30 Agosto 2019

Rassegna stampa del 30 agosto 2019

AgenPress, 30/08/2019 20:53
Codacons: scorrettezza istituzionale M5S. Potere di “veto” riservato alla piattaforma Rousseau
Agenpress. Durissimo il Codacons sulla prospettiva di un sostanziale potere di “veto”, riservato alla piattaforma Rousseau, in relazione alla nascita del nuovo Governo. Se è la piattaforma, infatti, a dover certificare il “via libera” all’ avvio dell’ esperienza governativa PD-M5S, se l’ accordo dev’ essere in qualche modo approvato dagli iscritti su Rousseau, allora Conte non avrebbe dovuto accettare – senza riserva di verificare l’ esito della consultazione – l’ incarico. Avviare una votazione di questo tipo dopo il termine del secondo giro di consultazioni e dopo la scelta di affidare l’ incarico a Conte rappresenta una scorrettezza istituzionale senza precedenti: da questo punto di vista la votazione appare del tutto incostituzionale, e stona all’ interno di un processo istituzionale – la formazione del nuovo governo – che vede come centrale e garantista la figura del presidente della Repubblica. I cittadini sono pronti a ricorrere alla Corte Costituzionale proprio contro questa incredibile rottura delle prassi parlamentari del nostro Paese, e chiedono a Grillo – “garante” del M5S – di intervenire per far ragionare Di Maio e convincerlo a fare marcia indietro rispetto alle direzioni prese nel corso degli ultimi concitati giorni.

AudioPress, 30/08/2019 20:52
L’ economia italiana è ferma. Crescita zero nel secondo trimestre
L’ Italia è ferma. Il rilancio dell’ economia non potrà non essere al centro delle priorità del futuro governo M5s-Pd, che si trova a prendere il timone di un Paese in cui continua la fase di stagnazione, con il Pil rimasto invariato nel secondo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti e diminuito dello 0,1% su base annua. I dati Istat confermano la crescita zero in termini congiunturali, mentre l’ istituto rivede al ribasso il dato tendenziale, che nelle stime di fine luglio risultava nullo. La crescita del Pil acquisita per il 2019 (ovvero quella che si otterrebbe se i restanti trimestri dell’ anno si chiudessero con una variazione nulla) risulta pari a zero.Attesa per una svolta politicaNel giorno delle consultazioni delle forze politiche da parte del premier incaricato, Giuseppe Conte, c’ è spazio anche per i commenti sul Pil. È il segretario del Pd Nicola Zingaretti che proprio al termine del colloquio con Conte sottolinea: “L’ incontro che si è svolto nel giorno in cui l’ Istat conferma dati negativi che confermano la necessità di una svolta e l’ esigenza di aprire in Italia una nuova stagione politica per il nostro Paese”. Mentre l’ ex segretario Pd Matteo Renzi ha commentato in un tweet: “I dati di Istat di oggi dicono che l’ Italia populista lascia con il Pil negativo. Bisogna sbloccare i cantieri e rilanciare i consumi. In questo quadro aumentare Iva per votare sarebbe una catastrofe: come possono non capirlo? L’ Italia deve ripartire, non inchiodare”.I timori di una recessione preoccupano commercianti e consumatoriIl quadro che emerge preoccupa Confcommercio : “L’ economia italiana è sostanzialmente ferma da cinque trimestri e non si intravedono segnali di un concreto miglioramento nel breve periodo – è l’ analisi dell’ Ufficio Studi – e l’ aspetto più critico in questo contesto, che rischia a breve di subire anche i contraccolpi del rallentamento dell’ economia europea, è rappresentato dalla perdurante stagnazione dei consumi delle famiglie”.Per la confederazione “è importante arginare la progressiva perdita di fiducia, anche attraverso la sterilizzazione degli interventi sull’ Iva, al fine di creare prospettive migliori per il 2020, evitando che ci si limiti ad un incremento del Pil infinitesimale come nell’ anno in corso”. Sulla stessa lunghezza d’ onda Confesercenti che, partendo dal presupposto che “i segnali di arretramento dell’ economia si rafforzano”, ritiene che “per non scivolare in uno scenario recessivo, la priorità (del nuovo governo, ndr.) deve essere un intervento mirato a rilanciare la crescita della nostra economia, che stenta a ripartire in modo preoccupante da anni e con le imprese, soprattutto quelle del commercio, che subiscono fortemente gli effetti dei consumi fermi e delle vendite in calo”.Tutte d’ accordo le associazioni dei consumatori nel lanciare l’ allarme stagnazione. Per l’ Unione nazionale consumatori, “l’ Italia è a un passo dalla recessione” e “se non ci saranno straordinari miglioramenti nei prossimi trimestri, siamo destinati ad avere per fine anno una contrazione del Pil, tornando in territorio negativo”. Gli fa eco il Codacons , che parla di “spada di Damocle dell’ Iva che incombe” e di “un quadro estremamente preoccupante che deve portare il prossimo Governo a disinnescare le clausole di salvaguardia, primo vero passo verso la salvezza di imprese, famiglie e sistema economico”.

Agi, 30/08/2019 19:54
L’ economia italiana è ferma. Crescita zero nel secondo trimestre
L’ Italia è ferma. Il rilancio dell’ economia non potrà non essere al centro delle priorità del futuro governo M5s-Pd, che si trova a prendere il timone di un Paese in cui continua la fase di stagnazione, con il Pil rimasto invariato nel secondo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti e diminuito dello 0,1% su base annua. I dati Istat confermano la crescita zero in termini congiunturali, mentre l’ istituto rivede al ribasso il dato tendenziale, che nelle stime di fine luglio risultava nullo. La crescita del Pil acquisita per il 2019 (ovvero quella che si otterrebbe se i restanti trimestri dell’ anno si chiudessero con una variazione nulla) risulta pari a zero. Attesa per una svolta politica Nel giorno delle consultazioni delle forze politiche da parte del premier incaricato, Giuseppe Conte, c’ è spazio anche per i commenti sul Pil. È il segretario del Pd Nicola Zingaretti che proprio al termine del colloquio con Conte sottolinea: “L’ incontro che si è svolto nel giorno in cui l’ Istat conferma dati negativi che confermano la necessità di una svolta e l’ esigenza di aprire in Italia una nuova stagione politica per il nostro Paese”. Mentre l’ ex segretario Pd Matteo Renzi ha commentato in un tweet: “I dati di Istat di oggi dicono che l’ Italia populista lascia con il Pil negativo. Bisogna sbloccare i cantieri e rilanciare i consumi. In questo quadro aumentare Iva per votare sarebbe una catastrofe: come possono non capirlo? L’ Italia deve ripartire, non inchiodare”. I timori di una recessione preoccupano commercianti e consumatori Il quadro che emerge preoccupa Confcommercio : “L’ economia italiana è sostanzialmente ferma da cinque trimestri e non si intravedono segnali di un concreto miglioramento nel breve periodo – è l’ analisi dell’ Ufficio Studi – e l’ aspetto più critico in questo contesto, che rischia a breve di subire anche i contraccolpi del rallentamento dell’ economia europea, è rappresentato dalla perdurante stagnazione dei consumi delle famiglie”. Per la confederazione “è importante arginare la progressiva perdita di fiducia, anche attraverso la sterilizzazione degli interventi sull’ Iva, al fine di creare prospettive migliori per il 2020, evitando che ci si limiti ad un incremento del Pil infinitesimale come nell’ anno in corso”. Sulla stessa lunghezza d’ onda Confesercenti che, partendo dal presupposto che “i segnali di arretramento dell’ economia si rafforzano”, ritiene che “per non scivolare in uno scenario recessivo, la priorità (del nuovo governo, ndr.) deve essere un intervento mirato a rilanciare la crescita della nostra economia, che stenta a ripartire in modo preoccupante da anni e con le imprese, soprattutto quelle del commercio, che subiscono fortemente gli effetti dei consumi fermi e delle vendite in calo”. Tutte d’ accordo le associazioni dei consumatori nel lanciare l’ allarme stagnazione. Per l’ Unione nazionale consumatori, “l’ Italia è a un passo dalla recessione” e “se non ci saranno straordinari miglioramenti nei prossimi trimestri, siamo destinati ad avere per fine anno una contrazione del Pil, tornando in territorio negativo”. Gli fa eco il Codacons , che parla di “spada di Damocle dell’ Iva che incombe” e di “un quadro estremamente preoccupante che deve portare il prossimo Governo a disinnescare le clausole di salvaguardia, primo vero passo verso la salvezza di imprese, famiglie e sistema economico”. Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a [email protected] . Se invece volete rivelare informazioni su questa o altre storie, potete scriverci su Italialeaks , piattaforma progettata per contattare la nostra redazione in modo completamente anonimo.

Salerno Today, 30/08/2019 18:51
Autostrade Meridionali-Codacons: parte il progetto “Top Driver” nel Salernitano
la presentazione del progetto si terrà il prossimo 2 settembre, alle 11, presso la sala del bar moka
Autostrade Meridionali, che gestisce l’ autostrada A3 Napoli-Salerno , e il Codacons Campania hanno fatto partire il progetto Top Driver , con l’ obiettivo di migliorare servizio, comfort e sicurezza di chi viaggia sulla A3 Napoli Salerno. I dettagli Anche i cittadini possono segnalare i problemi dell’ autostrada Salerno Napoli , che una volta controllati da selezionati automobilisti cosiddetti “Top Driver”, già incaricati di percorrere i 51,6 Km di SAM, invieranno agli Uffici competenti le rilevazioni per la risoluzione dei problemi evidenziati. In questo modo Sam si dota di un ulteriore strumento, autorevole e indipendente, per migliorare la qualità del servizio offerto agli automobilisti, che potranno viaggiare sempre più sicuri. E’ nata la nuova figura di mediatore italiano dell’ aviazione voluta dal Codacons e da Ryanair . Infatti quest’ ultima ha firmato un alternative dispute resolution , per i reclami dei clienti italiani. “Sono 612 le scuole nel salernitano esposte al pericolo terremoti, 18 quelle ad alto rischio, sprovviste di ogni adeguamento alle norme antisismiche” dichiarano dal Codacons. “Non a caso – si legge in una nota – sono stati registrati fortissimi ritardi in Campania per la regolamentazione della materia. Il piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, depositato il 10 settembre dalla sezione centrale di controllo della Corte dei Conti, e previsto da una legge statale entrata in vigore 16 anni fa , riporta delle cifre che mettono in luce ” l’ inadeguatezza delle risorse finanziarie disponibili in relazione al fabbisogno stimato e all’ urgenza degli interventi affermata dal legislatore ” . Degli istituti scolastici in provincia di Salerno, 114 sono situati in una zona a bassa pericolosità, ma solo uno di questi presenta un piano di adeguamento alle norme antisismiche. Sono, invece, 480 le scuole collocate in un’ area di rischio medio alta, di queste solo 33 sono dotate di progetti di adeguamento. La conferenza stampa La presentazione del progetto si terrà il prossimo 2 settembre, alle 11, presso la Sala del Bar Moka.

ilgiornale.it, 30/08/2019 17:59
Italia in stagnazione. L’ Istat peggiora la stima sul Pil
l’ istituto di statistica rivede le stime annue e il pil nel secondo trimestre è al 0,1%
Il Pil è diminuito dello 0,1% su base annua e l’ Italia è in stagnazione . L’ Istat ha rivisto al ribasso le stime annue sul nostro prodotto interno lordo considerando che nel secondo trimestre del 2019 il prodotto interno lordo e che ” prosegue ormai da cinque trimestri la fase di stagnazione, che caratterizza l’ economia italiana a partire dal secondo trimestre del 2018 “. Confermata, dunque, la crescita zero in termini congiunturali. Tra i differenti comparti, l’ Istat ha registrato un andamento negativo per il valore aggiunto nei comparti agricoltura (-1,2%) e dell’ industria (-0,4%). Al palo anche i consumi mentre si registra una crescita dell’ 1,9% degli investimenti e dell’ 1% delle esportazioni. Diminuiscono anche le ore di lavoro (-0,1%) in quanto ” Alla stagnazione dell’ attività ha corrisposto una battuta d’ arresto della dinamica congiunturale dell’ input di lavoro “. Preoccupazione da parte dei Codacons, secondo cui:” L’ Italia va dritta spedita verso la recessione (…) Nel secondo trimestre del 2019 il Pil è rimasto invariato rispetto ai tre mesi precedenti ed è diminuito dello 0,1% su base annua, numeri che non fanno ben sperare e che aprono la strada ad una sempre più probabile recessione in cui piomberà a breve l’ economia italiana “. Secondo il presidente dell’ associazione dei consumatori Carlo Rienzi: ” S u tale situazione, poi, incombe la spada di Damocle dell’ aumento dell’ Iva: ricordiamo infatti che se non saranno evitati gli incrementi delle aliquote, gli effetti della maggiore Iva produrranno un ulteriore impatto sul Pil stimato in un -0,3% solo nel 2020. Un quadro estremamente preoccupante che deve portare il prossimo Governo a disinnescare le clausole di salvaguardia, primo vero passo verso la salvezza di imprese, famiglie e sistema economico “.
stefano damiano

Aosta Sera, 30/08/2019 16:40
Abusivismo, il Codacons lancia l’ allarme: “attenti ai furbetti delle case vacanza”
30 Agosto 2019 – 16:17 Ultima modifica: 30 Agosto 2019 16:17 Abusivismo, il Codacons lancia l’ allarme: “attenti ai furbetti delle case vacanza” Aosta – In crescita, scrive il Coordinamento per la tutela dei diritti dei consumatori, le segnalazioni e le richieste da parte cittadini colpiti da una scorretta pratica: ‘Purtroppo se il consumatore non presta particolare attenzione si corre il rischio di affittare alloggi abusivi e fuorilegge’. ‘Attenzione al fenomeno dell’ abusivismo e dei furbetti delle case vacanza , il numero di casi è in costante aumento, soprattutto nel periodo estivo’. A lanciare l’ allarme è il Codacons Valle d’ Aosta che in una nota chiede ai consumatori di vigilare sulle truffe che si accompagnano, sempre più spesso e in più ambiti, alla ‘bella stagione’. In crescita, scrive ancora il Coordinamento per la tutela dei diritti dei consumatori, le segnalazioni e le richieste da parte cittadini colpiti da una scorretta pratica: ‘Purtroppo se il consumatore non presta particolare attenzione si corre il rischio di affittare alloggi abusivi e fuorilegge ‘. Come garage, sottoscala o terrazzi che vengano, illecitamente, ‘trasformati in alloggi improvvisati, ovviamente senza nessun controllo per quanto concerne le tariffe, e con costi che vengono pagati interamente in nero, dando vita anche ad un giro di evasione fiscale non indifferente ‘. Rischio anche fisico: ‘Queste strutture – si legge ancora nella nota – risultano spesso essere carenti sia delle condizioni di sicurezza sia di quelle igienico-sanitarie , ponendo il consumatore, molto spesso, a rischiare la propria salute’ Codacons VdA che poi si rivolge direttamente a tutti i consumatori e cittadini chiedendo loro di stare molto attenti nel prenotare un viaggio o una meta turistica: ‘ prenotate solamente su portali affidabili se avete il dubbio che si possa trattare di una truffa contattate l’ Associazione al fine di avere la prima assistenza’. Tag: abusivismo , case vacanze.
redazione aostasera

Ansa, 30/08/2019 16:40
Ambiente:Codacons,estendere ordinanza Puglia su plastic free
(ANSA) – BARI, 30 AGO – “Festeggiando il pronunciamento del Consiglio di Stato che ha riconosciuto la legittimità dell’ ordinanza ‘plastic free’ della Regione Puglia”, che vieta l’ impiego nei lidi di contenitori di plastica come bicchieri e altri articoli monouso, il Codacons chiede che tale divieto “sia esteso a tutta Italia e, constatando ancora una volta il silenzio inquietante del Ministero dell’ Ambiente”, l’ associazione “proclama una giornata ‘plastic free’ per l’ 8 settembre, in occasione dell’ annunciato sciopero dei consumatori”. “Il Consiglio di Stato – afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – ha riconosciuto il fatto che la Regione, con l’ ordinanza, ha perseguito l’ interesse pubblico. Il divieto di utilizzo di prodotti in plastica monouso, con la finalità di tutelare la salute e l’ ambiente, è del tutto lecito”. “Dispiace che il Ministero non se ne sia accorto e non si sia costituito nel procedimento”, conclude Rienzi secondo il quale “è tempo di estendere al resto del Paese un’ ordinanza sacrosanta, che va nella direzione indicata anche dall’ Unione Europea, e tutela gli interessi dei residenti e dei turisti”. (ANSA)

lagazzettadelmezzogiorno.it, 30/08/2019 15:29
Le spiagge pugliesi restano «plastic free», Consiglio di Stato boccia decisione del Tar
Le spiagge della Puglia restano ‘plastic free’: la quarta sezione del Consiglio di Stato, in composizione collegiale, ha accolto nel merito l’ appello della Regione, nella stessa direzione della sospensione decisa il 7 agosto per il provvedimento del Tar Puglia, che aveva invece bloccato l’ ordinanza regionale ‘plastic free’. Nell’ udienza di merito ieri sono state così confermate «le valutazioni già espresse dal Presidente della stessa Sezione con il decreto monocratico reso lo scorso 7 agosto». A darne notizia, con una nota, sono il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e la coordinatrice dell’ Avvocatura regionale, Rossana Lanza. «Abbiamo vinto una battaglia di civiltà a tutela dell’ ambiente per il futuro della nostra terra e dei nostri figli – commenta Emiliano – in questo modo tutti noi, amministratori, gestori dei lidi, cittadini, abbiamo la possibilità di tutelare e proteggere le bellezze dei mari pugliesi. È un risultato eccezionale raggiunto anche grazie allo sforzo di una squadra compatta e altamente professionale, quella dell’ Avvocatura regionale, guidata dall’ avv. Coordinatore Rossana Lanza. Vorrei ringraziare ciascuno di loro – conclude – perché il risultato ottenuto, nel legittimo esercizio delle prerogative dell’ Ente in materia di tutela del demanio costiero avendo perseguito indirettamente l’ effetto di innalzare il livello minimo di tutela imposto dallo Stato in materia ambientale, ci fa sentire protagonisti, nel nostro piccolo, nella grande battaglia per la tutela dell’ ambiente e dei mari». Dopo questa decisione, che conferma il ripristino del divieto di usare la plastica lungo il litorale, pende comunque sull’ ordinanza balneare della Regione la richiesta di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’ Unione Europea, insieme ad altre questioni giuridiche, che “sarà valutata – precisa il Consiglio di Stato – nell’ udienza di merito già fissata davanti al Tar di Bari per il 19 febbraio 2020». L’ istanza al Tar per la sospensione cautelare era stata presentata da diverse associazioni e imprese produttrici di plastica. «Festeggiando il pronunciamento del Consiglio di Stato che ha riconosciuto la legittimità dell’ ordinanza ‘plastic freè della Regione Puglia», che vieta l’ impiego nei lidi di contenitori di plastica come bicchieri e altri articoli monouso, il Codacons chiede che tale divieto “sia esteso a tutta Italia e, constatando ancora una volta il silenzio inquietante del Ministero dell’ Ambiente», l’ associazione «proclama una giornata ‘plastic free’ per l’ 8 settembre, in occasione dell’ annunciato sciopero dei consumatori». «Il Consiglio di Stato – afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – ha riconosciuto il fatto che la Regione, con l’ ordinanza, ha perseguito l’ interesse pubblico. Il divieto di utilizzo di prodotti in plastica monouso, con la finalità di tutelare la salute e l’ ambiente, è del tutto lecito». «Dispiace che il Ministero non se ne sia accorto e non si sia costituito nel procedimento», conclude Rienzi secondo il quale “è tempo di estendere al resto del Paese un’ ordinanza sacrosanta, che va nella direzione indicata anche dall’ Unione Europea, e tutela gli interessi dei residenti e dei turisti».

larepubblica.it, 30/08/2019 14:29
I dolori di Greta, sotto accusa sul per quella bottiglia di plastica
compare in una foto della paladina dell’ ambiente nella barca a vela con cui ha raggiunto gli stati uniti. e gli haters si sono scatenati attaccando la sua credibilità ambientalista. ma come tornerà a casa la malizia ii?
2Greta Thunberg sbarcata a New York: “A Trump dico ‘ascolta la scienza’ e lui ovviamente non lo fa” in riproduzione….Così accade che per una sola foto, come già avvenuto in passato quando consumava un pranzo vegano in contenitori non idonei secondo i criticoni, si scatenino odio e polemiche: “Ehi, Greta. La tua acqua è imbottigliata nella plastica! Da noi in Italia si dice ‘parla, parla’” scrive un commentatore all’ ambientalista. “Perché sullo sfondo c’ è quell’ oggetto?” digitano altri e ancora “cosa ci fa lì la plastica? Assurdo!”, oppure “non sei credibile con una bottiglia di Evian” e via dicendo. Per fortuna, fra le migliaia di commenti a sostegno della attivista, quelli di sdegno sono pochi: anche perché, fa notare una utente, nelle immagini della partenza dal porto di Playmouth si vedeva chiaramente Greta con la sua borraccia rossa che utilizza sempre per ricaricare acqua e non consumare plastica. Così accade che per una sola foto, come già avvenuto in passato quando consumava un pranzo vegano in contenitori non idonei secondo i criticoni, si scatenino odio e polemiche: “Ehi, Greta. La tua acqua è imbottigliata nella plastica! Da noi in Italia si dice ‘parla, parla’” scrive un commentatore all’ ambientalista. “Perché sullo sfondo c’ è quell’ oggetto?” digitano altri e ancora “cosa ci fa lì la plastica? Assurdo!”, oppure “non sei credibile con una bottiglia di Evian” e via dicendo. Per fortuna, fra le migliaia di commenti a sostegno della attivista, quelli di sdegno sono pochi: anche perché, fa notare una utente, nelle immagini della partenza dal porto di Playmouth si vedeva chiaramente Greta con la sua borraccia rossa che utilizza sempre per ricaricare acqua e non consumare plastica.Visualizza questo post su Instagram Day 11. Very bumpy and wet, south of Newfoundland. Un post condiviso da Greta Thunberg (@gretathunberg) in data: 24 Ago 2019 alle ore 10:56 PDTSeppur siano in milioni a difendere il suo operato e sostenere la sua missione in America prima per il Summit Onu e poi in Cile per il Cop24, gli “haters” della giovane Thunberg sembrano trovare ogni pretesto per criticare la sua credibilità. L’ adolescente è stata attaccata per i suoi pranzi, per riportare a detta degli scettici sul climate change dei dati incorretti, poi perché “alle sue spalle c’ è un disegno politico”. Altri l’ hanno colpita con commenti sulla sua età, l’ aspetto fisico, la sua malattia (la sindrome di Asperger), il rendimento scolastico (prontamente smentito pubblicando la sua pagella) fino ad arrivare, come ha fatto l’ editorialista australiano Andrew Bolt recentemente sull’ Herald Sun , a definirla “profondamente disturbata”. Seppur siano in milioni a difendere il suo operato e sostenere la sua missione in America prima per il Summit Onu e poi in Cile per il Cop24, gli “haters” della giovane Thunberg sembrano trovare ogni pretesto per criticare la sua credibilità. L’ adolescente è stata attaccata per i suoi pranzi, per riportare a detta degli scettici sul climate change dei dati incorretti, poi perché “alle sue spalle c’ è un disegno politico”. Altri l’ hanno colpita con commenti sulla sua età, l’ aspetto fisico, la sua malattia (la sindrome di Asperger), il rendimento scolastico (prontamente smentito pubblicando la sua pagella) fino ad arrivare, come ha fatto l’ editorialista australianorecentemente sull’ Herald Sun , a definirla “profondamente disturbata”.QUANTO è difficile essere Greta . La giovane sedicenne svedese, dopo quindici giorni di traversata dell’ Atlantico, è arrivata a New York portandosi dietro una scia di continue polemiche fomentante dalla rete. Nell’ ultimo caso, a fare le pulci all’ attivista che si batte contro il cambiamento climatico, una serie di utenti osservando bene una sua fotografia a bordo della Malizia II hanno notato sullo sfondo una bottiglia d’ acqua di plastica. Si chiedono cosa ci faccia, nella nave a emissioni zero utilizzata per evitare di inquinare ed emettere CO, una singola bottiglia di plastica (che per inciso non è detto sia sua). Lì, rincarando con una serie di insulti, “non dovrebbe esserci” le ricordano, visto l’ impegno globale di Greta per salvare gli oceani.C’ è chi c’ è andato più piano, suggerendole soltanto “un promemoria amichevole: non hai bisogno di trascorrere due settimane in barca per fare la tua parte sull’ emergenza climatica. Basta che tu faccia tutto quello che puoi, con chiunque tu possa, per cambiare tutto il possibile. Se lo facessimo tutti, sarebbe sufficiente” le ha twittato ad esempio il meteorologo-ambientalista Eric Holthaus .rep Intervista Greta: “Voglio parlare all’ America, ma non incontrerò Trump. Lui non ascolta la scienza” di VIRGINIE LENKIn Italia il Codacons invece ha perfino annunciato di voler fare un esposto alla Commissione Europea chiedendo che indaghi per “pubblicità ingannevole di socialità inesistente” dato che in sunto sostiene che “non si possa parlare di viaggio in barca vela carbon free” visti i costi e le emissioni necessari in passato per costruire la barca. In Italia il Codacons invece ha perfino annunciato di voler fare un esposto alla Commissione Europea chiedendo che indaghi per “pubblicità ingannevole di socialità inesistente” dato che in sunto sostiene che “non si possa parlare di viaggio in barca vela carbon free” visti i costi e le emissioni necessari in passato per costruire la barca.Ogni piccolo dettaglio, nonostante l’ attivista stia tentando di portare un messaggio che ha già coinvolto milioni di giovani nel mondo nella lotta al cambiamento climatico, viene dunque ingrandito con la lente e utilizzato per denigrarla. Alla maggior parte delle accuse Thunberg ha sempre risposto puntualmente, smentendo ogni critica.Resta però qualche dubbio, fanno notare diversi editorialisti sui tabloid britannici, sulla questione di come la Malizia II dopo il viaggio negli States tornerà a casa. Inizialmente infatti – dalle parole del portavoce dello skipper Boris Herrmann – sembrava prevista la necessità che alcuni marinai dovessero volare dall’ Europa a New York (consumando così diversa CO 2 in contrasto al tentativo di Greta di non inquinare) per andare a riprendere la barca. Anche in questo caso, per mettere a tacere ogni critica, i piani del Team Malizia per riportare indietro l’ imbarcazione potrebbero essere rivisti.Come sempre, comunque, Greta per rispondere ad ogni disappunto va semplicemente avanti a testa alta, concentrata su una sola e unica missione: ottenere delle risposte dai governi di tutto il mondo per affrontare la “crisi in atto” del cambiamento climatico, non per un vezzo personale, “ma perché riguarda tutti noi. Non esiste un Pianeta B”.
giacomo talignani

Foggia Today, 30/08/2019 12:43
La Puglia sul New York Times, il viaggio “dove va bene essere stanchi” da Bari a Lecce passando per Martina Franca
“puglia, dove va bene essere stanchi”. scrive così su facebook sebastian modak, il giornalista e travel blogger inviato del new york times, che ha dedicato un articolo alle bellezze della puglia
Da Bari a Lecce passando per Martina Franca , sul New York Times è stato pubblicato il documentario del viaggio in Puglia di Sebastian Modak , dopo la scelta del prestigioso quotidiano di inserire il tacco d’ Italia nell’ elenco delle 52 destinazioni al mondo da visitare. Peccato manchi il Gargano . Ci sarebbe da chiedersi perché. Potrebbe esser stata una scelta editoriale o dovuta semplicemente alla mancanza di tempo. Vero è che sei giorni sono davvero troppo pochi per visitare l’ intera costa pugliese. Potrebbe essere anche di natura logistica il motivo che avrebbe spinto il collega giornalista a raccontare il tacco d’ Italia, partendo dal luogo dell’ atterraggio, ovvero Bari. Più preoccupante se il travel blogger non sapesse dell’ esistenza del Gargano, perché vorrebbe dire che le strategie di marketing e comunicazione da queste parti non sono ancora efficienti o sufficienti. E non sarebbero le uniche a non esserlo. Va detto però che mancano anche altre straordinarie località, Trani, Ostuni e Monopoli per intenderci Per Modak la Puglia è il luogo dove va bene essere stanchi. “Paragonarla a qualsiasi altro luogo non è un buon servizio. Per sei giorni, mentre salivo, scendevo e giravo attorno al tallone d’ Italia, ho incontrato un posto che era troppo complesso e troppo vario in termini di cultura, cucina, architettura e storia. Sono andato alla deriva con la brezza appena percettibile da Bari fino a Lecce, poi sono tornato alla splendida città di Martina Franca, costruita su una collina che domina vigneti e ulivi” Il collega del NYT racconta di aver mangiato piatti di orecchiette con broccoli di rapa e fave e cicoria, il capocollo, la puccia e la carne di cavallo. Descrive città fantasma e minuscoli villaggi “dove era difficile trovare una persona di età inferiore ai 70 anni” Dice di aver visitato Polignano a Mare ma di averla trovato troppo affollata. E ancora: “La prima volta che vedi i trulli di Alberobello è facile pensare ad alta voce che si è in un set di film fantasy. Sono semplicemente troppo affascinanti per essere reali” Il giornalista americano sembra aver apprezzato tantissimo Santa Maria di Leuca, proprio sulla punta del tallone, dove si incontrano il Mar Ionio e il Mare Adriatico e dove il sole danza attraverso chiese di pietra calcarea e strade lastricate in marmo: “Lì, il momento più importante della giornata è il tramonto, quando la gente sale centinaia di gradini fino a un faro arroccato a 300 piedi sopra il mare. Campagna idilliaca e costa incontaminata; Maestà barocca e ospitalità casalinga; cucina complessa sulle papille gustative ma semplice nella sua preparazione” Per Modak “la Puglia ha un po’ di tutto e sei giorni sono stati troppo pochi per digerire correttamente tutto” L’ assessore regionale al Turismo, Loredana Capone “Il New York Times si lascia trasportare dalla Puglia! La prestigiosa testata americana la racconta attraverso le parole di Sebastian Modak, in giro nei luoghi per i quali è stata scelta a gennaio fra le 52 mete da visitare nel 2019. Il reporter americano è rimasto colpito e affascinato al punto da ritenere che sei giorni siano stati troppo pochi perché in Puglia c’ é tanto da vedere, da sperimentare e le emozioni sono fortissime. Il suo racconto come quello di tanti altri giornalisti o semplici turisti sui social, fa emergere il vero Dna della Puglia che colpisce non soltanto per la sua bellezza ma per la capacità del popolo pugliese di connettersi con chi arriva in Puglia e donargli il suo racconto e la sua accoglienza. Ed effettivamente la Puglia suscita emozioni uniche anche nel panorama delle regioni italiane, visto che secondo Codacons è la preferita anche dai turisti italiani per le vacanze estive. Ma cosa la rende unica e speciale? Cosa ha affascinato il reporter americano e affascina i tanti turisti americani che vengono sempre più in Puglia, soprattutto negli ultimi due anni, e che nei primi 7 mesi del 2019 sono cresciuti del 14% per gli arrivi e del 16% per le presenze? Certamente l’ insieme di paesaggi e borghi autentici e poi la cucina che, con orecchiette con le rape, fave cicorie o capocollo, provoca quello strano “food coma”, una piacevole sonnolenza post pranzo che ben si concilia con una vacanza rilassante e benefica per la salute. Ma anche la gente e la maniera in cui ti accoglie. Qui si può ancora trovare in piazza gli anziani che ti raccontano le tradizioni e la gente è contenta di farsi in quattro per i “forestieri”. Insomma quella del New York Times non è che l’ ultima conferma di una “annata” veramente ottima per il turismo in Puglia. Il nostro impegno come Regione e quello di tanti operatori turistici pugliesi sta dando i suoi frutti e su questa strada dobbiamo continuare e migliorare sempre “.

Il Gazzettino, 30/08/2019 06:21
Rimborsi: odissea da esperti di finanza e il sito si blocca
`abbiamo provato a far la domanda di risarcimento con una signora di 76 anni ex socia di veneto banca `«dovevano fare tutto più semplice, non sono mica una scienziata. e alla fine poi ti danno solo il 30%»
IL CASO MESTRE Dopo quasi due ore di tentativi alla fine la resa: il sito della Consap va in blocco e la signora Attilia Scarpa, classe 1943, azionista suo malgrado di Veneto Banca, dovrà aspettare per inviare la domanda per il rimborso del 30% di oltre 45mila euro investiti nel 2014 nell’ istituto ora in liquidazione. «Non si può fare una cosa del genere, mica tutti sono scienziati», dice sconsolata questa gentile signora veneziana trasferitasi a vivere a Mestre che per una vita ha lavorato come estetista e oggi si ritrova ben sotto i parametri Irpef (35mila euro) dei per ora virtuali rimborsi automatici. Dopo aver quasi finito il secondo dei sei livelli (quello dell’ inserimento della documentazione dei vari acquisti di azioni) di questo video gioco a incastro che è la domanda da indennizzo al Fir, il Fondo da 1,575 miliardi tanto sbandierato dal governo 5stelle-Lega e ancora ben chiuso in cassaforte, la signora (e il suo avvocato che l’ assiste) si ritrova davanti al classico game over. «Ma perché non hanno permesso che si facesse tutto col telefonino, col computer io mi trovo male», quasi si scusa la signora. «La verità è che per rendere veramente semplici questi rimborsi si doveva adottare un sistema semplificato come quello del 730 precompilato – osserva il suo avvocato Ezio Conte – lo Stato mandava a casa di ogni risparmiatore o nell’ account in cui si era registrato l’ ipotesi di rimborso e quello poteva aderire o meno. Si poteva far prima e non obbligare persone spesso in difficoltà col computer e con la burocrazia delle banche a fare questa fatica». In questo periodo anche inutile, visto che il sito della Consap va spesso in tilt. «Di questo passo i primi rimborsi arriveranno non prima del maggio del 2020 – spiega Franco Conte, presidente Codacons Veneto – e non solo per i problemi del sito, basta pensare che se uno depositasse la sua domanda di rimborso il 17 febbraio dell’ anno prossimo, il giorno prima della scadenza dei termini, potrebbero passare anche due mesi per completarla se la banca subentrante a quelle liquidate, nel caso di Popolare Vicenza e Veneto Banca Intesa Sanpaolo, non avesse fornito tutti i documenti». Ma come funziona il meccanismo dei rimborsi? Intanto bisogna armarsi di tutta la documentazione necessaria, almeno 12 carte bollate. «Il tutto in , gli altri formati il sito li rifiuta», ricorda l’ avvocato Ezio Conte, anche lui azionista azzerato di Veneto Banca: «Negli ultimi giorni poi è anche sparito dal sito il modulo in facsimile da consegnare alla banca perché compilasse tutti gli estremi dei titoli da rimborsare. Un documento decisivo perché consente di risparmiare tempo nella compilazione della domanda ed evitare errori». Una bella rogna per le banche subentranti. E per chi ha comprato nel 2002? «Le banche hanno l’ obbligo di tenere copia delle operazioni per 10 anni, chi ha investito prima deve solo sperare di avere a casa i documenti», risponde l’ avvocato mestrino. PRIMO SCOGLIO Per fortuna della signora Attilia tutti i suoi documenti sono già a disposizione. Ma c’ è da superare il primo scoglio: l’ iscrizione al sito. «Io ho problemi, mi è saltato Facebook proprio oggi», dice la risparmiatrice veneziana. Qui basta la sua email. Rassicurata, la signora riparte – «Spetti che guardo bene il mio indirizzo e cap, ho appena cambiato casa» – e dopo la sospirata registrazione, complicata da problemi all’ email, dopo una buona mezz’ ora si arriva a compilare la domanda. Non tutte le voci sono per tutti: «Cosa è una persona giuridica?», «Centomila di patrimonio? Magari!». Ma questo è ancora niente in confronto al capitolo dei dati dei titoli di proprietà da rimborsare. «Io risulto di aver comprato per tre volte, devo mettere tutto? E cosa serve esattamente?», chiede la signora. L’ avvocato risponde paziente: «Almeno tre estratti conto, fine 2016, giugno 2017 e dicembre 2017, più estratto posizione di socio, la prova d’ acquisto delle azioni e i fissati bollati». Un carico da 90 che può essere inserito solo in tre mandate, quindi è meglio compattare il tutto. Entra in campo l’ avvocato – che con una delega autenticata può fare tutto da solo – però il sito va in blocco. DELEGA La signora sospira, ma sembra quasi sollevata. «Ho fatto da cavia per Il Gazzettino, ma quasi quasi è meglio che firmi subito la delega al mio avvocato». E mancavano ancora da inserire i documenti delle eventuali transazioni incassate (minimo due), degli eventuali dividendi, l’ Iban dove versare i rimborsi. «A un esperto serve ben più di mezz’ ora per istruire la pratica avendo tutti i documenti già pronti», evidenzia l’ avvocato-assistente. «Tutta questa fatica per avere solo il 30%?», osserva incredula la signora Attilia. Chissà quanti la penseranno come lei. Tutte queste complicazioni sembrano fatte apposta per scoraggiare i più. O farli andare da un avvocato o un commercialista. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
maurizio crema

Quotidiano di Bari, 30/08/2019 06:16
Capone: “Il New York Times affascinato dalla nostra regione”
Il New York Times racconta la Puglia attraverso le parole di Sebastian Modak, in giro nei luoghi per i quali e’ stata scelta a gennaio fra le 52 mete da visitare nel 2019.”Il reporter americano – sottolinea l’ assessore al Turismo, Loredana Capone – e’ rimasto colpito e affascinato al punto da ritenere che sei giorni siano stati troppo pochi perche’ in Puglia c’ e’ tanto da vedere, da sperimentare e le emozioni sono fortissime. Il suo racconto come quello di tanti altri giornalisti o semplici turisti sui social, fa emergere il vero Dna della Puglia che colpisce non soltanto per la sua bellezza ma per la capacita’ del popolo pugliese di connettersi con chi arriva in Puglia e donargli il suo racconto e la sua accoglienza. Ed effettivamente la Puglia suscita emozioni uniche anche nel panorama delle regioni italiane, visto che secondo Codacons e’ la preferita anche dai turisti italiani per le vacanze estive. Ma cosa la rende unica e speciale? Cosa ha affascinato il reporter americano e affascina i tanti turisti americani che vengono sempre piu’ in Puglia, soprattutto negli ultimi due anni, e che nei primi 7 mesi del 2019 sono cresciuti del 14% per gli arrivi e del 16% per le presenze? Certamente l’ insieme di paesaggi e borghi autentici e poi la cucina che, con orecchiette con le rape, fave cicorie o capocollo, provoca quello strano “food coma”, una piacevole sonnolenza post pranzo che ben si concilia con una vacanza rilassante e benefica per la salute. Ma anche la gente e la maniera in cui ti accoglie. Qui si puo’ ancora trovare in piazza gli anziani che ti raccontano le tradizioni e la gente e’ contenta di farsi in quattro per i ‘forestieri’. Insomma, quella del New York Times non e’ che l’ ultima conferma di una annata veramente ottima per il turismo in Puglia. Il nostro impegno come Regione e quello di tanti operatori turistici pugliesi sta dando i suoi frutti e su questa strada dobbiamo continuare e migliorare sempre”.

Gazzetta del Sud (ed. Catanzaro), 30/08/2019 06:13
Auto-nomina all’ Asp La Rizzo risponde: «Passo automatico»
«L’ insediamento in qualità di reggente o direttore generale f.f. in funzione del ruolo di direttore amministrativo è un automatismo normativo che per dovere istituzionale è stato prontamente da me comunicato e informalmente condiviso con le istituzioni preposte». Il neo direttore generale facente funzioni dell’ Asp Elga Rizzo risponde alla Uil che aveva parlato di «autonomina» alla guida dell’ Azienda dopo le dimissioni di Amalia De Luca. Esce dunque dal silenzio la Rizzo che sottolinea come l’ automatismo sia previsto dall’ articolo 3 della legge 60 del 2019 che riporta testualmente: “Fino alla nomina del commissario straordinario si applica quanto previsto dall’ art. 3 comma 6 settimo periodo del decreto legislativo n. 502/1992”. E spiega che il decreto legislativo 502/1992 «è la legge madre istitutiva delle Aziende sanitarie e ospedaliere». La Rizzo ha anche evidenziato che il decreto legislativo sopra richiamato dispone che “in caso di vacanza dell’ Ufficio o in caso di assenza o di impedimento del direttore generale le relative funzioni sono svolte dal direttore amministrativo o dal direttore sanitario su delega del direttore generale o, in mancanza di delega, dal direttore più anziano per età”. «La legge, quindi, – spiega – prevede automatismi affinché gli enti non abbiano vacatio gestionale e amministrativa. E proprio tale automatismo, assieme a buon senso e responsabilità, – sottolinea ancora – ha consentito di far costituire l’ Asp in sette cause dal valore complessivo di euro 688.540,93, la cui mancata costituzione avrebbe causato l’ automatica soccombenza e l’ aggravio di spese per l’ Azienda, denaro che sarebbe stato sottratto anche al mantenimento dei servizi ai pazienti». Dichiarazioni a partire dalle quali il dg facente funzioni spiega che si asterrà «da qualsiasi commento, rispondendo del mio operato alle Istituzioni, agli stakeholders e ai cittadini utenti, cercando di convogliare forze e tempo alla mission assistenziale dell’ Asp con l’ aiuto del referente dei servizi sanitari, ai capi dipartimento e ai dirigenti amministrativi e al personale; ciò – conclude – per non contribuire nel nostro piccolo allo sbaraglio del servizio sanitario calabrese». Ancora critiche però arrivano dal Codacons che boccia la scelta del dirigente Rizzo e mette in fila una serie di aspetti della sanità calabrese per i quali si rivolgerà all’ Anac e alla magistratura. La Uil aveva criticatol’ atto di “promozione”della dirigente stessa.

Libertà, 30/08/2019 05:21
in un gruppo bancario tra i più solidi al mondo: 52 milioni di clienti in oltre 50 paesi
dinativi», afferma il presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona. «I numeri certificano lo stato di sofferenza dell’ intero comparto industriale», afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi, che vede il rischio di un ulteriore peggioramento «se il nuovo governo che si insedierà non saprà evitare l’ aumento dell’ Iva».

Gazzetta di Parma, 30/08/2019 05:20
Industria Giugno, in calo fatturato e commesse
l’ istat lancia un segnale d’ allarme sull’ economia italiana. soffre in particolare il settore dell’ auto, bene tessile e trasporti economia usa il pil frena, ma la crescita resta del 2%
ENRICA PIOVAN pROMA L’ industria italiana soffre. A certificarlo è l’ Istat, che evidenzia un nuovo calo a giugno del fatturato e in particolare degli ordinativi, con la contrazione tendenziale più forte dal luglio 2016. Va male soprattutto l’ industria automobilistica, con una flessione a doppia cifra degli ordini. Nel complesso del secondo trimestre, il fatturato rimane quasi stabile (-0,1% rispetto al trimestre precedente), mentre gli ordini segnano un calo dello -0,4%. Segnali che preoccupano le parti sociali: «Dati preoccupanti che spiegano più di tante parole» il difficile contesto economico del Paese che «ha bisogno di investimenti pubblici e di politiche industriali di settore orientate all’ innovazione». In giugno il fatturato segna un -0,5% mensile e un -0,8% su base annua (-3,8% il dato grezzo), condizionato soprattutto dalla contrazione delle vendite sul mercato interno. Ancora più marcata la contrazione degli ordini, diminuiti dello 0,9% sul mese e del 4,8% sull’ anno (il calo più forte dopo il -9,2% del luglio 2016), zavorrati soprattutto dal calo marcato delle commesse provenienti dall’ estero (-3,8% in un mese e -9,1% in un anno). A livello tendenziale, è da novembre 2018 che si susseguono ininterrottamente segni meno per gli ordinativi. Soffre in particolare l’ industria automobilistica, con vendite in calo del 6,3% rispetto a giugno 2018 e ordini giù del 15,9%. Una dinamica ormai consolidata, come evidenzia l’ andamento del semestre, con un fatturato in contrazione dell’ 11% e gli ordini del 14%. Più in generale, l’ andamento negativo del fatturato caratterizza con intensità diverse tutti i raggruppamenti principali di industrie, ma pNEW YORK L’ economia americana rallenta nel secondo trimestre con il pil che cresce del 2%, meno del 2,1% inizialmente previsto. Una limatura al ribasso che sembra allontanare l’ obiettivo di Donald Trump per una crescita annuale del 3%. Il presidente però esulta e chiama in causa la Fed: «L’ economia va bene. Se la Fed facesse quello che deve fare sarebbe un razzo», twitta in quello che è un nuovo attacco alla banca centrale americana, sulla quale è in pressing da mesi per un taglio dei tassi di interesse. Trump trova in Pimco un alleato nella sua richiesta alla Fed. Il maggiore fondo obbligazionario al mondo è convinto che la banca centrale dovrebbe ridurre il costo del denaro in modo aggressivo visto il rallentamento dell’ economia. risulta particolarmente marcato per l’ energia (-2,8% congiunturale). Nel manifatturiero la crescita tendenziale più rilevante del fatturato lo registrano le industrie tessili e dei mezzi di trasporto (+4,1%), mentre alla farmaceutica va il calo maggiore (-12,6%). Sul fronte degli ordini, dal trend negativo si salvano solo i mezzi di trasporto (+5,1% tendenziale) e i computer ed elettronica (+0,7%), mentre tutto il resto cala, con la flessione più marcata nel farmaceutico (-16,2%). A questa fotografia si aggiunge il dato sui prezzi alla produzione dell’ industria, che a luglio mostra una contenuta flessione (-0,5%) su base annua. Nelle costruzioni i prezzi alla produzione invece registrano a luglio un +0,8% su base mensile, ma un -0,3% sull’ anno. Il quadro preoccupa i consumatori. «Dati pessimi. Ora rischio recessione per il secondo trimestre» secondo l’ Unione Nazionale Consumatori. «I numeri certificano lo stato di sofferenza dell’ intero comparto industriale» rincara il Codacons.

Corriere del Veneto, 30/08/2019 05:12
Banche, sito rimborsi in tilt «Fermiamo le domande»
portale lento e troppi dubbi: consap corre ai ripari e convoca i comitati
VENEZIA Ex popolari, il portale per presentare le domande di rimborso è già in affanno. E le associazioni fermano la presentazione, mentre Consap annuncia la loro convocazione. Sito spesso «piantato» in fase di registrazione. E molti dubbi operativi con risposte contraddittorie. Risultato: per ora più di un’ associazione ferma le procedure per le domande di rimborso in attesa di un vertice operativo a Roma, agli inizi di settembre, con la società del Tesoro a cui il governo ha affidato la complessa partita operativa dei rimborsi. Nemmeno una settimana per prendere le misure con la procedura e la situazione per il nuovo portale per il Fondo di indennizzo risparmiatori è già difficile. Fatale, visti i numeri dell’ operazione e i tempi ristretti dati a Consap per attivare il portale. Consap, che per parte sua, sta correggendo via via le magagne che emergono dalle segnalazioni che giungono per via informatica. Mentre per lunedì è annunciata la partenza di un numero verde. Senza contare le questioni di contorno che complicano ulteriormente il quadro. Risultato: «Abbiamo bloccato l’ inserimento delle domande: oltre al fatto che alla terza schermata spesso si ferma tutto, prima bisogna chiarire alcuni aspetti», dice il leader regionale di Adiconsum, Valter Rigobon. Esempio? «La dichiarazione autenticata. La possono fare anche gli avvocati? Noi e un nostro legale lo abbiamo chiesto, ottenendo da Consap un no e e un sì. Abbiamo chiesto a un Comune se la fanno loro: la risposta è stata no. Stiamo tentando di coinvolgere i capoluoghi. Ma intanto siamo fermi: manderemo i risparmiatori dai notai, mentre si dice che non ci possono essere compensi intorno alla procedura? E anche sui documenti bancari, per cui ci sono 30 giorni per rispondere, Intesa non è sempre tempestiva: dipende da chi trovi». «Intesa aveva predisposto un modulo, che però nelle filiali non firmano. Tanto che noi stiamo procedendo senza, puntando sul fatto che non hanno risposto entro trenta giorni», sostiene Patrizio Miatello di Ezzelino. «Ci sono domande, come quella sul valore nominale residuo delle azioni, a cui non sappiamo come rispondere. Per cui, per non sbagliare, dobbiamo per ora fermare le domande – sostiene Luigi Ugone di Noi che credevamo nella Bpvi -. Abbiamo dovuto riempirli di telefonate per avere un call center che doveva esserci per principio. I nervi sono tesi. Anche perché con il governo precedente avevamo i due vicepremier come riferimento; ora le carte si sono rimescolate e Conte non lo è mai stato». «L’ odissea dei risparmiatori continua – conclude Franco Conte del Codacons -. Hanno impiegato quasi sette mesi per avviare la procedura e tutto si è fermato. Ora almeno si corra ai ripari chiamando al tavolo chi ha titolo e competenza. Il governo in carica per l’ ordinaria amministrazione ha il dovere civile di rimuovere le difficoltà».
federico nicoletti

Corriere del Mezzogiorno (ed. Bari), 30/08/2019 05:08
«Come ogni anno siamo al punto di partenza: invitiamo l’ assessora al Turismo, Loredana Capone – …
«Come ogni anno siamo al punto di partenza: invitiamo l’ assessora al Turismo, Loredana Capone – che gestisce il settore su delega del governatore Michele Emiliano – a vedere i numeri reali e a programmare seriamente il futuro. Ma non riusciamo a risolvere niente e in Salento, per tanti motivi, si vede sempre meno gente». L’ analisi è di Mimmo De Santis, presidente provinciale di Federalberghi, che da quarant’ anni si occupa di accoglienza nell’ area più a Sud della Puglia. De Santis, che recentemente aveva messo in evidenza il calo del turismo a Gallipoli, torna a chiarire i motivi del blocco. Una radiografia che dovrebbe essere presa in considerazione dalla politica quando commenta tendenze e mode. Un esempio? Il Codacons ha effettuato uno studio secondo il quale «la Puglia è la meta turistica preferita dagli italiani per l’ estate 2019». E di qui le parole trionfali di Emiliano e Capone: «Siamo molto soddisfatti perché questi numeri raccontano innanzitutto la straordinaria capacità dei pugliesi di accogliere e far sentire a casa i turisti». De Santis c’ è una realtà fatta di numeri e una più o meno virtuale. Qual è la situazione? «Il Salento quest’ anno registra un calo di presenze. Il trend non è avvertito dall’ alberghiero perché lavoriamo con una clientela storica e siamo più strutturati, ma le case vacanza, i B&B e le altre tipologie ricettive registrano una diminuzione». Cosa comporta per il territorio? «C’ è poca gente in giro rispetto allo scorso anno. Calano i consumi e tutte le attività commerciali ne risentono. Dobbiamo prepararci a dare risposte diversificate: bisogna dare una soluzione adeguata a tutta la tipologia di clientela che intende soggiornare in Puglia». Qual è il motivo della perdita di turisti? «Tanti fattori hanno colpito il comparto. Primo fra tutti il calo delle “vendite” registrato nella componente interna. Come da statistiche il 47% degli italiani ha dichiarato di non poter andare in vacanza per ristrettezze economiche. Ma c’ è anche un aspetto esterno: la concorrenza esercitata da altre nazioni. È ripartito il mercato della Grecia, dell’ Egitto e della Tunisia. Ma soprattutto si stanno imponendo anche realtà come l’ Albania o il Montenegro». Il mare del Salento resta una risorsa. «Certamente. Ma il problema è di sistema. Qui, in Italia, tutto costa: per un ombrellone con due lettini in uno stabilimento balneare si pagano, a seconda della fila scelta, dai 30 ai 60 euro. Dall’ altra parte dell’ Adriatico, in Grecia o in Albania, il prezzo scende a soli 10 euro». Forse perché l’ Italia ha “ideato” fisco insostenibile fatto di tasse e imposte. «Questo è il punto. Gli operatori balneari, rispetto alla concorrenza estera, devono spendere di più per rispettare le norme. I clienti, ovviamente, badano alla sostanza. Non siamo competitivi». Come si risolve la situazione? «L’ obiettivo è trovare un accordo in modo da mettere sul mercato un pacchetto di servizi adeguato alla richiesta. Dobbiamo caratterizzare meglio la qualità delle iniziative in modo da non deludere i turisti. Sono argomenti che la Regione deve trattare con una visione di prospettiva. Bisogna già oggi lavorare già per il prossimo anno». A cosa pensa? «Se la domanda interna è debole puntiamo all’ estero. Non me ne vogliano, ma i dati sono evidenti: l’ aeroporto di Brindisi ha meno collegamenti di Bari. In particolare, non c’ è la destagionalizzazione. Più rotte e più servizi. Perché chi viene dall’ Europa si aspetta iniziative, accoglienza e tipicità. Infine, il comparto deve essere tarato su ogni portafoglio perché se la clientela di fascia alta deve trovare un’ offerta degna. Ciò vale in senso opposto».
vito fatiguso

La Sicilia, 30/08/2019 04:35
Consumi fermi, a giugno fatturato e ordini in calo
istat: crollano auto e farmaceutica. miceli (cgil): «servono investimenti pubblici»
Enrica PiovanROMA. L’ industria italiana soffre. A certificarlo è l’ Istat, che evidenzia un nuovo calo a giugno del fatturato e, in particolare, degli ordinativi, con la contrazione tendenziale più forte dal luglio 2016. Pesa il crollo dell’ export, la vera linfa della nostra economia. Le tensioni degli Stati Uniti con la Cina, Germania e Gran Bretagna bloccate, i mercati emergenti che frenano, colpiscono le nostre eccellenze, dalle auto di lusso al settore agroalimentare.Va male soprattutto l’ industria automobilistica, con una flessione a doppia cifra degli ordini. Nel complesso del secondo trimestre, il fatturato rimane pressoché stabile (-0,1% rispetto al trimestre precedente), mentre gli ordini segnano un calo dello -0,4%. Segnali che preoccupano le parti sociali. «Dati preoccupanti che spiegano più di tante parole» il difficile contesto economico del Paese che «ha bisogno di investimenti pubblici e di politiche industriali di settore orientate all’ innovazione», afferma il segretario confederale della Cgil, Emilio Miceli. A giugno il fatturato e gli ordini tornano in flessione dopo il segno più di maggio. In particolare il fatturato segna un -0,5% mensile e un -0,8% su base annua (-3,8% il dato grezzo), condizionato soprattutto dalla contrazione delle vendite sul mercato interno. Ancora più marcata la contrazione degli ordini, diminuiti dello 0,9% sul mese e del 4,8% sull’ anno (il calo più forte dopo il -9,2% del luglio 2016), zavorrati soprattutto dal calo marcato delle commesse provenienti dall’ estero (-3,8% in un mese e -9,1% in un anno). A livello tendenziale, è da novembre 2018 che si susseguono ininterrottamente segni meno per gli ordinativi. Soffre in particolare l’ industria automobilistica, con vendite in calo del 6,3% rispetto a giugno 2018 e ordini giù del 15,9%. Una dinamica ormai consolidata, come evidenzia l’ andamento del semestre, con un fatturato in contrazione dell’ 11% e gli ordini del 14%. Più in generale, l’ andamento negativo del fatturato caratterizza con intensità diverse tutti i raggruppamenti principali di industrie, ma risulta particolarmente marcato per l’ energia (-2,8% congiunturale). Nel manifatturiero la crescita tendenziale più rilevante del fatturato lo registrano le industrie tessili e dei mezzi di trasporto (+4,1%), mentre alla farmaceutica va il calo maggiore (-12,6%). Sul fronte degli ordini, dal trend negativo si salvano solo i mezzi di trasporto (+5,1% tendenziale) e i computer ed elettronica (+0,7%), mentre tutto il resto cala, con la flessione più marcata nel farmaceutico (-16,2%). A questa fotografia si aggiunge il dato sui prezzi alla produzione dell’ industria, che a luglio mostra una «dinamica congiunturale stazionaria» e una contenuta flessione (-0,5%) su base annua. Nelle costruzioni i prezzi alla produzione invece registrano a luglio un +0,8% su base mensile, ma un -0,3% sull’ anno. Crescono invece i prezzi alla produzione dei servizi, che aumentano nel secondo trimestre dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’ 1,4% su base annua. Il quadro preoccupa i consumatori. «Dati pessimi. Ora rischio recessione per il secondo trimestre, che finisce nel peggiore dei modi, con un calo, rispetto al primo trimestre 2019, sia del fatturato che degli ordinativi», afferma il presidente dell’ Unione nazionale Consumatori, Massimiliano Dona. «I numeri certificano lo stato di sofferenza dell’ intero comparto industriale», afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, che vede il rischio di un ulteriore peggioramento «se il nuovo governo che si insedierà non saprà evitare l’ aumento dell’ Iva».

Alto Adige, 30/08/2019 04:35
Soffre l’ industria italiana Ordini e fatturato a picco
i dati istat. a giugno le commesse registrano una flessione del 4,8%. male il settore automotive crolla il farmaceutico, mentre sono in crescita le industrie tessili, i mezzi di trasporto e l’ hi-tech
RO Ma. In arrivo su Huawei i primi effetti concreti del bando imposto da Donald Trump a metà maggio: il prossimo telefono dell’ azienda cinese, il modello Mate 30 il cui lancio è previsto a metà settembre, potrebbe non avere a bordo le app e i servizi Google che contribuiscono alla popolarità nel mondo dei dispositivi con sistema operativo Android. E potrebbe essere venduto solo in Cina, non in Europa, con effetti economici anche per Google, che insieme a Apple ha ammonito il presidente americano sui minori guadagni derivanti dalla guerra commerciale con la Cina.Il Mate 30, realizzato per funzionare sulle nuove reti 5G, è il primo smartphone di punta che Huawei si appresta a lanciare da quando Trump ha inserito la società cinese nella blacklist sostenendo che è coinvolta in attività che compromettono la sicurezza nazionale degli Usa. L’ ultimo dispositivo di fascia alta lanciato dal colosso di Shenzhen e non toccato dal bando è stato il modello P30 presentato prima, a fine marzo.Un portavoce di Google ha spiegato a Reuters che il Mate 30 non può essere venduto con app e servizi concessi in licenza, per il divieto degli Usa. E la nuova deroga di 90 giorni autorizzata nei giorni scorsi dal governo Trump non si applica ai nuovi prodotti.È anche probabile che Big G sia nella lista delle oltre 130 aziende Usa che hanno chiesto all’ amministrazione Trump la licenza per poter avere rapporti commerciali con Huawei, non ricevendo al momento nessuna autorizzazione. «Continueremo ad utilizzare l’ ecosistema Android se il governo degli Stati Uniti ci consentirà di farlo – spiega il portavoce di Huawei, Joe Kelly – altrimenti continueremo a sviluppare il nostro sistema operativo».Huawei ora ha due strade per il Mate 30. Può utilizzare una versione modificata di Android che la tiene al riparo dal bando Usa ma che lascia fuori app e servizi di Google molto popolari, come il Play Store o Maps. Oppure può avvalersi del suo sistema operativo HarmonyOS lanciato ad agosto, per ora disponibile solo in Cina. Enrica Piovan ROMA. L’ industria italiana soffre. A certificarlo è l’ Istat, che evidenzia un nuovo calo a giugno del fatturato e in particolare degli ordinativi, con la contrazione tendenziale più forte dal luglio 2016. Va male soprattutto l’ industria automobilistica, con una flessione a doppia cifra degli ordini. Nel complesso del secondo trimestre, il fatturato rimane pressoché stabile (-0,1% rispetto al trimestre precedente), mentre gli ordini segnano un calo dello -0,4%.Segnali che allarmano le parti sociali. «Dati preoccupanti che spiegano più di tante parole» il difficile contesto economico del Paese che «ha bisogno di investimenti pubblici e di politiche industriali di settore orientate all’ innovazione», afferma il segretario confederale della Cgil, Emilio Miceli.A giugno il fatturato e gli ordini tornano in flessione dopo il segno più di maggio. In particolare il fatturato segna un -0,5% mensile e un -0,8% su base annua (-3,8% il dato grezzo), condizionato soprattutto dalla contrazione delle vendite sul mercato interno. Ancora più marcata la contrazione degli ordini, diminuiti dello 0,9% sul mese e del 4,8% sull’ anno (il calo più forte dopo il -9,2% del luglio 2016), zavorrati soprattutto dal calo marcato delle commesse provenienti dall’ estero (-3,8% in un mese e -9,1% in un anno). A livello tendenziale, è da novembre 2018 che si susseguono ininterrottamente segni meno per gli ordinativi. Soffre in particolare l’ industria automobilistica, con vendite in calo del 6,3% rispetto a giugno 2018 e ordini giù del 15,9%. Una dinamica ormai consolidata, come evidenzia l’ andamento del semestre, con un fatturato in contrazione dell’ 11% e gli ordini del 14%.Più in generale, l’ andamento negativo del fatturato caratterizza con intensità diverse tutti i raggruppamenti principali di industrie, ma risulta particolarmente marcato per l’ energia (-2,8% congiunturale). Nel manifatturiero la crescita tendenziale più rilevante del fatturato la registrano le industrie tessili e dei mezzi di trasporto (+4,1%), mentre alla farmaceutica va il calo maggiore (-12,6%).Sul fronte degli ordini, dal trend negativo si salvano solo i mezzi di trasporto (+5,1% tendenziale) e i computer ed elettronica (+0,7%), mentre tutto il resto cala, con la flessione più marcata nel farmaceutico (-16,2%).A questa fotografia si aggiunge il dato sui prezzi alla produzione dell’ industria, che a luglio mostra una «dinamica congiunturale stazionaria» e una contenuta flessione (-0,5%) su base annua. Il quadro preoccupa i consumatori. «Dati pessimi. Ora rischio recessione per il secondo trimestre, che finisce nel peggiore dei modi, con un calo, rispetto al primo trimestre 2019, sia del fatturato che degli ordinativi», afferma il presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona.«I numeri certificano lo stato di sofferenza dell’ intero comparto industriale», afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi, che vede il rischio di un ulteriore peggioramento «se il nuovo Governo che si insedierà non saprà evitare l’ aumento dell’ Iva».

Giornale di Brescia, 30/08/2019 04:27
Sos Codacons: zaini e diari sono più cari del 2,5 per cento
prezzo di uno zaino di marca raggiunge facilmente i 140 euro, mentre per un astuccio griffa to attrezzato (con penna, matita, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa arriva a 40 euro – sostiene il Codacons -.Altra voce che incide sulla spesa per il corredo è quella relativa al diario, che supera i 20 euro per le marche più note. Come risparmiare. A giudizio dell’ associazione dei consumatori l’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’ anno scolastico 2019/2020 quota 533 euro a studente, cui va aggiunto il costo per libri di testo. Per dizionari e testi scolastici vari il Codacons prevede un ulteriore ritocco al rialzo dei listini rispetto al 2018, con la spesa complessiva a carico delle famiglie che- tra corredo e libri – può facilmente raggiungere i 1.130 euro a studente. Tuttavia – spiega l’ associazione – anche sulla spesa scolastica è possibile risparmiare sensibilmente e abbattere i costi del 40 per cento seguendo alcuni consigli: non comprare gli articoli legati ai personaggi dei cartoni animati o bambole famose; acquistare nei supermercati dove si può arrivare a risparmiare fino al 30 per cento rispetto alla cartolibreria; non comprare tutto il materiale all’ inizio dell’ anno; per le cose più tecniche (dal compasso ai dizionari), è bene attendere le disposizioni dei professori, per evitare acquisti superflui o carenti; usufruire delle offerte promozionali e kit a prezzo fisso. //

Giornale di Brescia, 30/08/2019 04:27
Secondo l’ associazione la spesa media per corredo e libri arriva fino a 1.130 euro
– Sta per abbattersi sulle tasche delle famiglie italiane la consueta «stangata» di settembre legata all’ acquisto del corredo scolastico che si attesterebbe sui 533 euro a studente ma lieviterebbe a 1130 ad alunno se si considera anche l’ acquisto di vocabolari e libri di testo. Al rialzo. Lo afferma il Coda cons, che fornisce come ogni annoi dati ufficiali sul caro -scuola e le spese che dovranno affrontare i genitori in occasione dell’ avvio del nuovo anno scolastico. Nei negozi e nei supermercati di tutta Italia già da giorni è comparso tutto l’ occorrente per la scuola spiega l’ associazione -. Si va da diari e quaderni “low cost” a zaini e astucci griffatissimi con le marche del momento, sempre più richieste dai giovanissimi. In base alle prime stime del Codacons per il corredo scolastico griffato (penne, diari, quaderni, zaini, astucci, ecc.) i prezzi al dettaglio, rispetto al 2018, registrano quest’ anno un incremento medio del +2,5 percento, con le marche più richieste dai giovani – legate a squadre sportive, cartoni animati, bambole o personaggi e serie famosi- che hanno ritoccato al rialzo i listini. Il.

La Gazzetta del Mezzogiorno, 30/08/2019 03:50
polignano disposta la bonifica urgente a porto paradiso e cala paura
Fuochi inesplosi sulle spiagge ragazzo ferito, l’ ira del sindaco
POLIGNANO A MARE . Passeggiare su spiagge e calette nel periodo estivo, quando le comitive fanno festa, le strutture ricettive organizzano cerimonie all’ aperto e i comitati feste allestiscono i giochi pirotecnici, è come aggirarsi in un campo minato, perché i pericoli spuntano dalle scogliere. Nonostante questi spazi vengano costantemente puliti e bonificati dagli organizzatori, i petardi inesplosi si nascondono in incognita nella scogliera, esplodendo appena un piede ci passa sopra. Ne sa qualcosa un ragazzo minorenne del posto, «ferito in modo grave a seguito di una esplosione». A darne notizia è la stessa amministrazione comunale di Polignano Nell’ ordinanza numero 356 il sindaco Domenico Vitto informa di aver disposto «l’ intervento di bonifica urgente in località Porto Paradiso e Cala Paura» a nord di Polignano a Mare, verso San Vito. L’ incidente, del quale è stata data notizia ieri, è accaduto qualche giorno fa, quando i sanitari del 118 della postazione cittadina sono intervenuti sul posto per prestare soccorso ad un minorenne che intorno all’ una di notte ha rischiato di perdere una mano a seguito dell’ esplosione di un petardo. Il ragazzo, stando a quanto riferiscono i carabinieri, era in compagnia di alcuni amici e sul tratto che collega il Grottone a Cala Paura avrebbe prima calpestato poi prelevato un petardo, a quanto pare abbandonato dalla ditta che aveva esploso i fuochi pirotecnici in onore dei Santi Medici Cosma e Damiano. Il giovane è stato trasferito d’ urgenza all’ Ospe dale San Giacomo di Monopoli dove è stato sottoposto ad intervento chirurgico che, per fortuna, ha scongiurato la perdita delle falangi della mano destra. Il giorno seguente, i Carabinieri della stazione hanno inviato una nota al Comune di Polignano, invitandolo a disporre «un urgente intervento di bonifica, in quanto – riporta la comunicazione – a seguito della esplosione di un petardo che presumibilmente faceva parte dei fuochi pirotecnici utilizzata per la festa dei santi Cosma e Damiano, un ragazzo riportava gravi ferite». Nella loro nota, gli uomini dell’ Arma hanno inoltre comunicato che «a seguito delle indagini poste in essere, altri due ragazzi presenti hanno dichiarato di aver raccolto l’ esplosivo in località Cala Paura, esattamente all’ altezza della torretta -rifugio e che presumibilmente questo esplosivo faceva parte dei fuochi pirotecnici esplosi il giorno della festa». L’ amministrazione comunale, dopo aver dichiarato la propria completa estraneità a quanto accaduto, ha ordinato al responsabile della ditta di fuochi pirotecnici, un’ impresa del foggiano, «di provvedere all’ immediata bonifica del sito». Nella sua ordinanza, il sindaco rammenta che spetta alla ditta, in possesso di licenza rilasciata dal prefetto, eseguire sotto la sua responsabilità «la bonifica accurata, subito dopo lo sparo, di tutta la zona interessata per rimuovere eventuali residui inesplosi». Il ragazzo sta bene: ne avrà per 45 giorni e potrà recuperare la funzionalità della mano. Tuttavia l’ episodio riporta in primo piano la querelle sui fuochi d’ artificio, una tradizione che resiste nel Sud ma che il Codacons chiede di abolire perché «pericolosi per l’ uomo e gli animali». «Secondo recenti studi – riporta una nota dei consumatori – i fuochi d’ artificio non spaventano solo gli animali ma sono anche pericolosi e dannosi per l’ ambiente, per il problema legato alle polveri sottili liberate nell’ atmosfera durante gli spettacoli».

Quotidiano di Puglia, 30/08/2019 03:46
«Food coma»: la Puglia strega il New York Times
la prestigiosa testata usa elogia i luoghi e il cibo del territorio
Perfetta per lasciarsi trasportare: il New York Times conquistato dalla bellezza della Puglia, raccontata all’ interno di una rubrica in cui si descrive la bellezza del viaggio. La prestigiosa testata americana ha raccontato il viaggio attraverso le parole di Sebastian Modak, in giro nei luoghi per i quali è stata scelta a gennaio fra le 52 mete da visitare nel 2019. Il reporter americano è rimasto colpito e affascinato al punto da ritenere che sei giorni siano stati troppo pochi perché in Puglia c’ è tanto da vedere, da sperimentare e le emozioni sono fortissime. Il suo racconto – ha commentato l’ assessore regionale all’ Industria turistica e culturale, Gestione e valorizzazione dei beni culturali Loredana Capone – come quello di tanti altri giornalisti o semplici turisti sui social, fa emergere il vero Dna della Puglia che colpisce non soltanto per la sua bellezza ma per la capacità del popolo pugliese di connettersi con chi arriva in Puglia e donargli il suo racconto e la sua accoglienza. Ed effettivamente la Puglia suscita emozioni uniche anche nel panorama delle regioni italiane, visto che secondo Codacons è la preferita anche dai turisti italiani per le vacanze estive. Ma cosa la rende unica e speciale? Cosa ha affascinato il reporter americano e affascina i tanti turisti americani che vengono sempre più in Puglia, soprattutto negli ultimi due anni, e che nei primi 7 mesi del 2019 sono cresciuti del 14% per gli arrivi e del 16% per le presenze? Certamente – fa notare Capone – l’ insieme di paesaggi e borghi autentici e poi la cucina che, con orecchiette con le rape, fave cicorie o capocollo, provoca quello strano food coma, una piacevole sonnolenza post pranzo che ben si concilia con una vacanza rilassante e benefica per la salute. Ma anche la gente e la maniera in cui ti accoglie. Qui si può ancora trovare in piazza gli anziani che ti raccontano le tradizioni e la gente è contenta di farsi in quattro per i forestieri. Insomma quella del New York Times non è che l’ ultima conferma di una annata veramente ottima per il turismo in Puglia. Il nostro impegno come Regione e quello di tanti operatori turistici pugliesi sta dando i suoi frutti e su questa strada dobbiamo continuare e migliorare sempre, conclude l’ assessore regionale.

Giornale di Sicilia, 30/08/2019 03:45
il giudice: «vacanza rovinata»
Cancellato un volo per Budapest Ryanair condannata
il codacons: sciopero previsto. a 9 passeggeri vanno 400 euro a testa
Un danno da «vacanza rovinata», un risarcimento di 400 euro a testa e tante scuse dalla Ryanair. Il giudice di pace della città ha dato ragione a nove viaggiatori e ha condannato la compagnia irlandese a pagare a seguito della cancellazione di un volo per Budapest, che i passeggeri in questione dovevano prendere a marzo del 2018 per una vacanza, con ogni probabilità romantica visto il luogo e nel periodo pasquale, nella capitale ungherese. Niente da fare, invece. Niente volo e tutti a terra. Il problema, secondo quanto rilevato dal giudice, non è stato tanto la cancellazione, quanto il motivo e la possibilità di prevedere (e dunque evitare) il disagio per i passeggeri. Infatti l’ aereo Ryanair è rimasto a terra a causa di uno sciopero ed è su questo che si basa la sentenza e il relativo risarcimento di 400 euro a testa. Si trattava infatti di un’ astensione dal lavoro ampiamente annunciata e programmata e c’ era dunque tutto il tempo di avvisare i passeggeri perché si organizzassero in maniera alternativa. A difesa dei malcapitati il Coda cons, che seguì da vicino la vicenda: «La cancellazione del volo sottolinea in una nota il movimento a tutela dei consumatori non era per nulla imprevista. Rya nair era a conoscenza da circa due mesi della dichiarazione di sciopero, senza che però venissero correttamente informati i passeggeri affinché gli stessi fossero messi in condizione di riprogrammare la propria vacanza». Questo, insomma, ha configurato un «danno da vacanza rovinata», con il conseguente diritto per tutti i soggetti coinvolti di essere risarciti per il danno patito. Intanto, chissà, forse anche a causa di questa vicenda, Ryanair e Codacons hanno stretto una partnership che permetterà ai passeggeri di risolvere in tempi brevi i loro reclami. La compagnia aerea ha raggiunto un accordo con l’ associazione dei consumatori, che vedrà Ryanair firmare una Alternative dispute resolution (Adr) per i reclami dei clienti italiani previsti dal Regolamento Ue-261. Ryanair e Codacons collaboreranno inoltre sui feedback dei consumatori per ottenere il riconoscimento Ok Codacons. Infatti Coda cons coordinerà e supervisionerà l’ implementazione della piattaforma Adr e gestirà i consulenti che lavorano ai procedimenti di mediazione basati sui reclami Eu261 (fino a 5mila reclami per il primo anno dell’ accordo). L’ Italia è il quinto mercato dopo Francia, Germania, Polonia e Regno Unito, dove le soluzioni Adr sono state implementate con successo. Ciò fornisce ai clienti un meccanismo indipendente per la risoluzione e ulteriore certezza che i loro reclami vengano gestiti secondo i più alti standard professionali.

Giornale di Sicilia, 30/08/2019 03:45
fatturato e ordini in calo
Industria, un giugno sofferto
commesse -4,8%, peggior dato dal 2016. giù anche i prezzi alla produzione. preoccupate le associazioni di consumatori
L’ industria italiana soffre. A certificarlo è l’ Istat, che evidenzia un nuovo calo a giugno del fatturato e in particolare degli ordinativi, con la contrazione tendenziale più forte dal luglio 2016. Va male soprattutto l’ industria automobilistica, con una flessione a doppia cifra degli ordini. Nel complesso del secondo trimestre, il fatturato rimane pressoché stabile (-0,1% rispetto al trimestre precedente), mentre gli ordini segnano un calo dello -0,4%. Segnali che preoccupano le parti sociali. «Dati preoccupanti che spie gano più di tante parole» il difficile contesto economico del Paese che «ha bisogno di investimenti pubblici e di politiche industriali di settore orientate all’ innovazione», afferma il segretario confederale della Cgil, Emilio Miceli. Agiugno il fatturato e gli ordini tornano in flessione dopo il segno più di maggio. In particolare il fatturato segna un -0,5% mensile e un -0,8% suba se annua (-3,8% il dato grezzo), condizionato soprattutto dalla contrazione delle vendite sul mercato interno. Ancora più marcata la contrazione degli ordini, diminuiti dello 0,9% sul mese e del 4,8% sull’ anno (il calo più forte dopo il -9,2% del luglio 2016), zavorrati soprattutto dal calo marcato delle commesse provenienti dall’ estero (-3,8% in un mese e -9,1% in un anno). A livello tendenziale, è da novembre 2018 che si susseguono ininterrottamente segni meno per gli ordinativi. Soffre in particolare l’ industria automobilistica, con vendite in calo del 6,3% rispetto a giugno 2018 e ordini giù del 15,9%. Una dinamica ormai consolidata, come evidenzia l’ andamento del semestre, con un fatturato in contrazione dell’ 11% e gli ordini del 14%. Più in generale, l’ andamento negativo del fatturato caratterizza con intensità diverse tutti i raggruppamenti principali di industrie, ma risulta particolarmente marcato per l’ energia (-2,8% congiunturale). Nel manifatturiero la crescita tendenziale più rilevante lo registrano le industrie tessili e dei mezzi di trasporto (+4,1%), mentre alla farmaceutica va il calo maggiore (-12,6%). Sul fronte degli ordini, dal trend negativo si salvano solo i mezzi di trasporto (+5,1% tendenziale) e i computer ed elettronica (+0,7%), mentre tutto il resto cala, con la flessione più marcata nel farmaceutico (-16,2%). Il quadro preoccupa i consumatori. «Dati pessimi. Ora rischio recessione per il secondo trimestre, che finisce nel peggiore dei modi», afferma il presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona. «I numeri certificano lo stato di sofferenza del comparto industriale», afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi.

La Nuova Sardegna, 30/08/2019 03:32
nuova tendenza al risparmio
I paperoni non spendono Rallenta l’ economia Usa
soffre l’ industria, giù fatturato e ordinil’ istat certifica il crollo dei settori automobilistico e farmaceutico. bene le industrie tessili, i mezzi di trasporto e l’ hi-tech
FINCANTIERI In gara per 20 fregate della Marina Usa Fincantieri ha depositato alla Us Navy, la marina militare Usa, una proposta tecnica in merito alla gara da 19 miliardi di dollari indetta per la costruzione di venti fregate multiruolo. Si tratta di un primo passo ufficiale all’ interno di un percorso la cui seconda tappa sarà, tra circa un mese, la presentazione della relativa proposta economica. Il vincitore della gara si saprà a metà 2020. NEW YORK I paperoni americani chiudono i portafogli e l’ economia trema, vedendo rallentare uno dei suoi motori di crescita e intravedendo all’ orizzonte una possibile recessione. La crescita del Pil nel secondo trimestre, che segna un +2% in lieve rallentamento rispetto al 2,1% inizialmente stimato, non riesce a fotografare il fenomeno. Complice la volatilità di Wall Street i ricchi spendono meno su tutto: dai gioielli alle case, dalle auto all’ arte.I dati non lasciano adito a dubbi: il mercato immobiliare di lusso sta sperimentando il suo anno peggiore dalla crisi finanziaria. Le vendite di case prestigiose a New York, una delle città più costose al mondo per le abitazioni, sono in calo da sei trimestri consecutivi. Solo nel periodo aprile-giugno le vendite di case da 1,5 milioni di dollari o più sono scese del 5% negli Stati Uniti. Attici e superattici, così come le «mansion» che si affacciano sul mare o i ranch del Colorado da decine di milioni di dollari, inondano il mercato, ma mancano gli acquirenti.Fra l’ incertezza sull’ esito della guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina e gli sbalzi di Wall Street, i ricchi sono diventati più formiche e, nonostante le ampie disponibilità, ci pensano due volte prima di effettuare acquisti onerosi. Ma l’ essere più parchi nelle spese segnala anche un cambio nella società dove, al momento, non sembra esserci nessuno in grado di raccogliere l’ eredità dei baby boomers, una delle generazioni più ricche della storia americana.Il mercato immobiliare è considerato il termometro del nuovo trend in atto e segnala come nessuno stato americano si salva dalla nuova tendenza, né la New York di Wall Street né la California della Silicon Valley. L’ andamento delle vendite e degli affitti agli Hamptons, rinomata località sul mare per l’ elite newyorkese, mostra il cambio di passo dalle spese folli agli acquisti oculati. Non va meglio alle auto di lusso, e non si salva nemmeno l’ abbigliamento d’ alta moda. di Enrica Piovan wROMA L’ industria italiana soffre. A certificarlo è l’ Istat, che evidenzia un nuovo calo a giugno del fatturato e in particolare degli ordinativi, con la contrazione tendenziale più forte dal luglio 2016. Va male soprattutto l’ industria automobilistica, con una flessione a doppia cifra degli ordini. Nel complesso del secondo trimestre, il fatturato rimane pressoché stabile (-0,1% rispetto al trimestre precedente), mentre gli ordini segnano un calo dello -0,4%.Segnali che allarmano le parti sociali. «Dati preoccupanti che spiegano più di tante parole» il difficile contesto economico del Paese che «ha bisogno di investimenti pubblici e di politiche industriali di settore orientate all’ innovazione», afferma il segretario confederale della Cgil, Emilio Miceli.A giugno il fatturato e gli ordini tornano in flessione dopo il segno più di maggio. In particolare il fatturato segna un -0,5% mensile e un -0,8% su base annua (-3,8% il dato grezzo), condizionato soprattutto dalla contrazione delle vendite sul mercato interno. Ancora più marcata la contrazione degli ordini, diminuiti dello 0,9% sul mese e del 4,8% sull’ anno (il calo più forte dopo il -9,2% del luglio 2016), zavorrati soprattutto dal calo marcato delle commesse provenienti dall’ estero (-3,8% in un mese e -9,1% in un anno). A livello tendenziale, è da novembre 2018 che si susseguono ininterrottamente segni meno per gli ordinativi. Soffre in particolare l’ industria automobilistica, con vendite in calo del 6,3% rispetto a giugno 2018 e ordini giù del 15,9%. Una dinamica ormai consolidata, come evidenzia l’ andamento del semestre, con un fatturato in contrazione dell’ 11% e gli ordini del 14%.Più in generale, l’ andamento negativo del fatturato caratterizza con intensità diverse tutti i raggruppamenti principali di industrie, ma risulta particolarmente marcato per l’ energia (-2,8% congiunturale). Nel manifatturiero la crescita tendenziale più rilevante del fatturato la registrano le industrie tessili e dei mezzi di trasporto (+4,1%), mentre alla farmaceutica va il calo maggiore (-12,6%).Sul fronte degli ordini, dal trend negativo si salvano solo i mezzi di trasporto (+5,1% tendenziale) e i computer ed elettronica (+0,7%), mentre tutto il resto cala, con la flessione più marcata nel farmaceutico (-16,2%).A questa fotografia si aggiunge il dato sui prezzi alla produzione dell’ industria, che a luglio mostra una «dinamica congiunturale stazionaria» e una flessione dello 0,5% su base annua. Il quadro preoccupa i consumatori. «Dati pessimi. Ora rischio recessione per il secondo trimestre, che finisce nel peggiore dei modi, con un calo, rispetto al primo trimestre 2019, sia del fatturato che degli ordinativi», afferma il presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori (Unc) Massimiliano Dona.«I dati certificano lo stato di sofferenza dell’ intero comparto industriale», afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi.

La Provincia Pavese, 30/08/2019 03:31
l’ allarme sociale
Slot, Voghera gioca 106 milioni ogni anno Capitale del gioco senza un regolamento
si spende quanto l’ intero bilancio del comune: codacons, m5s e pd ora incalzano l’ amministrazione comunale
VOGHERA. Oltre cento milioni di euro spesi in un anno per il gioco d’ azzardo, ovvero più dell’ intero bilancio comunale: la città vanta un primato allarmante, al momento senza regole. Codacons e opposizioni premono sul Comune perchè si cerchi di arginare e controllare un fenomeno che genera disperazione e povertà.Business drammaticoLe slot e la loro versione evoluta videolottery (abbreviate in Vlt) fanno la parte del leone: oltre 56 milioni della cifra complessiva sono spesi nelle Vlt e oltre 30 milioni nelle macchinette da bar.I dati sono relativi al 2018 e delineano un quadro drammatico, come conferma Simone Feder, del Movimento no slot di Pavia, che ha una sede nella Casa del giovane: «La cifra complessiva per Voghera divulgata dai Monopoli di Stato relativi al 2018 parla di 106,5 milioni di euro: cifra da briviso,una buona parte di questo gettito viene dalle videolottery, che a Voghera sono molto numerose. -spiega Feder- Si tratta di un fenomeno molto preoccupante: tanti vogheresi si presentano alla nostra associazione per chiedere aiuto. Nel baratroanche intere famiglie, dove non è più solo un singolo componente ad essere dipendente dal gioco d’ azzardo». Un triste primato che potrebbe essere contrastato e ridimensionato con l’ adozione di un regolamento comunale che limiti le attività legate al gioco d’ azzardo: «La mancanza di un regolamento non aiuta -prosegue Feder- e oggi più che mai tutti i Comuni dovrebbero averne uno. Non dimentichiamo che nella nostra Regione c’ è un quadro normativo chiaro, che può essere da supporto ai Comuni: un riferimento importante, che ad esempio può limitare i casi di ricorso al Tar contro i regolamenti comunali. Però, ovviamente, se i Comuni non fanno a loro volta un regolamento, la legge regionale serve a ben poco». «Peraltro da settembre – aggiunge Federdovrebbe essere possibile a tutte le municipalità chiedere ai Monopoli i dati del gioco relativi al proprio territorio: uno strumento importante per individuare eventuali problemi, che va sfruttato».All’ attaccoSulla mancanza di un regolamento pone l’ accento anche il Movimento 5 Stelle, che con il consigliere Caterina Grimaldi ha presentato una interpellanza al sindaco Carlo Barbieri, che dovrebbe essere discussa nel corso del prossimo consiglio comunale: l’ esponente pentastellato non solo chiede notizia del regolamento cittadino, ma anche del rispetto delle regole regionali, ad esempio sulle distanze da tenere da luoghi sensibili per l’ apertura di sale gioco. «Il bilancio consolidato del comune di Voghera è di circa 100 milioni di euro: una cifra simile a quella spesa nel gioco d’ azzardo in un anno. -fa notare la Grimaldi- Senza dimenticare che da una parte nel 2017 erano stati investiti 60 mila euro in due progetti contro la ludopatia, mentre dall’ altra sul regolamento si continua a rinviare senza una giustificazione concreta. Inoltre a giugno il Codacons di Pavia aveva annunciato che avrebbe diffidato il Comune: vorrei averne notizie dal sindaco». L’ ammonimento di Codacons Pavia che mette in evidenza la mancanza di un regolamento sul gioco d’ azzardo, risale a una nota dello scorso giugno che sottolinea come a Voghera “la stragrande maggioranza dei locali pubblici sono muniti di slot machine e la febbre da gioco impazza in città”. Mentre lo scorso anno la proposta di limitare il gioco d’ azzardo era partita dall’ opposizione con il Pd, che aveva portato in consiglio comunale una bozza di regolamento comunale che potesse servire da base di partenza per un documento condiviso. «Abbiamo proposto il regolamento assieme a Torriani a e Fratelli d’ Italia e anche presentato due interpellanze e un ordine del giorno: abbiamo voluto in questo modo spronare l’ amministrazione a colmare il vuoto esistente, -spiega il capogruppo Roberto Gallotti- ma ad oggi nessun regolamento è stato adottato». L’ amministrazione fa però sapere che in questo tempo si è in effetti occupata di una bozza di regolamento comunale che ponga dei limiti al gioco d’ azzardo in città: «E’ già da circa un anno che siamo al lavoro per un regolamento- spiega l’ assessore al Commercio, Marina Azzaretti- ma con il sindaco abbiamo preso tempo perchè dalla Prefettura era arrivata la proposta di un regolamento generale da adottare a livello provinciale. Seguiamo la situazione e sicuramente con la ripresa delle attività comunali a settembre ricominceremo a occuparci anche di questo tema». –Alessio Alfretti.

La Nazione (ed. Firenze), 30/08/2019 03:18
Più tutele per i viaggiatori
Più tutele per i viaggiatori Ryanair, la compagnia low cost che tutti conoscono, ha annunciato ieri, una nuova partnership con la più importante associazione di consumatori italiana, Codacons. In pratica la compagnia aerea firmerà una ‘Alternative Dispute Resolution (ADR)’ per i reclami dei clienti italiani previsti dal Regolamento UE-261. Ryanair e Codacons collaboreranno inoltre sui feedback dei consumatori per ottenere il riconoscimento ok da parte di Codacons. Finalmente, dopo le polemiche sui bagagli a mano e quelle sull’ aumento dei voli cancellati soprattutto nel periodo delle ferie, una buona notizia per i viaggiatori che possono contare adesso su un soggetto super partes che tenti di tutelare i diritti dei turisti nel caso in cui ci siano delle controversie. Sergio Pestelli, Scandicci.

Italia Oggi, 30/08/2019 02:55
Ryanair con Codacons per la gestione dei reclami
Per venire incontro ai clienti della compagnia aerea, Ryanair e Codacons «collaboreranno all’ analisi del feedback e del sentimento dei consumatori attraverso sondaggi e una valutazione rigorosa delle policy». Una partnership che permetterà inoltre ai passeggeri del Lazio di risolvere in tempi brevi e certi i loro reclami. In sostanza, quella che si presenta come «la compagnia numero in Italia e in Europa» ha annunciato di aver raggiunto un accordo «con la più importante associazione di consumatori italiana» che vedrà Ryanair firmare una Alternative Dispute Resolution (Adr) per i reclami dei clienti italiani previsti dal regolamento Ue-261. A partire da lunedì prossimo, Codacons coordinerà e supervisionerà l’ implementazione della piattaforma Adr e gestirà i consulenti che lavorano ai procedimenti di mediazione basati sui reclami EU261 (fino a 5 mila reclami EU261 per il primo anno dell’ accordo). L’ Italia è il quinto mercato dopo Francia, Germania, Polonia e Regno Unito, dove le soluzioni Adr sono state implementate con successo, fornendo ai clienti un meccanismo indipendente per la risoluzione, con la certezza che i loro reclami vengano gestiti secondo i più alti standard professionali. Ryanair esibirà il riconoscimento «Ok Codacons in Italia» per dimostrare che è la compagnia aerea di cui i consumatori italiani possono fidarsi in termini di valore e affidabilità. L’ Enac in diverse occasioni si è dichiarata favorevole a soluzioni conciliative delle controversie: il Codacons ha apprezzato gli interventi dell’ Enac, l’ organismo responsabile in Italia della corretta applicazione del Regolamento comunitario 261/2004 in caso disservizi nel trasporto aereo, sui reclami presentati dai consumatori e le soluzioni offerte in situazioni delicate e complesse. L’ associazione, così, considera positivamente l’ apprezzamento e l’ alta supervisione da parte dell’ autorità nei confronti dell’ iniziativa, che si affianca al ruolo istituzionale svolto da quest’ ultima, competente per la gestione dei reclami in seconda istanza. © Riproduzione riservata.
pierre de nolac

>ANSA-BOX/ Inflazione allo 0,5%, ma la spesa corre il doppio
Impatto da caro-vacanze. Consumatori temono stangatina d’autunno
ROMA
(ANSA) – ROMA, 30 AGO – L’inflazione ad agosto fa un piccolo passo in avanti, salendo allo 0,5% dallo 0,4% di luglio. Ma la sostanza non cambia. L’Istat parla di un tasso che resta “contenuto” e di un quadro che si conferma “debole”. In linea con un Paese in stagnazione. La calma piatta dei prezzi è infatti indice di un’economia che non tira. Fin qui il dato generale, se si va a vedere cosa accade al carrello della spesa, ai beni che finiscono nella lista quotidiana degli acquisti, allora qualcosa cambia. I prezzi degli alimentari, dei prodotti per l’igiene personale e della casa aumentano dell’1,0%, doppiando il tasso complessivo. Un rialzo su cui si rifletterebbero i ritocchi all’insù rilevati per i detersitivi. Dati che allarmano i consumatori. Intanto un’inflazione allo 0,5% per quanto bassa significa un aggravio dei costi annui sostenuti dalle famiglie di 148 euro, calcola Fedeconsumatori, secondo cui la cifra va sommata alla “stangata” che arriverà in autunno tra spese per la scuola (libri e zaini), tasse (Tari) e bollette (riscaldamento) per un totale di 1.845 euro. Il Codacons punta il dito contro gli aumenti registrati per gli alimentari (+1,1%), che, stima, per una coppia con due figli si traducono in un plus di 84 euro. Questo quello che accade anno su anno, invece nel confronto mensile, paragonando agosto a luglio, l’Istituto di statistica rileva un aumento dei prezzi sempre dello 0,5%. Se mezzo punto percentuale è davvero poco nella dinamica tendenziale in quella congiunturale indica una cerca vivacità. Da imputare, a detta dell’Istat, a “fattori stagionali, legati per lo più alla fiera dei servizi turistici e in particolare dei trasporti”. Insomma, nonostante tutto, “prosegue la stangata vacanze”, lamenta l’Unione nazionale consumatori. Ecco che guardando alle singole voci si scopre come nell’ultimo mese i biglietti aerei siano lievitati del 31,7%, quelli per i traghetti del 25% e i pacchetti vacanza dell’8,2%. (ANSA).

Ambiente:Codacons,estendere ordinanza Puglia su plastic free
Rienzi, vietare uso plastica in ogni lido d’Italia
BARI
(ANSA) – BARI, 30 AGO – “Festeggiando il pronunciamento del Consiglio di Stato che ha riconosciuto la legittimità dell’ordinanza ‘plastic free’ della Regione Puglia”, che vieta l’impiego nei lidi di contenitori di plastica come bicchieri e altri articoli monouso, il Codacons chiede che tale divieto “sia esteso a tutta Italia e, constatando ancora una volta il silenzio inquietante del Ministero dell’Ambiente”, l’associazione “proclama una giornata ‘plastic free’ per l’8 settembre, in occasione dell’annunciato sciopero dei consumatori”. “Il Consiglio di Stato – afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – ha riconosciuto il fatto che la Regione, con l’ordinanza, ha perseguito l’interesse pubblico. Il divieto di utilizzo di prodotti in plastica monouso, con la finalità di tutelare la salute e l’ambiente, è del tutto lecito”. “Dispiace che il Ministero non se ne sia accorto e non si sia costituito nel procedimento”, conclude Rienzi secondo il quale “è tempo di estendere al resto del Paese un’ordinanza sacrosanta, che va nella direzione indicata anche dall’Unione Europea, e tutela gli interessi dei residenti e dei turisti”. (ANSA)

Prezzi: Codacons, pesano i rincari per gli alimentari
Maggior spesa da 203 euro l’anno per famiglia con due figli
ROMA
(ANSA) – ROMA, 30 AGO – “L’inflazione allo 0,5% si traduce in una maggiore spesa da 203 euro annui per una famiglia con due figli”, ma “ad incidere sull’aggravio per le tasche dei consumatori è la voce ‘alimentari’ che, ad agosto, registra una forte accelerazione su base annua”. Lo afferma il Codacons in una nota, commentando i dati dell’Istat. “Se da un lato il tasso generale di inflazione rimane su livelli bassi, dall’altro le voci che più incidono sui bilanci familiari registrano una crescita sostenuta”, spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Il cosiddetto ‘carrello della spesa’, sottolinea, “viaggia a un ritmo doppio rispetto all’inflazione (+1%), ma ad allarmare è l’aumento dei prezzi per il comparto alimentare: ad agosto la voce ‘prodotti alimentari e bevande analcoliche’ sale infatti del +1,1% rispetto ad un anno fa, e questo significa che una famiglia con due figli dovrà mettere in conto una maggiore spesa per l’alimentazione pari a 84 euro annui”. I dati Istat per il Codacons quindi “dimostrano come la crescita dei prezzi per i beni più acquistati dalle famiglie sia sensibilmente maggiore rispetto agli altri beni e servizi del paniere. Tale situazione incide in modo particolare sulle famiglie a basso reddito e sui nuclei numerosi, trattandosi di beni indispensabili come gli alimentari di cui non è possibile fare a meno”.(ANSA).

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