6 agosto 2018

Rassegna stampa del 6 agosto 2018

>>>ANSA/ Seggiolini anti-abbandono, ok Camera.Verso sgravi fisco
Toninelli assicura impegno per gli incentivi
ROMA
(ANSA) – ROMA, 6 AGO – Passo importante contro il fenomeno dell’abbandono per distrazione dei bimbi sui seggiolini in auto, che negli ultimi 10 anni solo in Italia ha fatto registrare 8 vittime. La Commissione Trasporti della Camera ha infatti approvato il disegno di legge che prevede l’obbligo di montare, sui seggiolini, speciali dispositivi acustici che ricordino la presenza del bambino a bordo dell’auto. Il provvedimento potrebbe essere accompagnato da un incentivo per l’acquisto dei sensori. Un impegno in questo senso è stato assicurato dal ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli. In queste settimane e nei prossimi mesi il ministero, informa una nota del dicastero, lavorerà in stretta collaborazione con il ministero dell’Economia per trovare le adeguate coperture finanziarie, probabilmente già in legge di Bilancio. Il provvedimento, precisa la nota, costituisce “un primo risultato importantissimo per tentare di evitare tante tragedie dovute a una banale distrazione. Un segnale luminoso e uno acustico avviseranno i genitori della presenza del bambino in auto anche quando si spegne la macchina, così da evitare che i bimbi vengano dimenticati dentro l’abitacolo. Un piccolo dispositivo che può salvare tantissime vite”. “Sono veramente contenta. E’ un grande onore per me dare il nome a una legge che salverà i bambini da un fenomeno, quello della distrazione genitoriale, che purtroppo colpisce tutte le società”: lo ha detto la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che ha festeggiato il via libera davanti alla Camera. “Vogliamo evitare tante morti assurde – ha commentato il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Sergio Battelli (M5s) – per una dimenticanza banale che può avere, però, dei risvolti davvero tragici. Ora la parola passa al Senato che, spero, dia l’ok rapidamente. La sicurezza non può aspettare”. “Come ribadito dallo stesso ministro Toninelli nelle sue linee programmatiche, la sicurezza sulle strade è tra le priorità del nostro mandato – ha spiegato il sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti, Michele Dell’Orco -. Proprio allo scopo di diminuire i morti sulle strade italiane, dopo la piena attuazione delle misure salva bimbi, modificheremo il codice della strada per tutelare la mobilità dolce”. Plauso alla nuova normativa sui seggiolini anti-abbandono sulle auto anche dal Codacons, che però ne chiede la gratuità. (ANSA).

ilsecoloxix.it, 06/08/2018 20:44
ora provvedimento al senato
Bimbi dimenticati in auto, ok della Camera all’ obbligo di dispositivi anti-abbandono sui seggiolini
Newsletter Il Secolo XIX Leggi Abbonati Regala Un seggiolino per bimbi in auto (immagine di archivio) Articoli correlati Bimbi dimenticati in auto, «in autunno la proposta di legge per un allarme obbligatorio» Bimbi dimenticati in auto, 7 accorgimenti per evitare altre tragedie Bimbi dimenticati in auto, da Chicco e Samsung il primo seggiolino smart Roma – Passo importante contro il fenomeno dell’ abbandono per distrazione dei bimbi sui seggiolini in auto, che negli ultimi 10 anni solo in Italia ha fatto registrare 8 vittime. La Commissione Trasporti della Camera ha infatti approvato il disegno di legge che prevede l’ obbligo di montare, sui seggiolini, speciali dispositivi acustici che ricordino la presenza del bambino a bordo dell’ auto. Il provvedimento potrebbe essere accompagnato da un incentivo per l’ acquisto dei sensori. Un impegno in questo senso è stato assicurato dal ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli. In queste settimane e nei prossimi mesi il ministero, informa una nota del dicastero, lavorerà in stretta collaborazione con il ministero dell’ Economia per trovare le adeguate coperture finanziarie, probabilmente già in legge di Bilancio. Il provvedimento, precisa la nota, costituisce «un primo risultato importantissimo per tentare di evitare tante tragedie dovute a una banale distrazione. Un segnale luminoso e uno acustico avviseranno i genitori della presenza del bambino in auto anche quando si spegne la macchina, così da evitare che i bimbi vengano dimenticati dentro l’ abitacolo. Un piccolo dispositivo che può salvare tantissime vite». «Sono veramente contenta. È un grande onore per me dare il nome a una legge che salverà i bambini da un fenomeno, quello della distrazione genitoriale, che purtroppo colpisce tutte le società»: lo ha detto la leader di Fratelli d’ Italia, Giorgia Meloni, che ha festeggiato il via libera davanti alla Camera. «Vogliamo evitare tante morti assurde – ha commentato il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Sergio Battelli (M5s) – per una dimenticanza banale che può avere, però, dei risvolti davvero tragici. Ora la parola passa al Senato che, spero, dia l’ ok rapidamente. La sicurezza non può aspettare». «Come ribadito dallo stesso ministro Toninelli nelle sue linee programmatiche, la sicurezza sulle strade è tra le priorità del nostro mandato – ha spiegato il sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti, Michele Dell’ Orco -. Proprio allo scopo di diminuire i morti sulle strade italiane, dopo la piena attuazione delle misure salva bimbi, modificheremo il codice della strada per tutelare la mobilità dolce ». Plauso alla nuova normativa sui seggiolini anti-abbandono sulle auto anche dal Codacons , che però ne chiede la gratuità.

Affari Italiani, 06/08/2018 20:00
Sicurezza stradale: da Camera sì a obbligo seggiolini anti-abbandono
La commissione trasporti della Camera ha approvato in sede deliberante la proposta di legge per l’ obbligo di installare a bordo delle automobili seggiolini per bimbi con allarme anti-abbandono. SICUREZZA STRADALE: MELONI, UN ONORE MIO NOME A LEGGE ‘SALVA-BEBE” “Sono estremamente orgogliosa che una legge per imporre la dotazione di sistemi acustici che impediscano di abbandonare i bambini in auto porti il mio nome. Se riuscissimo con questa norma a salvare anche solo la vita di un bambino, ci avrà ripagato e avrà dato un senso a tutto il nostro impegno politico”. Così la leader di Fdi Giorgia Meloni, commentando l’ ok della Commissione Trasporti di Montecitorio alla legge sui seggiolini ‘salva-bebè’. “Sono molto contenta – ha aggiunto – che l’ Italia sia la prima nazione ad approvare un provvedimento di questo tipo. Speriamo di poter rappresentare un punto di riferimento anche per le altre nazioni”. SICUREZZA STRADALE: CODACONS, BENE SEGGIOLINO ANTI-ABBANDONO MA NO SPECULAZIONI Il Codacons plaude al via libera della Camera alla proposta di legge che rende obbligatorio il seggiolino anti-abbandono sulle automobili ma il provvedimento, avverte l’ associazione, potrebbe dare vita a speculazioni a danno delle famiglie. “Negli ultimi 10 anni ben 8 bambini sono deceduti in Italia perché dimenticati in auto, e in tal senso misure per salvaguardare la salute dei minori sono assolutamente positive – spiega il presidente Carlo Rienzi – Tuttavia quando si introduce un obbligo si devono prevedere anche tutele per le famiglie: per questo chiediamo che i seggiolini siano totalmente gratuiti per i genitori, anche allo scopo di evitare ignobili speculazioni sull’ esigenza di tutelare i bambini”. “La soluzione migliore sarebbe prevedere sistemi di allarme installati direttamente sulle auto di nuova produzione: in tal senso esiste già un dispositivo che il Governo può rendere obbligatorio, in grado di salvare non solo bambini ma anche cani o gatti dimenticati sui sedili posteriori delle auto, attraverso allarmi sonori e l’ attivazione automatica dei sistemi di climatizzazione sulle vetture”, conclude Rienzi.

Il Dispaccio, 06/08/2018 19:52
Il Codacons: “Aziende sanitarie procedano subito ad assunzioni”
“Non tollereremo alcun tipo di rinvio nelle già deliberate assunzioni nel settore sanitario e non esiteremo a denunciare chiunque porrà ostacoli all’ immissione in servizio del personale”. Lo sostiene, in una nota, Francesco Di Lieto, del Codacons. “Qualsiasi ritardo, infatti – aggiunge – oltre a mortificare i calabresi ed il loro diritto a ricevere cure dignitose, confermerebbe il sospetto di squallidi ricatti fini elettorali nelle assunzioni. Ecco perché, se la politica ha davvero a cuore le sorti dei malati calabresi, l’ unico modo che ha di dimostrarlo è mettere giù le mani dalla sanità. Una cosa universalmente risaputa è il fabbisogno di personale nelle strutture sanitarie della regione Calabria. Per questo motivo siamo moderatamente soddisfatti del Decreto 154 dello scorso 25 luglio con cui il Commissario ad acta per il Piano di rientro dal deficit sanitario ha disposto il Piano delle assunzioni di Personale. Si tratta di 1.253 assunzioni a tempo indeterminato”. Di Lieto, nella nota, si rivolge alle Aziende sanitarie calabresi “affinché recepiscano immediatamente – afferma – il Decreto 154 provvedendo, senza indugio, all’ assunzione del personale, per come stabilito nel citato Decreto. Una sollecitazione resa necessaria dal fatto che ormai da troppi anni le Aziende sanitarie calabresi sono drammaticamente a corto di personale per via dei tagli alla spesa e non riescono a garantire i livelli essenziali di assistenza. Con l’ immissione in servizio di oltre 1.200 professionisti si potrebbero alleviare le attese negli ospedali e rendere più efficienti i servizi erogati a chi soffre ma anche a chi li eroga, tra mille difficoltà e spesso con turni disumani. Per quanto riguarda gli operatori socio sanitari ben si potrebbe attingere dalle graduatorie degli idonei del concorso pubblico già espletato In questo modo potrebbero essere immesse in servizio, già da domani, ben 176 unità”.

Sicurezza stradale: Mulè, incentivi seggiolini siano congrui
ROMA
(ANSA) – ROMA, 6 AGO – “Nella dichiarazione di voto a nome di Forza Italia prima di dare il nostro convinto via libera alla legge “salva bebè”, una battaglia che conduciamo da tempo in Parlamento, ho avanzato una sola richiesta al governo: uscire dalla vaghezza e dare certezza al più presto ai cittadini sugli incentivi per dotarsi dei seggiolini. Noto con piacere che la stessa esigenza è avvertita dal ministro Toninelli e giustamente dal Codacons. Vigileremo in modo che già nella prossima legge di bilancio questi incentivi siano davvero ‘congrui'”. Lo afferma, in una nota, Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e componente della Commissione Trasporti di Montecitorio.(ANSA).

ilfattoquotidiano.it, 06/08/2018 19:24
Seggiolini auto, la Camera approva l’ obbligo di dispositivi anti-abbandono dal 2019: ecco come cambia la normativa
le sanzioni sono quelle già previste per chi non allaccia la cintura o fa viaggiare i bambini senza il seggiolino: una multa da 81 euro, una decurtazione di 5 punti e, in caso di recidiva nel biennio, la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi
Una corsia preferenziale per introdurre i seggiolini anti-abbandono in auto. La proposta che prevede l’ obbligo di montare i seggiolini salva bebè , con dispositivi acustici che rivelino la presenza del bambino a bordo delle vetture è stata infatti approvata direttamente in Commissione Trasporti alla Camera . Per velocizzare i tempi. Con questo obiettivo sono stati sette i disegni di legge che, nei giorni scorsi, hanno ottenuto la sede legislativa, che consente di approvare il provvedimento in commissione senza passare dall’ Aula. Il testo base approvato è quello del ddl Meloni , al quale se ne aggiungono altri sei proposti da altrettanti parlamentari, ossia i d dl di Bergamini, Foti, De Lorenzis, Murelli, Gebhard e Pizzetti . Tutti prevedono una modifica dell’ articolo 172 del Codice della strada che renderà obbligatorio l’ acquisto di un dispositivo acustico e luminoso anti-abbandono. Ora per il testo manca solo il passaggio al Senato per il via libera definitivo, che avverrà dopo la pausa estiva. COSA CAMBIA – Per imporre il dispositivo anti-abbandono come dotazione obbligatoria a chi produce il veicolo o il seggiolino, sarebbe stata necessaria una norma europea . Quindi il testo prevede esclusivamente un obbligo di utilizzo per chi trasporta bambini fino a quattro anni , se conduce autovetture e autocarri (come per esempio furgoni o tir, mentre sono esclusi pullman e pulmini). Le sanzioni sono quelle già previste per chi non allaccia la cintura o fa viaggiare i bambini senza il seggiolino: una multa da 81 euro , una decurtazione di 5 punti e, in caso di recidiva nel biennio, la so spensione della patente da 15 giorni a due mesi. Le caratteristiche del dispositivo saranno fissate da un decreto del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che dovrà anche vagliare l’ idoneità di quelli già in commercio. Un’ analisi già in corso da tempo. L’ OBBLIGO SOLO NEL 2019 – Perché l’ obbligo sia effettivo bisognerà aspettare ancora un po’. Dopo il passaggio del testo in Senato, bisognerà attendere il decreto ministeriale che stabilirà le caratteristiche dei dispositivi idonei. Il Mit avrà 60 giorni a disposizione dall’ entrata in vigore della legge, ma si tratta di un termine non vincolante. Il testo del disegno di legge dispone che l’ obbligo dovrà scattare entro il 1 luglio 2019. PER GLI INCENTIVI BISOGNERÀ ATTENDERE LA LEGGE DI BILANCIO – D’ altro canto bisognerà aspettare la Legge di Bilancio , invece, per avere chiara la situazione sotto il profilo degli annunciati incentivi fiscali. Determinanti affinché la norma venga davvero rispettata, se si considera che i dispositivi anti-abbandono posso costare dai 150 ai 350 euro . Tra l’ altro, con queste cifre, c’ è il rischio che i genitori cerchino di acquistare seggiolini dotati di dispositivi, ma di bassa qualità. In Commissione Trasporti il sottosegretario Michele Dell’ Orco ha precisato quanto già affermato dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, ossia che il governo presenterà una proposta con l’ istituzione di un Fondo ad hoc che consenta l’ introduzione di un’ agevolazione fiscale per l’ acquisto del seggiolino anti-abbandono da parte delle famiglie. La stessa commissione ha approvato un emendamento al testo, di due soli articoli, che apre la porta alla possibilità di prevedere “agevolazioni fiscali, limitate nel tempo”. Il ministro Danilo Toninelli, che aveva inserito questo intervento tra le priorità del suo ministero, aveva auspicato l’ introduzione di una detrazione “fino a 200 euro” . L’ arrivo dello sconto, che potrebbe essere inserito nella Legge di Bilancio, dipenderà però dall’ esito dell’ interlocuzione tra Mit e ministero dell’ Economia sulle risorse. IL CODACONS: “SI TUTELINO LE FAMIGLIE” – “Quando si introduce un obbligo si devono prevedere anche tutele per le famiglie ” spiega il presidente del Codacons, secondo cui i seggiolini dovrebbero essere “totalmente gratuiti per i genitori, anche allo scopo di evitare ignobili speculazioni sull’ esigenza di tutelare i bambini”. L’ ULTIMA TRAGEDIA A PISA – Nel nostro Paese sono almeno dieci i casi accertati tra il 2011 e maggio 2018. L’ ultima vittima a maggio scorso. Il papà di Giorgia ha dimenticato la sua bimba di un anno in auto, nel parcheggio dell’ azienda, a San Piero a Grado (Pisa). Se n’ è reso conto solo ore dopo, quando la compagna lo ha chiamato perché era andata a prendere la piccola all’ asilo nido, ma non l’ ha trovata. Quando gli uomini del 118 sono arrivati nel parcheggio, dove nel frattempo qualcuno aveva fatto scattare l’ allarme, la piccola era già morta.

Today, 06/08/2018 19:09
Obbligo di seggiolini salva-bebè, la Camera approva la “legge Meloni”
un segnale luminoso e uno acustico avviseranno i genitori della presenza del bambino in auto anche quando si spegne la macchina, così da evitare che i bimbi vengano dimenticati dentro l’ abitacolo. in 10 anni 8 bambini sono deceduti in questo modo in italia
Sensori acustici nei seggiolini per impedire che i genitori distratti abbandonino in auto i propri figli: è stata approvata in sede deliberante in commissione Trasporti della Camera la legge Meloni sui seggiolini salva bebè , che prevede l’ obbligo dei dispositivi acustici dal 1 gennaio 2019. “Sono estremamente orgogliosa che una legge per imporre la dotazione di sistemi acustici che impediscano di abbandonare i bambini in auto porti il mio nome – spiega la leader di Fratelli d’ Italia Giorgia Meloni – Se riuscissimo con questa norma a salvare anche solo la vita di un bambino, ci avrà ripagato e avrà dato un senso a tutto il nostro impegno politico”. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti esprime grande soddisfazione per l’ approvazione della proposta di legge di iniziativa parlamentare: “Un primo risultato importantissimo per tentare di evitare tante tragedie dovute a una banale distrazione” spiega il Ministero guidato da Danilo Toninelli. Il ministero auspica che la proposta di legge venga approvata in tempi brevissimi anche dal Senato, così da diventare legge a tutti gli effetti. Seggiolini salva bebè: quanto costeranno Nell’ intenzione del governo c’ è la possibilità di introdurre sconti per incentivare l’ acquisto dei seggiolini anti-abbandono già a partire dalla prossima legge di Bilancio. Il testo della legge infatti apre la porta alla possibilità di prevedere “agevolazioni fiscali, limitate nel tempo” ma l’ arrivo dello sconto dipenderà dall’ esito dell’ interlocuzione tra Mit e ministero dell’ Economia che dovrà raccimolare le risorse. Seggiolini anti abbandono: saranno obbligatori Un segnale luminoso e uno acustico avviseranno i genitori della presenza del bambino in auto anche quando si spegne la macchina, così da evitare che i bimbi vengano dimenticati dentro l’ abitacolo. Come ricorda il Codacons negli ultimi 10 anni ben 8 bambini sono deceduti in Italia perché dimenticati in auto . “Tuttavia quando si introduce un obbligo si devono prevedere anche tutele per le famiglie – spiega il presidente Carlo Rienzi – per questo chiediamo che i seggiolini siano totalmente gratuiti per i genitori” Seggiolini anti abbandono: come funzionano I “seggiolini salva-bebè” funzionano grazie ad un sensore che rileva la presenza di un bimbo sul seggiolino installato in auto. Una volta che la persona al volante esce dalla vettura dimenticando il piccolo a bordo, viene emesso un segnale acustico di allarme e viene inviato un messaggio sulla chiave dell’ auto o sul cellulare del proprietario. Come il ministro Toninelli aveva affermato in passato il dispositivo potrebbe avere un costo ” intorno ai 100 euro , sui quali lo Stato potrebbe applicare l’ Iva agevolata o qualche forma di contributo”. Mai più bambini dimenticati in auto.

Blitz Quotidiano, 06/08/2018 19:06
Seggiolini anti-abbandono in auto, sì obbligo. Verso sgravi fiscali
Seggiolini anti-abbandono in auto, sì della Camera all’ obbligo. Verso sgravi fiscali (foto Ansa) ROMA – Sì all’ obbligo di montare sui seggiolini per i bambini in auto speciali dispositivi acustici che ricordino la presenza dei piccoli a bordo. [ App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui – Cronaca Oggi, App on Google Play ] La Commissione trasporti della Camera ha approvato il disegno di legge che lo prevede. Una misura che tenta di arginare il fenomeno dell’ abbandono per distrazione dei bimbi sui seggiolini in auto che negli ultimi 10 anni solo in Italia ha fatto registrare 8 vittime . Il provvedimento potrebbe essere accompagnato da un incentivo per l’ acquisto dei sensori. Un impegno in questo senso è stato assicurato dal ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli. In queste settimane e nei prossimi mesi il ministero, informa una nota del dicastero, lavorerà in stretta collaborazione con il ministero dell’ Economia per trovare le adeguate coperture finanziarie, probabilmente già in legge di Bilancio. Il provvedimento, precisa la nota, costituisce “un primo risultato importantissimo per tentare di evitare tante tragedie dovute a una banale distrazione. Un segnale luminoso e uno acustico avviseranno i genitori della presenza del bambino in auto anche quando si spegne la macchina, così da evitare che i bimbi vengano dimenticati dentro l’ abitacolo. Un piccolo dispositivo che può salvare tantissime vite”. “Sono veramente contenta. E’ un grande onore per me dare il nome a una legge che salverà i bambini da un fenomeno, quello della distrazione genitoriale, che purtroppo colpisce tutte le società”, è stato il commento della leader di Fratelli d’ Italia, Giorgia Meloni, che ha festeggiato il via libera davanti alla Camera. Plauso alla nuova normativa sui seggiolini anti-abbandono sulle auto anche dal Codacons, che però ne chiede la gratuità. Caricamento prossimo articolo Blitz dice Medici, infermieri, prof, maestre: 15 aggrediti ogni giorno. Colpa di una bugia ROMA – Medici, infermieri, prof, maestre: in media ogni giorno in Italia 15 di loro aggrediti, insultati, minacciati, percossi, picchiati.

ANSA/ Pubblicità occulta mai su social, vietata anche meno noti
Nuova moral suasion Antitrust a influencer, esultano consumatori
ROMA
(ANSA) – ROMA, 6 AGO – A distanza di un anno dalla prima azione sul fenomeno dell’influencer marketing l’Antitrust, dopo la stretta sui “big”, decide di mettere sotto osservazione anche gli account meno noti ma in grado di influenzare il popolo dei social media. L’Autorità, dopo aver ricordato che la pubblicità deve essere chiaramente riconoscibile come tale, affinché l’intento commerciale di una comunicazione sia percepibile dal consumatore, ha evidenziato come “il divieto di pubblicità occulta abbia portata generale e debba, dunque, essere applicato anche con riferimento alle comunicazioni diffuse tramite i social network, non potendo gli influencer lasciar credere di agire in modo spontaneo e disinteressato se, in realtà, stanno promuovendo un brand”. “Sotto tale profilo, se da un lato la visualizzazione di prodotti unitamente al posizionamento sull’immagine di un tag o un’etichetta che rinviano al profilo Instagram o al sito del brand sono idonei ad esprimere un effetto pubblicitario – prosegue l’Authority -, dall’altro, la mancanza di ulteriori elementi può non rendere evidente per tutti i consumatori l’eventuale natura promozionale delle comunicazioni”. L’Autorità ha pertanto ricordato i criteri generali di comportamento e ha chiesto che sia sempre chiaramente riconoscibile la finalità promozionale, qualora ci sia, in relazione a tutti i contenuti diffusi mediante social media, attraverso l’inserimento di avvertenze, come, per esempio, #pubblicità, #sponsorizzato, #advertising, #inserzioneapagamento, o, nel caso di fornitura del bene ancorché a titolo gratuito, #prodottofornitoda; diciture alle quali far sempre seguire il nome del marchio. Considerati l’ampiezza e il proliferare dei contenuti sui social network, l’Autorità continuerà a monitorare il fenomeno adottando le misure valutate di volta in volta più opportune per contrastarlo. Esultano le associazioni dei consumatori. “Siamo stati noi a denunciare i micro-influencer che, approfittando di non essere sotto i riflettori come le grandi star, continuavano a fare pubblicità camuffata senza alcun rispetto delle pur minime regole di trasparenza imposte dal Codice del consumo”, spiega Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori. “Ora, però, si deve passare dalla moral suasion alle sanzioni, considerato che le segnalazioni continuano a fioccare. Dopo che la Camera, su nostro input, ha approvato nella scorsa legislatura un ordine del giorno che impegnava il governo a intervenire a livello legislativo, chiediamo che si dia seguito a quella votazione”. Gli fa eco il presidente di Codacons Carlo Rienzi: “Ciò che realmente serve è un giro di vite contro le pubblicità occulte sui social network, prevedendo sanzioni pesantissime per vip e meno vip che approfittano dei propri follower per piazzare spot e messaggi pubblicitari che rappresentano un inganno e un danno per il popolo del web”. (ANSA).

ilmessaggero.it, 06/08/2018 18:50
Rifiuti e bivacchi nei giardini dimenticati di fronte a piazza della Repubblica: «E le fontane diventano bidet»
Dietro la storica galleria del libro di via delle Terme di Diocleziano, a pochi metri da piazza della Repubblica, c’ è un’ oasi degradata in cui i romani sembrano quasi aver paura ad addentrarsi. Che, però, è attraversata ogni giorno dai turisti che arrivano in città dalla “porta” della Stazione Termini. Sacchi di immondizia accumulati intorno ai cassonetti, cespugli usati come cestini dei rifiuti e fontane utilizzate come bidet anche in pieno giorno. L’ unica fontanella funzionante è sotto stretto controllo degli sbandati, che hanno il totale controllo dell’ area e sono soliti usare l’ acqua per pulirsi o per lavare i vestiti. Il lungo corridoio, che parte dal nasone a pochi metri dalla Fontana delle Najadi e che finisce in prossimità dell’ obelisco di Dogali, è ormai considerata, da residenti e commercianti, come “la latrina” in cui clochard fanno i propri bisogni, fanno uso di droghe, buttano le siringhe e gettano ogni tipo di rifiuto. Le saracinesche delle bancarelle sono piene di graffiti e l’ odore degli escrementi invade tutta la piazza. «Per un periodo abbiamo provveduto noi a pulire questo scempio – racconta Luigi S., che lavora in uno dei bar all’ angolo – ma con questo caldo ci siamo dovuti fermare. Abbiamo chiamato diverse volte le forze dell’ ordine, quando vedevamo certi personaggi accovacciati dietro il negozio. Anche se avessimo provato a continuare a prenderci cura di questo posto, non sarebbe comunque cambiato nulla». Ma lo sporco e il degrado non sono gli unici problemi. «Qua si bucano alla luce del sole», spiega sempre Luigi che racconta di aver raccolto la scorsa settimana diverse siringhe sporche sparse attorno all’ obelisco o gettate dove capita assieme agli avanzi dei pasti. «Negli anni passati intervenivano frequentemente per arrestare gli spacciatori. Ora che non spacciano più ma se la tengono loro per bucarsi, si voltano tutti dall’ altra parte». «Questa è l’ accoglienza che diamo ai turisti – interviene la signora Elena di 50 anni che abita in via Cavour – vengono qui e vedono questo scempio, ai limiti della sopportazione, siamo veramente rassegnati. Una volta venivo qui a far passeggiare il cane, a rilassarmi, ora non ci metto più piede se non accompagnata». «Si tratta dell’ ennesimo episodio di degrado della capitale – sottolinea Carlo Rienzi, presidente del Codacons – un neo su una pelle che oramai è tutta marcia. Ad aggravare la situazione è il fatto che l’ area interessata si trovi in pieno centro, in una zona frequentata da turisti stranieri, regalando così agli occhi del mondo un’ immagine di Roma desolante. Questo è lo specchio di una situazione che vede centro e periferie invase dai rifiuti e abbandono, mettendo così a rischio la salute dei residenti».

Msn, 06/08/2018 18:38
Cambia codice stradale: obbligatori seggiolini anti-abbandono
I seggiolini anti-abbandono , quelli che che suonano se il bambino resta in auto nel momento in cui la vettura viene chiusa, diventano obbligatori dal gennaio 2019. È arrivato infatti il via libera alla proposta di legge Meloni che prevede l’ obbligo di dispositivi acustici sui seggiolini, per prevenire le morti di bambini lasciati in auto. La proposta è stata approvata in commissione Trasporti alla Camera, in sede deliberante e non è quindi necessario il passaggio in Aula. Il provvedimento, approvato all’ unanimità, passa ora all’ esame del Senato per l’ approvazione definitiva.”Sono veramente contenta”, ha detto Giorga Meloni , “È un grande onore per me dare il nome a una legge che salverà i bambini da un fenomeno, quello della distrazione genitoriale, che purtroppo colpisce tutte le società. Se questa legge riuscirà a salvare anche solo un bambino sarà la mia soddisfazione più grande come parlamentare della Repubblica: Ringrazio tutti i colleghi per aver contribuito con un voto all’ unanimità a deliberare su questo argomento tanto delicato”.Tutto il gruppo di Fratelli d’ Italia ha festeggiato il via libera alla legge portando a piazza Montecitorio palloncini che formano la scritta “Salva Bebè”.Allo studio ci sono ora sconti per incentivare l’ acquisto dei dispositivi. Il Codacons, in particolare, chiede però che si evitino le speculazioni. “Negli ultimi 10 anni ben 8 bambini sono deceduti in Italia perché dimenticati in auto, e in tal senso misure per salvaguardare la salute dei minori sono assolutamente positive”, dice Carlo Rienzi. “Tuttavia quando si introduce un obbligo si devono prevedere anche tutele per le famiglie: per questo chiediamo che i seggiolini siano totalmente gratuiti per i genitori, anche allo scopo di evitare ignobili speculazioni sull’ esigenza di tutelare i bambini”.

Tiscali, 06/08/2018 18:36
Obbligo seggiolini salva bebè, c’ è l’ ok della Camera
Roma, 6 ago. (AdnKronos) – La commissione trasporti della Camera ha approvato in sede deliberante la proposta di legge per l’ obbligo di installare a bordo delle automobili seggiolini per bimbi con allarme anti-abbandono. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti esprime grande soddisfazione. La pdl di iniziativa parlamentare, traducendo una delle priorità delle linee programmatiche del ministro Danilo Toninelli, rende obbligatoria, si legge in una nota del Mit, l’ installazione di sensori anti abbandono sui seggiolini auto dei bambini. Un primo risultato importantissimo per tentare di evitare tante tragedie dovute a una banale distrazione. Un segnale luminoso e uno acustico avviseranno i genitori della presenza del bambino in auto anche quando si spegne la macchina, così da evitare che i bimbi vengano dimenticati dentro l’ abitacolo. Un piccolo dispositivo che può salvare tantissime vite. Il ministero auspica che la proposta di legge venga approvata in tempi brevissimi anche dal Senato, così da diventare legge a tutti gli effetti. Il ministro Toninelli ribadisce l’ impegno ad assicurare incentivi congrui per l’ acquisto dei sensori ”salva bebè”. In queste settimane e nei prossimi mesi il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti lavorerà in stretta collaborazione con il Ministero dell’ Economia per trovare le adeguate coperture finanziarie, probabilmente già in legge di Bilancio. “Sono estremamente orgogliosa che una legge per imporre la dotazione di sistemi acustici che impediscano di abbandonare i bambini in auto porti il mio nome. Se riuscissimo con questa norma a salvare anche solo la vita di un bambino, ci avrà ripagato e avrà dato un senso a tutto il nostro impegno politico”, commenta la leader di Fdi Giorgia Meloni. Il Codacons plaude al via libera della Camera alla proposta di legge ma il provvedimento, avverte l’ associazione, potrebbe dare vita a speculazioni a danno delle famiglie. “Negli ultimi 10 anni ben 8 bambini sono deceduti in Italia perché dimenticati in auto, e in tal senso misure per salvaguardare la salute dei minori sono assolutamente positive – spiega il presidente Carlo Rienzi – Tuttavia quando si introduce un obbligo si devono prevedere anche tutele per le famiglie: per questo chiediamo che i seggiolini siano totalmente gratuiti per i genitori, anche allo scopo di evitare ignobili speculazioni sull’ esigenza di tutelare i bambini”. “La soluzione migliore sarebbe prevedere sistemi di allarme installati direttamente sulle auto di nuova produzione: in tal senso esiste già un dispositivo che il Governo può rendere obbligatorio, in grado di salvare non solo bambini ma anche cani o gatti dimenticati sui sedili posteriori delle auto, attraverso allarmi sonori e l’ attivazione automatica dei sistemi di climatizzazione sulle vetture”, conclude Rienzi.

Sicurezza stradale: Codacons, bene seggiolino ma sia gratis
ROMA
(ANSA) – ROMA, 6 AGO – Bene per il Codacons il via libera della Camera alla proposta di legge che rende obbligatorio il seggiolino anti-abbandono sulle automobili ma il provvedimento, avverte l’associazione, potrebbe dare vita a speculazioni a danno delle famiglie. Quindi dovrebbe essere gratuito. “Negli ultimi 10 anni ben 8 bambini sono deceduti in Italia perché dimenticati in auto, e in tal senso misure per salvaguardare la salute dei minori sono assolutamente positive – spiega il presidente Carlo Rienzi – Tuttavia quando si introduce un obbligo si devono prevedere anche tutele per le famiglie: per questo chiediamo che i seggiolini siano totalmente gratuiti per i genitori, anche allo scopo di evitare ignobili speculazioni sull’esigenza di tutelare i bambini. La soluzione migliore sarebbe prevedere sistemi di allarme installati direttamente sulle auto di nuova produzione: in tal senso esiste già un dispositivo che il Governo può rendere obbligatorio, in grado di salvare non solo bambini ma anche cani o gatti dimenticati sui sedili posteriori delle auto, attraverso allarmi sonori e l’attivazione automatica dei sistemi di climatizzazione sulle vetture” – conclude Rienzi.(ANSA).

Sky Tg24, 06/08/2018 18:01
Seggiolini anti-abbandono in auto. Primo “Sì” per la legge Salva Bebè
la commissione trasporti approva testo che prevede l’ obbligo di montare i seggiolini salva bebè, con dispositivi acustici che rivelino la presenza del bimbo, a bordo delle auto. ora palazzo madama per ok definitivo. meloni: “onore dare nome a legge che salverà bimbi” /div
Via libera della Camera all’ obbligo di montare i seggiolini salva bebè a bordo delle auto. La commissione Trasporti di Montecitorio, infatti, ha approvato la proposta di legge Meloni: prevede l’ obbligo di montare, a bordo delle macchine, i seggiolini con dispositivi acustici che rivelino la presenza del bambino. La commissione ha lavorato in sede deliberante (senza necessità di passare dall’ Aula) e ha detto sì all’ unanimità. Ora il testo dovrà passare al Senato per il varo definitivo e, se ci sarà un altro sì, i seggiolini con l’ allarme dovrebbero diventare obbligatori dal 1 gennaio 2019 ( COME FUNZIONANO ). Potrebbero arrivare sconti e agevolazioni La proposta di legge di iniziativa parlamentare rende obbligatoria l’ installazione di sensori anti abbandono sui seggiolini auto dei bambini. Un segnale luminoso e uno acustico avviseranno i genitori della presenza del bambino in auto anche quando la macchina si spegne, così da evitare che i bimbi vengano dimenticati dentro l’ abitacolo. Nella prossima legge di Bilancio potrebbero essere inseriti anche degli sconti per incentivare l’ acquisto dei seggiolini anti-abbandono. Su questo punto c’ è un pressing della maggioranza. La commissione Trasporti ha approvato anche un emendamento al testo, di due soli articoli, che apre la porta alla possibilità di prevedere “agevolazioni fiscali, limitate nel tempo”. Il ministro Danilo Toninelli, che aveva inserito questo intervento tra le priorità del suo ministero , aveva auspicato l’ introduzione di una detrazione “fino a 200 euro”. L’ arrivo dello sconto dipenderà, però, dall’ esito dell’ interlocuzione tra Mit e ministero dell’ Economia sulle risorse. Codacons: seggiolini siano gratuiti Il Codacons spinge affinché i seggiolini siano gratuiti. “Negli ultimi 10 anni ben 8 bambini sono deceduti in Italia perché dimenticati in auto, e in tal senso misure per salvaguardare la salute dei minori sono assolutamente positive. Tuttavia quando si introduce un obbligo si devono prevedere anche tutele per le famiglie: per questo chiediamo che i seggiolini siano totalmente gratuiti per i genitori, anche allo scopo di evitare ignobili speculazioni”, ha detto il presidente del Codacons Carlo Rienzi. Meloni: “Grande onore dare il nome a legge che salverà bambini” Soddisfatta per l’ ok della Camera anche la leader di Fratelli d’ Italia Giorgia Meloni. “Sono veramente contenta. È un grande onore per me dare il nome a una legge che salverà i bambini da un fenomeno, quello della distrazione genitoriale, che purtroppo colpisce tutte le società”, ha detto. “Se questa legge riuscirà a salvare anche solo un bambino sarà la mia soddisfazione più grande come parlamentare della Repubblica”, ha aggiunto. E insieme ai deputati del suo partito ha festeggiato in piazza Montecitorio con dei palloncini che formavano la scritta “Salva Bebè”.

ilgiornale.it, 06/08/2018 17:44
Cambia codice stradale: obbligatori seggiolini anti-abbandono
passa la proposta di legge di giorgia meloni: i seggiolini anti abbandono che avvertono se il bimbo è in auto diventano obbligatori
I seggiolini anti-abbandono , quelli che che suonano se il bambino resta in auto nel momento in cui la vettura viene chiusa, diventano obbligatori dal gennaio 2019. È arrivato infatti il via libera alla proposta di legge Meloni che prevede l’ obbligo di dispositivi acustici sui seggiolini, per prevenire le morti di bambini lasciati in auto. La proposta è stata approvata in commissione Trasporti alla Camera, in sede deliberante e non è quindi necessario il passaggio in Aula. Il provvedimento, approvato all’ unanimità, passa ora all’ esame del Senato per l’ approvazione definitiva. ” Sono veramente contenta”, ha detto Giorga Meloni , ” È un grande onore per me dare il nome a una legge che salverà i bambini da un fenomeno, quello della distrazione genitoriale, che purtroppo colpisce tutte le società. Se questa legge riuscirà a salvare anche solo un bambino sarà la mia soddisfazione più grande come parlamentare della Repubblica: Ringrazio tutti i colleghi per aver contribuito con un voto all’ unanimità a deliberare su questo argomento tanto delicato “. Tutto il gruppo di Fratelli d’ Italia ha festeggiato il via libera alla legge portando a piazza Montecitorio palloncini che formano la scritta “Salva Bebè”. Allo studio ci sono ora sconti per incentivare l’ acquisto dei dispositivi. Il Codacons, in particolare, chiede però che si evitino le speculazioni. ” Negli ultimi 10 anni ben 8 bambini sono deceduti in Italia perché dimenticati in auto, e in tal senso misure per salvaguardare la salute dei minori sono assolutamente positive “, dice Carlo Rienzi. ” Tuttavia quando si introduce un obbligo si devono prevedere anche tutele per le famiglie: per questo chiediamo che i seggiolini siano totalmente gratuiti per i genitori, anche allo scopo di evitare ignobili speculazioni sull’ esigenza di tutelare i bambini “.

Codacons, Antitrust accoglie nostre istanze su influencer
ROMA
(ANSA) – ROMA, 6 AGO – “L’Antitrust accoglie in pieno i numerosi esposti presentati dal Codacons in tema di “influencer” e, dopo la stretta sui “big”, decide di mettere sotto osservazione anche gli account meno noti ma in grado di influenzare il popolo dei social media”. Lo sottolinea la stessa associazione in una nota. “Il Codacons è stata la prima associazione in Italia ad attivarsi contro gli influencer denunciando forme di pubblicità ingannevoli che colpivano gli utenti del web – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Dopo i vip che attraverso instagram o altri social pubblicizzavano qualsiasi cosa, L’Antitrust ha accolto la nostra richiesta di estendere la propria attenzione anche a profili meno noti. Ciò che però realmente serve è in giro di vite contro le pubblicità occulte sui social network, prevedendo sanzioni pesantissime per vip e meno vip che approfittano dei propri follower per piazzare spot e messaggi pubblicitari che rappresentano un inganno e un danno per il popolo del web”.(ANSA).

FanPage, 06/08/2018 17:23
Sicurezza, come funzionano i seggiolini anti-abbandono per i bebè
La Commissione Trasporti della Camera, in sede deliberante, ha approvato all’ unanimità il disegno di legge che introdurrebbe l’ obbligo di montare i seggiolini salva bebè, con dispositivi acustici che rivelino la presenza del bambino a bordo dell’ auto, ed evitare così che venga dimenticato nell’ abitacolo dai genitori o dai conducenti del mezzo. Il provvedimento passerà poi al Senato per il varo definitivo. L’ obbligo potrebbe scattare dal 1 gennaio 2019. I seggiolini saranno dotati di sistemi che generano un segnale luminoso e uno acustico, che avviseranno i genitori della presenza dei piccoli in auto anche quando si spegne la macchina. L’ ultimo caso si è verificato a maggio a Pisa: una bambina di un anno morta dopo essere stata lasciata chiusa in macchina in un parcheggio. “Sono veramente contenta. È un grande onore per me dare il nome a una legge che salverà i bambini da un fenomeno, quello della distrazione genitoriale, che purtroppo colpisce tutte le società” -ha detto la leader di Fratelli d’ Italia Giorgia Meloni, commentando il via libera di Montecitorio – “Se questa legge – aggiunge Meloni – riuscirà a salvare anche solo un bambino sarà la mia soddisfazione più grande come parlamentare della Repubblica: Ringrazio tutti i colleghi per aver contribuito con un voto all’ unanimità a deliberare su questo argomento tanto delicato”. La Meloni, insieme ai deputati del suo gruppo, ha festeggiato in Piazza Montecitorio, con dei palloncini che formano la scritta “Salva Bebè”. Si studiano anche sconti per incentivarne l’ acquisto, previsti in un emendamento al testo. Tale emendamento, di due soli articoli, apre appunto la porta alla possibilità di prevedere “agevolazioni fiscali, limitate nel tempo”. Il ministro Danilo Toninelli, che aveva inserito questo intervento tra le priorità del suo ministero, aveva auspicato l’ introduzione di una detrazione “fino a 200 euro”. L’ arrivo dello sconto dipenderà però dall’ esito dell’ interlocuzione tra Mit e ministero dell’ Economia sulle risorse. Soddisfatto anche il Codacons, che però sottolinea la necessità che il seggiolino sia gratis: “Negli ultimi 10 anni ben 8 bambini sono deceduti in Italia perché dimenticati in auto, e in tal senso misure per salvaguardare la salute dei minori sono assolutamente positive – ha spiegato il presidente Carlo Rienzi – Tuttavia quando si introduce un obbligo si devono prevedere anche tutele per le famiglie: per questo chiediamo che i seggiolini siano totalmente gratuiti per i genitori, anche allo scopo di evitare ignobili speculazioni sull’ esigenza di tutelare i bambini. La soluzione migliore sarebbe prevedere sistemi di allarme installati direttamente sulle auto di nuova produzione: in tal senso esiste già un dispositivo che il Governo può rendere obbligatorio, in grado di salvare non solo bambini ma anche cani o gatti dimenticati sui sedili posteriori delle auto, attraverso allarmi sonori e l’ attivazione automatica dei sistemi di climatizzazione sulle vetture”.

metronews.it, 06/08/2018 17:21
Obbligo seggiolini salva bebè, c’ è l’ ok della Camera
Roma, 6 ago. (AdnKronos) – La commissione trasporti della Camera ha approvato in sede deliberante la proposta di legge per l’ obbligo di installare a bordo delle automobili seggiolini per bimbi con allarme anti-abbandono. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti esprime grande soddisfazione. La pdl di iniziativa parlamentare, traducendo una delle priorità delle linee programmatiche del ministro Danilo Toninelli, rende obbligatoria, si legge in una nota del Mit, l’ installazione di sensori anti abbandono sui seggiolini auto dei bambini. Un primo risultato importantissimo per tentare di evitare tante tragedie dovute a una banale distrazione. Un segnale luminoso e uno acustico avviseranno i genitori della presenza del bambino in auto anche quando si spegne la macchina, così da evitare che i bimbi vengano dimenticati dentro l’ abitacolo. Un piccolo dispositivo che può salvare tantissime vite. Il ministero auspica che la proposta di legge venga approvata in tempi brevissimi anche dal Senato, così da diventare legge a tutti gli effetti. Il ministro Toninelli ribadisce l’ impegno ad assicurare incentivi congrui per l’ acquisto dei sensori ”salva bebè”. In queste settimane e nei prossimi mesi il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti lavorerà in stretta collaborazione con il Ministero dell’ Economia per trovare le adeguate coperture finanziarie, probabilmente già in legge di Bilancio. “Sono estremamente orgogliosa che una legge per imporre la dotazione di sistemi acustici che impediscano di abbandonare i bambini in auto porti il mio nome. Se riuscissimo con questa norma a salvare anche solo la vita di un bambino, ci avrà ripagato e avrà dato un senso a tutto il nostro impegno politico”, commenta la leader di Fdi Giorgia Meloni. Il Codacons plaude al via libera della Camera alla proposta di legge ma il provvedimento, avverte l’ associazione, potrebbe dare vita a speculazioni a danno delle famiglie. “Negli ultimi 10 anni ben 8 bambini sono deceduti in Italia perché dimenticati in auto, e in tal senso misure per salvaguardare la salute dei minori sono assolutamente positive – spiega il presidente Carlo Rienzi – Tuttavia quando si introduce un obbligo si devono prevedere anche tutele per le famiglie: per questo chiediamo che i seggiolini siano totalmente gratuiti per i genitori, anche allo scopo di evitare ignobili speculazioni sull’ esigenza di tutelare i bambini”. “La soluzione migliore sarebbe prevedere sistemi di allarme installati direttamente sulle auto di nuova produzione: in tal senso esiste già un dispositivo che il Governo può rendere obbligatorio, in grado di salvare non solo bambini ma anche cani o gatti dimenticati sui sedili posteriori delle auto, attraverso allarmi sonori e l’ attivazione automatica dei sistemi di climatizzazione sulle vetture”, conclude Rienzi.

denaro.it, 06/08/2018 17:20
Obbligo seggiolini salva bebè, c’ è l’ ok della Camera
Roma, 6 ago. (AdnKronos) – La commissione trasporti della Camera ha approvato in sede deliberante la proposta di legge per l’ obbligo di installare a bordo delle automobili seggiolini per bimbi con allarme anti-abbandono. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti esprime grande soddisfazione. La pdl di iniziativa parlamentare, traducendo una delle priorità delle linee programmatiche del ministro Danilo Toninelli, rende obbligatoria, si legge in una nota del Mit, l’ installazione di sensori anti abbandono sui seggiolini auto dei bambini. Un primo risultato importantissimo per tentare di evitare tante tragedie dovute a una banale distrazione. Un segnale luminoso e uno acustico avviseranno i genitori della presenza del bambino in auto anche quando si spegne la macchina, così da evitare che i bimbi vengano dimenticati dentro l’ abitacolo. Un piccolo dispositivo che può salvare tantissime vite. Il ministero auspica che la proposta di legge venga approvata in tempi brevissimi anche dal Senato, così da diventare legge a tutti gli effetti. Il ministro Toninelli ribadisce l’ impegno ad assicurare incentivi congrui per l’ acquisto dei sensori “salva bebè”. In queste settimane e nei prossimi mesi il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti lavorerà in stretta collaborazione con il Ministero dell’ Economia per trovare le adeguate coperture finanziarie, probabilmente già in legge di Bilancio. “Sono estremamente orgogliosa che una legge per imporre la dotazione di sistemi acustici che impediscano di abbandonare i bambini in auto porti il mio nome. Se riuscissimo con questa norma a salvare anche solo la vita di un bambino, ci avrà ripagato e avrà dato un senso a tutto il nostro impegno politico”, commenta la leader di Fdi Giorgia Meloni. Il Codacons plaude al via libera della Camera alla proposta di legge ma il provvedimento, avverte l’ associazione, potrebbe dare vita a speculazioni a danno delle famiglie. “Negli ultimi 10 anni ben 8 bambini sono deceduti in Italia perché dimenticati in auto, e in tal senso misure per salvaguardare la salute dei minori sono assolutamente positive – spiega il presidente Carlo Rienzi – Tuttavia quando si introduce un obbligo si devono prevedere anche tutele per le famiglie: per questo chiediamo che i seggiolini siano totalmente gratuiti per i genitori, anche allo scopo di evitare ignobili speculazioni sull’ esigenza di tutelare i bambini”. “La soluzione migliore sarebbe prevedere sistemi di allarme installati direttamente sulle auto di nuova produzione: in tal senso esiste già un dispositivo che il Governo può rendere obbligatorio, in grado di salvare non solo bambini ma anche cani o gatti dimenticati sui sedili posteriori delle auto, attraverso allarmi sonori e l’ attivazione automatica dei sistemi di climatizzazione sulle vetture”, conclude Rienzi.

Adnkronos, 06/08/2018 16:22
Obbligo seggiolini salva bebè, c’ è l’ ok della Camera
La commissione trasporti della Camera ha approvato in sede deliberante la proposta di legge per l’ obbligo di installare a bordo delle automobili seggiolini per bimbi con allarme anti-abbandono . Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti esprime grande soddisfazione. La pdl di iniziativa parlamentare, traducendo una delle priorità delle linee programmatiche del ministro Danilo Toninelli, rende obbligatoria , si legge in una nota del Mit, l’ installazione di sensori anti abbandono sui seggiolini auto dei bambini . Un primo risultato importantissimo per tentare di evitare tante tragedie dovute a una banale distrazione. Un segnale luminoso e uno acustico avviseranno i genitori della presenza del bambino in auto anche quando si spegne la macchina , così da evitare che i bimbi vengano dimenticati dentro l’ abitacolo. Un piccolo dispositivo che può salvare tantissime vite. Il ministero auspica che la proposta di legge venga approvata in tempi brevissimi anche dal Senato , così da diventare legge a tutti gli effetti. Il ministro Toninelli ribadisce l’ impegno ad assicurare incentivi congrui per l’ acquisto dei sensori ”salva bebè”. In queste settimane e nei prossimi mesi il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti lavorerà in stretta collaborazione con il Ministero dell’ Economia per trovare le adeguate coperture finanziarie, probabilmente già in legge di Bilancio. “Sono estremamente orgogliosa che una legge per imporre la dotazione di sistemi acustici che impediscano di abbandonare i bambini in auto porti il mio nome. Se riuscissimo con questa norma a salvare anche solo la vita di un bambino, ci avrà ripagato e avrà dato un senso a tutto il nostro impegno politico” , commenta la leader di Fdi Giorgia Meloni. Il Codacons plaude al via libera della Camera alla proposta di legge ma il provvedimento, avverte l’ associazione, potrebbe dare vita a speculazioni a danno delle famiglie. “Negli ultimi 10 anni ben 8 bambini sono deceduti in Italia perché dimenticati in auto, e in tal senso misure per salvaguardare la salute dei minori sono assolutamente positive – spiega il presidente Carlo Rienzi – Tuttavia quando si introduce un obbligo si devono prevedere anche tutele per le famiglie : per questo chiediamo che i seggiolini siano totalmente gratuiti per i genitori, anche allo scopo di evitare ignobili speculazioni sull’ esigenza di tutelare i bambini”. “La soluzione migliore sarebbe prevedere sistemi di allarme installati direttamente sulle auto di nuova produzione: in tal senso esiste già un dispositivo che il Governo può rendere obbligatorio, in grado di salvare non solo bambini ma anche cani o gatti dimenticati sui sedili posteriori delle auto, attraverso allarmi sonori e l’ attivazione automatica dei sistemi di climatizzazione sulle vetture”, conclude Rienzi. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

SiciliaInformazioni, 06/08/2018 16:22
Obbligo seggiolini salva bebè, c’ è l’ ok della Camera
La commissione trasporti della Camera ha approvato in sede deliberante la proposta di legge per l’ obbligo di installare a bordo delle automobili seggiolini per bimbi con allarme anti-abbandono. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti esprime grande soddisfazione. La pdl di iniziativa parlamentare, traducendo una delle priorità delle linee programmatiche del ministro Danilo Toninelli, rende obbligatoria, si legge in una nota del Mit, l’ installazione di sensori anti abbandono sui seggiolini auto dei bambini. Un primo risultato importantissimo per tentare di evitare tante tragedie dovute a una banale distrazione. Un segnale luminoso e uno acustico avviseranno i genitori della presenza del bambino in auto anche quando si spegne la macchina, così da evitare che i bimbi vengano dimenticati dentro l’ abitacolo. Un piccolo dispositivo che può salvare tantissime vite. Il ministero auspica che la proposta di legge venga approvata in tempi brevissimi anche dal Senato, così da diventare legge a tutti gli effetti. Il ministro Toninelli ribadisce l’ impegno ad assicurare incentivi congrui per l’ acquisto dei sensori “salva bebè”. In queste settimane e nei prossimi mesi il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti lavorerà in stretta collaborazione con il Ministero dell’ Economia per trovare le adeguate coperture finanziarie, probabilmente già in legge di Bilancio. Il Codacons plaude al via libera della Camera alla proposta di legge ma il provvedimento, avverte l’ associazione, potrebbe dare vita a speculazioni a danno delle famiglie. “Negli ultimi 10 anni ben 8 bambini sono deceduti in Italia perché dimenticati in auto, e in tal senso misure per salvaguardare la salute dei minori sono assolutamente positive – spiega il presidente Carlo Rienzi – Tuttavia quando si introduce un obbligo si devono prevedere anche tutele per le famiglie: per questo chiediamo che i seggiolini siano totalmente gratuiti per i genitori, anche allo scopo di evitare ignobili speculazioni sull’ esigenza di tutelare i bambini”. “La soluzione migliore sarebbe prevedere sistemi di allarme installati direttamente sulle auto di nuova produzione: in tal senso esiste già un dispositivo che il Governo può rendere obbligatorio, in grado di salvare non solo bambini ma anche cani o gatti dimenticati sui sedili posteriori delle auto, attraverso allarmi sonori e l’ attivazione automatica dei sistemi di climatizzazione sulle vetture”, conclude Rienzi.

metronews.it, 06/08/2018 16:21
Seggiolini salva bebè, primo ok alla nuova norma
E’ arrivato l’ ok alla proposta di legge Meloni cosiddetta salva-bebè, che prevede l’ obbligo di dispositivi acustici sui seggiolini, per prevenire le morti di bambini lasciati in auto. La proposta è stata approvata in commissione Trasporti alla Camera, in sede deliberante. Installazione obbligatoria. “Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti esprime grande soddisfazione per l’ approvazione della proposta di legge salva bebè da parte della Camera dei Deputati. La pdl di iniziativa parlamentare, traducendo una delle priorità delle linee programmatiche del Ministro Danilo Toninelli, rende obbligatoria l’ installazione di sensori anti abbandono sui seggiolini auto dei bambini”, spiega il Mit. “Un primo risultato importantissimo per tentare di evitare tante tragedie dovute a una banale distrazione. Un segnale luminoso e uno acustico avviseranno i genitori della presenza del bambino in auto anche quando si spegne la macchina, così da evitare che i bimbi vengano dimenticati dentro l’ abitacolo. Un piccolo dispositivo che può salvare tantissime vite. Il Ministero auspica che la proposta di legge venga approvata in tempi brevissimi anche dal Senato, così da diventare legge a tutti gli effetti. Il Ministro Toninelli ribadisce l’ impegno ad assicurare incentivi congrui per l’ acquisto dei sensori salva bebè. In queste settimane e nei prossimi mesi il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti lavorerà in stretta collaborazione con il Ministero dell’ Economia per trovare le adeguate coperture finanziarie, probabilmente già in legge di Bilancio”. Codacons: “Sia gratuito”. “Bene per il Codacons il via libera della Camera alla proposta di legge che rende obbligatorio il seggiolino anti-abbandono sulle automobili ma il provvedimento, avverte l’ associazione, potrebbe dare vita a speculazioni a danno delle famiglie”. Così il Codacons in una nota. “Negli ultimi 10 anni ben 8 bambini sono deceduti in Italia perché dimenticati in auto, e in tal senso misure per salvaguardare la salute dei minori sono assolutamente positive – spiega il presidente Carlo Rienzi – Tuttavia quando si introduce un obbligo si devono prevedere anche tutele per le famiglie: per questo chiediamo che i seggiolini siano totalmente gratuiti per i genitori, anche allo scopo di evitare ignobili speculazioni sull’ esigenza di tutelare i bambini”. “La soluzione migliore sarebbe prevedere sistemi di allarme installati direttamente sulle auto di nuova produzione: in tal senso esiste già un dispositivo che il Governo può rendere obbligatorio, in grado di salvare non solo bambini ma anche cani o gatti dimenticati sui sedili posteriori delle auto, attraverso allarmi sonori e l’ attivazione automatica dei sistemi di climatizzazione sulle vetture” – conclude Rienzi.

corriere.it, 06/08/2018 16:07
motori
Bimbi dimenticati in auto: approvata la legge che impone il dispositivo
dovrebbe scattare il 1° gennaio 2019: un segnale luminoso e un cicalino ricorderanno ai genitori la presenza dei piccoli sui sedili. il codacons: «bene, ma no alle speculazioni»
Il percorso della legge si sta dimostrando molto rapido. In effetti lo aveva promesso il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli. Lo scorso 2 agosto c’ è stato il primo passo ufficiale, con la discussione sugli emendamenti. Oggi il via libera all’ unanimità. La prossima tappa è l’ esame del Senato, per l’ approvazione definitiva. Se tutto procederà senza intoppi, l’ iter dovrebbe concludersi in poche settimane e già dal primo gennaio 2019 la legge dovrebbe entrare in vigore. Nei prossimi mesi il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti lavorerà d’ intesa con il ministero dell’ Economia per trovare le coperture finanziarie, probabilmente già nella legge di Bilancio. Nove vittime Il problema, del resto, esiste e ha una dimensione impressionante. Un genitore su quattro ammette di aver dimenticato il figlio in auto. Le conseguenze possono essere tragiche. Sono nove i piccoli che in Italia hanno perso la vita in questo modo dal 1998 a oggi (il primo a Catania, poi nel 2008 a Merate, nel 2011 a Teramo e Perugia, nel 2013 a Piacenza, poi a Vicenza nel 2015, nel livornese nel 2016, ad Arezzo nel 2017 e infine a Pisa il 18 maggio di quest’ anno). Dati spaventosi Nel 2018, secondo i dati presentati dal produttore di dispositivi anti-abbandono Remmy, ci sono già stati 45 segnalazioni di genitori che hanno dimenticato il bimbo in auto, 12 solo nell’ ultimo mese. Senza contare tutti quelli che non sono stati denunciati. «Spesso, infatti, i genitori omettono questi episodi che, nella maggior parte dei casi, si risolvono senza conseguenze – aveva dichiarato al Corriere Mirko Damasco , presidente di Salvagente Italia, associazione che si occupa di formazione e prevenzione incidenti -. D’ inverno c’ è meno probabilità che il bimbo muoia, perché le temperature sono più basse. Ogni mese, però, solo la nostra associazione riceve almeno 5-6 segnalazioni di questo tipo». Il black out dei genitori Ciò che accade ai genitori si chiama «amnesia dissociativa transitoria», un vero e proprio black out della memoria. I casi più gravi sono avvenuti nel tragitto casa-lavoro e nella stagione calda. La temperatura dei bambini può salire da tre a cinque volte più velocemente rispetto a quella degli adulti e quella dell’ auto può aumentare di 10 gradi (15 nella stagione calda) ogni quarto d’ ora. ( Qui la nostra guida per evitare di dimenticarsi i bimbi in auto ). Dai giochi di memoria all’ improvvisazione, Prev Next Viaggi a misura di bambini La campagna «Bimbi in auto» Nella lotta per la sicurezza dei bambini in auto sono intervenuti il governo con la campagna « Bimbi in auto » e l’ Unasca, Unione Nazionale delle Autoscuole e degli Studi di Consulenza Automobilistica, che donerà a 100 famiglie dispositivi anti-abbandono. Quest’ ultima iniziativa si terrà sabato 29 settembre in tre ospedali di Roma, Milano e Napoli: a neogenitori verranno dati in omaggio gli apparecchi che segnalano sullo smartphone la presenza del bambino nel veicolo. Le reazioni «Bene il via libera della Camera alla proposta di legge che rende obbligatorio il seggiolino anti-abbandono , ma il provvedimento potrebbe dare vita a speculazioni a danno delle famiglie»: questa la reazione del Codacons. «Misure per proteggere i minori sono positive – spiega il presidente Carlo Rienzi -, ma quando si introduce un obbligo si devono prevedere anche tutele per le famiglie: per questo chiediamo che i seggiolini siano totalmente gratuiti per i genitori, anche allo scopo di evitare ignobili speculazioni. La soluzione migliore sarebbe prevedere sistemi di allarme installati direttamente sulle auto di nuova produzione: in tal senso esiste già un dispositivo, che il Governo può rendere obbligatorio, in grado di salvare non solo i bambini, ma anche cani e gatti dimenticati sui sedili posteriori, attraverso allarmi sonori e l’ attivazione automatica dei sistemi di climatizzazione sulle vetture». Giorgia Meloni: «Onorata» «Sono veramente contenta. È un grande onore per me dare il nome a una legge che salverà i bambini da un fenomeno, quello della distrazione genitoriale, che purtroppo colpisce tutte le società». Lo afferma la leader di Fratelli d’ Italia Giorgia Meloni, commentando il via libera della Camera alla legge sull’ obbligo dei seggiolini anti-abbandono dei bebé. «Se questa legge – aggiunge Meloni – riuscirà a salvare anche solo un bambino sarà la mia soddisfazione più grande come parlamentare della Repubblica. Ringrazio tutti i colleghi per aver contribuito con un voto all’ unanimità a deliberare su questo argomento tanto delicato». 6 agosto 2018 (modifica il 6 agosto 2018 | 15:54)

larepubblica.it, 06/08/2018 13:43
Occhio all’ hashtag #adv, anche per chi non ha molti follower.
l’ antitrust ha richiamato anche gli utenti dei social network con un numero non elevato di follower a rendere chiara la finalità commerciale dei post. le associazioni dei consumatori: “si passi dalla moral suasion alle sanzioni”
Occhio all’ hashtag #adv, anche per chi non ha molti follower. A distanza di un anno dal primo provvedimento, l’ Antitrust torna a bacchettare gli utenti dei social network per il ricorso, sempre più frequente, a forme di pubblicità occulta. Si chiama influencer advertising ed è ormai una modalità consolidata di comunicazione. Blogger e star dei social diffondono su blog, vlog e social network, foto, video e commenti in cui mostrano sostegno o approvazione per determinati brand. Facebook e Instagram ne sono pieni, ma il fenomeno è diffuso anche su Twitter, Youtube, Snapchat e MySpace. L’ endorsement pubblico genera un effetto chiaramente pubblicitario. L’ Autorità garante della concorrenza e del mercato, però, avverte: questo genere di comunicazione, che può dar luogo a forme di pubblicità occulta, obbliga tutti gli utenti a conformarsi alle regole del Codice del consumo e a rivelare la reale natura del messaggio. Non solo per i personaggi più noti, ma anche gli utenti dei social network con un numero di follower non troppo elevato. Già in un intervento del 2017, l’ Autorità aveva sollecitato tutti gli operatori coinvolti a fornire al pubblico dei “seguaci” indicazioni adeguate nel caso in cui il post derivi da un rapporto di committenza e abbia una finalità commerciale, anche nel caso in cui i prodotti vengano forniti all’ influencer in modo gratuito. Lo scopo promozionale deve essere sempre riconoscibile. Ad esempio, inserendo hashtag come #pubblicità, #sponsorizzato, #advertising (anche abbreviato in #adv) o #inserzioneapagamento. Se per la promozione non è previsto un corrispettivo, la foto o il post va comunque accompagnato dall’ avvertenza #prodottofornitoda, seguito dal nome del brand. Ormai anche le piattaforme di social network mettono a disposizione degli influencer strumenti specifici per rendere manifesto il rapporto di sponsorizzazione. I titolari dei brand possono utilizzare modalità di notifica e controllo dei richiami ai propri marchi. Anche se la presenza sull’ immagine di un tag che rinvia al profilo o al sito del brand può ben esprimere l’ effetto pubblicitario, l’ Agcm ribadisce che “la mancanza di ulteriori elementi può non rendere evidente per tutti i consumatori l’ eventuale natura promozionale delle comunicazioni”. Per questo, l’ Autorità “continuerà a monitorare il fenomeno, adottando le misure valutate di volta in volta più opportune per contrastarlo”. Esultano le associazioni dei consumatori. “Siamo stati noi a denunciare i micro-influencer che, approfittando di non essere sotto i riflettori come le grandi star, continuavano a fare pubblicità camuffata senza alcun rispetto delle pur minime regole di trasparenza imposte dal Codice del consumo”, spiega Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione nazionale consumatori. “Ora, però, si deve passare dalla moral suasion alle sanzioni, considerato che le segnalazioni continuano a fioccare. Dopo che la Camera, su nostro input, ha approvato nella scorsa legislatura un ordine del giorno che impegnava il governo a intervenire a livello legislativo, chiediamo che si dia seguito a quella votazione”. Gli fa eco il presidente di Codacons Carlo Rienzi . ” Ciò che realmente serve è un giro di vite contro le pubblicità occulte sui social network, prevedendo sanzioni pesantissime per vip e meno vip che approfittano dei propri follower per piazzare spot e messaggi pubblicitari che rappresentano un inganno e un danno per il popolo del “.

Sesto Potere, 06/08/2018 13:02
Vacanze, Codacons: Troppi Tir sulle autostrade italiane, rischio incidente elevato
0 Likes Comments Disabled Print Tags A4 autocarri autostrade italiane codacons Incidenti stradali Ministero dei Trasporti tir vacanze (Sesto Potere) – Roma – 6 agosto 2018 – Il Codacons rilancia oggi l’ allarme circa la presenza eccessiva di mezzi pesanti sulle autostrade italiane nei giorni di esodo degli automobilisti. L’ ultimo incidente? Quello odierno sulla A4, dove un furgone si è incendiato fra Grisignano e Padova Ovest all’ altezza di Villafranca Padovana dopo lo scontro con un tir, provocando due morti e numerosi disagi per la circolazione. autostrada anas “Ogni anno si ripete la stessa storia, con gli italiani costretti a ore e ore di fila in autostrada a causa del blocco della circolazione provocato da incidenti che vedono coinvolti i Tir – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Nonostante nelle settimane scorse il Tar del Lazio abbia accolto il nostro ricorso bocciando il calendario dei divieti di circolazione dei mezzi pesanti perché non garantiva adeguata sicurezza stradale, nulla è cambiato, e nei giorni in cui gli italiani si spostano lungo le autostrade per raggiungere le località di villeggiatura migliaia e migliaia di camion circolano incontrollati sulla rete”. “Quanto accaduto oggi sulla A4 è responsabilità oggettiva della Pubblica Amministrazione che non solo non limita la circolazione dei Tir nei giorni di esodo, ma addirittura concede con facilità deroghe nei giorni di divieto, con ripercussioni evidenti sul fronte della sicurezza stradale, come dimostra quanto accaduto oggi”. Secondo un’ elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro sulla base dei dati più recenti resi noti da Istat a livello nazionale gli autocarri pesanti (incluse le motrici) coinvolti in un incidente stradale, nel 2016, sono stati autobus incidente 20.642, con una lieve diminuzione (-0,5%) rispetto al 2015. In Emilia Romagna gli autocarri coinvolti in un incidente stradale nel 2016 sono stati 2.495, con un calo rispetto all’ anno precedente del 7,5%. A livello provinciale nel comparto degli autocarri solo Piacenza presenta dati in crescita (+14,3%). In tutte le altre province (ad eccezione di Parma, che non presenta variazioni) vi è stato un calo: si va dal -0,5% di Rimini al -32,5% di Ferrara. Cifre che non fanno cambiare idea al Codacons ha proprio oggi chiesto al Tar di nominare un commissario che si sostituisca al Ministero dei trasporti per dare seguito alla sentenza dei giudici.

Yahoo Notizie, 06/08/2018 11:32
Antitrust, Codacons: sugli influncer accolti nostri esposti
Roma, 6 ago. (askanews) – “L’ Antitrust accoglie in pieno i numerosi esposti presentati dal Codacons in tema di “influencer” e, dopo la stretta sui ‘big’, decide di mettere sotto osservazione anche gli account meno noti ma in grado di influenzare il popolo dei social media”. Lo afferma il Codacons in una nota. “Il Codacons è stata la prima associazione in Italia ad attivarsi contro gli influencer denunciando forme di pubblicità ingannevoli che colpivano gli utenti del – spiega il presidente Carlo Rienzi -. Dopo i vip che attraverso instagram o altri social pubblicizzavano qualsiasi cosa, L’ Antitrust ha accolto la nostra richiesta di estendere la propria attenzione anche a profili meno noti. Ciò che però realmente serve è in giro di vite contro le pubblicità occulte sui social network, prevedendo sanzioni pesantissime per vip e meno vip che approfittano dei propri follower per piazzare spot e messaggi pubblicitari che rappresentano un inganno e un danno per il popolo del “.

Il Gazzettino, 06/08/2018 06:21
Popolari venete, più rimborsi ai soci
`il governo studia di aumentare la dotazione del fondo di ristoro oggi di 100 milioni attingendo ai conti dormienti `stop alla melina: emendamento presentato al senato obbliga l’ esecutivo a emanare il decreto attuativo entro il 31 ottobre
RISPARMIO TRADITO VENEZIA Rimborsi per i risparmiatori truffati delle ex Popolari venete, stop alla melina. Un emendamento passato praticamente all’ unanimità in commissione venerdì scorso inchioda il governo ad approvare entro il 31 ottobre 2018 il decreto per attuare la legge di fine 2017 che prevedeva 100 milioni in quattro anni per iniziare a risarcire gli azionisti azzerati di Popolare Vicenza, Veneto Banca e delle quattro banche fallite del Centro Italia. Una data finalmente vincolante mentre la nuova maggioranza gialloverde sta lavorando anche ad aumentare la dotazione del fondo per i ristori attingendo con decisione al capitolo dei conti correnti dormienti, dove le risorse disponibili sono molto più consistenti dei 100 milioni decisi dal vecchio Parlamento, si parla di circa 1,4 miliardi. Oggi la norma passerà all’ esame dell’ aula del Senato. Poi toccherà alla Camera dare il via libera e sbloccare finalmente un fondo che doveva già essere operativo da marzo scorso. ANAC IN AZIONE Nel frattempo le procedure per il ristoro degli obbligazionisti subordinati all’ 80% sono ancora in corso e sono rivolte ora ai piccoli investitori di Veneto Banca e Popolare di Vicenza, mentre iniziano ad arrivare i primi indennizzi al 100% per i detentori di bond delle 4 banche e si è rivolto all’ arbitro Anac (1.753 istanze): hanno già avuto esito positivo 301 ricorsi, liquidati oltre 11 milioni. Il doppio binario per gli indennizzi ai detentori dei bond subordinati era stato messo in piedi nel 2015 dopo la risoluzione di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti, ed era stato poi esteso alle due venete dopo la liquidazione coatta amministrativa nel giugno di un anno fa. Accanto a questo ristoro, alla fine dello scorso anno è stato istituito un ulteriore fondo non solo per gli obbligazionisti ma anche per gli azionisti «vittime di reati finanziari». Un fondo che non è mai diventato operativo e che il nuovo governo si propone non solo di sbloccare ma anche di rafforzare fino a farlo diventare una sorta di strumento «universale» di risarcimento per i «truffati» dalle banche, con maggiori risorse a disposizione. I sottosegretari all’ Economia Alessio Villarosa (5stelle) e Massimo Bitonci (Lega) hanno già incontrato le associazioni dei risparmiatori e già a settembre potrebbero arrivare delle novità, anche per accelerare le procedure e semplificare i ricorsi all’ arbitro. Il Codacons sfida la politica a fare presto. «La legge 205 riconosceva, per la prima volta in Europa, il diritto al risarcimento dell’ azionista-risparmiatore. Lo Stato si assumeva l’ onere di attuare quella tutela del Risparmio prevista dalla Costituzione; quindi non un sussidio ma il ristoro pari al danno ingiusto subito – avverte Franco Conte, presidente Codacons Veneto -. Ci siamo lasciati con l’ impegno del Governo precedente che non ci sarebbero stati paletti. In realtà l’ unico paletto che difendiamo è il criterio cronologico della presentazione della domanda, assolutamente necessario per evitare che in fase di attuazione si ceda alla tentazione di riparti o a risarcimenti parziali. Bisogna agire, in Veneto i suicidi sono stati drammaticamente numerosi». Intanto si è conclusa in primavera la procedura per gli obbligazionisti delle 4 banche del centro Italia (oltre 15mila pratiche per 180,85 milioni, la maggior parte con assegni sotto i 10mila euro) e ora si prosegue con le venete. In questo caso si tratta per la maggior parte di micro-investitori visto che le pratiche liquidate finora sono 934 per 4,5 milioni di euro, per tre quarti (679) sotto i 5mila euro. Ben più corposi, quindi, gli assegni di chi si è rivolto all’ arbitro. Ancora non c’ è stato alcun rimborso superiore ai 100mila euro e appena 7 tra i 50mila e i 100mila euro. Finora si è registrato anche un alto numero di pratiche rigettate legato al fatto che le banche venete avevano collocato un numero elevato di titoli a investitori istituzionali, quindi i risparmiatori non li hanno acquistati direttamente dalle banche. Maurizio Crema © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Gazzetta del Sud, 06/08/2018 05:37
l’ elezione di foa divide i giuristi
Impasse sulla Rai È battaglia legale sul presidente
Michele Cassano Roma Ancora pochi giorni alla pausa estiva del Parlamento e se il nodo presidente non si sbloccherà nelle prossime ore sarà rimandato tutto a settembre. Commissione di Vigilanza e Consiglio di amministrazione della tv pubblica sono in attesa che i leader delle forze politiche trovino un’ intesa e al momento le riunioni degli organismi non sono state ancora convocate. Il presidente della Commissione di Vigilanza, Alberto Barachini, ha chiesto un parere legale sulla posizione di Marcello Foa. Secondo uno dei giuristi interpellati, Beniamino Caravita di Toritto, il consigliere bocciato dalla bicamerale non può né guidare il consiglio, né riproporsi come candidato. Il leader della Lega Matteo Salvini, però, continua a insistere sul suo nome, anche di fronte alle perplessità del Movimento 5 Stelle che preferirebbe avere un Cda pienamente operativo prima della pausa estiva. Eventualmente affidando un altro incarico a Foa, che ha lasciato il suo ruolo al Corriere del Ticino, e designando un nuovo presidente. I tempi sono stretti, però. Il Cda dovrebbe essere convocato dopodomani, al massimo giovedì, per dare almeno il via libera all’ acquisto dei diritti per gli highlights della serie B e al contratto per “Un posto al sole”. Atti praticamente dovuti, ma che nel clima attuale potrebbero provocare comunque fibrillazioni. Il consigliere Riccardo Laganà ha inviato una lettera alle istituzioni sostenendo che la gestione Foa è allo stato illegittima e Fnsi e Usigrai hanno già fatto sapere di essere pronti a impugnare gli atti del consiglio. Difficile dunque che si proceda alle nomine delle testate rimaste vacanti, ma anche l’ ordinaria amministrazione potrebbe risultare complessa tra rischi di ricorsi e battaglie legali. Il primo a muoversi è stato il Codacons che ha chiesto al Tar del Lazio di bloccare la nomina dei quattro consiglieri eletti dal Parlamento, perché non avrebbero la necessaria esperienza nel settore televisivo. L’ opposizione, dal Pd a Leu, chiede che si sblocchi subito la situazione e si convochi quanto prima la Vigilanza. «La maggioranza, dai vaccini alla Rai, fa solo disinformazione», attacca il deputato dem Michele Anzaldi, secondo il quale il giurista Caravita «pronuncia parole definitive sul caso Foa». C’ è anche però chi la pensa diversamente da Caravita. «Il parere della Commissione di Vigilanza – sostiene Giuseppe Greco, professore di diritto Amministrativo alla UniMarconi di Roma – non si sottrae al rispetto dei requisiti di legittimità degli atti amministrativi in quanto espressione della funzione amministrativa del suddetto organo.

Il Giornale, 06/08/2018 05:15
l’ inchiesta
LA SECONDA VITA DEGLI AFFITTI
come non lasciare la casa vuota durante l’ anno? con un gioco a incastro fra turisti e manager in viaggio per lavoro
di Maria Sorbi Un tempo c’ erano i cartelli «Affittasi per brevi periodi», «Appartamento ad uso foresteria». E quegli annunci restavano lì a ingiallire, appesi ai portoni delle case per mesi, capaci di intercettare solo poche decine di avventori. Con il rischio di lasciar vuoto per chissà quanto tempo il bilocale in questione. Ora il mondo degli affitti brevi è completamente cambiato. Vuoi perché gli annunci dei privati vengono pubblicati on line e sono accessibili a una platea molto più estesa di clienti, vuoi per l’ effetto Airbnb che fa «visitare» ogni stanza della casa senza dover muovere un passo. La vetrina virtuale ha fatto bene a tutti: ai proprietari delle case – che riescono ad affittare molto più facilmente -, agli affittuari – che non si ritrovano più in appartamenti ammuffiti arredati con i mobili della nonna ma in abitazioni che non vanno mai al di sotto di certi standard -, al fisco – che ha recuperato una fetta non indifferente di canoni nero. Tuttavia il mercato (…) (…) della domanda-offerta delle case in affitto, per vacanze o soggiorni di lavoro, è arrivato a un’ ulteriore svolta. Non basta più Airbnb (che fa le veci delle agenzie immobiliari di vecchio stampo), ci vuole anche una versione virtuale del proprietario di casa. Et voilà, adesso esiste anche quella. A pensarci sono state alcune start-up, nate da un paio d’ anni, ideate con il solo scopo di gestire le richieste di alloggio e incastrare i periodi di soggiorno degli affittuari senza mai lasciar vuoto l’ appartamento durante l’ anno. Una bella svolta per i proprietari che finalmente riescono a spremere al massimo il potenziale della loro seconda casa e investire quei soldi in manutenzione e migliorie dell’ immobile. PULIZIE E CHECK IN Un esempio: Sweetguest, fondata alla fine di Expo 2015, in due anni di attività ha fatto guadagnare ai suoi clienti qualcosa come 5,3 milioni di euro, gestendo 550 immobili e dando alloggio (con un minimo di tre notti di permanenza) a 44mila ospiti, fra turisti stranieri e manager in viaggio per lavoro. Come funziona il meccanismo? Semplicemente i fondatori della start-up si sono inseriti in quella fetta di mercato rimasta scoperta e hanno creato un servizio utile non solo al singolo proprietario – che non ha tempo e voglia di gestire arrivi e partenze – ma anche alla stessa Airbnb che, grazie ai nuovi partner, riesce a lavorare meglio e di più. «Abbiamo realizzato un software – spiega Edoardo Grattirola che, assieme a Rocco Lomazzi, ha fondato Sweetguest – che ci consente di gestire su Airbnb il singolo profilo di chi decide di mettere in affitto casa. Ci occupiamo di tutto noi, dal check-in alla consegna delle chiavi, dai contatti con gli ospiti ai servizi di pulizia, per i quali ci affidiamo a una società esterna». La società si appoggia a una rete di collaboratori con partita Iva, principalmente studenti universitari, che si occupano di accoglienze e partenze per una media di sette appartamenti al giorno a testa. Ognuno gestisce una zona della città a mille euro al mese. Finora il servizio si è radicato a Milano, Roma, Firenze e Venezia ma l’ algoritmo è applicabile agli affitti di qualsiasi località e sembra destinato ad essere replicato. Tutto è più veloce in un’ era di smartphone, compreso il monitoraggio dell’ appartamento per verificare le condizioni in cui i turisti lo hanno lasciato. Il banco di prova principale per la nuova società di affitti brevi è stata la Settimana del design di Milano, ad aprile. Durante l’ evento di quest’ anno, il numero degli ospiti è cresciuto del 300 per cento rispetto a un normale periodo dell’ anno e i proprietari di casa hanno registrato rendimenti fino a 1.700 euro per notte: praticamente il +1000 per cento rispetto agli affari che avrebbero fatto affittando in modo tradizionale. Dati più che positivi e in continua crescita. Tanto da spingere Airbnb a premiare Sweetguest con primo co-host professionale. GUADAGNI E NIENTE «NERO» Altro esempio di società agevola-affitti brevi è Bnbsitter, radicatissima in Francia e arrivata anche nelle principali città italiane. Si occupa di tutto: dallo shooting fotografico dell’ appartamento alla concierge, dalle pulizie all’ assicurazione (fino a un montante massimo di 400 euro). Il tutto chiedendo il 20% sulla quota dell’ affitto. Lavorano in modi simili anche decine di altre agenzie, sia grandi sia piccole a seconda del numero di appartamenti che gestiscono. Ci sono Guesthero, The Best rent, Rentclass, Milan in flat, Cleanbnb. Ovviamente l’ idea viene cavalcata da molti imprenditori che, lavorando a percentuale su ogni singolo affitto, contribuiscono a raggiungere un duplice obbiettivo: valorizzare al meglio patrimoni immobiliari che altrimenti verrebbero gestiti con un semplice passaparola e combattere gli affitti in nero. Dando anche più garanzie al turista che prenota (con sempre più fiducia e confidenza) l’ appartamento limitandosi a guardare qualche fotografia. I numeri dei settore sono in crescita. Solo nel 2106 le piattaforme che si occupano di questo tipo di servizi sono passate da 187 a 206. Inoltre, secondo uno studio dell’ università di Pavia commissionato da Phd Italia, il primo sulla sharing economy italiana, il volume d’ affari di questo settore ha raggiunto i 3,5 miliardi di euro. Le prospettive di sviluppo sono ancora ampie. Si stima che nel 2025 il business potrà raggiungere i 14 miliardi di euro nello scenario più pessimistico (25 in quello più ottimistico). Si tratta di iniziative finanziate sia attraverso i canali tradizionali che tramite soluzioni sempre legate alle nuove piattaforme social come il crowdfunding. IL GIALLO DELLA TASSA Anche se indirettamente, il futuro delle società che gestiscono le case su Airbnb sembra ostacolato dalla tassa chiesta a suo tempo dal governo Gentiloni e al centro di un dibattito tutt’ altro che risolto. L’ imposta prevede che gli intermediari immobiliari – che siano portali online o agenzie tradizionali attive nel mercato degli affitti turistici – agiscano da sostituti d’ imposta, e trattengano una ritenuta del 21% sui canoni delle locazioni sotto i 30 giorni dovute ai proprietari di casa, con l’ obbligo di girare i dati all’ Agenzia delle Entrate. Cosa che al momento né Airbnb né Booking né Homeaway hanno accettato di fare. L’ Antitrust ha contestato la tassa sostenendo che rischia di «scoraggiare l’ offerta di forme di pagamento digitale da parte di piattaforme che hanno semplificato e al contempo incentivato le transazioni online, contribuendo a una generale crescita del sistema economico». Il timore dunque è che «si alteri la concorrenza tra i gestori dei portali telematici, «a discapito di coloro che adottano modelli di business fortemente caratterizzati dal ricorso a strumenti telematici di pagamento». GLI ALBERGATORI DICONO NO Da qui l’ appello del Codacons per eliminare la cedolare secca al 21% scattata dallo scorso settembre e la guerra con Federalberghi che, al contrario, sprona il Governo a non mollare e a dare una disciplina fiscale agli affitti brevi. È di poche settimane fa l’ appello della Fiaip, federazione degli agenti immobiliari, per cancellare totalmente la tassa. «Lo Stato ha incassato 19 milioni a fronte dei 93 attesi, mentre Airbnb e altri operatori con sede legale all’ estero non hanno sborsato un solo euro. Ecco come è finita la ridicola vicenda della tassa Airbnb» protesta Gian Battista Baccarini, presidente Fiaip. «Ci appelliamo al ministro del Turismo Gian Marco Centinaio perché elimini questa tassa inutile e dannosa per gli operatori italiani». Ma mentre la politica cerca di fissare dei paletti, a tenere in mano le redini del mercato sono i big degli affitti, le piattaforme on line e le start up che hanno reso più facile quella che un tempo era una semplice «foresteria». Maria Sorbi.
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Il Messaggero, 06/08/2018 04:35
Rai, la mossa della Vigilanza: convocare Tria sul caso Foa
rai, la mossa della vigilanza: convocare tria sul caso foa
IL CASO ROMA Ancora pochi giorni alla pausa estiva del Parlamento e se il nodo presidente non si sbloccherà nelle prossime ore sarà rimandato tutto a settembre. Commissione di Vigilanza e consiglio di amministrazione della tv pubblica sono in attesa che i leader delle forze politiche trovino un’ intesa e al momento le riunioni degli organismi non sono state ancora convocate. Il presidente della Commissione di Vigilanza, Alberto Barachini, ha chiesto un parere legale sulla posizione di Marcello Foa. E’ partita anche la richiesta di audizione per Tria, il ministro che ha nominato Foa e Salini. Se Tria accetterà, l’ Ufficio di presidenza domani dovrebbe stabilire la data. Secondo uno dei giuristi interpellati, Beniamino Caravita di Toritto, il consigliere bocciato dalla bicamerale non può né guidare il consiglio, né riproporsi come candidato. Matteo Salvini, però, continua a insistere sul suo nome, anche di fronte alle perplessità del Movimento 5Stelle che preferirebbe avere un cda subito pienamente operativo. Eventualmente affidando un altro incarico a Foa, che ha lasciato il suo ruolo al Corriere del Ticino, e designando un nuovo presidente. Il cda dovrebbe essere convocato mercoledì, al massimo giovedì, per dare almeno il via libera all’ acquisto dei diritti per gli highlights della serie B e al contratto per Un posto al sole. Atti dovuti, ma che nel clima attuale potrebbero provocare fibrillazioni. Il consigliere Riccardo Laganà ha inviato una lettera alle istituzioni sostenendo che la gestione Foa è allo stato illegittima e Fnsi e Usigrai hanno già fatto sapere di essere pronti a impugnare gli atti del consiglio. Difficile dunque che si proceda alle nomine delle testate rimaste vacanti, ma anche l’ ordinaria amministrazione potrebbe risultare complessa tra rischi di ricorsi e battaglie legali. Il primo a muoversi è stato il Codacons che ha chiesto al Tar del Lazio di bloccare la nomina dei quattro consiglieri eletti dal Parlamento, perché non avrebbero la necessaria esperienza nel settore televisivo. L’ opposizione, dal Pd a Leu, chiede che si sblocchi subito la situazione e si convochi quanto prima la Vigilanza. «La maggioranza, dai vaccini alla Rai, fa solo disinformazione», attacca il deputato dem Michele Anzaldi, secondo il quale il giurista Caravita «pronuncia parole definitive sul caso Foa». «Chiederò – continua – che la commissione di Vigilanza raccolga la sua indicazione e presenti ricorso alla Corte Costituzionale, se l’ asserragliamento di Foa in Cda va avanti». C’ è anche però chi la pensa diversamente da Caravita. «Il parere della Commissione di Vigilanza – sostiene Giuseppe Greco, professore di diritto Amministrativo alla UniMarconi di Roma – non si sottrae al rispetto dei requisiti di legittimità degli atti amministrativi in quanto espressione della funzione amministrativa del suddetto organo. Pertanto non rientra tra gli atti politici insindacabili in sede giurisdizionale, con conseguente impugnabilità innanzi al giudice amministrativo». M.A. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

La Sicilia, 06/08/2018 04:33
il codacons pronto a raccogliere le segnalazioni
«Disservizi idrici e in alcune zone acqua putrida»
Con l’ inoltrarsi della stagione estiva, si intensificano disservizi nella fornitura irrigua nel territorio di Catania e provincia. Lo sostiene il Codacons che ha ricevuto diverse segnalazioni «circa gravi disagi derivanti sia dalla frequente interruzione del servizio di fornitura di acqua e dalla mancata carente assistenza, sia della presenza di sostanze inquinanti, con numerosi post apparsi sui social che lamentano la fuoriuscita dalla tubature domestiche di acqua maleodorante di colore svariato, saponata, schiuma persistente, acqua putrida e dal sapore che non fa certamente pensare a un buon livello di potabilità».Il Codacons, quindi, mette adesso a disposizione dei consumatori degli indirizzi dedicati ed una task force di legali per raccogliere le segnalazioni dei disservizi e fornire pronta assistenza. «A tal fine – afferma l’ avv. Carmelo Sardella, dirigente dell’ ufficio legale Codacons – gli utenti potranno segnalare tutte le problematiche insorte con le società di fornitura idrica di riferimento nel territorio. Nel frattempo, il Codacons è pronto ad avviare le azioni giudiziarie in tutte le sedi per ottenere il risarcimento danni in favore degli utenti che lamentano vari disservizi nella fornitura idrica, e che nel periodo estivo diventano particolarmente odiosi, in quanto determinano spesso gravi problemi di carattere igienico-sanitario».

Libertà, 06/08/2018 04:31
Rai, sempre più battaglia legale
Il presidente della Vigilanza Rai, Alberto Barachini, ha chiesto un parere legale sulla posizione di Marcello Foa. Codacons chiede al Tar del Lazio di bloccare la nomina di 4 consiglieri.

Giornale di Brescia, 06/08/2018 04:27
Rai, stallo presidenza Ricorso del Codacons
rompicapo
ROMA. Ancora pochi giorni alla pausa estiva del Parlamento e se il nodo presidente non si sbloccherà nelle prossime ore sarà rimandato tutto a settembre. Commissione di Vigilanza e Cda della Rai sono in attesa che i leader dei partiti trovino un’ intesa. Il presidente della Commissione di Vigilanza, Alberto Bara chini, ha chiesto un parere legale sulla posizione di Marcello Foa. Secondo uno dei giuristi interpellati, Beniamino Caravita di Toritto, il consigliere bocciato dalla bicamerale non può né guidare il consiglio, né riproporsi come candidato. Salvini continua a insistere sul suo nome, anche di fronte alle perplessità del M5S che preferirebbe avere un cda pienamente operativo prima della pausa estiva. Eventualmente affidando un altro incarico a Foa, che ha lasciato il suo ruolo al Corriere del Ticino, e designando un nuovo presidente. I tempi sono stretti, però. Il cda dovrebbe essere convocato mercoledì per dare almeno il via libera all’ acquisto dei diritti per gli highlights della serie B e al contratto per Un posto al sole. Atti dovuti, ma che nel clima attuale potrebbero provocare fibrillazioni. Il consigliere Laganà ha inviato una lettera alle istituzioni sostenendo che la gestione Foa è illegittima e Fnsi e Usigrai hanno già fatto sapere di essere pronti a impugnare gli atti del consiglio. Difficile che si proceda alle nomine delle testate rimaste vacanti, ma anche l’ ordinaria amministrazione potrebbe risultare complessa tra rischi di ricorsi e battaglie legali. Il primo a muoversi è stato il Coda cons che ha chiesto al Tar del Lazio di bloccare la nomina dei quattro consiglieri eletti dal Parlamento, perché non avrebbero la necessaria esperienza nel settore televisivo. //

La Gazzetta del Mezzogiorno, 06/08/2018 03:50
vigilanza barachini chiede un parere giuridico sulla posizione di foa
Rai, stallo sul presidente Ormai è battaglia legale
il carroccio non cambia linea. dubbi nel 5 stelle
ROMA. – Ancora pochi giorni alla pausa estiva del Parlamento e se il nodo presidente non si sbloccherà nelle prossime ore sarà rimandato tutto a settembre. Commissione di Vigilanza e consiglio di amministrazione sono in attesa che i leader delle forze politiche trovino un’ intesa. Il presidente della Commissione di Vigilanza, Alberto Barachini, ha chiesto un parere legale sulla posizione di Marcello Foa. Secondo uno dei giuristi interpellati, Beniamino Caravita di Toritto, il consigliere bocciato dalla bicamerale non può né guidare il consiglio, né riproporsi come candidato. IMatteo Salvini, però, continua a insistere sul suo nome, anche di fronte alle perplessità del M5S che preferirebbe avere un cda pienamente operativo prima della pausa estiva. Eventualmente affidando un altro incarico a Foa, che ha lasciato il suo ruolo al Corriere del Ticino, e designando un nuovo presidente. I tempi sono stretti, però. Il cda dovrebbe essere convocato mercoledì, al massimo giovedì, per dare almeno il via libera all’ acqui sto dei diritti per gli highlights della serie B e al contratto per Un posto al sole. Atti praticamente dovuti, ma che nel clima attuale potrebbero provocare comunque fibrillazioni. Il consigliere Riccardo Laganà ha inviato una lettera alle istituzioni sostenendo che la gestione Foa è allo stato illegittima e Fnsi e Usigrai hanno già fatto sapere di essere pronti a impugnare gli atti del consiglio. Difficile dunque che si proceda alle nomine delle testate rimaste vacanti, ma anche l’ ordinaria amministrazione potrebbe risultare complessa tra rischi di ricorsi e battaglie legali. Il primo a muoversi è stato il Codacons che ha chiesto al Tar del Lazio di bloccare la nomina dei quattro consiglieri eletti dal Parlamento, perché non avrebbero la necessaria esperienza nel settore televisivo. L’ opposizione chiede che si sblocchi subito la situazione e si convochi quanto prima la Vigilanza. «La maggioranza, dai vaccini alla Rai, fa solo disinformazione», attacca il dem Michele Anzaldi, secondo il quale il giurista Caravita «pronuncia parole definitive sul caso Foa». «Chiederò continua – che la commissione di Vigilanza raccolga la sua indicazione e presenti ricorso alla Corte Costituzionale, se l’ asserragliamento di Foa in Cda va avanti». C’ è anche però chi la pensa diversamente da Caravita. «Il parere della Commissione di Vigilanza – sostiene Giuseppe Greco, professore di diritto Amministrativo alla UniMarconi di Roma – non si sottrae al rispetto dei requisiti di legittimità degli atti amministrativi in quanto espressione della funzione amministrativa del suddetto organo. Pertanto non rientra tra gli atti politici insindacabili in sede giurisdizionale, con conseguente impugnabilità innanzi al giudice amministrativo».

Corriere dell’Umbria, 06/08/2018 03:40
Secondo i numeri riferiti dal Codacons in 10 anni il balzo è stato del 18,3%
La spesa degli italiani per le vacanze estive sale in 10 anni del 18,3%, sfiorando nel 2018 i 24 miliardi di euro. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato uno studio sul settore turistico e che lancia uno sportello per fornire assistenza e aiuto agli italiani in vacanza. Dopo anni di crisi il comparto del turismo conferma nel 2018 la ripresa già avviata lo scorso anno, con una crescita sia delle partenze, sia della spesa delle famiglie, spiega l’ associazione. Rispetto a 10 anni fa il giro d’ affari generato dalle vacanze estive degli italiani cresce del 18,3%, passando dai 20,2 miliardi di euro del 2008 ai 23,9 miliardi di quest’ anno. Sono ben 4 milioni di cittadini in più ad andare in ferie rispetto a dieci anni fa, quando la crisi economica iniziò a far sentire i propri effetti in Italia. A pesare sull’ incremento della spesa, tuttavia, ê anche il fattore prezzi, con i listini di beni e servizi in crescita in tutto il comparto turistico, dal trasporto aereo ai pacchetti vacanza, passando per stabilimenti balneari, ristorazione e strutture ricettive. Rincari che porteranno una famiglia a spendere per la classica setti Mare e montagna Chi può cerca riposo e fresco in acqua o sui monti dove occorre sempre fare i conti con il meteo spesso capriccioso mana di villeggiatura circa il 7% in più rispetto allo scorso anni. Onnipresenti poi i classici problemi legati alle vacanze, dai ritardi aerei al bagaglio perso, passando per strutture ricettive inadeguate e inefficienze di agenzie di viaggio e tour operator. Con tro disservizi, disagi e vere e proprie truffe nel comparto turistico, il Coda cons lancia oggi lo sportello SOS turismo, che fornirà aiuto e assistenza legale ai cittadini alle prese con problemi e disservizi durante la villeggiatura. Intanto ê appena partita la manifestazione “Calici di Stelle” che si svolge in tutta Italia fino al 12 agosto in programma in oltre 100 Comuni per promuovere l’ enoturismo italiano. Quest’ anno ê atteso oltre un milione di visitatori dalle due organizzazioni Città del Vino, che riunisce oltre 430 Comuni, e il Movimento Turismo del Vino, che hanno unito le loro forze per dar vita nelle piazze e nelle cantine, dalla Val d’ Aosta alla Sicilia, al brindisi più atteso dell’ estate. Il cuore ideale della manifestazione ê nell’ incontro tra vino e cultura, declinata in eventi, design e arte. Il programma dettagliato, regione per regione, ê consultabile sui siti www.cittadelvino.it e www.movimentoturismovino.it. Città del Vino, associazione dei comuni vitivinicoli italiani, nasce per aiutare i Comun a sviluppare intorno al vino, ai prodotti locali ed enogastronomici, quelle attività e progetti che permettono una migliore qualità della vita, uno sviluppo sostenibile, più opportunità di lavoro. L’ Associazione Movimento Turismo del Vino ê invece un ente non profit e annovera circa 1000 fra le più prestigiose cantine d’ Italia.

La Provincia di Sondrio, 06/08/2018 03:17
Rai, stallo sul presidente sempre più battaglia legale
Ancora pochi giorni alla pausa estiva del Parlamento e se il nodo presidente non si sbloccherà nelle prossime ore, sarà rimandato tutto a settembre. Commissione di Vigilanza e consiglio di amministrazione della tv pubblica sono in attesa che i leader delle forze politiche trovino un’ intesa e al momento le riunioni degli organismi non sono state ancora convocate. Il presidente della commissione di Vigilanza, Alberto Barachini, ha chiesto un parere legale sulla posizione di Marcello Foa. Secondo uno dei giuristi interpellati, Beniamino Caravita di Toritto, il consigliere bocciato dalla bicamerale non può né guidare il consiglio, né riproporsi come candidato. Il leader della Lega Matteo Salvini, però, continua a insistere sul suo nome, anche di fronte alle perplessità del Movimento 5 Stelle che preferirebbe avere un cda pienamente operativo prima della pausa estiva. Eventualmente affidando un altro incarico a Foa, che ha lasciato il suo ruolo al Corriere del Ticino, e designando un nuovo presidente. I tempi sono stretti, però. Il cda dovrebbe essere convocato mercoledì, al massimo giovedì, per dare almeno il via libera all’ acquisto dei diritti per gli highlights della serie B e al contratto per «Un posto al sole». Atti praticamente dovuti, ma che nel clima attuale potrebbero provocare fibrillazioni. Il consigliere Riccardo Laganà ha inviato una lettera alle istituzioni sostenendo che la gestione Foa è allo stato illegittima e Fnsi e Usigrai hanno già fatto sapere di essere pronti a impugnare gli atti del consiglio. Difficile dunque che si proceda alle nomine delle testate rimaste vacanti, ma anche l’ ordinaria amministrazione potrebbe risultare complessa tra rischi di ricorsi e battaglie legali. Il primo a muoversi è stato il Codacons, che ha chiesto al Tar del Lazio di bloccare la nomina dei quattro consiglieri eletti dal Parlamento, perché non avrebbero la necessaria esperienza nel settore tv. Va all’ attacco il deputato dem Michele Anzaldi: «Chiederò che la commissione di Vigilanza presenti ricorso alla Corte Costituzionale, se l’ asserragliamento di Foa in Cda va avanti». «Il parere della commissione di Vigilanza – sostiene Giuseppe Greco, professore di Diritto amministrativo alla UniMarconi di Roma – non si sottrae al rispetto dei requisiti di legittimità degli atti amministrativi in quanto espressione della funzione amministrativa del suddetto organo. Pertanto non rientra tra gli atti politici insindacabili in sede giurisdizionale, con conseguente impugnabilità innanzi al giudice amministrativo».

La Provincia di Como, 06/08/2018 03:16
Rai, stallo sul presidente sempre più battaglia legale
Ancora pochi giorni alla pausa estiva del Parlamento e se il nodo presidente non si sbloccherà nelle prossime ore, sarà rimandato tutto a settembre. Commissione di Vigilanza e consiglio di amministrazione della tv pubblica sono in attesa che i leader delle forze politiche trovino un’ intesa e al momento le riunioni degli organismi non sono state ancora convocate. Il presidente della commissione di Vigilanza, Alberto Barachini, ha chiesto un parere legale sulla posizione di Marcello Foa. Secondo uno dei giuristi interpellati, Beniamino Caravita di Toritto, il consigliere bocciato dalla bicamerale non può né guidare il consiglio, né riproporsi come candidato. Il leader della Lega Matteo Salvini, però, continua a insistere sul suo nome, anche di fronte alle perplessità del Movimento 5 Stelle che preferirebbe avere un cda pienamente operativo prima della pausa estiva. Eventualmente affidando un altro incarico a Foa, che ha lasciato il suo ruolo al Corriere del Ticino, e designando un nuovo presidente. I tempi sono stretti, però. Il cda dovrebbe essere convocato mercoledì, al massimo giovedì, per dare almeno il via libera all’ acquisto dei diritti per gli highlights della serie B e al contratto per «Un posto al sole». Atti praticamente dovuti, ma che nel clima attuale potrebbero provocare fibrillazioni. Il consigliere Riccardo Laganà ha inviato una lettera alle istituzioni sostenendo che la gestione Foa è allo stato illegittima e Fnsi e Usigrai hanno già fatto sapere di essere pronti a impugnare gli atti del consiglio. Difficile dunque che si proceda alle nomine delle testate rimaste vacanti, ma anche l’ ordinaria amministrazione potrebbe risultare complessa tra rischi di ricorsi e battaglie legali. Il primo a muoversi è stato il Codacons, che ha chiesto al Tar del Lazio di bloccare la nomina dei quattro consiglieri eletti dal Parlamento, perché non avrebbero la necessaria esperienza nel settore tv. Va all’ attacco il deputato dem Michele Anzaldi: «Chiederò che la commissione di Vigilanza presenti ricorso alla Corte Costituzionale, se l’ asserragliamento di Foa in Cda va avanti». «Il parere della commissione di Vigilanza – sostiene Giuseppe Greco, professore di Diritto amministrativo alla UniMarconi di Roma – non si sottrae al rispetto dei requisiti di legittimità degli atti amministrativi in quanto espressione della funzione amministrativa del suddetto organo. Pertanto non rientra tra gli atti politici insindacabili in sede giurisdizionale, con conseguente impugnabilità innanzi al giudice amministrativo».

La Provincia di Lecco, 06/08/2018 03:16
Rai, stallo sul presidente sempre più battaglia legale
Ancora pochi giorni alla pausa estiva del Parlamento e se il nodo presidente non si sbloccherà nelle prossime ore, sarà rimandato tutto a settembre. Commissione di Vigilanza e consiglio di amministrazione della tv pubblica sono in attesa che i leader delle forze politiche trovino un’ intesa e al momento le riunioni degli organismi non sono state ancora convocate. Il presidente della commissione di Vigilanza, Alberto Barachini, ha chiesto un parere legale sulla posizione di Marcello Foa. Secondo uno dei giuristi interpellati, Beniamino Caravita di Toritto, il consigliere bocciato dalla bicamerale non può né guidare il consiglio, né riproporsi come candidato. Il leader della Lega Matteo Salvini, però, continua a insistere sul suo nome, anche di fronte alle perplessità del Movimento 5 Stelle che preferirebbe avere un cda pienamente operativo prima della pausa estiva. Eventualmente affidando un altro incarico a Foa, che ha lasciato il suo ruolo al Corriere del Ticino, e designando un nuovo presidente. I tempi sono stretti, però. Il cda dovrebbe essere convocato mercoledì, al massimo giovedì, per dare almeno il via libera all’ acquisto dei diritti per gli highlights della serie B e al contratto per «Un posto al sole». Atti praticamente dovuti, ma che nel clima attuale potrebbero provocare fibrillazioni. Il consigliere Riccardo Laganà ha inviato una lettera alle istituzioni sostenendo che la gestione Foa è allo stato illegittima e Fnsi e Usigrai hanno già fatto sapere di essere pronti a impugnare gli atti del consiglio. Difficile dunque che si proceda alle nomine delle testate rimaste vacanti, ma anche l’ ordinaria amministrazione potrebbe risultare complessa tra rischi di ricorsi e battaglie legali. Il primo a muoversi è stato il Codacons, che ha chiesto al Tar del Lazio di bloccare la nomina dei quattro consiglieri eletti dal Parlamento, perché non avrebbero la necessaria esperienza nel settore tv. Va all’ attacco il deputato dem Michele Anzaldi: «Chiederò che la commissione di Vigilanza presenti ricorso alla Corte Costituzionale, se l’ asserragliamento di Foa in Cda va avanti». «Il parere della commissione di Vigilanza – sostiene Giuseppe Greco, professore di Diritto amministrativo alla UniMarconi di Roma – non si sottrae al rispetto dei requisiti di legittimità degli atti amministrativi in quanto espressione della funzione amministrativa del suddetto organo. Pertanto non rientra tra gli atti politici insindacabili in sede giurisdizionale, con conseguente impugnabilità innanzi al giudice amministrativo».

La Nazione (ed. Firenze), 06/08/2018 03:16
Ferie a caro prezzo, ma la spesa costa meno
aumentano benzina, trasporti, vacanze, luce e gas. per i single stangata sull’ acqua
di MONICA PIERACCINI FARE LA SPESA a Firenze costa meno. La frutta, soprattutto, ma anche pesce e verdura, sono più convenienti. Il carrello è più leggero. Tuttavia non mancano i rincari. Dal primo luglio sono aumentati i biglietti per autobus e tram, si spende di più per gas, energia elettrica e per i servizi postali. Questo risulta dall’ anticipazione degli indici dei prezzi al consumo, rilevati dall’ ufficio statistica del Comune di Firenze, che aspettano di essere confermati dall’ Istat. L’ inflazione mensile cala leggermente (-0,2 per cento) rispetto a giugno, in controtendenza con il dato provvisorio nazionale che registra invece un incremento dello 0,3 per cento su base mensile. Resta però in aumento rispetto ad un anno fa: +1,3 per cento. LA MAGLIA NERA dei rincari va al trasporto multimodale passeggeri: viaggiare con più mezzi di trasporto – treno, bus, tramvia – è diventato più caro, di quasi l’ 11 per cento rispetto a giugno. E’ costoso anche spostarsi in auto. Pur se la benzina è diminuita di quasi l’ 1 per cento rispetto a giugno, il rialzo rispetto a un anno fa è del 10 per cento. In questo caso, l’ unico modo per risparmiare un po’ è confrontare i prezzi applicati dai distributori, consultando i vari siti internet, oppure rifornirsi alle pompe bianche e a quelle no logo. DAL PRIMO luglio sono aumentate anche le tariffe di luce e gas decise da Arera, l’ Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. Incrementi dovuti «a tensioni internazionali e al caro-petrolio» ma che vanno a incidere sulle tasche dei fiorentini, le cui bollette, da questo mese, sono aumentate di oltre il 7 per cento, se si tratta di gas, e del 4,7 per cento per la luce. Per i single aumenteranno presto anche le bollette dell’ acqua: dalla prossima fattura, infatti, Publiacqua applicherà la nuova articolazione tariffaria deliberata da Arera, basata sul numero dei componenti della famiglia e l’ innovativo calcolo farà risparmiare i nuclei familiari più numerosi, ma non chi vive solo o consuma poca acqua. La novità è anche retroattiva, con l’ aggiornamento tariffario che è di fatto scattato dal primo gennaio 2018. A partire dal 3 luglio sono poi rincarati anche alcuni servizi di Poste Italiane. Inviare una raccomandata, un pacco o una lettera costa di più, per un incremento medio del 5 per cento. LUGLIO è anche tempo di vacanze e qualche giorno di relax è costato ai fiorentini il 9 per cento in più rispetto a giugno. Secondo l’ Osservatorio nazionale di Federconsumatori, una famiglia composta da due adulti e due ragazzi, tra ombrellone, pranzo frugale e benzina per il viaggio, per una giornata al mare ha sborsato quasi 90 euro, il 2% in più rispetto all’ estate 2017. Al contrario, i turisti che hanno scelto Firenze, per l’ alloggio, hanno speso il 10, 73% meno rispetto al mese precedente. AD ALLEGGERIRSI per entrambi, è sicuramente il carrello della spesa. Scende del 7,5 per cento in un mese il prezzo della frutta, e costano meno pesce e verdure (-1,8 per cento). Secondo Codacons, però, la diminuzione è dovuta alla flessione della domanda da parte dei consumatori, che, preoccupati per i rincari degli ultimi mesi, hanno iniziato a tagliare sulla spesa alimentare. «E’ evidente che il fenomeno del caro-benzina sta avendo ripercussioni sulle vendite al dettaglio, determinando rincari dei prezzi a cascata cui le famiglie reagiscono riducendo gli acquisti – afferma la presidente di Codacons Toscana, Silvia Bartolini -. Per i piccoli negozi poi, le vendite continuano a registrare numeri negativi a conferma di una crisi nerissima che attanaglia il commercio tradizionale a tutto vantaggio dell’ e-commerce».

L’Eco di Bergamo, 06/08/2018 03:15
Rai, stallo sul presidente sempre più battaglia legale
Ancora pochi giorni alla pausa estiva del Parlamento e se il nodo presidente non si sbloccherà nelle prossime ore, sarà rimandato tutto a settembre. Commissione di Vigilanza e consiglio di amministrazione della tv pubblica sono in attesa che i leader delle forze politiche trovino un’ intesa e al momento le riunioni degli organismi non sono state ancora convocate. Il presidente della commissione di Vigilanza, Alberto Barachini, ha chiesto un parere legale sulla posizione di Marcello Foa. Secondo uno dei giuristi interpellati, Beniamino Caravita di Toritto, il consigliere bocciato dalla bicamerale non può né guidare il consiglio, né riproporsi come candidato. Il leader della Lega Matteo Salvini, però, continua a insistere sul suo nome, anche di fronte alle perplessità del Movimento 5 Stelle che preferirebbe avere un cda pienamente operativo prima della pausa estiva. Eventualmente affidando un altro incarico a Foa, che ha lasciato il suo ruolo al Corriere del Ticino, e designando un nuovo presidente. I tempi sono stretti, però. Il cda dovrebbe essere convocato mercoledì, al massimo giovedì, per dare almeno il via libera all’ acquisto dei diritti per gli highlights della serie B e al contratto per «Un posto al sole». Atti praticamente dovuti, ma che nel clima attuale potrebbero provocare fibrillazioni. Il consigliere Riccardo Laganà ha inviato una lettera alle istituzioni sostenendo che la gestione Foa è allo stato illegittima e Fnsi e Usigrai hanno già fatto sapere di essere pronti a impugnare gli atti del consiglio. Difficile dunque che si proceda alle nomine delle testate rimaste vacanti, ma anche l’ ordinaria amministrazione potrebbe risultare complessa tra rischi di ricorsi e battaglie legali. Il primo a muoversi è stato il Codacons, che ha chiesto al Tar del Lazio di bloccare la nomina dei quattro consiglieri eletti dal Parlamento, perché non avrebbero la necessaria esperienza nel settore tv. Va all’ attacco il deputato dem Michele Anzaldi: «Chiederò che la commissione di Vigilanza presenti ricorso alla Corte Costituzionale, se l’ asserragliamento di Foa in Cda va avanti». «Il parere della commissione di Vigilanza – sostiene Giuseppe Greco, professore di Diritto amministrativo alla UniMarconi di Roma – non si sottrae al rispetto dei requisiti di legittimità degli atti amministrativi in quanto espressione della funzione amministrativa del suddetto organo. Pertanto non rientra tra gli atti politici insindacabili in sede giurisdizionale, con conseguente impugnabilità innanzi al giudice amministrativo».

ilcentro.it, 06/08/2018 00:40
Svolta sulla Nuova Pescara Oggi voto in commissione
PESCARA. A quattro anni dal referendum popolare per la fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore, la proposta di realizzazione della Nuova Pescara termina oggi il suo percorso amministrativo nella I commissione regionale, presieduta da Maurizio Di Nicola . Dopo la votazione già calendarizzata, infatti, la legge potrà essere inserita fuori sacco nella seduta dell’ assise regionale di domani. «Il mio auspicio è che non ci sarà un altro boicottaggio ai lavori, lasciando l’ aula e facendo mancare il numero legale», scrive Cristian Odoardi , presidente provinciale della Cna di Pescara, in una lettera aperta inviata a tutti i consiglieri regionali, «credo che il compito di chi viene eletto a rappresentare le istanze dei cittadini di una regione debba superare le divisioni territoriali e, su temi come questo, anche le divisioni partitiche. Mi auguro che si lavorerà per la comunità e per costruire il futuro». Odoardi considera la fusione «una grande opportunità» e si dice certo che «mere questioni campanilistiche e atteggiamenti anacronistici lasceranno il posto a visioni di largo respiro che sapranno dare al nostro territorio il giusto slancio per superare le attuali difficoltà con nuovo e rinnovato vigore». Sull’ argomento è intervenuto anche Carlo Costantini , presidente del comitato promotore del referendum del 2014, auspicando la possibilità che, in consiglio regionale, si possa «scrivere una bellissima pagina di storia della nostra Regione». In caso contrario, secondo Costantini, si verificherebbe «un tradimento della volontà popolare che risulterebbe, per dimensione e gravità, davvero senza precedenti». «Dopo oltre quattro anni di attesa», rimarca, «non sarebbe più possibile ritenere legittimo, comprensibile e rispettoso della volontà popolare il tentativo di fare fallire la realizzazione di un progetto nel quale non solo la stragrande maggioranza dei cittadini, ma anche la quasi totalità delle forse associative, sociali ed imprenditoriali vede una concreta opportunità di crescita e di sviluppo di un intero territorio». «Dobbiamo avere l’ ambizione di diventare la capitale dell’ Adriatico», incalza Vittorio Ruggieri , vicecoordinatore regionale del Codacons e componente dell’ associazione Nuova Pescara, «la porta d’ oriente del nostro paese, un hub capace di attrarre merci e persone. Non possiamo più tergiversare, è in gioco il futuro dei nostri figli». Sollecitano un passaggio imminente in commissione, per poi procedere con l’ approvazione in aula nella seduta di domani, anche Flor io Corneli , presidente della Federmanager Abruzzo e Molise, e Armando Foschi , segretario provinciale Utl Ugl, mentre il presidente dell’ associazione Nuova Pescara Ma rco Camplone chiede «di ispirarsi a Daniele Becci che, per la nostra città, intesa come unione di Pescara, Montesilvano e Spoltore, aveva lavorato senza risparmiarsi. Daniele, purtroppo, è venuto a mancare, ma il suo pensiero, unirsi per crescere, è sempre vivo». Di parere opposto, invece, è l’ intervento di Gabriele Di Stefano , consigliere comunale di Montesilvano (gruppo misto), che punta il dito contro i politici «che approfittano della distrazione popolare dovuta alla pausa estiva per architettare questa scellerata fusione» e invita i montesilvanesi a scendere in piazza contro l’ accorpamento. «È il momento di scendere in piazza, civilmente, perché sia palese che il popolo di Montesilvano non vuole essere cancellato dalla spugna malvagia degli speculatori», sostiene Di Stefano, «è necessario farsi sentire, contarsi e gridare con la forza popolare il nostro congiunto “no” a questo abominio, “no” a questo crimine. Montesilvano non sarà mai la preda di avvoltoi: scendiamo tutti in piazza a gridare: Giù le mani dal nostro spazio vitale, giù le mani da Montesilvano». (y.g.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

ilcentro.it, 06/08/2018 00:40
Salmonella nel fiume, il caso in Procura
L’ AQUILA. Salmonella in Procura. Il caso dei divieti (mai rimossi) di irrigazione lungo ampi tratti del fiume Aterno che attraversa il territorio di Fossa – causati dalla presenza accertata di contaminazione batteriologica delle acque superficiali – finisce all’ attenzione del procuratore Michele Renzo . A firmare l’ esposto è il Codacons, attraverso l’ avvocato Fabrizio Foglietti , al quale si sono rivolti i cittadini riuniti in comitato spontaneo fin dall’ estate 2014, quando esplose l’ emergenza salmonellosi nell’ Aterno. L’ ESPOSTO. I cittadini, essendo trascorsi oltre tre anni senza che siano state adottate idonee iniziative per rimuovere o contenere il pericolo per la salute pubblica, chiedono che s’ indaghi per scoprire se siano ravvisabili comportamenti omissivi nella filiera di enti pubblici finora investiti ufficialmente della problematica attraverso numerose istanze. DIVIETI AGGIRATI? Nell’ esposto si fa riferimento al fatto che l’ ordinanza 2016 del Comune di Fossa, riguardante il divieto di captazione dell’ acqua «per qualunque uso» per la sussistenza del pericolo batteriologico, non è stata mai revocata. Inoltre, si ipotizza che non siano state prese idonee iniziative per individuare le cause. E, cosa più grave, non sarebbero state adottate le opportune cautele per evitare un’ indebita utilizzazione delle acque irrigue per scopi non consentiti. In un contesto del genere, infatti, col divieto ancora in vigore, le saracinesche di captazione dai canali del consorzio di bonifica Aterno-Sagittario ai fondi agricoli privati non sono state sigillate. Dulcis in fundo , i proprietari dei terreni, pur impossibilitati a utilizzare l’ acqua, sono stati costretti a corrispondere al consorzio i canoni attraverso le inesorabili cartelle. L’ ISTITUTO DI SANITÀ. Il caso della salmonella nel fiume è finito anche all’ attenzione dell’ Istituto superiore di sanità cui, a giugno 2017, la Regione ha inviato una nota con richiesta di parere e supporto tecnico. I cittadini, proprietari di terreni improduttivi e in molti casi ammalorati causa mancato utilizzo, non sanno spiegarsi come sia possibile che, dopo 5 stagioni di restrizioni sull’ uso dell’ acqua, nessuno degli enti investiti, a livello centrale e locale, abbia assunto provvedimenti definitivi. Nel mirino anche la Regione, accusata di aver avviato «grossi investimenti sulla Marsica e ripianato debiti di enti sulla costa, abbandonando l’ Aquilano al proprio destino, in un limbo incomprensibile». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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