrico Mentana, rivolgendo «un abbraccio ai cittadini perbene di Trieste, ancora una volta alle prese con amministratori incivili». Le opposizioni e il Codacons chiedono al presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, di sollevare Polidori dall’ incarico «per aver violato la Costituzione e la Dichiarazione universale dei diritti dell’ uomo» e su change.org c’ è già la petizione ad hoc. Anche personaggi del mondo dello spettacolo, come Alessandro Gassmann e Chef Rubio, hanno condannato pubblicamente l’ episodio che già lo scorso settembre, con il sindaco Roberto Dipiazza, si era reso protagonista di un paio di episodi controversi , facendo saltare una mostra sulle leggi razziali in un liceo e attaccando lo slogan del manifesto della Barcolana «We’ re all in the same boat». Ma neanche quando nel 2017 blaterò su un presunto complotto di Soros, ideatore di un’ invasione di migranti tramite ong per vendere i vaccini, le sue boutade provocarono tale indignazione. Il post in cui associava immigrazione, malattie infettive e vaccini obbligatori 6 gennaio 2019 (modifica il 6 gennaio 2019 | 19:37)
giuseppe gaetano
ilmessaggero.it, 06/01/2019 10:31
Per la fattura elettronica esordio con meno criticità del previsto
ROMA Sono 2,8 milioni le fatture elettroniche emesse nei primi 4 giorni dalla sua entrata in vigore da parte di oltre 120 mila operatori Iva. Marginale la percentuale di errore, spiegano all’ Agenzia delle Entrate che fa il punto sulla novità: solo il 6% di scarti, dovuti nella maggior parte dei casi ad errori sostanziali, quelli cioè che avrebbero inficiato anche documenti su qualsiasi altro supporto. Numeri bassi, dunque, dicono ricordando che ad esempio nei primi tempi di applicazione della fattura nella Pa i margini di errore raggiungevano il 30%. Ma la versione cyber della fattura non soddisfa tutti, con alcuni operatori che accusano confusione e malfunzionamenti nel sistema. E se nei giorni scorsi i commercianti avevano dato un giudizio positivo della novità, nelle ultime ore sono intervenuti commercialisti e consumatori denunciando malfunzionamenti ed arresti del sistema. «Ci risultano segnalazioni di utenti che, collegandosi al portale Fatture e corrispettivi dell’ Agenzia delle Entrate, visualizzano il messaggio Il sistema non è al momento disponibile, ci scusiamo per l’ inconveniente e si prega di riprovare più tardì», spiega Marco Cuchel, presidente dell’ associazione commercialisti. Di «caos fiscale generato dalle nuove norme e in particolare dall’ introduzione della fatturazione elettronica» parlano invece i consumatori del Codacons annunciando la presentazione di un esposto per interruzione di pubblico servizio. «Nessuna anomalia sul server Sogei», ribadisce dal canto suo l’ Agenzia. Ultimo aggiornamento: 10:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA.
ilmessaggero.it, 06/01/2019 10:31
Saldi, via a rilento nei negozi. Ma è boom nei megastore
Centri commerciali presi d’ assalto. Vie del Centro Storico affollate – poche però le buste – altri quartieri pressoché disertati. Partenza lenta, o meglio a due velocità, ieri, per i saldi a Roma. Code, infatti, si sono registrate fin dal mattino in direzione dei grandi centri commerciali. Il McArthurGlen Designer Outlet, a Castel Romano, ha registrato già alle 16 una crescita dell’ 11% di visitatori rispetto allo stesso giorno dello scorso anno. Diversa la situazione nelle tradizionali vie dello shopping: grande movimento e curiosità in Centro, più bassa invece l’ affluenza in via Cola di Rienzo, poche presenze nelle altre zone. IL BLACK FRIDAY «I pre-saldi – dice Valter Giammaria, presidente della Confesercenti Roma – hanno avuto un peso nella partenza lenta. Quest’ anno sono iniziati ancora prima del solito, dal Black Friday gli sconti non si sono più fermati, peraltro sono stati fatti in modo palese, non più con sms o e-mail ai clienti. Sono mancati i controlli. Bisognerebbe ripristinare gli ispettori annonari. Il movimento comunque nella prima giornata c’ è stato, a riprova della capacità ancora attrattiva dei saldi: si sono viste poche buste ma dai nostri sondaggi emerge che il 75% dei consumatori comprerà almeno un articolo». Dal 2008 al 2018, secondo i dati Confesercenti, la spesa delle famiglie di Roma e Lazio per abbigliamento e calzature si è ridotta quasi del 25%. Si stima che la spesa a famiglia con gli sconti sarà di 250/300 euro, «perché il saldo invernale è, comunque, l’ occasione per l’ acquisto di capi importanti quali ad esempio cappotti, piumini, giacconi». Per il Codacons, però, «a fine periodo si registrerà una contrazione delle vendite stimata tra -5 e -7% rispetto alla scorso anno». A constatare gli effetti del Black Friday è pure il presidente della Confcommercio Centro Storico David Sermoneta: «Chi ha comprato non ricompra: non ci sono tanti soldi». MARCHI LOW COST Misurano le disponibilità dei romani anche le mete dello shopping: non tanto le grandi griffe, quanto i marchi low cost, prima tappa di tanti. «La partenza dei saldi è caduta, come l’ anno scorso, in una giornata di festa – dice Giovanna Marchese Bellaroto, presidente della Cna Roma – molti romani sono in vacanza. In centro c’ è stato movimento. Dal Salario a Prati, dal Flaminio alla Balduina, fino a Vigna Stelluti, abituale zona di acquisti, di gente se ne è vista poca». Varie le cause. «Questo – prosegue – è stato il primo Natale con un magazzino Amazon alle porte della città. Gli effetti si sono visti subito. Ottobre e novembre sono stati tragici per il commercio, a Natale si è incassato il 20/30% in meno rispetto all’ anno passato. La città, invasa dai rifiuti e insicura, non invitava a fare passeggiate. Il 20% delle aziende romane sta chiudendo. Chi ha fatto i pre-saldi ha sbagliato, sono vietati, ma lo ha fatto in molti casi per disperazione. Il Comune non sostiene il commercio». E il commercio tenta di aiutarsi da solo. «A breve presenteremo una piattaforma di 5.000 imprese romane per rilanciare, grazie alla geolocalizzazione dei prodotti, gli acquisti nei negozi sul territorio». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Gooruf, 06/01/2019 10:20
E-Fattura, per il Codacons “è caos fiscale”
Articolo tratto da: it.finance.yahoo.com https://it.finance.yahoo.com/notizie/e-fattura-per-il-codacons-084014555.html Per l’ Agenzia delle Entrate non c’ è “nessun problema tecnico o rallentamenti” con la fattura elettronica, ma secondo il Codacons le cose è “caos fiscale” e annuncia che presenterà un esposto per interruzione di pubblico servizio.”A partire dal primo gennaio 2019, sul sistema di interscambio (Sdi) sono già transitate quasi un milione e mezzo di fatture elettroniche senza che il partner tecnologico Sogei abbia rilevato alcun problema”, si legge sul sito dell’ Agenzia delle Entrate che aggiunge: “Anche i centri multicanale dell’ Agenzia non hanno ricevuto segnalazioni di malfunzionamenti. Per il 97% dei documenti inviati è stata già resa disponibile la ricevuta dell’ invio prima degli ordinari 5 giorni previsti dal provvedimento del Direttore dell’ Agenzia delle Entrate”.”Anche se l’ Agenzia delle Entrate nega l’ accaduto, il malfunzionamento che ha colpito la piattaforma dedicata alla fatturazione elettronica è sotto gli occhi di tutti, e ora bisogna provvedere a tutela degli utenti” afferma l’ associazione dei consumatori”, afferma il Codacons che interviene per “contrastare il caos fiscale generato dalle nuove norme” e, in particolare, “dall’ introduzione della fatturazione elettronica”. E rende noto di avere deciso di “presentare un esposto per interruzione di pubblico servizio” e chiede di “prorogare i termini per l’ invio della documentazione, stante l’ impossibilità riscontrata nei giorni scorsi da tanti e tanti utenti del sito dedicato alla fatturazione elettronica”. Proprio per assistere i cittadini e aiutarli a orientarsi nel nuovo quadro normativo, il Codacons annuncia di avere attivato un servizio di consulenza telefonico in materia fiscale, così da assistere i contribuenti alle prese con le tante novità normative dell’ anno d’ imposta 2018. I fiscalisti dell’ Associazione, assicura il Codacons, “risponderanno alle domande il mercoledì e il giovedì e forniranno informazioni su cosa i contribuenti possono o non possono fare – tra rottamazioni delle cartelle, definizione delle liti pendenti e saldo e stralcio delle cartelle esattoriali – con riferimento alla nuova normativa”. A Roma,aggiunge il Codacons, “sarà possibile iscriversi all’ Associazione con una tariffa agevolata e ottenere così una consulenza personalizzata presso lo sportello ‘Fisco e Tributi’. In questo modo, il Codacons in virtù della convenzione stipulata con Agenzia delle Entrate seguirà una vasta gamma di pratiche su delega del contribuente iscritto all’ Associazione, che potrà così evitare di recarsi fisicamente presso gli uffici del medesimo Agente della Riscossione”. L’ Associazione sottolinea che entrambe le iniziative rimarranno in vigore fino al 31 maggio prossimo, termine ultimo per la presentazione dell’ ultima istanza agevolata possibile.
Adnkronos, 06/01/2019 09:40
E-Fattura, per il Codacons “è caos fiscale”
Per l’ Agenzia delle Entrate non c’ è “nessun problema tecnico o rallentamenti” con la fattura elettronica , ma secondo il Codacons le cose è “caos fiscale” e annuncia che presenterà un esposto per interruzione di pubblico servizio. “A partire dal primo gennaio 2019, sul sistema di interscambio (Sdi) sono già transitate quasi un milione e mezzo di fatture elettroniche senza che il partner tecnologico Sogei abbia rilevato alcun problema”, si legge sul sito dell’ Agenzia delle Entrate che aggiunge: “Anche i centri multicanale dell’ Agenzia non hanno ricevuto segnalazioni di malfunzionamenti. Per il 97% dei documenti inviati è stata già resa disponibile la ricevuta dell’ invio prima degli ordinari 5 giorni previsti dal provvedimento del Direttore dell’ Agenzia delle Entrate”. “Anche se l’ Agenzia delle Entrate nega l’ accaduto, il malfunzionamento che ha colpito la piattaforma dedicata alla fatturazione elettronica è sotto gli occhi di tutti, e ora bisogna provvedere a tutela degli utenti” afferma l’ associazione dei consumatori”, afferma il Codacons che interviene per “contrastare il caos fiscale generato dalle nuove norme” e, in particolare, “dall’ introduzione della fatturazione elettronica”. E rende noto di avere deciso di “presentare un esposto per interruzione di pubblico servizio” e chiede di “prorogare i termini per l’ invio della documentazione, stante l’ impossibilità riscontrata nei giorni scorsi da tanti e tanti utenti del sito dedicato alla fatturazione elettronica”. Proprio per assistere i cittadini e aiutarli a orientarsi nel nuovo quadro normativo, il Codacons annuncia di avere attivato un servizio di consulenza telefonico in materia fiscale , così da assistere i contribuenti alle prese con le tante novità normative dell’ anno d’ imposta 2018. I fiscalisti dell’ Associazione, assicura il Codacons, “risponderanno alle domande il mercoledì e il giovedì e forniranno informazioni su cosa i contribuenti possono o non possono fare – tra rottamazioni delle cartelle, definizione delle liti pendenti e saldo e stralcio delle cartelle esattoriali – con riferimento alla nuova normativa”. A Roma,aggiunge il Codacons, “sarà possibile iscriversi all’ Associazione con una tariffa agevolata e ottenere così una consulenza personalizzata presso lo sportello ‘Fisco e Tributi’. In questo modo, il Codacons in virtù della convenzione stipulata con Agenzia delle Entrate seguirà una vasta gamma di pratiche su delega del contribuente iscritto all’ Associazione, che potrà così evitare di recarsi fisicamente presso gli uffici del medesimo Agente della Riscossione”. L’ Associazione sottolinea che entrambe le iniziative rimarranno in vigore fino al 31 maggio prossimo, termine ultimo per la presentazione dell’ ultima istanza agevolata possibile. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.
gazzettadelsud.it, 06/01/2019 09:03
Emesse 2,8 milioni di fatture elettroniche in 4 giorni, solo il 6% di errori
Sono 2,8 milioni le fatture elettroniche emesse nei primi 4 giorni da sua entrata in vigore da parte di oltre 120 mila operatori Iva. Marginale la percentuale di errore, spiegano all’ Agenzia delle Entrate che fa il punto sulla novità: solo il 6% di scarti, dovuti nella maggior parte dei casi ad errori sostanziali, quelli cioè che avrebbero inficiato anche documenti su qualsiasi altro supporto. Numeri bassi, dunque, dicono ricordando che ad esempio nei primi tempi di applicazione della fattura nella P.a, i margini di errore raggiungevano il 30%. Ma la versione ‘cyber’ della fattura non soddisfa tutti con alcuni operatori che accusano confusione e malfunzionamenti nel sistema. E se nei giorni scorsi i commercianti avevano dato un giudizio positivo della novità, nelle ultime ore sono intervenuti commercialisti e consumatori denunciando malfunzionamenti ed arresti del sistema. «Ci risultano segnalazioni di utenti che, collegandosi al portale Fatture e corrispettivi dell’ Agenzia delle Entrate, visualizzano il messaggio ‘Il sistema non è al momento disponibile, ci scusiamo per l’ inconveniente e si prega di riprovare più tardi’», spiegava Marco Cuchel, presidente dell’ Associazione dei commercialisti. Di «caos fiscale generato dalle nuove norme e in particolare dall’ introduzione della fatturazione elettronica» parlano invece i consumatori del Codacons annunciando la presentazione di un esposto per interruzione di pubblico servizio. «Nessuna anomalia sul server Sogei», ribadisce dal canto suo l’ Agenzia delle Entrate che sottolinea «un attento monitoraggio effettuato sui sistemi» e ricorda a scanso di possibili disallineamenti tecnologici la app Fatturae a disposizione sul sito dell’ Agenzia per compilare ed inviare le fatture elettroniche. © Riproduzione riservata.
ilgiornale.it, 06/01/2019 08:59
I presidi contro la Raggi: “Via i rifiuti o aule chiuse”
invasione di ratti e timore di rischi sanitari: i capi d’ istituto scrivono alla sindaca. si muove la procura
Domani mattina gli studenti di Roma potrebbero non riprendere le lezioni causa immondizia. Dopo il grido di allarme degli albergatori della capitale per le lamentele dei turisti increduli davanti ai cumuli di rifiuti per le strade, adesso quello dei presidi delle scuole decisi a non far ripartire l’ attività didattica se non ci sarà da parte dell’ amministrazione comunale un intervento immediato per ripulire le zone intorno agli istituti. Il timore di rischi sanitari per alunni ed insegnanti, soprattutto per le elementari e per gli asili, anche a causa dei topi che ormai si aggirano indisturbati tra i sacchetti ammassati nei pressi dei cancelli, ha convinto l’ associazione nazionale presidi a scrivere una lettera alla sindaca Virginia Raggi minacciando di lasciare chiuse le scuole se il problema della spazzatura non verrà risolto tempestivamente. Il presidente della sezione Lazio dell’ associazione, Mario Rusconi, ha deciso di reagire dopo aver ricevuto le segnalazioni di diversi colleghi, presidi di scuole del centro e della periferia, preoccupati per i cassonetti strapieni di immondizia vicino ai portoni degli istituti scolastici. Uno scenario ritenuto tra l’ altro «diseducativo» da chi ogni giorno, in classe, cerca di «educare gli alunni al senso civico, al rispetto della città e al decoro». Una levata di scudi, quella dei presidi, appoggiata dal Codacons che ha diffidato la Raggi e il prefetto di Roma a non permettere l’ apertura delle scuole in assenza delle necessarie verifiche e garanzie per la salute degli utenti. Per cercare di sedare lo scontento il Campidoglio ha assicurato che «scuole e ospedali hanno priorità nell’ erogazione dei servizi». Una priorità mantenuta nonostante le difficoltà dovute al recente incendio che ha distrutto l’ impianto dell’ Ama dove veniva trattato un quarto dell’ indifferenziata della capitale. Già ieri mattina, garantisce l’ azienda che si occupa dei rifiuti di Roma, la maggior parte delle 3mila scuole della città sarebbero state monitorate disponendo interventi urgenti lì dove sono state riscontrate le maggiori criticità. Ma la situazione è davvero allarmante. Si è mossa anche la Procura. I pm ipotizzano i reati di getto pericoloso di cose, in seguito alle segnalazioni di residenti e comitati di quartiere, e di interruzione di pubblico servizio per verificare se la piaga dell’ assenteismo nell’ Ama abbia contribuito a creare l’ emergenza delle ultime settimane. I social sono invasi dalle immagini dei cassonetti sommersi dai rifiuti. Ieri il video «La grande monnezza» con le attrici Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti che ironizzano sullo smaltimento della spazzatura cercando di buttarla scrupolosamente facendosi largo tra i cumuli è diventato virale sul . Monta anche la polemica politica. Mariastella Gelmini, Forza Italia, denuncia «una situazione da terzo mondo che mostra l’ inadeguatezza della Raggi». Matteo Renzi posta una foto dei rifiuti: «La capitale in questo stato è una ferita inaccettabile».
patricia tagliaferri
Riviera 24, 06/01/2019 08:45
Iniziati i saldi in provincia di Imperia, il decalogo per evitare fregature
i 10 consigli del codacons per fare acquisti in tutta sicurezza
Imperia. Sono iniziati ieri i saldi invernali, che dureranno per 45 giorni, con prezzi ribassati fino al 50%. Si concluderanno, solo dopo San Valentino, lunedì 18 febbraio . Secondo le associazioni di categoria a livello nazionale gli italiani spenderanno in media 160 euro per gli acquisti scontati. Per evitare fregature, come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per fare acquisti in tutta sicurezza: 1) Conservare sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione : la merce posta in vendita sotto la voce “saldo” deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Girare . Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si può così verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Consigli per gli acquisti . Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. 5) Diffidare degli sconti superiori al 50% , spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Negozi e vetrine . Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Prova dei capi : non c’ è l’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Pagamenti . Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Fregature . Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.
Msn, 06/01/2019 08:30
Dopo aver fatto fuori Uber ed Ncc (con l’ aiuto del governo), la lobby dei taxisti ha un nuovo nemico: Mytaxi
Non c’ è solo Uber a turbare i sonni dei tassiti. Anzi, dopo l’ annuncio della piattaforma di volersi riconvertire in un aggregatore di trasporti, il nemico numero uno per gli autisti delle auto bianche italiane ora ha il nome di Mytaxi , la app del gruppo Daimler Ag che gestisce una piattaforma aperta accessibile liberamente dai tassisti affiliati , i quali possono mettere a disposizione una quota variabile di corse. Il tutto, saltando l’ intermediazione fino a oggi forzata delle cooperative di radiotaxi, balzello obbligatorio per chiunque abbia bisogno di una vettura.Da qui, la lotta senza quartiere dichiarata a Mytaxi dalle cooperative di Roma (Radiotaxi 3570, Pronto Taxi 6645, Samarcanda), Milano (Taxiblu, Yellow Tax Multiservice e Autoradiotassì), Torino (Società Cooperativa Taxi Torino) e Napoli , ovvero delle città nelle quali la piattaforma è attiva. Una lotta senza esclusioni di colpi che annovera statuti cambiati in pieno agosto, ricorsi al Tar, detective privati assoldati per pedinare i tassisti “traditori” , espulsioni, minacce e rappresaglie. Al fianco della società tedesca si sono schierati l’ Autorità garante per la concorrenza e le associazioni dei consumatori come Codacons e Unione Consumatori.Motivo del contendere in tutte le vertenze – a oggi sono tre quelle aperte , due davanti al Tar del Lazio per Roma e Milano, una presso l’ Agcm – è sempre il medesimo: il vincolo di esclusiva tra le organizzazioni di radiotaxi ed i tassisti aderenti , ritenuto dall’ Antitrust lesivo della concorrenza.A questo proposito è utile raccontare quanto accaduto a Torino negli ultimi due anni: a giugno 2017 Mytaxi inizia a raccogliere adesioni tra i circa 1.400 tassisti torinesi in vista del lancio della app fissato per il settembre successivo. Quarantadue conducenti aderiscono da subito, il numero minimo per iniziare ad operare, ma anche un numero che preoccupa la cooperativa Taxi Torino che raccoglie il 90% delle vetture nel capoluogo piemontese. Tanto che il 3 agosto questa si riunisce in tutta fretta e introduce nel proprio Statuto una specifica clausola di non concorrenza la quale prevede “l’ esclusione del tassista che, pur rimanendo socio della cooperativa, aderisca ad altro soggetto titolare o gestore di diverso sistema tecnologico di intermediazione tra domanda e offerta del servizio taxi o, comunque, ne utilizzi le prestazioni” (articolo 14.2 lettera f, dello Statuto).La tattica sembra funzionare, tanto che a fronte delle 42 iscrizioni di giugno 2017, Mytaxi registra solo tre nuove iscrizioni a settembre 2018; inoltre, per varie mensilità, il dato delle nuove iscrizioni è stato pari a zero (novembre 2017, gennaio, maggio e luglio 2018). A bloccare le nuove adesioni è il pugno di ferro adottato dalla cooperativa che già a inizio settembre 2017 aveva espulso tre tassisti soci proprio perché avevano utilizzato i servizi di Mytaxi. La clausola viene nuovamente applicata a maggio 2018, con l’ esclusione di altri tre soci. Per dimostrare che gli espulsi avevano “tradito”, la coop aveva incaricato un’ agenzia investigativa di verificare l’ effettivo utilizzo da parte dei propri soci dei servizi Mytaxi , sia immediatamente prima del lancio della app che durante tutto il semestre successivo.« Le trametto in allegato parte della documentazione relativa all’ attività svolta fino ad oggi. All’ interno della cartella troverà la tabella delle corse effettuate dove sono indicati i nominativi dei tassisti che hanno effettuato le corse e l’ importo pagato []. Per quanto riguarda il Signor [] evidenziamo che sia martedì 26.09 che mercoledì 27.09 lo stesso era presente all’ Aeroporto di Torino Caselle con la vettura [] logata MYTAXI . Abbiamo effettuato due corse serali per le quali è stata emessa ricevuta MYTAXI ove è indicato il nominativo del tassista [] ed il numero di licenza [] “, si legge in una mail che i detective inviano a un membro del cda di Taxi Torino. Alla mail sono allegate anche due “Tabelle corse” relative ai periodi 19-22 e 26-29 settembre 2017, con prove fotografiche e ricevute delle corse effettuate . Non solo, dal verbale del Cda del 17 settembre 2017 risulta che uno dei soci (poi escluso) era stato per così dire “avvertito”, venendo sospeso per 4 giorni dal servizio radiotaxi dopo aver rimosso dalla propria vettura le placche distintive della cooperativa per sostituirle con quelle di Mytaxi. Insomma, un clima da vera e propria caccia alle streghe. Tanto che il 18 dicembre scorso l’ Agcm ha emanato un provvedimento di urgenza per obbligare Taxi Torino a sospendere la clausola di fedeltà. In realtà, l’ Autorità aveva emanato lo stesso provvedimento a giugno 2018 nei confronti dei radiotaxi si Milano e Roma . Tuttavia le cooperative avevano fatto ricorso al Tar, il quale il 7 dicembre 2018 ha sospeso i provvedimenti, ritenendo necessario andare a fondo della questione vista la «complessità del caso» e gli effetti considerati «irreversibili» dei provvedimenti, e rinviato ogni decisione al prossimo 3 aprile , data fissata per l’ udienza pubblica.Una sospensiva che ha fatto esultate le cooperative : «un importante e positivo passaggio processuale che consentirà ai tassisti soci delle Cooperative di continuare a svolgere serenamente il loro lavoro», ha commentato il presidente di Radiotaxi 3570, Loreno Bittarelli, «garantendo ai tassisti e all’ utenza la più efficiente risposta di intermediazione tra la domanda e offerta di servizio taxi». E infuriare i consumatori : «La sospensione della delibera Antitrust è una pessima notizia», ha detto Massimiliano Dona dell’ Unione consumatori, «anche se attendiamo con fiducia il giudizio di merito». Più tranchant il presidente del Codacons (ed esponente M5s) Carlo Rienzi, per il quale «di certo non basteranno le sentenze dei Tar a fermare un processo sociale ed economico irreversibile che deve portare alla completa liberalizzazione del settore, sia pure con garanzia di sicurezza del trasporto pubblico». ALTRO SU MSN: Come funziona l’ app Uber Taxi (Corriere Tv)
Il Gazzettino, 06/01/2019 06:20
Per l’ E-fattura esordio con meno criticità del previsto
IL BILANCIO ROMA Sono 2,8 milioni le fatture elettroniche emesse nei primi 4 giorni dalla sua entrata in vigore da parte di oltre 120 mila operatori Iva. Marginale la percentuale di errore, spiegano all’ Agenzia delle Entrate che fa il punto sulla novità: solo il 6% di scarti, dovuti nella maggior parte dei casi ad errori sostanziali, quelli cioè che avrebbero inficiato anche documenti su qualsiasi altro supporto. Numeri bassi, dunque, dicono ricordando che ad esempio nei primi tempi di applicazione della fattura nella Pa i margini di errore raggiungevano il 30%. Ma la versione cyber della fattura non soddisfa tutti, con alcuni operatori che accusano confusione e malfunzionamenti nel sistema. E se nei giorni scorsi i commercianti avevano dato un giudizio positivo della novità, nelle ultime ore sono intervenuti commercialisti e consumatori denunciando malfunzionamenti ed arresti del sistema. «Ci risultano segnalazioni di utenti che, collegandosi al portale Fatture e corrispettivi dell’ Agenzia delle Entrate, visualizzano il messaggio Il sistema non è al momento disponibile, ci scusiamo per l’ inconveniente e si prega di riprovare più tardì», spiega Marco Cuchel, presidente dell’ associazione commercialisti. Di «caos fiscale generato dalle nuove norme e in particolare dall’ introduzione della fatturazione elettronica» parlano invece i consumatori del Codacons annunciando la presentazione di un esposto per interruzione di pubblico servizio. «Nessuna anomalia sul server Sogei», ribadisce dal canto suo l’ Agenzia.
Business Insider Italia, 06/01/2019 06:00
Dopo aver fatto fuori Uber ed Ncc (con l’ aiuto del governo), la lobby dei taxisti ha un nuovo nemico: Mytaxi
Non c’ è solo Uber a turbare i sonni dei tassiti. Anzi, dopo l’ annuncio della piattaforma di volersi riconvertire in un aggregatore di trasporti, il nemico numero uno per gli autisti delle auto bianche italiane ora ha il nome di Mytaxi , la app del gruppo Daimler Ag che gestisce una piattaforma aperta accessibile liberamente dai tassisti affiliati , i quali possono mettere a disposizione una quota variabile di corse. Il tutto, saltando l’ intermediazione fino a oggi forzata delle cooperative di radiotaxi, balzello obbligatorio per chiunque abbia bisogno di una vettura. Da qui, la lotta senza quartiere dichiarata a Mytaxi dalle cooperative di Roma (Radiotaxi 3570, Pronto Taxi 6645, Samarcanda), Milano (Taxiblu, Yellow Tax Multiservice e Autoradiotassì), Torino (Società Cooperativa Taxi Torino) e Napoli , ovvero delle città nelle quali la piattaforma è attiva. Una lotta senza esclusioni di colpi che annovera statuti cambiati in pieno agosto, ricorsi al Tar, detective privati assoldati per pedinare i tassisti “traditori” , espulsioni, minacce e rappresaglie. Al fianco della società tedesca si sono schierati l’ Autorità garante per la concorrenza e le associazioni dei consumatori come Codacons e Unione Consumatori. Motivo del contendere in tutte le vertenze – a oggi sono tre quelle aperte , due davanti al Tar del Lazio per Roma e Milano, una presso l’ Agcm – è sempre il medesimo: il vincolo di esclusiva tra le organizzazioni di radiotaxi ed i tassisti aderenti , ritenuto dall’ Antitrust lesivo della concorrenza. Guarda anche A questo proposito è utile raccontare quanto accaduto a Torino negli ultimi due anni: a giugno 2017 Mytaxi inizia a raccogliere adesioni tra i circa 1.400 tassisti torinesi in vista del lancio della app fissato per il settembre successivo. Quarantadue conducenti aderiscono da subito, il numero minimo per iniziare ad operare, ma anche un numero che preoccupa la cooperativa Taxi Torino che raccoglie il 90% delle vetture nel capoluogo piemontese. Tanto che il 3 agosto questa si riunisce in tutta fretta e introduce nel proprio Statuto una specifica clausola di non concorrenza la quale prevede “l’ esclusione del tassista che, pur rimanendo socio della cooperativa, aderisca ad altro soggetto titolare o gestore di diverso sistema tecnologico di intermediazione tra domanda e offerta del servizio taxi o, comunque, ne utilizzi le prestazioni” (articolo 14.2 lettera f, dello Statuto). La tattica sembra funzionare, tanto che a fronte delle 42 iscrizioni di giugno 2017, Mytaxi registra solo tre nuove iscrizioni a settembre 2018; inoltre, per varie mensilità, il dato delle nuove iscrizioni è stato pari a zero (novembre 2017, gennaio, maggio e luglio 2018). A bloccare le nuove adesioni è il pugno di ferro adottato dalla cooperativa che già a inizio settembre 2017 aveva espulso tre tassisti soci proprio perché avevano utilizzato i servizi di Mytaxi. La clausola viene nuovamente applicata a maggio 2018, con l’ esclusione di altri tre soci. Per dimostrare che gli espulsi avevano “tradito”, la coop aveva incaricato un’ agenzia investigativa di verificare l’ effettivo utilizzo da parte dei propri soci dei servizi Mytaxi , sia immediatamente prima del lancio della app che durante tutto il semestre successivo. « Le trametto in allegato parte della documentazione relativa all’ attività svolta fino ad oggi. All’ interno della cartella troverà la tabella delle corse effettuate dove sono indicati i nominativi dei tassisti che hanno effettuato le corse e l’ importo pagato []. Per quanto riguarda il Signor [] evidenziamo che sia martedì 26.09 che mercoledì 27.09 lo stesso era presente all’ Aeroporto di Torino Caselle con la vettura [] logata MYTAXI . Abbiamo effettuato due corse serali per le quali è stata emessa ricevuta MYTAXI ove è indicato il nominativo del tassista [] ed il numero di licenza [] “, si legge in una mail che i detective inviano a un membro del cda di Taxi Torino. Alla mail sono allegate anche due “Tabelle corse” relative ai periodi 19-22 e 26-29 settembre 2017, con prove fotografiche e ricevute delle corse effettuate . Non solo, dal verbale del Cda del 17 settembre 2017 risulta che uno dei soci (poi escluso) era stato per così dire “avvertito”, venendo sospeso per 4 giorni dal servizio radiotaxi dopo aver rimosso dalla propria vettura le placche distintive della cooperativa per sostituirle con quelle di Mytaxi. Insomma, un clima da vera e propria caccia alle streghe. Tanto che il 18 dicembre scorso l’ Agcm ha emanato un provvedimento di urgenza per obbligare Taxi Torino a sospendere la clausola di fedeltà. In realtà, l’ Autorità aveva emanato lo stesso provvedimento a giugno 2018 nei confronti dei radiotaxi si Milano e Roma . Tuttavia le cooperative avevano fatto ricorso al Tar, il quale il 7 dicembre 2018 ha sospeso i provvedimenti, ritenendo necessario andare a fondo della questione vista la «complessità del caso» e gli effetti considerati «irreversibili» dei provvedimenti, e rinviato ogni decisione al prossimo 3 aprile , data fissata per l’ udienza pubblica. Una sospensiva che ha fatto esultate le cooperative : «un importante e positivo passaggio processuale che consentirà ai tassisti soci delle Cooperative di continuare a svolgere serenamente il loro lavoro», ha commentato il presidente di Radiotaxi 3570, Loreno Bittarelli, «garantendo ai tassisti e all’ utenza la più efficiente risposta di intermediazione tra la domanda e offerta di servizio taxi». E infuriare i consumatori : «La sospensione della delibera Antitrust è una pessima notizia», ha detto Massimiliano Dona dell’ Unione consumatori, «anche se attendiamo con fiducia il giudizio di merito». Più tranchant il presidente del Codacons (ed esponente M5s) Carlo Rienzi, per il quale «di certo non basteranno le sentenze dei Tar a fermare un processo sociale ed economico irreversibile che deve portare alla completa liberalizzazione del settore, sia pure con garanzia di sicurezza del trasporto pubblico».
Il Quotidiano della Calabria, 06/01/2019 05:40
scuola i consumatori chiedono di verificare il funzionamento dei riscaldamenti
Freddo, il Codacons diffida sindaci e Province
CATANZARO – «Che il freddo polare di questi giorni possa creare problemi nelle scuole chiuse già da due settimane, è fin troppo prevedibile. Che, quindi, occorra una immediata verifica circa lo stato di efficienza di tutti gli impianti è, addirittura, lapalissiano». Il Codacons lancia un grido d’ allarme per lo stato di efficienza degli impianti scolastici messi a dura prova dal gelo di queste ultime ore. «Chiediamo una immediata veri fica prima della ripresa delle lezioni – sostiene Francesco Di Lieto per evitare che lunedì ci si ritrovi con i ragazzi ed il personale scolastico al gelo e nella concreta impossibilità di svolgere qualsivoglia attività didattica». Per questa ragione l’ Associazio ne diffida tutti i Sindaci Calabresi, i Presidenti delle Province nonché i Prefetti a «non permettere l’ apertu ra delle scuole in assenza di verifiche puntuali e di garanzie precise rispetto alla salute e alla sicurezza degli utenti». «Il Codacons – conclude Di Lieto confida che Comuni e Province vogliano predisporre l’ accensione dei riscaldamenti, visto che le scuole sono deserte oramai da giorni, con 24 ore di anticipo sull’ apertura delle aule e di predisporre, fin da subito, la verifica di tutti gli impianti nonché attivare squadre di tecnici pronte a fronteggiare qualsivoglia emergenza. Caso contrario li riter remo personalmente responsabili di tutti i disagi che dovessero subire i bambini e le loro famiglie». «Non vorremmo dover registrare un rientro “da brividi”, con bambini costretti al gelo per tante ore o, peggio, rimandati a casa per l’ og gettiva impossibilità di svolgere attività scolastiche. Così come vogliamo evitare le stucchevoli scuse legate ad una “emergenza” che di imprevisto, a questo punto, non ha assolutamente nulla».
Gazzetta del Sud (ed. Catanzaro), 06/01/2019 05:38
È corsa ai saldi tra le vie del centro ma gli acquisti sono di “necessità”
soddisfatti gli esercenti che a natale avevano chiuso in negativo catania (confcommercio): «le famiglie nella morsa della crisi»
Vittoria Sicari Giornata movimentata ieri per le vie del centro in occasione dell’ inizio dei saldi invernali. Infatti non si vedevano da parecchio i negozi così pieni di gente alla ricerca del capo particolare o semplicemente di un paio di scarpe da usare giornalmente o del cappotto per le grandi occasioni. Si apre dunque in positivo per la città la stagione degli sconti invernali, dopo la calma piatta del periodo natalizio. Buone, secondo i primi pronostici le aspettative dei commercianti che sperano di recuperare il calo di un autunno piuttosto deludente. Sconti dal 30 al 50 e persino al 70 per cento con l’ obbiettivo di invogliare i clienti agli acquisti. «Dopo mesi di fermo – commenta Tatiana Natalia (addetta alla vendita) – qualcosa comincia a muoversi, anche se l’ utenza, soprattutto con questo clima polare, predilige i centri commerciali». Anche per Salvatore Mirabello i saldi sono partiti bene, ma altrettanto bene è andata la vendita natalizia. «I miei sono prodotti di nicchia – rileva il giovane imprenditore -. Tratto marchi che ho solo io e i clienti preferiscono la qualità, infatti in negozio mi sono rimaste solo scarpe da 30 euro». L’ aspettativa per questa svendita di fine stagione è dunque positiva anche se «per le prime stime – spiega Michele Catania, presidente di Confcommercio – bisognerà attendere la prossima settimana. Al momento si possono fare solo previsioni. Ciò che emerge da una prima analisi è che certamente non c’ è la fila fuori dai negozi come avveniva in passato. Le famiglie infatti approfittano dei saldi per le spese necessarie. Altro dato da non sottovalutare – prosegue Catania – è che non si aspetta più il giorno di attacco degli sconti infatti alcune promozioni partono prima del periodo ufficiale». Soddisfatti anche i consumatori. «Le occasioni ci sono – osserva Anna Maria Russo -, il problema è che mancano i soldi e si compra lo stretto necessario». Solo cose utili, dunque pure per Angela Brito. «Quest’ anno saldi più consistenti – esordisce Teresa Lombardo – perché le vendite natalizie sono andate male». Mentre Rosalba Veltri è decisa ad approfittare dei saldi per risparmiare. Più contenuti gli acquisti per le persone anziane. «Ho già di tutto – rileva Antonietta -. Le pensioni sono basse per cui bisogna dare la priorità alle spese vive». A porre l’ accento invece sulla totale assenza di una politica commerciale volta ad attrarre la clientela è Roberta Caronia (addetta alla vendita), la quale si sofferma sul tracollo del settore. «Il corso è spopolato – sottolinea la donna – non c’ è organizzazione, non ci sono iniziative. Sono finiti i bei tempi in cui la gente prendeva d’ assalto i negozi in occasione dei saldi». Insomma, un inizio d’ anno meno desolante per i commercianti del centro anche se è unanime la richiesta rivolta all’ Amministrazione comunale di puntare maggiormente sul decoro e sull’ organizzazione di eventi. Non solo strisce blu, insomma, ma anche maggiore attenzione ai bisogni dei cittadini e degli esercenti che non sono disponibili a pagare solo tasse. Doveri, quindi, ma anche diritti. Meno speserispetto al 2018 Secondo le stime dell’ Ufficio studi di Confcommercio Imprese per l’ Italia, ogni famiglia in occasione dei saldi invernali spenderà in media 325 euro con un budget di 140 euro a persona per l’ acquisto di abbigliamento, calzature e accessori. La spesa è leggermente inferiore rispetto al 2018, ma in linea con il momento. La positività che emerge dalle stime, anche a livello locale, fa percepire questi saldi come una grande occasione per il rilancio dei consumi, visto il calo durante le festività. Ci si aspetta che questi saldi diano ossigeno agli imprenditori. Meno ottimistiche invece le previsioni del Codacons Calabria, secondo cui i saldi invernali non basteranno a risollevare le sorti del commercio, perché avendo già le famiglie svuotato i portafogli a Natale, non eccederanno negli acquisti. Prima rigaseconda rigaterza riga.
Gazzetta del Sud (ed. Catanzaro), 06/01/2019 05:38
Il gelo non lascia la città Timori per il rientro a scuola
il codacons chiede verifiche sui riscaldamenti
Non si placa l’ ondata di freddo polare che da giorni stringe la città. Le contromisure finora messe in campo dall’ amministrazione comunale sembrano aver retto alle gelate di questo inizio del 2019. Almeno due clochard hanno trovato rifugio nella notte tra venerdì e sabato nella struttura predisposta nel quartiere Pontepiccolo. L’ amministrazione comunale, visto il protrarsi dell’ ondata di gelo con temperature sotto lo zero,ha mantenuto aperto anche la notte appena trascorsa il Centro sociale di Pontepiccolo per accogliere i senza tetto. Il sindaco Abramo e l’ assessore alle Politiche sociali Lea Concolino hanno attivato nuovamente il Gruppo comunale di volontariato di Protezione Civile, coordinato da Pierpaolo Pizzoni, supportato dalle associazioni Geruv Lions, Cisom e Csv. Dalle 22 alle 8 è stato allestito un punto ricovero all’ interno del centro sociale della zona nord della città per offrire un riparo al caldo dove dormire a chi ha più bisogno. Presente anche un medico del Cisom e per il trasporto la Confraternita Misericordia di Catanzaro con ambulanza. L’ allarme dei consumatori Ma l’ emergenza potrebbe non essere finita. È il Codacons a sollecitare le istituzioni cittadini a «scongiurare il rischio che domani le scuole siano al freddo con caldaie bloccate, senz’ acqua e con i termosifoni spenti». Il pericolo che il freddo polare di questi giorni possa creare problemi nelle scuole chiuse già da due settimane, è fin troppo prevedibile. Per il Codacons, rappresentato dal suo vicepresidente nazionale Francesco Di Lieto, occorre una «immediata verifica circa lo stato di efficienza di tutti gli impianti». Il Codacons lancia un grido d’ allarme per lo stato di efficienza degli impianti scolastici messi a dura prova dal gelo di queste ultime ore. «Chiediamo una immediata verifica prima della ripresa delle lezioni – sostiene Francesco Di Lieto – per evitare che domani ci si ritrovi con i ragazzi ed il personale scolastico al gelo e nella concreta impossibilità di svolgere qualsivoglia attività didattica». Per questa ragione l’ Associazione diffida tutti i sindaci calabresi, i presidenti delle Province nonché i prefetti a «non permettere l’ apertura delle scuole in assenza di verifiche puntuali e di garanzie precise rispetto alla salute e alla sicurezza degli utenti». «Già in questi giorni – evidenzia il vicepresidente dell’ associazione – abbiamo ricevuto segnalazioni che evidenziavano come in numerosi edifici scolastici gli impianti di riscaldamento fossero malfunzionanti, avendo, da tempo, manifestato criticità dovute sia alla vetustà che all’ assenza della necessaria manutenzione. Non vorremmo dover registrare un rientro “da brividi”, con bambini costretti al gelo per tante ore o, peggio, rimandati a casa per l’ oggettiva impossibilità di svolgere attività scolastiche. Così come – aggiunge ancora Francesco Di Lieto – vogliamo evitare le stucchevoli scuse legate ad una “emergenza” che di imprevisto, a questo punto, non ha assolutamente nulla». L’ aut aut dell’ associazione dei consumatori è categorico: «Laddove, nonostante la nostra diffida, si verificassero problemi al rientro a scuola, con istituti al gelo, termosifoni spenti e mancanza d’ acqua, ci troveremmo dinnanzi ad una colpevole sottovalutazione dei rischi che legittimerebbe un pioggia di richieste di danni». Il Codacons – conclude Di Lieto – confida che Comuni e Province vogliano «predisporre l’ accensione dei riscaldamenti, visto che le scuole sono deserte oramai da giorni, con 24 ore di anticipo sull’ apertura delle aule e di predisporre, fin da subito, la verifica di tutti gli impianti nonché attivare squadre di tecnici pronte a fronteggiare qualsivoglia emergenza. In caso contrario li riterremo personalmente responsabili di tutti i disagi che dovessero subire i bambini e le loro famiglie».
Gazzetta del Sud (ed. Catanzaro), 06/01/2019 05:38
Parcheggio multipiano «simbolo degli sprechi»
Usa termini come «scempio», parla di «dilapidazione dei fondi pubblici». Va giù duro il vicepresidente del Codacons Francesco Di Lieto nell’ affrontare la tematica del parcheggio multipiano del Politeama, la struttura chiusa da anni e della quale più volte si è occupata la Gazzetta del Sud. Di Lieto parte con una nota di sarcasmo: «Sul sito del Comune può leggersi: “Parcheggio Multipiano Politeama – Via dei Normanni. In fase di ristrutturazione”. Invero – afferma – deve trattarsi di una ristrutturazione estremamente laboriosa e complessa, visto che sono tanti anni che l’ importante e costosa struttura appare in evidente rovina e abbandonata». Avrebbe dovuto essere una struttura all’ avanguardia, capace di garantire 274 posti auto al coperto, consentendo di parcheggiare comodamente mediante un sistema automatico. Ma il flop è stato netto. «Chissà chi lo avrà mai collaudato – si chiede il vicepresidente nazionale del Codacons – alla luce dell’ impossibilità di utilizzare l’ impianto, emersa fin dalla sua inaugurazione». I problemi hanno interessato «sia i tempi (biblici) necessari a recuperare le vetture ma anche la sicurezza che, incredibilmente, è stata dimenticata». Analoga fine Di Lieto rileva per il sistema di ascensori e scale che collegano il parcheggio a Villa Trieste e al Teatro Politeama: «In buona sostanza, niente vetture parcheggiate, niente soldi; niente soldi, niente manutenzione. L’ ennesimo fallimento – afferma – che ha comportato un intollerabile sperpero di danaro pubblico e lasciato ai catanzaresi un mostro di cemento armato. Un monumento all’ incapacità e al degrado urbano tanto che, da anni, viene vergognosamente utilizzato anche come “bagno pubblico”». Il Codacons ritiene necessario sottoporre la vicenda alla magistratura contabile «affinché venga fatta pulizia (in tutti i sensi) e siano accertate le responsabilità di questo scempio che ha dilapidato fondi pubblici e lasciato alla città un mostro privo di utilità». Ad avviso dell’ esponente del Codacons, la città «avrebbe potuto cambiare volto se si fossero utilizzati i fondi pubblici con un briciolo di lungimiranza, riferendosi «non solo al parcheggio del Politeama ma anche al sovrappasso della funicolare a Sala, all’ ascensore di Bellavista, a Parco Romani fino ai display luminosi per parcheggi».
Gazzetta del Sud, 06/01/2019 05:36
Fisco: già 2,8 milioni le fatture elettroniche
ROMA Sono 2,8 milioni le fatture elettroniche emesse nei primi 4 giorni da sua entrata in vigore da parte di oltre 120 mila operatori Iva. Marginale la percentuale di errore, spiegano all’ Agenzia delle Entrate che fa il punto sulla novità: solo il 6% di scarti, dovuti nella maggior parte dei casi ad errori sostanziali, quelli cioè che avrebbero inficiato anche documenti su qualsiasi altro supporto. Numeri bassi, dunque, dicono ricordando che ad esempio nei primi tempi di applicazione della fattura nella P.a, i margini di errore raggiungevano il 30%. Ma la versione “cyber” della fattura non soddisfa tutti con alcuni operatori che accusano confusione e malfunzionamenti nel sistema. E se nei giorni scorsi i commercianti avevano dato un giudizio positivo della novità, nelle ultime ore sono intervenuti commercialisti e consumatori denunciando malfunzionamenti ed arresti del sistema. «Ci risultano segnalazioni di utenti che, collegandosi al portale Fatture e corrispettivi dell’ Agenzia delle Entrate, visualizzano il messaggio ‘Il sistema non è al momento disponibile, ci scusiamo per l’ inconveniente e si prega di riprovare più tardì», spiegava Marco Cuchel, presidente dell’ Associazione dei commercialisti. Di «caos fiscale generato dalle nuove norme e in particolare dall’ introduzione della fatturazione elettronica» parlano invece i consumatori del Codacons annunciando la presentazione di un esposto per interruzione di pubblico servizio. «Nessuna anomalia sul server Sogei», ribadisce dal canto suo l’ Agenzia delle Entrate che sottolinea «un attento monitoraggio effettuato sui sistemi» e ricorda a scanso di possibili disallineamenti tecnologici la app Fatturae a disposizione sul sito dell’ Agenzia per compilare ed inviare le fatture elettroniche. «Solo il 6% di scartidovuti per lo piùa errori sostanziali»
Gazzetta del Sud, 06/01/2019 05:36
Partono i saldi in tutto il Paese Il gelo non frena lo shopping
ROMA Inizio dei saldi nel segno della Befana e del gelo invernale che non ha scoraggiato lo shopping, tutt’ al più lo ha ritardato di qualche ora. Da Milano a Palermo il popolo dei consumatori ha cominciato a manovrare a caccia del capo scontato. Quest’ anno, rileva il Codacons, le percentuali di sconto sono mediamente le più elevate degli ultimi anni anche se si prevede un calo delle vendite del 7%. Se a Milano e Torino il rituale sembra rinnovarsi senza cambiamenti rispetto al passato, man mano che si scende verso il Sud e ci si allontana dalle città d’ arte l’ andamento delle vendite sembra piuttosto rallentano. A Firenze sono soprattutto i turisti a dare soddisfazione ai commercianti. Ma anche Bologna e tutta l’ Emilia-romagna registra, grazie agli ospiti, un certo ottimismo. A Roma, forse anche per il freddo, i saldi partono fiacchi. Oggi nella capitale i protagonisti dello shopping sono i turisti russi che in questi giorni festeggiano il loro Natale ortodosso e non si accorgono certo del freddo italiano. Per dare impulso ai saldi, in diverse città, le organizzazioni del commercio chiedono di anticipare gli sconti al 2 gennaio, in modo da «intercettare il flusso turistico».
Libertà, 06/01/2019 05:21
Riaprirà a breve a Roveleto di Cadeo la struttura affidata a Mcl e Cefal. Oltre ad attività ricreative servizi per i cittadini e corsi
Che sia, con il nuovo anno, anche nuova vita per il circolo ricreativo di via Kennedy? L’ ampia strut tura nel centro di Roveleto, in passato circolo Arci per anziani, che ha chiuso al pubblico lo scorso fine ottobre, potrebbe riaprire a breve. Il Comune di Cadeo, un paio di mesi fa, ha pubblicato un avviso di manifestazione d’ interesse per af fidarne la gestione della struttura. Il progetto scelto è stato quello presentato dai partner Mcl e Cefal. «L’ obiettivo – si legge nel documento – è creare un centro polifunzionale dove alla vocazione originale di punto di ritrovo si affianchi una serie di servizi di natura sociale e culturale». Pertanto Mcl e Cefal propongono di mantenere la natura ricreativa dell’ ambiente con: il servizio bar, serate a tema, giochi di gruppo (tombole e gare di carte), corsi di educazione musicale (illustrazioni di opere liriche, lezioni -concerto), rassegne cinematografiche ed incontri con imprese enogastronomiche per presentazione e degustazione di prodotti. E inseriscono altri servizi quali: l’ apertura di una sede decentrata del Caaf (un giorno a settimana, portato a due in corrispondenza delle principali scadenza), il Servizio Italiano Assistenza Sociale (Sias) patronato del Movimento Cristiano Lavoratori (Mcl), uno sportello Codacons per i consumatori, uno sportello lavoro (aperto almeno 25 ore a settimana per svolgere attività di colloqui e counseling orientativo), corsi di alfabetizzazione informatica e all’ uso di smartphone, educazione all’ uso corretto dei social media, alfabetizzazione bancaria, sportello anti truffa e anti usura (in collaborazione con la Guardia di Finanza), laboratori di educazione alimentare. In collaborazione con il Comune, i due partner gestori propongono inoltre: l’ attivazione di uno sportello per la famiglia, di uno sportello di ascolto e un servizio di sostegno al successo formativo. «Il progetto di gestione – si legge – parte con un forte investimento sul volontariato, prevedendo attività non solamente rivolte alla popolazione anziana, ma a tutta la cittadinanza locale» e si apre alla collaborazione inclusiva di altre realtà dell’ associazionismo cadeense. «Abbiamo chiesto che venga riaperta la struttura entro gennaio – fa sapere il vicesindaco Marica Toma – vedremo se ci saranno le condizioni affinché sia fattibile».
Libertà, 06/01/2019 05:20
In 4 giorni 2,8 milioni di fatture elettroniche
marginale la percentuale di errore (6%) secondo le entrate ma ci sono anche molti disguidi
Sono 2,8 milioni le fatture elettroniche emesse nei primi 4 giorni da sua entrata in vigore da parte di oltre 120mila operatori Iva. Marginale la percentuale di errore, spiegano all’ Agenzia delle entrate che fa il punto sulla novità: solo il 6% di scarti, dovuti nella maggior parte dei casi ad errori sostanziali, quelli cioè che avrebbero inficiato anche documenti su qualsiasi altro supporto. Numeri bassi, dunque, dicono ricordando che ad esempio nei primi tempi di applicazione della fat tura nella P.a, i margini di errore raggiungevano il 30%. Malfunzionamenti Ma la versione “cyber” della fattura non soddisfa tutti con alcuni operatori che accusano confusione e malfunzionamenti nel sistema. E se nei giorni scorsi i commercianti avevano dato un giudizio positivo della novità, nelle ultime ore sono intervenuti commercialisti e consumatori denunciando malfunzionamenti ed arresti del sistema. L’ allarme del Codacons «Ci risultano segnalazioni di utenti che, collegandosi al portale fatture e corrispettivi dell’ Agenzia delle entrate, visualizzano il messaggio “Il sistema non è al momento disponibile, ci scusiamo per l’ inconveniente e si prega di riprovare più tardi», spiega Marco Cuchel, presidente dell’ Associazione dei commercialisti. Di «caos fiscale generato dalle nuove norme e in particolare dall’ introduzione della fatturazione elettronica» parlano invece i consumatori del Coda cons annunciando la presentazione di un esposto per interruzione di pubblico servizio. «Nessuna anomalia sul server Sogei», ribadisce dal canto suo l’ Agenzia delle entrate che sottolinea «un attento monitoraggio effettuato sui sistemi» e ricorda a scanso di possibili disallineamenti tecnologici la app Fatturae a disposizione sul sito dell’ Agenzia per compilare ed inviare le fatture elettroniche. I commercialisti «Sarebbe molto interessante – incalza il vertice del sindacato dei commercialisti professionisti – poter sapere quante delle fatture elettroniche già transitate sul Sistema di interscambio (Sdi), che come riferito dall’ Agenzia sono quasi un milione e mezzo, sono state spedite mediante piattaforme private e quante, invece, tramite il portale fatture e corrispettivi». Per Cuchel le rassicurazioni dell’ amministrazione finanziaria, pertanto, «tenendo conto delle segnalazioni che ci giungono dai professionisti, raccontano una situazione che, purtroppo, non sembra corrispondere alla realtà». «Per il cittadino – ricorda l’ Agenzia – nulla cambia con l’ entrata in vigore della fatturazione elettronica. L’ operatore Iva, quando gli viene richiesta la fattura, è obbligato ad emettere la fattura elettronica anche nei rapporti con i privati consumatori finali (B2C), ma questi ultimi ricevono una copia in formato cartaceo e non hanno quindi bisogno di dotarsi di una Pec. Nulla cambia anche per i contribuenti che rientrano nel regime forfettario o nel regime di vantaggio, per i piccoli produttori agricoli” e per le associazioni sportive dilettantistiche, che sono esonerati per legge dall’ emissione delle fatture».
Libertà, 06/01/2019 05:20
Da Torino a Palermo il freddo e la neve non fermano i saldi
si va dai 110 euro pro capite di napoli ai 360 di milano. a piacenza niente ressa nei negozi: «buone vendite, ma i tempi d’ oro sono finiti»
Inizio dei saldi nel segno della Befana e del gelo invernale che non ha scoraggiato lo shopping, tutt’ al più lo ha ritardato di qualche ora. Da Milano a Palermo il popolo dei consumatori ha cominciato a manovrare a caccia del capo scontato. Quest’ anno, rileva il Codacons, le percentuali di sconto sono mediamente le più elevate degli ultimi anni anche se si prevede un calo delle vendite del 7%. Se a Milano e Torino il rituale sembra rinnovarsi senza cambiamenti rispetto al passato, man mano che si scende verso il Sud e ci si allontana dalle città d’ arte l’ andamento delle vendite sembra piuttosto rallentano. A Firenze sono soprattutto i turisti a dare soddisfazione ai commercianti. Ma anche Bologna e tutta l’ Emilia Romagna registra, grazie agli ospiti, un certo ottimismo. A Roma, forse anche per il freddo, i saldi partono fiacchi. Ieri nella capitale i protagonisti dello shopping sono i turisti russi che in questi giorni festeggiano il lo ro Natale ortodosso e non si accorgono certo del freddo italiano. Per dare impulso ai saldi, in diverse città, le organizzazioni del commercio chiedono di anticipare gli sconti al 2 gennaio, in modo da «intercettare il flusso turistico». È così a Palermo, come a Bologna, ma anche a Napoli e a Roma «Tra il “Black Friday” che da un giorno è arrivato coprire una settimana, poi qualche furbata di grandi catene che con messaggi avvisano i clienti di svendite anticipate e le vendite on-line il piccolo commercio soffre molto” dice il presidente di Confesercenti Rimini, Fabrizio Vagnini. Ma più del “Black Friday” a minare il commercio reale è l’ e commerce che, grazie anche a una fiscalità favorevole, minaccia i negozi tradizionali. «L’ e-commerce sta distruggendo il mercato regolare, e noi ne subiremo le conseguenze – afferma il presidente di Confcommercio Centro Storico David Sermone ta -. Chi opera sul non rispetta né le leggi fiscali né quelle commerciali. Se qualcuno pensava di risollevarsi con i saldi è un illuso. Non funzionano più, anche perché vengono fatti in modo irregolare tutto l’ anno». Risalendo verso le città del Nord, il rituale dei saldi non sembra cambiato. Fin dalla mattina nelle vie del centro si sono riversati i professionisti dello shopping arrivati anche dall’ interland. FederModaMilano si aspetta una spesa procapite attorno ai 170 euro che sale a 362 per famiglia. Il freddo ha posticipato di qualche ora lo shopping dei torinesi che in tarda mattinata appariva ben avviato. Come sempre grandi vincitori dello shopping sono gli outlet e i grandi centri commerciali che offrono capi firmati a prezzi scontatissimi. In media le stime oscil lano su una spesa pro -capite dai 110/125 di Palermo, Napoli e Firenze ai 170 euro di Milano e una spesa per famiglia intorno ai 200/260 euro di Palermo, Torino e Firenze ai 362 di Milano. Stime che saranno verificate meglio a fine weekend. A Piacenza il primo giorno di salvi ha visto diverse persone in centro ma nessuna ressa nei negozi. «vendite abbastanza buone – dicono i negozianti – ma i tempi d’ oro ormai sono finiti». Carta di credito alla mano, dunque, la caccia alle offerte trasformerà lo shopping in un frenetico modo di acquistare convinti che di quel capo non si possa fare a meno e che si tratti di un vero super affare. Secondo le stime di Confesercenti, circa un italiano su due si dedicherà ai saldi nei prossimi giorni, con un budget di.
Corriere Fiorentino, 06/01/2019 05:01
Saldi, primo giorno col botto Code nei centri commerciali
Il Codacons ha rilevato in 110-125 euro la spesa pro-capite a Firenze per questi giorni di saldi. Da 200 a 260 quella per famiglia, con picchi fino a 280. Confcommercio e Confesercenti hanno segnalato una grande vivacità negli acquisti già nelle prime ore di ieri, primo giorno di sconti. Con lunghe file davanti alla Rinascente, ai Gigli e al Barberino Designer Outlet (nella foto ) dove una giornata soleggiata, dalle temperature invernali, ha visto l’ apertura anticipata alle 9 dei 120 negozi del centro e ha portato ad un flusso ininterrotto di visitatori cresciuto a partire dalle 11. Anche oggi, 6 gennaio, e nel weekend del 12-13 gennaio, l’ outlet anticiperà di un’ ora l’ orario di apertura rimanendo così aperto dalle 9 alle 20.
Corriere della Sera (ed. Roma), 06/01/2019 04:59
Folla per l’ inizio dei saldi Russi invadono il Centro ma romani alla finestra
Alla fine a salvare i saldi romani sono arrivati i turisti russi. E i negozianti del Centro hanno tirato un sospiro di sollievo: il weekend con le vendite di fine stagione sta andando meglio delle più rosee previsioni, di gente in giro se ne vede molta, qualcuna anche tre o quattro buste in mano. «Finalmente abbiamo avuto nel cuore della città clienti qualificati», racconta David Sermoneta, un negozio in piazza di Spagna e presidente della Confcommercio centro storico: «I nostri saldi stanno coincidendo con il natale russo che è il 7 gennaio, e così abbiamo molti turisti di quel paese che sono venuti qui in vacanza. Era ora: si sono rivisti quindi i russi, con grande voglia non solo di visitare Roma, ma anche ben disposti a sfruttare le offerte commerciali. Ma hanno fatto acquisti anche molti turisti italiani». Un po’ di rinnovato ottimismo anche se alla fine David Sermoneta si lascia andare un po’ al consueto pessimismo: «Non che questo risollevi le sorti del commercio romano o cambi la tendenza, ma sicuramente ci fa passare un buon weekend della Befana. Da martedì ritorneremo con i piedi per terra…». E questa volta non si lamenta troppo neppure il presidente di via Condotti, Gianni Battistoni: «Effettivamente si è rivista molta gente in giro e “stranamente” aveva anche dei pacchetti in mano, forse per fare i regali della Befana – dice con la solita ironia -. Ma quello che dobbiamo cambiare è la mentalità, i saldi ormai si fanno tutto l’ anno». Ressa incredibile anche alla Rinascente di piazza Fiume, dove nei giorni scorsi i clienti hanno potuto provare abiti e cappotti che, messi da parte, oggi sono andati a ritirare: «Ho preso un cappotto che costava quasi 500 euro e che con questi sconti ho potuto avere a metà prezzo», racconta Annalena mentre è pazientemente in fila alle casse. E non c’ è stato solo l’ assalto ai vestiti o alle scarpe, soprattutto quelli delle grandi marche ed in particolare francesi, anche agli oggetti per la casa, piatti o bicchieri, e alla biancheria: i ribassi erano, infatti, nella gran parte dei casi decisamente alti, fino al 50%. Stessi numeri apparsi in tantissime vetrine, segno di una evidente difficoltà. Folla nelle vie del Tridente e nei grandi centri come a Porta di Roma. Meno nelle consuete vie commerciali. Da via Cola di Rienzo a via Ottaviano, da via Appia a via Tuscolana e a viale Europa, il primo giorno di vendite con lo sconto non ha fatto registrare cambiamenti notevoli di acquisti rispetto gli altri giorni. Qui tanta gente, ma una situazione decisamente più «tranquilla» rispetto al Centro. «Pur fermamente convinti di dover intendere i saldi come un’ opportunità, nei quartieri di Roma è andata piattamente come l’ anno scorso», sostiene Giovanna Marchese Bellaroto, presidente della Cna Commercio. «Probabilmente – aggiunge – perché come l’ anno scorso sono capitati nei giorni di vacanza e molta gente è ancora fuori Roma. Il Centro sta lavorando meglio ed è chiaro, alla luce di quello che abbiamo detto tante volte, che con il mercato globale in saldo perenne, questo periodo non serve più alle nostre imprese per fare fatturato. I saldi andrebbero ripensati». Secondo un sondaggio della Confesercenti, durante questo periodo di svendite si spenderanno all’ incirca 122 euro a persona e 280 famiglia. «Queste sono le previsioni – aggiunge il presidente della Confesercenti Roma Valter Gimmaria – ma per un quadro completo nella Capitale non si possono ancora dare dei dati: bisogna aspettare di vedere come va la prima settimana. C’ è interesse, c’ è movimento ed attenzione, ma ancora non c’ è la corsa agli acquisti». La Confesercenti per le sue valutazioni ha fatto un sondaggio e «si è visto – spiega Giammaria – che un italiano su due ancora aspetta i saldi per i propri acquisti, ed il 27% che pensa di acquistare durante questo periodo. Una percentuale decisamente alta, alla quale si aggiunge un 45% di persone che non ha fatto i regali a Natale di farli nel periodo dei saldi». Ma «non basteranno a risollevare le sorti del commercio», sentenzia il presidente del Codacons Carlo Rienzi, che prevede una spesa di 157 euro a nucleo familiare.
lilli garrone
Corriere della Sera, 06/01/2019 04:58
E-fattura, 700 mila al giorno Le proteste dei contribuenti
per le entrate è tutto regolare, i consumatori annunciano un esposto
MILANO Primo test per la fattura elettronica entrata in vigore all’ inizio di gennaio con l’ obiettivo di impedire le false fatturazioni e recuperare gettito sottratto alle casse del Fisco. L’ Agenzia delle Entrate ha fornito i numeri: sono 2,8 milioni le e-fatture emesse nei primi quattro giorni da parte di oltre 120 mila operatori. Una media di 700 mila al giorno. Con una percentuale di errore pari al 6%, scarti dovuti nella maggior parte dei casi – spiega l’ Agenzia – a errori sostanziali, quelli cioè che avrebbero reso non valida la fattura anche su qualsiasi altro supporto. Tuttavia per il Codacons è «caos fiscale generato dalle nuove norme e in particolare dall’ introduzione della fatturazione elettronica». L’ associazione dei consumatori ha annunciato che presenterà un esposto per interruzione di pubblico servizio. Lamentele sono arrivate anche dall’ Associazione dei commercialisti: «Ci risultano segnalazioni di utenti – ha spiegato il presidente Marco Cuchel – che, collegandosi al portale Fatture e corrispettivi dell’ Agenzia delle Entrate, visualizzano il messaggio “Il sistema non è al momento disponibile, ci scusiamo per l’ inconveniente e si prega di riprovare più tardi”». Ma l’ Agenzia delle Entrate ha respinto le accuse al mittente: «Nessuna anomalia sul server Sogei». E ha assicurato «un attento monitoraggio effettuato sui sistemi». Ha anche ricordato a scanso di possibili disallineamenti tecnologici la app FatturAE a disposizione sul proprio sito per compilare e inviare le fatture elettroniche (i lettori del Corriere della Sera possono usufruire anche del servizio di Infocert al link www.corriere.it/economia/fatturazione-elettronica/). L’ Agenzia delle Entrate ha poi fatto presente che il margine di errore riscontrato finora è basso, specie se paragonato a quanto accaduto in passato: nei primi tempi di applicazione della fattura nella Pubblica amministrazione i margini di errore raggiunsero il 30%. La fattura elettronica suscita ancora molti dubbi tra i consumatori. Cosa cambia per i cittadini senza partita Iva? È possibile inviare una fattura direttamente all’ indirizzo Pec fornito dal cliente? Chi è esonerato dall’ emissione della fattura elettronica? Sono alcune delle domande più frequentemente rivolte all’ Agenzia delle Entrate da parte di operatori e cittadini. Le risposte sono raccolte all’ interno di un’ apposita sezione dell’ area tematica sulla fatturazione elettronica del sito dell’ Agenzia. Sono inoltre a disposizione dei contribuenti la guida «La fattura elettronica e i servizi gratuiti» e i video tutorial sul canale Youtube dell’ Agenzia. È bene ricordare che tutti i titolari di partita Iva devono effettuare le proprie fatture sul e farle transitare dall’ Agenzia delle Entrate. Dal 2015 in Italia la fatturazione elettronica era già diventata obbligatoria per tutti i fornitori della Pubblica amministrazione. Dal primo gennaio è obbligatoria anche per i privati per cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato italiano. Le operazioni possono riguardare sia transazioni tra partite Iva (i cosiddetti B2B) sia le prestazioni nei confronti del consumatore finale (B2C). Sono invece esonerati i soggetti che rientrano nel regime di vantaggio, nel regime forfettario e i piccoli produttori agricoli. Si tratta dei contribuenti forfettari, delle farmacie e degli operatori sanitari, di alcuni agricoltori e delle associazioni sportive dilettantistiche. I destinatari, compresi i consumatori, dovranno essere in grado di ricevere il documento in formato digitale, ovvero l’ Xml che consentirà all’ Agenzia delle Entrate di verificare la correttezza della fattura. Il Sistema di interscambio, che di fatto consente il controllo delle transazioni all’ Agenzia delle Entrate, verifica se la fattura contiene i dati obbligatori ai fini fiscali; la correttezza dell’ indirizzo telematico al quale il cliente desidera che sia recapitata la fattura; che la partita Iva del fornitore e la partita Iva o il codice fiscale del cliente siano esistenti. Se i controlli sono positivi, il Sistema di interscambio consegna la fattura al destinatario comunicando, con una ricevuta di recapito, a chi ha trasmesso la fattura, la data e l’ ora di consegna del documento. Dunque la e-fattura va necessariamente redatta utilizzando un pc, un tablet o uno smartphone, che deve possedere anche il consumatore per ricevere la fattura. Con la fatturazione elettronica obbligatoria sono cambiate anche le modalità di pagamento delle relative imposte di bollo per tutti coloro che vi siano assoggettati: al termine di ogni trimestre sarà l’ Agenzia delle Entrate a rendere noto l’ ammontare dovuto.
francesca basso
L’Unione Sarda, 06/01/2019 04:55
I presidi avvisano la sindaca scuole chiuse per rifiuti, è un’ emergenza
i dirigenti: ci sono rischi per la salute. il campidoglio: sarà una priorità
ROMA. Chiuso per rifiuti: è il cartello che potrebbe essere affisso sulla porta di molte scuole romane domani, alla ripresa delle lezioni do po la lunga pausa per le feProblema sanitario L’ avvertimento arriva dall’ Associazione nazionale presidi in una lettera alla sindaca Virginia Raggi per chiedere «un decisivo intervento per la raccolta dell’ immondizia, almeno nei pressi delle scuole prima della ripresa dell’ attività didattica». I presidi parlano di «problema sanitario» e di «numerose segnalazioni ricevute da diversi colleghi di scuole del centro e della periferia, di asili nido, scuole elementari, medie e supe i le ed altri edifici pubblici». Ma la polemica continua, col Codacons che chiede di non riaprire le scuole «in assenza di verifiche puntuali e garanzie precise» e Fratelli d’ Italia che chiede al go verno di nominare un commissario per la gestione rifiuti nella Capitale, mentre i Verdi auspicano l’ apertura di un’ indagine da parte della procura.
La Repubblica, 06/01/2019 04:47
il commercio 53mila
L’ onda lunga dei saldi outlet e Centro assediati
code dalla mattina anche nei mall. ma il codacons: ” alla fine sarà – 7%” le percentuali di sconto aumentano per contrastare le vendite
Il freddo non frena i saldi. Una partenza lenta al mattino, fra il gelo polare, i varchi con la ztl ed i vigili che tampinavano le auto in via Cola di Rienzo, dove era impossibile parcheggiare. Ma a mezzogiorno si è trasformata in una vera onda lunga, che dagli outlet ( Castel Romano + 14 % di presenze rispetto all’ anno scorso e Valmontone + 20% e tutti hanno acquistato qualcosa) fino al centro, ha intasato, felicemente per i commercianti, via Cola di Rienzo, via del Corso ma anche tutto il tridente e tante altre zone della città. L’ onda del 50% di sconto nella maggior parte dei negozi di questo saldi invernali 2019. Molti negozi vantavano la fila fin dal mattino, fra tutti Gente in via Frattina e K-Way in piazza di Spagna. Lunghe file di auto alle 8,30 per parcheggiare a Valmontone, a Porta di Roma, da Euroma2 ed a Castel Romano. Valter Gianmaria, presidente di Confesercenti spiegava ieri mattina: «Ancora non possiamo fare previsioni, c’ è gente che osserva e molta curiosità. Penso che nel pomeriggio la situazione crescerà». Gli fa eco il Codacons: «I consumatori sono prudenti – dice il presidente Carlo Rienzi _ centri commerciali e vie dello shopping hanno visto aumentare le presenze ma molti guardano e basta. Discorso a parte gli outlet, dove si registrano code di chi cerca capi firmati a prezzi scontatissimi, e le boutique d’ alta moda. Le percentuali di sconto poi sono le più elevate degli ultimi anni, strategia obbligata per i commercianti che vogliono tenere testa all’ e-commerce e al Black Friday. Per un bilancio bisognerà attendere. Prevediamo una contrazione delle vendite del – 7%. Ma non si può mai dire». La previsione del Codacons sembra essere smentita dalle presenze in centro (alle 15 in via del Corso non si camminava) con famiglie con bimbi e tante buste piene. Nei multi-brand come Lemlò (5 boutique a Roma nord) e Gente (6 boutique fra via del Babuino e Vigna Clara) fin dal mattino c’ è stato movimento, con sconti su firme come Balmain e McQueen. «Rispetto all’ anno passato sta andando meglio – dice Serena Forcella di Gente a via Cola di Rienzo – c’ è più voglia di acquistare e noi facciano sconti fino 40%. Sono andate via subito le borse di Dolce & Gabbana» Da Twinset a Cola di Rienzo: «Affluenza buona – dice Francesca Divetta – i nostri clienti aspettavano i saldi, sapendo che sarebbero arrivati al 40%». Anche da Coin Excelsior pienone. Sulle scarpe sconti fino al 70% (con la Coin card). Affluenza in crescita da Michael Kors, con sconti al 50%. Pienone da H&M, «quasi il doppio dell’ anno scorso», dicono. Da LiuJo, angolo via dei Condotti Ornella Borrelli racconta: «Partenza lenta ma ora (ndr alle 15) siamo travolte dalla gente. Comprano di tutto ma i cappotti vincono». Alla Rinascente in via del Tritone si viene assaliti dalla folla: scale mobili intasate come nella metro. Nel foyer le griffe non fanno sconti ma nei piani superiori tutto cambia: esempi? borse di Stella Mc Charty al 40 % e scarpe di Casadei al 50 %. Sold out i due outlet di Valmontone e Castel Romano, rispettivamente con 53 mila visitatori a Valmontone e 38 mila a Castel Romano con un aumento deciso delle vendite e un incremento delle presenze, rispetto all’ anno scorso, del 20 % e del 14 % . E tutti hanno acquistato qualcosa. © RIPRODUZIONE RISERVATA a valmontone I visitatori all’ outlet di Valmontone ieri fino alle 18 nel primo giorno di saldi ufficiali.
cecilia cirinei
Il Messaggero, 06/01/2019 04:36
Per l’ E-fattura esordio con meno criticità del previsto
IL BILANCIO ROMA Sono 2,8 milioni le fatture elettroniche emesse nei primi 4 giorni dalla sua entrata in vigore da parte di oltre 120 mila operatori Iva. Marginale la percentuale di errore, spiegano all’ Agenzia delle Entrate che fa il punto sulla novità: solo il 6% di scarti, dovuti nella maggior parte dei casi ad errori sostanziali, quelli cioè che avrebbero inficiato anche documenti su qualsiasi altro supporto. Numeri bassi, dunque, dicono ricordando che ad esempio nei primi tempi di applicazione della fattura nella Pa i margini di errore raggiungevano il 30%. Ma la versione cyber della fattura non soddisfa tutti, con alcuni operatori che accusano confusione e malfunzionamenti nel sistema. E se nei giorni scorsi i commercianti avevano dato un giudizio positivo della novità, nelle ultime ore sono intervenuti commercialisti e consumatori denunciando malfunzionamenti ed arresti del sistema. «Ci risultano segnalazioni di utenti che, collegandosi al portale Fatture e corrispettivi dell’ Agenzia delle Entrate, visualizzano il messaggio Il sistema non è al momento disponibile, ci scusiamo per l’ inconveniente e si prega di riprovare più tardì», spiega Marco Cuchel, presidente dell’ associazione commercialisti. Di «caos fiscale generato dalle nuove norme e in particolare dall’ introduzione della fatturazione elettronica» parlano invece i consumatori del Codacons annunciando la presentazione di un esposto per interruzione di pubblico servizio. «Nessuna anomalia sul server Sogei», ribadisce dal canto suo l’ Agenzia.
Il Messaggero, 06/01/2019 04:36
la curiosità
Tantissimi i turisti russi tra i clienti
Shopping in saldo per acquistare souvenir di una vacanza romana. Sono stati molti i turisti provenienti dall’ estero che, ieri, hanno fatto acquisti shopping sfruttando gli sconti. Ad aiutare le vendite sarebbero in particolare i russi. «In questi giorni c’ è il natale russo – dice il presidente di Confcommercio Centro Storico David Sermoneta – e ne approfittano per visitare le capitali europee». A Castel Romano consistente la presenza di europei e asiatici. Proprio ai numerosi stranieri, secondo il Codacons, si deve un’ ampia percentuale degli acquisti nel Centro Storico: «Sono i turisti, specialmente russi e cinesi, a fare la parte del leone. Il fenomeno si registra in tutto il Paese ma in particolare a Roma». V. Arn. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Messaggero, 06/01/2019 04:36
Saldi, via a rilento nei negozi ma è boom nei megastore
partenza “difficile” nei piccoli esercizi: «tanta gente in giro ma pochi acquisti» code nei centri commerciali e negli outlet a castel romano vendite in crescita dell’ 11%
IL BILANCIO Centri commerciali presi d’ assalto. Vie del Centro Storico affollate – poche però le buste – altri quartieri pressoché disertati. Partenza lenta, o meglio a due velocità, ieri, per i saldi a Roma. Code, infatti, si sono registrate fin dal mattino in direzione dei grandi centri commerciali. Il McArthurGlen Designer Outlet, a Castel Romano, ha registrato già alle 16 una crescita dell’ 11% di visitatori rispetto allo stesso giorno dello scorso anno. Diversa la situazione nelle tradizionali vie dello shopping: grande movimento e curiosità in Centro, più bassa invece l’ affluenza in via Cola di Rienzo, poche presenze nelle altre zone. IL BLACK FRIDAY «I pre-saldi – dice Valter Giammaria, presidente della Confesercenti Roma – hanno avuto un peso nella partenza lenta. Quest’ anno sono iniziati ancora prima del solito, dal Black Friday gli sconti non si sono più fermati, peraltro sono stati fatti in modo palese, non più con sms o e-mail ai clienti. Sono mancati i controlli. Bisognerebbe ripristinare gli ispettori annonari. Il movimento comunque nella prima giornata c’ è stato, a riprova della capacità ancora attrattiva dei saldi: si sono viste poche buste ma dai nostri sondaggi emerge che il 75% dei consumatori comprerà almeno un articolo». Dal 2008 al 2018, secondo i dati Confesercenti, la spesa delle famiglie di Roma e Lazio per abbigliamento e calzature si è ridotta quasi del 25%. Si stima che la spesa a famiglia con gli sconti sarà di 250/300 euro, «perché il saldo invernale è, comunque, l’ occasione per l’ acquisto di capi importanti quali ad esempio cappotti, piumini, giacconi». Per il Codacons, però, «a fine periodo si registrerà una contrazione delle vendite stimata tra -5 e -7% rispetto alla scorso anno». A constatare gli effetti del Black Friday è pure il presidente della Confcommercio Centro Storico David Sermoneta: «Chi ha comprato non ricompra: non ci sono tanti soldi». MARCHI LOW COST Misurano le disponibilità dei romani anche le mete dello shopping: non tanto le grandi griffe, quanto i marchi low cost, prima tappa di tanti. «La partenza dei saldi è caduta, come l’ anno scorso, in una giornata di festa – dice Giovanna Marchese Bellaroto, presidente della Cna Roma – molti romani sono in vacanza. In centro c’ è stato movimento. Dal Salario a Prati, dal Flaminio alla Balduina, fino a Vigna Stelluti, abituale zona di acquisti, di gente se ne è vista poca». Varie le cause. «Questo – prosegue – è stato il primo Natale con un magazzino Amazon alle porte della città. Gli effetti si sono visti subito. Ottobre e novembre sono stati tragici per il commercio, a Natale si è incassato il 20/30% in meno rispetto all’ anno passato. La città, invasa dai rifiuti e insicura, non invitava a fare passeggiate. Il 20% delle aziende romane sta chiudendo. Chi ha fatto i pre-saldi ha sbagliato, sono vietati, ma lo ha fatto in molti casi per disperazione. Il Comune non sostiene il commercio». E il commercio tenta di aiutarsi da solo. «A breve presenteremo una piattaforma di 5.000 imprese romane per rilanciare, grazie alla geolocalizzazione dei prodotti, gli acquisti nei negozi sul territorio». Valeria Arnaldi © RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Sicilia, 06/01/2019 04:30
in 4 giorni 2,8 milioni
Subito scontro di dati sulla fattura elettronica «Soltanto il 6% di errori» Ma si annunciano esposti
Roma. Sono 2,8 milioni le fatture elettroniche emesse nei primi quattro giorni dalla sua entrata in vigore da parte di oltre 120mila operatori Iva. Marginale la percentuale di errore, spiegano all’ Agenzia delle Entrate che fa il punto sulla novità: solo il 6% di scarti, dovuti nella maggior parte dei casi ad errori sostanziali, quelli cioè che avrebbero inficiato anche documenti su qualsiasi altro supporto. Numeri bassi, dunque, dicono ricordando che ad esempio nei primi tempi di applicazione della fattura nella Pubblica amministrazione, i margini di errore raggiungevano il 30%. Ma la versione “cyber2 della fattura non soddisfa tutti con alcuni operatori che accusano confusione e malfunzionamenti nel sistema. E se nei giorni scorsi i commercianti avevano dato un giudizio positivo della novità, nelle ultime ore sono intervenuti commercialisti e consumatori denunciando malfunzionamenti ed arresti del sistema. «Ci risultano segnalazioni di utenti che, collegandosi al portale Fatture e corrispettivi dell’ Agenzia delle Entrate, visualizzano il messaggio “Il sistema non è al momento disponibile, ci scusiamo per l’ inconveniente e si prega di riprovare più tardi”», spiegava Marco Cuchel, presidente dell’ Associazione dei commercialisti. Di «caos fiscale generato dalle nuove norme e in particolare dall’ introduzione della fatturazione elettronica» parlano invece i consumatori del Codacons annunciando la presentazione di un esposto per interruzione di pubblico servizio. «Nessuna anomalia sul server Sogei», ribadisce dal canto suo l’ Agenzia delle Entrate che sottolinea «un attento monitoraggio effettuato sui sistemi» e ricorda a scanso di possibili disallineamenti tecnologici la app Fatturae a disposizione sul sito dell’ Agenzia per compilare ed inviare le fatture elettroniche.
La Sicilia, 06/01/2019 04:30
“Sposami”, il matrimonio perfetto si costruisce assieme alla coppia
da sabato 12 alle ciminiere il salone della sposa e della casa
Le nuove tendenze dei matrimoni di tutto il mondo, da Londra a New York, tra spettacoli, fashion show e magnifici premi. Ecco in sintesi “Sposami 2019”, il Salone della Sposa e della Casa, organizzato dall’ Èxpo di Barbara Mirabella, in programma dal 12 al 20 gennaio al centro fieristico “Le Ciminiere” di viale Africa. La fiera, per 9 giorni, aprirà le porte al pubblico delle grandi occasioni svelandosi in tutte le sue novità e consigliando le coppie dei futuri sposi nel percorso di accompagnandoli verso il giorno del loro “si”.«Sono davvero orgogliosa di questa edizione – dichiara Barbara Mirabella – Da 15 anni, “Sposami” si conferma la fiera più amata e attesa dai futuri sposi. Vogliamo dare contenuti, incuriosire, istruire, dare uno strumento per fare cultura nell’ ambito del matrimonio e permettere di scegliere i fornitori con maggiore consapevolezza e preparazione. Sono sempre di più i turisti che scelgono la Sicilia, come meta prediletta per celebrare le proprie nozze. Ecco perché per noi, fare fiera non è mettere solo insieme degli stand, ma avere e dare una visione di marketing, anche territoriale, che in questi anni ha creato un indotto positivo con i migliori top player del settore. Prima, durante e dopo il salone. Accolti in un’ atmosfera stimolante e di tendenza, la Fiera è il perfetto connubio tra tradizione e innovazione».”Sposami” è sinonimo di stile e di tendenza, nella sua formula “all inclusive”, con incontri e confronti tra i principali attori del settore wedding e con tour operator qualificati. Per questo motivo non è solo esposizione ma anche iniziative, show, spettacoli con i migliori professionisti del wedding e del design, che per l’ occasione si mettono a disposizione delle future coppie di sposi.Durante i 9 giorni di fiera, gli espositori presenteranno al pubblico le nuove tendenze 2019/2020 su abiti, bomboniere, partecipazioni, foto-video, ristoranti, catering e banqueting, ville d’ epoca, castelli e location per ricevimenti, viaggi di nozze, organizzazione cerimonie, noleggio auto, liste nozze, musica e intrattenimento, addobbi floreali, hair style & make-up sposa, fedi nuziali, oreficeria, gioielleria e arredamenti.Riconfermato il tandem strategico con Madisì, il portale di matrimoniodiSicilia.com e la collaborazione con “Mi sposo Tv”, che in diretta dalle Ciminiere racconterà tutto ciò che accade fuori e dietro il backstage delle sfilate, ma soprattutto, nel salotto tv, intervisterà tutti i protagonisti e i vip presenti in fiera.Altro partner sarà “Radio Universal Tv”, che andrà in giro tra gli stand per raccontare tutti i momenti salienti, tra interviste, speciali e racconti “a tu per tu” con i protagonisti della Fiera.A dare un valore aggiunto, il patrocinio del Codacons – dipartimento grandi eventi Sicilia – che, come sottolinea il segretario nazionale Francesco Tanasi, «garantirà il rispetto dei diritti del consumatore, che potranno scoprire come realizzare un matrimonio perfetto senza sorprese».
Giornale di Brescia, 06/01/2019 04:27
Cantiere lumaca, il Codacons perde la pazienza e fa un esposto
per l’ associazione sono inaccetabili i ritardi nei lavori sulla sp12 e su altre due vie
Daniele Piacentini Un esposto alla Procura della Repubblica di Brescia contro il cantiere lumaca di Erbusco. È la mossa dell’ associazione dei consumatori Codacons contro i lavori ai sottoservizi che Acque Bresciane, società a totale capitale pubblico affidataria del servizio idrico integrato in tutto il Bresciano, sta realizzando tra la Provinciale XII (che collega Rovato a Capriolo), via Costa Sotto e via Paoletta. Lavori iniziati nella bella stagione, all’ inizio dell’ estate, e che dovevano concludersi a settembre. Un tempo ragionevole per posizionare circa quattrocento metri di condutture. In realtà il cantiere è ancora aperto, a quattro mesi dopo l’ annunciata fine dei lavori, e tra lungaggini burocratiche, appalti e problemi tecnici non è chiaro quando tutto tornerà alla normalità la situazione, nonostante le proteste dei residenti e dell’ Amministrazione comunale guidata dal sindaco Ilario Cavalleri. La vicenda. Nel ricorrere alle carte bollate, il Codacons ricostruisce così la vicenda: «Prima del rifacimento del manto stradale (lavoro voluto dal Comune di Erbusco e iniziato in tarda primavera, ndr) Acque Bresciane aveva ragionevolmente chiesto di provvedere preliminarmente alla posa della rete idrica, con previsione di fine lavori a settembre. Invece il cantiere è a oggi fermo, con i lavori ancora non ultimati. Ai disagi alla circolazione deve sommarsi l’ incertezza sul regolare svolgimento dei lavori. Si trat ta di gravi mancanze che costituiscono intralcio alla piena realizzazione dell’ iniziativa personale e alla liberalità della persona». I residenti si sono ormai abituati a dover effettuare lunghe gimkane per bypassare le vie chiuse dai cantieri e che sboccano sulla Provinciale, asse di collegamento tra i piùbattuti dell’ Ovest Bresciano. Il Comune ha provato a mettere una pezza, per quanto possibile, coprendo parzialmente con l’ asfalto i tratti completati, ma la situazione resta ancora oggi irrisolta. La nota. Gennaio, però, potrebbe essere il mese della soluzione. A dirlo Acque Bresciane, che in una nota spiega: «C’ è stato un iniziale problema di comunicazione istituzionale, cosa ad esempio non accaduta nel contestuale cantiere di frazione Zocco, dove i tempi sono stati rispettati. Questo ritardo ha provocato una sovrapposizione tra i lavori di asfaltatura e quelli alla rete idrica, con un ulteriore rallentamento. Ora, comunque, manca solo la sanificazione, un lavoro che richiederà due settimane, e poi il cantiere sarà terminato». //
Giornale di Brescia, 06/01/2019 04:27
Tutti pazzi per i saldi invernali: è assalto ai centri commerciali
fin dalla prima mattina ore di coda per trovare un parcheggio a elnòs: migliaia in paziente attesa
Francesco Alberti [email protected] Ok la voglia di prendere quel maglioncino di cachemire a un prezzo finalmente compatibile con il nostro portafoglio. Ok «vado il primo giorno così trovo la mia ta glia». Ok «se non vai subito poi tirano fuori la roba delle vecchie stagioni». Ok «quest’ anno amore le scarpe di Natale te le prendo ai saldi così risparmio, tanto conta che ci vogliamo bene». Ok tutto, ma ci vuole davvero una grande spinta interiore per mettersi in coda (anche per ore) tra migliaia di persone colpite in forma endemica da febbre da shopping, e soprattutto quando i sintomi sono al picco. Benvenuti al primo giorno dei saldi invernali a Elnòs Shopping a Roncadelle. Il parcheggio. Non c’ è dubbio che il primo giorno dei ribassi invernali (anche se di fatto è stato un lungo autunno, ma questi sono dettagli) sia nel segno dei centri commerciali, che soprattutto in queste occasioni sfoggiano tutto il loro appeal: una forza attrattiva che folgora decine di migliaia di persone. Ieri il vero problema non era portarsi a casa quei bei pantaloni a costa larga adocchiati da settimane ma troppo cari, ieri la vera sfida era trovare parcheggio. Perché dopo essere incredibilmente riusciti ad avvicinarsi a Elnòs inizia il bello: trovare parcheggio. È impresa non da poco, sono migliaia ma sembrano alcune decine tante sono le auto che si rincorrono per conquistare la piazzola libera, che dopo 45 minuti di vana ricerca appare come un lontano miraggio. Una mesta distesa di lucine rosse segnala che bisogna armarsi davvero di tanta, ma tan La contrazione. Una partenza «fiacca» per i saldi invernali. Lo afferma il Codacons. «I consumatori mostrano grande prudenza – spiega il presidente Carlo Rienzi -, l’ andamento della prima giornata conferma le nostre previsioni, che a fine periodo faranno registrare una contrazione media delle vendite del -7% rispetto allo scorso anno». Le stime. Una spesa media di 140 euro a testa, i bresciani sembrano superare le stime per arrivare tra 200 e 300 euro. ta pazienza. E quando finalmente il posto si libera devi sperare che non ci sia già qualcuno con la freccia che rivendica la prelazione. Mantenere la calma è fondamentale. Chissà quanti matrimoni ieri hanno rischiato il collasso nel parcheggio di Elnòs. In campo. E poi finalmente entri. Sei sulle scale mobili e ti sembra di essere un gladiatore che arriva nell’ arena: i saldi hanno trovato il loro sfidante. I negozi sono letteralmente presi d’ assalto, soprattutto quelli dove i prezzi sono già bassissimi. Le persone toccano tutto, rivoltano quei cesto ni senza sosta, i poveri commessi cercano invano di fare ordine: è impossibile. Nessuno vuole farsi sfuggire l’ affare, anche per vantarsene sui social (e dove sennò?). Sarà poi che in questi tempi di crisi siamo un po’ tutti costantemente al ribasso, ma ormai si prendono camicie che costavano 13 euro a 6 euro: non è certo un buon segno per le nostre casse. Le statistiche parlano chiaro: gli italiani acquisteranno con gli sconti prevalentemente capi di abbigliamento (il 95,7%), calzature (80,3%), accessori (sciarpe e guanti, 34%) e biancheria intima (28,7%). Circa il 30% la media di sconto che faranno i commercianti. La spesa media, secondo le associazioni di categoria, sarà di 141 euro: ma a vedere le borse sembra una cifra eccessiva. Sarà che delle medie non ci si può mai fidare. Dopo qualche ora a Elnòs, oltre alla temperatura altissima, una domanda prende corpo nella nostra mente: ese tutte queste persone alla fine non fossero qui per portarsi a casa il cappotto scontato, ma per partecipare a un grande rito collettivo che ha trovato nei centri commerciali la sua casa ideale? //
Giornale di Brescia, 06/01/2019 04:27
Entrate: in 4 giorni già emesse 2,8 milioni di e -fatture
ROMA. Sono 2,8 milioni le fatture elettroniche emesse nei primi 4 giorni da sua entrata in vigore da parte di oltre 120 mila operatori Iva. Marginale la percentuale di errore, spiegano all’ Agenzia delle Entrate che fa il punto sulla novità: so lo il 6% di scarti, dovuti nella maggior parte dei casi ad errori sostanziali, quelli che avrebbero inficiato anche documenti su qualsiasi altro supporto. Ma la versione «cyber» della fattura non soddisfa tutti con alcuni operatori che accusano confusione e malfunzionamenti nel sistema. E se nei giorni scorsi i commercianti avevano dato un giudi zio positivo della novità, nelle ultime ore sono intervenuti commercialisti e consumatori denunciando malfunzionamenti ed arresti del sistema. Di «caos fiscale generato dalle nuove norme e in particolare dall’ introduzione della fatturazione elettronica» parlano invece i consumatori del Codacons annunciando la presentazione di un esposto per interruzione di pubblico servizio. «Nessuna anomalia sul server Sogei», ribadisce dal canto suo l’ Agenzia delle Entrate. !! ROMA. Rischio effetto «boomerang» per il reddito di cittadinanza che invece di promuovere l’ occupazione di fatto potrebbe disincentivare il lavoro e favorire quello in nero. Ad intervenire sulla stessa lunghezza d’ onda il presidente degli industriali Vincenzo Boccia e il leader della Uil Carmelo Barba gallo. «Speriamo che il reddito di cittadinanza non sia un disincentivo per il lavoro», la norma «mostra alcune criticità che dovremmo rimuovere se abbiamo l’ obiettivo di rilanciare l’ occupazione», dice il leader di Confindustria Vincenzo Boccia a Sky Tg24 facendo il punto sugli interventi più importanti del governo. Boccia esprime le sue perplessità, «manca un grande piano di inclusione per il lavoro», sostiene, tornando ad invocare un’ immediata riapertura dei cantieri: «L’ analisi sulle grandi opere va fatta su quanta occupazione generano», spiega, sot.
Il Roma, 06/01/2019 04:10
il disegno di legge dovrebbe entrare in vigore dal primo aprile la norma che permette di andare in pensione con
«Quota cento, legge Fornero
allarme dei presidi, dalla sindaca dossier ai pm emergenza rifiuti a roma, a rischio riapertura scuole
ROMA. Chiuso per rifiuti. È il cartello che potrebbe essere affisso davanti alla porta di ingresso di alcune scuole di Roma il prossimo 7 gennaio, alla ripresa delle lezioni dopo la lunga pausa per le feste natalizie. L’ avvertimento arriva dall’ Associazione nazionale presidi, sezione del Lazio, in una lettera inviata direttamente al sindaco Virginia Raggi per chiedere «un decisivo intervento per la raccolta dell’ immondizia, almeno nei pressi delle scuole prima della ripresa dell’ attività didattica». A tal proposito i presidi parlano di apertamente di «problema sanitario» e di «numerose segnalazioni ricevute da diversi colleghi di scuole del centro e della periferia, di asili nido, scuole elementari, medie e superiori. Casi critici che devono essere tempestivamente risolti». Il Campidoglio cerca di rassicurare spiegando che «scuole e ospedali hanno priorità nell’ organizzazione dei servizi», e che «tutte le eventuali criticità sono oggetto di intervento urgente in modo da ripristinare il decoro». Ama, dal canto suo, parla di «azione incessante di intervento mirato in aree come quelle in prossimità di scuole ed altri edifici pubblici. Soprattutto e ancor più dopo l’ incendio che ha determinato la grave chiusura dell’ impianto Tmb del Salario, che trattava oltre un quinto dei rifiuti urbani residui della Capitale». In soccorso di Virginia Raggi arriva anche il vicepremier Luigi Di Maio, che assicura il «massimo supporto del governo a Regione Lazio e Comune di Roma». Intanto, però, la polemica impazza. Il Codacons chiede alla sindaca di «non permettere l’ apertura delle scuole in assenza di verifiche puntuali e garanzie precise rispetto alla salute e alla sicurezza degli utenti». Durissime anche le reazioni delle opposizioni. Per Fratelli d’ Italia «Raggi non è altezza per fronteggiare l’ emergenza nelle strade». Pertanto, annuncia Fabio Rampelli, «chiederemo al Governo di nominare un Commissario che si occupi della gestione rifiuti nella Capitale». Secondo il Pd capitolino, qualora si dovesse arrivare alla chiusura della scuole Raggi «si dovrebbe dimettere» mentre i Verdi auspicano l’ apertura di un’ indagine da parte della procura di Roma. Intanto un dossier indirizzato alla Procura che fornisca elementi utili a far luce sul caos rifiuti a Roma è stati prepartao dalla stessa sindaca che, proprio in questi giorni, sta chiudendo il plico che riguarda tanto l’ azienda romana di raccolta della spazzatura, quanto l’ impianto di trattamento andato in fiamme lo scorso 11 dicembre, ma anche l’ intero ciclo regionale dei rifiuti e i tanti cassonetti incendiati nel 2018. Roghi che in Campidoglio quantificano in oltre 300 lo scorso anno, di cui 70 solo a dicembre. Dal 24 dicembre, giorno della vigilia di Natale, al 3 gennaio, la municipalizzata dell’ ambiente di Roma ha raccolto 27.360 tonnellate di rifiuti indifferenziati in città, 300 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A questo vanno aggiunti i quantitativi di materiali differenziati raccolti (dato non ancora disponibile in Ama), che potrebbero far raggiungere quota 50 mila tonnellate. Inoltre, tra Natale e Santo Stefano i dati aziendali parlano di oltre 3.700 persone in servizio, 1.400 a Capodanno. Le critictà potrebbero essere state causate da un mix di fattori: al consueto picco di consumi che si registra nel periodo natalizio, si sono aggiunti anche i grandi disagi creati dal maxi rogo dell’ impianto di trattamento meccanico biologico di via Salaria, di proprietà dell’ Ama. ROMA. Partirà ad aprile 2019, insieme al Reddito di cittadinanza, la misura pensionistica cavallo di battaglia leghista conosciuta come Quota 100. Lo prevede la bozza di decreto in possesso dell’ AdnKronos, titolata “Decreto legge contenente disposizioni relative all’ introduzione del reddito di cittadinanza e a interventi in materia pensionistica”, al vaglio dei tecnici del governo gialloverde. Per quanto riguarda la sperimentazione triennale prevista nella bozza di decreto per la pensione, per il triennio 2019- 2021 si potrà andare in pensione anticipata a 62 anni di età e 38 di contributi. Il requisito relativo all’ età anagrafica, però, si legge ancora, sarà “successivamente adeguato agli incrementi della speranza di vita”. Per maturare il diritto all’ accesso sarà possibile, si legge ancora nella bozza, cumulare gli eventuali contributi maturati in altre gestioni anche se quota 100 non è cumulabile con i redditi da lavoro dipendente o autonomo. Un limite questo cui fanno eccezione quei redditi da lavoro autonomo «occasionale» per un massimo di 5mila euro lordi annui e valido fino «alla maturazione dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia». Finestre temporali – Secondo la bozza del dl, i lavoratori privati che abbiano maturato i requisiti di 62 anni di età e 38 di contributi entro il 31 dicembre 2018 abbiano una decorrenza di 3 mesi e possano dunque conseguire il diritto alla pensione a partire dal 1 aprile prossimo mentre per i lavoratori pubblici la decorrenza è pari a sei mesi e la prima finestra di uscita prevista è per luglio prossimo. Sempre per i lavoratori pubblici è previsto un preavviso alle amministrazioni di almeno sei mesi. L’ accesso alla pensione anticipata è consentita, si legge ancora nella bozza di dl, «se risulta maturata un’ anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e di 41 anni e 10 mesi per le donne». In questo caso il diritto alla de.
Il Roma, 06/01/2019 04:10
_ nuove regole per le aziende
Fatture elettroniche, quasi 3 milioni in 4 giorni
ROMA. Sono 2,8 milioni le fatture elettroniche emesse nei primi 4 giorni da sua entrata in vigore da parte di oltre 120 mila operatori Iva. Marginale la percentuale di errore, spiegano all’ Agenzia delle Entrate che fa il punto sulla novità: solo il 6% di scarti, dovuti nella maggior parte dei casi ad errori sostanziali, quelli cioè che avrebbero inficiato anche documenti su qualsiasi altro supporto. Numeri bassi, dunque, dicono ricordando che ad esempio nei primi tempi di applicazione della fattura nella P.a, i margini di errore raggiungevano il 30%. Ma la versione “cyber” della fattura non soddisfa tutti con alcuni operatori che accusano confusione e malfunzionamenti nel sistema. E se nei giorni scorsi i commercianti avevano dato un giudizio positivo della novità, nelle ultime ore sono intervenuti commercialisti e consumatori denunciando malfunzionamenti ed arresti del sistema. «Ci risultano segnalazioni di utenti che, collegandosi al portale fatture e corrispettivi dell’ Agenzia delle Entrate, visualizzano il messaggio “Il sistema non è al momento disponibile, ci scusiamo per l’ inconveniente e si prega di riprovare più tardi”», spiegava Marco Cuchel, presidente dell’ Associazione dei commercialisti. Di «caos fiscale generato dalle nuove norme e in particolare dall’ introduzione della fatturazione elettronica» parlano invece i consumatori del Codacons annunciando la presentazione di un esposto per interruzione di pubblico servizio. «Nessuna anomalia sul server Sogei», ribadisce dal canto suo l’ Agenzia delle Entrate che sottolinea «un attento monitoraggio effettuato sui sistemi» e ricorda a scanso di possibili disallineamenti tecnologici la app Fatturae a disposizione sul sito dell’ Agenzia per compilare ed inviare le fatture elettroniche.
La Gazzetta del Mezzogiorno, 06/01/2019 03:50
Anche proteste nei primi quattro giorni Fattura elettronica, già 2,8 milioni di documenti
. xxx Sono 2,8 milioni le fatture elettroniche emesse nei primi 4 giorni da sua entrata in vigore da parte di oltre 120 mila operatori Iva. Marginale la percentuale di errore, spiegano all’ Agenzia delle Entrate che fa il punto sulla novità: solo il 6% di scarti, dovuti nella maggior parte dei casi ad errori sostanziali, quelli cioè che avrebbero inficiato anche documenti su qualsiasi altro supporto. Numeri bassi, dunque, dicono ricordando che ad esempio nei primi tempi di applicazione della fattura nella P.a, i margini di errore raggiungevano il 30%. Ma la versione ‘cyber’ della fattura non soddisfa tutti con alcuni operatori che accusano confusione e malfunzionamenti nel sistema. E se nei giorni scorsi i commercianti avevano dato un giudizio positivo della novità, nelle ultime ore sono intervenuti commercialisti e consumatori denunciando malfunzionamenti ed arresti del sistema. «Ci risultano segnalazioni di utenti che, collegandosi al portale Fatture e corrispettivi dell’ Agenzia delle Entrate, visualizzano il messaggio «Il sistema non è al momento disponibile, ci scusiamo per l’ in conveniente e si prega di riprovare più tardì», spiegava Marco Cuchel, presidente dell’ Associazione dei commercialisti. Di «caos fiscale generato dalle nuove norme e in particolare dall’ introduzione della fatturazione elettronica» parlano invece i consumatori del Codacons annunciando la presentazione di un esposto per interruzione di pubblico servizio. «Nessuna anomalia sul server Sogei», ribadisce dal canto suo l’ Agenzia delle Entrate che sottolinea «un attento monito raggio effettuato sui sistemi» e ricorda a scanso di possibili disallineamenti tecnologici la app Fatturae a disposizione sul sito dell’ Agenzia per compilare ed inviare le fatture elettroniche.
La Gazzetta del Mezzogiorno, 06/01/2019 03:50
Bisogna ridurre il prelievo fiscale sul commercio
I saldi o le vendite promozionali, hanno una funzione economica di «risarcimento», non sono più l’ ec cezione, ma l’ integrazione di una regola. Leggo, che il Codacons vorrebbe eliminare i saldi invernali, non risolverebbe la crisi del commercio, meglio i «Black Friday». Ovvero, i consumatori sono a favore e anche alla liberalizzazione degli sconti e.
Il Giornale, 06/01/2019 03:46
I presidi contro la Raggi «Via i rifiuti o aule chiuse»
invasione di ratti e timore di rischi sanitari: i capi d’ istituto scrivono alla sindaca. si muove la procura
Domani mattina gli studenti di Roma potrebbero non riprendere le lezioni causa immondizia. Dopo il grido di allarme degli albergatori della capitale per le lamentele dei turisti increduli davanti ai cumuli di rifiuti per le strade, adesso quello dei presidi delle scuole decisi a non far ripartire l’ attività didattica se non ci sarà da parte dell’ amministrazione comunale un intervento immediato per ripulire le zone intorno agli istituti. Il timore di rischi sanitari per alunni ed insegnanti, soprattutto per le elementari e per gli asili, anche a causa dei topi che ormai si aggirano indisturbati tra i sacchetti ammassati nei pressi dei cancelli, ha convinto l’ associazione nazionale presidi a scrivere una lettera alla sindaca Virginia Raggi minacciando di lasciare chiuse le scuole se il problema della spazzatura non verrà risolto tempestivamente. Il presidente della sezione Lazio dell’ associazione, Mario Rusconi, ha deciso di reagire dopo aver ricevuto le segnalazioni di diversi colleghi, presidi di scuole del centro e della periferia, preoccupati per i cassonetti strapieni di immondizia vicino ai portoni degli istituti scolastici. Uno scenario ritenuto tra l’ altro «diseducativo» da chi ogni giorno, in classe, cerca di «educare gli alunni al senso civico, al rispetto della città e al decoro». Una levata di scudi, quella dei presidi, appoggiata dal Codacons che ha diffidato la Raggi e il prefetto di Roma a non permettere l’ apertura delle scuole in assenza delle necessarie verifiche e garanzie per la salute degli utenti. Per cercare di sedare lo scontento il Campidoglio ha assicurato che «scuole e ospedali hanno priorità nell’ erogazione dei servizi». Una priorità mantenuta nonostante le difficoltà dovute al recente incendio che ha distrutto l’ impianto dell’ Ama dove veniva trattato un quarto dell’ indifferenziata della capitale. Già ieri mattina, garantisce l’ azienda che si occupa dei rifiuti di Roma, la maggior parte delle 3mila scuole della città sarebbero state monitorate disponendo interventi urgenti lì dove sono state riscontrate le maggiori criticità. Ma la situazione è davvero allarmante. Si è mossa anche la Procura. I pm ipotizzano i reati di getto pericoloso di cose, in seguito alle segnalazioni di residenti e comitati di quartiere, e di interruzione di pubblico servizio per verificare se la piaga dell’ assenteismo nell’ Ama abbia contribuito a creare l’ emergenza delle ultime settimane. I social sono invasi dalle immagini dei cassonetti sommersi dai rifiuti. Ieri il video «La grande monnezza» con le attrici Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti che ironizzano sullo smaltimento della spazzatura cercando di buttarla scrupolosamente facendosi largo tra i cumuli è diventato virale sul . Monta anche la polemica politica. Mariastella Gelmini, Forza Italia, denuncia «una situazione da terzo mondo che mostra l’ inadeguatezza della Raggi». Matteo Renzi posta una foto dei rifiuti: «La capitale in questo stato è una ferita inaccettabile».
Il Tempo, 06/01/2019 03:46
la rivolta dei presidi «diseducativo e pericoloso per gli studenti»
«Troppi rifiuti scuole chiuse» Pronto il dossier sull’ Ama
Scuole senza pace. Domani, la ripresa delle lezioni potrebbe essere la rischio. A scendere in campo contro la vergognosa situazione delle strade invase dall’ immondizia, ora sono i presidi. Che minaccia di lasciare chiuse le scuole se il sindaco Raggi non farà qualcosa per far rimuovere i mucchi di spazzatura che invadono i marciapiedi davanti agli istituti scolatici. «Davanti alle scuole romane, in particolare mi preoccupano le scuole elementari, si sono accumulati troppi rifiuti, invadendo anche gli in gressi degli edifici, e con le festività natalizie i cumuli continuano a crescere – ha detto Mario Rusconi, presidente della sezione Lazio dell’ Associazione Nazionale Presidi – Il problema si sta trasformando in un’ emergenza sa nitaria per le scuole». Rusconi ha inviato una lettera alla Raggi nella quale denuncia il rischio sanitario che l’ ammasso di tali rifiuti comporta. «Il rischio è da un punto di vista igienico -sanitario – ha evidenziato Rusconi- arriveranno, se non sono già arrivati, roditori, topi, uccelli che possono portare malattie». E poi, ha continuato, «che esempio diamo ai nostri alunni, ai nostri studenti: si parla tanto di educazione ambientale e di raccolta differenziata e riciclo, ma poi l’ immodizia si ac cumula. Sono segnali opposti per i ragazzi». Sullì’argomento è intervenuto anche il ministro Luigi Di Maio che ha assicurato: «Noi daremo il massimo supporto alla regione Lazio e alla città di Roma. «E chiaro che con l’ incendio di uno degli impianti fondamentali – ha aggiunto – si è messo la città in ginocchio pert) so che Regione, Comune e ministero dell’ Ambiente stanno collaborando per trovare una soluzione temporanea all’ incendio che ha messo fuori combattimento un impianto». Ma intanto il Codacons ha deciso di diffidare la Raggi e il prefetto di Roma a non permettere l’ apertura delle scuole in assenza di verifiche puntuali e garanzie precise rispetto alla salute e alla sicurezza degli utenti». Mentre Angelo Bonelli auspica che la procura di Roma apra un’ inchiesta e chiede che la sindaca venga commissariata, il segretario romano del Pd Andrea Casu chiede le dimissioni della Raggi. La sindaca intanto starebbe per consegnare alla procura un dossier sull’ Ama. Nel mirino l’ incendio che l’ 11 dicembre scorso ha reso inagibile il Tmb Salario, su cui la Procura di Roma sta indagando per disastro colposo, con l’ impianto di video sorveglianza del sito di lavorazione dei rifiuti che è risultato spento da quattro giorni prima del rogo. Tra le carte potrebbero esserci anche gli accertamenti interni su eventuali casi di sospetto assenteismo tra i dipendenti dell’ azienda. L’ Ama infine fa sapere che «l’ attenzione delle squadre e di tutto il personale operativo Ama per la raccolta dei rifiuti e la pulizia, anche di fronte ai plessi scolastici, è massima».
Il Tempo, 06/01/2019 03:46
emergenza freddo dopo le proteste del personale scolastico preoccupato di ritrovarsi al gelo da domani
Termosifoni già accesi in classe
l’ assessore alle infrastrutture gatta assicura: oggi da mezzanotte aule calde
Valentina Conti Non basta la questione dell’ emergenza rifiuti sollevata dai presidi romani per i sacchetti di immondizia accumulati anche davanti ai portoni chiusi dei licei odi fronte agli ingressi degli asili, con a seguito la minaccia di non riaprire gli istituti se le cose non miglioreranno. Ne spunta un’ altra prima del ritorno sui banchi, vista l’ ondata di freddo incombente. Per la verità, sulla falsa riga del caos scatenato sullo stesso argomento già lo scorso anno di questi tempi: l’ appello dell’ Associazione nazionale presidi di Roma e Lazio alla sindaca Raggi, a tutti i primi cittadini nonché ai presidenti di provincia della regione e aquello di Roma Città Metropolitana ad accendere – già da giovedì 3 i termosifoni negli istituti del Lazio prima del rientro ufficiale a scuola dalle vacanze natalizie. Tema che sta facendo dibattere non poco le varie città dello Stivale: da Bari, dove il sindaco Decaro ha deciso per l’ accensione preventiva nel weekend prima della riapertura degli istituti, fino a Brindisi, Pescara e An dria che si sono mosse praticamente sulla stessa linea, arrivando alle proteste del personale scolastico di Napoli e all’ allarme lanciato dal Codacons sulla situazione delle scuole in Calabria, sferzata dal gelo. «Bisogna rendere il ritorno a scuola più agevole poiché durante tutto il periodo delle vacanze i riscaldamenti sono rimasti spenti- ha tuonato sempre Mario Rusconi, presidente dell’ Anp Lazio -Inoltre – ha aggiunto – tenuto conto che le scuole svolgono diverse attività anche po meridiane, le amministrazioni dovrebbero prevedere un tempo prolungato di accensione nel pomeriggio per evitare che gli ambienti si raffreddino e studenti e docenti lavorino al freddo». Non solo. Si è spinto oltre l’ ex preside del Newton, chiedendo senza se e senza ma pure «di immaginare un piano modulare di accensione e spegnimento dei caloriferi che tenga conto dei differenti periodi dell’ anno, oltre che delle diverse condizioni meteorologiche che si possono verificare nelle zone della regione». A bloccare le polemiche sul nascere, nella Capitale, ci ha pensato l’ assessore alle Infrastrutture, Margherita Gatta, con un post pubblicato sui social con cui, smentendo quanto sostenuto dall’ Anp Lazio, ha assicurato come nei giorni precedenti i riscaldamenti nelle scuole siano stati «già accesi per 4 ore al giorno». Oggi, invece, «saranno accesi da mezzanotte e fino a normale orario di spegnimento». Così domani – possibili intoppi a parte- in classe senza brividi. I genitori possono stare sereni.
Quotidiano di Puglia, 06/01/2019 03:45
le misure
Ultima domenica con il grattino Varchi da domani riaperti fino alle 21
oggi ultima giornata con i posti auto gratuiti negli snodi cruciali attorno al centro storico chiude il piano natalizio: oggi parcheggi a pagamento con il pienone dei saldi e la ztl ritornerà più corta: accessi consentiti fino a sera (come nei feriali)
Stefania DE CESARE Ultima domenica con strisce blu a pagamento, zona a traffico limitato e aree parcheggio gratuite (ma senza navette). Si chiude il piano viabilità del Comune. E, dopo due settimane, i provvedimenti anti-caos messi in campo da Palazzo Carafa per frenare l’ assalto dei veicoli nel periodo dello shopping andranno ufficialmente in soffitta. Con l’ altra novità che, invece, scatterà domani: niente più varchi chiusi dalle 13 come è stato nelle ultime due settimane nell’ ambito del piano natalizio, si potrà circolare fino alle 21 come è stato finora per i giorni feriali. Quello di oggi, in ogni caso, resta ancora un giorno importante per un nuovo pienone di visite. E nel giorno dell’ Epifania, con l’ avvio dei saldi invernali, partirà anche l’ assalto al centro alla ricerca del capo giusto a metà prezzo. Una caccia all’ affare partita in anticipo: l’ assalto ai negozi è iniziato già ieri pomeriggio quando, complice la tregua concessa dalla neve, numerosi acquirenti si sono riversati in centro con la propria vettura per portare a casa i primi acquisti a basso costo. Non sono mancate le code nei tratti più trafficati e anche i consueti torpedoni di auto strombazzanti intorno alla piazza commerciale della città, con disagi alla circolazione registrati solo in alcuni momenti della serata. Anche oggi, chi deciderà di avvicinarsi all’ area commerciale con la propria vettura alla ricerca di uno stallo comodo non avrà vita facile. E il rischio multe potrebbe essere dietro l’ angolo. Tutte (o quasi) le strisce blu della città saranno a pagamento. Leccesi e pendolari, quindi, dovranno ancora una volta ricordarsi di pagare il grattino. Una soluzione anti-ingorgo adottata nelle ultime settimane per garantire il ricambio dei veicoli nelle zone più congestionate, ma che ha tratto in inganno numerosi automobilisti distratti. Durante le domeniche e i festivi di dicembre sono state più di 1.200 le multe verbalizzate a chi ha dimenticato di aggiornare il ticket (contro le 600 sanzioni per la stessa infrazione registrate durante i giorni feriali nella settimana di Natale). Sanzioni che hanno fatto infuriare non pochi automobilisti: «Continuiamo a raccogliere le segnalazioni di numerosi consumatori, soprattutto della provincia ha sottolineato Christian Marchello, Responsabile Codacons Lecce . In molto hanno lamentato una segnaletica poco chiara che non rispetta gli standard previsti dal Codice della Strada. Ci sarebbero i presupposti per i ricorsi ma nessuno vuole impugnare perché non c’ è una convenienza dal punto di vista economico». Chi arriva a Lecce può decidere di parcheggiare gratuitamente negli stalli comunali di Foro Boario (360), Settelacquare (400), Piazzale Cimitero (80) e Torre del Parco (320) che però saranno sprovvisti di navette Sgm. Oggi, infatti, non sono attivi i bus di collegamento con il centro storico e chi sceglierà di lasciare la propria vettura nelle aree di interscambio dovrà arrivare all’ Ovale a piedi oppure avventurarsi con il proprio veicolo cercando un parcheggio più comodo. Restano a disposizione le cinque aree di sosta in convenzione con Camera di Commercio, Asl e Università del Salento. In particolare potranno essere utilizzati gli spazi di via Adua (70), via Bernardino Realino (170), Principe Umberto (70), via Miglietta (170) e via Petraglione (110). E, come si diceva, l’ altra misura che ha rappresentato un’ assoluta novità. Da domani, poi, niente più varchi attivi dalle 13: le auto potranno circolare all’ interno del centro storico durante le ore del giorno, con i leccesi pronti a usare i vicoli del barocco come scorciatoia per attraversare il cuore della città senza il pericolo di sanzioni.
Alto Adige, 06/01/2019 03:33
fisco
Volano le e -fatture Ma anche i disguidi
Sono 2,8 milioni le fatture elettroniche emesse nei primi 4 giorni da sua entrata in vigore da parte di oltre 120 mila operatori Iva. Marginale la percentuale di errore, spiegano all’ Agenzia delle Entrate che fa il punto sulla novità: solo il 6% di scarti, dovuti nella maggior parte dei casi ad errori sostanziali, quelli cioè che avrebbero inficiato anche documenti su qualsiasi altro supporto. Ma la versione ‘cyber’ della fattura non soddisfa tutti con alcuni operatori che accusano confusione e malfunzionamenti nel sistema. «Ci risultano segnalazioni di utenti che, collegandosi al portale Fatture e corrispettivi dell’ Agenzia delle Entrate, visualizzano il messaggio ‘Il sistema non è al momento disponibile’», spiega Marco Cuchel, presidente dell’ Associazione dei commercialisti. Di «caos fiscale generato dalle nuove norme e in particolare dall’ introduzione della fatturazione elettronica» parlano invece i consumatori del Codacons.
Trentino, 06/01/2019 03:32
fisco
Volano le e -fatture Ma anche i disguidi
Sono 2,8 milioni le fatture elettroniche emesse nei primi 4 giorni da sua entrata in vigore da parte di oltre 120 mila operatori Iva. Marginale la percentuale di errore, spiegano all’ Agenzia delle Entrate che fa il punto sulla novità: solo il 6% di scarti, dovuti nella maggior parte dei casi ad errori sostanziali, quelli cioè che avrebbero inficiato anche documenti su qualsiasi altro supporto. Ma la versione ‘cyber’ della fattura non soddisfa tutti con alcuni operatori che accusano confusione e malfunzionamenti nel sistema. «Ci risultano segnalazioni di utenti che, collegandosi al portale Fatture e corrispettivi dell’ Agenzia delle Entrate, visualizzano il messaggio ‘Il sistema non è al momento disponibile’», spiega Marco Cuchel, presidente dell’ Associazione dei commercialisti. Di «caos fiscale generato dalle nuove norme e in particolare dall’ introduzione della fatturazione elettronica» parlano invece i consumatori del Codacons.
La Nuova Sardegna, 06/01/2019 03:31
Volano le e-fatture Ma anche i disguidi
fisco
Sono 2,8 milioni le fatture elettroniche emesse nei primi 4 giorni da sua entrata in vigore da parte di oltre 120 mila operatori Iva. Marginale la percentuale di errore, spiegano all’ Agenzia delle Entrate che fa il punto sulla novità: solo il 6% di scarti, dovuti nella maggior parte dei casi ad errori sostanziali, quelli cioè che avrebbero inficiato anche documenti su qualsiasi altro supporto. Ma la versione ‘cyber’ della fattura non soddisfa tutti con alcuni operatori che accusano confusione e malfunzionamenti nel sistema. «Ci risultano segnalazioni di utenti che, collegandosi al portale Fatture e corrispettivi dell’ Agenzia delle Entrate, visualizzano il messaggio ‘Il sistema non è al momento disponibile’», spiega Marco Cuchel, presidente dell’ Associazione dei commercialisti. Di «caos fiscale generato dalle nuove norme e in particolare dall’ introduzione della fatturazione elettronica» parlano invece i consumatori del Codacons.
Messaggero Veneto, 06/01/2019 03:31
Permessi per la Ztl: «Il Comune tace» Associazioni contro l’ amministrazione
la protesta di codacons, consumatori, confartigianato e confcommercio a pochi giorni dalla chiusura del centro storico
Giulia Zanello In attesa della chiusura al traffico del centro (teoricamente dal primo febbraio) e di capire che fine faranno gli oltre 3 mila ricorsi contro le multe in Ztl (ogni ricorso riguarda più verbali) torna d’ attualità il tema dei permessi. «Siamo ancora in attesa di un incontro con il Comune e siamo basiti del fatto che, dopo aver aperto un dialogo e dopo l’ impegno iniziale, ora, nonostante i solleciti, sia piombato il silenzio».Barbara Puschiasis, presidente di Consumatori Attivi, non risparmia le critiche alla giunta: a meno di un mese dal termine della sperimentazione in via Mercatovecchio e vista l’ incertezza in merito al destino della viabilità del centro, una delle soluzioni potrebbe essere il ripristino della Ztl, sulla quale regna il totale caos, secondo l’ avvocato. Per questo le associazioni, Consumatori, Codacons, Confcommercio e Confartigianato, ancora mesi fa, avevano richiesto al sindaco Pietro Fontanini e al suo vice Loris Michelini un appuntamento per rivedere e ridiscutere il disciplinare che regola la zona a traffico limitato dove, attualmente, sono presenti ben 27 “modelli” di permessi. Incontro che, peraltro, il vicesindaco assicura a breve.«Il disciplinare prevede troppe alternative e ha generato confusione: una giungla che taglia fuori anche alcune fasce e tipologie di utenza – precisa Barbara Puschiasis -. Da tre mesi attendiamo un incontro tra Comune e categorie per ridefinire le casistiche di rilascio dei permessi, ma, a oggi – aggiunge -, ancora nessuno si è fatto vivo».Nel frattempo prosegue la battaglia delle migliaia di persone che si sono viste recapitare le multe e hanno presentato ricorso al giudice di pace e al prefetto. Sulle trentamila contravvenzioni i ricorsi avanzati sono stati circa tremila – ma potrebbero riguardare un maggior numero di multe, alcuni hanno fatto ricorso per una singola contravvenzione, molti altri per un numero maggiore – e diversi sono rimasti in attesa del condono tombale che, nelle parole dell’ avvocato, rappresenta la soluzione più impossibile, come altrettanto chi non ha presentato ricorso si troverà costretto a pagare – a meno che l’ Uti del Friuli Centrale non proceda ad annullare i provvedimenti – con i verbali che si trasformeranno in cartelle.«Noi, con Codacons, Confcommercio e Confartigianato, abbiamo sollevato questioni generali, relative alle insegne che non rispettano il codice della strada e problemi relativi all’ avvio delle telecamere – sottolinea l’ avvocato -, per il quale sono mancati controlli, verifiche e adeguate informazioni e riguardano un po’ tutte le contravvenzioni». Nessuna certezza su quelle che saranno le multe “condonate”, anche se ad avere buone possibilità, secondo Puschiasis, sono i residenti con i vecchi permessi temporanei – a più di qualcuno è stata annullata la contravvenzione in autotutela e comunque non è stata fornita comunicazione diretta – e i commercianti e gli artigiani che non avendo ricevuto risposte dal comando di Polizia locale per la richiesta dei pass sono entrati comunque nella Zona a traffico limitato. «È il caso di chi prima dell’ apertura delle attività, come chi esegue le pulizie o chi ha esigenza di consegne mattutine – illustra l’ avvocato – è entrato senza la possibilità di avvertire il comando, che rispondeva a orari di ufficio, o chi pur con i pass ha ricevuto la multa per non aver rispettato l’ orario previsto dalle 7 alle 10 e dalle 14 alle 16, come nel caso di un titolare di una pizzeria che effettua consegne».A questi si aggiungono coloro i quali avevano il lasciapassare per due o solo uno dei tre varchi, i clienti della farmacia e chi ha fatto ingresso nella zona a traffico limitato pochi minuti prima dell’ orario di inizio dei pass per cui la giurisprudenza, in passato, si è già espressa dando ragione agli utenti per il principio del “margine di tolleranza”.«Sollecitiamo l’ incontro con il Comune – conclude la presidente – o si rischia di ripartire con la Ztl andando incontro di nuovo a problemi: si definisca in maniera chiara le casistiche per permettere a chi lavora e vive in centro di viverselo serenamente, o si svuoterà». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
Il Resto del Carlino (ed. Modena), 06/01/2019 03:29
il vademecum
Come evitare le fregature: «Prezzi, attenti al cartellino»
COME ogni anno si ripropone la corsa ai saldi di fine stagione che per tanti consumatori è l’ unica occasione per acquistare quei capi di abbigliamento o quegli articoli che in altri momenti sarebbero dai prezzi proibitivi. Ma se è vero che con i saldi si possono fare buoni acquisti, è altrettanto vero che, per evitare clamorose fregature, è necessario prestare la massima attenzione. Ecco i consigli del Codacons. Innanzitutto, è bene conservare sempre lo scontrino fiscale per una eventuale sostituzione in caso di un prodotto difettoso (attenzione, dunque, agli scontrini di carta chimica, che sbiadiscono). Il difetto deve essere segnalato al negoziante entro due mesi dal momento in cui è stato scoperto. In tale caso il commerciante ha l’ obbligo di riparare o sostituire il capo difettoso o, a scelta del consumatore, proporre la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. La garanzia vale per due anni dal momento in cui si effettua l’ acquisto. Attenzione inoltre ai finti saldi ,in quanto quelli veri sono quelli applicati sugli articoli della stagione in corso e non sui fondi di magazzino. Diffidate degli sconti superiori al 50%. Nei negozi dove di solito viene accettato il pagamento con carte di credito o bancomat deve continuare tale possibilità. Il controllo delle etichette e dei cartellini è necessario in modo da potere valutare il prezzo del capo prima dello sconto, la percentuale di sconto ed il prezzo scontato; sono da evitare gli acquisti di capi sprovvisti di etichette. Nel caso di articoli esposti in vetrina senza il prezzo è possibile segnalare l’ accaduto alla polizia Municipale. Provare sempre i vestiti: il rischio è di non poterlo cambiare: in questo caso il cambio è a discrezione del commerciante. La merce venduta in saldo deve essere esposta separatamente da quella non scontata.
Il Resto del Carlino (ed. Imola), 06/01/2019 03:27
Saldi, boom della prima giornata
parte benissimo la stagione degli sconti. soddisfatte le associazioni
SONO ufficialmente iniziati i saldi e il centro, complice le feste, è stato preso d’ assalto sia da chi aveva già un oggetto del desiderio in mente sia da chi voleva dare una prima occhiata in cerca dell’ occasione giusta. Il freddo, infatti, non ha fermato i consumatori che, complice una giornata parzialmente soleggiata, hanno passeggiato con buste e sportine nel centro della città. Gli sconti proseguiranno, e in certi casi aumenteranno, fino al 5 marzo e, anche quest’ anno, il periodo della caccia all’ affare viene accompagnato da un vademecum con le regole d’ oro diffuse da Codacons per acquisti in sicurezza: conservare lo scontrino, scegliere capi di fine stagione, confrontare i prezzi con quelli di vari esercizi, valutare il prodotto tramite l’ etichetta, diffidare di sconti troppo elevati, servirsi in negozi di fiducia, assicurarsi che sia esposto il prezzo vecchio non scontato, provare gli abiti. Anche Ascom, in un periodo frenetico come quello dei saldi, si affianca al consumatore, e al commerciante, con ‘Saldi tranquilli’, lo strumento d’ informazione per rendere note le norme che regolano i saldi: ci si può rivolgere allo 051.6487411 dal lunedí al venerdí o consultare il sito www.ascom.bo.it. «LA PARTENZA è stata ottima – esordisce con entusiasmo Giancarlo Tonelli, direttore Ascom – molta gente ha affollato i negozi per fare acquisti, attirata da sconti sicuramente più elevati rispetto al passato. Molti infatti sono già partiti con ribassi del 40 e 50%, una tecnica giusta per combattere i prezzi degli outlet o del commercio online, offrendo, poi, un’ ampia scelta di prodotto». Si scommette molto anche sulla giornata di oggi, Epifania, e sulla settimana dal 7 al 13, «perché si torna dalle vacanze e riaprono le scuole» conclude Tonelli fiducioso. Il bilancio positivo della prima giornata viene condiviso anche da Loreno Rossi, direttore provinciale Confesercenti: «La mattinata era partita a rilento, ma alle 11 i negozi si sono iniziati a riempire e la giornata è in linea con l’ anno scorso. I risultati sono sempre positivi per quanto riguarda il centro storico, la periferia, però, ha sempre un po’ di difficoltà, ma sono problemi noti da tempo». Sia Tonelli che Rossi, poi, hanno concordato nel sostenere che, quest’ anno, c’ è chi si è lanciato anche in spese un po’ più alte rispetto agli scorsi anni.
Il Resto del Carlino, 06/01/2019 03:21
cibo e vino italiani, export da record superati i 42 miliardi
I saldi valgono cinque miliardi
il codacons: «sconti mai così alti». ma la partenza è lenta
ROMA INIZIO dei saldi nel segno della Befana e del gelo invernale che non ha scoraggiato lo shopping, tutt’ al più lo ha ritardato di qualche ora. Quest’ anno, rileva il Codacons, le percentuali di sconto sono mediamente le più elevate degli ultimi anni anche se si prevede un calo delle vendite del 7%. Secondo Confcommercio i saldi interesseranno oltre 15 milioni di famiglie muovendo in totale 5,1 miliardi di euro, con una spesa media a famiglia di 325 euro e di circa 140 pro capite. Se a Milano e Torino il rituale sembra rinnovarsi senza cambiamenti rispetto al passato, man mano che si scende verso il Sud e ci si allontana dalle città d’ arte l’ andamento delle vendite sembra piuttosto rallentano. A Firenze sono soprattutto i turisti a dare soddisfazione ai commercianti. Ma anche Bologna e tutta l’ Emilia-Romagna registra, grazie agli ospiti, un certo ottimismo. A Roma, nella capitale i protagonisti dello shopping sono i turisti russi che in questi giorni festeggiano il loro Natale ortodosso. «L’ E-COMMERCE sta distruggendo il mercato regolare, e noi ne subiremo le conseguenze – afferma il presidente di Confcommercio Centro Storico David Sermoneta – Chi opera sul non rispetta né le leggi fiscali né quelle commerciali. Se qualcuno pensava di risollevarsi coi saldi è un illuso. Non funzionano più, anche perché vengono fatti in modo irregolare tutto l’ anno». FederModaMilano si aspetta una spesa procapite attorno ai 170 euro che sale a 362 per famiglia. In media le stime oscillano su una spesa pro-capite dai 110/125 di Palermo, Napoli e Firenze ai 170 euro di Milano e una spesa per famiglia intorno ai 200/260 euro di Palermo, Torino e Firenze ai 362 di Milano.
La Nazione (ed. Lucca), 06/01/2019 03:20
Via alla manovra, ma è subito odissea E il Codacons annuncia un esposto
LA RIVOLUZIONE è scattata il 1 gennaio conl’ obbligo di fatturazione elettronica anche tra privati. E dopo la prima settimana di test, adesso è tempo di bilanci. Per i privati cittadini non cambierà nulla. Ma a trovarsi faccia a faccia con la nuova normativa, nel nostro territorio potrebbero essere circa 30mila imprese, escluse le partite Iva al regime dei minimi e quelle con regime forfettario (con volume d’ affari inferiore a 65mila euro). Ma anche medici, farmacisti , operatori sanitari e poche altre categorie. Tutti gli altri, contro la e-fattura (attiva o passiva che sia) dovranno sbatterci il muso. Dopo i primi sei giorni di debutto nazionale il Codacons ha già denunciato il caos fiscale generato dalla nuova norma. Ieri, l’ associazione ha annunciato la presentazione di un esposto per interruzione di pubblico servizio. Tra le richieste anche la proroga i termini per l’ invio della documentazione, dopo che per molti utenti è stato impossibile accedere al portale dell’ Agenzia delle Entrate. Per chi avesse dubbi sull’ argomento sul sito dell’ Agenzia delle Entrate è a disposizioni dei contribuenti, la guida ‘La Fattura elettronica e i servizi gratuiti’ e i video tutorial sul canale Youtube dell’ Agenzia. Ecco cosa abbiamo scoperto.
La Provincia di Sondrio, 06/01/2019 03:17
Fisco, in 4 giorni 2,8 milioni di fatture elettroniche
Sono 2,8 milioni le fatture elettroniche emesse nei primi 4 giorni da sua entrata in vigore da parte di oltre 120 mila operatori Iva. Marginale la percentuale di errore, spiegano all’ Agenzia delle Entrate che fa il punto sulla novità: solo il 6% di scarti, dovuti nella maggior parte dei casi ad errori sostanziali, quelli cioè che avrebbero inficiato anche documenti su qualsiasi altro supporto. Numeri bassi, dunque, dicono ricordando che ad esempio nei primi tempi di applicazione della fattura nella P.a, i margini di errore raggiungevano il 30%. Ma la versione «cyber» della fattura non soddisfa tutti con alcuni operatori che accusano confusione e malfunzionamenti nel sistema. E se nei giorni scorsi i commercianti avevano dato un giudizio positivo della novità, nelle ultime ore sono intervenuti commercialisti e consumatori denunciando malfunzionamenti ed arresti del sistema. Il Codacons parla di «caos fiscale generato dalle nuove norme e in particolare dall’ introduzione della fatturazione elettronica».
La Provincia di Como, 06/01/2019 03:16
Fisco, in 4 giorni 2,8 milioni di fatture elettroniche
Sono 2,8 milioni le fatture elettroniche emesse nei primi 4 giorni da sua entrata in vigore da parte di oltre 120 mila operatori Iva. Marginale la percentuale di errore, spiegano all’ Agenzia delle Entrate che fa il punto sulla novità: solo il 6% di scarti, dovuti nella maggior parte dei casi ad errori sostanziali, quelli cioè che avrebbero inficiato anche documenti su qualsiasi altro supporto. Numeri bassi, dunque, dicono ricordando che ad esempio nei primi tempi di applicazione della fattura nella P.a, i margini di errore raggiungevano il 30%. Ma la versione «cyber» della fattura non soddisfa tutti con alcuni operatori che accusano confusione e malfunzionamenti nel sistema. E se nei giorni scorsi i commercianti avevano dato un giudizio positivo della novità, nelle ultime ore sono intervenuti commercialisti e consumatori denunciando malfunzionamenti ed arresti del sistema. Il Codacons parla di «caos fiscale generato dalle nuove norme e in particolare dall’ introduzione della fatturazione elettronica».
La Nazione, 06/01/2019 03:16
cibo e vino italiani, export da record superati i 42 miliardi
I saldi valgono cinque miliardi
il codacons: «sconti mai così alti». ma la partenza è lenta
ROMA INIZIO dei saldi nel segno della Befana e del gelo invernale che non ha scoraggiato lo shopping, tutt’ al più lo ha ritardato di qualche ora. Quest’ anno, rileva il Codacons, le percentuali di sconto sono mediamente le più elevate degli ultimi anni anche se si prevede un calo delle vendite del 7%. Secondo Confcommercio i saldi interesseranno oltre 15 milioni di famiglie muovendo in totale 5,1 miliardi di euro, con una spesa media a famiglia di 325 euro e di circa 140 pro capite. Se a Milano e Torino il rituale sembra rinnovarsi senza cambiamenti rispetto al passato, man mano che si scende verso il Sud e ci si allontana dalle città d’ arte l’ andamento delle vendite sembra piuttosto rallentano. A Firenze sono soprattutto i turisti a dare soddisfazione ai commercianti. Ma anche Bologna e tutta l’ Emilia-Romagna registra, grazie agli ospiti, un certo ottimismo. A Roma, nella capitale i protagonisti dello shopping sono i turisti russi che in questi giorni festeggiano il loro Natale ortodosso. «L’ E-COMMERCE sta distruggendo il mercato regolare, e noi ne subiremo le conseguenze – afferma il presidente di Confcommercio Centro Storico David Sermoneta – Chi opera sul non rispetta né le leggi fiscali né quelle commerciali. Se qualcuno pensava di risollevarsi coi saldi è un illuso. Non funzionano più, anche perché vengono fatti in modo irregolare tutto l’ anno». FederModaMilano si aspetta una spesa procapite attorno ai 170 euro che sale a 362 per famiglia. In media le stime oscillano su una spesa pro-capite dai 110/125 di Palermo, Napoli e Firenze ai 170 euro di Milano e una spesa per famiglia intorno ai 200/260 euro di Palermo, Torino e Firenze ai 362 di Milano.
La Provincia di Lecco, 06/01/2019 03:16
Fisco, in 4 giorni 2,8 milioni di fatture elettroniche
Sono 2,8 milioni le fatture elettroniche emesse nei primi 4 giorni da sua entrata in vigore da parte di oltre 120 mila operatori Iva. Marginale la percentuale di errore, spiegano all’ Agenzia delle Entrate che fa il punto sulla novità: solo il 6% di scarti, dovuti nella maggior parte dei casi ad errori sostanziali, quelli cioè che avrebbero inficiato anche documenti su qualsiasi altro supporto. Numeri bassi, dunque, dicono ricordando che ad esempio nei primi tempi di applicazione della fattura nella P.a, i margini di errore raggiungevano il 30%. Ma la versione «cyber» della fattura non soddisfa tutti con alcuni operatori che accusano confusione e malfunzionamenti nel sistema. E se nei giorni scorsi i commercianti avevano dato un giudizio positivo della novità, nelle ultime ore sono intervenuti commercialisti e consumatori denunciando malfunzionamenti ed arresti del sistema. Il Codacons parla di «caos fiscale generato dalle nuove norme e in particolare dall’ introduzione della fatturazione elettronica».
L’Eco di Bergamo, 06/01/2019 03:15
Fisco, in 4 giorni 2,8 milioni di fatture elettroniche
Sono 2,8 milioni le fatture elettroniche emesse nei primi 4 giorni da sua entrata in vigore da parte di oltre 120 mila operatori Iva. Marginale la percentuale di errore, spiegano all’ Agenzia delle Entrate che fa il punto sulla novità: solo il 6% di scarti, dovuti nella maggior parte dei casi ad errori sostanziali, quelli cioè che avrebbero inficiato anche documenti su qualsiasi altro supporto. Numeri bassi, dunque, dicono ricordando che ad esempio nei primi tempi di applicazione della fattura nella P.a, i margini di errore raggiungevano il 30%. Ma la versione «cyber» della fattura non soddisfa tutti con alcuni operatori che accusano confusione e malfunzionamenti nel sistema. E se nei giorni scorsi i commercianti avevano dato un giudizio positivo della novità, nelle ultime ore sono intervenuti commercialisti e consumatori denunciando malfunzionamenti ed arresti del sistema. Il Codacons parla di «caos fiscale generato dalle nuove norme e in particolare dall’ introduzione della fatturazione elettronica».
Il Giorno, 06/01/2019 03:11
cibo e vino italiani, export da record superati i 42 miliardi
I saldi valgono cinque miliardi
il codacons: «sconti mai così alti». ma la partenza è lenta
ROMA INIZIO dei saldi nel segno della Befana e del gelo invernale che non ha scoraggiato lo shopping, tutt’ al più lo ha ritardato di qualche ora. Quest’ anno, rileva il Codacons, le percentuali di sconto sono mediamente le più elevate degli ultimi anni anche se si prevede un calo delle vendite del 7%. Secondo Confcommercio i saldi interesseranno oltre 15 milioni di famiglie muovendo in totale 5,1 miliardi di euro, con una spesa media a famiglia di 325 euro e di circa 140 pro capite. Se a Milano e Torino il rituale sembra rinnovarsi senza cambiamenti rispetto al passato, man mano che si scende verso il Sud e ci si allontana dalle città d’ arte l’ andamento delle vendite sembra piuttosto rallentano. A Firenze sono soprattutto i turisti a dare soddisfazione ai commercianti. Ma anche Bologna e tutta l’ Emilia-Romagna registra, grazie agli ospiti, un certo ottimismo. A Roma, nella capitale i protagonisti dello shopping sono i turisti russi che in questi giorni festeggiano il loro Natale ortodosso. «L’ E-COMMERCE sta distruggendo il mercato regolare, e noi ne subiremo le conseguenze – afferma il presidente di Confcommercio Centro Storico David Sermoneta – Chi opera sul non rispetta né le leggi fiscali né quelle commerciali. Se qualcuno pensava di risollevarsi coi saldi è un illuso. Non funzionano più, anche perché vengono fatti in modo irregolare tutto l’ anno». FederModaMilano si aspetta una spesa procapite attorno ai 170 euro che sale a 362 per famiglia. In media le stime oscillano su una spesa pro-capite dai 110/125 di Palermo, Napoli e Firenze ai 170 euro di Milano e una spesa per famiglia intorno ai 200/260 euro di Palermo, Torino e Firenze ai 362 di Milano.
Libero, 06/01/2019 02:45
nIl Codacons interviene per «contrastare il caos fiscale generato dalle nuove norme» e …
nIl Codacons interviene per «contrastare il caos fiscale generato dalle nuove norme» e «dall’ introduzione della fatturazione elettronica». L’ associazione ha deciso di «presentare un esposto per interruzione di pubblico servizio» nei confronti dell’ Agenzia delle Entrate, in seguito al malfunzionamento che ha colpito il sito dedicato alla fattura elettronica. Inoltre, si chiede di «prorogare i termini per l’ invio della documentazione», a causa delle difficoltà di accesso al portale riscontrate dagli utenti negli ultimi giorni. Per aiutare i cittadini a orientarsi tra le nuove norme, il Codacons ha attivato un servizio di consulenza telefonico in materia fiscale. I fiscalisti dell’ associazione «risponderanno alle domande il mercoledì e il giovedì e forniranno informazioni su cosa i contribuenti possono fare – tra rottamazioni, liti pendenti, saldo e stralcio delle cartelle – con riferimento alla nuova normativa».
Libero, 06/01/2019 02:45
Le scuole di Roma frequentate da topi
la grande monnezza
BRUNELLA BOLLOLI Si vede che davanti alla scuola di suo figlio i cassonetti sono stati svuotati con regolarità, altrimenti Virginia Raggi non si sarebbe trovata in questa situazione: attaccata di nuovo sulla monnezza. Stavolta la sindaca grillina è stata bacchettata dai presidi: «Pulisca o lunedì le scuole rimarranno chiuse», ha avvertito l’ associazione nazionale dei dirigenti scolastici, lanciando l’ allarme sullo stato in cui versano molte strade della Capitale. Nello schifo più totale. Per Mario Rusconi, battagliero presidente dell’ Anp Lazio, si profila «un’ emergenza sanitaria per le scuole», perché, spiega il preside, specie in prossimità di alcuni asili nido, i sacchi d’ immondizia lasciati da giorni pregiudicano quasi l’ ingresso negli istituti, «per cui se la situazione non cambia entro domenica sera, il 7 gennaio la Raggi rischia di trovarsi in classe solo dei topi, non certo dei bambini». Le immagini, del resto, parlano da sole. Dopo le abbuffate delle feste, i ristoranti pieni e il flusso inarrestabile di turisti, la produzione di pattume in città ha raggiunto livelli stellari (27.360 tonnellate, 300 in più rispetto all’ anno scorso), con il risultato che i bidoni traboccano di rifiuti buttati alla rinfusa, senza alcuna distinzione tra umido, plastica, vetro o carta. La raccolta differenziata? Non scherziamo: è troppo faticoso separare le lattine dalle bottiglie di vetro, l’ organico dal cartone e poi nella Città Eterna, chissà come mai, c’ è la convinzione che «tanto poi in discarica finisce tutto assieme», quindi non vale proprio la pena impegnarsi a dividere gli scarti. DIFFERENZIATA AL PALO Perfino i rifiuti ingombranti vengono lasciati ai piedi dei bidoni perché portarli nei centri di raccolta è troppo stressante e anche lì non verrebbero ritirati per mesi, dal momento che le ditte specializzate non hanno più l’ appalto o, se ce l’ hanno, scarseggiano in quanto a personale. Così materassi, frigoriferi, divani scassati e televisori fuori uso giacciono insieme al cibo avariato e quel tappeto di lerciume vario invade i marciapiedi e deturpa l’ ambiente. Spesso, poi, i sacchetti non vengono chiusi, con la conseguenza che nell’ aria si diffonde un olezzo nauseabondo attira-animali e il paesaggio assume i contorni di una discarica a cielo aperto. Più che una Capitale, pare un porcile. Più che una passeggiata nella storia, un tuffo in una fogna. E dire che Roma ha angoli spettacolari e scorci unici al mondo eppure, per colpa dei dilettanti allo sbaraglio che la governano e complice il tasso d’ inciviltà di buona parte dei cittadini, è ormai fin troppo facile associare la Grande bellezza celebrata al cinema con la grande monnezza che impesta strade e piazze. “Grande monnezza” come il nome del video che impazza sui social, girato da due attrici comiche, Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti, milanesi doc, dunque abituate a differenziare in modo quasi maniacale. «VA COMMISSARIATA» A Roma, comunque, il problema rifiuti è noto da tempo. I Cinquestelle all’ inizio hanno provato a scaricare la patata bollente sui predecessori, la Raggi ha denunciato il “complotto” dei frigoriferi lasciati per strada, ha spiegato che la gestione dell’ Ama, la municipalizzata per l’ ambiente, era stata pessima prima del suo arrivo ma con lei sarebbe arrivata la svolta. Ha cambiato assessori e nominato nuovi vertici. Purtroppo, però, di miglioramenti non se ne sono visti. Anzi: l’ incuria cresce, nonostante ci sia un governo amico e un Luigi Di Maio sempre pronto, anche stavolta, a difenderla. Ora, poi, ai Cinquestelle è venuta un’ ideona. Visto che mancano i netturbini, ci pensino i romani a pulire le strade davanti a casa e ai negozi. La delibera, in discussione martedì in Aula, è già stata accolta dalle critiche feroci delle opposizioni che invocano il «commissariamento della sindaca per manifesta incapacità di gestire l’ emergenza rifiuti». Il testo stabilisce di «coinvolgere i frontisti (le utenze a fronte strada), siano essi utenze domestiche che non domestiche, nelle attività di spazzamento del fronte stradale antistante, fino alla congiunzione con la sede stradale per agevolare le successive operazioni». Oltre il danno, la beffa: già i romani pagano le tasse più alte, per il M5S dovrebbero perfino prendere la scopa e spazzare al posto del Comune. Fdi e Pd invocano le dimissioni della Raggi. L’ azzurro Antonio Tajani dice che «è ora di ribellarsi». I Verdi chiedono un’ indagine della magistratura, il Codacons è pronto ad azioni collettive pur di «salvaguardare la salute di tutti». Per l’ inquilina del Campidoglio non poteva esserci Befana più triste. «Ho pronto un dossier, andrò io in procura», ha provato a contrattaccare lei, tirando in ballo i roghi dei cassonetti, i presunti sabotaggi e l’ incendio, quasi certamente doloso, che ha provocato la chiusura dell’ impianto Tmb Salario, che trattava oltre un quinto dei rifiuti della Capitale. Ma non ci sono più scusanti per una città che affonda senza una guida. riproduzione riservata.
Il Giornale Di Vicenza, 06/01/2019 02:45
i saldi al via. svendite da ieri da trieste a palermo, grande affluenza negli outlet ma la concorrenza
è tanta Maxi shopping in
tutta italia il freddo non frena le spese buon afflusso a firenze, milano torino. a roma commercio più fiacco. ma si prevede comunque un calo del 7%
ROMA Inizio dei saldi nel segno della Befana e del gelo invernale che non ha scoraggiato lo shopping, tutt’ al più lo ha ritardato di qualche ora. Da Milano a Palermo il popolo dei consumatori ha cominciato a manovrare a caccia del capo scontato. Quest’ anno, rileva il Codacons, le percentuali di sconto sono mediamente le più elevate degli ultimi anni anche se si prevede un calo delle vendite del 7%. Se a Milano e Torino il rituale sembra rinnovarsi senza cambiamenti rispetto al passato, man mano che si scende verso il Sud e ci si allontana dalle città d’ arte l’ andamento delle vendite sembra piuttosto rallentato. A Firenze sono soprattutto i turisti a dare soddisfazione ai commercianti. Ma anche Bologna e tutta l’ Emilia-Romagna registra, grazie agli ospiti, un certo ottimismo. A Roma, forse per il freddo, i saldi partono fiacchi. Protagonisti dello shopping nella capitale sono i turisti russi che in questi giorni festeggiano il loro Natale ortodosso e non si accorgono certo del freddo italiano. Per dare impulso ai saldi, in diverse città, le organizzazioni del commercio chiedono di anticipare gli sconti al 2 gennaio, in modo da «intercettare il flusso turistico». È così a Palermo, come a Bologna, ma anche a Napoli e a Roma. «Tra il Black Friday che da un giorno è arrivato coprire una settimana, poi qualche furbata di grandi catene che con messaggi avvisano i clienti di svendite anticipate e le vendite on-line il piccolo commercio soffre molto» dice il presidente di Confesercenti Rimini, Fabrizio Vagnini. Ma più del Black Friday a minare il commercio reale è l’ e-commerce che, grazie anche a una fiscalità favorevole, minaccia i negozi tradizionali. «L’ e-commerce sta distruggendo il mercato regolare, e noi ne subiremo le conseguenze – dice il presidente di Confcommercio Centro Storico David Sermoneta – Chi opera sul non rispetta né le leggi fiscali né quelle commerciali. Se qualcuno pensava di risollevarsi coi saldi è un illuso. Non funzionano più, anche perché vengono fatti in modo irregolare tutto l’ anno». Risalendo verso il Nord, il rituale dei saldi non sembra cambiato. Fin dalla mattina nelle vie del centro si sono riversati clienti arrivati anche dall’ interland. FederModaMilano si aspetta una spesa procapite attorno ai 170 euro che sale a 362 per famiglia. Il freddo ha posticipato di qualche ora lo shopping dei torinesi che in tarda mattinata appariva ben avviato. Come sempre grandi vincitori sono gli outlet e i grandi centri commerciali che offrono capi firmati a prezzi scontatissimi. In media le stime oscillano su una spesa pro-capite dai 110/125 di Palermo, Napoli e Firenze ai 170 euro di Milano e una spesa per famiglia intorno ai 200/260 euro di Palermo, Torino e Firenze ai 362 di Milano. Stime che saranno verificate meglio a fine week end.
Brescia Oggi, 06/01/2019 02:40
i saldi al via. svendite da ieri da trieste a palermo, grande affluenza negli outlet ma la concorrenza
è tanta Maxi shopping in
tutta italia il freddo non frena le spese buon afflusso a firenze, milano torino. a roma commercio più fiacco. ma si prevede comunque un calo del 7%
ROMA Inizio dei saldi nel segno della Befana e del gelo invernale che non ha scoraggiato lo shopping, tutt’ al più lo ha ritardato di qualche ora. Da Milano a Palermo il popolo dei consumatori ha cominciato a manovrare a caccia del capo scontato. Quest’ anno, rileva il Codacons, le percentuali di sconto sono mediamente le più elevate degli ultimi anni anche se si prevede un calo delle vendite del 7%. Se a Milano e Torino il rituale sembra rinnovarsi senza cambiamenti rispetto al passato, man mano che si scende verso il Sud e ci si allontana dalle città d’ arte l’ andamento delle vendite sembra piuttosto rallentato. A Firenze sono soprattutto i turisti a dare soddisfazione ai commercianti. Ma anche Bologna e tutta l’ Emilia-Romagna registra, grazie agli ospiti, un certo ottimismo. A Roma, forse per il freddo, i saldi partono fiacchi. Protagonisti dello shopping nella capitale sono i turisti russi che in questi giorni festeggiano il loro Natale ortodosso e non si accorgono certo del freddo italiano. Per dare impulso ai saldi, in diverse città, le organizzazioni del commercio chiedono di anticipare gli sconti al 2 gennaio, in modo da «intercettare il flusso turistico». È così a Palermo, come a Bologna, ma anche a Napoli e a Roma. «Tra il Black Friday che da un giorno è arrivato coprire una settimana, poi qualche furbata di grandi catene che con messaggi avvisano i clienti di svendite anticipate e le vendite on-line il piccolo commercio soffre molto» dice il presidente di Confesercenti Rimini, Fabrizio Vagnini. Ma più del Black Friday a minare il commercio reale è l’ e-commerce che, grazie anche a una fiscalità favorevole, minaccia i negozi tradizionali. «L’ e-commerce sta distruggendo il mercato regolare, e noi ne subiremo le conseguenze – dice il presidente di Confcommercio Centro Storico David Sermoneta – Chi opera sul non rispetta né le leggi fiscali né quelle commerciali. Se qualcuno pensava di risollevarsi coi saldi è un illuso. Non funzionano più, anche perché vengono fatti in modo irregolare tutto l’ anno». Risalendo verso il Nord, il rituale dei saldi non sembra cambiato. Fin dalla mattina nelle vie del centro si sono riversati clienti arrivati anche dall’ interland. FederModaMilano si aspetta una spesa procapite attorno ai 170 euro che sale a 362 per famiglia. Il freddo ha posticipato di qualche ora lo shopping dei torinesi che in tarda mattinata appariva ben avviato. Come sempre grandi vincitori sono gli outlet e i grandi centri commerciali che offrono capi firmati a prezzi scontatissimi. In media le stime oscillano su una spesa pro-capite dai 110/125 di Palermo, Napoli e Firenze ai 170 euro di Milano e una spesa per famiglia intorno ai 200/260 euro di Palermo, Torino e Firenze ai 362 di Milano. Stime che saranno verificate meglio a fine week end.
L’Arena, 06/01/2019 02:35
i saldi al via. svendite da ieri da trieste a palermo, grande affluenza negli outlet ma la concorrenza
è tanta Maxi shopping in
tutta italia il freddo non frena le spese buon afflusso a firenze, milano torino. a roma commercio più fiacco. ma si prevede comunque un calo del 7%
ROMA Inizio dei saldi nel segno della Befana e del gelo invernale che non ha scoraggiato lo shopping, tutt’ al più lo ha ritardato di qualche ora. Da Milano a Palermo il popolo dei consumatori ha cominciato a manovrare a caccia del capo scontato. Quest’ anno, rileva il Codacons, le percentuali di sconto sono mediamente le più elevate degli ultimi anni anche se si prevede un calo delle vendite del 7%. Se a Milano e Torino il rituale sembra rinnovarsi senza cambiamenti rispetto al passato, man mano che si scende verso il Sud e ci si allontana dalle città d’ arte l’ andamento delle vendite sembra piuttosto rallentato. A Firenze sono soprattutto i turisti a dare soddisfazione ai commercianti. Ma anche Bologna e tutta l’ Emilia-Romagna registra, grazie agli ospiti, un certo ottimismo. A Roma, forse per il freddo, i saldi partono fiacchi. Protagonisti dello shopping nella capitale sono i turisti russi che in questi giorni festeggiano il loro Natale ortodosso e non si accorgono certo del freddo italiano. Per dare impulso ai saldi, in diverse città, le organizzazioni del commercio chiedono di anticipare gli sconti al 2 gennaio, in modo da «intercettare il flusso turistico». È così a Palermo, come a Bologna, ma anche a Napoli e a Roma. «Tra il Black Friday che da un giorno è arrivato coprire una settimana, poi qualche furbata di grandi catene che con messaggi avvisano i clienti di svendite anticipate e le vendite on-line il piccolo commercio soffre molto» dice il presidente di Confesercenti Rimini, Fabrizio Vagnini. Ma più del Black Friday a minare il commercio reale è l’ e-commerce che, grazie anche a una fiscalità favorevole, minaccia i negozi tradizionali. «L’ e-commerce sta distruggendo il mercato regolare, e noi ne subiremo le conseguenze – dice il presidente di Confcommercio Centro Storico David Sermoneta – Chi opera sul non rispetta né le leggi fiscali né quelle commerciali. Se qualcuno pensava di risollevarsi coi saldi è un illuso. Non funzionano più, anche perché vengono fatti in modo irregolare tutto l’ anno». Risalendo verso il Nord, il rituale dei saldi non sembra cambiato. Fin dalla mattina nelle vie del centro si sono riversati clienti arrivati anche dall’ interland. FederModaMilano si aspetta una spesa procapite attorno ai 170 euro che sale a 362 per famiglia. Il freddo ha posticipato di qualche ora lo shopping dei torinesi che in tarda mattinata appariva ben avviato. Come sempre grandi vincitori sono gli outlet e i grandi centri commerciali che offrono capi firmati a prezzi scontatissimi. In media le stime oscillano su una spesa pro-capite dai 110/125 di Palermo, Napoli e Firenze ai 170 euro di Milano e una spesa per famiglia intorno ai 200/260 euro di Palermo, Torino e Firenze ai 362 di Milano. Stime che saranno verificate meglio a fine week end.
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