30 Agosto 2014

RASSEGNA STAMPA DEL 30 AGOSTO

RASSEGNA STAMPA DEL 30 AGOSTO

Lettera 43, 30/08/2014 16:20
disagi.
Codacons: “L’ estate 2014 sarà ricordata per la crisi”Web Web
pesa il maltempo: 4 mln via a settembre.
Codacons: “L’ estate 2014 sarà ricordata per la crisi”
 
 
Wall Street Italia, 30/08/2014 15:17
Codacons:inserire droga-contrabbando-prostituzione in calcolo PilWeb Web
lo dimostra il dato della cgia di mestre sull’ economia criminale.
Roma, 30 ago. (TMNews) – I dati della Cgia di Mestre sull’ impatto delle attività illegali per l’ economia nazionale, sono per il Codacons la prova definitiva di come sia indispensabile inserire droga, contrabbando e prostituzione nel calcolo del Pil. “I numeri della Cgia dimostrano come la ricchezza prodotta da tali attività sia tale da non poter più essere nascosta sotto il tappeto, ma debba essere valutata in modo statistico per rendere il dato del PIL strettamente attinente alla realtà del paese – afferma il presidente Carlo Rienzi – dati che rappresentano una sonora batosta per quei soggetti che si oppongono all’ inserimento di droga, contrabbando e prostituzione nel Pil, e che vorrebbero riportare l’ Italia al Medioevo, coprendosi gli occhi e fingendo che tali attività non siano mai esistite e non esistano tuttora nel nostro paese”. “Al contrario – prosegue Rienzi – i 170 miliardi di euro di ricchezza prodotti da attività illecite fanno apparire in modo chiaro la necessità, sottolineata dall’ Europa e dalla comunità internazionale, di valutare tali voci ai fini di un PIL reale e preciso”.
 
 
Il Velino, 30/08/2014 15:11
economia.
Cgia, Codacons: Inserire droga e contrabbando in calcolo PilWeb Web
criminalità, codacons: inserire droga e contrabbando in calcolo pil.
I dati della CGIA di Mestre sull’ impatto delle attività illegali per l’ economia nazionale, sono per il Codacons la prova definitiva di come sia indispensabile inserire droga, contrabbando e prostituzione nel calcolo del PIL. “I numeri della CGIA dimostrano come la ricchezza prodotta da tali attività sia tale da non poter più essere nascosta sotto il tappeto, ma debba essere valutata in modo statistico per rendere il dato del PIL strettamente attinente alla realtà del paese – afferma il presidente Carlo Rienzi – Dati che rappresentano una sonora batosta per quei soggetti che si oppongono all’ inserimento di droga, contrabbando e prostituzione nel PIL, e che vorrebbero riportare l’ Italia al Medioevo, coprendosi gli occhi e fingendo che tali attività non siano mai esistite e non esistano tuttora nel nostro paese”. “Al contrario – prosegue Rienzi – i 170 miliardi di euro di ricchezza prodotti da attività illecite fanno apparire in modo chiaro la necessità, sottolineata dall’ Europa e dalla comunità internazionale, di valutare tali voci ai fini di un PIL reale e preciso”.
com/rog
 
 
ASCA, 30/08/2014 13:08
Estate: Codacons, solo 1 italiano su 2 in vacanza. Persi 1,5 mldWeb Web
(ASCA) – Roma, 30 ago 2014 – L’ estate 2014 sara’ ricordata come quella della crisi sul fronte delle presenze presso lidi, stabilimenti e strutture varie e del fatturato registrato dal settore turistico. Lo afferma il Codacons, che spiega: ”Due i fattori che hanno determinato il dramma del turismo nel nostro paese: la crisi economica che non accenna a placarsi e che ha portato negli anni ad una progressiva riduzione delle partenze e dei giorni di villeggiatura, e il maltempo, con condizioni meteo eccezionali che hanno spinto un numero enorme di cittadini a rinunciare alle vacanze o disdire i pacchetti precedentemente acquistati. Al punto che solo un italiano su due e’ andato in vacanza tra giugno e agosto”. ”Un dato peggiore delle prime previsioni, aggravato dalle incerte condizioni meteorologiche che hanno inferto il definitivo colpo di grazia al turismo italiano gia’ messo a dura prova dalla concorrenza di paesi come Spagna, Grecia e Croazia. Le presenze di cittadini presso lidi e stabilimenti balneari sono calate mediamente del 30% rispetto allo scorso anno – aggiunge il presidente Codacons, Carlo Rienzi – e il danno complessivo per il settore turistico e’ stimabile in almeno 1,5 miliardi di euro nel periodo giugno-agosto, con ripercussioni pesanti per l’ occupazione del comparto, che ha visto bruciare circa 50mila posti di lavoro stagionali”. L’ unica voce positiva in questa estate 2014 e’ quella relativa alle presenze dei turisti stranieri nelle citta’ d’ arte e presso alberghi e strutture varie del paese, presenze in leggero aumento rispetto il 2013 nonostante il brutto tempo. eco/tmn.
 
 
Wall Street Italia, 30/08/2014 12:28
Estate, Codacons: solo 1 italiano su 2 in vacanza, persi 1,5 mldWeb Web
peggior crisi del turismo,pesano maltempo e difficoltà economiche.
Roma, 30 ago. (TMNews) – L’ estate 2014 sarà ricordata come quella della crisi sul fronte delle presenze presso lidi, stabilimenti e strutture varie e del fatturato registrato dal settore turistico. Lo afferma il Codacons, che spiega: “Due i fattori che hanno determinato il dramma del turismo nel nostro paese: la crisi economica che non accenna a placarsi e che ha portato negli anni ad una progressiva riduzione delle partenze e dei giorni di villeggiatura, e il maltempo, con condizioni meteo eccezionali che hanno spinto un numero enorme di cittadini a rinunciare alle vacanze o disdire i pacchetti precedentemente acquistati. Al punto che solo un italiano su due è andato in vacanza tra giugno e agosto”. “Un dato peggiore delle prime previsioni, aggravato dalle incerte condizioni meteorologiche che hanno inferto il definitivo colpo di grazia al turismo italiano già messo a dura prova dalla concorrenza di paesi come Spagna, Grecia e Croazia. Le presenze di cittadini presso lidi e stabilimenti balneari sono calate mediamente del 30% rispetto allo scorso anno – aggiunge il presidente Codacons, Carlo Rienzi – e il danno complessivo per il settore turistico e’ stimabile in almeno 1,5 miliardi di euro nel periodo giugno-agosto, con ripercussioni pesanti per l’ occupazione del comparto, che ha visto bruciare circa 50mila posti di lavoro stagionali”. L’ unica voce positiva in questa estate 2014 è quella relativa alle presenze dei turisti stranieri nelle città d’ arte e presso alberghi e strutture varie del paese, presenze in leggero aumento rispetto il 2013 nonostante il brutto tempo.
 
 
Agi, 30/08/2014 11:43
Allarme Codacons, estate 2014 la peggiore per crisi e maltempoWeb Web
(AGI) – Roma, 30 ago. – L’ estate 2014 sara’ ricordata come quella della crisi sul fronte delle presenze presso lidi, stabilimenti e strutture varie e del fatturato registrato dal settore turistico. Lo afferma il Codacons, che spiega: due i fattori che hanno determinato il dramma del turismo nel nostro paese: la crisi economica che non accenna a placarsi e che ha portato negli anni a una progressiva riduzione delle partenze e dei giorni di villeggiatura, e il maltempo, con condizioni meteo eccezionali che hanno spinto un numero enorme di cittadini a rinunciare alle vacanze o disdire i pacchetti precedentemente acquistati. Al punto che solo un italiano su due e’ andato in vacanza tra giugno e agosto. Un dato peggiore delle prime previsioni, aggravato dalle incerte condizioni meteorologiche che hanno inferto il definitivo colpo di grazia al turismo italiano gia’ messo a dura prova dalla concorrenza di paesi come Spagna, Grecia e Croazia. “Le presenze di cittadini presso lidi e stabilimenti balneari sono calate mediamente del 30% rispetto allo scorso anno – aggiunge il presidente Codacons Carlo Rienzi – e il danno complessivo per il settore turistico e’ stimabile in almeno 1,5 miliardi di euro nel periodo giugno-agosto, con ripercussioni pesanti per l’ occupazione del comparto, che ha visto bruciare circa 50mila posti di lavoro stagionali”. L’ unica voce positiva in questa estate 2014 e’ quella relativa alle presenze dei turisti stranieri nelle citta’ d’ arte e presso alberghi e strutture varie del paese, presenze in leggero aumento rispetto il 2013 nonostante il brutto tempo. .
 
 
Il Velino, 30/08/2014 11:33
economia.
Vacanze, Codacons: Persi 1,5 mld. Pesano crisi e maltempoWeb Web
presenze sulle spiagge calate del 30%, 50 mila posti di lavoro bruciati.
L’ estate 2014 sarà ricordata come quella della crisi sul fronte delle presenze presso lidi, stabilimenti e strutture varie e del fatturato registrato dal settore turistico. Lo afferma il Codacons, che spiega: “Due i fattori che hanno determinato il dramma del turismo nel nostro paese: la crisi economica che non accenna a placarsi e che ha portato negli anni ad una progressiva riduzione delle partenze e dei giorni di villeggiatura, e il maltempo, con condizioni meteo eccezionali che hanno spinto un numero enorme di cittadini a rinunciare alle vacanze o disdire i pacchetti precedentemente acquistati. Al punto che solo un italiano su due è andato in vacanza tra giugno e agosto. Un dato peggiore delle prime previsioni, aggravato dalle incerte condizioni meteorologiche che hanno inferto il definitivo colpo di grazia al turismo italiano già messo a dura prova dalla concorrenza di paesi come Spagna, Grecia e Croazia. Le presenze di cittadini presso lidi e stabilimenti balneari sono calate mediamente del 30% rispetto allo scorso anno – aggiunge il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – e il danno complessivo per il settore turistico e’ stimabile in almeno 1,5 miliardi di euro nel periodo giugno-agosto, con ripercussioni pesanti per l’ occupazione del comparto, che ha visto bruciare circa 50mila posti di lavoro stagionali”. L’ unica voce positiva in questa estate 2014 è quella relativa alle presenze dei turisti stranieri nelle città d’ arte e presso alberghi e strutture varie del paese, presenze in leggero aumento rispetto il 2013 nonostante il brutto tempo.
com/rog
 
 
Agi, 30/08/2014 11:31
Codacons, estate 2014 la peggiore per crisi e maltempoWeb Web
(AGI) – Roma – L’ estate 2014 sara’ ricordata come quella della crisi sul fronte delle presenze presso lidi, stabilimenti e strutture varie e del fatturato registrato dal settore turistico. Lo afferma il Codacons, che spiega: due i fattori che hanno determinato il dramma del turismo nel nostro paese: la crisi economica che non accenna a placarsi e che ha portato negli anni a una progressiva riduzione delle partenze e dei giorni di villeggiatura, e il maltempo, con condizioni meteo eccezionali che hanno spinto un numero enorme di cittadini a rinunciare alle vacanze o disdire i pacchetti acquistati. .
 
 
lanuovasardegna.it, 30/08/2014 08:51
GoinSardinia affonda, in arrivo una gigantesca class actionWeb Web
le associazioni di tutela dei consumatori pronte a chiedere un maxi risarcimento. ai passeggeri rimasti a terra è stata garantita l’ assistenza da parte della regione.
Caos GoinSardinia, cancellate tutte le corse: 214 passeggeri ospitati negli alberghi Stipendi non pagati, tensione a bordo Interviene la Procura: turisti infuriati Notte in porto per centinaia di persone OLBIA. Il sistema dei trasporti marittimi nel controesodo estivo, che coincide con il week end di fine agosto, non subirà alcun contraccolpo per la defezione, annunciata, di GoinSardinia. L’ emergenza passeggeri, affrontata con piglio deciso dall’ Unità di crisi presieduta per tre volte al giorno dall’ ammiraglio Nunzio Martello, direttore del circondario marittimo del nord Sardegna, è scesa a livello di “normalità” da ieri notte, quando anche gli ultimi trecento passeggeri, con al seguito una sessantina di auto e altrettanti camper, sono saliti a bordo dei traghetti delle compagnia di navigazione (Tirrenia, Moby e Sardinia Ferries) per fare rientro alle località di residenza, nella penisola. La Regione Sarda, attraverso l’ assessorato ai trasporti e a quello del turismo, si è attivata per dare assistenza ai turisti rimasti impigliati nella trappola di GoinSardinia, mentre le diverse associazioni di tutela dei consumatori stano predisponendo una gigantesca Class Action contro la ormai defunta compagnia di navigazione GoinSardinia. Alla quale, a bocce ferme, chiederanno conto anche i sindaci della due principali città della Gallura, Gianni Giovannelli per Olbia e Romeo Frediani per Tempio, che si sono detti sconcertati per quanto sta accadendo e per il danno di immagine che il turismo e l’ accoglienza sarda, e non soltanto in Gallura, sta subendo. “Anche le zone interne, così come quelle costiere – ha detto ieri il sindaco di Tempio Romeo Frediani – puntano sul turismo come fattore di crescita economica. Sarà comunque necessario, una volta conclusa la fase dell’ emergenza, che le autorità preposte valutino, anche in regime di libero mercato, l’ affidabilità dei soggetti ai quali affidare ruoli importanti come quello dei trasporti marittimi”. Carlo Rienzi, presidente di Codacons Italia, chiede l’ intervento della Regione sarda “dopo lo stop definitivo ai collegamenti marittimi operati da GoinSardinia sulla tratta tra Olbia e Livorno, altrimenti ci sarà una raffica di richieste di risarcimento danni da parte dei passeggeri. La Regione Sardegna e le autorità competenti devono intervenire per garantire i diritti degli utenti possessori di biglietti della compagnia di navigazione. Tutti i passeggeri dovranno essere riprotetti – ha spiegato – senza spese su altri traghetti e chi subirà danni dalla cancellazione dei collegamenti dovrà ottenere, oltre il rimborso di quanto speso, il giusto risarcimento”. Una transazione economica, questa, non applicabile in questa fase emergenziale in quanto le casse della GoinSardinia sono vuote, ed è lo stesso staff dirigente della cordata di imprenditori isolani a dire ai suoi ex passeggeri di pagare il biglietto e poi presentare il modulo per il rimborso. Da ieri, dunque, nei porti del nord dell’ isola – Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres – è tornata una sostanziale “tranquillità” sotto il profilo degli imbarchi, anche se le proteste dei passeggeri che debbono ripagarsi la tratta di ritorno per casa non mancano, davanti alle biglietterie. Introvabili, invece, i responsabili di GoinSardinia, che continuano ad addossare ad altri la dèfaillance della loro intrapresa. Sul quale flop stanno indagando gli uomini della Capitaneria di porto che hanno avviato due indagini, una amministrativa e l’ altra penale, con l’ invio dei primi atti alla magistratura gallurese che ha aperto un fascicolo per “atti relativi” in relazione allo stato di emergenza che si è venuto a creare, nei giorni scorsi, nel porto di Olbia. L’ altro mistero, in questa ancora poco chiara vicenda del flop di GoinSardinia, riguarda l’ allarme “preventivo” lanciato dai vertici della compagnia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
di giampiero cocco
 
 
Il Messaggero, 30/08/2014 06:23
Un business da due milioniPDF PDF
Circa due milioni di euro. A tanto ammonta, secondo i dati del Codacons, il giro d’ affari dei parcheggiatori abusivi a Roma. «È un business che nel corso degli anni è diventato molto redditizio – spiegano dall’ organizzazione che si batte per la tutela dei consumatori – Basta contare quante migliaia di posti auto esistono accanto a locali, cinema e teatri». Incassi illeciti che hanno registrato una leggera contrazione. «Solo perché per colpa della crisi l’ auto si usa di meno, non certo perché i posteggiatori sono diminuiti». Gli ultimi studi dell’ associazione rivelano che l’ automobilista romano medio – quello che almeno una volta a settimana va a cena fuori, o al cinema, a teatro, ad un concerto – arriva a spendere ogni anno circa 80 euro per i guardiamacchine irregolari.
 
 
La Nazione (ed. Livorno), 30/08/2014 06:10
Codacons: «Tutelare i viaggiatori»PDF PDF
– LIVORNO – IL CODACONS sul piede di guerra dopo lo stop ai collegamenti operati da GoInSardinia sulla tratta Olbia-Livorno. «La Regione Sardegna e le autorità competenti devono intervenire per garantire i diritti dei possessori dei biglietti della compagnia di navigazione – spiega il presidente Carlo Rienzi – Tutti i passeggeri dovranno essere riprotetti senza spese su altri traghetti e chi subirà danni dalla cancellazione dei collegamenti dovrà ottenere, oltre il rimborso della spesa, il risarcimento. Se ciò non avverrà automaticamente sarà inevitabile una raffica di azioni risarcitorie da parte dei viaggiatori che già si stanno rivolgendo al Codacons».
 
 
La Voce di Mantova, 30/08/2014 05:41
una famiglia mantovana.
R i e n t ro – o d i s s e a dalla SardegnaPDF PDF
MANTOVA – Odissea con la beffa finale. Il traghetto che dovevano prendere per tornare a casa era stato soppresso e così ne hanno trovato un altro che è partito in contemporanea a quello soppresso e ripristinato. Vacanza splendida per Alex Motta, 38 anni, sia moglie Ilaria Ma lavasi, 35 anni, una coppia di Roncoferraro, che hanno trascorso le ferie come fanno da anni a Santa Teresa di Gallura. Vacanza che però ha rischiato di trasformarsi in incubo al momento del ritorno. La famiglia di mantovani, infatti, aveva scelto di viaggiare con la Goinsardinia, compagnia navale greca low cost. Il risparmio alla fine non c’ è stato: per tornare a casa hanno dovuto sborsare 500 euro alla Moby. «Ci rivolgeremo al Codacons», annunciano.
 
 
La Voce di Mantova, 30/08/2014 05:41
caos traghetti. un’ odissea di 24 ore per il r i e n t ro dalle vacanze in sardegna per una famiglia di mantovani.
Travolti dalla Goinsardinia nell’ azzurro mare d’ agostoPDF PDF
Beffati da Goinsardinia se la sono cavata per il rotto della cuffia trovando posto su un traghetto Moby. Una coppia di coniugi mantovani con due figli al seguito, uno di pochi mesi, è rimasta per 24 ore in balia degli eventi al momento di rientrare dalle vacanze in Sardegna. Ora toccata terra, hanno intenzione di rivolgersi al Codacons. Odissea con la beffa finale. Il traghetto che dovevano prendere per tornare a casa era stato soppresso e così ne hanno trovato un altro che è partito in contemporanea a quello soppresso e ripristinato. Vacanza splendida per Alex Motta, 38 anni, sia moglie Ilaria Malavasi, 35 anni, una coppia di Roncoferraro, che hanno trascorso le ferie come fanno da anni a Santa Teresa di Gallura. Vacanza che però ha rischiato di trasformarsi in incubo al momento del ritorno. La famiglia di mantovani, infatti, aveva scelto di viaggiare con la Goinsardinia, compagnia navale greca. «Avevamo prenotato il viaggio di andata e ritorno lo scorso marzo racconta il 38enne -, visto che costava meno. Già all’ andata abbiamo capito perché: cabina sporca con bagno rotto, navigazione molto lenta». Ma l’ importante era arrivare e così è stato. Il peggio è arrivato al momento del ri torno. «Avevamo l’ imbarco alle 23 di mercoledì scorso -prosegue il 38enne -, ma alle tre del pomeriggio mi è arrivato un sms che diceva che per un disguido la partenza del traghetto era stata spostata alle tre di notte». Tipici disagi ferragostani. Solo che in questo caso si è andati ben oltre. Alle 18, infatti, arriva un nuovo sms da Goinsardinia, che comunica che la tratta delle tre di notte è stata soppressa. «Non riuscivo a crederci – aggiunge Motta -. E quelli aggiungevano anche di andare a Olbia a pigliare un traghetto della Tirrenia in partenza alle 19. Da Santa Teresa a Olbia ci vuole un’ ora d’ auto – aggiunge -. Ho fatto un ricerca via internet e ho scoperto che su quel traghetto della Tirrenia non c’ erano cabine disponibili. Con due bambini, uno piccolo e uno di pochi mesi, non era certo il caso di fare una notte in bianco su un traghetto. A quel punto mi sono precipitato in un’ agenzia dove sono riuscito a trovare posto su un traghetto della Moby in partenza da Olbia per Livorno alle 9.15 del giorno dopo. Il tempo di fare la prenotazione che alle 19.58 mi arriva un nuovo sms da Goinsardinia che annuncia che la tratta soppressa delle tre è stata ripristinata per le 9 del giorno dopo. Questo dopo che avevo già versato 500 euro per la Moby, tanto quanto costa l’ andata e ritorno con la Going. Così la mattina seguente ci siamo imbarcati a Olbia sul traghetto della Moby accanto a quello che avremmo dovuto prendere e per il quale avevamo già pagato da marzo. Ora attendo il rimborso e comunque mi rivolgerò al Codacons. Ed è andata bene che avevamo ancora a disposizione l’ ap partamento per passarci la notte conclude -; ci sono state tantissime famiglie con bambini che se la sono passata sotto le stelle». Carlo Doda.
carlo doda
 
 
Il Quotidiano della Calabria, 30/08/2014 05:35
l’ intervento «fogna a cielo aperto in via san giuseppe»
Codacons: «Degrado perpetuo e continui disagi nelle periferie»PDF PDF
“SIAMO alle solite, degrado, degrado perpetuo a Reggio di Calabria, strade impraticabili, disservizi idrici inquinamento ambientale di ogni genere e grado. La gente vive disagi di ogni genere, non abbiamo soldi per voi delle periferie, questa è la solita risposta del comune, lasciando la gente a vivere condizioni da “Paese incivile””. Pietro Di Pietro, coordinatore cittadino del Codacons di Reggio Calabria, evidenzia “per l’ ennesima volta” l’ esistenza “di una fogna a cielo aperto in via San Giuseppe traversa VI n.2 ed i continui disagi, oltre a topi e scarafaggi che passeggiano indisturbati nelle corti di pertinenza degli alloggi popolari siti in tale zona. Ma la situazione si presenta ancora più grave, non solo per i danni alla salute degli abitanti e degli odori nauseabondi ma per il fiume di fogna che persiste da anni che ha invaso le cantine ed i cortili retro stanti le abitazioni”. Il Codacons, “insieme agli abitanti di via San Giuseppe, trav. VI n. 2 vuole inoltrare istanza, per denunciare al tribunale di giustizia, i dirigenti di tale settore e la terna commissariale del comune di Reggio Calabria. Pertanto il Codacons chiederà ai commissari una convocazione straordinaria e di somma urgenza per avviare le procedure di ripristino immediato delle fogne e dei tombini”.
 
 
L’Unione Sarda, 30/08/2014 04:57
a livorno tensioni a bordo per i dipendenti non pagati, risolto il contratto con l’ armatore.
Caccia alla cassa di GoinSardiniaPDF PDF
La resa dei conti è iniziata ieri mattina e sarà cruenta perché, mentre GoinSardinia e la compagnia armatrice Anek si rovesciano addosso le responsabilità del disastro di queste ore, è partita la caccia ai soldi della società consortile sarda nata per abbattere le tariffe dei traghetti. I prossimi giorni non saranno difficili solo per le migliaia di persone rimaste a terra. Sulla scia dell’ agonizzante GoinSardinia, infatti, si sono messi una decina di soci del Consorzio. Si tratta di un gruppo di imprenditori (alcuni facevano parte del cda della società, dimissionario in aprile) che hanno affidato a un legale il compito di agire subito contro la società. Vogliono sapere come sono stati gestiti i soldi di GoinSardinia. Si parla di una somma che oscilla tra gli otto e i dieci milioni di euro. In aprile, durante una movimentata assemblea, avevano chiesto conto di 500mila euro di Iva non versata e di altre questioni. Alla fine il Cda è uscito di scena e Giampaolo Scano è diventato amministratore delegato unico. L’ avvocato Salvatore Deiana non ha voluto commentare l’ iniziativa. «Posso dire – le parole sono del legale – che i miei assistiti sono vittime al pari dei passeggeri». AL COLLASSO Ieri la situazione è precipitata. La Direzione marittima di Olbia e la Capitaneria di porto di Livorno hanno avuto la conferma ufficiale: la compagnia armatrice Anek ha risolto il contratto con GoinSardinia. Sul traghetto El Venizelos sono saliti gli ispettori della Sanità marittima per verificare le condizioni dell’ equipaggio. I 50 lavoratori di GoinSardinia hanno protestato, chiedono il pagamento di due mensilità arretrate e minacciano il sequestro conservativo della nave. A bordo è intervenuta la Polmare e soltanto dopo le rassicurazioni dell’ armatore, gli animi si sono calmati. Confermato l’ intervento del Sindacato internazionale dei trasporti a tutela dei lavoratori. LA RABBIA DEI PASSEGGERI Anche i passeggeri hanno iniziato a presentare il conto alla società. Mentre 1800 persone, tutti i possessori di un biglietto della corsa GoinSardinia Olbia – Livorno di ieri, cercavano posto sulle navi delle altre compagnie, le associazioni dei consumatori hanno confermato le azioni legali contro la compagnia. Gli avvocati di Adiconsum, Codacons e Movimento Consumatori chiederanno, oltre al rimborso del biglietto, anche il risarcimento dei danni per migliaia di passeggeri. Andrea Busia.
 
 
L’Unione Sarda, 30/08/2014 04:57
Sotto accusa la politica regionale dei trasportiPDF PDF
«La vicenda Goinsardinia mostra in tutta la sua evidenza la fallimentare politica sui trasporti dei governi regionali avvicendatisi negli ultimi anni.La mancata governance regionale ha di fatto costretto un gruppo di imprenditori turistici a svolgere un ruolo che non gli era proprio con le gravi conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. È necessaria un’ ampia riflessione sul sistema regionale dei trasporti»: il segretario generale della Cisl Gallura, Mirko Idili, apre il fuoco di fila sul caso GoinSardinia. Nel mirino di sindacati e organizzazioni di categoria ci sono Regione e governo nazionale. «Lo Stato non ci lasci mai più soli nella programmazione dei flussi turistici»: ha detto il vicepresidente di Confcommercio Sardegna e Confturismo, Giancarlo Deidda, riferendosi anche al danno per gli operatori turistici regionali. Il Codacons: «La Regione sarda intervenga subito, tutti i passeggeri dovranno essere risarciti senza spese». Anche Federconsumatori e Adusbef chiedono che la Regione sarda si occupi direttamente delle migliaia di persone rimaste a terra ( a. b. )
 
 
La Nuova Sardegna, 30/08/2014 04:31
GoinSardinia affonda, in arrivo una class actionPDF PDF
le associazioni di tutela dei consumatori pronte a chiedere un maxi risarcimento ai passeggeri rimasti a terra è stata garantita l’ assistenza da parte della regione.
di Giampiero Cocco w OLBIA Il sistema dei trasporti marittimi nel controesodo estivo, che coincide con il week end di fine agosto, non subirà alcun contraccolpo per la defezione, annunciata, di GoinSardinia. L’ emergenza passeggeri, affrontata con piglio deciso dall’ Unità di crisi presieduta per tre volte al giorno dall’ ammiraglio Nunzio Martello, direttore del circondario marittimo del nord Sardegna, è scesa a livello di “normalità” da ieri notte, quando anche gli ultimi trecento passeggeri, con al seguito una sessantina di auto e altrettanti camper, sono saliti a bordo dei traghetti delle compagnia di navigazione (Tirrenia, Moby e Sardinia Ferries) per fare rientro alle località di residenza, nella penisola. La Regione Sarda, attraverso l’ assessorato ai trasporti e a quello del turismo, si è attivata per dare assistenza ai turisti rimasti impigliati nella trappola di GoinSardinia, mentre le diverse associazioni di tutela dei consumatori stano predisponendo una gigantesca Class Action contro la ormai defunta compagnia di navigazione GoinSardinia. Alla quale, a bocce ferme, chiederanno conto anche i sindaci della due principali città della Gallura, Gianni Giovannelli per Olbia e Romeo Frediani per Tempio, che si sono detti sconcertati per quanto sta accadendo e per il danno di immagine che il turismo e l’ accoglienza sarda, e non soltanto in Gallura, sta subendo. «Anche le zone interne, così come quelle costiere – ha detto ieri il sindaco di Tempio Romeo Frediani – puntano sul turismo come fattore di crescita economica. Sarà comunque necessario, una volta conclusa la fase dell’ emergenza, che le autorità preposte valutino, anche in regime di libero mercato, l’ affidabilità dei soggetti ai quali affidare ruoli importanti come quello dei trasporti marittimi». Carlo Rienzi, presidente di Codacons Italia, chiede l’ intervento della Regione sarda «dopo lo stop definitivo ai collegamenti marittimi operati da GoinSardinia sulla tratta tra Olbia e Livorno, altrimenti ci sarà una raffica di richieste di risarcimento danni da parte dei passeggeri. La Regione Sardegna e le autorità competenti devono intervenire per garantire i diritti degli utenti possessori di biglietti della compagnia di navigazione. Tutti i passeggeri dovranno essere riprotetti – ha spiegato – senza spese su altri traghetti e chi subirà danni dalla cancellazione dei collegamenti dovrà ottenere, oltre il rimborso di quanto speso, il giusto risarcimento». Una transazione economica, questa, non applicabile in questa fase emergenziale in quanto le casse della GoinSardinia sono vuote, ed è lo stesso staff dirigente della cordata di imprenditori isolani a dire ai suoi ex passeggeri di pagare il biglietto e poi presentare il modulo per il rimborso. Da ieri, dunque, nei porti del nord dell’ isola – Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres – è tornata una sostanziale “tranquillità” sotto il profilo degli imbarchi, anche se le proteste dei passeggeri che debbono ripagarsi la tratta di ritorno per casa non mancano, davanti alle biglietterie. Introvabili, invece, i responsabili di GoinSardinia, che continuano ad addossare ad altri la dèfaillance della loro intrapresa. Sul quale flop stanno indagando gli uomini della Capitaneria di porto che hanno avviato due indagini, una amministrativa e l’ altra penale, con l’ invio dei primi atti alla magistratura gallurese che ha aperto un fascicolo per “atti relativi” in relazione allo stato di emergenza che si è venuto a creare, nei giorni scorsi, nel porto di Olbia. L’ altro mistero, in questa ancora poco chiara vicenda del flop di GoinSardinia, riguarda l’ allarme “preventivo” lanciato dai vertici della compagnia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 
La Città di Salerno, 30/08/2014 04:26
Paga l’ abbonamento ma da maggio ha ricevuto 8 multePDF PDF
le sanzioni sono state elevate nel parcheggio di via carrella l’ automobilista ha già vinto la prima opposizione.
di Barbara Cangiano Ha un abbonamento mensile – che ricarica puntualmente alla scadenza – per lasciare l’ auto in sosta in via Carrella, alle spalle del Grand Hotel Salerno. Ma nonostante ciò, da maggio ad oggi ha già collezionato otto multe elevate dagli ausiliari del traffico. La prima è stata già impugnata dinanzi al giudice di pace, che ha condannato l’ amministrazione comunale a pagare. La seconda opposizione è fissata per settembre e se l’ orientamento della giurisprudenza sarà lo stesso per tutte le sanzioni, dalle tasche comunali saranno sottratte qualche migliaia di euro che l’ amministrazione avrebbe potuto investire in meglio. A detenere in così breve tempo il record delle multe è un professionista salernitano, Giuliano Gallotta: «Da due anni ho un abbonamento come non residente. Abbonamento che ricarico ogni mese. Eppure continuo a ricevere ingiustamente multe, benchè esponga in modo chiaro e visibile il tesserino. A questo punto c’ è da chiedersi – ironizza – se non sia il caso di far fare una visita oculistica agli ausiliari del traffico, visto che tra l’ altro il mio veicolo è sempre lo stesso». Gallotta non ha voluto contattare Salerno Mobilità per chiarire la questione una volta e per tutte: «E’ un fatto di principio. Io sono nella ragione e non devo andarmi a giustificare. Sono loro che dovrebbero essere capaci di fare le verifiche in modo accurato e non così sommario, visto che questo è il lavoro per cui sono pagati». La questione è così finita in tribunale. «E’ una cosa ridicola. Da cittadino ritengo che il Comune subisca un notevole danno di immagine, ma anche erariale, se come credo sarà condannato a pagare tutto. Inoltre mi sento vessato, perchè ogni volta sono costretto a fare opposizione. Possibile che tali disattenzioni siano così grossolane e soprattutto reiterate?». Gallotta non si sente “perseguitato”, perchè il suo non sarebbe un caso isolato: «Attraverso il Codacons ho saputo che ci sono molti altri automobilisti che lasciano legittimamente la propria vettura in via Carrella, ritrovandosi poi a combattere con multe improbabili. Che si aspetta a vigilare correttamente?». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 
La Provincia di Como, 30/08/2014 03:28
«Io, prigioniero del traghetto che non c’ è»PDF PDF
anche un consigliere di lurago e la fidanzata di fenegrò bloccati in sardegna dalla crisi della “go” «ho trovato un biglietto con un’ altra compagnia: 300 euro in più ma fino a martedì dovrò stare qui»
Due cuori, una capanna, la politica, ma la nave che non parte: si potrebbe riassumere scherzosamente in questi termini la disavventura – tutt’ altro che divertente, a dire il vero – che stanno vivendo in Sardegna il capogruppo della minoranza leghista luraghese, Cristian Magni, e la fidanzata, Linda Dui, consigliere di minoranza a Fenegrò, entrambi vittime delle difficoltà economiche della compagnia navale low cost, Go in Sardinia. Ci sono anche loro, infatti, tra le 20mila persone che sono finite nel caos al porto di Olbia dopo il blocco del traghetto El Venizelos della Go in Sardinia, consorzio di 200 imprenditori di Santa Teresa Gallura, nato nel 2013 per offrire passaggi in nave a bassi costi ai turisti diretti nel Nord della Sardegna. Prenotazione a marzo La nave è stata fermata dall’ armatore “Anek Lines” per presunte inadempienze nei pagamenti. La stessa compagnia ha invitato coloro che avevano già prenotato a rivolgersi ad altre compagnie per comprare il biglietto. Una situazione paradossale per tutte le 20mila persone che da qui a metà settembre avrebbero dovuto viaggiare da e per la Sardegna. La coppia di consiglieri comunali, in villeggiatura Budoni, avrebbe dovuto prendere il traghetto ieri sera alle 21, ma giovedì mattina quasi per caso è arrivata l’ amara sorpresa: «Mi trovavo a bere un caffè al bar e mi sono fermato a leggere un quotidiano locale – spiega Magni – Appena ho letto delle tratte soppresse della Go in Sardinia mi è andato tutto di traverso. Nessuno ci aveva avvisato di quanto stava accadendo. Io e Linda avevamo speso in due per andata e ritorno da Livorno 300 euro con prenotazione a fine marzo: ovviamente il prezzo con una compagnia low cost era molto più accessibile, quasi la metà rispetto ai costi tradizionali delle altre navi. Il risultato però è che adesso ci ritroviamo a piedi». Solo nella notte tra giovedì e venerdì Magni ha ricevuto un messaggio dalla compagnia con l’ invito a rivolgersi ad altri. «Ho trovato un biglietto per il solo ritorno, che ci è costato 300 euro, con la Sardinia Ferries: il primo viaggio utile però è martedì 2 settembre, prima non possiamo rientrare – spiegano i due fidanzati – Fortunatamente io ho un’ altra settimana di ferie e Linda è studentessa universitaria: non oso pensare a coloro che devono tornare al lavoro». A caccia di un hotel La coppia è ospitata in affitto da una famiglia di amici e da qui a martedì non avrà problemi ma, come spiega Magni, ci sono casi di persone che non sanno dove passare la notte o che avranno ulteriori costi non solo per il biglietto, ma anche per il prolungamento della vacanza in villaggi, residence e hotel della zona: «Ho già contattato il Codacons e credo che partirà una class action – spiega a questo proposito – È vero che ci hanno fatto compilare il modulo per il rimborso, ma una compagnia che ha già uno scoperto di 250mila euro e non ha i soldi per il carburante voglio vedere come farà a rimborsarci. Nessuno ci ha dato assistenza, né le autorità, né ovviamente la compagnia. Se fossimo stati immigrati in mare ci avrebbero soccorso e trattato meglio. Non ci sono parole: una situazione veramente assurda». •
simone rotunno
 
 
L’Arena, 30/08/2014 03:25
legnago. la centralina dell’ arpav di casette ha registrato negli ultimi otto mesi livelli di pm10 al di sotto della soglia di rischio.
Le piogge cancellano lo smog Aria meno inquinata in cittàPDF PDF
le polveri sottili hanno superato il limite solo 25 volte da gennaio saranno introdotte bici pubbliche per contenere le emissioni nocive.
Il maltempo che quest’ estate ha stravolto i programmi di molti legnaghesi, costringendoli spesso a rinunciare a gite all’ aria aperta e a tuffi in piscina, un piccolo merito tuttavia ce l’ ha. Per la prima volta dal 2012, infatti, la centralina installata dall’ Arpav in via Togliatti, a Casette, ha registrato per otto mesi consecutivi valori in base ai quali l’ aria della città è da «bollino verde». Le continue perturbazioni che hanno interessato in questi mesi l’ intera provincia, hanno difatti contribuito ad evitare che sulla capitale della Bassa si formasse quella cappa di polveri sottili (Pm 10) che, negli anni scorsi, faceva suonare il campanello d’ allarme già a primavera. Tutto ciò a causa dell’ eccessiva quantità di particelle inquinanti nell’ atmosfera, prodotte soprattutto dai motori a scoppio, dagli impianti di riscaldamento e dalle industrie. Da gennaio ad oggi, dunque, l’ impianto di monitoraggio installato nella frazione dall’ Agenzia regionale per la prevenzione ambientale ha registrato 25 sforamenti giornalieri della soglia di 50 microgrammi per metro cubo d’ aria, fissata dalla legge come limite oltre il quale possono insorgere rischi per la salute umana. Secondo le norme nazionali, le giornate in un anno in cui tale livello può essere oltrepassato devono essere al massimo 35. L’ anno scorso, a fine estate, tale traguardo era già stato tagliato, visto che gli sforamenti certificati dall’ inizio del 2013 erano stati 37, arrivati poi a quota 70 alla fine di dicembre. Nel 2012 era andata decisamente peggio. La centralina di riferimento per tutta la Bassa, che allora era collocata a Bovolone, aveva evidenziato a marzo ben 61 superamenti. Già dallo scorso anno diverse associazioni, tra cui il Codacons, hanno evidenziato come perturbazioni e ventilazione contribuiscano ad abbattere le polveri sottili nell’ aria, assieme naturalmente al minor utilizzo delle vetture private legato alla crisi economica. Oggi, la qualità dell’ aria legnaghese è definita «accettabile» dall’ Arpav anche per quanto riguarda i livelli di biossido di azoto e di ozono. «Sicuramente», evidenzia Claudio Marconi, assessore all’ Ambiente, «il maltempo ha influito su tutto ciò, consentendo la dispersione delle Pm10». In vista dell’ autunno, periodo in cui solitamente la concentrazione di polveri nell’ aria s’ impenna, il Comune sta già pensando ai provvedimenti da prendere. Come prima azione, già dalle prossime settimane, Palazzo de’ Stefani aderirà al «Patto dei sindaci», l’ accordo sottoscritto negli anni scorsi da 65 Comuni della provincia scaligera che si sono impegnati a ridurre del 20 per cento le emissioni di anidride carbonica entro il 2020. «A metà settembre» prosegue Marconi, «presenteremo in Consiglio comunale il testo che sancirà l’ adesione formale all’ accordo». I Comuni aderenti al Patto oggi rappresentano il 66 per cento delle amministrazioni dell’ intera provincia». Secondo l’ assessore all’ Ambiente, «l’ ingresso di Legnago nel Patto dei sindaci permetterà di elaborare il Paes, ovvero il Piano di azione per l’ energia sostenibile (Paes) in cui indicheremo gli obiettivi per diminuire l’ inquinamento a Legnago. Tra le misure in programma ci sarà il miglioramento del consumo energetico negli edifici». Inoltre, Marconi evidenzia: «Stiamo valutando sistemi per incentivare gli spostamenti dei cittadini su mezzi alternativi alle auto, come il bike sharing, ovvero un servizio di biciclette pubblico, attivo in diverse città con buoni risultati». L’ ingresso del Comune nel «Patto» consentirà anche a Palazzo de’ Stefani di poter concorrere ai bandi regionali per alcune iniziative. «Tra i fondi a cui potremo accedere», conclude Marconi, «c’ è quello che finanzia fino a 7mila euro la stesura del Paes. È un aiuto che, in tempi di ristrettezze, non possiamo ignorare».
 
 
iltirreno.it, 30/08/2014 02:52
GoinSardinia beffa 12mila turistiWeb Web
il traghetto resterà fermo a livorno, chi ha già pagato dovrà comprarsi i biglietti su altre navi.
LIVORNO. Una beffa per 12mila vacanzieri in viaggio tra la Sardegna e la Toscana. Non potrebbe essere definita in altro modo, a questo punto, l’ avventura dei passeggeri che fino alla prima settimana di settembre avevano acquistato un biglietto da Olbia a Livorno, e viceversa, con il timbro della compagnia low cost GoinSardinia. Ieri intorno alle 20.30 – dopo due giorni di caos per migliaia di turisti bloccati nel porto di Olbia – il traghetto El Venizelos, noleggiato dall’ armatore greco Anek Lines per la stagione estiva, ha attraccato al porto di Livorno. E non è più ripartito. Il viaggio di Goinsardinia si ferma qui. Il consorzio sardo nato nel 2013 dalla stretta di mano tra 200 imprenditori turistici, ristoratori, albergatori e agenti di viaggio sospende le corse. Mentre per i passeggeri si apre già l’ odissea dei rimborsi: perché intanto per ripartire con altre compagnie dovranno pagare un nuovo biglietto di tasca propria. A confermarlo è stato ieri, intorno alle 20, l’ amministratore delegato di GoinSardinia, Giampaolo Scano: “La nave si ferma a Livorno perché l’ Anek ha intenzione di ritirarla dalla linea”. Scano prova a difendere il consorzio: “C’ è un contenzioso con l’ armatore. Con tutta la nostra volontà, non possiamo proseguire il viaggio, anche se abbiamo già pagato il carburante”. “Le corse – dice l’ ad, seguito poi da un comunicato ufficiale della Regione Sardegna – sono sospese. Invitiamo tutti i passeggeri che devono rientrare dalla Sardegna e quelli che dovevano partire da Livorno a procurarsi un biglietto per conto proprio con altre compagnie, perché noi non possiamo rimborsarlo subito. Per chiedere il rimborso, invitiamo a inviarci una e-mail a [email protected] o a compilare il modello sul nostro sito”. A quando i rimborsi? Come? Di quanto? Di più per ora l’ ad non dice: “Dobbiamo valutare con l’ assicurazione…”. Ieri a Livorno non si sono presentati passeggeri per l’ imbarco: sono stati avvisati del flop con un sms. A Olbia, per i rientri, è invece scoppiato di nuovo il caos, dopo che già due giorni fa in 1800 avevano aspettato per dodici ore di salire su una nave con la prua diretta verso casa. Ieri si sono ammassati sulle banchine oltre mille passeggeri.La capitaneria di Olbia vuole vederci chiaro e ha aperto un’ inchiesta. Per tamponare l’ emergenza, una task-force istituzionale ha trovato due possibili alternative: 7mila passeggeri riprotetti sui traghetti messi a disposizione da altre compagnie e un centinaio di posti letto gratuiti recuperati da Confcommercio e Federalberghi, almeno per ieri, negli alberghi della Gallura. Sulla vicenda è intervenuta l’ associazione di consumatori Aduc, che ha consigliato ai viaggiatori la costituzione in mora nei confronti della compagnia e si è appellata alla magistratura perché verifichi eventuali condotte irregolari. Il Codacons si è offerto di fornire assistenza legale ai passeggeri che hanno subito disagi e prospetta una class action.
di juna goti
 
 
Corriere Fiorentino, 30/08/2014 00:33
trasporti goinsardinia paga gli arretrati ai dipendenti e evita il sequestro. ma cancella la rotta e lascia a terra i passeggeri.
Odissea Sardegna, il traghetto low cost non c’ è piùPDF PDF
la nave già in grecia, centinaia a olbia e a livorno non sanno come tornare o partire.
LIVORNO – L’ incubo GoInSardinia sembra finito nel peggiore dei modi. La compagnia armatrice Anek e la società di imprenditori sardi hanno risolto il contratto di noleggio e il traghetto «El Venizelos», battente bandiera greca, è tornato nella disponibilità dell’ armatore, che ha interrotto la linea Livorno-Olbia. Quella di ieri è stata un giornata nervosa: la nave è arrivata a Livorno con grande ritardo e i marinai ne hanno chiesto il sequestro per tentare di ottenere gli ultimi due mesi di stipendio mai versati. Polmare, Finanza e Sanità marittima sono saliti a bordo per controllare i conti e lo stato sanitario sul traghetto. Solo a metà pomeriggio, la «El Venizelos» è ripartita verso la Grecia, lasciando dietro di sé una scia di veleni e centinaia, forse migliaia di clienti che hanno una prenotazione per i prossimi giorni, ma non sanno come riavere indietro i soldi. A Olbia numerosissimi i toscani attendono di rientrare; hanno una prenotazione con il traghetto low cost che non c’ è più. E trovare un posto sulle navi di altre compagnie non è facile in questo fine agosto. Il Codacons ha chiesto alla Regione Sardegna un intervento a favore dei possessori di biglietti della GoInSardinia senza ulteriori spese. E ieri, l’ assessore regionale ai Trasporti Massimo Deiana ha fatto sapere che le compagnie Tirrenia e Grimaldi hanno messo a disposizione posti per passeggeri e auto, senza specificare se il trasporto sarà gratuito. L’ ultimo attracco del traghetto low cost a Livorno è stato giovedì alle 20. A bordo, c’ erano 670 passeggeri. A Livorno, c’ erano molti passeggeri che avrebbero dovuto prendere la nave nei prossimi giorni, avvisati con un sms che «tutte le tratte da Olbia a Livorno e viceversa erano annullate». Non sono riusciti ad avere chiarimenti dal personale di bordo e i telefoni della GoInSardinia squillano a vuoto. Ieri mattina, i 43 dipendenti italiani, da due mesi senza stipendio, hanno incaricato un avvocato di chiedere al giudice il sequestro della nave, nel tentativo di avere gli arretrati. Hanno anche denunciano uno stato igienico-sanitario inaccettabile sul traghetto. Nel pomeriggio, dopo che la GoInSardinia aveva versato in banca l’ intera somma a copertura degli arretrati, il traghetto è ripartito per la Grecia. Fra una settimana i 43 dipendenti potranno avere i loro stipendi. Ieri pero, Anek ha dato a tutti 200 euro per consentire il loro ritorno a casa. Simone Lanari.
Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this