Rassegna stampa del 3 gennaio
AgenPress, 03/01/2019 19:38
Codacons: bene Governo che incontra il Terzo Settore il 10 gennaio
Agenpress. Il Codacons plaude la decisione del Governo di incontrare i rappresentanti del terzo settore il 10/1/2019 e chiede che l’ incontro venga esteso alle Associazioni dei consumatori e ambientaliste per affrontare i temi più importanti che riguardano le realtà no profit e in particolare la questione del contributo unificato per le ONLUS, da settimane sul tavolo e ancora priva di soluzione. L’ Associazione, infatti, contesta con fermezza la bocciatura dell’ emendamento del sottosegretario allo Sviluppo economico Dario Galli (Lega) che, accogliendo l’ appello di 11 associazioni dei consumatori, prevedeva di esonerare le ONLUS dal pagamento del contributo unificato quando avviano azioni giudiziarie di interesse sociale: scelte queste che penalizzano unicamente gli utenti più deboli, configurando un comportamento antisociale gravissimo da parte del Governo. Su questo tema è intervenuto anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che attraverso una nota ufficiale inviata al Codacons a firma della dott.ssa Rosanna De Rosa (Direttore dell’ Ufficio per gli affari dell’ Amministrazione della Giustizia), ha informato di aver sollecitato il Ministro della Giustizia Bonafede a valutare le istanze presentate dal Codacons e da altre 10 associazioni dei consumatori in merito al contributo unificato, e contenute in un appello inviato nei giorni scorsi al Capo dello Stato.
Investire Oggi, 03/01/2019 15:23
Saldi invernali 2019: sfida all’ e-commerce e perché potrebbe essere un flop
saldi al via ma con il rischio flop, il potere degli e-commerce e perché potrebbero fallire.
Partono il 5 gennaio i saldi invernali ma il rischio flop, almeno nelle prime settimane di sconti, è alto. Secondo il Codacons gli italiani hanno cambiato abitudini e molti fattori potrebbero contribuire a dare l’ ennesima mazzata al settore delle vendite. Sfida all’ e-commerce Sembrano lontani i tempi in cui la partenza dei saldi era attesa da tutti per acquistare capi scontati e fare affari. Ad oggi la situazione sembra cambiata. Da un lato la data di inizio, troppo vicina alla fine delle vacanze di Natale, quando gli italiani hanno già speso tanto per regali e pranzi e cene natalizie. Da non sottovalutare anche il potere dell’ e-commerce, con sconti tutto l’ anno, e il celebre Black Friday di fine novembre che spinge gli italiani ad acquistare a prezzi scontati già prima dei saldi e dunque sembrano meno attratti dagli sconti di fine stagione. Sono soprattutto le prime settimane le più tragiche, quando gli sconti, solitamente, non superano il 30% e molti preferiscono attendere che la posta in gioco diventi più alta. Secondo il Codacons: “Anche nel 2019 ci sarà una pesante flessione degli acquisti, pari a circa il -7% su anno e una spesa media a famiglia che scende a quota 157 euro. Si preannuncia un flop per le vendite perché da un lato la data di partenza delle promozioni al termine delle feste natalizie e di Capodanno è assolutamente inadeguata, avendo le famiglie già svuotato i portafogli tra regali e spese alimentari; in secondo luogo i consumatori hanno modificato profondamente le proprie abitudini, spostando gli acquisti verso l’ e-commerce che registra crescite delle vendite a due cifre e che può godere di sconti liberi tutto l’ anno. In tale contesto i saldi di fine stagione appaiono inutili e obsoleti e andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il “black friday” che registrano il grande favore dei consumatori, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce”. E se da un lato valgono sempre i consigli anti truffa (conservare lo scontrino, diffidare degli sconti sopra il 50%, segnarsi i prezzi reali prima dell’ inizio dei saldi etc) dall’ altro è importante segnalare come le vendite potrebbero davvero partire in sordina per i negozi fisici. Secondo quanto riporta La Stampa , ad esempio, molti negozi di Torino hanno già aperto la stagione degli sconti con la conseguenza che molti negozi si trovano sotto pressione per il caro affitti. Secondo Maria Luisa Coppa presidente di Ascom Torino, «Per le grandi catene i saldi sono ormai tutto l’ anno. I piccoli negozianti rischiano di rimanere con il cerino in mano». Secondo Confesercenti si stima che si spenderanno 280 euro a famiglia e 122 euro a persona per i saldi. Gli acquisti maggiori riguardano calzature, maglieria, pantaloni e prodotti per la casa. Diversi i dati di Confcommercio che parlano di una spesa di 325 euro a famiglia e 140 euro pro capite, il tutto per un giro d’ affari di 5,1 miliardi. Secondo Roberto Manzoni, presidente di Fismo Confesercenti «Quest’ anno gli sconti di partenza saranno più alti. Per i consumatori sarà meglio del Black Friday, con un periodo di sconti più lungo e tutti i vantaggi del negozio tradizionale». Leggi anche: Saldi invernali 2018: quanto spenderanno gli italiani, sarà un flop o un successo?
Varese News, 03/01/2019 15:08
casorate sempione
Odor di cherosene nell’ aria, il Codacons presenta un esposto
I sindaci, capitanati da Dimitri Cassani di Casorate , si erano già mossi chiedendo analisi ad Arpa, su quell’ odore di cherosene segnalato da tanti cittadini. Ma ora c’ è anche chi si rivolge alla Procura della Repubblica, nello specifico l’ attivissimo Codacons. I casi si sarebbero moltiplicati durante il periodo natalizio. «Sono arrivate molte segnalazioni in Comune» diceva il sindaco di Casorate Cassani. «Dal giorno di Santo Stefano, 26 dicembre, c’ è questo odore pesante, soprattutto nelle zone interessate dal passaggio degli aerei», vale a dire sotto le rotte di decollo preimpostate, le cosiddette SID. Le proteste erano arrivate soprattutto da Casorate Sempione e Arsago Seprio . Ora si aggiunge anche la voce del Codacons: «Inaccettabile che le persone non abbiano potuto godere di un Natale normale tanto da dover essere costrette a rimanere chiuse in casa. Inoltre bisogna indagare per comprendere i danni alle persone e all’ ambiente, oltre che individuare le cause per scongiurere il ripetersi del fenomeno». Quanto solidi siano gli elementi portati dal Codacons, si vedrà (forse) in futuro. Al di là delle mosse di Dimitri Cassani e di Claudio Montagnoli sul caso specifico, più in generale la questione delle rotte di decollo è uno dei più dibattuti in tempi recenti, finito anche al centro delle richieste dei sindaci del Cuv (i Comuni dell’ area di Malpensa) al gestore aeroportuale e agli enti di controllo, Enac ed Enav.
roberto morandi
Latina Today, 03/01/2019 12:19
Saldi invernali 2019, il 5 gennaio al via gli sconti. I 10 consigli per evitare le “fregature”
si parte sabato a latina e nel lazio; previsto un calo delle vendite dal codacons che diffonde il decalogo per gli acquisti in sicurezza
Si avvicina la data dell’ inizio dei saldi a Latina e nel Lazio. La partenza è fissata per sabato 5 gennaio , come comunicato nelle scorse settimane dalla Regione. Sei le settimane previste per gli sconti di fine stagione durante le quali gli amanti dello shopping potranno cercare il buon affare. Ma, dall’ altro lato, il Codacons frena gli entusiasmi e prevede una contrazione delle vendite. “Non ci sarà alcuna corsa all’ acquisto e le vendite durante i prossimi saldi invernali sono destinate a registrare un nuovo calo, seguendo un trend oramai consolidato negli ultimi anni”. “I saldi invernali non basteranno a risollevare le sorti del commercio – spiega il presidente Carlo Rienzi – Gli acquisti durante il periodo di sconti, infatti, faranno registrare anche nel 2019 una pesante flessione, pari a circa il -7% su anno e una spesa media a famiglia che scende a quota 157 euro. Questo perché da un lato la data di partenza delle promozioni al termine delle feste natalizie e di Capodanno è assolutamente inadeguata, avendo le famiglie già svuotato i portafogli tra regali e spese alimentari; in secondo luogo i consumatori hanno modificato profondamente le proprie abitudini, spostando gli acquisti verso l’ e-commerce che registra crescite delle vendite a due cifre e che può godere di sconti liberi tutto l’ anno”. I 10 consigli contro le “fregature” Come ogni anno, poi, il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli per evitare di cadere nelle cosiddette “fregature” durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) Conservare sempre lo scontrino : non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione : la merce posta in vendita sotto la voce “saldo” deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. è improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Girare : nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si può così verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Consigli per gli acquisti: cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. valutare la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. 5) Diffidare degli sconti superiori al 50% , spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). un commerciante, salvo nell’ alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Negozi e vetrine : non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. la merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Prova dei capi : non c’ è l’ obbligo. è rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Pagamenti : nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Fregature : se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.
Varese News, 03/01/2019 12:08
leggiuno
“Facciamo come a Venezia e teniamo le lucine a Leggiuno”
la proposta arriva sotto forma di lettera aperta da un lettore-architetto: “disponibile gratuitamente, con qualche collega, a studiare un piano di viabilità più snello”
Dopo la decisione degli organizzatori di fermare le lucine di Leggiuno per le difficoltà logistiche di un esorbitante afflusso di visitatori a confronto con la capienza del piccolo paese, e le polemiche seguite , la questione fa ancora discutere. Solo di ieri la presa di posizione dell’ associazione di consumatori Codacons e la proposta di riproporre per il Natale 2019 il medesimo spettacolo, ma a Varese . C’ è però chi non vuole rassegnarsi all’ idea di abbandonare quella magica atmosfera di paese percepibile fra la chiesa e l’ oratorio che si avverte al calar del sole, quando il lavoro dei volontari si anima. La proposta di studiare una soluzione per Leggiuno arriva in una lettera da parte di un “addetto ai lavori” che ha un obiettivo: regolamentare l’ accesso al sito. Egregio Direttore, ho cercato invano l’ indirizzo delle famiglie Betti per rivolgere alla stesse ed ai loro collaboratori, il mio plauso per quanto hanno saputo realizzare. Non avendolo trovato, scrivo a Lei, affinché voglia farsi interprete divulgando questa mia. Una sera, fra Santo Stefano e San Silvestro, sono stato a Leggiuno, certamente il paese è piccolo, le strade ed i parcheggi difettano un po’, comunque fin da subito sono rimasto stupito dalla quantità di persone presenti che si incamminavano verso il luogo della manifestazione. La fila di gente in coda era paurosa , più di mezz’ ora per raggiungere l’ ingresso. Però non ho sentito una lamentela, tutti molto pazienti e composti, nessuno ha reclamato per la lunga attesa. Finalmente sono riuscito ad entrare e sono stato colto dalla magica atmosfera del luogo. Bellissimo, eccezionale: i fiori, gli animali, i funghi, le lumache e tutto il resto erano illuminati con colori diversi. Che dire? Da tanti anni faccio parte di un gruppo di progettazione e quindi posso capire la mole di lavoro che c’ è dietro a questa realizzazione, oltre alla fantasia ed al buon gusto dimostrati dai realizzatori. Tante persone erano senza parole, quasi sbigottiti da tanta armonia e bellezza . Personalmente, anche se non sono di Leggiuno, mi sono sentito orgoglioso per tanta bravura. Leggo oggi, che visti i disagi del paese, si pensa di non ripetere questa manifestazione , ciò sarebbe un peccato mortale, perché sprecare tanta maestria? I disagi si possono risolvere, magari gestendo l’ afflusso in modo diverso (vedi Venezia) ; la viabilità e le aree a parcheggio potrebbero essere migliorate con un numero maggiore di Vigili anche presi in prestito dai comuni limitrofi. Personalmente sarei disponibile gratuitamente, con qualche collega, a studiare un piano di viabilità più snello da sottoporre alla Municipalità di Leggiuno. Cordiali saluti, Claudio Daverio STUDIO TECNICO D’ ARCHITETTURA Claudio Daverio Architetto Via Roma, 7 – 21018 Sesto Calende (Va) Leggi anche Milano – Lucine di Leggiuno, Codacons: “Persa un’ occasione unica” Varese – I Giardini Estensi possono salvare le “Lucine di Leggiuno” Leggiuno – Troppi disagi, si spengono le luci di Leggiuno Varese – «Portiamo le lucine di Leggiuno a Varese» Leggiuno – Cinquecentomila lucine illuminano Leggiuno ed è magia LE MISURE SULL’ AFFLUSSO A VENEZIA Oltre alla questione della tassa di ingresso a Venezia , di cui i giornali parlarono solo qualche giorno fa, le misure legate all’ afflusso turistico di Venezia sono riportate nel sito istituzionale del Comune. A Venezia nel periodo compreso tra il 1 giugno e il 2 settembre 2018 “potranno essere adottate dal Comune di Venezia, con la gradualità necessaria, misure straordinarie di gestione dei flussi di visitatori”. In che modo? Attribuendo diversi bollini – giallo, rosso e nero, come per le partenze in auto sulle autostrade nel periodo di vacanza – a seconda dell’ afflusso turistico, schierando steward, totem direzionali e varchi per regolare l’ arrivo di visitatori.
Treviso Today, 03/01/2019 11:34
Tornano i saldi in Veneto: caccia all’ affare di inizio anno
dal 5 gennaio al 31 marzo in veneto torna il periodo delle offerte invernali. in molti a caccia di sconti soprattutto nel settore dell’ abbigliamento. attenzione alle truffe però
Saldi invernali 2019 : il pensiero corre a loro adesso che il periodo festivo induce ad aprire il portafogli più spesso del solito per onorare lo spirito natalizio e impacchettare regali. Ma per usufruire del consueto periodo di sconti invernali che rendono meno oneroso lo sfizio di concedersi un rinnovo del guardaroba si dovrà pazientare ancora qualche giorno. Come di consueto, infatti, la data indicata per i saldi invernali 2019 è prevista per il 5 gennaio , a ridosso dell’ Epifania, giorno che quest’ anno cade di sabato e pertanto concede ai potenziali clienti di dedicare un intero weekend alle spese. Anche in Veneto e in provincia di Treviso i saldi inizieranno sabato e andranno avanti fino al 31 marzo. Negozi e outlet si preparano all’ invasione di clienti. Tuttavia, c’ è già chi parla di “flop annunciato”: «Andrebbero eliminati» sostiene il presidente del Codacons Carlo Rienzi secondo cui gli acquisti durante il periodo di sconti faranno registrare anche nel 2019 una pesante flessione, pari a circa il -7% su anno e una spesa media a famiglia che scende a quota 157 euro. Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia, ricorda con il 2018 si sia chiuso «con molte preoccupazioni per i commercianti che si vedono schiacciati da consumi che non decollano, concorrenza sleale del ‘wild’ , costi incomprimibili e tasse sempre più asfissianti” e quelli in partenza ora saranno “saldi, euro più euro meno, in linea con quelli dello scorso anno, ma avranno la straordinaria opportunità di risvegliare i consumi. I consumatori potranno così tornare a trovare ‘vere’ occasioni nei nostri negozi». Mancano ancora pochi giorni per i saldi invernali 2019 , ma ciò non significa che si debba rinunciare all’ acquisto dei capi più “urgenti”. Il segreto è uno solo: calibrare l’ impellenza dell’ acquisto con la pazienza di saper aspettare in caso l’ oggetto del desiderio non sia così necessario (e magari, sia anche un bel po’ costoso). Inoltre, procedere sin da ora stilando una lista dei desideri da esaudire da qui ai prossimi mesi può essere una buona idea per non ritrovarsi ad acquistare a caso quando il gran giorno dei saldi 2019 arriverà. Segnare l’ oggetto adocchiato, il negozio che lo ha esposto e anche il prezzo di costo, sono tutti dettagli che serviranno ad andare a colpo sicuro e, soprattutto, a non farsi fregare rispetto alle percentuali di sconto applicato durante i saldi invernali 2019.
Bolina, 03/01/2019 11:33
Rapallo: nuovi interventi per rimuovere le barche
un accordo tra le compagnie assicuratrici consente di riprendere in modo coordinato il recupero delle centinaia di relitti ancora sommersi in porto.
Il nuovo anno inizia con una svolta per il porto di Rapallo, ancora assediato da centinaia di relitti di barche affondate o trascinate a terra dalla mareggiata che tra il 29 e il 30 ottobre scorsi ha investito la città ligure. Un accordo raggiunto dalle varie compagnie assicurative coinvolte nell’ evento permetterà infatti di gestire le rimozioni in blocco senza dovere negoziare ogni danno caso per caso. Giovedì 3 gennaio inizieranno quindi le operazioni di livellamento del fondale a iniziare dalla foce nei pressi del torrente San Fracesco in modo da creare un canale di sicurezza in cui far transitare pontoni e mezzi di recupero. I danni stimati sono ingenti, si parla di circa 700 milioni di euro tra yacht danneggiati e lesioni alle infrastrutture. Delle 420 unità affondate o fuori uso ne sono state rimosse solo 225, molte sono quelle che hanno strappato gli ormeggi dal porto Carlo Riva (su 337 unità presenti, solo 132 hanno resistito alle onde), altre si trovano nella parte pubblica del porto cittadino. Una ventina sono ancora quelle in superficie, sul lungomare o sugli scogli. Il Comune di Rapallo ha anche iniziato a inviare una serie di diffide agli armatori che non hanno rimosso la propria barca, soprattutto ai proprietari di quelle che ostacolano le operazioni di recupero. Intanto va avanti l’ inchiesta della procura della Repubblica di Genova riguardo al crollo della diga di protezione del porto Carlo Riva, così come l’ esposto presentato dall’ associazione Codacons per lo stesso evento; negli ultimi giorni si è aggiunto anche un ricorso al Tribunale Civile di Genova presentato da un armatore.
Key4Biz, 03/01/2019 10:56
Criptocrazia non autorizzata
dark , bitcoin, profiling illegale e le nuove frontiere della schiavitù digitale.
Di Marco Pizzuti Punto d’ incontro editore Data di pubblicazione: 2018 ISBN: 8868205518 Pagine: 317 Prezzo: 13,90 Negli ultimi anni l’ avvento delle criptovalute in breve tempo ha fatto accumulare ingenti patrimoni a spregiudicati investitori. La nuova moneta viene falsamente presentata come una rivoluzione dal basso contro l’ alta finanza, ma rappresenta solo la punta dell’ iceberg di una trasformazione epocale che culminerà con la totale abolizione del denaro contante in favore del denaro virtuale, controllabile a livello globale. Di pari passo, multinazionali come Google e Facebook hanno già posto le basi per la creazione di una società interamente digitalizzata, formata dai profili di tutti gli utilizzatori del e dei social network, una vera e propria schedatura di massa fatta di foto, dati anagrafici, professione, opinioni, preferenze negli acquisti, segreti privati, geolocalizzazione, orientamento politico, sessuale ecc. Inoltre nelle autostrade informatiche si trovano dei “passaggi segreti” che conducono al mondo sotterraneo del dark (invisibile ai motori di ricerca e inaccessibile dai normali browser) dove centri di potere, servizi d’ intelligence, organizzazioni criminali e terroristiche possono acquistare o vendere droga e armi, commissionare omicidi, corrompere politici o assoldare mercenari per rovesciare governi, pagando in criptovalute che garantiscono l’ anonimato. La criptocrazia è un potere nascosto che già ora viene esercitato illegalmente a esclusivo vantaggio di chi detiene il controllo delle informazioni carpite a ciascuno di noi, mentre usiamo ignari la Rete con smartphone e computer, spiati dalle nostre cam e dai nostri microfoni. Indice Introduzione I. Blockchain e bitcoin tra illusioni e realtà Cos’ è e come funziona il sistema delle blockchain La ricompensa dei “minatori” e l’ emissione decentralizzata di nuova valuta I rischi e le denunce del Codacons Così bello da non poter essere vero Il lato oscuro delle criptovalute Il mito della sicurezza assoluta e i ladri di CPU La moneta elettronica “fiat” Un successo preparato a tavolino II. Benvenuti nel mondo oscuro del dark TOR, la porta per l’ abisso Creati sin dal principio per uno scopo comune? “Esportazione della democrazia” più facile con dark e criptovalute III. Da Ethereum alla quarta rivoluzione industriale Gli smart contract Come sta cambiando realmente la società Con Ethereum e il 5G tutte le macchine comunicheranno tra loro Dalla disoccupazione di massa a un nuovo ordine sociale Il mondo verso il controllo informatico IV. Criptocrazia finanziaria Disinformazione di Stato Debito pubblico e titoli di Stato Il PIL come ago della bilancia sul debito Il collocamento sui mercati finanziari I creditori del debito L’ onnipotenza delle banche centrali Dietro la maschera dell’ ente pubblico Il “divorzio” tra Banca d’ Italia e Tesoro Il processo di concentrazione delle banche centrali in un’ unica banca mondiale Le interrogazioni parlamentari sulla proprietà dell’ euro Banche centrali libere di fare ciò che vogliono Segretezza e impunità giudiziaria Il signoraggio e la creazione del denaro dal nulla Il “miracolo” della moltiplicazione dei pani e dei pesci La bomba dei derivati Le “tre sorelle” e l’ incubo dello spread MES, il “fondo ammazza-stati” e il Fiscal Compact L’ assalto allo Stato Accusare un altro stato per nascondere l’ élite finanziaria Il governo lo sceglie il mercato? La beffa finale del Quantitative Easing V. Criptocensura e fake news Fake news, come cambiare nome alla censura Le fake news della scienza Il complottismo? Un’ invenzione della CIA La vera fabbrica delle menzogne Fake news pro-industria all’ ordine del giorno Vaccini, autismo e le vere bufale Andrew Wakefield, truffatore o martire? L’ ipotesi proibita La missione di Brian Deer, distruggere Wakefield Le vere motivazioni di The Lancet e la persecuzione giudiziaria Tre governi per una ministra bugiarda La legge dei due pesi e delle due misure La scienza dell’ industria non è democratica! Il Simpsonwood Memo L’ imbarazzo dei medici e “l’ aggiustamento” dei dati Generation Zero Il complotto della “lobby antivaccinista” Conclusioni VI. Dal terrorismo alle nuove frontiere della schiavitù digitale Orwell e la profezia della guerra infinita contro il terrorismo La manipolazione delle notizie L’ invenzione del califfato islamico Telegiornali o strumenti di propaganda? Terrorismo “fatto in casa”? La Columbia University e i retroscena della guerra infinita contro il terrorismo Le trappole della Rete Cosa sono veramente i social network? Il network ombra di Google Google & Darpa Al servizio del Pentagono La “bufala complottista” dei microchip sottopelle diventa realtà Niente da nascondere Il futuro della sorveglianza secondo la comunità scientifica Verso una società psicotica Marco Pizzuti è nato a Roma nel 1971, ex ufficiale dell’ esercito, dottore in Legge, conferenziere, scrittore (più di 200.000 copie vendute solo in Italia), ricercatore scientifico e sceneggiatore di cinema e teatro, ha lavorato presso le più prestigiose istituzioni dello Stato (Camera dei Deputati, Senato della Repubblica e Consiglio di Stato) ed è spesso ospite delle emittenti radio-televisive in qualità di esperto in controinformazione. Fuori da ogni schieramento politico-ideologico e in aperto contrasto contro l’ attuale sistema partitocratico ed elitario di tipo esclusivamente “rappresentativo”, promuove le regole del federalismo (per un’ amministrazione a misura d’ uomo) e della moderna democrazia diretta (modello svizzero) come unica reale possibilità di espressione della sovranità popolare. Nel campo della divulgazione scientifica collabora con il Museo dell’ Energia e durante il TED di Bologna del 2011 ha stabilito il nuovo record mondiale nella trasmissione di corrente elettrica senza fili direttamente in forma di corrente alternata (senza l’ impiego del sistema wi-tricity) applicando esclusivamente la tecnologia Tesla di fine ‘800. Dal 2011 collabora con il programma “Mistero” (ora “Mistero Adventure”) di Italia Uno dove ha mostrato alcuni degli esperimenti scientifici più controversi (reazioni nucleari a debole energia, effetto Biefeld-Brown, trasmissione di energia senza fili etc..). Pubblica articoli per l’ omonimo magazine uscito per la prima volta in edicola nel 2012 e affermatosi subito come un successo editoriale. Dal 2016 scrive anche una rubrica scientifica per la rivista “Scienza e Conoscenza” del gruppo Macro. Per la categoria saggistica ha scritto otto volumi attualmente in pubblicazione in 19 stati del mondo (Italia, Spagna, Bulgaria, Romania, Argentina, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Perù, Porto Rico, Repubblica Dominicana, Uruguay, Venezuela). Nel 2008 ha creato il blog “Altrainformazione.it”, ormai divenuto punto di riferimento della libera informazione per milioni di utenti l’ anno.”
Helpconsumatori, 03/01/2019 10:19
Saldi al via il 5 gennaio. Consumatori: niente corsa allo shopping e rischio flop
Davvero è tempo di saldi? La domanda nasce non tanto dall’ avvio delle vendite di fine stagione, quasi tutte ai nastri di partenza sabato 5 gennaio, con la possibilità di destinare agli acquisti l’ intero fine settimana, quanto dall’ assetto dei consumi che fra promozioni ripetute durante l’ anno, Black Friday e soprattutto aumento dell’ e-commerce, sembrano non premiare più queste iniziative. Almeno questa l’ impressione delle associazioni dei consumatori, che si aspettano saldi sempre meno attraenti (Adoc) e paventano un vero e proprio flop (Codacons). Quale sarà il budget a disposizione dei saldi invernali? Secondo l’ Adoc la spesa media non sarà superiore a 165 euro a famiglia , con saldi sempre meno attraenti causa promozioni legate al Black Friday e alla diffusione dell’ e-commerce e senza contare l’ impossibilità delle famiglie di destinare grandi cifre alle spese extra. Spiega Roberto Tascini, presidente Adoc: “La spesa delle famiglie per i saldi non supererà i 165 euro di media, secondo le nostre previsioni. Oggi il rito dell’ acquisto a saldo è fortemente depotenziato, a causa di una pluralità di motivi. Da una parte la combinazione tra redditi bassi e spese primarie e irrinunciabili elevate , come quelle sostenute per alimentazione, casa, trasporti e tasse, non permette alle famiglie italiane di destinare grosse cifre alle spese extra come i saldi. Dall’ altra l’ avvio dei saldi subito dopo le festività natalizie, la contemporanea diffusione del rito del Black Friday e la crescita costante dell’ e-commerce limitano ulteriormente la corsa ai saldi . Dato che online è sempre possibile approfittare di sconti e offerte, in media del 10-15%, i consumatori preferiscono diluire la spesa per il vestiario durante l’ anno, piuttosto che concentrarla in un determinato periodo”. Da qui l’ interrogativo sulla “attualità” delle vendite in saldo. Prosegue Tascini: “Continuiamo a chiederci se ormai abbia ancora un senso, anche per i negozianti, mantenere l’ attuale configurazione dei saldi e non piuttosto liberalizzarli e mantenerli attivi tutto l’ anno . Una soluzione che a nostro avviso offrirebbe un vantaggio sia per i consumatori che per i commercianti e che darebbe fiato ai negozi fisici, sempre più in difficoltà.” Anche il Centro ricerche consumi e ambiente prevede una “stagnazione dei consumi” per i saldi invernali 2019 e parla di un 40% di famiglie che farà acquisti, con una spesa media stimata in circa 180 euro a famiglia e un aumento dell’ 1% in linea col tasso di inflazione. Per il Codacons non ci sono dubbi: i saldi di quest’ anno si riveleranno un flop per le vendite, perché si tratta di sconti di fine stagione ritenuti “sempre più inutili e obsoleti”. Le vendite al via il 5 gennaio, dice il Codacons, sono destinate a registrare un nuovo calo, in linea con una tendenza consolidata negli ultimi anni. “I saldi invernali non basteranno a risollevare le sorti del commercio – commenta il presidente Codacons Carlo Rienzi – Gli acquisti durante il periodo di sconti, infatti, faranno registrare anche nel 2019 una pesante flessione, pari a circa il -7% su anno e una spesa media a famiglia che scende a quota 157 euro . Questo perché da un lato la data di partenza delle promozioni al termine delle feste natalizie e di Capodanno è assolutamente inadeguata, avendo le famiglie già svuotato i portafogli tra regali e spese alimentari; in secondo luogo i consumatori hanno modificato profondamente le proprie abitudini, spostando gli acquisti verso l’ e-commerce che registra crescite delle vendite a due cifre e che può godere di sconti liberi tutto l’ anno”. Per Rienzi, dunque, “in tale contesto i saldi di fine stagione appaiono inutili e obsoleti e andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il “Black Friday” che registrano il grande favore dei consumatori, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce”.
corriere.it, 03/01/2019 09:45
shopping
Saldi, il vademecum: «Se gli sconti sono esagerati, diffidate. E occhio agli acquisti online»
le regole e i consigli di adiconsum e codacons. «attenti agli importi scritti con il pennarello senza indicazione del originario, che deve esserci»
Le percentuali di sconto alte sono allettanti, ma Adiconsum mette in guardia e stila un decalogo di regole. Mina Busi, presidente della sezione di Bergamo, ne detta due fondamentali: «Fare attenzione ai saldi con percentuali di sconto troppo elevate, in quanto si tratta solitamente di specchietti per allodole, e diffidare degli importi scritti col pennarello senza indicazione del prezzo originale». L’ associazione mette in guardia su altre attenzioni da prestare. Per esempio, sull’ oggetto in saldo devono essere sempre riportati il prezzo d’ origine, la percentuale di sconto applicata e il prezzo finale. E, ancora, «sconti superiori al 50-60 per cento nascondono spesso spiacevoli sorprese». Un campanello di allarme è «la presenza di merce a prezzo pieno insieme alla merce in sconto». Inoltre, «è bene verificare che il prodotto in vetrina sia lo stesso in negozio» e «diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati e non provati». Meglio tenere sempre lo scontrino per poter eventualmente cambiare la merce difettosa. E, soprattutto, «il periodo dei saldi non sospende la normativa di legge a tutela dei consumatori». Ma lo shopping è sempre più spesso tramite un clic. Online. Il Codacons suggerisce come non farsi ingannare. Su tutte, una regola è fondamentale: «Acquistare solo da siti internet sicuri, protetti da sistemi di sicurezza internazionali, riconoscibile dalla presenza del lucchetto nella barra di indirizzo». Meglio se dietro allo schermo c’ è un negozio, in ogni caso «non comprate da venditori sconosciuti». Di persona o virtualmente, «attenzione alle offerte che sembrano esageratamente vantaggiose, potrebbero nascondere una truffa». Quanto ai pagamenti, «meglio tramite paypal o carte prepagate (evitare bonifici o carte di credito), e non comunicate mai i vostri dati personali». Non va dimenticato: «Diritto di recesso, entro 14 giorni dalla data dell’ acquisto». 3 gennaio 2019 | 09:02.
ilsecoloxix.it, 03/01/2019 09:30
i danni della mareggiata
Rapallo, la conta dei danni per gli yacht affondati arriva fino a 700 milioni
Newsletter Il Secolo XIX Leggi Abbonati Regala Gli yacht spiaggiati nel porto di Rapallo in una foto dello scorso novembre Articoli correlati Rimozione degli yacht dopo la mareggiata, c’ è l’ ok delle assicurazioni Rapallo e la sfida della ricostruzione: ancora decine i relitti da rimuovere Rapallo – La cifra è da brividi: 700 milioni di euro. E’ il conto dei danni che le assicurazioni hanno stimato, a oggi, per le barche che, nella mareggiata infernale del 29 e 30 ottobre o sono andate distrutte o hanno avuto conseguenze pesantissime. Sono gli yacht che, mollati gli ormeggi del porto Carlo Riva, sono finiti o a riva – ancora venti sono da togliere, nella zona del lungomare tutto, fino a via Avenaggi – o sono rimaste morenti nel Golfo, o sono affondate. Delle 337 ormeggiate, quel giorno e quella notte, al porto Carlo Riva, solo 132 sono rimaste al loro posto. E poi ci sono tutte le altre imbarcazioni nella parte pubblica del porto. Auto e motorini, anche. C’ è in corso l’ inchiesta della procura della Repubblica di Genova , per quanto accaduto e per il muro paraspruzzi crollato, al porto Carlo Riva, durante la mareggiata: i periti nominati, sul caso, dalla Procura sono al lavoro. C’ è già, anche, il primo ricorso , da parte di un armatore, al Tribunale Civile di Genova. E, da subito, c’ è stato l’ esposto del Codacons. La priorità, ora, per il Comune di Rapallo e il territorio, è la bonifica dei fondali . Perché la stagione balneare è alle porte. Da qui, l’ altro ieri, sono partite delle vere e proprie diffide, da parte dei legali incaricati dal Comune di Rapallo, il professore Sergio Maria Carbone e l’ avvocato Luigi Cocchi. «Diffide, pesantissime. Per chi ancora non ha rimosso la propria barca e, in certi casi, con la sua inerzia stoppa il passaggio di altri relitti già pronti, da tempo, a essere portati via» ha spiegato il sindaco Carlo Bagnasco.
silvia pedemonte
Canicatti, 03/01/2019 06:22
Dal Codacons lo sportello “Sos terremotati”
Il Codacons lancia oggi lo “Sportello sos terremotati” con sedi a Catania e Aci Sant’ Antonio per fornire consulenza legale gratuita in favore della popolazione colpita dagli eventi sismici di Santo Stefano, che ha colpito Aci Bonaccorsi, Aci Catena, Aci Sant’ Antonio, Acireale, Milo, Santa Venerina, Trecastagni, Viagrande e Zafferana Etnea. Gli sportelli sono attivi a Catania in via Musumeci 171, responsabile l’ avv. Lorena Natascia Grasso, e ad Aci Sant’ Antonio in via Marchese di Casalotto n. 120, responsabile l’ avv. Veronica Russo.
veronica russo
Gazzetta di Parma, 03/01/2019 06:00
Codacons Famiglie: una stangata da 914 euro
pLa luce non costerà di più (forse, o almeno non nei primi tre mesi dell’ anno), il gas invece sì. E nel complesso il Codacons calcola che nel 2019 a causa dell’ aumento di varie voci di spesa legate soprattutto all’ uso dell’ auto (benzina, bollo, pedaggi autostradali) ma anche di bollette, trasporti, multe, alla fine la famiglia media pagherà 914 euro in più, sempre che l’ inflazione si mantenga costante. Nel primo trimestre del 2019 il costo della luce resterà, dunque, invariato. Le famiglie (in generale il cliente in regime di mercato tutelato) pagheranno dal 1° gennaio 21,74 centesimi di euro per kilowattora con una leggerissima flessione (-0,08%). Crescerà però il gas del 2,3%: sempre dal 1° gennaio il costo sarà di 84,95 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse. Lo ha reso noto l’ Arera, l’ autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Per l’ Unione dei Consumatori il mancato aumento della luce «un’ ottima notizia», ma le altre organizzazioni dei consumatori la pensano diversamente. Per Federcosumatori «la flessione relativa ai costi dell’ energia elettrica è minimo» mentre l’ aumento del gas si verifica proprio nel periodo invernale, «quindi nel periodo dell’ anno in cui si fa un maggiore utilizzo di questo servizio» aumentando le spese per le famiglie già oberate da altri oneri. Nei 12 mesi fra il primo aprile 2018 e il 31 marzo 2019, la spesa per la famiglia -tipo calcola l’ Arera-sarà di 560,2 euro, 25 euro in più rispetto ai 12 mesi precedenti. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.150 euro (variazione +10% con un aumento di circa 105 euro). r.c.
Gazzetta del Sud, 03/01/2019 05:37
Sisma del 1990, sbloccati i rimborsi
danni del terremoto sull’ etna: fissata la tabella dei contributi agli sfollati sulla base dei nuclei familiari. in alternativa 25.000 euro per le ristrutturazioni
SIRACUSA L’ Agenzia delle Entrate sta pagando i rimborsi delle tasse ai contribuenti per il sisma del 1990 nella Sicilia orientale. A darne notizia è stata la parlamentare nazionale di Forza Italia, Stefania Prestigiacomo, che nella passata legislatura insieme ad altri componenti della deputazione siracusana aveva acceso una vera e propria battaglia per soddisfare i diritti di migliaia di contribuenti. «Abbiamo assistito ad una lettura della legge originaria che regolamentava la materia ma ignorava le ordinanze e successive normative» che riconoscono il diritto ai rimborsi per i residenti delle province della Sicilia orientale (Catania, Siracusa e Ragusa). «Residenti che hanno versato nelle casse dello Stato oltre il 10 per cento di quanto dovuto per i tributi che vanno dal 1990 al 1992», ha spiegato la Prestigiacomo. La parlamentare ha ricordato come anche le sentenze della Cassazione hanno riconosciuto il diritto individuale dei lavoratori dipendenti. Adesso, di fatto, l’ Agenzia delle Entrate ha sbloccato il processo già concordato e definitivo di rimborso. «Non dimentichiamo che la posizione dell’ Agenzia, oltre a penalizzare i cittadini onesti e i contribuenti leali, aggravava pesantemente i costi per lo Stato perché si avviavano migliaia di vertenze, mentre i cittadini dovevano attendere ancora per ottenere quanto dovuto», ha concluso Stefania Prestigiacomo. L’ Agenzia centrale delle Entrate precedentemente aveva ritenuto di dover escludere tutti i lavoratori dipendenti dal diritto ad ottenere i rimborsi per il sisma ’90, dando una interpretazione quasi incostituzionale, decidendo che il rimborso spettava solo ai sostituti d’ imposta e non ai lavoratori dipendenti. Intanto sul fronte catanese si attende l’ ok del commissario delegato nonchè capo delle protezione civile regionale, Calogero Foti, per tracciare le linee guida riguardanti i contributi di autonoma sistemazione destinati a chi ha dovuto abbandonare la propria casa, dopo il sisma di Santo Stefano a Zafferana Etnea. Il provvedimento scatterà immediatamente per chi non ha trovato riparo nelle strutture alberghiere in questi giorni, mentre sarà valido per gli altri sfollati nel momento in cui lasceranno l’ albergo in cui sono stati provvisoriamente alloggiati. Lo rende noto l’ amministrazione comunale di Zafferana Etnea. Ai nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa, è stata distrutta in tutto o in parte, o che sia stata sgomberata in esecuzione di provvedimenti delle autorità competenti post terremoto, verrà assegnato un contributo mensile per l’ autonoma sistemazione di 400 euro per i nuclei monofamiliari, 500 per i nuclei familiari composti da due unità, 700 per tre unità, 800 per quattro unità, e 900 per cinque o più unità. Qualora nel nucleo familiare siano presenti persone di età superiore a 65 anni, portatrici di handicap o disabili con una percentuale di invalidità non inferiore al 67%, sarà concesso un contributo aggiuntivo di 200 euro mensili, oltre il limite massimo di 900 euro mensili previsti per il nucleo familiare. Inoltre, il Commissario è autorizzato ad assegnare un contributo massimo di 25.000 per unità immobiliare per la realizzazione degli interventi necessari a ripristinare in tempi rapidi le condizioni di agibilità. Quest’ ultimo provvedimento potrà essere adottato in alternativa al contributo riconosciuto per l’ autonoma sistemazione ovvero ad altre forme di assistenza alloggiativa che in questo caso potrà essere erogata per il tempo necessario alla realizzazione degli interventi e, comunque, non oltre 120 giorni dalla presentazione della documentazione. Intanto il Codacons ha istituito lo “Sportello Sos Terremotati”, con sedi a Catania e Aci Sant’ Antonio, per fornire consulenza legale gratuita a favore della popolazione colpita dal sisma di Santo Stefano ad Aci Bonaccorsi, Aci Catena, Aci Sant’ Antonio, Acireale, Milo, Santa Venerina, Trecastagni, Viagrande e Zafferana Etnea. Gli sportelli sono attivi a Catania in via Musumeci 171, responsabile l’ avv. Lorena Natascia Grasso, e ad Aci Sant’ Antonio, in via Marchese di Casalotto 120, responsabile l’ avv. Veronica Russo. a.r.
La Gazzetta dello Sport, 03/01/2019 05:31
Al via la corsa ai saldi: l’ e-commerce li oscura
affari per 5,1 miliardi e spesa prevista di 325 euro a famiglia ma i consumatori prevedono il flop: «un sistema obsoleto»
# Sono partiti ieri i saldi invernali in Basilicata e Sicilia, mentre oggi toccherà alla Valle D’ Aosta. Nel resto d’ Italia saranno invece sdoganati da sabato. Così, come da consuetudine, veniamo invasi da una valanga di numeri snocciolati dagli uffici studi delle diverse organizzazioni di categoria: Confcommercio, Confesercenti, Coldiretti e poi quelle dei consumatori, dall’ Adoc al Codacons. Stime o “profezie” spesso in contrasto tra loro. Per un giro di affari che Confcommercio calcola attorno a 5,1 miliardi. L’ associazione dei negozianti prevede inoltre l’ adesione di 15 milioni di famiglie e una spesa media di 325 euro. Previsioni più ottimistiche rispetto a quelle di Confesercenti, che riduce il budget per nucleo familiare a 280 euro e quelle più nere dei consumatori dell’ Adoc e del Codacons, che stimano un esborso medio rispettivamente di 165 e 157 euro. # Ma c’ è chi con gli sconti è partito in anticipo, con i cosiddetti “saldi mascherati”. Esatto. In pratica si annunciano promozioni o si mandano mail e sms ai clienti abituali, invitandoli a passare in negozio per invogliare all’ acquisto. Oppure vengono lanciate le esclusive promozioni riservate ai titolari delle carte fedeltà, poi allargate a tutti i clienti. Con la possibilità di fare buoni affari prima ancora del via ufficiale agli sconti. Ma i commercianti (sono 280 mila le attività interessate) considerano comunque la stagione dei saldi una grande occasione: «Una straordinaria opportunità di risvegliare i consumi», commenta il presidente di Federazione Moda Italia di Confcommercio, Renato Borghi. Il numero uno di Fismo Confesercenti, Roberto Manzoni, spera nell’ inversione di tendenza «dopo l’ ennesimo anno fiacco, con le vendite di Natale sotto le attese». E c’ è un sondaggio realizzato in collaborazione con Swg, che arriva a confortare queste speranze: il 45% degli italiani ammette di aver aspettato i saldi di gennaio per completare gli acquisti di Natale. Solo uno su quattro, il 25%, li ignorerà completamente. # Qualcuno considera i saldi oramai depotenziati. Colpa delle nuove abitudini legate agli acquisti sul e ai riti importati dagli Stati Uniti, come il Black Friday. Per questo il Codacons, che bolla i saldi come «inutili e obsoleti», parla di flop e prevede una flessione del 7% rispetto all’ anno scorso. «Le famiglie hanno già svuotato i portafogli (…). E poi i consumatori hanno modificato le proprie abitudini, spostando gli acquisti verso l’ e-commerce, che registra crescite delle vendite a due cifre e che può godere di sconti liberi tutto l’ anno», afferma il presidente Carlo Rienzi. # Senza contare l’ abitudine di andare a provare in negozio e poi comprare a prezzi scontati online (in media del 10-15%). Gli acquisti via Internet, del resto, hanno conosciuto una crescita pazzesca in Italia: secondo i dati del Politecnico di Milano valgono oltre 27 miliardi, e hanno registrato un incremento del 16% rispetto al 2017 e un aumento record, in termini di valore assoluto, pari a 3,8 miliardi. Ecco allora che, di fronte alla concorrenza spietata dell’ e-commerce, da più parti viene invocata la liberalizzazione. La domanda è: perché non consentire che ogni negoziante faccia i prezzi che vuole quando vuole? Il dibattito è in corso. # Nel frattempo, la legge fissa alcune regole a cui tutti si devono attenere. L’ obbligo di accettare i pagamenti con carte di credito, esporre il prezzo prima dello sconto, quello scontato e la percentuale dello sconto; il cambio della merce eventualmente difettosa. Nella maggior parte dei casi i saldi andranno avanti fino a fine febbraio e inizio marzo. E per chi proprio non ha voglia di buttarsi sui capi di abbigliamento e accessori (un nuovo paio di scarpe è l’ acquisto in saldo più desiderato) c’ è sempre un altro modo per risparmiare: cotechini e pandori sono scontati fino al 70%. Parola di Coldiretti. Gli affari si possono fare anche a tavola.
Corriere della Sera (ed. Bergamo), 03/01/2019 05:30
Sconti, il vademecum «Se sono alti, diffidate Attenzione all’ online»
le regole di adiconsum e codacons
Le percentuali di sconto alte sono allettanti, ma Adiconsum mette in guardia e stila un decalogo di regole. Mina Busi, presidente della sezione di Bergamo, ne detta due fondamentali: «Fare attenzione ai saldi con percentuali di sconto troppo elevate, in quanto si tratta solitamente di specchietti per allodole, e diffidare degli importi scritti col pennarello senza indicazione del prezzo originale». L’ associazione mette in guardia su altre attenzioni da prestare. Per esempio, sull’ oggetto in saldo devono essere sempre riportati il prezzo d’ origine, la percentuale di sconto applicata e il prezzo finale. E, ancora, «sconti superiori al 50-60 per cento nascondono spesso spiacevoli sorprese». Un campanello di allarme è «la presenza di merce a prezzo pieno insieme alla merce in sconto». Inoltre, «è bene verificare che il prodotto in vetrina sia lo stesso in negozio» e «diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati e non provati». Meglio tenere sempre lo scontrino per poter eventualmente cambiare la merce difettosa. E, soprattutto, «il periodo dei saldi non sospende la normativa di legge a tutela dei consumatori». Ma lo shopping è sempre più spesso tramite un clic. Online. Il Codacons suggerisce come non farsi ingannare. Su tutte, una regola è fondamentale: «Acquistare solo da siti internet sicuri, protetti da sistemi di sicurezza internazionali, riconoscibile dalla presenza del lucchetto nella barra di indirizzo». Meglio se dietro allo schermo c’ è un negozio, in ogni caso «non comprate da venditori sconosciuti». Di persona o virtualmente, «attenzione alle offerte che sembrano esageratamente vantaggiose, potrebbero nascondere una truffa». Quanto ai pagamenti, «meglio tramite paypal o carte prepagate (evitare bonifici o carte di credito), e non comunicate mai i vostri dati personali». Non va dimenticato: «Diritto di recesso, entro 14 giorni dalla data dell’ acquisto».
Il Messaggero (ed. Rieti), 03/01/2019 05:06
Saldi in avvio, ma sconti già partiti
le vendite a prezzo ribassato scatteranno sabato 5 gennaio ma sono molte le riduzioni applicate ora in diverse attività il presidente ascom tosti: «servono maggiori controlli, non è normale proporre costi così bassi per tutto l’ anno»
COMMERCIO Ufficialmente i saldi invernali partiranno il 5 gennaio, ma basta un giro nei negozi di Rieti per accorgersi che gli sconti sono già in corso un po’ ovunque. Prezzi ridotti fino al 60% appena passato il Natale, sconti fedeltà non solo per i clienti abituali. In questo scenario i saldi hanno ancora senso? Secondo il Codacons è una abitudine inutile e desueta, sia perché le famiglie hanno già svuotato i portafogli tra regali e spese alimentari, che per abitudini profondamente modificate, con gli acquisti spostati verso l’ e-commerce che può godere di sconti liberi tutto l’ anno. «Le leggi ci sono, ma non vengono rispettate – tuona Leonardo Tosti, a capo di Confcommercio Lazio Nord. – Manca un controllo verso chi mette in pratica vendite promozionali tutto l’ anno, vendite vietate un mese prima dei saldi. Il problema è più grande di quanto si possa immaginare, una totale deregulation, per non parlare del commercio elettronico, in saldo tutto l’ anno. Non mancano telefonate ed esposti che segnalano gli irregolari alle autorità competenti, ma chi controlla? Ci sono attività in saldo dal primo giorno che arriva la merce fino all’ ultimo: non è normale essere in promozione 12 mesi l’ anno». LE RICHIESTE Tosti è arrabbiato e, con lui, i commercianti aderenti a Confcommercio. Un po’ di sconto è fisiologico anche per loro, altrimenti non si lavorerebbe. Ma la richiesta forte è di regole chiare e controlli più accurati. «Quando a ottobre si vede il 50% di sconto il dubbio deve venire – continua Tosti. – E’ merce nuova? O magari non ancora pagata… Ci sono commercianti in grande difficoltà, il momento è brutto e non voglio giudicare nessuno, chiedo soltanto maggiori controlli». Il periodo delle feste intanto è passato discretamente. «Siamo parzialmente soddisfatti – spiega Tosti – ci accontentiamo. A dicembre si sono mantenuti i risultati dello scorso anno, sono invece mancati i fatturati di ottobre e novembre, anche a causa della congiuntura economica non brillante». Secondo le stime dell’ Ufficio Studi Confcommercio, i saldi invernali interessano oltre 15 milioni di famiglie, con una spesa media di 325 euro, circa 140 euro pro capite. In tempo di commercio on line, c’ è anche chi chiede la liberalizzazione dei saldi, per permettere a ogni attività di valutare quale sia il momento più opportuno per attuare gli sconti, si spera utili a risvegliare i consumi e a rianimare le vie del centro, reduci dal flop delle casette di legno. « A Rieti non funzionano – commenta Tosti – perché non c’ è chi si sacrifica. Non possono essere aperte i primi giorni e poi arrivederci e grazie. Ci vorrebbe una penale o magari l’ invito a standisti da fuori, ma non è normale far guadagnare gli altri. Quest’ anno i presepi hanno portato gente, le luminarie sono piaciute, il prossimo anno tornerà la giostra, ma senza fondi è difficile fare cose grandi e non possiamo essere noi gli unici responsabili di tutto ciò che non va nel centro storico». Daniela Melone © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Secolo XIX (ed. Levante), 03/01/2019 05:01
a rapallo vertice in comune con i manager riva, la capitaneria, i periti delle assicurazioni e gli operatori della cordata che rimuove i relitti
Yacht affondati: danni per 700 milioni di euro
La cifra è da brividi: 700 milioni di euro. E’ il conto dei danni che le assicurazioni hanno stimato, a oggi, per le barche che, nella mareggiata infernale del 29 e 30 ottobre o sono andate distrutte o hanno avuto conseguenze pesantissime. Sono gli yacht che, mollati gli ormeggi del porto Carlo Riva, sono finiti o a riva – ancora venti sono da togliere, nella zona del lungomare tutto, fino a via Avenaggi – o sono rimaste morenti nel Golfo, o sono affondate. Delle 337 ormeggiate, quel giorno e quella notte, al porto Carlo Riva, solo 132 sono rimaste al loro posto. E poi ci sono tutte le altre imbarcazioni nella parte pubblica del porto. Auto e motorini, anche. C’ è in corso l’ inchiesta della procura della Repubblica di Genova, per quanto accaduto e per il muro paraspruzzi crollato, al porto Carlo Riva, durante la mareggiata: i periti nominati, sul caso, dalla Procura sono al lavoro. C’ è già, anche, il primo ricorso, da parte di un armatore, al Tri bunale Civile di Genova. E, da subito, c’ è stato l’ esposto del Codacons. La priorità, ora, per il Comune di Rapallo e il territorio, è la bonifica dei fondali. Perché la stagione balneare è alle porte. Da qui, l’ altro ieri, sono partite delle vere e proprie diffide, da parte dei legali incaricati dal Comune di Rapallo, il professore Sergio Maria Carbone e l’ avvocato Luigi Cocchi. «Diffide, pesantissime. Per chi ancora non ha rimosso la propria barca e, in certi casi, con la sua inerzia stoppa il passaggio di altri relitti giàpronti, da tempo, a essere portati via» ha spiegato il sindaco Carlo Bagnasco. Ieri, il secondo passaggio fondamentale. Con una riunione fra il Comune di Rapallo, il porto Carlo Riva, la Capitaneria, i periti delle assicurazioni, gli operatori della coordata di aziende Visond per un vero e proprio cronoprogramma delle rimozioni da mette rein atto. Da oggi, alla foce del san Francesco, si lavorerà per togliere il Chocolate. Dal 7 gennaio, dovrebbe trovare la via della rimozione il Suegno di Pier Silvio Berlusconi, yacht che da settimane è pronto ma che ha ancora oggi la via “d’ uscita”, via mare, impedita da altri relitti presenti sul fondale. Nell’ ambito della riunione, è emersa la cifra di 700 milioni di euro di danni, quantificati dai periti delle assicurazioni, per quanto riguarda le barche coinvolte nel disastro. E 40 milioni di euro è invece il conto per la bonifica e il dragaggio del fondale. Cinque colossi -la Italsub di Chiavari, la Giuseppe Santoro srl di Genova, la genovese Oromare spa, l’ impresa Tito Neri srl di Livorno, la genovese Drafinsub srl – si sono uniti in una realtà, la Visond appunto, che è pronta a ripescare 150 relitti ancora presenti in un mese al netto dei tempi della burocrazia. L’ ufficio Circondariale Marittimo di Santa Margherita ha nel mentre varato l’ ordinanza- la numero 343 del 2018, con valore dal 28 dicembre e fino a fine dei lavori – con via libera proprio per la rete di imprese Visond per i lavori di livellamento dei fondali e rimozione delle barche ancora presenti. «Le diffide sono state un atto forte, ma certamente necessario – afferma il sindaco di Rapallo Carlo Bagnasco – non potevamo più attendere. Il Golfo va liberato dalle barche entro un mese e mezzo». – [email protected].
La Repubblica (ed. Palermo), 03/01/2019 04:42
il bilancio
Saldi, c’ è il pienone di turisti e famiglie: supersconti da subito
Ad essere presi d’ assalto sono stati i negozi di underwear e le catene come Zara, gli outlet e i centri commerciali A colpire sono le vetrine che annunciano da subito sconti fino al 50 per cento. E’ partita ieri con la promessa di affari ancora più allettanti del Black Friday la prima giornata dei saldi invernali. Ad essere presi d’ assalto sono stati soprattutto i negozi di underwear e le catene commerciali come Zara, gli outlet e i centri commerciali. Per Confcommercio Palermo, la spesa media pro capite sarà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno: tra i 110 e i 125 euro a testa e i 230- 260 euro a famiglia. « Prevediamo – dice Patrizia Di Dio, presidente – una sostanziale tenuta di spesa rispetto all’ anno scorso nonostante il clima di fiducia sia peggiorato e si avverta la debolezza della domanda delle famiglie.I saldi hanno ancora un “appeal” fortissimo soprattutto d’ inverno, quando si possono comprare con gli sconti i capi più pesanti». In Sicilia secondo Confcommercio i saldi alimenteranno un giro d’ affari di 400 milioni di euro, coinvolgendo tutto il settore non alimentare, dall’ abbigliamento ai prodotti per la casa, dall’ elettronica alla cosmesi e all’ ottica. Sarà un flop invece per il Codacons, con una flessione del 9 per cento rispetto all’ anno scorso. In centro a Palermo ieri c’ erano famiglie, studenti, turisti. Alcuni negozi sono rimasti quasi vuoti di mattina per poi riempirsi nel pomeriggio. Coda e ressa da H&M, Zara, Tezenis, dove il prezzo più piccolo è di 1,95 euro. Meno folla nei negozi storici come da Eva, che vende biancheria da quasi 100 anni. « La data dell’ inizio dei saldi è stata poco pubblicizzata e poi cade di mercoledì – dice Annamaria Latteo, titolare – speriamo di rifarci nel week-end». Positivo il bilancio del Sicilia Outlet Village, che ha registrato migliaia di visitatori. «L’ affluenza crescente dei clienti – dichiara Victor Busser Casas, General Manager di Arcus Real Estate, società italiana della “galassia” Percassi che ha fondato il Sicilia Outlet Village – confermano il trend positivo di Sicilia Outlet Village, punto di riferimento per lo shopping di lusso da oltre 8 anni » . Soddisfatto Gianni Lo Coco, responsabile dei negozi Talco a Palermo e Catania: « Alle 12 abbiamo raggiunto il budget dell’ anno scorso: i più gettonati sono maglieria, cappotti e piumini » . A proporre sconti anche alcune farmacie. Come la catena Maymone, con punti vendita a Palermo e Trapani. © RIPRODUZIONE RISERVATA Un giro d’ affari di 400 milioni di euro che coinvolge tutto il settore non alimentare Clienti nei negozi per i saldi di fine stagione.
isabella napoli
La Sicilia (ed. Ragusa), 03/01/2019 04:31
la stagione dei ribassi al via da ieri
Partono i saldi, occhio ai bidoni
Michele FarinaccioHanno preso il via da ieri, a Ragusa come in tutta la Sicilia (prima regione insieme alla Basilicata), i saldi 2019. Una fase di grande importanza per i commercianti, che come da tradizione hanno la possibilità di allungare le vendite dopo il periodo delle festività, ma anche per i clienti/consumatori, in cerca di occasioni. In attesa di capire se la stagione 2019 permetterà di uscire dalla crisi, sono immancabili i consigli delle associazioni affinché non si scambino le occasioni con fregature che, troppo spesso, sono dietro l’ angolo. I prodotti in saldo devono essere esposti in reparti diversi rispetto a quelli non in saldo, per evitare che i clienti possano confondersi. Per questo motivo è obbligatorio usare cartellini differenti, o altri strumenti idonei a fornire ai consumatori informazioni non ingannevoli. Codacons e Guardia di Finanza consigliano di controllare sempre il cartellino del prezzo originario con quello ribassato e invitano a diffidare degli sconti superiori al 50%. I commercianti, da parte loro, sono tenuti per legge a indicare accanto al prodotto il prezzo iniziale e la percentuale dello sconto, mentre non sono obbligati a segnare il nuovo prezzo di vendita ottenuto con il ribasso. E’ sempre bene ricordare, inoltre, che anche durante i saldi valgono le regole del commercio. Per esempio la possibilità di cambiare la merce o la possibilità di pagare con carte di credito, che comunque restano sempre a discrezione del commerciante.Inoltre è bene sempre controllare che i capi siano in buone condizioni, ed è sempre importante conservare lo scontrino. Chiedere sempre al commerciante se consentirà di effettuare un cambio e quanti giorni si hanno a disposizione per farlo.
La Sicilia, 03/01/2019 04:30
ieri il via alla stagione invernale ma senza l’ atteso pienone
«Saldi? Solo se ne vale la pena Per me è meglio dell’ on-line» I commercianti sperano in una boccata d’ ossigeno
Sono iniziati ufficialmente ieri, in Sicilia, i saldi invernali, ma a Catania non si fa più la fila nei negozi per comprare a prezzi convenienti. La via Etnea, infatti, restituisce di sé l’ immagine di una strada affollata non più di un giorno qualunque dell’ anno, come se l’ avvio dei saldi non facesse ancora presa. E sebbene i negozi abbiano proposto sin da subito un “tappeto” di sconti, adesso a mancare è proprio la gente. C’ è da dire, però, che le vendite promozionali sono iniziate da prima delle festività natalizie e ciò ha diluito gli acquisti dei consumatori nel tempo, così che si è arrivati al primo giorno di sconti senza l’ urgenza di realizzare a tutti i costi l’ affare dell’ anno. «Abbiamo già tutto ciò che serve – afferma la signora Claudia Cannavò -. Tuttavia, entro compiaciuta nei negozi per guardare e provare la merce. Vorrei trovare un capo meno usuale e di qualità. Insomma, vorrei concedermi un capriccio senza un esborso eccessivo. Ho spesa abbastanza per acquistare i regali di Natale e ora vorrei pensare anche a me». Maria Luisa Iudica, sebbene tenga in mano due buste: «Da un paio d’ anni – dice – non aspetto i saldi per fare acquisti, anche perché ormai le promozioni sono frequenti. Quando ne vale la pena, però, mi faccio tentare anch’ io: stamani (ieri per chi legge, ndr) sono stata avvisata tramite e-mail della svendita di alcuni prodotti in un grande magazzino e ne ho subito approfittato. Sono convinta, comunque, che ormai si sia perso il senso dei saldi: io, come tanti altri, mi sono concessa solo una cosa in più… ». La gente, dunque, compra se ne ha piacere e non più per necessità. Le previsioni stilate – e rese note nei giorni scorsi – dalle associazioni di categoria erano chiare e pare non siano tanto difformi dalla realtà. Se per il Codacons, infatti, la partenza delle promozioni al termine delle feste natalizie sia stata inadeguata, avendo le famiglie già svuotato i portafogli, per la Confcommercio e la Confesercenti la data di inizio dei saldi ormai è puramente simbolica.Mario Maccarrone, infatti, si dedica ad acquisti utili anche fuori promozione. «Ho comprato i pigiami per la famiglia – afferma – e non ho avuto difficoltà a trovare un capo che unisse il gusto al prezzo. I saldi non fanno più presa, sebbene restino un’ occasione per riscoprire le vie del centro storico. Si passeggia con spensieratezza perché consapevoli che è possibile approfittare dei ribassi per comprare anche ciò che non serve». Più attenta alle svendite è Annetta Calcagno, che ammette di avere atteso l’ avvio ufficiale dei saldi «per rifornire il guardaroba, anche se le promozioni sono distribuite durante tutta la stagione. I saldi invogliano ad andare oltre la necessità e noto che i negozi stanno ribassando oltremisura la merce. E questo è sintomatico». Francesco Verde, invece, non si è neppure accorto che ieri sono iniziati ufficialmente i saldi: «Gli sconti sono propagandati per tutto l’ anno perché i commercianti sanno bene di dovere subire la concorrenza dell’ e-commerce e, quindi, devono adeguarsi». E poi c’ è la voce fuori dal coro di Federico Maccarrone: «Appena ricevo l’ avviso di una promozione mi reco subito nel negozio che la propone. Acquisto abitualmente online, su Amazon e Zalando, ma la gratificazione di portare via subito la merce che si compra è impagabile». PIERANGELA CANNONE.
La Sicilia, 03/01/2019 04:30
conta dei danni
Primi dati provvisori oltre mille gli sfollati
Per gli abitanti dei sette comuni colpiti dal sisma, le festività natalizie si sono concluse la notte del 26 dicembre. La macchina dei soccorsi da quella notte non conosce sosta, si continua con la conta dei danni e i numeri registrano una crescita costante. L’ ultimo resoconto della Protezione civile siciliana fornisce i primi dati provvisori che parlano di 4.943 richieste di sopralluoghi, con 1520 verifiche già eseguite. Sale a 422 il numero delle case inagibili, a 410 quelle parzialmente agibili e di 688 quelle risultate agibili. Su 88 plessi scolastici ne sono stati controllati 47, di questi risulta che 33 sono agibili, 11 parzialmente inagibili e 3 non agibili. Confermato il numero – 1094 – degli sfollati. Di questi 794 sono ospitati in alberghi convenzionati con la Regione Siciliana, 300 le famiglie che hanno fatto ricorso a sistemazioni autonome e due le persone ospitate in strutture pubbliche. Solo nella giornata di Capodanno i tecnici incaricati della verifica hanno eseguito 255 sopralluoghi. Il coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori Codacons lancia lo “Sportello Sos Terremotati” per fornire consulenza legale gratuita in favore della popolazione colpita dagli eventi sismici nei comuni di Aci Bonaccorsi, Aci Catena, Aci Sant’ Antonio, Acireale, Milo, Santa Venerina, Trecastagni, Viagrande e Zafferana Etnea. Gli interessati possono recarsi nelle sedi di Catania in via Musumeci 171 (responsabile l’ avv. Lorena Natascia Grasso) e Aci Sant’ Antonio in via Marchese di Casalotto n. 120 (responsabile l’ avv. Veronica Russo).Lo sportello nasce a seguito dell’ ordinanza 566 emanata il 28 dicembre 2018 dal Capo del Dipartimento della Protezione civile nazionale, nella quale sono previsti importanti misure per le località colpite dagli eventi sismici e per i quali è stato dichiarato lo stato d’ emergenza. Quali a esempio la sospensione immediata delle rate dei mutui per tutti i soggetti, relativi a edifici distrutti o resi inagibili anche parzialmente, previa presentazione di autocertificazione del danno subito. Un contributo per l’ autonoma sistemazione fino a 900 mensili e fino ad un massimo di 1.500 per il trasloco dei beni mobili ubicati nelle predette abitazioni. Per gli edifici non danneggiati gravemente, è previsto un contributo fino a 25.000 per unità. A. S.
La Stampa (ed. Biella), 03/01/2019 04:15
l’ inchiesta sugli abusi e irregolarità contestate alla socrebi
Indagine sul tempio crematorio Già presentate 250 denunce
la lista è quella dei famigliari dei defunti che si sono rivolti al codacons per il risarcimento
Sono state depositate il 23 dicembre dall’ avvocato Alessandra Guarini le prime 250 denunce di privati nei confronti della Socrebi, la ditta che ha in gestione il tempio crematorio di Biella. Si tratta soltanto della prima tranche di chi è ricorso alla cremazione dei propri congiunti e che, dopo l’ avvio dell’ indagine sugli abusi effettuati nella struttura, si è rivolto al Codacons. A questa serie di ricorsi potrebbero aggiungersene altri che in questo momento i legali dell’ associazione stanno vagliando, sistemando e completando. Un numero imponente che definisce in modo netto il livello di indignazione raggiunto dopo i risultati dell’ inchiesta della procura: mauro zola P. 41.
La Stampa (ed. Biella), 03/01/2019 04:15
Già depositate 250 denunce contro gli orrori al crematorio
esplodono le richieste di risarcimento dei danni dopo l’ inchiesta della procura l’ elenco (un primo)è quello dei famigliari dei defunti che aderiscono al codacons
Sono state depositate il 23 dicemb re dall’ avvocato Alessandra Guarini le prime 250 denunce di privati nei confronti della Socrebi, la ditta che ha in gestione il tempio crematorio di Biella. Si tratta soltanto della prima tranche di chi è ricorso alla cremazione dei propri congiunti e che, dopo l’ avvio dell’ indagine sugli abusi effettuati nella struttura, si è rivolto al Codacons. A questa serie di ricorsi potrebbero aggiungersene altri che in questo momento i legali dell’ associazione stanno vagliando, sistemando e completando. Un numero imponente che definisce in modo netto il livello di indignazione raggiunto dopo i risultati dell’ inchiesta della procura: nella struttura erano stati bruciati due corpi insieme e anche se era stato fatto pagare un sovrapprezzo per le esumazioni, dovuto alla presenza dell’ interno di zinco delle bare, queste venivano invece aperte, i corpi sistemati in scatole di cartone e lo zinco smaltito attraverso la municipalizzata Seab. Le denunce fanno riferimento alle ipotesi di reato già individuate dai magistrati e cioè violazione di sepolcro, distruzione di cadavere e truffa, oltre ad illeciti minori in tema ambientale. A queste potrebbe aggiungersi anche un’ accusa di falso, legata alle certificazioni fornite dalla Socrebi alle imprese funebri e da queste ai clienti. Insieme al blocco delle querele sarebbero stati consegnati in Procura anche tutti gli elementi forniti direttamente dai clienti e che i legali hanno ritenuto possano risultare utili all’ inchiesta. Scatta ora la seconda fase delle attività concordate da Codacons con i familiari dei defunti cremati nel corso dell’ ultimo anno a Biella: prevede il controllo delle urne per verificare se all’ interno ci siano effettivamente i resti dei loro congiunti e se questi sono o no mescolati con quelli di altri. Per controllare è infatti necessario aprire l’ urna e spostarla dalle cellette cimiteriali o dalla propria casa, fino al laboratorio indicato dal consulente del Codacons, l’ ex comandante dei Ris Luciano Garofano, dove verrà effettuato un primo esame preliminare per cercare eventuali resti ossei da cui poter estrarre il Dna, cosa che non è invece possibile dalle sole ceneri. Per questa operazione serve una precisa autorizzazione da parte della Procura; trattandosi anche in questo caso di un gran numero di pratiche, verranno preparate in anticipo in modo da velocizzare i tempi di approvazione. L’ esame delle urne è ritenuto indispensabile per fornire la prova del danno subito dalle famiglie, in vista della per la terza mossa che gli avvocati del Codacons stanno preparando e cioè il costituirsi parte civile nel processo contro i vertici e i dipendenti della Socrebi, in modo da poter poi avanzare una richiesta di risarcimento. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
mauro zola
La Stampa (ed. Biella), 03/01/2019 04:15
l’ esame dei resti
Al lavoro un’ equipe di super consulenti con l’ ex generale e l’ anatomopatologa
I loro destini professionali si sono già incrociati più volte, in occasione dei casi che più hanno segnato la cronaca italiana degli ultimi anni. A far da consulenti, da un lato del Codacons e delle centinaia di famiglie che si sono rivolte all’ associazione e dall’ altro della Procura, sono due dei nomi più autorevoli nel campo delle indagini scientifiche. Si tratta dell’ ex generale Luciano Garofano, che fa ormai stabilmente parte del team utilizzato dall’ avvocato biellese Alessandra Guarini, tra i migliori in Italia nel ricostruire le scene del crimine partendo dalle macchie di sangue, il primo a rendere note le indagini del Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri,e dell’ anatomopatologa Cristina Cattaneo, al cui modernissimo laboratorio, il Labanof dell’ Università di Milano, i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria del luogotenente Tindaro Gullo hanno portato i 240 chili di ossa e ceneri recuperati dai cassonetti dell’ immondizia in cui erano stati buttati, e a cui spetterà il compito di indicare se si tratta effettivamente di resti umani, costruendo l’ ennesima prova decisiva nei confronti della Socrebi. m. zo.
m. zo.
Il Resto del Carlino (ed. Modena), 03/01/2019 03:31
il raggiro galli (codacons): «è una giungla»
Paga l’ auto con un assegno falso Sessantenne truffata per 5mila euro
IN POCHI minuti ha perso non solo l’ auto ma anche i soldi che l’ avrebbero aiutata, in questo periodo, a guardare avanti. E’ finita nelle mani di uno scaltro truffatore una modenese di 60 anni, ‘pagata’ con un assegno risultato poi contraffatto. E tutto alla luce del sole. La donna, oltre a presentare denuncia, si è rivolta al Codacons nel tentativo di ottenere giustizia. «Parliamo di oltre cinquemila euro – spiega il vice presidente regionale dell’ associazione Fabio Galli (foto) – e per il momento il delinquente è sparito nel nulla. La signora era stata contattata dal truffatore per l’ acquisto della sua Fiat e tutto sembrava regolare ma alla fine l’ uomo è sparito con la vettura». La vittima aveva incontrato il malvivente qualche giorno fa all’ interno di un’ agenzia, al fine di effettuare il regolare passaggio di proprietà. Una volta regolarizzata la cessione del mezzo, il delinquente ha rifilato alla 60enne un assegno circolare poi, in pochi minuti, si è defilato a bordo del bottino. La vittima si è quindi recata in banca per incassare i 5.500 euro; cifra di cui aveva urgentemente bisogno. Ma, in quel momento, è arrivata la doccia fredda: l’ assegno risultava contraffatto e, circa un’ ora dopo, tra l’ altro, la vettura è finita nelle mani di un secondo acquirente al quale il truffatore l’ aveva abilmente rivenduta. «Il problema, in questo caso – sottolinea Galli – è che risulta impossibile per il consumatore tutelarsi. Non si possono effettuare pagamenti in contanti sopra ai tremila euro e sappiamo bene che, anche effettuando un bonifico online, è possibile bloccare lo stesso entro la mezzanotte dello stesso giorno. In più chi acquista teme a sua volta di finire truffato. Ormai è diventata una giungla». v.r.
Il Resto del Carlino (ed. Modena), 03/01/2019 03:31
IL RAGGIRO GALLI (CODACONS): «È UNA GIUNGLA»
paga l’ auto con un assegno falso sessantenne truffata per 5mila euro
IN POCHI minuti ha perso non solo l’ auto ma anche i soldi che l’ avrebbero aiutata, in questo periodo, a guardare avanti. E’ finita nelle mani di uno scaltro truffatore una modenese di 60 anni, ‘pagata’ con un assegno risultato poi contraffatto. E tutto alla luce del sole. La donna, oltre a presentare denuncia, si è rivolta al Codacons nel tentativo di ottenere giustizia. «Parliamo di oltre cinquemila euro – spiega il vice presidente regionale dell’ associazione Fabio Galli (foto) – e per il momento il delinquente è sparito nel nulla. La signora era stata contattata dal truffatore per l’ acquisto della sua Fiat e tutto sembrava regolare ma alla fine l’ uomo è sparito con la vettura». La vittima aveva incontrato il malvivente qualche giorno fa all’ interno di un’ agenzia, al fine di effettuare il regolare passaggio di proprietà. Una volta regolarizzata la cessione del mezzo, il delinquente ha rifilato alla 60enne un assegno circolare poi, in pochi minuti, si è defilato a bordo del bottino. La vittima si è quindi recata in banca per incassare i 5.500 euro; cifra di cui aveva urgentemente bisogno. Ma, in quel momento, è arrivata la doccia fredda: l’ assegno risultava contraffatto e, circa un’ ora dopo, tra l’ altro, la vettura è finita nelle mani di un secondo acquirente al quale il truffatore l’ aveva abilmente rivenduta. «Il problema, in questo caso – sottolinea Galli – è che risulta impossibile per il consumatore tutelarsi. Non si possono effettuare pagamenti in contanti sopra ai tremila euro e sappiamo bene che, anche effettuando un bonifico online, è possibile bloccare lo stesso entro la mezzanotte dello stesso giorno. In più chi acquista teme a sua volta di finire truffato. Ormai è diventata una giungla». v.r.
La Nazione (ed. Empoli), 03/01/2019 03:19
Confesercenti: «Questa data non ha più senso» I clienti: «E’ un’ occasione, perché sprecarla?»
di TOMMASO CARMIGNANI SECONDO le stime dell’ associazione di categoria, la spesa media pro capite sarà di 122 euro. La metà degli empolesi ha già deciso che farà acquisti, solo 1 su 4 ha annunciato che non approfitterà del periodo. Sabato cominciano i saldi invernali: andranno avanti fino al 5 marzo, con percentuali di sconto che varieranno da prodotto a prodotto e da negozio a negozio. Per Confesercenti, si tratta di un’ occasione da non perdere per riscoprire il commercio di vicinato e i centri storici. «Il periodo natalizio – dice la presidente di zona, Ilaria Scarselli – ci ha permesso di compensare, almeno parzialmente, la crisi che c’ era stata nei mesi precedenti. Le vendite sono andate abbastanza bene, anche grazie all’ arrivo del freddo. Adesso confidiamo nei saldi per rafforzare un trend che potrebbe consentirci di iniziare l’ anno nel migliore dei modi». A farla da padrone saranno inevitabilmente i capi pesanti, dall’ abbigliamento alle calzature. «La gente approfitta degli sconti per acquistare la merce tradizionalmente più cara, le aspettative più grandi – spiega ancora Scarselli – sono riposte proprio in questo tipo di attività». Non propriamente ottimistiche sono invece le stime del Codacons, che a livello nazionale ha annunciato una decisa flessione, spiegando come la data di inizio dei saldi sia troppo a ridosso delle festività natalizie. Le famiglie hanno già svuotato i portafogli per regali e cenoni, senza considerare come siano nel tempo cambiate le abitudini di consumo, con l’ e-commerce che ha reso i saldi di fine stagione, sempre secondo l’ assoconsumatori, obsoleti. «Quella della data è una battaglia che portiamo avanti da tempo anche noi. Iniziare il 5 gennaio non ha più senso: il freddo vero deve ancora arrivare – prosegue Scarselli – e quindi come si può parlare di sconti di fine stagione?». Sulla questione del commercio elettronico, però, Confesercenti locale ha un’ opinione diversa. «Il periodo dei saldi è utile perché consente alle famiglie di riscoprire i nostri centri storici. Lo vediamo abbastanza chiaramente a Empoli e altrove: quando ci sono le promozioni, la gente compra più spesso nei negozi sotto casa. Forse perché convinta di trovare occasioni che prima non troverebbe. Dobbiamo insistere con gli eventi e rafforzare il marketing territoriale: a Natale ne abbiamo avuto la riprova, se ci sono più persone in centro aumentano le probabilità che conoscano i nostri negozi e facciano acquisti da noi».
Il Giorno (ed. Sondrio), 03/01/2019 03:17
como allarme sicurezza in città
Troppe telecamere guaste: il caso sta per finire in Procura
– COMO – RISCHIA di finire sul tavolo della Procura di Como il caso delle telecamere di sicurezza che dovrebbero sorvegliare il centro città e invece in buona parte sono spente a causa di guasti nel sistema di trasmissione dati. A sollevare il problema era stato nei giorni scorsi il consigliere Ada Mantovani, della lista Rapinese, dopo la scoperta che città su 86 telecamere solo 48 sono perfettamente funzionanti. «Le altre sono inutilizzabili o perché sono rotte o perché non funziona il ponte radio che trasmette le loro immagini – aveva denunciato il consigliere – C’ è addirittura di peggio, i quattro monitor della centrale operativa sono spenti da un mese, sembra per problemi legati all’ impianto elettrico. Così anche le immagini delle poche telecamere funzionanti non le guarda nessuno». Contro l’ amministrazione comunale adesso si è schierato anche il Codacons pronto a presentare un esposto in procura. «Oltre alle telecamere in tilt e ai monitor spenti – spiega Marco Donzelli, presidente di Codacons Lombardia – va aggiunta la mancanza di personale, attualmente c’ è un solo addetto per turno impegnato nel controllo delle riprese. Siamo di fronte a un problema effettivo e serio che mette dunque in discussione la sicurezza della città e che per troppo tempo si è protratto. Occorre intervenire al più presto». Ro.Can.
L’Eco di Bergamo, 03/01/2019 03:15
Attenzione alle truffe online Ecco il vademecum per evitarle
Puntualmente, con l’ arrivo dei saldi vengono pubblicate in rete migliaia di offerte con sconti vantaggiosissimi. Ma quanti di questi sono veritieri? Si chiede Codacons. L’ associazione dei consumatori suggerisce «a tutti di stare attenti quando facciamo un acquisto online». Regola fondamentale: acquistare solo da siti internet sicuri, protetti da sistemi di sicurezza internazionali, riconoscibile dalla presenza del lucchetto nella barra di indirizzo. «Acquistate solo da venditori sicuri: meglio se si tratta di un negozio, ma anche da privati assicuratevi del feedback dello stesso, non comprate da venditori sconosciuti e attenzione alle offerte che sembrano esageratamente vantaggiose, potrebbero nascondere una truffa». Importante controllare non solo il prezzo del prodotto, ma anche se comprensivo di spese di spedizione o tasse. «Controllate la data di spedizione, e verificate sempre da dove viene spedito il prodotto. Conservate una copia dell’ ordine effettuato, e verificate che esista la possibilità di disdirlo senza pagamento di penali». Il pagamento suggerito è «tramite paypal o carte prepagate (meglio evitare bonifici o carte di credito), e non comunicate mai i vostri dati personali, sia via telefono, sia via mail. Non inserite mai dati privati online». Codacons ricorda che per tutti gli acquisti online vale la possibilità di esercitare il diritto di recesso, entro 14 giorni dalla data dell’ acquisto e nel caso di recesso spetterà sempre il rimborso delle spese effettuate. Infine «andate sempre su siti conosciuti, e non fatevi attirare da quelli che si presentano con offerte incredibilmente vantaggiose».
Il Giorno (ed. Brianza), 03/01/2019 03:13
Saldi, ultima barricata dei negozi
dopo un natale deludente in brianza si apre la sfida all’ ecommerce
di ALESSANDRO GALLI – MONZA – FINITA LA MARATONA dei regali di Natale, parte subito la corsa ai saldi. Da sabato 5 anche i negozianti brianzoli daranno il via alla stagione degli sconti invernali. Secondo Confcommercio, le famiglie italiane metteranno a disposizione 325 euro per i primi acquisti del 2019. Dall’ altro lato della barricata, il Codacons ha sottolineato quanto il rito dei saldi non sia più al passo con i tempi nel secolo dello shopping online. SECONDO L’ UFFICIO Studi di Confcommercio, gli italiani spenderanno 140 euro a persona. Una cifra che porterà la spesa media delle famiglie a 325 euro. Il giro d’ affari dei saldi invernali andrà ad aggirarsi intorno a 5 miliardi di euro. Un dato che sarà confermato o smentito dai 15 milioni di famiglie alle prese con gli sconti di gennaio. Mentre i commercianti si sono preparati all’ inizio dei saldi invernali, il Codacons ha frenato l’ entusiasmo dei tanti esercenti brianzoli. Dall’ altra parte della barricata, l’ unione a difesa dei consumatori ha messo in guardia i patiti dello shopping. IL CODACONS ha stilato un elenco di consigli per evitare malintesi e fregature. A partire dall’ attenzione nel conservare sempre lo scontrino fino al sospetto per gli sconti faraonici, i consumatori potranno approfittare della stagione di offerte senza rimanere frenati da scomodi disguidi. Il cambio del prodotto è di dovere. Come sottolineato dall’ unione dei consumatori, gli acquirenti potranno chiedere una sostituzione del prodotto (se difettoso) o un rimborso nel caso di esaurimento scorte. Attenzione anche alle tempistiche. Ci saranno a disposizione due mesi di tempo per ottenere un cambio dell’ oggetto. Anche la merce dovrà essere realmente di fine stagione. Nel decalogo dei consigli del Codacons sono stati messi in guardia gli acquirenti affinché i saldi di inizio anno espongano in vetrina gli avanzi stagionali e non le rimanenze di magazzino. TRA VETRINE e sconti, l’ ente a tutela dei consumatori ha sottolineato quanto i saldi invernali siano ormai un retaggio del passato. «Noi sosteniamo che i saldi siano diventati un sistema anacronistico – ha commentato Marco Maria Donzelli, presidente del Codacons – I saldi devono essere fatti tutto l’ anno, ma questo i commercianti non lo capiscono». Parole dure che hanno posto l’ accento sulla mancata opportunità per gli esercizi commerciali di incrementare il giro d’ affari. «Per i commercianti potrebbe diventare un’ occasione di lavoro 365 giorni all’ anno – ha aggiunto Donzelli – non vi è una logica nell’ applicare gli sconti solo in certi periodi». Problematiche che si sono andate ad aggiungere al mutamento dei riti dello shopping. Se prima i negozi erano di quartiere, ora l’ avvento del commercio online ha cambiato le modalità di acquisto dei brianzoli. «L’ avvio dei saldi subito le festività natalizie, la contemporanea diffusione del Black Friday e la crescita costante dell’ e-commerce limitano ulteriormente la corsa ai saldi» ha evidenziato Roberto Tascini, presidente dell’ Associazione Difesa Orientamento Consumatori. SALDI DI FINE STAGIONE per dare respiro agli esercenti di zona. Contro grandi catene di distribuzione e shopping online, l’ Unione dei Commercianti Monzesi ha auspicato che gli sconti stagionali siano l’ occasione giusta per portare tanti brianzoli nei negozi di quartiere. «Siamo speranzosi e vorrei fare un appello per acquistare nei negozi di vicinato – ha commentato Domenico Riga, presidente dell’ Unione dei Commercianti Monzesi – i saldi potranno essere un’ occasione per vivacizzare la città e tutta la Brianza». DOPO IL TREND negativo degli acquisti natalizi, gli esercenti monzesi hanno confidato negli sconti di gennaio per alzare il livello degli incassi e andare incontro ai commercianti di zona. Durante il weekend del 5-6 gennaio, tutti i negozi di Monza e della Brianza terranno le porte aperte per accogliere clienti e curiosi a caccia dell’ affare. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Libero, 03/01/2019 02:45
fino a mille euro per una notte di sesso: fra un pranzo e un brindisi tanti italiani si «consolano» con le luc ciole
Sotto l’ albero pure le escort trovano affari d’ oro
uffici chiusi e bordelli aperti
CLAUDIA OSMETTI nÈ il periodo. Le feste di fine anno non vogliono mica solo dire abbuffate di panettone e pandoro. Ci sono pure le bollicine, e non necessariamente quelle dello spumante. Fa freddo, vietato stare in solitaria, ci si lascia andare ai piaceri della carne. In tutti i sensi. Gran parte degli italiani (maschi) da Natale all’ Epifania hanno deciso di farsi un regalo a luci rosse: escort, belle di notte, prostitute. Il sesso a pagamento, in questa stagione di vacanze e ferie non ancora concluse, sta fatturando più del previsto. Saranno anche gli effetti delle tredicesime appena intascate, vai a sapere. Quel che è certo è che da Nord a Sud le professioniste del settore stanno passando un ottimo Capodanno. Di lavoro, ma son dettagli. A Bari – racconta la Gazzetta del Mezzogiorno – le più sveglie hanno fiutato l’ affare a inizio dicembre, quando si sono trasferite in città e hanno sponsorizzato a destra e a manca (internet incluso) la loro profana “apparizione”. Non se ne sono ancora andate, è stato un successo: i clienti continuano a non mancare. A Milano devono ancora arrivare i Re Magi che alcuni siti specializzati hanno messo on-line cataloghi con i fiocchi. Propriamente con i fiocchi. E le prenotazioni di lucciole “vip” (specie negli alberghi a cinque stelle) quasi non si contano: una notte d’ amore con Maya, insegnante di ballo a San Pietroburgo ed escort sotto la Madonnina, costa fino a mille euro. Ma è sempre meglio che brindare davanti allo specchio. I portali in rete dedicati al mercato più hot di sempre traboccano di annunci, promesse e numeri di telefono: il problema è trovare la linea libera, vista la quantità di chiamate che partono a ogni ora del giorno e della notte. Unicamente a Busto Arsizio (e Busto Arsizio è una cittadina milanese di 80mila abitanti, non proprio New York) negli scorsi giorni i vigili hanno fermato, e multato, oltre venti ragazze che stazionavano sul marciapiede in attesa dell’ uomo (pagante) di turno. Non si facevano concorrenza, macché: c’ era da lavorare per tutte. Lo dice la scienza (secondo una recentissima ricerca di Scientific reports, una rivista americana, durante le festività la parola più cercata su Google è “sesso” e “non a caso la maggior parte dei bambini nasce punto a settembre, cioè nove mesi dopo” i cenoni dei cenoni), lo ribadiscono le dirette interessate. Ai microfoni di Radio2 si lascia andare Simona, una escort italiana di 40 anni: «Lavoriamo tantissimo sia alla vigilia che in questi giorni», racconta, «in questo periodo vengono anche tanti ragazzi giovani: magari prendono i soldi dalla nonna e li spendono con noi». La famosa busta sotto l’ albero. Poi ci sono le faccende da sbrigare, che per le donne restano un grattacapo famigliare: prima il menù delle tavolate infinite, poi lo shopping dei saldi, poi il riassetto della casa prima di tornare alla normalità. «Nel frattempo», continua Simona, «gli uomini fanno i loro affarucci con noi escort». Risultato: tu vai con le amiche al centro commerciale per inseguire quel cappottino marrone che tenevi d’ occhio da settimane e lui si fionda sul letto della prima trovata nel . E ci lascia magari qualche centinaio di euro ricevuto in dono tre giorni fa. Corna a parte, non c’ è nemmeno niente di male. Per carità: i problemi son altri. E sì che il “fatturato annuo” (per modo di dire, visto che il mestiere più antico del mondo è anche quello meno normato) del sesso a pagamento, in Italia, vale circa quattro miliardi di euro. Fonte: Codacons. Novantamila operatrici in tutto il Paese, colleghi “per signora” molti di meno e tre milioni di clienti pressoché abituali: ma il picco è proprio in queste ore. Con gli uffici chiusi e i bordelli aperti. Un inizio anno col botto. riproduzione riservata.
Il Roma, 03/01/2019 02:25
prezzi stracciati
Il capoluogo si avvicina ai saldi: si parte sabato
NAPOLI. Il capoluogo campano si avvicina alla vigilia della Befana e attende, come il resto della regione, i saldi che partiranno sabato. Ieri si è partiti in Sicilia e Basilicata, domani toccherà alla Val d’ Aosta. Secondo i calcoli fatti da Confcommercio, saranno interessate oltre 15 milioni di famiglie, per un giro d’ affari complessivo di 5,1 miliardi di euro. La spesa media a famiglia secondo i diversi calcoli si aggirerà tra i 325 e i 280 euro, tra i 140 e i 122 euro la spesa pro capite in abbigliamento, calzature e accessori. A giudizio di Confesercenti, quest’ anno sarà particolarmente alta l’ adesione di negozianti, con circa 280mila attività commerciali, inclusa praticamente la totalità dei negozi di moda e di tessili. In base ad un sondaggio fatto da Swg, per l’ associazione il 48% degli italiani ha deciso di partecipare ai saldi e solo un italiano su quattro non comprerà. Particolarmente gettonate, almeno per quest’ anno saranno le calzature seguite da prodotti di maglieria e pantaloni. Tuttavia per i consumatori del Codacons le vendite saranno inferiori del 7 per cento a quelle dello scorso anno. Tra le raccomandazioni, quelle classiche: conservare lo scontrino per il cambio e diffidare sempre degli sconti particolarmente eccessivi.
ilcentro.it, 03/01/2019 00:44
Sabato scattano i saldi anche in Abruzzo
PESCARA . Il 2019 parte all’ insegna del risparmio, e come al solito, c’ è grande attesa per i saldi che in Abruzzo prendono il via il 5 gennaio per chiudersi il 5 marzo. Gli abruzzesi, secondo le varie associazioni dei commercianti e dei consumatori, non dedicheranno somme altissime agli affari di fine stagione. Il range , infatti, è compreso tra i 122 euro stimati da Confesercenti ai 140 di Confcommercio, passando dai 165 euro che l’ Adoc stima per ciascun nucleo familiare. Un giro d’ affari che in Abruzzo oscilla tra 160 e i 190 milioni. CONFCOMMERCIO. «Proprio ieri», dice Marisa Tiberio , presidente provinciale di Confcommercio Chieti, «abbiamo ricevuto la comunicazione dal nostro ufficio studi nazionale che conferma una spesa media a famiglia di 325 euro, circa 140 euro pro-capite, in linea con l’ anno scorso. Vorrei evidenziare, tuttavia, che non so se da noi queste cifre saranno confermate, semplicemente per il fatto che da circa due mesi molte attività, soprattutto nella grande distribuzione, hanno iniziato a fare saldi stratosferici, approfittando Black Friday, che da un giorno è diventato lungo un mese». Il Natale si è chiuso «senza botti», dice Tiberio,. a causa dei consumi che non decollano e della ««concorrenza sleale on-line. Le nostre boutique», prosegue Tiberio, si sono trasformate in show room dove i clienti vengono, provano, fotografano e poi ordinano su internet. Il settore commercio sta vivendo un momento di grande confusione. Ci vorrebbe una norma comunitaria univoca per regolamentare le vendite on-line . In questo senso c’ è molto da lavorare». CONFESERCENTI. Da un sondaggio commissionato da Confesercenti alla società Swg, ogni consumatore spenderà mediamente 122 euro. «Il 48% degli intervistati», dice Lido Legnini , direttore regionale di Confesercenti Abruzzo, ha dichiarato che farà acquisti in saldo. La gran parte dei consumatori ha ammesso di aver aspettato i saldi per completare l’ acquisto di abbigliamento e calzature. Quest’ anno, oltretutto, gli sconti saranno più alti, e l’ assortimento più ampio». Una circostanza, secondo Legnini, che si deve al ritardo con il quale è partita la stagione degli acquisti invernali. «Dal nostro punto di vista potrebbe andare meglio. Ci aspettavamo qualcosa in più dalle festività natalizie», aggiunge Legnini. A incidere negativamente sui bilanci dei negozi sono proprio le vendite on-line . «Soprattutto sulla rete», dice, «c’ è una sorta di giungla delle offerte. Mentre i negozi fisici devono rispettare le regole e sono soggetti a controllo, sul soprattutto le grosse le piattaforme propongono sconti in continuazione». IL CODACONS. Il Codacons, come ogni anno, ha elaborato il decalogo per i consumatori, con le regole per evitare di fare pessimi affari. Le regole sono sempre le stesse: conservare lo scontrino per eventuali cambi, fare attenzione ai fondi di magazzino, provare i capi, diffidare dagli sconti esagerati. «Dal nostro osservatorio», dice l’ avvocato Vittorio Ruggieri (Codacons Abruzzo), «la situazione, purtroppo, soprattutto nell’ area metropolitana, peggiora di anno in anno. A dire il vero questa tanto paventata ripresa di cui si parla negli ultimi anni, francamente, non la vediamo tanto. Probabilmente, dipende dal fatto che il potere d’ acquisto delle famiglie scende sempre di più. Tasse e bollette aumentano, le amministrazioni fanno cassa con le multe. Insomma, sono molti i fattori che contribuiscono a ridurre sempre di più il potere d’ acquisto delle famiglie».
quotidianodisicilia.it, 03/01/2019 00:10
Non appena il Commissario delegato e Capo della Protezione Civile Regionale Calogero Foti darà …
Non appena il Commissario delegato e Capo della Protezione Civile Regionale Calogero Foti darà l’ ok saranno attuate a Zafferana Etnea (Catania) le direttive riguardanti i contributi di autonoma sistemazione destinati a chi ha dovuto abbandonare la propria casa dopo il sisma di Santo Stefano. Il provvedimento scatterà immediatamente per chi non ha trovato riparo nelle strutture alberghiere in questi giorni mentre sarà valido per gli altri sfollati nel momento in cui lasceranno l’ albergo in cui sono stati provvisoriamente alloggiati. Lo rende noto l’ amministrazione comunale di Zafferana Etnea. Ai nuclei familiari la cui abitazione principale – abituale e continuativa – è stata distrutta in tutto o in parte, ovvero sia stata sgomberata in esecuzione di provvedimenti delle autorità competenti post terremoto, verrà assegnato un contributo mensile per l’ autonoma sistemazione. Il contributo è stabilito in 400 euro per i nuclei monofamiliari, 500 per i nuclei familiari composti da due unità, 700 per tre unità, 800 per quattro unità, e 900 per cinque o più unità. Qualora nel nucleo familiare siano presenti persone di età superiore a 65 anni, portatrici di handicap o disabili con una percentuale di invalidità non inferiore al 67%, sarà concesso un contributo aggiuntivo di 200 euro mensili per ognuno di essi, anche oltre il limite massimo di 900 euro mensili previsti per il nucleo familiare. Inoltre il Commissario è autorizzato ad assegnare un contributo massimo di 25.000 per unità immobiliare per la realizzazione degli interventi necessari a ripristinare in tempi rapidi le condizioni di agibilità. Quest’ ultimo provvedimento potrà essere adottato in alternativa al contributo riconosciuto per l’ autonoma sistemazione o ad altre forme di assistenza alloggiativa che in questo caso potrà essere erogata per il tempo necessario alla realizzazione degli interventi e, comunque, non oltre 120 giorni dalla presentazione della documentazione. Intanto il Codacons ha istituito lo “Sportello Sos Terremotati”, con sedi a Catania e Aci Sant’ Antonio, per fornire consulenza legale gratuita a favore della popolazione colpita dal sisma di Santo Stefano ad Aci Bonaccorsi, Aci Catena, Aci Sant’ Antonio, Acireale, Milo, Santa Venerina, Trecastagni, Viagrande e Zafferana Etnea. Gli sportelli sono attivi a Catania in via Musumeci 171, responsabile l’ avv. Lorena Natascia Grasso, e ad Aci Sant’ Antonio, in via Marchese di Casalotto 120, responsabile l’ avv. Veronica Russo.
veronica russo
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