4 agosto 2018

Rassegna stampa del 4 agosto 2018

Scuola: Codacons, ripetizioni mercato da 950 mln euro l’anno
Il 90% in nero. Una famiglia spende in media 650 euro annui
ROMA
(ANSA) – ROMA, 4 AGO – In media 1 studente su 4 – stima il Codacons – dovrà affrontare il temuto esame di riparazione prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, alimentando nelle settimane di agosto il business delle ripetizioni private, che in Italia sfiora nel 2018 il miliardo di euro. Il Codacons ha elaborato uno studio sulle “lezioni private”, un fenomeno che esplode soprattutto nei mesi estivi alimentato anche dal , dove in queste settimane si sono moltiplicati gli annunci di chi offre o cerca ripetizioni, ovviamente a pagamento, da cui emerge che nel corso dell’anno una famiglia spende circa 650 euro in ripetizioni, ma la spesa sale e può raggiungere i 950 euro all’anno se la materia da recuperare è il greco.. “Il mercato delle lezioni private genera complessivamente in Italia un business da circa 950 milioni di euro, di cui quasi il 90% ‘in nero’ – spiega il presidente Carlo Rienzi – Il 50% degli studenti delle scuole superiori, infatti, nel corso dell’anno ricorre alle ripetizioni, con una media di 2,5 ore di lezione a settimana; un fenomeno che riguarda tuttavia anche le scuole medie e gli studenti universitari. Il costo medio di un’ora di lezione è di 27,5 euro, con forti differenze a livello territoriale e in base alla materia oggetto di studio”. L’indagine del Codacons rivela che Milano è la città più costosa: qui un’ora di ripetizione di greco può arrivare a costare anche 50 euro, nel caso in cui si ricorra ad un docente universitario. (ANSA).

>>>ANSA/ Ripetizioni? Per Codacons fatturato in nero da 950 mln
Spesa in media di 650 euro l’anno, Milano e lezioni greco al top
ROMA
(ANSA) – ROMA, 4 AGO – Non per tutti la scuola è finita. Per gli studenti che devono fare i conti con i debiti formativi per insufficienze in una o più materia nel corso dell’anno scolastico c’è ancora da studiare. In media 1 studente su 4 – secondo i dati raccolti dal Codacons – dovrà affrontare l’esame di riparazione alimentando nelle settimane di agosto il business delle ripetizioni private che in Italia sfiora nel 2018 il miliardo di euro con una evasione stimata tra l’80% ed il 90%. Nel corso di un anno, per uno studente che ha difficoltà con una materia – secondo il Codacons – una famiglia spende circa 650 euro in ripetizioni, ma la spesa sale e può raggiungere i 950 euro all’anno se la materia da recuperare è il greco. Il Codacons, come ogni anno, ha elaborato uno studio sulle “lezioni private”, un fenomeno che esplode soprattutto nei mesi estivi alimentato anche dal , dove in queste settimane si sono moltiplicati gli annunci di chi offre o cerca ripetizioni, ovviamente a pagamento. “Il mercato delle lezioni private genera complessivamente in Italia un business da circa 950 milioni di euro, di cui quasi il 90% ‘in nero’ – spiega il presidente Carlo Rienzi – Il 50% degli studenti delle scuole superiori, infatti, nel corso dell’anno ricorre alle ripetizioni, con una media di 2,5 ore di lezione a settimana; un fenomeno che riguarda tuttavia anche le scuole medie e gli studenti universitari. Il costo medio di un’ora di lezione è di 27,5 euro, con forti differenze a livello territoriale e in base alla materia oggetto di studio”. I costi sono estremamente diversificati sul territorio e cambiano anche in base alla tipologia di studente ovvero scuola media, superiori ed università. Tra gli studenti che ricorrono almeno una volta l’anno a ripetizioni private, il 50% sono delle scuole superiori, il 20% delle scuole medie ed il 26% dell’università. L’indagine del Codacons rileva che Milano è la città più costosa: qui un’ora di lezione con un professore universitario di greco o latino arriva anche 50 euro. A Roma il costo medio è di circa 25 euro, mentre Firenze e Bologna si fermano a 23 euro. Più economiche le città del sud: qui ripetizioni a studenti delle scuole medie o superiori costano a Cagliari 20 euro, Palermo 19 euro, Bari 18 euro, Napoli 12 euro. Prezzi che però salgono in tutte le città in caso di ripetizioni a studenti universitari. Tra le materie più “salate” per ripetizioni a studenti delle scuole superiori saldamente in testa alla classifica è il greco, con una media di 30 euro per ora di lezione, latino con 28 euro l’ora e matematica con 26 euro l’ora. Di contro le materie meno costose sono l’inglese con 15 euro l’ora, l’italiano con 17 euro l’ora e filosofia con 18 euro l’ora.(ANSA).

Orizzonte Scuola, 04/08/2018 16:40
Lezioni private, Codacons: il fatturato è di 950 milioni di euro
Il Codacons ha elaborato uno studio sulle “lezioni private”, un fenomeno che esplode soprattutto nei mesi estivi alimentato anche dal , dove in queste settimane si sono moltiplicati gli annunci di chi offre o cerca ripetizioni. Uno studente su 4 – stima il Codacons – dovrà affrontare il temuto esame di riparazione prima dell’ inizio del nuovo anno scolastico, alimentando nelle settimane di agosto il business delle ripetizioni private, che in Italia sfiora nel 2018 il miliardo di euro. Dallo studio emerge che nel corso dell’ anno una famiglia spende circa 650 euro in ripetizioni, ma la spesa sale e può raggiungere i 950 euro all’ anno se la materia da recuperare è il greco. L’ indagine del Codacons rivela che Milano è la città più costosa: qui un’ ora di ripetizione di greco può arrivare a costare anche 50 euro, nel caso in cui si ricorra ad un docente universitario. A Roma il costo medio è di circa 25 euro, mentre Firenze e Bologna si fermano a 23 euro. Più economiche le città del sud: qui ripetizioni a studenti delle scuole medie o superiori costano a Cagliari 20 euro, Palermo 19 euro, Bari 18 euro, Napoli 12 euro. Prezzi che però salgono in tutte le città in caso di ripetizioni a studenti universitari. Per un’ ora di ripetizione di greco si paga una media di 30 euro per ora di lezione, per il latino 28 euro l’ ora e per matematica 26 euro l’ ora. Di contro le materie meno costose sono l’ inglese con 15 euro l’ ora, l’ italiano con 17 euro l’ ora e filosofia con 18 euro l’ ora.

ilgiornaledivicenza.it, 04/08/2018 15:58
Codacons, fatturato ripetizioni 950 mln
(ANSA) – ROMA, 4 AGO – In media 1 studente su 4 – stima il Codacons – dovrà affrontare il temuto esame di riparazione prima dell’ inizio del nuovo anno scolastico, alimentando nelle settimane di agosto il business delle ripetizioni private, che in Italia sfiora nel 2018 il miliardo di euro. Il Codacons ha elaborato uno studio sulle “lezioni private”, un fenomeno che esplode soprattutto nei mesi estivi alimentato anche dal , dove in queste settimane si sono moltiplicati gli annunci di chi offre o cerca ripetizioni, ovviamente a pagamento, da cui emerge che nel corso dell’ anno una famiglia spende circa 650 euro in ripetizioni, ma la spesa sale e può raggiungere i 950 euro all’ anno se la materia da recuperare è il greco. L’ indagine del Codacons rivela che Milano è la città più costosa: qui un’ ora di ripetizione di greco può arrivare a costare anche 50 euro, nel caso in cui si ricorra ad un docente universitario.

denaro.it, 04/08/2018 15:05
Ripetizioni scolastiche: a Roma costano 25 euro all’ ora, a Napoli 12
Non per tutti la scuola è finita. Per gli studenti che devono fare i conti con i debiti formativi per insufficienze in una o più materia nel corso dell’ anno scolastico c’ è ancora da studiare. In media 1 studente su 4 – secondo i dati raccolti dal Codacons – dovrà affrontare l’ esame di riparazione alimentando nelle settimane di agosto il business delle ripetizioni private che in Italia sfiora nel 2018 il miliardo di euro con una evasione stimata tra l’ 80% ed il 90%. Nel corso di un anno, per uno studente che ha difficoltà con una materia – secondo il Codacons – una famiglia spende circa 650 euro in ripetizioni, ma la spesa sale e può raggiungere i 950 euro all’ anno se la materia da recuperare è il greco. Il Codacons, come ogni anno, ha elaborato uno studio sulle “lezioni private”, un fenomeno che esplode soprattutto nei mesi estivi alimentato anche dal , dove in queste settimane si sono moltiplicati gli annunci di chi offre o cerca ripetizioni, ovviamente a pagamento. “Il mercato delle lezioni private genera complessivamente in Italia un business da circa 950 milioni di euro, di cui quasi il 90% ‘in nero’ – spiega il presidente Carlo Rienzi – Il 50% degli studenti delle scuole superiori, infatti, nel corso dell’ anno ricorre alle ripetizioni, con una media di 2,5 ore di lezione a settimana; un fenomeno che riguarda tuttavia anche le scuole medie e gli studenti universitari. Il costo medio di un’ ora di lezione è di 27,5 euro, con forti differenze a livello territoriale e in base alla materia oggetto di studio”. I costi sono estremamente diversificati sul territorio e cambiano anche in base alla tipologia di studente ovvero scuola media, superiori ed università. Tra gli studenti che ricorrono almeno una volta l’ anno a ripetizioni private, il 50% sono delle scuole superiori, il 20% delle scuole medie ed il 26% dell’ università. L’ indagine del Codacons rileva che Milano è la città più costosa: qui un’ ora di lezione con un professore universitario di greco o latino arriva anche 50 euro. A Roma il costo medio è di circa 25 euro, mentre Firenze e Bologna si fermano a 23 euro. Più economiche le città del sud: qui ripetizioni a studenti delle scuole medie o superiori costano a Cagliari 20 euro, Palermo 19 euro, Bari 18 euro, Napoli 12 euro. Prezzi che però salgono in tutte le città in caso di ripetizioni a studenti universitari. Tra le materie più “salate” per ripetizioni a studenti delle scuole superiori saldamente in testa alla classifica è il greco, con una media di 30 euro per ora di lezione, latino con 28 euro l’ ora e matematica con 26 euro l’ ora. Di contro le materie meno costose sono l’ inglese con 15 euro l’ ora, l’ italiano con 17 euro l’ ora e filosofia con 18 euro l’ ora.

Msn, 04/08/2018 14:42
Codacons, fatturato ripetizioni 950 mln
(ANSA) – ROMA, 4 AGO – In media 1 studente su 4 – stima il Codacons – dovrà affrontare il temuto esame di riparazione prima dell’ inizio del nuovo anno scolastico, alimentando nelle settimane di agosto il business delle ripetizioni private, che in Italia sfiora nel 2018 il miliardo di euro. Il Codacons ha elaborato uno studio sulle “lezioni private”, un fenomeno che esplode soprattutto nei mesi estivi alimentato anche dal , dove in queste settimane si sono moltiplicati gli annunci di chi offre o cerca ripetizioni, ovviamente a pagamento, da cui emerge che nel corso dell’ anno una famiglia spende circa 650 euro in ripetizioni, ma la spesa sale e può raggiungere i 950 euro all’ anno se la materia da recuperare è il greco. L’ indagine del Codacons rivela che Milano è la città più costosa: qui un’ ora di ripetizione di greco può arrivare a costare anche 50 euro, nel caso in cui si ricorra ad un docente universitario.

Euronews, 04/08/2018 14:33
Codacons, fatturato ripetizioni 950 mln
(ANSA) – ROMA, 4 AGO – In media 1 studente su 4 – stima il Codacons – dovrà affrontare il temuto esame di riparazione prima dell’ inizio del nuovo anno scolastico, alimentando nelle settimane di agosto il business delle ripetizioni private, che in Italia sfiora nel 2018 il miliardo di euro. Il Codacons ha elaborato uno studio sulle “lezioni private”, un fenomeno che esplode soprattutto nei mesi estivi alimentato anche dal , dove in queste settimane si sono moltiplicati gli annunci di chi offre o cerca ripetizioni, ovviamente a pagamento, da cui emerge che nel corso dell’ anno una famiglia spende circa 650 euro in ripetizioni, ma la spesa sale e può raggiungere i 950 euro all’ anno se la materia da recuperare è il greco. L’ indagine del Codacons rivela che Milano è la città più costosa: qui un’ ora di ripetizione di greco può arrivare a costare anche 50 euro, nel caso in cui si ricorra ad un docente universitario. euronews pubblica le notizie d’ ansa ma non interviene sui contenuti degli articoli messi in rete. Gli articoli sono disponibili su euronews.net per un periodo limitato.

ilcentro.it, 04/08/2018 14:14
Codacons, fatturato ripetizioni 950 mln
(ANSA) – ROMA, 4 AGO – In media 1 studente su 4 – stima il Codacons – dovrà affrontare il temuto esame di riparazione prima dell’ inizio del nuovo anno scolastico, alimentando nelle settimane di agosto il business delle ripetizioni private, che in Italia sfiora nel 2018 il miliardo di euro. Il Codacons ha elaborato uno studio sulle “lezioni private”, un fenomeno che esplode soprattutto nei mesi estivi alimentato anche dal , dove in queste settimane si sono moltiplicati gli annunci di chi offre o cerca ripetizioni, ovviamente a pagamento, da cui emerge che nel corso dell’ anno una famiglia spende circa 650 euro in ripetizioni, ma la spesa sale e può raggiungere i 950 euro all’ anno se la materia da recuperare è il greco. L’ indagine del Codacons rivela che Milano è la città più costosa: qui un’ ora di ripetizione di greco può arrivare a costare anche 50 euro, nel caso in cui si ricorra ad un docente universitario.

gazzettadiparma.it, 04/08/2018 14:14
Scuola:Ripetizioni?Per Codacons fatturato in nero da 950 mln
(ANSA) – ROMA, 4 AGO – In media 1 studente su 4 – stima il Codacons – dovrà affrontare il temuto esame di riparazione prima dell’ inizio del nuovo anno scolastico, alimentando nelle settimane di agosto il business delle ripetizioni private, che in Italia sfiora nel 2018 il miliardo di euro. Il Codacons ha elaborato uno studio sulle “lezioni private”, un fenomeno che esplode soprattutto nei mesi estivi alimentato anche dal , dove in queste settimane si sono moltiplicati gli annunci di chi offre o cerca ripetizioni, ovviamente a pagamento, da cui emerge che nel corso dell’ anno una famiglia spende circa 650 euro in ripetizioni, ma la spesa sale e può raggiungere i 950 euro all’ anno se la materia da recuperare è il greco. L’ indagine del Codacons rivela che Milano è la città più costosa: qui un’ ora di ripetizione di greco può arrivare a costare anche 50 euro, nel caso in cui si ricorra ad un docente universitario. © RIPRODUZIONE RISERVATA div.
michele brambilla

lagazzettadelmezzogiorno.it, 04/08/2018 14:13
Scuola:Ripetizioni?Per Codacons fatturato in nero da 950 mln
ROMA, 4 AGO – In media 1 studente su 4 – stima il Codacons – dovrà affrontare il temuto esame di riparazione prima dell’ inizio del nuovo anno scolastico, alimentando nelle settimane di agosto il business delle ripetizioni private, che in Italia sfiora nel 2018 il miliardo di euro. Il Codacons ha elaborato uno studio sulle “lezioni private”, un fenomeno che esplode soprattutto nei mesi estivi alimentato anche dal , dove in queste settimane si sono moltiplicati gli annunci di chi offre o cerca ripetizioni, ovviamente a pagamento, da cui emerge che nel corso dell’ anno una famiglia spende circa 650 euro in ripetizioni, ma la spesa sale e può raggiungere i 950 euro all’ anno se la materia da recuperare è il greco. L’ indagine del Codacons rivela che Milano è la città più costosa: qui un’ ora di ripetizione di greco può arrivare a costare anche 50 euro, nel caso in cui si ricorra ad un docente universitario.

Tiscali, 04/08/2018 14:08
Codacons, fatturato ripetizioni 950 mln
(ANSA) – ROMA, 4 AGO – In media 1 studente su 4 – stima il Codacons – dovrà affrontare il temuto esame di riparazione prima dell’ inizio del nuovo anno scolastico, alimentando nelle settimane di agosto il business delle ripetizioni private, che in Italia sfiora nel 2018 il miliardo di euro. Il Codacons ha elaborato uno studio sulle “lezioni private”, un fenomeno che esplode soprattutto nei mesi estivi alimentato anche dal , dove in queste settimane si sono moltiplicati gli annunci di chi offre o cerca ripetizioni, ovviamente a pagamento, da cui emerge che nel corso dell’ anno una famiglia spende circa 650 euro in ripetizioni, ma la spesa sale e può raggiungere i 950 euro all’ anno se la materia da recuperare è il greco. L’ indagine del Codacons rivela che Milano è la città più costosa: qui un’ ora di ripetizione di greco può arrivare a costare anche 50 euro, nel caso in cui si ricorra ad un docente universitario.

larena.it, 04/08/2018 14:08
Codacons, fatturato ripetizioni 950 mln
(ANSA) – ROMA, 4 AGO – In media 1 studente su 4 – stima il Codacons – dovrà affrontare il temuto esame di riparazione prima dell’ inizio del nuovo anno scolastico, alimentando nelle settimane di agosto il business delle ripetizioni private, che in Italia sfiora nel 2018 il miliardo di euro. Il Codacons ha elaborato uno studio sulle “lezioni private”, un fenomeno che esplode soprattutto nei mesi estivi alimentato anche dal , dove in queste settimane si sono moltiplicati gli annunci di chi offre o cerca ripetizioni, ovviamente a pagamento, da cui emerge che nel corso dell’ anno una famiglia spende circa 650 euro in ripetizioni, ma la spesa sale e può raggiungere i 950 euro all’ anno se la materia da recuperare è il greco. L’ indagine del Codacons rivela che Milano è la città più costosa: qui un’ ora di ripetizione di greco può arrivare a costare anche 50 euro, nel caso in cui si ricorra ad un docente universitario. DE.

altoadige.it, 04/08/2018 14:04
Codacons, fatturato ripetizioni 950 mln
spesa in media di 650 euro l’ anno, milano e lezioni greco al top
ROMA (ANSA) – ROMA, 4 AGO – In media 1 studente su 4 – stima il Codacons – dovrà affrontare il temuto esame di riparazione prima dell’ inizio del nuovo anno scolastico, alimentando nelle settimane di agosto il business delle ripetizioni private, che in Italia sfiora nel 2018 il miliardo di euro. Il Codacons ha elaborato uno studio sulle “lezioni private”, un fenomeno che esplode soprattutto nei mesi estivi alimentato anche dal , dove in queste settimane si sono moltiplicati gli annunci di chi offre o cerca ripetizioni, ovviamente a pagamento, da cui emerge che nel corso dell’ anno una famiglia spende circa 650 euro in ripetizioni, ma la spesa sale e può raggiungere i 950 euro all’ anno se la materia da recuperare è il greco. L’ indagine del Codacons rivela che Milano è la città più costosa: qui un’ ora di ripetizione di greco può arrivare a costare anche 50 euro, nel caso in cui si ricorra ad un docente universitario. Tags Codacons fatturato ripetizioni 950 mln.

Ansa, 04/08/2018 13:48
Codacons, fatturato ripetizioni 950 mln
spesa in media di 650 euro l’ anno, milano e lezioni greco al top
(ANSA) – ROMA, 4 AGO – In media 1 studente su 4 – stima il Codacons – dovrà affrontare il temuto esame di riparazione prima dell’ inizio del nuovo anno scolastico, alimentando nelle settimane di agosto il business delle ripetizioni private, che in Italia sfiora nel 2018 il miliardo di euro. Il Codacons ha elaborato uno studio sulle “lezioni private”, un fenomeno che esplode soprattutto nei mesi estivi alimentato anche dal , dove in queste settimane si sono moltiplicati gli annunci di chi offre o cerca ripetizioni, ovviamente a pagamento, da cui emerge che nel corso dell’ anno una famiglia spende circa 650 euro in ripetizioni, ma la spesa sale e può raggiungere i 950 euro all’ anno se la materia da recuperare è il greco. L’ indagine del Codacons rivela che Milano è la città più costosa: qui un’ ora di ripetizione di greco può arrivare a costare anche 50 euro, nel caso in cui si ricorra ad un docente universitario.

Lettera 43, 04/08/2018 11:49
Codacons, fatturato ripetizioni 950 mln
spesa in media di 650 euro l’ anno, milano e lezioni greco al top
(ANSA) – ROMA, 4 AGO – In media 1 studente su 4 – stima il Codacons – dovrà affrontare il temuto esame di riparazione prima dell’ inizio del nuovo anno scolastico, alimentando nelle settimane di agosto il business delle ripetizioni private, che in Italia sfiora nel 2018 il miliardo di euro. Il Codacons ha elaborato uno studio sulle “lezioni private”, un fenomeno che esplode soprattutto nei mesi estivi alimentato anche dal , dove in queste settimane si sono moltiplicati gli annunci di chi offre o cerca ripetizioni, ovviamente a pagamento, da cui emerge che nel corso dell’ anno una famiglia spende circa 650 euro in ripetizioni, ma la spesa sale e può raggiungere i 950 euro all’ anno se la materia da recuperare è il greco. L’ indagine del Codacons rivela che Milano è la città più costosa: qui un’ ora di ripetizione di greco può arrivare a costare anche 50 euro, nel caso in cui si ricorra ad un docente universitario.

Il Gazzettino, 04/08/2018 06:21
«Mi dispiace ma il vostro parente è morto» Medico pestato da due donne a Crotone
IL CASO CROTONE Era andato a comunicare il decesso di un paziente, ma i parenti dell’ uomo, un trentatreenne di Rosarno (Reggio Calabria), hanno reagito alla notizia malmenandolo al punto da procurargli un trauma cranico e addominale. Questo è quanto é accaduto ieri mattina nel blocco operatorio dell’ ospedale San Giovanni di Dio di Crotone ai danni di un medico anestesista che adesso si trova ricoverato nel reparto di Chirurgia del nosocomio, dove presta la sua attività. DENUNCIATE L’ aggressione nei confronti del medico è stata messa in atto da due donne, parenti della persona deceduta, che sono state denunciate in stato di libertà con l’ accusa di lesioni in concorso, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio dagli agenti della Polizia di Stato intervenuti per porre fine al pestaggio. «Questo ennesimo episodio di violenza – sottolinea un comunicato dell’ Ordine dei medici di Crotone – nei confronti di chi si è adoperato al massimo per prestare la migliore assistenza al giovane paziente, che versava in particolari e già comunicate condizioni di acclarata criticità, pre-esistenti all’ atto del ricovero, si ascrive, purtroppo, nell’ ampio fenomeno di aggressioni nel settore sanitario che in Italia, ad oggi, conta circa tremila episodi l’ anno, stando ai soli casi denunciati». I PRECEDENTI In effetti quanto accaduto a Crotone è l’ ultima di una serie di aggressioni verificatesi nelle ultime settimane, soprattutto al Sud. Ad Acireale (Catania), lo scorso 25 luglio, un 45enne è stato arrestato per avere ferito, con un paio di forbici, un medico del reparto dov’ era ricoverato. Il 21, nell’ ospedale di Capri (Napoli), a fare le spese delle intemperanze di un giovane turista ungherese sono stati un medico e due infermiere, mentre il 10 è stato il turno di un medico e quattro infermieri di Cinisello Balsamo (Milano). Ancora prima, a giugno, a Caserta ad essere presa di mira era stata una dottoressa del presidio Asl di Frignano, mentre a inizio mese, a Palermo, c’ era stata un’ altra aggressione nel pronto soccorso di un ospedale dove il figlio di un paziente ha afferrato un medico per il collo perché stanco di attendere il turno. Secondo un sondaggio del sindacato di categoria Anaao Assomed, «il 66% dei medici, ovvero quasi 7 su 10, dichiara di avere subito un’ aggressione da parte dei pazienti, oltre il 66% dei quali verbalmente e quasi il 34% addirittura fisicamente». A Crotone, dopo l’ aggressione, coro di solidarietà in favore del medico aggredito. Dal Tribunale dei diritti del malato, che parla di «atto incivile», alla Cisl, secondo cui l’ accaduto è frutto di «sottocultura». Il Codacons, per mettere fine a tali episodi, invoca addirittura l’ utilizzo dell’ Esercito. Luigi Fantoni © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Quotidiano della Calabria, 04/08/2018 05:40
l’ appello la richiesta del codacons dopo la violenza in corsia
«L’ esercito per tutelare il personale»
CROTONE – E’ una vera e propria emergenza. E per questo motivo l’ invio dell’ Esercito negli ospedali e nelle guardie mediche è importante per «tutelare l’ incolu mità del personale medico e paramedico». É quanto chiede il Codacons dopo «l’ ennesima aggressione ai danni di un medico» avvenuta nell’ ospedale civile “San Giovanni di Dio” di Crotone . «La sanità pubblica, specie in Calabria – afferma Francesco Di Lieto, vicepresidente del Coda cons – versa in condizioni sempre più critiche. Da un lato, per esami diagnostici, i cittadini devono aspettare anche un anno, con evidenti danni per chi necessita di Uno dei computer danneggiati controlli medici, e, dall’ altro, i pronto soccorso e le guardie mediche si trasformano sempre più spesso in una specie di limbo, con aggressioni e violenze di ogni ti po a danno di chi opera nel campo della sanità. Chiediamo un intervento repentino e risolutivo che dia nuova dignità alla sanità, anche attraverso l’ invio dell’ Esercito nelle strutture pubbliche». «In questo senso il Codacons aggiunge Francesco Di Lieto rende noto di aver indirizzato una formale richiesta al Ministro dell’ Interno nell’ intento di tutelare sia chi è costretto a recarsi in ospedale e sia, contemporaneamente, gli operatori sanitari, che, pur in un’ evidente quanto imbarazzante carenza di mezzi, provano a fornire assistenza e rimangono esposti alla furia dell’ utenza».

Gazzetta del Sud, 04/08/2018 05:37
l’ episodio nel reparto di rianimazione dell’ ospedale di crotone: l’ anestesista e due infermiere malmenati dai parenti del paziente morto
Comunica un decesso, medico aggredito
il dott. bossio: «sono molto scosso, quello che abbiamo vissuto è stato davvero terribile»
Francesca Travierso CROTONE Una notte di terrore. Non trova altre parole il dott. Francesco Bossio per raccontare l’ aggressione subita da lui e dalle infermiere in servizio presso il reparto di Rianimazione dell’ ospedale di Crotone attorno alle 23 di giovedì sera. Ad aggredirli sono stati i parenti (i genitori, le due sorelle ed il fratello) di un 33enne di Rosarno (C.C.), che era deceduto pochi istanti prima a causa di una patologia incurabile. «Quando mi sono accorto – racconta – che il ragazzo stava per morire ho fatto entrare in reparto la madre, perché potesse stargli vicino nel momento del trapasso. Pochi minuti dopo il giovane è spirato, e la madre ha urlato. Udite le sue urla, i parenti che aspettavano in sala d’ attesa hanno sfondato la porta con un calcio e hanno iniziato a picchiarci». Un’ aggressione violentissima, che al medico anestesista ha procurato un trauma cranico e addominale ed una ferita al dito, che ne hanno indotto il ricovero con prognosi di 15 giorni. La violenza dei parenti del giovane morto, però, non ha risparmiato neppure le due infermiere che erano di servizio, che hanno riportato ecchimosi e contusioni come pure una delle guardie giurate accorsa in difesa dei sanitari. Danneggiati anche computer e macchinari del reparto. I fatti li ha ricostruiti la squadra Volante della Questura di Crotone, giunta sul posto in forze dopo essere stata allertata dagli uomini della vigilanza di turno presso l’ ospedale. Al dirigente Corrado Caruso ed ai suoi uomini ci sono volute quasi tre ore per riportare la situazione alla calma. Alla fine, sentiti i testimoni ed effettuati i rilievi con l’ ausilio della Polizia scientifica, è scattata la denuncia a piede libero per le due sorelle del ragazzo morto: due donne di 29 e 40 anni. Agli agenti alcuni testimoni hanno raccontato, tra l’ altro, che già nei giorni precedenti i componenti di quella famiglia di Rosarno avevano minacciato più volte gli operatori di turno in Rianimazione: «Se lui muore, siete morti». «Avevano ripetuto queste minacce tre o quattro volte – racconta Bossio – contro chi si trovava di turno». Eppure sapevano che le condizioni del 33enne erano disperate e irreversibili. Affetto da Sla (una patologia degenerativa per cui non esiste cura) da diversi anni, l’ uomo era stato ricoverato in ospedale a Crotone all’ incirca un mese fa, trasferito da una clinica di Cotronei. Da qualche giorno il quadro clinico era definitivamente precipitato, «ma probabilmente la famiglia non è riuscita ad accettare la gravità della situazione, e se l’ è presa con noi che ci trovavamo lì in quel momento», osserva il medico. «Io mi sono rifugiato al Pronto soccorso e ho fatto chiamare la Polizia – racconta – ma dalle urla, che sono continuate anche quando la salma è stata portata in obitorio, ho capito che ci sono volute diverse ore per riportare la situazione alla calma». A qualche ora dall’ accaduto il dottor Bossio sta un po’ meglio dal punto di vista strettamente fisico «ma sono davvero molto scosso moralmente e psicologicamente. Il clima di terrore che abbiamo vissuto è stato davvero terribile. Lo spavento, il dolore, lo scoramento, anche la delusione che provo in questo momento sono davvero molto forti. Non solo lavoriamo in condizioni spesso difficili e a volte d’ emergenza, ma siamo pure costretti a subire episodi del genere». «Nessun medico vuole il male del proprio paziente», afferma il segretario aziendale dell’ Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani Emergenza area critica (Aaroi-Emac) Giovanni Cosco. Eppure «non c’ è un solo giorno senza che arrivino simili notizie. Il dolore, sebbene straziante per la perdita di un congiunto, non autorizza in alcun modo il ricorso alla violenza nei confronti di chi non ha fatto altro che svolgere il proprio lavoro. Come medici rivendichiamo il diritto a lavorare con serenità per garantire a nostra volta il diritto alla cura». «Chi lavora per la salute dei pazienti non può farlo rischiando quotidianamente la propria», scrivono i sindacati dei medici in una nota a firma dei segretari aziendali di Anaa Assomed, Cimo e Uil Fpl. «Siamo stufi – sottolineano – di lavorare pensando che chiunque non veda accolta la propria richiesta (qualunque essa sia) o delusa la propria aspettativa di salute, possa vedere nel sanitario di turno un nemico da abbattere». Solidarietà ai sanitari aggrediti e condanna dell’ accaduto arriva anche dalla Ust Cisl “Magna Graecia” e dal Tribunale per i diritti del malato di Crotone, mentre il Codacons chiede «un intervento repentino e risolutivo, che dia nuova dignità alla sanità, anche attraverso l’ invio dell’ Esercito nelle strutture pubbliche».

L’Adige, 04/08/2018 04:37
Paziente morto, medico pestato dai parenti
CROTONE – Era andato a comunicare il decesso di un paziente, ma i parenti dell’ uomo, un 33enne di Rosarno (Reggio Calabria), hanno reagito alla notizia malmenandolo al punto da procurargli un trauma cranico e addominale. È quanto accaduto nel blocco operatorio dell’ ospedale San Giovanni di Dio di Crotone ai danni di un medico anestesista che adesso si trova ricoverato nel reparto di Chirurgia del nosocomio, dove presta la sua attività. L’ aggressione nei confronti del medico è stata messa in atto da due donne, parenti della persona deceduta, che sono state denunciate in stato di libertà con l’ accusa di lesioni in concorso, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio dagli agenti della Polizia di Stato intervenuti per porre fine al pestaggio. «Questo ennesimo episodio di violenza – sottolinea un comunicato dell’ Ordine dei medici di Crotone – nei confronti di chi si è adoperato al massimo per prestare la migliore assistenza al giovane paziente, che versava in particolari e già comunicate condizioni di acclarata criticità, pre-esistenti all’ atto del ricovero, si ascrive, purtroppo, nell’ ampio fenomeno di aggressioni nel settore sanitario che in Italia, ad oggi, conta circa tremila episodi l’ anno, stando ai soli casi denunciati». Secondo un sondaggio del sindacato di categoria Anaao Assomed, «il 66% dei medici, ovvero quasi 7 su 10, dichiara di avere subito un’ aggressione da parte dei pazienti, oltre il 66% dei quali verbalmente e quasi il 34% addirittura fisicamente». A Crotone, dopo l’ aggressione, coro di solidarietà in favore del medico aggredito. Il Codacons, per mettere fine a tali episodi, invoca addirittura l’ utilizzo dell’ Esercito.

Il Messaggero, 04/08/2018 04:36
«Mi dispiace ma il vostro parente è morto» Medico pestato da due donne a Crotone
LA VIOLENZA CROTONE Era andato a comunicare il decesso di un paziente, ma i parenti dell’ uomo, un trentatreenne di Rosarno (Reggio Calabria), hanno reagito alla notizia malmenandolo al punto da procurargli un trauma cranico e addominale. Questo è quanto é accaduto ieri mattina nel blocco operatorio dell’ ospedale San Giovanni di Dio di Crotone ai danni di un medico anestesista che adesso si trova ricoverato nel reparto di Chirurgia del nosocomio, dove presta la sua attività. DENUNCIATE L’ aggressione nei confronti del medico è stata messa in atto da due donne, parenti della persona deceduta, che sono state denunciate in stato di libertà con l’ accusa di lesioni in concorso, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio dagli agenti della Polizia di Stato intervenuti per porre fine al pestaggio. «Questo ennesimo episodio di violenza – sottolinea un comunicato dell’ Ordine dei medici di Crotone – nei confronti di chi si è adoperato al massimo per prestare la migliore assistenza al giovane paziente, che versava in particolari e già comunicate condizioni di acclarata criticità, pre-esistenti all’ atto del ricovero, si ascrive, purtroppo, nell’ ampio fenomeno di aggressioni nel settore sanitario che in Italia, ad oggi, conta circa tremila episodi l’ anno, stando ai soli casi denunciati». I PRECEDENTI In effetti quanto accaduto a Crotone è l’ ultima di una serie di aggressioni verificatesi nelle ultime settimane, soprattutto al Sud. Ad Acireale (Catania), lo scorso 25 luglio, un 45enne è stato arrestato per avere ferito, con un paio di forbici, un medico del reparto dov’ era ricoverato. Il 21, nell’ ospedale di Capri (Napoli), a fare le spese delle intemperanze di un giovane turista ungherese sono stati un medico e due infermiere, mentre il 10 è stato il turno di un medico e quattro infermieri di Cinisello Balsamo (Milano). Ancora prima, a giugno, a Caserta ad essere presa di mira era stata una dottoressa del presidio Asl di Frignano, mentre a inizio mese, a Palermo, c’ era stata un’ altra aggressione nel pronto soccorso di un ospedale dove il figlio di un paziente ha afferrato un medico per il collo perché stanco di attendere il turno. Secondo un sondaggio del sindacato di categoria Anaao Assomed, «il 66% dei medici, ovvero quasi 7 su 10, dichiara di avere subito un’ aggressione da parte dei pazienti, oltre il 66% dei quali verbalmente e quasi il 34% addirittura fisicamente». A Crotone, dopo l’ aggressione, coro di solidarietà in favore del medico aggredito. Dal Tribunale dei diritti del malato, che parla di «atto incivile», alla Cisl, secondo cui l’ accaduto è frutto di «sottocultura». Il Codacons, per mettere fine a tali episodi, invoca addirittura l’ utilizzo dell’ Esercito. Luigi Fantoni © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Tirreno, 04/08/2018 04:34
crotone
Il loro congiunto muore Picchiano il medico che glielo comunica
crotone Era andato a comunicare il decesso di un paziente, ma i parenti dell’ uomo, un trentatreenne di Rosarno (Reggio Calabria), hanno reagito alla notizia malmenandolo al punto da procurargli un trauma cranico e addominale. È quanto è accaduto nel blocco operatorio dell’ ospedale San Giovanni di Dio di Crotone ai danni di un medico anestesista che poi è stato ricoverato nel reparto di Chirurgia nella stessa struttura sanitaria dove presta la sua attività. L’ aggressione nei confronti del dottore è stata messa in atto da due donne, parenti della persona deceduta, che sono state denunciate in stato di libertà dalla polizia per lesioni in concorso, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio. «Questo ennesimo episodio di violenza – sottolinea un comunicato dell’ Ordine dei medici di Crotone – nei confronti di chi si è adoperato al massimo per prestare la migliore assistenza al giovane paziente, che versava in particolari e già comunicate condizioni di criticità, pre-esistenti al ricovero, si ascrive, purtroppo, nell’ ampio fenomeno di aggressioni nel settore sanitario che in Italia, ad oggi, conta circa tremila episodi l’ anno, stando ai soli casi denunciati». Quanto accaduto a Crotone è l’ ultima di una serie di aggressioni verificatesi nelle ultime settimane, soprattutto al Sud. Ad Acireale (Catania), lo scorso 25 luglio, un 45enne è stato arrestato per avere ferito, con un paio di forbici, un medico del reparto dov’ era ricoverato. Il 21, nell’ ospedale di Capri (Napoli), a fare le spese delle intemperanze di un giovane turista ungherese sono stati un medico e due infermiere, mentre il 10 è stato il turno di un medico e quattro infermieri di Cinisello Balsamo (Milano). Ancora prima, a giugno, a Caserta ad essere presa di mira era stata una dottoressa del presidio Asl di Frignano, mentre a inizio mese, a Palermo, c’ era stata un’ altra aggressione nel pronto soccorso di un ospedale dove il figlio di un paziente aveva afferrato un medico per il collo perché stanco di attendere il turno. Secondo un sondaggio del sindacato di categoria Anaao Assomed, «il 66% dei medici, cioè quasi 7 su 10, dichiara di avere subito un’ aggressione da parte dei pazienti, oltre il 66% dei quali a parole e quasi il 34% addirittura fisicamente». A Crotone, dopo l’ aggressione, coro di solidarietà in favore del medico aggredito. Dal Tribunale dei diritti del malato alla Cisl, secondo cui l’ accaduto è frutto di «sottocultura». Il Codacons, per mettere fine al fenomeno, invoca l’ intervento dell’ Esercito. —

La Repubblica (ed. Genova), 04/08/2018 04:31
la giustizia
La Procura: “Non è reato rovistare nei cassonetti”
i vigili urbani avevano denunciato per furto una dozzina di persone il pm landolfi chiede l’ archiviazione perché i rifiuti non hanno valore
Sarà capitato anche a voi vedere qualcuno che rovista nei cassonetti di immondizia, cercando qualcosa di utile. Ma a nessuno è mai passato lontanamente per la testa che quel gesto potesse essere un furto. Eppure, alla Procura di Genova è giunta una dozzina di denunce, inoltrate dai vigili urbani. Così, sono state messe in un unico fascicolo – con l’ ipotesi di reato di furto prevista dall’ articolo 624 affidato al pm Alberto Landolfi. Che però non ritiene il prelievo di qualsiasi rifiuto solido urbano dai bidoni reato, “mancando il valore dell’ oggetto”. Tanto che ha chiesto l’ archiviazione dei diversi casi. Succede nella città dell’ assessore “sceriffo”: Stefano Garassino, che ha fatto approvare la delibera e firmare dal sindaco l’ ordinanza che prevede multe fino a 200 euro a chi rovista nei cassonetti (ma solo se non lo fa per cercare da mangiare). Un provvedimento che modifica il regolamento di polizia urbana, con la giustificazione di contrastare fenomeni di degrado nelle aree del centro storico, del porto antico e della “city”. Potrebbe essere stata questa ordinanza a “spingere” la polizia municipale ad inoltrare le denunce di furto. Stessa ordinanza a Sanremo: il nuovo regolamento per la gestione dei rifiuti solidi urbani, infatti, contempla una multa da 25 a 300 euro per “cernita, rovistamento e/o asporto dei rifiuti conferiti al servizio pubblico di raccolta”. Anche se il provvedimento è stato contestato dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle: “Chi rovista nei cassonetti, solitamente, è un anziano disperato alla ricerca di cibo, che spera di trovare nei rifiuti qualcosa per il pranzo” A Genova, nei giorni successivi all’ entrata in vigore dell’ ordinanza del sindaco Bucci, ha risposto il “Gruppo spontaneo di cittadinanza attiva” (insegnanti, studenti medi, abitanti del centro storico), lanciando un flashmob contro quella che definiscono “l’ ordinanza contro la povertà”. Quella che può sembrare una strampalata vicenda – tra i vigili che denunciano e la magistratura che “assolve” – ha dei precedenti. Sopratutto nelle grandi città e con l’ acutizzarsi della crisi e della povertà, dove la “caccia alla spazzatura” è sempre più frequente da parte di senzatetto, vagabondi e indigenti. E però per il nostro ordinamento si tratta di attività illecita. I vigili urbani genovesi in proposito avrebbero interpretato una sentenza della Cassazione: “i rifiuti collocati nei bidoni, hanno comunque un valore sociale, potendo essere riciclati o essendo necessaria la loro eliminazione dalla circolazione per motivi di salute (si pensi al cibo). Soprattutto essi divengono immediatamente di proprietà del Comune”. A sostenere questa tesi è stato il Codacons, che nel 2013 presentò un esposto alla Procura di Roma e una diffida per mancato controllo al Comune capitolino. E con la sentenza numero 350 del 23 febbraio 2016 la sezione penale del Tribunale di Udine ha condannato un uomo per aver “rubato” dall’ area della piazzola due televisori abbandonati. Per il giudice i beni conservano comunque un valore economico, anche se dismessi. Non è così per il pm Landolfi, che ha scavato nel codice penale. Uno degli articoli recita che “la punibilità del reato non sussiste se l’ oggetto dell’ appropriazione non ha alcun valore economico”. D’ altra parte lo aveva stabilito la Corte d’ Appello di Trento con la sentenza 12 dicembre 2003, riformando la sentenza di condanna da parte del giudice di primo grado. © RIPRODUZIONE RISERVATA Nella città dell’ assessore sceriffo e dell’ ordinanza firmata dal sindaco contro chi cerca nei bidoni della spazzatura In antitesi una sentenza della Cassazione e un pronunciamento nel 2003 della Corte di Appello di Trento I poveri e le multe Foto sopra, un indigente mentre cerca qualcosa di utile dentro un cassonetto A sinistra, controlli generici della polizia locale sempre più serrati nei quartieri di Genova.
giuseppe filetto

La Sicilia, 04/08/2018 04:31
in breve
Assessorato al mareCantarella incontra la marineriaOggi alle 10, al porto, l’ assessore comunale al Mare, Fabio Cantarella, incontrerà la Federazione Armatori Siciliani e le associazioni della piccola pesca artigianale per affrontare le questioni del comparto. Sarà presente anche una rappresentanza dell’ associazione “TerraeLiberAzione” che da anni sostiene le rivendicazioni della marineria.Polizia stradaleControlli aerei nei weekend Soprattutto durante i fine settimana il comportamento di guida dei conducenti è controllato anche dall’ alto dagli aerei della polizia, grazie a un accordo tra il compartimento della Stradale della Sicilia orientale ed il V Reparto Volo di Reggio Calabria. E così molte infrazioni, a partire da sorpassi azzardati, mancate precedenze, impegno senza motivo delle corsie di emergenza e così via, saranno tempestivamente rilevate, registrate e comunicate ai pattuglianti. Pronta assistenza anche a veicoli in avaria.Il meteoOndate di calore oggi e domaniOndate anomale di calore, con livello di criticità 1, corrispondente a rischio basso, sono previste anche oggi e domani, domenica 5 agosto. Lo rende noto la Protezione civile comunale sulla base del bollettino diramato dai centri di competenza nazionale.Accademia FedericianaSignorello resta presidenteOttavo mandato per Fortunato Orazio Signorello, che è stato riconfermato alla presidenza dell’ Accademia Federiciana; istituzione artistica e culturale non-profit fondata a Catania nel 1996, dedicata a Federico II di Svevia. Elezione all’ unanimità al termine dell’ assemblea dei soci. Il nuovo consiglio direttivo per il triennio 2018-2019 è composta da Nelly D’ Urso, Antonella Serratore e Anna Di Mauro. Turismo balneareAccordo tra Abbetnea e SibE’ stato sottoscritto un accordo tra l’ Abbetnea (l’ associazione degli operatori dell’ extralberghiero della provincia) e il Sib (sindacato italiano balneari) del Sistema Confcommercio Catania per agevolare i turisti nella fruizione degli stabilimenti balneari del litorale della Plaia. Gli ospiti di B&B e case vacanze potranno usufruire di servizi in convenzione, come transfer da e per i lidi, ingresso, lettini e ombrelloni, ristorazione, racchiusi in pacchetti studiati appositamente per trascorrere una giornata in spiaggia. Forza NuovaOggi mostra-mercatoOggi, dalle 9 alle 12,30, nella sede di via Conte Ruggero 51, mostra-mercato di materiale nazionalista; contestualmente ci sarà, a cura del Centro Librario “Ultimo Baluardo”, la mostra-mercato di libri ispiratori del movimento politico.CodaconsIllustrazioni e un video contro l’ abbandono degli animaliContro l’ abbandono di cani e di altri animali scende in campo Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons, con l’ iniziativa di sensibilizzazione e di difesa dei diritti denominata “Questa estate non abbandonarlo”. Il protagonista dell’ iniziativa è Mumù (autore il catanese Giuseppe Messina), un dolce amico a quattro zampe che in 12 illustrazioni originali d’ autore e in un video, diffuso dal Codacons, farà vedere il destino che tocca ai suoi amici che finiscono in strada.

La Sicilia, 04/08/2018 04:31
crotone. ennesimo episodio di violenza ai danni di un camice bianco
«Mi spiace, il paziente è morto» medico picchiato dai parenti
Clemente AngottiCrotone. Era andato a comunicare il decesso di un paziente, ma i parenti dell’ uomo, un 33enne di Rosarno (Reggio Calabria), hanno reagito alla notizia malmenando il camice bianco al punto da procurargli un trauma cranico e addominale. È quanto accaduto nel blocco operatorio dell’ ospedale San Giovanni di Dio di Crotone ai danni di un medico anestesista che adesso si trova ricoverato nel reparto di Chirurgia del nosocomio dove presta la sua attività. L’ aggressione è stata messa in atto da due donne, parenti della persona deceduta, che sono state denunciate in stato di libertà con l’ accusa di lesioni in concorso, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio dagli agenti di polizia intervenuti per porre fine al pestaggio. «Questo ennesimo episodio di violenza – sottolinea un comunicato dell’ Ordine dei medici di Crotone – nei confronti di chi si è adoperato al massimo per prestare la migliore assistenza al giovane paziente, che versava in particolari e già comunicate condizioni di acclarata criticità, pre-esistenti all’ atto del ricovero, si ascrive, purtroppo, nell’ ampio fenomeno di aggressioni nel settore sanitario che in Italia, ad oggi, conta circa tremila episodi l’ anno, stando ai soli casi denunciati». In effetti quanto accaduto a Crotone è l’ ultima di una serie di aggressioni verificatesi nelle ultime settimane, soprattutto al Sud. Ad Acireale, il 25 luglio un 45enne è stato arrestato per avere ferito, con un paio di forbici, un medico del reparto dov’ era ricoverato. Il 21, nell’ ospedale di Capri (Napoli), a fare le spese delle intemperanze di un giovane turista ungherese sono stati un medico e due infermiere, mentre il 10 è stato il turno di un medico e quattro infermieri di Cinisello Balsamo (Milano). Ancora prima, a giugno, a Caserta ad essere presa di mira era stata una dottoressa del presidio Asl di Frignano, mentre a inizio mese, a Palermo, c’ era stata un’ altra aggressione nel pronto soccorso di un ospedale dove il figlio di un paziente ha afferrato un medico per il collo perché stanco di attendere il turno. Secondo un sondaggio del sindacato di categoria Anaao Assomed, «il 66% dei medici, ovvero quasi 7 su 10, dichiara di avere subìto un’ aggressione da parte dei pazienti, oltre il 66% dei quali verbalmente e quasi il 34% addirittura fisicamente». A Crotone, dopo l’ aggressione, coro di solidarietà in favore del medico aggredito. Dal Tribunale dei diritti del malato, che parla di «atto incivile», alla Cisl, secondo cui l’ accaduto è frutto di «sottocultura». Il Codacons, per mettere fine a tali episodi, invoca addirittura l’ utilizzo dell’ Esercito.
clemente angotti

Giornale di Sicilia, 04/08/2018 03:45
crotone
Paziente muore, medico aggredito dai familiari
OOO Era andato a comunicare il decesso di un paziente, ma i parenti dell’ uomo, un trentatreenne di Rosarno (Reggio Calabria), hanno reagito alla notizia malmenandolo al punto da procurargli un trauma cranico e addominale. È quanto accaduto nel blocco operatorio dell’ ospedale San Giovanni di Dio di Crotone ai danni di un medico anestesista che adesso si trova ricoverato nel reparto di Chirurgia del nosocomio, dove presta la sua attività. L’ aggressione nei confronti del medico è stata messa in atto da due donne, parenti della persona deceduta, che sono state denunciate in stato di libertà con l’ accusa di lesioni in concorso, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio dagli agenti della Polizia di Stato intervenuti per porre fine al pestaggio. L’ Ordine dei medici di Crotone ha stigmatizzato l’ episodio. Solidarietà da parte del Tribunale dei diritti del malato, della Cisl e del Codacons.

Il Mattino di Padova, 04/08/2018 03:31
crotone
Il loro congiunto muore Picchiano il medico che glielo comunica
crotone Era andato a comunicare il decesso di un paziente, ma i parenti dell’ uomo, un trentatreenne di Rosarno (Reggio Calabria), hanno reagito alla notizia malmenandolo al punto da procurargli un trauma cranico e addominale. È quanto è accaduto nel blocco operatorio dell’ ospedale San Giovanni di Dio di Crotone ai danni di un medico anestesista che poi è stato ricoverato nel reparto di Chirurgia nella stessa struttura sanitaria dove presta la sua attività. L’ aggressione nei confronti del dottore è stata messa in atto da due donne, parenti della persona deceduta, che sono state denunciate in stato di libertà dalla polizia per lesioni in concorso, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio. «Questo ennesimo episodio di violenza – sottolinea un comunicato dell’ Ordine dei medici di Crotone – nei confronti di chi si è adoperato al massimo per prestare la migliore assistenza al giovane paziente, che versava in particolari e già comunicate condizioni di criticità, pre-esistenti al ricovero, si ascrive, purtroppo, nell’ ampio fenomeno di aggressioni nel settore sanitario che in Italia, ad oggi, conta circa tremila episodi l’ anno, stando ai soli casi denunciati». Quanto accaduto a Crotone è l’ ultima di una serie di aggressioni verificatesi nelle ultime settimane, soprattutto al Sud. Ad Acireale (Catania), lo scorso 25 luglio, un 45enne è stato arrestato per avere ferito, con un paio di forbici, un medico del reparto dov’ era ricoverato. Il 21, nell’ ospedale di Capri (Napoli), a fare le spese delle intemperanze di un giovane turista ungherese sono stati un medico e due infermiere, mentre il 10 è stato il turno di un medico e quattro infermieri di Cinisello Balsamo (Milano). Ancora prima, a giugno, a Caserta ad essere presa di mira era stata una dottoressa del presidio Asl di Frignano, mentre a inizio mese, a Palermo, c’ era stata un’ altra aggressione nel pronto soccorso di un ospedale dove il figlio di un paziente aveva afferrato un medico per il collo perché stanco di attendere il turno. Secondo un sondaggio del sindacato di categoria Anaao Assomed, «il 66% dei medici, cioè quasi 7 su 10, dichiara di avere subito un’ aggressione da parte dei pazienti, oltre il 66% dei quali a parole e quasi il 34% addirittura fisicamente». A Crotone, dopo l’ aggressione, coro di solidarietà in favore del medico aggredito. Dal Tribunale dei diritti del malato alla Cisl, secondo cui l’ accaduto è frutto di «sottocultura». Il Codacons, per mettere fine al fenomeno, invoca l’ intervento dell’ Esercito. —

La Nuova Ferrara, 04/08/2018 03:31
crotone
Il loro congiunto muore Picchiano il medico che glielo comunica
crotone Era andato a comunicare il decesso di un paziente, ma i parenti dell’ uomo, un trentatreenne di Rosarno (Reggio Calabria), hanno reagito alla notizia malmenandolo al punto da procurargli un trauma cranico e addominale. È quanto è accaduto nel blocco operatorio dell’ ospedale San Giovanni di Dio di Crotone ai danni di un medico anestesista che poi è stato ricoverato nel reparto di Chirurgia nella stessa struttura sanitaria dove presta la sua attività. L’ aggressione nei confronti del dottore è stata messa in atto da due donne, parenti della persona deceduta, che sono state denunciate in stato di libertà dalla polizia per lesioni in concorso, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio. «Questo ennesimo episodio di violenza – sottolinea un comunicato dell’ Ordine dei medici di Crotone – nei confronti di chi si è adoperato al massimo per prestare la migliore assistenza al giovane paziente, che versava in particolari e già comunicate condizioni di criticità, pre-esistenti al ricovero, si ascrive, purtroppo, nell’ ampio fenomeno di aggressioni nel settore sanitario che in Italia, ad oggi, conta circa tremila episodi l’ anno, stando ai soli casi denunciati». Quanto accaduto a Crotone è l’ ultima di una serie di aggressioni verificatesi nelle ultime settimane, soprattutto al Sud. Ad Acireale (Catania), lo scorso 25 luglio, un 45enne è stato arrestato per avere ferito, con un paio di forbici, un medico del reparto dov’ era ricoverato. Il 21, nell’ ospedale di Capri (Napoli), a fare le spese delle intemperanze di un giovane turista ungherese sono stati un medico e due infermiere, mentre il 10 è stato il turno di un medico e quattro infermieri di Cinisello Balsamo (Milano). Ancora prima, a giugno, a Caserta ad essere presa di mira era stata una dottoressa del presidio Asl di Frignano, mentre a inizio mese, a Palermo, c’ era stata un’ altra aggressione nel pronto soccorso di un ospedale dove il figlio di un paziente aveva afferrato un medico per il collo perché stanco di attendere il turno. Secondo un sondaggio del sindacato di categoria Anaao Assomed, «il 66% dei medici, cioè quasi 7 su 10, dichiara di avere subito un’ aggressione da parte dei pazienti, oltre il 66% dei quali a parole e quasi il 34% addirittura fisicamente». A Crotone, dopo l’ aggressione, coro di solidarietà in favore del medico aggredito. Dal Tribunale dei diritti del malato alla Cisl, secondo cui l’ accaduto è frutto di «sottocultura». Il Codacons, per mettere fine al fenomeno, invoca l’ intervento dell’ Esercito. —

La Provincia Pavese, 04/08/2018 03:31
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Il loro congiunto muore Picchiano il medico che glielo comunica
crotone Era andato a comunicare il decesso di un paziente, ma i parenti dell’ uomo, un trentatreenne di Rosarno (Reggio Calabria), hanno reagito alla notizia malmenandolo al punto da procurargli un trauma cranico e addominale. È quanto è accaduto nel blocco operatorio dell’ ospedale San Giovanni di Dio di Crotone ai danni di un medico anestesista che poi è stato ricoverato nel reparto di Chirurgia nella stessa struttura sanitaria dove presta la sua attività. L’ aggressione nei confronti del dottore è stata messa in atto da due donne, parenti della persona deceduta, che sono state denunciate in stato di libertà dalla polizia per lesioni in concorso, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio. «Questo ennesimo episodio di violenza – sottolinea un comunicato dell’ Ordine dei medici di Crotone – nei confronti di chi si è adoperato al massimo per prestare la migliore assistenza al giovane paziente, che versava in particolari e già comunicate condizioni di criticità, pre-esistenti al ricovero, si ascrive, purtroppo, nell’ ampio fenomeno di aggressioni nel settore sanitario che in Italia, ad oggi, conta circa tremila episodi l’ anno, stando ai soli casi denunciati». Quanto accaduto a Crotone è l’ ultima di una serie di aggressioni verificatesi nelle ultime settimane, soprattutto al Sud. Ad Acireale (Catania), lo scorso 25 luglio, un 45enne è stato arrestato per avere ferito, con un paio di forbici, un medico del reparto dov’ era ricoverato. Il 21, nell’ ospedale di Capri (Napoli), a fare le spese delle intemperanze di un giovane turista ungherese sono stati un medico e due infermiere, mentre il 10 è stato il turno di un medico e quattro infermieri di Cinisello Balsamo (Milano). Ancora prima, a giugno, a Caserta ad essere presa di mira era stata una dottoressa del presidio Asl di Frignano, mentre a inizio mese, a Palermo, c’ era stata un’ altra aggressione nel pronto soccorso di un ospedale dove il figlio di un paziente aveva afferrato un medico per il collo perché stanco di attendere il turno. Secondo un sondaggio del sindacato di categoria Anaao Assomed, «il 66% dei medici, cioè quasi 7 su 10, dichiara di avere subito un’ aggressione da parte dei pazienti, oltre il 66% dei quali a parole e quasi il 34% addirittura fisicamente». A Crotone, dopo l’ aggressione, coro di solidarietà in favore del medico aggredito. Dal Tribunale dei diritti del malato alla Cisl, secondo cui l’ accaduto è frutto di «sottocultura». Il Codacons, per mettere fine al fenomeno, invoca l’ intervento dell’ Esercito. —

La Tribuna di Treviso, 04/08/2018 03:31
crotone
Il loro congiunto muore Picchiano il medico che glielo comunica
crotone Era andato a comunicare il decesso di un paziente, ma i parenti dell’ uomo, un trentatreenne di Rosarno (Reggio Calabria), hanno reagito alla notizia malmenandolo al punto da procurargli un trauma cranico e addominale. È quanto è accaduto nel blocco operatorio dell’ ospedale San Giovanni di Dio di Crotone ai danni di un medico anestesista che poi è stato ricoverato nel reparto di Chirurgia nella stessa struttura sanitaria dove presta la sua attività. L’ aggressione nei confronti del dottore è stata messa in atto da due donne, parenti della persona deceduta, che sono state denunciate in stato di libertà dalla polizia per lesioni in concorso, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio. «Questo ennesimo episodio di violenza – sottolinea un comunicato dell’ Ordine dei medici di Crotone – nei confronti di chi si è adoperato al massimo per prestare la migliore assistenza al giovane paziente, che versava in particolari e già comunicate condizioni di criticità, pre-esistenti al ricovero, si ascrive, purtroppo, nell’ ampio fenomeno di aggressioni nel settore sanitario che in Italia, ad oggi, conta circa tremila episodi l’ anno, stando ai soli casi denunciati». Quanto accaduto a Crotone è l’ ultima di una serie di aggressioni verificatesi nelle ultime settimane, soprattutto al Sud. Ad Acireale (Catania), lo scorso 25 luglio, un 45enne è stato arrestato per avere ferito, con un paio di forbici, un medico del reparto dov’ era ricoverato. Il 21, nell’ ospedale di Capri (Napoli), a fare le spese delle intemperanze di un giovane turista ungherese sono stati un medico e due infermiere, mentre il 10 è stato il turno di un medico e quattro infermieri di Cinisello Balsamo (Milano). Ancora prima, a giugno, a Caserta ad essere presa di mira era stata una dottoressa del presidio Asl di Frignano, mentre a inizio mese, a Palermo, c’ era stata un’ altra aggressione nel pronto soccorso di un ospedale dove il figlio di un paziente aveva afferrato un medico per il collo perché stanco di attendere il turno. Secondo un sondaggio del sindacato di categoria Anaao Assomed, «il 66% dei medici, cioè quasi 7 su 10, dichiara di avere subito un’ aggressione da parte dei pazienti, oltre il 66% dei quali a parole e quasi il 34% addirittura fisicamente». A Crotone, dopo l’ aggressione, coro di solidarietà in favore del medico aggredito. Dal Tribunale dei diritti del malato alla Cisl, secondo cui l’ accaduto è frutto di «sottocultura». Il Codacons, per mettere fine al fenomeno, invoca l’ intervento dell’ Esercito. —

Messaggero Veneto, 04/08/2018 03:31
crotone
Il loro congiunto muore Picchiano il medico che glielo comunica
crotone Era andato a comunicare il decesso di un paziente, ma i parenti dell’ uomo, un trentatreenne di Rosarno (Reggio Calabria), hanno reagito alla notizia malmenandolo al punto da procurargli un trauma cranico e addominale. È quanto è accaduto nel blocco operatorio dell’ ospedale San Giovanni di Dio di Crotone ai danni di un medico anestesista che poi è stato ricoverato nel reparto di Chirurgia nella stessa struttura sanitaria dove presta la sua attività. L’ aggressione nei confronti del dottore è stata messa in atto da due donne, parenti della persona deceduta, che sono state denunciate in stato di libertà dalla polizia per lesioni in concorso, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio. «Questo ennesimo episodio di violenza – sottolinea un comunicato dell’ Ordine dei medici di Crotone – nei confronti di chi si è adoperato al massimo per prestare la migliore assistenza al giovane paziente, che versava in particolari e già comunicate condizioni di criticità, pre-esistenti al ricovero, si ascrive, purtroppo, nell’ ampio fenomeno di aggressioni nel settore sanitario che in Italia, ad oggi, conta circa tremila episodi l’ anno, stando ai soli casi denunciati». Quanto accaduto a Crotone è l’ ultima di una serie di aggressioni verificatesi nelle ultime settimane, soprattutto al Sud. Ad Acireale (Catania), lo scorso 25 luglio, un 45enne è stato arrestato per avere ferito, con un paio di forbici, un medico del reparto dov’ era ricoverato. Il 21, nell’ ospedale di Capri (Napoli), a fare le spese delle intemperanze di un giovane turista ungherese sono stati un medico e due infermiere, mentre il 10 è stato il turno di un medico e quattro infermieri di Cinisello Balsamo (Milano). Ancora prima, a giugno, a Caserta ad essere presa di mira era stata una dottoressa del presidio Asl di Frignano, mentre a inizio mese, a Palermo, c’ era stata un’ altra aggressione nel pronto soccorso di un ospedale dove il figlio di un paziente aveva afferrato un medico per il collo perché stanco di attendere il turno. Secondo un sondaggio del sindacato di categoria Anaao Assomed, «il 66% dei medici, cioè quasi 7 su 10, dichiara di avere subito un’ aggressione da parte dei pazienti, oltre il 66% dei quali a parole e quasi il 34% addirittura fisicamente». A Crotone, dopo l’ aggressione, coro di solidarietà in favore del medico aggredito. Dal Tribunale dei diritti del malato alla Cisl, secondo cui l’ accaduto è frutto di «sottocultura». Il Codacons, per mettere fine al fenomeno, invoca l’ intervento dell’ Esercito. —

La Nuova di Venezia e Mestre, 04/08/2018 03:31
crotone
Il loro congiunto muore Picchiano il medico che glielo comunica
crotone Era andato a comunicare il decesso di un paziente, ma i parenti dell’ uomo, un trentatreenne di Rosarno (Reggio Calabria), hanno reagito alla notizia malmenandolo al punto da procurargli un trauma cranico e addominale. È quanto è accaduto nel blocco operatorio dell’ ospedale San Giovanni di Dio di Crotone ai danni di un medico anestesista che poi è stato ricoverato nel reparto di Chirurgia nella stessa struttura sanitaria dove presta la sua attività. L’ aggressione nei confronti del dottore è stata messa in atto da due donne, parenti della persona deceduta, che sono state denunciate in stato di libertà dalla polizia per lesioni in concorso, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio. «Questo ennesimo episodio di violenza – sottolinea un comunicato dell’ Ordine dei medici di Crotone – nei confronti di chi si è adoperato al massimo per prestare la migliore assistenza al giovane paziente, che versava in particolari e già comunicate condizioni di criticità, pre-esistenti al ricovero, si ascrive, purtroppo, nell’ ampio fenomeno di aggressioni nel settore sanitario che in Italia, ad oggi, conta circa tremila episodi l’ anno, stando ai soli casi denunciati». Quanto accaduto a Crotone è l’ ultima di una serie di aggressioni verificatesi nelle ultime settimane, soprattutto al Sud. Ad Acireale (Catania), lo scorso 25 luglio, un 45enne è stato arrestato per avere ferito, con un paio di forbici, un medico del reparto dov’ era ricoverato. Il 21, nell’ ospedale di Capri (Napoli), a fare le spese delle intemperanze di un giovane turista ungherese sono stati un medico e due infermiere, mentre il 10 è stato il turno di un medico e quattro infermieri di Cinisello Balsamo (Milano). Ancora prima, a giugno, a Caserta ad essere presa di mira era stata una dottoressa del presidio Asl di Frignano, mentre a inizio mese, a Palermo, c’ era stata un’ altra aggressione nel pronto soccorso di un ospedale dove il figlio di un paziente aveva afferrato un medico per il collo perché stanco di attendere il turno. Secondo un sondaggio del sindacato di categoria Anaao Assomed, «il 66% dei medici, cioè quasi 7 su 10, dichiara di avere subito un’ aggressione da parte dei pazienti, oltre il 66% dei quali a parole e quasi il 34% addirittura fisicamente». A Crotone, dopo l’ aggressione, coro di solidarietà in favore del medico aggredito. Dal Tribunale dei diritti del malato alla Cisl, secondo cui l’ accaduto è frutto di «sottocultura». Il Codacons, per mettere fine al fenomeno, invoca l’ intervento dell’ Esercito. —

Gazzetta di Modena, 04/08/2018 03:30
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Il loro congiunto muore Picchiano il medico che glielo comunica
crotone Era andato a comunicare il decesso di un paziente, ma i parenti dell’ uomo, un trentatreenne di Rosarno (Reggio Calabria), hanno reagito alla notizia malmenandolo al punto da procurargli un trauma cranico e addominale. È quanto è accaduto nel blocco operatorio dell’ ospedale San Giovanni di Dio di Crotone ai danni di un medico anestesista che poi è stato ricoverato nel reparto di Chirurgia nella stessa struttura sanitaria dove presta la sua attività. L’ aggressione nei confronti del dottore è stata messa in atto da due donne, parenti della persona deceduta, che sono state denunciate in stato di libertà dalla polizia per lesioni in concorso, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio. «Questo ennesimo episodio di violenza – sottolinea un comunicato dell’ Ordine dei medici di Crotone – nei confronti di chi si è adoperato al massimo per prestare la migliore assistenza al giovane paziente, che versava in particolari e già comunicate condizioni di criticità, pre-esistenti al ricovero, si ascrive, purtroppo, nell’ ampio fenomeno di aggressioni nel settore sanitario che in Italia, ad oggi, conta circa tremila episodi l’ anno, stando ai soli casi denunciati». Quanto accaduto a Crotone è l’ ultima di una serie di aggressioni verificatesi nelle ultime settimane, soprattutto al Sud. Ad Acireale (Catania), lo scorso 25 luglio, un 45enne è stato arrestato per avere ferito, con un paio di forbici, un medico del reparto dov’ era ricoverato. Il 21, nell’ ospedale di Capri (Napoli), a fare le spese delle intemperanze di un giovane turista ungherese sono stati un medico e due infermiere, mentre il 10 è stato il turno di un medico e quattro infermieri di Cinisello Balsamo (Milano). Ancora prima, a giugno, a Caserta ad essere presa di mira era stata una dottoressa del presidio Asl di Frignano, mentre a inizio mese, a Palermo, c’ era stata un’ altra aggressione nel pronto soccorso di un ospedale dove il figlio di un paziente aveva afferrato un medico per il collo perché stanco di attendere il turno. Secondo un sondaggio del sindacato di categoria Anaao Assomed, «il 66% dei medici, cioè quasi 7 su 10, dichiara di avere subito un’ aggressione da parte dei pazienti, oltre il 66% dei quali a parole e quasi il 34% addirittura fisicamente». A Crotone, dopo l’ aggressione, coro di solidarietà in favore del medico aggredito. Dal Tribunale dei diritti del malato alla Cisl, secondo cui l’ accaduto è frutto di «sottocultura». Il Codacons, per mettere fine al fenomeno, invoca l’ intervento dell’ Esercito. —

Corriere delle Alpi, 04/08/2018 03:30
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Il loro congiunto muore Picchiano il medico che glielo comunica
crotone Era andato a comunicare il decesso di un paziente, ma i parenti dell’ uomo, un trentatreenne di Rosarno (Reggio Calabria), hanno reagito alla notizia malmenandolo al punto da procurargli un trauma cranico e addominale. È quanto è accaduto nel blocco operatorio dell’ ospedale San Giovanni di Dio di Crotone ai danni di un medico anestesista che poi è stato ricoverato nel reparto di Chirurgia nella stessa struttura sanitaria dove presta la sua attività. L’ aggressione nei confronti del dottore è stata messa in atto da due donne, parenti della persona deceduta, che sono state denunciate in stato di libertà dalla polizia per lesioni in concorso, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio. «Questo ennesimo episodio di violenza – sottolinea un comunicato dell’ Ordine dei medici di Crotone – nei confronti di chi si è adoperato al massimo per prestare la migliore assistenza al giovane paziente, che versava in particolari e già comunicate condizioni di criticità, pre-esistenti al ricovero, si ascrive, purtroppo, nell’ ampio fenomeno di aggressioni nel settore sanitario che in Italia, ad oggi, conta circa tremila episodi l’ anno, stando ai soli casi denunciati». Quanto accaduto a Crotone è l’ ultima di una serie di aggressioni verificatesi nelle ultime settimane, soprattutto al Sud. Ad Acireale (Catania), lo scorso 25 luglio, un 45enne è stato arrestato per avere ferito, con un paio di forbici, un medico del reparto dov’ era ricoverato. Il 21, nell’ ospedale di Capri (Napoli), a fare le spese delle intemperanze di un giovane turista ungherese sono stati un medico e due infermiere, mentre il 10 è stato il turno di un medico e quattro infermieri di Cinisello Balsamo (Milano). Ancora prima, a giugno, a Caserta ad essere presa di mira era stata una dottoressa del presidio Asl di Frignano, mentre a inizio mese, a Palermo, c’ era stata un’ altra aggressione nel pronto soccorso di un ospedale dove il figlio di un paziente aveva afferrato un medico per il collo perché stanco di attendere il turno. Secondo un sondaggio del sindacato di categoria Anaao Assomed, «il 66% dei medici, cioè quasi 7 su 10, dichiara di avere subito un’ aggressione da parte dei pazienti, oltre il 66% dei quali a parole e quasi il 34% addirittura fisicamente». A Crotone, dopo l’ aggressione, coro di solidarietà in favore del medico aggredito. Dal Tribunale dei diritti del malato alla Cisl, secondo cui l’ accaduto è frutto di «sottocultura». Il Codacons, per mettere fine al fenomeno, invoca l’ intervento dell’ Esercito. —

Gazzetta di Mantova, 04/08/2018 03:30
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Il loro congiunto muore Picchiano il medico che glielo comunica
crotone Era andato a comunicare il decesso di un paziente, ma i parenti dell’ uomo, un trentatreenne di Rosarno (Reggio Calabria), hanno reagito alla notizia malmenandolo al punto da procurargli un trauma cranico e addominale. È quanto è accaduto nel blocco operatorio dell’ ospedale San Giovanni di Dio di Crotone ai danni di un medico anestesista che poi è stato ricoverato nel reparto di Chirurgia nella stessa struttura sanitaria dove presta la sua attività. L’ aggressione nei confronti del dottore è stata messa in atto da due donne, parenti della persona deceduta, che sono state denunciate in stato di libertà dalla polizia per lesioni in concorso, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio. «Questo ennesimo episodio di violenza – sottolinea un comunicato dell’ Ordine dei medici di Crotone – nei confronti di chi si è adoperato al massimo per prestare la migliore assistenza al giovane paziente, che versava in particolari e già comunicate condizioni di criticità, pre-esistenti al ricovero, si ascrive, purtroppo, nell’ ampio fenomeno di aggressioni nel settore sanitario che in Italia, ad oggi, conta circa tremila episodi l’ anno, stando ai soli casi denunciati». Quanto accaduto a Crotone è l’ ultima di una serie di aggressioni verificatesi nelle ultime settimane, soprattutto al Sud. Ad Acireale (Catania), lo scorso 25 luglio, un 45enne è stato arrestato per avere ferito, con un paio di forbici, un medico del reparto dov’ era ricoverato. Il 21, nell’ ospedale di Capri (Napoli), a fare le spese delle intemperanze di un giovane turista ungherese sono stati un medico e due infermiere, mentre il 10 è stato il turno di un medico e quattro infermieri di Cinisello Balsamo (Milano). Ancora prima, a giugno, a Caserta ad essere presa di mira era stata una dottoressa del presidio Asl di Frignano, mentre a inizio mese, a Palermo, c’ era stata un’ altra aggressione nel pronto soccorso di un ospedale dove il figlio di un paziente aveva afferrato un medico per il collo perché stanco di attendere il turno. Secondo un sondaggio del sindacato di categoria Anaao Assomed, «il 66% dei medici, cioè quasi 7 su 10, dichiara di avere subito un’ aggressione da parte dei pazienti, oltre il 66% dei quali a parole e quasi il 34% addirittura fisicamente». A Crotone, dopo l’ aggressione, coro di solidarietà in favore del medico aggredito. Dal Tribunale dei diritti del malato alla Cisl, secondo cui l’ accaduto è frutto di «sottocultura». Il Codacons, per mettere fine al fenomeno, invoca l’ intervento dell’ Esercito. —

Il Piccolo, 04/08/2018 03:30
crotone
Il loro congiunto muore Picchiano il medico che glielo comunica
crotone Era andato a comunicare il decesso di un paziente, ma i parenti dell’ uomo, un trentatreenne di Rosarno (Reggio Calabria), hanno reagito alla notizia malmenandolo al punto da procurargli un trauma cranico e addominale. È quanto è accaduto nel blocco operatorio dell’ ospedale San Giovanni di Dio di Crotone ai danni di un medico anestesista che poi è stato ricoverato nel reparto di Chirurgia nella stessa struttura sanitaria dove presta la sua attività. L’ aggressione nei confronti del dottore è stata messa in atto da due donne, parenti della persona deceduta, che sono state denunciate in stato di libertà dalla polizia per lesioni in concorso, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio. «Questo ennesimo episodio di violenza – sottolinea un comunicato dell’ Ordine dei medici di Crotone – nei confronti di chi si è adoperato al massimo per prestare la migliore assistenza al giovane paziente, che versava in particolari e già comunicate condizioni di criticità, pre-esistenti al ricovero, si ascrive, purtroppo, nell’ ampio fenomeno di aggressioni nel settore sanitario che in Italia, ad oggi, conta circa tremila episodi l’ anno, stando ai soli casi denunciati». Quanto accaduto a Crotone è l’ ultima di una serie di aggressioni verificatesi nelle ultime settimane, soprattutto al Sud. Ad Acireale (Catania), lo scorso 25 luglio, un 45enne è stato arrestato per avere ferito, con un paio di forbici, un medico del reparto dov’ era ricoverato. Il 21, nell’ ospedale di Capri (Napoli), a fare le spese delle intemperanze di un giovane turista ungherese sono stati un medico e due infermiere, mentre il 10 è stato il turno di un medico e quattro infermieri di Cinisello Balsamo (Milano). Ancora prima, a giugno, a Caserta ad essere presa di mira era stata una dottoressa del presidio Asl di Frignano, mentre a inizio mese, a Palermo, c’ era stata un’ altra aggressione nel pronto soccorso di un ospedale dove il figlio di un paziente aveva afferrato un medico per il collo perché stanco di attendere il turno. Secondo un sondaggio del sindacato di categoria Anaao Assomed, «il 66% dei medici, cioè quasi 7 su 10, dichiara di avere subito un’ aggressione da parte dei pazienti, oltre il 66% dei quali a parole e quasi il 34% addirittura fisicamente». A Crotone, dopo l’ aggressione, coro di solidarietà in favore del medico aggredito. Dal Tribunale dei diritti del malato alla Cisl, secondo cui l’ accaduto è frutto di «sottocultura». Il Codacons, per mettere fine al fenomeno, invoca l’ intervento dell’ Esercito. —

La Provincia di Lecco, 04/08/2018 03:16
Comunica decesso, picchiato dai parenti
crotone un anestesista dell’ ospedale aggredito dai congiunti di un paziente morto in sala operatoria, dove era arrivato in condizioni già critiche. il medico ricoverato per trauma cranico e addominale. denunciate due donne
Era andato a comunicare il decesso di un paziente, ma i parenti dell’ uomo, un trentatreenne di Rosarno (Reggio Calabria), hanno reagito alla notizia malmenandolo al punto da procurargli un trauma cranico e addominale. É quanto é accaduto nel blocco operatorio dell’ ospedale San Giovanni di Dio di Crotone ai danni di un medico anestesista, che adesso si trova ricoverato nel reparto di Chirurgia dello stesso ospedale, dove presta la sua attività. L’ aggressione nei confronti del medico è stata messa in atto da due donne, parenti della persona deceduta, che sono state denunciate in stato di libertà con l’ accusa di lesioni in concorso, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio dagli agenti della polizia di Stato intervenuti per porre fine al pestaggio. «Questo ennesimo episodio di violenza – sottolinea un comunicato dell’ Ordine dei medici di Crotone – nei confronti di chi si è adoperato al massimo per prestare la migliore assistenza al giovane paziente, che versava in particolari e già comunicate condizioni di acclarata criticità, preesistenti all’ atto del ricovero, si ascrive, purtroppo, nell’ ampio fenomeno di aggressioni nel settore sanitario che in Italia, ad oggi, conta circa 3 mila episodi l’ anno, stando ai soli casi denunciati». In effetti quanto accaduto a Crotone è l’ ultima di una serie di aggressioni che si sono verificate nelle ultime settimane, soprattutto al Sud. Ad Acireale (Catania), lo scorso 25 luglio, un quarantacinquenne è stato arrestato per avere ferito, con un paio di forbici, un medico del reparto dov’ era ricoverato. Il 21 luglio, nell’ ospedale di Capri (Napoli), a fare le spese delle intemperanze di un giovane turista ungherese sono stati un medico e due infermiere, mentre il 10 era stato il turno di un medico e quattro infermieri di Cinisello Balsamo (Milano). Ancora prima, a giugno, a Caserta ad essere presa di mira era stata una dottoressa del presidio Asl di Frignano, mentre all’ inizio di quello stesso mese, a Palermo, c’ era stata un’ altra aggressione nel Pronto soccorso di un ospedale dove il figlio di un paziente ha afferrato un medico per il collo perché era stanco di attendere il proprio turno. Secondo un sondaggio del sindacato di categoria Anaao Assomed, «il 66% dei medici, ovvero quasi 7 su 10, dichiara di avere subito un’ aggressione da parte dei pazienti, oltre il 66% dei quali verbalmente e quasi il 34% addirittura fisicamente». A Crotone, dopo l’ aggressione, si è levato un coro di solidarietà nei confronti del medico aggredito. Il Tribunale per i diritti del malato parla di «atto incivile», auspicando «un maggiore controllo notturno presso tutti i reparti». Secondo la Cisl l’ accaduto è frutto di «sottocultura», mentre il Codacons, per mettere fine a tali episodi, invoca addirittura l’ utilizzo dell’ Esercito negli ospedali con l’ obiettivo di «tutelare l’ incolumità del personale medico e paramedico». Infine, l’ Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani emergenza Area critica (Aaroi-Emac) osserva come «il dolore, sebbene straziante per la perdita di un congiunto, non autorizza in alcun modo il ricorso alla violenza nei confronti di chi, con umana professionalità, è costretto a dare una terribile comunicazione e che non ha fatto altro che svolgere il proprio lavoro».
clemente angotti

L’Eco di Bergamo, 04/08/2018 03:15
Comunica decesso, picchiato dai parenti
crotone un anestesista dell’ ospedale aggredito dai congiunti di un paziente morto in sala operatoria, dove era arrivato in condizioni già critiche. il medico ricoverato per trauma cranico e addominale. denunciate due donne
Era andato a comunicare il decesso di un paziente, ma i parenti dell’ uomo, un trentatreenne di Rosarno (Reggio Calabria), hanno reagito alla notizia malmenandolo al punto da procurargli un trauma cranico e addominale. É quanto é accaduto nel blocco operatorio dell’ ospedale San Giovanni di Dio di Crotone ai danni di un medico anestesista, che adesso si trova ricoverato nel reparto di Chirurgia dello stesso ospedale, dove presta la sua attività. L’ aggressione nei confronti del medico è stata messa in atto da due donne, parenti della persona deceduta, che sono state denunciate in stato di libertà con l’ accusa di lesioni in concorso, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio dagli agenti della polizia di Stato intervenuti per porre fine al pestaggio. «Questo ennesimo episodio di violenza – sottolinea un comunicato dell’ Ordine dei medici di Crotone – nei confronti di chi si è adoperato al massimo per prestare la migliore assistenza al giovane paziente, che versava in particolari e già comunicate condizioni di acclarata criticità, preesistenti all’ atto del ricovero, si ascrive, purtroppo, nell’ ampio fenomeno di aggressioni nel settore sanitario che in Italia, ad oggi, conta circa 3 mila episodi l’ anno, stando ai soli casi denunciati». In effetti quanto accaduto a Crotone è l’ ultima di una serie di aggressioni che si sono verificate nelle ultime settimane, soprattutto al Sud. Ad Acireale (Catania), lo scorso 25 luglio, un quarantacinquenne è stato arrestato per avere ferito, con un paio di forbici, un medico del reparto dov’ era ricoverato. Il 21 luglio, nell’ ospedale di Capri (Napoli), a fare le spese delle intemperanze di un giovane turista ungherese sono stati un medico e due infermiere, mentre il 10 era stato il turno di un medico e quattro infermieri di Cinisello Balsamo (Milano). Ancora prima, a giugno, a Caserta a essere presa di mira era stata una dottoressa del presidio Asl di Frignano, mentre all’ inizio di quello stesso mese, a Palermo, c’ era stata un’ altra aggressione nel Pronto soccorso di un ospedale dove il figlio di un paziente ha afferrato un medico per il collo perché era stanco di attendere il proprio turno. Secondo un sondaggio del sindacato di categoria Anaao Assomed, «il 66% dei medici, ovvero quasi 7 su 10, dichiara di avere subito un’ aggressione da parte dei pazienti, oltre il 66% dei quali verbalmente e quasi il 34% addirittura fisicamente». A Crotone, dopo l’ aggressione, si è levato un coro di solidarietà nei confronti del medico aggredito. Il Tribunale per i diritti del malato parla di «atto incivile», auspicando «un maggiore controllo notturno presso tutti i reparti». Secondo la Cisl l’ accaduto è frutto di «sottocultura», mentre il Codacons, per mettere fine a tali episodi, invoca addirittura l’ utilizzo dell’ Esercito negli ospedali con l’ obiettivo di «tutelare l’ incolumità del personale medico e paramedico». Infine, l’ Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani emergenza Area critica (Aaroi-Emac) osserva come «il dolore, sebbene straziante per la perdita di un congiunto, non autorizza in alcun modo il ricorso alla violenza nei confronti di chi, con umana professionalità, è costretto a dare una terribile comunicazione e che non ha fatto altro che svolgere il proprio lavoro».
clemente angotti

trentinocorrierealpi.it, 04/08/2018 01:48
Codacons, fatturato ripetizioni 950 mln
ROMA (ANSA) – ROMA, 4 AGO – In media 1 studente su 4 – stima il Codacons – dovrà affrontare il temuto esame di riparazione prima dell’ inizio del nuovo anno scolastico, alimentando nelle settimane di agosto il business delle ripetizioni private, che in Italia sfiora nel 2018 il miliardo di euro. Il Codacons ha elaborato uno studio sulle “lezioni private”, un fenomeno che esplode soprattutto nei mesi estivi alimentato anche dal , dove in queste settimane si sono moltiplicati gli annunci di chi offre o cerca ripetizioni, ovviamente a pagamento, da cui emerge che nel corso dell’ anno una famiglia spende circa 650 euro in ripetizioni, ma la spesa sale e può raggiungere i 950 euro all’ anno se la materia da recuperare è il greco. L’ indagine del Codacons rivela che Milano è la città più costosa: qui un’ ora di ripetizione di greco può arrivare a costare anche 50 euro, nel caso in cui si ricorra ad un docente universitario.

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