30 Dicembre 2017

Rassegna stampa del 30 dicembre 2017

gazzettadireggio.it, 30/12/2017 21:11
Bollette, nel 2018 aumenti fino a mille euro: ecco come difendersi
codacons ha calcolato quanto incidono sui bilanci familiari gli aumenti previsti di energia elettrica e gas. saliranno carburanti, autostrade, beni di consumo e servizi. ma esistono dei rimedi per i nostri portafogli
ROMA. Un salasso da quasi mille euro. Il 2018 rischia di trasformarsi in un anno nero per il portafoglio degli italiani. La crisi appare ormai alle spalle e la leggera ripresa dell’ inflazione rischia di spingere in alto prezzi e tariffe. Due giorni fa l’ Autorità dell’ Energia ha calcolato un aumento del 5,3% delle bollette della luce, mentre quelle del gas faranno un balzo in avanti del 5%. Ma quei 59 euro in più di spesa complessiva annua sulle bollette promettono di essere solo l’ assaggio di una vera e propria stangata ad ampio raggio che si consumerà nei prossimi 12 mesi. Il Codacons ha infatti messo insieme una serie di voci che producono un effetto indigesto sui bilanci familiari: 942 euro di aumenti. In testa le spese per l’ automobile. In cima alla lista l’ acquisto di beni alimentari che risentiranno dei rincari dei carburanti e anche delle tariffe autostradali (in crescita media del 2,74% dal 2018). Si stima un aumento variabile tra i 163 e i 179 euro a seconda dei diversi calcoli. Forte è anche la spesa sul settore dei trasporti. Federconsumatori calcola 191 euro in più, ai quali si aggiungono, appunto, i circa 40 euro di aumenti autostradali. Vale, a questo proposito, ricordare le tratte maggiormente interessate dai rincari con il rialzo record per i 31 chilometri della concessionaria Rav, Aosta Ovest-Morgex: +52%. E tra gli aumenti più significativi anche il +13,91% per Milano Serravalle-Milano Tangenziali ed il +8,34% della Torino-Milano. Il Codacons spacchetta invece il capitolo trasporti in tre voci. Vede 75 euro in più per gli abbonamenti di treni e bus, 41 euro per le tariffe autostradali e 157 euro per l’ aumento dei carburanti. Federconsumatori considera anche 18 euro di maggiori costi per l’ assicurazione dell’ auto. Ma poi ci sono le spese della casa, per le bollette di luce e gas (tra gli 89 e i 93 euro a seconda dei calcoli: più di quanto ipotizza l’ Autorità dell’ Energia) e quelle per i rifiuti e l’ acqua, che tutte le associazioni stimano attorno ai 58-59 euro. Costeranno di più anche i prodotti per la casa (60 euro per Federconsumatori). Il nodo dei ticket sanitari. A rincarare saranno anche servizi importanti, come quelli sanitari o di istruzione. Il Codacons stima 36 euro in più per la sanità e 37 per l’ istruzione, la Federconsumatori 97 euro per libri e mensa scolastica e 41 euro per i ticket sanitari. Questi ultimi, in particolare, sarebbero dovuti calare ma il governo, dopo aver accarezzato l’ ipotesi di un taglio in legge di Bilancio, ha rinunciato. Occorre inoltre aggiungere i 134 euro di maggiori esborsi per le fatture di professionisti e artigiani e 27,6 euro di costi bancari. I rimedi: le armi difendersi. Insomma spesa che fai aumento che trovi: il 2018 si preannuncia così un anno più che rovente per i bilanci familiari. In realtà le famiglie hanno qualche arma in mano per ridurre l’ impatto degli aumenti. Almeno a livello di tariffe di luce e gas. Da due anni il “bonus gas ed energia elettrica” permette ai nuclei a basso reddito di ottenere una riduzione delle bollette dei consumi energetici. I bonus consentono una riduzione fino al 30% (rispetto ai consumi annui), per redditi da 8.107, 5 euro con una soglia massima di 20mila euro per le famiglie con almeno 4 figli a carico. Tra l’ altro i bonus sono ancora poco utilizzati dalle famiglie: nel 2016 su 2 milioni di aventi diritto ne ha usufruito solo il 34% per l’ elettricità e il 27% per il gas. E di questi solo il 30% ha rinnovato la richiesta nel corso del 2017. Tra le tecniche difensive, oltre a limitare al massimo l’ uso del condizionatore, che ha consumi molto robusti, è buona norma concentrare l’ utilizzo elettrico la sera e nei giorni festivi quando si paga meno e installare in casa materiali ad isolamento termico per favorire la riduzione dei consumi. Infine, mai dimenticare di staccare luci, spie e carica batteria dalla corrente quando non si usano e utilizzare lampadine a led. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
michele di branco

Msn, 30/12/2017 19:29
Luce e gas, rincari in bolletta del 5%. Ogni famiglia spenderà 59 euro in più
Luce e gas, rincari in bolletta del 5%. Ogni famiglia spenderà 59 euro in piùBotti incriminati, c’ è anche “Kim”© A provocare gli aumenti la ripresa dei consumi, gli stop delle nucleari francesi, alcune limitazioni… A provocare gli aumenti la ripresa dei consumi, gli stop delle nucleari francesi, alcune limitazioni sulla reteQualche giorno fa l’ Adusbef aveva lanciato l’ allarme sulla stangata in arrivo per i consumatori italiani nel 2018 e adesso le previsioni cominciano a confermarsi, anzi la realtà è peggiore della fantasia. Più nello specifico, sulle bollette di luce e gas Nomisma Energia aveva fatto una previsione di +5% per il metano e +3,5% per l’ elettricità, con il dubbio di aver esagerato, e invece adesso l’ Autorità di settore comunica che dal 1° gennaio e per tutto il trimestre fino al 31 marzo i rincari dei prezzi di tutela saranno rispettivamente del 5% e del 5,3%.Se tutti i comparti (tariffe e beni di consumo) da cui si aspettano cattive sorprese daranno dei responsi pesanti, il conto complessivo per le famiglie sarà ben superiore ai 952 euro di ulteriori spese per famiglia media che calcolava l’ Adusbef.LEGGI ANCHE – Autostrade, pedaggi più cari: fino al 53% di aumento (N. Lillo)I criteri del GaranteL’ Autorità della luce e del gas non ha colpa per gli aumenti: decide in modo quasi automatico, basandosi sull’ andamento dei prezzi del petrolio e del gas, con limitati poteri discrezionali. Nel dettaglio, per l’ elettricità la spesa (al lordo tasse) per la famiglia-tipo nell’ anno «scorrevole» (cioè compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018) sarà di circa 535 euro, con una variazione +7,5% rispetto ai 12 mesi corrispondenti dell’ anno precedente (1° aprile 2016-31 marzo 2017) e questo comporterà un rincaro di circa 37 euro all’ anno. Nello stesso periodo la spesa della famiglia-tipo per la bolletta del metano sarà di circa 1044 euro, con una variazione +2,1% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’ anno precedente, corrispondente a un aumento di circa 22 euro all’ anno. La somma quindi tra gas e luce sarà di 59 euro.Comunque sia l’ entità sia l’ automaticità degli aumenti vengono contestate dalle associazioni. Per esempio l’ Unione Nazionale Consumatori calcola che la famiglia-tipo dovrà pagare per gli aumenti annunciati più di quanto dice l’ Autorità: 28 euro di rincaro per la luce e 51 euro per il gas.Secondo il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, «gli aumenti delle tariffe sono del tutto sproporzionati e avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso».La ripresa dei consumiA determinare gli aumenti sono per l’ elettricità una serie di fattori concomitanti: la ripresa dei consumi, l’ indisponibilità prolungata di alcuni impianti nucleari francesi, alcune limitazioni nei transiti di elettricità sulla rete italiana, e la minore disponibilità di generazione idroelettrica nazionale dovuta alla scarsa piovosità. Sul fronte gas, invece, l’ aumento è determinato dalle dinamiche della stagione invernale, con consumi e quotazioni in aumento a livello europeo, che – in un mercato unico – implicano la crescita dei prezzi anche nel mercato all’ ingrosso italiano.

Yahoo Notizie, 30/12/2017 16:17
Non solo bollette e autostrade: nel 2018 stangata da 942 a famiglia
Non solo bollette e autostrade: nel 2018 stangata da 942 a famigliaNon solo bollette e autostrade: nel 2018 stangata da 942 a famigliaAltro”Nel corso del 2018 gli italiani dovranno mettere in conto una “stangata” pari a circa 942 euro a famiglia”. Lo segnala il Codacons, che ha elaborato il consueto studio ufficiale sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe.Il nuovo anno si aprirà non solo con i rincari di luce e gas già varati dall’ Autorità per l’ energia, e che proseguiranno nel corso del 2018 portando ad una maggiore spesa energetica pari a +89 euro a famiglia, ma anche con l’ introduzione a partire dall’ 1 gennaio dei sacchetti della spesa a pagamento nei supermercati, e con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal Governo che avranno un effetto diretto per gli utenti pari a +41 euro a nucleo familiare.Ma, spiega Codacons,aumenti di prezzi e tariffe investiranno tutti i settori: costerà di più fare la spesa (+179 euro) eanche mangiare fuori (+32 euro); riprenderà la corsa dei carburanti con effetti pari a +157 euro a famiglia, e da energia e benzina scaturiranno incrementi dei listini al dettaglio per complessivi 201 euro.Per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.)un nucleo familiare tipo dovrà affrontare una maggiore spesa pari a 75 euro; proseguiranno i rincari per i servizi bancari, già certificati nel corso del 2017, con un aggravio di 18 euro, e leggermente in salita risulterà anche l’ rc auto (+13 euro). Più caro anche mandare a scuola i figli, tra corredo, libri, mense e altri costi legati all’ istruzione (+37 euro annui).Questi i rincari previsti dal Codacons per il 2018:PREZZI AL DETTAGLIO: 201 euroALIMENTARI +179 euroACQUA E RIFIUTI +59 euroISTRUZIONE +37 euro TRASPORTI +75 euroTARIFFE AUTOSTRADALI +41 euro.

Il Giornale D’Italia, 30/12/2017 15:15
Nuovo anno, aumentano i costi
nel 2018 ancora stangate per le famiglie
OC. Nel 2018 ancora stangate per le famiglie TIT. Nuovo anno, aumentano i costi SOM. Non sono rincari sulla spesa, sale anche il peso delle bollette. Per il Codacons è “un incremento sproporzionato”. E Federconsumatori chiede di riordinare il sistema Non solo la spesa più cara, da gennaio diventano più salate anche le bollette. Il 2018 inizia con la stangata per le famiglie italiane che vedranno un incremento del +5,3% per le forniture elettriche mentre per quelle gas del +5%. A prevederlo è l’ aggiornamento delle condizioni economiche comunicate dall’ Autorità per l’ energia sottolineando che per l’ elettricità è stato decisivo l’ incremento dei prezzi all’ ingrosso e dei costi per adeguatezza e sicurezza mentre per il gas arriva il previsto effetto invernale. Nel dettaglio, spiega l’ Authority di settore, l’ aumento per l’ energia elettrica è determinato dalla crescita dei costi di approvvigionamento, che contribuisce per circa +3,8% alla variazione complessiva della spesa per il cliente tipo. Rincaro che al suo interno comprende la variazione del +1,3% dei costi di acquisto, del +1,2% circa dei costi di dispacciamento e del +1,3% circa della componente di perequazione per il recupero tra costi di approvvigionamento attesi e quelli reali registrati nei trimestri precedenti. Il rialzo degli oneri generali di sistema contribuisce al +1,9% sulla spesa del cliente tipo, determinato per intero dalla variazione della componente degli oneri generali per la copertura degli incentivi alle imprese a forte consumo di energia, mentre sono stabili tutte le altre componenti. I rialzi sono controbilanciati in parte dal calo delle tariffe di trasmissione, distribuzione e misura, -0,5% sulla spesa del cliente tipo. Si arriva così al +5,3% finale per la spesa complessiva del cliente tipo. La variazione del gas è invece sostanzialmente legata alla crescita della componente ‘materia prima’, cioè all’ aumento delle quotazioni del gas attese nei mercati all’ ingrosso nel prossimo trimestre, anche per effetto della maggiore domanda dei mesi invernali. Incrementi all’ ingrosso che sono influenzati anche dalla riduzione del 50% della capacità di utilizzo del gasdotto TENP (il gasdotto che collega i giacimenti olandesi all’ Italia) per manutenzione. Un leggero incremento, afferma l’ Autorità, è dovuto anche alla componente relativa al trasporto. Aumenti in parte controbilanciati dalla riduzione, con il suo azzeramento, della componente per la gradualità nell’ applicazione della riforma delle condizioni economiche del servizio di tutela. Conti alla mano, quindi, per una famiglia tipo che spende circa 535 euro all’ anno di luce e oltre mille euro di gas, l’ Authority prevede un aumento complessivo di circa 59 euro nell’ arco di 12 mesi (secondo una stima fatta sul periodo che va da aprile 2017 al marzo 2018). Un aumento sproporzionato, secondo il Codacons, che definisce l’ incremento una vera e propria stangata per le tasche delle famiglie italiane “che saranno costrette a spendere di più per utilizzare beni primari e indispensabili come il gas e la luce”. “Si tratta di aumenti delle tariffe del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso – spiega il presidente Carlo Rienzi – I rincari sono poi determinati da fattori speculativi che nulla hanno a che vedere con i costi reali di approvvigionamento: basti pensare che alla base del rialzo del +5% del gas vi è la prevista maggiore domanda per i mesi invernali, mentre l’ incremento del +5,3% per l’ elettricità è causato, tra i vari fattori, anche dagli oneri per la sicurezza del sistema elettrico, che così vengono scaricati interamente sui consumatori”. A chiedere di riordinare il sistema è invece Federconsumatori. Il rincaro comunicato dall’ Autorità per l’ energia “rispecchia in pieno quanto denunciamo da tempo: per quanto riguarda il gas, l’ aumento nel periodo invernale è un fatto consolidato, sul quale è giunto il momento di indagare meglio. Per quanto riguarda l’ energia elettrica, pesa soprattutto l’ incidenza eccessiva degli oneri di sistema, che conoscono un nuovo aumento dovuto al rafforzamento delle agevolazioni per le industrie energivore (+1,9%)” dice Emilio Viafora, presidente della Federconsumatori. “Nella Relazione annuale dell’ Autorità- aggiunge- lo stesso Presidente Guido Bortoni ha messo in evidenza la situazione inammissibile relativa alle vere e proprie tasse occulte che si annidano all’ interno delle bollette dell’ energia elettrica e del gas. Nonostante le nostre instancabili denunce in tal senso, infatti, i cittadini continuano a pagare in bolletta i famigerati oneri di sistema per la dismissione delle centrali nucleari, per le agevolazioni alle imprese energivore, per i regimi tariffari speciali a favore delle ferrovie, per gli incentivi alle fronti rinnovabili”. Tutte voci – secondo Federconsumatori, che, attraverso un serio e mirato intervento normativo, dovrebbero essere riviste e ridimensionate. Quella di luce e gas non è l’ unica spesa che aumenterà con il nuovo anno: dal primo gennaio, salvo proroghe dell’ ultima ora, le borse di plastica ultraleggere usate per frutta e verdura ma anche pesce e altri prodotti alimentari, saranno a pagamento. Non solo la spesa più cara, da gennaio diventano più salate anche le bollette. Il 2018 inizia con la stangata per le famiglie italiane che vedranno un incremento del +5,3% per le forniture elettriche mentre per quelle gas del +5%. A prevederlo è l’ aggiornamento delle condizioni economiche comunicate dall’ Autorità per l’ energia sottolineando che per l’ elettricità è stato decisivo l’ incremento dei prezzi all’ ingrosso e dei costi per adeguatezza e sicurezza mentre per il gas arriva il previsto effetto invernale. Nel dettaglio, spiega l’ Authority di settore, l’ aumento per l’ energia elettrica è determinato dalla crescita dei costi di approvvigionamento, che contribuisce per circa +3,8% alla variazione complessiva della spesa per il cliente tipo. Rincaro che al suo interno comprende la variazione del +1,3% dei costi di acquisto, del +1,2% circa dei costi di dispacciamento e del +1,3% circa della componente di perequazione per il recupero tra costi di approvvigionamento attesi e quelli reali registrati nei trimestri precedenti. Il rialzo degli oneri generali di sistema contribuisce al +1,9% sulla spesa del cliente tipo, determinato per intero dalla variazione della componente degli oneri generali per la copertura degli incentivi alle imprese a forte consumo di energia, mentre sono stabili tutte le altre componenti. I rialzi sono controbilanciati in parte dal calo delle tariffe di trasmissione, distribuzione e misura, -0,5% sulla spesa del cliente tipo. Si arriva così al +5,3% finale per la spesa complessiva del cliente tipo. La variazione del gas è invece sostanzialmente legata alla crescita della componente ‘materia prima’, cioè all’ aumento delle quotazioni del gas attese nei mercati all’ ingrosso nel prossimo trimestre, anche per effetto della maggiore domanda dei mesi invernali. Incrementi all’ ingrosso che sono influenzati anche dalla riduzione del 50% della capacità di utilizzo del gasdotto TENP (il gasdotto che collega i giacimenti olandesi all’ Italia) per manutenzione. Un leggero incremento, afferma l’ Autorità, è dovuto anche alla componente relativa al trasporto. Aumenti in parte controbilanciati dalla riduzione, con il suo azzeramento, della componente per la gradualità nell’ applicazione della riforma delle condizioni economiche del servizio di tutela.Conti alla mano, quindi, per una famiglia tipo che spende circa 535 euro all’ anno di luce e oltre mille euro di gas, l’ Authority prevede un aumento complessivo di circa 59 euro nell’ arco di 12 mesi (secondo una stima fatta sul periodo che va da aprile 2017 al marzo 2018). Un aumento sproporzionato, secondo il Codacons, che definisce l’ incremento una vera e propria stangata per le tasche delle famiglie italiane “che saranno costrette a spendere di più per utilizzare beni primari e indispensabili come il gas e la luce”. “Si tratta di aumenti delle tariffe del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso – spiega il presidente Carlo Rienzi – I rincari sono poi determinati da fattori speculativi che nulla hanno a che vedere con i costi reali di approvvigionamento: basti pensare che alla base del rialzo del +5% del gas vi è la prevista maggiore domanda per i mesi invernali, mentre l’ incremento del +5,3% per l’ elettricità è causato, tra i vari fattori, anche dagli oneri per la sicur017ezza del sistema elettrico, che così vengono scaricati interamente sui consumatori”. A chiedere di riordinare il sistema è invece Federconsumatori. Il rincaro comunicato dall’ Autorità per l’ energia “rispecchia in pieno quanto denunciamo da tempo: per quanto riguarda il gas, l’ aumento nel periodo invernale è un fatto consolidato, sul quale è giunto il momento di indagare meglio. Per quanto riguarda l’ energia elettrica, pesa soprattutto l’ incidenza eccessiva degli oneri di sistema, che conoscono un nuovo aumento dovuto al rafforzamento delle agevolazioni per le industrie energivore (+1,9%)” dice Emilio Viafora, presidente della Federconsumatori. “Nella Relazione annuale dell’ Autorità- aggiunge- lo stesso Presidente Guido Bortoni ha messo in evidenza la situazione inammissibile relativa alle vere e proprie tasse occulte che si annidano all’ interno delle bollette dell’ energia elettrica e del gas. Nonostante le nostre instancabili denunce in tal senso, infatti, i cittadini continuano a pagare in bolletta i famigerati oneri di sistema per la dismissione delle centrali nucleari, per le agevolazioni alle imprese energivore, per i regimi tariffari speciali a favore delle ferrovie, per gli incentivi alle fronti rinnovabili”. Tutte voci – secondo Federconsumatori, che, attraverso un serio e mirato intervento normativo, dovrebbero essere riviste e ridimensionate. Quella di luce e gas non è l’ unica spesa che aumenterà con il nuovo anno: dal primo gennaio, salvo proroghe dell’ ultima ora, le borse di plastica ultraleggere usate per frutta e verdura ma anche pesce e altri prodotti alimentari, saranno a pagamento.

Ragusa Oggi, 30/12/2017 13:44
Dal prossimo 5 Gennaio i saldi di fine stagione. Si prevede un flop del fenomeno in Sicilia
Ennesimo flop per i saldi invernali. Lo prevede il Codacons, che sta monitorando la propensione dei siciliani alla spesa durante i prossimi sconti di fine stagione, in partenza il prossimo 5 gennaio. Ancora una volta le vendite durante i saldi faranno registrare una contrazione – spiega l’ associazione – Le famiglie infatti non prevedono di effettuare grandi acquisti durante gli sconti né dedicheranno significativi budget di spesa ai saldi, al punto che solo il 40% dei siciliani conta di approfittare delle vendite di fine stagione per fare qualche acquisto nei negozi. Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons e Consigliere della Camera di Commercio della Sicilia Orientale spiega che il flop dei saldi è da attribuire a diversi fattori. Far partire gli sconti a ridosso delle festività natalizie e di Capodanno è una scelta suicida, perché i portafogli dei Siciliani risultano già svuotati dalle spese per regali, pranzi e cenoni; quest’ anno poi ad influire è anche l’ effetto “Black Friday” che, grazie ai suoi 4 giorni di sconti speciali nei negozi, ha portato molti consumatori ad anticipare acquisti che avrebbero magari fatto durante i saldi. Infine a decretare la morte delle vendite di fine stagione troviamo il commercio online il quale, grazie a promozioni valide tutto l’ anno, attira un numero sempre crescente di cittadini”. Il budget medio regionale dedicato ai saldi invernali scenderà quindi a una media di 133 euro a famiglia. Infine, come ogni anno i 10 consigli d’ oro di Tanasi per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) Conservare sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’ ava30in altri esercizi. 4) Consigli per gli acquisti. Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Negozi e vetrine. Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Prova dei capi: non c’ è l’ obbligo. È rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.

italiaoggi.it, 30/12/2017 13:36
Codacons: per 2018 stangata prezzi e tariffe da 942 euro a famiglia
(ClassTv) “Nel corso del 2018 gli italiani dovranno mettere in conto una stangata pari a circa 942 euro a famiglia”. Lo afferma il Codacons, in uno studio sulla spesa prevista per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe.

Today, 30/12/2017 13:10
Un 2018 di rincari: sarà più costoso anche mandare i figli a scuola
non solo con i rincari di luce e gas, sacchetti della spesa a pagamento nei supermercati, e aumenti delle tariffe autostradali: proseguiranno i rincari per i servizi bancari e assicurazioni. ecco tutti gli aumenti previsti dal codacons per il 2018
Nel corso del 2018 gli italiani dovranno mettere in conto una “stangata” pari a circa 942 euro a famiglia . Lo afferma il Codacons , che ha elaborato il consueto studio ufficiale sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. Il nuovo anno si aprirà non solo con i rincari di luce e gas già varati dall’ Autorità per l’ energia, e che proseguiranno nel corso del 2018 portando ad una maggiore spesa energetica pari a +89 euro a famiglia, ma anche con l’ introduzione a partire dall’ 1 gennaio dei sacchetti della spesa a pagamento nei supermercati , e con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal Governo che avranno un effetto diretto per gli utenti pari a +41 euro a nucleo familiare. Aumenti di prezzi e tariffe investiranno tutti i settori: costerà di più fare la spesa (+179 euro) ma anche mangiare fuori (+32 euro); riprenderà la corsa del prezzo dei carburanti con effetti pari a +157 euro a famiglia, e da energia e benzina scaturiranno incrementi dei listini al dettaglio per complessivi 201 euro. Per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) un nucleo familiare tipo dovrà affrontare una maggiore spesa pari a 75 euro; proseguiranno i rincari per i servizi bancari , già certificati nel corso del 2017, con un aggravio di 18 euro, e in salita risulterà anche l’ Rc auto (+13 euro). Più caro anche mandare a scuola i figli, tra corredo, libri, mense e altri costi legati all’ istruzione (+37 euro annui). Ecco di seguito tutti i rincari previsti dal Codacons per il 2018: prezzi al dettaglio: 201 euro alimentari +179 euro acqua e rifiuti +59 euro istruzione +37 euro trasporti +75 euro tariffe autostradali +41 euro ristorazione +32 euro banche +18 euro assicurazione Rc auto +13 euro luce e gas +89 euro tariffe postali +5 euro sanità +36 euro carburanti +157 euro.

famigliacristiana.it, 30/12/2017 12:39
La stangata di fine anno ha già compromesso il sostegno ai poveri
30/12/2017 gas, luce, pedaggi, ticket sanitari, tassa sui rifiuti. lo stato ci ha preparato il “cenone” fiscale di fine anno. a scapito soprattutto dei redditi delle famiglie meno abbienti.
Come da tradizione,ecco arrivare sulle tavole italiane, insieme al cenone, la consueta stangata di fine anno: dalla Tari, la tassa sui rifiuti (aumento medio di 49 euro) alle assicurazioni (55 euro), dalle tariffe postali (18 euro) ai costi per la tenuta di un conto corrente bancario (38 euro) fino ai pedaggi, che aumentano un po’ in tutta Italia con una media del 2,74 per cento nei principali tratti autostradali. L’ Adusbef calcola un aumento per effetto di luce e gas di 591 euro, che sale fino a 952 euro considerando le spese extra per i consumi. E lo Stato è il principale responsabile di questa raffica di aumenti che va a danneggiare soprattutto le famiglie con un reddito medio basso. Sono ancora tanti i monopoli inspiegabili in questa Italia che non vuole stare al passo coi tempi, come testimonia l’ aumento del 52% su una tratta autostradale di 32 chilometri come quella tra Aosta Ovest e Morgex. Luce e gas sono da sempre le regine dei rincari, legate come sono al quadro mondiale dell’ energia, dai gasdotti alle strategie dell’ Opec e ultimamente delle nuove tecniche di estrazione del greggio americano . Dal prossimo primo gennaio la famiglia tipo registrerà un incremento del 5,3 per cento per le forniture elettriche mentre per quelle del gas si arriverà al 5 per cento. Lo prevede l’ aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori da parte dell’ Autorità per l’ energia. L’ agenzia governativa sottolinea che per l’ elettricità è stato decisivo l’ incremento dei prezzi all’ ingrosso e dei costi per adeguatezza e sicurezza. L’ incremento della corrente elettrica infatti è legato al rialzo dei prezzi del petrolio. Dopo aver riassorbito il boom del cosiddetto “shale oil” americano, che ha tenuto basse le tariffe per la legge della domanda e dell’ offerta, alla fine i Paesi arabi sono riusciti a contenere i danni e a provocare l’ ennesimo rialzo dei prezzi del greggio, anche perché il mondo consuma sempre più petrolio dopo il risveglio dei giganti economici cinese e indiano. Per il Codacons gli aumenti sono determinati da fattori speculativi: alla base del rialzo del gas infatti non c’ è un problema di aumento di costi ma semplicemente una questione di domanda e offerta, visto che nei mesi invernali la gente accende il riscaldamento. E c’ è persino chi parla di “tasse occulte” all’ interno delle bollette di luce e gas: i famigerati oneri di sistema per la dismissione delle centrali nucleari, per le agevolazioni alle imprese energivore, per i regimi tariffari speciali a favore delle ferrovie, per gli incentivi alle fonti rinnovabili. Il problema però non riguarda solo le tariffe di cui si è prlato. Come ogni anno i rincari, corrispondenti al triplo dell’ andamento del costo della vita (1,5 per cento), fanno da volano all’ inflazione. A rimetterci sono le famiglie e in particolare le famiglie a basso reddito. Poiché, come è noto, l’ inflazione “morde” soprattutto i meno abbienti. Pensiamo al Reddito di inclusione, il nuovo sostegno varatio dal Governo a favore delle famiglie povere, che va da 187 euro a 485 euro al mese a seconda dei componenti familiari. La raffica di aumenti previsti per il 2018, circa 80 euro al mese, ne “mangerà” una parte non indifferente prima ancora che il Reddito di inclusione sia partito.
francesco anfossi

Stretto , 30/12/2017 12:06
Messina, il Crispi chiuso dal 5 dicembre: il Codacons diffida l’ istituto scolastico a riaprire i battenti
a seguito delle lamentele di numerosi genitori è stata chiesto alla preside dell’ istituto di messina, all’ ufficio scolastico provinciale ed al miur di garantire l’ esercizio di un pubblico servizio per i piccoli alunni
Dallo scorso 5 dicembre l’ Istituto “F. Crispi” ha interrotto le lezioni della Scuola dell’ infanzia (ossia quelle destinate ai bimbi da 3 a 5 anni) ed a tutt’ oggi sembrano non esserci certezze sulla ripresa della normale attività didattica. A seguito di un incendio di una fotocopiatrice verificatosi quasi un mese fa, era stata disposta la chiusura dell’ istituto per provvedere a metterlo in sicurezza e, dopo qualche giorno, le lezioni sono riprese presso l’ Istituto “L. Boer” solo per gli alunni più grandi. Da quanto si apprende da un comunicato pubblicato sul sito internet della scuola ” a seguito del completamento delle operazioni di pulizia straordinaria e tinteggiatura del vano scala disposte dall’ Amministrazione Comunale di Messina, il primo piano dell’ edificio “Pascoli – Crispi “potrà essere nuovamente utilizzato alla ripresa delle attività didattiche dopo le prossime festività Natalizie. Pertanto le attività didattiche della Scuola Primaria “Crispi “riprenderanno in via ordinaria e secondo gli orari consueti in data 08.01.2017, al I piano dell’ edificio ” . Nessuna comunicazione o informazione è ancora disponibile per le attività didattiche della Scuola dell’ infanzia. Sulla vicenda, a seguito di numerose segnalazioni ricevute, è ora intervenuto il CODACONS, che ha diffidato il Comune di Messina e l’ Amministrazione scolastica ad intervenire con urgenza. “T ale situazione – spiega l’ avv. Antonio Cardile (presidente provinciale della nota associazione di tutela dei diritti del cittadino) – può pregiudicare e destabilizzare gli incolpevoli piccoli alunni, ledendo il loro diritto allo studio ed alla formazione prescolastica , oltre a costringere i loro gen i tori ad ” improvvisare ” la riorganizzazione dei tempi lavoro/famiglia ed a supplire a quello che è il ruolo irrinunziabile della scuola” . E’ necessario – conclude il CODACONS – che, con l’ anno nuovo, al Crispi venga garantita la ripresa delle lezioni anche per gli alunni della scuola dell’ infanzia e che si torni finalmente alla normalità: in mancanza, stante il ritardo accumulato, la vicenda potrebbe avere sviluppi in sede giudiziaria sia per accertare la situazione e prendere i dovuti provvedimenti, sia per evitare il ripetersi di circostanze simili e di incidenti all’ interno di strutture scolastiche.

Mole 24, 30/12/2017 11:59
Torino, i saldi invernali 2018 cominceranno il 5 gennaio
Torino: i saldi non decollano A Torino, i saldi invernali 2018 avranno inizio venerdì 5 gennaio: dureranno 8 settimane e si concluderanno mercoledì 28 febbraio Non tutti aspettano la fine dell’ anno per le festività: infatti anche a Torino , i saldi invernali 2018 sono molto attesi. In Piemonte , i saldi cominceranno venerdì 5 gennaio. Questa è la data che gli amanti dello shopping, e non solo, dovranno segnare sul calendario. Come tutti gli anni, con l’ inizio del nuovo anno, si attendono i saldi per rinnovare il guardaroba risparmiando. E magari anche per farsi qualche regalo senza sentirsi in colpa per aver speso una fortuna. Chi di noi non ha mai approfittato degli invitanti sconti applicati dai negozi durante i saldi? Quanti di noi aspettano aspettano i saldi per acquistare quella borsa magari un po’ troppo costosa a prezzo pieno? Chi non vorrebbe accaparrata, a metà prezzo, qualche capo firmato, magari visto nella vetrina di qualche negozio di brand di lusso del centro di Torino ? E allora che abbia inizio una nuova caccia allo sconto, all’ affare del secolo. Come consuetudine, i saldi invernali dureranno 8 settimane. Termineranno quindi mercoledì 28 febbraio 2018. Già dal 27 dicembre, però, sarà possibile imbattersi in alcune vendite promozionali. Per coloro che non sopportano la calca dei negozi reali, possono approfittare dei saldi offerti dagli store on line. Per non incorrere in fregature, il Codacons consiglia di conservare sempre lo scontrino, di controllare bene i prezzi e gli sconti sui cartellini, e di diffidare dei saldi superiori al 50% perché molto probabilmente si tratta di sconti su merce non della stagione in corso. Dunque, a Torino , i saldi invernali 2018 sono in arrivo. Gli appassionati sono già in trepidante attesa.

Ultimissime Modena, 30/12/2017 11:34
Il 2018 alle porte e arrivano nuovi rincari per gli italiani
non solo gas, energia ed autostrade: si pagheranno anche i sacchetti di frutta e verdura al supermercato
Non solo gas, energia ed autostrade, dal primo gennaio un nuovo costo graverà sulle tasche degli italiani: col nuovo anno si pagheranno infatti anche i leggerissimi sacchetti per frutta e verdura, pesce ed altri prodotti di gastronomia acquistati nella grande distribuzione. Ogni busta costerà tra i 2 e i 10 centesimi. “Non condanniamo ovviamente una mentalità che tenga più conto dell’ ambiente – dice Fabio Galli del Codacons di Modena intervistato da Federica Boccaletti- ma questo non deve ricadere sempre sulle tasche dei cittadini”. Senza contare poi che non sarà possibile, anche per questioni -è stato detto- di igene, portare le buste da casa: questo significa che per famiglie di due persone, oppure per i single, che quindi non acquistano grandi quantitativi di prodotti, due mele, tre banane e quattro arance potranno costare anche 30 centesimi in più solo di buste di plastica. “Abbiamo detto alla grande distribuzione di attrezzarsi con buste di carta, come si fa in altri paesi, il cui prezzo è già compreso nel prodotto che si acquista – conclude Galli- Altrimenti a me verrà voglia di arrivare alla cassa e, dopo che la cassiera ha battuto il prezzo di quanto acquistato, svuoterò la borsina e mi porterò via solo il prodotto, lasciando invece li il sacchetto di plastica che non voglio comprare”. Hai qualche segnalazione o suggerimento da inviare alla redazione? scrivi a [email protected].

SempioneNews, 30/12/2017 11:19
’10^Mostra Presepi’ di Lainate a “Premio Italive”
10^ mostra presepi’ di lainate selezionata per le votazioni per il ‘premio italive 2017’. per poter vincere serve la collaborazione di tutti, basta un click!
Lainate – ‘Italive.it – Il territorio dal vivo’ è una iniziativa promossa dal CODACONS con la partecipazione di Autostrade per l’ Italia e la collaborazione d i Coldiretti. Si tratta di un portale che intende informare gli automobilisti su quello che accade nel territorio che attraversano, presentando un calendario dettagliato e aggiornato dei migliori eventi organizzati da varie realtà, portando alla scoperta di eccellenze culturali e enogastronomiche. Una Commissione di tre esperti, designati dal Codacons, ha selezionato nei giorni scorsi gli eventi ammissibili alle votazioni “secondo criteri oggettivi di o organizzazione, competenza, affidabilità, storicità, comunicazione e soggettivi di originalità, attrattività”, come spiega il regolamento del Premio. E la scelta è caduta anche su Lainate – 10^ Mostra dei Presepi in Villa Litta – dando il via, di fatto, al voto online che si concluderà allo scadere dei 30 giorni successivi all’ evento. Gli eventi più votati (per quantità e gradimento) sono ulteriormente valutati da una seconda Commissione di sei esperti designati dal Codacons. Questa seconda Commissione tiene necessariamente in debito conto il numero dei voti ricevuti e il livello di gradimento conquistato, per determinare: il vincitore assoluto, il vincitore più votato, i vincitori per categoria e la Regione per la migliore gamma di eventi organizzati nel suo territorio. Gli esperti giudicano in base ad una parola chiave: il genius loci , la capacità di estrarre la sintesi dei valori identitari di un territorio e della sua gente (tradizione, cultura e talenti) riuscendo a portali fuori dei suoi confini ed affermarli con fantasia e creatività. Importante la passione e la partecipazione della collettività locale all’ evento: vale più l’ impegno dei partecipanti rispetto alle disponibilità economiche impiegate. ” Direi che la Mostra di Presepi di Lainate calza perfettamente con la descrizione – spiega il Sindaco Alberto Landonio – D a dieci anni l’ associazione Amici del Presepe è riuscita a conquistare il grande pubblico, a far uscire dai nostri confini strettamente territoriali una tradizione e una passione davvero smisurata. Visto l’ alto indice di gradimento che ogni anno raccoglie questa esposizione nelle sale di Villa Litta, sarebbe bello che quest’ anno i lainatesi esprimessero il loro grazie ufficialmente con un semplice voto on line. Ovviamente l’ invito a visitare questa decima edizione che ha superato se stessa è d’ obbligo. Il Villaggio dei Presepi vi attende !”. Come votare? Basta andare on line: 1. Cliccare sul seguente link: http://www.italive.it/evento/2 6383/10%5e-mostra-presepi 2. Posizionarsi sotto l’ immagine sulla scritta rossa ‘Vota l’ evento’ e selezionare il numero di stelle desiderato 3. Per chi lo desidera, è possibile anche lasciare un commento a lato (format sulla destra) In linea di massima le premiazioni avverranno nel mese di marzo (il Premio consiste in una targa personalizzata e l’ iscrizione all’ Albo Italive che dà visibilità al territorio). Le premiazioni saranno per categoria. Riconoscimento andrà alla Regione per la migliore gamma di eventi organizzati per l’ animazione e la valorizzazione del proprio territorio, gli eventi saranno suddivisi invece per tipologie (es. Rievocazioni storiche, Eventi Enogastronomici/Sagre, mostre, Mercati e Fiere; Mercatini di Natale, Eventi per Ragazzi). Ricordiamo che la mostra è visitabile fino al 1 4 gennaio 2018, in Villa Litta a Lainate (MI). ORARI MOSTRA FESTIVI E PREFESTIVI: 10.00-12.30 e 15.30-18.30 DAL 26 DICEMBRE feriali solo pomeriggio: 15.30-18.30 festivi e prefestivi: 10.00-12.30 e 15.30-18.30 nei giorni 25 DICEMBRE E 1 GENNAIO apertura solo pomeridiana 15.30-18.30. Ingresso libero La redazione Continua a seguirci sui nostri social, clicca qui !
enzo mari

corriere.it (Roma), 30/12/2017 11:08
Befana a piazza Navona, ammesse solo tre associazioni: oggi gli stand
i primi due avvisi pubblici indetti dal comune per iniziative sociali, didattiche e culturali destinate ai bambini si sono conclusi senza vincitori. al terzo bando, quando manca appena una settimana all’ epifania, sono state accolte solo tre proposte su cinque
Solo cinque associazioni partecipanti e solo tre (Codacons, Made in Jail e Giochi di Strada) ammesse alla festa della Befana di piazza Navona, partita in ritardo tra le polemiche sull’ attribuzione delle postazioni (alla famiglia di ambulanti Tredicine), sui costi per la sicurezza e sull’ assenza di attività sociali e per bambini che il Comune ha cercato di assegnare con quest’ ultimo bando lampo. I primi avvisi pubblici di settembre e ottobre, tramite cui il dipartimento Sviluppo economico avrebbe voluto assegnare «iniziative di carattere sociale, didattico-educativo e culturale, anche in lingue straniere rivolte ai bambini, ragazzi e famiglie», si erano infatti conclusi senza vincitori. In entrambi i casi, scriveva il Comune, «nonostante la previsione di una maggiore flessibilità i lavori della commissione giudicatrice si sono conclusi con l’ esclusione di tutte le domande pervenute». Pochi partecipanti. E quei pochi esclusi. «Festa troppo commerciale», avevano già ammonito molte delle associazioni , decise a non rispondere alla manifestazione di interesse del Dipartimento perché, tra gli altri motivi, avrebbero preferito una festa meno commerciale, meno focalizzata sul profitto e più a misura di bambini: «Questa festa – hanno insistito – nasce per i più piccoli, invece negli anni è stato dato troppo spazio alle bancarelle, si è perso lo spirito originario». Il Comune ci ha riprovato con questo terzo bando, pubblicato in ritardo poco prima di Natale, in scadenza giovedì scorso a festività inoltrate e riferito alla sola settimana che comincia oggi e termina con la Befana. Ieri si è riunita nuovamente la commissione giudicatrice. Alla fine, sono stati ammessi Codacons, Made in Jail da sempre vicina ai detenuti e Giochi di Strada che promuove lo sport a fini sociali e terapeutici (esclusi invece Animal Aid e Vacanze Romane). Così, da stamattina e fino al 6 gennaio, le associazioni potranno finalmente allestire gli stand. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
erica dellapasqua

TGCom, 30/12/2017 10:55
Codacons: per 2018 stangata prezzi e tariffe da 942 euro a famiglia
aumenti di prezzi e tariffe investiranno tutti i settori: luce, gas, trasporti, benzina, autostrade, scuola e altro ancora
“Nel corso del 2018 gli italiani dovranno mettere in conto una stangata pari a circa 942 euro a famiglia”. Lo afferma il Codacons , in uno studio sulla spesa prevista per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. Il nuovo anno si aprirà non solo con i rincari di luce e gas, ma anche con l’ introduzione a partire dall’ 1 gennaio dei sacchetti della spesa a pagamento nei supermercati, e con gli aumenti delle tariffe autostradali . Aumenti di prezzi e tariffe investiranno tutti i settori: costerà di più fare la spesa (+179 euro) ma anche mangiare fuori (+32 euro); riprenderà la corsa dei carburanti con effetti pari a +157 euro a famiglia, e da energia e benzina scaturiranno incrementi dei listini al dettaglio per complessivi 201 euro. Per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) – sottolinea il Codacons – un nucleo familiare tipo dovrà affrontare una maggiore spesa pari a 75 euro; proseguiranno i rincari per i servizi bancari, già certificati nel corso del 2017, con un aggravio di 18 euro, e leggermente in salita risulterà anche la Rc auto (+13 euro). Più caro anche mandare a scuola i figli, tra corredo, libri, mense e altri costi legati all’ istruzione (+37 euro annui).

Il Lametino, 30/12/2017 10:21
Luce e gas, rincari in bolletta anche per le famiglie calabresi
Catanzaro – Un incremento delle tariffe più che triplo rispetto all’ andamento del costo della vita. Questa è la decisione dell’ Autorità per l’ energia, che ha stabilito che dal prossimo primo gennaio le bollette subiranno un incremento del +5,3% per le forniture elettriche mentre per quelle gas l’ aumento sarà “solo” del +5%. Siamo davanti ad una vera e propria stangata – sostiene Francesco Di Lieto del Codacons – per le tasche delle famiglie calabresi. Aumenti del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo, specie in Calabria, dove sono tantissimi i nuclei familiari numerosi e quelli a reddito medio-basso sui quali il regalo di fine anno si farà più sentire. I rincari sono poi determinati da fattori speculativi – prosegue il Codacons – che nulla hanno a che vedere con i costi reali di approvvigionamento: basti pensare che alla base del rialzo del +5% del gas vi è la prevista maggiore domanda per i mesi invernali, mentre l’ incremento del +5,3% per l’ elettricità è causato, tra i vari fattori, anche dagli oneri per la sicurezza del sistema elettrico, che così vengono scaricati interamente sui consumatori”. “Il Codacons ha elaborato una ricerca sull’ andamento delle bollette negli ultimi 5 anni. Gli balzi più pronunciati si sono avuti nel 2012, con un rialzo della bolletta elettrica del 16,8% e di quella del gas dell’ 8,2%. Dopo un calo nei quattro anni successivi, la corsa delle tariffe riparte con incrementi molto pronunciati proprio nel 2017 e continuerà nel 2018. Ancora una volta siamo in presenza di un andamento anomalo del mercato dell’ energia, che ha portato in 5 anni a forti rincari delle bollette elettriche a fronte di una riduzione delle tariffe del gas. Proprio sulle tariffe elettriche si sono già concentrati i dubbi del Codacons, sfociati in un ricorso al Tar che a luglio del 2016 ha accolto il ricorso dell’ Associazione sospendendo i rincari decisi dall’ Autorità. Stiamo analizzando i nuovi incrementi tariffari varati oggi – affermano dal Codacons – allo scopo di denunciare eventuali anomalie e portare nuovamente dinanzi alla giustizia speculazioni di grossisti o altri soggetti che determinano aumenti di spesa a danno dei consumatori. Tra le altre voci, quella più “odiosa” è il rialzo degli oneri di sistema, che contribuisce al +1,9% – conclude Di Lieto – sulla spesa sulla cui legittimità, da tempo, ci stiamo battendo”. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Dubbio, 30/12/2017 09:52
Tariffe: Codacons, per 2018 stangata da 942 euro a famiglia
Roma, 30 dic. (AdnKronos) – Nel corso del 2018 gli italiani dovranno mettere in conto una “stangata” pari a circa 942 euro a famiglia. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato il consueto studio ufficiale sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. Il [] Roma, 30 dic. (AdnKronos) – Nel corso del 2018 gli italiani dovranno mettere in conto una “stangata” pari a circa 942 euro a famiglia. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato il consueto studio ufficiale sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. Il nuovo anno si aprirà non solo con i rincari di luce e gas già varati dall’ Autorità per l’ energia, e che proseguiranno nel corso del 2018 portando ad una maggiore spesa energetica pari a +89 euro a famiglia, ma anche, sottolinea l’ associazione dei consumatori, con l’ introduzione a partire dall’ 1 gennaio dei sacchetti della spesa a pagamento nei supermercati, e con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal Governo che avranno un effetto diretto per gli utenti pari a +41 euro a nucleo familiare. Ma aumenti di prezzi e tariffe investiranno tutti i settori: costerà di più fare la spesa (+179 euro) ma anche mangiare fuori (+32 euro); riprenderà la corsa dei carburanti con effetti pari a +157 euro a famiglia, e da energia e benzina scaturiranno incrementi dei listini al dettaglio per complessivi 201 euro. Per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) un nucleo familiare tipo dovrà affrontare una maggiore spesa pari a 75 euro; proseguiranno i rincari per i servizi bancari, già certificati nel corso del 2017, con un aggravio di 18 euro, e leggermente in salita risulterà anche l’ rc auto (+13 euro). Più caro anche mandare a scuola i figli, tra corredo, libri, mense e altri costi legati all’ istruzione (+37 euro annui).

metronews.it, 30/12/2017 09:37
Tariffe: Codacons, per 2018 stangata da 942 euro a famiglia
» Tariffe: Codacons, per 2018 stangata da 942 euro a famigliaTariffe: Codacons, per 2018 stangata da 942 euro a famigliaRoma, 30 dic. (AdnKronos) – Nel corso del 2018 gli italiani dovranno mettere in conto una “stangata” pari a circa 942 euro a famiglia. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato il consueto studio ufficiale sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. Il nuovo anno si aprirà non solo con i rincari di luce e gas già varati dall’ Autorità per l’ energia, e che proseguiranno nel corso del 2018 portando ad una maggiore spesa energetica pari a +89 euro a famiglia, ma anche, sottolinea l’ associazione dei consumatori, con l’ introduzione a partire dall’ 1 gennaio dei sacchetti della spesa a pagamento nei supermercati, e con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal Governo che avranno un effetto diretto per gli utenti pari a +41 euro a nucleo familiare.Ma aumenti di prezzi e tariffe investiranno tutti i settori: costerà di più fare la spesa (+179 euro) ma anche mangiare fuori (+32 euro); riprenderà la corsa dei carburanti con effetti pari a +157 euro a famiglia, e da energia e benzina scaturiranno incrementi dei listini al dettaglio per complessivi 201 euro.Per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) un nucleo familiare tipo dovrà affrontare una maggiore spesa pari a 75 euro; proseguiranno i rincari per i servizi bancari, già certificati nel corso del 2017, con un aggravio di 18 euro, e leggermente in salita risulterà anche l’ rc auto (+13 euro). Più caro anche mandare a scuola i figli, tra corredo, libri, mense e altri costi legati all’ istruzione (+37 euro annui).

Arezzo , 30/12/2017 09:34
Tariffe: Codacons, per 2018 stangata da 942 euro a famiglia
Roma, 30 dic. (AdnKronos) – Nel corso del 2018 gli italiani dovranno mettere in conto una “stangata” pari a circa 942 euro a famiglia. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato il consueto studio ufficiale sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. Il nuovo anno si aprirà non solo con i rincari di luce e gas già varati dall’ Autorità per l’ energia, e che proseguiranno nel corso del 2018 portando ad una maggiore spesa energetica pari a +89 euro a famiglia, ma anche, sottolinea l’ associazione dei consumatori, con l’ introduzione a partire dall’ 1 gennaio dei sacchetti della spesa a pagamento nei supermercati, e con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal Governo che avranno un effetto diretto per gli utenti pari a +41 euro a nucleo familiare. Ma aumenti di prezzi e tariffe investiranno tutti i settori: costerà di più fare la spesa (+179 euro) ma anche mangiare fuori (+32 euro); riprenderà la corsa dei carburanti con effetti pari a +157 euro a famiglia, e da energia e benzina scaturiranno incrementi dei listini al dettaglio per complessivi 201 euro. Per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) un nucleo familiare tipo dovrà affrontare una maggiore spesa pari a 75 euro; proseguiranno i rincari per i servizi bancari, già certificati nel corso del 2017, con un aggravio di 18 euro, e leggermente in salita risulterà anche l’ rc auto (+13 euro). Più caro anche mandare a scuola i figli, tra corredo, libri, mense e altri costi legati all’ istruzione (+37 euro annui).

Catania Oggi, 30/12/2017 09:23
Tariffe: Codacons, per 2018 stangata da 942 euro a famiglia
Roma, 30 dic. (AdnKronos) – Nel corso del 2018 gli italiani dovranno mettere in conto una ?stangata? pari a circa 942 euro a famiglia. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato il consueto studio ufficiale sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. Il nuovo anno si aprirà non solo con i rincari di luce e gas già varati dall’ Autorità per l’ energia, e che proseguiranno nel corso del 2018 portando ad una maggiore spesa energetica pari a +89 euro a famiglia, ma anche, sottolinea l’ associazione dei consumatori, con l’ introduzione a partire dall’ 1 gennaio dei sacchetti della spesa a pagamento nei supermercati, e con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal Governo che avranno un effetto diretto per gli utenti pari a +41 euro a nucleo familiare. Ma aumenti di prezzi e tariffe investiranno tutti i settori: costerà di più fare la spesa (+179 euro) ma anche mangiare fuori (+32 euro); riprenderà la corsa dei carburanti con effetti pari a +157 euro a famiglia, e da energia e benzina scaturiranno incrementi dei listini al dettaglio per complessivi 201 euro. Per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) un nucleo familiare tipo dovrà affrontare una maggiore spesa pari a 75 euro; proseguiranno i rincari per i servizi bancari, già certificati nel corso del 2017, con un aggravio di 18 euro, e leggermente in salita risulterà anche l’ rc auto (+13 euro). Più caro anche mandare a scuola i figli, tra corredo, libri, mense e altri costi legati all’ istruzione (+37 euro annui).

Sardegna Oggi, 30/12/2017 09:10
Tariffe: Codacons, per 2018 stangata da 942 euro a famiglia
30-12-2017 08:47Tariffe: Codacons, per 2018 stangata da 942 euro a famigliaRoma, 30 dic. (AdnKronos) – Nel corso del 2018 gli italiani dovranno mettere in conto una ?stangata? pari a circa 942 euro a famiglia. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato il consueto studio ufficiale sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. Il nuovo anno si aprirà non solo con i rincari di luce e gas già varati dall?Autorità per l?energia, e che proseguiranno nel corso del 2018 portando ad una maggiore spesa energetica pari a +89 euro a famiglia, ma anche, sottolinea l’ associazione dei consumatori, con l?introduzione a partire dall?1 gennaio dei sacchetti della spesa a pagamento nei supermercati, e con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal Governo che avranno un effetto diretto per gli utenti pari a +41 euro a nucleo familiare.Ma aumenti di prezzi e tariffe investiranno tutti i settori: costerà di più fare la spesa (+179 euro) ma anche mangiare fuori (+32 euro); riprenderà la corsa dei carburanti con effetti pari a +157 euro a famiglia, e da energia e benzina scaturiranno incrementi dei listini al dettaglio per complessivi 201 euro.Per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) un nucleo familiare tipo dovrà affrontare una maggiore spesa pari a 75 euro; proseguiranno i rincari per i servizi bancari, già certificati nel corso del 2017, con un aggravio di 18 euro, e leggermente in salita risulterà anche l?rc auto (+13 euro). Più caro anche mandare a scuola i figli, tra corredo, libri, mense e altri costi legati all?istruzione (+37 euro annui).Ultimo aggiornamento: 30-12-2017 08:47.

Cronache di Napoli, 30/12/2017 08:16
rienzi (codacons): “gli oneri per la sicurezza degli impianti scaricati sulle spalle dei consumatori”
Bollette, rincari previsti per il 2018
MILANO (Marco Valsecchi) – Dal punto di vista delle bollette, il 2018 si aprirà nel segno dei rincari, che coinvolgreranno sia le forniture elettriche che quelle di gas. Lo annuncia l’ Autorità per l’ Energia, innescando le inevitabili proteste dei consumatori. Nello specifico, nei primi tre mesi dell’ anno la “famiglia tipo” vedrà crescere del 5,3% i costi per l’ elettricità e del 5% quelli del gas. Rialzi che, segnala la stessa Autorità, comporteranno per ogni nucleo famigliare un aggravio della spesa pari a 59 euro nel cosiddetto “anno scorrevole”, quello cioè che va dall’ inizio di aprile alla fine di marzo. A tradurre il dato sull’ anno sola re è poi l’ Unione Nazionale Consumatori, che per il 2018 prevede una “stangata” da 79 euro: 28 in più per la luce e 51 in più per il gas. “Si tratta di tasse occulte che andrebbero invece addossate alla fiscalità generale”, afferma l’ esperto del settore energia dell’ associazione, Pieraldo Isolani. Gli fa eco per il Codacons il presidente Carlo Rienzi (nella foto), sottolineando in particolare che il maggior peso della bolletta elettrica “è causato, tra i vari fattori, anche dagli oneri per la sicurezza del sistema elettrico, che così vengono scaricati interamente sui consumatori”. E di stangata parla anche l’ Adusbef, il cui Osservatorio ha prontamente aggiornato a 980 euro l’ impatto stimato per ogni famiglia degli aumenti tariffari e dei prezzi previsti per il 2018, dall’ alimentazione ai trasporti. Solo pochi giorni fa, il dato annunciato era stato di 952 euro. Stando a quanto comunicato dalla Autorità, a decretare l’ aumento sul fronte luce sono diversi fattori: la ripresa dei consumi, l’ indisponibilità prolungata di alcuni impianti nucleari francesi, alcune limitazioni nei transiti di elettricità nella rete italiana e la minore disponibilità della generazione idroelettrica dovuta alla scarsa piovosità e l’ aumento stagionale dei prezzi all’ ingrosso del gas a livello europeo. Oltre a un aumento legato alla componente del dispacciamento e a maggiori oneri per le risorse interrompibili e di sistema, questi ultimi dovuti al rafforzamento delle agevolazioni per le imprese energivore, che prenderanno il via il 1° gennaio come annunciato mercoledì scorso dal Mise. Sul fronte gas, invece, l’ aumento è sostanzialmente determinato dalle attese dinamiche legate alle stagioni invernali, con consumi e quotazioni in aumento a livello europeo. Una spiegazione che a Emiliano Viafora, presidente di Federconsumatori, non basta: “Per quanto riguarda il gas, l’ aumento nel periodo invernale è un fatto consolidato, sul quale è giunto il momento di indagare meglio”. Posto che, secondo l’ associazione, si avvertono in generale “la necessità e l’ urgenza di un riordino complessivo del sistema”.

ilgiornale.it, 30/12/2017 07:56
Capodanno con la stangata. Salassi su luce, gas e pedaggi
l’ energia costerà alle famiglie in media altri 80 euro finisce l’ era dei sacchetti gratis per frutta e verdura
Capodanno amaro per gli italiani. Da lunedì arrivano pesanti rincari per le tariffe di elettricità, gas e autostrade nonché nuovi balzelli come quello sui sacchetti di plastica per frutta e verdura. Ma andiamo con ordine: ieri l’ Authority per l’ Energia ha reso noti gli incrementi dei prezzi delle bollette che comporteranno per le famiglie un rialzo dei prezzi del 5,3% per le forniture elettriche e del 5% per quelle di gas. L’ aggiornamento delle condizioni economiche nei servizi di tutela risente dell’ impennata dei prezzi all’ ingrosso e dei costi connessi alla sicurezza delle forniture. Il gas, invece, sconta il consueto effetto invernale nel quale vi è una crescita della domanda finalizzata all’ utilizzo per il riscaldamento. Nel dettaglio per l’ elettricità la spesa (al lordo delle tasse) per la famiglia-tipo nell’ anno compreso tra il primo aprile 2017 e il 31 marzo 2018 sarà di circa 535 euro, con un aumento del +7,5% rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente, corrispondente ad un aumento di circa 37 euro l’ anno. Nello stesso periodo la spesa della famiglia-tipo per la bolletta del gas con un rialzo del +2,1% annuo, corrispondente ad un aumento di circa 22 euro. Secondo l’ Unione nazionale consumatori, nell’ anno solare 2018 (dal primo gennaio al 31 dicembre), questi rincari comporteranno una stangata complessiva da 79 euro (28 euro in più a famiglia per la luce e 51 euro in più per il gas). Sempre da lunedì questi incrementi tariffari saranno accompagnati anche da quelli dei pedaggi della rete di competenza di Autostrade per l’ Italia, che saliranno dell’ 1,51 per cento. I pedaggi sulla rete del gruppo Sias, invece, aumenteranno del 3,02 per cento. È quanto prevede il decreto dei ministeri dell’ economia e delle Infrastrutture emanato sulla base della convenzione unica con le concessionarie autostradali che prevede «il recupero del 70% dell’ inflazione reale e la remunerazione dei nuovi investimenti effettuati». Gli utenti della Tangenziale esterna di Milano e della Brebemi, invece, usufruiranno di tariffe pressoché invariate (eccezion fatta per le interconnessioni con la A1 e la A4) se dotati di Telepass Family o Business. Nel paniere dei rincari rientra anche la «tassa sulla spesa» visto che da lunedì saranno obbligatori i sacchetti biodegradabili anche per alimenti sfusi come frutta, verdura, carni, pesce. Il costo potrebbe variare da 2 a 10 centesimi per ogni sacchetto che, tra l’ altro, non sarà nemmeno riutilizzabile al pari di quelli comunemente usati per la spesa. «Si tratta di aumenti delle tariffe del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso», ha commentato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, sottolinenando che, per quanto riguarda l’ energia, «i rincari sono determinati da fattori speculativi che nulla hanno a che vedere con i costi reali di approvvigionamento». Insomma, il 2018 parte male e per fortuna che non è ancora iniziato…
gian maria de francesco

lastampa.it, 30/12/2017 07:44
Luce e gas, rincari in bolletta del 5%. Ogni famiglia spenderà 59 euro in più
le nuove tariffe a partire da gennaio
Qualche giorno fa l’ Adusbef aveva lanciato l’ allarme sulla stangata in arrivo per i consumatori italiani nel 2018 e adesso le previsioni cominciano a confermarsi, anzi la realtà è peggiore della fantasia. Più nello specifico, sulle bollette di luce e gas Nomisma Energia aveva fatto una previsione di +5% per il metano e +3,5% per l’ elettricità, con il dubbio di aver esagerato, e invece adesso l’ Autorità di settore comunica che dal 1° gennaio e per tutto il trimestre fino al 31 marzo i rincari dei prezzi di tutela saranno rispettivamente del 5% e del 5,3%. Se tutti i comparti (tariffe e beni di consumo) da cui si aspettano cattive sorprese daranno dei responsi pesanti, il conto complessivo per le famiglie sarà ben superiore ai 952 euro di ulteriori spese per famiglia media che calcolava l’ Adusbef. LEGGI ANCHE – Autostrade, pedaggi più cari: fino al 53% di aumento (N. Lillo) I criteri del Garante L’ Autorità della luce e del gas non ha colpa per gli aumenti: decide in modo quasi automatico, basandosi sull’ andamento dei prezzi del petrolio e del gas, con limitati poteri discrezionali. Nel dettaglio, per l’ elettricità la spesa (al lordo tasse) per la famiglia-tipo nell’ anno «scorrevole» (cioè compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018) sarà di circa 535 euro, con una variazione +7,5% rispetto ai 12 mesi corrispondenti dell’ anno precedente (1° aprile 2016-31 marzo 2017) e questo comporterà un rincaro di circa 37 euro all’ anno. Nello stesso periodo la spesa della famiglia-tipo per la bolletta del metano sarà di circa 1044 euro, con una variazione +2,1% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’ anno precedente, corrispondente a un aumento di circa 22 euro all’ anno. La somma quindi tra gas e luce sarà di 59 euro. Comunque sia l’ entità sia l’ automaticità degli aumenti vengono contestate dalle associazioni. Per esempio l’ Unione Nazionale Consumatori calcola che la famiglia-tipo dovrà pagare per gli aumenti annunciati più di quanto dice l’ Autorità: 28 euro di rincaro per la luce e 51 euro per il gas. Secondo il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, «gli aumenti delle tariffe sono del tutto sproporzionati e avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso». La ripresa dei consumi A determinare gli aumenti sono per l’ elettricità una serie di fattori concomitanti: la ripresa dei consumi, l’ indisponibilità prolungata di alcuni impianti nucleari francesi, alcune limitazioni nei transiti di elettricità sulla rete italiana, e la minore disponibilità di generazione idroelettrica nazionale dovuta alla scarsa piovosità. Sul fronte gas, invece, l’ aumento è determinato dalle dinamiche della stagione invernale, con consumi e quotazioni in aumento a livello europeo, che – in un mercato unico – implicano la crescita dei prezzi anche nel mercato all’ ingrosso italiano. Alcuni diritti riservati.
luigi grassia

Cronache di Salerno, 30/12/2017 07:00
rincari / a lievitare saranno le bollette di luce e gas. il codacons parla di stangata
Anno nuovo, arrivano gli aumenti
Dal prossimo primo gennaio la famiglia tipo registrerà un incremento del +5,3% per le forniture elettriche mentre per quelle gas del +5%. È quanto prevede l’ aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela comunicate dall’ Autorità per l’ energia sottolineando che per l’ elettricità è stato decisivo l’ incremento dei prezzi all’ ingrosso e dei costi per adeguatezza e sicurezza mentre per il gas arriva il previsto effetto invernale. I rincari per le bollette di luce e gas comunicati dall’ Autorità per l’ ener gia comporteranno “nel dettaglio, per l’ elettricità la spesa (al lordo delle tasse) per la famiglia -tipo nell’ anno compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018 di circa 535 euro, con un aumento del +7,5% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’ anno precedente (1° aprile 2016 – 31 marzo 2017) corrispondente ad un aumento di circa 37 euro l’ anno. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta del gas, specifica l’ Authority nella sua nota di aggiornamento, sarà di circa 1.044 euro, con un rialzo del +2,1% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’ anno prece dente, corrispondente ad un aumento di circa 22 euro l’ anno.Codacons, aumento sproporzionato, pesa redditi bassi – Gli incrementi delle tariffe luce e gas decisi dall’ Autorità per l’ energia configurano una vera e propria stangata per le tasche delle famiglie italiane. Lo afferma il Coda cons, commentando i rincari del +5,3% per la luce e del +5% per il gas. “Si tratta di aumenti delle tariffe del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio -basso – spiega il presidente Carlo Rienzi.

Il Quotidiano della Calabria, 30/12/2017 06:11
10 economia italia / mondo focus un aggravio pari a 59 euro “nell’ anno scorrevole” per ogni nucleo familiare
Il 2018 si apre nel segno dei rincari
aumentano le bollette di luce (5,3%) e gas (5%). per le associazioni: «una stangata»
di MARCO VALSECCHI MILANO – Dal punto di vista delle bollette, il 2018 si aprirà nel segno dei rincari, che coinvolgreranno sia le forniture elettriche che quelle di gas. Lo annuncia l’ Autorità per l’ Energia, innescando le inevitabii proteste dei consumatori. Nello specifico, nei primi tre mesi dell’ anno la «famiglia tipo» vedrà crescere del 5,3% i costi per l’ elettricità e del 5% quelli del gas. Rialzi che, segnala la stessa Autorità, comporteranno per ogni nucleo famigliare un aggravio della spesa pari a 59 euro nel cosiddetto “anno scorrevole”, quello cioè che va dall’ inizio di aprile alla fine di marzo. A tradurre il dato sull’ anno solare è poi l’ Unione Nazionale Consumatori, che per il 2018 prevede una «stangata» da 79 euro: 28 in più per la luce e 51 in più per il gas. «Si tratta di tasse occulte che andrebbero invece addossate alla fiscalità generale», afferma l’ esperto del settore energia dell’ associazione, Pieraldo Isolani. Gli fa eco per il Codacons il presidente Carlo Rienzi, sottolineando in particolare che il maggior peso della bolletta elettrica «è causato, tra i vari fattori, anche dagli oneri per la sicurezza del sistema elettrico, che così vengono scaricati interamente sui consumatori.» E di stangata parla anche l’ Adusbef, il cui Osservatorio ha prontamente aggiornato a 980 euro l’ impatto stimato per ogni famiglia degli aumen ti tariffari e dei prezzi previsti per il 2018, dall’ alimen tazione ai trasporti. Solo pochi giorni fa, il dato annunciato era stato di 952 euro. Stando a quanto comunicato dalla Autorità, a decretare l’ aumento sul fronte luce sono diversi fattori: la ripresa dei consumi, l’ indi sponibilità prolungata di alcuni impianti nucleari francesi, alcune limitazioni nei transiti di elettricità nella rete italiana e la minore disponibilità della generazione idroelettrica dovuta alla scarsa piovosità e l’ aumento stagionale dei prezzi all’ ingrosso del gas a livello europeo. Oltre a un auuncio mento legato alla componente torità del dispacciamento e a magergia giori oneri per le risorse interrompibili e di sistema, questi ultimi dovuti al rafforzamento delle agevolazioni per le imprese energivore, che prenderanno il via il 1° gennaio come annunciato mercoledì scorso dal Mise. Sul fronte gas, invece, l’ aumento è sostanzialmente determinato dalle attese dinamiche legate alle stagioni invernali, con consumi e quotazioni in aumento a livello europeo. Una spiegazione che a Emiliano Viafora, presidente di Federconsumatori, non basta: «Per quanto riguarda il gas, l’ aumento nel periodo invernale è un fatto consolidato, sul quale è giunto il momento di indagare meglio». Posto che, secondo l’ associazione, si avvertono in generale «la necessità e l’ urgenza di un riordino complessivo del sistema».

Il Quotidiano della Calabria, 30/12/2017 06:11
caraffa il sindaco risponde alle parole del codacons
«Ci stiamo facendo carico di problemi creati nel passato»
CARAFFA DI CATANZARO – L’ ordinanza di sgombero delle abitazioni in caso di allerta meteo continua ad alimentare il dibattito sulle pagine del Quotidiano. Il provvedimento emesso dal sindaco di Caraffa di Catanzaro Antonio Sciumbata «per tutelare l’ incolumità dei cittadini le cui abitazioni insistono su aree del territorio ad alto rischio idrogeologico» ha sollevato una dura presa di posizione da parte del Codacons che, attraverso le parole dell’ avvocato Francesco Di Lieto, ha definito l’ atteggiamento del primo cittadino come “pilatesco” e sostenendo inoltre che l’ ordinanza «viola diritti costituzionalmente garantiti, che vanno dalla tutela della proprietà privata al diritto all’ abitazione». Attraverso un recente comunicato, il sindaco Sciumbata torna sull’ argomento «per smentire alcune affermazioni che mi sono state attribuite dal Codacons, equivocando il contenuto del mio comunicato stampa pubblicato il 28 dicembre 2017, con il quale ho chiarito molte inesattezze e replicato alle polemiche a mio parere inutili e fuorvianti, sollevate dal Codacons in merito all’ ordinanza n. 48 Antonio Sciumbata del 23.11.2017.Chiariscoha sostenuto Sciumbata – che non ho mai parlato di abusivismo o di costruzioni abusive, ma mi riferivo alla mancanza (al tempo dell’ edificazione di quei fabbricati) di norme urbanistiche stringenti in materia di vincoli idrogeologici imposte in seguito dalle leggi nazionali e regionali. Una più attenta politica del territorio nei decenni passati avrebbe evitato le problematiche a cui oggi le Pubbliche Amministrazioni e cittadini devono far fronte». Il primo cittadino ha inteso quindi rimarcare quanto già affermato e scritto giorni fa, ovvero che «l’ attuale Amministrazione comunale si sta facendo carico di problematiche create nei decenni passati quando si èconsentito l’ edificazione di case proprio sull’ alveo dei torrenti e a valle di alte colline costituite da sabbia e argilla. Oggi – ha aggiunto Sciumbata – nell’ area del torrente Fallaco in base alle norme vigenti non si sarebbe potuto edificare». Sottolineato inoltre dal sindaco che «l’ ordinanza è stata emessa per salvaguardare, nel caso di importati allerte meteo, l’ incolumità degli abitanti di un’ area rurale ad altissimo rischio idrogeologico e soggetta ad inondazioni, così come classificato dall’ Autorità di bacino regionale nel Piano di assetto idrogeologico (PAI), dal Piano comunale di protezione civile e da recenti studi idrologici e di verifica idraulica».

Gazzetta di Parma, 30/12/2017 06:00
stangata energia, rincari del 5% . le famiglie rischiano di pagare mille euro in più all’ anno
Da gennaio aumentano luce, gase autostrade
ROMA Paolo Rubino II Per la bolletta della luce la stangata di fine anno è una brutta sorpresa, +5,3%, ben oltre le attese. E’ invece una conferma il maxi -rincaro del gas, +5%, legato al previsto «effetto inverno». E aumentano anche le tariffe delle Autostrade, in media del +2,74%. Dal primo gennaio il conto per famiglie e pendolari si fa più salato. Per la principale rete autostradale italiana, Autostrade per l’ I talia (gruppo Atlantia), l’ aumento è dell’ 1,51%; per le controllate del gruppo Sias (Gavio) è in media del 3,02%. Sono più pesanti gli aumenti riconosciuti alle concessionarie Strada dei Parchi, + 12,89%, e Milano Serravalle – Milano Tangenziali, +13,91%. Mentre, tra gli aumenti più significativi, l’ aumento dei pedaggi per Milano Serravalle e per la A4 Torino -Milano (+8,34%) segue gli investimenti fatti tra il 2013 ed il 2017 per migliorare le tratte. «Aumenti inaccettabili», tuona l’ Unione Nazionale Consumatori. E’ in particolare sul fronte di gas e luce che dalle associazioni di consumatori si alza un coro di proteste: l’ Unc calcola che «per una famiglia tipo significa pagare 28 euro in più per la luce e 51 euro in più per il gas nel corso del 2018. Una stangata complessiva pari a 79 euro». Sono rincari decisi dall’ Autorità per l’ Energia all’ appuntamento di fine anno con l’ aggiornamento trimestrale delle «condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela». Quella che si è scatenata sui costi della luce è una sorta di tempesta perfetta che ha spiazzato anche alcuni tra i più accreditati esperti del settore (che avevano previsto aumenti intorno al +2,5%): «L’ aumento dell’ elettricità – dice infatti l’ Autorità – è legato ad una serie di fattori concomitanti, ben 9, tutti al rialzo, che hanno portato ad una decisa crescita dei prezzi (+20% del Prezzo Unico Nazionale solo a novembre rispetto ad ottobre)». Fattori che vanno dalla minore disponibilità di energianucleare dalla Francia e dall’ aumento delle quotazioni d’ oltralpe, ad una minore efficienza del sistema per alcune limitazioni nei transiti di elettricità sulla rete italiana, all’ impatto «dell’ anno più arido degli ultimi 200 anni», il 2017, sulla generazione idroelettrica nazionale. Più in generale, a determinare l’ aumento delle bollette della luce sono gli incrementi sia dei prezzi all’ ingrosso sia dei costi per la sicurezza del sistema elettrico e per mantenerlo adeguato ed in equilibrio; e «pesa, ma non solo» l’ aumento delle agevolazioni per le aziende energivore. Sul gas incide il previsto effetto stagionale con le attese di «consumi e quotazioni in aumento a livello europeo». «Grave che per la luce siano risaliti gli oneri di sistema, per via delle aziende energivore. Si tratta di tasse occulte», dice tra l’ altro l’ Unione Nazionale Consumatori. Per il Codacons «si tratta di aumenti del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio -basso». Di «vere e proprie tasse occulte» parla anche Federconsumatori.u.

Libertà, 30/12/2017 05:46
Il 2018 non è ancora iniziato a già si presenta con un conto più salato: tutta colpa della “tempesta perfetta” energetica
Paolo Rubino ROMA Per la bolletta della luce la stangata di fine anno è una brutta sorpresa, +5,3%, ben oltre le attese. E’ invece una conferma il maxi -rincaro del gas, +5%, legato al previsto “effetto inverno”. E aumentano anche le tariffe delle Autostrade, in media del +2,74%. Dal primo gennaio il conto per famiglie e pendolari si fa più salato. Per la principale rete autostradale italiana, Autostrade per l’ Italia (gruppo Atlantia), l’ aumento è dell’ 1,51%; per le controllate del gruppo Sias (Gavio) è in media del 3,02%. Sono più pesanti gli aumen ti riconosciuti alle concessionarie Strada dei Parchi, +12,89%, e Milano Serravalle – Milano Tangenziali, +13,91%. E spicca il +52,69% per i trentuno chilometri, da Aosta Ovest a Morgex, gestiti da Rav: è un aumento legato a una sentenza dopo un ricorso della società, come anche nel caso di Strada dei Parchi e Autostrade Meridionali (+5,98%). Mentre, tra gli aumenti più significativi, l’ aumento dei pedaggi per Milano Serravalle e per la A4 Torino -Milano (+8,34%) segue gli investimenti fatti tra il 2013 ed il 2017 per migliorare le tratte. «Aumenti inaccettabili», tuona l’ Unione Nazionale Consumatori: «Rincari del 13,91%, come per la Milano Serra valle, vuol dire mandare in tilt i bilanci dei pendolari». «A famiglia 79 euro in più» E’ in particolare sul fronte di gas e luce che dalle associazioni di consumatori si alza un coro di proteste: l’ Unc calcola che «per una famiglia tipo significa pagare 28 euro in più per la luce e 51 euro in più per il gas nel corso del 2018. Una stangata complessiva pari a 79 euro». Sono rincari decisi dall’ Autorità per l’ Energia all’ appuntamento di fine anno con l’ aggiornamento trimestrale delle «condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela»: la famiglia tipo subirà un incremento del +5,3% per le forniture elettriche e del +5% per quelle gas. Quella che si è scatenata sui costi della luce è una sorta di tempesta perfetta che ha spiazzato anche alcuni tra i più accreditati esperti del settore (che avevano previsto aumenti intorno al +2,5%): «L’ aumento dell’ elettricità – dice infatti l’ Autorità – è legato ad una serie di fattori concomitanti, ben 9, tutti al rialzo, che hanno portato ad una decisa crescita dei prezzi all’ ingrosso nell’ ultimo trimestre». «Colpa dell’ anno arido» Fattori che vanno dalla minore disponibilità di energia nucleare dalla Francia e dall’ aumento delle quotazioni d’ oltralpe, ad una minore efficienza del sistema per alcune limitazioni nei transiti di elettricità sulla rete italiana (in particolare al Sud), all’ impatto «dell’ anno più arido degli ultimi 200 anni», il 2017, sulla generazione idroelettrica nazionale. Più in generale, a determinare l’ aumento delle bollette della luce sono gli incrementi sia dei prezzi all’ ingrosso sia dei costi per la sicurezza del sistema elettrico e per mantenerlo adeguato ed in equilibrio; e «pesa, ma non solo» l’ aumento delle agevolazioni per le aziende energivore. Sul gas incide il previsto effetto stagionale con le attese di «consumi e quotazioni in aumento a livello europeo». «Grave che per la luce siano risaliti gli oneri di sistema, per via delle aziende energivore. Si tratta di tasse occulte», dice tra l’ altro l’ Unione nazionale consumatori. Per il Codacons «si tratta di aumenti del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio -basso».
paolo rubino

Il Cittadino, 30/12/2017 05:43
energia aumenti decisi dall’ authority; le associazioni: «è una stangata»
Caro-bollette, tra pochi giorni luce su del 5,3% e gas del 5%
secondo l’ unione nazionale consumatori ogni famiglia-tipo si ritroverà a pagare in un anno 79 euro in più
Bollette più care da gennaio 2018. Nel primo trimestre del nuovo anno aumenteranno le forniture di elettricità e gas. Ogni famiglia tipo registrerà un incremento del 5,3% per le forniture elettriche e del 5% per quelle del gas. È quanto prevede l’ aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela. Il rincaro delle bollette appesantisce così il bilancio delle famiglie. Nel dettaglio, per l’ elettricità, la spesa (al lordo delle tasse) per la famiglia-tipo nell’ anno nuovo sarà di circa 535 euro, con una variazione del +7,5% rispetto ai 12 mesi dell’ anno precedente. Nello stesso periodo, la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.044 euro, con una variazione del +2,1% rispetto al 2016. «L’ aumento delle tariffe energetiche pesa sui conti delle famiglie ma anche sui costi delle imprese e rende più onerosa la produzione» ha specificato la Coldiretti. «L’ aumento della spesa energetica ha un doppio effetto negativo perché – spiega l’ associazione a tutela dei coltivatori- riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, ma aumenta anche i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l’ agroalimentare. Il costo dell’ energia si riflette infatti in tutta la filiera e riguarda sia le attività agricole ma anche la trasformazione, la conservazione degli alimenti e le serre», conclude Coldiretti. L’ aumento delle bollette equivale a una «stangata» di 79 euro a famiglia, afferma invece l’ Unione Nazionale Consumatori, secondo cui una famiglia tipo dovrà pagare dal primo gennaio 2018 al primo gennaio 2019, 28 euro in più per la luce e 51 euro in più per il gas. Per il Codacons «si tratta di aumenti del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso. I rincari sono poi determinati da fattori speculativi che nulla hanno a che vedere con i costi reali di approvvigionamento». n.

La Stampa, 30/12/2017 05:11
le nuove tariffe a partire da gennaio
Luce e gas, rincari in bolletta del 5% Ogni famiglia spenderà 59 euro in più
Qualche giorno fa l’ Adusbef aveva lanciato l’ allarme sulla stangata in arrivo per i consumatori italiani nel 2018 e adesso le previsioni cominciano a confermarsi, anzi la realtà è peggiore della fantasia. Più nello specifico, sulle bollette di luce e gas Nomisma Energia aveva fatto una previsione di +5% per il metano e +3,5% per l’ elettricità, con il dubbio di aver esagerato, e invece adesso l’ Autorità di settore comunica che dal 1° gennaio e per tutto il trimestre fino al 31 marzo i rincari dei prezzi di tutela saranno rispettivamente del 5% e del 5,3%. Se tutti i comparti (tariffe e beni di consumo) da cui si aspettano cattive sorprese daranno dei responsi pesanti, il conto complessivo per le famiglie sarà ben superiore ai 952 euro di ulteriori spese per famiglia media che calcolava l’ Adusbef. I criteri del Garante L’ Autorità della luce e del gas non ha colpa per gli aumenti: decide in modo quasi automatico, basandosi sull’ andamento dei prezzi del petrolio e del gas, con limitati poteri discrezionali. Nel dettaglio, per l’ elettricità la spesa (al lordo tasse) per la famiglia-tipo nell’ anno «scorrevole» (cioè compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018) sarà di circa 535 euro, con una variazione +7,5% rispetto ai 12 mesi corrispondenti dell’ anno precedente (1° aprile 2016-31 marzo 2017) e questo comporterà un rincaro di circa 37 euro all’ anno. Nello stesso periodo la spesa della famiglia-tipo per la bolletta del metano sarà di circa 1044 euro, con una variazione +2,1% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’ anno precedente, corrispondente a un aumento di circa 22 euro all’ anno. La somma quindi tra gas e luce sarà di 59 euro. Comunque sia l’ entità sia l’ automaticità degli aumenti vengono contestate dalle associazioni. Per esempio l’ Unione Nazionale Consumatori calcola che la famiglia-tipo dovrà pagare per gli aumenti annunciati più di quanto dice l’ Autorità: 28 euro di rincaro per la luce e 51 euro per il gas. Secondo il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, «gli aumenti delle tariffe sono del tutto sproporzionati e avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso». La ripresa dei consumi A determinare gli aumenti sono per l’ elettricità una serie di fattori concomitanti: la ripresa dei consumi, l’ indisponibilità prolungata di alcuni impianti nucleari francesi, alcune limitazioni nei transiti di elettricità sulla rete italiana, e la minore disponibilità di generazione idroelettrica nazionale dovuta alla scarsa piovosità. Sul fronte gas, invece, l’ aumento è determinato dalle dinamiche della stagione invernale, con consumi e quotazioni in aumento a livello europeo, che – in un mercato unico – implicano la crescita dei prezzi anche nel mercato all’ ingrosso italiano. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
luigi grassia

Il Secolo XIX, 30/12/2017 05:00
codacons: aumenti sproporzionati, peseranno sui nuclei numerosi
Luce e gas, rincari del 5% 59 euro in piùper famiglia
elettricità, la spesa media è prevista in 535 euro (+7,5%)
QUALCHE giorno fa l’ Adusbef aveva lanciato l’ allarme sulla stangata in arrivo per i consumatori italiani nel 2018 e adesso le previsioni cominciano a confermarsi, anzi la realtà è peggiore della fantasia. Più nello specifico, sulle bollette di luce e gas Nomisma Energia aveva fatto una previsione di +5 per cento per il metano e +3,5 per cento per l’ elettricità, con il dubbio di aver esagerato, e invece adesso l’ Autorità di settore comunica che dal 1° gennaio e per tutto il trimestre fino al 31 marzo i rincari dei prezzi di tutela saranno rispettivamente del 5 per cento e del 5,3 per cento. Se tutti i comparti (tariffe e beni di consumo) da cui si aspettano cattive sorprese daranno dei responsi pesanti, il conto complessivo per le famiglie sarà ben superiore ai 952 euro di ulteriori spese per famiglia media che calcolava l’ Adusbef. I criteri del Garante L’ Autorità della luce e del gas non ha colpa per gli aumenti: decide in modo quasi automatico, basandosi sul l’ andamento dei prezzi del petrolio e del gas, con limitati poteri discrezionali. Nel dettaglio, per l’ elettricità la spesa (al lordo tasse) per la famiglia -tipo nell’ anno «scorrevole» (cioè compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018) sarà di circa 535 euro, con una variazione +7,5 per cento rispetto ai 12 mesi corrispondenti dell’ anno precedente (1° aprile 2016-31 marzo 2017) e questo comporterà un rincaro di circa 37 euro all’ anno. Nello stesso periodo la spesa della famiglia -tipo per la bolletta del metano sarà di circa 1044 euro, con una variazione +2,1 per cento rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’ an no precedente, corrispondente a un aumento di circa 22 euro all’ anno. Comunque sia l’ entità sia l’ automaticità degli aumenti vengono contestate dalle associazioni. Per esempio l’ Unione Nazionale Consumatori calcola che la famiglia -tipo dovrà pagare per gli aumenti annunciati più di quanto dice l’ Autorità: 28 euro di rincaro per la luce e 51 euro per il gas. Secondo il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, «gli aumenti delle tariffe sono del tutto sproporzionati e avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio -basso». La ripresa dei consumi A determinare gli aumenti sono per l’ elettricità una serie di fattori concomitanti: la ripresa dei consumi, l’ indisponibilità prolungata di alcuni impianti nucleari francesi, alcune limitazioni nei transiti di elettricità sulla rete italiana, e la minore disponibilità di generazione idroelettrica nazionale dovuta alla scarsa piovosità. Sul fronte gas, invece, l’ aumento è determinato dalle dinamiche della stagione invernale, con consumi e quotazioni in aumento a livello europeo, che – in un mercato unico -implicano la crescita dei prezzi anche nel mercato all’ ingrosso italiano.

La Repubblica, 30/12/2017 04:57
il caso
Ruote danneggiate dalle buche, meglio attendere i vigili
Passaggio necessario per avere diritto ai rimborsi Novanta giorni per i verbali e poi fino a 7 anni di attesa Nel 2016 segnalati 5.188 casi Buche killer sulle strade della capitale: dopo la pioggia battente delle ultime ore, sono gli automobilisti le prime vittime delle strade groviera. O meglio, i pneumatici distrutti dalle voragini. L’ ultima buca che ha creato non pochi problemi alla viabilità si è aperta giovedì in via Latini, a San Giovanni, a una manciata di metri dall’ ospedale San Giovanni: «La strada in quel tratto è poco illuminata – racconta Giorgio Sereni – stavo rientrando a casa in tarda serata e non ho notato la voragine che si è aperta nella parte laterale della carreggiata. Purtroppo me ne sono accorto quando ho sentito un violento urto e ho capito che la ruota era finita proprio sulla buca. La macchina – prosegue – ha perso aderenza ma fortunatamente in quel momento non passava nessun’ altra auto. Almeno ho evitato l’ incidente ma la gomma era a terra » . Con la macchina fuori uso ha chiamato il taxi: « Ho parcheggiato l’ auto – prosegue Sereni – e poi ho scattato la foto alle buche. Quindi sono rientrato e in mattinata ho riparato il danno. Nei prossimi giorni incaricherò il legale per procedere con il rimborso dei danni ». « Il consiglio invece » spiegano dal comando Generale della polizia Locale « è di non spostare la macchina e chiamare i vigili urbani. È necessario richiedere il verbale prima di procedere tramite legale per il rimborso a carico del comune. È un atto ufficiale da presentare in sede legale » . Armandosi però di molta pazienza perché in questi casi per avere copia del verbale bisogna attendere 90 giorni. E per il risarcimento l’ attesa può arrivare anche a sette anni. E sebbene i tempi di attesi siano lunghi, secondo le ultime cifre richieste dal Codacons alle assicurazioni di Roma, nel 2016 le pratiche pendenti sono state in totale 5.188. Si tratta di pratiche di risarcimento intentate contro il Comune a seguito di sinistri causati dal dissesto stradale, attraverso lo sportello di conciliazione di Roma capitale o attraverso cause intentate in Tribunale. Di queste 3.239 riguardano sinistri “non in causa”, mentre 1.949 sono gli incidenti determinati da buche stradali che hanno portato ad una causa. Ma non solo a San Giovanni le strade sono diventate pericolose per il passaggio di macchine e motorini. E dopo la pioggia asfalto rotto da San Giovanni a Magliana e Ostiense La testimonianza: “L’ urto e la paura di un frontale” Numerose segnalazioni – sulle voragini che si sono aperte dopo la pioggia di questi ultimi giorni – sono arrivate da diversi quadranti della città. Da via della Magliana, che collega Fiumicino e il quartiere Marconi. Alla via Ostiense, con picchi di voragini soprattutto davanti alla Prefettura e all’ università Roma Tre. Fino a piazza Vallauri, alla Garbatella dove la buca occupa il centro della strada molto insidiosa, perché arriva all’ improvviso dopo la curva. Un annoso problema che puntuale si presenta con l’ arrivo delle piogge. Nonostante le promesse della sindaca Virginia Raggi che aveva garantito per il 2017 un piano di interventi di manutenzione straordinaria da 10 milioni di euro. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
flaminia savelli

La Repubblica, 30/12/2017 04:56
energia e autostrade
Una raffica di aumenti per luce e gas +5% Ma sconti alle imprese
i rincari con le bollette di gennaio. i consumatori: ” tasse occulte” escluse le multinazionali per scongiurare la fuga all’ estero
roma Rincari record del 5% per le bollette di luce e gas. Un antipasto indigesto di una serie di aumenti di tasse e oneri che dal primo gennaio appesantiranno le utenze degli italiani di almeno 2 miliardi. Sempre ieri è arrivata, altrettanto puntuale, la raffica di aumenti per le autostrade: + 2,74% in media, +1,51% per la rete principale, quella di Autostrade per l’ Italia, tra gli altri concessionari spiccano i salassi dell’ 8,34% sulla Torino-Milano e +13,91% sulla Milano-Serravalle. Il + 5,3% in più per l’ elettricità deciso ieri dall’ Autorità per l’ energia è il ritocco più consistente dal 2012, il costo annuo medio a famiglia sale a 535 euro. L’ Autorità ha indicato nove cause diverse per il rialzo: tra questi i prezzi all’ ingrosso, l’ aumento della domanda, lo stop delle importazioni, ma l’ attenzione e la rabbia di consumatori e imprese si concentra sul nuovo incentivo concesso alle aziende energivore. Loro consumano di più e pagano di meno: 1,5 miliardi presi dagli altri utenti. Il 30% arriverà dalle famiglie, il 70% dalle altre imprese. Per Federconsumatori è una stangata da 70 euro, Coldiretti sottolinea « il doppio effetto negativo perché si riduce il potere di acquisto dei cittadini e aumenta anche i costi delle imprese dell’ agroalimentare». Lo sconto lo ha deciso il governo per limitare la fuga delle multinazionali che possono andare altrove in Europa dove l’ elettricità costa tra il 30- 60% in meno. L’ Autorità si è adeguata e non ha nemmeno potuto spalmare l’ impatto sui 12 mesi perché sugli oneri di sistema, che giustamente il Codacons chiama « tasse occulte che andrebbero invece addossate alla fiscalità generale » , già spingono altre voci di rincaro. Sullo sconto agli energivori ci sarà un aggiustamento in corso d’ opera ( si stimano 200 milioni da coprire), seguiranno i certificati bianchi. Il complicato meccanismo che dovrebbe premiare l’ efficienza energetica, ovvero chi consuma di meno, è diventato un macigno sulle bollette. Dai 564 milioni del 2016 si vola al miliardo abbondante di consuntivo 2017 e si dovrebbe arrivare ai 2 miliardi nel corso del 2018. La spesa per famiglia di questa sola voce passerà da 7 a 12 euro. Poi ci sono nuove spese di cui va definito l’ ammontare. Una meritevole: chi non ha il reddito per pagare l’ elettricità e il gas o ha in casa macchinari salvavita ad alto consumo riceve una bonus sociale che pesa 34 milioni, ma solo perché nessuno lo usa: 622 mila famiglie hanno questo sgravio in bolletta (400 mila anche sul gas), secondo l’ Istat sono oltre 3,5 milioni le famiglie in stato di “povertà energetica”. Il prossimo Parlamento dovrebbe trovare un modo per renderlo più accessibile, e anche questo si pagherà in bolletta. Altra novità è il mercato della capacità, un’ opportunità di guadagno per i produttori che potranno essere pagati per aver messo a disposizione alcune centrali in caso di emergenza, ovvero quando l’ offerta ormai consistente degli impianti alimentati da sole e vento dovesse mancare. Si chiama ” mercato della capacità”, in arrivo le prime aste e chi le vincerà sarà pagato, ancora una volta, dalle bollette di tutti noi. Già prevista una coda di aumenti per il 2019 quando sarà riformata la tariffazione generale con l’ effetto che chi consuma poco, ancora una volta le famiglie, pagherà in proporzione un po’ di più. Doveva scattare già quest’ anno, ma l’ ingorgo degli aumenti ha convinto governo e Autorità a rimandare tutto di 12 mesi. Gli oneri di sistema contano per il 20% del prezzo totale ( un altro 13% sono le imposte ” vere”), l’ unico sollievo arriva dagli incentivi alle rinnovabili, la voce più consistente che da due anni si sta riducendo a circa 12 miliardi di spesa l’ anno. Più lineare l’ aumento per il gas: + 5% dovuto alla corsa delle quotazioni internazionali, ma anche al fatto che l’ Italia ha aggravato la sua dipendenza dal metano, le industrie hanno aumentato i consumi dell’ 8% secondo l’ Enea, ma soprattutto si usa sempre più il gas per produrre elettricità ( è il 39% del mix): la siccità ha ridotto il peso dell’ idroelettrico, il nucleare francese è sparito, il carbone è in via d’ estinzione. Così si profila un nuovo circolo vizioso energetico: il gas va comprato all’ estero a prezzi in rialzo, l’ elettricità prodotta con il metano è la più costosa, le imprese chiedono interventi per non scappare. Il governo li concede e utilizza il mezzo di riscossione fiscale più rapido e infallibile che ha a disposizione: le bollette. © RIPRODUZIONE RISERVATA Più caro anche il casello autostradale: in media +2,74% con un picco di quasi il 14% per la tratta Milano-Serravalle.
luca iezzi,

Avvenire, 30/12/2017 04:51
Luce e gas più cari da gennaio
L’ aumento costerà 60 euro l’ anno a famiglia Rincari anche sui pedaggi delle autostrade MILANO Evai di rincari, come da italico copione che si rispetti. Così il 2018 si carica di doni sgraditi, gli aumenti tariffari. Riguarderanno sia le forniture elettriche sia quelle di gas. E ‘must dei must’ non potrà mancare quello dei pedaggi autostradali. L’ Autorità per l’ energia, ha portato la ‘cattiva nuova’ innescando le proteste dei consumatori. Nel dettaglio, nei primi tre mesi del nuovo anno una famiglia tipo vedrà crescere del 5,3% i costi per la corrente e del 5% quelli del gas. Rialzi che, indica la stessa Autorità, comporteranno per ogni nucleo famigliare un aggravio della spesa pari a 59 euro nel cosiddetto ‘anno scorrevole’, quello cioè che va dall’ inizio di aprile alla fine di marzo. A fare scattare l’ aumento dell’ energia elettrica, spiega l’ Autorità, sono stati diversi fattori: la ripresa dei consumi; l’ indisponibilità prolungata di alcuni impianti nucleari francesi; alcune limitazioni nei transiti di elettricità nella rete italiana e la minore disponibilità della generazione idroelettrica dovuta alla scarsa piovosità e l’ aumento stagionale dei prezzi all’ ingrosso del gas a livello europeo. Oltre a un aumento legato alla componente del dispacciamento e a maggiori oneri per le risorse interrompibili e di sistema, questi ultimi dovuti al rafforzamento delle agevolazioni per le imprese energivore, che prenderanno il via il 1° gennaio come annunciato mercoledì scorso dal Mise. Per il gas, invece, l’ aumento è determinato in linea di massima dalle dinamiche della stagione invernale, con consumi e quotazioni in aumento in Europa. Una spiegazione che Emiliano Viafora, presidente di Federconsumatori, contesta: «Per il gas, l’ aumento invernale è un fatto consolidato, sul quale è giunto il momento di indagare meglio». Posto che, secondo l’ associazione, si avverte «la necessità e l’ urgenza di un riordino complessivo del sistema». L’ Unione nazionale consumatori calcola la stangata per l’ intero anno quantificandola in 79 euro: 28 in più per la luce e 51 in più per il gas. «Si tratta di tasse occulte che andrebbero addossate alla fiscalità generale», dice il responsabile del settore dell’ associazione, Pieraldo Isolani. Il presidente del Codacons Carlo Rienzi sottolinea che tra le cause ci sono «anche dagli oneri per la sicurezza del sistema elettrico, che così vengono scaricati interamente sui consumatori». E l’ Osservatorio Adusbef ha aggiornato a 980 euro l’ impatto stimato per ogni famiglia degli aumenti, dall’ alimentazione ai trasporti. Solo pochi giorni fa il dato annunciato era stato di 952 euro. Ecco, i trasporti. Il ‘solito’ decreto del ministero dei Trasporti e di quello dell’ Economia ha autorizzato l’ adeguamento tariffario dei pedaggi. Così per Autostrade per l’ Italia si registrerà un incremento delle tariffe dell’ 1,5%. Un po’ meno della metà rispetto a quello dei nastri d’ asfalto della rete Sias dove la crescita media sarà del 3,02%. L’ aumento medio dei pedaggi, secondo il ministero dei Trasporti è del 2,74%, RIPRODUZIONE RISERVATA.
paolo pittaluga

La Gazzetta dello Sport, 30/12/2017 04:48
Stangata su luce e gas Con il 2018 arrivano aumenti di oltre il 5%
le famiglie sborseranno in media 79 euro in più. crescono pure le autostrade
L’ anno nuovo si apre con una serie di rincari che per il 2018 fanno temere il peggio. Ieri sono stati ufficializzati gli aumenti dal primo gennaio di luce e gas, e non sono nemmeno così irrisori. Il costo delle forniture elettriche crescerà infatti del +5,3%, mentre quello per il gas del +5%. L’ Autorità per l’ energia ha sottolineato che per la luce è stato decisivo l’ incremento dei prezzi all’ ingrosso e dei costi per adeguatezza e sicurezza, mentre per il gas si tratta del previsto effetto invernale. Previsto o meno, il rincaro sulle famiglie italiane si farà sentire: l’ Unione Nazionale Consumatori ha calcolato un aumento quest’ anno di 79 euro a famiglia per entrambe le voci (28 la luce, 51 il gas): «Nonostante ci sia già stato nel precedente trimestre, alle soglie dell’ inverno, un aumento del gas del 2,8% prosegue il rialzo dei prezzi. Grave, poi, che per la luce siano risaliti gli oneri di sistema per via delle aziende energivore. Si tratta di tasse occulte che andrebbero addossate alla fiscalità generale», afferma l’ esperto del settore energia dell’ associazione, Pieraldo Isolani. E il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, gli fa eco: l’ aumento della luce «è causato, tra i vari fattori, anche dagli oneri per la sicurezza del sistema elettrico, che così vengono scaricati interamente sui consumatori». E di stangata parla anche l’ Adusbef, il cui Osservatorio ha prontamente aggiornato a 980 euro l’ impatto stimato per ogni famiglia degli aumenti tariffari per il 2018, dall’ alimentazione ai trasporti. Solo pochi giorni fa il dato era di 952 euro. altri rincari Da lunedì vedremo infatti aumentare anche le tariffe autostradali, con un incremento medio pari al 2,74%. Per la rete del gruppo Sias, il principale gruppo autostradale del NordOvest (controllato da Gavio), la crescita media sarà del 3,02%; per le tratte di competenza di Autostrade per l’ Italia (del gruppo Atlantia) l’ adeguamento sarà dell’ 1,51%. Ma nell’ elenco dei pedaggi pubblicato ieri dal ministero dei Trasporti si arriva anche a un +13,91% per la tratta Milano Serravalle Milano Tangenziali.
elisabetta esposito

La Gazzetta dello Sport, 30/12/2017 04:48
per ridurre la plastica
E per la spesa sacchetti “bio” e a pagamento
Anno nuovo, buste nuove per chi fa la spesa. Tra le novità del 2018 c’ è anche l’ addio ai sacchetti di plastica (leggeri e ultraleggeri), che faranno posto a shopper biodegradabili e compostabili, però a pagamento per i clienti. Una novità che è stata annunciata come l’ ennesima stangata a danno dei consumatori, ma secondo Legambiente non è corretto parlare di caro-spesa. Dal primo gennaio, infatti, entra in vigore la norma – introdotta dal decreto legge Mezzogiorno – che prevede che i sacchetti con spessore di ogni singola parete inferiore a 15 micron, siano biodegradabili e compostabili, con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile di almeno il 40%, che non possano essere riutilizzabili e debbano essere distribuiti esclusivamente a pagamento. Un provvedimento che per questo aspetto manda su tutte le furie le associazioni dei consumatori. Di «tassa occulta a danno dei cittadini italiani, che non ha nulla a che vedere con la giusta battaglia in favore dell’ ambiente», raccontano dal Codacons. Legambiente, puntando sull’ aspetto “ecologista” della decisione, chiede invece che la nuova bioshopper «abbia un costo equo per i clienti», che dovranno utilizzarle per imbustare gli alimenti, dalla frutta alla verdura, carne e pesce, dagli affettati fino ai comuni prodotti della spesa al supermercato. In Europa, secondo uno studio, si consumano ogni anno 100 miliardi di buste per la spesa.

Corriere della Sera, 30/12/2017 04:47
Arrivano gli aumenti di luce e gasDa gennaio bollette più care di 59 euro
l’ elettricità sale del 5,3%, il gas del 5%. la spesa annua per energia della famiglia-tipo sarà di 1.579 euro tabarelli: serve più offerta, sì ai gasdotti
Aumentano le bollette dell’ elettricità e del gas. Dal prossimo primo gennaio è previsto un incremento del 5,3% per le forniture elettriche e del 5% per quelle del gas. Tradotto in euro, l’ aumento in bolletta sarà di 59 euro per famiglia-tipo nel cosiddetto «anno scorrevole», quello cioè che va dall’ inizio di aprile alla fine di marzo. È quanto prevede l’ aggiornamento delle tariffe comunicato ieri dall’ Autorità per l’ energia. A far scattare gli aumenti sono stati i rincari dei prezzi all’ ingrosso e dei costi (per l’ elettricità) mentre per il gas è arrivato il previsto «effetto invernale»: con consumi e quotazioni in salita a livello europeo, crescono infatti anche i prezzi nei mercati all’ ingrosso. Aumenti che poi vengono traslati ai consumatori, con le associazioni che ieri hanno espresso un totale disappunto. «Nonostante le nostre instancabili denunce – ha spiegato Federconsumatori – i cittadini continuano a pagare in bolletta i famigerati oneri di sistema per la dismissione delle centrali nucleari, per le agevolazioni alle imprese energivore, per i regimi tariffari speciali a favore delle ferrovie, per gli incentivi alle fonti rinnovabili». Tutte voci che, secondo l’ associazione, «attraverso un serio e mirato intervento normativo dovrebbero essere riviste e ridimensionate». «Gli incrementi delle tariffe luce e gas sono una vera e propria stangata per le tasche delle famiglie italiane» ha protestato il Codacons, secondo cui si tratta «di tariffe del tutto sproporzionate e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso». Dello stesso parere l’ Unione nazionale consumatori, secondo cui i rialzi per l’ anno solare arriveranno a 79 euro. «Nonostante ci sia già stato nel precedente trimestre, alle soglie dell’ inverno, un aumento del gas del 2,8% – ha spiegato l’ associazione – prosegue il rialzo dei prezzi per chi deve riscaldare la propria abitazione, gravando ulteriormente e pesantemente sui bilanci delle famiglie. Grave, poi, che per la luce siano risaliti gli oneri di sistema, per via delle aziende energivore». Ossia le aziende in cui il costo dell’ energia elettrica incide sensibilmente sul fatturato. Proprio su queste aziende, il ministero dello Sviluppo economico guidato da Carlo Calenda, in attuazione di una recente legge europea, ha firmato nei giorni scorsi il decreto che consentirà loro di ridurre il costo dell’ elettricità. Ma questo rafforzamento delle agevolazioni pesa, per stessa ammissione dell’ Autorità dell’ energia, «direttamente sui consumatori domestici». E sul loro potere d’ acquisto, secondo Coldiretti. «L’ aumento della spesa energetica ha un doppio effetto negativo: riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie e aumenta i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l’ agroalimentare. Il costo dell’ energia – ha sottolineato l’ associazione – si riflette infatti in tutta la filiera e riguarda sia le attività agricole ma anche la trasformazione, la conservazione degli alimenti e le serre».
corinna de cesare

Corriere della Sera (ed. Roma), 30/12/2017 04:47
Befana a piazza Navona, le tre associazioni ammesse da oggi montano gli stand
Solo cinque associazioni partecipanti e solo tre (Codacons, Made in Jail e Giochi di Strada) ammesse alla festa della Befana di piazza Navona, partita in ritardo tra le polemiche sull’ attribuzione delle postazioni (alla famiglia di ambulanti Tredicine), sui costi per la sicurezza e sull’ assenza di attività sociali e per bambini che il Comune ha cercato di assegnare con quest’ ultimo bando lampo. I primi avvisi pubblici di settembre e ottobre, tramite cui il dipartimento Sviluppo economico avrebbe voluto assegnare «iniziative di carattere sociale, didattico-educativo e culturale, anche in lingue straniere rivolte ai bambini, ragazzi e famiglie», si erano infatti conclusi senza vincitori. In entrambi i casi, scriveva il Comune, «nonostante la previsione di una maggiore flessibilità i lavori della commissione giudicatrice si sono conclusi con l’ esclusione di tutte le domande pervenute». Pochi partecipanti. E quei pochi esclusi. «Festa troppo commerciale», avevano già ammonito molte delle associazioni, decise a non rispondere alla manifestazione di interesse del Dipartimento perché, tra gli altri motivi, avrebbero preferito una festa meno commerciale, meno focalizzata sul profitto e più a misura di bambini: «Questa festa – hanno insistito – nasce per i più piccoli, invece negli anni è stato dato troppo spazio alle bancarelle, si è perso lo spirito originario». Il Comune ci ha riprovato con questo terzo bando, pubblicato in ritardo poco prima di Natale, in scadenza giovedì scorso a festività inoltrate e riferito alla sola settimana che comincia oggi e termina con la Befana. Ieri si è riunita nuovamente la commissione giudicatrice. Alla fine, sono stati ammessi Codacons, Made in Jail da sempre vicina ai detenuti e Giochi di Strada che promuove lo sport a fini sociali e terapeutici (esclusi invece Animal Aid e Vacanze Romane). Così, da stamattina e fino al 6 gennaio, le associazioni potranno finalmente allestire gli stand.
erica dellapasqua

Corriere del Mezzogiorno (ed. Bari), 30/12/2017 04:46
Ilva, il passo indietro del governatore
BARI Un primo passo verso un’ intesa complessiva. E una mossa per «sfuggire» al peso politico di una chiusura obbligata dell’ Ilva che avrebbe messo a dura prova le pur forti spalle del governatore Michele Emiliano (in tandem con il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci). A undici giorni della sentenza il presidente della giunta pugliese fa un mezzo dietrofront sul ricorso al Tar. Ovvero blocca le procedure per la sospensiva al decreto ambientale che autorizza l’ Ilva a proseguire la produzione. Esulta Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo Economico, con l’ ausilio di twitter: «Anche la Regione Puglia dopo il Comune di Taranto ha depositato la rinuncia alla richiesta di sospensiva al Tar sul decreto del presidente del Consiglio dei ministri che contiene il Piano Ambientale per Ilva. È un segnale positivo che scongiura il rischio spegnimento il 9 gennaio prossimo. Ora lavoriamo insieme per il ritiro del ricorso». In realtà, poco è cambiato dall’ incontro del 20 dicembre scorso quando a Roma venne sancito il divorzio Calenda-Emiliano. Ma il lessico della politica forse ha un suo spartito da seguire. Tanto che Emiliano, dopo il tweet, si è affrettato a chiarire la sua decisione (sempre via twitter). «Il ricorso sul piano ambientale dell’ Ilva di Taranto – afferma il magistrato in aspettativa – rimane in piedi e non verrà ritirato fino a che non verrà raggiunto un accordo sul piano industriale e ambientale tra tutte le parti del tavolo. Il Natale ha fatto bene a Calenda che, dopo aver fatto saltare la riunione di dicembre, adesso ha espresso il desiderio di lavorare con la Regione Puglia e il Comune di Taranto». Il dibattito tra i due politici non soddisfa il governatore della Liguria, Giovanni Toti (a Genova c’ è l’ impianto di laminazione a freddo): «C’ è ancora un po’ di balletto sul ricorso al Tar della Puglia, ho letto dichiarazioni del ministro Calenda che applaudiva Emiliano e di Emiliano che diceva che non era vero ciò che diceva Calenda. Francamente non ho capito come stanno le cose». Nella vertenza si inserisce anche il Codacons che ha presentato un’ istanza affinché siano resi pubblici tutti i documenti relativi all’ Ilva. «Rispettiamo la rinuncia alla sospensiva da parte della Regione Puglia – è scritto un una nota -, ma i cittadini che non sono inclusi nel tavolo di trattativa col governo e non hanno accesso ai pareri fondamentali del procedimento». Giustifica il dietrofront del governatore Alessandro Marescotti, leader di Peacelink Taranto: «La sospensiva non era indispensabile. Anzi, aver ritirato il ricorso consente di ritardare l’ insediamento di ArcelorMittal a Taranto. È questo il primo obiettivo». E in serata arriva il soccorso di Francesco Boccia (Pd area Emiliano e presidente della commissione Bilancio della Camera): «Su Ilva serve solo trasparenza. Sarebbe opportuno interrompere ogni strumentalizzazione. Emiliano ha fatto quello che era stato preannunciato. Ora è opportuno lavorare nell’ interesse dei tarantini e di tutti coloro che consentono all’ Ilva di produrre acciaio in quelle condizioni». Nella telenovela, che coinvolge 14 mila dipendenti diretti, c’ è un provvedimento concreto che rimette in moto la macchina del pagamenti dell’ indotto. «Ilva – fa sapere l’ amministrazione straordinaria – sta adempiendo ai pagamenti dei debiti verso i fornitori e sarà saldato tutto lo scaduto accumulato fino al 10 dicembre 2017 per un ammontare di 30 milioni che rappresenta la quasi totalità delle cifre esigibili mentre il pagamento di una piccola parte residuale avverrà nei primi giorni di gennaio». Soddisfazione per l’ iniziativa è stata espressa da Teresa Bellanova, viceministro allo Sviluppo Economico: «È una buona notizia. Sommando i 30 milioni odierni ai 220 erogati nel corso dell’ anno frutto di un lavoro specifico in questa direzione». «È estremamente positivo – ha concluso Domenico De Bartolomeo, presidente di Confindustria Puglia – che l’ Ilva stia provvedendo a saldare i debiti. Il ministro Calenda ha dato seguito agli impegni presi verso le imprese del territorio».

Corriere del Veneto, 30/12/2017 04:46
Paritarie, vescovi furibondi per i tagli Mea culpa di Baretta Al via i licei di 4 anni
venezia L’ anatema è arrivato dal vescovo di Chioggia Adriano Tessarollo, che sul suo profilo Facebook ha invitato le famiglie italiane a «dare un calcio a chi ci sta governando facendo queste scelte», e nasce dal taglio di 50 milioni al sistema delle scuole paritarie contenuto nella legge di bilancio 2018. Al coro, seppur con toni più pacati, si sono uniti anche gli altri vescovi del Veneto, dal patriarca di Venezia Francesco Moraglia (che si dice «rammaricato») al vescovo di Padova Claudio Cipolla (che parla di «autogol dello Stato»). E Codacons Veneto rincara la dose: «Trovare le risorse non era impossibile, la sussidiarietà va difesa». Reazioni comprensibili, se si considera che in Veneto le scuole paritarie sono 1.128 e accolgono 81 mila bimbi da tre a sei anni (il 65%, contro il 40% a livello nazionale). Tanto che Pier Paolo Baretta, sottosegretario veneto al ministero dell’ Economia, recita il mea culpa: «Con il taglio alle paritarie abbiamo compiuto un errore, una sconfitta da non sottovalutare né nascondere, scaturita dalla concitazione per la legge di bilancio. Però in tanti anni di lotte abbiamo sempre onorato gli impegni e non abbiamo certo intenzione di arrenderci ora: si può porre rimedio con l’ assestamento di bilancio, con una nuova legge ad hoc o con un accordo Stato-Regione Veneto nell’ ambito della trattativa sull’ autonomia». Per Baretta, il problema nasce dalla confusione tra scuole paritarie e private: «Facciamo fatica a far comprendere la specificità del Veneto, dove le paritarie hanno un ruolo pubblico. Bisogna trovare una soluzione strutturale, al posto di un riconoscimento che va rinnovato ogni anno». Se le elementari soffrono, alle superiori si volta pagina. Il ministero dell’ Istruzione infatti ha pubblicato l’ elenco delle cento scuole secondarie di secondo grado ammesse alla sperimentazione del percorso quadriennale. In Veneto saranno sei: l’ istituto tecnico Girardi di Cittadella, l’ istituto paritario Canossiano di Treviso, il collegio vescovile Pio X di Treviso, l’ istituto Carlo Anti di Villafranca, l’ istituto Aleardi di Verona e il liceo Brocchi di Bassano. Al Carlo Anti (dove gli indirizzi sono quattro) la «pre-sperimentazione» del diploma in quattro anni è partita nel 2014. Le defezioni (tutte volontarie) sono state molte: gli studenti del tecnico informatico erano 27 e oggi sono 18, quelli del classico erano 22 e oggi sono 14. «Ma nel complesso siamo molto soddisfatti – assicura Claudio Pardini, il preside -. Chi non riusciva a tenere il ritmo è tornato al percorso quinquennale, gli altri hanno risposto bene e a giugno faranno la maturità. Ora continueremo solo con il tecnico informatico, ma avremmo proseguito volentieri anche con il classico. Gli studenti hanno lavorato molto da casa, nel pomeriggio, con le classi virtuali riprodotte dalle piattaforme e-learning». Al liceo Brocchi di Bassano (dove gli indirizzi sono sei) partirà una classe di scienze applicate. I posti disponibili sono 25: «I ragazzi faranno 32-33 ore alla settimana, contro le 27 del biennio e le 30 del triennio, e stage all’ estero durante le vacanze – anticipa il preside Gianni Zen -. Diplomarsi in quattro anni conviene a chi vuole fare l’ università all’ estero, dove spesso la maturità si raggiunge a 18 anni. Questo tipo di percorso è aperto a tutti, ma chiede anche di mettere la scuola davanti a tutto: faremo dei colloqui motivazionali per selezionare i candidati».

Il Messaggero (ed. Civitavecchia), 30/12/2017 04:37
Marina San Nicola
ambulanza, chiesta la proroga del servizio
Il nuovo anno rischia di regalare una pessima sorpresa ai cittadini di Marina di San Nicola. Il 31 dicembre scade la proroga concessa dalla Regione Lazio all’ Ares per lo svolgimento del servizio notturno dell’ ambulanza del presidio 118 nella frazione di Ladispoli. è una corsa contro il tempo, in queste ore sia l’ amministrazione comunale che il Codacons si sono attivati in varie sedi istituzionali, già lo scorso ottobre il servizio dalle ore 20 alle 8 aveva rischiato lo smantellamento, poi la Regione Lazio davanti alla mobilitazione popolare aveva concesso la proroga fino a capodanno. Da Ladispoli e Marina di San Nicola sono partiti nuovi appelli al Governatore Zingatetti. «Torniamo a chiedere alla Regione Lazio dice il sindaco Alessandro Grando- di non cancellare il servizio notturno dell’ ambulanza del presidio di Marina di San Nicola. Un punto di riferimento importante per i cittadini del litorale, un valido supporto alle due ambulanza che sono operative presso il presidio del 118 sulla via Aurelia tra Ladispoli e Cerveteri». G.Pal. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Messaggero, 30/12/2017 04:36
Autostrade e bollette: via agli aumenti
`da gennaio più 5,3% per l’ elettricità, il metano rincara del 5% mentre i pedaggi salgono del 2,74% `sull’ energia determinanti l’ incremento dei prezzi all’ ingrosso e l’ aumento dei consumi per il freddo
TARIFFE ROMA Luce, gas e Autostrade più care: il 2018 si apre con un aumento delle bollette e dei costi dei trasporti su gomma. L’ Autorità dell’ Energia ha aggiornato le condizioni economiche di riferimento nei servizi di tutela annunciando che, da gennaio, i prezzi delle forniture elettriche saliranno del 5,3%, mentre quelli del gas aumenteranno del 5%. Dal prossimo anno l’ adeguamento tariffario di competenza di Autostrade per l’ Italia (del gruppo Atlantia) sarà pari all’ 1,51% mentre l’ aumento medio di tutta la rete autostradale sarà del 2,74%. L’ incremento di Autostrade per l’ Italia (circa la metà rispetto al +3,02% disposto dal gruppo Sias, il principale gruppo autostradale del NordOvest controllato dal gruppo Gavio), include il recupero del 70% dell’ inflazione reale e la remunerazione dei nuovi investimenti effettuati. GLI EFFETTI Tornando alle bollette, per quanto riguarda la luce, una famiglia-tipo, nel periodo compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018 (il cosiddetto anno scorrevole composto dal trimestre oggetto dell’ aggiornamento e i tre trimestri precedenti, considerando anche il consumo associato ad ogni trimestre), sarà sottoposta a una spesa di 535 euro, con un aumento del +7,5 rispetto ai 12 mesi dell’ anno precedente e un maggior esborso di 37 euro all’ anno. Nello stesso periodo, la spesa di una famiglia media, per la bolletta del gas, sarà di circa 1.044 euro, con una crescita del 2,1% e un aumento di 22 euro all’ anno. In poche parole, secondo le previsioni della stessa Autorità dell’ Energia, le bollette costeranno 59 euro in più. A giudizio dell’ Unione Nazionale Consumatori, invece, l’ aumento sarà più marcato: 79 euro. Una cifra giudicata eccessiva dal Codacons. A leggere le motivazioni dell’ Autorità, ad ogni modo, i rincari tariffari appaiono inevitabili. Per quanto riguarda l’ elettricità, a determinare l’ aumento è stata la forte crescita dei prezzi all’ ingrosso nell’ ultimo trimestre (+20%) determinata in particolare dalla ripresa dei consumi (+1,6% la domanda elettrica in Italia nei primi 11 mesi del 2017). Inoltre la prolungata indisponibilità di alcuni impianti nucleari francesi, ha fatto crescere le quotazioni dell’ elettricità all’ ingrosso riducendo le importazioni. Per quanto riguarda il gas, invece, l’ aumento è sostanzialmente determinato dalle attese dinamiche legate alle stagioni invernali, con consumi e quotazioni in aumento a livello europeo che, in un mercato unico, implicano la crescita dei prezzi anche nei mercati all’ ingrosso italiani. La variazione del gas, ha spiegato l’ Autorità, è legata alla crescita della componente materia prima, vale a dire all’ aumento delle quotazioni del gas attese nei mercati all’ ingrosso nel prossimo trimestre, anche per effetto della maggiore domanda dei mesi invernali. Incrementi all’ ingrosso influenzati anche dalla riduzione del 50% della capacità di utilizzo del gasdotto Tenp per manutenzione. Michele Di Branco © RIPRODUZIONE RISERVATA.
michele di branco

Il Messaggero, 30/12/2017 04:36
Navona, la beffa del bando Saltano i banchi dei giochi
`festa della befana: 12 le postazioni da assegnare ma si presentano in 5 `due domande escluse, tre i vincitori: c’ è anche un’ associazione di ex detenuti
LA GARA Navona ultimo atto: bene ma non benissimo. Alla fine alla Festa della Befana ci sarà da divertirsi: arriveranno anche le Onlus e le associazioni culturali per far giocare i bambini. Saranno poche però e le famiglie dovranno accontentarsi, così come i più piccoli. Il Campidoglio ci è riuscito. Non senza fatica. Sono serviti tre bandi di gara due quelli annullati nei mesi precedenti poiché le (poche) domande presentate avevano dei vizi formali per portare qualche altro gazebo ai piedi della fontana dei Quattro Fiumi. Ieri il dipartimento Attività produttive ha pubblicato i risultati e la seguente graduatoria. Dall’ ultimo avviso si mettevano a concorso nuovamente 12 postazioni da destinare per l’ appunto ad attività di intrattenimento senza scopi di lucro per i bambini. «Le vere anime della Festa della Befana» sentenzia qualcuno. Ma la partecipazione è stata scarsissima. L’ AVVISO In quanti si sono candidati? Non pensate alle grandi associazioni di volontariato o alle Onlus nazionali e internazionali che, invece, nelle passate edizioni avevano preso parte alla rassegna. A candidarsi, sono stati appena 5 soggetti e alla fine due di loro l’ associazione Vacanze Romane e la Animal Aid sono stati esclusi per aver presentato in maniera errata le domande di partecipazione. Tra i vincitori, l’ associazione Made in Jail creata da un gruppo di ex detenuti (tra cui ex brigatisti) che ha raggiunto il punteggio maggiore. Cosa presenteranno al pubblico per l’ intera settimana prevista dall’ avviso (dal 30 dicembre al 6 gennaio)? I bambini potranno colorare e disegnare su delle magliette che gli verranno poi regalate. «Porteremo in piazza spiega poi Silvio Palermo, tra i fondatori di Made in Jail giocolieri e artisti di strada per dei piccoli spettacoli». Seconda in graduatoria è l’ associazione Asd giochi di strada di Dora Cirulli («Nessuna parentela come lei stessa sottolinea con la famiglia Tredicine, soltanto un caso di omonimia con il cognome della moglie di uno dei fratelli»). L’ associazione porterà alla Festa della Befana i giochi di un tempo: dal ruba bandiera, al salto della campana. I RITARDI La Cirulli aveva fatto domanda per partecipare alla festa nei giorni del 30 e 31 dicembre, primo, 5 e 6 gennaio. In realtà prima della vigilia dell’ Epifania delle sue attività potrebbe non esserci traccia: «La comunicazione è arrivata oggi (ieri, 29 dicembre ndr) spiega dobbiamo trovare i gazebo perché l’ amministrazione non ce li concede, diversamente da quanto fatto lo scorso anno, in più dovremo sbrigare le pratiche assicurative». Senza contare l’ obbligo per i vincitori di dotarsi di un piano sicurezza per le proprie postazioni. Ma di venerdì pomeriggio a meno di 24 ore dall’ inizio delle attività ludiche è difficile trovare uffici aperti soprattutto in giorni di festa. Si preannuncia già il ritardo. Terzo in graduatoria ecco apparire il Codacons, lo stesso che ha interpellato l’ Anac per denunciare una presunta illegittimità sul bando per l’ assegnazione commerciale dei posteggi nella fiera. Cortocircuito? «No, i posteggi per i bambini sono un’ altra cosa e la nostra presenza replica l’ associazione serve a tutelare maggiormente l’ appuntamento». Anche per i consumatori però la decisione di non concedere i gazebo ma di abbonare alle associazioni vincitrici soltanto le spese vive (come l’ occupazione di suolo), non è andata giù. «Non si è mai visto che i soggetti che fanno volontariato accusa il presidente Carlo Rienzi debbano provvedere di tasca propria al noleggio del gazebo». In verità nell’ ottica del risparmio, a cui il Campidoglio tanto tiene, l’ avviso di gara annoverava l’ obbligo per i partecipanti di provvedere in autonomia alle strutture. Camilla Mozzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA.
camilla mozzetti

La Sicilia, 30/12/2017 04:30
scende in campo il codacons
«Fotografate chi usa i botti»
Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons, scende in campo contro i botti di capodanno e chiede a Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e vigili urbani un tour de force e uno speciale dispiegamento di forze oggi e domani per effettuare controlli e sequestrare i botti pericolosi in tutta la città.«Chi mette a rischio la vita propria e quella degli altri va denunciato – afferma Tanasi – per questo invitiamo anche i cittadini a fotografare chi fa esplodere botti e segnalare i responsabili alle forze dell’ ordine».«Già molti Comuni hanno risposto al nostro appello – conclude Tanasi – emanando delibere che vietano i botti nella notte del 31 dicembre, ma occorre fare di più. Ogni 1 gennaio si fa la triste conta di vittime e feriti in Italia legati all’ uso di petardi e altri materiali fatti esplodere per festeggiare l’ arrivo del nuovo anno».Sono molti in provincia i Comuni che hanno vietato i botti per fine anno: tra gli altri Misterbianco, Gravina e Aci Castello.

La Sicilia, 30/12/2017 04:30
In arrivo la stangata di Capodanno Aumentano le bollette di gas e luce
le tariffe schizzano del 5%. scatta la protesta dei consumatori
paolo rubinoRoma. Per la bolletta della luce la stangata di fine anno è una brutta sorpresa, +5,3%, ben oltre le attese. E’ invece una conferma il maxi-rincaro del gas, +5%, legato al previsto “effetto inverno”. E aumentano anche le tariffe delle autostrade, in media del +2,74%. Dal primo gennaio il conto per famiglie e pendolari si fa più salato. Per la principale rete autostradale italiana, Autostrade per l’ Italia (gruppo Atlantia), l’ aumento è dell’ 1,51%; per le controllate del gruppo Sias (Gavio) è in media del 3,02%. Sono più pesanti gli aumenti riconosciuti alle concessionarie Strada dei Parchi, +12,89%, e Milano Serravalle – Milano Tangenziali, +13,91%. E spicca il +52,69% per i trentuno chilometri, da Aosta Ovest a Morgex, gestiti da Rav: è un aumento legato a una sentenza dopo un ricorso della società, come anche nel caso di Strada dei Parchi e Autostrade Meridionali (+5,98%). Mentre, tra gli aumenti più significativi, l’ aumento dei pedaggi per Milano Serravalle e per la A4 Torino-Milano (+8,34%) segue gli investimenti fatti tra il 2013 ed il 2017 per migliorare le tratte. «Aumenti inaccettabili», tuona l’ Unione nazionale consumatori: «Rincari del 13,91%, come per la Milano Serravalle, vuol dire mandare in tilt i bilanci dei pendolari». E’ in particolare sul fronte di gas e luce che dalle associazioni di consumatori si alza un coro di proteste: l’ Unc calcola che «per una famiglia tipo significa pagare 28 euro in più per la luce e 51 euro in più per il gas nel corso del 2018. Una stangata complessiva pari a 79 euro». Sono rincari decisi dall’ Autorità per l’ Energia all’ appuntamento di fine anno con l’ aggiornamento trimestrale delle «condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela»: la famiglia tipo subirà un incremento del +5,3% per le forniture elettriche e del +5% per quelle gas. Quella che si è scatenata sui costi della luce è una sorta di tempesta perfetta che ha spiazzato anche alcuni tra i più accreditati esperti del settore (che avevano previsto aumenti intorno al +2,5%): «L’ aumento dell’ elettricità – dice infatti l’ Autorità – è legato ad una serie di fattori concomitanti, ben 9, tutti al rialzo, che hanno portato ad una decisa crescita dei prezzi all’ ingrosso nell’ ultimo trimestre (+20% del Prezzo unico nazionale solo a novembre rispetto ad ottobre)». Fattori che vanno dalla minore disponibilità di energia nucleare dalla Francia e dall’ aumento delle quotazioni d’ oltralpe, ad una minore efficienza del sistema per alcune limitazioni nei transiti di elettricità sulla rete italiana (in particolare al Sud), all’ impatto «dell’ anno più arido degli ultimi 200 anni», il 2017, sulla generazione idroelettrica nazionale. Più in generale, a determinare l’ aumento delle bollette della luce sono gli incrementi sia dei prezzi all’ ingrosso sia dei costi per la sicurezza del sistema elettrico e per mantenerlo adeguato ed in equilibrio; e «pesa, ma non solo» l’ aumento delle agevolazioni per le aziende energivore. Sul gas incide il previsto effetto stagionale con le attese di «consumi e quotazioni in aumento a livello europeo». «Grave che per la luce siano risaliti gli oneri di sistema, per via delle aziende energivore. Si tratta di tasse occulte», dice tra l’ altro l’ Unione nazionale consumatori. Per il Codacons «si tratta di aumenti del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso». Di «vere e proprie tasse occulte» parla anche Federconsumatori che invoca «un serio e mirato intervento normativo». E Adiconsum denuncia che «i consumatori italiani pagano l’ energia più cara d’ Europa. E’ arrivato il momento – avverte – di rivedere complessivamente l’ assetto del sistema elettro-energetico italiano».
paolo rubino

La Gazzetta del Mezzogiorno, 30/12/2017 04:27
Luce, gas e autostrade stangata sulle famiglie
rincari da gennaio in alcuni casi anche superiori alle attese
ROMA. Per la bolletta della luce la stangata di fine anno è una brutta sorpresa, +5,3%, ben oltre le attese. E’ in vece una conferma il maxi -rincaro del gas, +5%, legato al previsto ‘effetto invernò. E aumentano anche le tariffe delle Autostrade, in media del +2,74%. Dal primo gennaio il conto per famiglie e pendolari si fà più salato. Per la principale rete autostradale italiana, Autostrade per l’ Italia (gruppo Atlantia), l’ aumento è dell’ 1,51%; per le controllate del gruppo Sias (Gavio) è in media del 3,02%. Sono più pesanti gli aumenti riconosciuti alle concessionarie Strada dei Parchi, + 12,89%, e Milano Serravalle – Milano Tangenziali, +13,91%. E spicca il +52,69% per i trentuno chilometri, da Aosta Ovest a Morgex, gestiti da Rav: è un aumento legato a una sentenza dopo un ricorso della società, come anche nel caso di Strada dei Parchi e Autostrade Meridionali (+5,98%). Mentre, tra gli aumenti più significativi, l’ aumento dei pedaggi per Milano Serravalle e per la A4 Torino -Milano (+8,34%) segue gli investimenti fatti tra il 2013 ed il 2017 per migliorare le tratte. «Aumenti inaccettabili», tuona l’ Unione Nazionale Consumatori: «Rincari del 13,91%, come per la Milano Serravalle, vuol dire mandare in tilt i bilanci dei pendolari». E’ in particolare sul fronte di gas e luce che dalle associazioni di consumatori si alza un coro di proteste: l’ Unc calcola che «per una famiglia tipo significa pagare 28 euro in più per la luce e 51 euro in più per il gas nel corso del 2018. Una stangata complessiva pari a 79 euro». Sono rincari decisi dall’ Au torità per l’ Energia all’ appuntamento di fine anno con l’ aggiornamento trimestrale delle «condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela»: la famiglia tipo subirà un incremento del +5,3% per le forniture elettriche e del +5% per quelle gas. Quella che si è scatenata sui costi della luce è una sorta di tempesta perfetta che ha spiazzato anche alcuni tra i più accreditati esperti del settore (che avevano previsto aumenti intorno al +2,5%): «L’ aumento dell’ elettricità – dice infatti l’ Autorità – è legato ad una serie di fattori concomitanti, ben 9, tutti al rialzo, che hanno portato ad una decisa crescita dei prezzi all’ ingrosso nell’ ultimo trimestre (+20% del Prezzo Unico Nazionale solo a novembre rispetto ad ottobre)». Fattori che vanno dalla minore disponibilità di energia nucleare dalla Francia e dall’ aumento delle quotazioni d’ oltralpe, ad una minore efficienza del sistema per alcune limitazioni nei transiti di elettricità sulla rete italiana (in particolare al Sud), all’ impatto «dell’ anno più arido degli ultimi 200 anni», il 2017, sulla generazione idroelettrica nazionale. Più in generale, a determinare l’ aumento delle bollette della luce sono gli incrementi sia dei prezzi all’ ingrosso sia dei costi per la sicurezza del sistema elettrico e per mantenerlo adeguato ed in equilibrio; e «pesa, ma non solo» l’ au mento delle agevolazioni per le aziende energivore. Sul gas incide il previsto effetto stagionale con le attese di «consumi e quotazioni in aumento a livello europeo». «Grave che per la luce siano risaliti gli oneri di sistema, per via delle aziende energivore. Si tratta di tasse occul te», dice tra l’ altro l’ Unione Nazionale Consumatori. Per il Codacons “si tratta di aumenti del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio -basso». Di «vere e proprie tasse occulte» parla anche Federconsumatori che invoca «un serio e mirato intervento normativo». E Adiconsum denuncia che «i consumatori italiani pagano l’ energia più cara d’ Eu ropa. E’ arrivato il momento – avverte di rivedere complessivamente l’ assetto del sistema elettro -energetico italiano». Paolo Rubino.
paolo rubino

Il Giornale, 30/12/2017 04:15
Capodanno con la stangata Salassi su luce, gas e pedaggi
l’ energia costerà alle famiglie in media altri 80 euro finisce l’ era dei sacchetti gratis per frutta e verdura
Capodanno amaro per gli italiani. Da lunedì arrivano pesanti rincari per le tariffe di elettricità, gas e autostrade nonché nuovi balzelli come quello sui sacchetti di plastica per frutta e verdura. Ma andiamo con ordine: ieri l’ Authority per l’ Energia ha reso noti gli incrementi dei prezzi delle bollette che comporteranno per le famiglie un rialzo dei prezzi del 5,3% per le forniture elettriche e del 5% per quelle di gas. L’ aggiornamento delle condizioni economiche nei servizi di tutela risente dell’ impennata dei prezzi all’ ingrosso e dei costi connessi alla sicurezza delle forniture. Il gas, invece, sconta il consueto effetto invernale nel quale vi è una crescita della domanda finalizzata all’ utilizzo per il riscaldamento. Nel dettaglio per l’ elettricità la spesa (al lordo delle tasse) per la famiglia-tipo nell’ anno compreso tra il primo aprile 2017 e il 31 marzo 2018 sarà di circa 535 euro, con un aumento del +7,5% rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente, corrispondente ad un aumento di circa 37 euro l’ anno. Nello stesso periodo la spesa della famiglia-tipo per la bolletta del gas con un rialzo del +2,1% annuo, corrispondente ad un aumento di circa 22 euro. Secondo l’ Unione nazionale consumatori, nell’ anno solare 2018 (dal primo gennaio al 31 dicembre), questi rincari comporteranno una stangata complessiva da 79 euro (28 euro in più a famiglia per la luce e 51 euro in più per il gas). Sempre da lunedì questi incrementi tariffari saranno accompagnati anche da quelli dei pedaggi della rete di competenza di Autostrade per l’ Italia, che saliranno dell’ 1,51 per cento. I pedaggi sulla rete del gruppo Sias, invece, aumenteranno del 3,02 per cento. È quanto prevede il decreto dei ministeri dell’ economia e delle Infrastrutture emanato sulla base della convenzione unica con le concessionarie autostradali che prevede «il recupero del 70% dell’ inflazione reale e la remunerazione dei nuovi investimenti effettuati». Gli utenti della Tangenziale esterna di Milano e della Brebemi, invece, usufruiranno di tariffe pressoché invariate (eccezion fatta per le interconnessioni con la A1 e la A4) se dotati di Telepass Family o Business. Nel paniere dei rincari rientra anche la «tassa sulla spesa» visto che da lunedì saranno obbligatori i sacchetti biodegradabili anche per alimenti sfusi come frutta, verdura, carni, pesce. Il costo potrebbe variare da 2 a 10 centesimi per ogni sacchetto che, tra l’ altro, non sarà nemmeno riutilizzabile al pari di quelli comunemente usati per la spesa. «Si tratta di aumenti delle tariffe del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso», ha commentato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, sottolinenando che, per quanto riguarda l’ energia, «i rincari sono determinati da fattori speculativi che nulla hanno a che vedere con i costi reali di approvvigionamento». Insomma, il 2018 parte male e per fortuna che non è ancora iniziato…

Il Giornale d’Italia, 30/12/2017 04:00
nel 2018 ancora stangate per le famiglie
Troppi “aumenti”, e non è periodo…
non solo il rincaro sulla spesa. sale anche il peso delle bollette. e per il codacons è “un incremento sproporzionato”. e federconsumatori chiede di riordinare il sistema
Non solo la spesa più cara, da gennaio diventano più salate anche le bollette. Il 2018 inizia con la stangata per le famiglie italiane che vedranno un incremento del +5,3% per le forniture elettriche mentre per quelle gas del +5%. A prevederlo è l’ aggiornamento delle condizioni economiche comunicate dall’ Autorità per l’ energia sottolineando che per l’ elettricità è stato decisivo l’ incremento dei prezzi all’ ingrosso e dei costi per adeguatezza e sicurezza mentre per il gas arriva il previsto effetto invernale. Nel dettaglio, spiega l’ Authority di settore, l’ aumento per l’ energia elettrica è determinato dalla crescita dei costi di approvvigionamento, che contribuisce per circa +3,8% alla variazione complessiva della spesa per il cliente tipo. Rincaro che al suo interno comprende la variazione del +1,3% dei costi di acquisto, del +1,2% circa dei costi di dispacciamento e del +1,3% circa della componente di perequazione per il recupero tra costi di approvvigionamento attesi e quelli reali registrati nei trimestri precedenti. Il rialzo degli oneri generali di sistema contribuisce al +1,9% sulla spesa del cliente tipo, determinato per intero dalla variazione della componente degli oneri generali per la copertura degli incentivi alle imprese a forte consumo di energia, mentre sono stabili tutte le altre componenti. I rialzi sono controbilanciati in parte dal calo delle tariffe di trasmissione, distribuzione e misura, -0,5% sulla spesa del cliente tipo. Si arriva così al +5,3% finale per la spesa complessiva del cliente tipo. La variazione del gas è invece sostanzialmente legata alla crescita della componente ‘materia prima’, cioè all’ aumento delle quotazioni del gas attese nei mercati all’ ingrosso nel prossimo trimestre, anche per effetto della maggiore domanda dei mesi invernali. Incrementi all’ ingrosso che sono influenzati anche dalla riduzione del 50% della capacità di utilizzo del gasdotto TENP (il gasdotto che collega i giacimenti olandesi all’ Italia) per manutenzione. Un leggero incremento, afferma l’ Autorità, è dovuto anche alla componente relativa al trasporto. Aumenti in parte controbilanciati dalla riduzione, con il suo azzeramento, della componente per la gradualità nell’ applicazione della riforma delle condizioni economiche del servizio di tutela. Conti alla mano, quindi, per una famiglia tipo che spende circa 535 euro all’ anno di luce e oltre mille euro di gas, l’ Authority prevede un aumento complessivo di circa 59 euro nell’ arco di 12 mesi (secondo una stima fatta sul periodo che va da aprile 2017 al marzo 2018). Un aumento sproporzionato, secondo il Codacons, che definisce l’ incremento una vera e propria stangata per le tasche delle famiglie italiane “che saranno costrette a spendere di più per utilizzare beni primari e indispensabili come il gas e la luce”. “Si tratta di aumenti delle tariffe del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio -basso – spiega il presidente Carlo Rienzi – I rincari sono poi determinati da fattori speculativi che nulla hanno a che vedere con i costi reali di approvvigionamento: basti pensare che alla base del rialzo del +5% del gas vi è la prevista maggiore domanda per i mesi invernali, mentre l’ incremento del +5,3% per l’ elettricità è causato, tra i vari fattori, anche dagli oneri per la sicurezza del sistema elettrico, che così vengono scaricati interamente sui consumatori”. A chiedere di riordinare il sistema è invece Federconsumatori. Il rincaro comunicato dall’ Autorità per l’ energia “rispecchia in pieno quan to denunciamo da tempo: per quanto riguarda il gas, l’ aumento nel periodo invernale è un fatto consolidato, sul quale è giunto il momento di indagare meglio. Per quanto riguarda l’ energia elettrica, pesa soprattutto l’ incidenza eccessiva degli oneri di sistema, che conoscono un nuovo aumento dovuto al rafforzamento delle agevolazioni per le industrie energivore (+1,9%)” dice Emilio Viafora, presidente della Federconsumatori. “Nella Relazione annuale dell’ Autorità- aggiunge- lo stesso Presidente Guido Bortoni ha messo in evidenza la situazione inammissibile relativa alle vere e proprie tasse occulte che si annidano all’ interno delle bollette dell’ energia elettrica e del gas. Nonostante le nostre instancabili denunce in tal senso, infatti, i cittadini continuano a pagare in bolletta i famigerati oneri di sistema per la dismissione delle centrali nucleari, per le agevolazioni alle imprese energivore, per i regimi tariffari speciali a favore delle ferrovie, per gli incentivi alle fronti rinnovabili”. Tutte voci – secondo Federconsumatori, che, attraverso un serio e mirato intervento normativo, dovrebbero essere riviste e ridimensionate. Quella di luce e gas non è l’ unica spesa che aumenterà con il nuovo anno: dal primo gennaio, salvo proroghe dell’ ultima ora, le borse di plastica ultraleggere usate per frutta e verdura ma anche pesce e altri prodotti alimentari, saranno a pagamento.

Giornale di Sicilia (ed. Siracusa-Ragusa), 30/12/2017 03:47
guardia di finanza. bloccati 372 mila pezzi in due aziende di misterbianco e san giovanni la punta. tra i fuochi illegali la gigantesca e pericolosa «fontana ruotando»
Sequestrate due tonnellate di botti, denunciati due imprenditori
O OO È già gara a chi la spara più grossa. La «bomba Maradona» è ormai un classico del … bestiario pirotecnico di Capodanno, ma la Guardia di Finanza ha trovato in queste ore anche altro in due aziende del settore a Misterbianco e San Giovanni La Punta. Ad esempio, un botto dalle dimensioni di un copertone di motorino che si chiama «Fontana ruotando» e promette gran rumore. Con tutti i rischi del caso. I militari hanno proceduto a sequestrare «Fontane» e fuochi illegali di vario genere, forme e colori: in totale due tonnellate di esplosivi, oltre 372 mila pezzi. Un catanese e un collega originario della Cina sono stati denunciati. Ai due imprenditori sono stati contestati i reati di commercio abusivo e omessa denuncia di materie esplodenti: «Sono fattispecie per le quali, oltre all’ ammenda, il codice penale prevede la sanzione dell’ arresto fino a 18 mesi», ricorda il Comando provinciale delle Fiamme gialle in una nota diffusa ieri. I militari riferiscono di avere «constatato nel corso di controlli il superamento dei limiti quantitativi consentiti, ma anche il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza». «Quei prodotti – aggiungono – erano custoditi insieme a mate riale infiammabile all’ interno di depositi dov’ erano, peraltro, presenti elementi elettrici attivi». Forze dell’ ordine al lavoro contro i soliti irresponsabili di ogni fine anno. A poliziotti, carabinieri, finanzieri e vigili urbani ha intanto rivolto ieri un appello il catanese Francesco Tanasi, segretario nazionale dell’ associazione consumatori Codacons: «Serve uno speciale dispiegamento di forze nei giorni 30 e 31 dicembre per effettuare controlli in tutte le città. Chi mette a rischio la vita propria e quella degli altri va denunciato. Per questo invitiamo anche i cittadini a fotografare e segnalare i responsabili alle autorità». Tanasi ricorda come siano già stati emanati provvedimenti «anti -botti» da molte amministrazioni comunali. Tra queste, Catania. Il sindaco Enzo Bianco ha firmato nei giorni scorsi un’ ordinanza che vieta «scoppi di petardi e simili dal 30 dicembre al 7 gennaio». Ieri, infine, il Comune ha proibito pure la somministrazione e la vendita di bevande in vetro e di superalcolici di gradazione superiore ai 21 gradi in piazza Duomo, piazza Università e nelle vie limitrofe e fino ad un raggio di 200 metri, a partire dalle ore 14 del 31 dicembre e fino alle ore 6 dell’ 1 gennaio. (*GEM*)

Il Gazzettino, 30/12/2017 03:40
Tariffe e pedaggi l’ immancabile botto di Capodanno
rincari molto superiori all’ inflazione per i servizi in concessione luce 7,5 %, gas 2,1%. autostrade: ve-bl 1,51%, ve-ts 1,88% bs-pd 2,08%
LA STANGATA ROMA Luce, gas e autostrade più care: il 2018 si apre con un aumento delle bollette e dei pedaggi ben superiore all’ inflazione. Una stangata da oltre 590 euro l’ anno di aggravio per ogni famiglia. L’ Autorità dell’ Energia ha aggiornato tariffe e pedaggi: da gennaio, i prezzi delle forniture elettriche saliranno del 5,3%, mentre quelli del gas aumenteranno del 5%. I pedaggi delle autostrade variano a seconda degli aumenti concessi ad ognisingolo gestore, ma il maggiore concessionario, Autostrade per l’ Italia (del gruppo Atlantia) ha ottenuto licenza di rincarare i pedaggi dell’ 1,51%. Le società concessionarie stanno calcolando, tratta per tratta, il valore del rincaro. Nel Veneto e nel Friuli, Autostrade per l’ Italia gestisce la A23 tra Udine Sud e Tarvisio, la Villesse-Gorizia e la A27 Venezia-Belluno (il pedaggio tra le due città dovrebbe probabilmente passare da 11,30 a 11,50 euro). Alla Brescia-Padova l’ aumento concesso ha raggiunto il 2,08% (che varrebbe 20 cent tra Padova e Brescia). Sulla Brennero-Modena gli aumenti saranno dell’ 1,67% (10 cent tra Bolzano e Verona). VENEZIA-TRIESTE Ad Autovie Venete, che gestisce l’ autostrada A4 Serenissima tra Venezia e Trieste, la A23 tra Palmanova e Udine Sud, e la A34 Villesse-Gorizia, è stato riconosciuto un incremento dei pedaggi in misura maggiore, per remunerare gli investimenti per la terza corsia: l’ 1,88%. In pratica l’ attuale pedaggio di 14,80 euro che si paga per andare da Venezia Mestre a Trieste potrebbe aumentare di altri 30 centesimi. Sulla A4 Serenissima il pedaggio Venezia-Verona crescerebbe invece di dieci centesimi. Il decreto ha concesso un piccolo aumento dei pedaggi (0,32%) anche alla Cav, che gestisce il sistema A4-A57. La società veneta è stata la prima a comunicare ufficialmente le nuove tariffe: ed è una buona notizia, non ci sarà alcun aumento. Lo 0,32% infatti vale meno di 5 centesimi su tutte le tratte per le auto e le moto e quindi verrà arrotondato a zero. Per i mezzi pesanti, invece, l’ aumento supera i 5 cent su alcune tratte e verrà quindi arrotondato per legge a 10 centesimi. Gli arrotondamenti, positivi e negativi, vengono comunque recuperati nei prossimi anni. LE BOLLETTE Per quanto riguarda la luce, una famiglia-tipo sarà sottoposta a una spesa di 535 euro, con un aumento del +7,5 rispetto ai 12 mesi dell’ anno precedente e un maggior esborso di 37 euro all’ anno. Nello stesso periodo, la spesa di una famiglia media, per la bolletta del gas, sarà di circa 1.044 euro, con una crescita del 2,1% e un aumento di 22 euro all’ anno. In poche parole, secondo le previsioni della stessa Autorità dell’ Energia, le bollette costeranno 59 euro in più. A giudizio dell’ Unione Nazionale Consumatori, invece, l’ aumento sarà più marcato: 79 euro. Una cifra giudicata eccessiva dal Codacons. Per quanto riguarda l’ elettricità, a determinare l’ aumento è stata la forte crescita dei prezzi all’ ingrosso nell’ ultimo trimestre (+20%)). Per quanto riguarda il gas, invece, l’ aumento è sostanzialmente determinato dall’ aumentata richiesta nei mesi invernali. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Messaggero Veneto, 30/12/2017 03:35
Bollette di luce e gas, arriva la stangata
dal primo gennaio del 2018 rincarano le tariffe dei gestori. e viaggiare in autostrada costerà anche fino al 52% in più
di Michele Di Branco wROMAStangata di fine anno su luce, gas e autostrade: ecco l’ amara sorpresa che gli italiani troveranno riflessa nella calza della Befana. L’ Autorità dell’ Energia ha aggiornato le condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela annunciando che, da gennaio, le tariffe per le forniture elettriche saliranno del 5,3%, mentre quelle del gas faranno un balzo in avanti del 5%. E sempre ieri Autostrade per l’ Italia ha annunciato che dal 2018 l’ adeguamento tariffario di competenza sarà pari all’ 1,51%. L’ incremento (la metà rispetto al +3,02% disposto dal gruppo Sias, il principale gruppo autostradale del NordOvest controllato dal gruppo Gavio), include il recupero del 70% dell’ inflazione reale e la remunerazione dei nuovi investimenti effettuati. L’ impatto del triplo aumento sarà significativo. E L’ Autorità dell’ Energia, in particolare, ha quantificato quello che riguarda luce e gas. Per quel che riguarda i consumi elettrici una famiglia-tipo, nel periodo compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018, avrà una spesa di 535 euro, con un aumento del 7,5% rispetto ai 12 mesi dell’ anno precedente e una maggiore spesa di 37 euro all’ anno. Nello stesso periodo, la spesa della famiglia tipo per la bolletta del gas sarà di circa 1.044 euro, con una crescita del 2,1% e un aumento di 22 euro all’ anno. In poche parole, secondo le previsioni della stessa Autorità, le bollette costeranno 59 euro in più. Vale a dire 20 euro in meno di quanto è pronta a scommettere l’ Unione Nazionale Consumatori, secondo la quale dobbiamo prepararci ad una “stangata” da 79 euro complessivi. Tanto che il Codacons ha protestato parlando di «aumenti delle tariffe del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso». Tornando alle Autostrade, il ministero dei Trasporti ha spiegato che l’ aumento medio dei pedaggi sulla rete autostradale italiana sarà del 2,74% dal 1° gennaio 2018. Balzo record per i 31 chilometri della concessionaria Rav, Aosta Ovest-Morgex, +52%. E tra gli aumenti più significativi anche il +13,91% per Milano Serravalle-Milano Tangenziali e il +8,34% della Torino-Milano. In molti casi, i salassi sono legati a cause giudiziarie e a lavori di ristrutturazione. Mentre per quanto riguarda l’ elettricità, a determinare l’ aumento è stata la forte crescita dei prezzi all’ ingrosso nell’ ultimo trimestre (+20%) determinata in particolare dalla ripresa dei consumi (+1,6% la domanda elettrica in Italia nei primi 11 mesi del 2017). Inoltre la prolungata indisponibilità di alcuni impianti nucleari francesi, ha fatto crescere le quotazioni dell’ elettricità all’ ingrosso riducendo le importazioni. Quanto al gas, invece, l’ aumento è sostanzialmente determinato dalle attese dinamiche legate alla stagione invernale, con consumi e quotazioni in aumento a livello europeo che, in un mercato unico, implicano la crescita dei prezzi anche nei mercati all’ ingrosso italiani. La variazione del gas, ha spiegato l’ Autorità, è legata alla crescita della componente “materia prima”, vale a dire all’ aumento delle quotazioni del gas attese nei mercati all’ ingrosso nel prossimo trimestre, anche per effetto della maggiore domanda dei mesi invernali. Incrementi all’ ingrosso influenzati anche dalla riduzione del 50% della capacità di utilizzo del gasdotto Tenp (il gasdotto che collega i giacimenti olandesi all’ Italia) per manutenzione. Occorre comunque ricordare che le famiglie a basso reddito hanno uno strumento per difendersi dai rincari che consiste nel “bonus gas ed energia elettrica”, una misura introdotta due anni fa dal governo e che permette ai nuclei a basso reddito di ottenere una riduzione delle bollette dei consumi energetici. I bonus, ad esempio, consentono una riduzione fino al 30% (rispetto ai consumi annui), per redditi da 8.107,5 euro con una soglia massima di 20mila euro per le famiglie con almeno 4 figli a carico. Tra l’ altro i bonus sono ancora poco utilizzati dalle famiglie: nel 2016 su 2 milioni di aventi diritto ne ha usufruito solo il 34% per l’ elettricità e il 27% per il gas. E di questi solo il 30% ha rinnovato la richiesta nel corso del 2017. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
michele di branco

La Tribuna di Treviso, 30/12/2017 03:32
le associazioni degli ex soci
«Con la bancarotta nuovi scenari per i risparmiatori»
le reazioni
TREVISOSe la richiesta di stato di insolvenza per Veneto Banca proposta dal pm trevigiano Massimo De Bortoli venisse accettata dal tribunale civile di Treviso, questa aprirebbe nuovi scenari per i risparmiatori che hanno azioni della popolare di Montebelluna. “La domanda di insolvenza farà finalmente chiarezza su quanto è accaduto in Veneto: l’ intervento di carattere amministrativo della Bce è inspiegabilmente la “base giuridica” su cui poggia il decreto del governo, che ha portato alla liquidazione coatta di Veneto Banca – ha spiegato l’ avvocato Andrea Arman, presidente del coordinamento “don Torta” -. Se era in insolvenza bisogna allora capire cosa è successo, attraverso l’ indagine fallimentare. Se fallimento ci sarà, questo non si deve solo alla gestione Consoli. Per noi a far fallire Veneto Banca ha contribuito anche chi è venuto dopo di lui, ad esempio Carrus, che doveva salvarla. L’ indagine fallimentare sarà un’ operazione che deve portare alla verità sull’ esproprio subito dagli azionisti veneti”.Per alcuni le ripercussioni potrebbero verificarsi anche tra quanti hanno aderito al piano di ristoro proposto dalle due banche. “Se dovesse verificarsi il fallimento potrebbero andarci di mezzo quanti hanno ricevuto il 15%, che sarebbero a rischio revocatoria”, ha spiegato Patrizio Miatello (Ezzelino III da Onara). “Lo stato di insolvenza è stato già dichiarato, motivo per cui sono giunti alla liquidazione coatta amministrativa – ha proseguito il tributarista padovano Loris Mazzon -. Con la bancarotta fraudolenta si aprirebbero scenari completamente nuovi e probabilmente positivi per i risparmiatori: tanti nuovi soggetti “potenti” sarebbero chiamati a rispondere”. Ma quella di far causa alla banca non è l’ unica strada da percorrere. “Non è una grande notizia per i consumatori, non si va certo verso porti sicuri – ha commentato l’ avvocato Fulvio Cavallari, responsabile regione Veneto di Adusbef -. Dopo il decreto di giugno scorso noi con altre associazioni abbiamo suggerito ai risparmiatori altre strade, non quelle legali, decisione ancora valida. L’ unica alternativa da perseguire, per chi volesse intraprendere una causa, è contro le società di revisione che hanno certificato i bilanci delle due ex popolari venete”.”Se Veneto Banca dovesse fallire le condizioni per gli azionisti migliorerebbero, perché finalmente risulterebbe l’ incostituzionalità del decreto legge del giugno scorso, che ha consegnato le due ex popolari venete a Banca Intesa”, ha proseguito Franco Conte, responsabile veneto della Codacons. “In questo caso specifico ci sono normative che si sovrappongono: prima la banca è stata messa in liquidazione, ora arriverebbe il fallimento – ha spiegato l’ avvocato Matteo Moschini del Movimento difesa del cittadino di Treviso – mai verificatesi prima. Quel che è certo è che la situazione della banca e dei manager, anche dopo Consoli, si aggrava: con il fallimento possono essere contestati altri reati. Per gli azionisti e obbligazionisti subordinati ora ci sono più possibilità per accedere ai risarcimenti”. Per “Dacci i soldi Veneto Banca” la cura doveva essere politica fin dal 2015, con il commissariamento e la nazionalizzazione della banca come fatto con Mps: “Si sarebbe evitato questo disastro di proporzioni mai viste e la spesa per lo stato sarebbe stata la stessa”.”Sono buone notizie e suffragano l’ ipotesi che a portarci in questo disastro siano stati diversi protagonisti, non solo Consoli, ma anche gli ultimi consigli di amministrazione – ha commentato Fabio Bello di “Dacci i soldi Veneto Banca” – L’ immobilismo di Atlante che non ha fatto praticamente nulla per evitare il disastro lo avevamo già ricordato negli interventi alle ultime assemblee soci”. Nicola Brillo.

La Tribuna di Treviso, 30/12/2017 03:32
Bollette e pedaggi, arriva la stangata
dal primo gennaio del 2018 rincarano le tariffe di luce e gas. e viaggiare in autostrada costerà anche fino al 52% in più
di Michele Di Branco wROMAStangata di fine anno su luce, gas e autostrade: ecco l’ amara sorpresa che gli italiani troveranno riflessa nella calza della Befana. L’ Autorità dell’ Energia ha aggiornato le condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela annunciando che, da gennaio, le tariffe per le forniture elettriche saliranno del 5,3%, mentre quelle del gas faranno un balzo in avanti del 5%. E sempre ieri Autostrade per l’ Italia ha annunciato che dal 2018 l’ adeguamento tariffario di competenza sarà pari all’ 1,51%. L’ incremento (la metà rispetto al +3,02% disposto dal gruppo Sias, il principale gruppo autostradale del NordOvest controllato dal gruppo Gavio), include il recupero del 70% dell’ inflazione reale e la remunerazione dei nuovi investimenti effettuati. L’ impatto del triplo aumento sarà significativo. E L’ Autorità dell’ Energia, in particolare, ha quantificato quello che riguarda luce e gas. Per quel che riguarda i consumi elettrici una famiglia-tipo, nel periodo compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018, avrà una spesa di 535 euro, con un aumento del 7,5% rispetto ai 12 mesi dell’ anno precedente e una maggiore spesa di 37 euro all’ anno. Nello stesso periodo, la spesa della famiglia tipo per la bolletta del gas sarà di circa 1.044 euro, con una crescita del 2,1% e un aumento di 22 euro all’ anno. In poche parole, secondo le previsioni della stessa Autorità, le bollette costeranno 59 euro in più. Vale a dire 20 euro in meno di quanto è pronta a scommettere l’ Unione Nazionale Consumatori, secondo la quale dobbiamo prepararci ad una “stangata” da 79 euro complessivi. Tanto che il Codacons ha protestato parlando di «aumenti delle tariffe del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso». Tornando alle Autostrade, il ministero dei Trasporti ha spiegato che l’ aumento medio dei pedaggi sulla rete autostradale italiana sarà del 2,74% dal 1° gennaio 2018. Balzo record per i 31 chilometri della concessionaria Rav, Aosta Ovest-Morgex, +52%. E tra gli aumenti più significativi anche il +13,91% per Milano Serravalle-Milano Tangenziali e il +8,34% della Torino-Milano. In molti casi, i salassi sono legati a cause giudiziarie e a lavori di ristrutturazione. Mentre per quanto riguarda l’ elettricità, a determinare l’ aumento è stata la forte crescita dei prezzi all’ ingrosso nell’ ultimo trimestre (+20%) determinata in particolare dalla ripresa dei consumi (+1,6% la domanda elettrica in Italia nei primi 11 mesi del 2017). Inoltre la prolungata indisponibilità di alcuni impianti nucleari francesi, ha fatto crescere le quotazioni dell’ elettricità all’ ingrosso riducendo le importazioni. Quanto al gas, invece, l’ aumento è sostanzialmente determinato dalle attese dinamiche legate alla stagione invernale, con consumi e quotazioni in aumento a livello europeo che, in un mercato unico, implicano la crescita dei prezzi anche nei mercati all’ ingrosso italiani. La variazione del gas, ha spiegato l’ Autorità, è legata alla crescita della componente “materia prima”, vale a dire all’ aumento delle quotazioni del gas attese nei mercati all’ ingrosso nel prossimo trimestre, anche per effetto della maggiore domanda dei mesi invernali. Incrementi all’ ingrosso influenzati anche dalla riduzione del 50% della capacità di utilizzo del gasdotto Tenp (il gasdotto che collega i giacimenti olandesi all’ Italia) per manutenzione. Occorre comunque ricordare che le famiglie a basso reddito hanno uno strumento per difendersi dai rincari che consiste nel “bonus gas ed energia elettrica”, una misura introdotta due anni fa dal governo e che permette ai nuclei a basso reddito di ottenere una riduzione delle bollette dei consumi energetici. I bonus, ad esempio, consentono una riduzione fino al 30% (rispetto ai consumi annui), per redditi da 8.107,5 euro con una soglia massima di 20mila euro per le famiglie con almeno 4 figli a carico. Tra l’ altro i bonus sono ancora poco utilizzati dalle famiglie: nel 2016 su 2 milioni di aventi diritto ne ha usufruito solo il 34% per l’ elettricità e il 27% per il gas. E di questi solo il 30% ha rinnovato la richiesta nel corso del 2017. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
michele di branco

La Nuova di Venezia e Mestre, 30/12/2017 03:31
Bollette e pedaggi, arriva la stangata
dal primo gennaio del 2018 rincarano le tariffe di luce e gas. e viaggiare in autostrada costerà anche fino al 52% in più
di Michele Di Branco wROMAStangata di fine anno su luce, gas e autostrade: ecco l’ amara sorpresa che gli italiani troveranno riflessa nella calza della Befana. L’ Autorità dell’ Energia ha aggiornato le condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela annunciando che, da gennaio, le tariffe per le forniture elettriche saliranno del 5,3%, mentre quelle del gas faranno un balzo in avanti del 5%. E sempre ieri Autostrade per l’ Italia ha annunciato che dal 2018 l’ adeguamento tariffario di competenza sarà pari all’ 1,51%. L’ incremento (la metà rispetto al +3,02% disposto dal gruppo Sias, il principale gruppo autostradale del NordOvest controllato dal gruppo Gavio), include il recupero del 70% dell’ inflazione reale e la remunerazione dei nuovi investimenti effettuati. L’ impatto del triplo aumento sarà significativo. E L’ Autorità dell’ Energia, in particolare, ha quantificato quello che riguarda luce e gas. Per quel che riguarda i consumi elettrici una famiglia-tipo, nel periodo compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018, avrà una spesa di 535 euro, con un aumento del 7,5% rispetto ai 12 mesi dell’ anno precedente e una maggiore spesa di 37 euro all’ anno. Nello stesso periodo, la spesa della famiglia tipo per la bolletta del gas sarà di circa 1.044 euro, con una crescita del 2,1% e un aumento di 22 euro all’ anno. In poche parole, secondo le previsioni della stessa Autorità, le bollette costeranno 59 euro in più. Vale a dire 20 euro in meno di quanto è pronta a scommettere l’ Unione Nazionale Consumatori, secondo la quale dobbiamo prepararci ad una “stangata” da 79 euro complessivi. Tanto che il Codacons ha protestato parlando di «aumenti delle tariffe del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso». Tornando alle Autostrade, il ministero dei Trasporti ha spiegato che l’ aumento medio dei pedaggi sulla rete autostradale italiana sarà del 2,74% dal 1° gennaio 2018. Balzo record per i 31 chilometri della concessionaria Rav, Aosta Ovest-Morgex, +52%. E tra gli aumenti più significativi anche il +13,91% per Milano Serravalle-Milano Tangenziali e il +8,34% della Torino-Milano. In molti casi, i salassi sono legati a cause giudiziarie e a lavori di ristrutturazione. Mentre per quanto riguarda l’ elettricità, a determinare l’ aumento è stata la forte crescita dei prezzi all’ ingrosso nell’ ultimo trimestre (+20%) determinata in particolare dalla ripresa dei consumi (+1,6% la domanda elettrica in Italia nei primi 11 mesi del 2017). Inoltre la prolungata indisponibilità di alcuni impianti nucleari francesi, ha fatto crescere le quotazioni dell’ elettricità all’ ingrosso riducendo le importazioni. Quanto al gas, invece, l’ aumento è sostanzialmente determinato dalle attese dinamiche legate alla stagione invernale, con consumi e quotazioni in aumento a livello europeo che, in un mercato unico, implicano la crescita dei prezzi anche nei mercati all’ ingrosso italiani. La variazione del gas, ha spiegato l’ Autorità, è legata alla crescita della componente “materia prima”, vale a dire all’ aumento delle quotazioni del gas attese nei mercati all’ ingrosso nel prossimo trimestre, anche per effetto della maggiore domanda dei mesi invernali. Incrementi all’ ingrosso influenzati anche dalla riduzione del 50% della capacità di utilizzo del gasdotto Tenp (il gasdotto che collega i giacimenti olandesi all’ Italia) per manutenzione. Occorre comunque ricordare che le famiglie a basso reddito hanno uno strumento per difendersi dai rincari che consiste nel “bonus gas ed energia elettrica”, una misura introdotta due anni fa dal governo e che permette ai nuclei a basso reddito di ottenere una riduzione delle bollette dei consumi energetici. I bonus, ad esempio, consentono una riduzione fino al 30% (rispetto ai consumi annui), per redditi da 8.107,5 euro con una soglia massima di 20mila euro per le famiglie con almeno 4 figli a carico. Tra l’ altro i bonus sono ancora poco utilizzati dalle famiglie: nel 2016 su 2 milioni di aventi diritto ne ha usufruito solo il 34% per l’ elettricità e il 27% per il gas. E di questi solo il 30% ha rinnovato la richiesta nel corso del 2017. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
michele di branco

La Nuova di Venezia e Mestre, 30/12/2017 03:31
le associazioni degli ex soci
«Con la bancarotta nuovi scenari per i risparmiatori»
le reazioni
TREVISOSe la richiesta di stato di insolvenza per Veneto Banca proposta dal pm trevigiano Massimo De Bortoli venisse accettata dal tribunale civile di Treviso, questa aprirebbe nuovi scenari per i risparmiatori che hanno azioni della popolare di Montebelluna. “La domanda di insolvenza farà finalmente chiarezza su quanto è accaduto in Veneto: l’ intervento di carattere amministrativo della Bce è inspiegabilmente la “base giuridica” su cui poggia il decreto del governo, che ha portato alla liquidazione coatta di Veneto Banca – ha spiegato l’ avvocato Andrea Arman, presidente del coordinamento “don Torta” -. Se era in insolvenza bisogna allora capire cosa è successo, attraverso l’ indagine fallimentare. Se fallimento ci sarà, questo non si deve solo alla gestione Consoli. Per noi a far fallire Veneto Banca ha contribuito anche chi è venuto dopo di lui, ad esempio Carrus, che doveva salvarla. L’ indagine fallimentare sarà un’ operazione che deve portare alla verità sull’ esproprio subito dagli azionisti veneti”.Per alcuni le ripercussioni potrebbero verificarsi anche tra quanti hanno aderito al piano di ristoro proposto dalle due banche. “Se dovesse verificarsi il fallimento potrebbero andarci di mezzo quanti hanno ricevuto il 15%, che sarebbero a rischio revocatoria”, ha spiegato Patrizio Miatello (Ezzelino III da Onara). “Lo stato di insolvenza è stato già dichiarato, motivo per cui sono giunti alla liquidazione coatta amministrativa – ha proseguito il tributarista padovano Loris Mazzon -. Con la bancarotta fraudolenta si aprirebbero scenari completamente nuovi e probabilmente positivi per i risparmiatori: tanti nuovi soggetti “potenti” sarebbero chiamati a rispondere”. Ma quella di far causa alla banca non è l’ unica strada da percorrere. “Non è una grande notizia per i consumatori, non si va certo verso porti sicuri – ha commentato l’ avvocato Fulvio Cavallari, responsabile regione Veneto di Adusbef -. Dopo il decreto di giugno scorso noi con altre associazioni abbiamo suggerito ai risparmiatori altre strade, non quelle legali, decisione ancora valida. L’ unica alternativa da perseguire, per chi volesse intraprendere una causa, è contro le società di revisione che hanno certificato i bilanci delle due ex popolari venete”.”Se Veneto Banca dovesse fallire le condizioni per gli azionisti migliorerebbero, perché finalmente risulterebbe l’ incostituzionalità del decreto legge del giugno scorso, che ha consegnato le due ex popolari venete a Banca Intesa”, ha proseguito Franco Conte, responsabile veneto della Codacons. “In questo caso specifico ci sono normative che si sovrappongono: prima la banca è stata messa in liquidazione, ora arriverebbe il fallimento – ha spiegato l’ avvocato Matteo Moschini del Movimento difesa del cittadino di Treviso – mai verificatesi prima. Quel che è certo è che la situazione della banca e dei manager, anche dopo Consoli, si aggrava: con il fallimento possono essere contestati altri reati. Per gli azionisti e obbligazionisti subordinati ora ci sono più possibilità per accedere ai risarcimenti”. Per “Dacci i soldi Veneto Banca” la cura doveva essere politica fin dal 2015, con il commissariamento e la nazionalizzazione della banca come fatto con Mps: “Si sarebbe evitato questo disastro di proporzioni mai viste e la spesa per lo stato sarebbe stata la stessa”.”Sono buone notizie e suffragano l’ ipotesi che a portarci in questo disastro siano stati diversi protagonisti, non solo Consoli, ma anche gli ultimi consigli di amministrazione – ha commentato Fabio Bello di “Dacci i soldi Veneto Banca” – L’ immobilismo di Atlante che non ha fatto praticamente nulla per evitare il disastro lo avevamo già ricordato negli interventi alle ultime assemblee soci”. Nicola Brillo.

Il Mattino di Padova, 30/12/2017 03:30
Bollette e pedaggi, arriva la stangata
dal primo gennaio del 2018 rincarano le tariffe di luce e gas. e viaggiare in autostrada costerà anche fino al 52% in più
di Michele Di Branco wROMAStangata di fine anno su luce, gas e autostrade: ecco l’ amara sorpresa che gli italiani troveranno riflessa nella calza della Befana. L’ Autorità dell’ Energia ha aggiornato le condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela annunciando che, da gennaio, le tariffe per le forniture elettriche saliranno del 5,3%, mentre quelle del gas faranno un balzo in avanti del 5%. E sempre ieri Autostrade per l’ Italia ha annunciato che dal 2018 l’ adeguamento tariffario di competenza sarà pari all’ 1,51%. L’ incremento (la metà rispetto al +3,02% disposto dal gruppo Sias, il principale gruppo autostradale del NordOvest controllato dal gruppo Gavio), include il recupero del 70% dell’ inflazione reale e la remunerazione dei nuovi investimenti effettuati. L’ impatto del triplo aumento sarà significativo. E L’ Autorità dell’ Energia, in particolare, ha quantificato quello che riguarda luce e gas. Per quel che riguarda i consumi elettrici una famiglia-tipo, nel periodo compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018, avrà una spesa di 535 euro, con un aumento del 7,5% rispetto ai 12 mesi dell’ anno precedente e una maggiore spesa di 37 euro all’ anno. Nello stesso periodo, la spesa della famiglia tipo per la bolletta del gas sarà di circa 1.044 euro, con una crescita del 2,1% e un aumento di 22 euro all’ anno. In poche parole, secondo le previsioni della stessa Autorità, le bollette costeranno 59 euro in più. Vale a dire 20 euro in meno di quanto è pronta a scommettere l’ Unione Nazionale Consumatori, secondo la quale dobbiamo prepararci ad una “stangata” da 79 euro complessivi. Tanto che il Codacons ha protestato parlando di «aumenti delle tariffe del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso». Tornando alle Autostrade, il ministero dei Trasporti ha spiegato che l’ aumento medio dei pedaggi sulla rete autostradale italiana sarà del 2,74% dal 1° gennaio 2018. Balzo record per i 31 chilometri della concessionaria Rav, Aosta Ovest-Morgex, +52%. E tra gli aumenti più significativi anche il +13,91% per Milano Serravalle-Milano Tangenziali e il +8,34% della Torino-Milano. In molti casi, i salassi sono legati a cause giudiziarie e a lavori di ristrutturazione. Mentre per quanto riguarda l’ elettricità, a determinare l’ aumento è stata la forte crescita dei prezzi all’ ingrosso nell’ ultimo trimestre (+20%) determinata in particolare dalla ripresa dei consumi (+1,6% la domanda elettrica in Italia nei primi 11 mesi del 2017). Inoltre la prolungata indisponibilità di alcuni impianti nucleari francesi, ha fatto crescere le quotazioni dell’ elettricità all’ ingrosso riducendo le importazioni. Quanto al gas, invece, l’ aumento è sostanzialmente determinato dalle attese dinamiche legate alla stagione invernale, con consumi e quotazioni in aumento a livello europeo che, in un mercato unico, implicano la crescita dei prezzi anche nei mercati all’ ingrosso italiani. La variazione del gas, ha spiegato l’ Autorità, è legata alla crescita della componente “materia prima”, vale a dire all’ aumento delle quotazioni del gas attese nei mercati all’ ingrosso nel prossimo trimestre, anche per effetto della maggiore domanda dei mesi invernali. Incrementi all’ ingrosso influenzati anche dalla riduzione del 50% della capacità di utilizzo del gasdotto Tenp (il gasdotto che collega i giacimenti olandesi all’ Italia) per manutenzione. Occorre comunque ricordare che le famiglie a basso reddito hanno uno strumento per difendersi dai rincari che consiste nel “bonus gas ed energia elettrica”, una misura introdotta due anni fa dal governo e che permette ai nuclei a basso reddito di ottenere una riduzione delle bollette dei consumi energetici. I bonus, ad esempio, consentono una riduzione fino al 30% (rispetto ai consumi annui), per redditi da 8.107,5 euro con una soglia massima di 20mila euro per le famiglie con almeno 4 figli a carico. Tra l’ altro i bonus sono ancora poco utilizzati dalle famiglie: nel 2016 su 2 milioni di aventi diritto ne ha usufruito solo il 34% per l’ elettricità e il 27% per il gas. E di questi solo il 30% ha rinnovato la richiesta nel corso del 2017. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
michele di branco

Gazzetta di Reggio, 30/12/2017 03:30
Bollette e pedaggi, arriva la stangata
dal primo gennaio del 2018 rincarano le tariffe di luce e gas. e viaggiare in autostrada costerà anche fino al 52% in più
di Michele Di Branco wROMAStangata di fine anno su luce, gas e autostrade: ecco l’ amara sorpresa che gli italiani troveranno riflessa nella calza della Befana. L’ Autorità dell’ Energia ha aggiornato le condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela annunciando che, da gennaio, le tariffe per le forniture elettriche saliranno del 5,3%, mentre quelle del gas faranno un balzo in avanti del 5%. E sempre ieri Autostrade per l’ Italia ha annunciato che dal 2018 l’ adeguamento tariffario di competenza sarà pari all’ 1,51%. L’ incremento (la metà rispetto al +3,02% disposto dal gruppo Sias, il principale gruppo autostradale del NordOvest controllato dal gruppo Gavio), include il recupero del 70% dell’ inflazione reale e la remunerazione dei nuovi investimenti effettuati. L’ impatto del triplo aumento sarà significativo. E L’ Autorità dell’ Energia, in particolare, ha quantificato quello che riguarda luce e gas. Per quel che riguarda i consumi elettrici una famiglia-tipo, nel periodo compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018, avrà una spesa di 535 euro, con un aumento del 7,5% rispetto ai 12 mesi dell’ anno precedente e una maggiore spesa di 37 euro all’ anno. Nello stesso periodo, la spesa della famiglia tipo per la bolletta del gas sarà di circa 1.044 euro, con una crescita del 2,1% e un aumento di 22 euro all’ anno. In poche parole, secondo le previsioni della stessa Autorità, le bollette costeranno 59 euro in più. Vale a dire 20 euro in meno di quanto è pronta a scommettere l’ Unione Nazionale Consumatori, secondo la quale dobbiamo prepararci ad una “stangata” da 79 euro complessivi. Tanto che il Codacons ha protestato parlando di «aumenti delle tariffe del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso». Tornando alle Autostrade, il ministero dei Trasporti ha spiegato che l’ aumento medio dei pedaggi sulla rete autostradale italiana sarà del 2,74% dal 1° gennaio 2018. Balzo record per i 31 chilometri della concessionaria Rav, Aosta Ovest-Morgex, +52%. E tra gli aumenti più significativi anche il +13,91% per Milano Serravalle-Milano Tangenziali e il +8,34% della Torino-Milano. In molti casi, i salassi sono legati a cause giudiziarie e a lavori di ristrutturazione. Mentre per quanto riguarda l’ elettricità, a determinare l’ aumento è stata la forte crescita dei prezzi all’ ingrosso nell’ ultimo trimestre (+20%) determinata in particolare dalla ripresa dei consumi (+1,6% la domanda elettrica in Italia nei primi 11 mesi del 2017). Inoltre la prolungata indisponibilità di alcuni impianti nucleari francesi, ha fatto crescere le quotazioni dell’ elettricità all’ ingrosso riducendo le importazioni. Quanto al gas, invece, l’ aumento è sostanzialmente determinato dalle attese dinamiche legate alla stagione invernale, con consumi e quotazioni in aumento a livello europeo che, in un mercato unico, implicano la crescita dei prezzi anche nei mercati all’ ingrosso italiani. La variazione del gas, ha spiegato l’ Autorità, è legata alla crescita della componente “materia prima”, vale a dire all’ aumento delle quotazioni del gas attese nei mercati all’ ingrosso nel prossimo trimestre, anche per effetto della maggiore domanda dei mesi invernali. Incrementi all’ ingrosso influenzati anche dalla riduzione del 50% della capacità di utilizzo del gasdotto Tenp (il gasdotto che collega i giacimenti olandesi all’ Italia) per manutenzione. Occorre comunque ricordare che le famiglie a basso reddito hanno uno strumento per difendersi dai rincari che consiste nel “bonus gas ed energia elettrica”, una misura introdotta due anni fa dal governo e che permette ai nuclei a basso reddito di ottenere una riduzione delle bollette dei consumi energetici. I bonus, ad esempio, consentono una riduzione fino al 30% (rispetto ai consumi annui), per redditi da 8.107,5 euro con una soglia massima di 20mila euro per le famiglie con almeno 4 figli a carico. Tra l’ altro i bonus sono ancora poco utilizzati dalle famiglie: nel 2016 su 2 milioni di aventi diritto ne ha usufruito solo il 34% per l’ elettricità e il 27% per il gas. E di questi solo il 30% ha rinnovato la richiesta nel corso del 2017. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
michele di branco

La Provincia Pavese, 30/12/2017 03:30
di Michele Di Branco wROMAStangata di fine anno su luce, gas e autostrade: ecco l’ amara sorpresa …
di Michele Di Branco wROMAStangata di fine anno su luce, gas e autostrade: ecco l’ amara sorpresa che gli italiani troveranno riflessa nella calza della Befana. L’ Autorità dell’ Energia ha aggiornato le condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela annunciando che, da gennaio, le tariffe per le forniture elettriche saliranno del 5,3%, mentre quelle del gas faranno un balzo in avanti del 5%. E sempre ieri Autostrade per l’ Italia ha annunciato che dal 2018 l’ adeguamento tariffario di competenza sarà pari all’ 1,51%. L’ incremento (la metà rispetto al +3,02% disposto dal gruppo Sias, il principale gruppo autostradale del NordOvest controllato dal gruppo Gavio), include il recupero del 70% dell’ inflazione reale e la remunerazione dei nuovi investimenti effettuati. L’ impatto del triplo aumento sarà significativo. E L’ Autorità dell’ Energia, in particolare, ha quantificato quello che riguarda luce e gas. Per quel che riguarda i consumi elettrici una famiglia-tipo, nel periodo compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018, avrà una spesa di 535 euro, con un aumento del 7,5% rispetto ai 12 mesi dell’ anno precedente e una maggiore spesa di 37 euro all’ anno. Nello stesso periodo, la spesa della famiglia tipo per la bolletta del gas sarà di circa 1.044 euro, con una crescita del 2,1% e un aumento di 22 euro all’ anno. In poche parole, secondo le previsioni della stessa Autorità, le bollette costeranno 59 euro in più. Vale a dire 20 euro in meno di quanto è pronta a scommettere l’ Unione Nazionale Consumatori, secondo la quale dobbiamo prepararci ad una “stangata” da 79 euro complessivi. Tanto che il Codacons ha protestato parlando di «aumenti delle tariffe del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso». Tornando alle Autostrade, il ministero dei Trasporti ha spiegato che l’ aumento medio dei pedaggi sulla rete autostradale italiana sarà del 2,74% dal 1° gennaio 2018. Balzo record per i 31 chilometri della concessionaria Rav, Aosta Ovest-Morgex, +52%. E tra gli aumenti più significativi anche il +13,91% per Milano Serravalle-Milano Tangenziali e il +8,34% della Torino-Milano. In molti casi, i salassi sono legati a cause giudiziarie e a lavori di ristrutturazione. Mentre per quanto riguarda l’ elettricità, a determinare l’ aumento è stata la forte crescita dei prezzi all’ ingrosso nell’ ultimo trimestre (+20%) determinata in particolare dalla ripresa dei consumi (+1,6% la domanda elettrica in Italia nei primi 11 mesi del 2017). Inoltre la prolungata indisponibilità di alcuni impianti nucleari francesi, ha fatto crescere le quotazioni dell’ elettricità all’ ingrosso riducendo le importazioni. Quanto al gas, invece, l’ aumento è sostanzialmente determinato dalle attese dinamiche legate alla stagione invernale, con consumi e quotazioni in aumento a livello europeo che, in un mercato unico, implicano la crescita dei prezzi anche nei mercati all’ ingrosso italiani. La variazione del gas, ha spiegato l’ Autorità, è legata alla crescita della componente “materia prima”, vale a dire all’ aumento delle quotazioni del gas attese nei mercati all’ ingrosso nel prossimo trimestre, anche per effetto della maggiore domanda dei mesi invernali. Incrementi all’ ingrosso influenzati anche dalla riduzione del 50% della capacità di utilizzo del gasdotto Tenp (il gasdotto che collega i giacimenti olandesi all’ Italia) per manutenzione. Occorre comunque ricordare che le famiglie a basso reddito hanno uno strumento per difendersi dai rincari che consiste nel “bonus gas ed energia elettrica”, una misura introdotta due anni fa dal governo e che permette ai nuclei a basso reddito di ottenere una riduzione delle bollette dei consumi energetici. I bonus, ad esempio, consentono una riduzione fino al 30% (rispetto ai consumi annui), per redditi da 8.107,5 euro con una soglia massima di 20mila euro per le famiglie con almeno 4 figli a carico. Tra l’ altro i bonus sono ancora poco utilizzati dalle famiglie: nel 2016 su 2 milioni di aventi diritto ne ha usufruito solo il 34% per l’ elettricità e il 27% per il gas. E di questi solo il 30% ha rinnovato la richiesta nel corso del 2017. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Corriere delle Alpi, 30/12/2017 03:30
le associazioni degli ex soci
«Con la bancarotta nuovi scenari per i risparmiatori»
le reazioni
TREVISOSe la richiesta di stato di insolvenza per Veneto Banca proposta dal pm trevigiano Massimo De Bortoli venisse accettata dal tribunale civile di Treviso, questa aprirebbe nuovi scenari per i risparmiatori che hanno azioni della popolare di Montebelluna. “La domanda di insolvenza farà finalmente chiarezza su quanto è accaduto in Veneto: l’ intervento di carattere amministrativo della Bce è inspiegabilmente la “base giuridica” su cui poggia il decreto del governo, che ha portato alla liquidazione coatta di Veneto Banca – ha spiegato l’ avvocato Andrea Arman, presidente del coordinamento “don Torta” -. Se era in insolvenza bisogna allora capire cosa è successo, attraverso l’ indagine fallimentare. Se fallimento ci sarà, questo non si deve solo alla gestione Consoli. Per noi a far fallire Veneto Banca ha contribuito anche chi è venuto dopo di lui, ad esempio Carrus, che doveva salvarla. L’ indagine fallimentare sarà un’ operazione che deve portare alla verità sull’ esproprio subito dagli azionisti veneti”.Per alcuni le ripercussioni potrebbero verificarsi anche tra quanti hanno aderito al piano di ristoro proposto dalle due banche. “Se dovesse verificarsi il fallimento potrebbero andarci di mezzo quanti hanno ricevuto il 15%, che sarebbero a rischio revocatoria”, ha spiegato Patrizio Miatello (Ezzelino III da Onara). “Lo stato di insolvenza è stato già dichiarato, motivo per cui sono giunti alla liquidazione coatta amministrativa – ha proseguito il tributarista padovano Loris Mazzon -. Con la bancarotta fraudolenta si aprirebbero scenari completamente nuovi e probabilmente positivi per i risparmiatori: tanti nuovi soggetti “potenti” sarebbero chiamati a rispondere”. Ma quella di far causa alla banca non è l’ unica strada da percorrere. “Non è una grande notizia per i consumatori, non si va certo verso porti sicuri – ha commentato l’ avvocato Fulvio Cavallari, responsabile regione Veneto di Adusbef -. Dopo il decreto di giugno scorso noi con altre associazioni abbiamo suggerito ai risparmiatori altre strade, non quelle legali, decisione ancora valida. L’ unica alternativa da perseguire, per chi volesse intraprendere una causa, è contro le società di revisione che hanno certificato i bilanci delle due ex popolari venete”.”Se Veneto Banca dovesse fallire le condizioni per gli azionisti migliorerebbero, perché finalmente risulterebbe l’ incostituzionalità del decreto legge del giugno scorso, che ha consegnato le due ex popolari venete a Banca Intesa”, ha proseguito Franco Conte, responsabile veneto della Codacons. “In questo caso specifico ci sono normative che si sovrappongono: prima la banca è stata messa in liquidazione, ora arriverebbe il fallimento – ha spiegato l’ avvocato Matteo Moschini del Movimento difesa del cittadino di Treviso – mai verificatesi prima. Quel che è certo è che la situazione della banca e dei manager, anche dopo Consoli, si aggrava: con il fallimento possono essere contestati altri reati. Per gli azionisti e obbligazionisti subordinati ora ci sono più possibilità per accedere ai risarcimenti”. Per “Dacci i soldi Veneto Banca” la cura doveva essere politica fin dal 2015, con il commissariamento e la nazionalizzazione della banca come fatto con Mps: “Si sarebbe evitato questo disastro di proporzioni mai viste e la spesa per lo stato sarebbe stata la stessa”.”Sono buone notizie e suffragano l’ ipotesi che a portarci in questo disastro siano stati diversi protagonisti, non solo Consoli, ma anche gli ultimi consigli di amministrazione – ha commentato Fabio Bello di “Dacci i soldi Veneto Banca” – L’ immobilismo di Atlante che non ha fatto praticamente nulla per evitare il disastro lo avevamo già ricordato negli interventi alle ultime assemblee soci”. Nicola Brillo.

Corriere delle Alpi, 30/12/2017 03:30
Bollette e pedaggi, arriva la stangata
dal primo gennaio del 2018 rincarano le tariffe di luce e gas. e viaggiare in autostrada costerà anche fino al 52% in più
di Michele Di Branco wROMAStangata di fine anno su luce, gas e autostrade: ecco l’ amara sorpresa che gli italiani troveranno riflessa nella calza della Befana. L’ Autorità dell’ Energia ha aggiornato le condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela annunciando che, da gennaio, le tariffe per le forniture elettriche saliranno del 5,3%, mentre quelle del gas faranno un balzo in avanti del 5%. E sempre ieri Autostrade per l’ Italia ha annunciato che dal 2018 l’ adeguamento tariffario di competenza sarà pari all’ 1,51%. L’ incremento (la metà rispetto al +3,02% disposto dal gruppo Sias, il principale gruppo autostradale del NordOvest controllato dal gruppo Gavio), include il recupero del 70% dell’ inflazione reale e la remunerazione dei nuovi investimenti effettuati. L’ impatto del triplo aumento sarà significativo. E L’ Autorità dell’ Energia, in particolare, ha quantificato quello che riguarda luce e gas. Per quel che riguarda i consumi elettrici una famiglia-tipo, nel periodo compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018, avrà una spesa di 535 euro, con un aumento del 7,5% rispetto ai 12 mesi dell’ anno precedente e una maggiore spesa di 37 euro all’ anno. Nello stesso periodo, la spesa della famiglia tipo per la bolletta del gas sarà di circa 1.044 euro, con una crescita del 2,1% e un aumento di 22 euro all’ anno. In poche parole, secondo le previsioni della stessa Autorità, le bollette costeranno 59 euro in più. Vale a dire 20 euro in meno di quanto è pronta a scommettere l’ Unione Nazionale Consumatori, secondo la quale dobbiamo prepararci ad una “stangata” da 79 euro complessivi. Tanto che il Codacons ha protestato parlando di «aumenti delle tariffe del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso». Tornando alle Autostrade, il ministero dei Trasporti ha spiegato che l’ aumento medio dei pedaggi sulla rete autostradale italiana sarà del 2,74% dal 1° gennaio 2018. Balzo record per i 31 chilometri della concessionaria Rav, Aosta Ovest-Morgex, +52%. E tra gli aumenti più significativi anche il +13,91% per Milano Serravalle-Milano Tangenziali e il +8,34% della Torino-Milano. In molti casi, i salassi sono legati a cause giudiziarie e a lavori di ristrutturazione. Mentre per quanto riguarda l’ elettricità, a determinare l’ aumento è stata la forte crescita dei prezzi all’ ingrosso nell’ ultimo trimestre (+20%) determinata in particolare dalla ripresa dei consumi (+1,6% la domanda elettrica in Italia nei primi 11 mesi del 2017). Inoltre la prolungata indisponibilità di alcuni impianti nucleari francesi, ha fatto crescere le quotazioni dell’ elettricità all’ ingrosso riducendo le importazioni. Quanto al gas, invece, l’ aumento è sostanzialmente determinato dalle attese dinamiche legate alla stagione invernale, con consumi e quotazioni in aumento a livello europeo che, in un mercato unico, implicano la crescita dei prezzi anche nei mercati all’ ingrosso italiani. La variazione del gas, ha spiegato l’ Autorità, è legata alla crescita della componente “materia prima”, vale a dire all’ aumento delle quotazioni del gas attese nei mercati all’ ingrosso nel prossimo trimestre, anche per effetto della maggiore domanda dei mesi invernali. Incrementi all’ ingrosso influenzati anche dalla riduzione del 50% della capacità di utilizzo del gasdotto Tenp (il gasdotto che collega i giacimenti olandesi all’ Italia) per manutenzione. Occorre comunque ricordare che le famiglie a basso reddito hanno uno strumento per difendersi dai rincari che consiste nel “bonus gas ed energia elettrica”, una misura introdotta due anni fa dal governo e che permette ai nuclei a basso reddito di ottenere una riduzione delle bollette dei consumi energetici. I bonus, ad esempio, consentono una riduzione fino al 30% (rispetto ai consumi annui), per redditi da 8.107,5 euro con una soglia massima di 20mila euro per le famiglie con almeno 4 figli a carico. Tra l’ altro i bonus sono ancora poco utilizzati dalle famiglie: nel 2016 su 2 milioni di aventi diritto ne ha usufruito solo il 34% per l’ elettricità e il 27% per il gas. E di questi solo il 30% ha rinnovato la richiesta nel corso del 2017. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
michele di branco

Il Mattino di Padova, 30/12/2017 03:30
le associazioni degli ex soci
«Con la bancarotta nuovi scenari per i risparmiatori»
le reazioni
TREVISOSe la richiesta di stato di insolvenza per Veneto Banca proposta dal pm trevigiano Massimo De Bortoli venisse accettata dal tribunale civile di Treviso, questa aprirebbe nuovi scenari per i risparmiatori che hanno azioni della popolare di Montebelluna. “La domanda di insolvenza farà finalmente chiarezza su quanto è accaduto in Veneto: l’ intervento di carattere amministrativo della Bce è inspiegabilmente la “base giuridica” su cui poggia il decreto del governo, che ha portato alla liquidazione coatta di Veneto Banca – ha spiegato l’ avvocato Andrea Arman, presidente del coordinamento “don Torta” -. Se era in insolvenza bisogna allora capire cosa è successo, attraverso l’ indagine fallimentare. Se fallimento ci sarà, questo non si deve solo alla gestione Consoli. Per noi a far fallire Veneto Banca ha contribuito anche chi è venuto dopo di lui, ad esempio Carrus, che doveva salvarla. L’ indagine fallimentare sarà un’ operazione che deve portare alla verità sull’ esproprio subito dagli azionisti veneti”.Per alcuni le ripercussioni potrebbero verificarsi anche tra quanti hanno aderito al piano di ristoro proposto dalle due banche. “Se dovesse verificarsi il fallimento potrebbero andarci di mezzo quanti hanno ricevuto il 15%, che sarebbero a rischio revocatoria”, ha spiegato Patrizio Miatello (Ezzelino III da Onara). “Lo stato di insolvenza è stato già dichiarato, motivo per cui sono giunti alla liquidazione coatta amministrativa – ha proseguito il tributarista padovano Loris Mazzon -. Con la bancarotta fraudolenta si aprirebbero scenari completamente nuovi e probabilmente positivi per i risparmiatori: tanti nuovi soggetti “potenti” sarebbero chiamati a rispondere”. Ma quella di far causa alla banca non è l’ unica strada da percorrere. “Non è una grande notizia per i consumatori, non si va certo verso porti sicuri – ha commentato l’ avvocato Fulvio Cavallari, responsabile regione Veneto di Adusbef -. Dopo il decreto di giugno scorso noi con altre associazioni abbiamo suggerito ai risparmiatori altre strade, non quelle legali, decisione ancora valida. L’ unica alternativa da perseguire, per chi volesse intraprendere una causa, è contro le società di revisione che hanno certificato i bilanci delle due ex popolari venete”.”Se Veneto Banca dovesse fallire le condizioni per gli azionisti migliorerebbero, perché finalmente risulterebbe l’ incostituzionalità del decreto legge del giugno scorso, che ha consegnato le due ex popolari venete a Banca Intesa”, ha proseguito Franco Conte, responsabile veneto della Codacons. “In questo caso specifico ci sono normative che si sovrappongono: prima la banca è stata messa in liquidazione, ora arriverebbe il fallimento – ha spiegato l’ avvocato Matteo Moschini del Movimento difesa del cittadino di Treviso – mai verificatesi prima. Quel che è certo è che la situazione della banca e dei manager, anche dopo Consoli, si aggrava: con il fallimento possono essere contestati altri reati. Per gli azionisti e obbligazionisti subordinati ora ci sono più possibilità per accedere ai risarcimenti”. Per “Dacci i soldi Veneto Banca” la cura doveva essere politica fin dal 2015, con il commissariamento e la nazionalizzazione della banca come fatto con Mps: “Si sarebbe evitato questo disastro di proporzioni mai viste e la spesa per lo stato sarebbe stata la stessa”.”Sono buone notizie e suffragano l’ ipotesi che a portarci in questo disastro siano stati diversi protagonisti, non solo Consoli, ma anche gli ultimi consigli di amministrazione – ha commentato Fabio Bello di “Dacci i soldi Veneto Banca” – L’ immobilismo di Atlante che non ha fatto praticamente nulla per evitare il disastro lo avevamo già ricordato negli interventi alle ultime assemblee soci”. Nicola Brillo.

Il Resto del Carlino, 30/12/2017 03:21
Claudia Marin ROMA IL 2018 comincia con una stangata in piena regola per elettricità e gas.
Claudia Marin ROMA IL 2018 comincia con una stangata in piena regola per elettricità e gas. L’ incremento in bolletta si farà sentire addirittura per il 5% e oltre. Con il risultato di portare il conto per le famiglie (solo per la voce energia) a quota 79 euro in più l’ anno, 28 euro in più per la luce e 51 euro in più per il gas. DUNQUE il nuovo anno non comincia bene sul versante tariffe. Dal primo gennaio la famiglia-tipo registrerà un incremento del 5,3% per le forniture elettriche, +5% il gas. A indicare i nuovi costi, per i nuclei familiari e i piccoli consumatori nei «servizi di tutela», è l’ Autorità per l’ energia, i cui analisti sottolineano che per l’ elettricità è stato decisivo l’ aumento dei prezzi all’ ingrosso e degli oneri per adeguatezza e sicurezza mentre per il gas si tratta del previsto effetto invernale. Più in dettaglio, gli esperti indicano nella crescita dei costi di approvvigionamento la causa prima dei rincari dell’ elettricità: costi in salita per la ripresa dei consumi, ma anche per l’ indisponibilità prolungata degli impianti nucleari francesi, e per la siccità che ha inciso sull’ idroelettrico italiano. IL RIALZO del gas, invece, è legato alla componente «materia prima», cioè all’ aumento delle quotazioni attese nei mercati all’ ingrosso nel prossimo trimestre, anche per la maggiore domanda dei mesi invernali. Incrementi influenzati anche dalla riduzione del 50% della capacità di utilizzo del gasdotto Tenp (il gasdotto che collega i giacimenti olandesi all’ Italia) per manutenzione. Quali che siano le ragioni, l’ effetto stangata è assicurato. I rincari per le bollette di luce e gas, secondo le stime, comporteranno per l’ elettricità la spesa (al lordo delle tasse) per la famiglia-tipo nell’ anno compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018 di circa 535 euro, con un +7,5% corrispondente a un aumento di circa 37 euro l’ anno. Mentre, nello stesso periodo la spesa della famiglia-tipo per la bolletta del gas sarà di circa 1.044 euro, con un rialzo del +2,1% corrispondente a un aumento di circa 22 euro l’ anno. Conteggi che per le associazioni di consumatori, però, sono calcolati per difetto. Tanto che il conto complessivo viene fatto salire a circa 80 euro dall’ Unione consumatori, mentre Federconsumatori stima, per una famiglia media, una spesa di 939,74 euro annui (rispetto ai 783,10 inizialmente previsti). MA, OLTRE i calcoli, monta la reazione negativa. «Grave che per la luce siano risaliti gli oneri di sistema, per via delle aziende energivore. Si tratta di tasse occulte», sostengono dall’ Unione nazionale consumatori. Il Codacons parla di «aumenti del tutto sproporzionati che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e le famiglie a reddito medio-basso». Di «vere e proprie tasse occulte» parla Federconsumatori. E Adiconsum denuncia: «I consumatori italiani pagano l’ energia più cara d’ Europa».
claudia marin

La Provincia di Como, 30/12/2017 03:17
Bollette la stangata che colpisce le famiglie
C ome da tradizione, insieme al cotechino e alle lenticchie ecco arrivare per Capodanno gli aumenti delle tariffe di luce e gas. Un grande classico, una stangata che si trascina dietro una raffica di rincari: dalla Tari, la tassa sui rifiuti (aumento medio di 49 euro) alle assicurazioni (55 euro), dalle tariffe postali (18 euro) ai costi per la tenuta di un conto corrente bancario (38 euro) fino ai pedaggi, che aumentano un po’ in tutta Italia con una media del 2,74 per cento nei principali tratti autostradali. L’ Adusbef calcola un aumento per effetto di luce e gas di 591 euro, che sale fino a 952 euro considerando le spese extra per i consumi. Luce e gas sono da sempre le regine dei rincari, legate come sono al quadro mondiale dell’ energia, dai gasdotti alle strategie dell’ Opec e ultimamente delle nuove tecniche di estrazione del greggio americano. Dal prossimo primo gennaio la famiglia tipo registrerà un incremento del 5,3 per cento per le forniture elettriche mentre per quelle del gas si arriverà al 5 per cento. Lo prevede l’ aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori da parte dell’ Autorità per l’ energia. L’ agenzia governativa sottolinea che per l’ elettricità è stato decisivo l’ incremento dei prezzi all’ ingrosso e dei costi per adeguatezza e sicurezza. L’ incremento della corrente elettrica infatti è legato al rialzo dei prezzi del petrolio. Dopo aver riassorbito il boom del cosiddetto “shale oil” americano, che ha tenuto basse le tariffe per la legge della domanda e dell’ offerta, alla fine i Paesi arabi sono riusciti a contenere i danni e a provocare l’ ennesimo rialzo dei prezzi del greggio, anche perché il mondo consuma sempre più petrolio dopo il risveglio dei giganti economici cinese e indiano. Per il gas la situazione è molto semplice: arriva il previsto effetto invernale. La spesa della famiglia tipo per la bolletta del gas, specifica l’ Authority nella sua nota di aggiornamento, sarà di circa 1.044 euro, corrispondente ad un aumento di circa 22 euro l’ anno. Per il Codacons si tratta di aumenti delle tariffe del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso. Oltretutto, come rileva l’ associazione di difesa dei risparmiatori, gli aumenti sono determinati da fattori speculativi: alla base del rialzo del gas infatti non c’ è un problema di aumento di costi ma semplicemente una questione di domanda e offerta, visto che nei mesi invernali la gente accende il riscaldamento. E c’ è persino chi parla di “tasse occulte” all’ interno delle bollette di luce e gas: i famigerati oneri di sistema per la dismissione delle centrali nucleari, per le agevolazioni alle imprese energivore, per i regimi tariffari speciali a favore delle ferrovie, per gli incentivi alle fonti rinnovabili. Il problema però non riguarda solo le tariffe di cui si è parlato. Come ogni anno i rincari, corrispondenti al triplo dell’ andamento del costo della vita (1,5 per cento), fanno da volano all’ inflazione. Molti economisti esultano, perché dopo anni di guerra da parte della Bce e dei governi stiamo uscendo da un decennio di deflazione. Un po’ di inflazione è considerata utile a riaccendere la ripresa economica. Ma a rimetterci per questa “miccia” inflattiva sono le famiglie e in particolare le famiglie a basso reddito. Poiché, come è noto, l’ inflazione “morde” soprattutto i meno abbienti. Pensiamo al Reddito di inclusione, il nuovo sostegno varato dal Governo a favore delle famiglie povere, che va da 187 euro a 485 euro al mese a seconda dei componenti familiari. La raffica di aumenti previsti per il 2018, circa 80 euro al mese, ne “mangerà” una parte non indifferente prima ancora che il Reddito di inclusione sia partito.
francesco anfossi

La Nazione, 30/12/2017 03:16
Claudia Marin ROMA IL 2018 comincia con una stangata in piena regola per elettricità e gas.
Claudia Marin ROMA IL 2018 comincia con una stangata in piena regola per elettricità e gas. L’ incremento in bolletta si farà sentire addirittura per il 5% e oltre. Con il risultato di portare il conto per le famiglie (solo per la voce energia) a quota 79 euro in più l’ anno, 28 euro in più per la luce e 51 euro in più per il gas. DUNQUE il nuovo anno non comincia bene sul versante tariffe. Dal primo gennaio la famiglia-tipo registrerà un incremento del 5,3% per le forniture elettriche, +5% il gas. A indicare i nuovi costi, per i nuclei familiari e i piccoli consumatori nei «servizi di tutela», è l’ Autorità per l’ energia, i cui analisti sottolineano che per l’ elettricità è stato decisivo l’ aumento dei prezzi all’ ingrosso e degli oneri per adeguatezza e sicurezza mentre per il gas si tratta del previsto effetto invernale. Più in dettaglio, gli esperti indicano nella crescita dei costi di approvvigionamento la causa prima dei rincari dell’ elettricità: costi in salita per la ripresa dei consumi, ma anche per l’ indisponibilità prolungata degli impianti nucleari francesi, e per la siccità che ha inciso sull’ idroelettrico italiano. IL RIALZO del gas, invece, è legato alla componente «materia prima», cioè all’ aumento delle quotazioni attese nei mercati all’ ingrosso nel prossimo trimestre, anche per la maggiore domanda dei mesi invernali. Incrementi influenzati anche dalla riduzione del 50% della capacità di utilizzo del gasdotto Tenp (il gasdotto che collega i giacimenti olandesi all’ Italia) per manutenzione. Quali che siano le ragioni, l’ effetto stangata è assicurato. I rincari per le bollette di luce e gas, secondo le stime, comporteranno per l’ elettricità la spesa (al lordo delle tasse) per la famiglia-tipo nell’ anno compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018 di circa 535 euro, con un +7,5% corrispondente a un aumento di circa 37 euro l’ anno. Mentre, nello stesso periodo la spesa della famiglia-tipo per la bolletta del gas sarà di circa 1.044 euro, con un rialzo del +2,1% corrispondente a un aumento di circa 22 euro l’ anno. Conteggi che per le associazioni di consumatori, però, sono calcolati per difetto. Tanto che il conto complessivo viene fatto salire a circa 80 euro dall’ Unione consumatori, mentre Federconsumatori stima, per una famiglia media, una spesa di 939,74 euro annui (rispetto ai 783,10 inizialmente previsti). MA, OLTRE i calcoli, monta la reazione negativa. «Grave che per la luce siano risaliti gli oneri di sistema, per via delle aziende energivore. Si tratta di tasse occulte», sostengono dall’ Unione nazionale consumatori. Il Codacons parla di «aumenti del tutto sproporzionati che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e le famiglie a reddito medio-basso». Di «vere e proprie tasse occulte» parla Federconsumatori. E Adiconsum denuncia: «I consumatori italiani pagano l’ energia più cara d’ Europa».
claudia marin

L’Eco di Bergamo, 30/12/2017 03:15
ecco la stangata ma non è un film
euro, che sale fino a 952 euro considerando le spese extra per i consumi. Luce e gas sono da sempre le regine dei rincari, legate come sono al quadro mondiale dell’ energia, dai gasdotti alle strategie dell’ Opec e ultimamente delle nuove tecniche di estrazione del greggio americano. Dal prossimo primo gennaio la famiglia tipo registrerà un incremento del 5,3 per cento per le forniture elettriche mentre per quelle del gas si arriverà al 5 per cento. Lo prevede l’ aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori da parte dell’ Autorità per l’ energia. L’ agenzia governativa sottolinea che per l’ elettricità è stato decisivo l’ incremento dei prezzi all’ ingrosso e dei costi per adeguatezza e sicurezza. L’ incremento della corrente elettrica infatti è legato al rialzo dei prezzi del petrolio. Dopo aver riassorbito il boom del cosiddetto «shale oil» americano, che ha tenuto basse le tariffe per la legge della domanda e dell’ offerta, alla fine i Paesi arabi sono riusciti a contenere i danni e a provocare l’ ennesimo rialzo dei prezzi del greggio, anche perché il mondo consuma sempre più petrolio dopo il risveglio dei giganti economici cinese e indiano. Per il gas la situazione è molto semplice: arriva il previsto effetto invernale. La spesa della famiglia tipo per la bolletta del gas, specifica l’ Authority nella sua nota di aggiornamento, sarà di circa 1.044 euro, corrispondente ad un aumento di circa 22 euro l’ anno. Per il Codacons si tratta di aumenti delle tariffe del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso. Oltretutto, come rileva l’ associazione di difesa dei risparmiatori, gli aumenti sono determinati da fattori speculativi: alla base del rialzo del gas infatti non c’ è un problema di aumento di costi ma semplicemente una questione di domanda e offerta, visto che nei mesi invernali la gente accende il riscaldamento. E c’ è persino chi parla di «tasse occulte» all’ interno delle bollette di luce e gas: i famigerati oneri di sistema per la dismissione delle centrali nucleari, per le agevolazioni alle imprese energivore, per i regimi tariffari speciali a favore delle ferrovie, per gli incentivi alle fonti rinnovabili. Il problema però non riguarda solo le tariffe di cui si è parlato. Come ogni anno i rincari, corrispondenti al triplo dell’ andamento del costo della vita (1,5 per cento), fanno da volano all’ inflazione. Molti economisti esultano, perché dopo anni di guerra da parte della Bce e dei governi stiamo uscendo da un decennio di deflazione. Un po’ di inflazione è considerata utile a riaccendere la ripresa economica. Ma a rimetterci per questa «miccia» inflattiva sono le famiglie e in particolare le famiglie a basso reddito. Poiché, come è noto, l’ inflazione «morde» soprattutto i meno abbienti. Pensiamo al Reddito di inclusione, il nuovo sostegno varatio dal Governo a favore delle famiglie povere, che va da 187 euro a 485 euro al mese a seconda dei componenti familiari. La raffica di aumenti previsti per il 2018, circa 80 euro al mese, ne «mangerà» una parte non indifferente prima ancora che il Reddito di inclusione sia partito.
segue da pagina 1

La Provincia di Como, 30/12/2017 03:15
Bollette, stangata sulle famiglie
C ome da tradizione, insieme al cotechino e alle lenticchie ecco arrivare per Capodanno gli aumenti delle tariffe di luce e gas. Un grande classico, una stangata che si trascina dietro una raffica di rincari: dalla Tari, la tassa sui rifiuti (aumento medio di 49 euro) alle assicurazioni (55 euro), dalle tariffe postali (18 euro) ai costi per la tenuta di un conto corrente bancario (38 euro) fino ai pedaggi, che aumentano un po’ in tutta Italia con una media del 2,74 per cento nei principali tratti autostradali. L’ Adusbef calcola un aumento per effetto di luce e gas di 591 euro, che sale fino a 952 euro considerando le spese extra per i consumi. Luce e gas sono da sempre le regine dei rincari, legate come sono al quadro mondiale dell’ energia, dai gasdotti alle strategie dell’ Opec e ultimamente delle nuove tecniche di estrazione del greggio americano. Dal prossimo primo gennaio la famiglia tipo registrerà un incremento del 5,3 per cento per le forniture elettriche mentre per quelle del gas si arriverà al 5 per cento. Lo prevede l’ aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori da parte dell’ Autorità per l’ energia. L’ agenzia governativa sottolinea che per l’ elettricità è stato decisivo l’ incremento dei prezzi all’ ingrosso e dei costi per adeguatezza e sicurezza. L’ incremento della corrente elettrica infatti è legato al rialzo dei prezzi del petrolio. Dopo aver riassorbito il boom del cosiddetto “shale oil” americano, che ha tenuto basse le tariffe per la legge della domanda e dell’ offerta, alla fine i Paesi arabi sono riusciti a contenere i danni e a provocare l’ ennesimo rialzo dei prezzi del greggio, anche perché il mondo consuma sempre più petrolio dopo il risveglio dei giganti economici cinese e indiano. Per il gas la situazione è molto semplice: arriva il previsto effetto invernale. La spesa della famiglia tipo per la bolletta del gas, specifica l’ Authority nella sua nota di aggiornamento, sarà di circa 1.044 euro, corrispondente ad un aumento di circa 22 euro l’ anno. Per il Codacons si tratta di aumenti delle tariffe del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso. Oltretutto, come rileva l’ associazione di difesa dei risparmiatori, gli aumenti sono determinati da fattori speculativi: alla base del rialzo del gas infatti non c’ è un problema di aumento di costi ma semplicemente una questione di domanda e offerta, visto che nei mesi invernali la gente accende il riscaldamento. E c’ è persino chi parla di “tasse occulte” all’ interno delle bollette di luce e gas: i famigerati oneri di sistema per la dismissione delle centrali nucleari, per le agevolazioni alle imprese energivore, per i regimi tariffari speciali a favore delle ferrovie, per gli incentivi alle fonti rinnovabili. Il problema però non riguarda solo le tariffe di cui si è parlato. Come ogni anno i rincari, corrispondenti al triplo dell’ andamento del costo della vita (1,5 per cento), fanno da volano all’ inflazione. Molti economisti esultano, perché dopo anni di guerra da parte della Bce e dei governi stiamo uscendo da un decennio di deflazione. Un po’ di inflazione è considerata utile a riaccendere la ripresa economica. Ma a rimetterci per questa “miccia” inflattiva sono le famiglie e in particolare le famiglie a basso reddito. Poiché, come è noto, l’ inflazione “morde” soprattutto i meno abbienti. Pensiamo al Reddito di inclusione, il nuovo sostegno varato dal Governo a favore delle famiglie povere, che va da 187 euro a 485 euro al mese a seconda dei componenti familiari. La raffica di aumenti previsti per il 2018, circa 80 euro al mese, ne “mangerà” una parte non indifferente prima ancora che il Reddito di inclusione sia partito.
francesco anfossi

La Provincia di Lecco, 30/12/2017 03:15
Bollette la stangata che colpisce le famiglie
C ome da tradizione, insieme al cotechino e alle lenticchie ecco arrivare per Capodanno gli aumenti delle tariffe di luce e gas. Un grande classico, una stangata che si trascina dietro una raffica di rincari: dalla Tari, la tassa sui rifiuti (aumento medio di 49 euro) alle assicurazioni (55 euro), dalle tariffe postali (18 euro) ai costi per la tenuta di un conto corrente bancario (38 euro) fino ai pedaggi, che aumentano un po’ in tutta Italia con una media del 2,74 per cento nei principali tratti autostradali. L’ Adusbef calcola un aumento per effetto di luce e gas di 591 euro, che sale fino a 952 euro considerando le spese extra per i consumi. Luce e gas sono da sempre le regine dei rincari, legate come sono al quadro mondiale dell’ energia, dai gasdotti alle strategie dell’ Opec e ultimamente delle nuove tecniche di estrazione del greggio americano. Dal prossimo primo gennaio la famiglia tipo registrerà un incremento del 5,3 per cento per le forniture elettriche mentre per quelle del gas si arriverà al 5 per cento. Lo prevede l’ aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori da parte dell’ Autorità per l’ energia. L’ agenzia governativa sottolinea che per l’ elettricità è stato decisivo l’ incremento dei prezzi all’ ingrosso e dei costi per adeguatezza e sicurezza. L’ incremento della corrente elettrica infatti è legato al rialzo dei prezzi del petrolio. Dopo aver riassorbito il boom del cosiddetto “shale oil” americano, che ha tenuto basse le tariffe per la legge della domanda e dell’ offerta, alla fine i Paesi arabi sono riusciti a contenere i danni e a provocare l’ ennesimo rialzo dei prezzi del greggio, anche perché il mondo consuma sempre più petrolio dopo il risveglio dei giganti economici cinese e indiano. Per il gas la situazione è molto semplice: arriva il previsto effetto invernale. La spesa della famiglia tipo per la bolletta del gas, specifica l’ Authority nella sua nota di aggiornamento, sarà di circa 1.044 euro, corrispondente ad un aumento di circa 22 euro l’ anno. Per il Codacons si tratta di aumenti delle tariffe del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso. Oltretutto, come rileva l’ associazione di difesa dei risparmiatori, gli aumenti sono determinati da fattori speculativi: alla base del rialzo del gas infatti non c’ è un problema di aumento di costi ma semplicemente una questione di domanda e offerta, visto che nei mesi invernali la gente accende il riscaldamento. E c’ è persino chi parla di “tasse occulte” all’ interno delle bollette di luce e gas: i famigerati oneri di sistema per la dismissione delle centrali nucleari, per le agevolazioni alle imprese energivore, per i regimi tariffari speciali a favore delle ferrovie, per gli incentivi alle fonti rinnovabili. Il problema però non riguarda solo le tariffe di cui si è parlato. Come ogni anno i rincari, corrispondenti al triplo dell’ andamento del costo della vita (1,5 per cento), fanno da volano all’ inflazione. Molti economisti esultano, perché dopo anni di guerra da parte della Bce e dei governi stiamo uscendo da un decennio di deflazione. Un po’ di inflazione è considerata utile a riaccendere la ripresa economica. Ma a rimetterci per questa “miccia” inflattiva sono le famiglie e in particolare le famiglie a basso reddito. Poiché, come è noto, l’ inflazione “morde” soprattutto i meno abbienti. Pensiamo al Reddito di inclusione, il nuovo sostegno varato dal Governo a favore delle famiglie povere, che va da 187 euro a 485 euro al mese a seconda dei componenti familiari. La raffica di aumenti previsti per il 2018, circa 80 euro al mese, ne “mangerà” una parte non indifferente prima ancora che il Reddito di inclusione sia partito..
francesco anfossi

La Provincia di Lecco, 30/12/2017 03:15
Bollette, stangata sulle famiglie
C ome da tradizione, insieme al cotechino e alle lenticchie ecco arrivare per Capodanno gli aumenti delle tariffe di luce e gas. Un grande classico, una stangata che si trascina dietro una raffica di rincari: dalla Tari, la tassa sui rifiuti (aumento medio di 49 euro) alle assicurazioni (55 euro), dalle tariffe postali (18 euro) ai costi per la tenuta di un conto corrente bancario (38 euro) fino ai pedaggi, che aumentano un po’ in tutta Italia con una media del 2,74 per cento nei principali tratti autostradali. L’ Adusbef calcola un aumento per effetto di luce e gas di 591 euro, che sale fino a 952 euro considerando le spese extra per i consumi. Luce e gas sono da sempre le regine dei rincari, legate come sono al quadro mondiale dell’ energia, dai gasdotti alle strategie dell’ Opec e ultimamente delle nuove tecniche di estrazione del greggio americano. Dal prossimo primo gennaio la famiglia tipo registrerà un incremento del 5,3 per cento per le forniture elettriche mentre per quelle del gas si arriverà al 5 per cento. Lo prevede l’ aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori da parte dell’ Autorità per l’ energia. L’ agenzia governativa sottolinea che per l’ elettricità è stato decisivo l’ incremento dei prezzi all’ ingrosso e dei costi per adeguatezza e sicurezza. L’ incremento della corrente elettrica infatti è legato al rialzo dei prezzi del petrolio. Dopo aver riassorbito il boom del cosiddetto “shale oil” americano, che ha tenuto basse le tariffe per la legge della domanda e dell’ offerta, alla fine i Paesi arabi sono riusciti a contenere i danni e a provocare l’ ennesimo rialzo dei prezzi del greggio, anche perché il mondo consuma sempre più petrolio dopo il risveglio dei giganti economici cinese e indiano. Per il gas la situazione è molto semplice: arriva il previsto effetto invernale. La spesa della famiglia tipo per la bolletta del gas, specifica l’ Authority nella sua nota di aggiornamento, sarà di circa 1.044 euro, corrispondente ad un aumento di circa 22 euro l’ anno. Per il Codacons si tratta di aumenti delle tariffe del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso. Oltretutto, come rileva l’ associazione di difesa dei risparmiatori, gli aumenti sono determinati da fattori speculativi: alla base del rialzo del gas infatti non c’ è un problema di aumento di costi ma semplicemente una questione di domanda e offerta, visto che nei mesi invernali la gente accende il riscaldamento. E c’ è persino chi parla di “tasse occulte” all’ interno delle bollette di luce e gas: i famigerati oneri di sistema per la dismissione delle centrali nucleari, per le agevolazioni alle imprese energivore, per i regimi tariffari speciali a favore delle ferrovie, per gli incentivi alle fonti rinnovabili. Il problema però non riguarda solo le tariffe di cui si è parlato. Come ogni anno i rincari, corrispondenti al triplo dell’ andamento del costo della vita (1,5 per cento), fanno da volano all’ inflazione. Molti economisti esultano, perché dopo anni di guerra da parte della Bce e dei governi stiamo uscendo da un decennio di deflazione. Un po’ di inflazione è considerata utile a riaccendere la ripresa economica. Ma a rimetterci per questa “miccia” inflattiva sono le famiglie e in particolare le famiglie a basso reddito. Poiché, come è noto, l’ inflazione “morde” soprattutto i meno abbienti. Pensiamo al Reddito di inclusione, il nuovo sostegno varato dal Governo a favore delle famiglie povere, che va da 187 euro a 485 euro al mese a seconda dei componenti familiari. La raffica di aumenti previsti per il 2018, circa 80 euro al mese, ne “mangerà” una parte non indifferente prima ancora che il Reddito di inclusione sia partito..
francesco anfossi

La Provincia di Sondrio, 30/12/2017 03:15
Bollette, stangata sulle famiglie
C ome da tradizione, insieme al cotechino e alle lenticchie ecco arrivare per Capodanno gli aumenti delle tariffe di luce e gas. Un grande classico, una stangata che si trascina dietro una raffica di rincari: dalla Tari, la tassa sui rifiuti (aumento medio di 49 euro) alle assicurazioni (55 euro), dalle tariffe postali (18 euro) ai costi per la tenuta di un conto corrente bancario (38 euro) fino ai pedaggi, che aumentano un po’ in tutta Italia con una media del 2,74 per cento nei principali tratti autostradali. L’ Adusbef calcola un aumento per effetto di luce e gas di 591 euro, che sale fino a 952 euro considerando le spese extra per i consumi. Luce e gas sono da sempre le regine dei rincari, legate come sono al quadro mondiale dell’ energia, dai gasdotti alle strategie dell’ Opec e ultimamente delle nuove tecniche di estrazione del greggio americano. Dal prossimo primo gennaio la famiglia tipo registrerà un incremento del 5,3 per cento per le forniture elettriche mentre per quelle del gas si arriverà al 5 per cento. Lo prevede l’ aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori da parte dell’ Autorità per l’ energia. L’ agenzia governativa sottolinea che per l’ elettricità è stato decisivo l’ incremento dei prezzi all’ ingrosso e dei costi per adeguatezza e sicurezza. L’ incremento della corrente elettrica infatti è legato al rialzo dei prezzi del petrolio. Dopo aver riassorbito il boom del cosiddetto “shale oil” americano, che ha tenuto basse le tariffe per la legge della domanda e dell’ offerta, alla fine i Paesi arabi sono riusciti a contenere i danni e a provocare l’ ennesimo rialzo dei prezzi del greggio, anche perché il mondo consuma sempre più petrolio dopo il risveglio dei giganti economici cinese e indiano. Per il gas la situazione è molto semplice: arriva il previsto effetto invernale. La spesa della famiglia tipo per la bolletta del gas, specifica l’ Authority nella sua nota di aggiornamento, sarà di circa 1.044 euro, corrispondente ad un aumento di circa 22 euro l’ anno. Per il Codacons si tratta di aumenti delle tariffe del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso. Oltretutto, come rileva l’ associazione di difesa dei risparmiatori, gli aumenti sono determinati da fattori speculativi: alla base del rialzo del gas infatti non c’ è un problema di aumento di costi ma semplicemente una questione di domanda e offerta, visto che nei mesi invernali la gente accende il riscaldamento. E c’ è persino chi parla di “tasse occulte” all’ interno delle bollette di luce e gas: i famigerati oneri di sistema per la dismissione delle centrali nucleari, per le agevolazioni alle imprese energivore, per i regimi tariffari speciali a favore delle ferrovie, per gli incentivi alle fonti rinnovabili. Il problema però non riguarda solo le tariffe di cui si è parlato. Come ogni anno i rincari, corrispondenti al triplo dell’ andamento del costo della vita (1,5 per cento), fanno da volano all’ inflazione. Molti economisti esultano, perché dopo anni di guerra da parte della Bce e dei governi stiamo uscendo da un decennio di deflazione. Un po’ di inflazione è considerata utile a riaccendere la ripresa economica. Ma a rimetterci per questa “miccia” inflattiva sono le famiglie e in particolare le famiglie a basso reddito. Poiché, come è noto, l’ inflazione “morde” soprattutto i meno abbienti. Pensiamo al Reddito di inclusione, il nuovo sostegno varato dal Governo a favore delle famiglie povere, che va da 187 euro a 485 euro al mese a seconda dei componenti familiari. La raffica di aumenti previsti per il 2018, circa 80 euro al mese, ne “mangerà” una parte non indifferente prima ancora che il Reddito di inclusione sia partito.
francesco anfossi

La Provincia di Sondrio, 30/12/2017 03:15
Bollette la stangata che colpisce le famiglie
C ome da tradizione, insieme al cotechino e alle lenticchie ecco arrivare per Capodanno gli aumenti delle tariffe di luce e gas. Un grande classico, una stangata che si trascina dietro una raffica di rincari: dalla Tari, la tassa sui rifiuti (aumento medio di 49 euro) alle assicurazioni (55 euro), dalle tariffe postali (18 euro) ai costi per la tenuta di un conto corrente bancario (38 euro) fino ai pedaggi, che aumentano un po’ in tutta Italia con una media del 2,74 per cento nei principali tratti autostradali. L’ Adusbef calcola un aumento per effetto di luce e gas di 591 euro, che sale fino a 952 euro considerando le spese extra per i consumi. Luce e gas sono da sempre le regine dei rincari, legate come sono al quadro mondiale dell’ energia, dai gasdotti alle strategie dell’ Opec e ultimamente delle nuove tecniche di estrazione del greggio americano. Dal prossimo primo gennaio la famiglia tipo registrerà un incremento del 5,3 per cento per le forniture elettriche mentre per quelle del gas si arriverà al 5 per cento. Lo prevede l’ aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori da parte dell’ Autorità per l’ energia. L’ agenzia governativa sottolinea che per l’ elettricità è stato decisivo l’ incremento dei prezzi all’ ingrosso e dei costi per adeguatezza e sicurezza. L’ incremento della corrente elettrica infatti è legato al rialzo dei prezzi del petrolio. Dopo aver riassorbito il boom del cosiddetto “shale oil” americano, che ha tenuto basse le tariffe per la legge della domanda e dell’ offerta, alla fine i Paesi arabi sono riusciti a contenere i danni e a provocare l’ ennesimo rialzo dei prezzi del greggio, anche perché il mondo consuma sempre più petrolio dopo il risveglio dei giganti economici cinese e indiano. Per il gas la situazione è molto semplice: arriva il previsto effetto invernale. La spesa della famiglia tipo per la bolletta del gas, specifica l’ Authority nella sua nota di aggiornamento, sarà di circa 1.044 euro, corrispondente ad un aumento di circa 22 euro l’ anno. Per il Codacons si tratta di aumenti delle tariffe del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso. Oltretutto, come rileva l’ associazione di difesa dei risparmiatori, gli aumenti sono determinati da fattori speculativi: alla base del rialzo del gas infatti non c’ è un problema di aumento di costi ma semplicemente una questione di domanda e offerta, visto che nei mesi invernali la gente accende il riscaldamento. E c’ è persino chi parla di “tasse occulte” all’ interno delle bollette di luce e gas: i famigerati oneri di sistema per la dismissione delle centrali nucleari, per le agevolazioni alle imprese energivore, per i regimi tariffari speciali a favore delle ferrovie, per gli incentivi alle fonti rinnovabili. Il problema però non riguarda solo le tariffe di cui si è parlato. Come ogni anno i rincari, corrispondenti al triplo dell’ andamento del costo della vita (1,5 per cento), fanno da volano all’ inflazione. Molti economisti esultano, perché dopo anni di guerra da parte della Bce e dei governi stiamo uscendo da un decennio di deflazione. Un po’ di inflazione è considerata utile a riaccendere la ripresa economica. Ma a rimetterci per questa “miccia” inflattiva sono le famiglie e in particolare le famiglie a basso reddito. Poiché, come è noto, l’ inflazione “morde” soprattutto i meno abbienti. Pensiamo al Reddito di inclusione, il nuovo sostegno varato dal Governo a favore delle famiglie povere, che va da 187 euro a 485 euro al mese a seconda dei componenti familiari. La raffica di aumenti previsti per il 2018, circa 80 euro al mese, ne “mangerà” una parte non indifferente prima ancora che il Reddito di inclusione sia partito.
francesco anfossi

Il Giorno, 30/12/2017 03:11
Claudia Marin ROMA IL 2018 comincia con una stangata in piena regola per elettricità e gas.
Claudia Marin ROMA IL 2018 comincia con una stangata in piena regola per elettricità e gas. L’ incremento in bolletta si farà sentire addirittura per il 5% e oltre. Con il risultato di portare il conto per le famiglie (solo per la voce energia) a quota 79 euro in più l’ anno, 28 euro in più per la luce e 51 euro in più per il gas. DUNQUE il nuovo anno non comincia bene sul versante tariffe. Dal primo gennaio la famiglia-tipo registrerà un incremento del 5,3% per le forniture elettriche, +5% il gas. A indicare i nuovi costi, per i nuclei familiari e i piccoli consumatori nei «servizi di tutela», è l’ Autorità per l’ energia, i cui analisti sottolineano che per l’ elettricità è stato decisivo l’ aumento dei prezzi all’ ingrosso e degli oneri per adeguatezza e sicurezza mentre per il gas si tratta del previsto effetto invernale. Più in dettaglio, gli esperti indicano nella crescita dei costi di approvvigionamento la causa prima dei rincari dell’ elettricità: costi in salita per la ripresa dei consumi, ma anche per l’ indisponibilità prolungata degli impianti nucleari francesi, e per la siccità che ha inciso sull’ idroelettrico italiano. IL RIALZO del gas, invece, è legato alla componente «materia prima», cioè all’ aumento delle quotazioni attese nei mercati all’ ingrosso nel prossimo trimestre, anche per la maggiore domanda dei mesi invernali. Incrementi influenzati anche dalla riduzione del 50% della capacità di utilizzo del gasdotto Tenp (il gasdotto che collega i giacimenti olandesi all’ Italia) per manutenzione. Quali che siano le ragioni, l’ effetto stangata è assicurato. I rincari per le bollette di luce e gas, secondo le stime, comporteranno per l’ elettricità la spesa (al lordo delle tasse) per la famiglia-tipo nell’ anno compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018 di circa 535 euro, con un +7,5% corrispondente a un aumento di circa 37 euro l’ anno. Mentre, nello stesso periodo la spesa della famiglia-tipo per la bolletta del gas sarà di circa 1.044 euro, con un rialzo del +2,1% corrispondente a un aumento di circa 22 euro l’ anno. Conteggi che per le associazioni di consumatori, però, sono calcolati per difetto. Tanto che il conto complessivo viene fatto salire a circa 80 euro dall’ Unione consumatori, mentre Federconsumatori stima, per una famiglia media, una spesa di 939,74 euro annui (rispetto ai 783,10 inizialmente previsti). MA, OLTRE i calcoli, monta la reazione negativa. «Grave che per la luce siano risaliti gli oneri di sistema, per via delle aziende energivore. Si tratta di tasse occulte», sostengono dall’ Unione nazionale consumatori. Il Codacons parla di «aumenti del tutto sproporzionati che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e le famiglie a reddito medio-basso». Di «vere e proprie tasse occulte» parla Federconsumatori. E Adiconsum denuncia: «I consumatori italiani pagano l’ energia più cara d’ Europa».
claudia marin

L’Adige, 30/12/2017 02:55
Luce e gas, la stangata di Capodanno
dal 1° gennaio scatterà l’ aumento del 5% autostrade, le tariffe in salita del 2,74%
ROMA – Per la bolletta della luce la stangata di fine anno è una brutta sorpresa, +5,3%, ben oltre le attese. È invece una conferma il maxi-rincaro del gas, +5%, legato al previsto «effetto inverno». E aumentano anche le tariffe delle Autostrade, in media del +2,74%. Dal primo gennaio il conto per famiglie e pendolari si fa più salato. Per la principale rete autostradale italiana, Autostrade per l’ Italia (gruppo Atlantia), l’ aumento è dell’ 1,51%; per le controllate del gruppo Sias (Gavio) è in media del 3,02%. Sono più pesanti gli aumenti riconosciuti alle concessionarie Strada dei Parchi, + 12,89%, e Milano Serravalle – Milano Tangenziali, +13,91%. E spicca il +52,69% per i trentuno chilometri, da Aosta Ovest a Morgex, gestiti da Rav: è un aumento legato a una sentenza dopo un ricorso della società, come anche nel caso di Strada dei Parchi e Autostrade Meridionali (+5,98%). Mentre, tra gli aumenti più significativi, l’ aumento dei pedaggi per Milano Serravalle e per la A4 Torino-Milano (+8,34%) segue gli investimenti fatti tra il 2013 ed il 2017 per migliorare le tratte. «Aumenti inaccettabili», tuona l’ Unione Nazionale Consumatori: «Rincari del 13,91%, come per la Milano Serravalle, vuol dire mandare in tilt i bilanci dei pendolari». È in particolare sul fronte di gas e luce che dalle associazioni di consumatori si alza un coro di proteste: l’ Unc calcola che «per una famiglia tipo significa pagare 28 euro in più per la luce e 51 euro in più per il gas nel corso del 2018. Una stangata complessiva pari a 79 euro». Sono rincari decisi dall’ Autorità per l’ Energia all’ appuntamento di fine anno con l’ aggiornamento trimestrale delle «condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela»: la famiglia tipo subirà un incremento del +5,3% per le forniture elettriche e del +5% per quelle gas. Quella che si è scatenata sui costi della luce è una sorta di tempesta perfetta che ha spiazzato anche alcuni tra i più accreditati esperti del settore (che avevano previsto aumenti intorno al +2,5%): «L’ aumento dell’ elettricità – dice infatti l’ Autorità – è legato ad una serie di fattori concomitanti, ben 9, tutti al rialzo, che hanno portato ad una decisa crescita dei prezzi all’ ingrosso nell’ ultimo trimestre (+20% del Prezzo Unico Nazionale solo a novembre rispetto ad ottobre)». Fattori che vanno dalla minore disponibilità di energia nucleare dalla Francia e dall’ aumento delle quotazioni d’ oltralpe, ad una minore efficienza del sistema per alcune limitazioni nei transiti di elettricità sulla rete italiana (in particolare al Sud), all’ impatto «dell’ anno più arido degli ultimi 200 anni», il 2017, sulla generazione idroelettrica nazionale. Più in generale, a determinare l’ aumento delle bollette della luce sono gli incrementi sia dei prezzi all’ ingrosso sia dei costi per la sicurezza del sistema elettrico e per mantenerlo adeguato ed in equilibrio; e «pesa, ma non solo» l’ aumento delle agevolazioni per le aziende energivore. Sul gas incide il previsto effetto stagionale con le attese di «consumi e quotazioni in aumento a livello europeo». «Grave che per la luce siano risaliti gli oneri di sistema, per via delle aziende energivore. Si tratta di tasse occulte», dice tra l’ altro l’ Unione Nazionale Consumatori. Per il Codacons «si tratta di aumenti del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso». Di «vere e proprie tasse occulte» parla anche Federconsumatori che invoca «un serio e mirato intervento normativo». E Adiconsum denuncia che «i consumatori italiani pagano l’ energia più cara d’ Europa. È arrivato il momento – avverte – di rivedere complessivamente l’ assetto del sistema elettro-energetico italiano».

Giornale di Brescia, 30/12/2017 02:15
Arriva la stangata di Capodanno Rincari su luce, gas e autostrade
consumatori: bollette più pesanti per 79 euro aumentano i pedaggi sulla rete autostradale
ROMA. Per la bolletta della luce la stangata di fine anno e una brutta sorpresa, +5,3%, ben oltre le attese. È invece una conferma il maxi -rincaro del gas, +5%, legato al previsto «effetto inverno». E aumentano anche le tariffe delle Autostrade, in media del +2,74%. Dal primo gennaio il conto per famiglie e pendolari si fa più salato. I pedaggi. Per la principale rete autostradale italiana, Autostrade per l’ Italia (gruppo Atlantia), l’ aumento e dell’ 1,51%; per le controllate del gruppo Sias (Ga vio) e in media del 3,02%. Sono più pesanti gli aumenti riconosciuti alle concessionarie Strada dei Parchi, + 12,89%, e Milano Serravalle – Milano Tangenziali, +13,91%. E spicca il +52,69% per i trentuno chilome tri, da Aosta Ovest a Morgex, gestiti da Rav: e un aumento lega toa una sentenza dopo un ricorso della società, come nel caso di Strada dei Parchi e Autostrade Meridionali (+5,98%). Mentre, tra gli aumenti più significativi, l’ aumento dei pedaggi per Milano Serravalle e per la A4 Torino -Milano (+8,34%) segue gli investimenti fatti tra il 2013 ed il 2017 per migliorare le tratte. «Aumenti inaccettabili», tuona l’ Unione Nazionale Consumatori: «Rincari del 13,91%, come perla Milano Serravalle, vuol dire mandare in tilt i bilanci dei pendolari». Le bollette. È in particolare sul fronte di gas e luce che dalle associazioni di consumatori si alza un coro di proteste: l’ Unc cal Authority. Nel dettaglio, per l’ elettricità la spesa (al lordo tasse) per la famiglia -tipo nell’ anno tra il primo aprile 2017 e il 31 marzo 2018 sarà di circa 535 euro, con una variazione del +7,5% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’ anno precedente, corrispondente a un aumento di circa 37 euro/anno. Metano. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.044E, con una variazione del +2,1% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’ anno precedente, corrispondente ad un aumento di circa 22 /anno. cola che «per una famiglia tipo significa pagare 28 euro in più per la luce e 51 euro in più per il gas nel 2018. Una stangata complessiva pari a 79 euro». Sono rincari decisi dall’ Autorità per l’ Energia all’ appuntamento di fine anno con l’ aggiornamento trimestrale delle «condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela»: la famiglia tipo subirà un incremento del +5,3% per le forniture elettriche edel +5% per quelle gas. Elettricità. Quella che sie scatenata sui costi della luce e una sorta di tempesta perfetta che ha spiazzato anche i più accreditati esperti del settore (che avevano previsto aumenti intorno al +2,5%): «L’ aumento dell’ elettricità – dice infatti l’ Autorità – e legato ad una serie di fattori concomitanti, ben 9, tutti al rialzo, che hanno portato aduna decisa crescita dei prezzi all’ ingrosso nell’ ultimo trimestre (+20% del Prezzo Unico Nazionale a novembre rispetto ad ottobre)». Fattori che vanno dalla minore disponibilità di energia nucleare dalla Francia e dall’ aumento delle quotazioni d’ oltralpe, ad una minore efficienza del sistema per alcune limitazioni nei transiti dielettricità sulla rete italiana, all’ impatto «dell’ anno più arido degli ultimi 200 anni», il 2017, sulla generazione idroelettrica nazionale. Più in generale, a determinare l’ aumento delle bollette della luce sono gli incrementi dei prezzi all’ ingrosso e dei costi per la sicurezza del sistema elettrico e per mantenerlo adeguato; e «pesa, ma non solo» l’ aumento delle agevolazioni per le aziende energivore. Gas. Sul gas incide il previsto effetto stagionale con le attese di «consumi e quotazioni in aumento a livello europeo». «Grave che per la luce siano risaliti gli oneri di sistema, per via delle aziende energivore. Si tratta di tasse occulte», dice tra l’ altro l’ Unione Nazionale Consumatori. Per il Codacons «si tratta di aumenti del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari nume rosie sulle famiglie a reddito medio -basso». Di «vere e proprie tasse occulte» parla anche Federconsumatori che invoca «un serio intervento normativo». E Adiconsum denuncia che «i consumatori italiani pagano l’ energia più cara d’ Europa. È arrivato il momento di rivedere il sistema elettro -energetico italiano». //

Il Manifesto, 30/12/2017 00:45
AMARO 18 Anno nuovo, salasso in arrivo: bollette di luce e gas più care
l’ autorità per l’ energia comunica l’ aumento delle tariffe complessivamente nel 2018 si spenderanno 79 euro in più
ADRIANA POLLICE II Il nuovo anno comincerà coni rincari delle tariffe: dal primo gennaio subiremo un incremento del 5,3% delle forniture elettriche e del 5% per il gas. A comunicarlo ieri è stata l’ Autorità per l’ energia, che ha poi spiegato: «Per l’ elettricità la spesa (al lordo delle tasse) per la famiglia tipo, nel periodo compreso tra il 1 aprile 2017 e il 31 marzo 2018, è di circa 535 euro, con un aumento del 7,5% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’ anno precedente, corrispondente a un aumento di circa 37 euro l’ anno. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta del gas sarà di circa 1.044 euro, con un rialzo del 2,1% rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente, corrispondente a un aumento di circa 22 euro l’ anno». NEL DETTAGLIO, la variazione del gas è legata a tre fattori: l’ aumento atteso delle sue quotazioni nei mercati all’ ingrosso, nel prossimo trimestre, per la maggiore domanda nei mesi invernali; la riduzione del 50% dell’ approvvigionamento, cau sa manutenzione, dal gasdotto Tenp (che collega i giacimenti olandesi all’ Italia); le spese di trasporto. SULL’ ENERGIA INVECE pesa la cre scita dei costi di approvvigionamento, che contribuisce per circa il 3,8% alla variazione complessiva. Una voce che include gli esborsi per l’ acquisto, per l’ immissione e prelievo dei flussi energetici, per il recupero della differenza tra i costi attesi e quelli poi effettivamente registrati. Un ulteriore rialzo dell’ 1,9% è dovuto alla copertura degli incentivi alle imprese a forte consumo di energia. Il rialzo dovrebbe essere quindi più sostenuto ma l’ aumento è in piccola parte controbilanciato dalla diminuzione dello 0,5% delle tariffe di trasmissione. L’ aumento dell’ elettricità, spiega ancora l’ Autorità, è frutto di molti fattori: crescita dei prezzi all’ ingrosso nell’ ultimo trimestre (più 20% del Prezzo unico nazionale solo a novembre rispetto a ottobre) per la cre scita dei consumi legata alla ripresa economica; l’ indisponibilità di alcuni impianti nucleari francesi; una riduzione dell’ efficienza del sistema elettrico, soprattutto al Sud; la minore produzione idroelettrica dovuta alla siccità del 2017. Secondo le associazioni di categoria i conti non tornano. L’ Unione nazionale consumato rivaluta che gli aumenti produrranno una spesa aggiuntiva di 79 euro a famiglia, cioè 28 euro in più per la luce e 51 euro in più per il gas: «Nonostante ci sia già stato nel precedente trimestre un aumento del gas del 2,8% – spiega Pieraldo Isolani 5,3% L’ incremento che subiranno le forniture elettriche. In media nel 2018 ogni famiglia dovrà quindi pagare circa 28 euro in più rispetto all’ anno precedente prosegue il rialzo dei prezzi. Grave, poi, che per la luce siano risaliti gli oneri di sistema a causa delle aziende energivore». Il Codacons giudica i rialzi «del tutto sproporzionati, con un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio -basso». Carlo Rienzi, presidente dell’ associazione, aggiunge: «I rincari so 5% Per la fornitura di gas – secondo i calcoli delle associazioni del consumatori- nel 2018 si pagheranno circa 51 euro in più rispetto al 2017. no determinati da fattori speculativi che nulla hanno a che vedere con i costi reali di approvvigionamento: alla base del rialzo del gas c’ è la prevista maggiore domanda per i mesi invernali, mentre l’ incremento per l’ elettricità è causato anche dagli oneri per la sicurezza del sistema, scaricati interamente sui consumatori». PER FEDERCONSUMATORI la stan gata complessiva di prezzi e tariffe per una famiglia media sarà pari a 939,74 euro annui. Una cifra che, secondo l’ organizzazione, si ottiene considerando anche altri rincari come i costi bancari, la tariffa sui rifiuti e sui trasporti. «Per quanto riguarda il gas – spiega Federconsumatori- l’ aumento nel periodo inver nale è un fatto consolidato, sul quale si dovrebbe indagare meglio. Per l’ energia elettrica pesa, soprattutto, l’ incidenza eccessiva degli oneri di sistema. Nella relazione annuale dell’ Autorità, lo stesso presidente Guido Bortoni ha messo in evidenza la situazione inammissibile relativa alle tasse occulte. I cittadini continuano a pagare in bolletta i famigerati oneri di sistema per la dismissione delle centrali nucleari, per le agevolazioni alle imprese energivore, per i regimi tariffari speciali a favore delle ferrovie, per gli incentivi alle fronti rinnovabili». Protesta anche Coldiretti: gli aumenti pesano sui conti delle famiglie ma rendono anche più onerosa la produzione.
adriana pollice

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this