5 Luglio 2020

Rassegna stampa del 4 e 5 luglio 2020

    Anteprima 24 , 05/07/2020 17:39
    Sindaco di Salerno tra i rifiuti, Codacons: “Il territorio va controllato quotidianamente”
    salerno – riceviamo e pubblichiamo la nota stampa del codacons campania in merito alla situazione rifiuti a salerno e alla perlustrazione del sindaco napoli in via ligea. “abbiamo appena visto le foto del sindaco di salerno vincenzo napoli che ‘è al lavoro – in mezzo ai sacchi di immondizia di via ligea – per individuare
    Tempo di lettura: 2 minuti Salerno – Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa del Codacons Campania in merito alla situazione rifiuti a Salerno e alla perlustrazione del sindaco Napoli in via Ligea . “Abbiamo appena visto le foto del Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli che ‘ è al lavoro – in mezzo ai sacchi di immondizia di via Ligea – per individuare i responsabili ‘ altro non siamo riusciti a leggere, ma presumiamo che l’ articolo continuasse così: ‘ i responsabili di una situazione intollerabile che ha portato ad un aumento esponenziale di topi, blatte e quant’ altro in città ‘. Queste foto da un lato ci fanno felici per l’ intervento personale del Sindaco, ma non dovremmo essere sempre noi a chiedere interventi continui, ma sarebbe necessaria un’ azione mirata e costante certamente con maggior attenzione nelle zone frequentate da ragazzi, famiglie e bambini, ma non per questo deve essere trascurato il resto della città per garantire la sicurezza e la sanità pubblica. Da parte nostra quanto potevamo fare, l’ abbiamo fatto avvertendo Prefetto, Procura della Repubblica di Salerno e Asl. Non chiedevamo certamente che il Sindaco cercasse nella spazzatura, né ci bastano immagini spot che comunque apprezziamo perché indicano che sono giuste ed apprezzate le nostre denunce, ma confermiamo la richiesta di dimissioni dell’ Assessore all’ Ambiente , perché a questo ruolo è demandato specificamente il controllo quotidiano di pulizia delle strade e in genere del territorio, gridando forte che gli incarichi di assessorato vanno assegnati sempre a chi dà prova di responsabilità e costanza, diversamente si cambia ed il cambiamento deve essere inteso come rispetto dei propri elettori che col voto esprimono anche una richiesta di continua vigilanza sulle capacità specifiche dei singoli responsabili, che saranno bravissimi per altri incarichi, ma , magari, non per quello per cui sono stati chiamati”.

    ravennatv.it, 05/07/2020 17:32
    Dieselgate: Importante iniziativa europea del Codacons a tutela dei proprietari di auto Volkswagen
    il codacons per tutti i proprietari di auto volkswagen ha attivato un’ importante azione legale in germania volta far ottenere un risarcimento/indennizzo a tutti i proprietari di modelli aventi motore 1.2, 1.6 e 2.0 tdi , ea189 l’ hanno definito ‘l’ 11 settembre delle auto’. e in effetti il ‘dieselgate’, che ha travolto uno dei maggiori produttori di []
    IL CODACONS per tutti i proprietari di auto Volkswagen ha attivato un’ importante azione legale in Germania volta far ottenere un risarcimento/indennizzo a tutti i proprietari di modelli aventi motore 1.2, 1.6 e 2.0 TDI , EA189 L’ hanno definito ‘l’ 11 settembre delle auto’. E in effetti il ‘Dieselgate’, che ha travolto uno dei maggiori produttori di automobili al mondo, è lo scandalo del secolo: un terremoto scoppiato con la scoperta di un software, montato sui veicoli Volkswagen, capace di riconoscere la situazione di test e imporre al motore uno scarico di gas tossici da 10 a 40 volte inferiore al normale, che ha scandalizzato il mondo e costretto i vertici del Gruppo alle dimissioni. Tutti coloro che, a partire dal 2008/2009, hanno acquistato un’ automobile del gruppo Volkswagen con motore 1.2, 1.6 e 2.0 TDI, tutti rientranti nella categoria del motore EA189 diesel, dunque, hanno comprato un veicolo che, nonostante l’ omologazione, produce emissioni più alte di quanto previsto per il modello di appartenenza. Quella posta in essere da Volkswagen è, senza ombra di dubbio, una pratica commerciale scorretta nei confronti dei consumatori, che si sono trovati ad aver acquistato un bene con caratteristiche difformi da quelle dichiarate, e dunque hanno subito il danno derivante dal minor valore dell’ automobile. Mentre in tutto il mondo Volkswagen è andata incontro a pesanti sanzioni, e ha provveduto al risarcimento dei danni causati ai consumatori, in Italia la tutela dei soggetti coinvolti è ancora lontana dell’ essere effettiva. Il Tar del Lazio, con decisione del 31 maggio 2019 ora sottoposta al vaglio del Consiglio di Stato in appello, ha confermato la sanzione amministrativa di 5 milioni di euro comminata alla casa automobilistica tedesca dall’ Antitrust nell’ agosto 2016. La multa, tuttavia, non è diretta al risarcimento del danno dei singoli consumatori, avendo il fine di sanzionare il comportamento contrario alla normativa di cui al Codice del Consumo. Sul fronte penale, invece, la Procura di Verona ha aperto un procedimento per truffa in commercio contro i vertici italiani di Volkswagen Italia. Il Codacons, al fine di tutelare la posizione dei tantissimi consumatori danneggiati, ha preso parte a tale procedimento nella qualità di persona offesa. I legali e i consulenti dell’ associazione hanno partecipato a tutte operazioni peritali disposte dal Tribunale, dando un impulso fondamentale alle indagini e agli accertamenti tecnici. Tale attività ha portato all’ importantissimo risultato della conclusione dell’ incidente probatorio con l’ accertamento dell’ esistenza di un ‘ defeat device ‘, ovvero dell’ impianto che influisce sulle strategie di controllo delle emissioni allo scopo di ridurre le emissioni di ossido di azoto durante i cicli di omologazione su tutte le vetture esaminate. Nonostante sia stata riconosciuta l’ illegittimità del comportamento di Volkswagen, però, il PM della Procura di Verona ha richiesto l’ archiviazione del procedimento penale, ritenendo che non vi siano i presupposti per poter procedere per il reato di frode in commercio in relazione all’ installazione del software che, di fatto, consentiva l’ omologazione delle automobili anche in assenza del rispetto dei limiti di emissione, per mancanza di consapevolezza da parte di Volkswagen Italia di quanto stava accadendo, e, dunque, per mancanza di dolo. In questo modo, rischiano di rimanere senza tutela le migliaia di consumatori italiani vittime del ‘Dieselgate’. Il Codacons, ritenendo che la decisione del Pm italiano, ove confermata, lasci privo di sanzione un gravissimo illecito in danno dei consumatori e dell’ ambiente, ha proposto opposizione all’ archiviazione, chiedendo la prosecuzione delle indagini. Se la richiesta del Codacons dovesse essere accolta si aprirebbe nuovamente la strada del rinvio a giudizio, con conseguente possibilità per tutti i consumatori di costituirsi parte civile nel procedimento penale per richiedere il risarcimento del danno subito. Nel frattempo, in Germania , ove la casa madre tedesca, Volkswagen AG, ha già proceduto ad un imponente accordo per il risarcimento del danno a migliaia di consumatori, la Corte Federale ha emesso una sentenza storica, condannando la casa automobilistica al risarcimento del danno nei confronti del proprietario un’ auto truccata. La decisione ha sostanzialmente affermato il diritto del consumatore alla restituzione dell’ automobile alla casa automobilistica e al rimborso del prezzo pagato detratti unicamente i km percorsi. La consapevolezza o meno da parte dei vertici della società dell’ esistenza del ‘defeat device’ non è stata considerata rilevante, e dunque Volkswagen è stata ritenuta responsabile nei confronti dei consumatori che, ignari, hanno acquistato un bene difforme da quello voluto. Un principio importantissimo quello espresso dalla giurisprudenza tedesca, che potrebbe aprire la strada, in Germania, al risarcimento del danno nei confronti di migliaia di consumatori rimasti ancora senza tutela. A fronte dell’ inerzia delle istituzioni italiane che avrebbero dovuto tutelare i tuoi diritti, e in considerazione dell’ importante principio affermato dalla Corte Federale tedesca, il Codacons ha deciso di avviare un’ azione in Germania nei confronti della casa madre tedesca che controlla Volkswagen Italia, Volkswagen AG. La nuova iniziativa è volta a richiedere in via stragiudiziale, in Germania, il risarcimento del danno subito, da tutti i consumatori aderenti, per aver acquistato un’ automobile Volkswagen con motore 1.2, 1.6 e 2.0 TDI, EA189 diesel. La nostra Associazione, per il tramite dei propri legali e di uno studio legale partner in Germania, procederà a diffidare la casa automobilistica tedesca a riconoscere ai consumatori italiani il giusto ristoro del danno subito, alla stregua di quanto è avvenuto per i consumatori tedeschi, portando avanti tutta la fase delle trattative. Verrà richiesto il danno extracontrattuale per pratica commerciale scorretta in accordo alla giurisprudenza tedesca: il 15% del prezzo di acquisto. Il risarcimento dipenderà pertanto dal modello acquistato, con un range indicativamente tra 1500 euro e 6500 euro. Qualora Volkswagen formuli una proposta risarcitoria, il Codacons provvederà a informare gli aderenti all’ azione al fine di raccogliere le volontà di accettare l’ accordo, seguendo tutta la fase di perfezionamento dello stesso. Tutta l’ attività volta a giungere ad un accordo stragiudiziale non comporterà per gli aderenti alcun anticipo di spesa. Solo in caso di esito positivo delle trattative, e dunque di perfezionamento dell’ accordo transattivo, è prevista la corresponsione al Codacons di una percentuale, a titolo di rimborso delle spese sostenute, della somma che sarà riconosciuta da Volkswagen, secondo le condizioni che saranno comunicate al momento dell’ adesione all’ azione. Se hai acquistato*, a partire dal 2008/2009, un’ automobile del gruppo Volkswagen che, a prescindere dalla cilindrata, è equipaggiata con il motore ‘incriminato’ (EA189) aderisci all’ azione contattando il CODACONS Emilia Romagna info@codacons.emiliaromagna.it chiamando il numero verde 800 050800 o il numero 051312611 Ti verranno inviarti senza alcuna spesa tutti i moduli che dovrai restituirci compilati e le istruzioni da seguire per aderire. * E’ possibile aderire all’ azione anche in caso di successiva alienazione dell’ automobile.

    Agenzia Giornalistica Opinione, 05/07/2020 16:50
    CODACONS * BENZINA: « ITALIA AL SECONDO POSTO IN EUROPA PER IL COSTO DIESEL, AL NETTO DELLE TASSE I CARBURANTI COSTANO MENO RISPETTO A MEDIA UE » (ELENCO PREZZI)
    i ritocchi ai listini di benzina e gasolio registrati nel nostro paese nelle ultime settimane portano di nuovo l’ italia ai vertici della classifica europea del caro-carburante. lo afferma il codacons, che ha rielaborato i dati forniti dalla commissione europea relativi all’ andamento dei prezzi alla pompa in tutta l’ ue nell’ ultima settimana. ‘l’ italia si piazza al secondo []
    I ritocchi ai listini di benzina e gasolio registrati nel nostro paese nelle ultime settimane portano di nuovo l’ Italia ai vertici della classifica europea del caro-carburante. Lo afferma il Codacons, che ha rielaborato i dati forniti dalla Commissione Europea relativi all’ andamento dei prezzi alla pompa in tutta l’ Ue nell’ ultima settimana. ‘L’ Italia si piazza al secondo posto della classifica dei paesi europei dove il gasolio costa di più – denuncia il presidente Carlo Rienzi – Con una media ai distributori di 1,285 euro al litro il nostro paese si colloca in seconda posizione, preceduto solo dalla Svezia (1,359 euro/litro). Non va meglio sul fronte della benzina: con un prezzo medio alla pompa di 1,399 euro, l’ Italia è al 4° posto in Europa, dietro Paesi Bassi, Danimarca e Grecia’. Rispetto alla media Ue la benzina costa oggi nel nostro paese l’ 11% in più, mentre per il gasolio gli italiani spendono addirittura il 14% in più. Una differenza quella tra i listini italiani ed europei determinata dall’ elevata tassazione che vige sui prezzi di benzina e gasolio nel nostro paese, e che raggiunge il 70% su ogni litro di carburante venduto in Italia – attacca il Codacons – Basti pensare che al netto di Iva e accise benzina e gasolio costano nel nostro paese addirittura meno della media europea (0,418 euro al litro la verde e 0,436 il diesel contro una media Ue rispettivamente di 0,432 euro e 0,452 euro). DI seguito i prezzi alla pompa di benzina e gasolio praticati in tutta Europa nell’ ultima settimana:

    Radio Veronica One, 05/07/2020 15:34
    Codacons: “Sì a Tso per positivi che sfuggono a isolamento”
    (Fotogramma) Pubblicato il: 06/07/2020 13:11 Il Codacons si dice “favorevole alla proposta” lanciata dal governatore del Veneto, Luca Zaia, “di estendere i trattamenti sanitari obbligatori” Tso “a quei soggetti che risultano positivi a Covid-19, ma non intendono sottoporsi alla quarantena e alle altre limitazioni previste dalle disposizioni vigenti”. “E’ evidente che chi è malato deve essere costretto con ogni mezzo a non contagiare altre persone, e in tal senso un trattamento sanitario obbligatorio appare l’ unica strada percorribile – afferma il presidente dell’ associazione consumatori, Carlo Rienzi – L’ esigenza di garantire la salute pubblica, messa in serio pericolo da chi, consapevole della propria contagiosità, mette a rischio la salute altrui, legittima misure straordinarie come il Tso. La salute della collettività è un infatti un interesse primario tutelato dal nostro ordinamento, e lo Stato ha il dovere giuridico di sostituirsi al singolo cittadino quando lo stesso rifiuta cure mediche che appaiono indispensabili e necessarie”. Il Codacons sostiene dunque la proposta di Zaia, “perché basata su esigenze reali e su un pericolo concreto – si legge in una nota – diversamente da quanto fatto dal collega del Lazio, Nicola Zingaretti, il quale, con una ordinanza assurda, ha obbligato a vaccinarsi per la normale influenza i cittadini over 65, sanzionandoli con l’ esclusione dalla vita sociale in caso di rifiuto”.
    fonte adnkronos

    IlDolomiti, 05/07/2020 14:41
    Il Codacons contro i rincari post-Covid: “Parrucchieri e meccanici applicano costi ingiustificati”
    la denuncia del codacons: “attraverso la voce ‘tassa covid’, che va da un minimo di 2 euro dei parrucchieri ai 10 euro dei centri estetici fino ai 40 euro richiesti dalle officine, i consumatori sono stati colpiti da vere e proprie stangate”
    TRENTO. Con il lockdown ormai alle spalle sono ripartite praticamente tutte le attività, con esse però sono arrivati anche una serie di rincari e non è raro che sullo scontrino siano comparse voci come “tassa covid” o “tassa di sanificazione”. Se da un lato molte imprese hanno dovuto fare i conti con il blocco forzato imposto dal periodo di quarantena e con un rialzo delle spese legato alle nuove disposizioni entrate in vigore in materia di prevenzione, dall’ altro a pagarne le conseguenze sono stati i consumatori. In alcuni casi parrucchieri, barbieri, centri estetici, carrozzieri e bar hanno aggiunto delle nuove voci sullo scontrino, talvolta con rincari che si aggirano attorno a 1 o 2 euro, ma in altre situazioni questi balzelli si sono trasformati in veri e propri salassi, così come denunciato dal Codacons: “I dati sui prezzi diffusi in questi giorni danneggiano i consumatori e negano una realtà che è sotto gli occhi di tutti – punta il dito l’ associazione che tutela i consumatori – i rincari post-Covid ci sono stati, a macchia di leopardo e attraverso escamotage che sfuggono alle indagini statistiche”. Questa almeno l’ accusa del Codacons che contesta senza mezzi termini alcune pratiche: “Affermare che in Italia non si sono verificati rincari dei prezzi in occasione delle riaperture è un insulto per migliaia di consumatori che in questi giorni hanno segnalato aumenti ingiustificati in diversi ambiti”. Stando a quanto rilevato dal Codacons i consumatori sarebbero stati ingannati: “La maggior parte degli incrementi dei listini è sfuggita alle rilevazioni ufficiali perché i rincari vengono quasi sempre applicati sullo scontrino attraverso la voce ‘tassa Covid’ che va da un minimo di 2 euro dei parrucchieri ai 10 euro dei centri estetici per kit monouso obbligatori, fino ai 40 euro richiesti dalle officine per la tassa di sanificazione imposta ai clienti”. Quest’ ultima una pratica scorretta adottata da alcuni meccanici e carrozzieri che, quando i clienti si sono presentati in officina per il tagliando o le riparazioni, al conto hanno aggiunto il costo per un trattamento di sanificazione spacciato per obbligatorio. Secondo il presidente del Codacons Carlo Rienzi si tratta di una pratica illegale contro la quale la sua associazione si è già mobilitata presentando esposti ad Antitrust e guardia di finanza. “In sostanza – precisa Rienzi – i listini dei servizi offerti rimangono invariati, ma ai consumatori vengono applicati costi aggiuntivi che di fatto rappresentano una stangata”. Contenuto sponsorizzato Telegiornale Archivio Ultima edizione Edizione ore 19.30 del 04 luglio 2020 Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto Vai all’ archivio Sostienici con una donazione, il dolomiti lo facciamo insieme. Contenuto sponsorizzato Dalla home Zanetti: “Nessuno ha voluto candidare una donna” ma dimentica l’ avversaria Martini del M5s, Romano nel 2015 e Giuliani nel 2009 05 luglio – 11:58 La candidata di “Si può fare” sostiene di essere la prima e unica donna in corsa per la carica di sindaca a Trento, ma non è così. Nel 2009 e nel 2015 Sinistra e Lega Nord presentarono due donne, mentre oggi c’ è la candidata pentastellata: “Si vede che la mia avversaria non segue l’ attività politica della città, nel M5s non abbiamo problemi con la parità di genere” Aperture domenicali, Stanchina: ”A Trento i vigili non daranno multe sarebbe vessazione verso i commercianti”. Intanto a Bolzano oggi riaprono i negozi 05 luglio – 10:19 Mentre a Bolzano si riparte oggi con i negozi aperti ad orario completo dopo due mesi di chiusura per il lockdown dando spinta all’ economia, a Trento entra in vigore la legge di Failoni e Fugatti che stabilisce la chiusura dei punti vendita. E’ scontro con il Comune, l’ assessore Stanchina: “Ancora una volta una confusione terribile e danni economici per la città. L’ Amministrazione farà di tutto per tutelare i propri commercianti” Perde il controllo della moto e finisce per schiantarsi. Paura per una motociclista 36enne 05 luglio – 12:27 L’ incidente è avvenuto sul territorio di Brentonico. La donna è stato trasportata in ospedale a Rovereto Contenuto sponsorizzato MEDIA CONSIGLIATI ARCHIVIO Cronaca IL VIDEO. Coronavirus, ecco come si è sviluppato il focolaio trentino: ”Rientrato dal Kosovo ha pensato bene di fare una festa” 03 luglio – 13:42 Cronaca 02 lug IL VIDEO. Prima il fumo e poi anche il fuoco. La Panda a Cortina si blocca lungo la strada e si incendia Cronaca 30 giu IL VIDEO. Detroit, al corteo antirazzista la polizia investe i manifestanti Contenuto sponsorizzato Contenuto sponsorizzato.

    Dagospia, 05/07/2020 13:37
    UBI DELLE MERAVIGLIE – DOPO IL FONDO PARVUS ALLE CAYMAN, PRIMA AZIONISTA “CLANDESTINO” DELLA BANCA, E LE OPERAZIONI DI UBI INTERNATIONAL (BERETTA) E QUELLE DELLA SARAS PETROLI (MORATTI), ORA MASSIAH TIRA FUORI DAL SUO CAPPELLO DI ILLUSIONISTA …
    UBI BANCA Si aprono crepe nel muro dei «no» all’ Ops su Ubi Banca che i soci storici dell’ istituto bergamasco avevano eretto contro la proposta annunciata da Intesa Sanpaolo. E in contemporanea la Bce ha acceso un faro sul nuovo piano di Ubi per cercare di capire il senso di obiettivi apparentemente contraddittori, mentre il sindacato scende sul piede di guerra sugli esuberi. Probabilmente non era ciò cui aspiravano i vertici dell’ istituto dopo i proclami sulla bocciatura. LE GRANDI FAMIGLIE giuseppe Lucchini Quanto alle crepe, quasi due mesi fa Giuseppe Lucchini, erede di una delle grandi famiglie bresciane e socio storico della Banca Lombarda che aveva contribuito alla nascita di Ubi, si era sfilato dal patto bresciano, contrario all’ Ops con il suo 8,7%, approfittando di una finestra concordata. Apparentemente il suo gesto non aveva avuto grande seguito, fino a quando giovedì scorso, vigilia del voto del cda di Ubi sull’ Ops, una dichiarazione di Aldo Poli, presidente della Fondazione del Monte di Lombardia (socio di rilievo dell’ istituto bergamasco con il 4,9%), non aveva allargato quella piccola crepa. ubi – Victor Massiah, Letizia Moratti e Andrea Moltrasio In una intervista, Poli aveva infatti annunciato l’ intenzione di valutare, su mandato del cda della Fondazione, l’ offerta di Intesa Sp «senza pregiudizi e nell’ interesse del territorio e della valorizzazione dei nostri investimenti». Aveva inoltre lasciato intendere che un ritocco dell’ offerta avrebbe indotto a rivedere le rigidità iniziali. Una posizione decisamente non allineata con quanto nelle stesse ore veniva fatto trapelare dal cda Ubi, dove si stava preparando la netta bocciatura che di lì a poco sarebbe stata comunicata al mercato. mario cera Ma quella di Poli non era l’ unica sorpresa dietro l’ angolo: mentre venerdì 3 il vertice di Ubi approvava l’ aggiornamento del piano industriale che avrebbe supportato la bocciatura dell’ offerta, al Comitato azionisti di riferimento del Car – il patto di consultazione che raccoglie il 18,8% del capitale di Ubi cui tra gli altri partecipa con il 4,9% la Fondazione Lombardia guidata da Poli – veniva recapitata la lettera di dimissioni dal Comitato di presidenza dell’ avvocato Mario Cera. I TESORI NASCOSTI Massiah e Bazoli Docente di diritto commerciale all’ Università di Pavia, Cera è considerato tra i personaggi più influenti nell’ ambito dell’ azionariato Ubi e di Cattolica che del Car fa parte. Difficile che le sue dimissioni, motivate ufficialmente con ragioni personali, non vengano interpretate come un segnale diretto alle altre personalità del patto. bce L’ attesa ora è per il giudizio sull’ offerta che a metà settimana Société Generale, l’ advisor incaricato di valutare l’ offerta dalla Fondazione del Monte e dalla Fondazione Cuneo (cui fa capo il 5,9% di Ubi, anch’ esso apportato al Car dove negli ultimi giorni sta vacillando la leadership del presidente Gianni Genta, messo alle strette dal Comune della città Granda e altri soggetti come Beretta, Bombassei, Bosatelli, Radici sono alla finestra), ha promesso di fornire: ove tale giudizio fosse di apertura, probabilmente la crepa diverrebbe ampia e ufficiale. UBI BANCA BRESCIA Domani si riuniscono le fondazioni e potrebbero esserci novità. Ma, come detto, ci sono altri due fronti che si aprono davanti a Ubi. Da fonti autorevoli si apprende che hanno destato sorpresa nella Bce i nuovi obiettivi al 2022 del piano industriale annunciato dall’ ad Victor Massiah (da adottare se fallisse l’ Ops), soprattutto in relazione a 840 milioni di dividendi a fronte di un utile ridotto dal piano del 17 febbraio di 103 milioni (da 665 a 562 milioni). Un piano così performante non si era mai visto dalle parti di Brescia e Bergamo, e con livelli di remunerazione del capitale così significativi da aver dovuto ricorrere, per giustificarli, alla suggestione dei «tesori nascosti» nei bilanci del gruppo. POSIZIONE NON NEGOZIABILE Carlo Messina e victor Massiah La sorpresa degli uomini di Francoforte si spiega facilmente: per essere credibili in termini di rispetto dei ratios di solvibilità, le banche devono concordare con la Bce i piani industriali, ed evidentemente di quello rivisto da Ubi nessuno sapeva. È perciò presumibile una verifica a stretto giro tra il vertice della banca bergamasca e gli uomini della Vigilanza di Francoforte per meglio individuare le fonti di un contributo aggiuntivo così importante. VICTOR MASSIAH Infine la questione occupazionale su cui ieri sera è nata una polemica tra i portavoce di Intesa e di Ubi a proposito del rapporto uscite-nuovi assunti. Il leader Fabi, Lando Sileoni ha scoperto dal piano revised che la banca dovrà mandare a casa 2 mila dipendenti, al netto di mille assunzioni. «Significa che ci saranno – scrivono i vertici del più importante sindacato del settore – non meno di 3 mila fuoriuscite e mille assunzioni con un rapporto di uno a tre. La nostra posizione sull’ argomento è chiara da sempre e la ribadiamo: il rapporto deve essere di uno a due, cioè un’ assunzione ogni due uscite volontarie». MASSIAH LETIZIA MORATTI Un messaggio esplicito che la posizione enunciata non sembra destinata a diventare negoziale. Intanto il cda di Intesa Sp fissato per martedì 7, è stato rinviato al 9, mentre l’ ops parte domani. INTESA UBI: THE ITALIAN TIMES, ‘UBI DICE NO IN NOME DEI TESORI NASCOSTI NEL SUO BILANCIO’ UBI BANCA index (Adnkronos) – “Come previsto, il Cda di UBI ha bocciato l’ offerta di scambio avanzata da Intesa Sanpaolo. Quelle che non erano previste sono le motivazioni (a parte quelle ovvie di voler restare indipendenti per continuare a comandare a casa propria) per spiegare agli azionisti cosa farà la banca per essere remunerativa per i propri azionisti: Massiah ha infatti tirato fuori dal suo cappello di illusionista la promessa di circa 330 milioni di dividendi in più nel triennio 2020-2022, in più rispetto a quanto annunciato appena a febbraio scorso. victor massiah E il Covid non ha certo migliorato il contesto economico rispetto a febbraio. Anzi, l’ agenzia di rating Fitch qualche mese fa aveva sancito che se non fosse in ballo l’ Ops di Intesa i titoli UBI sono da considerarsi junk, spazzatura”. E’ quanto scrive ‘The Italian Times’ in un articolo sulla vicenda Intesa UBI. “E allora da dove tira fuori Massiah il magico numeretto da offrire agli azionisti per indurli a non cedere i loro titoli ad Intesa, che invece offre un apprezzamento certo del 40 per cento del valore? Basta dire che è un piano ”resiliente” per convincere i piccoli azionisti preoccupati di non veder svanire i propri risparmi, visto che gli utili come per incanto si moltiplicano? Rispetto al 2019 infatti il nuovo piano li aumenta addirittura del 59 per cento, mentre sull’ anno scorso aveva annunciato utili magri, e poi c’ è pure il vincolo Bce a tenere in cassa riserve maggiori del solito”, scrive Italian Times. victor massiah “Ma non è tutto: consapevole forse che i piani in fase di annuncio si possono dilatare ma non più di tanto per non farsi cogliere in fallo dagli analisti, Massiah ha parlato di ”tesori nascosti nel bilancio” per rimpinguare gli utili e i dividendi e ha fatto l’ esempio delle attività di merchant acquiring che possono essere valorizzate addirittura per 350 milioni, oppure della controllata cinese che è iscritta a bilancio per 40 milioni. E perchè non recuperare anche gli altri ”tesori” custoditi off shore dalla finanziaria Parvus, che detiene l’ 8,6 per cento di UBI e portarli in chiaro?”, si sottolinea. Edoardo Mercadante – Parvus L’ offerta Intesa, si legge ancora, “garantisce invece nero su bianco ai piccoli azionisti UBI i seguenti (e rilevanti) benefici: innanzitutto i dividendi 2019 non distribuiti da Intesa a seguito della raccomandazione della Bce di sospendere il pagamento dei dividendi fino al 1 ottobre 2020 (a mero titolo informativo, pari a 0,192 euro per azione Intesa moltiplicato il concambio di 1,7 volte vs. 0,13 euro per azione UBI; Bazoli e Victor Massiah poi la conferma della politica dei dividendi indicata nel Piano industriale 2018-2021, nonostante lo scenario macroeconomico avverso causato dal Covid-19, che prevede la distribuzione di un ammontare di dividendi pari al 75% del risultato netto per l’ esercizio 2020 e al 70% per l’ esercizio 2021”. Isabel Schnabel Bce Sull’ Ops, scrive The Italian Times, “è intervenuto anche il Codacons, associazione leader dei consumatori: ‘riteniamo sulla base delle informazioni pubblicate che la strada dell’ adesione all’ operazione di scambio sia quella che più tutelerebbe i piccoli azionisti'”. Condividi questo articolo.

    Ragusa Oggi, 05/07/2020 12:26
    Intossicazioni alimentari in estate numeri triplicati. Ecco il decalogo per stare attenti anche negli esercizi pubblici
    In estate triplicano i casi di disturbi gastrointestinali causati da alimenti contaminati da microrganismi, le cosiddette infezioni, o da sostanze tossiche prodotte dagli stessi microrganismi (intossicazioni). Ecco perchè Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons chiede alle Forze dell’ ordine controlli a tappeto, specie nelle località turistiche, bar, ristoranti, lidi balneari, i chioschi, supermercati ecc. . Se nella preparazione o conservazione degli alimenti, infatti, si trascurano le norme igieniche e le corrette procedure per il mantenimento della catena del freddo, l’ aumento della temperatura esterna favorisce la moltiplicazione di batteri. Se poi si utilizzano fin dall’ inizio prodotti scaduti ecco che il rischio di intossicazioni aumenta in modo esponenziale. L’ associazione ricorda che chi mette in vendita cibi contaminati commette reato (art. 444 del codice penale, “Chiunque detiene per il commercio, pone in commercio ovvero distribuisce per il consumo sostanze destinate all’ alimentazione . pericolose alla salute pubblica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.). Di seguito alcuni preziosi consigli di Tanasi per tutelarsi dai rischi alimentari estivi: 1) Ristoranti. A pranzo, specie nei ristoranti che non conoscete, diffidate dei carrelli con cibi freddi, conservati a lungo a temperatura ambiente, specie se con gelatine, creme, maionese, mascarpone, salse e uova. 2) Occhio all’ aspetto! Controllate che non ci sia brina all’ esterno delle confezioni surgelate, è indice di un cattivo mantenimento. 3) Buttate i cibi le cui confezioni presentano un rigonfiamento. Prestate attenzione, in particolare, ai prodotti freschi come latte, mascarpone, creme; 4) Bibite. Non acquistate bottiglie d’ acqua o bibite lasciate sotto i raggi del sole. Ricordate, infine, che anche le bibite hanno una scadenza: controllatela! Molti chioschi estivi, per smaltire le rimanenze dello scorso anno, vendono bibite già scadute. 5) Frutti di mare. Non acquistate pesce e frutti di mare di dubbia provenienza e prendete cozze e vongole solo se contenute in confezioni sigillate e avvolte da una retina di plastica e con un’ etichetta che indica peso e scadenza dei frutti di mare. Ricordate che i frutti di mare possono essere conservati al massimo per 4 giorni, alla temperatura di 6°C, quindi, in frigorifero. Per il pesce ricordatevi di analizzare sempre anche il colore, l’ odore e l’ aspetto generale. 6) Congelatori. Nei bar e nei negozi non acquistate prodotti se il congelatore è stracolmo di roba. Per una corretta conservazione, infatti, i prodotti non devono mai superare un certo carico. Meglio, poi, i freezer con gli sportelli chiusi (solitamente verticali). 7) Gelati in spiaggia. A differenza dei cibi congelati, quelli surgelati hanno dei cristalli di ghiaccio più piccoli, microscopici. Se, quindi, notate che l’ alimento ha dei cristalli di ghiaccio più grandi, della brina, questo può essere un sintomo dell’ interruzione della catena del freddo. Insomma, se il gelato perde la sua compattezza e cremosità e diventa come la brina: buttatelo! 8) Igiene. Non consentite al negoziante di toccare il prosciutto con le mani: esistono le apposite palette. Stesso discorso se chiedete un panino al bar o se vi servono una bibita prendendo il bicchiere dall’ alto. Se poi il negoziante serve i clienti ma sta anche alla cassa, chiamate i vigili! 9) Ambulanti. Non acquistate nessun prodotto deteriorabile da carrettini ambulanti privi di celle frigorifere adeguate alla conservazione degli alimenti. 10) Scadenze. Controllate sempre la data di scadenza di tutti gli alimenti. Un ultimo consiglio. Denunciate tutte le situazioni anomale alle Forze dell’ ordine della zona. Se nel villaggio turistico o nell’ albergo in cui siete contraete una intossicazione alimentare, rivolgetevi al Codacons per chiedere i danni.

    Bs News, 05/07/2020 12:12
    CORONAVIRUS, altra gaffe di Gallera? Il Codacons chiede di commissariare la Regione
    l’ associazione di consumatori, in un comunicato, attacca ancora l’ assessore alla sanità e chiede le dimissioni di tutta la giunta
    Ancora una presunta gaffe da parte dell’ Assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera , che “parlando delle procedure di sorveglianza attuate dalla Regione per prevenire il covid, confonde l’ unità di misura della temperatura corporea (gradi Celsius) con un valore percentuale”. A riferirlo è una nota dell’ associazione di consumatori Codacons , che attacca ancora l’ assessore alla Sanità, chiede le dimissioni della Giunta e il commissariamento della Regione. “Tra gaffe ed errori nella gestione della sanità lombarda – si legge nella nota – non si ferma il contagio, si fermano invece i tamponi, che contrariamene a quanto si era richiesto continuano a diminuire”. Il Codacons ricorda quindi – così almeno recita il comunicato – “le gravissime frasi sulla sanità privata di Gallera (gli ospedali privati “hanno aperto le loro stanze lussuose a pazienti ordinari, che venivano trasferiti dal pubblico”) e l’ incredibile errore sull’ indice di contagio “Siamo a un indice di contagio dello 0,51 che cosa vuol dire? che per infettare me bisogna trovare due persone infette nello stesso momento. Non è cosi’ semplice””). “La vita di 10 milioni di persone dipende dalla Giunta Lombarda – conclude il presidente Marco Donzelli – chiediamo solo che chi abbia in mano tali responsabilità abbia le necessarie competenze per farlo, e se qualcuno non lo ha allora è necessario che faccia un passo indietro” MASCHERINE CONTRO IL CORONAVIRUS , LA GUIDA MASCHERINE, QUALI SONO UTILI CONTRO IL CORONAVIRUS MASCHERINE, APPROFONDIMENTO SU DPI FFP2 E FFP3 MASCHERINE CONTRO IL CORONAVIRUS, I CONSIGLI DELL’ ESPERTO MASCHERINE CONTRO IL CORONAVIRUS, COSA BISOGNA GUARDARE PER NON SBAGLIARE L’ ACQUISTO DIFFERENZA TRA MASCHERINE FILTRANTI E CHIRURGICHE CORONAVIRUS, CHI DEVE USARE LE MASCHERINE E QUALI MASCHERINE, GUANTI E IGIENIZZANTI MANI: COME SI USANO LE MASCHERINE SERVONO O NO? L’ INCHIESTA: MASCHERINE FINITE? GLI OSPEDALI NON SANNO CHE POSSONO RIGENERARLE CORONAVIRUS: OBBLIGATORIO COPRIRSI CON MASCHERINA O ALTRO QUANDO SI ESCE DI CASA NOTIZIE IMPORTANTI SUL CORONAVIRUS CORONAVIRUS, LA MAPPA DEL CONTAGIO NEL BRESCIANO TUTTE LE NOTIZIE SUL CORONAVIRUS QUI TUTTE LE NOTIZIE PUBBLICATE DA BSNEWS.IT SUL CORONAVIRUS 50x Mundbedeckung Polvere Hygiene Atem Bocca Spuck Protezione USA e Getta 3Lagig Rapida 4,38 disponibile 54 nuovo da 1,50 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it HACR Sacchetto Protettivo monouso, 50 Pezzi per Sacchetto, Tre Strati protettivi per prevenire… 6,99 7,20 disponibile 5 nuovo da 4,50 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it AD ADTRIP 50PCS Mascarilla desechable Mascarilla bucal transpirable a prueba de polvo Maschera… 4,99 13,45 disponibile 8 nuovo da 4,99 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Maschera monouso per uso generale, confezione da 50 23,09 30,49 disponibile 1 nuovo da 23,09 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Spedizione gratuita PHILOGOD Máscaras Desechables Ear Loop Médico De La Cara Máscara Quirúrgica Traspirante y comodo… 7,79 disponibile 5 nuovo da 2,82 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Mascherine per Viso, 50PCS Maschera Monouso con Orecchio Maschere Civili Traspiranti e… 5,99 12,89 disponibile 10 nuovo da 5,99 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Maschera facciale in polipropilene a 3 strati Jointown, confezione da 50 pezzi 19,99 24,99 disponibile 1 nuovo da 19,99 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Spedizione gratuita N/A 100 Pezzi Maschera monouso 3 Strati Maschere chirurgiche con Orecchini Elastici 11,70 12,00 disponibile 7 nuovo da 10,00 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it 100pcs Formato Faccia Libera USA e Getta Blu 3-ply 8,99 12,98 disponibile 11 nuovo da 4,05 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it 50 protezioni per il viso, chirurgiche, con passanti per le orecchie, antipolvere, di tipo… 5,88 6,89 disponibile 22 nuovo da 1,50 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Castle Houseware 1000 x Guanti USA e Getta in plastica di polietilene di Grandi… 2,57 5,50 disponibile 10 nuovo da 0,88 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Criacr Guanti Monouso, 100 Pezzi Guanti di Medie Dimensioni, Senza Polvere, Guanti in Vinile… 20,19 disponibile 1 nuovo da 20,19 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it MZY1188 Guanti monouso da 100 Pezzi, universali per Guanti di Sicurezza per la Pulizia delle… 19,81 disponibile 4 nuovo da 11,50 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Palucart Guanti in nitrile Blu taglia S senza talco 1 confezioni da 100 Small 15,14 16,95 disponibile 10 nuovo da 15,14 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Juvale – Guanti usa e getta, in plastica, 500 pezzi, per uso alimentare, trasparenti, taglia unica 2,80 5,74 disponibile 7 nuovo da 0,88 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Guanti Nitrile Monouso Alimenti per uso Alimentare Pulizia Bricolage Bellezza e Sanitario Guanti… 13,66 15,61 disponibile 16 nuovo da 9,57 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Maschera medica monouso,SUAVER Maschera chirurgica monouso blu a 3 strati,Orecchini Elastici… 10,00 11,11 disponibile 3 nuovo da 10,00 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Gel Igienizzante Mani 70% Alcool Alcol Antigerm 1 Litro 1000ML ANTIGERM 7,99 16,00 disponibile 12 nuovo da 6,09 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it BLU HOME Gel Mani Igienizzante 500 ml con Dispenser, si usa senz’ acqua, con Oli Essenziali di Tea… 23,90 25,90 disponibile 3 nuovo da 23,90 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Spedizione gratuita Decdeal- 10pcs Protezione del Viso in Meltblown Tessuto Non Tessuto,Prevenzione Polvere e… 2,99 10,00 disponibile 8 nuovo da 2,99 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Envirobest Maschera Protettiva KN95/FFP2 (Confezione da 10) 24,90 28,99 disponibile 3 nuovo da 24,90 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Spedizione gratuita Bmstjk 100 Pezzi Guanti monouso, Guanti in Nitrile di Lattice, per… 12,29 14,78 disponibile 10 nuovo da 9,42 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Guanti in lattice con polvere taglia S – 100 pezzi 13,10 15,50 disponibile 4 nuovo da 13,10 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it 4 livelli di protezione efficaci contro particelle, polveri, nebbie e sostanze inquinanti sospese… 21,99 23,99 disponibile 1 nuovo da 21,99 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it 50 Mask, a 3 Strati Msks, la Protezione Mascherina, può Essere utilizzato in, Negozi Animale… 6,99 9,37 disponibile 10 nuovo da 4,30 Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Modelabs FFP2 KN95 Maschera viso, Confezione da 100 non disponibile Vedi le offerte migliori su Amazon Amazon.it Ultimo aggiornamento il 5 Luglio 2020 10:19 Scarica l’ articolo in (senza pubblicità) o stampalo Condividi: Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra) Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Mi piace: Mi piace Caricamento… Correlati.
    redazione bsnews.it

    Agenzia Giornalistica Opinione, 05/07/2020 09:12
    Codacons * prezzi parrucchieri: « i listini dei servizi offerti rimangono invariati, ma ai consumatori vengono applicati costi aggiuntivi che rappresentano una stangata »
    i dati sui prezzi diffusi oggi da una associazione danneggiano i consumatori e negano una realtà che è sotto gli occhi di tutti: i rincari post-covid ci sono stati, a macchia di leopardo e attraverso artifizi che sfuggono alle indagini statistiche. lo afferma il codacons, che contesta senza mezzi termini alcune errate indagini sui listini []
    I dati sui prezzi diffusi oggi da una associazione danneggiano i consumatori e negano una realtà che è sotto gli occhi di tutti: i rincari post-Covid ci sono stati, a macchia di leopardo e attraverso artifizi che sfuggono alle indagini statistiche. Lo afferma il Codacons, che contesta senza mezzi termini alcune errate indagini sui listini al dettaglio diramate oggi. Affermare che in Italia non si sono verificati rincari dei prezzi in occasione delle riaperture è un insulto per migliaia di consumatori che in questi giorni hanno segnalato aumenti ingiustificati in diversi ambiti – spiega il Codacons – Chi ha diffuso i dati odierni è caduto in un vero e proprio tranello: gli incrementi dei listini sfuggono infatti alle rilevazioni ufficiali perché i rincari vengono quasi sempre applicati sullo scontrino attraverso la voce ‘tassa Covid’ che va da un minimo di 2 euro dei parrucchieri ai 10 euro dei centri estetici per kit monouso obbligatori, fino ai 40 euro richiesti dalle officine per la tassa di sanificazione imposta ai clienti. ‘In sostanza i listini dei servizi offerti rimangono invariati, ma ai consumatori vengono applicati costi aggiuntivi che di fatto rappresentano una stangata, come dimostrato non solo dalle migliaia di mail e scontrini inviati al Codacons, ma da numerose inchieste giornalistiche che in questi giorni hanno confermato l’ allarme lanciato dalla nostra associazione’ – conclude il presidente Carlo Rienzi.
    carlo rienzi

    La Prealpina, 05/07/2020 05:01
    Truffe, il Codacons sollecita più prevenzione
    GERENZANO (s.d.m.) Dopo l’ episodio della donna ipnotizzata da due falsi addetti del gas, ultima di una lunga scia di truffe in paese, scende in campo il Codacons, l’ Associazione di tutela dei Consumatori: «Non possiamo – afferma il presidente Marco Donzelli – attribuire alle sole forze dell’ ordine la repressione di questo triste fenomeno. I Comuni devono fare la loro parte per tutelare i soggetti più esposti». L’ associazione ha diffidato insomma l’ amministrazione affinché si attivi sul fronte della sensibilizzazione. Intanto Codacons ha aperto una casella mail ( acciuffalatruffa.codacons@gmail.com ) e un numero di telefono per tutelare maggiormente la popolazione. L’ amministrazione però si difende: da anni, ormai, al Centro Anziani vengono organizzati col Comune incontri contro le truffe. Ogni volta i carabinieri forniscono indicazioni semplici ma efficaci su come comportarsi e prevenire i raggiri, ribadendo che restano fra i reati più odiosi: colpiscono persone fragili, che spesso si scontrano con personaggi che hanno quasi sempre atteggiamenti gentili e rassicuranti, vestono i panni di finti tecnici dell’ acquedotto, del gas, dell’ energia elettrica, assicuratori e postini. «Fra l’ altro il nostro sindaco sensibilizza spesso, anche sulla pagina Facebook su questo problema», aggiunge il consigliere delegato alla Sicurezza Vincenzo Amati: «L’ ultimo avviso è di qualche giorno fa e in previsione abbiamo altri incontri, dopo che abbiamo dovuto sospenderli per il Covid». Tante persone, per vergogna, peraltro non denunciano, ma pagano un prezzo alto e non soltanto per essere stati spogliati dei propri averi, ma anche per l’ avvilimento e la depressione che ne conseguono. Importante è invece chiamare sempre il 112 per chiedere aiuto, segnalare e denunciare. E preziosi i passaparola e il controllo del vicinato, favorito dalla giunta.

    Alto Adige, 05/07/2020 04:34
    Dieselgate, il Codacons fa causa Coinvolti anche molti altoatesini
    Nuova iniziativa legale del Codacons sul fronte “Dieselgate”, stavolta intentata direttamente in Germania, dove ha sede la casa automobilistica Volkswagen, alla quale da oggi possono aderire tutti gli automobilisti del Trentino Alto Adige coinvolti nello scandalo. Ad aprire la strada ai risarcimenti in favore degli automobilisti la Corte Federale che ha emesso una sentenza storica condannando la società al risarcimento del danno nei confronti del proprietario un’ auto truccata. La decisione ha sostanzialmente affermato il diritto del consumatore alla restituzione dell’ auto alla casa automobilistica e al rimborso del prezzo pagato detratti unicamente i km percorsi. A fronte dell’ inerzia delle istituzioni italiane sullo scandalo “Dieselgate e in considerazione dell’ importante principio affermato dalla Corte Federale tedesca, il Codacons ha deciso quindi di avviare un’ azione risarcitoria collettiva in Germania nei confronti della casa madre tedesca che controlla Volkswagen Italia, Volkswagen AG, alla quale da oggi possono aderire tutti gli automobilisti del Trentino Alto Adige coinvolti nel caso. La nuova iniziativa è volta a richiedere in via stragiudiziale in Germania il risarcimento del danno subito da tutti i consumatori aderenti (finora 7000), per aver acquistato un’ automobile Volkswagen con motore 1.2, 1.6 e 2.0 TDI, EA189 diesel. Il Codacons invita i proprietari di auto Vw a partecipare all’ azione scaricando l’ apposita modulistica alla pagina https://codacons.it/scandalo-dieselgate-agisci-adesso/ o chiamando il numero 89349966.

    La Sicilia, 05/07/2020 04:32
    codacons
    Via al progetto contro l’ abbandono degli amici a 4 zampe
    Contro l’ abbandono di cani e di altri animali scende in campo anche il Codacons, l’ associazione di consumatori che attraverso il suo segretario nazionale, Francesco Tanasi, ha avviato una iniziativa di sensibilizzazione e di difesa dei diritti dei nostri amici a quattro zampe denominata “Questa estate non abbandonarlo”.Il protagonista dell’ iniziativa è Mumù, un dolce cagnolino che in dodici illustrazioni originali d’ autore e in un video, diffuso dal Codacons, farà vedere il destino che tocca puntualmente ai suoi amici che finiscono in strada.«Con questa campagna nazionale per la difesa degli animali vogliamo anche ricordare – spiega lo stesso Tanasi – che l’ abbandono degli animali è un vero e proprio reato punito dal nostro codice penale con l’ arresto fino a un anno e una multa fino a diecimila euro. L’ abbandono dei cani o di altri animali, non soltanto sulle autostrade, purtroppo è un fenomeno ancora molto diffuso in Italia, e spesso i responsabili riescono a farla franca pur mettendo in pericolo la vita degli altri utenti e quella degli stessi animali che vengono abbandonati al loro destino».Ecco perché Tanasi lancia un appello a tutti cittadini affinché provvedano a segnalare al Codacons – magari inviando foto, numero di targa dell’ auto o qualsiasi particolare utile ad identificare i responsabili del crimine – coloro i quali si sono resi responsabili di questa vera e propria barbarie. Il Codacons annuncia che, una volta introitati questi elementi, provvederà a presentare formale denuncia in Procura affinché chi si rende protagonista di un gesto così odioso sia assicurato alla giustizia e paghi per il reato commesso.Giusto ricordare che non di rado gli stessi automobilisti sono vittima di incidenti stradali provocati da animali che, abituati a stare in famiglia, una volta in strada non sanno come comportarsi e stazionano o attraversano la carreggiata, mettendo a repentaglio la loro e l’ altrui vita.

    La Sicilia, 05/07/2020 04:32
    la denuncia del codacons
    «Fallimento bonus vacanze, molte strutture lo rifiutano»
    Ancora problemi sul fronte del Bonus vacanze, che sta deludendo sotto ogni punto di vista le attese e non soddisfa né i consumatori, né gli operatori turistici.«Al di là dei numeri che dimostrano il fallimento totale del bonus vacanze (meno di 260mila le richieste giunte fino a ieri a fronte di circa 30 milioni di italiani che andranno in vacanza), si stanno riscontrando problemi e ostacoli segnalati al Codacons non solo dagli utenti, ma anche dalle agenzie di viaggio – spiega l’ associazione -. Molti consumatori denunciano come le strutture ricettive non accettino l’ incentivo nel caso di soggiorni brevi, oppure impongano ingiustificate soglie minime di spesa ai clienti: chi vuole godere del bonus, in sostanza, deve spendere in albergo più del valore del sussidio, altrimenti la prenotazione non viene accettata. Anche quando a richiedere il bonus per conto di un cliente è l’ agenzia di viaggi, molti operatori pongono un netto rifiuto, per non pagare le commissioni all’ agenzia intermediaria».Sulla base delle segnalazioni giunte al Codacons, risulta che «i B&B sono le strutture dove più spesso viene rifiutato il bonus vacanze».Per Francesco Tanasi, segretario nazionale, «è un quadro che esprime in modo evidente il fallimento totale del bonus vacanze, uno strumento nato difettoso, complicato, e che lascia ampio margine discrezionale agli esercenti, a tutto danno dei consumatori e del turismo. «Anche per questo il Codacons invita i piccoli comuni che vogliono attirare turisti a studiare incentivi aggiuntivi e proporre sconti su soggiorni, escursioni, mostre e altri servizi, aderendo alla convenzione lanciata dall’ associazione».

    La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Nord Barese), 05/07/2020 03:51
    vieste con la scusa del covid
    Resort aumenta costi del 250%: Codacons lo denuncia al pm
    VIESTE. Con la scusa del Covid e del distanziamento sociale che determina per molte strutture ricettive un ridimensionamento degli ospiti e del numero delle camere da mettere a disposizione, alcuni operatori turistici di Vieste hanno pensato bene di fare i furbi e di applicare pesanti rincari tariffari alla clientela, anche a chi aveva già prenotato un soggiorno estivo prima dell’ emergenza coronavirus. E’ il caso di un noto resort del Gargano (non viene tuttavia diffuso il nome), che finisce oggi denunciato alla Procura di Foggia, all’ Antitrust e alla Guardia di Finanza. «Stiamo ricevendo le segnalazioni degli utenti che tra la fine del 2019 e l’ inizio del 2020 avevano acquistato soggiorni presso il resort di Vieste in questione dove trascorrere le proprie vacanze estive» spiega il Codacons: «Negli ultimi giorni la struttura sta inviando mail e contattando i propri clienti informando che le condizioni contrattuali sono state modificate, e chi vorrà soggiornare presso il resort dovrà mettere mano al portafogli e pagare adeguamenti tariffari che arrivano a sfiorare il +250% rispetto al prezzo pattuito al momento della prenotazione. Un rincaro che la struttura giustifica spiegando ai propri clienti che solo una parte del resort potrà rimanere aperta, con conseguente riduzione del numero di ospiti, e con i maggiori costi legati alla sanificazione dei locali».

    La Gazzetta del Mezzogiorno, 05/07/2020 03:50
    la fase 3
    Bocciato il bonus vacanze turismo ancora in affanno
    federalberghi e confindustria: «il settore è in piena crisi di liquidità»
    l Chi non conosceva «Io», adesso sarà indotto a farlo. La prima versione dell’ app dei servizi pubblici (che integra pagoPA per effettuare pagamenti verso la Pubblica amministrazione) si presenta di fatto al grande pubblico gestendo la procedura per ottenere il bonus vacanze. Nel benvenuto, lo scopo è spiegato immediatamente («Ciao! Questa è la prima versione aperta a tutti i cittadini che evolverà e migliorerà continuamente consentendo agli enti pubblici di portare i propri servizi e agli italiani di avere servizi pubblici nuovi, moderni e centrati sulle proprie esigenze»). Dopodiché si passa subito al dunque, cioè al motivo per cui in molti nei prossimi giorni scaricheranno l’ applicazione sullo smartphone: richiedere (lo hanno fatto già più di 250mila italiani), incamerare (digitalmente) e spendere (sono 3mila ad averne già usufruito) il contributo da utilizzare fino al 31 dicembre. Nell’ altro articolo ne spieghiamo i dettagli, in questo, oltre a registrare la reazione tiepida dei concittadini che, appena usciti dall’ incubo di un’ epidemia (che potrebbe tornare virulenta), sono più che altro alle prese con le conseguenze economiche del lockdown, riportiamo il giudizio sulla misura degli addetti ai lavori. Può darsi che col passare delle settimane l’ agevolazione decisa dal Governo (stimata complessivamente in 2,4 miliardi) prenda piede, ma di sicuro finora è stata criticata e osteggiata sia dagli esercenti sia dai consumatori di un settore (il turismo) che vale (a regime) il 13% del Pil nazionale e il 14% dell’ occupazione («non aiuterà il turismo né le famiglie – ha affermato Codacons – e non contribuirà a ridurre la spesa degli ita liani che decideranno di andare in villeggiatura questa estate. La procedura per accedere al bonus è un rompicapo che scoraggerà»). GOCCIA – Il turismo è stato il primo settore ad avvertire le avvisaglie della crisi e sarà probabilmente l’ ultimo a ripartire completamente, visto che a luglio si pensa, più che a questa stagione, al prossimo anno. Già a febbraio erano state registrate le prime flessioni, a marzo si è avuto un vero e proprio tracollo delle presenze negli esercizi ricettivi (-92,3% per gli stranieri e -85,9% per gli italiani). Nei due mesi successivi il mercato si è completamente fermato: -97,8% ad aprile e -94,8% a maggio. Poi, con la fine delle restrizioni, c’ è stato un lentissimo riavvio anche in Puglia, dove si conferma la tendenza: turismo regionale, al massimo interregionale, caratterizzato da pochi giorni di permanenza, perlopiù balneare (le altre località, a cominciare dal capoluogo, sono infatti in grave sofferenza). In questo quadro, il bonus vacanze è una goccia nel mare, peraltro amarognola (per chi ha problemi di liquidità) e indigesta (solo 3 strutture su 10 sono disposte ad accettarlo). «Si basa – spiega Francesco Caizzi, presidente di Federalberghi Puglia e Bari -Bat – su redditi molto bassi e riguarda solo chi va in vacanza, creando sperequazioni in base ai territori. Dal Nord la maggior parte dei clienti si sposterà nelle zone limitrofe. Anche da noi avverrà, ma l’ impatto economico è decisamente inferiore, considerando anche che c’ è tanta gente che ha già utilizzato le ferie ed è in cassa integrazione, quindi impossibilitata ad andare in vacanza». QUADRO – Le strutture ricettive alberghiere o extra alberghiere sono labor intensive, cioè per funzionare hanno bisogno di personale senza troppe riduzioni, come invece potrebbe accadere in altri settori. «Assolutamente sì – continua Caizzi -. Quindi che facciamo, paghiamo i dipendenti col bonus vacanze? Oppure puntiamo sulla cessione del credito alle banche con i risultati già visti per disoccupazione, prestiti alle imprese e agevolazione sui mutui? Sarà un successo se il bonus verrà utilizzato dal 30% delle strutture. Parlo di quelle aperte. Perché qui i problemi sono altri. Ci sono difficoltà operative e quindi ripartirà chi è nelle località balneari, ma gli altri in molti casi resteranno chiusi. Dei 70 alberghi attivi su 100, in una stagione corta come questa, non si supera mediamente il 50% della capienza. Dopo l’ enorme lavoro fatto negli ultimi tre lustri, purtroppo siamo tornati agli anni 70. Soprattutto il mercato estero ha bisogno di voli che non ci sono. Venire al sud dall’ autostrada Adriatica è un percorso a ostacoli, l’ Alta velocità ferroviaria è nel libro dei sogni. Spero che questa pandemia diventi un’ opportunità per dare infrastrutture al Mezzogiorno». ESODO A METÀ Fino a settembre il 49% dei cittadini non andrà in vacanza. Un quarto di rinunciatari ha ancora timore a viaggiare, ma senza capacità economica ci sono 8 milioni di italiani, principalmente tra le categorie dei lavoratori autonomi, in misura doppia rispetto ai dipendenti. Tra le categorie messe al tappeto dal Covid ci sono artigiani, commercianti e operai nosciuti a livello internazionale, supportati dal lavoro di promozione che ci permette di essere punto di riferimento in Italia e all’ estero. Continueremo a investire e ad aprire strutture. Non possiamo lasciare spazio ad altre destinazioni. Ma intanto cerchiamo di non perdere il capitale umano, facendo sopravvivere le aziende con la reimmissione dei dipendenti. Le agevolazioni devo transitare tramite le aziende finalizzandole all’ occupazione». ATTESA – I concetti espressi trovano conferma anche nell’ analisi di Cosimo Ranieri di Confindustria Turismo Bari Bat. «Ritengo che l’ idea del bonus vacanze sia buona nella teoria, meno nella pratica in quanto necessiterebbe di procedure più agevoli ed efficienti, di una platea di beneficiari più ampia e di un’ anticipa zione inferiore all’ 80% da parte delle aziende, che sono già in forte difficoltà a livello finanziario. Restiamo comunque in attesa dei dati relativi almeno alle prime due settimane per confermare o smentire questa valutazione. Attualmente mi risulta che meno del 5% degli esercenti siano disponibili all’ accettazione del bonus. Molti però hanno riaperto da poco e hanno bisogno di tempo per cambiare eventualmente idea al riguardo, in particolare per le strutture più economiche. Del resto, abbiamo riscontrato un vero e proprio crollo del fatturato del primo semestre rispetto a quello del 2019 oltre che rispetto alle proiezioni pre Covid-19, che preannunciavano un anno boom. Da un punto di vista pratico, chi è rimasto aperto durante il lockdown ha lavorato con il solo scopo di mantenere la struttura viva e di offrire servizi essenziali ai pochi viaggiatori business del periodo, cercando di contenere le perdite». SCENARIO – Gli investimenti nel settore alberghiero sono rilevanti («ci vogliono decenni per ammortizzare i costi»), così come sono consistenti gli sforzi per far ripartire un hotel («a chi immagina sconti per riempire le stanze rispondo che non conosce il settore: ci sono i dipendenti, abbiamo Imu e Tari salatissime. In molti casi conviene non riaprire»), soprattutto quando si prevede un decremento che da fine maggio a settembre andrà, rispetto allo scorso anno, dal 40% al 70%. «Io voglio essere comunque ottimista – conclude Caizzi -. Guardo al 2021. Spero che il vaccino arrivi e il comparto riparta. Nel prossimo marzo contiamo di tornare ai livelli già raggiunti e rico RIPARTENZA – Il momento più impegnativo arriva adesso, con i turisti sia business sia del tempo libero che stanno pian piano tornando a crescere. «Si rende necessario – spiega Ranieri – riattivare gradualmente tutti i servizi richiesti dalla clientela che erano rimasti fermi, seguendo alla lettera i protocolli di si curezza. Ciò comporta dei costi operativi maggiori a fronte di una clientela più sensibile al prezzo. Non sono meccanismi semplici da rimettere in moto. Però queste nuove sfide ci rendono più fiduciosi e appassionati oltre che più impegnati, sebbene ci siano gravi criticità di natura economico -finanziaria. Il turismo è il settore più colpito insieme con i trasporti, le cui fortune sono peraltro legate indissolubilmente. A settembre sarà molto dura ottemperare alle scadenze fiscali. Mi auguro che ci sia un sostegno pubblico maggiore in favore delle imprese turistiche, una volta chiusa dal Governo la partita del Recovery fund. Poi sarà fondamentale lavorare in proiezione del 2021 e degli anni a venire. La nostra destinazione, pur avendo tanti punti di forza su cui fare leva anche nei prossimi anni, necessita di tanto lavoro, in parte già avviato, su alcune direttrici: in particolare, sulla creazione di nuovi attrattori turistici, sulla valorizzazione di quelli attuali, sui collegamenti ferroviari, sulla mobilità urbana, sulla pedonalizzazione e viabilità dei quartieri più frequentati dai turisti, sul decoro urbano, sulla sicurezza, sul marketing turistico e culturale, sulla formazione degli operatori pubblici e privati del settore. Pubblico e privato sono chiamati oggi più che mai a lavorare insieme su tavoli tematici periodici, mettendo al servizio della collettività le migliori competenze, attraverso un percorso di idee finalizzato alla realizzazione in tempi brevi di progetti ambiziosi e all’ ot timizzazione della gestione delle risorse a disposizione del territorio. Bari e la Puglia hanno una grande chance di ri partenza e di crescita attraverso il turismo». [1 – continua]

    La Nuova Ferrara, 05/07/2020 03:31
    Regione
    Nuovo bandoper l’ editoria localeÈ uscito il bando da un milione di euro per sostenere le imprese e gli altri soggetti dell’ informazione locale operanti in Emilia-Romagna. Anche il loro lavoro, rivolto ai cittadini e alla società regionale, è stato fondamentale durante la fase del lockdown, con giornalisti, tecnici e operatori che non si sono mai fermati. Da oggi e fino al 15 luglio, possono presentare domanda le imprese aventi qualsiasi forma giuridica e le imprese editrici costituite come cooperative di giornalisti o enti senza fini di lucro, attive nell’ ambito territoriale regionale.CodaconsSaldi in ordine sparsoDanni ai consumatori«I saldi estivi 2020 si traducono in una vera e propria beffa per i consumatori italiani». Lo denuncia il Codacons che sottolinea come le Regioni, contravvenendo a quanto chiesto dalla Conferenza delle regioni che aveva proposto di far partire gli sconti i primi giorni di agosto, si siano mosse in ordine sparso, con la conseguenza che i saldi sono già in corso in alcune zone del paese, mentre altre dovranno attendere il prossimo mese. Non solo. «Molte Regioni hanno deliberato una proroga al divieto di effettuare “vendite promozionali” nei 30 giorni precedenti i saldi estivi, con la conseguenza che, di fatto, gli sconti sono già partiti in tutta Italia».MalalbergoIl covid non fermala sagra dell’ orticaLa sagra dell’ ortica di Malalbergo si terrà anche nel 2020, dal 28 al 31 agosto e dal 3 al 6 settembre. Intanto venerdì 24 luglio, anticipando il programma, l’ associazione Amici dell’ ortica di Malalbergo, la direzione generale di Conad organizzano a Ferrara nell’ area della “Vassalli bakering” di via Veneziani 64 una tavola rotonda dove interverranno Francesco Avanzini, direttore generale di Conad; Gianni Bonora, presidente dell’ associazione Amici dell’ ortica di Malalbergo; Adriano Facchini, agronomo ed esperto di marketing, Vinceno Brandolini, esperto di chimica degli alimenti e docente dell’ università di Ferrara. Modera Alberto Lazzarini, responsabile cultura dell’ ordine nazionale dei giornalisti. Nell’ occasione verrà presentata anche la sagra dell’ ortica.

    Il Giorno (ed. Milano), 05/07/2020 03:11
    il codacons
    «L’ Authority ordini il reintegro dei soldi»
    per i legali difficile da parte dei truffati recuperare le prove
    È necessario che l’ Autorità garante per le comunicazioni «ordini la restituzione dei soldi che sono stati sottratti agli utenti dalle compagnie e che nomini anche un commissario che faccia le verifiche su queste restituzioni». Lo ha spiegato l’ avvocato Marco Donzelli, che è anche legale e presidente del Codacons, in merito alla maxi frode informatica sui servizi aggiuntivi per la telefonia, fatti pagare agli utenti a loro insaputa, su cui indaga la Procura. Donzelli chiarisce, infatti, che in casi di questo genere è «complicato» andare a recuperare i documenti utili a dimostrare, con denunce o cause, che si è stati truffati. Per questo, secondo il legale, dovrebbe essere ora l’ authority per le comunicazioni «ad intervenire per far restituire alle compagnie telefoniche quei 40, 100 o 200 euro o più sottratti ad ogni cittadino».

    ilroma.it, 04/07/2020 17:13
    Stop ai servizi di telefonia senza consenso
    La truffa scoperta dalla Procura di Milano sui servizi a pagamento non richiesti per l a telefonia mobile ha provocato il primo passo verso, forse tardivo, verso una tolleranza zero su casi del genere. Nuovi poteri all’ Agcom per bloccare i servizi di telefonia attivati senza consenso degli utenti. Lo prevede un emendamento a firma Brunetta approvato dalla commissione Bilancio della Camera che prevede che l’ Authority possa ordinare a rimozione di iniziative o attività destinate ai consumatori senza esplicito consenso e che integrano gli estremi di una pratica commerciale scorretta. I destinatari di questi ordini hanno l’ obbligo di inibire l’ uso delle reti che gestiscono al fine di evitare la protrazione di attività ingannevoli per i consumatori. Previste multe fino a 5 milioni. E sul caso di Milano il Codacons chiede che l’ Agcom «ordini la restituzione dei soldi che sono stati sottratti agli utenti dalle compagnie e che nomini anche un commissario che faccia le verifiche su queste restituzioni» spiega l’ avvocato Marco Donzelli per il quale in casi di questo genere è ‘complicato’ andare a recuperare i documenti utili a dimostrare, con denunce o cause, che si è stati truffati. Per questo dovrebbe essere l’ authority «ad intervenire per far restituire alle compagnie telefoniche gli euro sottratti ad ogni cittadino». Se vuoi commentare questo articolo accedi o registrati.

    secoloditalia.it, 04/07/2020 16:50
    Bonus vacanze, il flop è certo. La denuncia di FdI e i dati del Codacons
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    Il Metropolitano, 04/07/2020 16:29
    Turismo. Bonus vacanze: strutture impongono soglie minime spesa
    ancora problemi sul fronte del bonus vacanze, che sta deludendo sotto ogni punto di vista le attese e non soddisfa ne’ i consumatori, ne’ gli operatori turistici
    Rienzi: “Fallimento strumento nato difettoso e complicato” (DIRE) Roma, 4 Lug. – “Ancora problemi sul fronte del Bonus vacanze, che sta deludendo sotto ogni punto di vista le attese e non soddisfa ne’ i consumatori, ne’ gli operatori turistici”. È quanto si legge in una nota del Codacons, che spiega: “Al di la’ dei numeri che dimostrano il fallimento totale del bonus (meno di 260mila le richieste giunte fino a ieri a fronte di circa 30 milioni di italiani che andranno in vacanza) si stanno riscontrando problemi e ostacoli segnalati al Codacons non solo dagli utenti ma anche dalle agenzie di viaggio. Molti consumatori denunciano come le strutture ricettive non accettino l’ incentivo nel caso di soggiorni brevi, oppure impongano ingiustificate soglie minime di spesa ai clienti: chi vuole godere del bonus, in sostanza, deve spendere presso l’ albergo piu’ del valore del sussidio, altrimenti la prenotazione non viene accettata. Anche quando a richiedere il bonus per conto di un cliente e’ l’ agenzia di viaggi, molti operatori pongono un netto rifiuto, per non pagare le commissioni all’ agenzia intermediaria”. Infine, “sulla base delle segnalazioni giunte al Codacons, risulta che i B&B sono le strutture dove piu’ spesso viene rifiutato il bonus vacanze”. Per Carlo Rienzi, presidente Codacons, si tratta di “un quadro che esprime in modo evidente il fallimento totale del Bonus vacanze, uno strumento nato difettoso, complicato, e che lascia ampio margine discrezionale agli esercenti, a tutto danno dei consumatori e del turismo. Anche per questo il Codacons invita i piccoli Comuni che vogliono attirare turisti a studiare incentivi aggiuntivi e proporre sconti su soggiorni, escursioni, mostre e altre servizi, aderendo alla convenzione lanciata dall’ associazione”. (Com/Dip/ Dire) 14:38 bonus vacanze Codacons fallimento Rienzi.
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    AgenPress, 04/07/2020 16:28
    Bonus vacanze, Codacons: le strutture lo rifiutano per soggiorni brevi
    impongono soglie minime di spesa
    AgenPress . Ancora problemi sul fronte del Bonus vacanze, che sta deludendo sotto ogni punto di vista le attese e non soddisfa né i consumatori, né gli operatori turistici. Al di là dei numeri che dimostrano il fallimento totale del bonus vacanze (meno di 260mila le richieste giunte fino a ieri a fronte di circa 30 milioni di italiani che andranno in vacanza) si stanno riscontrando problemi e ostacoli segnalati al Codacons non solo dagli utenti ma anche dalle agenzie di viaggio – spiega l’ associazione – Molti consumatori denunciano come le strutture ricettive non accettino l’ incentivo nel caso di soggiorni brevi, oppure impongano ingiustificate soglie minime di spesa ai clienti: chi vuole godere del bonus, in sostanza, deve spendere presso l’ albero più del valore del sussidio, altrimenti la prenotazione non viene accettata. Anche quando a richiedere il bonus per conto di un cliente è l’ agenzia di viaggi, molti operatori pongono un netto rifiuto, per non pagare le commissioni all’ agenzia intermediaria. Infine, sulla base delle segnalazioni giunte al Codacons, risulta che i B&B sono le strutture dove più spesso viene rifiutato il bonus vacanze. ‘Un quadro che esprime in modo evidente il fallimento totale del bonus vacanze, uno strumento nato difettoso, complicato, e che lascia ampio margine discrezionale agli esercenti, a tutto danno dei consumatori e del turismo – afferma il presidente Carlo Rienzi – Anche per questo il Codacons invita i piccoli comuni che vogliono attirare turisti a studiare incentivi aggiuntivi e proporre sconti su soggiorni, escursioni, mostre e altre servizi, aderendo alla convenzione lanciata dall’ associazione’.

    Siracusa News, 04/07/2020 16:08
    Siracusa, gattini neonati abbandonati in strada dentro una busta di plastica
    Una busta di plastica, come se fosse spazzatura, abbandonata furtivamente all’ angolo della strada e via. Poco dopo quei lamenti, continui, strazianti. Gemiti che vengono proprio da quella busta (chiusa con un bel nodo fatto con i manici), dove dentro però non ci sono rifiuti ma otto gattini appena nati. Il fatto è successo ieri, nei pressi di Riva Nazario Sauro, a Siracusa, appena dopo le 16. Ad accorgersi di quel sacchetto abbandonato alcuni passanti, allertati da quel lento miagolare. Immediatamente è stato allertato un veterinario che, sul posto, si è preso cura di loro. E’ una vecchia storia quella dell’ abbandono degli animali, soprattutto in estate ma , questa volta, l’ autore del gesto potrebbe non passare impunito. Le telecamere del circolo Lakkios hanno ripreso tutto: un signore che prima ha in mano una busta di plastica, e poi torna indietro a mani vuote. Dal circolo Lakkios ci raccontano il resto della vicenda, e aggiungono: “Nei prossimi giorni formalizzeremo la denuncia ai Carabinieri perchè chi compie gesti così meschini deve pagare”. Contro l’ abbandono di animali scende in campo Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons, con l’ iniziativa di sensibilizzazione e di difesa dei diritti denominata “Questa estate non abbandonarlo”. Il protagonista dell’ iniziativa è Mumù un dolce amico a quattro zampe che in 12 illustrazioni originali d’ autore e in un video, diffuso dal Codacons, farà vedere il destino che tocca ai suoi amici che finiscono in strada. “Con questa campagna nazionale per la difesa degli animali vogliamo anche ricordare – spiega Tanasi – che l’ abbandono degli animali è un vero e proprio reato punito dal nostro codice penale con l’ arresto fino a un anno e una multa fino a 10.000 euro”.

    New Sicilia, 04/07/2020 14:56
    Codacons contro l’ abbandono degli animali, Tanasi crea un video illustrato per spiegare la fine degli “amici pelosi” gettati via in strada
    Ascolta audio dell’ articolo PALERMO – Contro l’ abbandono di cani e di altri animali scende in campo Francesco Tanasi , Segretario Nazionale Codacons , con l’ iniziativa di sensibilizzazione e di difesa dei diritti denominata ‘Questa estate non abbandonarlo’ . Il protagonista dell’ iniziativa è Mumù un dolce amico a quattro zampe che in 12 illustrazioni originali d’ autore e in un video , diffuso dal Codacons, farà vedere il destino che tocca ai suoi amici che finiscono in strada. “Con questa campagna nazionale per la difesa degli animali vogliamo anche ricordare – spiega Tanasi – che l’ abbandono degli animali è un vero e proprio reato punito dal nostro codice penale con l’ arresto fino a un anno e una multa fino a 10mila euro . L’ abbandono dei cani o di altri animali, non solo presso le autostrade, purtroppo è un fenomeno ancora molto diffuso in Italia, e spesso i responsabili riescono a farla franca pur mettendo in pericolo la vita degli altri utenti e quella degli stessi animali che abbandonano al loro destino” . Ecco perché Tanasi lancia un appello a tutti cittadini di segnalare al Codacons, magari inviando foto, numero di targa dell’ auto o qualsiasi particolare utile ad identificare i responsabili del crimine. “Il Codacons provvederà a presentare formale denuncia in Procura affinché chi si rende protagonista di un gesto così odioso sia assicurato alla giustizia e paghi per il reato commesso” , conclude.
    redazione newsicilia

    TPI News, 04/07/2020 10:55
    Camici per medici forniti da ditta della moglie di Fontana: Procura indaga per turbativa d’ asta
    Fornitura dei camici, la Procura indaga per turbativa d’ asta Il 7 giugno era esploso il ‘camici-gate’: si tratta del caso, scoperto da Report e anticipato da Il Fatto Quotidiano relativo alla fornitura di materiale medico per un valore di 513mila euro da parte della Dama SpA, azienda controllata da Andrea Dini e da sua sorella Roberta, moglie di Fontana. Gli interessati sostengono che si sia trattato di una donazione e che la fattura inizialmente emessa (peraltro stornata prima del saldo) sia frutto di un equivoco. Per fare luce su quello che è senza dubbio un pasticcio, la Procura di Milano subito dopo la trasmissione del servizio aveva aperto un fascicolo ‘a modello 45′, ovvero senza ipotizzare un reato. Ora, invece, si sta indagando per turbativa d’ asta, anche a seguito di un esposto del Codacons: il reato è stato individuato, mentre l’ inchiesta rimane a carico di ignoti. Un nuovo capitolo di una storia ricca di colpi di scena, sulla quale l’ interesse di tutti dovrebbe essere un rapido accertamento delle presunte responsabilità. La politica, ancora una volta, si sta dimostrando incapace di farlo e questa non è certo una buona notizia. Auguriamoci davvero che la magistratura sia più efficiente e più rapida. Regione Lombardia: la Commissione d’ inchiesta rimane nel limbo Tra i numerosi pasticci che hanno caratterizzato la gestione dell’ emergenza-Covid-19 da parte della Regione Lombardia, spicca la questione relativa alla Commissione d’ Inchiesta , fortemente voluta dal PD. Riepiloghiamo i fatti. I Dem nel pieno della crisi presentano una mozione di sfiducia (tecnicamente non lo è, ma nella sostanza sì) contro l’ assessore al Welfare Giulio Gallera e contro i dirigenti che guidano il suo settore. La maggioranza la respinge, non senza polemiche. Pietro Bussolati, uno dei più agguerriti membri del PD, nota che alcune schede vengono rese riconoscibili: un trucco vecchio, ma sempre valido, per garantire la compattezza della maggioranza ed evitare franchi tiratori, visto che le votazioni sulle persone avvengono a scrutinio segreto. Con questo sistema, tuttavia, ogni gruppo in pratica dà prova del suo appoggio alla causa. Ne scriviamo come di un fatto acclarato perché la segnalazione di Bussolati è stata confermata dal verbalizzante, che ha appunto messo la cosa nero su bianco. Non solo. Nella conta dei voti contro Gallera, mancano alcuni esponenti dell’ opposizione. Il casus belli è Patrizia Baffi, eletta con il PD e poi passata a Italia Viva. Notoriamente ha buoni rapporti sia con Gallera che con Fontana (e questo non è certo censurabile, ci mancherebbe altro), ma politicamente è molto significativo che decida di non sostenere la sfiducia. Alla fine, Gallera si salva e l’ unico a venire rimosso è il direttore generale Welfare, Luigi Cajazzo , che però casca in piedi, venendo promosso vicesegretario regionale. Al suo posto arriva Luigi Trivelli, dirigente di lungo corso formigoniano. Tutto questo, in ogni caso, avviene ben dopo la mozione del PD e per scelta autonoma della maggioranza. La sera stessa dello spoglio delle schede, invece, la Lega se la prende non poco per le polemiche scatenate da Bussolati e Carmela Rozza sulle schede segnate e, seppure informalmente, preannuncia che non concederà mai la presidenza della Commissione d’ Inchiesta a un esponente del PD. Già in quelle ore inizia a circolare l’ ipotesi-Baffi, che abita a Codogno (primo focolaio italiano) e oltretutto lavora in una RSA. La Commissione, richiesta dagli stessi Dem, dovrebbe essere presieduta da un membro dell’ opposizione, come previsto sia dallo statuto che dalle buone prassi istituzionali. Il centrosinistra è compatto su Jacopo Scandella, consigliere Dem, ma la Lega alza il muro e nella prima seduta dell’ 11 maggio fa mancare il quorum per la sua elezione. Nella seconda fa il bis e nella terza i voti della destra convergono proprio su Baffi, che diventa presidente facendo infuriare Bussolati, il quale non ha remore nell’ ipotizzare uno scambio di favori tra questa elezione e il mancato voto parlamentare di Italia Viva sulla richiesta di processo a Matteo Salvini per il caso-Open Arms. La presidenza Baffi, tuttavia, dura appena tre giorni. Dopo il ritiro dalla commissione dei membri dei partiti di opposizione, all’ esponente renziana non resta che fare un passo indietro. Si ricomincia da capo, quindi, e il PD ripropone Scandella, che questa volta gode dell’ appoggio totale di tutte le forze di opposizione, Baffi compresa: ‘Se verrò eletto, proporrò che le prime tre sedute si tengano non nella sede del Pirellone ma ad Alzano, Codogno e Nembro, introdotte dai Sindaci e aperte alla partecipazione dei cittadini’, annuncia l’ esponente Dem. Ma la Lega non cede e mantiene il veto su Scandella e anche il 29 giugno quella che sarebbe dovuta essere la settima seduta operativa della commissione di inchiesta finisce in nulla. Un limbo che suggerisce al PD due ipotesi politiche: o provare a spaccare l’ asse Lega/Forza Italia (secondo il capogruppo Fabio Pizzul i forzisti non condividono la linea leghista), oppure virare su Michele Usuelli di +Europa, neonatologo che ha lavorato con Emergency. Potrebbero interessarti Beppe Sala a TPI: “Se tornassi indietro, parlerei di meno. Non so se mi ricandido a sindaco di Milano” Centrodestra, oggi la manifestazione a piazza del Popolo | DIRETTA Decreto Rilancio, via libera in Commissione Bilancio alla Camera.
    lorenzo zacchetti

    Blog Taormina, 04/07/2020 10:06
    La grande “sola” dei voucher: UE pronta a stangare l’ Italia
    roma – a roma in gergo la definiscono una “sola” e tale, a quanto pare, il bluff c’ è stato eccome sui voucher riguardanti i viaggi, che rischiano di costare caro all’ italia. la questione riguarda i voucher al posto dei rimborsi per chi aveva prenotato nei mesi scorsi un viaggio, prima che scoppiasse lo tsunami covid.
    passeggeri a bordo ROMA – A Roma in gergo la definiscono una “sola” e tale, a quanto pare, il bluff c’ è stato eccome sui voucher riguardanti i viaggi, che rischiano di costare caro all’ Italia. La questione riguarda i voucher al posto dei rimborsi per chi aveva prenotato nei mesi scorsi un viaggio, prima che scoppiasse lo tsunami Covid. La Commissione europea ha inviato ieri a Roma una lettera di costituzione in mora – che corrisponde alla prima fase delle procedure di infrazione -, per non avere rispettato le regole sui diritti dei passeggeri. Analoga procedura è stata avviata nei confronti della Grecia, con relativa comunicazione spedita ad Atene. Il tema riguarda i cosiddetti voucher di importo, che vengono usati dalle compagnie di trasporto per rifondare il costo di biglietti acquistati dai passeggeri prima che scoppiasse la pandemia di Coronavirus e che non sono stati utilizzati anche a seguito della chiusura dei confini. I due Paesi – come evidenzia TravelNoStop -, mette nero su bianco l’ esecutivo comunitario, hanno adottato una legislazione che consente alle compagnie di offrire voucher come unica forma di rimborso. Ma – ricorda Bruxelles – ai sensi dei regolamenti sui diritti dei passeggeri dell’ Ue, questi hanno il diritto di scegliere tra il rimborso in denaro e altre forme di rimborso. Pertanto è scattata la prima fase della procedura. L’ Italia e la Grecia hanno adesso due mesi di tempo per rispondere a quanto chiesto da Bruxelles. Un tema sul quale è intervenuto anche il commissario Ue per il Mercato interno Thierry Breton, secondo cui, in base alle ‘raccomandazione della Commissione, il rimborso sotto forma di voucher può essere solo una scelta facoltativa del viaggiatore’. In campo anche il Codacons che ricorda di avere presentato l’ esposto alla Commissione Europea da cui è scaturita la procedura di infrazione. ‘Ora il governo, se non vuole andare incontro a severe sanzioni, deve modificare subito la norma relativa i rimborsi dei viaggi annullati a causa del Coronavirus, prevedendo esplicitamente che la scelta tra indennizzo in denaro e voucher sia a discrezione dell’ utente’, ha affermato il presidente Carlo Rienzi. Da Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori arriva l’ affondo: ‘Vittoria dei consumatori. Ora il ministro Franceschini, il fautore dei voucher, si deve dimettere’. Commentando l’ avvio della procedura di infrazione per l’ Italia la presidente di Fiavet Ivana Jelinic ha invitato a fare un netto distinguo tra la situazione dei vettori aerei e quella delle agenzie di viaggio: nel settore del trasporto aereo, sottolinea, ‘le policy che sono state messe in campo soprattutto riguardo ai consumatori finali sono state molto spesso veramente troppo arbitrarie’, mentre per le piccole e medie imprese ‘che stanno soffrendo in modo gravissimo il voucher può essere uno strumento per salvaguardare la liquidità’. © Riproduzione Riservata.

    L’Agone, 04/07/2020 06:43
    Disseteremo Roma con l’ acqua del Tevere”: la promessa di Acea agli azionisti
    Durante l’ ultima assemblea, Acea ha confermato di voler affrontare la prossima emergenza idrica sfruttando l’ acqua del fiume. In arrivo un nuovo potabilizzatore Dissetare Roma e i romani con l’ acqua del Tevere rendendo il “biondo” fiume potabile: è questa la promessa che l’ Acea ha fatto ai propri azionisti durante l’ ultima assemblea. Qualora la città si ritrovasse ad affrontare un’ emergenza idrica in stile 2017, quella che prosciugò il lago di Bracciano, l’ idea della municipalizzata del Comune è quella di offrire al 70% dei cittadini bicchieri d’ acqua tiberini. L’ idea, alquanto bizzarra viste le condizioni in cui riversano le acque del fiume, non è nuova nelle menti di Acea. Durante l’ assemblea del 29 maggio scorso, tenutasi in quel di piazzale Ostiense, la municipalizzata non si è nascosta e, dopo aver costruito a fine 2018 a Grottarossa un potabilizzatore costato circa 10 milioni di euro in grado di distribuire all’ occasione acqua “potabilizzata” del Tevere a 350mila romani, ha manifestato l’ intenzione di ingrandire la cosa. Come riferito dal Coordinamento Romano Acqua Potabile, che participa alle assemblee degli azionisti da quattro anni, il piano di Acea per fra fronte ad un’ eventuale nuova emergenza idrica è quello di costruire un altro impianti di potabilizzazione del Tevere e non quello di avviare un grande piano di ristrutturazione degli acquedotti. Questo secondo impianto è in fase di progettazione ma, a domande precise effettuate in assemblea degli azionisti dal Coordinamento, l’ Acea ha risposto in maniera evasiva sia sulla sua portata, che sui costi di costruzione. Da quanto però filtra, questo impianto dovrebbe avere una portata di 2.500 L/s, ossia 5 volte maggiore di quello di Grottarossa, e quindi con un’ utenza potenziale pari a 1,75 milioni di persone. In questo modo Acea si garantirebbe di poter distribuire acqua ad oltre 2 milioni di romani con un investimento ridottissimo rispetto a quello che dovrebbe fare per riparare le perdite. Essendo però nota la pessima qualità dell’ acqua del Tevere, la preoccupazione è tanta. Dal Rapporto semestrale sulla gestione del servizio idrico integrato del Garante dei Servizi Idrici della Regione Lazio è stato infatti reso noto che, a seguito di richieste e perplessità manifestate da alcuni cittadini su possibili profili di dannosità alla salute derivanti dall’ uso domestico di acque potabilizzate provenienti da un fiume, e stato istituito negli uffici del Garante un tavolo tecnico aperto a tutti i soggetti coinvolti. Il fiume Tevere poi, sulla base delle rilevazioni dell’ Arpa, è stato classificato dalla Regione Lazio in categoria inferiore all’ A3, attestante il bassissimo livello qualitativo delle acque del fiume, notoriamente uno dei fiumi più inquinati d’ Italia e di tutta Europa, dentro cui finiscono acque di fogna e reflui civili e industriali più o meno sanificati di quattro regioni: Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Lazio. La moria di pesci che ha sterminato la fauna ittica del fiume Basta tornare indietro di un mese per rendersi conto di che acqua scorre nel fiume di Roma. Nella fine di maggio il Tevere ha iniziato ad essere infestato da cadaveri di pesci, da Castel Sant’ Angelo a Ponte Marconi, che secondo le analisi condotte dall’ Arpa Lazio e dal Sistema nazionale per la protezione dell’ ambiente, poi confermate dalla Asl, sarebbe morti a causa della presenza nell’ acqua di sostanze tossiche vietate. Pare quindi fantascientifica l’ ipotesi di Acea di potabilizzare il Tevere. Il Codacons chiede alla Asl tutti i documenti sull’ acqua del Tevere L’ unico che ha sollevato il problema della potabilizzazione del Tevere sono il Codacons, inviando una istanza alla Asl e al Garante dei servizi idrici affinché sia adeguatamente garantita la salute dei cittadini romani. L’ associazione ha quindi presentato una istanza alla Asl Roma 2, chiedendo di avere accesso a tutti gli atti e documenti relativi al giudizio di idoneità al consumo umano dell’ acqua proveniente dal nuovo sistema di adduzione potabilizzazione del fiume Tevere e di partecipare al procedimento di rilevazione, campionatura ed analisi delle acque. Al Garante dei Servizi Idrici il Codacons ha poi chiesto di poter prendere parte al tavolo tecnico aperto a seguito di richieste e perplessità manifestate da alcuni cittadini sui possibili profili di dannosità alla salute derivanti dall’ uso domestico di acque potabilizzate provenienti dal fiume Tevere. GALLERIA FOTOGRAFICA https://www.affaritaliani.it/roma/disseteremo-roma-con-acqua-del-tevere-la-promessa-di-acea-agli-azionisti-682159_mm_769915_mmc_1.html (Affaritaliani)

    Il Gazzettino, 04/07/2020 06:20
    Biglietti, faro Antitrust su Alitalia e Volotea
    IL CASO VENEZIA L’ Antitrust mette sotto inchiesta Alitalia e Volotea per la cancellazione di biglietti per viaggi programmati in date in cui non era imposta alcuna limitazione degli spostamenti e sostituzione con voucher anziché con rimborsi. I biglietti, spiega l’ Autorità, sono stati venduti e in seguito cancellati dalle due compagnie aeree a causa del Covid-19, «pur trattandosi di servizi da svolgere in un periodo nel quale non sarebbero stati vigenti i limiti di circolazione stabiliti dai provvedimenti governativi». In più entrambe le compagnie hanno offerto ai passeggeri l’ erogazione di un voucher al posto del ristoro del prezzo del biglietto già pagato, contravvenendo così alla normativa europea in materia che stabilisce invece che i passeggeri il cui volo è cancellato possano ottenere il rimborso. Un modus operandi su cui è intervenuta anche la Commissione europea. Proprio giovedì Bruxelles ha infatti aperto una procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese per aver adottato una legislazione che consente alle compagnie di offrire voucher come unica forma di indennizzo, anche se ai sensi dei regolamenti Ue i passeggeri hanno il diritto di scegliere tra il rimborso in denaro e altre forme di rimborso. Non a caso, secondo l’ Antitrust, sia Alitalia che Volotea non hanno fornito un’ adeguata informazione ai consumatori quanto ai diritti spettanti in caso di cancellazioni e non hanno predisposto assistenza. Tutti comportamenti che l’ Unione nazionale consumatori e Codacons chiedono ora di sanzionare.

    Il Cittadino, 04/07/2020 06:20
    il caso indagine anche su volotea per l’ erogazione dei voucher
    Biglietti aerei cancellati, faro Antitrust su Alitalia
    L’ Autorità garante della Concorrenza e del mercato, sulla base di numerose segnalazioni di consumatori, ha avviato due procedimenti istruttori e due sub-procedimenti cautelari nei confronti di Alitalia e Volotea, vettori attivi nei servizi di trasporto aereo di linea passeggeri. Oggetto dei procedimenti, spiega una nota dell’ Antitrust, è la vendita di biglietti che sono stati in seguito cancellati dalle due compagnie aeree a causa del Covid-19, «pur trattandosi di servizi da svolgere in un periodo nel quale non sarebbero stati vigenti i limiti di circolazione stabiliti dai provvedimenti governativi». Entrambe le compagnie, spiega l’ Antitrust, «hanno offerto l’ erogazione di un voucher in luogo del rimborso del prezzo del biglietto già pagato dai consumatori». Inoltre, sia Alitalia che Volotea per l’ Antitrust «non hanno fornito un’ adeguata informazione ai consumatori quanto ai diritti spettanti in caso di cancellazioni». Alle compagnie è stato infine contestato di aver predisposto «un servizio di assistenza carente sui tempi di attesa e e sui canali di comunicazione messi a disposizione dei passeggeri». Ad esultare per prime sono state le associazioni a tutela dei consumatori: «Il Codacons è stata la prima associazione a denunciare in Italia i biglietti “fantasma” venduti dalle compagnie aeree che poi cancellavano i voli con la scusa del Covid, per non restituire i soldi agli utenti – ha spiegato il presidente Carlo Rienzi -. Ancora una vittoria contro la truffa legalizzata dei voucher con l’ Antitrust che, accogliendo l’ esposto presentato poche settimane fa dal Codacons, ha aperto un procedimento contro Alitalia e Volotea per la vendita di biglietti che sono stati in seguito cancellati a causa del Covid-19». Anche Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori (unc) canta vittoria: «Dopo l’ Enac è la volta dell’ Antitrust, alla quale chiediamo di irrogare la sanzione massima prevista».

    Gazzetta del Sud, 04/07/2020 05:36
    Aerei a terra e niente rimborsi, indagine su Alitalia e Volotea
    ROMA Cancellazione di biglietti per viaggi programmati in date in cui non era imposta alcuna limitazione degli spostamenti e sostituzione con voucher anziché con rimborsi. Sono le pratiche che Alitalia avrebbe messo in atto a causa della diffusione del coronavirus e su cui l’ Antitrust ha deciso di avviare un procedimento istruttorio, replicato per gli stessi motivi anche nei confronti di Volotea. I biglietti, spiega l’ Autorità, sono stati venduti e in seguito cancellati dalle due compagnie aeree a causa del Covid-19, «pur trattandosi di servizi da svolgere in un periodo nel quale non sarebbero stati vigenti i limiti di circolazione stabiliti dai provvedimenti governativi». In più entrambe le compagnie hanno offerto ai passeggeri l’ erogazione di un voucher al posto del ristoro del prezzo del biglietto già pagato, contravvenendo così alla normativa europea in materia. Un modus operandi su cui è intervenuta anche la Commissione europea, ponendo attenzione non sulle compagnie ma direttamente sull’ Italia. Proprio l’ altro giorno Bruxelles ha infatti aperto una procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese per aver adottato una legislazione che consente alle compagnie di offrire voucher come unica forma di indennizzo, anche se ai sensi dei regolamenti Ue i passeggeri hanno il diritto di scegliere tra il rimborso in denaro e altre forme di rimborso. Non a caso, secondo l’ Antitrust, sia Alitalia che Volotea non hanno fornito un’ adeguata informazione ai consumatori quanto ai diritti spettanti in caso di cancellazioni e non hanno predisposto un sufficiente servizio di assistenza sui tempi di attesa. Tutti comportamenti che l’ Unione nazionale consumatori chiede ora di sanzionare pesantemente e per i quali il Codacons si dice pronto a presentare una «valanga di cause risarcitorie». I vertici di Alitalia, appena nominati, dovranno però innanzitutto pensare al piano industriale della compagnia, che il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, è tornato a sollecitare perché sia «rapido e credibile». Dopo l’ emergenza coronavirus, ha spiegato, le compagnie aeree partono tutte «da una stessa linea di partenza, ma è importante partire veloci», ha sottolineato, parlando di trasporto aereo a lungo raggio, razionalizzazione della flotta e «proposte chiare da un punto di vista commerciale». Il governo, ha assicurato il ministro, «crede in questo progetto e che farà tutto il possibile». Il ministro ha fornito anche alcune indicazioni. «Questo percorso – ha aggiunto Patuanelli – si fa implementando il trasporto aereo a lungo raggio, lo si fa razionalizzando la flotta e con delle proposte chiare da un punto di vista commerciale». Biglietti annullatie ai viaggiatori propostosolo un voucher.

    Today, 04/07/2020 04:59
    Sistema Impresa e Codacons: “Bonus vacanze insufficiente per rilancio turismo”
    Roma, 3 lug. (Labitalia) – Sistema Impresa, la confederazione nazionale delle Pmi, e Codacons, l’ associazione che tutela i diritti dei consumatori, rilevano congiuntamente la criticità del ‘bonus vacanze’, la misura predisposta dal governo per risollevare aziende alberghiere, b&b e campeggi sostenendo il settore turistico in una stagione estiva destinata ad essere penalizzata dalla minaccia del Covid-19. Il ‘bonus vacanze’ ha un valore compreso tra i 500 euro e 150 euro in base al numero dei componenti del gruppo familiare e viene finanziato tramite un credito sulla materia imponibile a vantaggio della struttura alberghiera. “Il bonus si qualifica come uno sconto sul pagamento del pernottamento – dice Berlino Tazza, presidente di Sistema Impresa che rappresenta 160mila Pmi in tutta Italia con una prevalenza nel settore terziario e con una presenza incisiva nel comparto turistico e ricettivo – ma ha il difetto di essere interamente a carico della struttura ospitante attraverso la modalità del credito d’ imposta. Una soluzione che, purtroppo, non risolve il punto nodale della liquidità: le aziende non possono incassare quando invece sono chiamate a sostenere investimenti imprevisti per onorare le misure anti-Covid ritornando ad operare dopo mesi di cassa integrazione e di mancato guadagno”. “È questo il deterrente chiave – avverte – che ha spinto, per il momento, la maggior parte delle strutture a non aderire. Solo le realtà mediamente più grandi possono permettersi di ricorrere al credito d’ imposta anche perché, sul fronte della gestione amministrativa, la procedura risulta molto onerosa. Dai nostri associati, che rientrano prevalentemente nella categoria delle micro, piccole e medie imprese abbiamo ricevuto reazioni tutt’ altro che positive e molto allarmate per la grave condizione in cui versa il settore”. Il presidente di Sistema Impresa sottolinea l’ importanza di agire con azioni di sostegno capaci di salvaguardare congiuntamente i settori del turismo e dei trasporti. Bisogna inoltre promuovere campagne marketing nella Ue e nel mondo in grado di rafforzare l’ immagine dell’ Italia come una Paese sicuro. “Le nostre articolazioni territoriali denunciano da mesi disdette e mancate prenotazioni in tutte le regioni che interessano soprattutto i viaggiatori che provengono dall’ estero – continua Tazza – e francamente mi sarei aspettato, a livello ministeriale e governativo, un pacchetto di misure coordinate. Invece abbiamo visto che sono state le Regioni, spesso con risultati contrastanti, a prendere l’ iniziativa. Inoltre, il turismo non può essere pensato in modo avulso dal sistema dei trasporti. Altri Paesi hanno destinato risorse ingenti per risollevare il trasporto pubblico non di linea”. “Serve più coraggio – incalza – per contrastare la crisi e soprattutto bisogna smetterla con le riforme a costo zero. Occorre un fondo dedicato per destinare sussidi e sgravi. È necessario intervenire con il taglio dell’ Iva su merci e servizi. C’ è infine da considerare il rischio della criminalità organizzata che ha già iniziato a sfruttare le difficoltà sul fronte creditizio per assumere il controllo delle aziende più fragili”. Estremamente critica anche la posizione di Codacons che, sul fronte della tutela dei consumatori, evidenzia la difficoltà della procedura. “Il bonus – spiega il presidente Carlo Rienzi – è stato richiesto ad oggi solo da 225.000 cittadini contro i circa 30 milioni di italiani che andranno in vacanza. Le richieste cresceranno con ogni probabilità ma è evidente che la tendenza iniziale, registrata all’ inizio di luglio e quindi con la stagione già avviata, risulta decisamente insufficiente rispetto alle necessità di rilancio del settore e si discosta molto dalle dichiarazioni di chi ha presentato il bonus come la panacea per un comparto strategico che ha pagato duramente, e più di altri, le conseguenze della pandemia”. Codacons ha raccolto le segnalazioni dei cittadini che rilevano ostacoli e intoppi nella procedura di attivazione del bonus mentre in alcuni casi si è giunti al vero e proprio rifiuto da parte delle strutture ricettive, dove sono molti, specie gestori di b&b, gli operatori che non intendono accettare l’ incentivo. Rifiuto che viene opposto anche quando si tratta di soggiorni per importi limitati e inferiori ai 500 euro previsti dal bonus. “Una situazione – conclude Rienzi – che dimostra le falle del ‘bonus vacanze’, e la necessità per i Comuni che vogliono attirare turisti di studiare soluzioni alternative, come sconti aggiuntivi su soggiorni e servizi vari (escursioni, noleggi auto, moto, bici, equitazione, musei, ecc.) che il Codacons ha proposto alle amministrazioni attraverso una apposita convenzione”.

    Il Messaggero (ed. Abruzzo), 04/07/2020 04:36
    il codacons a difesa dei cittadini
    Viaggi sfumati per il virus, caos rimborsi
    Partono le prime diffide del Codacons dell’ Aquila a tutela dei tanti consumatori hanno visto sfumare viaggi programmati, a causa dell’ emergenza Covid. In molti infatti avevano già versato un acconto o le intere somme che tour operator, agenzie di viaggio e compagnie aeree non intendono rimborsare. «Purtroppo molti si sono visti offrire solamente un voucher di pari importo da utilizzare entro un limite di tempo determinato affermano dal Codacons che ha riaperto il suo sportello cittadino – Tale facoltà è stata prevista dall’ articolo 88-bis del dl 17 marzo n. 18, convertito nella Legge 27/2020. La norma, però, non è applicabile in data antecedente alla sua entrata in vigore e comunque è da ritenersi non applicabile in generale perché apertamente in contrasto con la normativa eurocomunitaria come confermato anche dalla Commissione europea con la raccomandazione 2020/648 e dall’ Autorità garante della concorrenza e del mercato. Deve essere tutelato il diritto del consumatore a poter scegliere tra il rimborso e l’ emissione di un voucher. Il Codacons L’ Aquila è in prima linea».

    L’Unione Sarda, 04/07/2020 04:20
    il caso. voucher nel mirino
    Voli cancellati, l’ Antitrust indaga su Alitalia e Volotea
    Cancellazione di biglietti per viaggi programmati in date in cui non era imposta alcuna limitazione degli spostamenti e sostituzione con voucher anziché con rimborsi. Sono le pratiche che Alitalia avrebbe messo in atto nelle scorse settimane, e su cui l’ Antitrust ha deciso di avviare un procedimento istruttorio. L’ indagine riguarda, per gli stessi motivi, anche low cost spagnola Volotea. I biglietti, spiega l’ Autorità, sono stati venduti e in seguito cancellati dalle due compagnie aeree a causa del Covid-19, «pur trattandosi di servizi da svolgere in un periodo nel quale non sarebbero stati vigenti i limiti di circolazione stabiliti dai provvedimenti governativi». In più entrambe le compagnie hanno offerto ai passeggeri l’ erogazione di un voucher al posto del ristoro del prezzo del biglietto già pagato, contravvenendo così alla normativa europea in materia che stabilisce invece che i passeggeri il cui volo è cancellato possano ottenere il rimborso. Un modus operandi su cui è intervenuta anche la Commissione europea, ponendo attenzione non sulle compagnie ma direttamente sull’ Italia. Bruxelles ha aperto una procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese per aver adottato una legislazione che consente alle compagnie di offrire voucher come unica forma di indennizzo. Secondo l’ Antitrust, sia Alitalia che Volotea non hanno fornito un’ adeguata informazione ai consumatori quanto ai diritti spettanti in caso di cancellazioni e non hanno predisposto un sufficiente servizio di assistenza sui tempi di attesa e sui canali di comunicazione messi a disposizione dei passeggeri. Tutti comportamenti che l’ Unione nazionale consumatori chiede di sanzionare, e per i quali il Codacons si dice pronto, se l’ Autorità garante accerterà che i voli sono stati cancellati per cause non riconducibili al Covid, a presentare una «valanga di cause risarcitorie».

    Giornale di Sicilia, 04/07/2020 03:45
    dopo l’ avvio della procedura d’ infrazione dell’ ue
    I riflettori dell’ Antitrust sui voli non rimborsati
    aperta un’ istruttoria su alitalia e volotea per i voucher ai passeggeri rimasti a terra
    Cancellazione di biglietti per viaggi programmati in date in cui non era imposta alcuna limitazione degli spostamenti e sostituzione con voucher anziché con rimborsi. Sono le pratiche che Alitalia avrebbe messo in atto a causa della diffusione del Coronavirus e su cui l’ Antitrust ha deciso di avviare un procedimento istruttorio, replicato per gli stessi motivi anche nei confronti della low cost spagnola Volotea, attiva in Italia con molti collegamenti anche tra le regioni. I biglietti, spiega l’ Autorità, sono stati venduti e in seguito cancellati dalle due compagnie aeree a causa del Covid-19, «pur trattandosi di servizi da svolgere in un periodo nel quale non sarebbero stati vigenti i limiti di circolazione stabiliti dai provvedimenti governativi». In più entrambe le compagnie hanno offerto ai passeggeri l’ erogazione di un voucher al posto del ristoro del prezzo del biglietto già pagato, contravvenendo così alla normativa europea in materia che stabilisce invece che i passeggeri il cui volo è cancellato possano ottenere il rimborso. Un modus operandi su cui è in tervenuta anche la Commissione europea, ponendo attenzione non sulle compagnie ma direttamente sull’ Italia. Giovedì infatti Bruxelles ha infatti aperto una procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese per aver adottato una legislazione che consente alle compagnie di offrire voucher come unica forma di indennizzo, anche se ai sensi dei regolamenti Ue i passeggeri hanno il diritto di scegliere tra il rimborso in denaro e altre forme di rimborso. Non a caso, secondo l’ Antitrust, sia Alitalia che Volotea non hanno fornito un’ adeguata informazione ai consumatori quanto ai diritti spettanti in caso di cancellazioni e non hanno predisposto un sufficiente servizio di assistenza sui tempi di attesa e sui canali di comunicazione messi a disposizione dei passeggeri. Tutti comportamenti che l’ Unione nazionale consumatori chiede ora di sanzionare pesantemente e per i quali il Codacons si di ce pronto, se l’ Autorità garante accerterà che i voli sono stati cancellati per cause non riconducibili al Co vid, a presentare una «valanga di cause risarcitorie». I procedimenti istruttori fanno seguito alle segnalazioni ricevute da diverse associazioni di consumatori, tra cui il Centre for international development, assistito dall’ avvocato palermitano Alessandro Palmigiano e dal collega Luca Panzarella, che nelle scorse settimane aveva presentato due ricorsi all’ Agcm. I vertici di Alitalia, appena nominati, oltre che alla patata bollente dei voucher dovranno pensare al piano industriale della compagnia, che il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, è tornato a sollecitare perché sia «rapido e credibile». Dopo l’ emergenza Coronavirus, ha spiegato, le compagnie aeree partono tutte «da una stessa linea di partenza, ma è importante partire veloci», ha sottolineato.

    Corriere dell’Umbria, 04/07/2020 03:40
    biglietti venduti e poi annullati, guai in vista per la compagnia di bandiera e la società spagnola
    Alitalia e Volotea nel mirino dell’ Antitrust
    di Francesca Conti MILANO I fari dell’ Antitrust accesi su Alitalia. L’ Autorità garante della concorrenza contesta alla compagnia aerea di bandiera – e alla spagnola Volotea – biglietti venduti e poi cancellati a causa del coronavirus. Secondo l’ Antitrust i voli annullati non sarebbero stati impattati dal Co vid, trattandosi di servizi da svolgere in un periodo nel quale non sarebbero stati vigenti i limiti di circolazione stabiliti dai provvedimenti governativi. Le due compagnie aeree avrebbero offerto un voucher al posto del rim Rimborsi biglietti Guai in vista per Alitalia borso del prezzo del biglietto già pagato dai consumatori. Inoltre, sia Alitalia che Volotea non avrebbero informato adeguatamente i passeggeri sui propri diritti in caso di can cellazioni. Infine, le due compagnie avrebbero predisposto un servizio di assistenza carente sui tempi di attesa e e sui canali di comunicazione messi a disposizione dei passeggeri. Immediate le reazioni di soddisfazione delle associazioni dei consumatori. Il Codacons avverte: “Purtroppo sono molteplici le compagnie aeree che hanno applicato la stessa pratica scorretta e siamo sommersi dalle segnalazioni”. Secondo l’ Unione nazionale consumatori “gravissimo” continuare “ad applicare la normativa sui voucher, nonostante dal 3 giugno siano ripresi regolarmente i voli in Europa”.

    La Nuova Sardegna, 04/07/2020 03:31
    banche
    Ubi boccia l’ Ops di Intesa Massiah: «Ci penalizza»
    antitrust, faro su alitalia per i voucherla compagnia di bandiera, assieme alla low cost spagnola volotea, non avrebbe concesso i rimborsi per i biglietti cancellati
    ebuild Premiata per le ferrovie in Canada Il gruppo uild e i suoi partner del consorzio Mobilinx hanno vinto il premio «Proximo North America Rail Deal of the Year 2019» per l’ operazione di project financing più innovativa relativa al progetto di costruzione della linea ferroviaria leggera Hurontario, vicino a Toronto in Canada, del valore di 917 milioni di euro e commissionata da Metrolinx. di Paolo Algisi wMILANO Il cda di Ubi Banca boccia l’ offerta pubblica di scambio di Intesa, ritenendola «non conveniente» per i suoi azionisti. La lista delle critiche contenute nel comunicato dell’ emittente, approvato all’ unanimità dal consiglio di amministrazione, parte dalla valorizzazione di Ubi da parte di Intesa, che «non riflette» il «reale valore» della banca guidata da Victor Massiah «e penalizza gli azionisti di Ubi Banca rispetto» a quelli di Cà de Sass. Una valutazione alla quale ribatte l’ Ad di Intesa Carlo Messina che rivendica la bontà del progetto per shakeolder e territori interessati. Ma secondo Ubi, gli azionisti di Cà de Sass si approprieranno del 90% dei 3,2 miliardi di sinergie prodotte dall’ integrazione, e rileveranno i titoli Ubi con uno sconto di 1,1 miliardi di euro rispetto alla mediana delle valutazioni degli advisor di Ubi, Goldman Sachs e Credit Suisse, sul concambio, calcolata in 2,28 azioni Intesa per ogni azione Ubi, a fronte delle 1,7 azioni offerte dalla banca guidata da Carlo Messina. Che grazie al badwill di Ubi (differenza tra prezzo pagato e valore del patrimonio netto) – fa notare ancora il cda – registrerà una plusvalenza di 4,6 miliardi. Ma l’ adesione all’ ops costituisce anche «una rinuncia» al valore che Ubi «potrebbe realizzare» qualora rimanesse «autonoma e indipendente». E che il cda ha cercato di delineare nell’ aggiornamento del piano industriale al 2022 approvato lo scorso febbraio, facendo emergere – nonostante gli impatti del Covid sul costo del credito (700 milioni nel triennio) e sull’ utile (tagliato da 665 a 562 milioni a fine piano) – un «eccesso di capitale distribuibile» di 840 milioni, 330 milioni in più rispetto a quanto implicito nel piano di febbraio. «Abbiamo cercato di evidenziare con molta chiarezza quale è il potenziale dei nostri dividendi» valorizzando i «tesori nascosti» della banca, come le attività di «merchant acquiring», da cui Ubi si aspetta di ricavare 350 milioni, ha spiegato Massiah. ROMACancellazione di biglietti per viaggi programmati in date in cui non era imposta alcuna limitazione degli spostamenti e sostituzione con voucher anziché con rimborsi. Sono le pratiche che Alitalia avrebbe messo in atto a causa della diffusione del coronavirus e su cui l’ Antitrust ha deciso di avviare un procedimento istruttorio, replicato per gli stessi motivi anche nei confronti della low cost spagnola Volotea, attiva in Italia con molti collegamenti anche tra le Regioni. I biglietti, spiega l’ Autorità, sono stati venduti e in seguito cancellati dalle due compagnie aeree a causa del Covid-19, «pur trattandosi di servizi da svolgere in un periodo nel quale non sarebbero stati vigenti i limiti di circolazione stabiliti dai provvedimenti governativi». In più entrambe le compagnie hanno offerto ai passeggeri l’ erogazione di un voucher al posto del ristoro del prezzo del biglietto già pagato, contravvenendo così alla normativa europea in materia che stabilisce invece che i passeggeri il cui volo è cancellato possano ottenere il rimborso. Un modus operandi su cui è intervenuta anche la Commissione europea, ponendo attenzione non sulle compagnie ma direttamente sull’ Italia. Proprio giovedì Bruxelles ha infatti aperto una procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese per aver adottato una legislazione che consente alle compagnie di offrire voucher come unica forma di indennizzo, anche se ai sensi dei regolamenti Ue i passeggeri hanno il diritto di scegliere tra il rimborso in denaro e altre forme di rimborso. Non a caso, secondo l’ Antitrust, sia Alitalia che Volotea non hanno fornito un’ adeguata informazione ai consumatori quanto ai diritti spettanti in caso di cancellazioni e non hanno predisposto un sufficiente servizio di assistenza sui tempi di attesa e sui canali di comunicazione messi a disposizione dei passeggeri. Tutti comportamenti che l’ Unione nazionale consumatori chiede ora di sanzionare pesantemente e per i quali il Codacons si dice pronto, se l’ Autorità garante accerterà che i voli sono stati cancellati per cause non riconducibili al Covid, a presentare una «valanga di cause risarcitorie». I vertici di Alitalia, appena nominati, dovranno però innanzitutto pensare al piano industriale della compagnia, che il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, è tornato a sollecitare perché sia «rapido e credibile». Dopo l’ emergenza coronavirus, ha spiegato, le compagnie aeree partono tutte «da una stessa linea di partenza, ma è importante partire veloci», ha sottolineato, parlando di trasporto aereo a lungo raggio, razionalizzazione della flotta e «proposte chiare da un punto di vista commerciale». Il governo, ha assicurato il ministro, «crede in questo progetto e che farà tutto il possibile». Il ministro ha fornito anche alcune indicazioni. «Questo percorso si fa implementando il trasporto aereo a lungo raggio, razionalizzando la flotta e con delle proposte chiare da un punto di vista commerciale. E lo si fa soprattutto avendo alle spalle un governo che crede in questo progetto».

    Il Giorno (ed. Brianza), 04/07/2020 03:12
    «Nubifragi, il Comune paghi i danni»
    dopo la tempesta che ha colpito soprattutto lesmo, il codacons invita i cittadini a chiedere i rimborsi
    MONZA di Stefania Totaro «Allagamenti e piante cadute in Brianza giovedì sera per il maltempo, danni gravissimi eppure l’ allerta meteo era prevista da giorni. I Comuni di Monza e Brianza sono responsabili, sono necessari i risarcimenti a tutti i danneggiati». Lo sostiene Codacons Lombardia, invitando i cittadini coinvolti a contattare l’ associazione per i consumatori. «Il nubifragio che si è scatenato giovedi sera in Brianza ha provocato numerosi danni e ha visto impegnate per molte ore unità dei vigili del fuoco del Comando provinciale di Monza e Brianza, che ha dovuto rispondere a più di cinquanta chiamate, specialmente dalla zona di Lesmo e comuni limitrofi, dove si sono abbattuti alberi e si sono verificati allagamenti – si legge in una nota del Codacons Lombardia – Pioggia e vento si sono alzati verso le 21 di sera e la situazione più critica si è verificata a Lesmo. Un albero è caduto sulla strada provinciale, via XXV Aprile, poco prima del passaggio di un’ auto. Miracolosamente nessun ferito, strada interrotta e vigili del fuoco sul posto insieme all’ ambulanza. Nella caduta la pianta ha tranciato un cavo della corrente elettrica mettendo fuori uso parte dell’ illuminazione pubbllica. Il traffico è stato interrotto in entrambe le direzioni con deviazioni per la durata dei soccorsi». Secondo il presidente del Codacons Marco Donzelli «ogni volta che si scatena un forte temporale i Comuni della Provincia brianzola non possono e non devono piegarsi in questo modo. È una situazione inaccettabile. Il Comune deve prevedere e saper affrontare variazioni temporali più intense del normale. Il Comune di Monza è responsabile per ogni danno che si è verificato a ogni cittadino e dovrà essere pronto a risarcirli non avendo cercato di evitare l’ accadersi di questi danni». Donzelli conclude: «Il Codacons è disponibile a tutelare coloro che hanno subito danni causati dall’ inefficienza dell’ amministrazione comunale nella gestione di un temporale un po’ più violento del normale. Contattateci scrivendo alla email info@codaconslombardia.it o tramite il nostro sito internet www.codaconslombardia.it». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Il Giornale Di Vicenza, 04/07/2020 03:05
    il faro antitrust. i consumatori chiedono dure sanzioni e
    minacciano valanghe di cause
    l’ alitalia sotto indagine per i biglietti annullati contestato il ricorso ai voucher istruttoria anche sulla volotea e dalla commissione europea procedura d’ infrazione sull’ italia
    Mila Onder ROMA Cancellazione di biglietti per viaggi programmati in date in cui non era imposta alcuna limitazione degli spostamenti e sostituzione con voucher anziché con rimborsi. Sono le pratiche che Alitalia avrebbe messo in atto a causa della diffusione del coronavirus e su cui l’ Antitrust ha deciso di avviare un procedimento istruttorio, replicato per gli stessi motivi anche nei confronti della low cost spagnola Volotea, attiva in Italia con molti collegamenti anche tra le regioni. I biglietti, spiega l’ Autorità, sono stati venduti e in seguito cancellati dalle due compagnie aeree a causa del Covid-19, «pur trattandosi di servizi da svolgere in un periodo nel quale non sarebbero stati vigenti i limiti di circolazione stabiliti dai provvedimenti governativi». In più, entrambe le compagnie hanno offerto ai passeggeri l’ erogazione di un voucher al posto del ristoro del prezzo del biglietto già pagato, contravvenendo così alla normativa europea in materia secondo cui, invece, i passeggeri il cui volo è cancellato possono ottenere il rimborso. Un modus operandi su cui è intervenuta anche la Commissione europea, ponendo attenzione non sulle compagnie, ma direttamente sull’ Italia. Giovedì, infatti, Bruxelles ha aperto una procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese per aver adottato una legislazione che consente alle compagnie di offrire voucher come unica forma di indennizzo anche se, ai sensi dei regolamenti Ue, i passeggeri hanno il diritto di scegliere tra il rimborso in denaro e altre forme di rimborso. Non a caso, secondo l’ Antitrust, sia Alitalia, sia Volotea non hanno fornito adeguata informazione ai consumatori quanto ai diritti spettanti in caso di cancellazioni e non hanno predisposto un sufficiente servizio di assistenza sui tempi di attesa e sui canali di comunicazione messi a disposizione dei passeggeri. Tutti comportamenti che l’ Unione nazionale consumatori chiede ora di sanzionare duramente e per i quali il Codacons si dice pronto, se l’ Autorità garante accerterà che i voli sono stati cancellati per cause non riconducibili al Covid, a presentare una «valanga di cause risarcitorie». I vertici di Alitalia, appena nominati, dovranno però innanzitutto pensare al piano industriale della compagnia, che il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, è tornato a sollecitare perché sia «rapido e credibile». Dopo l’ emergenza coronavirus, ha spiegato, le compagnie aeree partono ora tutte «da una stessa linea di partenza, ma è importante essere veloci», ha sottolineato, parlando di trasporto aereo a lungo raggio, razionalizzazione della flotta e «proposte chiare da un punto di vista commerciale». «C’ è un governo che crede in questo progetto e che farà tutto il possibile, anche con le riforme regolatorie che la ministra De Micheli sta portando avanti per garantire all’ Alitalia parità di trattamento sul mercato».

    Il Giornale Di Vicenza, 04/07/2020 03:05
    i dati del fondo centrale. maxi-accelerata nella concessione fondi
    Garanzie pubbliche su prestiti, Vicenza record: 1,2 miliardi
    è la prima provincia in veneto, che in tutto finora ha ottenuto ben 5,1 miliardi con 66 mila domande bankitalia: «richieste soprattutto dal commercio»
    Oltre 5 miliardi per il Veneto, con Vicenza che fa da capofila avendo superato ormai abbondantemente il miliardo di euro. Sono letteralmente decollate le cifre del denaro erogato dalle banche con la copertura delle garanzie straordinarie concesse dallo Stato col decreto “Liquidità” per l’ emergenza Covid. A metà maggio risultavano erogati 670 milioni, al 23 giugno ben 4 miliardi (oltre sei volte tanto) e adesso in un’ altra settimana c’ è stato un altro balzo di un miliardo. Dal Fondo di garanzia che fa capo al Ministero dello sviluppo economico, a due giorni fa risulta che in Veneto sono state accolte 66 mila domande di cui quasi 54 mila per il finanziamento da 25 mila euro (ora è a 30 mila euro) per le quali scatta la garanzia totale al 100 per cento dello Stato, senza rischi per le banche. E le cifre vedono nettamente in prima fila il Vicentino: 1,23 miliardi di finanziamenti concessi, con oltre 12.500 domande di cui quasi 9300 sono la massa di chi ha chiesto i 25 mila euro per un totale di quasi 194 milioni di finanziamento (20 mila euro in media a domanda).I CASI ASSURDI. Il via libera da Roma è andato a praticamente il 100% delle domande giunte dalle banche. Eppure, ha denunciato nelle scorse settimane Codacons, ci sono molti casi di richieste che le banche non mandano a Roma. “Certo”, rispondono gli esperti: le banche devono controllare se chi fa domanda è titolare di debiti “in bonis”, perché se invece ha già a carico una qualche forma di debito non onorato, per cui è scattata la segnalazione alla Centrale rischi, la domanda viene automaticamente bloccata, è un obbligo. Tutto chiaro? No. Ci sono casi ancora assurdi: un esempio è quello di un personaggio ben noto come Piergiorgio Piccoli, fondatore dell’ associazione “Theama teatro” di Vicenza, rappresentante di un settore come quello degli spettacoli che è stato del tutto paralizzato dal lockdown della crisi. «Abbiamo presentato la domanda del finanziamento da 25 mila euro – racconta, amareggiatissimo – ancora in marzo, quattro mesi fa, per poter avere certezza delle risorse per pagare fornitori, tecnici e altri, pur in presenza del blocco dell’ attività per l’ epidemia. Siamo a inizio luglio, dalla nostra banca Monte dei Paschi di Siena ogni volta mi assicurano che “non c’ è nessun problema, nessun inghippo nella pratica, si tratta solo di avere pazienza” e però il finanziamento non ci è arrivato. A differenza, tra l’ altro, di altre realtà simili a noi e nostre “competitor” che invece la liquidità adesso l’ hanno ottenuta. Non riesco a capire come sia possibile un’ assurdità del genere».CHI FA DOMANDA. A quanto pare, peraltro, proprio il boom dei finanziamenti concessi dal Fondo centrale ha ridotto recentemente anche le segnalazioni di protesta per “domande senza risposta” che in maggio venivano spedite a Banca d’ Italia. La cifra concessa del resto è imponente: è vero che l’ ultimo report appena presentato dalla sede regionale di Banca d’ Italia sull’ economia del Veneto dice che a fine dicembre la massa di finanziamenti concessi era di 71,7 miliardi, ma questo tiene conto anche delle grandi imprese, che sono poche ma ovviamente muovono montagne di soldi. Se si vanno invece a vedere le cifre per le piccole e medie imprese, a fine dicembre i finanziamenti totali in Veneto erano a 14,3 miliardi (di cui 8 miliardi concessi a famiglie produttrici) e quindi le garanzie di oggi per 5,1 miliardi sono a coprire prestiti per oltre un terzo di quella che era la cifra dell’ intero 2019. E le domande di liquidità sono giunte da quasi un’ impresa su sei del Veneto. Ma sono tutti i settori a fare richiesta? L’ agricoltura non c’ entra e adesso va per conto suo con Ismea (con crisi forti però per agriturismi e vivai). Per gli altri settori proprio il report veneto della Banca d’ Italia ha segnalato che le richieste «provengono per oltre un terzo da ditte individuali e professionisti e poi «sono concentrate nel comparto dei servizi» (soprattutto commercio,dettaglio e ingrosso, e ristorazione). Solo un quinto di domande risulta arrivato dal manifatturiero, che quindi soffre un po’ meno. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
    piero erle

    Milano Finanza, 04/07/2020 02:50
    l’ agcm apre istruttoria sui voli annullati a causa del covid
    Antitrust contro Alitalia
    Nuova tegola per Alitalia. Dopo le segnalazioni di numerosi consumatori, l’ Antitrust ha infatti avviato venerdì 3 due procedimenti istruttori e due sub-procedimenti cautelari nei confronti della compagnia di bandiera e del vettore Volotea, con sede in Spagna ma attivo anche nel nostro Paese. Le due società sono state accusate dall’ Agcm di aver cancellato per Covid alcuni voli di cui erano già stati acquistati i biglietti in date nella quali non vigeva però ancora alcun obbligo di legge in tal senso, di aver offerto ai clienti un voucher in luogo del rimborso del prezzo e di non aver comunque fornito adeguate informazioni ai consumatori circa il loro diritti in caso di cancellazione né un sufficiente servizio di assistenza sui tempi di attesa e sui canali di comunicazione a disposizione dei passeggeri. Esulta il Codacons, pronto a intentare cause risarcitorie in caso le violazioni siano accertate. (riproduzione riservata)

    Brescia Oggi, 04/07/2020 02:40
    il faro antitrust. i consumatori chiedono dure sanzioni e
    minacciano valanghe di cause
    l’ alitalia sotto indagine per i biglietti annullati contestato il ricorso ai voucher istruttoria anche sulla volotea e dalla commissione europea procedura d’ infrazione sull’ italia
    Mila Onder ROMA Cancellazione di biglietti per viaggi programmati in date in cui non era imposta alcuna limitazione degli spostamenti e sostituzione con voucher anziché con rimborsi. Sono le pratiche che Alitalia avrebbe messo in atto a causa della diffusione del coronavirus e su cui l’ Antitrust ha deciso di avviare un procedimento istruttorio, replicato per gli stessi motivi anche nei confronti della low cost spagnola Volotea, attiva in Italia con molti collegamenti anche tra le regioni. I biglietti, spiega l’ Autorità, sono stati venduti e in seguito cancellati dalle due compagnie aeree a causa del Covid-19, «pur trattandosi di servizi da svolgere in un periodo nel quale non sarebbero stati vigenti i limiti di circolazione stabiliti dai provvedimenti governativi». In più, entrambe le compagnie hanno offerto ai passeggeri l’ erogazione di un voucher al posto del ristoro del prezzo del biglietto già pagato, contravvenendo così alla normativa europea in materia secondo cui, invece, i passeggeri il cui volo è cancellato possono ottenere il rimborso. Un modus operandi su cui è intervenuta anche la Commissione europea, ponendo attenzione non sulle compagnie, ma direttamente sull’ Italia. Giovedì, infatti, Bruxelles ha aperto una procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese per aver adottato una legislazione che consente alle compagnie di offrire voucher come unica forma di indennizzo anche se, ai sensi dei regolamenti Ue, i passeggeri hanno il diritto di scegliere tra il rimborso in denaro e altre forme di rimborso. Non a caso, secondo l’ Antitrust, sia Alitalia, sia Volotea non hanno fornito adeguata informazione ai consumatori quanto ai diritti spettanti in caso di cancellazioni e non hanno predisposto un sufficiente servizio di assistenza sui tempi di attesa e sui canali di comunicazione messi a disposizione dei passeggeri. Tutti comportamenti che l’ Unione nazionale consumatori chiede ora di sanzionare duramente e per i quali il Codacons si dice pronto, se l’ Autorità garante accerterà che i voli sono stati cancellati per cause non riconducibili al Covid, a presentare una «valanga di cause risarcitorie». I vertici di Alitalia, appena nominati, dovranno però innanzitutto pensare al piano industriale della compagnia, che il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, è tornato a sollecitare perché sia «rapido e credibile». Dopo l’ emergenza coronavirus, ha spiegato, le compagnie aeree partono ora tutte «da una stessa linea di partenza, ma è importante essere veloci», ha sottolineato, parlando di trasporto aereo a lungo raggio, razionalizzazione della flotta e «proposte chiare da un punto di vista commerciale». «C’ è un governo che crede in questo progetto e che farà tutto il possibile, anche con le riforme regolatorie che la ministra De Micheli sta portando avanti per garantire all’ Alitalia parità di trattamento sul mercato».

    L’Arena, 04/07/2020 02:35
    il faro antitrust. i consumatori chiedono dure sanzioni e
    minacciano valanghe di cause
    l’ alitalia sotto indagine per i biglietti annullati contestato il ricorso ai voucher istruttoria anche sulla volotea e dalla commissione europea procedura d’ infrazione sull’ italia
    Mila Onder ROMA Cancellazione di biglietti per viaggi programmati in date in cui non era imposta alcuna limitazione degli spostamenti e sostituzione con voucher anziché con rimborsi. Sono le pratiche che Alitalia avrebbe messo in atto a causa della diffusione del coronavirus e su cui l’ Antitrust ha deciso di avviare un procedimento istruttorio, replicato per gli stessi motivi anche nei confronti della low cost spagnola Volotea, attiva in Italia con molti collegamenti anche tra le regioni. I biglietti, spiega l’ Autorità, sono stati venduti e in seguito cancellati dalle due compagnie aeree a causa del Covid-19, «pur trattandosi di servizi da svolgere in un periodo nel quale non sarebbero stati vigenti i limiti di circolazione stabiliti dai provvedimenti governativi». In più, entrambe le compagnie hanno offerto ai passeggeri l’ erogazione di un voucher al posto del ristoro del prezzo del biglietto già pagato, contravvenendo così alla normativa europea in materia secondo cui, invece, i passeggeri il cui volo è cancellato possono ottenere il rimborso. Un modus operandi su cui è intervenuta anche la Commissione europea, ponendo attenzione non sulle compagnie, ma direttamente sull’ Italia. Giovedì, infatti, Bruxelles ha aperto una procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese per aver adottato una legislazione che consente alle compagnie di offrire voucher come unica forma di indennizzo anche se, ai sensi dei regolamenti Ue, i passeggeri hanno il diritto di scegliere tra il rimborso in denaro e altre forme di rimborso. Non a caso, secondo l’ Antitrust, sia Alitalia, sia Volotea non hanno fornito adeguata informazione ai consumatori quanto ai diritti spettanti in caso di cancellazioni e non hanno predisposto un sufficiente servizio di assistenza sui tempi di attesa e sui canali di comunicazione messi a disposizione dei passeggeri. Tutti comportamenti che l’ Unione nazionale consumatori chiede ora di sanzionare duramente e per i quali il Codacons si dice pronto, se l’ Autorità garante accerterà che i voli sono stati cancellati per cause non riconducibili al Covid, a presentare una «valanga di cause risarcitorie». I vertici di Alitalia, appena nominati, dovranno però innanzitutto pensare al piano industriale della compagnia, che il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, è tornato a sollecitare perché sia «rapido e credibile». Dopo l’ emergenza coronavirus, ha spiegato, le compagnie aeree partono ora tutte «da una stessa linea di partenza, ma è importante essere veloci», ha sottolineato, parlando di trasporto aereo a lungo raggio, razionalizzazione della flotta e «proposte chiare da un punto di vista commerciale». «C’ è un governo che crede in questo progetto e che farà tutto il possibile, anche con le riforme regolatorie che la ministra De Micheli sta portando avanti per garantire all’ Alitalia parità di trattamento sul mercato».

    Il Fatto Quotidiano, 04/07/2020 02:05
    lombardia
    Fontana e i camici forniti dal cognato “Turbativa d’ asta”
    Milano Corrono i magistrati, resta immobile la maggioranza di Attilio Fontana. La vicenda dei camici “regalati” dalla società Dama Spa della Fontana Family al Pirellone – un affidamento diretto da 513 mila euro, trasformatosi in regalo, ma solo dopo l’ inizio delle indagini di Report poi anticipate dal Fatto Quotidiano – corre su binari paralleli. O meglio, corre su quello giudiziario, tanto che la Procura di Milano da ieri indaga per turbativa d’ asta, sebbene sempre a carico di ignoti. Non si tratta più di un fascicolo “modello 45”, perché ora l’ ipotesi di reato c’ è. Ed è pesante. Le indagini sono state affidate alla Guardia di finanza. A coordinarle, i pm Luigi Furno e Paolo Filippini, con l’ aggiunto Maurizio Romanelli. Nel fascicolo, aperto lo scorso 8 giugno, è finito anche un esposto del Codacons. La vicenda risale al 16 aprile, quando la Centrale acquisti della Regione Lombardia (Aria spa) concede a Dama spa un affidamento per 75 mila camici e 7 mila set con calzari e cappellini, per complessivi 513 mila euro. Proprietaria della Dama, per il 10%, è Roberta Dini, consorte del presidente Fontana. Per il restante 90% la società è controllata dal di lei fratello, Andrea Dini, che ne è anche amministratore. Un affidamento che il Pirellone onora, emettendo ordini di pagamento sulle fatture emesse da Dama, il 30 aprile. Crediti che la società decide però di stornare il 22 maggio, sostenendo di aver sbagliato. Perché quella fornitura doveva essere una donazione. Una giravolta giunta dopo che i giornalisti di Report avevano iniziato a indagare sulla faccenda. E non sembra aver convinto i magistrati. Ma se il binario giudiziario è più che industrioso, quello politico è morto. Il presidente Fontana, pur sollecitato da tutti i capigruppo della minoranza, si è sempre rifiutato di andare in Consiglio a chiarire. Oltre a un “Non ne sapevo nulla”, non si è mai spinto. Anche Aria non ha certo brillato per limpidezza, come spiega il capogruppo M5S al Pirellone Marco Fumagalli, che aveva chiesto che la controllata riferisse in Commissione bilancio: “Il presidente della Commissione ci ha informati che ad Aria il 25 giugno ‘è stata inviata una richiesta di un contributo scritto in attesa di un’ eventuale audizione’. Morale niente Aria”. Così come senza risposta è rimasto l’ accesso agli atti presentato dalla presidente della Commissione Antimafia della Regione, Monica Forte, i cui termini però scadranno la prossima settimana. Stessa via del silenzio che la controllata ha abbracciato sul caso Diasorin, altro discusso affidamento senza gara per i test sierologici poi bloccato. “Fontana non ha mai voluto chiarire”, commenta il consigliere Pd, Pietro Bussolati, “sembra voler sfuggire ogni spiegazione su una storia che invece andrebbe precisata in ogni suo punto”. La sede naturale per fare luce non solo su camici e Diasorin, ma su tutte le note dolenti della gestione dell’ emergenza Covid – strage all’ ospedale di Alzano, mancata zona rossa, ospedale alla Fiera, ecc – sarebbe la commissione di inchiesta regionale. Ma è ancora al palo, paralizzata dalla volontà della maggioranza di “scegliersi” il presidente, contravvenendo ai regolamenti della Regione. “È chiaro che Regione preferisce stare nel torbido, perché la trasparenza potrebbe portare alla luce fatti e misfatti che probabilmente nemmeno nella nostra peggiore delle ipotesi ci potrebbe sovvenire”, chiosa cupo Fumagalli.
    andrea sparaciari

    ilcentro.it, 04/07/2020 00:25
    Il Codacons riapre lo sportello e tutela i viaggiatori penalizzati
    L’ AQUILA. Codacons in campo per i rimborsi dei viaggi. «A causa dell’ emergenza sanitaria Covid-19», infromano dal Codacons, «molti consumatori hanno visto sfumare viaggi programmati da tempo. Quasi tutti avevano già versato un acconto o addirittura l’ intera somma pattuita, somme che i tour operator, le agenzie di viaggio e le compagnie aeree non intendono rimborsare. Purtroppo molti, se non tutti, si sono visti offrire solamente un voucher di pari importo a quanto già pagato da utilizzare entro un limite di tempo determinato. Il Codacons ribadisce che «deve essere tutelato il diritto del consumatore a poter scegliere tra il rimborso e l’ emissione di un voucher , che in ogni caso deve possedere determinati requisiti di tutela per dirsi rispettoso della normativa europea vigente e recepita in Italia. Il Codacons L’ Aquila è in prima linea per la tutela dei diritti dei passeggeri e dei consumatori e sta predisponendo tutte le azioni ritenute idonee per richiedere il rimborso delle somme già versate. È stato riaperto, nella massima sicurezza, lo sportello di servizio in piazza Santa Giusta 8, che riceve esclusivamente su appuntamento da prendere chiamando il numero 370 -1522650, attivo dal lunedì al venerdì dalle 15,30 alle 18,30».

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