Rassegna stampa del 31 agosto 2012
Rassegna stampa del 31 agosto 2012
gazzettadiparma.it, 31/08/2012 19:27
economia.
Inflazione: Istat, ad agosto risale al 3,2% Web
ROMA – Il tasso d’ inflazione annuo ad agosto registra una risalita, passando al 3,2% dal 3,1% di luglio. Lo rileva l’ Istat nelle stime preliminari, aggiungendo che su base mensile i prezzi sono cresciuti dello 0,4%. La spinta ai prezzi arriva dai rialzi congiunturali di carburanti e trasporti. Quindi ad agosto l’ inflazione acquisita per il 2012 sale al 3,0%, mentre l’ inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, scende al 2,1% e al netto dei soli energetici il tasso si attesta al 2,2%. L’ Istat spiega che ad agosto, il principale effetto di sostegno alla dinamica dell’ indice generale deriva dal comparto ene rgia, con un forte aumento congiunturale (+3,3%) dei prezzi dei beni energetici non regolamentati, spiegato dal rialzo dei prezzi dei carburanti. E un ulteriore impatto significativo si deve all’ aumento su base mensile dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+3,1%), in larga parte dovuto a fattori di natura stagionale. Inoltre sulla base delle stime preliminari, l’ indice armonizzato dei prezzi al consumo per i Paesi dell’ Unione europea (Ipca) sale dello 0,2% su base mensile e del 3,5% su base annua. Guardando ai diversi settori, ad agosto, il maggiore incremento congiunturale riguarda i prezzi dei trasporti (+2,7%), aumentati principalmente per effetto dei rialzi dei prezzi dei carburanti e di alcuni servizi di trasporto passeggeri, in particolare aereo e marittimo. In diminuzione sul mese precedente risultano i prezzi dell’ abbigliamento e calzature (-0,2%) e dei prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,1%). Quanto alle variazioni annue, ad agosto i maggiori tassi di crescita interessano l’ abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+7,1%), le bevande alcoliche e tabacchi (+6,3%) e i trasporti (+6,2%). In particolare, con riferimento ai servizi relativi ai trasporti, si registrano aumenti congiunturali consistenti, in larga parte dovuti a fattori stagionali, per i prezzi del trasporto aereo passeggeri (+20,1%, -2,5% su base annua), del trasporto marittimo passeggeri (+23,3%, -5,8% in termini tendenziali) e del trasporto ferroviario passeggeri (+7,9%, -0,5% su base annua). Il calo vacanza si fa sentire anche sui rialzi congiunturali dei prezzi dei pacchetti vacanza sia nazionali (+13,6%) sia internazionali (+9,8%). I dati Istat sull’ inflazione preoccupano il Codacons, che si dice allarmato soprattutto per il carrello della spesa, che vola al 4,3% su base annua. «Tradotto in termini di costo della vita significa che, su base annua, una famiglia di tre persone spenderà, solo per fare la spesa di tutti i giorni, 581 euro in più, mentre – spiega il Codacons – per una famiglia di quattro persone la stangata sarà di 628 euro all’ anno. Una pensionata vedova spenderà 348 euro in più all’ anno, 29 euro in più al mese che certo non arriveranno dalla rivalutazione della pensione». Per l’ associazione a tutela del consumatore si tratta di «un fatto molto grave, dato che l’ aumento dei prezzi acquistati con maggiore frequenza colpisce in primo luogo le persone povere ed il ceto medio che oggi fatica ad arrivare alle fine del mese ma non può certo rinviare a tempi migliori l’ acquisto del cibo». Ecco che secondo il Codacons «è evidente che in queste condizioni il rifinanziamento della social card deciso dal Governo Monti suona come una presa in giro, dato che andrebbe ormai data ad almeno un terzo delle famiglie italiane mentre fino ad ora la social card non ha mai nemmeno raggiunto la platea preventivata al momento della sua istituzione, ossia 1 milione e 300 persone». ù.
corriere.it, 31/08/2012 18:03
un euro a stella al giorno per persona.
In vigore la tassa di soggiorno per i turisti Gli albergatori: “Siamo sorpresi e arrabbiati” Web
remo eder, vicepresidente degli albergatori”siamo penalizzati rispetto all’ hinterland”. il comune: “miglioriamola insieme”
Un euro a stella al giorno per persona In vigore la tassa di soggiorno per i turisti Gli albergatori: “Siamo sorpresi e arrabbiati” Remo Eder, vicepresidente degli albergatori”Siamo penalizzati rispetto all’ hinterland”. Il Comune: “Miglioriamola insieme” Turisti in visita a Milano (Fotogramma) MILANO – Hotel cinque stelle, centro. “Per la camera sono 610 euro al giorno più Iva”. E la tassa di soggiorno? (Nessuno ne fa cenno, se non a domanda precisa): “Cinque euro al giorno a testa in più”. Quattro stelle lungo la cerchia dei Navigli: “Sono 4 euro al giorno, ma per ora li paghiamo noi, poi ce li faremo rimborsare”. E da chi? “Stiamo mettendo a punto la cosa”. Quattro stelle in periferia: “Sì infatti… Chiedo al direttore, aspetti”. La confusione impera. E sì che la tassa di soggiorno introdotta dal Comune (un euro a stella al giorno per persona fino a un massimo di 5) è entrata in vigore il 1 settembre. Con gli albergatori che chiedono più dialogo con il Comune, temono la concorrenza dell’ hinterland e tengono nel cassetto un ricorso. Con l’ assessore Franco D’ Alfonso che sta lavorando per trasformarla in tassa di scopo. E con i consumatori che avvertono: “Gli hotel abbassino i prezzi”. GLI ALBERGATORI: “DECISIONE IMPOSTA” – Milano e la tassa sui turisti. Remo Eder, vicepresidente degli albergatori, spiega: “Restiamo sorpresi e arrabbiati per una decisione che ci è stata imposta dall’ alto. Milano ha soprattutto una clientela business e in questo momento le aziende sono in difficoltà: nonostante i nostri prezzi siano calati, le prenotazioni diminuiscono. In più Malpensa è isolata e molti clienti scelgono gli hotel dell’ hinterland: Monza per il Gran Premio, Rho per le fiere. Del resto risparmiano. E allora come facciamo a cambiare trend se aggiungiamo nuovi balzelli?”. Malumore. Già a luglio l’ assemblea degli albergatori aveva affidato ai vertici della categoria il compito di ricorrere contro la tassa. “Gli avvocati stanno lavorando, ma preferiamo dialogare”, continua Eder. Nei prossimi giorni, già lunedì, l’ associazione incontrerà D’ Alfonso e i dirigenti dell’ assessorato al Turismo. “Speriamo – conclude Eder – di poter correggere il tiro già da gennaio”. I problemi immediati: “Ci hanno riempiti di moduli per la riscossione. Compresi quelli per chi si rifiuta di pagare. Speriamo di non essere sommersi dai reclami”. “TANTE ESENZIONI” – Alessandro Pollio Salimbeni, direttore centrale dell’ assessorato, prova a chiarire tutti i dubbi: “Da parte nostra c’ è la volontà di ascoltare e intervenire dove possibile: siamo tutti interessati a migliorare il provvedimento. In ogni caso, possiamo contare su tante facilitazioni (non pagano la tassa i minori, i familiari di persone ricoverate, gli universitari) e sono fiducioso del fatto che non ci saranno conflitti, tanto più che il Comune sta lavorando con l’ Anci per cercare di trasformare la tassa di soggiorno in tassa di scopo, nell’ interesse dello sviluppo del turismo”. Il rischio che i turisti alloggino fuori Milano? “Non lo vedo: gli eventi sono in città e gli spostamenti possono diventare costosi (ma auspichiamo tutti l’ arrivo della città metropolitana)”. Reclami? “Vedremo. In quel caso penseremo alla riscossione coattiva. Ma vorrei ribadire: non siamo ciechi esattori”. E intanto dal Codacons invocano: gli alberghi abbassino i prezzi. “Vorremmo capire – sentenzia il presidente Marco Donzelli – come verranno usati i proventi della tassa”.
Corriere Adriatico (ed. Ancona), 31/08/2012 17:18
? un esercito composto in gran parte da statali. l’ istat: le retribuzioni di luglio +1,5% , ancora sotto il tasso di inflazione.
Contratti fermi, 4 milioni attendono il rinnovo PDF
In Italia i salari fanno sempre più fatica a crescere, al contrario dei prezzi: a luglio secondo l’ Istat le retribuzioni contrattuali restano ferme rispetto a giugno e salgono solo dell’ 1,5% su base annua, mentre l’ inflazione, pur in rallentamento, segna un aumento tendenziale del 3,1 %. La debolezza degli stipendi risente anche di un’ attività contrattuale in affanno, con quasi 4 milioni di lavoratori in attesa di rinnovo. Un esercito composto in gran parte da statali, circa 3 milioni di dipendenti. Insomma anche a luglio non si registrano novità positive per il mondo del lavoro sia sul fronte contratti che sul versante buste paga. Anche se il divario tra il carovita e il rialzo degli stipendi cede qualcosa, riducendosi di 0,2 punti percentuali, rimane comunque alto, con i prezzi che crescono a una velocità doppia rispetto ai salari. Stando ai calcoli del Codacons si tratta di una distanza che per una famiglia di tre persone comporta una perdita di potere d’ acquisto pari a 550 euro: per l’ associazione “una tassa invisibile che continua a dissanguare l’ Italia e gli italiani “. D’ altra parte nel mese di lu glio tra i contratti monitorati dall’ indagine dell’ Istat nessun rinnovo risulta certificato mentre sono scaduti due accordi (carta- cartone, cartotecnica e lavanderia industriale). Ecco che nel complesso, a fronte di 43 intese in vigore, 35 sono “vecchie “, di cui 16 relative alla pubblica amministrazione, dove i contratti sono bloccati per legge. Quindi per gli statali le retribuzioni sono a crescita zero, ma a luglio si ritrovano con stipendi congelati su base annua anche i lavoratori dell’ agricoltura e delle telecomunicazioni. Invece va meglio a chi è impiegato nei settori dell’ energia elettrica -ga s ( +2,9 %), del tessile -abbigliamento (+ 2,8 %), del legno -carta, della chimica e dell’ acqua- smaltimento rifiuti ( +2,7 % per tutt i e tre i comparti). Tuttavia anche nel privato l’ aumento delle retribuzioni contrattuali, nella media pari al 2 %, si posiziona ben al di sotto dell’ inflazione. Soprattutto a luglio si allunga di tanto l’ attesa per chi ha un contratto da aggiornare, passa a 31,6 mesi dai 19,4 di un anno prima, e nel privato va ancora peggio: in media ci sono da aspettare 33,9 mesi. Tempi molto ampi che non rassicurano. Nei prossimi mesi la posta in gioco è alta e secondo le proiezioni dell’ Istituto di statistica in assenza di rinnovi il tasso di crescita delle retribuzioni da gennaio 2013 subirebbe una drastica riduzione attestandosi allo 0,8 %.
lanuovaferrara.it, 31/08/2012 16:23
Il Codacons cerca laureati in giurisprudenza da formare Web
l’ associazione: cerchiamo candidati con grinta e buona preparazione giuridica.
Il Codacons invita tutti i neo laureati o laureandi in Giurisprudenza, che siano motivati ad occuparsi attivamente sia della tutela degli utenti e consumatori, sia della tutela ambientale e che desiderino essere formati dalle rete degli studi legali che fanno capo all’ Associazione in provincia di Bologna. Il Codacons invita pertanto a mettersi in contatto con l’ associazione per fissare un colloquio volto ad individuare i candidati che dimostrino di avere una buona preparazione giuridica e grinta per difendere l’ ambiente e noi tutti cittadini, nella nostra veste di consumatori e utenti. Ne consegue che figli di papà ed altri portatori sani di poca voglia di impegnarsi in prima persona, per essere formati e diventare gli avvocati Codacons del futuro possono sin da ora evitare di partecipare alla selezione. La selezione si chiuderà alla fine del mese di settembre 2012. I questo modo il Codacons che già svolge regolarmente la propria attività di formazione con i corsi riservati agli Avvocati, autorizzati ed accreditati dall’ Ordine degli Avvocati di Bologna, estenderà la propria attività formativa in questo caso interna partendo dai primi mesi post laurea. Il numero verde dell’ associazione è: 800 050 800.
Alice, 31/08/2012 14:35
soldi.
Inflazione/ Codacons: Carrello più caro di 628 euro a famiglia Web
non basta la social card, allargare platea.
Roma, 31 ago. (TMNews) – L’ aumento al 4,3% del carrello della spesa, significa, su base annua, che una famiglia di 3 persone spenderà, solo per fare la spesa di tutti i giorni, 581 euro in più, mentre per una famiglia di 4 persone la stangata sarà di 628 euro all’ anno. Una pensionata vedova spenderà 348 euro in più all’ anno, 29 euro in più al mese che certo non arriveranno dalla rivalutazione della pensione. A lanciare l’ allarme è il Codacons. “E’ evidente che in queste condizioni il rifinanziamento della social card deciso dal Ggverno Monti suona come una presa in giro, dato che andrebbe ormai data ad almeno un terzo delle famiglie italiane mentre fino ad ora la social card non ha mai nemmeno raggiunto la platea preventivata al momento della sua istituzione, ossia 1 milione e 300 persone”, osserva l’ associazione dei consumatori. Per questo l’ associazione “invita il governo Monti, se non vuole fare spot elettorali e provvedimenti annuncio, ad indirizzare la social card almeno alle famiglie ufficialmente registrate dall’ Istat come relativamente povere, ossia l’ 11,1% delle famiglie, pari a 8 milioni e 173.000 persone”.
Redattore Sociale, 31/08/2012 14:16
Inflazione, Codacons: ”Vola carrello spesa, +4,3% su anno” Web
Secondo i dati preliminari resi noti oggi dall’ Istat, l’ inflazione ad agosto e’ salita rispetto a luglio e ha fatto registrare un aumento del 3,2% su base annua e dello 0,4% su base congiunturale. A preoccupare il Codacons “e’ soprattutto il …
Affari Italiani, 31/08/2012 14:15
economia.
Fare la spesa costa 600 euro in più a famiglia. “Il governo Monti ci prende in giro” Web
L’ inflazione continua a galoppare. E il carrello della spesa è sempre più pesante . Secondo i dati preliminari resi noti dall’ Istat, l’ inflazione ad agosto del 3,2% rispetto a un anno fa e dello 0,4% rispetto a luglio. Il “carrello della spesa”, cioè l’ inieme dei beni che vengono acquistati con maggiore frequenza, si è apprezzato del 4,3%. Spesso però le percentuali non rendono conto delle ripercussioni immediate sulle persone. Traducendo i numeri in denaro, in un anno, una famiglia di 3 persone spenderà, solo per fare la spesa di tutti i giorni, 581 euro in più, mentre per una famiglia di 4 persone la stangata sarà di 628 euro all’ anno. Disoccupazione al 10,7%: mai così male dal 1999 Il fallimento del governo tecnico Istat: le retribuzioni sono ferme. 3,9 milioni di dipendenti in attesa di rinnovo Secondo le stime del Codacons, una pensionata vedova spenderà 348 euro in più, 29 euro in più al mese che certo non arriveranno dalla rivalutazione della pensione. Anche se, in questo caso, non va meglio ai lavoratori. Perché, se i prezzi crescono, le retribuzioni sono quasi ferme, aumentate dell’ 1,5% in 12 mesi. E il potere d’ acquisto diminuisce. In altre parole, gli stipendi valgono meno. Una condizione che sta mutando le abitudini di spesa degli italiani. Le vendite al dettaglio, nonostante la leggera ripresa di luglia, sono diminuite. E per risparmiare, sempre più famiglie lasciano i piccoli negozi e si affidano al discount. E il governo Monti? Per il Codacons fa troppo poco: “E’ evidente che in queste condizioni il rifinanziamento della social card deciso dal Governo Monti suona come una presa in giro, dato che andrebbe ormai data ad almeno un terzo delle famiglie italiane mentre fino ad ora la social card non ha mai nemmeno raggiunto la platea preventivata al momento della sua istituzione, ossia 1 milione e 300 persone”. Ed ecco la proposta dell’ associazione dei consumatori: Monti indirizzi la social card almeno alle famiglie ufficialmente registrate dall’ Istat come relativamente povere, ossia l’ 11,1%, pari a 8,17 milioni di persone.
Gazzetta del Sud, 31/08/2012 13:54
attività contrattuali in affanno, quattro milioni di lavoratori in attesa del rinnovo, soprattutto statali.
L’ Istat certifica: salari fermi e prezzi in crescita PDF
ROMA. InItalia isalari fannosemprepiù fatica a crescere, al contrariodei prezzi: a luglio secondo l’ Istat le retribuzioni contrattuali restano ferme rispetto a giugno e salgono solo dell’ 1,5% su base annua, mentre l’ inflazione, pur in rallentamento, segna un aumento tendenziale del 3,1 %. La debolezza degli stipendi risente anche di un’ attività contrattuale in affanno, con quasi 4 milioni di lavoratori in attesa di rinnovo. Un esercito composto in gran parte da statali, circa 3 milioni di dipendenti. Insomma anche a luglio non si registrano novità positive per il mondo del lavoro sia sul fronte contratti che sul versante buste paga. Anche se il divario tra il carovita e il rialzo degli stipendi cede qualcosa, riducendosi di 0,2 punti percentuali, rimane comunque alto, con i prezzi che cre scono a una velocità doppia rispetto ai salari. Stando ai calcoli del Codacons si tratta di una distanza che per una famiglia di tre persone comporta una perdita di potere d’ acquisto pari a 550 euro: per l’ associazione «una tassa invisibile che continua a dissanguare l’ Italia e gli italiani ». D’ altra parte nel mese di luglio tra i contratti monitorati dall’ indagine dell’ Istat nessun rinnovo risulta certificato mentre sono scaduti due accordi (carta -cartone, cartotecnica e lavanderia industriale). Ecco che nel complesso, a fronte di 43 intese in vigore, 35 sono “vecchie “, di cui 16 relative alla pubblica amministrazione, dove i contratti sono bloccati per legge. Quindi per gli statali le retribuzioni sono a crescita zero, ma a luglio si ritrovano con stipendi congelati su base annua anche i lavoratori dell’ agricoltura e delle telecomunicazioni. Invece va meglio a chi a impiegato nei settori dell’ energia elettrica -gas ( +2,9 %), del tessile -abbigliamento ( +2,8 %), del legno -carta, della chimica e dell’ acqua-smaltimento rifiuti ( +2,7% per tutti e tre i comparti). Tuttavia anche nel privato l’ aumento delle retribuzioni contrattuali, nella media pari al 2 %, si posiziona ben al di sotto dell’ inflazione. Soprattutto a luglio si allunga l’ attesa per chi ha un contratto da aggiornare, passa a 31,6 mesi dai 19,4diunannoprima, enelprivato va peggio: in media ci sono da aspettare 33,9 mesi. Tempi ampi che non rassicurano. Nei prossimi mesi, secondo le proiezioni dell’ Istituto di statistica in assenza di rinnovi il tasso di crescita delle retribuzioni da gennaio 2013 subirebbe una drastica riduzione attestandosi allo 0,8 %, dimezzato a confronto con luglio. Inoltre, fa sapere sempre l’ Istat, le prospettive sono deludenti anche per gli imprenditori: ad agosto il clima di fiducia delle aziende torna in calo, in particolare nel settore del commercio al dettaglio scende al minimo dall’ inizio delle serie storiche, ovvero dal gennaio 2003. ?
unionesarda.com, 31/08/2012 13:24
Inflazione: Codacons, carrello della spesa più caro Web
I dati Istat sull’ inflazione preoccupano il Codacons, che si dice allarmato soprattutto per il carrello della spesa, che vola al 4,3% su base annua. “Tradotto in termini di costo della vita significa che, su base annua, una famiglia di tre persone spenderà, solo per fare la spesa di tutti i giorni, 581 euro in più, mentre – spiega il Codacons – per una famiglia di quattro persone la stangata sarà di 628 euro all’ anno.
Blogosfere, 31/08/2012 12:45
Aumento biglietti Roma: il ‘caro ticket’ adesso tocca agli studenti Web
Continuano i rincari dei mezzi pubblici – non senza proteste -. Le parole dell’ assessore alla Mobilità Aurigemma. Dopo i rincari Atac entrati in vigore il 25 maggio , arriva la stangata anche per gli studenti. Come leggiamo su Repubblica sono scomparse le tessere mensili a 16 euro e le agevolazioni si presentano sotto forma di abbonamento annuale, scaglionato in prezzi diversi a seconda del reddito Isee: – fino a 10mila euro di Isee si pagheranno 130 euro – tra i 10mila e i 15mila euro si pagheranno 140 euro – fino a 20mila si pagheranno 150 euro Per gli altri studenti c’ è l’ ordinario annuale a 250 euro, con una riduzione del 10% per un secondo abbonamento (comprato nella stessa famiglia). L’ assessore alla Mobilità Aurigemma, insieme al sindaco, aveva annunciato la possibilità di rateizzare l’ abbonamento annuale (per over 65 e studenti) , ma ora si scopre che il pagamento in rate sarà possibile solo per gli abbonamenti annuali agevolati. Per chi non volesse l’ abbonamento annuale c’ è quello mensile, che passa da 30 a 35 euro. Ma Aurigemma ha spiegato: “Se uno studente documenta un reddito Isee compreso al di sotto dei 20mila euro, oltre all’ abbonamento ridotto potrà usufruire di una seconda agevolazione, vale a dire il pagamento in 12 rate” Qui invece il comunicato ufficiale dell’ azienda: “Su disposizione di Roma Capitale, dal mese di settembre Atac provvederà a rateizzare gli abbonamenti annuali di studenti e over 65. Nonostante il mancato accordo con Trenitalia e Cotral, l’ amministrazione capitolina si farà carico di anticipare ad Atac le somme dovute per consentire alle fasce più deboli di godere di una ulteriore agevolazione. Tutti gli utenti interessati potranno recarsi presso le biglietterie Atac” LINK UTILI Atac rincari: venerdì 25 maggio alle 13 la protesta contro gli aumenti . Atac rincari: caos sulle nuove tariffe per colpa delle brochure vecchie sui bus . Atac rincari: dal 25 maggio in vigore gli aumenti, il biglietto costerà 1,50 euro . Estate 2012, il Codacons lancia l’ allarme: “Pioggia di rincari” . Inflazione 2012: la mappa aggiornata dei rincari . Atm aumento biglietti 2011: confermato 1,50 euro da settembre . Atm aumento biglietti confermato a 1,50 euro: revocato il cda della società .
Rai News 24, 31/08/2012 12:29
codacons: il governo estenda social card.
Carrello della spesa più caro Web
aumentano di più i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori, ovvero quelli che compongono il cosiddetto carrello della spesa: ad agosto su base mensile +0,4%
Roma, 31-08-2012 Accelera al 3,2% ad agosto il tasso di inflazione annuo, dal 3,1% registrato a luglio. E’ quanto emerge dalla stime preliminari Istat sui prezzi al consumo. L’ inflazione acquisita per il 2012 sale così al 3,%. Pesa il caro benzina: al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell’ indice dei prezzi al consumo si porta al 2,2% (+2,3% nel mese precedente). Carrello spesa più caro Aumentano di più i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori, ovvero quelli che compongono il cosiddetto carrello della spesa: ad agosto su base mensile +0,4%, con il tasso di crescita su base annua che accelera al 4,3% dal 4% di luglio. Codacons: carrello più caro di 628 euro per una famiglia di 4 persone E’ la stima fornita dal Codacons che commenta i dati Istat sull’ inflazione. “Tradotto in termini di costo della vita – aggiunge il Codacons – significa che, su base annua, una famiglia di 3 persone spendera’, solo per fare la spesa di tutti i giorni, 581 euro in piu’, mentre per una famiglia di 4 persone la stangata sara’ di 628 euro all’ anno. Una pensionata vedova spendera’ 348 euro in piu’ all’ anno, 29 euro in piu’ al mese che certo non arriveranno dalla rivalutazione della pensione”. Social card per 8 milioni “E’ evidente – conclude il Codacons – che in queste condizioni il rifinanziamento della social card deciso dal Governo Monti suona come una presa in giro, dato che andrebbe ormai data ad almeno un terzo delle famiglie italiane mentre fino ad ora la social card non ha mai nemmeno raggiunto la platea preventivata al momento della sua istituzione, ossia 1 milione e 300 persone. Per questo l’ associazione invita il Governo Monti, se non vuole fare spot elettorali e provvedimenti annuncio, ad indirizzare la social card almeno alle famiglie ufficialmente registrate dall’ Istat come relativamente povere, ossia l’ 11,1% delle famiglie, pari a 8 milioni e 173.000 persone”.
larena.it, 31/08/2012 12:16
Monti prende tempo Nodi su sanità e scuola Web
crescita. tecnici al lavoro per superare i dubbi sui provvedimenti il consiglio dei ministri rinviato al 5 settembre passera propone un “patto” a imprese e sindacati.
ROMA Troppi nodi da sciogliere e per questa settimana niente Consiglio dei ministri. Di rientro da Berlino, dove ha raccolto la “promozione” di Angela Merkel per la strada di risanamento e riforme intraprese dall’ Italia, il premier Mario Monti riprende in mano i dossier “casalinghi” e si deve subito occupare della “grana” sanità. Decidendo di rinviare l’ esame del decreto messo a punto dal ministro Renato Balduzzi al 5 settembre, con l’ obiettivo di arrivare a limare il testo in modo da superare le perplessità sollevate dagli altri dicasteri e dalle Regioni. Il provvedimento, l’ unico per ora pronto della fitta agenda stilata dopo la riunione fiume dell’ esecutivo dello scorso venerdì, ha bisogno di ulteriori approfondimenti, e in queste ore si susseguono a ritmo serrato gli incontri per risolvere le diverse questioni “tecniche” ma anche politiche. L’ obiettivo, da parte del titolare della Salute, resta quello di portare in Cdm un testo il più condiviso possibile, ma che non perda il suo impianto complessivo di provvedimento che guarda allo sviluppo del Paese attraverso una più elevata tutela della Salute. Quindi si stanno rifacendo i conti, in modo da garantire tutte le coperture, così come chiesto dall’ Economia. E si sta anche valutando in caso di stralciare qualche capitolo (come quello sulla non autosufficienza, richiesta avanzata anche dalle Regioni), con l’ intenzione però di tenere ferma la sostanza, comprese le tanto contestate misure “deterrenti” contro stili di vita scorretti (e costosi per il servizio sanitario). Parlando a Unomattina Balduzzi ha spiegato che “la tassa sulle bibite non è né una soluzione a tutto né una tragedia. Volevamo dare un segnale di prevenzione e probabilmente questo è già arrivato”. IL CASO PRECARI. L’ altro fronte caldo è quello della scuola. Mentre i tecnici di viale Trastevere sono al lavoro per predisporre il bando ufficiale del concorso a cattedre annunciato la scorsa settimana cresce il malessere e già si annunciano ricorsi. Per martedì il Coordinamento dei precari ha organizzato un presidio davanti alla sede del dicastero, in occasione di un incontro tra il ministro Profumo e i sindacati. I precari, oltre al ritiro dei tagli, chiedono assunzioni soltanto da graduatorie a esaurimento e di merito e il blocco del “concorso truffa”. Il Codacons sta organizzando un megaricorso al Tar per oltre 50.000 insegnanti non abilitati. PRODUTTIVITÀ. Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, lancia “l’ urgenza” di “un grande Patto per la produttività” chiedendo un “impegno condiviso” da imprese e sindacati. Cisl e Uil accolgono l’ appello ma rilanciano chiedendo al governo di passare dalle parole ai fatti. Cominciando, per esempio, con il ripristino della detassazione dei salari di produttività. Le organizzazioni sindacali, peraltro, sollecitano l’ esecutivo a un confronto anche con loro, partendo dal tavolo in programma con le imprese e le banche il 5 settembre. La Cgil tace. Confindustria non commenta la proposta per il Patto ma insiste sulle priorità da affrontare: riduzione del peso fiscale, sostegno a ricerca e innovazione e semplificazione burocratica. Tweet.
bresciaoggi.it, 31/08/2012 12:09
Monti prende tempo Nodi su sanità e scuola Web
crescita. tecnici al lavoro per superare i dubbi sui provvedimenti il consiglio dei ministri rinviato al 5 settembre passera propone un “patto” a imprese e sindacati.
ROMA Troppi nodi da sciogliere e per questa settimana niente Consiglio dei ministri. Di rientro da Berlino, dove ha raccolto la “promozione” di Angela Merkel per la strada di risanamento e riforme intraprese dall’ Italia, il premier Mario Monti riprende in mano i dossier “casalinghi” e si deve subito occupare della “grana” sanità. Decidendo di rinviare l’ esame del decreto messo a punto dal ministro Renato Balduzzi al 5 settembre, con l’ obiettivo di arrivare a limare il testo in modo da superare le perplessità sollevate dagli altri dicasteri e dalle Regioni. Il provvedimento, l’ unico per ora pronto della fitta agenda stilata dopo la riunione fiume dell’ esecutivo dello scorso venerdì, ha bisogno di ulteriori approfondimenti, e in queste ore si susseguono a ritmo serrato gli incontri per risolvere le diverse questioni “tecniche” ma anche politiche. L’ obiettivo, da parte del titolare della Salute, resta quello di portare in Cdm un testo il più condiviso possibile, ma che non perda il suo impianto complessivo di provvedimento che guarda allo sviluppo del Paese attraverso una più elevata tutela della Salute. Quindi si stanno rifacendo i conti, in modo da garantire tutte le coperture, così come chiesto dall’ Economia. E si sta anche valutando in caso di stralciare qualche capitolo (come quello sulla non autosufficienza, richiesta avanzata anche dalle Regioni), con l’ intenzione però di tenere ferma la sostanza, comprese le tanto contestate misure “deterrenti” contro stili di vita scorretti (e costosi per il servizio sanitario). Parlando a Unomattina Balduzzi ha spiegato che “la tassa sulle bibite non è né una soluzione a tutto né una tragedia. Volevamo dare un segnale di prevenzione e probabilmente questo è già arrivato”. IL CASO PRECARI. L’ altro fronte caldo è quello della scuola. Mentre i tecnici di viale Trastevere sono al lavoro per predisporre il bando ufficiale del concorso a cattedre annunciato la scorsa settimana cresce il malessere e già si annunciano ricorsi. Per martedì il Coordinamento dei precari ha organizzato un presidio davanti alla sede del dicastero, in occasione di un incontro tra il ministro Profumo e i sindacati. I precari, oltre al ritiro dei tagli, chiedono assunzioni soltanto da graduatorie a esaurimento e di merito e il blocco del “concorso truffa”. Il Codacons sta organizzando un megaricorso al Tar per oltre 50.000 insegnanti non abilitati. PRODUTTIVITÀ. Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, lancia “l’ urgenza” di “un grande Patto per la produttività” chiedendo un “impegno condiviso” da imprese e sindacati. Cisl e Uil accolgono l’ appello ma rilanciano chiedendo al governo di passare dalle parole ai fatti. Cominciando, per esempio, con il ripristino della detassazione dei salari di produttività. Le organizzazioni sindacali, peraltro, sollecitano l’ esecutivo a un confronto anche con loro, partendo dal tavolo in programma con le imprese e le banche il 5 settembre. La Cgil tace. Confindustria non commenta la proposta per il Patto ma insiste sulle priorità da affrontare: riduzione del peso fiscale, sostegno a ricerca e innovazione e semplificazione burocratica. Tweet.
ilgiornaledivicenza.it, 31/08/2012 12:09
Monti prende tempo Nodi su sanità e scuola Web
crescita. tecnici al lavoro per superare i dubbi sui provvedimenti il consiglio dei ministri rinviato al 5 settembre passera propone un “patto” a imprese e sindacati.
ROMA Troppi nodi da sciogliere e per questa settimana niente Consiglio dei ministri. Di rientro da Berlino, dove ha raccolto la “promozione” di Angela Merkel per la strada di risanamento e riforme intraprese dall’ Italia, il premier Mario Monti riprende in mano i dossier “casalinghi” e si deve subito occupare della “grana” sanità. Decidendo di rinviare l’ esame del decreto messo a punto dal ministro Renato Balduzzi al 5 settembre, con l’ obiettivo di arrivare a limare il testo in modo da superare le perplessità sollevate dagli altri dicasteri e dalle Regioni. Il provvedimento, l’ unico per ora pronto della fitta agenda stilata dopo la riunione fiume dell’ esecutivo dello scorso venerdì, ha bisogno di ulteriori approfondimenti, e in queste ore si susseguono a ritmo serrato gli incontri per risolvere le diverse questioni “tecniche” ma anche politiche. L’ obiettivo, da parte del titolare della Salute, resta quello di portare in Cdm un testo il più condiviso possibile, ma che non perda il suo impianto complessivo di provvedimento che guarda allo sviluppo del Paese attraverso una più elevata tutela della Salute. Quindi si stanno rifacendo i conti, in modo da garantire tutte le coperture, così come chiesto dall’ Economia. E si sta anche valutando in caso di stralciare qualche capitolo (come quello sulla non autosufficienza, richiesta avanzata anche dalle Regioni), con l’ intenzione però di tenere ferma la sostanza, comprese le tanto contestate misure “deterrenti” contro stili di vita scorretti (e costosi per il servizio sanitario). Parlando a Unomattina Balduzzi ha spiegato che “la tassa sulle bibite non è né una soluzione a tutto né una tragedia. Volevamo dare un segnale di prevenzione e probabilmente questo è già arrivato”. IL CASO PRECARI. L’ altro fronte caldo è quello della scuola. Mentre i tecnici di viale Trastevere sono al lavoro per predisporre il bando ufficiale del concorso a cattedre annunciato la scorsa settimana cresce il malessere e già si annunciano ricorsi. Per martedì il Coordinamento dei precari ha organizzato un presidio davanti alla sede del dicastero, in occasione di un incontro tra il ministro Profumo e i sindacati. I precari, oltre al ritiro dei tagli, chiedono assunzioni soltanto da graduatorie a esaurimento e di merito e il blocco del “concorso truffa”. Il Codacons sta organizzando un megaricorso al Tar per oltre 50.000 insegnanti non abilitati. PRODUTTIVITÀ. Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, lancia “l’ urgenza” di “un grande Patto per la produttività” chiedendo un “impegno condiviso” da imprese e sindacati. Cisl e Uil accolgono l’ appello ma rilanciano chiedendo al governo di passare dalle parole ai fatti. Cominciando, per esempio, con il ripristino della detassazione dei salari di produttività. Le organizzazioni sindacali, peraltro, sollecitano l’ esecutivo a un confronto anche con loro, partendo dal tavolo in programma con le imprese e le banche il 5 settembre. La Cgil tace. Confindustria non commenta la proposta per il Patto ma insiste sulle priorità da affrontare: riduzione del peso fiscale, sostegno a ricerca e innovazione e semplificazione burocratica. Tweet Segui @GiornaleVicenza.
Gazzetta del Sud (ed. Cosenza), 31/08/2012 07:18
attività contrattuali in affanno, quattro milioni di lavoratori in attesa del rinnovo, soprattutto statali.
L’ Istat certifica: salari fermi e prezzi in crescita PDF
ROMA. InItalia isalari fannosemprepiù fatica a crescere, al contrariodei prezzi: a luglio secondo l’ Istat le retribuzioni contrattuali restano ferme rispetto a giugno e salgono solo dell’ 1,5% su base annua, mentre l’ inflazione, pur in rallentamento, segna un aumento tendenziale del 3,1 %. La debolezza degli stipendi risente anche di un’ attività contrattuale in affanno, con quasi 4 milioni di lavoratori in attesa di rinnovo. Un esercito composto in gran parte da statali, circa 3 milioni di dipendenti. Insomma anche a luglio non si registrano novità positive per il mondo del lavoro sia sul fronte contratti che sul versante buste paga. Anche se il divario tra il carovita e il rialzo degli stipendi cede qualcosa, riducendosi di 0,2 punti percentuali, rimane comunque alto, con i prezzi che cre scono a una velocità doppia rispetto ai salari. Stando ai calcoli del Codacons si tratta di una distanza che per una famiglia di tre persone comporta una perdita di potere d’ acquisto pari a 550 euro: per l’ associazione «una tassa invisibile che continua a dissanguare l’ Italia e gli italiani ». D’ altra parte nel mese di luglio tra i contratti monitorati dall’ indagine dell’ Istat nessun rinnovo risulta certificato mentre sono scaduti due accordi (carta -cartone, cartotecnica e lavanderia industriale). Ecco che nel complesso, a fronte di 43 intese in vigore, 35 sono “vecchie “, di cui 16 relative alla pubblica amministrazione, dove i contratti sono bloccati per legge. Quindi per gli statali le retribuzioni sono a crescita zero, ma a luglio si ritrovano con stipendi congelati su base annua anche i lavoratori dell’ agricoltura e delle telecomunicazioni. Invece va meglio a chi a impiegato nei settori dell’ energia elettrica -gas ( +2,9 %), del tessile -abbigliamento ( +2,8 %), del legno -carta, della chimica e dell’ acqua-smaltimento rifiuti ( +2,7% per tutti e tre i comparti). Tuttavia anche nel privato l’ aumento delle retribuzioni contrattuali, nella media pari al 2 %, si posiziona ben al di sotto dell’ inflazione. Soprattutto a luglio si allunga l’ attesa per chi ha un contratto da aggiornare, passa a 31,6 mesi dai 19,4diunannoprima, enelprivato va peggio: in media ci sono da aspettare 33,9 mesi. Tempi ampi che non rassicurano. Nei prossimi mesi, secondo le proiezioni dell’ Istituto di statistica in assenza di rinnovi il tasso di crescita delle retribuzioni da gennaio 2013 subirebbe una drastica riduzione attestandosi allo 0,8 %, dimezzato a confronto con luglio. Inoltre, fa sapere sempre l’ Istat, le prospettive sono deludenti anche per gli imprenditori: ad agosto il clima di fiducia delle aziende torna in calo, in particolare nel settore del commercio al dettaglio scende al minimo dall’ inizio delle serie storiche, ovvero dal gennaio 2003. ?
La Sicilia (ed. Siracusa), 31/08/2012 07:09
Una vacanza mille guai PDF
Partendo dai dati nazionali sulle difficoltà dei viaggiatori e le truffe ricevute, stilato dal Codacons, appare altrettanto interessante il riferimento siracusano sullo stesso argomento. A livello nazionale, infatti, ammontano a 11.000 le richieste di aiuto e di intervento al Codacons, molte di più dello scorso anno, nonostante il calo di qualche punto percentuale delle partenze. A contribuire sensibilmente alle 11.000 richieste è stata certamente anche la vicenda Wind Jet che ha prodotto ampi disagi ai viaggiatori. L’ analisi siracusana arriva dall’ avvocato Bruno Messina, coordinatore e dirigente provinciale dell’ ufficio legale del Codacons. «Con un ordine di grandezza di qualche centinaio, sono stati molti i siracusani che si sono rivolti a noi per i problemi Wind Jet. Si sono trovati a dover attendere per ore all’ aeroporto di Fontanarossa senza avere risposte. Hanno poi dovuto acquistare un altro biglietto con le compagnie che hanno coperto le tratte del vettore siciliano in crisi. Nella peggiore delle ipotesi, come nel caso del Catania-Verona, non è stato possibile il rientro se non attraverso altre destinazioni per poi muoversi con bus, treni e taxi per il ritorno a casa». -Come si sta muovendo il Codacons in soccorso di questi viaggiatori? «In sede legale, prima di tutto. Sarà poi la Procura e valutare le eventuali responsabilità, anche dell’ Enac, considerando che i problemi saltati fuori in questo periodo si conoscevano da tempo. E anche in sede civile per il recupero delle somme non rimborsate da Wind Jet». -Ma non è stato solo questo il problema con il quale hanno dovuto fare i conti alcuni siracusani per le loro vacanze. Quali le problematiche legate ai viaggi? «Tra i disagi maggiori, per i quali abbiamo ricevuto richieste di aiuto, emergono quelli legati alle camere di albergo di siti italiani o agli stessi voli di andata e ritorno di viaggi organizzati. Si tratta di prestazioni vendute da tour operator attraverso internet. Ebbene, è capitato che le camere d’ albergo non si trovavano nel sito indicato, bensì, in qualche caso, anche a 200 chilometri di distanza. E’ capitato anche che le caratteristiche delle camere non corrispondevano a quanto pattuito e acquistato». -In questo caso come interviene il Codacons? «Con la richiesta di risarcimento del danno nei confronti di coloro che hanno venduto il pacchetto chiedendo il cosiddetto “danno di vacanza rovinata”». 31/08/2012.
Il Tempo, 31/08/2012 07:09
Stipendi fermi, in 4 milioni attendono il nuovo contratto PDF
istat.
In Italia i salari fanno sempre più fatica a crescere, al contrario dei prezzi: a luglio secondo l’ Istat le retribuzioni contrattuali restano ferme rispetto a giugno e salgono solo dell’ 1,5% su base annua, mentre l’ inflazione, pur in rallentamento, segna un aumento tendenziale del 3,1%. La debolezza degli stipendi risente anche di un’ attività contrattuale in affanno, con quasi 4 milioni di lavoratori in attesa di rinnovo. Un esercito composto in gran parte da statali, circa 3 milioni di dipendenti. Insomma anche a luglio non si registrano novità positive per il mondo del lavoro sia sul fronte contratti che sul versante buste paga. Anche se il divario tra il carovita e il rialzo degli stipendi cede qualcosa, riducendosi di 0,2 punti percentuali, rimane comunque alto, con i prezzi che crescono a una velocità doppia rispetto ai salari. Stando ai calcoli del Codacons si tratta di una distanza che per una famiglia di tre persone comporta una perdita di potere d’ acquisto pari a 550 euro: per l’ associazione «una tassa invisibile che continua a dissanguare l’ Italia e gli italiani». Tuttavia anche nel privato l’ aumento delle retribuzioni contrattuali, nella media pari al 2%, si posiziona ben al di sotto dell’ inflazione.
La Sicilia, 31/08/2012 07:05
bando il 24 settembre PDF
Roma. Mentre i tecnici di viale Trastevere sono al lavoro per predisporre il bando ufficiale del concorso a cattedre annunciato la scorsa settimana (il bando dovrebbe “uscire” il 24 settembre) cresce il malessere dei precari della scuola e già si annunciano ricorsi. Martedì 4 settembre, il Coordinamento precari ha organizzato un sit-in al ministero, in occasione di un incontro tra il ministro Profumo e i sindacati. I precari, oltre a chiedere il ritiro dei tagli, chiedono assunzioni soltanto da graduatorie a esaurimento e di merito e il blocco del “concorso truffa”. Un gruppo di precari storici ha inviato al ministro una lettera in cui si chiede di immettere in ruolo tutti i docenti e il personale Ata con almeno 36 mesi di servizio, conformandosi alla normativa comunitaria. Il Codacons sta organizzando un megaricorso al Tar per oltre 50.000 insegnanti non abilitati «per colpa esclusiva del Miur, che per oltre un decennio non ha indetto né concorsi né abilitazioni». Il “nodo” cruciale del bando riguarda la platea dei partecipanti (a questo proposito l’ Urp del ministero è bombardato di telefonate). Il ministro, in un’ intervista, si è limitato a dire che al nuovo concorso per insegnanti potranno accedere gli abilitati. «Ciò – ha spiegato – consentirà alle persone di avere un doppio canale, quello delle graduatorie e quello del concorso». 31/08/2012.
La Sicilia, 31/08/2012 07:05
istat: buste paga deboli, prezzi in crescita PDF
Roma. In Italia i salari fanno sempre più fatica a crescere, al contrario dei prezzi: nel mese di luglio secondo l’ Istat le retribuzioni contrattuali restano ferme rispetto a giugno e salgono soltanto dell’ 1,5% su base annua, mentre l’ inflazione, pur in rallentamento, segna un aumento tendenziale del 3,1%. La debolezza degli stipendi risente anche di un’ attività contrattuale in affanno, con quasi 4 milioni di lavoratori in attesa di rinnovo. Un esercito composto in gran parte da statali, circa 3 milioni di dipendenti. Insomma anche a luglio non si registrano novità positive per il mondo del lavoro sia sul fronte contratti sia sul versante buste paga. Anche se il divario tra il carovita e il rialzo degli stipendi cede qualcosa, riducendosi di 0,2 punti percentuali, rimane comunque alto, con i prezzi che crescono a una velocità doppia rispetto ai salari. Stando ai calcoli del Codacons si tratta di una distanza che per una famiglia di tre persone comporta una perdita di potere d’ acquisto pari a 550 euro: per l’ associazione «una tassa invisibile che continua a dissanguare l’ Italia e gli italiani». D’ altra parte nel mese di luglio tra i contratti monitorati dall’ indagine dell’ Istat nessun rinnovo risulta certificato mentre sono scaduti due accordi (carta-cartone, cartotecnica e lavanderia industriale). Ecco che nel complesso, a fronte di 43 intese in vigore, 35 sono «vecchie», di cui 16 relative alla pubblica amministrazione, dove i contratti sono bloccati per legge. Quindi per gli statali le retribuzioni sono a crescita zero, ma a luglio si ritrovano con stipendi congelati su base annua anche i lavoratori dell’ agricoltura e delle telecomunicazioni. Invece va meglio a chi è impiegato nei settori dell’ energia elettrica-gas (+2,9%), del tessile-abbigliamento (+ 2,8%), del legno-carta, della chimica e dell’ acqua-smaltimento rifiuti (+2,7% per tutti e tre i comparti). Tuttavia anche nel privato l’ aumento delle retribuzioni contrattuali, nella media pari al 2%, si posiziona ben al di sotto dell’ inflazione. Soprattutto a luglio si allunga di tanto l’ attesa per chi ha un contratto da aggiornare, passa a 31,6 mesi dai 19,4 di un anno prima, e nel privato va ancora peggio: in media ci sono da aspettare 33,9 mesi. Tempi molto ampi che non rassicurano. Nei prossimi mesi la posta in gioco è alta e secondo le proiezioni dell’ Istituto di statistica in assenza di rinnovi il tasso di crescita delle retribuzioni da gennaio 2013 subirebbe una drastica riduzione attestandosi allo 0,8%, praticamente quasi dimezzato a confronto con luglio. Inoltre, fa sapere sempre l’ Istat, le prospettive sono deludenti anche per gli imprenditori: ad agosto il clima di fiducia delle aziende torna in calo, in particolare nel settore del commercio al dettaglio scende al minimo dall’ inizio delle serie storiche, ovvero dal gennaio 2003. R. P. 31/08/2012.
Corriere della Sera, 31/08/2012 07:02
il caso un euro a stella al giorno per persona. il comune: sperimentale.
Turismo, parte domani la tassa di soggiorno Negli alberghi è caos PDF
«sì al dialogo, ma pronti al ricorso»
Hotel cinque stelle, centro. «Per la camera sono 610 euro al giorno più Iva». E la tassa di soggiorno? (Nessuno ne fa cenno, se non a domanda precisa): «Cinque euro al giorno a testa in più». Quattro stelle lungo la cerchia dei Navigli: «Sono 4 euro al giorno, ma per ora li paghiamo noi, poi ce li faremo rimborsare». E da chi? «Stiamo mettendo a punto la cosa». Quattro stelle in periferia: «Sì infatti… Chiedo al direttore, aspetti». La confusione impera. E sì che la tassa di soggiorno introdotta dal Comune (un euro a stella al giorno per persona fino a un massimo di 5) entra in vigore domani. Con gli albergatori che chiedono più dialogo con il Comune, temono la concorrenza dell’ hinterland e tengono nel cassetto un ricorso. Con l’ assessore Franco D’ Alfonso che sta lavorando per trasformarla in tassa di scopo. E con i consumatori che avvertono: «Gli hotel abbassino i prezzi». Milano e la tassa sui turisti. Remo Eder, vicepresidente degli albergatori, spiega: «Restiamo sorpresi e arrabbiati per una decisione che ci è stata imposta dall’ alto. Milano ha soprattutto una clientela business e in questo momento le aziende sono in difficoltà: nonostante i nostri prezzi siano calati, le prenotazioni calano. In più Malpensa è isolata e molti clienti scelgono gli hotel dell’ hinterland: Monza per il Gran Premio, Rho per le fiere. Del resto risparmiano. E allora come facciamo a cambiare trend se aggiungiamo nuovi balzelli?». Malumore. Già a luglio l’ assemblea degli albergatori aveva affidato ai vertici della categoria il compito di ricorrere contro la tassa. «Gli avvocati stanno lavorando, ma preferiamo dialogare», continua Eder. Nei prossimi giorni, già lunedì, l’ associazione incontrerà D’ Alfonso e i dirigenti dell’ assessorato al Turismo. «Speriamo – conclude Eder – di poter correggere il tiro già da gennaio». I problemi immediati: «Ci hanno riempiti di moduli per la riscossione. Compresi quelli per chi si rifiuta di pagare. Speriamo di non essere sommersi dai reclami». Alessandro Pollio Salimbeni, direttore centrale dell’ assessorato, prova a chiarire tutti i dubbi: «Da parte nostra c’ è la volontà di ascoltare e intervenire dove possibile: siamo tutti interessati a migliorare il provvedimento. In ogni caso, possiamo contare su tante facilitazioni (non pagano la tassa i minori, i familiari di persone ricoverate, gli universitari) e sono fiducioso del fatto che non ci saranno conflitti, tanto più che il Comune sta lavorando con l’ Anci per cercare di trasformare la tassa di soggiorno in tassa di scopo, nell’ interesse dello sviluppo del turismo». Il rischio che i turisti alloggino fuori Milano? «Non lo vedo: gli eventi sono in città e gli spostamenti possono diventare costosi (ma auspichiamo tutti l’ arrivo della città metropolitana)». Reclami? «Vedremo. In quel caso penseremo alla riscossione coattiva. Ma vorrei ribadire: non siamo ciechi esattori». E intanto dal Codacons invocano: gli alberghi abbassino i prezzi. «Vorremmo capire – sentenzia il presidente Marco Donzelli – come verranno usati i proventi della tassa». Annachiara Sacchi RIPRODUZIONE RISERVATA.
Brescia Oggi, 31/08/2012 06:53
Istat, retribuzioni ferme Troppi i senza contratto PDF
I salari fanno sempre più fatica a crescere, al contrario dei prezzi: a luglio secondo l’ Istat le retribuzioni contrattuali restano ferme rispetto a giugno e salgono solo dell’ 1,5% su base annua, mentre l’ inflazione, pur in calo, segna un aumento tendenziale del 3,1%. La debolezza degli stipendi risente anche di un’ attività contrattuale in affanno, con quasi 4 milioni di lavoratori in attesa di rinnovo, gran parte dei quali sono statali. Insomma anche a luglio niente novità positive per il mondo del lavoro né per i contratti né per le buste paga. Anche se il divario tra carovita e rialzo degli stipendi cede qualcosa, riducendosi dello 0,2%, rimane comunque alto, con i prezzi che crescono a una velocità doppia rispetto ai salari. Stando ai calcoli del Codacons si tratta di una distanza che per una famiglia di tre persone comporta una perdita di potere d’ acquisto pari a 550 euro: per l’ associazione è «una tassa invisibile che continua a dissanguare l’ Italia e gli italiani». D’ altra parte nel mese di luglio tra i contratti monitorati dall’ indagine dell’ Istat nessun rinnovo risulta certificato mentre sono scaduti due accordi (carta-cartone, cartotecnica e lavanderia industriale). Ecco che nel complesso, a fronte di 43 intese in vigore, 35 sono «vecchie», di cui 16 relative alla pubblica amministrazione, dove i contratti sono bloccati per legge.
Brescia Oggi, 31/08/2012 06:53
crescita. tecnici al lavoro per superare i dubbi sui provvedimenti.
Monti prende tempo Nodi su sanità e scuola PDF
il consiglio dei ministri rinviato al 5 settembre passera propone un «patto» a imprese e sindacati.
ROMA Troppi nodi da sciogliere e per questa settimana niente Consiglio dei ministri. Di rientro da Berlino, dove ha raccolto la «promozione» di Angela Merkel per la strada di risanamento e riforme intraprese dall’ Italia, il premier Mario Monti riprende in mano i dossier «casalinghi» e si deve subito occupare della «grana» sanità. Decidendo di rinviare l’ esame del decreto messo a punto dal ministro Renato Balduzzi al 5 settembre, con l’ obiettivo di arrivare a limare il testo in modo da superare le perplessità sollevate dagli altri dicasteri e dalle Regioni. Il provvedimento, l’ unico per ora pronto della fitta agenda stilata dopo la riunione fiume dell’ esecutivo dello scorso venerdì, ha bisogno di ulteriori approfondimenti, e in queste ore si susseguono a ritmo serrato gli incontri per risolvere le diverse questioni «tecniche» ma anche politiche. L’ obiettivo, da parte del titolare della Salute, resta quello di portare in Cdm un testo il più condiviso possibile, ma che non perda il suo impianto complessivo di provvedimento che guarda allo sviluppo del Paese attraverso una più elevata tutela della Salute. Quindi si stanno rifacendo i conti, in modo da garantire tutte le coperture, così come chiesto dall’ Economia. E si sta anche valutando in caso di stralciare qualche capitolo (come quello sulla non autosufficienza, richiesta avanzata anche dalle Regioni), con l’ intenzione però di tenere ferma la sostanza, comprese le tanto contestate misure «deterrenti» contro stili di vita scorretti (e costosi per il servizio sanitario). Parlando a Unomattina Balduzzi ha spiegato che «la tassa sulle bibite non è né una soluzione a tutto né una tragedia. Volevamo dare un segnale di prevenzione e probabilmente questo è già arrivato». IL CASO PRECARI. L’ altro fronte caldo è quello della scuola. Mentre i tecnici di viale Trastevere sono al lavoro per predisporre il bando ufficiale del concorso a cattedre annunciato la scorsa settimana cresce il malessere e già si annunciano ricorsi. Per martedì il Coordinamento dei precari ha organizzato un presidio davanti alla sede del dicastero, in occasione di un incontro tra il ministro Profumo e i sindacati. I precari, oltre al ritiro dei tagli, chiedono assunzioni soltanto da graduatorie a esaurimento e di merito e il blocco del «concorso truffa». Il Codacons sta organizzando un megaricorso al Tar per oltre 50.000 insegnanti non abilitati. PRODUTTIVITÀ. Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, lancia «l’ urgenza» di «un grande Patto per la produttività» chiedendo un «impegno condiviso» da imprese e sindacati. Cisl e Uil accolgono l’ appello ma rilanciano chiedendo al governo di passare dalle parole ai fatti. Cominciando, per esempio, con il ripristino della detassazione dei salari di produttività. Le organizzazioni sindacali, peraltro, sollecitano l’ esecutivo a un confronto anche con loro, partendo dal tavolo in programma con le imprese e le banche il 5 settembre. La Cgil tace. Confindustria non commenta la proposta per il Patto ma insiste sulle priorità da affrontare: riduzione del peso fiscale, sostegno a ricerca e innovazione e semplificazione burocratica.
L’Arena, 31/08/2012 06:53
Istat, retribuzioni ferme Troppi i senza contratto PDF
I salari fanno sempre più fatica a crescere, al contrario dei prezzi: a luglio secondo l’ Istat le retribuzioni contrattuali restano ferme rispetto a giugno e salgono solo dell’ 1,5% su base annua, mentre l’ inflazione, pur in calo, segna un aumento tendenziale del 3,1%. La debolezza degli stipendi risente anche di un’ attività contrattuale in affanno, con quasi 4 milioni di lavoratori in attesa di rinnovo, gran parte dei quali sono statali. Insomma anche a luglio niente novità positive per il mondo del lavoro né per i contratti né per le buste paga. Anche se il divario tra carovita e rialzo degli stipendi cede qualcosa, riducendosi dello 0,2%, rimane comunque alto, con i prezzi che crescono a una velocità doppia rispetto ai salari. Stando ai calcoli del Codacons si tratta di una distanza che per una famiglia di tre persone comporta una perdita di potere d’ acquisto pari a 550 euro: per l’ associazione è «una tassa invisibile che continua a dissanguare l’ Italia e gli italiani». D’ altra parte nel mese di luglio tra i contratti monitorati dall’ indagine dell’ Istat nessun rinnovo risulta certificato mentre sono scaduti due accordi (carta-cartone, cartotecnica e lavanderia industriale). Ecco che nel complesso, a fronte di 43 intese in vigore, 35 sono «vecchie», di cui 16 relative alla pubblica amministrazione, dove i contratti sono bloccati per legge.
L’Arena, 31/08/2012 06:53
crescita. tecnici al lavoro per superare i dubbi sui provvedimenti.
Monti prende tempo Nodi su sanità e scuola PDF
il consiglio dei ministri rinviato al 5 settembre passera propone un «patto» a imprese e sindacati.
ROMA Troppi nodi da sciogliere e per questa settimana niente Consiglio dei ministri. Di rientro da Berlino, dove ha raccolto la «promozione» di Angela Merkel per la strada di risanamento e riforme intraprese dall’ Italia, il premier Mario Monti riprende in mano i dossier «casalinghi» e si deve subito occupare della «grana» sanità. Decidendo di rinviare l’ esame del decreto messo a punto dal ministro Renato Balduzzi al 5 settembre, con l’ obiettivo di arrivare a limare il testo in modo da superare le perplessità sollevate dagli altri dicasteri e dalle Regioni. Il provvedimento, l’ unico per ora pronto della fitta agenda stilata dopo la riunione fiume dell’ esecutivo dello scorso venerdì, ha bisogno di ulteriori approfondimenti, e in queste ore si susseguono a ritmo serrato gli incontri per risolvere le diverse questioni «tecniche» ma anche politiche. L’ obiettivo, da parte del titolare della Salute, resta quello di portare in Cdm un testo il più condiviso possibile, ma che non perda il suo impianto complessivo di provvedimento che guarda allo sviluppo del Paese attraverso una più elevata tutela della Salute. Quindi si stanno rifacendo i conti, in modo da garantire tutte le coperture, così come chiesto dall’ Economia. E si sta anche valutando in caso di stralciare qualche capitolo (come quello sulla non autosufficienza, richiesta avanzata anche dalle Regioni), con l’ intenzione però di tenere ferma la sostanza, comprese le tanto contestate misure «deterrenti» contro stili di vita scorretti (e costosi per il servizio sanitario). Parlando a Unomattina Balduzzi ha spiegato che «la tassa sulle bibite non è né una soluzione a tutto né una tragedia. Volevamo dare un segnale di prevenzione e probabilmente questo è già arrivato». IL CASO PRECARI. L’ altro fronte caldo è quello della scuola. Mentre i tecnici di viale Trastevere sono al lavoro per predisporre il bando ufficiale del concorso a cattedre annunciato la scorsa settimana cresce il malessere e già si annunciano ricorsi. Per martedì il Coordinamento dei precari ha organizzato un presidio davanti alla sede del dicastero, in occasione di un incontro tra il ministro Profumo e i sindacati. I precari, oltre al ritiro dei tagli, chiedono assunzioni soltanto da graduatorie a esaurimento e di merito e il blocco del «concorso truffa». Il Codacons sta organizzando un megaricorso al Tar per oltre 50.000 insegnanti non abilitati. PRODUTTIVITÀ. Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, lancia «l’ urgenza» di «un grande Patto per la produttività» chiedendo un «impegno condiviso» da imprese e sindacati. Cisl e Uil accolgono l’ appello ma rilanciano chiedendo al governo di passare dalle parole ai fatti. Cominciando, per esempio, con il ripristino della detassazione dei salari di produttività. Le organizzazioni sindacali, peraltro, sollecitano l’ esecutivo a un confronto anche con loro, partendo dal tavolo in programma con le imprese e le banche il 5 settembre. La Cgil tace. Confindustria non commenta la proposta per il Patto ma insiste sulle priorità da affrontare: riduzione del peso fiscale, sostegno a ricerca e innovazione e semplificazione burocratica.
Il Giornale Di Vicenza, 31/08/2012 06:53
Istat, retribuzioni ferme Troppi i senza contratto PDF
I salari fanno sempre più fatica a crescere, al contrario dei prezzi: a luglio secondo l’ Istat le retribuzioni contrattuali restano ferme rispetto a giugno e salgono solo dell’ 1,5% su base annua, mentre l’ inflazione, pur in calo, segna un aumento tendenziale del 3,1%. La debolezza degli stipendi risente anche di un’ attività contrattuale in affanno, con quasi 4 milioni di lavoratori in attesa di rinnovo, gran parte dei quali sono statali. Insomma anche a luglio niente novità positive per il mondo del lavoro né per i contratti né per le buste paga. Anche se il divario tra carovita e rialzo degli stipendi cede qualcosa, riducendosi dello 0,2%, rimane comunque alto, con i prezzi che crescono a una velocità doppia rispetto ai salari. Stando ai calcoli del Codacons si tratta di una distanza che per una famiglia di tre persone comporta una perdita di potere d’ acquisto pari a 550 euro: per l’ associazione è «una tassa invisibile che continua a dissanguare l’ Italia e gli italiani». D’ altra parte nel mese di luglio tra i contratti monitorati dall’ indagine dell’ Istat nessun rinnovo risulta certificato mentre sono scaduti due accordi (carta-cartone, cartotecnica e lavanderia industriale). Ecco che nel complesso, a fronte di 43 intese in vigore, 35 sono «vecchie», di cui 16 relative alla pubblica amministrazione, dove i contratti sono bloccati per legge.
Il Giornale Di Vicenza, 31/08/2012 06:53
crescita. tecnici al lavoro per superare i dubbi sui provvedimenti.
Monti prende tempo Nodi su sanità e scuola PDF
il consiglio dei ministri rinviato al 5 settembre passera propone un «patto» a imprese e sindacati.
ROMA Troppi nodi da sciogliere e per questa settimana niente Consiglio dei ministri. Di rientro da Berlino, dove ha raccolto la «promozione» di Angela Merkel per la strada di risanamento e riforme intraprese dall’ Italia, il premier Mario Monti riprende in mano i dossier «casalinghi» e si deve subito occupare della «grana» sanità. Decidendo di rinviare l’ esame del decreto messo a punto dal ministro Renato Balduzzi al 5 settembre, con l’ obiettivo di arrivare a limare il testo in modo da superare le perplessità sollevate dagli altri dicasteri e dalle Regioni. Il provvedimento, l’ unico per ora pronto della fitta agenda stilata dopo la riunione fiume dell’ esecutivo dello scorso venerdì, ha bisogno di ulteriori approfondimenti, e in queste ore si susseguono a ritmo serrato gli incontri per risolvere le diverse questioni «tecniche» ma anche politiche. L’ obiettivo, da parte del titolare della Salute, resta quello di portare in Cdm un testo il più condiviso possibile, ma che non perda il suo impianto complessivo di provvedimento che guarda allo sviluppo del Paese attraverso una più elevata tutela della Salute. Quindi si stanno rifacendo i conti, in modo da garantire tutte le coperture, così come chiesto dall’ Economia. E si sta anche valutando in caso di stralciare qualche capitolo (come quello sulla non autosufficienza, richiesta avanzata anche dalle Regioni), con l’ intenzione però di tenere ferma la sostanza, comprese le tanto contestate misure «deterrenti» contro stili di vita scorretti (e costosi per il servizio sanitario). Parlando a Unomattina Balduzzi ha spiegato che «la tassa sulle bibite non è né una soluzione a tutto né una tragedia. Volevamo dare un segnale di prevenzione e probabilmente questo è già arrivato». IL CASO PRECARI. L’ altro fronte caldo è quello della scuola. Mentre i tecnici di viale Trastevere sono al lavoro per predisporre il bando ufficiale del concorso a cattedre annunciato la scorsa settimana cresce il malessere e già si annunciano ricorsi. Per martedì il Coordinamento dei precari ha organizzato un presidio davanti alla sede del dicastero, in occasione di un incontro tra il ministro Profumo e i sindacati. I precari, oltre al ritiro dei tagli, chiedono assunzioni soltanto da graduatorie a esaurimento e di merito e il blocco del «concorso truffa». Il Codacons sta organizzando un megaricorso al Tar per oltre 50.000 insegnanti non abilitati. PRODUTTIVITÀ. Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, lancia «l’ urgenza» di «un grande Patto per la produttività» chiedendo un «impegno condiviso» da imprese e sindacati. Cisl e Uil accolgono l’ appello ma rilanciano chiedendo al governo di passare dalle parole ai fatti. Cominciando, per esempio, con il ripristino della detassazione dei salari di produttività. Le organizzazioni sindacali, peraltro, sollecitano l’ esecutivo a un confronto anche con loro, partendo dal tavolo in programma con le imprese e le banche il 5 settembre. La Cgil tace. Confindustria non commenta la proposta per il Patto ma insiste sulle priorità da affrontare: riduzione del peso fiscale, sostegno a ricerca e innovazione e semplificazione burocratica.
Libertà, 31/08/2012 06:51
Le retribuzioni restano al palo PDF
quattro milioni di lavoratori in attesa di rinnovo del contratto.
ROMA – In Italia i salari fanno sempre più fatica a crescere, al contrario dei prezzi: a luglio secondo l’ Istat le retribuzioni contrattuali restano ferme rispetto a giugno e salgono solo dell’ 1,5% su base annua, mentre l’ inflazione, pur in rallentamento, segna un aumento tendenziale del 3,1%. La debolezza degli stipendi risente anche di un’ attività contrattuale in affanno, con quasi 4 milioni di lavoratori in attesa di rinnovo. Un esercito composto in gran parte da statali, circa 3 milioni di dipendenti. Insomma anche a luglio non si registrano novità positive per il mondo del lavoro sia sul fronte contratti che sul versante buste paga. Anche se il divario tra il carovita e il rialzo degli stipendi cede qualcosa, riducendosi di 0,2 punti percentuali, rimane comunque alto, con i prezzi che crescono a una velocità doppia rispetto ai salari. Stando ai calcoli del Codacons si tratta di una distanza che per una famiglia di tre persone comporta una perdita di potere d’ acquisto pari a 550 euro: per l’ associazione «una tassa invisibile che continua a dissanguare l’ Italia e gli italiani». D’ altra parte nel mese di luglio tra i contratti monitorati dall’ indagine dell’ Istat nessun rinnovo risulta certificato mentre sono scaduti due accordi (carta-cartone, cartotecnica e lavanderia industriale). Ecco che nel complesso, a fronte di 43 intese in vigore, 35 sono vecchie, di cui 16 relative alla pubblica amministrazione, dove i contratti sono bloccati per legge. Quindi per gli statali le retribuzioni sono a crescita zero, ma a luglio si ritrovano con stipendi congelati su base annua anche i lavoratori dell’ agricoltura e delle telecomunicazioni. Invece va meglio a chi è impiegato nei settori dell’ energia elettrica-gas (+2,9%), del tessile-abbigliamento (+ 2,8%), del legno-carta, della chimica e dell’ acqua-smaltimento rifiuti (+2,7% per tutti e tre i comparti). Tuttavia anche nel privato l’ aumento delle retribuzioni contrattuali, nella media pari al 2%, si posiziona ben al di sotto dell’ inflazione. Soprattutto a luglio si allunga di tanto l’ attesa per chi ha un contratto da aggiornare, passa a 31,6 mesi dai 19,4 di un anno prima, e nel privato va ancora peggio: in media ci sono da aspettare 33,9 mesi. Tempi molto ampi che non rassicurano. Nei prossimi mesi la posta in gioco è alta e secondo le proiezioni dell’ Istituto di statistica in assenza di rinnovi il tasso di crescita delle retribuzioni da gennaio 2013 subirebbe una drastica riduzione attestandosi allo 0,8%, praticamente quasi dimezzato a confronto con luglio.
L’Unione Sarda, 31/08/2012 06:34
la fotografia dell’ istat sul lavoro.
Stipendi fermi, in quattro milioni aspettano il rinnovo del contratto PDF
In Italia i salari fanno sempre più fatica a crescere, al contrario dei prezzi: a luglio secondo l’ Istat le retribuzioni contrattuali restano ferme rispetto a giugno e salgono solo dell’ 1,5% su base annua, mentre l’ inflazione, pur in rallentamento, segna un aumento tendenziale del 3,1%. La debolezza degli stipendi risente anche di un’ attività contrattuale in affanno, con quasi 4 milioni di lavoratori in attesa di rinnovo. Un esercito composto in gran parte da statali, circa 3 milioni di dipendenti. Insomma anche a luglio non si registrano novità positive per il mondo del lavoro sia sul fronte contratti che sul versante buste paga. Anche se il divario tra il carovita e il rialzo degli stipendi cede qualcosa, riducendosi di 0,2 punti percentuali, rimane comunque alto, con i prezzi che crescono a una velocità doppia rispetto ai salari. Stando ai calcoli del Codacons si tratta di una distanza che per una famiglia di tre persone comporta una perdita di potere d’ acquisto pari a 550 euro.
La Stampa, 31/08/2012 06:29
Le nuove edizioni bloccano il mercato del libro usato PDF
per una prima superiore servono 300 euro.
Le code in libreria I centri per la vendita dell’ usato, nonostante le difficoltà, sono affollatisismi fin dalla mattina Nella foto, la libreria Millenium in via Madama Cristina La caccia al libro scolastico è cominciata. Librerie dell’ usato prese d’ assalto come supermercati: numerino all’ ingresso e vagonate di manuali stipati nei portabagagli delle automobili in attesa fuori. A meno di due settimane dal rientro sui banchi di scuola, genitori e studenti di medie e superiori si mobilitano per vendere i vecchi saggi e acquistarne di nuovi. Lo scambio prevede sconti fino al 50% sull’ usato, con prezzi che scendono da 30 a 15 euro per manuali quasi intonsi. Mentre per chi vende il proprio libro utilizzato negli anni precedenti, la valutazione talvolta è del 30% sul prezzo di copertina. Il marchio «digibook» Complice la crisi, si registra un incremento delle richieste anche alle medie, dove tradizionalmente la domanda era inferiore. Ma, novità di quest’ anno, è più difficile trovare il libro usato. «La riforma Gelmini, entrata in vigore due anni fa, registra ora i suoi effetti sul triennio delle superiori: ci sono molte nuove edizioni e non esistono esemplari di seconda mano», spiega Matteo Villa, responsabile del Libraccio di via Ormea. Difficoltà confermata anche da Libro Mastro, in via Principe Amedeo: «Da quest’ anno i libri devono portare il marchio “digibook” e hanno un codice diverso, anche se in molti casi sono identici alla versione precedente. La gente non si fida e compra il nuovo». La delusione Stesso discorso alla libreria Millenium di via Madama Cristina. «Le domande sono aumentate – dice la titolare, Stefania Rossetti – Ma a causa delle nuove edizioni è difficile accontentare la richiesta, quindi parecchi vanno a parare nel nuovo». Idem per chi vuole cedere i propri libri. «Mio figlio non è riuscito a vendere i manuali perché erano edizioni pre riforma. Di conseguenza non si trovano nemmeno quelli di seconda mano da comprare», sbotta la signora Ignazia Musiu. E rincara: «I miei figli hanno tre anni di differenza: sono andati nella stessa scuola media, eppure non hanno potuto riutilizzare nemmeno un testo». I costi Risultato? «Trecento euro per i libri di prima superiore e 200 per le medie». Un budget troppo alto che spiega le code alle casse nei templi della cultura di seconda mano. Da 150 a 300 persone al giorno al Libraccio, 150 al Libro Mastro, tanti anche da Millenium. La signora Irma Dagna è in fila come altre mamme: ha cominciato fin dal mattino il tour fra le librerie e non ha ancora trovato un testo. Elenco di manuali, si lascia sfuggire un commento: «Ma perchè non si adotta una volta per tutte l’ ebook: almeno si fa una spesa unica e poi il contenuto si scarica da Internet». Gli studenti Le librerie dell’ usato non sono i soli canali per fare economia. C’ è uno smercio parallelo, privato e diretto, che passa attraverso i volantini affissi dagli stessi studenti sulle bacheche delle scuole. «Molti miei compagni comprano i libri in questo modo – dice Alice Tagliento, quarta ginnasio al Gioberti -. Ci guadagnano di più». Mentre alcune scuole, come l’ istituto superiore Erasmo da Rotterdam a Nichelino, organizzano un mercatino interno dove gli allievi rivendono i loro libri ai più piccoli. Il boom dei supermercati L’ altra frontiera del risparmio è il supermercato: i libri nuovi si ordinano con sconti che raggiungono il 20 per cento. Così al Pam di corso Bramante, in alcuni punti Carrefour e alla Esselunga. Ordinare un libro è semplice: nei centri commerciali è attivo un servizio di prenotazione a cui genitori e studenti si possono rivolgere. Anche gli strumenti della cultura scolastica ormai si comprano al market, come i pomodori. UNA MAMMA «I miei figli sono nella stessa scuola media Tutti i testi sono diversi» 11,6% l’ aumento Secondo il sito «Tecnica della scuola» il prezzo medio dei prezzi di listino è aumentato dell’ 11,6 per cento. Per il Codacons il rincaro è quantificabile in circa 100 euro a famiglia.
elisabetta graziani
Trentino, 31/08/2012 06:27
IN BREVE PDF
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via brescia Scontro fra auto rallentamenti Incidente per fortuna di lieve entità nel tardo pomeriggio di ieri in via Brescia. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale ma durante le operazione necessarie per spostare le macchine si sono create code e rallentamenti. IL CASO La chiavetta torna in vendita Da Poli Regina la chiavetta “Pen Drive 16 GB” a 10 euro è tornata in vendita. L’ Adoc aveva preannunciato un esposto al Garante perché il prodotto era subito finito. Precisiamo inoltre che non era Adoc, come scritto per errore, ma Codacons ad essersi schierato contro la tassa sulle bibite dolci. dirigente «Scaldaloso comportantemento» Il consigliere Alessandro Savoi della Lega ha depositato un’ interrogazione in merito alle decisione della giunta provinciale di assumere un nuovo dirigente «senza attingere alla numerosa scorta di quelli già in servizioin Provincia alla faccia – dice – del risparmio della spesa pubblica», A BORGO Scontro fra ciclisti in due all’ ospedale Due ciclisti si sono scontrati mercoledì sera, attorno alle 22, a Borgo, davanti al bar Milano. Il più grave, 61 anni di Roncegno, ha riportato un trauma cranico con emorragia cerebrale ed è stato trasportato in elicottero al S.Chiara: guarirà in 30 giorni. L’ altro ciclista, 63 anni, si è lussato una spalla. A PASSO FEUDO Cade in rampichino ferito alle braccia Un giovane ciclista è rimasto ferito ieri pomeriggio a Passo Feudo, tra Pampeago e Predazzo. Il 25enne era in sella al suo rampichino quando ha perso il controllo del mezzo ed è caduto ferendosi alle braccia. E’ stato recuperato dall’ elisoccorso di Trento e portato al pronto soccorso per le cure del caso. Per lui ferite lievi. l’ anpi Nel feltrino si inaugura il sentiero partigiano Il sentiero dei partigiani sulle vette feltrine. Si parte da Trento alle 5.30 (parcheggio ex Sit) e dopo la messa, alle 8 parte la marcia con la deposizione delle corone alla lapide dei fratelli Facchin – “Gloria e Primavera”. Alle 9 è previsto lo scoprimento prima targa al Col dei Cavai e alle 13. 30 la seconda in Busa delle Vette.
Il Gazzettino, 31/08/2012 06:25
busta paga in crescita zero a luglio.
Si allarga la forbice tra stipendi e prezzi una tassa occulta di 550 euro a famiglia PDF
ROMA – Stipendi al palo a luglio. Le retribuzioni, secondo l’ Istat – sono rimaste invariate rispetto a giugno mentre salgono dell’ 1,5% su base annua. L’ aumento è quindi ben al di sotto del livello d’ inflazione annuo dello stesso mese (+3,1%). Per i consumatori è una nuova stangata. «Tradotto in cifre l’ aumento della forbice tra carovita e stipendi – spiega il Codacons – è come se una famiglia di 3 persone avesse avuto una perdita del potere d’ acquisto equivalente a 550 euro, una tassa invisibile che continua a dissanguare gli italiani e l’ Italia». Il potere d’ acquisto degli italiani – secondo l’ Osservatorio di Federconsumatori – dal 2008 ad oggi, ha registrato una caduta di oltre l’ 11,8%». Particolarmente colpite sono le famiglie a reddito fisso.
Secolo d’Italia, 31/08/2012 06:13
Scuola: i precari in rivolta contro il ?concorsone? voluto da Profumo PDF
Mentre i tecnici di viale Trastevere sono al lavoro per predisporre il bando ufficiale del concorso a cattedre annunciato la scorsa settimana (il bando dovrebbe uscire il 24 settembre) cresce il malessere dei precari della scuola e gi? si annunciano ricorsi. Per marted? il coordinamento dei precari ha organizzato un presidio davanti alla sede del ministero, in occasione di un incontro prefissato tra il ministro Profumo e i sindacati. I precari chiedono il blocco di quello che chiamano il ?concorso truffa?. ?Nessuna decisione pu? prescindere dalla posizione di chi nella scuola ci lavora da anni avendo gi? superato prove concorsuali? dicono annunciando che intendono portare avanti la mobilitazione fino a quando le loro richieste non saranno ascoltate. Intanto, un gruppo di precari storici ha inviato al ministro una lettera in cui si spiegano i motivi per cui il concorso a cattedre non andrebbe bandito e si chiede di immettere in ruolo tutti i docenti e il personale ausiliario con almeno 36 mesi di servizio, conformandosi alla normativa comunitaria. Il Codacons sta organizzando un megaricorso al Tar per oltre 50.000 insegnanti non abilitati, ?contro – spiega – l’ assurda esclusione dal prossimo concorsone del ministro Profumo di giovani e docenti che hanno lavorato per anni ma non hanno potuto abilitarsi per colpa esclusiva del Miur, che per oltre un decennio non ha indetto n? concorsi n? abilitazioni?. Il ?nodo? cruciale del bando riguarda dunque la platea dei partecipanti. A questo proposito il ministro, in un’ intervista, si ? limitato a dire che al nuovo concorso per insegnanti potranno accedere gli abilitati. ?Ci? – ha spiegato – consentir? alle persone di avere un doppio canale, graduatorie e concorso?. 31/08/2012.
Il Tirreno, 31/08/2012 06:07
Stipendi cresciuti meno dell’ inflazione PDF
l’ istat conferma l’ erosione del potere d’ acquisto. codacons: 550 euro in meno per le famiglie.
ROMA «Nel mese di luglio l’ indice delle retribuzioni contrattuali orarie rimane invariato rispetto al mese precedente e cresce dell’ 1,5% rispetto a luglio 2011». Lo dice l’ Istat in una nota nella quale precisa che «nella media del periodo gennaio-luglio 2012 l’ indice è cresciuto, nel confronto con lo stesso periodo dell’ anno precedente, dell’ 1,4%. Con riferimento ai principali macrosettori, a luglio le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale del 2,0% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. Alla fine di luglio – aggiunge l’ Istat – i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 70,3% degli occupati dipendenti e al 66,6% del monte retributivo osservato». «I settori che a luglio presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono energia elettrica e gas (2,9%), tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (2,8%), chimiche, legno, carta e stampa, acqua e smaltimento rifiuti (2,7% in tutti gli aggregati). Si registrano, invece, variazioni nulle per agricoltura, telecomunicazioni e tutti i comparti della pubblica amministrazione», si legge nella nota Istat. E ancora: «A luglio, tra i contratti monitorati dall’ indagine, non si è registrato nessun rinnovo. Alla fine di luglio la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 29,7% nel totale dell’ economia e dell’ 8,5% nel settore privato. L’ attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto – conclude l’ Istat – è, in media, di 31,6 mesi per l’ insieme degli occupati e di 33,9 mesi per il settore privato». «In pratica, tradotto in cifre, è come se una famiglia di 3 persone avesse avuto una perdita del potere d’ acquisto equivalente a 550 euro, una tassa invisibile che continua a dissanguare gli italiani e l’ Italia», è il commento del Codacons. «Fino a che si aumentano Iva ed accise, infiammando i prezzi, e si bloccano pensioni e stipendi dei dipendenti pubblici per ben 3 anni, i consumi continueranno a crollare ed il Pil a precipitare», dice ancora l’ associazione consumatori che chiede a Monti di «sbloccare in anticipo i contratti della pubblica amministrazione e di destinare le poche risorse disponibili alla rivalutazione degli stipendi e delle pensioni, anche quelle sopra 1400 euro, all’ inflazione reale».
Il Mattino, 31/08/2012 06:01
Giusy Franzese Roma. Retribuzioni ferme a luglio. PDF
Giusy Franzese Roma. Retribuzioni ferme a luglio. E così l’ aumento su base annua si posiziona – rileva l’ Istat – all’ 1,5%. Ovvero meno della metà dell’ inflazione che è al 3,1%. Risultato: il potere d’ acquisto si contrae sempre più e le famiglie si impoveriscono. Le associazioni dei consumatori parlano di «tassa invisibile che continua a dissanguare gli italiani» e si esercitano con alcuni conti. E’ come se una famiglia di tre persone si ritrovasse d’ un colpo 500 euro in meno da spendere, sostiene il Codacons. Ancora più dettagliate le simulazioni della Federconsumatori: una famiglia che come entrate ha un solo reddito mensile di 1.500 euro, nell’ anno ha già perso in potere d’ acquisto 320 euro; se le entrate sono di 2.000 euro al mese, la perdita equivalente annuale è pari a 432 euro. Al di là dell’ esattezza di queste simulazioni, un dato è certo: l’ erosione c’ è. Ce ne accorgiamo quando riempiamo il carrello della spesa, quando facciamo il pieno di benzina o quando dobbiamo pagare le bollette di luce e gas. I prezzi salgono (sempre secondo Federconsumatori nel 2012 la stangata sarà in media a famiglia di 2.333 euro l’ anno), ma la busta paga rimane la stessa. E chi la riceve, in tempi di crisi in cui le aziende chiudono o si ridimensionano, già può ritenersi fortunato. In queste condizioni è difficile rinnovare i contratti di categoria. Sfiorano i quattro milioni (3,9 per la precisione) i dipendenti in attesa di rinnovo di contratto: sono il 29,7% nel totale dell’ economia e l’ 8,5% nel settore privato. Al palo ci sono complessivamente 35 accordi di categoria, di cui 16 nella pubblica amministrazione. In molti casi le trattative non sono nemmeno partite. Si può supporre che ha influito anche l’ attesa per l’ approvazione della legge con le nuove norme sul mercato del lavoro. L’ attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è, in media, di oltre due anni e mezzo (31,6 mesi) per l’ insieme degli occupati e di 33,9 mesi per il settore privato. A non vedere nemmeno un aumento minimo in busta paga dall’ inizio del 2012 sono i dipendenti della pubblica amministrazione. Alcuni settori del privato, invece, hanno goduto nell’ anno di un incremento anche superiore al 2% (comunque al di sotto dell’ inflazione): si tratta in particolare dei comparti energia elettrica e gas (2,9%), tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (2,8%). Variazioni nulle, oltre che per il pubblico, anche per agricoltura e telecomunicazioni. Ritornando al divario con l’ inflazione, l’ Istat fa notare che la forbice nel mese di luglio in realtà si è ristretta attestandosi a 1,6 punti percentuali rispetto all’ 1,8 di giugno. Dato che le retribuzioni come abbiamo visto sono ferme, a che cosa è dovuto quindi il ridimensionamento? Alla frenata dei prezzi, spiega l’ Istat. A loro volta dovuti al forte calo dei consumi. Insomma siamo di fronte a un vero e proprio avvitamento dell’ economia. E le previsioni sono pessime: secondo l’ Istat da gennaio 2013 l’ indice generale delle retribuzioni su base annua sarà ancora più basso, intorno allo 0,8%. Con i tassi di inflazione correnti, per il potere d’ acquisto sarebbe davvero una stangata enorme. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Piccolo, 31/08/2012 05:57
Stipendi cresciuti meno dell’ inflazione PDF
l’ istat conferma l’ erosione del potere d’ acquisto. codacons: 550 euro in meno per le famiglie.
ROMA «Nel mese di luglio l’ indice delle retribuzioni contrattuali orarie rimane invariato rispetto al mese precedente e cresce dell’ 1,5% rispetto a luglio 2011». Lo dice l’ Istat in una nota nella quale precisa che «nella media del periodo gennaio-luglio 2012 l’ indice è cresciuto, nel confronto con lo stesso periodo dell’ anno precedente, dell’ 1,4%. Con riferimento ai principali macrosettori, a luglio le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale del 2,0% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. Alla fine di luglio – aggiunge l’ Istat – i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 70,3% degli occupati dipendenti e al 66,6% del monte retributivo osservato». «I settori che a luglio presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono energia elettrica e gas (2,9%), tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (2,8%), chimiche, legno, carta e stampa, acqua e smaltimento rifiuti (2,7% in tutti gli aggregati). Si registrano, invece, variazioni nulle per agricoltura, telecomunicazioni e tutti i comparti della pubblica amministrazione», si legge nella nota Istat. E ancora: «A luglio, tra i contratti monitorati dall’ indagine, non si è registrato nessun rinnovo. Alla fine di luglio la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 29,7% nel totale dell’ economia e dell’ 8,5% nel settore privato. L’ attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto – conclude l’ Istat – è, in media, di 31,6 mesi per l’ insieme degli occupati e di 33,9 mesi per il settore privato». «In pratica, tradotto in cifre, è come se una famiglia di 3 persone avesse avuto una perdita del potere d’ acquisto equivalente a 550 euro, una tassa invisibile che continua a dissanguare gli italiani e l’ Italia», è il commento del Codacons. «Fino a che si aumentano Iva ed accise, infiammando i prezzi, e si bloccano pensioni e stipendi dei dipendenti pubblici per ben 3 anni, i consumi continueranno a crollare ed il Pil a precipitare», dice ancora l’ associazione consumatori che chiede a Monti di «sbloccare in anticipo i contratti della pubblica amministrazione e di destinare le poche risorse disponibili alla rivalutazione degli stipendi e delle pensioni, anche quelle sopra 1400 euro, all’ inflazione reale».
La Città di Salerno, 31/08/2012 05:56
Stipendi cresciuti meno dell’ inflazione PDF
l’ istat conferma l’ erosione del potere d’ acquisto. codacons: 550 euro in meno per le famiglie.
ROMA «Nel mese di luglio l’ indice delle retribuzioni contrattuali orarie rimane invariato rispetto al mese precedente e cresce dell’ 1,5% rispetto a luglio 2011». Lo dice l’ Istat in una nota nella quale precisa che «nella media del periodo gennaio-luglio 2012 l’ indice è cresciuto, nel confronto con lo stesso periodo dell’ anno precedente, dell’ 1,4%. Con riferimento ai principali macrosettori, a luglio le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale del 2,0% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. Alla fine di luglio – aggiunge l’ Istat – i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 70,3% degli occupati dipendenti e al 66,6% del monte retributivo osservato». «I settori che a luglio presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono energia elettrica e gas (2,9%), tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (2,8%), chimiche, legno, carta e stampa, acqua e smaltimento rifiuti (2,7% in tutti gli aggregati). Si registrano, invece, variazioni nulle per agricoltura, telecomunicazioni e tutti i comparti della pubblica amministrazione», si legge nella nota Istat. E ancora: «A luglio, tra i contratti monitorati dall’ indagine, non si è registrato nessun rinnovo. Alla fine di luglio la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 29,7% nel totale dell’ economia e dell’ 8,5% nel settore privato. L’ attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto – conclude l’ Istat – è, in media, di 31,6 mesi per l’ insieme degli occupati e di 33,9 mesi per il settore privato». «In pratica, tradotto in cifre, è come se una famiglia di 3 persone avesse avuto una perdita del potere d’ acquisto equivalente a 550 euro, una tassa invisibile che continua a dissanguare gli italiani e l’ Italia», è il commento del Codacons. «Fino a che si aumentano Iva ed accise, infiammando i prezzi, e si bloccano pensioni e stipendi dei dipendenti pubblici per ben 3 anni, i consumi continueranno a crollare ed il Pil a precipitare», dice ancora l’ associazione consumatori che chiede a Monti di «sbloccare in anticipo i contratti della pubblica amministrazione e di destinare le poche risorse disponibili alla rivalutazione degli stipendi e delle pensioni, anche quelle sopra 1400 euro, all’ inflazione reale».
Corriere delle Alpi, 31/08/2012 05:54
Stipendi cresciuti meno dell’ inflazione PDF
l’ istat conferma l’ erosione del potere d’ acquisto. codacons: 550 euro in meno per le famiglie.
ROMA «Nel mese di luglio l’ indice delle retribuzioni contrattuali orarie rimane invariato rispetto al mese precedente e cresce dell’ 1,5% rispetto a luglio 2011». Lo dice l’ Istat in una nota nella quale precisa che «nella media del periodo gennaio-luglio 2012 l’ indice è cresciuto, nel confronto con lo stesso periodo dell’ anno precedente, dell’ 1,4%. Con riferimento ai principali macrosettori, a luglio le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale del 2,0% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. Alla fine di luglio – aggiunge l’ Istat – i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 70,3% degli occupati dipendenti e al 66,6% del monte retributivo osservato». «I settori che a luglio presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono energia elettrica e gas (2,9%), tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (2,8%), chimiche, legno, carta e stampa, acqua e smaltimento rifiuti (2,7% in tutti gli aggregati). Si registrano, invece, variazioni nulle per agricoltura, telecomunicazioni e tutti i comparti della pubblica amministrazione», si legge nella nota Istat. E ancora: «A luglio, tra i contratti monitorati dall’ indagine, non si è registrato nessun rinnovo. Alla fine di luglio la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 29,7% nel totale dell’ economia e dell’ 8,5% nel settore privato. L’ attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto – conclude l’ Istat – è, in media, di 31,6 mesi per l’ insieme degli occupati e di 33,9 mesi per il settore privato». «In pratica, tradotto in cifre, è come se una famiglia di 3 persone avesse avuto una perdita del potere d’ acquisto equivalente a 550 euro, una tassa invisibile che continua a dissanguare gli italiani e l’ Italia», è il commento del Codacons. «Fino a che si aumentano Iva ed accise, infiammando i prezzi, e si bloccano pensioni e stipendi dei dipendenti pubblici per ben 3 anni, i consumi continueranno a crollare ed il Pil a precipitare», dice ancora l’ associazione consumatori che chiede a Monti di «sbloccare in anticipo i contratti della pubblica amministrazione e di destinare le poche risorse disponibili alla rivalutazione degli stipendi e delle pensioni, anche quelle sopra 1400 euro, all’ inflazione reale».
La Provincia di Varese, 31/08/2012 05:52
Stipendi fermi e prezzi su Persi 550 euro a famiglia PDF
ROMA In Italia i salari fanno sempre più fatica a crescere, al contrario dei prezzi: a luglio secondo l’ Istat le retribuzioni contrattuali restano ferme rispetto a giugno e salgono solo dell’ 1,5% su base annua, mentre l’ inflazione, pur in rallentamento, segna un aumento tendenziale del 3,1%. La debolezza degli stipendi risente anche di un’ attività contrattuale in affanno, con quasi 4 milioni di lavoratori in attesa di rinnovo. Un esercito composto in gran parte da statali, circa 3 milioni di dipendenti. «Una tassa invisibile» Insomma, anche a luglio non si registrano novità positive per il mondo del lavoro sia sul fronte contratti che sul versante buste paga. Anche se il divario tra il carovita e il rialzo degli stipendi cede qualcosa, riducendosi di 0,2 punti percentuali, rimane comunque alto, con i prezzi che crescono a una velocità doppia rispetto ai salari. Stando ai calcoli del Codacons si tratta di una distanza che per una famiglia di tre persone comporta una perdita di potere d’ acquisto pari a 550 euro: per l’ associazione «una tassa invisibile che continua a dissanguare l’ Italia e gli italiani». D’ altra parte nel mese di luglio tra i contratti monitorati dall’ indagine dell’ Istat nessun rinnovo risulta certificato mentre sono scaduti due accordi (carta-cartone, cartotecnica e lavanderia industriale). Ecco che nel complesso, a fronte di 43 intese in vigore, 35 sono “vecchie”, di cui 16 relative alla pubblica amministrazione, dove i contratti sono bloccati per legge. Statali, paghe congelate Quindi per gli statali le retribuzioni sono a crescita zero, ma a luglio si ritrovano con stipendi congelati su base annua anche i lavoratori dell’ agricoltura e delle telecomunicazioni. Invece va meglio a chi è impiegato nei settori dell’ energia elettrica-gas (+2,9%), del tessile-abbigliamento (+ 2,8%), del legno-carta, della chimica e dell’ acqua-smaltimento rifiuti (+2,7% per tutti e tre i comparti). Tuttavia anche nel privato l’ aumento delle retribuzioni contrattuali, nella media pari al 2%, si posiziona ben al di sotto dell’ inflazione. Soprattutto a luglio si allunga di tanto l’ attesa per chi ha un contratto da aggiornare, passa a 31,6 mesi dai 19,4 di un anno prima, e nel privato va ancora peggio: in media ci sono da aspettare 33,9 mesi. Tempi molto ampi che non rassicurano. Nei prossimi mesi la posta in gioco è alta e secondo le proiezioni dell’ Istituto di statistica in assenza di rinnovi il tasso di crescita delle retribuzioni da gennaio 2013 subirebbe una drastica riduzione attestandosi allo 0,8%, praticamente quasi dimezzato a confronto con luglio. © riproduzione riservata.
La Provincia di Sondrio, 31/08/2012 05:51
Stipendi fermi e prezzi su Persi 550 euro a famiglia PDF
ROMA In Italia i salari fanno sempre più fatica a crescere, al contrario dei prezzi: a luglio secondo l’ Istat le retribuzioni contrattuali restano ferme rispetto a giugno e salgono solo dell’ 1,5% su base annua, mentre l’ inflazione, pur in rallentamento, segna un aumento tendenziale del 3,1%. La debolezza degli stipendi risente anche di un’ attività contrattuale in affanno, con quasi 4 milioni di lavoratori in attesa di rinnovo. Un esercito composto in gran parte da statali, circa 3 milioni di dipendenti. «Una tassa invisibile» Insomma, anche a luglio non si registrano novità positive per il mondo del lavoro sia sul fronte contratti che sul versante buste paga. Anche se il divario tra il carovita e il rialzo degli stipendi cede qualcosa, riducendosi di 0,2 punti percentuali, rimane comunque alto, con i prezzi che crescono a una velocità doppia rispetto ai salari. Stando ai calcoli del Codacons si tratta di una distanza che per una famiglia di tre persone comporta una perdita di potere d’ acquisto pari a 550 euro: per l’ associazione «una tassa invisibile che continua a dissanguare l’ Italia e gli italiani». D’ altra parte nel mese di luglio tra i contratti monitorati dall’ indagine dell’ Istat nessun rinnovo risulta certificato mentre sono scaduti due accordi (carta-cartone, cartotecnica e lavanderia industriale). Ecco che nel complesso, a fronte di 43 intese in vigore, 35 sono “vecchie”, di cui 16 relative alla pubblica amministrazione, dove i contratti sono bloccati per legge. Statali, paghe congelate Quindi per gli statali le retribuzioni sono a crescita zero, ma a luglio si ritrovano con stipendi congelati su base annua anche i lavoratori dell’ agricoltura e delle telecomunicazioni. Invece va meglio a chi è impiegato nei settori dell’ energia elettrica-gas (+2,9%), del tessile-abbigliamento (+ 2,8%), del legno-carta, della chimica e dell’ acqua-smaltimento rifiuti (+2,7% per tutti e tre i comparti). Tuttavia anche nel privato l’ aumento delle retribuzioni contrattuali, nella media pari al 2%, si posiziona ben al di sotto dell’ inflazione. Soprattutto a luglio si allunga di tanto l’ attesa per chi ha un contratto da aggiornare, passa a 31,6 mesi dai 19,4 di un anno prima, e nel privato va ancora peggio: in media ci sono da aspettare 33,9 mesi. Tempi molto ampi che non rassicurano. Nei prossimi mesi la posta in gioco è alta e secondo le proiezioni dell’ Istituto di statistica in assenza di rinnovi il tasso di crescita delle retribuzioni da gennaio 2013 subirebbe una drastica riduzione attestandosi allo 0,8%, praticamente quasi dimezzato a confronto con luglio. © riproduzione riservata.
Il Messaggero (ed. Umbria), 31/08/2012 05:49
sbloccata la graduatoria.
Presidi nominati sul filo di lana Ecco i nuovi dirigenti di ventotto scuole PDF
di REMO GASPERINI PERUGIA – Come alla frontiera. Chi entra, chi esce, chi sta i fila per ottenere il pass. Così è la scuola a poche ore dall’ avvio dell’ anno scolastico. Gente che ride e gente che piange. Per esempio non se la passano bene i trecento precari senza abilitazione che saranno esclusi dal concorso nazionale per docenti in arrivo a breve. Dopo l’ intervento di Amedeo Zupi della Cgil, che ha bocciato le annunciate modalità di accesso, ecco che arriva in soccorso il Codacons che prepara «una mega azione collettiva contro l’ assurda esclusione dal prossimo concorsone del Ministro Profumo di giovani e docenti che hanno lavorato per anni ma non hanno potuto abilitarsi per colpa esclusiva del Miur. Con il ricorso che andrà fatto dopo aver presentata la domanda di ammissione appena uscirà sulla Gazzetta Ufficiale il bando – spiega il Codacons -, si chiederà l’ annullamento del bando limitatamente alla parte che non ha ammesso i circa 300 docenti non abilitati nella regione Umbria E si chiederà in immediata al Tar del Lazio, l’ ammissione con riserva dei ricorrenti alle prove». Mentre ci sono docenti in fila per entrare, è arrivato il giorno della sospirata nomina dei nuovi presidi. I primi ventotto classificati nel concorso per dirigente da ieri hanno una scuola. Il direttore generale dell’ Ufficio Scolastico Regionale, Maria Letizia Melina, ha infatti firmato il decreto di nomina. Ecco gli abinamenti: Questa la griglia con gli abbinamenti dei neo dirigenti alle scuole: Simona Perugini IC Valenti Trevi; Michela Boccali Istituto Magistrale Angeloni Terni; Mario Lucidi IIS Spoleto; Maria Grazia Giampé IC Ferraris Spello; Luciana Leonelli Liceo Scientifico Donatelli Terni; Eva Bambagiotti Liceo Classico Città di Castello; Simonetta Zuccaccia D.D. 5° Circolo Perugia; Nadia Riccini SM San Paolo Perugia; Raffaella Reali IC Da Vinci San Giustino; Anna Bigozzi SM Pascoli Perugia; Giuseppina Cerone IC Panicale; Pierpaolo Pellegrino D.D. Corciano; Isabella Manni IC Gualdo Cattaneo; Chiara Grassi IC Trestina; Simona Zoncheddu IC Piegaro; Silvio Improta SM Cocchi Aosta Todi, Silvia Rossi IC Campomaggiore Terni; Alessia Marini IC Fanciulli Arrone; Ortensia Marconi IC Sigillo; Francesca Volpi D.D. 1° Circolo Gubbio; Francesca Alunni D.D. 3° Circolo Gubbio; David Nadery ITI Cassata Gubbio; Giovanni Simoneschi IC Attigliano; Giovanni Jacopo Tofanetti D.D. San Giovanni Terni; Cinzia Fabrizi ITIS Allievi Terni; Filippo Pettinari D.D. Aldo Moro Terni; Roberta Bambini IC Giovanni XXIII Terni; Marta Boriosi IC Brin Terni. Continua a pagina 32 ALTRO SERVIZIO A PAGINA 42.
La Provincia di Lecco, 31/08/2012 05:49
Stipendi fermi e prezzi su Persi 550 euro a famiglia PDF
ROMA In Italia i salari fanno sempre più fatica a crescere, al contrario dei prezzi: a luglio secondo l’ Istat le retribuzioni contrattuali restano ferme rispetto a giugno e salgono solo dell’ 1,5% su base annua, mentre l’ inflazione, pur in rallentamento, segna un aumento tendenziale del 3,1%. La debolezza degli stipendi risente anche di un’ attività contrattuale in affanno, con quasi 4 milioni di lavoratori in attesa di rinnovo. Un esercito composto in gran parte da statali, circa 3 milioni di dipendenti. «Una tassa invisibile» Insomma, anche a luglio non si registrano novità positive per il mondo del lavoro sia sul fronte contratti che sul versante buste paga. Anche se il divario tra il carovita e il rialzo degli stipendi cede qualcosa, riducendosi di 0,2 punti percentuali, rimane comunque alto, con i prezzi che crescono a una velocità doppia rispetto ai salari. Stando ai calcoli del Codacons si tratta di una distanza che per una famiglia di tre persone comporta una perdita di potere d’ acquisto pari a 550 euro: per l’ associazione «una tassa invisibile che continua a dissanguare l’ Italia e gli italiani». D’ altra parte nel mese di luglio tra i contratti monitorati dall’ indagine dell’ Istat nessun rinnovo risulta certificato mentre sono scaduti due accordi (carta-cartone, cartotecnica e lavanderia industriale). Ecco che nel complesso, a fronte di 43 intese in vigore, 35 sono “vecchie”, di cui 16 relative alla pubblica amministrazione, dove i contratti sono bloccati per legge. Statali, paghe congelate Quindi per gli statali le retribuzioni sono a crescita zero, ma a luglio si ritrovano con stipendi congelati su base annua anche i lavoratori dell’ agricoltura e delle telecomunicazioni. Invece va meglio a chi è impiegato nei settori dell’ energia elettrica-gas (+2,9%), del tessile-abbigliamento (+ 2,8%), del legno-carta, della chimica e dell’ acqua-smaltimento rifiuti (+2,7% per tutti e tre i comparti). Tuttavia anche nel privato l’ aumento delle retribuzioni contrattuali, nella media pari al 2%, si posiziona ben al di sotto dell’ inflazione. Soprattutto a luglio si allunga di tanto l’ attesa per chi ha un contratto da aggiornare, passa a 31,6 mesi dai 19,4 di un anno prima, e nel privato va ancora peggio: in media ci sono da aspettare 33,9 mesi. Tempi molto ampi che non rassicurano. Nei prossimi mesi la posta in gioco è alta e secondo le proiezioni dell’ Istituto di statistica in assenza di rinnovi il tasso di crescita delle retribuzioni da gennaio 2013 subirebbe una drastica riduzione attestandosi allo 0,8%, praticamente quasi dimezzato a confronto con luglio. © riproduzione riservata.
L’Adige, 31/08/2012 05:47
Precari uniti dal Codacons PDF
Sono 110 i giovani del Trentino Alto Adige (60 della provincia di Trento) partiti ieri mattina alla volta di Budapest per essere tra i 12.000 protagonisti del Genfest 2012, l’ evento internazionale promosso dai giovani del Movimento dei Focolari di tutto il mondo. Dopo l’ incontro di ieri sera, a Vienna, con gli altri ragazzi provenienti dall’ ovest dell’ Europa, i giovani raggiungeranno oggi l’ Ungheria. Sono loro, tutti insieme, l’ anima di Let’ s bridge, la decima edizione del Genfest, un evento che, nato da un’ intuizione di Chiara Lubich (1920-2008), fondatrice del Movimento dei Focolari, dal 1973 ha attirato ogni volta decine di migliaia di giovani, che si svolgerà domani e domenica. A 12 anni dall’ ultima edizione, il Genfest 2012 ha un obiettivo preciso: essere piattaforma condivisa per la generazione di oggi, una generazione che vive in rete, che, nella sfida della globalizzazione, è cosciente delle potenzialità e anche dei drammi e dei conflitti presenti oggi nel mondo. Una generazione dal futuro incerto, che sa mobilitarsi per mettere mano al cambiamento. Il Genfest è punto di arrivo e punto di partenza per i giovani del Movimento dei Focolari: serve a chiedersi a che punto siamo nella costruzione di un mondo più fraterno. E domande e risposte sono poste coi linguaggi del confronto sul vissuto, del dialogo, della musica. Dopo le precedenti edizioni che si sono svolte in Italia – Loppiano e Roma – la scelta per il Genfest 2012 è caduta su Budapest, una città che nella storia si è dimostrata essere ponte simbolico tra Est e Ovest d’ Europa. La Sport Aréna della capitale magiara e i ponti che sovrastano il Danubio sono le location principali dove si svolgeranno incontri, concerti, mostre e spettacoli. Circa un terzo dei presenti a Budapest provengono dai Paesi dell’ Europa Orientale.
L’Adige, 31/08/2012 05:47
Il Codacons sta preparando un’ azione collettiva contro l’ esclusione dal prossimo concorsone del Ministro Profumo di giovani e docenti che hanno lavorato per anni ma non hanno potuto abilitarsi per colpa esclusiva del Miur, che per oltre un … PDF
Il Codacons sta preparando un’ azione collettiva contro l’ esclusione dal prossimo concorsone del Ministro Profumo di giovani e docenti che hanno lavorato per anni ma non hanno potuto abilitarsi per colpa esclusiva del Miur, che per oltre un decennio non ha indetto né concorsi né abilitazioni. Con il ricorso si chiederà l’ annullamento del bando limitatamente alla parte che non ha ammesso i circa 1000 docenti non abilitati nella regione Trentino al concorso e si chiederà dunque, in via urgente e immediata al Tar del Lazio, l’ ammissione con riserva dei ricorrenti alle prove concorsuali. Per aderire andare sul sito www.codacons.it .
L’Adige, 31/08/2012 05:47
I salari al palo, salgono solo dell’ 1,5% su base annua mentre l’ inflazione segna una crescita tendenziale del 3,1% Stipendi fermi, prezzi in aumento PDF
ROMA – In Italia i salari fanno sempre più fatica a crescere, al contrario dei prezzi: a luglio secondo l’ Istat le retribuzioni contrattuali restano ferme rispetto a giugno e salgono solo dell’ 1,5% su base annua, mentre l’ inflazione, pur in rallentamento, segna un aumento tendenziale del 3,1%. La debolezza degli stipendi risente anche di un’ attività contrattuale in affanno, con quasi 4 milioni di lavoratori in attesa di rinnovo. Un esercito composto in gran parte da statali, circa 3 milioni di dipendenti. Insomma anche a luglio non si registrano novità positive per il mondo del lavoro sia sul fronte contratti che sul versante buste paga. Anche se il divario tra il carovita e il rialzo degli stipendi cede qualcosa, riducendosi di 0,2 punti percentuali, rimane comunque alto, con i prezzi che crescono a una velocità doppia rispetto ai salari. Stando ai calcoli del Codacons si tratta di una distanza che per una famiglia di tre persone comporta una perdita di potere d’ acquisto pari a 550 euro: per l’ associazione «una tassa invisibile che continua a dissanguare l’ Italia e gli italiani». D’ altra parte nel mese di luglio tra i contratti monitorati dall’ indagine dell’ Istat nessun rinnovo risulta certificato mentre sono scaduti due accordi (carta-cartone, cartotecnica e lavanderia industriale). Ecco che nel complesso, a fronte di 43 intese in vigore, 35 sono vecchie, di cui 16 relative alla pubblica amministrazione, dove i contratti sono bloccati per legge. Quindi per gli statali le retribuzioni sono a crescita zero ma a luglio si ritrovano con stipendi congelati su base annua anche i lavoratori dell’ agricoltura e delle telecomunicazioni. Invece va meglio a chi è impiegato nei settori dell’ energia elettrica-gas (+2,9%), del tessile-abbigliamento (+ 2,8%), del legno-carta, della chimica e dell’ acqua-smaltimento rifiuti (+2,7% per tutti e tre i comparti). Tuttavia anche nel privato l’ aumento delle retribuzioni contrattuali, nella media pari al 2%, si posiziona ben al di sotto dell’ inflazione. Soprattutto a luglio si allunga di tanto l’ attesa per chi ha un contratto da aggiornare, passa a 31,6 mesi dai 19,4 di un anno prima, e nel privato va ancora peggio: in media ci sono da aspettare 33,9 mesi. Tempi molto ampi che non rassicurano. Nei prossimi mesi la posta in gioco è alta e secondo le proiezioni dell’ Istituto di statistica in assenza di rinnovi il tasso di crescita delle retribuzioni da gennaio 2013 subirebbe una drastica riduzione attestandosi allo 0,8%, praticamente quasi dimezzato a confronto con luglio. Inoltre, fa sapere sempre l’ Istat, le prospettive sono deludenti anche per gli imprenditori: ad agosto il clima di fiducia delle aziende torna in calo, in particolare nel settore del commercio al dettaglio scende al minimo dall’ inizio delle serie storiche, ovvero dal gennaio 2003.
La Provincia di Como, 31/08/2012 05:46
Stipendi fermi e prezzi su Persi 550 euro a famiglia PDF
ROMA In Italia i salari fanno sempre più fatica a crescere, al contrario dei prezzi: a luglio secondo l’ Istat le retribuzioni contrattuali restano ferme rispetto a giugno e salgono solo dell’ 1,5% su base annua, mentre l’ inflazione, pur in rallentamento, segna un aumento tendenziale del 3,1%. La debolezza degli stipendi risente anche di un’ attività contrattuale in affanno, con quasi 4 milioni di lavoratori in attesa di rinnovo. Un esercito composto in gran parte da statali, circa 3 milioni di dipendenti. «Una tassa invisibile» Insomma, anche a luglio non si registrano novità positive per il mondo del lavoro sia sul fronte contratti che sul versante buste paga. Anche se il divario tra il carovita e il rialzo degli stipendi cede qualcosa, riducendosi di 0,2 punti percentuali, rimane comunque alto, con i prezzi che crescono a una velocità doppia rispetto ai salari. Stando ai calcoli del Codacons si tratta di una distanza che per una famiglia di tre persone comporta una perdita di potere d’ acquisto pari a 550 euro: per l’ associazione «una tassa invisibile che continua a dissanguare l’ Italia e gli italiani». D’ altra parte nel mese di luglio tra i contratti monitorati dall’ indagine dell’ Istat nessun rinnovo risulta certificato mentre sono scaduti due accordi (carta-cartone, cartotecnica e lavanderia industriale). Ecco che nel complesso, a fronte di 43 intese in vigore, 35 sono “vecchie”, di cui 16 relative alla pubblica amministrazione, dove i contratti sono bloccati per legge. Statali, paghe congelate Quindi per gli statali le retribuzioni sono a crescita zero, ma a luglio si ritrovano con stipendi congelati su base annua anche i lavoratori dell’ agricoltura e delle telecomunicazioni. Invece va meglio a chi è impiegato nei settori dell’ energia elettrica-gas (+2,9%), del tessile-abbigliamento (+ 2,8%), del legno-carta, della chimica e dell’ acqua-smaltimento rifiuti (+2,7% per tutti e tre i comparti). Tuttavia anche nel privato l’ aumento delle retribuzioni contrattuali, nella media pari al 2%, si posiziona ben al di sotto dell’ inflazione. Soprattutto a luglio si allunga di tanto l’ attesa per chi ha un contratto da aggiornare, passa a 31,6 mesi dai 19,4 di un anno prima, e nel privato va ancora peggio: in media ci sono da aspettare 33,9 mesi. Tempi molto ampi che non rassicurano. Nei prossimi mesi la posta in gioco è alta e secondo le proiezioni dell’ Istituto di statistica in assenza di rinnovi il tasso di crescita delle retribuzioni da gennaio 2013 subirebbe una drastica riduzione attestandosi allo 0,8%, praticamente quasi dimezzato a confronto con luglio. © riproduzione riservata.
La Provincia Pavese, 31/08/2012 05:46
Stipendi cresciuti meno dell’ inflazione PDF
l’ istat conferma l’ erosione del potere d’ acquisto. codacons: 550 euro in meno per le famiglie.
ROMA «Nel mese di luglio l’ indice delle retribuzioni contrattuali orarie rimane invariato rispetto al mese precedente e cresce dell’ 1,5% rispetto a luglio 2011». Lo dice l’ Istat in una nota nella quale precisa che «nella media del periodo gennaio-luglio 2012 l’ indice è cresciuto, nel confronto con lo stesso periodo dell’ anno precedente, dell’ 1,4%. Con riferimento ai principali macrosettori, a luglio le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale del 2,0% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. Alla fine di luglio – aggiunge l’ Istat – i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 70,3% degli occupati dipendenti e al 66,6% del monte retributivo osservato». «I settori che a luglio presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono energia elettrica e gas (2,9%), tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (2,8%), chimiche, legno, carta e stampa, acqua e smaltimento rifiuti (2,7% in tutti gli aggregati). Si registrano, invece, variazioni nulle per agricoltura, telecomunicazioni e tutti i comparti della pubblica amministrazione», si legge nella nota Istat. E ancora: «A luglio, tra i contratti monitorati dall’ indagine, non si è registrato nessun rinnovo. Alla fine di luglio la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 29,7% nel totale dell’ economia e dell’ 8,5% nel settore privato. L’ attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto – conclude l’ Istat – è, in media, di 31,6 mesi per l’ insieme degli occupati e di 33,9 mesi per il settore privato». «In pratica, tradotto in cifre, è come se una famiglia di 3 persone avesse avuto una perdita del potere d’ acquisto equivalente a 550 euro, una tassa invisibile che continua a dissanguare gli italiani e l’ Italia», è il commento del Codacons. «Fino a che si aumentano Iva ed accise, infiammando i prezzi, e si bloccano pensioni e stipendi dei dipendenti pubblici per ben 3 anni, i consumi continueranno a crollare ed il Pil a precipitare», dice ancora l’ associazione consumatori che chiede a Monti di «sbloccare in anticipo i contratti della pubblica amministrazione e di destinare le poche risorse disponibili alla rivalutazione degli stipendi e delle pensioni, anche quelle sopra 1400 euro, all’ inflazione reale».
Il Centro (ed. L’Aquila), 31/08/2012 05:42
Test per docenti Bonetta: sbagliato il sistema di esami PDF
c’ è anche un professore dell’ università d’ annunzio fra i membri di commissione messi online dal ministro concorsone in abruzzo mille precari al tar.
Il Codacons vuole difendere gli interessi dei precari della scuola. L’ associazione per la tutela dei consumatori sta preparando anche in Abruzzo un’ azione collettiva «contro l’ assurda esclusione dal prossimo concorsone del ministro Francesco Profumo (nelal foto) di giovani e docenti che hanno lavorato per anni ma non hanno potuto abilitarsi per colpa esclusiva del Miur, che per oltre un decennio non ha indetto né concorsi né abilitazioni». Con il ricorso il Codacons chiederà l’ annullamento del bando «limitatamente alla parte che non ha ammesso gli almeno 1000 docenti non abilitati nella regione Abruzzo al concorso e si chiederà dunque, in via urgente e immediata al Tar del Lazio, l’ ammissione con riserva dei ricorrenti alle prove concorsuali». PESCARA La bocciatura arriva da uno dei massimi esperti di alta formazione e sviluppo delle carriere dei docenti. Nel giorno in cui il ministro dell’ Istruzione, Francesco Profumo, ha diffuso sul web i nomi di coloro che hanno preparato le 419 domande sbagliate per i corsi di Tfa (Tirocinio formativo attivo), Gaetano Bonetta, preside della facoltà di Scienze della formazione dell’ università D’ Annunzio di Chieti e Pescara e professore di Pedagogia generale e sociale, parla di «modalità e criteri nettamente inadeguati» per la selezione degli educatori del terzo millennio e di “contraddizioni e macroscopici errori” nella formulazione dei test per conseguire l’ agognata abilitazione all’ insegnamento. Su 2.220 domande, suddivise in 37 differenti abilitazioni, una per ogni ambito d’ insegnamento, sono state certificate 419 domande con più di una risposta possibile e quindi non conformi al bando. Nella lista nera pubblicata sul sito internet del ministero, tra i responsabili del flop figura un solo abruzzese: si tratta di Pier Carlo Bontempelli, professore di Letteratura tedesca nella facoltà di Lingue e autore dei quiz per l’ ambito disciplinare dell’ insegnamento del tedesco nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Professor Bonetta, lei ha presieduto la conferenza nazionale dei direttori delle Scuole di specializzazione per l’ insegnamento secondario (Ssis) in occasione dell’ ultimo maxiconcorso del 1999/2000. E’ coretto ammettere che il ministero ha steccato la prima volta dei Tfa? «Assolutamente sì. Sono state adottate modalità di selezione inadeguate, nettamente deficitarie e non all’ altezza di un valido sistema d’ istruzione. Purtroppo non è con i concorsi che si risolvono i problemi della scuola italiana e oggi è stato dimostrato». Cosa pensa dei criteri che sono stati adottato per i corsi di Tfa? «In linea generale sono d’ accordo con l’ idea di verificare in anticipo il possesso dei requisiti base per l’ accesso all’ insegnamento. Mi piace l’ idea di prove scritte e orali per vagliare la cultura dei candidati. Il problema è che, oltre agli errori macroscopici, alle contraddizioni e alle incongruenze rilevate nelle domande del test, è mancata una maggiore attenzione alla cultura e alla realtà quotidiana». A cosa si riferisce? «Sono convinto che in questi casi l’ erudizione non sia sufficiente. Perché non è con la verifica della conoscenza del nome esatto di uno scrittore o di un educatore del 1.500 che si seleziona la validità della classe dei docenti di domani». Che cosa propone alle commissioni ministeriali? «Bisogna mettere a punto prove più aderenti alla realtà odierna. Quindi verificare se il candidato è in grado realmente di trasmettere i saperi e sviluppare la proprie competenze professionali. Bisogna accertare il possesso di una cultura che sia a trecentosessanta gradi e che non si basi esclusivamente sui libri di scuola». Ylenia Gifuni ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Centro, 31/08/2012 05:42
Test per docenti Bonetta: sbagliato il sistema di esami PDF
c’ è anche un professore dell’ università d’ annunzio fra i membri di commissione messi online dal ministro concorsone in abruzzo mille precari al tar.
Il Codacons vuole difendere gli interessi dei precari della scuola. L’ associazione per la tutela dei consumatori sta preparando anche in Abruzzo un’ azione collettiva «contro l’ assurda esclusione dal prossimo concorsone del ministro Francesco Profumo (nelal foto) di giovani e docenti che hanno lavorato per anni ma non hanno potuto abilitarsi per colpa esclusiva del Miur, che per oltre un decennio non ha indetto né concorsi né abilitazioni». Con il ricorso il Codacons chiederà l’ annullamento del bando «limitatamente alla parte che non ha ammesso gli almeno 1000 docenti non abilitati nella regione Abruzzo al concorso e si chiederà dunque, in via urgente e immediata al Tar del Lazio, l’ ammissione con riserva dei ricorrenti alle prove concorsuali». PESCARA La bocciatura arriva da uno dei massimi esperti di alta formazione e sviluppo delle carriere dei docenti. Nel giorno in cui il ministro dell’ Istruzione, Francesco Profumo, ha diffuso sul web i nomi di coloro che hanno preparato le 419 domande sbagliate per i corsi di Tfa (Tirocinio formativo attivo), Gaetano Bonetta, preside della facoltà di Scienze della formazione dell’ università D’ Annunzio di Chieti e Pescara e professore di Pedagogia generale e sociale, parla di «modalità e criteri nettamente inadeguati» per la selezione degli educatori del terzo millennio e di “contraddizioni e macroscopici errori” nella formulazione dei test per conseguire l’ agognata abilitazione all’ insegnamento. Su 2.220 domande, suddivise in 37 differenti abilitazioni, una per ogni ambito d’ insegnamento, sono state certificate 419 domande con più di una risposta possibile e quindi non conformi al bando. Nella lista nera pubblicata sul sito internet del ministero, tra i responsabili del flop figura un solo abruzzese: si tratta di Pier Carlo Bontempelli, professore di Letteratura tedesca nella facoltà di Lingue e autore dei quiz per l’ ambito disciplinare dell’ insegnamento del tedesco nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Professor Bonetta, lei ha presieduto la conferenza nazionale dei direttori delle Scuole di specializzazione per l’ insegnamento secondario (Ssis) in occasione dell’ ultimo maxiconcorso del 1999/2000. E’ coretto ammettere che il ministero ha steccato la prima volta dei Tfa? «Assolutamente sì. Sono state adottate modalità di selezione inadeguate, nettamente deficitarie e non all’ altezza di un valido sistema d’ istruzione. Purtroppo non è con i concorsi che si risolvono i problemi della scuola italiana e oggi è stato dimostrato». Cosa pensa dei criteri che sono stati adottato per i corsi di Tfa? «In linea generale sono d’ accordo con l’ idea di verificare in anticipo il possesso dei requisiti base per l’ accesso all’ insegnamento. Mi piace l’ idea di prove scritte e orali per vagliare la cultura dei candidati. Il problema è che, oltre agli errori macroscopici, alle contraddizioni e alle incongruenze rilevate nelle domande del test, è mancata una maggiore attenzione alla cultura e alla realtà quotidiana». A cosa si riferisce? «Sono convinto che in questi casi l’ erudizione non sia sufficiente. Perché non è con la verifica della conoscenza del nome esatto di uno scrittore o di un educatore del 1.500 che si seleziona la validità della classe dei docenti di domani». Che cosa propone alle commissioni ministeriali? «Bisogna mettere a punto prove più aderenti alla realtà odierna. Quindi verificare se il candidato è in grado realmente di trasmettere i saperi e sviluppare la proprie competenze professionali. Bisogna accertare il possesso di una cultura che sia a trecentosessanta gradi e che non si basi esclusivamente sui libri di scuola». Ylenia Gifuni ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Cittadino, 31/08/2012 05:37
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Salari fermi nello Stivale: a luglio sotto l’ inflazione PDF
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ROMA In Italia i salari fanno sempre più fatica a crescere, al contrario dei prezzi: a luglio secondo l’ Istat le retribuzioni contrattuali restano ferme rispetto a giugno e salgono solo dell’ 1,5% su base annua, mentre l’ inflazione, pur in rallentamento, segna un aumento tendenziale del 3,1%. La debolezza degli stipendi risente anche di un’ attività contrattuale in affanno, con quasi 4 milioni di lavoratori in attesa di rinnovo. Un esercito composto in gran parte da statali, circa 3 milioni di dipendenti.Insomma anche a luglio non si registrano novità positive per il mondo del lavoro sia sul fronte contratti che sul versante buste paga. Anche se il divario tra il carovita e il rialzo degli stipendi cede qualcosa, riducendosi di 0,2 punti percentuali, rimane comunque alto, con i prezzi che crescono a una velocità doppia rispetto ai salari. Stando ai calcoli del Codacons si tratta di una distanza che per una famiglia di tre persone comporta una perdita di potere d’ acquisto pari a 550 euro: per l’ associazione «una tassa invisibile che continua a dissanguare l’ Italia e gli italiani».D’ altra parte nel mese di luglio tra i contratti monitorati dall’ indagine dell’ Istat nessun rinnovo risulta certificato mentre sono scaduti due accordi (carta-cartone, cartotecnica e lavanderia industriale). Ecco che nel complesso, a fronte di 43 intese in vigore, 35 sono “vecchie”, di cui 16 relative alla pubblica amministrazione, dove i contratti sono bloccati per legge. Quindi per gli statali le retribuzioni sono a crescita zero, ma a luglio si ritrovano con stipendi congelati su base annua anche i lavoratori dell’ agricoltura e delle telecomunicazioni. Invece va meglio a chi è impiegato nei settori dell’ energia elettrica-gas (+2,9%), del tessile-abbigliamento (+ 2,8%), del legno-carta, della chimica e dell’ acqua-smaltimento rifiuti (+2,7% per tutti e tre i comparti). Tuttavia anche nel privato l’ aumento delle retribuzioni contrattuali, nella media pari al 2%, si posiziona ben al di sotto dell’ inflazione. Soprattutto a luglio si allunga di tanto l’ attesa per chi ha un contratto da aggiornare, passa a 31,6 mesi dai 19,4 di un anno prima, e nel privato va ancora peggio: in media ci sono da aspettare 33,9 mesi. Tempi molto ampi che non rassicurano. Nei prossimi mesi la posta in gioco è alta e secondo le proiezioni dell’ Istituto di statistica in assenza di rinnovi il tasso di crescita delle retribuzioni da gennaio 2013 subirebbe una drastica riduzione attestandosi allo 0,8%, praticamente quasi dimezzato a confronto con luglio. (Ansa)
Il Giornale, 31/08/2012 05:34
la giornata i tassi scendono, ma moody’ s ci condanna lo stesso rodolfo parietti milano 0,5% da +0,5%). rating sul tavolo ci sono altri due dossier troika.
-1,09% PDF
Bene l’ asta del Tesoro: collocati Btp per 6,5 miliardi di euro Non solo segnali negativi dai mercati, eppure l’ agenzia di rating lancia un nuovo allarme: il Pil giù del 2%, Italia in recessione anche nel 2013 Consoliamoci, se può bastare, con il raffreddamento dei rendimenti dei Btp. Scendono i tassi dei titoli a cinque anni al minimo da marzo ( al 4,73% dal 5,29% di luglio), cadono al più basso livello da aprile quelli dei decennali (al 5,82% dal 5,96% dell’ emissione precedente). Va bene così, visto che alla vigilia l’ asta del Tesoro era considerata un appuntamento da dita incrociate. Si respira, invece. Un problema in meno, tra i tanti dell’ Italia. Su tutti, debito a parte, quello di un Paese che non cresce,impoverito da tasse,balzelli,rincari tariffari e da stipendi (appena un +1,5% in un anno)incapaci di tenere il passo dell’ inflazione. Al punto da tradursi per una famiglia di tre persone in una perdita di potere d’ acquisto di 550 euro (il calcolo è del Codacons).Nodi che Moody’ s ci sbattein faccia, condannandoci alla recessione non solo quest’ anno (-2% il Pil, contro il -1% stimato in aprile), ma anche il prossimo (- È crisi un po’ ovunque,ci ricorda l’ agenzia di Usa. Ma le sfumature di nero ci sono, eccome. L’ euro zona, con la sua crisi del debito sovrano e una recessione che si va estendendo a macchia d’ olio,è la sorvegliata speciale, l’ area che «minaccia la ripresa globale». Anche se poi ci sono altri corresponsabili nel peggioramento dell’ outlook : a cominciare dal brusco rallentamento della crescita in Cina, India e Brasile; dallo choc dei prezzi petroliferi; e, infine, la possibilità nel 2013 di una stretta fiscale severa e improvvisa negli Usa. Certo è che, almeno per quanto riguarda l’ Italia, la fine del tunnel non sembra poi così vicina come, con un eccesso di ottimismo, voleva far credere Mario Monti la scorsa settimana. Con i chiari di luna prospettati da Moody’ s, è invece già un successo chiudere l’ asta dei Btp senza soffrire non solo sul versante dei rendimenti, ma anche dal fronte della domanda: i Btp decennali hanno raccolto richieste per 5,6 miliardi (4 miliardi l’ offerta), le adesioni per i quinquennali hanno toccato quota 3,6 miliardi ( offerti 2,5 miliardi). Il buon esito del collocamento è legato alle attese di un intervento da parte della Bce, ma nulla appare scontato prima della riunione di giovedì prossimo. Pochi giorni ancora, e poi andrà forse in scena lo scontro finale tra Mario Draghi, con la maggioranza del board che lo sostiene nell’ iniziativa anti spread (gradita anche al presidente francese, François Hollande) e i falchi della Bundesbank. Oltre agli interrogativi su quale strada prenderà l’ Eurotower, che scottano. Il primo riguarda la Grecia. Ieri il Fondo monetario internazionale ha dichiarato che «continua a sostenere» Atene, dove gli esperti della Ue-Bce-Fmi si recheranno la prossima settimana per valutare i progressi del piano di risanamento dei conti. Il premier ellenico, Antonis Samaras, ha definito «inevitabili» i nuovi risparmi «dolorosi»per 11,5 miliardi chiesti dall’ Ue e dal Fmi, un passo necessario per evitare un ritorno alla dracma e per ottenere dai partner europei un po’ di respiro nel processo di risanamento. Con questo scopo, martedì prossimo il ministro delle Finanze greco, Yannis Stournaras, volerà a Berlino per incontrare il collega tedesco Wolfgang Schaeuble. L’ altro dossier riguarda la Spagna. Il Fondo monetario ha spiegato di non aver ricevuto alcun Sos da Madrid, ma è bastata la richiesta di maggiori aiuti della regione di Valencia per mettere ieri di malumore le Borse (- 1% Milano) e far risalire gli spread, con il differenziale Btp-Bund a 447 punti e quello dei Bonos a quota 527. Così, in ribasso, ha chiuso il Ftse Mib ieri piazza Affari. Andamento negativo per tutte leBorse europee 446 È lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi, con un rendimentodel5,76%. Beneinvece è andata l’ asta Btp.
Avvenire, 31/08/2012 05:32
I salari crescono la metà dell’ inflazione E il blocco contratti li mette a rischio PDF
I salari crescono la metà dell’ inflazione E il blocco contratti li mette a rischio DA ROMA I n Italia i salari fanno sempre più fatica a crescere, al contrario dei prezzi: a luglio, secondo l’ Istat, le retribuzioni contrattuali sono rimaste ferme rispetto a giugno, in aumento solo dell’ 1,5% su base annua, mentre l’ inflazione (pur in rallentamento) sta crescendo del 3,1% annuo. La debolezza degli stipendi risente anche di un’ attività contrattuale in affanno: sono quasi 4 milioni i lavoratori in attesa di rinnovo. Un esercito composto in gran parte dagli statali (circa 3 milioni di dipendenti). Anche a luglio, insomma, non si registrano novità positive per il mondo del lavoro, sia sul fronte dei contratti che sul versante del- le ‘buste-paga’. Anche se il divario tra il carovita e il rialzo degli stipendi cede qualcosa (si è ridotto di 0,2 punti percentuali rispetto a giugno), rimane comunque alto, con i prezzi che crescono a una velocità doppia rispetto ai salari. Stando ai calcoli del Codacons, si tratta di una distanza che per una famiglia di tre persone comporta una perdita di potere d’ acquisto pari a 550 euro: per l’ associazione è «una tassa invisibile che continua a dissanguare l’ Italia e gli italiani ». D’ altra parte nel mese di luglio, tra i contratti monitorati dall’ indagine dell’ Istat, nessun rinnovo risulta già certificato, mentre sono scaduti due accordi (cartotecnica e lavanderia industriale). Ecco che nel complesso, a fronte di 43 intese in vigore, 35 sono ‘vecchie’, di cui 16 relative alla pubblica amministrazione dove i contratti sono bloccati per legge. Quindi per gli statali le retribuzioni sono ormai a crescita zero, ma a luglio si ritrovano con stipendi congelati su base annua anche i lavoratori dell’ agricoltura e delle telecomunicazioni. Invece va meglio a chi è impiegato nei settori dell’ energia elettrica- gas (+2,9%), del tessile-abbigliamento (+2,8%), del legno-carta, della chimica e dell’ acqua-smaltimento rifiuti (+2,7% per tutti e tre i comparti). Tuttavia, anche nel privato l’ aumento delle retribuzioni contrattuali, nella media pari al 2%, si posiziona ben al di sotto dell’ inflazione. Soprattutto ad allungarsi – e di tanto – è l’ attesa per chi ha un contratto da aggiornare: a luglio si è passati a 31,6 mesi dai 19,4 di un anno prima. E nel privato va ancora peggio: in media ci sono da aspettare 33,9 mesi. Tempi molto ampi, che non rassicurano. Nei prossimi mesi la posta in gioco è alta e secondo le proiezioni dell’ istituto di statistica, in assenza di rinnovi il tasso di crescita delle retribuzioni da gennaio 2013 subirebbe una drastica riduzione, attestandosi allo 0,8%, praticamente quasi dimezzato a confronto con lo scorso luglio. Le prospettive sono deludenti anche per gli imprenditori: ad agosto il clima di fiducia delle aziende torna in calo; in particolare nel settore del commercio al dettaglio scende al minimo dall’ inizio delle serie storiche, ovvero dal gennaio 2003. i dati Istat A luglio le retribuzioni cresciute dell’ 1,5% annuo Sale l’ attesa per i rinnovi contrattuali: più di 31 mesi.
L’Unità, 31/08/2012 05:30
Scuola,controilcarolibri crescelamobilitazione PDF
? secondo federconsumatori la stangata per le famiglie sarà di 507 euro a figlio … l’ unione degli studenti ha organizzato mercatini in tutta italia per ottenere libri a basso costo.
Costa mandare i figli a scuola. Ogni anno di più. Le famiglie italiane, già piegate dalla crisi, si trovano ad affrontare in queste settimane una spesa obbligata che, però, è un salasso. Alla seconda rata dell’ Imu, al rincaro della benzina e delle utenze si aggiunge il rincaro dei libri di testo. Edizioni sempre più innovative ma sempre più costose e con le scuole che non si attengono al tetto di spesa previsto per legge. Il Ministro Gelmini aveva provato nel 2009 a garantire il blocco delle edizioni e ad incentivare l’ usato. Esperimento totalmente fallito. La Federconsumatori ha calcolato che in una spesa già molto alta di corredo per la scuola, quello che incide di più è l’ aumento dei testi. Quest’ anno mediamente per i libri più 2 dizionari si spenderanno 507 euro per ogni ragazzo, il +5% rispetto allo scorso anno. Un spesa che si moltiplica quando i figli sono più d’ uno. L’ istruzione diventa così un calvario per le famiglie, specie quelle a reddito fisso, che non possono recuperare la spesa con l’ adeguamento del salario. Nel dettaglio chi ha ragazzi alle medie avrà costi intorno ai 452 euro (il +4% rispetto al 2011), a cui si aggiungono le spese per gli strumenti (dai quaderni ai diari ai borsellini) per un totale di 940 euro. Cifre più alte per i licei dove i genitori spenderanno almeno 745 euro per i libri e aggiungendo il resto, indispensabile, sfioreranno le 1300 euro. «È una spesa che incide notevolmente sui bilanci delle famiglie, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale», commenta la Federconsumatori che chiede «al Ministero e agli Enti Locali di potenziare le agevolazioni per l’ acquisto dei libri destinate alle famiglie meno abbienti. Inoltre è opportuno che il Ministero avvii severi controlli sullo sforamento dei tetti di spesa». Stessa preoccupazione per il Codacons che ha calcolato un aumento di 80 euro in più per famiglia, solo per i libri. E secondo l’ associazione dei consumatori è l’ innovazione quella che le famiglie italiane starebbero pagando. Da quest’ anno gli istituti devono, in base ai decreti n. 42 e 43 dell’ 11 maggio 2012, obbligatoriamente adottare «esclusivamente libri di testo in formato misto ovvero interamente scaricabili da Internet». Tutti speravano in un abbattimento dei costi (on line un dizionario può costare anche 8 euro). Al contrario le scuole sono state costrette a cambiare tutti i testi e di conseguenza le case editrici hanno ritirato le edizioni in commercio in favore di altre, multimediali, come da requisiti richiesti. Questo si traduce nel fatto che i libri del fratello maggiore non possono essere più utilizzati da quello minore e rende difficile il lavoro anche alle associazioni e ai privati che scambiano e vendono libri usati. Per questa ragione il Codacons ha deciso di impugnare i due decreti al Tar. A ciò si aggiunge l’ abitudine consolidata dei professori di sforare il tetto ogni anno (ben oltre il 10% consentito) e l’ adozione di libri facoltativi però “imposti”. Contro il caro libri però i cittadini si mobilitano. A partire da Treviso dove un comitato formato dai genitori di 8 scuole riuniti ha siglato un accordo con una libreria per avere degli sconti. All’ Unione degli studenti (il sindacato studentesco di sinistra) che ha organizzato in tutto il Paese mercati di libri usati e in alcune regioni ha prodotto anche un diario a basso costo. « Nelle nostre sedi gli studenti possono vendere e comprare i propri libri al 50% del prezzo di copertina – dice Danilo Lampis, responsabile nazionale Diritto allo Studio dell’ UdS – in un periodo di crisi come questo è impensabile che il ministero abbia alzato del 10% i già deboli tetti di spesa per i libri. Gli annunci di quest’ inverno sulla digitalizzazione dei libri di testo si sono rivelati inutili, visto che non sono state fornite agli studenti gli e-book per utilizzare libri totalmente digitalizzati, e i “libri digitali misti” sono libri cartacei a tutti gli effetti, con in allegato anche un semplice link o un Cd-Rom. Questo ha provocato una stangata per il mercato del libro usato e l’ ennesima speculazione delle case editrici».
Giornale di Brescia, 31/08/2012 05:01
Gli stipendi restano fermi 4 milioni attendono il rinnovo del contratto PDF
istat : in luglio le retribuzioni non crescono per l’ aggiornamento contrattuale servono 31 mesi.
ROMA In Italia i salari fanno sempre più fatica a crescere, al contrario dei prezzi: a luglio, secondo l’ Istat, le retribuzioni contrattuali restano ferme rispetto a giugno e salgono solo dell’ 1,5% su base annua, mentre l’ inflazione, pur in rallentamento, segna un aumento tendenziale del 3,1 %. La debolezza degl i stipendi risenteanche di un’ attivitàcontrattuale in affanno, con quasi 4 milioni di lavoratori in attesa di rinnovo. Un esercito composto in gra n parte da statali, circa 3 milioni di dipendenti. Insomma anche a luglio non si registrano novità positive per il mondo del lavoro sia sul fronte contratti che sul versante buste paga. Anche se il divario tra il carovita e il rialzo degli stipendi cede qualcosa, riducendosi di 0,2 punti percentuali, rimane comunque alto,con iprezzi che crescono aunavelocità doppia rispetto ai salari. Stando ai calcoli del Codacons si tratta di una distanza che per una famiglia di tre persone comporta una perdita di potere d’ acquisto pari a 550 euro: per l’ associazione «una tassa invisibile che continua a dissanguare l’ Italia e gli italiani ». D’ altra parte, nel mese di luglio, tra i contratti monitorati dall’ indagine dell’ Istat nessun rinnovo risulta certificato mentre sono scaduti due accordi (carta – cartone, cartotecnica e lavanderia industriale). Ecco che, nel complesso, afronte di 43 intese in vigore, 35 sono «vecchie», di cui 16 relative alla pubblica amministrazione, dove icontratti sono bloccati per legge. Quindi per gli statali le retribuzioni sono a crescita zero, ma a luglio si ritrovano con stipendi congelati su base annua anche i lavoratori dell’ agricoltura edelle telecomunicazioni. Invece va meglio a chi è impiegato nei settori dell’ energia elettrica -gas ( +2,9 %), del tessile- abbigliamento (+ 2,8 %), del legno -carta, della chimica e dell’ acqua -smaltimento rifiuti ( +2,7 % per tutti e tre i comparti) . Tuttavia, anche nel privato l’ aumento delle retribuzioni contrattuali, nella media pari al2 %, si posizionaben al disotto dell’ inflazione. Soprattutto a luglio si allunga e di parecchio l’ attesa per chi ha un contratto da aggiornare, attesa che passa a 31,6 mesi dai 19,4 di un anno prima, e nel privato va ancora peggio: inmedia i mesi d’ attesa sono 33,9. Tempi molto ampi che non rassicurano. Nei prossimi mesi la posta in gioco èalta esecondo le proiezioni dell’ Istituto di statistica in assenza di rinnovi il tasso di crescita delle retribuzioni da gennaio 2013 subirebbe una drastica riduzione attestandosi allo 0,8 %, praticamente quasi dimezzato a confronto con luglio. Inoltre, fa sapere sempre l’ Istat, le prospettive sono deludentianche per gli imprenditori: ad agosto il clima di fiducia delle aziende torna in calo, in particolare nel settoredel commercio al dettaglio scende al minimo dall’ inizio delle serie storiche, ovvero dal gennaio 2003.
La Nazione, 31/08/2012 04:03
I prof precari marciano su Roma «Il concorsone ci toglie il posto» I docenti in graduatoria: insegniamo da anni e non abbiamo garanzie PDF
ROMA «SIT-IN davanti al ministero dell’ Istruzione martedì prossimo per protestare contro il concorso voluto dal ministro Francesco Profumo, cui il governo ha dato via libera». Lo annuncia il coordinamento dei precari della scuola dopo giorni di mobilitazione febbrile sul web contro le modalità abbozzate della prima prova attitudinale da 13 anni, destinata alla copertura di quasi 12mila cattedre vacanti. E il 4 settembre non è una data scelta a caso: quello stesso giorno, infatti, i sindacati del comparto scolastico incontreranno Profumo per parlare proprio delle novità sui criteri di reclutamento degli insegnanti. I precari (poco più di 182mila, secondo i dati ministeriali) portano ancora una volta la protesta sotto le finestre del palazzo di viale Trastevere, vogliono «ribadire che nessuna decisione può prescindere dalla posizione di chi nella scuola ci lavora da anni avendo già superato prove concorsuali; e intendono portare avanti la mobilitazione fino a quando le loro richieste non saranno ascoltate». SULLA STESSA SCIA, ma con l’ ottica della tutela dei fondamentali diritti di cittadinanza, si colloca il Codacons che chiederà l’ annullamento del bando, limitatamente alla parte in cui non ammette al concorso anche i non abilitati e chiederà quindi in via urgente al Tar del Lazio l’ ammissione con riserva dei ricorrenti alle prove concorsuali. E sempre il Codacons fa sapere che, sul fronte più vasto dei precari da anni non immessi in ruolo, «migliaia di ricorrenti incassano pronunce favorevoli dei Tribunali italiani per il risarcimento dei danni». IN QUESTO CLIMA, diventa un caso politico l’ annullamento deciso dal Consiglio di Stato del concorso per dirigenti scolastici delle scuole lombarde. E’ lo stesso Governatore Roberto Formigoni, su Twitter, a commentare la sentenza con parole che suonano come pietre sui vetri: «Disastro concorsi scolastici gestiti dal Ministero: domande sbagliate, buste trasparenti, concorsi annullati. Nessuna pietà per i responsabili!». Poi, aggiungendo due post, Formigoni incalza: «Annullato concorso presidi: beffa per i concorrenti, danno gravissimo alla Lombardia. Pessima prova della burocrazia ministeriale romana ha portato a ingovernabilità scuola lombarda. Governo deleghi subito poteri alla Regione». b. rug.
Il Resto del Carlino, 31/08/2012 04:03
I prof precari marciano su Roma «Il concorsone ci toglie il posto» I docenti in graduatoria: insegniamo da anni e non abbiamo garanzie PDF
ROMA «SIT-IN davanti al ministero dell’ Istruzione martedì prossimo per protestare contro il concorso voluto dal ministro Francesco Profumo, cui il governo ha dato via libera». Lo annuncia il coordinamento dei precari della scuola dopo giorni di mobilitazione febbrile sul web contro le modalità abbozzate della prima prova attitudinale da 13 anni, destinata alla copertura di quasi 12mila cattedre vacanti. E il 4 settembre non è una data scelta a caso: quello stesso giorno, infatti, i sindacati del comparto scolastico incontreranno Profumo per parlare proprio delle novità sui criteri di reclutamento degli insegnanti. I precari (poco più di 182mila, secondo i dati ministeriali) portano ancora una volta la protesta sotto le finestre del palazzo di viale Trastevere, vogliono «ribadire che nessuna decisione può prescindere dalla posizione di chi nella scuola ci lavora da anni avendo già superato prove concorsuali; e intendono portare avanti la mobilitazione fino a quando le loro richieste non saranno ascoltate». SULLA STESSA SCIA, ma con l’ ottica della tutela dei fondamentali diritti di cittadinanza, si colloca il Codacons che chiederà l’ annullamento del bando, limitatamente alla parte in cui non ammette al concorso anche i non abilitati e chiederà quindi in via urgente al Tar del Lazio l’ ammissione con riserva dei ricorrenti alle prove concorsuali. E sempre il Codacons fa sapere che, sul fronte più vasto dei precari da anni non immessi in ruolo, «migliaia di ricorrenti incassano pronunce favorevoli dei Tribunali italiani per il risarcimento dei danni». IN QUESTO CLIMA, diventa un caso politico l’ annullamento deciso dal Consiglio di Stato del concorso per dirigenti scolastici delle scuole lombarde. E’ lo stesso Governatore Roberto Formigoni, su Twitter, a commentare la sentenza con parole che suonano come pietre sui vetri: «Disastro concorsi scolastici gestiti dal Ministero: domande sbagliate, buste trasparenti, concorsi annullati. Nessuna pietà per i responsabili!». Poi, aggiungendo due post, Formigoni incalza: «Annullato concorso presidi: beffa per i concorrenti, danno gravissimo alla Lombardia. Pessima prova della burocrazia ministeriale romana ha portato a ingovernabilità scuola lombarda. Governo deleghi subito poteri alla Regione». b. rug.
Il Giorno, 31/08/2012 04:03
I prof precari marciano su Roma «Il concorsone ci toglie il posto» I docenti in graduatoria: insegniamo da anni e non abbiamo garanzie PDF
ROMA «SIT-IN davanti al ministero dell’ Istruzione martedì prossimo per protestare contro il concorso voluto dal ministro Francesco Profumo, cui il governo ha dato via libera». Lo annuncia il coordinamento dei precari della scuola dopo giorni di mobilitazione febbrile sul web contro le modalità abbozzate della prima prova attitudinale da 13 anni, destinata alla copertura di quasi 12mila cattedre vacanti. E il 4 settembre non è una data scelta a caso: quello stesso giorno, infatti, i sindacati del comparto scolastico incontreranno Profumo per parlare proprio delle novità sui criteri di reclutamento degli insegnanti. I precari (poco più di 182mila, secondo i dati ministeriali) portano ancora una volta la protesta sotto le finestre del palazzo di viale Trastevere, vogliono «ribadire che nessuna decisione può prescindere dalla posizione di chi nella scuola ci lavora da anni avendo già superato prove concorsuali; e intendono portare avanti la mobilitazione fino a quando le loro richieste non saranno ascoltate». SULLA STESSA SCIA, ma con l’ ottica della tutela dei fondamentali diritti di cittadinanza, si colloca il Codacons che chiederà l’ annullamento del bando, limitatamente alla parte in cui non ammette al concorso anche i non abilitati e chiederà quindi in via urgente al Tar del Lazio l’ ammissione con riserva dei ricorrenti alle prove concorsuali. E sempre il Codacons fa sapere che, sul fronte più vasto dei precari da anni non immessi in ruolo, «migliaia di ricorrenti incassano pronunce favorevoli dei Tribunali italiani per il risarcimento dei danni». IN QUESTO CLIMA, diventa un caso politico l’ annullamento deciso dal Consiglio di Stato del concorso per dirigenti scolastici delle scuole lombarde. E’ lo stesso Governatore Roberto Formigoni, su Twitter, a commentare la sentenza con parole che suonano come pietre sui vetri: «Disastro concorsi scolastici gestiti dal Ministero: domande sbagliate, buste trasparenti, concorsi annullati. Nessuna pietà per i responsabili!». Poi, aggiungendo due post, Formigoni incalza: «Annullato concorso presidi: beffa per i concorrenti, danno gravissimo alla Lombardia. Pessima prova della burocrazia ministeriale romana ha portato a ingovernabilità scuola lombarda. Governo deleghi subito poteri alla Regione». b. rug.
Agrigento Oggi, 31/08/2012 00:39
Codacons e Unione Consumatori Sicilia : “prezzo carburanti contro l’ economia” Web
Codacons e Unione Nazionale Consumatori della Regione Sicilia si sono incontrati d’ urgenza per valutare le piu’ opportune iniziative da intraprendere contro gli aumenti dei carburanti alla pompa oramai fuori controllo in Sicilia. Se le industrie, i gestori, il governo nazionale e regionale pensano che i cittadini, le famiglie, gli utenti e i consumatori siciliani si siano abituati senza colpo ferire alla crisi, si sbagliano certamente,affermano il Presidente del Codacons Sicilia Giovanni Petrone e Manlio Cardella, Presidente Unione Nazionale Consumatori Sicilia. Il livello di guardia e’ stato superato aggravando l’ economia delle famiglie. Entrare in un’ area di servizio e fare un pieno di benzina o gasolio a 2 euro ed oltre al litro causera’ nelle prossime settimane l’ aumento indiscriminato dei prezzi dei beni di prima necessita e di tanti altri settori merceologici, lo sara anche per l’ energia elettrica, per il metano per usi civili ed industriali, per i trasporti e i servizi pubblici A seguito di cio’ i consumatori siciliani si chiedono quali sono le vere ragioni del mancato funzionamento del CRCU – Consiglio Regionale dei Consumatori ed Utenti. A questo proposito Petrone e Cardella ritengono che il Governo Regionale dovra’ fornire chiarimenti circa la perdurante impossibilita’ di riunire il CRCU -Consiglio Regionale dei Consumatori e degli Utenti che impedisce qualsiasi azione di tutela, garantita dalla legge, verso i Consumatori siciliani di fronte all’ aumento indiscriminato di prezzi e tariffe, del caro vita fuori controllo, della impossibilita di accesso al credito… – il CRCU, continuano Petrone e Cardella, deve potersi riunire con urgenza per elaborare proposte da sottoporre al Governo della Regione in materia di prezzi sui carburanti. Tale richiesta, che da voce a milioni di siciliani sul tema, nasce dal fatto che la Sicilia raffina e distribuisce il 42 per cento del totale di greggio lavorato in Italia e consuma 2.258.000 tonnellate di carburanti ben il 15 per cento di ciò che raffina. La nostra Regione vede attive ben cinque raffinerie, tre in provincia di Siracusa (Augusta, Melilli e Priolo), una in provincia di Messina (Milazzo) e una in provincia di Caltanissetta (Gela). Da non sottovalutare la portata dei costi di questa lavorazione sull’ ambiente con pesanti ripercussioni sulla salute dei siciliani che vivono nei comuni a prevalente industria petrolifera. Pertanto è arrivato il momento affinché il CRCU discuta ed elabori una serie di proposte riguardanti l’ abbattimento della quota di accise sui carburanti abbassando il prezzo alla pompa sui prodotti immessi sul mercato in Sicilia. Ciò al fine di garantire così un prezzo più basso, che consentirebbe ai consumatori, alle famiglie, agli operatori economici di combattere il dilagante carovita, causa della recessione che ha colpito anche la nostra regione. Inoltre concludono Petrone e Cardella, proporremo di istituire un’ Autority ed un Osservatorio Regionale per il monitoraggio dei prezzi e delle tariffe . L’ adozione di urgenti provvedimenti in materia di controllo dei prezzi delle tariffe di acqua e rifiuti. L’ aumento ingiustificato delle tariffe colpisce il reddito delle famiglie, dei consumatori e degli utenti e delle piccole e medie imprese. Proporremo la istituzione del Paniere Istat regionale per rappresentare l’ economia, la produzione ed i consumi delle famiglie siciliane. E’ indicativo inoltre il fatto che nessuno di questi argomenti di pesante e grave attualita’ come lo e’ il costo alle stelle dei carburanti faccia parte delle dichiarazioni programmatoche e politiche dei partiti e dei candidati alla Presidenza della Regione Sicilia. Codacons e Unione Nazionale Consumatori Sicilia in assenza di immediati provvedimenti si riservano clamorose iniziative che coinvolgeranno i cittadini ed utenti don dalle prossime settimane.
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Tags: Inflazione, Istat, Prezzi, retribuzioni, salari, Stipendi
