3 Luglio 2020

Rassegna stampa del 3 luglio 2020

    ilfattoquotidiano.it, 03/07/2020 20:18
    Regione Lombardia, sui camici forniti dalla società del cognato di Fontana ora la procura di Milano indaga per turbativa d’ asta
    i magistrati hanno individuato l’ ipotesi di reato, anche se l’ inchiesta – che verrà coordinata dai pm luigi furno e paolo filippini – rimane ancora a carico di ignoti. il fascicolo era stato aperto dopo la messa in onda dell’ inchiesta giornalistica del programma report su rai 3
    È stata individuata l’ ipotesi di reato sulla vicenda della fornitura di camici e altro materiale medico alla regione Lombardia da parte della Dama spa, società di cui detiene una quota la moglie del governatore Attilio Fontana e gestita dal cognato. In base a quanto si apprende, la procura di Milano indaga per turbativa d’ asta . Il fascicolo “a modello 45” (cioè senza reato) era stato aperto l’ 8 giugno scorso dopo la messa in onda dell’ inchiesta giornalistica di Giorgio Mottola nel programma Report di Rai 3, anticipata domenica 7 giugno dal Fatto quotidiano . L’ inchiesta è ancora a carico di ignoti e, stando a quanto riferito in ambienti giudiziari milanesi, sarà coordinata dai pm Luigi Furno e Paolo Filippini e dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli . Nel fascicolo è finito anche un esposto del Codacons e ad effettuare le indagini è stato delegato il Nucleo speciale di polizia valutaria. La vicenda risale allo scorso 16 aprile, in piena emergenza Covid, quando Aria Spa (la Centrale acquisti della regione Lombardia) ha ordinato 513mila euro di camici e altro materiale alla Dama spa. L’ azienda è gestita da Andrea Dini, proprietario del noto marchio di abbigliamento Paul&Shark, mentre la sorella Roberta (moglie di Fontana) detiene il 10 per cento delle quote. Leggi Anche.

    Blitz Quotidiano, 03/07/2020 19:13
    Biglietti cancellati, faro dell’ Antitrust su queste compagnie aeree
    Alitalia e Volotea, faro Antitrust: biglietti cancellati e voucher al posto dei rimborsi (Ansa) Biglietti cancellati anche se erano per viaggi in cui non c’ erano limitazioni per coronavirus. E sostituzioni con voucher anziché con rimborsi. Sono le pratiche di Alitalia e Volotea finite sotto la lente dell’ Antitrust. Faro dell’ Antitrust su Alitalia e Volotea per biglietti cancellati e voucher Cancellazione di biglietti per viaggi programmati in date in cui non era imposta alcuna limitazione degli spostamenti e sostituzione con voucher anziché con rimborsi. Sono le pratiche che Alitalia avrebbe messo in atto a causa della diffusione del coronavirus. E sulle quali l’ Antitrust ha deciso di avviare un procedimento istruttorio. Procedimento replicato per gli stessi motivi anche nei confronti della low cost spagnola Volotea, attiva in Italia con molti collegamenti anche tra le regioni. I biglietti, spiega l’ Autorità, sono stati venduti e in seguito cancellati dalle due compagnie aeree a causa del Covid-19. Questo “pur trattandosi di servizi da svolgere in un periodo nel quale non sarebbero stati vigenti i limiti di circolazione stabiliti dai provvedimenti governativi”. Inoltre entrambe le compagnie hanno offerto ai passeggeri l’ erogazione di un voucher al posto del ristoro del prezzo del biglietto già pagato. In questo modo sono venute meno alla normativa europea in materia che stabilisce invece che i passeggeri il cui volo è cancellato possano ottenere il rimborso. Un modus operandi su cui è intervenuta anche la Commissione europea, ponendo attenzione non sulle compagnie ma direttamente sull’ Italia. Proprio giovedì 2 luglio Bruxelles ha infatti aperto una procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese. Sotto accusa la legislazione che consente alle compagnie di offrire voucher come unica forma di indennizzo. Questo anche se ai sensi dei regolamenti Ue i passeggeri hanno il diritto di scegliere tra il rimborso in denaro e altre forme di rimborso. Non a caso secondo l’ Antitrust sia Alitalia che Volotea non hanno fornito un’ adeguata informazione ai consumatori sui diritti in caso di cancellazioni e non hanno predisposto un sufficiente servizio di assistenza. Tutti comportamenti che l ‘Unione nazionale consumatori chiede ora di sanzionare pesantemente e per i quali il Codacons si dice pronto a presentare una “valanga di cause risarcitorie”. Il ministro Patuanelli e il piano industriale di Alitalia I vertici di Alitalia, appena nominati, dovranno però innanzitutto pensare al piano industriale della compagnia, che il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, è tornato a sollecitare perché sia “rapido e credibile”. Dopo l’ emergenza coronavirus, ha spiegato, le compagnie aeree partono oggi tutte “da una stessa linea di partenza, ma è importante partire veloci”. . Il governo, ha assicurato il ministro, “crede in questo progetto e che farà tutto il possibile”. Il ministro ha fornito anche alcune indicazioni. “Questo percorso – ha aggiunto Patuanelli – si fa implementando il trasporto aereo a lungo raggio, lo si fa razionalizzando la flotta e con delle proposte chiare da un punto di vista commerciale. E lo si fa soprattutto avendo alle spalle un governo che crede in questo progetto e che farà tutto il possibile”. (Fonte: Ansa)

    L’Aquila Blog, 03/07/2020 18:56
    Viaggi: Codacons L’ Aquila, sì ai rimborsi no ai voucher. Ecco come fare
    L’ AQUILA – “A causa dell’ emergenza sanitaria Covid-19, molti consumatori hanno visto sfumare viaggi programmati da tempo, tanto sognati. Quasi tutti avevano già versato un acconto o addirittura l’ intera somma pattuita, somme che i tour operator, le agenzie di viaggio e le compagnie aeree non intendono rimborsare. Purtroppo molti, se non tutti, si sono visti offrire solamente un voucher di pari importo a quanto già pagato da utilizzare entro un limite di tempo determinato”. La denuncia arriva dal Codacons, che ricorda come “tale facoltà è stata prevista dall’ art. 88-bis del Decreto Legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito nella Legge 27/2020, che al comma 12 prevede: ‘l’ emissione dei voucher previsti dal presente articolo assolve i correlativi obblighi di rimborso e non richiede alcuna forma di accettazione da parte del destinatario’. Tale norma, però, in primo luogo non è applicabile in data antecedente alla sua entrata in vigore e comunque è da ritenersi non applicabile in generale perché apertamente in contrasto con la normativa eurocomunitaria vigente come confermato anche dalla Commissione Europea con la Raccomandazione n. 2020/648 del 13.5.2020 e dall’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nelle Osservazioni formulate a seguito della Riunione del 28.5.2020 (Attività di segnalazione AS1665)”. “In sostanza deve essere tutelato il diritto del consumatore a poter scegliere tra il rimborso e l’ emissione di un voucher, che in ogni caso deve possedere determinati requisiti di tutela per dirsi rispettoso della normativa europea vigente e recepita in Italia”. Il Codacons L’ Aquila è in prima linea “per la tutela dei diritti dei passeggeri e dei consumatori e sta predisponendo tutte le azioni ritenute idonee per richiedere il rimborso delle somme già versate”. A tal proposito il Codacons L’ Aquila comunica di aver riaperto, nella massima sicurezza, il proprio sportello di servizio in Piazza Santa Giusta n. 8, che riceve esclusivamente su appuntamento da prendere chiamando il numero 370-1522650, attivo dal lunedì al venerdì dalle 15,30 alle 18,30.

    Abruzzo , 03/07/2020 18:52
    L’ AQUILA: RIMBORSI VIAGGI CAUSA COVID, CODACONS A TUTELA CONSUMATORI, RIAPRE SPORTELLO
    Pubblicazione: 03 luglio 2020 alle ore 18:26 L’ AQUILA – “A causa dell’ emergenza sanitaria Covid-19, molti consumatori hanno visto sfumare viaggi programmati da tempo, tanto sognati.Quasi tutti avevano già versato un acconto o addirittura l’ intera somma pattuita, somme che i tour operator, le agenzie di viaggio e le compagnie aeree non intendono rimborsare. Purtroppo molti, se non tutti, si sono visti offrire solamente un voucher di pari importo a quanto già pagato da utilizzare entro un limite di tempo determinato”. A spiegarlo è il Codacons L’ Aquila che ha riaperto, nella massima sicurezza, il proprio sportello di servizio in Piazza Santa Giusta 8. “Tale facoltà – dice il Codacons – è stata prevista dall’ art. 88-bis del Decreto Legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito nella Legge 27/2020,che al comma 12 prevede: ‘l’ emissione dei voucher previsti dal presente articolo assolve i correlativi obblighi di rimborso e non richiede alcuna forma di accettazione da parte del destinatario’. Tale norma, però, in primo luogo non è applicabile in data antecedente alla sua entrata in vigore e comunque è da ritenersi non applicabile in generale perché apertamente in contrasto con la normativa eurocomunitaria vigente come confermato anche dalla Commissione Europea con la Raccomandazione n. 2020/648 del 13.5.2020 e dall’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercatonelle Osservazioni formulate a seguito della Riunione del 28.5.2020 (Attività di segnalazione AS1665)”. “In sostanza deve essere tutelato il diritto del consumatore a poter scegliere tra il rimborso e l’ emissione di un voucher, che in ogni caso deve possedere determinati requisiti di tutela per dirsi rispettoso della normativa europea vigente e recepita in Italia. “Alla luce di quanto detto, il Codacons L’ Aquila – assicura – è in prima linea per la tutela dei diritti dei passeggeri e dei consumatori e sta predisponendo tutte le azioni ritenute idonee per richiedere il rimborso delle somme già versate”. Il Codaconsriceve esclusivamente su appuntamento da prendere chiamando il numero 3701522650 , attivo dal lunedì al venerdì dalle 15.30 alle 18.30.

    corriere.it (Milano), 03/07/2020 18:10
    Il «caso camici» in Regione, i pm indagano per turbativa d’ asta
    l’ accusa è ancora a carico di ignoti. la vicenda risale al 16 aprile, quando la centrale acquisti di palazzo lombardia ha ordinato 513 mila euro di camici alla società di cui la moglie del governatore fontana detiene il 10% e il cognato è l’ amministratore delegato
    La vicenda della fornitura di camici durante l’ emergenza Covid da parte della «Dama spa», società di cui la moglie del governatore lombardo, Attilio Fontana, detiene una quota e che e è gestita dal cognato: la Procura di Milano ha delegato il nucleo speciale di Polizia valutaria a effettuare le indagini . L’ inchiesta per turbativa d’ asta è ancora a carico di ignoti e, da quanto è trapelato, sarà coordinata dai pm Luigi Furno e Paolo Filippini e dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli. Nel fascicolo, aperto lo scorso 8 giugno (allora non aveva nemmeno il titolo di reato) in base a un’ inchiesta della trasmissione tv Rai, «Report», è finito anche un esposto del Codacons . La vicenda risale allo scorso 16 aprile quando «Aria spa», la centrale acquisti della Regione Lombardia, ha ordinato 513 mila euro di camici e altro materiale alla «Dama», di cui è socia al 10 per cento Roberta Dini, moglie di Fontana, e gestita da Andrea Dini, erede di una famiglia di imprenditori storici di Varese che producono il noto marchio Paul&Shark.Dopo l’ interesse della stampa sulla vicenda, questa la ricostruzione, le fatture sarebbero state stornate e l’ acquisito sarebbe stato trasformato in donazione. Sia «Aria» che l’ ad Dini, però, hanno sempre affermato che si è trattato di una donazione e che nemmeno un euro è uscito dalla Regione mentre Fontana ha annunciato querele .

    Notizie, 03/07/2020 17:50
    Sistema Impresa e Codacons: “Bonus vacanze insufficiente per rilancio turismo”
    Roma, 3 lug. (Labitalia) – Sistema Impresa, la confederazione nazionale delle Pmi, e Codacons, l’ associazione che tutela i diritti dei consumatori, rilevano congiuntamente la criticità del ‘bonus vacanze’, la misura predisposta dal governo per risollevare aziende alberghiere, b&b e campeggi sostenendo il settore turistico in una stagione estiva destinata ad essere penalizzata dalla minaccia del Covid-19. Il ‘bonus vacanze’ ha un valore compreso tra i 500 euro e 150 euro in base al numero dei componenti del gruppo familiare e viene finanziato tramite un credito sulla materia imponibile a vantaggio della struttura alberghiera. “Il bonus si qualifica come uno sconto sul pagamento del pernottamento – dice Berlino Tazza, presidente di Sistema Impresa che rappresenta 160mila Pmi in tutta Italia con una prevalenza nel settore terziario e con una presenza incisiva nel comparto turistico e ricettivo – ma ha il difetto di essere interamente a carico della struttura ospitante attraverso la modalità del credito d’ imposta. Una soluzione che, purtroppo, non risolve il punto nodale della liquidità: le aziende non possono incassare quando invece sono chiamate a sostenere investimenti imprevisti per onorare le misure anti-Covid ritornando ad operare dopo mesi di cassa integrazione e di mancato guadagno”. “È questo il deterrente chiave – avverte – che ha spinto, per il momento, la maggior parte delle strutture a non aderire. Solo le realtà mediamente più grandi possono permettersi di ricorrere al credito d’ imposta anche perché, sul fronte della gestione amministrativa, la procedura risulta molto onerosa. Dai nostri associati, che rientrano prevalentemente nella categoria delle micro, piccole e medie imprese abbiamo ricevuto reazioni tutt’ altro che positive e molto allarmate per la grave condizione in cui versa il settore”. Il presidente di Sistema Impresa sottolinea l’ importanza di agire con azioni di sostegno capaci di salvaguardare congiuntamente i settori del turismo e dei trasporti. Bisogna inoltre promuovere campagne marketing nella Ue e nel mondo in grado di rafforzare l’ immagine dell’ Italia come una Paese sicuro. “Le nostre articolazioni territoriali denunciano da mesi disdette e mancate prenotazioni in tutte le regioni che interessano soprattutto i viaggiatori che provengono dall’ estero – continua Tazza – e francamente mi sarei aspettato, a livello ministeriale e governativo, un pacchetto di misure coordinate. Invece abbiamo visto che sono state le Regioni, spesso con risultati contrastanti, a prendere l’ iniziativa. Inoltre, il turismo non può essere pensato in modo avulso dal sistema dei trasporti. Altri Paesi hanno destinato risorse ingenti per risollevare il trasporto pubblico non di linea”. “Serve più coraggio – incalza – per contrastare la crisi e soprattutto bisogna smetterla con le riforme a costo zero. Occorre un fondo dedicato per destinare sussidi e sgravi. È necessario intervenire con il taglio dell’ Iva su merci e servizi. C’ è infine da considerare il rischio della criminalità organizzata che ha già iniziato a sfruttare le difficoltà sul fronte creditizio per assumere il controllo delle aziende più fragili”. Estremamente critica anche la posizione di Codacons che, sul fronte della tutela dei consumatori, evidenzia la difficoltà della procedura. “Il bonus – spiega il presidente Carlo Rienzi – è stato richiesto ad oggi solo da 225.000 cittadini contro i circa 30 milioni di italiani che andranno in vacanza. Le richieste cresceranno con ogni probabilità ma è evidente che la tendenza iniziale, registrata all’ inizio di luglio e quindi con la stagione già avviata, risulta decisamente insufficiente rispetto alle necessità di rilancio del settore e si discosta molto dalle dichiarazioni di chi ha presentato il bonus come la panacea per un comparto strategico che ha pagato duramente, e più di altri, le conseguenze della pandemia”. Codacons ha raccolto le segnalazioni dei cittadini che rilevano ostacoli e intoppi nella procedura di attivazione del bonus mentre in alcuni casi si è giunti al vero e proprio rifiuto da parte delle strutture ricettive, dove sono molti, specie gestori di b&b, gli operatori che non intendono accettare l’ incentivo. Rifiuto che viene opposto anche quando si tratta di soggiorni per importi limitati e inferiori ai 500 euro previsti dal bonus. “Una situazione – conclude Rienzi – che dimostra le falle del ‘bonus vacanze’, e la necessità per i Comuni che vogliono attirare turisti di studiare soluzioni alternative, come sconti aggiuntivi su soggiorni e servizi vari (escursioni, noleggi auto, moto, bici, equitazione, musei, ecc.) che il Codacons ha proposto alle amministrazioni attraverso una apposita convenzione”.

    Malpensa 24, 03/07/2020 16:59
    Milano, inchiesta sui camici della moglie di Fontana: l’ accusa è di turbativa d’ asta
    MILANO – Turbativa d’ asta. E’ questa l’ ipotesi di reato formulata dalla procura di Milano in relazione alla molto discussa fornitura di camici per un valore di 513mila euro a Regione Lombardia con affidamento diretto a Dama spa (avvenuto il 16 aprile scorso in piena emergenza Covid ), società amministrata dal cognato del governatore Attilio Fontana (nella foto) e della quale la moglie del presidente detiene una quota. Lo scrive Repubblica. Si trattò di una donazione A inizio giugno, quando la trasmissione televisiva Report aveva fatto emergere la vicenda, Fontana aveva parlato di donazione a Regione Lombardia da parte dell’ azienda di famiglia. Di fatto i 513mila euro erano stati restituiti e i camici consegnati: la Dama spa non quindi incassato un euro. Inizialmente la procura aveva iniziato le verifiche del caso senza formulare immediatamente un’ ipotesi di reato. Un esposto del Codacons ha cambiato le cose. L’ accusa è di turbativa d’ asta . A Report, Andrea Dini , amministratore di Dama spa, aveva parlato di errore. «Si tratta di una donazione – aveva rimarcato – Un errore commesso dai miei mentre io non ero in azienda». Dini aveva dichiarato di essersene accorto e di «Aver rettificato. Doveva essere una donazione. Abbiamo tutte le carte per dimostrarlo: mai preso un euro e mai ne prenderemo ». Fascicolo della procura per i camici donati alla Regione. Il ‘clima d’ odio’ milano inchiesta turbativa d’ asta – MALPENSA24.

    Helpconsumatori, 03/07/2020 16:31
    Alitalia e Volotea, voli venduti e poi cancellati: Antitrust avvia procedimenti
    antitrust avvia procedimenti contro alitalia e volotea per la vendita di voli poi cancellati a causa del covid, anche se previsti per date non interessate dai limiti di circolazione. le compagnie offrivano il voucher come unica forma di rimborso
    A seguito delle numerose segnalazioni dei consumatori, l’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato , ha avviato due procedimenti istruttori e due sub-procedimenti cautelari nei confronti di Alitalia e Volotea S.A., attive nei servizi di trasporto aereo di linea passeggeri. “Oggetto dei procedimenti – si legge nella nota dell’ Antitrust – è la vendita di biglietti che sono stati in seguito cancellati dalle due compagnie aeree a causa del Covid-19, pur trattandosi di servizi da svolgere in un periodo nel quale non sarebbero stati vigenti i limiti di circolazione stabiliti dai provvedimenti governativi”. Alitalia e Volotea, voucher come unica forma di rimborso Secondo l’ indagine dell’ Autorità, entrambe le compagnie hanno, quindi, offerto l’ erogazione di un voucher in luogo del rimborso del prezzo del biglietto già pagato dai consumatori. Inoltre, sia Alitalia che Volotea non hanno fornito un’ adeguata informazione ai consumatori quanto ai diritti spettanti in caso di cancellazioni . Alle compagnie, conclude l’ Autorità, è stato infine contestato di aver predisposto un servizio di assistenza carente sui tempi di attesa e e sui canali di comunicazione messi a disposizione dei passeggeri. Antitrust avvia procedimenti contro Alitalia e Volotea Il commento dei Consumatori Sulla vicenda è intervenuto il Codacons , che ha accolto con soddisfazione i procedimenti avviati dall’ Antitrust e ha annunciato eventuali cause risarcitorie . “Purtroppo sono molteplici le compagnie aeree che hanno applicato la stessa pratica scorretta e siamo sommersi dalle segnalazioni dei passeggeri che si vedono riconoscere solo un voucher – afferma il presidente Carlo Rienzi . – Se l’ Antitrust accerterà che i voli sono stati cancellati per cause non riconducibili al Covid, Alitalia e le altre compagnie aeree non solo dovranno rimborsare in denaro i propri clienti, ma saranno sommerse da una valanga di cause risarcitorie da parte del Codacons per la pratica commerciale scorretta messa in atto”. Soddisfatta anche l’ Unione Nazionale Consumatori , che chiede una sanzione massima . “È gravissimo continuare ad applicare la normativa sui voucher, nonostante dal 3 giugno siano ripresi regolarmente i voli in Europa. I consumatori, in caso di cancellazione del volo, hanno ormai diritto di scegliere tra il rimborso entro sette giorni senza penali dell’ intero costo del biglietto o la riprotezione , ossia l’ imbarco su di un volo alternativo per la destinazione finale non appena possibile o ad una data successiva a lui più conveniente, a seconda della disponibilità di posti” spiega Massimiliano Dona , presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori . “Le compagnie aeree devono applicare, senza se e senza ma, il Regolamento (CE) n. 261/2004. Senza contare che la normativa italiana sui voucher, introdotta nella fase dell’ emergenza Covid, era comunque illegittima, come dimostra l’ apertura di una procedura d’ infrazione della Commissione Ue ” conclude.

    (Sito) Adnkronos, 03/07/2020 15:56
    Sistema Impresa e Codacons: “Bonus vacanze insufficiente per rilancio turismo”
    Sistema Impresa, la confederazione nazionale delle Pmi, e Codacons, l’ associazione che tutela i diritti dei consumatori, rilevano congiuntamente la criticità del ‘bonus vacanze’, la misura predisposta dal governo per risollevare aziende alberghiere, b&b e campeggi sostenendo il settore turistico in una stagione estiva destinata ad essere penalizzata dalla minaccia del Covid-19. Il ‘bonus vacanze’ ha un valore compreso tra i 500 euro e 150 euro in base al numero dei componenti del gruppo familiare e viene finanziato tramite un credito sulla materia imponibile a vantaggio della struttura alberghiera. “Il bonus si qualifica come uno sconto sul pagamento del pernottamento – dice Berlino Tazza, presidente di Sistema Impresa che rappresenta 160mila Pmi in tutta Italia con una prevalenza nel settore terziario e con una presenza incisiva nel comparto turistico e ricettivo – ma ha il difetto di essere interamente a carico della struttura ospitante attraverso la modalità del credito d’ imposta. Una soluzione che, purtroppo, non risolve il punto nodale della liquidità: le aziende non possono incassare quando invece sono chiamate a sostenere investimenti imprevisti per onorare le misure anti-Covid ritornando ad operare dopo mesi di cassa integrazione e di mancato guadagno”. “È questo il deterrente chiave – avverte – che ha spinto, per il momento, la maggior parte delle strutture a non aderire. Solo le realtà mediamente più grandi possono permettersi di ricorrere al credito d’ imposta anche perché, sul fronte della gestione amministrativa, la procedura risulta molto onerosa. Dai nostri associati, che rientrano prevalentemente nella categoria delle micro, piccole e medie imprese abbiamo ricevuto reazioni tutt’ altro che positive e molto allarmate per la grave condizione in cui versa il settore”. Il presidente di Sistema Impresa sottolinea l’ importanza di agire con azioni di sostegno capaci di salvaguardare congiuntamente i settori del turismo e dei trasporti. Bisogna inoltre promuovere campagne marketing nella Ue e nel mondo in grado di rafforzare l’ immagine dell’ Italia come una Paese sicuro. “Le nostre articolazioni territoriali denunciano da mesi disdette e mancate prenotazioni in tutte le regioni che interessano soprattutto i viaggiatori che provengono dall’ estero – continua Tazza – e francamente mi sarei aspettato, a livello ministeriale e governativo, un pacchetto di misure coordinate. Invece abbiamo visto che sono state le Regioni, spesso con risultati contrastanti, a prendere l’ iniziativa. Inoltre, il turismo non può essere pensato in modo avulso dal sistema dei trasporti. Altri Paesi hanno destinato risorse ingenti per risollevare il trasporto pubblico non di linea”. “Serve più coraggio – incalza – per contrastare la crisi e soprattutto bisogna smetterla con le riforme a costo zero. Occorre un fondo dedicato per destinare sussidi e sgravi. È necessario intervenire con il taglio dell’ Iva su merci e servizi. C’ è infine da considerare il rischio della criminalità organizzata che ha già iniziato a sfruttare le difficoltà sul fronte creditizio per assumere il controllo delle aziende più fragili”. Estremamente critica anche la posizione di Codacons che, sul fronte della tutela dei consumatori, evidenzia la difficoltà della procedura. “Il bonus – spiega il presidente Carlo Rienzi – è stato richiesto ad oggi solo da 225.000 cittadini contro i circa 30 milioni di italiani che andranno in vacanza. Le richieste cresceranno con ogni probabilità ma è evidente che la tendenza iniziale, registrata all’ inizio di luglio e quindi con la stagione già avviata, risulta decisamente insufficiente rispetto alle necessità di rilancio del settore e si discosta molto dalle dichiarazioni di chi ha presentato il bonus come la panacea per un comparto strategico che ha pagato duramente, e più di altri, le conseguenze della pandemia”. Codacons ha raccolto le segnalazioni dei cittadini che rilevano ostacoli e intoppi nella procedura di attivazione del bonus mentre in alcuni casi si è giunti al vero e proprio rifiuto da parte delle strutture ricettive, dove sono molti, specie gestori di b&b, gli operatori che non intendono accettare l’ incentivo. Rifiuto che viene opposto anche quando si tratta di soggiorni per importi limitati e inferiori ai 500 euro previsti dal bonus. “Una situazione – conclude Rienzi – che dimostra le falle del ‘bonus vacanze’, e la necessità per i Comuni che vogliono attirare turisti di studiare soluzioni alternative, come sconti aggiuntivi su soggiorni e servizi vari (escursioni, noleggi auto, moto, bici, equitazione, musei, ecc.) che il Codacons ha proposto alle amministrazioni attraverso una apposita convenzione”. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

    Helpconsumatori, 03/07/2020 14:36
    Rc Auto, nel 2020 tariffe in aumento per 1,2 mln di italiani. I consigli per risparmiare
    rc auto, la prima cosa da fare per risparmiare è evitare di restare ancorati alla vecchia assicurazione solo per pigrizia o abitudine: è importante confrontare i prezzi
    L’ annosa questione dell’ assicurazione auto torna a bussare alle nostre porte. Dopo che è stata data la possibilità di sospendere la propria polizza in questo periodo di forte difficoltà per tutti, tra pro e contro , sembra che quest’ anno siano però previsti una serie di aumenti nel settore. Ecco quindi le previsioni e i necessari consigli da seguire. Assicurazione auto in aumento Il rischio, quindi, è quello che ci siano per l’ anno in corso rincari generalizzati dei prezzi delle polizze sia a causa del peggioramento delle classi di merito, per recuperare i minori guadagni registrati dalle compagnie di assicurazioni, derivati dalle nuove norme sull’ Rc Auto familiare. Stando quindi a quanto affermerebbe il Codacons , questo significherebbe polizze più care per tutti, peraltro con alcune categorie – come i single e i nuclei mono-veicolo – che si ritroveranno più penalizzate di altre. Per le molte famiglie già messe in difficoltà dal periodo appena trascorso, non gioverà sicuramente questo aumento delle spese. Quasi 1,2 milioni di utenti vedranno peggiorare la loro classe di merito : sono infatti il 3,76% gli assicurati italiani che quest’ anno pagheranno di più l’ Rc Auto a causa di sinistri con colpa dichiarati nel 2019. Stando alle previsioni, sarà il Lazio la regione più toccata dal rincaro, seguita dalla Toscana e dalla Liguria; il Molise, invece, risulta essere quella nella quale sono stati denunciati meno sinistri con colpa. Come risparmiare sull’ Rc Auto Risparmiare quindi diventerà sempre più importante e per molti rappresenterà una vera e propria sopravvivenza. E visto che del mezzo di trasporto proprio spesso non si può fare a meno, ecco quindi alcuni consigli utili da seguire. La prima cosa da fare è evitare di restare ancorati alla vecchia assicurazione solo per pigrizia o abitudine : è importante infatti confrontare i prezzi per vedere se ci siano offerte più adatte. Esistono infatti compagnie che danno la possibilità di ottenere un preventivo per l’ assicurazione auto direttamente online , quindi comodamente da casa per risparmiare tempo. Un dispositivo molto utile per risparmiare poi è la scatola nera per l’ auto, l’ apparecchio infatti provvederà a registrare sia le informazioni sul mezzo che il comportamento del conducente alla guida. Questo permetterà di avere dati certi e precisi in caso di sinistro, una diminuzione delle frodi con relativo abbassamento dell’ Rc Auto, e inoltre funzionerà come segnalatore in caso di furto per il ritrovamento della macchina. Altro espediente per risparmiare lo garantisce la legge Bersani , stando alla quale, nel rispetto di alcuni presupposti, se si acquista un veicolo nuovo o usato si può beneficiare di una classe di merito inferiore a quella di ingresso. Un ultimo consiglio per evitare di cadere in errore è quello di prestare molta attenzione, perché non sempre più economico significa anche più conveniente: bisogna infatti essere scrupolosi nello scegliere le giuste garanzie accessorie , cercando di cogliere un buon rapporto tra costi e utilità. Nonostante gli aumenti previsti nel costo della propria assicurazione, quindi, i giusti accorgimenti possono permetterci di risparmiare.

    Yahoo Notizie, 03/07/2020 14:09
    Saldi estivi: Codacons, crollo giro d’ affari fino a -30%. Regioni procedono in ordine sparso
    Rischio flop per i saldi estivi 2020, che quest’ anno sono slittati ai primi iorni di agosto. Secondo il Codacons però alcune regioni si sono mosse in ordine sparso, con la conseguenza che gli sconti sono già in corso in alcune zone del paese, mentre altre dovranno attendere il prossimo mese. Non solo. Molte regioni hanno deliberato una proroga al divieto di effettuare ‘vendite promozionali’ nei 30 giorni precedenti i saldi estivi, con la conseguenza che, di fatto, gli sconti sono già partiti in tutta Italia. Senza contare, aggiunge il Codacons, che con la riapertura dei negozi nella fase post-Covid i commercianti hanno da subito applicato offerte e ribassi alla propria clientela, per attirare consumatori e recuperare almeno in parte le perdite dovute al lockdown. “Una situazione di confusione totale che finirà per affossare i saldi – denuncia il Codacons – chi intendeva acquistare prodotti di abbigliamento o calzature ha già approfittato delle offerte in corso, e gli sconti di fine stagione raccoglieranno solo le briciole”. L’ associazione stima un tracollo degli acquisti durante i saldi estivi che, a fine periodo, raggiungerà il -30% rispetto agli ultimi anni, sia come effetto del generale impoverimento degli italiani a causa del coronavirus, sia per la presenza di promozioni e ribassi già in corso da settimane in tutta Italia.
    valeria panigada

    Wall Street Italia, 03/07/2020 13:53
    Codacons: saldi estivi una beffa. Regioni si muovono in ordine sparso
    I saldi estivi 2020 si traducono in una vera e propria beffa per i consumatori italiani. Così denuncia il Codacons che sottolinea come le Regioni, contravvenendo a quanto chiesto dalla Conferenza delle regioni che aveva proposto di far partire gli sconti i primi giorni di agosto, si siano mosse in ordine sparso. Così alcune zone del paese si sono già mosse, mentre altre dovranno attendere il prossimo mese. Una situazione di confusione totale che finirà per affossare i saldi: chi intendeva acquistare prodotti di abbigliamento o calzature ha già approfittato delle offerte in corso, e gli sconti di fine stagione raccoglieranno solo le briciole. Il Codacons stima un tracollo degli acquisti durante i saldi estivi che, a fine periodo, raggiungerà il -30% rispetto agli ultimi anni, sia come effetto del generale impoverimento degli italiani a causa del coronavirus, sia per la presenza di promozioni e ribassi già in corso da settimane in tutta Italia.

    Finanzaonline, 03/07/2020 13:43
    Saldi estivi: Codacons, crollo giro d’ affari fino a -30%. Regioni procedono in ordine sparso
    Rischio flop per i saldi estivi 2020, che quest’ anno sono slittati ai primi iorni di agosto. Secondo il Codacons però alcune regioni si sono mosse in ordine sparso, con la conseguenza che gli sconti sono già in corso in alcune zone del paese, mentre altre dovranno attendere il prossimo mese. Non solo. Molte regioni hanno deliberato una proroga al divieto di effettuare “vendite promozionali” nei 30 giorni precedenti i saldi estivi, con la conseguenza che, di fatto, gli sconti sono già partiti in tutta Italia. Senza contare, aggiunge il Codacons, che con la riapertura dei negozi nella fase post-Covid i commercianti hanno da subito applicato offerte e ribassi alla propria clientela, per attirare consumatori e recuperare almeno in parte le perdite dovute al lockdown. “Una situazione di confusione totale che finirà per affossare i saldi – denuncia il Codacons – chi intendeva acquistare prodotti di abbigliamento o calzature ha già approfittato delle offerte in corso, e gli sconti di fine stagione raccoglieranno solo le briciole”. L’ associazione stima un tracollo degli acquisti durante i saldi estivi che, a fine periodo, raggiungerà il -30% rispetto agli ultimi anni, sia come effetto del generale impoverimento degli italiani a causa del coronavirus, sia per la presenza di promozioni e ribassi già in corso da settimane in tutta Italia.

    Borse, 03/07/2020 13:12
    Saldi estivi: Codacons, crollo giro d’ affari fino a -30%. Regioni procedono in ordine sparso
    Rischio flop per i saldi estivi 2020, che quest’ anno sono slittati ai primi iorni di agosto. Secondo il Codacons però alcune regioni si sono mosse in ordine sparso, con la conseguenza che gli sconti sono già in corso in alcune zone del paese, mentre altre dovranno attendere il prossimo mese. Non solo. Molte regioni hanno deliberato una proroga al divieto di effettuare “vendite promozionali” nei 30 giorni precedenti i saldi estivi, con la conseguenza che, di fatto, gli sconti sono già partiti in tutta Italia. Senza contare, aggiunge il Codacons, che con la riapertura dei negozi nella fase post-Covid i commercianti hanno da subito applicato offerte e ribassi alla propria clientela, per attirare consumatori e recuperare almeno in parte le perdite dovute al lockdown. “Una situazione di confusione totale che finirà per affossare i saldi – denuncia il Codacons – chi intendeva acquistare prodotti di abbigliamento o calzature ha già approfittato delle offerte in corso, e gli sconti di fine stagione raccoglieranno solo le briciole”. L’ associazione stima un tracollo degli acquisti durante i saldi estivi che, a fine periodo, raggiungerà il -30% rispetto agli ultimi anni, sia come effetto del generale impoverimento degli italiani a causa del coronavirus, sia per la presenza di promozioni e ribassi già in corso da settimane in tutta Italia.

    Helpconsumatori, 03/07/2020 12:51
    Saldi estivi in ordine sparso, Codacons: beffa per i consumatori
    i saldi estivi procedono in ordine sparso. per il codacons saranno una beffa per i consumatori e ci sarà un calo di vendite anche del 30%
    I saldi estivi procedono in ordine sparso nelle varie regioni. In molte sono già iniziate promozioni di ogni tipo , anche perché con il coronavirus e la chiusura del lockdown molte attività hanno bisogno di attirare clienti e dunque offrono sconti e ribassi. Per il Codacons però tutto questo rischia di tradursi in una « beffa per i consumatori ». E comunque, stima l’ associazione, fra crisi economica e deregulation dei saldi estivi ci sarà un crollo di vendite fino al 30%. Saldi estivi Saldi estivi 2020, il Codacons stima meno 30% di vendite Il Codacons sottolinea che le Regioni, diversamente da quanto chiesto dalla Conferenza delle regioni che aveva proposto di far partire gli sconti i primi giorni di agosto, si sono mosse in ordine sparso, con la conseguenza che i saldi sono già in corso in alcune zone del paese , mentre altre dovranno attendere il prossimo mese. «Molte Regioni hanno deliberato una proroga al divieto di effettuare “vendite promozionali” nei 30 giorni precedenti i saldi estivi, con la conseguenza che, di fatto, gli sconti sono già partiti in tutta Italia – dice l’ associazione – Senza contare che con la riapertura dei negozi nella fase post-Covid i commercianti hanno da subito applicato offerte e ribassi alla propria clientela , per attirare consumatori e recuperare almeno in parte le perdite dovute al lockdown». Tutto questo crea una situazione di confusione che per l’ associazione finirà per affossare i saldi estivi, perché «chi intendeva acquistare prodotti di abbigliamento o calzature ha già approfittato delle offerte in corso, e gli sconti di fine stagione raccoglieranno solo le briciole». Il Codacons stima un crollo degli acquisti durante i saldi estivi che «raggiungerà il -30% rispetto agli ultimi anni, sia come effetto del generale impoverimento degli italiani a causa del coronavirus, sia per la presenza di promozioni e ribassi già in corso da settimane in tutta Italia».

    Rai News, 03/07/2020 12:42
    Antitrust: avvia procedimento contro Alitalia e Volotea
    al centro dell’ istruttoria i voli cancellati a causa del covid
    Condividi 03 luglio 2020 L’ Antitrust ha avviato due procedimenti istruttori e due sub-procedimenti cautelari nei confronti di Alitalia e Volotea. Oggetto dei procedimenti è la vendita di biglietti che sono stati in seguito cancellati dalle due compagnie aeree a causa del Covid-19, pur trattandosi di servizi da svolgere in un periodo nel quale non sarebbero stati in vigore i limiti di circolazione stabiliti dai provvedimenti governativi. Voucher per rimborsi Entrambe le compagnie, si legge in una nota dell’ Autorità, hanno offerto l’ erogazione di un voucher in luogo del rimborso del prezzo del biglietto già pagato dai consumatori. Scarse informazioni sui diritti Inoltre, secondo l’ Antitrust, sia Alitalia che Volotea non hanno fornito un’ adeguata informazioneai consumatori quanto ai diritti spettanti in caso di cancellazioni. Poca assistenza e informazione Alle compagnie è stato infine contestato di aver predisposto un servizio di assistenza carente sui tempi di attesa e sui canali di comunicazione messi a disposizione dei passeggeri. Il Codacons: primi a denunciare “Il Codacons è stata la prima associazione a denunciare in Italia i biglietti ‘fantasma’ venduti dalle compagnie aeree che poi cancellavano i voli con la scusa del Covid, per non restituire i soldi agli utenti”. Lo afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, commentando le istruttorie avviate dall’ Antitrust nei confronti di Alitalia e Volotea.”Grazie al nostro esposto – aggiunge – l’ Antitrust si è attivata, ma purtroppo sono molteplici le compagnie aeree che hanno applicato la stessa pratica scorretta e siamo sommersi dalle segnalazioni dei passeggeri che si vedono riconoscere solo un voucher”. “Se, come da noi denunciato – prosegue il Codacons -, l’ Antitrust accerterà che i voli sono stati cancellati per cause non riconducibili al Covid, Alitalia e le altre compagnie aeree non solo dovranno rimborsare in denaro i propri clienti, ma saranno sommerse da una valanga di cause risarcitorie da parte del Codacons per la pratica commerciale scorretta messa in atto”. Federconsumatori: intervenga l’ Enac “Dopo la vendita di voli inesistenti sta emergendo una nuova, rilevante problematica nell’ ambito del turismo e dei trasporti. In questi giorni si stanno moltiplicando le segnalazioni relative ad Alitalia: la compagnia sta adottando condotte non certo corrette e trasparenti sia nell’ ambito della commercializzazione dei voli che per i rimborsi dei voli cancellati”. Così Federconsumatori in una nota, spiegando che “sono sempre di più gli utenti che si rivolgono alle sedi Federconsumatori riferendo del mancato rimborso di voli cancellati anche due o tre mesi fa nonché della quasi totale indisponibilità del call center che dovrebbe fornire informazioni ai clienti e assisterli in caso di problemi e difficoltà. Numerosi clienti del vettore denunciano l’ impossibilità non solo di ottenere la restituzione, in denaro o con un voucher, dell’ importo versato ma anche di mettersi in contatto con l’ azienda per ottenere indicazioni sulla programmazione dei voli, sui rimborsi e sull’ esito delle domande presentate”. Secondo Federconsumatori “è assolutamente inaccettabile che la compagnia aerea mostri un tale ostruzionismo, anche e soprattutto in un contesto complicato come quello attuale. La condizione di amministrazione straordinaria in cui da tempo versa la società non giustifica certo una condotta che appare a tutti gli effetti orientata ad ignorare i diritti degli utenti. A fronte del crescente volume di segnalazioni chiediamo l’ immediato avvio di accertamenti e se necessario un intervento da parte di Enac per verificare le condotte e le responsabilità dell’ azienda e soprattutto per garantire il rispetto della normativa. Tale comportamento, di fatto, si traduce in un vero e proprio sopruso, poiché gli utenti si trovano a non poter intervenire in alcun modo per ottenere ciò a cui hanno diritto”.

    giornaledibrescia.it, 03/07/2020 12:34
    Voli cancellati dal Covid, l’ Ue boccia i voucher per il rimborso
    I voucher sui viaggi costano caro all’ Italia e anche alla Grecia . La Commissione europea ha infatti inviatoa Roma e ad Atene una lettera di costituzione in mora – che corrisponde alla prima fase delle procedure di infrazione – per non avere rispettato le regole sui diritti dei passeggeri . Il tema riguarda i cosiddetti voucher di importo, che vengono usati dalle compagnie di trasporto per rifondare il costo di biglietti acquistati dai passeggeri prima che scoppiasse la pandemia di coronavirus e che non sono stati utilizzati anche a seguito della chiusura dei confini. I due Paesi, mette nero su bianco l’ esecutivo comunitario, hanno adottato una legislazione che consente alle compagnie di offrire voucher come unica forma di rimborso. Ma – ricorda Bruxelles – ai sensi dei regolamenti sui diritti dei passeggeri dell’ Ue, questi hanno il diritto di scegliere tra il rimborso in denaro e altre forme di rimborso. Pertanto, «non consentendo tale possibilità di scelta», è scattata la prima fase della procedura. L’ Italia e la Grecia hanno adesso due mesi di tempo per rispondere a quanto chiesto da Bruxelles. Il commissario Ue per il Mercato interno Thierry Breton ha spiegato: «Se i cittadini prenotano una vacanza e le circostanze cambiano a causa della crisi» del coronavirus, allora «devono vedere tutelati i loro diritti». E in base alle «raccomandazione della Commissione il rimborso sotto forma di voucher può essere solo una scelta facoltativa del viaggiatore». In campo anche il Codacons che ricorda di avere presentato l’ esposto alla Commissione Europea. «Ora il governo, se non vuole andare incontro a severe sanzioni, deve modificare subito la norma. Da Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori arriva l’ affondo: «Vittoria. Ora il ministro Franceschini, il fautore dei voucher, si deve dimettere». Leggi qui il GdB in edicola oggi Iscriviti a “News in 5 minuti” per ricevere ogni giorno una selezione delle principali notizie.
    la redazione

    Affari Italiani, 03/07/2020 12:31
    Ubi, prime crepe nel muro del Car.Il mercato vede un rilancio di Intesa
    dalle fondazioni azioniste di ubi banca arrivano aperture, mentre i bresciani restano alla finestra
    Ubi Banca in deciso rialzo a Piazza Affari, dove invece perde moderatamente terreno Intesa Sanpaolo, alla vigilia di quella che potrebbe rivelarsi un passaggio decisivo per la riuscita o meno dell’ Ops lanciata dalla banca guidata da Carlo Messina sull’ istituto guidato da Victor Massiah (che riunisce oggi il Cda). Sul mercato tornano infatti a farsi insistenti le voci di un possibile “ritocco” dell’ offerta (al momento ferma a 1,7 titoli Intesa Sanpaolo per ogni titolo Ubi Banca portato in adesione), che solo per allinearsi ai valori odierni dei due titoli dovrebbe salire a 1,76 e immaginando un più consistente premio per vincere le resistenze dei fondi e dei soci “incerti”, potrebbe anche superare quota 1,8 secondo molti trader. Ma quali sarebbero i destinatari principali di un eventuale rilancio dell’ offerta di Intesa Sanpaolo? Negli ultimi giorni segnali sono venuti da più fronti. Anzitutto il “patto dei bresciani” di cui fa parte la famiglia dell’ ex presidente di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli , e che raccoglie il 7,68% circa del capitale di Ubi Banca, ha rinviato ancora una volta ogni presa di posizione ufficiale. Poi Aldo Poli , presidente della Fondazione Banca del Monte di Lombardia , membro del Car e titolare del 4,96% del capitale di Ubi Banca, ha “aperto” ad una valutazione dell’ operazione. Un annuncio che stride con la dichiarata ostilità all’ offerta pronunciata dal Car (18,77% circa di Ubi Banca), ma non è finita qui perché in un’ intervista Poli, auspicando un ritocco dell’ offerta da parte di Intesa Sanpaolo, ha ricordato come il Car non sia un patto di sindacato ma “un comitato di azionisti di riferimento”. Come dire che ogni membro può liberamente decidere che fare dei propri titoli , al di là della posizione espressa dal Car stesso. Alla domanda se non temesse una spaccatura con Fondazione Cr Cuneo (primo azionista di Ubi Banca col 5,91%) Poli ha preferito glissare, dichiarando di ritenere che “i ragionamenti siano gli stessi”, ossia valutare eventuali ulteriori sviluppi dell’ offerta, al di là delle considerazioni del Cda di Ubi Banca, che oggi aggiornerà il piano industriale al 2022 e dovrebbe definire (anche sulla base delle valutazioni degli advisor Credit Suisse e Goldman Sachs) l’ Ops di Messina “operazione ostile”. ” Noi dobbiamo guardare al territorio e alla salvaguardia del patrimonio. Che sia con Ubi o Intesa, sceglieremo la soluzione migliore “, ha concluso Poli. Parole apparse molto distanti da quelle usate lo scorso aprile da Giandomenico Genta , dichiaratosi nettamente contrario all’ Ops dopo la riconferma alla presidenza di Fondazione Cr Cuneo, il quale (dopo voci di un faccia a faccia con lo stesso Messina, smentito da cuneo) però da allora ha assunto un profilo più prudente in attesa della valutazione affidata all’ advisor Societe Generale . Una scelta che secondo qualcuno sarebbe conseguenza e l’ indicatore dell’ indebolimento della leadership del presidente di CariCuneo all’ interno del board. Il miglioramento della proposta di Ca’ de Sass potrebbe trarre dall’ impasse entrambe le Fondazioni (che potrebbero sperare anche in un flusso di dividendi più consistenti in futuro) evitando la spaccatura fra i due enti di peso del Car. Ma se anche così non fosse, il fronte inizialmente compatto contro Intesa Sanpaolo mostra ormai sempre più evidenti crepe tanto più che, come sottolinea anche una nota del Codacons, “un’ eventuale mancata finalizzazione dell’ operazione”, potrebbe portare “a un forte effetto negativo sui due titoli, con conseguente perdita in pregiudizio quasi esclusivamente per i piccoli azionisti, posto che i grossi investitori e i fondi speculativi, alcuni dei quali sembrerebbero essere nell’ azionario delle due banche, avrebbero certamente la possibilità di assorbire eventuali effetti negativi”. Loading… Commenti Ci sono altri 0 commenti. Clicca per leggerli.

    (Sito) Adnkronos, 03/07/2020 12:16
    Codacons: “Saldi estivi già in corso, consumatori beffati”
    “I saldi estivi 2020 si traducono in una vera e propria beffa per i consumatori italiani”. Lo denuncia il Codacons che sottolinea come le Regioni, “contravvenendo a quanto chiesto dalla Conferenza delle regioni che aveva proposto di far partire gli sconti i primi giorni di agosto, si siano mosse in ordine sparso, con la conseguenza che i saldi sono già in corso in alcune zone del paese, mentre altre dovranno attendere il prossimo mese”. Non solo. “Molte Regioni hanno deliberato una proroga al divieto di effettuare ‘vendite promozionali’ nei 30 giorni precedenti i saldi estivi, con la conseguenza che, di fatto, gli sconti sono già partiti in tutta Italia. Senza contare – aggiunge il Codacons – che con la riapertura dei negozi nella fase post-Covid i commercianti hanno da subito applicato offerte e ribassi alla propria clientela, per attirare consumatori e recuperare almeno in parte le perdite dovute al lockdown. Una situazione di confusione totale che finirà per affossare i saldi: chi intendeva acquistare prodotti di abbigliamento o calzature ha già approfittato delle offerte in corso, e gli sconti di fine stagione raccoglieranno solo le briciole”. Il Codacons stima un tracollo degli acquisti durante i saldi estivi che, a fine periodo, ” raggiungerà il -30% rispetto agli ultimi anni , sia come effetto del generale impoverimento degli italiani a causa del coronavirus, sia per la presenza di promozioni e ribassi già in corso da settimane in tutta Italia”. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

    Travelnostop, 03/07/2020 11:53
    Voucher nel mirino Ue, i viaggiatori hanno diritto a scegliere rimborso
    I voucher sui viaggi costano caro all’ Italia e anche alla Grecia. La Commissione europea ha infatti inviato oggi a Roma e ad Atene una lettera di costituzione in mora – che corrisponde alla prima fase delle procedure di infrazione -, per non avere rispettato le regole sui diritti dei passeggeri. Il tema riguarda i cosiddetti voucher di importo, che vengono usati dalle compagnie di trasporto per rifondare il costo di biglietti acquistati dai passeggeri prima che scoppiasse la pandemia di coronavirus e che non sono stati utilizzati anche a seguito della chiusura dei confini. I due Paesi, mette nero su bianco l’ esecutivo comunitario, hanno adottato una legislazione che consente alle compagnie di offrire voucher come unica forma di rimborso. Ma – ricorda Bruxelles – ai sensi dei regolamenti sui diritti dei passeggeri dell’ Ue, questi hanno il diritto di scegliere tra il rimborso in denaro e altre forme di rimborso. Pertanto è scattata la prima fase della procedura. L’ Italia e la Grecia hanno adesso due mesi di tempo per rispondere a quanto chiesto da Bruxelles. Un tema sul quale è intervenuto anche il commissario Ue per il Mercato interno Thierry Breton, secondo cui, in base alle “raccomandazione della Commissione, il rimborso sotto forma di voucher può essere solo una scelta facoltativa del viaggiatore”. In campo anche il Codacons che ricorda di avere presentato l’ esposto alla Commissione Europea da cui è scaturita la procedura di infrazione. “Ora il governo, se non vuole andare incontro a severe sanzioni, deve modificare subito la norma relativa i rimborsi dei viaggi annullati a causa del coronavirus, prevedendo esplicitamente che la scelta tra indennizzo in denaro e voucher sia a discrezione dell’ utente”, ha affermato il presidente Carlo Rienzi. Da Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori arriva l’ affondo: “Vittoria dei consumatori. Ora il ministro Franceschini, il fautore dei voucher, si deve dimettere”. Commentando l’ avvio della procedura di infrazione per l’ Italia la presidente di Fiavet Ivana Jelinic ha invitato a fare un netto distinguo tra la situazione dei vettori aerei e quella delle agenzie di viaggio: nel settore del trasporto aereo, sottolinea, “le policy che sono state messe in campo soprattutto riguardo ai consumatori finali sono state molto spesso veramente troppo arbitrarie”, mentre per le piccole e medie imprese “che stanno soffrendo in modo gravissimo il voucher può essere uno strumento per salvaguardare la liquidità”.

    Report Tv, 03/07/2020 10:25
    Il bonus vacanze “conferma le previsioni negative del Codacons e si rivela un flop totale”
    Lo afferma l’ associazione dei consumatori, commentando i numeri forniti oggi dall’ ufficio stampa del ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.Il bonus “è stato richiesto da 200mila cittadini, a fronte dei circa 30 milioni di italiani che andranno in vacanza questa estate – sottolinea il presidente Carlo Rienzi – Un numero di richieste ben al di sotto delle attese, a dimostrazione che il bonus vacanze così come studiato non potrà salvare il turismo”.Da più parti, continua Renzi, “vengono segnalati intoppi e ostacoli nella procedura per ottenere l’ incentivo, difficoltà che scoraggiano le richieste dei cittadini, e in alcuni casi si arriva al vero e proprio rifiuto da parte delle strutture ricettive: ad esempio quando a richiedere il bonus è una agenzia di viaggi che avvia la procedura per conto dei propri clienti, molti alberghi e tour operator non lo accettano, per non pagare le commissioni alle agenzie che fanno da intermediarie”. Secondo quanto risulta al Codacons inoltre, “alcuni operatori, quando il soggiorno ha un valore ridotto, rifiutano di accettare il bonus, imponendo soglie di spesa minime agli utenti che vogliono pernottare presso la struttura”. Ti è piaciuto l’ articolo? Vuoi scriverne uno anche tu? Inizia da qui!

    Dagospia, 03/07/2020 10:22
    I FURBETTI DEL VOUCHER – L’ UE APRE LA PROCEDURA DI INFRAZIONE CONTRO L’ ITALIA E LA GRECIA PER I VOUCHER AL POSTO DEI RIMBORSI PER I VOLI ANNULLATI – PER LA COMMISSIONE SONO STATE VIOLATE LE NORME A TUTELA DEI DIRITTI DEI PASSEGGERI CHE HANNO IL …
    giuseppe conte e ursula von der leyen a bruxelles Italia e Grecia sono i due Paesi «furbetti» rispetto a rimborsi e voucher. Il primo decreto Conte aveva previsto la possibilità che le compagnie aeree restituissero ai passeggeri vittime di cancellazioni un buono pari all’ importo del biglietto. Una palese asimmetria: pagamento in contanti, restituzione no. Un’ ingiustizia. Ieri la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione contro Roma e Atene per mancato rispetto delle norme Ue a tutela dei diritti dei passeggeri. Secondo Bruxelles, Italia e Grecia hanno adottato una legislazione che consente ai vettori di offrire buoni come unica forma di rimborso mentre secondo i regolamenti sui diritti dei passeggeri dell’ Unione, questi ultimi hanno il diritto di scegliere tra il rimborso in denaro e altre forme di rimborso, compreso un voucher: una scelta, non un obbligo. I due Paesi hanno ora due mesi per rispondere alle argomentazioni sollevate dalla Commissione, altrimenti Bruxelles può decidere di inviare un parere motivato. coronavirus, passeggeri negli aeroporti inglesi 1 La procedura avviata da Bruxelles riguarda «i diritti dei passeggeri del trasporto aereo e sui viaggi per via navigabile». Inoltre, l’ Italia ha adottato misure non conformi alle norme europee in materia di viaggi in autobus e diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario. Per ben due volte sul tema si è pronunciata anche l’ Antitrust italiano, ritenendo illegittima la norma che dà facoltà alle compagnie di emettere i voucher. Il fatto che in questo periodo di emergenza sanitaria i vettori siano a corto di cassa (8,1 miliardi di dollari è, secondo la Iata, l’ ammontare dei biglietti da pagare per voli cancellati) non giustifica un’ infrazione delle norme. «Riceviamo maree di segnalazioni e proteste», segnala Marco Donzelli, presidente del Codacons. ursula von der leyen incontra giuseppe conte a palazzo chigi 3 «Dobbiamo decidere come procedere. Un contratto siglato mette entrambe le parti in obbligo reciproco: uno paga e l’ altro si impegna alla prestazione. Se la prestazione viene annullata, non ci devono essere alternative, se non volontarie, al rimborso. I soldi vanno restituiti». «Oltretutto continua queste pratiche sono state avvolte da una mancanza di trasparenza, con voli cancellati all’ ultimo in maniera arbitraria. Lo Stato ha dimostrato scarso interesse per i passeggeri-consumatori, e tutto si è trasformato in un far west privo di regole». Se solo Italia e Grecia sono entrate nel mirino di Bruxelles, significa peraltro che negli altri Paesi i diritti dei passeggeri sono stati rispettati. Mentre ieri i nuovi vertici di Alitalia Francesco Caio e Fabio Lazzerini, presidente e ad incontravano Roberto Gualtieri che, come ministro dell’ Economia, sarà il nuovo azionista al 100% della compagnia, da Bruxelles la vicepresidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager, ha lanciato il suo avvertimento: «La discontinuità economica» per gli aiuti di Stato «deve essere reale. Quindi valuteremo se si tratta effettivamente di una nuova attività». «In questi casi ha detto – usiamo una serie di criteri per valutare se la discontinuità è vera oppure no», ha spiegato, indicando tra questi «il prezzo e la logica della transazione» nonché «il piano su dipendenti e asset». Condividi questo articolo.
    giuseppe conte

    larepubblica.it (Milano), 03/07/2020 09:16
    I camici forniti dalla moglie del governatore alla Regione Lombardia, ora s’ indaga per turbativa d’ asta
    nell’ ordine per l’ acquisto partito il 16 aprile scorso, era previsto un pagamento di 513 mila euro. poi la retromarcia e la trasformazione in donazione
    Non più a “modello 45”, cioè senza ipotesi di reato. Sulla fornitura da 513 mila euro di camici alla Regione Lombardia, durante i mesi dell’ emergenza sanitaria, la procura di Milano indaga ora per turbativa d’ asta. Anche a seguito di un esposto del Codacons. La vicenda riguarda l’ affidamento diretto per la fornitura di camici a Dama spa, società di cui la moglie del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, detiene una quota e il fratello di lei e cognato del presidente ne è amministratore.L’ ordine per l’ acquisto della commessa parte il 16 aprile scorso dalla Centrale acquisti della Regione, Aria spa, quando il numero dei contagi e delle vittime per coronavirus è drammaticamente al punto più alto. A beneficiarne, Dama spa, presente nel lungo elenco online dei fornitori del Pirellone, ma sul sito internet istituzionale oltre alla denominazione sociale, non ci sono altri elementi che mettano in evidenza la sua composizione societaria. In Dama – titolare del marchio di abbigliamento Paul& Shark – compare attraverso Divadue srl, con una quota del dieci per cento, Roberta Dini, moglie di Attilio Fontana. E il fratello della signora e cognato del governatore lombardo, Andrea Dini, ne è l’ amministratore. Il pagamento dei 513 mila euro avviene più di un mese dopo l’ affidamento, il 22 maggio. Poi – dopo una puntata di Report in cui si chiede conto ai soci del contratto – le fatture vengono stornate, e l’ acquisto viene trasformato in donazione. Per Andrea Dini, si è trattato solo di un errore. “È una donazione, effettivamente i miei, quando io non ero in azienda durante il Covid, hanno male interpretato la cosa, ma poi dopo io sono tornato, me ne sono accorto e ho immediatamente rettificato tutto, perché avevo detto ai miei che doveva essere una donazione – aveva spiegato Dini in tv – . Le carte ad Aria ci sono tutte. Abbiamo fatto note di credito, abbiamo fatto tutto. Mai preso un euro e non ne avremo mai neanche uno”. Ma la versione di un errore, di una donazione computata in vendita per la disattenzione di un dipendente, non convince la procura. Tra i tanti fascicoli su gare e commesse nelle settimane dell’ emergenza coronavirus – come anche quello sull’ affidamento diretto da parte del sistema sanitario lombardo a Diasorin per i test sierologici – anche per Dama era stato aperto un fascicolo senza ipotesi di reato. Poi per i camici è arrivato in procura anche un esposto dell’ associazione dei consumatori. Ora la svolta con un’ indagine per turbativa d’ asta. Nelle ore successive alla trasmissione, il governatore Attilio Fontana aveva continuato a difendere la scelta del Pirellone. E respinto ogni accusa di conflitto di interessi. “Nessun equivoco – aveva detto – . Sono stati comprati tutti i camici da tutti quelli che li producevano perché noi ne avevamo bisogno”.
    sandro de riccardis

    Quotidiano di Bari, 03/07/2020 07:16
    { auto taroccate } l’ iniziativa legale delle associazioni a tutela dei consumatori che chiedono conto delle auto volkswagen
    ‘Dieselgate’: automobilisti pugliesi in coda per il risarcimento
    Automobilisti pugliesi con le antenne drizzate, più che col piede sull’ acceleratore, specie se proprietari di automobili Volkswagen, la fabbrica tedesca coinvolta qualche anno fa in una vicenda di sanzioni causate da alcune manomissioni nelle auto a gasolio, sanzionata nuovamente dalla giustizia tedesca. E così anche in Italia da tempo fioccano le iniziative legali condotte dalle associazioni a tutela dei consumatori proprio sul fronte “Dieselgate”. Azioni legali intentate direttamente in Germania dove, come detto, ha sede la casa automobilistica e alle quali ora possono aderire gli automobilisti residenti in Puglia. Ad aprire la strada ai risarcimenti è stata appunto la Corte Federale che ha emesso una sentenza storica, condannando Volkswagen al risarcimento del danno nei confronti del proprietario dell’ auto truccata: decisione che ha sostanzialmente affermato il diritto del consumatore alla restituzione dell’ automobile dalla casa automobilistica e al rimborso del prezzo pagato, detratti unicamente i km percorsi. Ergo, proprio in considerazi da tutti i consumatori aderenti, per aver acquistato un’ automobile Volkswagen con motore 1.2, 1.6 e 2.0 TDI, EA189 diesel. La sarcimento dipenderà pertanto dal modello acquistato, con un range indicativamente tra 1500 euro e 6500 euro ad automobilista. Qualora Volkswagen formuli una proposta risarcitoria, il Codacons provvederà a informare gli aderenti all’ azione per raccogliere l’ eventuale volontà di accettare l’ accordo transattivo, seguendo tutta la fase di perfezionamento dello stesso. Tutta l’ attività volta a giungere ad un accordo stragiudiziale non comporterà per gli aderenti alcun anticipo di spesa. In ogni caso l’ associazione ha invitato i proprietari di auto Volkswagen residenti in Puglia a partecipare all’ azione scaricando l’ apposita modulistica alla pagina https://codacons.it/scandalo-dieselgate-agisci-adesso/ o rivolgendosi direttamente al numero 89349966. Francesco De Martino.

    Gazzetta del Sud, 03/07/2020 05:36
    Voucher invece dei rimborsi? Calpestati i diritti dei passeggeri
    Giuseppe Maria Laudani BRUXELLES I voucher sui viaggi costano caro all’ Italia e anche alla Grecia. La Commissione europea ha infatti inviato a Roma e ad Atene una lettera di costituzione in mora – che corrisponde alla prima fase delle procedure di infrazione – per non avere rispettato le regole sui diritti dei passeggeri. Il tema riguarda i cosiddetti voucher di importo, che vengono usati dalle compagnie di trasporto per rifondare il costo di biglietti acquistati dai passeggeri prima che scoppiasse la pandemia di coronavirus e che non sono stati utilizzati anche a seguito della chiusura dei confini. I due Paesi, mette nero su bianco l’ esecutivo comunitario, hanno adottato una legislazione che consente alle compagnie di offrire voucher come unica forma di rimborso. Ma – ricorda Bruxelles – ai sensi dei regolamenti sui diritti dei passeggeri dell’ Ue, questi hanno il diritto di scegliere tra il rimborso in denaro e altre forme di rimborso. Pertanto è scattata la prima fase della procedura. L’ Italia e la Grecia hanno adesso due mesi di tempo per rispondere a quanto chiesto da Bruxelles. «La ragione per la quale abbiamo lanciato una procedura di infrazione è perché questi Paesi hanno adottato delle legislazioni che permettono di offrire i voucher come solo metodo di rimborso», ha spiegato un portavoce di palazzo Berlaymont, e ciò «va contro il diritto dei passeggeri che hanno invece il diritto di scegliere» il rimborso. Bruxelles dunque si è mossa proprio in virtù del fatto che «le legislazioni di questi paesi non permettono tale scelta». Un tema sul quale è intervenuto anche il commissario Ue per il Mercato interno Thierry Breton, sottolineando che «se i cittadini prenotano una vacanza e le circostanze cambiano a causa della crisi» del coronavirus, allora «devono vedere tutelati i loro diritti». Intervenendo in videoconferenza nel corso della plenaria del Comitato europeo delle Regioni (CdR) Breton ha ricordato che in base alle «raccomandazione della Commissione il rimborso sotto forma di voucher può essere solo una scelta facoltativa del viaggiatore». In campo anche il Codacons che ricorda di avere presentato l’ esposto alla Commissione Europea da cui è scaturita la procedura di infrazione. Grecia e Spagna, inoltre, insieme ad altri otto Paesi, sono stati soggetti anche ad un’ altra procedura di infrazione per le norme nazionali specifiche sui viaggi «tutto compreso» che consentono agli organizzatori di emettere voucher invece del rimborso in denaro per viaggi annullati, o di posticipare il rimborso ben oltre il periodo di 14 giorni, come stabilito nella direttiva sui viaggi tutto compreso. Bruxelles mette sotto accusa anche le norme specifichesui pacchetti “tutto compreso”

    Ragusa Oggi, 03/07/2020 05:33
    Mare più “salato” per gli italiani: a causa del Covid, rincari fino al 30% in più
    Sarà più “salato” il mare per gli italiani nell’ estate 2020: rispetto allo scorso anno, a causa del Covid trascorrere una giornata in spiaggia risulta più costoso rispetto al 2019. Tra parcheggio, lettini, ombrelloni, consumazioni e altri servizi si arriva facilmente a spendere il 30% in più. Lo afferma il Codacons, che segnala rincari dei listini a macchia di leopardo in tutta Italia, come effetto delle misure sul distanziamento e dei maggiori costi per i gestori dei lidi. Oggi affittare un ombrellone e due lettini durante il weekend, in uno stabilimento di medio livello, costa mediamente tra i 25 e i 30 euro al giorno, importo che sale a 100 euro nelle strutture di più elevato livello, spiega il Codacons. Per l’ abbonamento mensile si spendono in media tra i 500 e i 600 euro, mentre per quello stagionale il prezzo oscilla tra i 1.500 e i 2.000 euro, a seconda delle zone d’ Italia. Listini che in molti stabilimenti, da nord a sud Italia, risultano in crescita rispetto al 2019, con rincari che partono dal +10% e arrivano a raggiungere il +30%.

    Il Giornale, 03/07/2020 05:15
    viaggi ed emergenza covid. anche atene nei guai
    Voli annullati, la Ue inchioda l’ Italia
    aperta la procedura di infrazione per i voucher al posto dei rimborsi
    Paolo Stefanato Italia e Grecia sono i due Paesi «furbetti» rispetto a rimborsi e voucher. Il primo decreto Conte aveva previsto la possibilità che le compagnie aeree restituissero ai passeggeri vittime di cancellazioni un buono pari all’ importo del biglietto. Una palese asimmetria: pagamento in contanti, restituzione no. Un’ ingiustizia. Ieri la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione contro Roma e Atene per mancato rispetto delle norme Ue a tutela dei diritti dei passeggeri. Secondo Bruxelles, Italia e Grecia hanno adottato una legislazione che consente ai vettori di offrire buoni come unica forma di rimborso mentre secondo i regolamenti sui diritti dei passeggeri dell’ Unione, questi ultimi hanno il diritto di scegliere tra il rimborso in denaro e altre forme di rimborso, compreso un voucher: una scelta, non un obbligo. I due Paesi hanno ora due mesi per rispondere alle argomentazioni sollevate dalla Commissione, altrimenti Bruxelles può decidere di inviare un parere motivato. La procedura avviata da Bruxelles riguarda «i diritti dei passeggeri del trasporto aereo e sui viaggi per via navigabile». Inoltre, l’ Italia ha adottato misure non conformi alle norme europee in materia di viaggi in autobus e diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario. Per ben due volte sul tema si è pronunciata anche l’ Antitrust italiano, ritenendo illegittima la norma che dà facoltà alle compagnie di emettere i voucher. Il fatto che in questo periodo di emergenza sanitaria i vettori siano a corto di cassa (8,1 miliardi di dollari è, secondo la Iata, l’ ammontare dei biglietti da pagare per voli cancellati) non giustifica un’ infrazione delle norme. «Riceviamo maree di segnalazioni e proteste», segnala Marco Donzelli, presidente del Codacons. «Dobbiamo decidere come procedere. Un contratto siglato mette entrambe le parti in obbligo reciproco: uno paga e l’ altro si impegna alla prestazione. Se la prestazione viene annullata, non ci devono essere alternative, se non volontarie, al rimborso. I soldi vanno restituiti». «Oltretutto continua queste pratiche sono state avvolte da una mancanza di trasparenza, con voli cancellati all’ ultimo in maniera arbitraria. Lo Stato ha dimostrato scarso interesse per i passeggeri-consumatori, e tutto si è trasformato in un far west privo di regole». Se solo Italia e Grecia sono entrate nel mirino di Bruxelles, significa peraltro che negli altri Paesi i diritti dei passeggeri sono stati rispettati. Mentre ieri i nuovi vertici di Alitalia Francesco Caio e Fabio Lazzerini, presidente e ad incontravano Roberto Gualtieri che, come ministro dell’ Economia, sarà il nuovo azionista al 100% della compagnia, da Bruxelles la vicepresidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager, ha lanciato il suo avvertimento: «La discontinuità economica» per gli aiuti di Stato «deve essere reale. Quindi valuteremo se si tratta effettivamente di una nuova attività». «In questi casi ha detto – usiamo una serie di criteri per valutare se la discontinuità è vera oppure no», ha spiegato, indicando tra questi «il prezzo e la logica della transazione» nonché «il piano su dipendenti e asset».
    paolo stefanato

    Il Giornale, 03/07/2020 05:15
    ma oggi il cda dell’ ex popolare dovrebbe definire l’ offerta «ostile»
    Intesa-Ubi, si crepa il fronte del «no»
    fondazione banca monte di lombardia: «pronti a valutare l’ ops». occhi sul car
    Cinzia Meoni Nuovo colpo di scena nella partita tra Intesa Sanpaolo e Ubi. Il fronte degli azionisti storici di Ubi inizia a sgretolarsi proprio mentre è in partenza il count down per il lancio dell’ offerta pubblica di scambio (Ops) che prenderà il via in Piazza Affari il prossimo 6 luglio per poi chiudersi il 28 luglio. Dopo mesi di guerra, arrocchi, ricorsi per Tribunali e Autorità garanti uno dei principali azionisti di Ubi, Fondazione Banca del Monte di Lombardia, tende a sorpresa la mano alla Ca’ de Sass. «Siamo disponibili a valutare i termini dell’ offerta», ha dichiarato Aldo Poli, presidente della Fondazione che di Ubi ha il 3,95% del capitale ed è tra i principali soci del Car, il patto di sindacato che raccoglie il 20% circa del capitale e che fin da subito ha aperto le ostilità nei confronti dell’ offerta di Intesa, ritenendola «inadeguata» e «inaccettabile». Poli ha poi sottolineato al Sole 24 Ore come l’ interesse della Fondazione risieda nella «tutela del territorio», un ambito su cui Carlo Messina, ad di Intesa Sanpaolo, ha sempre dato ampie rassicurazioni, sottolineando anche di recente come nel triennio 2021-2023 siano previste «ulteriori erogazioni di credito per 10 miliardi l’ anno a sostegno dell’ economia reale». Lo stesso Poli non ha poi nascosto l’ auspicio di un ritocco al rialzo dei termini dell’ offerta (17 titoli della Ca’ de Sass per ogni 10 azioni Ubi consegnati all’ Ops) anche se su questo fronte Messina ha finora negato ogni apertura. Già Giuseppe Lucchini, socio allo 0,6% di Ubi e membro del Sindacato degli azionisti della banca (che detiene complessivamente il 7,9% circa del capitale) aveva deciso qualche settimana fa di svincolarsi dal patto, in quanto interessato a considerare la proposta di integrazione presentata da Intesa. Ma la crepa creata dall’ istituzione pavese è ben più ampia e potrebbe essere seguita da Fondazione Cr Cuneo (al 5,9% del capitale) che, proprio come Fondazione Banca del Monte di Lombardia, ha arruolato Sociéte Générale quale advisor per l’ operazione. L’ apertura di Poli è arrivata alla vigilia del giorno in cui il cda di Ubi è chiamato ad esprimersi sull’ Ops di Intesa Sanpaolo che, presumibilmente, dovrebbe bollare come «ostile». «Riteniamo che la stragrande maggioranza degli investitori istituzionali offrirà le proprie azioni Ubi all’ Ops e che anche alcuni membri dei tre sindacati che possiedono collettivamente il 28% della banca potrebbero seguire l’ esempio, nonostante la pubblica disapprovazione dei termini dell’ offerta», commentano gli analisti Exane Bnp Paribas che ha ridotto la propria valutazione su Ubi (a reduce con un target a 3 euro da neutral a 3,6 euro). Al di là della pronuncia del cda di Ubi, in calendario ci sono poi almeno altre due date cruciali: il 24 luglio, quando davanti al Tribunale di Milano si terrà la prima udienza sulla questione dell’ avveramento del Mac (material adverse change) e il 25 luglio, quando è attesa la decisione dell’ Antitrust. Ieri infine è sceso in anche il Codacons che ha presentato una istanza alle due banche e alla Procura della Repubblica di Milano per chiedere che massima trasparenza nelle comunicazioni al mercato e chiarimenti su alcuni aspetti dell’ Offerta pubblica di scambio a tutela dei piccoli azionisti.
    cinzia meoni

    La Gazzetta dello Sport, 03/07/2020 05:08
    La Ue sui voucher Parte la procedura per i risarcimenti
    Italia e Grecia sono sotto tiro della Ue per non avere rispettato le regole sui diritti dei passeggeri, perché hanno adottato legislazioni che permettono alle compagnie aeree e di navigazione di offrire voucher quale unica forma di risarcimento a causa della pandemia (e non il rimborso, come prescrive la legge europea). I due Stati hanno ricevuto una lettera di costituzione in mora che costituisce la prima fase della procedura di infrazione delle norme Ue. Hanno due mesi di tempo per rispondere. «Ora il governo, se non vuole andare incontro a severe sanzioni, deve modificare la norma», chiede il Codacons.

    Settegiorni, 03/07/2020 05:01
    lunedì scorso l’ impatto tra il monopattino elettrico, con a bordo due minorenni, che sfrecciava contromano e un taxi
    In ripresa le condizioni della 16enne
    codacons: «siamo pronti a chiedere il blocco in tutta italia: le norme non garantiscono sicurezza stradale»
    LAINATE (afd) Migliorano le condizioni della 16enne che nel tardo pomeriggio di lunedì scorso, intorno alle 18.30, nella frazione di Grancia, a bordo di un monopattino elettrico insieme ad un’ amica, si è scontrata con un taxi. Le due giovani stavano percorrendo via Adige in contromano e senza casco quando hanno impattato violentemente con un taxi. Sul posto è intervenuta la Polizia locale. A prestare soccorso alle due minorenni due ambulanze con il supporto dell’ automedica, che le hanno trasportate in ospedale. La 16enne, trasportata all’ ospedale di Legnano, è stata ricoverata in rianimazione. Attualmente le sue condizioni sono stabili e in via di miglioramento. Questo è solo l’ ennesimo caso di incidente stradale con coinvolti monopattini elettrici i quali stanno diventando un vero e proprio trend in Italia ma molte volte hanno delle conse guenze più o meno tragiche. Qualche giorno fa, ad esempio, si è verificato addirittura il primo decesso italiano di un utilizzatore di monopattino elettrico: un 60enne in provincia di Bo logna è stato urtato da un’ auto e la caduta gli è stata fatale. I monopattini elettrici sono mezzi più veloci delle biciclette ma dal 1° gennaio sono stati equiparati ai velocipedi, pertanto sono di ventati «veicoli» a tutti gli effetti, con specifici obblighi da parte degli utilizzatori. come, ad esempio, indossare il casco per i minori di 18 anni, e l’ esclusivo utilizzo solo dal compimento del 14esimo anno di età. In questo periodo, conseguentemente al lockdown, molti i giovanissimi che scelgono di andare in giro «con le ali sotto i piedi» ma Codacons mette tutti in allarme. «Siamo pronti a chiedere il blocco dei monopattini elettrici in tutta Italia: le norme entrate in vigore non garantiscono la sicurezza stradale – spiega l’ associazione consumatori». «Ci sono una serie di limitazioni impossibili da far rispettare e non introducono obblighi a tutela della salute- spiega il presidente Carlo Rienzi – Rimanogno troppo dubbi e poche certezze sul loro utilizzo». Federica Altamura.

    Settegiorni, 03/07/2020 05:01
    cesate l’ allarme lanciato da codacons, che invita i comuni a fare maggiore informazione
    «Truffe agli anziani in aumento»
    nel territorio sono una ventina i finti interventi di igienizzazione delle case registrati
    CESATE (daf) Dopo tanti episodi di truffa ai danni degli anziani di Cesate il Codacons alza la Voce e invita il Comune a fare al più presto informazione. «I dati che arrivano da Gerenzano in giù da più informatori sono allarmanti e in aumento. Ci sono perfino pensionati che dopo essere stati raggirati non denunciano perché si vergognano di aver aperto la porta ad un truffatore – spiega l’ avvocato Marco Donzelli, presidente del Codacons di Milano – Da inizio anno sono stati presi di mira un numero impressionante di anziani. Il pericolo si calcola in base alla densità abitativa di un territorio». Se su 14 mila residenti di Cesate si verificano un paio di accessi fraudolenti in casa al mese significa che si è entrati in una spirale negativa. Entrano con le scuse più disparate che vanno dai contatori del gas difettosi fino all’ allerta veleno nell’ acquedotto. Per finti interventi di igienizzazione nelle case dal Covid per conto della Ats tra marzo e aprile (solo tra Cesate e Garbagnate) si sono registrati una ventina di casi tra tentati e riusciti. Si aggiungono quelli non denunciati. «Nel periodo della quarantena gli impostori hanno eseguito su anziani soli dei finti tamponi al costo di 40 euro e l’ anziano era certo di essere stato visitato. Non pos siamo dare alle sole forze dell’ ordine il carico della repressione – ha spiegato Donzelli – I Comuni devono fare la loro parte per tutelare i più deboli. È fondamentale fare prevenzione, organizzare incontri nelle biblioteche e ri petere più volte che non esistono più forme o richieste di pagamento che si fanno porta a porta. L’ informazione deve essere capillare e costante nel tempo assicurando il passaparola anche con la distribuzione di volantini. Le Polizie Locali invece di stare in ufficio, devono presidiare il territorio perché è dimostrato dai dati che il pattugliamento è una valida forma di deterrente nei confronti del truffatore – conclude l’ avvocato Donzelli – Va bene mettere le contravvenzioni ma non dobbiamo abbandonare il territorio». Il Codacons ha aperto una casella di posta mail dal nome acciuffalatruffa.codacons@gmail.com e un numero di telefono lo : 02.29419096.

    La Repubblica (ed. Milano), 03/07/2020 04:32
    l’ inchiesta
    L’ ipotesi turbativa d’ asta sui camici di lady Fontana
    di Sandro De Riccardis Non più a ” modello 45″, cioè senza ipotesi di reato. Sulla fornitura da 513 mila euro di camici alla Regione Lombardia, durante i mesi dell’ emergenza sanitaria, la procura indaga ora per turbativa d’ asta. Anche a seguito di un esposto del Codacons. La vicenda riguarda l’ affidamento diretto per la fornitura di camici a Dama spa, società di cui la moglie del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, detiene una quota e il fratello e cognato del presidente ne è amministratore. L’ ordine per l’ acquisto della commessa parte il 16 aprile scorso dalla Centrale acquisti della Regione, Aria spa, quando il numero dei contagi e delle vittime per coronavirus è drammaticamente al punto più alto. A beneficiarne, Dama spa, presente nel lungo elenco online dei fornitori del Pirellone, ma sul sito internet istituzionale oltre alla denominazione sociale, non ci sono altri elementi che mettano in evidenza la sua composizione societaria. In Dama – titolare del marchio di abbigliamento Paul& Shark – compare attraverso Divadue srl, con una quota del dieci per cento, Roberta Dini, moglie di Attilio Fontana. E il fratello della signora e cognato del governatore lombardo, Andrea Dini, ne è l’ amministratore. Il pagamento dei 513 mila euro avviene più di un mese dopo l’ affidamento, il 22 maggio. Poi – dopo una puntata di Report in cui si chiede conto ai soci del contratto – le fatture vengono stornate, e l’ acquisto viene trasformato in donazione. Per Andrea Dini, si è trattato solo di un errore. « È una donazione, effettivamente i miei, quando io non ero in azienda durante il Covid, hanno male interpretato la cosa, ma poi dopo io sono tornato, me ne sono accorto e ho immediatamente rettificato tutto, perché avevo detto ai miei che doveva essere una donazione – aveva spiegato Dini in tv – . Le carte ad Aria ci sono tutte. Abbiamo fatto note di credito, abbiamo fatto tutto. Mai preso un euro e non ne avremo mai neanche uno». Ma la versione di un errore, di una donazione computata in vendita per la disattenzione di un dipendente, non convince la procura. Tra i tanti fascicoli su gare e commesse nelle settimane dell’ emergenza coronavirus – come anche quello sull’ affidamento diretto da parte del sistema sanitario lombardo a Diasorin per i test sierologici – anche per Dama era stato aperto un fascicolo senza ipotesi di reato. Poi per i camici è arrivato in procura anche un esposto dell’ associazione dei consumatori. Ora la svolta con un’ indagine per turbativa d’ asta. Nelle ore successive alla trasmissione, il governatore Attilio Fontana aveva continuato a difendere la scelta del Pirellone. E respinto ogni accusa di conflitto di interessi. «Nessun equivoco – aveva detto – . Sono stati comprati tutti i camici da tutti quelli che li producevano perché noi ne avevamo bisogno». © RIPRODUZIONE RISERVATA k Il governatore Il presidente lombardo Attilio Fontana.

    La Sicilia, 03/07/2020 04:31
    Voucher, l’ Europa richiama l’ Italia: «Dare rimborsi a chi li chiede» Rischio infrazione
    rispettare diritti. per la commissione tocca ai viaggiatori scegliere e allo stato garantirli
    Giuseppe Maria LaudaniBRUXELLES. I voucher sui viaggi costano caro all’ Italia e anche alla Grecia. La Commissione europea ha infatti inviato oggi a Roma e ad Atene una lettera di costituzione in mora – che corrisponde alla prima fase delle procedure di infrazione -, per non avere rispettato le regole sui diritti dei passeggeri. Il tema riguarda i cosiddetti voucher di importo, che vengono usati dalle compagnie di trasporto per rifondare il costo di biglietti acquistati dai passeggeri prima che scoppiasse la pandemia di coronavirus e che non sono stati utilizzati anche a seguito della chiusura dei confini. I due Paesi, mette nero su bianco l’ esecutivo comunitario, hanno adottato una legislazione che consente alle compagnie di offrire voucher come unica forma di rimborso. Ma – ricorda Bruxelles – ai sensi dei regolamenti sui diritti dei passeggeri dell’ Ue, questi hanno il diritto di scegliere tra il rimborso in denaro e altre forme di rimborso. Pertanto è scattata la prima fase della procedura. L’ Italia e la Grecia hanno adesso due mesi di tempo per rispondere a quanto chiesto da Bruxelles. «La ragione per la quale abbiamo lanciato una procedura di infrazione è perché questi Paesi hanno adottato delle legislazioni che permettono di offrire i voucher come solo metodo di rimborso», ha spiegato un portavoce di palazzo Berlaymont, e ciò «va contro il diritto dei passeggeri che hanno invece il diritto di scegliere» il rimborso. Bruxelles dunque si è mossa proprio in virtù del fatto che «le legislazioni di questi paesi non permettono tale scelta». Un tema sul quale è intervenuto anche il commissario Ue per il Mercato interno Thierry Breton, sottolineando che «se i cittadini prenotano una vacanza e le circostanze cambiano a causa della crisi» del coronavirus, allora «devono vedere tutelati i loro diritti». Intervenendo in videoconferenza nel corso della plenaria del Comitato europeo delle Regioni (CdR) Breton ha ricordato che in base alle «raccomandazione della Commissione il rimborso sotto forma di voucher può essere solo una scelta facoltativa del viaggiatore». In campo anche il Codacons che ricorda di avere presentato l’ esposto alla Commissione Europea da cui è scaturita la procedura di infrazione. «Ora il governo, se non vuole andare incontro a severe sanzioni, deve modificare subito la norma relativa i rimborsi dei viaggi annullati a causa del coronavirus, prevedendo esplicitamente che la scelta tra indennizzo in denaro e voucher sia a discrezione dell’ utente», ha affermato il presidente Carlo Rienzi. Grecia e Spagna, inoltre, insieme ad altri otto Paesi, sono stati soggetti anche ad un’ altra procedura di infrazione per le norme nazionali specifiche sui viaggi «tutto compreso» che consentono agli organizzatori di emettere voucher invece del rimborso in denaro per viaggi annullati, o di posticipare il rimborso ben oltre il periodo di 14 giorni, come stabilito nella direttiva sui viaggi tutto compreso.

    Giornale di Brescia, 03/07/2020 04:27
    Voli cancellati dal Covid, l’ Ue boccia i voucher
    avviata la procedura d’ infrazione per italia e grecia. «ai cittadini la scelta del tipo di rimborso» la commissione
    BRUXELLES. I voucher sui viaggi costano caro all’ Italia e anche alla Grecia. La Commissione europea ha infatti inviatoa Roma e ad Atene una lettera di costituzione in mora -che corrisponde alla prima fase delle procedure di infrazione – per non avere rispettato le regole sui diritti dei passeggeri. Il tema riguarda i cosiddetti voucher di importo, che vengono usati dalle compagnie di trasporto per rifondare il costo di biglietti acquistati dai passeggeri prima che scoppiasse la pandemia di coronavirus e che non sono stati utilizzati anche a seguito della chiusura dei confini. I due Paesi, mette nero su bianco l’ esecutivo comunitario, hanno adottato una legislazione che consente alle compagnie di offrire voucher come unica forma di rimborso. Ma- ricorda Bruxelles ai sensi dei regolamenti sui diritti dei passeggeri dell’ Ue, questi hanno il diritto di scegliere tra il rimborso in denaro e altre forme di rimborso. Pertanto, «non consentendo tale possibilità di scelta», è scattata la prima fase della procedura. L’ Italia e la Grecia hanno adesso due mesi di tempo per rispondere a quanto chiesto da Bruxelles. Il commissario Ue per il Mercato interno Thierry Breton ha spiegato: «Sei cittadini prenotano una vacanza e le circostanze cambiano a causa della crisi» del coronavirus, allora «devono vedere tutelati i loro diritti». E in base alle «raccomandazione della Commissione il rimborso sotto forma di voucher può essere solo una scelta facoltativa del viaggiatore». In campo anche il Codacons che ricorda di avere presentato l’ esposto alla Commissione Europea. «Ora il governo, se non vuole andare incontro a severe sanzioni, deve modificare subito la norma. Da Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori arriva l’ affondo: «Vittoria. Ora il ministro Franceschini, il fautore dei voucher, si deve dimettere». //

    La Gazzetta del Mezzogiorno, 03/07/2020 03:51
    bruxelles vigila è già scattata la prima fase della procedura. due mesi di tempo per rispondere a quanto chiesto
    Voucher turismo nel mirino dell’ Europa
    la commissione avvisa italia e grecia: «i viaggiatori hanno diritto a scegliere il rimborso»
    BRUXELLES. I voucher sui viaggi costano caro all’ Italia e anche alla Grecia. La Commissione europea ha infatti inviato a Roma e ad Atene una lettera di costituzione in mora, per non avere rispettato le regole sui diritti dei passeggeri. Il tema riguarda i cosiddetti voucher di importo, che vengono usati dalle compagnie di trasporto per rifondare il costo di biglietti acquistati dai passeggeri prima che scoppiasse la pandemia di coronavirus e che non sono stati utilizzati anche a seguito della chiusura dei confini. I due Paesi, mette nero su bianco l’ esecutivo comunitario, hanno adottato una legislazione che consente alle compagnie di offrire voucher come unica forma di rimborso. Ma ricorda Bruxelles – ai sensi dei regolamenti sui diritti dei passeggeri dell’ Ue, questi hanno il diritto di scegliere tra il rimborso in denaro e altre forme di rimborso. Pertanto è scattata la prima fase della procedura. L’ Italia e la Grecia hanno adesso due mesi di tempo per rispondere a quanto chiesto da Bruxelles. «La ragione per la quale abbiamo lanciato una procedura di infrazione è perché questi Paesi hanno adottato delle legislazioni che permettono di offrire i voucher come solo metodo di rimborso», ha spiegato un portavoce di palazzo Berlaymont, e ciò «va contro il diritto dei passeggeri che hanno invece il diritto di scegliere» il rimborso. Bruxelles dunque si è mossa proprio in virtù del fatto che «le legislazioni di questi paesi non permettono tale scelta». Un tema sul quale è intervenuto anche il commissario Ue per il Mercato interno Thierry Breton, sottolineando che «se i cittadini prenotano una vacanza e le circostanze cambiano a causa della crisi» del coronavirus, allora «devono vedere tutelati i loro diritti». Intervenendo in videoconferenza nel corso della plenaria del Comitato europeo delle Regioni (CdR) Breton ha ricordato che in base alle «raccomandazione della Commissione il rimborso sotto forma di voucher può essere solo una scelta facoltativa del viaggiatore». In campo anche il Codacons che ricorda di avere presentato l’ esposto alla Commissione Europea da cui è scaturita la procedura di infrazione. «Ora il governo, se non vuole andare incontro a severe sanzioni, deve modificare subito la norma relativa i rimborsi dei viaggi annullati a causa del coronavirus, prevedendo esplicitamente che la scelta tra indennizzo in denaro e voucher sia a discrezione dell’ utente», ha affermato il presidente Carlo Rienzi. Da Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori arriva l’ affondo: «Vittoria dei consumatori».

    La Nazione (ed. Pisa-Pontedera), 03/07/2020 03:24
    Vino taroccato venduto sul Analisi sulle bottiglie sequestrate
    tra gli indagati c’ è anche un 45enne volterrano avrebbe fatto parte della filiera «commerciale»
    VOLTERRA Un migliaio le bottiglie con etichette blasonate, anche di champagne, che sono state sequestrate al volterrano, 45enne, finito tra gli undici indagati nell’ ambito di un’ inchiesta coordinata dalla Procura di Brescia su un giro di vini venduti online come pregiati, ma che in realtà, secondo gli inquirenti. erano prodotti dozzinali. Bottiglie, quelle sequestrate all’ uomo dai Nas, che, a campione – si apprende – verranno sottoposte ad accertamenti di laboratorio per verificarne l’ autenticità. Secondo gli inquirenti anche il volterrano – indagato come gli altri a piede libero – avrebbe fatto parte della filiera della commercializzazione dei vini da discount fatti passare per prodotti di pregio. L’ indagine – denominata «Vuoti a rendere – nasce a seguito di segnalazioni sulla vendita in Italia e in Belgio tramite “Ebay”, di bottiglie di vino pregiato Igt Toscana contraffatte al punto da indurre in inganno l’ acquirente su origine, provenienza e qualità del prodotto contenuto, diverso da quelle indicato in etichetta. I riscontri investigativi hanno permesso di localizzare in provincia di Brescia una centrale di contraffazione di vini, ideata e realizzata da un italiano: un fondo, trasformato in una cantina abusiva, dove sono state rinvenute e sequestrate bottiglie di vino di vari marchi, contraffatte e pronte per la commercializzazione; un ingente quantitativo di elementi di packaging utilizzati per la frode. I vuoti – è emerso – venivano puliti e riempiti di nuovo con vini da discount, poi, si procedeva con la sigillatura con tappi in sughero da spumante Gli indagati, si apprende, avrebbero poi utilizzato decine di account per l’ offerta di vendita e per produrre false recensioni positive che accreditassero attendibilità e affidabilità del prodotto. «Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un gravissimo scandalo alimentare che danneggia i consumatori e mina seriamente la credibilità del made in Italy – commenta il presidente del Codacons Marco Donzelli -. Per tali ragioni, presenteremo un esposto in Procura e ci costituiremo parte civile nel procedimento penale». Carlo Baroni © RIPRODUZIONE RISERVATA.

    L’Eco di Bergamo, 03/07/2020 03:15
    I voucher nel mirino Ue: diritto a scegliere rimborso
    I voucher sui viaggi costano caro all’ Italia e anche alla Grecia. La Commissione europea ha infatti inviato a Roma e ad Atene una lettera di costituzione in mora – che corrisponde alla prima fase delle procedure di infrazione -, per non avere rispettato le regole sui diritti dei passeggeri. Il tema riguarda i cosiddetti voucher di importo, che vengono usati dalle compagnie di trasporto per rifondare il costo di biglietti acquistati dai passeggeri prima che scoppiasse la pandemia di coronavirus e che non sono stati utilizzati anche a seguito della chiusura dei confini. I due Paesi, mette nero su bianco l’ esecutivo comunitario, hanno adottato una legislazione che consente alle compagnie di offrire voucher come unica forma di rimborso. Ma – ricorda Bruxelles – ai sensi dei regolamenti sui diritti dei passeggeri dell’ Ue, questi hanno il diritto di scegliere tra il rimborso in denaro e altre forme di rimborso. Pertanto è scattata la prima fase della procedura. L’ Italia e la Grecia hanno adesso due mesi di tempo per rispondere a quanto chiesto da Bruxelles. «La ragione per la quale abbiamo lanciato una procedura di infrazione è perché questi Paesi hanno adottato delle legislazioni che permettono di offrire i voucher come solo metodo di rimborso», ha spiegato un portavoce di palazzo Berlaymont, e ciò «va contro il diritto dei passeggeri che hanno invece il diritto di scegliere» il rimborso. Bruxelles dunque si è mossa proprio in virtù del fatto che «le legislazioni di questi paesi non permettono tale scelta». Un tema sul quale è intervenuto anche il commissario Ue per il Mercato interno Thierry Breton, sottolineando che «se i cittadini prenotano una vacanza e le circostanze cambiano a causa della crisi» del coronavirus, allora «devono vedere tutelati i loro diritti». Intervenendo in videoconferenza nel corso della plenaria del Comitato europeo delle Regioni (CdR) Breton ha ricordato che in base alle «raccomandazione della Commissione il rimborso sotto forma di voucher può essere solo una scelta facoltativa del viaggiatore». In campo anche il Codacons che ricorda di avere presentato l’ esposto alla Commissione Europea da cui è scaturita la procedura di infrazione. «Ora il governo, se non vuole andare incontro a severe sanzioni, deve modificare subito la norma relativa i rimborsi dei viaggi annullati a causa del coronavirus, prevedendo esplicitamente che la scelta tra indennizzo in denaro e voucher sia a discrezione dell’ utente», ha affermato il presidente Carlo Rienzi.

    L’Eco di Bergamo, 03/07/2020 03:15
    Tenta truffa ad anziana Badante lo mette in fuga
    Truffatori senza scrupoli che sfruttano questo periodo d’ emergenza sanitaria. Le loro vittime sono prevalentemente gli anziani che tentano di raggirare puntando sulla paura del contagio. Qualche giorno fa, come segnala il Codacons, una truffa di questo tipo nel quartiere di Loreto ai danni di una signora di 87 anni è stata sventata grazie all’ intervento della badante. Il malvivente si era presentato a casa dell’ anziana, dicendo di essere un infermieremandato a effettuare un test sierologico. Ma proprio mentre la donna stava per farlo entrare è intervenuta la badante che ha chiesto all’ uomo di qualificarsi e, di fronte al nervosismo del truffatore, ha iniziato a urlare e a colpirlo con la borsa della spesa, mettendolo in fuga. «Una corretta informazione – spiega il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli – risulta fondamentale per prevenire questo tipo di reati». Nei giorni scorsi un volontario del progetto del Comune «Buongiorno Bergamo» ha raccolto la testimonianza di un’ anziana signora di Santa Lucia, che ha ricevuto una telefonata in cui le si proponeva un sondaggio sul Covid e le veniva chiesto quanti anni aveva e se era sola in casa. Sembrerebbe trattarsi di malintenzionati. Prestare attenzione. Alessio Malvone.

    La Verità, 03/07/2020 02:25
    Voucher viaggi, schiaffo Ue all’ Italia
    procedura di infrazione (anche alla grecia) per il regalo alle compagnie di trasporto è contro le norme eliminare il rimborso ai passeggeri sulle tratte cancellate per covid
    claudia casiraghiNon voucher, ma diritti comunitari. La Commissione europea, nel pomeriggio di ieri, ha emesso la propria sentenza. Grecia e Italia, che nei giorni seguiti all’ emergenza sanitaria hanno consentito alle compagnie di trasporti di non rimborsare i biglietti mai utilizzati, comprendo il disturbo con un voucher di pari importo, hanno con ciò violato il diritto di chi utilizzi navi e aerei, pullman o treni. In base a quanto previsto dal regolamento 261 del 2004, all’ utente che si trovi a fare i conti con la cancellazione di un proprio viaggio, dovrebbe essere sempre garantita la possibilità di scegliere se fare emettere a proprio favore un voucher che copra l’ importo speso o se godere, entro una settimana, del rimborso economico. Cosa, questa, che in Grecia e in Italia non è mai stata fatta.Il governo nostrano, con la legge 27 del 2020, ha trasformato in legge il Decreto Cura Italia, consentendo alle compagnie di trasporti che si siano trovate a cancellare viaggi per ragioni legate al Coronavirus, di limitare i rimborsi, fino al 30 settembre, alla sola emissione di voucher. E, sebbene Dario Franceschini e Paola De Micheli abbiano fatto qualche tiepido tentativo per rabbonire la Commissione europea, tanto non è bastato ad esentare l’ Italia da due diverse procedure di infrazione.L’ una è rivolta alle compagnie di trasporti, l’ altra, inerente come la prima ai voucher imposti per legge, riguarda, invece, i viaggi a pacchetto, quelli in cui tutto dovrebbe essere compreso: vitto, alloggio e pure spostamento. Ad emettere i voucher, in questa seconda fattispecie, sono stati i tour operator, ma la sostanza per l’ Unione Europea non è stata passibile di alcun cambiamento. Il viaggiatore, sia pure quello formato villaggio, dovrebbe poter scegliere la modalità di rimborso che più crede essergli adatta. E l’ Italia, al viaggiatore formato villaggio, non ha dato alcuna possibilità di scelta.Le procedure di infrazione si sono, così, duplicate e due mesi potranno passare prima che l’ Italia, e con lei la Grecia, replichino all’ esecutivo dell’ Unione Europea.«Finalmente l’ Ue ha accolto le istanze del Codacons, unica associazione ad aver presentato un ricorso alla commissione Ue per conto di milioni di italiani gabbati dal voucher previsto dal decreto Cura Italia», ha detto Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, spiegando come «il governo, se non vuole andare incontro a sanzioni, deve modificare subito la norma relativa ai rimborsi per i viaggi annullati a causa del Coronavirus, prevedendo esplicitamente che la scelta tra voucher e indennizzo in denaro sia a discrezione dell’ utente». Da quanto si è potuto leggere nel comunicato della Commissione europea, un’ eventuale margine di trattiva sembra, infatti, impossibile. «Durante la crisi», ha sottolineato l’ esecutivo europeo, è stato «costantemente chiarito che i diritti dei consumatori restano validi anche in questo contesto senza precedenti, e che le misure adottate dalle nazioni a supporto dell’ industria» non devono né possono comportare una violazione del regolamento comunitario, fino a febbraio mai messo in discussione da alcun Paese membro.

    Il Sole 24 Ore, 03/07/2020 02:16
    procedura d’ infrazione
    Viaggi, monito Ue all’ Italia
    «usare i voucher come sola forma di rimborso è contro i regolamenti comunitari»
    Una doppia procedura di infrazione è stata aperta dall’ Unione Europea nei confronti dell’ Italia sulle modalità di rimborso ai mancati passeggeri di viaggi cancellati a causa della pandemia. La prima procedura (che ha coinvolto anche la Grecia) trova la sua motivazione nell’ adozione da parte dell’ Italia di norme che consentono alle compagnie aeronautiche di offrire voucher come unica forma di rimborso. I regolamenti Ue sui diritti dei passeggeri, tuttavia, offrono a questi ultimi la facoltà di optare tra il rimborso in denaro e altre forme di rimborso. La seconda procedura (che oltre a Italia e Grecia vede sotto scacco anche altri otto Paesi) ha come oggetto le norme nazionali specifiche sui viaggi “tutto compreso” che consentono agli organizzatori di emettere voucher invece del rimborso in denaro per viaggi annullati, o di posticipare il rimborso ben oltre il periodo di 14 giorni, come stabilito nella direttiva sui viaggi tutto compreso. «La ragione per la quale abbiamo lanciato le procedure di infrazione – ha confermato un portavoce della Commissione europea – è perché questi Paesi hanno adottato legislazioni che permettono di offrire i voucher come solo metodo di rimborso e questo va contro il diritto dei passeggeri che hanno il diritto di scegliere». Soddisfazione alla notizia hanno espresso le associazioni dei consumatori. In primo luogo il Codacons che sul tema aveva presentato l’ esposto alla Commissione Europea da cui è scaturita la procedura. «Finalmente l’ Ue ha accolto le nostre istanze – Ha affermato il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Ora il governo, se non vuole andare incontro a severe sanzioni, deve modificare subito la norma relativa ai rimborsi dei viaggi annullati a causa del coronavirus, prevedendo esplicitamente che la scelta tra indennizzo in denaro e voucher sia a discrezione dell’ utente». E Rienzi ha aggiunto «Se il governo non si adeguerà alle disposizioni dell’ Ue, scatterà una class action del Codacons contro lo Stato Italiano in favore di tutti i soggetti costretti ad accettare il voucher come unica forma di rimborso di voli e viaggi annullati». Da sempre contrario alla norma sui rimborsi in voucher anche Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori: «Era evidente fin dall’ inizio che la normativa italiana, per quanto ritenuta impropriamente di applicazione necessaria, non poteva derogare a quella europea. Abbiamo scritto al ministro del Turismo fin dal 4 marzo, chiedendogli di rivedere questa regola assurda e controproducente per le stesse agenzie di viaggio, visto che nessuno prenota le vacanze o un viaggio se poi, in caso di annullamento, non può riavere i soldi. Ma non c’ è stato verso – ha proseguito Dona – Ora vanno restituiti i soldi a tutti i consumatori o scatteranno azioni legali a raffica». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
    r.e.i.

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