Rassegna stampa del 3 gennaio 2016
corriere.it (Roma), 03/01/2016 13:10
le polemiche sullo spettacolo di fine anno
Rai, bestemmia a Capodanno: il Codacons presenta un esposto
l’ associazione in procura e alla corte dei conti: “vogliamo sapere quanto è costato lo show”. e la rai fa ricorso contro la multa per l’ offesa blasfema di timperi nel 2014
Il Codacons presenterà lunedì un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura di Matera sul caso del Capodanno trasmesso in diretta da Raiuno . Durante la sfortunata trasmissione è passata in sovrimpressione una bestemmia (apparsa in uno degli sms di auguri) e il countdown di fine anno è stato anticipato spingendo gli spettatori a festeggiare l’ arrivo del 2016 40 secondi prima della mezzanotte. “Vogliamo sapere – spiega il Codacons in una nota – quanto ha speso l’ azienda per questa trasmissione ” . Il brindisi anticipato: truffa a danno degli spettatori? Il Codacons si rivolgerà anche alla Corte dei Conti per sapere se è “giusto e congruo lo sforzo economico della rete a fronte di quanto accaduto durante la diretta”. La Procura di Matera, invece, “dovrà verificare se il countdown anticipato possa configurare ipotesi penalmente rilevanti come quella di truffa aggravata a danno dei telespettatori che il 31 dicembre scorso hanno assistito alla trasmissione, e se il conteggio sia stato artatamente anticipato ai fini dell’ audience “. Fo e gli altri, quegli incidenti tra tv pubblica e Vaticano Prev Next Da Dario Fo al concerto di Capodanno Il precedente di Tiberio Timperi Intanto il Codacons rende noto che la Rai ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro la multa da 25mila euro inflitta all’ azienda dall’ Agcom per l’ episodio della bestemmia di Tiberio Timperi, pronunciata il 18 ottobre 2014 nel corso della trasmissione `Unomattina in famiglia’, in diretta su RaiUno. Nel ricorso la rete contesta la multa, levata a seguito della denuncia del Codacons, sostenendo che se qualcuno bestemmia è un caso fortuito che non implica responsabilità dell’ emittente. L’ avvocato privato Questa la tesi sostenuta nel ricorso al Tar per il quale la Rai paga un avvocato privato anziché il proprio ufficio legale, aggravando gli utenti di costi evitabili: “l’ evento che ha dato origine alla sanzione è stato completamente indipendente dalla volontà della Rai ed è stato determinato dal concatenarsi di una serie di circostanze che sfuggono alla prevedibilità e al controllo umano, categoria del caso fortuito”.
giornaledisicilia.it, 03/01/2016 13:06
Diretta Capodanno su Rai1, Codacons; esposto a Corte dei Conti e procura
“vogliamo sapere quanto ha speso l’ azienda per questa trasmissione e se la corte dei conti ritenga o meno giusto e congruo lo sforzo economico”
ROMA. Il Codacons “presenterà un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Matera sul caso del Capodanno trasmesso in diretta da Rai1, evento – sottolinea l’ associazione in una nota – caratterizzato da una grave bestemmia passata in sovrimpressione e dal countdown di fine anno anticipato”. “Vogliamo sapere – afferma il Codacons – quanto ha speso l’ azienda per questa trasmissione e se la Corte dei Conti ritenga o meno giusto e congruo lo sforzo economico della rete a fronte di quanto accaduto durante la diretta. La Procura di Matera, invece, dovrà verificare se il countdown anticipato possa configurare ipotesi penalmente rilevanti come quella di truffa aggravata a danno dei telespettatori che il 31 dicembre scorso hanno assistito alla trasmissione e se il conteggio sia stato artatamente anticipato ai fini dell’ audience”.
Arezzo , 03/01/2016 12:59
Saldi: Codacons, buona partenza ma non ci sarà impennata (2)
(AdnKronos) – Il grande afflusso di consumatori per negozi, sottolinea il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, “non deve tuttavia indurre in errore. Molti sono infatti i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 184 euro a famiglia”.
Arezzo , 03/01/2016 12:59
Saldi: Codacons, buona partenza ma non ci sarà impennata
Roma, 3 gen. (AdnKronos) – “Buona la partenza dei saldi invernali non solo nelle 4 regioni che hanno dato ufficialmente il via agli sconti invernali (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta), ma anche nel resto d’ Italia, dove da giorni i negozi hanno di fatto anticipato l’ avvio del saldi proponendo sconti e offerte speciali alla clientela”. A sostenerlo in una nota è il Codacons. In questi primi giorni di saldi, rileva l’ associazione dei consumatori, “si registra un incremento del numero di consumatori nei negozi, nei centri commerciali e presso le vie dello shopping, rispetto agli sconti invernali dei precedenti anni. Ad aumentare è anche il numero delle famiglie che in questo periodo deciderà di fare qualche acquisto, percentuale che raggiungerà il 45%, ossia quasi 1 famiglia su 2”.
iltempo.com, 03/01/2016 12:56
Saldi: Codacons, buona partenza ma non ci sarà impennata (2)
(AdnKronos) – Il grande afflusso di consumatori per negozi, sottolinea il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, “non deve tuttavia indurre in errore. Molti sono infatti i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 184 euro a famiglia”.
giornaledibrescia.it, 03/01/2016 12:02
italia ed estero
Canone Rai in bolletta con rate da 10 euro
Non si pagherà più con il bollettino postale , in banca o on-line, con carta di credito, ma con addebito diretto nella bolletta dell’ energia elettrica. Il canone Rai sarà da quest’ anno più leggero : 100 euro anziché 113, ma il pagamento toccherà a tutti , spalmato in 10 rate mensili da 10 euro ciascuna . Il primo addebito , di 70 euro , si pagherà a luglio , ma restano criticità e dubbi sul da farsi, anche tra i bresciani, nel caso non si possieda un televisore , si sia esentati dal pagamento per età e reddito o si abbia più di un’ utenza elettrica intestata . Contro il canone in bolletta si sono espresse intanto le associazioni dei consumatori . Il Codacons , in particolare, lo ha definito illegittimo e incostituzionale preannunciando un’ azione legale e ricorsi da parte degli utenti. A chi spetta l’ esenzione o non possiede una tv il consiglio è di inviare un’ autocertificazione alla direzione provinciale Rai di Torino. In alternativa si potrà presentare una richiesta di rimborso a fine anno. riproduzione riservata © www.giornaledibrescia.it.
la redazione
corriere.it (Milano), 03/01/2016 10:07
commercio
I negozi aspettano i saldi della ripresa “Lo shopping vale oltre 450 milioni”
promozioni ufficiali da martedì. i milanesi pronti a spendere il 4% in più rispetto al 2015: “ma sulle date è deregulation”
Il 5 gennaio, giorno di inizio ufficiale dei saldi, rischia di essere soltanto una data simbolica perché gli sconti sono già iniziati un po’ ovunque. “Non nascondiamoci dietro a un dito – ammonisce Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione -. Sulle promozioni, di fatto, è deregulation , e questo vale per le catene come per i piccoli negozi. Tanto varrebbe liberalizzarle del tutto, anche per stare al passo con i canali di vendita online”. In effetti ieri le vie del centro erano affollate di gente coi sacchetti dello shopping già pieni di merce in offerta. E un cauto ottimismo prende corpo anche per il rito tradizionale dei saldi con kick-off day di partenza fissato per legge al 5 gennaio: Federmoda, che martedì si aspetta code fin dal primo mattino davanti alle vetrine più gettonate, non manca di sottolinearlo. La spesa per saldi a Milano arriverà a 454 milioni, in crescita del quattro per cento rispetto all’ anno scorso e in linea col più cinque per cento di dicembre, stima l’ associazione che vede uno sconto medio del 30-40 per cento, un buon assortimento in offerta e 176 euro di budget a persona. “Per gli operatori si tratta di dare continuità ai timidi sprazzi positivi visti a Natale incrementando i ricavi più che i guadagni” ammette il presidente Renato Borghi. Ma l’ appuntamento resta cruciale, soprattutto a livello psicologico: “Una chance preziosa per confermare fiducia nella ripresa”. Secondo il Codacons, ad approfittare dei saldi sarà una famiglia su due. “Il rito non va sottovalutato, bisogna costruirlo con politiche di sostegno e rilancio dei consumi – rimarca Borghi -. Anche perché nel 2015 a Milano hanno chiuso 113 negozi di moda contro i 58 che hanno aperto”. La discussione si accende poi sulla data di avvio: “Andrebbe posticipata: il clima più mite penalizza le vendite dei capi pesanti, l’ anno prossimo chiederemo alla Conferenza delle Regioni di spostarla al 31 gennaio”, è la sua idea. E si trova d’ accordo, ad esempio, con Rosangela Bistolfi, presidente di Ascodeangeli. In senso opposto Cobolli Gigli, che invoca decisioni prese di volta in volta e il più possibile flessibili: “Quest’ anno conveniva anticiparli al due gennaio per sfruttare le potenzialità del weekend e il flusso dei turisti ancora in città”, nota. Si unisce alla lamentela Gabriel Meghnagi, presidente di Ascobaires: “Così non si aiutano i commercianti, il 5 gennaio gli stranieri saranno già partiti”. Non che siano così tanti in questi giorni, minimizza però Alessandro Prisco di Ascoduomo, che resta fiducioso: “Abbiamo chiuso il Natale con un più 5-10 per cento, questo fa ben sperare”. Su un punto sono tutti d’ accordo, comunque: la battaglia va combattuta a tutto tondo. Servono sia le promozioni mirate, “per spingere certi prodotti fermi in magazzino”, sia gli sconti generalizzati che fanno leva sulla magica parola “saldo” “pubblicizzata in tutta la sua potenza comunicativa”. Sottigliezze di marketing non così chiare agli occhi dei clienti, ieri storditi dai cartelli che campeggiavano ad ogni angolo, chiassosi e allegri. I “Meno 20-30-40 per cento” non si contavano ad esempio in corso Buenos Aires: Kasanova, Carpisa, Brums, Bialetti. Quanti altri? In via Torino “Tutto a 30 euro” per le scarpe di Via Vai, sconti da Alcott e Yamamay, “Super offerte” da Trony, “I vantaggi cominciano subito” da Ovs, “Special week” da Pimkie. E ancora Celio in Vittorio Emanuele (“Meno 50 per cento il secondo articolo”), “Prezzi pazzi” da Motivi, “Meno 70 e 80 per cento” da Touch & Go accessori. Una manna? La cautela resta d’ obbligo, avvisa l’ assessore allo sviluppo economico della Regione Mauro Parolini. “Il rapporto di fiducia tra negoziante e cliente richiede rispetto”, e non sempre è scontato. C’ è l’ obbligo di esporre il prezzo iniziale e la percentuale del ribasso, ad esempio, e i prodotti in saldo vanno separati dagli altri. “Ma chi compra conosce bene i suoi diritti?”.
iltempo.com, 03/01/2016 08:53
Il caro trasporti ci costa 2,4 miliardi
Il 2016 si apre con una vera e propria stangata sui trasporti che costeranno alle famiglie tra 1,4 e 2,4 miliardi in più nel 2016, con un esborso aggiuntivo per ogni nucleo di 104 euro. A fare i conti in tasca agli italiani dopo il salasso di inizio anno è stato il Codacons. Che oltre a tener conto dei rincari nelle sei tratte autostradali sulle 21 alle quali il governo ha accordato gli aumenti, ha conteggiato anche l’ adeguamento dei prezzi base dei biglietti dei treni delle Ferrovie dello Stato Italiane (Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca) annunciato ufficialmente solo ieri nonostante fosse scattato 24 ore prima. Gli incrementi medi sono stati del 2,7% che, comunque -ha sottolineato l’ azienda – riguardano solo le tariffe più alte e non i prezzi «economy» e «supereconomy». Sulla tratta Roma-Milano i prezzi però salgono del 3,5% contro un incremento dell’ inflazione prossimo allo zero. Probabilmente gli effetti benefici sul conto economico saranno un buon viatico per la quotazione in Borsa ormai prossima. Secondo Trenitalia però «si tratta solo di ritocchi. Ed è il primo adeguamento dei prezzi dal 2011 quando furono ritoccati della seconda classe con l’ introduzione dei quattro livelli di servizio sui Frecciarossa». Variazioni di prezzi che riguardano solo i treni a mercato (quelli non contribuiti né dallo Stato né da Regioni, e che devono quindi trovare il loro sostegno economico dalla vendita dei biglietti). Quella degli aumenti resta, nonostante le spiegazioni delle aziende interessate, un capitolo caldo e che continua a suscitare polemiche non più solo tra gli utenti ma anche a livello politico. Il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, si è tolto qualche sassolino dalle scarpe: «A tutti quelli che protestano (giustamente) contro l’ aumento del pedaggio, consiglio caldamente di rivolgersi al Governo Renzi e al suo partito, che un mese fa hanno bocciato il nostro emendamento che rendeva gratuite le tangenziali e la Pedemontana». Ma i mal di pancia per i rincari si sono fatti sentire anche negli ambienti nella maggioranza con Stefano Pedica (Pd) che ha rimarcato che «aumentare i pedaggi autostradali significa andare a colpire soprattutto i pendolari». E proprio ieri il ministero dei Trasporti ha invitato le concessionarie autostradali a prorogare le agevolazioni per i pendolari. Il dicastero ha chiesto un «impegno a vantaggio dell’ utenza di prorogare al 31 dicembre 2016 l’ agevolazione tariffaria a carattere nazionale, relativa ai pendolari che percorrono l’ autostrada, massimo 50km, per raggiungere il posto di lavoro, scaduta alla fine dello scorso anno».
filippo caleri
Quotidiano di Puglia, 03/01/2016 07:10
Treni, aerei e autostrade stangata per chi viaggia
d Ha fatto il giro d’ Italia provocando non poco malcontento la stangata sul fronte dei trasporti con cui si è aperto il 2016. Gli aumenti riguardano democraticamente treni, aerei e autostrade da Nord al Sud del Paese. Agli incrementi dei pedaggi autostradali, infatti si sono aggiunti a partire dal primo gennaio anche i rincari per i biglietti delle “frecce” nonché l’ aumento dell’ addizionale comunale sui biglietti aerei. Trenitalia aumenta infatti i biglietti di delle Frecce (Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca) con un incremento medio del 2,7% che, comunque – sottolinea l’ azienda – riguarda solo le tariffe più alta e non i prezzi economy e supereconomy, che resteranno pressoché immutate. Da segnalare che sulla tratta Roma -Milano i prezzi salgono del 3,5%. Secondo quanto riferisce Trenitalia «si tratta solo di ritocchi ed è il primo adeguamento dei prezzi dal 2011 quando furono ritoccati della seconda classe con l’ introduzione dei quattro livelli di servizio sui Frecciarossa». I ritocchi ovviamente riguardano solo i treni a mercato (quelli non contribuiti né da Stato né da Regioni, e che devono quindi trovare il loro sostegno economico solo dalla vendita dei biglietti. In Puglia quindi, riguarderà soprattutto i Frecciabianca e Frecciargento, visto che il Frecciarossa – come è noto – collega per ora solo la tratta Milano -Bari. Per quanto riguarda le autostrade, invece, per ora la Puglia è esente dal rincaro: le sei tratte autostradali interessate dai rincari sono infatti Satap tronco A4 (Torino -Milano) +6,5%. Seguono Strada dei Parchi +3,45%, Tangenziale Est Spa +2,10%, Autostrade per l’ Italia +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%. Gli adeguamenti delle tariffe, ricor da il ministero, scattano dal 1˚ gennaio, dopo che sono stati firmati, i decreti interministeriali di concerto tra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dell’ Economia. Ma gli aumenti potrebbero presto interessare anche le altre 21 tratte per le quali si è in attesa dell’ aggiornamento del Piano Economico Finanziario. Per quanto riguarda i voli aerei, invece, la so», cui bisogna aggiungere l’ imposta per gli imbarchi, il contributo per i cassintegrati delle compagnie e l’ Iva. Mentre diversi Paesi pensano di eliminare le tasse aeroportuali, in Italia si procede dunque in senso contrario. Introdotta nel 2004, l’ addizionale interessa le località dove sono presenti degli aeroporti, in Puglia Brindisi e Bari, anche se le amministrazioni locali ricevono soltanto una parte della somma. Negli ultimi undici anni la tassa è aumentata già nove volte, passando gradualmente da un euro del 2014 ai 9 euro nel 2016. Il conteggio diventa paradossale per chi viaggia in low cost, sottolineano gli operatori come easyJet, seconda compagnia aerea a basso costo a livello europeo che da giorni protesta non solo per l’ incremento. Ma non è tutto, dalle associazioni dei consumatori, infatti, puntano l’ indice anche sull’ handicap per chi si sposta da aeree più periferiche, come la provincia di Lecce. Come sottolinea da Codacons l’ avvocato Piero Mongelli, «per chi si trova in un’ area già normalemte poco servita gli aumenti si aggiungono alle difficoltà di spostamento, determinando ulteriori penalizzazioni in materia di mobilità e se al Sud le tariffe aumentano di meno è solo perché i servizi sono ancora del tutto inadeguati». D’ altronde dell’ inadeguatezza del trasporti ha parlato in un passaggio del suo discorso di fine anno anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E accanto ad autostrade, aerei e treni il Codacons prevede per il 2016 anche degli aumenti per tutto il comparto dei trasporti (traghetti, mezzi pubblici, taxi, navi). «Una vera e propria stangata che si abbatterà sugli italiani – conferma il segretario nazionale Carlo Rienzi – al punto che le famiglie nel corso del 2016 spenderanno complessivamente oltre 1,4 miliardi di euro in più solo per la voce trasporti».
Il Gazzettino, 03/01/2016 06:47
Stangatasui trasporti Treni e aerei più cari
pedaggi e biglietti, gli aumenti costeranno fino a 2,4 miliardi per ogni famiglia l’ esborso aggiuntivo ammonterà a 104 euro
Tasse in calo per la casa ma costi maggiori per i trasporti. Si possono sintetizzare così le ricadute che avranno sul portafoglio degli italiani le variazioni dei prezzi e delle tariffe nell’ anno che ha appena preso il via. Secondo i calcoli delle associazioni dei consumatori, tra pedaggi autostradali, Telepass, e biglietti di treni e aerei, gli aumenti generalizzati per i trasporti, costeranno tra 1,4 e 2,4 miliardi in più nel 2016, con un esborso aggiuntivo a famiglia da 104 euro. La stangata arriverà dal mix di rincari che interessa per ora sei tratte autostradali, concentrate nel Nord Italia, con aumenti medi dello 0,86% e il record della Torino-Milano, che costerà il 6,5% in più. Il ministero dei Trasporti ricorda di avere chiesto ai concessionari di prorogare anche per il 2016 gli sconti per i pendolari. Brutte notizie non solo per gli automobilisti ma anche per chi viaggia in treno. Dal primo gennaio, infatti, sono scattati anche gli aumenti dei biglietti delle “Frecce” di Trenitalia, con rincari in media del 2,7% con variazioni che passano da un +2,3% per il biglietto base del Frecciarossa Napoli-Roma (che passa da 43 a 44 euro) al +3,5% per il Roma-Milano (che sale da 86 a 89 euro). L’ azienda assicura che i ritocchi al rialzo riguardano «solo le Frecce» (rosse, argento e bianche) e solo il biglietto base, cioè quello «dal prezzo più alto e più flessibile», che lo scorso anno ha rappresentato appena il 10% dei biglietti venduti. Nessun cambiamento invece per le offerte, così come per gli abbonamenti all’ Alta velocità. A pagare di più, nel 2016, saranno poi tutti i passeggeri dei voli aerei, visto l’ aumento di due euro e mezzo dell’ addizionale comunale sui diritti d’ imbarco, che dal 2007 alimenta il fondo speciale dei lavoratori aeroportuali. «L’ odioso balzello», spiega il Codacons, sale così «a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». In mezzo a tanti rincari, c’ è anche qualche buona notizia. Dal 2016, la legge di Stabilità ha cancellato la Tasi sull’ abitazione principale per proprietari e inquilini: interessa 19 milioni di italiani, per uno sconto complessivo di 3,7 miliardi. Previsto, inoltre, uno sconto del 65% per chi acquista un sistema elettronico in grado di monitorare i consumi. In discesa anche il canone Rai, a 100 da 113,5 euro. © riproduzione riservata.
Libertà, 03/01/2016 06:47
“Stangatina” sui trasporti 104 euro in più a famiglia
aumentati da ieri i pedaggi autostradali, i biglietti aerei e i treni la torino -milano costa +6,5%. trenitalia, rincarano le frecce
ROMA – Calano le tasse sulla casa, ma gli italiani dovranno comunque mettere mano pesantemente al portafogli per gli spostamenti. Tra pedaggi autostradali e biglietti di treni e aerei, gli aumenti generalizzati per i trasporti, secondo le associazioni dei consumatori, costeranno tra 1,4 e 2,4 miliardi in più nel 2016, con un esborso aggiuntivo a famiglia da 104 euro. Una vera e propria “stangata”, che arriverà dal mix di rincari che ha interessato per il momento sei tratte autostradali (concentrate in gran parte nel Nord Italia), con aumenti medi dello 0,89% e il “record” della Torino -Milano che costerà il 6,5% in più. Il ministero dei Trasporti ricorda però di avere chiesto ai concessionari di prorogare anche per il 2016 gli sconti per i pendolari. Brutte notizie anche per chi decidesse di raggiungere il capoluogo lombardo con il treno. Dal primo gennaio, infatti, sono scattati anche gli aumenti dei biglietti delle “Frecce” di Trenitalia, con rincari in media del 2,7% con variazioni che passano da un +2,3% per il biglietto base del Frecciarossa Napoli -Roma (che passa da 43 a 44 euro) al +3,5% per il Roma -Milano (che sale da 86 a 89 euro). Ritocchi che riguardano «solo le Frecce» (rosse, argento e bianche), assicura l’ azienda, e solo per il “biglietto base”, cioè quello «dal prezzo più alto e più flessibile», che lo scorso anno ha rappresentato appena il 10% dei biglietti venduti. Nessun cambia mento invece per le offerte, così come per gli abbonamenti all’ Alta velocità. A pagare di più, nel 2016, saranno poi tutti i passeggeri dei voli aerei, visto l’ aumento di due euro e mezzo dell’ addizionale comunale sui diritti d’ imbarco, che dal 2007 alimenta il fondo speciale dei lavoratori aeroportuali. «L’ odioso balzello», spiega il Codacons, sale così «a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Portando la “stangata” sui trasporti a oltre «1,4 miliardi di euro», che salgono a 2,4 considerando anche le ricadute indirette secondo Adusbef e Federconsumatori, che calcolano una maggiore spesa annua di 37 euro per aumenti autostrade e Telepass a cui si aggiungono aumenti per i treni e per le tasse aeroportuali di una cifra complessiva di 67 euro annui. Per un totale a famiglia di 104 euro.
Libertà, 03/01/2016 06:47
il caso -«prima bisogna aspettare i decreti attuativi sugli arbitrati». ma per i 683 più esposti il salvagente è pronto
Banche, sui rimborsi arriva il colpo di freno
padoan: prematuro parlare di norme salva -risparmiatori
ROMA – Doccia fredda. Ma le speranze dei risparmiatori colpiti dalla cancellazione delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria non sono del tutto annullate. Ieri il ministero dell’ Economia ha precisato che non «può essere ipotizzato alcun intervento» sino a quando non saranno pubblicati i decreti attuativi previsti per la regolazione degli arbitrati. Secondo il quotidiano Repubblica le quattro nuove banche avrebbero pronte le risorse finanziarie per restituire le somme cancellate dal decreto del 22 novembre scorso con il quale è stato dato il via libera alla procedura di salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti e alla contemporanea cancellazione di azioni e obbligazioni subordinate in circolazione. Il ministero, precisano fonti del Tesoro, «è già al lavoro sui decreti attuativi delle norme salva -risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati» ed è «già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile». La tempistica indicata con la legge di Stabilità per mettere a punto il decreto è di 90 giorni (entro fine marzo quindi), ma il testo sarà definito prima e grazie alla procedura di individuazione dei clienti più esposti il rimborso potrebbe essere quasi immediato dopo la pubblicazione dei decreti. L’ anticipo sarà ovviamente subordinato all’ esito definitivo delle verifiche ma permetterà ai 683 risparmiatori più esposti, che hanno investito meno di 100mila per oltre il 50% del loro patrimonio, di vedere riconosciuto il rimborso da parte dei nuovi istituti che provvederanno poi a farsi restituire le somme anticipate. Complessivamente si tratterebbe di circa 17 milioni di euro (25mila euro in media a testa), una cifra ampiamente coperta dal fondo di solidarietà da 100 milioni isti tuito dal governo dopo le violentissime polemiche e il suicidio di un pensionato di Civitavecchia che aveva perso tutto i suoi risparmi. Federconsumatori e Adusbef hanno reagito «apprezzando l’ apertura ai rimborsi anticipati» che giudicano, però, un «espediente sia per arginare le proteste itineranti dei risparmiatori che per evitare la fuga massiccia dei depositi». Le due associazioni depositeranno nei prossimi giorni eccezioni di costituzionalità del bail -in entrato in vigore dal 1 gennaio, definendo questa norma «un esproprio criminale del risparmio, ideata dalla cleptocrazia europea, da troika e Bce per addossare crac e dissesti bancari provocati dai banchieri e dall’ omessa vigilanza delle banche centrali, ad azionisti, obbligazionisti, depositanti per palese ed evidente contrasto con la Costituzione, in particolare con il pilastro fondante dell’ articolo 47 che tutela e salvaguardia il risparmio». Il Codacons sta invece ultimando il ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge sulle banche. Le proteste dopo Arezzo si spostano nelle Marche dove domani si terrà un presidio a Jesi davanti alla sede dell’ istituto in Corso Matteotti, promosso dall’ associazione “Vittime del salva -banche”. Andrea Di Stefano.
Cronache del Garantista, 03/01/2016 06:16
il codacons
«Le famiglie spenderanno 1,4 miliardi in più per i trasporti»
dmolto utilizzate dai viaggiatori. l’ azienda però precisa: «si tratta solo di ritocchi» opo gli aumenti delle tariffe autostradali arrivano anche quelli degli aerei e di trenitalia: rincari medi dei biglietti del 2,7% per i frecciarossa, +3,5% invece per alcune tratte
ROMA Il 2016 si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti: le famiglie spenderanno 1,4 miliardi di euro in più dello scorso anno. È quanto sostiene il Codacons. «Agli incrementi dei pedaggi autostradali, infatti – si legge in una nota – si sono aggiunti a partire dall’ 1 gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo. Costa di più anche partire in aereo, a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei». «Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma – avvisa il presidente Carlo Rienzi – per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati l’ 1 gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del +2,7% che raggiungono quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma -Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Secondo quanto riferisce Trenitalia all’ Agi, «si tratta solo di ritocchi». «È il primo adeguamento dei prezzi dal 2011 quando furono ritoccati della seconda classe con l’ introduzione dei quattro livelli di servizio sui Freccia rossa». Ritocchi – chiarisce Trenitalia – che riguardano i prezzi base (non economy e supereconomy) e soltanto i treni a mercato (quelli non contribuiti nè da Stato nè da Regioni, e che devono quindi trovare il loro sostegno economico solo dalla vendita dei biglietti: Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca). Accanto ad autostrade, aerei e treni il Codacons prevede per il 2016 «aumenti per tutto il comparto dei trasporti (traghetti, mezzi pubblici, taxi, navi)».
Gazzetta del Sud, 03/01/2016 06:03
confcommercio
E la musica accompagna le compere
l “Saldi in musica”, per il primo giorno degli sconti, partiti ieri oltre che in Sicilia anche in Basilicata, Campania e Val d’ Aosta e dal 5 gennaio in tutte le altre regioni. L’ iniziativa è stata inserita nell’ ampio cartellone offerto per queste festività dalla Confcommercio ai messinesi, il coro polifonico “Ouverture” diretto dal maestro, Giovanni Mirabile ha accompagnato gli acquisti dei messinesi nella zona di piazza Cairoli, «per invitare a restare nei negozi del centro per fare le spese con i saldi», ha sottolineato il presidente di Confcommercio Picciotto. Secondo le stime dell’ Ufficio studi di Confcommercio aumenterà la percentuale dei consumatori che acquisteranno prodotti in occasione: il 55% contro il 51% dello scorso gennaio 2015. Meno ottimistiche quelle di Adusbef e Federconsumatori: la situazione che abbiamo davanti è di “galleggiamento”, ci sarà solo un leggero ampliamento del numero di famiglie. Anche in città, come ha rilevato il Codacons, i saldi sono di fatto già iniziati in un negozio su tre: gli esercenti hanno applicato, soprattutto nei giorni tra Natale e Capodanno già sconti medi dal 20 al 40%.
Gazzetta del Sud, 03/01/2016 06:03
il nostro viaggio in città nel primo giorno di sconti
Saldi, quest’ anno c’ è più voglia di spendere
i commercianti: buono l’ afflusso. tra i “malati di shopping” vincono le donne, pochi gli uomini in giro
Attesi da molti-dai commercianti, per cercare di risollevare le sorti di una stagione di vendite poco brillante, che risente ancora della crisi economica, e dai cittadini, per togliersi qualche sfizio e acquistare alcuni capi di abbigliamento, accessorie calzature e rinnovare il guardaroba senza svenarsi troppo-puntuali come ogni anno, ieri, hanno preso il via i saldi invernali. Il primo sabato del 2016 è stato caratterizzato dal popolo degli amanti dei saldi, che hanno preso d’ assalto alcuni negozi del centro, soprattutto quelli che per politiche aziendali, da subito, propongono la merce a metà prezzo. «Ci siamo date appuntamento all’ apertura dei negozi – hanno detto Gabriella Ilardo e Sabrina Algeri che si definiscono, con simpatia, due vere e proprie “malate di shopping” – buste piene per adesso solo di capi d’ abbigliamento, poi penseremo alle scarpe e ad altri accessori e ci sarà spazio anche per gli acquisti per la famiglia ma come inizio abbiamo pensato a noi». Non un budget prede finito per molti, si approfitta dell’ occasione o siporta a casa il capo dei sogni a prezzo scontato. Un buon afflusso come primo giorno, lo rilevano anche Roberta e Mirko Pollara, giovani titolari di un negozio di abbigliamento in centro: «Abbiamo aperto da poco e speriamo che il periodo dei saldi serva anche per farci conoscere di più». Il primo giorno degli sconti in città è stato allietato dai “Saldi in musica”, iniziativa inserita nell’ ampio cartellone offerto per queste festività dalla Confcommercio ai messinesi, che hanno potuto effettuare i loro acquisti, o semplicemente passeggiare a piazza Cairoli e godere delle note del coro polifonico “Ouverture” diretto dal maestro, Giovanni Mirabile. L’ evento è stato organizzato con la collaborazione dell’ operatrice culturale Milena Romeo che ha introdotto il coro col suo repertorio che ha spaziato dalla musica gospel ai classici natalizi, per chiudere con la ritmata “Oh Happy Day”, e col supporto dell’ associazione “Mari e Monti 2004”. «Abbiamo pensato di dare il benvenuto ai saldi invernali con un concerto -ha spiegato il presidente di Confcommercio Messina, Carmelo Picciotto – Il nostro augurio è che l’ avvio della stagio ne possa portare importanti benefici alla nostra categoria che in questo momento sta ancora soffrendo. Per questo motivo, invitiamo i messinesi ad effettuare i propri acquisti nella nostra provincia così da rinvigorire l’ economia». In media secondo alcune associazione di categoria ogni famiglia dovrebbe spendere circa 150 euro, «se restano in città è un bene», ha rimarcato Picciotto. «Abbiamo un budget ristretto e grazie ai saldi ci concediamo diversi acquisti» hanno spiegato Giovanna Manetto in giro per negozi con la figlia Francesca e l’ amica Martina. Tante donne e pochi uomini: «mi lascio sempre “fregare” prima, quando magari devo acquistare regali per la famiglia, e con gli sconti mi concedo solo qualche sfizio», ha ammesso Roberto Cerreti. Non solo accessori o abbigliamento, «ho approfittato dei saldi per comprare al cune cose in profumeria e preferisco restare nelle vie del centro, anche se vi sono problemi di parcheggio» ha osservato Claudia Morabito. Come ogni anno, con l’ inizio dei saldi qualche raccomandazione è d’ obbligo. Ci pensa il Codacons a fornire alcune “dritte”: conservare lo scontrino per eventuali cambi, diffidare dai fondi di magazzino, avere le idee chiare e dubitare dallapercentuale di sconto molto alta.3.
elisabetta reale
Gazzetta del Sud, 03/01/2016 06:02
“Batosta” tra pedaggi autostradali e biglietti di treni e aerei
due euro e mezzo di addizionale per i diritti d’ imbarco sui voli
Calano le tasse sulla casa ma gli italiani dovranno comunque mettere mano pesantemente al portafogli per gli spostamenti. Tra pedaggi autostradali e biglietti di treni e aerei, gli aumenti generalizzati per i trasporti, secondo le associazioni dei consumatori, costeranno tra 1,4 e 2,4 miliardi in più nel 2016, con un esborso aggiuntivo a famiglia da 104 euro. Una vera e propria “stangata”, che arriverà dal mix di rin cariche ha interessato per il momento 6 tratte autostradali (concentrate in gran parte nel Nord Italia), con aumenti medi dello 0,89% e il “record” della Torino -Milano che costerà il 6,5% inpiù. Il ministero dei Trasporti ricorda però di avere chiesto ai concessionari di prorogare anche per il 2016 gli sconti per i pendolari. Brutte notizie anche per chi decidesse di raggiungere il capoluogo lombardo con il treno. Dal primo gennaio, infatti, sono scattati anche gli aumenti dei biglietti delle “Frecce” di Trenitalia, con rincari in media del 2,7% con variazioni che passano da un +2,3% per il biglietto base del Frecciarossa Napoli -Roma (che passa da 43 a 44 euro) al +3,5% per il Roma -Milano (che sale da 86 a 89 euro). Ritocchi che riguardano «solo le Frecce» (rosse, argento e bianche), assicura l’ azienda, e solo per il “biglietto base”, cioè quel lo «dal prezzo più alto e più flessibile», che lo scorso anno ha rappresentato appena il 10% dei biglietti venduti. Nessun cambiamento invece per le offerte, così come per gli abbonamenti all’ Alta velocità. A pagare di più, nel 2016, saranno poi tutti i passeggeri dei voli aerei, visto l’ aumento di due euro e mezzo dell’ addizionale comunale sui diritti d’ imbarco, che dal 2007 alimenta il fondo speciale dei lavoratori aeroportuali. «L’ odioso balzello», spiega il Codacons, sale così «a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Portando la “stangata” sui trasporti a oltre «1,4 miliardi di euro», che salgono a 2,4 considerando anche le ricadute indirette secondo Adusbef e Feder consumatori, che calcolano una maggiore spesa annua di 37 euro per aumenti autostrade e Telepass a cui si aggiungono aumenti peri treni e per le tasse aeroportuali di una cifra complessiva di 67 euro annui. Per un totale a famiglia di 104 euro. 4.
ilgiornale.it, 03/01/2016 06:00
Trasporti, Nord tartassato Maroni: “Colpa di Renzi”
i rincari di autostrade e treni soprattutto in lombardia. milano-torino sale del 6,5%
Cristina BassiIl Nord comincia il nuovo anno più tartassato che mai. Le tariffe autostradali e i biglietti dei treni schizzano in alto. E gli aumenti per il 2016 riguardano soprattutto le tratte lombarde e la direttrice Milano-Roma. Per le lamentele, rivolgersi a Palazzo Chigi: è il commento del governatore Roberto Maroni. Che su Facebook attacca: “A tutti quelli che protestano (giustamente) contro l’ aumento del pedaggio, consiglio caldamente di rivolgersi al governo Renzi e al suo partito, che un mese fa hanno bocciato il nostro emendamento che rendeva gratuite le tangenziali e la Pedemontana”. Protestano anche le associazioni dei consumatori. “Il 2016 – afferma il Codacons – si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti. Agli incrementi dei pedaggi autostradali si sono aggiunti a partire dall’ 1 gennaio anche sensibili rincari per i treni. Non solo. Costa di più anche partire in aereo, a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei”. Ecco il dettaglio degli aumenti che peseranno in particolare sulle famiglie lombarde. I pedaggi autostradali salgono in media dello 0,86 per cento. Quasi tutti i ritocchi verso l’ alto riguardano il Nord. Fa eccezione la Strada dei Parchi (+3,45%), tra Lazio e Abruzzo. La Ativa (Torino-Ivrea-Valle d’ Aosta) aumenta dello 0,03 per cento, la Satap A4 (Torino-Milano) di ben il 6,5 per cento, la Pedemontana Lombarda dell’ 1 per cento, la Tangenziale esterna di Milano A58 del 2,1 per cento. E sulla rete di Autostrade per l’ Italia il rincaro è dell’ 1,09 per cento. Non basta: “Per molte tratte – avverte ancora il Codacons – i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve”.Scegliere il treno, per viaggiare da Nord a Sud, non sarà un buon modo per risparmiare. Aumenti pesanti anche qui. Dall’ 1 gennaio l’ Alta velocità costa in media il 2,7 per cento in più e i picchi si toccano proprio sulla Milano-Roma e sulla Milano-Napoli: più 3,5 e più 4,2 per cento. Infine i voli. Con l’ aumento di 2,5 euro dell’ addizionale comunale sui biglietti aerei, la quota di imposte sul costo finale tocca il record del 67,7 per cento. Sempre il Milano-Roma uno dei voli più tartassati. Per il Codacons, la stangata totale per la famiglie alla voce trasporti, compresi traghetti, mezzi pubblici e taxi, arriverà quest’ anno a 1,4 miliardi di euro in più rispetto al 2015. Secondo i calcoli di Adusbef-Federconsumatori invece, ogni famiglia quest’ anno pagherà 104 euro in più (2,4 miliardi in totale): 37 euro per i rincari di autostrade e Telepass e 67 per i ritocchi di treni e aerei. Trenitalia e ministero rispondono alle polemiche. “I ritocchi del prezzo del biglietto riguardano solo le Frecce (rosse, argento e bianche) – spiega una nota dell’ azienda dei trasporti ferroviari – e solo per il cosiddetto biglietto base cioè quello dal prezzo più elevato e più flessibile”. I “base” nel 2015 sono stati il 10 per cento dei biglietti venduti, i più diffusi sono stati gli “economy” e i “super economy”. I Trasporti invece chiedono alle società concessionarie di autostrade di “prorogare al 31 dicembre 2016 l’ agevolazione tariffaria a carattere nazionale, relativa ai pendolari che percorrono l’ autostrada, massimo 50 chilometri, per raggiungere il posto di lavoro”. Gli aumenti, conclude il Mit, “riguardano solo sei delle 26 tratte affidate in concessione”. Quasi tutte sono al Nord.
cristina bassi
La Prealpina, 03/01/2016 05:33
Trasporti, 104 euro in più a famiglia
il codacons lancia l’ alarme sugli aumenti dele tariffe di treni e aerei
MILANO – Una maggiore spesa annua di 37 euro per aumenti autostrade e Telepass a cui si aggiungono aumenti per i treni e per le tasse aeroportuali di una cifra complessiva di 67 euro annui. Il totale di tale esborsi sarà quindi di 2,4 miliardi con una ricaduta a famiglia pari a 104 euro. Lo calcolano Elio Lannutti (Adusbef) e Rosario Trefiletti (Federconsumatori). «Vorremmo ricordare – spiegano – che soprattutto il settore dei trasporti è quello più decisivo per i costi indiretti che sono determinati da aumenti tariffari e di prezzi diretti che si espandono a cascata nell’ intera economia. Ciò non fa bene ovviamente alle nostre famiglie che già soffrono per il loro già scarso potere di acquisto aggravato da figli e nipoti disoccupati e da sostenere, ma soprattutto sui costi turistici che dovrebbero maggiormente invogliare e non deprimere la domanda di mercato di un settore che dovrebbe essere fondamentale per la nostra economia». Botta e risposta con le Ferrovie dello Stato. «I ritocchi del prezzo del biglietto riguardano solo le Frecce (rosse, argento e bianche) e solo per il cosiddetto biglietto base cioè quello dal prez zo più elevato e più flessibile» fa sapere Trenitalia. I ritocchi dunque, fa sapere Fs, non riguardano nè i biglietti economy, nè i super economi, nè le altre offerte. Gli abbonamenti Alta Velocità restano gli stessi. «Nel 2015 – ricordano dal gruppo guidato da Renato Mazzoncini – i biglietti base sono stati solo il 10% del totale di quelli venduti». L’ aumento medio del biglietto è stato del 2,7% con variazioni che passano da un +2,3% per il biglietto base del Frecciarossa Napoli -Roma (che passa da 43 a 44 euro) a +3,5% per il Roma -Milano che sale da 86 a 89 euro).
La Prealpina, 03/01/2016 05:33
Libri e cibi funzionano Stenta l’ abbigliamento
bilancio di natale per i negozi una timida ripresa e chi ha sofferto punta tutto sugli imminenti saldi anche a busto i consumi per i regali hanno premiato le offerte letterarie e le scelte legate alla gastronomia tipica sorride romeo mazzucchelli, presidente di ascom: «è andata comunque un po’ meglio del passato»
Moderata soddisfazione per i consumi legati alle festività natalizie e cauto ottimismo in vista dei saldi, che anche a Busto Arsizio scatteranno ufficialmente martedì prossimo. «Ma è presto per parlare di una svolta», affermano i commercianti del centro di Busto. Se, per la prima volta, dopo 8 anni, il Codacons registra, a livello nazionale, un primo segno positivo (+3 per cento rispetto a Natale 2014), la tendenza si avverte anche tra i commercianti cittadini, i quali hanno però effettuato un brindisi prudente a conti chiusi. Nella prima domenica successiva al Natale, una buona metà dei negozianti ha deciso di tenere le saracinesche alzate e continua a lavorare a ritmo serrato, anche per non perdere qualche incasso. Lungo via Milano, si respira sempre aria di festa e l’ afflusso di passanti è continuo, seppure la corsa agli acquisti sia leggermente rallentata rispetto ai giorni scorsi. Così, anche i negozianti, trovano il tempo di fare un primo bilancio degli acquisti natalizi. Tra i doni preferiti da mettere sotto l’ albero, i bustocchi hanno scelto i libri: «E’ andata molto bene rispetto allo scorso anno abbiamo registrato un incremento – conferma Sara Maraschiello della Libreria Ubik – infatti i libri sono un regalo apprezzato per tutte le età e non hanno avuto cali». Sul podio dei più scelti, il thriller della narrativa straniera “La ragazza del treno” di Paula Hawkins: «Ma a prevalere, più in generale, è stato il genere giallo, la narrativa e i libri per bambini, in particolare quelli di Luis Sepulveda – spiega la commessa – per incentivare le vendite abbiamo proposto delle promozioni che proseguiranno anche durante il periodo dei saldi che faremo anche noi». In accordo con l’ andamento nazionale, i bustocchi non hanno rinunciato alle spese per imban dire la tavola: «Ravioli, cappelletti fatti a mano, focacce rustiche, pane a volontà e dolci. Fortunatamente abbiamo lavorato molto e siamo aperti anche nei giorni di festa», afferma Grazia Marmonti, titolare di una storica panetteria del centro. «Ad andare per la maggiore sono stati i nostri panettoni artigianali”. Meno entusiasmo nel settore abbigliamento, dove comunque non si parla di risultati negativi ma di tendenza stabile rispetto all’ anno scorso, sempre aspettando i clienti attirati dagli imminenti sconti: «Durante le feste natalizie, l’ afflusso ci è sembrato inferiore, i clienti hanno preferito fare piccoli acquisti per i regali», sottolinea, Chiara commessa della catena “Tezenis”. «Ci aspettavamo qualcosa in più – evidenzia anche un commerciante di via Milano – noi resistiamo da 35 anni ma non si può negare che ci sia una generale crisi nel settore dell’ abbigliamento, dovuta atan ti fattori, non ultimo la concorrenza con i grandi centri commerciali. Diciamo che il lavoro nelle festività natalizie è stato pari allo scorso anno, adesso aspettiamo i saldi». A tracciare un primo bilancio del Natale, esprimendo il sentore generale dei commercianti del centro, è il presidente di Ascom, Romeo Mazzucchelli che non è certo persona che tende a nascondere le problematiche: «Eppure – afferma – si è lavorato di più rispetto all’ anno scorso, la gente si è mossa di meno, anche se la televisione dice che ci sono grandi partenze in corso. Speriamo che sia un buon segnale. I saldi inizieranno il 5 per quanto riguarda la Lombardia, vedremo come al solito se c’ è chi li ha aspettati per fare compere». Comunque un piccolo sorriso, seppur all’ insegna della prudenza, sembra aver chiuso l’ anno appena trascorso. Silvia Bellezza.
Il Messaggero, 03/01/2016 05:31
I consumatori: pronto il ricorso al Tar contro le nuove regole
Si è svolto ieri mattina davanti alla sede di Banca Etruria a Civitavecchia, in corso Centocelle, un sit-in promosso dal Codacons dei risparmiatori che hanno visto azzerato il valore dei propri titoli. L’ associazione dei consumatori ha annunciato un ricorso al Tar, attraverso il quale si chiede l’ annullamento del decreto «salva-banche» per «palese incostituzionalità». «Chi è stato danneggiato in tutta Italia potrà aderire al nostro ricorso al Tar del Lazio contro i decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge di bail-in, un provvedimento incostituzionale», ha spiegato all’ Adnkronos il presidente Carlo Rienzi, presente al presidio di protesta. «Se il Tar ritiene i decreti incostituzionali dovrebbe inviare la legge alla Corte costituzionale per annullarla completamente, come ha già fatto la Corte costituzionale austriaca. Per aderire al nostro ricorso basta andare sul nostro sito – ricorda Rienzi – c’ è tempo fino all’ 11 gennaio». Il Codacons, ha anche promosso l’ ipotesi un indennizzo anticipato ma ha anche aggiunto che «i risarcimenti devono essere integrali e devono valere davvero per tutti». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Messaggero, 03/01/2016 05:31
Rincari per aerei, treni e autostrade ma casa e metano costeranno meno
partite le nuove tariffe 2016. per il settore dei trasporti si stima un aggravio di 104 euro l’ anno per ogni famiglia
LE NOVITÀ ROMA Tasse in calo per la casa ma costi maggiori per i trasporti. Si possono sintetizzare così le ricadute che avranno sul portafoglio degli italiani le variazioni dei prezzi e delle tariffe nell’ anno che ha appena preso il via. Secondo i calcoli delle associazioni dei consumatori, tra pedaggi autostradali, Telepass, e biglietti di treni e aerei, gli aumenti generalizzati per i trasporti, costeranno tra 1,4 e 2,4 miliardi in più nel 2016, con un esborso aggiuntivo a famiglia da 104 euro. LA STANGATA La stangata arriverà dal mix di rincari che interessa per ora sei tratte autostradali, concentrate nel Nord Italia, con aumenti medi dello 0,86% e il record della Torino-Milano, che costerà il 6,5% in più. Il ministero dei Trasporti ricorda di avere chiesto ai concessionari di prorogare anche per il 2016 gli sconti per i pendolari. Brutte notizie non solo per gli automobilisti ma anche per chi viaggia in treno. Dal primo gennaio, infatti, sono scattati anche gli aumenti dei biglietti delle “Frecce” di Trenitalia, con rincari in media del 2,7% con variazioni che passano da un +2,3% per il biglietto base del Frecciarossa Napoli-Roma (che passa da 43 a 44 euro) al +3,5% per il Roma-Milano (che sale da 86 a 89 euro). L’ azienda assicura che i ritocchi al rialzo riguardano «solo le Frecce» (rosse, argento e bianche) e solo il biglietto base, cioè quello «dal prezzo più alto e più flessibile», che lo scorso anno ha rappresentato appena il 10% dei biglietti venduti. Nessun cambiamento invece per le offerte, così come per gli abbonamenti all’ Alta velocità. A pagare di più, nel 2016, saranno poi tutti i passeggeri dei voli aerei, visto l’ aumento di due euro e mezzo dell’ addizionale comunale sui diritti d’ imbarco, che dal 2007 alimenta il fondo speciale dei lavoratori aeroportuali. «L’ odioso balzello», spiega il Codacons, sale così «a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». In mezzo a tanti rincari, c’ è anche qualche buona notizia. Dal 2016, la legge di Stabilità ha cancellato la Tasi sull’ abitazione principale per proprietari e inquilini: interessa 19 milioni di italiani, per uno sconto complessivo di 3,7 miliardi. In discesa anche il canone Rai, a 100 da 113,5 euro, e, per i consumatori in tutela, le tariffe del gas, che secondo l’ Autorità dell’ energia scenderanno del 3,3 per cento. Ca. Sco. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Messaggero, 03/01/2016 05:31
Banche, Tesoro al lavoro sugli indennizzi
il decreto con i criteri per ottenere i soldi perduti arriverà entro gennaio. esclusi anticipi da parte dei quattro istituti certi del rimborso pieno saranno solo quei risparmiatori che hanno visto andare in fumo oltre il 50% del patrimonio
IL CASO ROMA I risparmiatori più penalizzati dal crac delle 4 banche avranno il loro rimborso. Ma non prima degli altri e, comunque, a farsi carico del problema non saranno certo i nuovi istituti nati per effetto del decreto emanato dal governo il 22 novembre scorso. Il ministero del Tesoro cancella le indiscrezioni secondo cui Banca Etruria sarebbe pronta a garantire ai suoi risparmiatori un ristoro, almeno parziale, in attesa della definizione delle procedure dell’ arbitrato che il governo dovrebbe rendere note entro poche settimane. Si tratterebbe, come calcolato nei giorni scorsi dallo stesso presidente delle good bank Andrea Nicastro, di 683 dei circa mille risparmiatori (su un totale di 10 mila) che hanno investito meno di 100 mila euro puntando però sulle obbligazioni subordinate (il cui valore è stato azzerato dopo i salvataggi) oltre il 50% del patrimonio. È «infondata l’ ipotesi di rimborsi selettivi ad alcuni investitori e solo ad alcune banche» hanno spiegato dal Mef. Insomma prima del varo dei decreti, questa la posizione di Via XX Settembre, «non può essere ipotizzato alcun intervento». La tempistica indicata con la legge di Stabilità per mettere a punto il decreto è di 90 giorni ma, spiegano i tecnici al lavoro sul dossier, il testo sarà definito molto prima. Probabilmente già entro gennaio. IL PERCORSO Il ministero «è già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile». Chi lavora al dossier, infatti, è chiaro sul punto: non tutti riceveranno un indennizzo: il collegio dei saggi insediati presso l’ Anac di Raffaele Cantone valuterà caso per caso ed anzi il cerchio dei beneficiari sarà piuttosto ristretto. Al netto delle persone che non saranno in grado di dimostrare di essere stati raggirati e truffati, al momento solo 2 mila 500 risparmiatori sembrano rientrare per certo nella lista di chi otterrà un sostegno economico. E questo perché il Fondo di solidarietà non supera i 100 milioni, anche se potrebbe lievitare fino a 130. Più nel dettaglio, i rimborsi premieranno innanzitutto le circa mille persone che avevano un capitale inferiore ai 100 mila euro investito per più del 50% nei bond subordinati e che hanno perso complessivamente 27 milioni di euro. Questa categoria incasserà quasi certamente il 100% del denaro perso nella convinzione, da parte di chi sta lavorando al decreto, che proprio il fatto di aver investito la maggior parte dei propri risparmi in prodotti rivelatisi guasti sia un indizio di buona fede ingannata dalle banche. A queste persone, si aggiunge una platea di altri 1.500 clienti (perdite da 93,4 milioni) con un patrimonio inferiore a 100 mila euro impegnato in obbligazioni subordinate per il 30-50%, oppure con un patrimonio superiore a 100 mila euro investito in bond subordinati per più del 30%. Rimborsi in arrivo anche per loro, ma di consistenza inferiore. Appare invece assai critica la situazione dell’ esercito degli 8 mila risparmiatori con più di 100 mila euro e una quota di patrimonio investita in bond subordinati inferiore al 30 percento: queste persone hanno perso 208,4 milioni di euro e per loro rientrare sarà difficilissimo. Una impostazione che, ovviamente, crea diffuso malumore. «I risarcimenti devono essere integrali e devono valere per tutti» ha ribadito ieri il Codacons. «Non accetteremo la politica del due pesi e due misure – ha spiegato il presidente dell’ associazione dei consumatori Carlo Rienzi – perché è evidente che tutti i risparmiatori hanno subito il medesimo danno e tutti devono essere risarciti allo stesso modo. In caso contrario ci troveremmo di fronte ad un pericoloso precedente, dove un illecito viene punito in modo diverso a seconda della vittima». Michele Di Branco © RIPRODUZIONE RISERVATA.
michele di branco
Il Messaggero, 03/01/2016 05:31
Voli più costosi per i viaggiatori
Nel 2016 viaggiare in areo costerà di più. E questo a causa dell’ aumento di due euro e mezzo dell’ addizionale comunale sui diritti d’ imbarco, che dal 2007 alimenta il fondo speciale dei lavoratori aeroportuali. «L’ odioso balzello», spiega l’ associazione dei consumatori Codacons, sale così «a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino».
La Gazzetta dello Sport, 03/01/2016 05:02
codacons: «stangata da 1,4 miliardi sui trasporti»
Trenitalia aumenta i prezzi Frecce più care fino a +3,5%
Ancora brutte notizie per i viaggiatori. Dopo l’ aumento dei prezzi dei pedaggi autostradali, adesso tocca ai biglietti dei treni subire nuovi rincari. Ferrovie dello Stato ha fatto sapere che le tariffe base delle Frecce (Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca) subiranno un incremento medio del 2,7%, con variazioni che passano da un +2,3% per il biglietto base del Frecciarossa Napoli-Roma (che sale da 43 a 44 euro) a un +3,5% per la frequentatissima tratta Roma-Milano (che passa da 86 a 89 euro). L’ azienda ha tenuto a sottolineare che l’ aumento riguarderà solo le tariffe più alte e flessibili, mentre quelle di economy, supereconomy e le altre offerte resteranno invariate. «Si tratta solo di ritocchi, è il primo adeguamento dei prezzi dal 2011. Nel 2015 i biglietti base sono stati solo il 10% di quelli venduti», dicono da Trenitalia. Ma le polemiche non si sono fatte attendere. Il Codacons ha parlato di «una vera e propria stangata» sui trasporti, considerando che – oltre alle autostrade che registrano un aumento medio dello 0,86% e ai treni – «costerà di più anche l’ aereo, con l’ addizionale comunale che cresce di 2,5 euro, portando l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Secondo un primo calcolo, i rincari del nuovo anno porteranno le famiglie italiane a spendere per viaggiare nel corso del 2016 oltre 1,4 miliardi in più rispetto al 2015.
Corriere della Sera, 03/01/2016 05:01
I saldi della ripresa
promozioni ufficiali da martedì milanesi pronti a spendere il 4% in più rispetto al 2015 «ma sulle date è deregulation»
Il 5 gennaio, giorno di inizio ufficiale dei saldi, rischia di essere soltanto una data simbolica perché gli sconti sono già iniziati un po’ ovunque. «Non nascondiamoci dietro a un dito – ammonisce Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione -. Sulle promozioni, di fatto, è deregulation , e questo vale per le catene come per i piccoli negozi. Tanto varrebbe liberalizzarle del tutto, anche per stare al passo con i canali di vendita online». In effetti ieri le vie del centro erano affollate di gente coi sacchetti dello shopping già pieni di merce in offerta. E un cauto ottimismo prende corpo anche per il rito tradizionale dei saldi con kick-off day di partenza fissato per legge al 5 gennaio: Federmoda, che martedì si aspetta code fin dal primo mattino davanti alle vetrine più gettonate, non manca di sottolinearlo. La spesa per saldi a Milano arriverà a 454 milioni, in crescita del quattro per cento rispetto all’ anno scorso e in linea col più cinque per cento di dicembre, stima l’ associazione che vede uno sconto medio del 30-40 per cento, un buon assortimento in offerta e 176 euro di budget a persona. «Per gli operatori si tratta di dare continuità ai timidi sprazzi positivi visti a Natale incrementando i ricavi più che i guadagni» ammette il presidente Renato Borghi. Ma l’ appuntamento resta cruciale, soprattutto a livello psicologico: «Una chance preziosa per confermare fiducia nella ripresa». Secondo il Codacons, ad approfittare dei saldi sarà una famiglia su due. «Il rito non va sottovalutato, bisogna costruirlo con politiche di sostegno e rilancio dei consumi – rimarca Borghi -. Anche perché nel 2015 a Milano hanno chiuso 113 negozi di moda contro i 58 che hanno aperto». La discussione si accende poi sulla data di avvio: «Andrebbe posticipata: il clima più mite penalizza le vendite dei capi pesanti, l’ anno prossimo chiederemo alla Conferenza delle Regioni di spostarla al 31 gennaio», è la sua idea. E si trova d’ accordo, ad esempio, con Rosangela Bistolfi, presidente di Ascodeangeli. In senso opposto Cobolli Gigli, che invoca decisioni prese di volta in volta e il più possibile flessibili: «Quest’ anno conveniva anticiparli al due gennaio per sfruttare le potenzialità del weekend e il flusso dei turisti ancora in città», nota. Si unisce alla lamentela Gabriel Meghnagi, presidente di Ascobaires: «Così non si aiutano i commercianti, il 5 gennaio gli stranieri saranno già partiti». Non che siano così tanti in questi giorni, minimizza però Alessandro Prisco di Ascoduomo, che resta fiducioso: «Abbiamo chiuso il Natale con un più 5-10 per cento, questo fa ben sperare». Su un punto sono tutti d’ accordo, comunque: la battaglia va combattuta a tutto tondo. Servono sia le promozioni mirate, «per spingere certi prodotti fermi in magazzino», sia gli sconti generalizzati che fanno leva sulla magica parola «saldo» «pubblicizzata in tutta la sua potenza comunicativa». Sottigliezze di marketing non così chiare agli occhi dei clienti, ieri storditi dai cartelli che campeggiavano ad ogni angolo, chiassosi e allegri. I «Meno 20-30-40 per cento» non si contavano ad esempio in corso Buenos Aires: Kasanova, Carpisa, Brums, Bialetti. Quanti altri? In via Torino «Tutto a 30 euro» per le scarpe di Via Vai, sconti da Alcott e Yamamay, «Super offerte» da Trony, «I vantaggi cominciano subito» da Ovs, «Special week» da Pimkie. E ancora Celio in Vittorio Emanuele (»Meno 50 per cento il secondo articolo»), «Prezzi pazzi» da Motivi, «Meno 70 e 80 per cento» da Touch & Go accessori. Una manna? La cautela resta d’ obbligo, avvisa l’ assessore allo sviluppo economico della Regione Mauro Parolini. «Il rapporto di fiducia tra negoziante e cliente richiede rispetto», e non sempre è scontato. C’ è l’ obbligo di esporre il prezzo iniziale e la percentuale del ribasso, ad esempio, e i prodotti in saldo vanno separati dagli altri. «Ma chi compra conosce bene i suoi diritti?».
Avvenire, 03/01/2016 05:01
viabilità
Automobilisti lombardi tartassati dagli aumenti
Sono gli automobilisti lombardi i più tartassati dagli aumenti dei pedaggi autostradali entrati in vigore dal primo gennaio. Per i pendolari che utilizzano l’ A4 da Bergamo sino a Sesto San Giovanni verso Milano il costo passa da 3,20 a 3,30 euro. Chi invece da Bergamo vuole raggiungere Milano utilizzando la Tangenziale Est deve sborsare 3,70 euro contro i precedenti 3,50. Da Bergamo a Brescia il costo passa da 2,90 a 3,10 euro. Rincari ancor più elevati per chi deve transitare sulla Milano-Torino. Aumenti di oltre il 2% anche sulla Teem la tangenziale esterna che collega l’ A4 ad Agrate con l’ A1 a Melegnano. Contro questo ennesimo rincaro si scatena il Codacons che invita gli automobilisti a farsi sentire inviando una mail di protesta alle diverse concessionarie dei tratti autostradali. A fronte degli aumenti, per cercare di recuperare nuovi clienti, Tangenziale Est esterna e BreBeMi hanno prorogato sino al 31 dicembre 2016 lo sconto del 15% per coloro che, muniti di telepass, previa richiesta alle due società, percorrono l’ intera tratta dell’ A58, da Gessate a Melegnano, e dell’ A 35 della Brescia Bergamo Milano da Chiari a Pozzuolo-Liscate. Per aderire alla promozione – che non risulta estesa alle connessioni con l’ A1 Milano-Napoli e con l’ A4 Torino-Venezia -, gli utenti, pendolari e non, devono seguire le istruzioni consultabili sui siti tangenziale. esterna.it e brebemi.it. Si tratta di un ulteriore tentativo di rilanciare da parte di queste due nuove autostrade che, al di là dei proclami, continuano proprio per l’ elevato costo dei pedaggi ad essere sottoutilizzate dai pendolari, dagli autotrasportatori. Nella cornice di aumenti dei costi per il trasporto privato, si inserisce la polemica dei sindaci e degli ambienta-listi brianzoli sul futuro del tratto centrale di Pedemontana, quello che da Lentate dovrebbe, attraverso la tratta ‘C’ sino a Bovisio, e la ‘D’, arrivare a Vimercate, dove si congiungerebbe con la tangenziale Est. «Se entro la prossima primavera non arrivano nuovi investitori privati che credono in quest’ opera – dice Enrico Brambilla capogruppo del Pd al Pirellone – c’ è il rischio che il futuro di Pedemontana finisca tutto in un gran fiasco. Con gravi conseguenze sulla mobilità provinciale, in particolare sulla Milano-Meda». E mentre aumentano i costi delle tariffe autostradali, spariscono i tanto attesi prolungamenti delle linee della Metropolitana sino a Vimercate e a Paullo. «Nel piano della mobilità pubblica fornito da Milano – osserva Brambilla – le due opere sono considerate anti- economiche. Da qui la scelta di sostenere il prolungamento della Mm 5 sino a Monza con un bacino di traffico molto più importante». «Anche in questo caso – evidenzia Massimo Gatti, già sindaco di Paullo – le tante promesse fatte negli anni addietro ai sindaci dell’ Est milanese, e che cioè le opere di Teem e BreBeMi sarebbero andate di pari passo con le Metropolitane, evidenziano una falsa coscienza nel sostenere il trasporto pubblico, anche quello esistente. Parlo delle tramvie. Gli sconti di Teem e BreBeMi confermano che le due opere sono sottoutilizzate ». RIPRODUZIONE RISERVATA Autostrade, anche per i lombardi sono scattati gli aumenti.
pierfranco redaelli
Corriere Fiorentino, 03/01/2016 05:01
Il conto dei danni agli ex vertici Etruria
verso l’ azione di responsabilità per la mala gestione, fino a 300 milioni
Il commissario liquidatore della vecchia Banca Etruria, messa in liquidazione coatta amministrativa per far nascere la nuova good bank , sta preparando l’ azione di responsabilità verso le vecchie gestioni dell’ istituto aretino: come scrive Fabrizio Massaro sul Corriere della Sera di oggi, la somma che Giuseppe Santoni potrebbe chiedere ai manager che anche la Banca d’ Italia accusa di mala gestio è stimabile tra 200 e 300 milioni di euro. Spetterà al perito del commissario individuare le eventuali responsabilità di chi ha condotto l’ Etruria al tracollo, poi la Banca d’ Italia dovrà dare il via libera all’ azione di responsabilità. Gli amministratori della Nuova Banca Etruria stanno collaborando con il commissario per fornire informazioni potenzialmente utili alla causa dalla quale, come ha spiegato recentemente il neo-presidente Roberto Nicastro, «si attendono cifre importanti». Resta ancora da chiarire, però, se almeno parte delle somme eventualmente recuperate potrà andare al ristoro dei possessori delle obbligazioni subordinate polverizzate dal salva-banche. I risparmiatori attendono che il governo emani il decreto che fissa i criteri per i rimborsi: la buona notizia di inizio 2016 è che la norma potrebbe arrivare molto prima del termine di 90 giorni fissato dalla Legge di stabilità (cioè prima di marzo) e probabilmente già nelle prossime settimane. Fonti del Mef riferiscono infatti che il ministero è già al lavoro sui decreti ed «è in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per vararli nel più breve tempo possibile». Dal Tesoro precisano che nessun rimborso potrà essere anticipato ai risparmiatori prima dell’ adozione di questi decreti e definiscono «infondata l’ ipotesi di rimborsi selettivi ad alcuni investitori e solo ad alcune banche». A norma varata, però, i possessori di obbligazioni subordinate della vecchia Banca Etruria saranno probabilmente tra i primi ad accedere all’ arbitrato gestito dall’ Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone perché il management della Nuova Banca Etruria ha già identificato i 683 risparmiatori (che sono oltre la metà dei circa mille obbligazionisti delle quattro banche azzerate dal Governo nel mese di novembre): come ha recentemente spiegato il presidente delle quattro good bank Roberto Nicastro, si tratta di persone che hanno investito in obbligazioni subordinate il 50% di patrimoni inferiori a 100 mila euro per un controvalore totale di circa 17 milioni. «Abbiamo già individuato tutti questi risparmiatori – dicono da Banca Etruria – e stiamo raccogliendo le carte per segnalarli subito all’ Autorità che dovrà occuparsi dell’ arbitrato, in modo che la loro situazione venga valutata subito, appena pronti i decreti con i criteri per i rimborsi». Intanto il Codacons sta ultimando il ricorso al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge sulle banche: secondo l’ associazione il bail-in è anticostituzionale. I risparmiatori possono aderire al ricorso collettivo entro il prossimo 11 gennaio.
Il Tempo, 03/01/2016 05:01
Il Codacons: 140 euro al’ anno in più a famiglia. Aumenti anche sui treni veloci Dopo la stangata in autostrada il governo chiede la proroga degli sconti ai pendolari
l’ interrogazione il salasso sulla a24 finisce in parlamento «insicura e senza servizi»
• Il 2016 si apre con una vera e propria stangata sui trasporti che costeranno alle famiglie tra 1,4 e 2,4 miliardi in più nel 2016, con un esborso aggiuntivo per ogni nucleo di 104 euro. A fare i conti in tasca agli italiani dopo il salasso di inizio anno è stato il Codacons. Che oltre atener conto dei rincari nelle sei tratte autostradali sulle 21 alle quali il governo ha accordatogli aumenti, ha conteggiato anche l’ adeguamento dei prezzi base dei biglietti dei treni delle Ferrovie dello Stato Italiane (Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca) annunciato ufficialmente solo ieri nonostante fosse scattato 24 ore prima. Gli incrementi medi sono stati del 2,7% che, comunque -ha sottolineato l’ azienda – riguardano solo le tariffe più alte e non i prezzi «economy» e «supereconomy». Sulla tratta Roma -Milano i prezzi però salgono del 3,5% contro un incremento dell’ inflazione prossimo allo zero. Probabilmente gli effetti benefici sul conto economico saranno un buon viatico per la quotazione in Borsa ormai prossima. Secondo Trenitalia però «si tratta solo di ritocchi. Ed è il primo adeguamento dei prezzi dal 2011 quando furono ritoccati della seconda classe con l’ introduzione dei quattro livelli di servizio sui Frecciaros • Il caro -pedaggi sullA24 eA25 finisce in Parlamento. Dopo l’ ultimo rincaro del 3,45%, scattato a capodanno, che ha portato l’ aumento complessivo del costo della Roma -L’ Aquila -Pescara al 187% in più negli ultimi 13 anni, il caso approda a Montecitorio, con un’ interrogazione urgente del deputato Gianni Melilla (SI) al ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio. Ma si riaffaccia la richiesta di «declassamento del tratto urbano dell’ A24 e la sua esclusione dalla tariffazione autostradale», così come già richiesto all’ unanimità dal Consiglio Provinciale di Roma 2 anni fa. Quando i pendolari chiesero di estendere il declassamento anche oltre gli 11 chilometri del tratto urbano, estendendolo all’ intero segmento laziale, «da classificare come non montano, considerato che i primi 33 chilometri della Roma -L’ Aquila vanno dal casello di Tivoli, che ha un’ altitudine pari a soli 55 metri sul livello del mare, aquello di Castel Madama, di 245 metri». Fino allo scorso anno, infatti, l’ obbligo delle dotazioni invernali abordo scattava solo dopo Vicovaro, che è l’ ultimo casello laziale, da quest’ anno, invece, sin da Tivoli sino all’ intero Abruzzo. Da Avezzano a Roma, il pedaggio ora costa 80 centesimi in più mentre, per raggiungere la capitale da Chieti o Pescara, ci vogliono oltre 19 euro. E la rabbia per i rincari è stata raccolta da Melilla, che punta il dito contro «un aumento che è ancora più ingiusto se si consideralo stato dell’ autostrada, ormai vecchia e insicura. Il suo alto costo ormai scoraggia il traffico visto che per andare a Roma si spende più per il pedaggio che per la benzina. E anche per quanto riguarda il servizio di ristoro e dei combustibili vi è da rilevare la vergogna di 100 chilometri di autostrada tra Pescara eAvezzano senza nessuna stazione di servizio: un record negativo nazionale», conclude l’ interrogazione. La società concessionaria ricordai «lavori di riqualificazione dell’ intera autostrada ereditata dalla vecchia gestione della Sara (20 anni senza lavori di manutenzione). Tutte opere e investimenti- dice l’ ad Cesare Ramadori- che Strada dei Parchi ha effettuato mantenendo intatti i livelli occupazionali, nonostante le rilevanti perdite di esercizio, alle quali abbiamo fatto fronte con importanti immissioni di capitale da parte degli azionisti e non certo con l’ aumento dei pedaggi. Un’ autostrada di montagna che necessita di elevati standard di sicurezza e di opere di manutenzione costosissime, a causa di un tracciato geomorfologico molto complesso, caratterizzato da pendenze molto elevate e dalla presenza di 344 viadotti e 51 gallerie».
antonio sbraga
Il Giorno (ed. Brianza), 03/01/2016 04:32
Veleni, in 25 denunciano il Comune: «Non ha tutelato la nostra salute»
monza, azione legale del codacons. «risarcimento da 50mila euro»
di MARCO GALVANI – MONZA – LA GUERRA ALLO smog non è soltanto a colpi di ordinanze, divieti e restrizioni ma passa anche dalle aule del Tribunale. Perché se da una parte gli Amministratori sono pronti a correre ai ripari con interventi di emergenza, dall’ altra sono altrettanto solerti nel contestare chi chiede loro i danni per colpa proprio dell’ inquinamento nelle città. COSÌ HA FATTO il Comune di Monza. Prima il sindaco Roberto Scanagatti firma una ordinanza con la quale ferma nella fascia giornaliera tutti i veicoli diesel Euro 3 senza filtri antiparticolato e categorie inferiori, impone che la temperatura nelle case sia abbassata di un grado, i sistemi di riscaldamento restino spenti per due ore in più al giorno, che non si accendano i camini e si bruci legna, e che negozi ed esercizi commerciali tengano chiuse le porte d’ ingresso anche se dotati di impianti di climatizzazione invernali. «UN PROVVEDIMENTO indispensabile a tutela della salute pubblica», le parole del primo cittadino. Che poi, però, in Giunta dà incarico all’ ufficio legale di resistere contro il ricorso al Tar presentato a livello nazionale dal Codacons, dall’ Associazione italiana per i diritti del malato e da 1.018 persone in tutta Italia (fra cui 25 monzesi) per chiedere un risarcimento dei danni provocati dall’ inquinamento nelle città che le istituzioni non sono riusciti a contenere. Per il Comune di Monza «la somma a titolo di risarcimento per il presunto danno risulterebbe di 50mila euro». SECONDO L’ ACCUSA dell’ associazione di tutela dei cittadini proprio i «provvedimenti contingibili e di urgenza» che i Comuni sono «costretti ad adottare ripetutamente per fronteggiare i picchi massimi di inquinamento da smog», sono «la prova più piena della mancata attuazione delle norme sulla prevenzione del fenomeno e la conferma dell’ esposizione della cittadinanza agli effetti negativi per la propria salute». E quindi, i cittadini che da anni respirano polveri sottili, vivono nella «paura di ammalarsi» subendo – scrive il Codacons nel ricorso – «un danno assimilabile alla figura del danno da pericolo elaborata dalla giurisprudenza di legittimità nel caso Seveso» che consiste «nelle conseguenze negative che la preoccupazione di subire un pregiudizio comporta, e ciò anche nel caso in cui la patologia temuta non si sviluppi». E VISTO CHE, fra gli altri, anche il Comune di Monza, secondo il Codacons, non garantisce ai propri cittadini il diritto a vivere in luoghi salubri, i 25 monzesi che hanno sottoscritto il ricorso al Tar ora chiedono 2mila euro di danni a testa. [email protected].
marco galvani
La Nazione (ed. Arezzo), 03/01/2016 04:25
Il Codacons anti bail-in
IL CODACONS sta ultimando il ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge sulle banche. «Tutti i risparmiatori danneggiati dal salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Carife possono aderire entro il prossimo 11 gennaio al ricorso collettivo per contrastare la legge sul bail-in».
Il Resto del Carlino (ed. Rimini), 03/01/2016 04:24
CONTO alla rovescia per la partenza dei saldi invernali.
CONTO alla rovescia per la partenza dei saldi invernali. Gli sconti di fine stagione partiranno ufficialmente martedì, ma secondo il Codacons non ci saranno impennate clamorose nelle vendite ma aumenterà il numero delle famiglie che potrà permettersi di fare acquisti. Quest’ anno infatti quasi una famiglia su 2 (il 45% per la precisione) approfitterà dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi.
Il Resto del Carlino (ed. Ferrara), 03/01/2016 04:22
risparmiatori
Argenta e Comacchio, fissate le assemblee
RIPARTONO martedì ad Argenta le assemblee dei risparmiatori. L’ iniziativa è promossa dal Codacons, ma appoggiata localmente anche dal Movimento 5Stelle; l’ incontro pubblico si terrà, dalle 20.30, nell’ aula magna della Casa del Volontariato in via della Circonvallazione 21. Il secondo incontro si terrà invece lunedì 11 a Comacchio, in questo caso presso la sala polivalente San Pietro in via Agatopisto 7 (come ad Argenta l’ inizio è fissato per le 20.30). A condurre il dibattito con azionisti e obbligazionisti sarà il presidente regionale del Codacons Bruno Barbieri.
bruno barbieri
Il Resto del Carlino, 03/01/2016 04:20
bail-in nel mirino presto ricorso al tar
Il Codacons presenterà un ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei …
Il Codacons presenterà un ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge sul bail-in. Si può aderire fino all’ 11 gennaio.
Il Giorno, 03/01/2016 04:18
bail-in nel mirino presto ricorso al tar
Il Codacons presenterà un ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei …
Il Codacons presenterà un ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge sul bail-in. Si può aderire fino all’ 11 gennaio.
La Nazione, 03/01/2016 04:18
bail-in nel mirino presto ricorso al tar
Il Codacons presenterà un ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei …
Il Codacons presenterà un ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge sul bail-in. Si può aderire fino all’ 11 gennaio.
Il Giorno, 03/01/2016 04:18
AL RIENTRO dalle ferie, gli italiani trovano un’ amara sorpresa: il rincaro delle tariffe …
AL RIENTRO dalle ferie, gli italiani trovano un’ amara sorpresa: il rincaro delle tariffe autostradali. Non è una novità, tanto più che nel 2015 c’ erano già stati due aumenti, uno a gennaio, l’ altro a giugno (complessivamente +4%). Viaggiare in autostrada, quindi, dal primo gennaio costa di più, soprattutto in Lombardia, regione ancora una volta tartassata dai provvedimenti governativi. A fronte di un aumento medio dei pedaggi su base nazionale pari allo 0,86%, sulla A4 Torino-Milano il rincaro è del 6,5%. Perfino percorrere la Pedemontana Lombarda costa un 1% in più e la Tangenziale esterna di Milano un 2% in più, e si tratta peraltro di autostrade che hanno già tariffe esose e fuori mercato. Se già su base nazionale appare inaccettabile che la lobby dei concessionari autostradali continui a dettare provvedimenti unilaterali sempre a scapito dei cittadini, in ambito lombardo questo ennesimo rincaro dei pedaggi suona come una beffa. Si calcola, infatti, che ogni cittadino lombardo spenderà in un anno 27 euro in più per viaggiare in autostrada, anche perché è raddoppiato (da 0,7 a 1,5 euro) anche il canone mensile del Telepass. LA TORINO-MILANO è percorsa quotidianamente da pendolari che per lavoro fanno la spola tra i due capoluoghi e moltissimo traffico merci si snoda proprio lungo quella direttrice. Con l’ ennesimo rincaro tariffario, si penalizza ancora una volta il trasporto su gomma, senza creare le condizioni per un’ effettiva alternativa. Non c’ è peraltro alcuna logica in questi continui aumenti: l’ inflazione continua a scendere e non si capisce perché l’ autostrada debba costare sempre di più; il sistema di calcolo da tratta a tratta e da area geografica ad area geografica è assolutamente aleatorio; il personale ai caselli è sempre più scarso e i processi di pagamento si sono automatizzati, per cui la qualità del servizio peggiora. Senza contare che la rete autostradale italiana è la più vecchia d’ Europa. Bene ha fatto dunque il Codacons a denunciare la “stangata” che il governo ha riservato agli automobilisti della Lombardia, sui quali scarica la maggior parte dei rincari. Forse anche in questo ambito è giunta l’ ora di varare meccanismi di tipo federalista nella fissazione dei costi dei servizi, valorizzando le autonomie territoriali e spazzando via incrostazioni burocratiche che finiscono per tarpare le ali allo sviluppo economico di comparti strategici e alla crescita di intere comunità. *Docente di Diritto dell’ informazione all’ Università Cattolica di Milano.
Il Giornale d’Italia, 03/01/2016 04:17
sia forza italia che pd contestano gli aumenti, ma il premier resta in silenzio
I ritocchi viaggiano su aerei e treni
Non solo gli incrementi dei pedaggi autostradali, il 2016 apre le porte anche ai rincari dei treni e aerei a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti. L’ ennesima stangata con cui devono fare i conti i viaggiatori italiani e i turisti, giunta durante il Giubileo della Misericordia. Insomma un sovraccarico di circa 550 euro per le famiglie italiane stimato dal Codacons, che “denuncia l’ aggravio di spesa per le tasche dei nuclei familiari”. “Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma – avvisa il presidente dell’ associazione dei consumatori, Carlo Rienzi – per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati l’ 1 gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del +2,7% che raggiungono quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma -Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino. Accanto ad autostrade, aerei e treni il Codacons prevede per il 2016 aumenti per tutto il comparto dei trasporti (traghetti, mezzi pubblici, taxi, navi)”. Entrando nel dettaglio, i prezzi base dei biglietti dei treni delle Ferrovie dello Stato, comprese le frecce, hanno subito un ritocco all’ insù del 2,7% che, sottolinea l’ azienda, riguarda le tariffe più alte e non i prezzi economy e supereconomy. Sulla Roma -Milano, ad esempio, i prezzi sono saliti di 3,5 punti percentuali, mentre sulla Roma -Napoli l’ importo è cresciuto di un euro, pari al 2,3%. Secondo quanto riferisce Trenitalia all’ Agi, “si tratta solo di ritocchi” a fronte di un aumento medio del 2,7%. Ritocchi che riguardano solo i prezzi base (non economy e supereconomy) e soltanto i treni a mercato (quelli non contribuiti né da Stato né da Regioni: Frecciarossa, Frecciargento e Freccia bianca). Alla faccia del trasporto ecosostenibile, verrebbe da dire. Ovviamente non sono mancate le razioni dal mondo politico, in particolare dall’ opposizione. Anche Giovanni Toti, nella doppia veste di presidente della Regione Liguria e consigliere politico di Silvio Berlusconi, non ha risparmiato una tirata di orecchie al premier Matteo Renzi, nonché segretario del Pd. “Per Codacons le famiglie nel 2016 spenderanno circa 550 in più per trasporti e bollette. Sarà colpa dei #gufi!”, è il tweet del governatore ligure. Aumenti non digeriti nemmeno in casa Pd, tant’ è che Dario Ginefra, deputato Pd, si è sfogato così: “L’ oramai abituale “tassa di Natale” sui trasporti che costerà alle famiglie ‘oltre 1,4 miliardi di euro in più’, è inaccettabile e il Governo deve porvi rimedio”. E ha assicurato: “Tutto ciò è inaccettabile e con un atto di sindacato ispettivo, che depositerò nelle prossime ore, chiederò spiegazione ed iniziative al sempre attento Ministro Delrio”. M.C.
La Repubblica, 03/01/2016 04:16
le misure. il tesoro esclude il pagamento senza i provvedimenti attuativi, ma insieme a bankitalia continua a lavorare alla soluzione di un intervento che per i casi più gravi preceda l’ avvio del lavoro guidato dall’ anac di raffaele cantone
Etruria, indennizzi anticipati anche prima degli arbitrati Il governo accelera sui decreti
ROMA. Rimborsi anticipati e selettivi, sì. Ma solo dopo i decreti che ne fissano i criteri. Il ministero dell’ Economia, nella nota diffusa ieri, non esclude l’ ipotesi che sia una delle nuove quattro banche nate dal fallimento delle vecchie – nel caso raccontato da Repubblica, la nuova Banca Etruria – ad anticipare gli indennizzi ai risparmiatori «molto, molto esposti», 683 quelli dell’ istituto toscano che hanno perso oltre il 50% di patrimonio nelle obbligazioni subordinate. L’ ipotesi non viene esclusa perché è proprio su questa che lo stesso Mef e la Banca d’ Italia lavorano da giorni, nel tentativo urgente di sopire le contestazioni degli investitori imbufaliti. Ma soprattutto arginare la fuga dai conti correnti – e non solo dagli investimenti a rischio – in atto. E che cresce a vista d’ occhio. Il ministero guidato da Padoan però precisa che occorre una cornice giuridica, i decreti ministeriali appunto. Quei testi attesi entro il 30 marzo, annunciati entro gennaio, ma che potrebbero finire sul tavolo del Consiglio dei ministri alla prima riunione dell’ anno nuovo, quella del 15. Le parole d’ ordine sono dunque due: «rassicurare e accelerare», prima che la situazione scappi di mano. E un modo per fare in fretta, tamponando le urgenze di «chi è stato messo potenzialmente sul lastrico da Banca Etruria» (parole di Roberto Nicastro, presidente delle new bank, il 30 dicembre), è proprio quello di consentire nel periodo finestra tra il decreto con i criteri degli indennizzi e la partenza dell’ arbitrato guidato dall’ Anac di Cantone un primo ristoro ai 683 risparmiatori più penalizzati, il 70% del totale delle quattro banche. Quelli cioè con in mano 17 milioni di bond ora azzerati, dopo il decreto Salva- Banche del 22 novembre. L’ ipotesi allo studio di Mef-Bankitalia ha però colto di sorpresa Palazzo Chigi. Un’ iniziativa che l’ esecutivo guidato da Renzi ancora non si sente di sottoscrivere (e annunciare), forse giudicata intempestiva, estemporanea, financo dannosa perché più che tranquillizzare i fronti bollenti della protesta, sembra esasperarli. Di qui l’ indicazione data al Mef ieri perché spiegasse nella nota che «prima del varo dei decreti non può essere ipotizzato alcun intervento ». Prima dei decreti no. Tra i decreti e l’ arbitrato, possibile. D’ altro canto i tempi di Cantone non saranno brevi. Il criterio del “caso per caso”, scelto dal governo per venire a capo della spinosa questione de- gli indennizzi (a chi spettano, per quale ammontare), è il criterio guida. Sebbene lento: durerà mesi. E tutto si vuole qui, tranne che esacerbare gli animi, con le elezioni amministrative alle porte, un tragico suicidio alle spalle, la gente in piazza (domani la protesta si sposta a Jesi davanti alla sede di Banca Marche, un’ altra delle quattro). D’ altro canto lo stesso Roberto Nicastro – che mercoledì ha fornito non a caso il nuovo numero dei 683 risparmiatori quasi sul lastrico, assicurando loro che «avranno una corsia privilegiata e possono stare tranquilli » – vive giorno per giorno tutta la pressione delle “vittime del Salva-Banca”. Per questo ha convocato i loro rappresentanti giovedì 7 gennaio in una sede da definire (probabilmente Arezzo). Con lui anche l’ amministratore delegato della nuova Banca Etruria, Roberto Bertola. Non è passata inosservata neanche l’ omelia di Natale di Riccardo Fontana, vescovo della città toscana, e il suo appello alle autorità. «In questo anno della misericordia, voglio ben sperare che chi ha potere di aggiustare le cose, non si dimentichi di coloro che, senza colpa, hanno perso i loro modesti risparmi », è andato giù diretto. «Apprezzabili le parole del Vescovo », il commento di Nicastro. Un richiamo tutt’ altro che secondario, quello della chiesa locale, definito anche a Roma «non trascurabile». L’ idea dell’ anticipo a carico delle new bank non dispiace né ai risparmiatori azzerati né alle associazioni dei consumatori. Con i paletti del caso, però. Codacons ad esempio insiste che «i risarcimenti devono essere integrali e devono valere per tutti». E in effetti anche gli investitori di Banca Marche, Cari-Ferrara e CariChieti, le altre tre banche fallite e poi sostituite dalle new ripulite dei crediti in sofferenza, si chiedono “perché noi no”. Senza pensare che la stragrande maggioranza dei 12.559 ex obbligazionisti dovrà comunque aspettare i tempi lunghi dell’ arbitrato. E molti rischiano comunque di non portare a casa nulla, visto che il loro investimento in subordinate era inferiore al 30%. Dunque avevano un portafoglio ben diversificato, spia di dimestichezza finanziaria. ©RIPRODUZIONE RISERVATA L’ ipotesi allo studio avrebbe preso in contropiede Palazzo Chigi.
valentina conte, liana milella
La Repubblica, 03/01/2016 04:16
il trasporti/gli effetti degli aumenti del 2016
Rincari da 104 euro per autovie e treni Il caso Lombardia
ROMA . Centoquattro euro. E’ quanto spenderà in più ogni famiglia italiana per spostarsi in Italia e nel mondo. Una cifra superiore a quanto già previsto, dicono Federconsumari e Adusbef. Con il nuovo anno aumentano infatti i pedaggi autostradali, i biglietti dei treni Frecciarossa e l’ imposta d’ imbarco per chi vola, 2,5 euro in più. Una media, quei 104 euro, perché al Nord gli aumenti saranno maggiori. C’ è un caso “Lombardia”. Sei tratte autostradali, per la maggior parte al Nord, hanno aumentato i pedaggi in media dello 0,9 per cento, ma nella tratta Torino-Milano il rincaro vola al 6,5 per cento. E non va meglio a chi viaggia in treno: se l’ aumento dei Frecciarossa sarà in media del 2,7 per cento, la “Freccia” Roma-Milano subirà un rincaro del 3,5 per cento, escluse però le offerte e gli abbonamenti, precisa Trenitalia. Una stangatina per i pendolari del Nord, sia che viaggino in auto che in treno, è comunque assicurata. Così il governo tenta di arginare i danni. Il ministero dei Trasporti ha chiesto alle concessionare autostradali di prorogare fino al 2016 gli sconti per i pendolari, precisa il dicastero di Del Rio. Che sull’ aumento del 6,5 per cento della tratta Torino- Milano, alza le mani. L’ aumento «è dovuto agli investimenti sulla terza e quarta corsia ». Unprincipio che vale anche per le altre società. Ognuna ha il suo “contratto” con lo Stato e dunque «le variazioni dipendono dalla specifica convenzione di ciascuna impresa ». E i contratti prevedono una sorta di “diritto” a incrementare le tariffe per quelle società che investono, rendendo sicuro e agevole il percorso. Sarà, ma per Rosario Trefiletti di Federeconsumatori, l’ aumento è «scandaloso» e «non giustificato», e non solo per la Torino- Milano, ma anche per altre tratte. «Le concessionarie hanno guadagnato bene. Di questo siamo sicuri. Hanno investito? Non tanto, credo, da giustificare aumenti simili». E poi chi controlla? «Dovrebbe farlo l’ Anas – spiega Carlo Rienzi, presidente del Codacons – che però mi sembra non sia in grado di controllare». A pagare di più, nel 2016, saranno poi tutti i passeggeri dei voli aerei, visto l’ aumento di due euro e mezzo dell’ addizionale comunale sui diritti d’ imbarco, che dal 2007 alimenta il fondo speciale dei lavoratori aeroportuali. Un balzello che sale così a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino. «Una imposta che andava cancellata, non incrementata. E’ una follia», commenta Rosario Trefiletti, «che costa a italiani e turisti ben 380 milioni di euro e che certo non dà nessuna mano al turismo». Stangata di fine anno sui trasporti che, a bocce ferme, costerà 1,4 miliardi agli italiani, destinati a lievitare a 2,4, considerando anche le ricadute indirette. E’ il calcolo di Adusbef e Federconsumatori, preoccupati degli aumenti che, a cascata, saranno inevitabili su tutti i settori. Un artigiano che produce a Torino e vende a Milano avrà costi di trasporto aumentati. Ma vale per tutti, a cominciare dai pendolari. Scattano i nuovi pedaggi che colpiscono soprattutto le autostrade del Nord-Ovest. Da ieri più costoso anche viaggiare sull’ alta velocità.
barbara ardu
La Repubblica (ed. Bari), 03/01/2016 04:16
il fenomeno
Al via i saldi col trucco e scattano i controlli
Bollino rosso, sconto al 30 per cento. Pallino verde, si risparmia fino al 50 per cento. Basta decifrare i simboli e presentarsi in cassa col capo giusto. E poco importa che i saldi comincino ufficialmente il prossimo martedì. “Mi stanno arrivando molti messaggini con le promozioni”, ammette l’ assessore allo sviluppo economico Carla Palone, che ieri ha disposto una serie di controlli mirati della polizia annonaria, contro i furbetti dei saldi. Gli sconti, sottobanco, sono partiti da tempo. Carte promozioni, prezzi ridotti direttamente al momento del pagamento, e tante irregolarità, già sanzionate. Il caso macroscopico, quello del black friday: una decina le attività commerciali multate nell’ ultimo venerdì di novembre, per aver applicato e pubblicizzato in vetrina super offerte, nei quaranta giorni precedenti all’ avvio ufficiale dei saldi. “Le regole parlano chiaro – ricorda l’ assessore – non si possono modificare i prezzi sul cartellino, né promuovere sconti. C’ è qualcuno che lancia messaggi ingannevoli, giocando coi numeri, senza citare la parola saldi: anche questo escamotage è sanzionabile”. E nel centro cittadino, non sono in pochi a scegliere di anticipare i saldi (più o meno alla luce del sole), correndo il rischio di incassare una multa, a fronte degli incassi maggiorati del primo sabato di gennaio. Una grossa catena che vende scarpe, per esempio, su via Sparano, espone cartelli che raffigurano una serie di forbici. “Tagli ai prezzi”, intuiscono i clienti. Numeri a vista, non ce ne sono; ma basta controllare la suola di ballerine e stivaletti, e lo sconto è esplicitato, con tanto di percentuale del saldo e prezzo ridotto. A pochi metri, un altro grosso marchio distingue i vestiti con pallini colorati. “Verde, sconto al 50; rosso al 30”, spiega – solo a voce – la commessa. Non sono ufficialmente a saldo, ma da ieri costano la metà, anche magliette e pantaloncini di uno degli store più amati dai giovanissimi. “Qualcosa è già in offerta – ammette un’ addetta alla vendita – si riconosce dal cartellino rosso, diverso dal tradizionale bianco e nero”. “Gli esercenti applicano già sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto”, denuncia il Codacons, che stima come spesa media per i saldi 2016, 184 euro a famiglia. Più ottimistiche le previsioni di Confcommercio secondo cui si arriverà fino a 346 euro. (s.dip.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA L’ assessore Palone dispone le verifiche nelle vie dello shopping: “Decine di negozi sono sanzionabili”
La Repubblica (ed. Bari), 03/01/2016 04:16
LA SPESA
Meno di duecento euro a famiglia, la spesa media per i saldi invernali 2016 secondo Codacons. Più ottimistiche le previsioni di Confcommercio: 346 euro.
Il Secolo XIX, 03/01/2016 04:15
Arriva la stangata sui trasporti Maxi rincari sull’ alta velocità
ELIMINAZIONE dell’ imposta sulla prima casa, abbassamento (almeno a parole) della pressione fiscale; obiettivo: rimettere un po’ di soldi nelle tasche degli italiani, per favorire i consumi e far riprendere l’ economia. Tutto bello, tutto perfetto. Se non ci fosse un però. Sì, perché a fronte di alcuni risparmi (in parte solo sulla carta, perché bisogna vedere nei fatti quanto i provvedimenti siano efficaci), è arrivata puntuale come un orologio svizzero la stangata di inizio anno. La bastonata arriva dal settore dei trasporti: se gli aumenti dei pedaggi autostradali sono una simpatica (si fa per dire) tradizione di ogni Capodanno, il primo regalo del 2016 è un’ impennata dei costi anche per aerei e soprattutto treni. A denunciare il fatto è il Codacons, secondo il quale le famiglie – per i trasporti quest’ anno spenderanno 1,4 miliardi in più rispetto al 2015. «Agli incrementi dei pedaggi autostradali, infatti – si legge in una nota dell’ associazione di consumatori si sono aggiunti a partire dall’ 1 gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo. Costa di più anche partire in aereo, a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei». Avverte Carlo Rienzi, presidente del Codacons: «Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati l’ 1 gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del +2,7% che raggiungono quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma -Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Naturalmente, anche la politica si schiera – almeno formalmente – per chiedere di evitare l’ ennesimo salasso: «L’ oramai abituale “tassa di Natale” sui trasporti che costerà alle famiglie oltre 1,4 miliardi di euro, è inaccettabile e il governo deve porvi rimedio», assicura il deputato Pd Dario Ginefra che aggiunge: «Mi aspetto una repentina presa di posizione del Mit; con un atto di sindacato ispettivo, che depositerò nelle prossime ore, chiederò spiegazione ed iniziative al sempre attento ministro Delrio». Il quale spiegherà che Trenitalia è una azienda privata, e che le tratte autostradali sono date in concessione a società private, dunque il Governo non può intervenire senza interferire sul libero mercato.
Corriere Adriatico, 03/01/2016 04:10
Frecce Biglietti in aumento del 3,5%
Roma Calano le tasse sulla casa ma gli italiani dovranno comunque mettere mano pesantemente al portafogli per gli spostamenti. Una vera e propria stangata, che arriverà dal mix di rincari che ha interessato per il momento sei tratte autostradali (concentrate in gran parte nel Nord Italia), con aumenti medi dello 0,89% e il record della Torino-Milano che costerà il 6,5% in più. Il ministero dei Trasporti ricorda, però, di avere chiesto ai concessionari di prorogare anche per il 2016 gli sconti per i pendolari. Brutte notizie anche per chi decidesse di raggiungere il capoluogo lombardo col treno. Dal primo gennaio, infatti, sono scattati anche gli aumenti dei biglietti delle “Frecce” di Trenitalia, con rincari in media del 2,7% con variazioni che passano da un +2,3% per il biglietto base del Frecciarossa Napoli-Roma (che passa da 43 a 44 euro) al +3,5% per il Roma-Milano (che sale da 86 a 89 euro). Anche sul fronte marchigiano si fa i conti con i rincari. Per la coppia di Frecce che corre lungo la tratta Ancona-Milano la tariffa base arriva a 64 euro. Stesso vale per il prezzo base della coppia che copre la distanza tra Ancona e Bari: 64 euro. Ritocchi che riguardano “solo le Frecce” (rosse, argento e bianche), assicura l’ azienda, e solo per il “biglietto base”, cioè quello “dal prezzo più alto e più flessibile”, che lo scorso anno ha rappresentato appena il 10% dei biglietti venduti. Nessun cambiamento invece per le offerte, così come per gli abbonamenti all’ Alta velocità. A pagare di più, nel 2016, saranno poi tutti i passeggeri dei voli aerei, visto l’ aumento di due euro e mezzo dell’ addizionale comunale sui diritti d’ imbarco, che dal 2007 alimenta il fondo speciale dei lavoratori aeroportuali. “L’ odioso balzello – spiega il Codacons – ,sale così a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”. Portando la stangata sui trasporti a oltre “1,4 miliardi di euro”, che salgono a 2,4 considerando anche le ricadute indirette secondo Adusbef e Federconsumatori, che calcolano una maggiore spesa annua di 37 euro per aumenti autostrade e Telepass a cui si aggiungono aumenti per i treni e per le tasse aeroportuali di una cifra complessiva di 67 euro annui. Per un totale a famiglia di 104 euro. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Corriere Adriatico, 03/01/2016 04:10
Le Marche rifanno i conti con l’ A14
con il rincaro dei pedaggi autostradali il prezzo più amaro è quello pagato dagli autotrasportatori
MARIA CRISTINA BENEDETTI Ancona Sì viaggiare, ma a che prezzo. Stesso copione e la raffica di aumenti non risparmia questo inizio 2016: dall’ autostrada al Telepass, dai treni agli aeroporti è tutto un lievitar di cifre. E se il dettaglio sembra poco, la somma ha il suo peso: 2,4 miliardi con una ricaduta a famiglia pari a 104 euro. Così al casello Sì, sfrecciare sulla fettuccia d’ asfalto dell’ A14 dal 1°gennaio costa l’ 1,09 % in più. In pratica per coprire, in auto, i 157 chilometri che separano San Benedetto da Pesaro si passa dagli 11,10 euro pagati finora agli attuali 11,22 euro. Fermandosi un po’ prima, ovvero partendo sempre da San Benedetto ma uscendo al casello di Ancona Sud, si va da 5,80 euro a 5,85. Muovendosi, invece, da Ancona Sud e puntando decisi su Milano, con una combinazione di A14 e di A1, il prezzo del pedaggio da 30,40 euro cresce fino a 30,70. Se l’ obiettivo, poi, è raggiungere Roma il ritocco della tariffa è più evidente per via del mix A14 più A24, con la Strada dei Parchi che mette a segno un rincaro del 3,45%. Morale: arrivare nella Capitale non costerà più 24,10 euro bensì 24,75. Doveroso dettaglio: le cifre ritoccate al rialzo non contemplano gli eventuali arrotondamenti, per eccesso o per difetto. I mezzi pesanti Sì, questo inizio anno si presenta ai nastri di partenza con sei tratte autostradali più care e – sempre per non tradire il copione – alla comunicazione del ministero dei Trasporti seguono puntuali e pungenti le polemiche, da Sinistra italiana a Beppe Grillo. Non finisce qui: gli aumenti potrebbero interessare, successivamente, anche le altre 21 tratte per le quali si è in attesa dell’ aggiornamento del Piano economico finanziario. A parte i distinguo, vale una certezza: il conto più amaro viene presentato agli autotrasportatori, una vita in movimento e tariffe iniziali più sostenute. Ed ecco che un autoarticolato, di quelli industriali, per spostarsi da Ancona Nord a San Benedetto deve mettere sul piatto del pedaggio 17,90 euro contro i 17 di appena tre giorni fa. Da Ancona Nord a Pesaro la differenza è tra 10,20 e 10,31 euro. Allungando la tratta, da San Benedetto a Pesaro, si passa invece da 27 a 27,29 euro. Dilatando ancora la percorrenza, e qui siamo sulla direttrice San Benedetto-Roma, i 46,9 euro di ieri sono i 48,6 di oggi. Gilberto Gasparoni, segretario di Confartigianato Trasporti Marche, converte le cifre in salasso: “Considerando che un camionista percorre, in media, 60 mila chilometri l’ anno sborsando 10-11 mila euro di pedaggio, ecco che il rincaro ha il peso di 150 euro”. Gasparoni va di moltiplica: “Se un’ impresa di trasporti conta su dieci mezzi si arriva a 1.500 euro”. E tornando ad applicare il principio “se il dettaglio sembra poco, la somma ha il suo peso” l’ affare prende la forma di una stangata. Le voci contro Gasparoni non molla. “Vista l’ inflazione a tasso 0, anzi sotto zero per il calo dei prezzi e dei consumi, si sperava in una riduzione, o nella peggiore delle ipotesi, nel mantenimento delle tariffe dei servizi autostradali”. Invece niente. Protesta il Codacons, per voce del suo presidente Carlo Rienzi: “Come avevamo previsto i pedaggi subiranno un’ impennata per il 2016, tutti incrementi che determineranno una maggiore spesa pari a +27 euro a famiglia su base annua”. Altro che niente. Adusbef e Federconsumatori raddoppiano la posta: “Puntuali come le cambiali, arrivano gli aumenti ed è solo l’ assaggio visto che per molte società la partita è solo rinviata”. Nel coro-contro c’ è pure Sinistra italiana: “Siamo ben oltre l’ inflazione. E così succede da anni, con la complicità colpevole di chi ha congegnato questo meccanismo ingiusto. Si tratta dell’ ennesima penalizzazione per gli automobilisti in generale e in particolare per chi utilizza l’ autostrada per lavorare”. Viaggiare, chissà. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
maria cristina benedetti
La Tribuna di Treviso, 03/01/2016 03:56
È stangata sui trasporti Treni: aumenti fino al 3,5%
il codacons denuncia: «quest’ anno gli italiani spenderanno 1,4 miliardi in più» la cgia di mestre prevede un calo della pressione fiscale dello 0,6 per cento
di Gabriele Rizzardi wROMA Il nuovo anno si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti: le famiglie spenderanno 1,4 miliardi di euro in più dello scorso anno. Il colpo, annunciato dall’ associazione dei consumatori Codacons, sarà in parte ammortizzato dal fatto che nel 2016 il peso del fisco scenderà dello 0,6%. Ma per evitare una nuova stangata Iva bisognerà trovare 15 miliardi entro fine anno. Caro trasporti. Gli aumenti ci saranno per chi viaggia in auto ma anche per chi decide di spostarsi in treno o in aereo. «Agli incrementi dei pedaggi autostradali – scrive il Codacons -si sono aggiunti a partire dal primo gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo, Costa di più anche partire in aereo a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti». Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati il primo gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del 2,7% che raggiungono quota 3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta il balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Il Codacons prevede aumenti per tutto il comparto dei trasporti e il presidente Rienzi vede nero: «Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani». Il ministero dei Trasporti conferma che gli aumenti dei pedaggi autostradali riguardano solo 6 delle 26 tratte affidate in concessione, con un incremento complessivo di pedaggio, rapportato alla rete nazionale, dello 0,86%. «Le variazioni dipendono quindi dalla specifica convenzione di ciascuna società» scrive il Mit, che con una nota chiede a tutte le società concessionarie di autostrade «l’ impegno a vantaggio dell’ utenza di prorogare al 31 dicembre 2016 l’ agevolazione tariffaria a carattere nazionale, relativa ai pendolari che percorrono l’ autostrada, massimo 50 chilometri , per raggiunger e il posto di lavoro, scaduta alla fine dello scorso anno. Rischio stangata Iva. Secondo la Cgia di Mestre nel 2016 il fisco allenterà la morsa e, grazie soprattutto alla riduzione delle imposte sugli immobili, consentirà alla pressione fiscale di scendere dello 0,6%. Nel 2015, infatti, l’ incidenza di imposte, tasse, tributi e contributi previdenziali sul Pil si è attestata al 43,7% mentre per l’ anno in corso dovrebbe scendere al 43,1%. Ma per evitare una nuova stangata, entro la fine di quest’ anno il governo Renzi dovrà trovare 15,1 miliardi di euro per «disinnescare» la clausola di salvaguardia introdotta con la legge di Stabilità 2015 altrimenti, dal 2017, subiremo un forte incremento dell’ Iva. «Per l’ anno in corso – spiega il coordinatore della Cgia , Paolo Zabeo – il fisco ci concederà una tregua. Tuttavia il carico fiscale rischia di tornare a crescere nelle regioni in disavanzo sanitario che, per sanare i conti, potrebbero essere tentate ad aumentare la tassazione locale». In attesa della riduzione dell’ Ires dal 2017 e nella speranza che il governo mantenga la promessa di ridurre l’ Irpef dal 2018, la Cgia ricorda che i contribuenti italiani beneficiano «in particolar modo» dell’ abolizione della Tasi sulla prima casa e della cancellazione dell’ Imu sugli imbullonati e sui terreni agricoli. Tra le misure a sostegno delle imprese introdotte con la legge di Stabilità appena entrata in vigore la Cgia ricorda il superammortamento al 140%. Grazie a questa misura le imprese che investiranno in beni strumentali avranno la possibilità di disporre di una riduzione di imposta di 580 milioni. «È una misura che va nella direzione auspicata» conclude Zabeo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
gabriele rizzardi
La Tribuna di Treviso, 03/01/2016 03:56
Risparmi, il Mef frena sui rimborsi
mancano i decreti sul risarcimento a chi ha perso metà dei depositi il ministero: «per ora nessun intervento». consumatori in allarme
di Andrea Di Stefano wROMA Doccia fredda ma le speranze dei risparmiatori colpiti dalla cancellazione delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria non sono del tutto cancellate. Ieri il Mef ha precisato che non «può essere ipotizzato alcun intervento» sino a quando non saranno pubblicati i decreti attuativi previsti per la regolazione degli arbitrati. Secondo il quotidiano Repubblica le quattro nuove banche avrebbero pronte le risorse finanziarie per restituire le somme cancellate dal decreto del 22 novembre scorso con il quale è stato dato il via libera alla procedura di salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti e alla contemporanea cancellazione di azioni e obbligazioni subordinate in circolazione. Il ministero, precisano fonti del Tesoro, «è già al lavoro sui decreti attuativi delle norme salva-risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati» ed è «già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile». La tempistica indicata con la legge di Stabilità per mettere a punto il decreto è di 90 giorni (entro fine marzo quindi), ma il testo sarà definito prima e grazie alla procedura di individuazione dei clienti più esposti il rimborso potrebbe essere quasi immediato dopo la pubblicazione dei decreti. L’ anticipo sarà ovviamente subordinato all’ esito definitivo delle verifiche ma permetterà ai 683 risparmiatori più esposti, che hanno investito meno di 100mila€ per oltre il 50% del loro patrimonio, di vedere riconosciuto il rimborso da parte dei nuovi istituti che provvederanno poi a farsi restituire le somme anticipate. Complessivamente si tratterebbe di circa 17 milioni di euro (25 mila€ medi a testa) una cifra ampiamente coperta dal fondo di solidarietà da 100 milioni istituito dal Governo dopo le violentissime polemiche e il suicidio di un pensionato di Civitavecchia che aveva perso tutto i suoi risparmi. Federconsumatori e Adusbef hanno reagito «apprezzando l’ apertura ai rimborsi anticipati» che giudicano, però, un «espediente sia per arginare le proteste itineranti dei risparmiatori che per evitare la fuga massiccia dei depositi». Le due associazioni depositeranno nei prossimi giorni eccezioni di costituzionalità del bail-in entrato in vigore dal 1 gennaio, definendo questa norma «un esproprio criminale del risparmio, ideata dalla cleptocrazia europea, da troika e Bce per addossare crac e dissesti bancari provocati dai banchieri e dall’ omessa vigilanza delle banche centrali, ad azionisti, obbligazionisti, depositanti per palese ed evidente contrasto con la Costituzione, in particolare con il pilastro fondante dell’ art.47 che tutela e salvaguardia il risparmio». Il Codacons sta invece ultimando il ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge sulle banche. Le proteste dopo Arezzo si spostano nelle Marche dove domani si terrà un presidio a Jesi davanti alla sede dell’ istituto in Corso Matteotti, promosso dall’ associazione Vittime del salva-banche. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Tirreno, 03/01/2016 03:55
Risparmi, il ministero frena sui rimborsi
mancano i decreti sul risarcimento a chi ha perso metà dei depositi il ministero: «per ora nessun intervento». consumatori in allarme
di Andrea Di Stefano wROMA Doccia fredda ma le speranze dei risparmiatori colpiti dalla cancellazione delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria non sono del tutto cancellate. Ieri il Mef ha precisato che non «può essere ipotizzato alcun intervento» sino a quando non saranno pubblicati i decreti attuativi previsti per la regolazione degli arbitrati. Secondo il quotidiano Repubblica le quattro nuove banche avrebbero pronte le risorse finanziarie per restituire le somme cancellate dal decreto del 22 novembre scorso con il quale è stato dato il via libera alla procedura di salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti e alla contemporanea cancellazione di azioni e obbligazioni subordinate in circolazione. Il ministero, precisano fonti del Tesoro, «è già al lavoro sui decreti attuativi delle norme salva-risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati» ed è «già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile». La tempistica indicata con la legge di Stabilità per mettere a punto il decreto è di 90 giorni (entro fine marzo quindi), ma il testo sarà definito prima e grazie alla procedura di individuazione dei clienti più esposti il rimborso potrebbe essere quasi immediato dopo la pubblicazione dei decreti. L’ anticipo sarà ovviamente subordinato all’ esito definitivo delle verifiche ma permetterà ai 683 risparmiatori più esposti, che hanno investito meno di 100mila€ per oltre il 50% del loro patrimonio, di vedere riconosciuto il rimborso da parte dei nuovi istituti che provvederanno poi a farsi restituire le somme anticipate. Complessivamente si tratterebbe di circa 17 milioni di euro (25 mila€ medi a testa) una cifra ampiamente coperta dal fondo di solidarietà da 100 milioni istituito dal Governo dopo le violentissime polemiche e il suicidio di un pensionato di Civitavecchia che aveva perso tutto i suoi risparmi. Federconsumatori e Adusbef hanno reagito «apprezzando l’ apertura ai rimborsi anticipati» che giudicano, però, un «espediente sia per arginare le proteste itineranti dei risparmiatori che per evitare la fuga massiccia dei depositi». Le due associazioni depositeranno nei prossimi giorni eccezioni di costituzionalità del bail-in entrato in vigore dal 1 gennaio, definendo questa norma «un esproprio criminale del risparmio, ideata dalla cleptocrazia europea, da troika e Bce per addossare crac e dissesti bancari provocati dai banchieri e dall’ omessa vigilanza delle banche centrali, ad azionisti, obbligazionisti, depositanti per palese ed evidente contrasto con la Costituzione, in particolare con il pilastro fondante dell’ art.47 che tutela e salvaguardia il risparmio». Il Codacons sta invece ultimando il ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge sulle banche. Le proteste dopo Arezzo si spostano nelle Marche dove domani si terrà un presidio a Jesi davanti alla sede dell’ istituto in Corso Matteotti, promosso dall’ associazione Vittime del salva-banche. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Tirreno, 03/01/2016 03:55
È stangata sui trasporti Treni: aumenti fino al 3,5%
il codacons denuncia: «quest’ anno gli italiani spenderanno 1,4 miliardi in più» la cgia di mestre prevede un calo della pressione fiscale dello 0,6 per cento
di Gabriele Rizzardi wROMA Il nuovo anno si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti: le famiglie spenderanno 1,4 miliardi di euro in più dello scorso anno. Il colpo, annunciato dall’ associazione dei consumatori Codacons, sarà in parte ammortizzato dal fatto che nel 2016 il peso del fisco scenderà dello 0,6%. Ma per evitare una nuova stangata Iva bisognerà trovare 15 miliardi entro fine anno. Caro trasporti. Gli aumenti ci saranno per chi viaggia in auto ma anche per chi decide di spostarsi in treno o in aereo. «Agli incrementi dei pedaggi autostradali – scrive il Codacons -si sono aggiunti a partire dal primo gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo, Costa di più anche partire in aereo a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti». Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati il primo gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del 2,7% che raggiungono quota 3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta il balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Il Codacons prevede aumenti per tutto il comparto dei trasporti e il presidente Rienzi vede nero: «Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani». Il ministero dei Trasporti conferma che gli aumenti dei pedaggi autostradali riguardano solo 6 delle 26 tratte affidate in concessione, con un incremento complessivo di pedaggio, rapportato alla rete nazionale, dello 0,86%. «Le variazioni dipendono quindi dalla specifica convenzione di ciascuna società» scrive il Mit, che con una nota chiede a tutte le società concessionarie di autostrade «l’ impegno a vantaggio dell’ utenza di prorogare al 31 dicembre 2016 l’ agevolazione tariffaria a carattere nazionale, relativa ai pendolari che percorrono l’ autostrada, massimo 50 chilometri , per raggiunger e il posto di lavoro, scaduta alla fine dello scorso anno. Rischio stangata Iva. Secondo la Cgia di Mestre nel 2016 il fisco allenterà la morsa e, grazie soprattutto alla riduzione delle imposte sugli immobili, consentirà alla pressione fiscale di scendere dello 0,6%. Nel 2015, infatti, l’ incidenza di imposte, tasse, tributi e contributi previdenziali sul Pil si è attestata al 43,7% mentre per l’ anno in corso dovrebbe scendere al 43,1%. Ma per evitare una nuova stangata, entro la fine di quest’ anno il governo Renzi dovrà trovare 15,1 miliardi di euro per «disinnescare» la clausola di salvaguardia introdotta con la legge di Stabilità 2015 altrimenti, dal 2017, subiremo un forte incremento dell’ Iva. «Per l’ anno in corso – spiega il coordinatore della Cgia , Paolo Zabeo – il fisco ci concederà una tregua. Tuttavia il carico fiscale rischia di tornare a crescere nelle regioni in disavanzo sanitario che, per sanare i conti, potrebbero essere tentate ad aumentare la tassazione locale». In attesa della riduzione dell’ Ires dal 2017 e nella speranza che il governo mantenga la promessa di ridurre l’ Irpef dal 2018, la Cgia ricorda che i contribuenti italiani beneficiano «in particolar modo» dell’ abolizione della Tasi sulla prima casa e della cancellazione dell’ Imu sugli imbullonati e sui terreni agricoli. Tra le misure a sostegno delle imprese introdotte con la legge di Stabilità appena entrata in vigore la Cgia ricorda il superammortamento al 140%. Grazie a questa misura le imprese che investiranno in beni strumentali avranno la possibilità di disporre di una riduzione di imposta di 580 milioni. «È una misura che va nella direzione auspicata» conclude Zabeo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
gabriele rizzardi
Il Piccolo, 03/01/2016 03:54
Risparmi, il Mef frena sui rimborsi
mancano i decreti sul risarcimento a chi ha perso metà dei depositi il ministero: «per ora nessun intervento». consumatori in allarme
di Andrea Di Stefano wROMA Doccia fredda ma le speranze dei risparmiatori colpiti dalla cancellazione delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria non sono del tutto cancellate. Ieri il Mef ha precisato che non «può essere ipotizzato alcun intervento» sino a quando non saranno pubblicati i decreti attuativi previsti per la regolazione degli arbitrati. Secondo il quotidiano Repubblica le quattro nuove banche avrebbero pronte le risorse finanziarie per restituire le somme cancellate dal decreto del 22 novembre scorso con il quale è stato dato il via libera alla procedura di salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti e alla contemporanea cancellazione di azioni e obbligazioni subordinate in circolazione. Il ministero, precisano fonti del Tesoro, «è già al lavoro sui decreti attuativi delle norme salva-risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati» ed è «già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile». La tempistica indicata con la legge di Stabilità per mettere a punto il decreto è di 90 giorni (entro fine marzo quindi), ma il testo sarà definito prima e grazie alla procedura di individuazione dei clienti più esposti il rimborso potrebbe essere quasi immediato dopo la pubblicazione dei decreti. L’ anticipo sarà ovviamente subordinato all’ esito definitivo delle verifiche ma permetterà ai 683 risparmiatori più esposti, che hanno investito meno di 100mila€ per oltre il 50% del loro patrimonio, di vedere riconosciuto il rimborso da parte dei nuovi istituti che provvederanno poi a farsi restituire le somme anticipate. Complessivamente si tratterebbe di circa 17 milioni di euro (25 mila€ medi a testa) una cifra ampiamente coperta dal fondo di solidarietà da 100 milioni istituito dal Governo dopo le violentissime polemiche e il suicidio di un pensionato di Civitavecchia che aveva perso tutto i suoi risparmi. Federconsumatori e Adusbef hanno reagito «apprezzando l’ apertura ai rimborsi anticipati» che giudicano, però, un «espediente sia per arginare le proteste itineranti dei risparmiatori che per evitare la fuga massiccia dei depositi». Le due associazioni depositeranno nei prossimi giorni eccezioni di costituzionalità del bail-in entrato in vigore dal 1 gennaio, definendo questa norma «un esproprio criminale del risparmio, ideata dalla cleptocrazia europea, da troika e Bce per addossare crac e dissesti bancari provocati dai banchieri e dall’ omessa vigilanza delle banche centrali, ad azionisti, obbligazionisti, depositanti per palese ed evidente contrasto con la Costituzione, in particolare con il pilastro fondante dell’ art.47 che tutela e salvaguardia il risparmio». Il Codacons sta invece ultimando il ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge sulle banche. Le proteste dopo Arezzo si spostano nelle Marche dove domani si terrà un presidio a Jesi davanti alla sede dell’ istituto in Corso Matteotti, promosso dall’ associazione Vittime del salva-banche. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Piccolo, 03/01/2016 03:54
È stangata sui trasporti Treni: aumenti fino al 3,5%
il codacons denuncia: «quest’ anno gli italiani spenderanno 1,4 miliardi in più» la cgia di mestre prevede un calo della pressione fiscale dello 0,6 per cento
di Gabriele Rizzardi wROMA Il nuovo anno si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti: le famiglie spenderanno 1,4 miliardi di euro in più dello scorso anno. Il colpo, annunciato dall’ associazione dei consumatori Codacons, sarà in parte ammortizzato dal fatto che nel 2016 il peso del fisco scenderà dello 0,6%. Ma per evitare una nuova stangata Iva bisognerà trovare 15 miliardi entro fine anno. Caro trasporti. Gli aumenti ci saranno per chi viaggia in auto ma anche per chi decide di spostarsi in treno o in aereo. «Agli incrementi dei pedaggi autostradali – scrive il Codacons -si sono aggiunti a partire dal primo gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo, Costa di più anche partire in aereo a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti». Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati il primo gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del 2,7% che raggiungono quota 3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta il balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Il Codacons prevede aumenti per tutto il comparto dei trasporti e il presidente Rienzi vede nero: «Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani». Il ministero dei Trasporti conferma che gli aumenti dei pedaggi autostradali riguardano solo 6 delle 26 tratte affidate in concessione, con un incremento complessivo di pedaggio, rapportato alla rete nazionale, dello 0,86%. «Le variazioni dipendono quindi dalla specifica convenzione di ciascuna società» scrive il Mit, che con una nota chiede a tutte le società concessionarie di autostrade «l’ impegno a vantaggio dell’ utenza di prorogare al 31 dicembre 2016 l’ agevolazione tariffaria a carattere nazionale, relativa ai pendolari che percorrono l’ autostrada, massimo 50 chilometri , per raggiunger e il posto di lavoro, scaduta alla fine dello scorso anno. Rischio stangata Iva. Secondo la Cgia di Mestre nel 2016 il fisco allenterà la morsa e, grazie soprattutto alla riduzione delle imposte sugli immobili, consentirà alla pressione fiscale di scendere dello 0,6%. Nel 2015, infatti, l’ incidenza di imposte, tasse, tributi e contributi previdenziali sul Pil si è attestata al 43,7% mentre per l’ anno in corso dovrebbe scendere al 43,1%. Ma per evitare una nuova stangata, entro la fine di quest’ anno il governo Renzi dovrà trovare 15,1 miliardi di euro per «disinnescare» la clausola di salvaguardia introdotta con la legge di Stabilità 2015 altrimenti, dal 2017, subiremo un forte incremento dell’ Iva. «Per l’ anno in corso – spiega il coordinatore della Cgia , Paolo Zabeo – il fisco ci concederà una tregua. Tuttavia il carico fiscale rischia di tornare a crescere nelle regioni in disavanzo sanitario che, per sanare i conti, potrebbero essere tentate ad aumentare la tassazione locale». In attesa della riduzione dell’ Ires dal 2017 e nella speranza che il governo mantenga la promessa di ridurre l’ Irpef dal 2018, la Cgia ricorda che i contribuenti italiani beneficiano «in particolar modo» dell’ abolizione della Tasi sulla prima casa e della cancellazione dell’ Imu sugli imbullonati e sui terreni agricoli. Tra le misure a sostegno delle imprese introdotte con la legge di Stabilità appena entrata in vigore la Cgia ricorda il superammortamento al 140%. Grazie a questa misura le imprese che investiranno in beni strumentali avranno la possibilità di disporre di una riduzione di imposta di 580 milioni. «È una misura che va nella direzione auspicata» conclude Zabeo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
gabriele rizzardi
La Nuova Sardegna, 03/01/2016 03:54
Risparmi, il Mef frena sui rimborsi
mancano i decreti sul risarcimento a chi ha perso metà dei depositi il ministero: «per ora nessun intervento». consumatori in allarme
di Andrea Di Stefano wROMA Doccia fredda ma le speranze dei risparmiatori colpiti dalla cancellazione delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria non sono del tutto cancellate. Ieri il Mef ha precisato che non «può essere ipotizzato alcun intervento» sino a quando non saranno pubblicati i decreti attuativi previsti per la regolazione degli arbitrati. Secondo il quotidiano Repubblica le quattro nuove banche avrebbero pronte le risorse finanziarie per restituire le somme cancellate dal decreto del 22 novembre scorso con il quale è stato dato il via libera alla procedura di salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti e alla contemporanea cancellazione di azioni e obbligazioni subordinate in circolazione. Il ministero, precisano fonti del Tesoro, «è già al lavoro sui decreti attuativi delle norme salva-risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati» ed è «già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile». La tempistica indicata con la legge di Stabilità per mettere a punto il decreto è di 90 giorni (entro fine marzo quindi), ma il testo sarà definito prima e grazie alla procedura di individuazione dei clienti più esposti il rimborso potrebbe essere quasi immediato dopo la pubblicazione dei decreti. L’ anticipo sarà ovviamente subordinato all’ esito definitivo delle verifiche ma permetterà ai 683 risparmiatori più esposti, che hanno investito meno di 100mila€ per oltre il 50% del loro patrimonio, di vedere riconosciuto il rimborso da parte dei nuovi istituti che provvederanno poi a farsi restituire le somme anticipate. Complessivamente si tratterebbe di circa 17 milioni di euro (25 mila€ medi a testa) una cifra ampiamente coperta dal fondo di solidarietà da 100 milioni istituito dal Governo dopo le violentissime polemiche e il suicidio di un pensionato di Civitavecchia che aveva perso tutto i suoi risparmi. Federconsumatori e Adusbef hanno reagito «apprezzando l’ apertura ai rimborsi anticipati» che giudicano, però, un «espediente sia per arginare le proteste itineranti dei risparmiatori che per evitare la fuga massiccia dei depositi». Le due associazioni depositeranno nei prossimi giorni eccezioni di costituzionalità del bail-in entrato in vigore dal 1 gennaio, definendo questa norma «un esproprio criminale del risparmio, ideata dalla cleptocrazia europea, da troika e Bce per addossare crac e dissesti bancari provocati dai banchieri e dall’ omessa vigilanza delle banche centrali, ad azionisti, obbligazionisti, depositanti per palese ed evidente contrasto con la Costituzione, in particolare con il pilastro fondante dell’ art.47 che tutela e salvaguardia il risparmio». Il Codacons sta invece ultimando il ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge sulle banche. Le proteste dopo Arezzo si spostano nelle Marche dove domani si terrà un presidio a Jesi davanti alla sede dell’ istituto in Corso Matteotti, promosso dall’ associazione Vittime del salva-banche. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Nuova Sardegna, 03/01/2016 03:54
È stangata sui trasporti Treni: aumenti fino al 3,5%
il codacons denuncia: «quest’ anno gli italiani spenderanno 1,4 miliardi in più» la cgia di mestre prevede un calo della pressione fiscale dello 0,6 per cento
di Gabriele Rizzardi wROMA Il nuovo anno si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti: le famiglie spenderanno 1,4 miliardi di euro in più dello scorso anno. Il colpo, annunciato dall’ associazione dei consumatori Codacons, sarà in parte ammortizzato dal fatto che nel 2016 il peso del fisco scenderà dello 0,6%. Ma per evitare una nuova stangata Iva bisognerà trovare 15 miliardi entro fine anno. Caro trasporti. Gli aumenti ci saranno per chi viaggia in auto ma anche per chi decide di spostarsi in treno o in aereo. «Agli incrementi dei pedaggi autostradali – scrive il Codacons -si sono aggiunti a partire dal primo gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo, Costa di più anche partire in aereo a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti». Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati il primo gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del 2,7% che raggiungono quota 3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta il balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Il Codacons prevede aumenti per tutto il comparto dei trasporti e il presidente Rienzi vede nero: «Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani». Il ministero dei Trasporti conferma che gli aumenti dei pedaggi autostradali riguardano solo 6 delle 26 tratte affidate in concessione, con un incremento complessivo di pedaggio, rapportato alla rete nazionale, dello 0,86%. «Le variazioni dipendono quindi dalla specifica convenzione di ciascuna società» scrive il Mit, che con una nota chiede a tutte le società concessionarie di autostrade «l’ impegno a vantaggio dell’ utenza di prorogare al 31 dicembre 2016 l’ agevolazione tariffaria a carattere nazionale, relativa ai pendolari che percorrono l’ autostrada, massimo 50 chilometri , per raggiunger e il posto di lavoro, scaduta alla fine dello scorso anno. Rischio stangata Iva. Secondo la Cgia di Mestre nel 2016 il fisco allenterà la morsa e, grazie soprattutto alla riduzione delle imposte sugli immobili, consentirà alla pressione fiscale di scendere dello 0,6%. Nel 2015, infatti, l’ incidenza di imposte, tasse, tributi e contributi previdenziali sul Pil si è attestata al 43,7% mentre per l’ anno in corso dovrebbe scendere al 43,1%. Ma per evitare una nuova stangata, entro la fine di quest’ anno il governo Renzi dovrà trovare 15,1 miliardi di euro per «disinnescare» la clausola di salvaguardia introdotta con la legge di Stabilità 2015 altrimenti, dal 2017, subiremo un forte incremento dell’ Iva. «Per l’ anno in corso – spiega il coordinatore della Cgia , Paolo Zabeo – il fisco ci concederà una tregua. Tuttavia il carico fiscale rischia di tornare a crescere nelle regioni in disavanzo sanitario che, per sanare i conti, potrebbero essere tentate ad aumentare la tassazione locale». In attesa della riduzione dell’ Ires dal 2017 e nella speranza che il governo mantenga la promessa di ridurre l’ Irpef dal 2018, la Cgia ricorda che i contribuenti italiani beneficiano «in particolar modo» dell’ abolizione della Tasi sulla prima casa e della cancellazione dell’ Imu sugli imbullonati e sui terreni agricoli. Tra le misure a sostegno delle imprese introdotte con la legge di Stabilità appena entrata in vigore la Cgia ricorda il superammortamento al 140%. Grazie a questa misura le imprese che investiranno in beni strumentali avranno la possibilità di disporre di una riduzione di imposta di 580 milioni. «È una misura che va nella direzione auspicata» conclude Zabeo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
gabriele rizzardi
La Nuova Ferrara, 03/01/2016 03:53
Tre tipi di bondisti Due da risarcire uno invece no
Giornata convulsa sotto i cieli del salva-banche, visto che in mattinata era circolata la notizia di un anticipo di rimborso nei confronti di un gruppo di risparmiatori della sola Banca Etruria; la fibrillazione (il Codacons aveva già iniziato a chiedere rimborsi uguali per tutti) è durata qualche ora, prima della smentita da parte di fonti del ministero delle Finanze. Restano quindi in piedi i percorsi accennati prima delle festività, che portano all’ arbitrato ed, eventualmente, alle varie cause. Da segnalare una dichiarazione al “Sole 24 Plus” del responsabile economico del Pd, Federico Taddei, secondo al quale i decreti ministeriali attuativi dell’ arbitrato distingueranno tre tipi d’ investitori. I frodati («pochi casi») perché non informati sul rischio dei subordinati, da risarcire in tuto. Quelli che, pur avendo competenze, sono stati malconsigliati e hanno investito una quota ingente di risparmi che vanno «risarciti in tutto o in parte, caso per caso». Il terzo gruppo, infine, di chi sapeva quel che faceva e ci ha investito poco: da non risarcire.
La Nuova Ferrara, 03/01/2016 03:53
Risparmi, il Mef frena sui rimborsi
mancano i decreti sul risarcimento a chi ha perso metà dei depositi il ministero: «per ora nessun intervento». consumatori in allarme
di Andrea Di Stefano wROMA Doccia fredda ma le speranze dei risparmiatori colpiti dalla cancellazione delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria non sono del tutto cancellate. Ieri il Mef ha precisato che non «può essere ipotizzato alcun intervento» sino a quando non saranno pubblicati i decreti attuativi previsti per la regolazione degli arbitrati. Secondo il quotidiano Repubblica le quattro nuove banche avrebbero pronte le risorse finanziarie per restituire le somme cancellate dal decreto del 22 novembre scorso con il quale è stato dato il via libera alla procedura di salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti e alla contemporanea cancellazione di azioni e obbligazioni subordinate in circolazione. Il ministero, precisano fonti del Tesoro, «è già al lavoro sui decreti attuativi delle norme salva-risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati» ed è «già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile». La tempistica indicata con la legge di Stabilità per mettere a punto il decreto è di 90 giorni (entro fine marzo quindi), ma il testo sarà definito prima e grazie alla procedura di individuazione dei clienti più esposti il rimborso potrebbe essere quasi immediato dopo la pubblicazione dei decreti. L’ anticipo sarà ovviamente subordinato all’ esito definitivo delle verifiche ma permetterà ai 683 risparmiatori più esposti, che hanno investito meno di 100mila€ per oltre il 50% del loro patrimonio, di vedere riconosciuto il rimborso da parte dei nuovi istituti che provvederanno poi a farsi restituire le somme anticipate. Complessivamente si tratterebbe di circa 17 milioni di euro (25 mila€ medi a testa) una cifra ampiamente coperta dal fondo di solidarietà da 100 milioni istituito dal Governo dopo le violentissime polemiche e il suicidio di un pensionato di Civitavecchia che aveva perso tutto i suoi risparmi. Federconsumatori e Adusbef hanno reagito «apprezzando l’ apertura ai rimborsi anticipati» che giudicano, però, un «espediente sia per arginare le proteste itineranti dei risparmiatori che per evitare la fuga massiccia dei depositi». Le due associazioni depositeranno nei prossimi giorni eccezioni di costituzionalità del bail-in entrato in vigore dal 1 gennaio, definendo questa norma «un esproprio criminale del risparmio, ideata dalla cleptocrazia europea, da troika e Bce per addossare crac e dissesti bancari provocati dai banchieri e dall’ omessa vigilanza delle banche centrali, ad azionisti, obbligazionisti, depositanti per palese ed evidente contrasto con la Costituzione, in particolare con il pilastro fondante dell’ art.47 che tutela e salvaguardia il risparmio». Il Codacons sta invece ultimando il ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge sulle banche. Le proteste dopo Arezzo si spostano nelle Marche dove domani si terrà un presidio a Jesi davanti alla sede dell’ istituto in Corso Matteotti, promosso dall’ associazione Vittime del salva-banche. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Nuova Ferrara, 03/01/2016 03:53
È stangata sui trasporti Treni: aumenti fino al 3,5%
il codacons denuncia: «quest’ anno gli italiani spenderanno 1,4 miliardi in più» la cgia di mestre prevede un calo della pressione fiscale dello 0,6 per cento
di Gabriele Rizzardi wROMA Il nuovo anno si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti: le famiglie spenderanno 1,4 miliardi di euro in più dello scorso anno. Il colpo, annunciato dall’ associazione dei consumatori Codacons, sarà in parte ammortizzato dal fatto che nel 2016 il peso del fisco scenderà dello 0,6%. Ma per evitare una nuova stangata Iva bisognerà trovare 15 miliardi entro fine anno. Caro trasporti. Gli aumenti ci saranno per chi viaggia in auto ma anche per chi decide di spostarsi in treno o in aereo. «Agli incrementi dei pedaggi autostradali – scrive il Codacons -si sono aggiunti a partire dal primo gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo, Costa di più anche partire in aereo a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti». Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati il primo gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del 2,7% che raggiungono quota 3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta il balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Il Codacons prevede aumenti per tutto il comparto dei trasporti e il presidente Rienzi vede nero: «Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani». Il ministero dei Trasporti conferma che gli aumenti dei pedaggi autostradali riguardano solo 6 delle 26 tratte affidate in concessione, con un incremento complessivo di pedaggio, rapportato alla rete nazionale, dello 0,86%. «Le variazioni dipendono quindi dalla specifica convenzione di ciascuna società» scrive il Mit, che con una nota chiede a tutte le società concessionarie di autostrade «l’ impegno a vantaggio dell’ utenza di prorogare al 31 dicembre 2016 l’ agevolazione tariffaria a carattere nazionale, relativa ai pendolari che percorrono l’ autostrada, massimo 50 chilometri , per raggiunger e il posto di lavoro, scaduta alla fine dello scorso anno. Rischio stangata Iva. Secondo la Cgia di Mestre nel 2016 il fisco allenterà la morsa e, grazie soprattutto alla riduzione delle imposte sugli immobili, consentirà alla pressione fiscale di scendere dello 0,6%. Nel 2015, infatti, l’ incidenza di imposte, tasse, tributi e contributi previdenziali sul Pil si è attestata al 43,7% mentre per l’ anno in corso dovrebbe scendere al 43,1%. Ma per evitare una nuova stangata, entro la fine di quest’ anno il governo Renzi dovrà trovare 15,1 miliardi di euro per «disinnescare» la clausola di salvaguardia introdotta con la legge di Stabilità 2015 altrimenti, dal 2017, subiremo un forte incremento dell’ Iva. «Per l’ anno in corso – spiega il coordinatore della Cgia , Paolo Zabeo – il fisco ci concederà una tregua. Tuttavia il carico fiscale rischia di tornare a crescere nelle regioni in disavanzo sanitario che, per sanare i conti, potrebbero essere tentate ad aumentare la tassazione locale». In attesa della riduzione dell’ Ires dal 2017 e nella speranza che il governo mantenga la promessa di ridurre l’ Irpef dal 2018, la Cgia ricorda che i contribuenti italiani beneficiano «in particolar modo» dell’ abolizione della Tasi sulla prima casa e della cancellazione dell’ Imu sugli imbullonati e sui terreni agricoli. Tra le misure a sostegno delle imprese introdotte con la legge di Stabilità appena entrata in vigore la Cgia ricorda il superammortamento al 140%. Grazie a questa misura le imprese che investiranno in beni strumentali avranno la possibilità di disporre di una riduzione di imposta di 580 milioni. «È una misura che va nella direzione auspicata» conclude Zabeo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
gabriele rizzardi
Messaggero Veneto, 03/01/2016 03:53
Risparmi, il Mef frena sui rimborsi
mancano i decreti sul risarcimento a chi ha perso metà dei depositi il ministero: «per ora nessun intervento». consumatori in allarme
di Andrea Di Stefano wROMA Doccia fredda ma le speranze dei risparmiatori colpiti dalla cancellazione delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria non sono del tutto cancellate. Ieri il Mef ha precisato che non «può essere ipotizzato alcun intervento» sino a quando non saranno pubblicati i decreti attuativi previsti per la regolazione degli arbitrati. Secondo il quotidiano Repubblica le quattro nuove banche avrebbero pronte le risorse finanziarie per restituire le somme cancellate dal decreto del 22 novembre scorso con il quale è stato dato il via libera alla procedura di salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti e alla contemporanea cancellazione di azioni e obbligazioni subordinate in circolazione. Il ministero, precisano fonti del Tesoro, «è già al lavoro sui decreti attuativi delle norme salva-risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati» ed è «già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile». La tempistica indicata con la legge di Stabilità per mettere a punto il decreto è di 90 giorni (entro fine marzo quindi), ma il testo sarà definito prima e grazie alla procedura di individuazione dei clienti più esposti il rimborso potrebbe essere quasi immediato dopo la pubblicazione dei decreti. L’ anticipo sarà ovviamente subordinato all’ esito definitivo delle verifiche ma permetterà ai 683 risparmiatori più esposti, che hanno investito meno di 100mila€ per oltre il 50% del loro patrimonio, di vedere riconosciuto il rimborso da parte dei nuovi istituti che provvederanno poi a farsi restituire le somme anticipate. Complessivamente si tratterebbe di circa 17 milioni di euro (25 mila€ medi a testa) una cifra ampiamente coperta dal fondo di solidarietà da 100 milioni istituito dal Governo dopo le violentissime polemiche e il suicidio di un pensionato di Civitavecchia che aveva perso tutto i suoi risparmi. Federconsumatori e Adusbef hanno reagito «apprezzando l’ apertura ai rimborsi anticipati» che giudicano, però, un «espediente sia per arginare le proteste itineranti dei risparmiatori che per evitare la fuga massiccia dei depositi». Le due associazioni depositeranno nei prossimi giorni eccezioni di costituzionalità del bail-in entrato in vigore dal 1 gennaio, definendo questa norma «un esproprio criminale del risparmio, ideata dalla cleptocrazia europea, da troika e Bce per addossare crac e dissesti bancari provocati dai banchieri e dall’ omessa vigilanza delle banche centrali, ad azionisti, obbligazionisti, depositanti per palese ed evidente contrasto con la Costituzione, in particolare con il pilastro fondante dell’ art.47 che tutela e salvaguardia il risparmio». Il Codacons sta invece ultimando il ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge sulle banche. Le proteste dopo Arezzo si spostano nelle Marche dove domani si terrà un presidio a Jesi davanti alla sede dell’ istituto in Corso Matteotti, promosso dall’ associazione Vittime del salva-banche. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Messaggero Veneto, 03/01/2016 03:53
È stangata sui trasporti Treni: aumenti fino al 3,5%
il codacons denuncia: «quest’ anno gli italiani spenderanno 1,4 miliardi in più» la cgia di mestre prevede un calo della pressione fiscale dello 0,6 per cento
di Gabriele Rizzardi wROMA Il nuovo anno si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti: le famiglie spenderanno 1,4 miliardi di euro in più dello scorso anno. Il colpo, annunciato dall’ associazione dei consumatori Codacons, sarà in parte ammortizzato dal fatto che nel 2016 il peso del fisco scenderà dello 0,6%. Ma per evitare una nuova stangata Iva bisognerà trovare 15 miliardi entro fine anno. Caro trasporti. Gli aumenti ci saranno per chi viaggia in auto ma anche per chi decide di spostarsi in treno o in aereo. «Agli incrementi dei pedaggi autostradali – scrive il Codacons – si sono aggiunti a partire dal primo gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo, Costa di più anche partire in aereo a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti». Per le autostrade (ma non per Autovie Venete ndR) si registrano aumenti medi dello 0,86% ma per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati il primo gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del 2,7% che raggiungono quota 3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta il balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Il Codacons prevede aumenti per tutto il comparto dei trasporti e il presidente Rienzi vede nero: «Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani». Il ministero dei Trasporti conferma che gli aumenti dei pedaggi autostradali riguardano solo 6 delle 26 tratte affidate in concessione, con un incremento complessivo di pedaggio, rapportato alla rete nazionale, dello 0,86%. «Le variazioni dipendono quindi dalla specifica convenzione di ciascuna società» scrive il Mit, che con una nota chiede a tutte le società concessionarie di autostrade «l’ impegno a vantaggio dell’ utenza di prorogare al 31 dicembre 2016 l’ agevolazione tariffaria a carattere nazionale, relativa ai pendolari che percorrono l’ autostrada, massimo 50 chilometri , per raggiunger e il posto di lavoro, scaduta alla fine dello scorso anno. Rischio stangata Iva. Secondo la Cgia di Mestre nel 2016 il fisco allenterà la morsa e, grazie soprattutto alla riduzione delle imposte sugli immobili, consentirà alla pressione fiscale di scendere dello 0,6%. Nel 2015, infatti, l’ incidenza di imposte, tasse, tributi e contributi previdenziali sul Pil si è attestata al 43,7% mentre per l’ anno in corso dovrebbe scendere al 43,1%. Ma per evitare una nuova stangata, entro la fine di quest’ anno il governo Renzi dovrà trovare 15,1 miliardi di euro per «disinnescare» la clausola di salvaguardia introdotta con la legge di Stabilità 2015 altrimenti, dal 2017, subiremo un forte incremento dell’ Iva. «Per l’ anno in corso – spiega il coordinatore della Cgia , Paolo Zabeo – il fisco ci concederà una tregua. Tuttavia il carico fiscale rischia di tornare a crescere nelle regioni in disavanzo sanitario che, per sanare i conti, potrebbero essere tentate ad aumentare la tassazione locale». In attesa della riduzione dell’ Ires dal 2017 e nella speranza che il governo mantenga la promessa di ridurre l’ Irpef dal 2018, la Cgia ricorda che i contribuenti italiani beneficiano «in particolar modo» dell’ abolizione della Tasi sulla prima casa e della cancellazione dell’ Imu sugli imbullonati e sui terreni agricoli. Tra le misure a sostegno delle imprese introdotte con la legge di Stabilità, la Cgia ricorda il superammortamento al 140%. Grazie a questa misura le imprese che investiranno in beni strumentali avranno la possibilità di disporre di una riduzione di imposta di 580 milioni. «Va nella direzione auspicata» conclude Zabeo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
gabriele rizzardi
Gazzetta di Reggio, 03/01/2016 03:52
È stangata sui trasporti Treni: aumenti fino al 3,5%
il codacons denuncia: «quest’ anno gli italiani spenderanno 1,4 miliardi in più» la cgia di mestre prevede un calo della pressione fiscale dello 0,6 per cento
di Gabriele Rizzardi wROMA Il nuovo anno si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti: le famiglie spenderanno 1,4 miliardi di euro in più dello scorso anno. Il colpo, annunciato dall’ associazione dei consumatori Codacons, sarà in parte ammortizzato dal fatto che nel 2016 il peso del fisco scenderà dello 0,6%. Ma per evitare una nuova stangata Iva bisognerà trovare 15 miliardi entro fine anno. Caro trasporti. Gli aumenti ci saranno per chi viaggia in auto ma anche per chi decide di spostarsi in treno o in aereo. «Agli incrementi dei pedaggi autostradali – scrive il Codacons -si sono aggiunti a partire dal primo gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo, Costa di più anche partire in aereo a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti». Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati il primo gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del 2,7% che raggiungono quota 3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta il balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Il Codacons prevede aumenti per tutto il comparto dei trasporti e il presidente Rienzi vede nero: «Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani». Il ministero dei Trasporti conferma che gli aumenti dei pedaggi autostradali riguardano solo 6 delle 26 tratte affidate in concessione, con un incremento complessivo di pedaggio, rapportato alla rete nazionale, dello 0,86%. «Le variazioni dipendono quindi dalla specifica convenzione di ciascuna società» scrive il Mit, che con una nota chiede a tutte le società concessionarie di autostrade «l’ impegno a vantaggio dell’ utenza di prorogare al 31 dicembre 2016 l’ agevolazione tariffaria a carattere nazionale, relativa ai pendolari che percorrono l’ autostrada, massimo 50 chilometri , per raggiunger e il posto di lavoro, scaduta alla fine dello scorso anno. Rischio stangata Iva. Secondo la Cgia di Mestre nel 2016 il fisco allenterà la morsa e, grazie soprattutto alla riduzione delle imposte sugli immobili, consentirà alla pressione fiscale di scendere dello 0,6%. Nel 2015, infatti, l’ incidenza di imposte, tasse, tributi e contributi previdenziali sul Pil si è attestata al 43,7% mentre per l’ anno in corso dovrebbe scendere al 43,1%. Ma per evitare una nuova stangata, entro la fine di quest’ anno il governo Renzi dovrà trovare 15,1 miliardi di euro per «disinnescare» la clausola di salvaguardia introdotta con la legge di Stabilità 2015 altrimenti, dal 2017, subiremo un forte incremento dell’ Iva. «Per l’ anno in corso – spiega il coordinatore della Cgia , Paolo Zabeo – il fisco ci concederà una tregua. Tuttavia il carico fiscale rischia di tornare a crescere nelle regioni in disavanzo sanitario che, per sanare i conti, potrebbero essere tentate ad aumentare la tassazione locale». In attesa della riduzione dell’ Ires dal 2017 e nella speranza che il governo mantenga la promessa di ridurre l’ Irpef dal 2018, la Cgia ricorda che i contribuenti italiani beneficiano «in particolar modo» dell’ abolizione della Tasi sulla prima casa e della cancellazione dell’ Imu sugli imbullonati e sui terreni agricoli. Tra le misure a sostegno delle imprese introdotte con la legge di Stabilità appena entrata in vigore la Cgia ricorda il superammortamento al 140%. Grazie a questa misura le imprese che investiranno in beni strumentali avranno la possibilità di disporre di una riduzione di imposta di 580 milioni. «È una misura che va nella direzione auspicata» conclude Zabeo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
gabriele rizzardi
Gazzetta di Reggio, 03/01/2016 03:52
Risparmi, il Mef frena sui rimborsi
mancano i decreti sul risarcimento a chi ha perso metà dei depositi il ministero: «per ora nessun intervento». consumatori in allarme
di Andrea Di Stefano wROMA Doccia fredda ma le speranze dei risparmiatori colpiti dalla cancellazione delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria non sono del tutto cancellate. Ieri il Mef ha precisato che non «può essere ipotizzato alcun intervento» sino a quando non saranno pubblicati i decreti attuativi previsti per la regolazione degli arbitrati. Secondo il quotidiano Repubblica le quattro nuove banche avrebbero pronte le risorse finanziarie per restituire le somme cancellate dal decreto del 22 novembre scorso con il quale è stato dato il via libera alla procedura di salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti e alla contemporanea cancellazione di azioni e obbligazioni subordinate in circolazione. Il ministero, precisano fonti del Tesoro, «è già al lavoro sui decreti attuativi delle norme salva-risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati» ed è «già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile». La tempistica indicata con la legge di Stabilità per mettere a punto il decreto è di 90 giorni (entro fine marzo quindi), ma il testo sarà definito prima e grazie alla procedura di individuazione dei clienti più esposti il rimborso potrebbe essere quasi immediato dopo la pubblicazione dei decreti. L’ anticipo sarà ovviamente subordinato all’ esito definitivo delle verifiche ma permetterà ai 683 risparmiatori più esposti, che hanno investito meno di 100mila€ per oltre il 50% del loro patrimonio, di vedere riconosciuto il rimborso da parte dei nuovi istituti che provvederanno poi a farsi restituire le somme anticipate. Complessivamente si tratterebbe di circa 17 milioni di euro (25 mila€ medi a testa) una cifra ampiamente coperta dal fondo di solidarietà da 100 milioni istituito dal Governo dopo le violentissime polemiche e il suicidio di un pensionato di Civitavecchia che aveva perso tutto i suoi risparmi. Federconsumatori e Adusbef hanno reagito «apprezzando l’ apertura ai rimborsi anticipati» che giudicano, però, un «espediente sia per arginare le proteste itineranti dei risparmiatori che per evitare la fuga massiccia dei depositi». Le due associazioni depositeranno nei prossimi giorni eccezioni di costituzionalità del bail-in entrato in vigore dal 1 gennaio, definendo questa norma «un esproprio criminale del risparmio, ideata dalla cleptocrazia europea, da troika e Bce per addossare crac e dissesti bancari provocati dai banchieri e dall’ omessa vigilanza delle banche centrali, ad azionisti, obbligazionisti, depositanti per palese ed evidente contrasto con la Costituzione, in particolare con il pilastro fondante dell’ art.47 che tutela e salvaguardia il risparmio». Il Codacons sta invece ultimando il ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge sulle banche. Le proteste dopo Arezzo si spostano nelle Marche dove domani si terrà un presidio a Jesi davanti alla sede dell’ istituto in Corso Matteotti, promosso dall’ associazione Vittime del salva-banche. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Mattino di Padova, 03/01/2016 03:52
Risparmi, il Mef frena sui rimborsi
mancano i decreti sul risarcimento a chi ha perso metà dei depositi il ministero: «per ora nessun intervento». consumatori in allarme
di Andrea Di Stefano wROMA Doccia fredda ma le speranze dei risparmiatori colpiti dalla cancellazione delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria non sono del tutto cancellate. Ieri il Mef ha precisato che non «può essere ipotizzato alcun intervento» sino a quando non saranno pubblicati i decreti attuativi previsti per la regolazione degli arbitrati. Secondo il quotidiano Repubblica le quattro nuove banche avrebbero pronte le risorse finanziarie per restituire le somme cancellate dal decreto del 22 novembre scorso con il quale è stato dato il via libera alla procedura di salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti e alla contemporanea cancellazione di azioni e obbligazioni subordinate in circolazione. Il ministero, precisano fonti del Tesoro, «è già al lavoro sui decreti attuativi delle norme salva-risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati» ed è «già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile». La tempistica indicata con la legge di Stabilità per mettere a punto il decreto è di 90 giorni (entro fine marzo quindi), ma il testo sarà definito prima e grazie alla procedura di individuazione dei clienti più esposti il rimborso potrebbe essere quasi immediato dopo la pubblicazione dei decreti. L’ anticipo sarà ovviamente subordinato all’ esito definitivo delle verifiche ma permetterà ai 683 risparmiatori più esposti, che hanno investito meno di 100mila€ per oltre il 50% del loro patrimonio, di vedere riconosciuto il rimborso da parte dei nuovi istituti che provvederanno poi a farsi restituire le somme anticipate. Complessivamente si tratterebbe di circa 17 milioni di euro (25 mila€ medi a testa) una cifra ampiamente coperta dal fondo di solidarietà da 100 milioni istituito dal Governo dopo le violentissime polemiche e il suicidio di un pensionato di Civitavecchia che aveva perso tutto i suoi risparmi. Federconsumatori e Adusbef hanno reagito «apprezzando l’ apertura ai rimborsi anticipati» che giudicano, però, un «espediente sia per arginare le proteste itineranti dei risparmiatori che per evitare la fuga massiccia dei depositi». Le due associazioni depositeranno nei prossimi giorni eccezioni di costituzionalità del bail-in entrato in vigore dal 1 gennaio, definendo questa norma «un esproprio criminale del risparmio, ideata dalla cleptocrazia europea, da troika e Bce per addossare crac e dissesti bancari provocati dai banchieri e dall’ omessa vigilanza delle banche centrali, ad azionisti, obbligazionisti, depositanti per palese ed evidente contrasto con la Costituzione, in particolare con il pilastro fondante dell’ art.47 che tutela e salvaguardia il risparmio». Il Codacons sta invece ultimando il ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge sulle banche. Le proteste dopo Arezzo si spostano nelle Marche dove domani si terrà un presidio a Jesi davanti alla sede dell’ istituto in Corso Matteotti, promosso dall’ associazione Vittime del salva-banche. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Mattino di Padova, 03/01/2016 03:52
È stangata sui trasporti Treni: aumenti fino al 3,5%
il codacons denuncia: «quest’ anno gli italiani spenderanno 1,4 miliardi in più» la cgia di mestre prevede un calo della pressione fiscale dello 0,6 per cento
di Gabriele Rizzardi wROMA Il nuovo anno si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti: le famiglie spenderanno 1,4 miliardi di euro in più dello scorso anno. Il colpo, annunciato dall’ associazione dei consumatori Codacons, sarà in parte ammortizzato dal fatto che nel 2016 il peso del fisco scenderà dello 0,6%. Ma per evitare una nuova stangata Iva bisognerà trovare 15 miliardi entro fine anno. Caro trasporti. Gli aumenti ci saranno per chi viaggia in auto ma anche per chi decide di spostarsi in treno o in aereo. «Agli incrementi dei pedaggi autostradali – scrive il Codacons -si sono aggiunti a partire dal primo gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo, Costa di più anche partire in aereo a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti». Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati il primo gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del 2,7% che raggiungono quota 3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta il balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Il Codacons prevede aumenti per tutto il comparto dei trasporti e il presidente Rienzi vede nero: «Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani». Il ministero dei Trasporti conferma che gli aumenti dei pedaggi autostradali riguardano solo 6 delle 26 tratte affidate in concessione, con un incremento complessivo di pedaggio, rapportato alla rete nazionale, dello 0,86%. «Le variazioni dipendono quindi dalla specifica convenzione di ciascuna società» scrive il Mit, che con una nota chiede a tutte le società concessionarie di autostrade «l’ impegno a vantaggio dell’ utenza di prorogare al 31 dicembre 2016 l’ agevolazione tariffaria a carattere nazionale, relativa ai pendolari che percorrono l’ autostrada, massimo 50 chilometri , per raggiunger e il posto di lavoro, scaduta alla fine dello scorso anno. Rischio stangata Iva. Secondo la Cgia di Mestre nel 2016 il fisco allenterà la morsa e, grazie soprattutto alla riduzione delle imposte sugli immobili, consentirà alla pressione fiscale di scendere dello 0,6%. Nel 2015, infatti, l’ incidenza di imposte, tasse, tributi e contributi previdenziali sul Pil si è attestata al 43,7% mentre per l’ anno in corso dovrebbe scendere al 43,1%. Ma per evitare una nuova stangata, entro la fine di quest’ anno il governo Renzi dovrà trovare 15,1 miliardi di euro per «disinnescare» la clausola di salvaguardia introdotta con la legge di Stabilità 2015 altrimenti, dal 2017, subiremo un forte incremento dell’ Iva. «Per l’ anno in corso – spiega il coordinatore della Cgia , Paolo Zabeo – il fisco ci concederà una tregua. Tuttavia il carico fiscale rischia di tornare a crescere nelle regioni in disavanzo sanitario che, per sanare i conti, potrebbero essere tentate ad aumentare la tassazione locale». In attesa della riduzione dell’ Ires dal 2017 e nella speranza che il governo mantenga la promessa di ridurre l’ Irpef dal 2018, la Cgia ricorda che i contribuenti italiani beneficiano «in particolar modo» dell’ abolizione della Tasi sulla prima casa e della cancellazione dell’ Imu sugli imbullonati e sui terreni agricoli. Tra le misure a sostegno delle imprese introdotte con la legge di Stabilità appena entrata in vigore la Cgia ricorda il superammortamento al 140%. Grazie a questa misura le imprese che investiranno in beni strumentali avranno la possibilità di disporre di una riduzione di imposta di 580 milioni. «È una misura che va nella direzione auspicata» conclude Zabeo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
gabriele rizzardi
Corriere delle Alpi, 03/01/2016 03:51
Risparmi, il Mef frena sui rimborsi
mancano i decreti sul risarcimento a chi ha perso metà dei depositi il ministero: «per ora nessun intervento». consumatori in allarme
di Andrea Di Stefano wROMA Doccia fredda ma le speranze dei risparmiatori colpiti dalla cancellazione delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria non sono del tutto cancellate. Ieri il Mef ha precisato che non «può essere ipotizzato alcun intervento» sino a quando non saranno pubblicati i decreti attuativi previsti per la regolazione degli arbitrati. Secondo il quotidiano Repubblica le quattro nuove banche avrebbero pronte le risorse finanziarie per restituire le somme cancellate dal decreto del 22 novembre scorso con il quale è stato dato il via libera alla procedura di salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti e alla contemporanea cancellazione di azioni e obbligazioni subordinate in circolazione. Il ministero, precisano fonti del Tesoro, «è già al lavoro sui decreti attuativi delle norme salva-risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati» ed è «già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile». La tempistica indicata con la legge di Stabilità per mettere a punto il decreto è di 90 giorni (entro fine marzo quindi), ma il testo sarà definito prima e grazie alla procedura di individuazione dei clienti più esposti il rimborso potrebbe essere quasi immediato dopo la pubblicazione dei decreti. L’ anticipo sarà ovviamente subordinato all’ esito definitivo delle verifiche ma permetterà ai 683 risparmiatori più esposti, che hanno investito meno di 100mila€ per oltre il 50% del loro patrimonio, di vedere riconosciuto il rimborso da parte dei nuovi istituti che provvederanno poi a farsi restituire le somme anticipate. Complessivamente si tratterebbe di circa 17 milioni di euro (25 mila€ medi a testa) una cifra ampiamente coperta dal fondo di solidarietà da 100 milioni istituito dal Governo dopo le violentissime polemiche e il suicidio di un pensionato di Civitavecchia che aveva perso tutto i suoi risparmi. Federconsumatori e Adusbef hanno reagito «apprezzando l’ apertura ai rimborsi anticipati» che giudicano, però, un «espediente sia per arginare le proteste itineranti dei risparmiatori che per evitare la fuga massiccia dei depositi». Le due associazioni depositeranno nei prossimi giorni eccezioni di costituzionalità del bail-in entrato in vigore dal 1 gennaio, definendo questa norma «un esproprio criminale del risparmio, ideata dalla cleptocrazia europea, da troika e Bce per addossare crac e dissesti bancari provocati dai banchieri e dall’ omessa vigilanza delle banche centrali, ad azionisti, obbligazionisti, depositanti per palese ed evidente contrasto con la Costituzione, in particolare con il pilastro fondante dell’ art.47 che tutela e salvaguardia il risparmio». Il Codacons sta invece ultimando il ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge sulle banche. Le proteste dopo Arezzo si spostano nelle Marche dove domani si terrà un presidio a Jesi davanti alla sede dell’ istituto in Corso Matteotti, promosso dall’ associazione Vittime del salva-banche. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Corriere delle Alpi, 03/01/2016 03:51
È stangata sui trasporti Treni: aumenti fino al 3,5%
il codacons denuncia: «quest’ anno gli italiani spenderanno 1,4 miliardi in più» la cgia di mestre prevede un calo della pressione fiscale dello 0,6 per cento
di Gabriele Rizzardi wROMA Il nuovo anno si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti: le famiglie spenderanno 1,4 miliardi di euro in più dello scorso anno. Il colpo, annunciato dall’ associazione dei consumatori Codacons, sarà in parte ammortizzato dal fatto che nel 2016 il peso del fisco scenderà dello 0,6%. Ma per evitare una nuova stangata Iva bisognerà trovare 15 miliardi entro fine anno. Caro trasporti. Gli aumenti ci saranno per chi viaggia in auto ma anche per chi decide di spostarsi in treno o in aereo. «Agli incrementi dei pedaggi autostradali – scrive il Codacons -si sono aggiunti a partire dal primo gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo, Costa di più anche partire in aereo a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti». Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati il primo gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del 2,7% che raggiungono quota 3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta il balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Il Codacons prevede aumenti per tutto il comparto dei trasporti e il presidente Rienzi vede nero: «Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani». Il ministero dei Trasporti conferma che gli aumenti dei pedaggi autostradali riguardano solo 6 delle 26 tratte affidate in concessione, con un incremento complessivo di pedaggio, rapportato alla rete nazionale, dello 0,86%. «Le variazioni dipendono quindi dalla specifica convenzione di ciascuna società» scrive il Mit, che con una nota chiede a tutte le società concessionarie di autostrade «l’ impegno a vantaggio dell’ utenza di prorogare al 31 dicembre 2016 l’ agevolazione tariffaria a carattere nazionale, relativa ai pendolari che percorrono l’ autostrada, massimo 50 chilometri , per raggiunger e il posto di lavoro, scaduta alla fine dello scorso anno. Rischio stangata Iva. Secondo la Cgia di Mestre nel 2016 il fisco allenterà la morsa e, grazie soprattutto alla riduzione delle imposte sugli immobili, consentirà alla pressione fiscale di scendere dello 0,6%. Nel 2015, infatti, l’ incidenza di imposte, tasse, tributi e contributi previdenziali sul Pil si è attestata al 43,7% mentre per l’ anno in corso dovrebbe scendere al 43,1%. Ma per evitare una nuova stangata, entro la fine di quest’ anno il governo Renzi dovrà trovare 15,1 miliardi di euro per «disinnescare» la clausola di salvaguardia introdotta con la legge di Stabilità 2015 altrimenti, dal 2017, subiremo un forte incremento dell’ Iva. «Per l’ anno in corso – spiega il coordinatore della Cgia , Paolo Zabeo – il fisco ci concederà una tregua. Tuttavia il carico fiscale rischia di tornare a crescere nelle regioni in disavanzo sanitario che, per sanare i conti, potrebbero essere tentate ad aumentare la tassazione locale». In attesa della riduzione dell’ Ires dal 2017 e nella speranza che il governo mantenga la promessa di ridurre l’ Irpef dal 2018, la Cgia ricorda che i contribuenti italiani beneficiano «in particolar modo» dell’ abolizione della Tasi sulla prima casa e della cancellazione dell’ Imu sugli imbullonati e sui terreni agricoli. Tra le misure a sostegno delle imprese introdotte con la legge di Stabilità appena entrata in vigore la Cgia ricorda il superammortamento al 140%. Grazie a questa misura le imprese che investiranno in beni strumentali avranno la possibilità di disporre di una riduzione di imposta di 580 milioni. «È una misura che va nella direzione auspicata» conclude Zabeo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
gabriele rizzardi
Alto Adige, 03/01/2016 03:51
Risparmi, il Mef frena sui rimborsi
mancano i decreti sul risarcimento a chi ha perso metà dei depositi il ministero: «per ora nessun intervento». consumatori in allarme
di Andrea Di Stefano wROMA Doccia fredda ma le speranze dei risparmiatori colpiti dalla cancellazione delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria non sono del tutto cancellate. Ieri il Mef ha precisato che non «può essere ipotizzato alcun intervento» sino a quando non saranno pubblicati i decreti attuativi previsti per la regolazione degli arbitrati. Secondo il quotidiano Repubblica le quattro nuove banche avrebbero pronte le risorse finanziarie per restituire le somme cancellate dal decreto del 22 novembre scorso con il quale è stato dato il via libera alla procedura di salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti e alla contemporanea cancellazione di azioni e obbligazioni subordinate in circolazione. Il ministero, precisano fonti del Tesoro, «è già al lavoro sui decreti attuativi delle norme salva-risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati» ed è «già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile». La tempistica indicata con la legge di Stabilità per mettere a punto il decreto è di 90 giorni (entro fine marzo quindi), ma il testo sarà definito prima e grazie alla procedura di individuazione dei clienti più esposti il rimborso potrebbe essere quasi immediato dopo la pubblicazione dei decreti. L’ anticipo sarà ovviamente subordinato all’ esito definitivo delle verifiche ma permetterà ai 683 risparmiatori più esposti, che hanno investito meno di 100mila€ per oltre il 50% del loro patrimonio, di vedere riconosciuto il rimborso da parte dei nuovi istituti che provvederanno poi a farsi restituire le somme anticipate. Complessivamente si tratterebbe di circa 17 milioni di euro (25 mila€ medi a testa) una cifra ampiamente coperta dal fondo di solidarietà da 100 milioni istituito dal Governo dopo le violentissime polemiche e il suicidio di un pensionato di Civitavecchia che aveva perso tutto i suoi risparmi. Federconsumatori e Adusbef hanno reagito «apprezzando l’ apertura ai rimborsi anticipati» che giudicano, però, un «espediente sia per arginare le proteste itineranti dei risparmiatori che per evitare la fuga massiccia dei depositi». Le due associazioni depositeranno nei prossimi giorni eccezioni di costituzionalità del bail-in entrato in vigore dal 1 gennaio, definendo questa norma «un esproprio criminale del risparmio, ideata dalla cleptocrazia europea, da troika e Bce per addossare crac e dissesti bancari provocati dai banchieri e dall’ omessa vigilanza delle banche centrali, ad azionisti, obbligazionisti, depositanti per palese ed evidente contrasto con la Costituzione, in particolare con il pilastro fondante dell’ art.47 che tutela e salvaguardia il risparmio». Il Codacons sta invece ultimando il ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge sulle banche. Le proteste dopo Arezzo si spostano nelle Marche dove domani si terrà un presidio a Jesi davanti alla sede dell’ istituto in Corso Matteotti, promosso dall’ associazione Vittime del salva-banche. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Alto Adige, 03/01/2016 03:51
È stangata sui trasporti Treni: aumenti fino al 3,5%
il codacons denuncia: «quest’ anno gli italiani spenderanno 1,4 miliardi in più» la cgia di mestre prevede un calo della pressione fiscale dello 0,6 per cento
di Gabriele Rizzardi wROMA Il nuovo anno si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti: le famiglie spenderanno 1,4 miliardi di euro in più dello scorso anno. Il colpo, annunciato dall’ associazione dei consumatori Codacons, sarà in parte ammortizzato dal fatto che nel 2016 il peso del fisco scenderà dello 0,6%. Ma per evitare una nuova stangata Iva bisognerà trovare 15 miliardi entro fine anno. Caro trasporti. Gli aumenti ci saranno per chi viaggia in auto ma anche per chi decide di spostarsi in treno o in aereo. «Agli incrementi dei pedaggi autostradali – scrive il Codacons -si sono aggiunti a partire dal primo gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo, Costa di più anche partire in aereo a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti». Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati il primo gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del 2,7% che raggiungono quota 3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta il balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Il Codacons prevede aumenti per tutto il comparto dei trasporti e il presidente Rienzi vede nero: «Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani». Il ministero dei Trasporti conferma che gli aumenti dei pedaggi autostradali riguardano solo 6 delle 26 tratte affidate in concessione, con un incremento complessivo di pedaggio, rapportato alla rete nazionale, dello 0,86%. «Le variazioni dipendono quindi dalla specifica convenzione di ciascuna società» scrive il Mit, che con una nota chiede a tutte le società concessionarie di autostrade «l’ impegno a vantaggio dell’ utenza di prorogare al 31 dicembre 2016 l’ agevolazione tariffaria a carattere nazionale, relativa ai pendolari che percorrono l’ autostrada, massimo 50 chilometri , per raggiunger e il posto di lavoro, scaduta alla fine dello scorso anno. Rischio stangata Iva. Secondo la Cgia di Mestre nel 2016 il fisco allenterà la morsa e, grazie soprattutto alla riduzione delle imposte sugli immobili, consentirà alla pressione fiscale di scendere dello 0,6%. Nel 2015, infatti, l’ incidenza di imposte, tasse, tributi e contributi previdenziali sul Pil si è attestata al 43,7% mentre per l’ anno in corso dovrebbe scendere al 43,1%. Ma per evitare una nuova stangata, entro la fine di quest’ anno il governo Renzi dovrà trovare 15,1 miliardi di euro per «disinnescare» la clausola di salvaguardia introdotta con la legge di Stabilità 2015 altrimenti, dal 2017, subiremo un forte incremento dell’ Iva. «Per l’ anno in corso – spiega il coordinatore della Cgia , Paolo Zabeo – il fisco ci concederà una tregua. Tuttavia il carico fiscale rischia di tornare a crescere nelle regioni in disavanzo sanitario che, per sanare i conti, potrebbero essere tentate ad aumentare la tassazione locale». In attesa della riduzione dell’ Ires dal 2017 e nella speranza che il governo mantenga la promessa di ridurre l’ Irpef dal 2018, la Cgia ricorda che i contribuenti italiani beneficiano «in particolar modo» dell’ abolizione della Tasi sulla prima casa e della cancellazione dell’ Imu sugli imbullonati e sui terreni agricoli. Tra le misure a sostegno delle imprese introdotte con la legge di Stabilità appena entrata in vigore la Cgia ricorda il superammortamento al 140%. Grazie a questa misura le imprese che investiranno in beni strumentali avranno la possibilità di disporre di una riduzione di imposta di 580 milioni. «È una misura che va nella direzione auspicata» conclude Zabeo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
gabriele rizzardi
La Città di Salerno, 03/01/2016 03:51
Risparmi, il Mef frena sui rimborsi
mancano i decreti sul risarcimento a chi ha perso metà dei depositi il ministero: «per ora nessun intervento». consumatori in allarme
di Andrea Di Stefano wROMA Doccia fredda ma le speranze dei risparmiatori colpiti dalla cancellazione delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria non sono del tutto cancellate. Ieri il Mef ha precisato che non «può essere ipotizzato alcun intervento» sino a quando non saranno pubblicati i decreti attuativi previsti per la regolazione degli arbitrati. Secondo il quotidiano Repubblica le quattro nuove banche avrebbero pronte le risorse finanziarie per restituire le somme cancellate dal decreto del 22 novembre scorso con il quale è stato dato il via libera alla procedura di salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti e alla contemporanea cancellazione di azioni e obbligazioni subordinate in circolazione. Il ministero, precisano fonti del Tesoro, «è già al lavoro sui decreti attuativi delle norme salva-risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati» ed è «già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile». La tempistica indicata con la legge di Stabilità per mettere a punto il decreto è di 90 giorni (entro fine marzo quindi), ma il testo sarà definito prima e grazie alla procedura di individuazione dei clienti più esposti il rimborso potrebbe essere quasi immediato dopo la pubblicazione dei decreti. L’ anticipo sarà ovviamente subordinato all’ esito definitivo delle verifiche ma permetterà ai 683 risparmiatori più esposti, che hanno investito meno di 100mila€ per oltre il 50% del loro patrimonio, di vedere riconosciuto il rimborso da parte dei nuovi istituti che provvederanno poi a farsi restituire le somme anticipate. Complessivamente si tratterebbe di circa 17 milioni di euro (25 mila€ medi a testa) una cifra ampiamente coperta dal fondo di solidarietà da 100 milioni istituito dal Governo dopo le violentissime polemiche e il suicidio di un pensionato di Civitavecchia che aveva perso tutto i suoi risparmi. Federconsumatori e Adusbef hanno reagito «apprezzando l’ apertura ai rimborsi anticipati» che giudicano, però, un «espediente sia per arginare le proteste itineranti dei risparmiatori che per evitare la fuga massiccia dei depositi». Le due associazioni depositeranno nei prossimi giorni eccezioni di costituzionalità del bail-in entrato in vigore dal 1 gennaio, definendo questa norma «un esproprio criminale del risparmio, ideata dalla cleptocrazia europea, da troika e Bce per addossare crac e dissesti bancari provocati dai banchieri e dall’ omessa vigilanza delle banche centrali, ad azionisti, obbligazionisti, depositanti per palese ed evidente contrasto con la Costituzione, in particolare con il pilastro fondante dell’ art.47 che tutela e salvaguardia il risparmio». Il Codacons sta invece ultimando il ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge sulle banche. Le proteste dopo Arezzo si spostano nelle Marche dove domani si terrà un presidio a Jesi davanti alla sede dell’ istituto in Corso Matteotti, promosso dall’ associazione Vittime del salva-banche. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Città di Salerno, 03/01/2016 03:51
È stangata sui trasporti Treni: aumenti fino al 3,5%
il codacons denuncia: «quest’ anno gli italiani spenderanno 1,4 miliardi in più» la cgia di mestre prevede un calo della pressione fiscale dello 0,6 per cento
di Gabriele Rizzardi wROMA Il nuovo anno si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti: le famiglie spenderanno 1,4 miliardi di euro in più dello scorso anno. Il colpo, annunciato dall’ associazione dei consumatori Codacons, sarà in parte ammortizzato dal fatto che nel 2016 il peso del fisco scenderà dello 0,6%. Ma per evitare una nuova stangata Iva bisognerà trovare 15 miliardi entro fine anno. Caro trasporti. Gli aumenti ci saranno per chi viaggia in auto ma anche per chi decide di spostarsi in treno o in aereo. «Agli incrementi dei pedaggi autostradali – scrive il Codacons -si sono aggiunti a partire dal primo gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo, Costa di più anche partire in aereo a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti». Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati il primo gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del 2,7% che raggiungono quota 3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta il balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Il Codacons prevede aumenti per tutto il comparto dei trasporti e il presidente Rienzi vede nero: «Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani». Il ministero dei Trasporti conferma che gli aumenti dei pedaggi autostradali riguardano solo 6 delle 26 tratte affidate in concessione, con un incremento complessivo di pedaggio, rapportato alla rete nazionale, dello 0,86%. «Le variazioni dipendono quindi dalla specifica convenzione di ciascuna società» scrive il Mit, che con una nota chiede a tutte le società concessionarie di autostrade «l’ impegno a vantaggio dell’ utenza di prorogare al 31 dicembre 2016 l’ agevolazione tariffaria a carattere nazionale, relativa ai pendolari che percorrono l’ autostrada, massimo 50 chilometri , per raggiunger e il posto di lavoro, scaduta alla fine dello scorso anno. Rischio stangata Iva. Secondo la Cgia di Mestre nel 2016 il fisco allenterà la morsa e, grazie soprattutto alla riduzione delle imposte sugli immobili, consentirà alla pressione fiscale di scendere dello 0,6%. Nel 2015, infatti, l’ incidenza di imposte, tasse, tributi e contributi previdenziali sul Pil si è attestata al 43,7% mentre per l’ anno in corso dovrebbe scendere al 43,1%. Ma per evitare una nuova stangata, entro la fine di quest’ anno il governo Renzi dovrà trovare 15,1 miliardi di euro per «disinnescare» la clausola di salvaguardia introdotta con la legge di Stabilità 2015 altrimenti, dal 2017, subiremo un forte incremento dell’ Iva. «Per l’ anno in corso – spiega il coordinatore della Cgia , Paolo Zabeo – il fisco ci concederà una tregua. Tuttavia il carico fiscale rischia di tornare a crescere nelle regioni in disavanzo sanitario che, per sanare i conti, potrebbero essere tentate ad aumentare la tassazione locale». In attesa della riduzione dell’ Ires dal 2017 e nella speranza che il governo mantenga la promessa di ridurre l’ Irpef dal 2018, la Cgia ricorda che i contribuenti italiani beneficiano «in particolar modo» dell’ abolizione della Tasi sulla prima casa e della cancellazione dell’ Imu sugli imbullonati e sui terreni agricoli. Tra le misure a sostegno delle imprese introdotte con la legge di Stabilità appena entrata in vigore la Cgia ricorda il superammortamento al 140%. Grazie a questa misura le imprese che investiranno in beni strumentali avranno la possibilità di disporre di una riduzione di imposta di 580 milioni. «È una misura che va nella direzione auspicata» conclude Zabeo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
gabriele rizzardi
Gazzetta di Mantova, 03/01/2016 03:51
Risparmi, il Mef frena sui rimborsi
mancano i decreti sul risarcimento a chi ha perso metà dei depositi il ministero: «per ora nessun intervento». consumatori in allarme
di Andrea Di Stefano wROMA Doccia fredda ma le speranze dei risparmiatori colpiti dalla cancellazione delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria non sono del tutto cancellate. Ieri il Mef ha precisato che non «può essere ipotizzato alcun intervento» sino a quando non saranno pubblicati i decreti attuativi previsti per la regolazione degli arbitrati. Secondo il quotidiano Repubblica le quattro nuove banche avrebbero pronte le risorse finanziarie per restituire le somme cancellate dal decreto del 22 novembre scorso con il quale è stato dato il via libera alla procedura di salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti e alla contemporanea cancellazione di azioni e obbligazioni subordinate in circolazione. Il ministero, precisano fonti del Tesoro, «è già al lavoro sui decreti attuativi delle norme salva-risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati» ed è «già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile». La tempistica indicata con la legge di Stabilità per mettere a punto il decreto è di 90 giorni (entro fine marzo quindi), ma il testo sarà definito prima e grazie alla procedura di individuazione dei clienti più esposti il rimborso potrebbe essere quasi immediato dopo la pubblicazione dei decreti. L’ anticipo sarà ovviamente subordinato all’ esito definitivo delle verifiche ma permetterà ai 683 risparmiatori più esposti, che hanno investito meno di 100mila€ per oltre il 50% del loro patrimonio, di vedere riconosciuto il rimborso da parte dei nuovi istituti che provvederanno poi a farsi restituire le somme anticipate. Complessivamente si tratterebbe di circa 17 milioni di euro (25 mila€ medi a testa) una cifra ampiamente coperta dal fondo di solidarietà da 100 milioni istituito dal Governo dopo le violentissime polemiche e il suicidio di un pensionato di Civitavecchia che aveva perso tutto i suoi risparmi. Federconsumatori e Adusbef hanno reagito «apprezzando l’ apertura ai rimborsi anticipati» che giudicano, però, un «espediente sia per arginare le proteste itineranti dei risparmiatori che per evitare la fuga massiccia dei depositi». Le due associazioni depositeranno nei prossimi giorni eccezioni di costituzionalità del bail-in entrato in vigore dal 1 gennaio, definendo questa norma «un esproprio criminale del risparmio, ideata dalla cleptocrazia europea, da troika e Bce per addossare crac e dissesti bancari provocati dai banchieri e dall’ omessa vigilanza delle banche centrali, ad azionisti, obbligazionisti, depositanti per palese ed evidente contrasto con la Costituzione, in particolare con il pilastro fondante dell’ art.47 che tutela e salvaguardia il risparmio». Il Codacons sta invece ultimando il ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge sulle banche. Le proteste dopo Arezzo si spostano nelle Marche dove domani si terrà un presidio a Jesi davanti alla sede dell’ istituto in Corso Matteotti, promosso dall’ associazione Vittime del salva-banche. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Gazzetta di Mantova, 03/01/2016 03:51
È stangata sui trasporti Treni: aumenti fino al 3,5%
il codacons denuncia: «quest’ anno gli italiani spenderanno 1,4 miliardi in più» la cgia di mestre prevede un calo della pressione fiscale dello 0,6 per cento
di Gabriele Rizzardi wROMA Il nuovo anno si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti: le famiglie spenderanno 1,4 miliardi di euro in più dello scorso anno. Il colpo, annunciato dall’ associazione dei consumatori Codacons, sarà in parte ammortizzato dal fatto che nel 2016 il peso del fisco scenderà dello 0,6%. Ma per evitare una nuova stangata Iva bisognerà trovare 15 miliardi entro fine anno. Caro trasporti. Gli aumenti ci saranno per chi viaggia in auto ma anche per chi decide di spostarsi in treno o in aereo. «Agli incrementi dei pedaggi autostradali – scrive il Codacons -si sono aggiunti a partire dal primo gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo, Costa di più anche partire in aereo a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti». Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati il primo gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del 2,7% che raggiungono quota 3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta il balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Il Codacons prevede aumenti per tutto il comparto dei trasporti e il presidente Rienzi vede nero: «Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani». Il ministero dei Trasporti conferma che gli aumenti dei pedaggi autostradali riguardano solo 6 delle 26 tratte affidate in concessione, con un incremento complessivo di pedaggio, rapportato alla rete nazionale, dello 0,86%. «Le variazioni dipendono quindi dalla specifica convenzione di ciascuna società» scrive il Mit, che con una nota chiede a tutte le società concessionarie di autostrade «l’ impegno a vantaggio dell’ utenza di prorogare al 31 dicembre 2016 l’ agevolazione tariffaria a carattere nazionale, relativa ai pendolari che percorrono l’ autostrada, massimo 50 chilometri , per raggiunger e il posto di lavoro, scaduta alla fine dello scorso anno. Rischio stangata Iva. Secondo la Cgia di Mestre nel 2016 il fisco allenterà la morsa e, grazie soprattutto alla riduzione delle imposte sugli immobili, consentirà alla pressione fiscale di scendere dello 0,6%. Nel 2015, infatti, l’ incidenza di imposte, tasse, tributi e contributi previdenziali sul Pil si è attestata al 43,7% mentre per l’ anno in corso dovrebbe scendere al 43,1%. Ma per evitare una nuova stangata, entro la fine di quest’ anno il governo Renzi dovrà trovare 15,1 miliardi di euro per «disinnescare» la clausola di salvaguardia introdotta con la legge di Stabilità 2015 altrimenti, dal 2017, subiremo un forte incremento dell’ Iva. «Per l’ anno in corso – spiega il coordinatore della Cgia , Paolo Zabeo – il fisco ci concederà una tregua. Tuttavia il carico fiscale rischia di tornare a crescere nelle regioni in disavanzo sanitario che, per sanare i conti, potrebbero essere tentate ad aumentare la tassazione locale». In attesa della riduzione dell’ Ires dal 2017 e nella speranza che il governo mantenga la promessa di ridurre l’ Irpef dal 2018, la Cgia ricorda che i contribuenti italiani beneficiano «in particolar modo» dell’ abolizione della Tasi sulla prima casa e della cancellazione dell’ Imu sugli imbullonati e sui terreni agricoli. Tra le misure a sostegno delle imprese introdotte con la legge di Stabilità appena entrata in vigore la Cgia ricorda il superammortamento al 140%. Grazie a questa misura le imprese che investiranno in beni strumentali avranno la possibilità di disporre di una riduzione di imposta di 580 milioni. «È una misura che va nella direzione auspicata» conclude Zabeo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
gabriele rizzardi
Il Centro, 03/01/2016 03:50
Risparmi, il Mef frena sui rimborsi
mancano i decreti sul risarcimento a chi ha perso metà dei depositi il ministero: «per ora nessun intervento». consumatori in allarme
di Andrea Di Stefano wROMA Doccia fredda ma le speranze dei risparmiatori colpiti dalla cancellazione delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria non sono del tutto cancellate. Ieri il Mef ha precisato che non «può essere ipotizzato alcun intervento» sino a quando non saranno pubblicati i decreti attuativi previsti per la regolazione degli arbitrati. Secondo il quotidiano Repubblica le quattro nuove banche avrebbero pronte le risorse finanziarie per restituire le somme cancellate dal decreto del 22 novembre scorso con il quale è stato dato il via libera alla procedura di salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti e alla contemporanea cancellazione di azioni e obbligazioni subordinate in circolazione. Il ministero, precisano fonti del Tesoro, «è già al lavoro sui decreti attuativi delle norme salva-risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati» ed è «già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile». La tempistica indicata con la legge di Stabilità per mettere a punto il decreto è di 90 giorni (entro fine marzo quindi), ma il testo sarà definito prima e grazie alla procedura di individuazione dei clienti più esposti il rimborso potrebbe essere quasi immediato dopo la pubblicazione dei decreti. L’ anticipo sarà ovviamente subordinato all’ esito definitivo delle verifiche ma permetterà ai 683 risparmiatori più esposti, che hanno investito meno di 100mila€ per oltre il 50% del loro patrimonio, di vedere riconosciuto il rimborso da parte dei nuovi istituti che provvederanno poi a farsi restituire le somme anticipate. Complessivamente si tratterebbe di circa 17 milioni di euro (25 mila€ medi a testa) una cifra ampiamente coperta dal fondo di solidarietà da 100 milioni istituito dal Governo dopo le violentissime polemiche e il suicidio di un pensionato di Civitavecchia che aveva perso tutto i suoi risparmi. Federconsumatori e Adusbef hanno reagito «apprezzando l’ apertura ai rimborsi anticipati» che giudicano, però, un «espediente sia per arginare le proteste itineranti dei risparmiatori che per evitare la fuga massiccia dei depositi». Le due associazioni depositeranno nei prossimi giorni eccezioni di costituzionalità del bail-in entrato in vigore dal 1 gennaio, definendo questa norma «un esproprio criminale del risparmio, ideata dalla cleptocrazia europea, da troika e Bce per addossare crac e dissesti bancari provocati dai banchieri e dall’ omessa vigilanza delle banche centrali, ad azionisti, obbligazionisti, depositanti per palese ed evidente contrasto con la Costituzione, in particolare con il pilastro fondante dell’ art.47 che tutela e salvaguardia il risparmio». Il Codacons sta invece ultimando il ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge sulle banche. Le proteste dopo Arezzo si spostano nelle Marche dove domani si terrà un presidio a Jesi davanti alla sede dell’ istituto in Corso Matteotti, promosso dall’ associazione Vittime del salva-banche. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Centro, 03/01/2016 03:50
È stangata sui trasporti Treni: aumenti fino al 3,5%
il codacons denuncia: «quest’ anno gli italiani spenderanno 1,4 miliardi in più» la cgia di mestre prevede un calo della pressione fiscale dello 0,6 per cento
di Gabriele Rizzardi wROMA Il nuovo anno si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti: le famiglie spenderanno 1,4 miliardi di euro in più dello scorso anno. Il colpo, annunciato dall’ associazione dei consumatori Codacons, sarà in parte ammortizzato dal fatto che nel 2016 il peso del fisco scenderà dello 0,6%. Ma per evitare una nuova stangata Iva bisognerà trovare 15 miliardi entro fine anno. Caro trasporti. Gli aumenti ci saranno per chi viaggia in auto ma anche per chi decide di spostarsi in treno o in aereo. «Agli incrementi dei pedaggi autostradali – scrive il Codacons -si sono aggiunti a partire dal primo gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo, Costa di più anche partire in aereo a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti». Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati il primo gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del 2,7% che raggiungono quota 3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta il balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Il Codacons prevede aumenti per tutto il comparto dei trasporti e il presidente Rienzi vede nero: «Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani». Il ministero dei Trasporti conferma che gli aumenti dei pedaggi autostradali riguardano solo 6 delle 26 tratte affidate in concessione, con un incremento complessivo di pedaggio, rapportato alla rete nazionale, dello 0,86%. «Le variazioni dipendono quindi dalla specifica convenzione di ciascuna società» scrive il Mit, che con una nota chiede a tutte le società concessionarie di autostrade «l’ impegno a vantaggio dell’ utenza di prorogare al 31 dicembre 2016 l’ agevolazione tariffaria a carattere nazionale, relativa ai pendolari che percorrono l’ autostrada, massimo 50 chilometri , per raggiunger e il posto di lavoro, scaduta alla fine dello scorso anno. Rischio stangata Iva. Secondo la Cgia di Mestre nel 2016 il fisco allenterà la morsa e, grazie soprattutto alla riduzione delle imposte sugli immobili, consentirà alla pressione fiscale di scendere dello 0,6%. Nel 2015, infatti, l’ incidenza di imposte, tasse, tributi e contributi previdenziali sul Pil si è attestata al 43,7% mentre per l’ anno in corso dovrebbe scendere al 43,1%. Ma per evitare una nuova stangata, entro la fine di quest’ anno il governo Renzi dovrà trovare 15,1 miliardi di euro per «disinnescare» la clausola di salvaguardia introdotta con la legge di Stabilità 2015 altrimenti, dal 2017, subiremo un forte incremento dell’ Iva. «Per l’ anno in corso – spiega il coordinatore della Cgia , Paolo Zabeo – il fisco ci concederà una tregua. Tuttavia il carico fiscale rischia di tornare a crescere nelle regioni in disavanzo sanitario che, per sanare i conti, potrebbero essere tentate ad aumentare la tassazione locale». In attesa della riduzione dell’ Ires dal 2017 e nella speranza che il governo mantenga la promessa di ridurre l’ Irpef dal 2018, la Cgia ricorda che i contribuenti italiani beneficiano «in particolar modo» dell’ abolizione della Tasi sulla prima casa e della cancellazione dell’ Imu sugli imbullonati e sui terreni agricoli. Tra le misure a sostegno delle imprese introdotte con la legge di Stabilità appena entrata in vigore la Cgia ricorda il superammortamento al 140%. Grazie a questa misura le imprese che investiranno in beni strumentali avranno la possibilità di disporre di una riduzione di imposta di 580 milioni. «È una misura che va nella direzione auspicata» conclude Zabeo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
gabriele rizzardi
La Gazzetta del Mezzogiorno, 03/01/2016 03:30
trasporti le associazioni dei consumatori fanno i conti con i rincari entrati in vigore dal primo gennaio
Aumenti per treni, aerei e pedaggi la stangata vale tra 1,4 e 2,4 miliardi
• Calano le tasse sulla casa ma gli italiani dovranno comunque mettere mano pesantemente al portafogli per gli spostamenti. Tra pedaggi autostradali e biglietti di treni e aerei, gli aumenti generalizzati per i trasporti, secondo le associazioni dei consumatori, costeranno tra 1,4 e 2,4 miliardi in più nel 2016, con un esborso aggiuntivo a famiglia da 104 euro. Una vera e propria «stangata», che arriverà dal mix di rincari che ha interessato per il momento 6 tratte autostradali (concentrate in gran parte nel Nord Italia), con aumenti medi dello 0,89% e il ‘record’ della Torino -Milano che costerà il 6,5% in più. Il ministero dei Trasporti ricorda però di avere chiesto ai concessionari di prorogare anche per il 2016 gli sconti per i pendolari. Brutte notizie anche per chi decidesse di raggiungere il capoluogo lombardo con il treno. Dal primo gennaio, infatti, sono scattati anche gli aumenti dei biglietti delle «Frecce» di Trenitalia, con rincari in media del 2,7% con variazioni che passano da un +2,3% per il biglietto base del Frecciarossa Napoli -Roma (che passa da 43 a 44 euro) al +3,5% per il Roma -Milano (che sale da 86 a 89 euro). Ritocchi che riguardano “solo le Frecce” (rosse, argento e bianche), assicura l’ azienda, e solo per il «biglietto base», cioè quello “dal prezzo più alto e più flessibile”, che lo scorso anno ha rappresentato appena il 10% dei biglietti venduti. Nessun cambiamento inve ce per le offerte, così come per gli abbonamenti all’ Alta velocità. A pagare di più, nel 2016, saranno poi tutti i passeggeri dei voli aerei, visto l’ aumento di due euro e mezzo dell’ ad dizionale comunale sui diritti d’ imbarco, che dal 2007 alimenta il fondo speciale dei lavoratori aeroportuali. “L’ odioso balzello”, spiega il Codacons, sale così “a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampi no o Fiumicino”. Portando la «stangata» sui trasporti a oltre “1,4 miliardi di euro”, che salgono a 2,4 considerando anche le ricadute indirette secondo Adusbef e Federconsumatori, che calcolano una maggiore spesa annua di 37 euro per aumenti autostrade e Telepass a cui si aggiungono aumenti per i treni e per le tasse aeroportuali di una cifra complessiva di 67 euro annui. Per un totale a famiglia di 104 euro.
La Provincia di Lecco, 03/01/2016 03:28
anno nuovo, stangata nuova
Eccola qui, la tradizionale stangata statale di fine anno: 1,4 miliardi di euro in più. L’ ha calcolata il Codacons (ma anche Adusbef e Federconsumatori hanno presentato report analoghi). L’ associazione dei consumatori ha fatto puntualmente la lista di tutto ciò che aumenta dal primo gennaio 2016: trasporto aereo (l’ addizionale comunale sui biglietti sale fino a 10 euro), trasporto su rotaia (il Frecciarossa in particolare comporterà un prezzo maggiorato del 3,5 per cento), taxi, mezzi pubblici, traghetti, alimentari (fino a 189 euro), spese per l’ istruzione (79 euro a famiglia) prezzi al dettaglio (298 euro). Tirate le somme , ci dicono gli esperti del Codacons con puntiglio, fanno 551 euro a famiglia. La botta più eclatante arriva per i pendolari in auto o tutti coloro che utilizzano le autostrade, in particolare per i lombardi, visto che ad aumentare sono soprattutto la Pedemontana, la Tangenziale di Milano e la tratta Torino-Milano, che raggiunge aumenti del 6,5 per cento. Come mai al Sud niente aumenti? Al solito, si colpiscono i contribuenti più produttivi, penalizzando anche il trasporto, il turismo e le infrastrutture. Magra consolazione è sapere che scendono le bollette di elettricità e gas grazie al ribasso degli oneri di sistema e al crollo dei costi di approvvigionamento (col Brent sceso in picchiata negli ultimi due anni ci mancava anche che salissero luce e gas, in realtà sono scese troppo poco, rispettivamente dell’ 1,4 e del 3,3, per cento). E’ una buona notizia sapere anche che è calato il canone Rai (quest’ anno pagheremo, inserite nella bolletta della luce, 100 euro tonde tonde, 13,50 euro in meno, comprensive di battuta blasfema e sconto di un minuto per chi volesse assistere al conto alla rovescia di fine anno). La stangata di fine anno è l’ altra faccia della medaglia del Governo, che con la Legge di Stabilità ha cancellato Tasi e Imu per le prime case. Arrivando ad alleggerire complessivamente la pressione fiscale, ci fa sapere l’ ufficio studi della Cgia di Mestre, dello 0,6 per cento. In realtà, a ben vedere, si tratta di una partita di giro che dà un risultato a somma zero. Se volessimo riassumere tutto ciò in un’ immagine è come se lo Stato ci mettesse una banconota da 500 euro in una mano e ce la strappasse pezzettino dopo pezzettino a partire da un minuto dopo. Il risparmio della Tasi infatti è di 194 euro a famiglia, ma il problema è che quest’ anno salirà con quasi assoluta certezza la tassazione locale, con aumenti continui di Comuni e Regioni, soprattutto in campo sanitario, senza dimenticarci di servizi, mense scolastiche, trasporto pubblico. E senza tenere conto che il Governo non ha ancora pensato come trovare quei 15 miliardi di euro necessari a non aumentare l’ Iva, altra formidabile spada di Damocle sulle nostre povere teste di contribuenti. Se pensiamo che contratti e stipendi di molte categorie sono bloccati da anni, allora non c’ è molto da rallegrarsi per la diminuzione della pressione fiscale, la più alta d’ Europa dopo i Paesi scandinavi, che però hanno un sistema di Welfare incommensurabilmente più efficiente e più prodigo del nostro. Lo sforzo è stato annullato da una corposa raffica di aumenti. Tutto questo non solo mina il già debole potere d’ acquisto delle famiglie (già gravati, come fa notare Federconsumatori, da figli e nipoti disoccupati da sostenere) ma rischia di inceppare la timida ripresa prevista nel corso del 2016. Sono già diminuiti gli incentivi alle imprese per le assunzioni e la domanda interna non riparte. Se alcuni aumenti di Stato erano forse inevitabili altri sono del tutto arbitrari. Altro che tregua fiscale.
francesco anfossi
La Provincia di Lecco, 03/01/2016 03:28
Pressione fiscale in calo da quest’ anno ma raffica di aumenti per treni e aerei
risparmi e spese il peso delle tasse scenderà dello 0,6% ma viaggiare costerà ancora di più la cgia: il governo deve trovare 15 miliardi per scongiurare una stangata sull’ iva a fine 2016
Scendono le tasse ma resta il rischio stangata: nel 2016 infatti – rileva la Cgia di Mestre ma questa possibilità è nota da tempo ed è stata rinviata proprio con la Legge di stabilità 2016 – il peso del fisco scenderà dello 0,6%. Per evitare una nuova stangata Iva bisognerà, però, trovare 15 miliardi entro fine anno. Per l’ anno in corso Nel 2015 – spiega l’ Associazione degli artigiani di Mestre – l’ incidenza di imposte, tasse, tributi e contribuiti previdenziali sul Pil si è attestata al 43,7% mentre per il 2016 dovrebbe scendere al 43,1%. Ma per evitare una nuova stangata, entro fine 2016 il governo Renzi dovrà trovare 15,1 miliardi di euro per «disinnescare» le clausole di salvaguardia introdotte con la Legge di stabilità 2015. «Per l’ anno in corso – sottolinea il coordinatore della Cgia, Paolo Zabeo – il fisco ci concederà una tregua. Tuttavia, il carico fiscale rischia di tornare a crescere nelle regioni in disavanzo sanitario che, per sanare i conti, potrebbero essere tentate ad aumentare la tassazione locale». In attesa «della riduzione dell’ Ires dal 2017, e nella speranza che il governo mantenga la promessa di ridurre l’ Irpef dal 2018, i contribuenti italiani beneficiano, in particolar modo, dell’ abolizione della Tasi sulla prima casa e della cancellazione dell’ Imu sugli imbullonati e sui terreni agricoli». Tra le misure a sostegno delle imprese introdotte con la Legge di stabilità appena entrata in vigore, spicca il superammortamento al 140%. Grazie a questa misura, le imprese che investiranno in beni strumentali avranno la possibilità di disporre di una riduzione di imposta di 580 milioni. «Questa misura – prosegue ancora Zabeo – va nella direzione auspicata». Intanto, tra pedaggi autostradali e biglietti di treni e aerei, gli aumenti generalizzati per i trasporti, secondo le associazioni dei consumatori, costeranno tra 1,4 e 2,4 miliardi in più nel 2016, con un esborso aggiuntivo a famiglia da 104 euro. Un vero e proprio «salasso» che arriverà dal mix di rincari che ha interessato per il momento sei tratte autostradali (concentrate in gran parte nel Nord Italia), con aumenti medi dello 0,89% e il «record» della Torino-Milano, che costerà il 6,5% in più. Il ministero dei Trasporti ricorda però di avere chiesto ai concessionari di prorogare anche per il 2016 gli sconti per i pendolari. Brutte notizie anche per chi decidesse di raggiungere il capoluogo lombardo con il treno. Dal primo gennaio, infatti, sono scattati anche gli aumenti dei biglietti delle «Frecce» di Trenitalia, con rincari in media del 2,7% con variazioni che passano da un +2,3% per il biglietto base del Frecciarossa Napoli-Roma (che passa da 43 a 44 euro) al +3,5% per il Roma-Milano (che sale da 86 a 89 euro). Ritocchi che riguardano «solo le Frecce» (Rosse, Argento e Bianche), assicura l’ azienda, e solo per il «biglietto base», cioè quello «dal prezzo più alto e più flessibile», che lo scorso anno ha rappresentato appena il 10% dei biglietti venduti. Abbonamenti fissi Nessun cambiamento invece per le offerte, così come per gli abbonamenti all’ Alta velocità. A pagare di più, nel 2016, saranno poi tutti i passeggeri dei voli aerei, visto l’ aumento di due euro e mezzo dell’ addizionale comunale sui diritti d’ imbarco dei passeggeri, che dal 2007 alimenta il fondo speciale dei lavoratori aeroportuali. «L’ odioso balzello», spiega il Codacons in una nota, sale così «a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino».
La Provincia di Sondrio, 03/01/2016 03:28
tradizioni: anno nuovo stangata nuova
Eccola qui, la tradizionale stangata statale di fine anno: 1,4 miliardi di euro in più. L’ ha calcolata il Codacons (ma anche Adusbef e Federconsumatori hanno presentato report analoghi). L’ associazione dei consumatori ha fatto puntualmente la lista di tutto ciò che aumenta dal primo gennaio 2016: trasporto aereo (l’ addizionale comunale sui biglietti sale fino a 10 euro), trasporto su rotaia (il Frecciarossa in particolare comporterà un prezzo maggiorato del 3,5 per cento), taxi, mezzi pubblici, traghetti, alimentari (fino a 189 euro), spese per l’ istruzione (79 euro a famiglia) prezzi al dettaglio (298 euro). Tirate le somme , ci dicono gli esperti del Codacons con puntiglio, fanno 551 euro a famiglia. La botta più eclatante arriva per i pendolari in auto o tutti coloro che utilizzano le autostrade, in particolare per i lombardi, visto che ad aumentare sono soprattutto la Pedemontana, la Tangenziale di Milano e la tratta Torino-Milano, che raggiunge aumenti del 6,5 per cento. Come mai al Sud niente aumenti? Al solito, si colpiscono i contribuenti più produttivi, penalizzando anche il trasporto, il turismo e le infrastrutture. Magra consolazione è sapere che scendono le bollette di elettricità e gas grazie al ribasso degli oneri di sistema e al crollo dei costi di approvvigionamento (col Brent sceso in picchiata negli ultimi due anni ci mancava anche che salissero luce e gas, in realtà sono scese troppo poco, rispettivamente dell’ 1,4 e del 3,3, per cento). E’ una buona notizia sapere anche che è calato il canone Rai (quest’ anno pagheremo, inserite nella bolletta della luce, 100 euro tonde tonde, 13,50 euro in meno, comprensive di battuta blasfema e sconto di un minuto per chi volesse assistere al conto alla rovescia di fine anno). La stangata di fine anno è l’ altra faccia della medaglia del Governo, che con la Legge di Stabilità ha cancellato Tasi e Imu per le prime case. Arrivando ad alleggerire complessivamente la pressione fiscale, ci fa sapere l’ ufficio studi della Cgia di Mestre, dello 0,6 per cento. In realtà, a ben vedere, si tratta di una partita di giro che dà un risultato a somma zero. Se volessimo riassumere tutto ciò in un’ immagine è come se lo Stato ci mettesse una banconota da 500 euro in una mano e ce la strappasse pezzettino dopo pezzettino a partire da un minuto dopo. Il risparmio della Tasi infatti è di 194 euro a famiglia, ma il problema è che quest’ anno salirà con quasi assoluta certezza la tassazione locale, con aumenti continui di Comuni e Regioni, soprattutto in campo sanitario, senza dimenticarci di servizi, mense scolastiche, trasporto pubblico. E senza tenere conto che il Governo non ha ancora pensato come trovare quei 15 miliardi di euro necessari a non aumentare l’ Iva, altra formidabile spada di Damocle sulle nostre povere teste di contribuenti. Se pensiamo che contratti e stipendi di molte categorie sono bloccati da anni, allora non c’ è molto da rallegrarsi per la diminuzione della pressione fiscale, la più alta d’ Europa dopo i Paesi scandinavi, che però hanno un sistema di Welfare incommensurabilmente più efficiente e più prodigo del nostro. Lo sforzo è stato annullato da una corposa raffica di aumenti. Tutto questo non solo mina il già debole potere d’ acquisto delle famiglie (già gravati, come fa notare Federconsumatori, da figli e nipoti disoccupati da sostenere) ma rischia di inceppare la timida ripresa prevista nel corso del 2016. Sono già diminuiti gli incentivi alle imprese per le assunzioni e la domanda interna non riparte. Se alcuni aumenti di Stato erano forse inevitabili altri sono del tutto arbitrari. Altro che tregua fiscale.
francesco anfossi
La Provincia di Sondrio, 03/01/2016 03:28
Pressione fiscale in calo da quest’ anno ma raffica di aumenti per treni e aerei
risparmi e spese il peso delle tasse scenderà dello 0,6% ma viaggiare costerà ancora di più la cgia: il governo deve trovare 15 miliardi per scongiurare una stangata sull’ iva a fine 2016
Scendono le tasse ma resta il rischio stangata: nel 2016 infatti – rileva la Cgia di Mestre ma questa possibilità è nota da tempo ed è stata rinviata proprio con la Legge di stabilità 2016 – il peso del fisco scenderà dello 0,6%. Per evitare una nuova stangata Iva bisognerà, però, trovare 15 miliardi entro fine anno. Per l’ anno in corso Nel 2015 – spiega l’ Associazione degli artigiani di Mestre – l’ incidenza di imposte, tasse, tributi e contribuiti previdenziali sul Pil si è attestata al 43,7% mentre per il 2016 dovrebbe scendere al 43,1%. Ma per evitare una nuova stangata, entro fine 2016 il governo Renzi dovrà trovare 15,1 miliardi di euro per «disinnescare» le clausole di salvaguardia introdotte con la Legge di stabilità 2015. «Per l’ anno in corso – sottolinea il coordinatore della Cgia, Paolo Zabeo – il fisco ci concederà una tregua. Tuttavia, il carico fiscale rischia di tornare a crescere nelle regioni in disavanzo sanitario che, per sanare i conti, potrebbero essere tentate ad aumentare la tassazione locale». In attesa «della riduzione dell’ Ires dal 2017, e nella speranza che il governo mantenga la promessa di ridurre l’ Irpef dal 2018, i contribuenti italiani beneficiano, in particolar modo, dell’ abolizione della Tasi sulla prima casa e della cancellazione dell’ Imu sugli imbullonati e sui terreni agricoli». Tra le misure a sostegno delle imprese introdotte con la Legge di stabilità appena entrata in vigore, spicca il superammortamento al 140%. Grazie a questa misura, le imprese che investiranno in beni strumentali avranno la possibilità di disporre di una riduzione di imposta di 580 milioni. «Questa misura – prosegue ancora Zabeo – va nella direzione auspicata». Intanto, tra pedaggi autostradali e biglietti di treni e aerei, gli aumenti generalizzati per i trasporti, secondo le associazioni dei consumatori, costeranno tra 1,4 e 2,4 miliardi in più nel 2016, con un esborso aggiuntivo a famiglia da 104 euro. Un vero e proprio «salasso» che arriverà dal mix di rincari che ha interessato per il momento sei tratte autostradali (concentrate in gran parte nel Nord Italia), con aumenti medi dello 0,89% e il «record» della Torino-Milano, che costerà il 6,5% in più. Il ministero dei Trasporti ricorda però di avere chiesto ai concessionari di prorogare anche per il 2016 gli sconti per i pendolari. Brutte notizie anche per chi decidesse di raggiungere il capoluogo lombardo con il treno. Dal primo gennaio, infatti, sono scattati anche gli aumenti dei biglietti delle «Frecce» di Trenitalia, con rincari in media del 2,7% con variazioni che passano da un +2,3% per il biglietto base del Frecciarossa Napoli-Roma (che passa da 43 a 44 euro) al +3,5% per il Roma-Milano (che sale da 86 a 89 euro). Ritocchi che riguardano «solo le Frecce» (Rosse, Argento e Bianche), assicura l’ azienda, e solo per il «biglietto base», cioè quello «dal prezzo più alto e più flessibile», che lo scorso anno ha rappresentato appena il 10% dei biglietti venduti. Abbonamenti fissi Nessun cambiamento invece per le offerte, così come per gli abbonamenti all’ Alta velocità. A pagare di più, nel 2016, saranno poi tutti i passeggeri dei voli aerei, visto l’ aumento di due euro e mezzo dell’ addizionale comunale sui diritti d’ imbarco dei passeggeri, che dal 2007 alimenta il fondo speciale dei lavoratori aeroportuali. «L’ odioso balzello», spiega il Codacons in una nota, sale così «a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino».
La Provincia Pavese, 03/01/2016 03:27
Risparmi, il Mef frena sui rimborsi
mancano i decreti sul risarcimento a chi ha perso metà dei depositi il ministero: «per ora nessun intervento». consumatori in allarme
di Andrea Di Stefano wROMA Doccia fredda ma le speranze dei risparmiatori colpiti dalla cancellazione delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria non sono del tutto cancellate. Ieri il Mef ha precisato che non «può essere ipotizzato alcun intervento» sino a quando non saranno pubblicati i decreti attuativi previsti per la regolazione degli arbitrati. Secondo il quotidiano Repubblica le quattro nuove banche avrebbero pronte le risorse finanziarie per restituire le somme cancellate dal decreto del 22 novembre scorso con il quale è stato dato il via libera alla procedura di salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti e alla contemporanea cancellazione di azioni e obbligazioni subordinate in circolazione. Il ministero, precisano fonti del Tesoro, «è già al lavoro sui decreti attuativi delle norme salva-risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati» ed è «già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile». La tempistica indicata con la legge di Stabilità per mettere a punto il decreto è di 90 giorni (entro fine marzo quindi), ma il testo sarà definito prima e grazie alla procedura di individuazione dei clienti più esposti il rimborso potrebbe essere quasi immediato dopo la pubblicazione dei decreti. L’ anticipo sarà ovviamente subordinato all’ esito definitivo delle verifiche ma permetterà ai 683 risparmiatori più esposti, che hanno investito meno di 100mila€ per oltre il 50% del loro patrimonio, di vedere riconosciuto il rimborso da parte dei nuovi istituti che provvederanno poi a farsi restituire le somme anticipate. Complessivamente si tratterebbe di circa 17 milioni di euro (25 mila€ medi a testa) una cifra ampiamente coperta dal fondo di solidarietà da 100 milioni istituito dal Governo dopo le violentissime polemiche e il suicidio di un pensionato di Civitavecchia che aveva perso tutto i suoi risparmi. Federconsumatori e Adusbef hanno reagito «apprezzando l’ apertura ai rimborsi anticipati» che giudicano, però, un «espediente sia per arginare le proteste itineranti dei risparmiatori che per evitare la fuga massiccia dei depositi». Le due associazioni depositeranno nei prossimi giorni eccezioni di costituzionalità del bail-in entrato in vigore dal 1 gennaio, definendo questa norma «un esproprio criminale del risparmio, ideata dalla cleptocrazia europea, da troika e Bce per addossare crac e dissesti bancari provocati dai banchieri e dall’ omessa vigilanza delle banche centrali, ad azionisti, obbligazionisti, depositanti per palese ed evidente contrasto con la Costituzione, in particolare con il pilastro fondante dell’ art.47 che tutela e salvaguardia il risparmio». Il Codacons sta invece ultimando il ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge sulle banche. Le proteste dopo Arezzo si spostano nelle Marche dove domani si terrà un presidio a Jesi davanti alla sede dell’ istituto in Corso Matteotti, promosso dall’ associazione Vittime del salva-banche. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Provincia Pavese, 03/01/2016 03:27
È stangata sui trasporti Treni: aumenti fino al 3,5%
il codacons denuncia: «quest’ anno gli italiani spenderanno 1,4 miliardi in più» la cgia di mestre prevede un calo della pressione fiscale dello 0,6 per cento
di Gabriele Rizzardi wROMA Il nuovo anno si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti: le famiglie spenderanno 1,4 miliardi di euro in più dello scorso anno. Il colpo, annunciato dall’ associazione dei consumatori Codacons, sarà in parte ammortizzato dal fatto che nel 2016 il peso del fisco scenderà dello 0,6%. Ma per evitare una nuova stangata Iva bisognerà trovare 15 miliardi entro fine anno. Caro trasporti. Gli aumenti ci saranno per chi viaggia in auto ma anche per chi decide di spostarsi in treno o in aereo. «Agli incrementi dei pedaggi autostradali – scrive il Codacons -si sono aggiunti a partire dal primo gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo, Costa di più anche partire in aereo a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti». Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati il primo gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del 2,7% che raggiungono quota 3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta il balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Il Codacons prevede aumenti per tutto il comparto dei trasporti e il presidente Rienzi vede nero: «Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani». Il ministero dei Trasporti conferma che gli aumenti dei pedaggi autostradali riguardano solo 6 delle 26 tratte affidate in concessione, con un incremento complessivo di pedaggio, rapportato alla rete nazionale, dello 0,86%. «Le variazioni dipendono quindi dalla specifica convenzione di ciascuna società» scrive il Mit, che con una nota chiede a tutte le società concessionarie di autostrade «l’ impegno a vantaggio dell’ utenza di prorogare al 31 dicembre 2016 l’ agevolazione tariffaria a carattere nazionale, relativa ai pendolari che percorrono l’ autostrada, massimo 50 chilometri , per raggiunger e il posto di lavoro, scaduta alla fine dello scorso anno. Rischio stangata Iva. Secondo la Cgia di Mestre nel 2016 il fisco allenterà la morsa e, grazie soprattutto alla riduzione delle imposte sugli immobili, consentirà alla pressione fiscale di scendere dello 0,6%. Nel 2015, infatti, l’ incidenza di imposte, tasse, tributi e contributi previdenziali sul Pil si è attestata al 43,7% mentre per l’ anno in corso dovrebbe scendere al 43,1%. Ma per evitare una nuova stangata, entro la fine di quest’ anno il governo Renzi dovrà trovare 15,1 miliardi di euro per «disinnescare» la clausola di salvaguardia introdotta con la legge di Stabilità 2015 altrimenti, dal 2017, subiremo un forte incremento dell’ Iva. «Per l’ anno in corso – spiega il coordinatore della Cgia , Paolo Zabeo – il fisco ci concederà una tregua. Tuttavia il carico fiscale rischia di tornare a crescere nelle regioni in disavanzo sanitario che, per sanare i conti, potrebbero essere tentate ad aumentare la tassazione locale». In attesa della riduzione dell’ Ires dal 2017 e nella speranza che il governo mantenga la promessa di ridurre l’ Irpef dal 2018, la Cgia ricorda che i contribuenti italiani beneficiano «in particolar modo» dell’ abolizione della Tasi sulla prima casa e della cancellazione dell’ Imu sugli imbullonati e sui terreni agricoli. Tra le misure a sostegno delle imprese introdotte con la legge di Stabilità appena entrata in vigore la Cgia ricorda il superammortamento al 140%. Grazie a questa misura le imprese che investiranno in beni strumentali avranno la possibilità di disporre di una riduzione di imposta di 580 milioni. «È una misura che va nella direzione auspicata» conclude Zabeo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
gabriele rizzardi
Trentino, 03/01/2016 03:27
Risparmi, il Mef frena sui rimborsi
mancano i decreti sul risarcimento a chi ha perso metà dei depositi il ministero: «per ora nessun intervento». consumatori in allarme
di Andrea Di Stefano wROMA Doccia fredda ma le speranze dei risparmiatori colpiti dalla cancellazione delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria non sono del tutto cancellate. Ieri il Mef ha precisato che non «può essere ipotizzato alcun intervento» sino a quando non saranno pubblicati i decreti attuativi previsti per la regolazione degli arbitrati. Secondo il quotidiano Repubblica le quattro nuove banche avrebbero pronte le risorse finanziarie per restituire le somme cancellate dal decreto del 22 novembre scorso con il quale è stato dato il via libera alla procedura di salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti e alla contemporanea cancellazione di azioni e obbligazioni subordinate in circolazione. Il ministero, precisano fonti del Tesoro, «è già al lavoro sui decreti attuativi delle norme salva-risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati» ed è «già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile». La tempistica indicata con la legge di Stabilità per mettere a punto il decreto è di 90 giorni (entro fine marzo quindi), ma il testo sarà definito prima e grazie alla procedura di individuazione dei clienti più esposti il rimborso potrebbe essere quasi immediato dopo la pubblicazione dei decreti. L’ anticipo sarà ovviamente subordinato all’ esito definitivo delle verifiche ma permetterà ai 683 risparmiatori più esposti, che hanno investito meno di 100mila€ per oltre il 50% del loro patrimonio, di vedere riconosciuto il rimborso da parte dei nuovi istituti che provvederanno poi a farsi restituire le somme anticipate. Complessivamente si tratterebbe di circa 17 milioni di euro (25 mila€ medi a testa) una cifra ampiamente coperta dal fondo di solidarietà da 100 milioni istituito dal Governo dopo le violentissime polemiche e il suicidio di un pensionato di Civitavecchia che aveva perso tutto i suoi risparmi. Federconsumatori e Adusbef hanno reagito «apprezzando l’ apertura ai rimborsi anticipati» che giudicano, però, un «espediente sia per arginare le proteste itineranti dei risparmiatori che per evitare la fuga massiccia dei depositi». Le due associazioni depositeranno nei prossimi giorni eccezioni di costituzionalità del bail-in entrato in vigore dal 1 gennaio, definendo questa norma «un esproprio criminale del risparmio, ideata dalla cleptocrazia europea, da troika e Bce per addossare crac e dissesti bancari provocati dai banchieri e dall’ omessa vigilanza delle banche centrali, ad azionisti, obbligazionisti, depositanti per palese ed evidente contrasto con la Costituzione, in particolare con il pilastro fondante dell’ art.47 che tutela e salvaguardia il risparmio». Il Codacons sta invece ultimando il ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge sulle banche. Le proteste dopo Arezzo si spostano nelle Marche dove domani si terrà un presidio a Jesi davanti alla sede dell’ istituto in Corso Matteotti, promosso dall’ associazione Vittime del salva-banche. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Trentino, 03/01/2016 03:27
È stangata sui trasporti Treni: aumenti fino al 3,5%
il codacons denuncia: «quest’ anno gli italiani spenderanno 1,4 miliardi in più» la cgia di mestre prevede un calo della pressione fiscale dello 0,6 per cento
di Gabriele Rizzardi wROMA Il nuovo anno si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti: le famiglie spenderanno 1,4 miliardi di euro in più dello scorso anno. Il colpo, annunciato dall’ associazione dei consumatori Codacons, sarà in parte ammortizzato dal fatto che nel 2016 il peso del fisco scenderà dello 0,6%. Ma per evitare una nuova stangata Iva bisognerà trovare 15 miliardi entro fine anno. Caro trasporti. Gli aumenti ci saranno per chi viaggia in auto ma anche per chi decide di spostarsi in treno o in aereo. «Agli incrementi dei pedaggi autostradali – scrive il Codacons -si sono aggiunti a partire dal primo gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo, Costa di più anche partire in aereo a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti». Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati il primo gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del 2,7% che raggiungono quota 3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta il balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Il Codacons prevede aumenti per tutto il comparto dei trasporti e il presidente Rienzi vede nero: «Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani». Il ministero dei Trasporti conferma che gli aumenti dei pedaggi autostradali riguardano solo 6 delle 26 tratte affidate in concessione, con un incremento complessivo di pedaggio, rapportato alla rete nazionale, dello 0,86%. «Le variazioni dipendono quindi dalla specifica convenzione di ciascuna società» scrive il Mit, che con una nota chiede a tutte le società concessionarie di autostrade «l’ impegno a vantaggio dell’ utenza di prorogare al 31 dicembre 2016 l’ agevolazione tariffaria a carattere nazionale, relativa ai pendolari che percorrono l’ autostrada, massimo 50 chilometri , per raggiunger e il posto di lavoro, scaduta alla fine dello scorso anno. Rischio stangata Iva. Secondo la Cgia di Mestre nel 2016 il fisco allenterà la morsa e, grazie soprattutto alla riduzione delle imposte sugli immobili, consentirà alla pressione fiscale di scendere dello 0,6%. Nel 2015, infatti, l’ incidenza di imposte, tasse, tributi e contributi previdenziali sul Pil si è attestata al 43,7% mentre per l’ anno in corso dovrebbe scendere al 43,1%. Ma per evitare una nuova stangata, entro la fine di quest’ anno il governo Renzi dovrà trovare 15,1 miliardi di euro per «disinnescare» la clausola di salvaguardia introdotta con la legge di Stabilità 2015 altrimenti, dal 2017, subiremo un forte incremento dell’ Iva. «Per l’ anno in corso – spiega il coordinatore della Cgia , Paolo Zabeo – il fisco ci concederà una tregua. Tuttavia il carico fiscale rischia di tornare a crescere nelle regioni in disavanzo sanitario che, per sanare i conti, potrebbero essere tentate ad aumentare la tassazione locale». In attesa della riduzione dell’ Ires dal 2017 e nella speranza che il governo mantenga la promessa di ridurre l’ Irpef dal 2018, la Cgia ricorda che i contribuenti italiani beneficiano «in particolar modo» dell’ abolizione della Tasi sulla prima casa e della cancellazione dell’ Imu sugli imbullonati e sui terreni agricoli. Tra le misure a sostegno delle imprese introdotte con la legge di Stabilità appena entrata in vigore la Cgia ricorda il superammortamento al 140%. Grazie a questa misura le imprese che investiranno in beni strumentali avranno la possibilità di disporre di una riduzione di imposta di 580 milioni. «È una misura che va nella direzione auspicata» conclude Zabeo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
gabriele rizzardi
La Provincia di Como, 03/01/2016 03:27
tradizioni: anno nuovo stangata nuova
Eccola qui, la tradizionale stangata statale di fine anno: 1,4 miliardi di euro in più. L’ ha calcolata il Codacons (ma anche Adusbef e Federconsumatori hanno presentato report analoghi). L’ associazione dei consumatori ha fatto puntualmente la lista di tutto ciò che aumenta dal primo gennaio 2016: trasporto aereo (l’ addizionale comunale sui biglietti sale fino a 10 euro), trasporto su rotaia (il Frecciarossa in particolare comporterà un prezzo maggiorato del 3,5 per cento), taxi, mezzi pubblici, traghetti, alimentari (fino a 189 euro), spese per l’ istruzione (79 euro a famiglia) prezzi al dettaglio (298 euro). Tirate le somme , ci dicono gli esperti del Codacons con puntiglio, fanno 551 euro a famiglia. La botta più eclatante arriva per i pendolari in auto o tutti coloro che utilizzano le autostrade, in particolare per i lombardi, visto che ad aumentare sono soprattutto la Pedemontana, la Tangenziale di Milano e la tratta Torino-Milano, che raggiunge aumenti del 6,5 per cento. Come mai al Sud niente aumenti? Al solito, si colpiscono i contribuenti più produttivi, penalizzando anche il trasporto, il turismo e le infrastrutture. Magra consolazione è sapere che scendono le bollette di elettricità e gas grazie al ribasso degli oneri di sistema e al crollo dei costi di approvvigionamento (col Brent sceso in picchiata negli ultimi due anni ci mancava anche che salissero luce e gas, in realtà sono scese troppo poco, rispettivamente dell’ 1,4 e del 3,3, per cento). E’ una buona notizia sapere anche che è calato il canone Rai (quest’ anno pagheremo, inserite nella bolletta della luce, 100 euro tonde tonde, 13,50 euro in meno, comprensive di battuta blasfema e sconto di un minuto per chi volesse assistere al conto alla rovescia di fine anno). La stangata di fine anno è l’ altra faccia della medaglia del Governo, che con la Legge di Stabilità ha cancellato Tasi e Imu per le prime case. Arrivando ad alleggerire complessivamente la pressione fiscale, ci fa sapere l’ ufficio studi della Cgia di Mestre, dello 0,6 per cento. In realtà, a ben vedere, si tratta di una partita di giro che dà un risultato a somma zero. Se volessimo riassumere tutto ciò in un’ immagine è come se lo Stato ci mettesse una banconota da 500 euro in una mano e ce la strappasse pezzettino dopo pezzettino a partire da un minuto dopo. Il risparmio della Tasi infatti è di 194 euro a famiglia, ma il problema è che quest’ anno salirà con quasi assoluta certezza la tassazione locale, con aumenti continui di Comuni e Regioni, soprattutto in campo sanitario, senza dimenticarci di servizi, mense scolastiche, trasporto pubblico. E senza tenere conto che il Governo non ha ancora pensato come trovare quei 15 miliardi di euro necessari a non aumentare l’ Iva, altra formidabile spada di Damocle sulle nostre povere teste di contribuenti. Se pensiamo che contratti e stipendi di molte categorie sono bloccati da anni, allora non c’ è molto da rallegrarsi per la diminuzione della pressione fiscale, la più alta d’ Europa dopo i Paesi scandinavi, che però hanno un sistema di Welfare incommensurabilmente più efficiente e più prodigo del nostro. Lo sforzo è stato annullato da una corposa raffica di aumenti. Tutto questo non solo mina il già debole potere d’ acquisto delle famiglie (già gravati, come fa notare Federconsumatori, da figli e nipoti disoccupati da sostenere) ma rischia di inceppare la timida ripresa prevista nel corso del 2016. Sono già diminuiti gli incentivi alle imprese per le assunzioni e la domanda interna non riparte. Se alcuni aumenti di Stato erano forse inevitabili altri sono del tutto arbitrari. Altro che tregua fiscale.
francesco anfossi
La Provincia di Como, 03/01/2016 03:27
Pressione fiscale in calo da quest’ anno ma raffica di aumenti per treni e aerei
risparmi e spese il peso delle tasse scenderà dello 0,6% ma viaggiare costerà ancora di più la cgia: il governo deve trovare 15 miliardi per scongiurare una stangata sull’ iva a fine 2016
Scendono le tasse ma resta il rischio stangata: nel 2016 infatti – rileva la Cgia di Mestre ma questa possibilità è nota da tempo ed è stata rinviata proprio con la Legge di stabilità 2016 – il peso del fisco scenderà dello 0,6%. Per evitare una nuova stangata Iva bisognerà, però, trovare 15 miliardi entro fine anno. Per l’ anno in corso Nel 2015 – spiega l’ Associazione degli artigiani di Mestre – l’ incidenza di imposte, tasse, tributi e contribuiti previdenziali sul Pil si è attestata al 43,7% mentre per il 2016 dovrebbe scendere al 43,1%. Ma per evitare una nuova stangata, entro fine 2016 il governo Renzi dovrà trovare 15,1 miliardi di euro per «disinnescare» le clausole di salvaguardia introdotte con la Legge di stabilità 2015. «Per l’ anno in corso – sottolinea il coordinatore della Cgia, Paolo Zabeo – il fisco ci concederà una tregua. Tuttavia, il carico fiscale rischia di tornare a crescere nelle regioni in disavanzo sanitario che, per sanare i conti, potrebbero essere tentate ad aumentare la tassazione locale». In attesa «della riduzione dell’ Ires dal 2017, e nella speranza che il governo mantenga la promessa di ridurre l’ Irpef dal 2018, i contribuenti italiani beneficiano, in particolar modo, dell’ abolizione della Tasi sulla prima casa e della cancellazione dell’ Imu sugli imbullonati e sui terreni agricoli». Tra le misure a sostegno delle imprese introdotte con la Legge di stabilità appena entrata in vigore, spicca il superammortamento al 140%. Grazie a questa misura, le imprese che investiranno in beni strumentali avranno la possibilità di disporre di una riduzione di imposta di 580 milioni. «Questa misura – prosegue ancora Zabeo – va nella direzione auspicata». Intanto, tra pedaggi autostradali e biglietti di treni e aerei, gli aumenti generalizzati per i trasporti, secondo le associazioni dei consumatori, costeranno tra 1,4 e 2,4 miliardi in più nel 2016, con un esborso aggiuntivo a famiglia da 104 euro. Un vero e proprio «salasso» che arriverà dal mix di rincari che ha interessato per il momento sei tratte autostradali (concentrate in gran parte nel Nord Italia), con aumenti medi dello 0,89% e il «record» della Torino-Milano, che costerà il 6,5% in più. Il ministero dei Trasporti ricorda però di avere chiesto ai concessionari di prorogare anche per il 2016 gli sconti per i pendolari. Brutte notizie anche per chi decidesse di raggiungere il capoluogo lombardo con il treno. Dal primo gennaio, infatti, sono scattati anche gli aumenti dei biglietti delle «Frecce» di Trenitalia, con rincari in media del 2,7% con variazioni che passano da un +2,3% per il biglietto base del Frecciarossa Napoli-Roma (che passa da 43 a 44 euro) al +3,5% per il Roma-Milano (che sale da 86 a 89 euro). Ritocchi che riguardano «solo le Frecce» (Rosse, Argento e Bianche), assicura l’ azienda, e solo per il «biglietto base», cioè quello «dal prezzo più alto e più flessibile», che lo scorso anno ha rappresentato appena il 10% dei biglietti venduti. Abbonamenti fissi Nessun cambiamento invece per le offerte, così come per gli abbonamenti all’ Alta velocità. A pagare di più, nel 2016, saranno poi tutti i passeggeri dei voli aerei, visto l’ aumento di due euro e mezzo dell’ addizionale comunale sui diritti d’ imbarco dei passeggeri, che dal 2007 alimenta il fondo speciale dei lavoratori aeroportuali. «L’ odioso balzello», spiega il Codacons in una nota, sale così «a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino».
Gazzetta di Modena, 03/01/2016 03:26
Risparmi, il Mef frena sui rimborsi
mancano i decreti sul risarcimento a chi ha perso metà dei depositi il ministero: «per ora nessun intervento». consumatori in allarme
di Andrea Di Stefano wROMA Doccia fredda ma le speranze dei risparmiatori colpiti dalla cancellazione delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria non sono del tutto cancellate. Ieri il Mef ha precisato che non «può essere ipotizzato alcun intervento» sino a quando non saranno pubblicati i decreti attuativi previsti per la regolazione degli arbitrati. Secondo il quotidiano Repubblica le quattro nuove banche avrebbero pronte le risorse finanziarie per restituire le somme cancellate dal decreto del 22 novembre scorso con il quale è stato dato il via libera alla procedura di salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti e alla contemporanea cancellazione di azioni e obbligazioni subordinate in circolazione. Il ministero, precisano fonti del Tesoro, «è già al lavoro sui decreti attuativi delle norme salva-risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati» ed è «già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile». La tempistica indicata con la legge di Stabilità per mettere a punto il decreto è di 90 giorni (entro fine marzo quindi), ma il testo sarà definito prima e grazie alla procedura di individuazione dei clienti più esposti il rimborso potrebbe essere quasi immediato dopo la pubblicazione dei decreti. L’ anticipo sarà ovviamente subordinato all’ esito definitivo delle verifiche ma permetterà ai 683 risparmiatori più esposti, che hanno investito meno di 100mila€ per oltre il 50% del loro patrimonio, di vedere riconosciuto il rimborso da parte dei nuovi istituti che provvederanno poi a farsi restituire le somme anticipate. Complessivamente si tratterebbe di circa 17 milioni di euro (25 mila€ medi a testa) una cifra ampiamente coperta dal fondo di solidarietà da 100 milioni istituito dal Governo dopo le violentissime polemiche e il suicidio di un pensionato di Civitavecchia che aveva perso tutto i suoi risparmi. Federconsumatori e Adusbef hanno reagito «apprezzando l’ apertura ai rimborsi anticipati» che giudicano, però, un «espediente sia per arginare le proteste itineranti dei risparmiatori che per evitare la fuga massiccia dei depositi». Le due associazioni depositeranno nei prossimi giorni eccezioni di costituzionalità del bail-in entrato in vigore dal 1 gennaio, definendo questa norma «un esproprio criminale del risparmio, ideata dalla cleptocrazia europea, da troika e Bce per addossare crac e dissesti bancari provocati dai banchieri e dall’ omessa vigilanza delle banche centrali, ad azionisti, obbligazionisti, depositanti per palese ed evidente contrasto con la Costituzione, in particolare con il pilastro fondante dell’ art.47 che tutela e salvaguardia il risparmio». Il Codacons sta invece ultimando il ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge sulle banche. Le proteste dopo Arezzo si spostano nelle Marche dove domani si terrà un presidio a Jesi davanti alla sede dell’ istituto in Corso Matteotti, promosso dall’ associazione Vittime del salva-banche. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Gazzetta di Modena, 03/01/2016 03:26
È stangata sui trasporti Treni: aumenti fino al 3,5%
il codacons denuncia: «quest’ anno gli italiani spenderanno 1,4 miliardi in più» la cgia di mestre prevede un calo della pressione fiscale dello 0,6 per cento
di Gabriele Rizzardi wROMA Il nuovo anno si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti: le famiglie spenderanno 1,4 miliardi di euro in più dello scorso anno. Il colpo, annunciato dall’ associazione dei consumatori Codacons, sarà in parte ammortizzato dal fatto che nel 2016 il peso del fisco scenderà dello 0,6%. Ma per evitare una nuova stangata Iva bisognerà trovare 15 miliardi entro fine anno. Caro trasporti. Gli aumenti ci saranno per chi viaggia in auto ma anche per chi decide di spostarsi in treno o in aereo. «Agli incrementi dei pedaggi autostradali – scrive il Codacons -si sono aggiunti a partire dal primo gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo, Costa di più anche partire in aereo a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti». Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati il primo gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del 2,7% che raggiungono quota 3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta il balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Il Codacons prevede aumenti per tutto il comparto dei trasporti e il presidente Rienzi vede nero: «Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani». Il ministero dei Trasporti conferma che gli aumenti dei pedaggi autostradali riguardano solo 6 delle 26 tratte affidate in concessione, con un incremento complessivo di pedaggio, rapportato alla rete nazionale, dello 0,86%. «Le variazioni dipendono quindi dalla specifica convenzione di ciascuna società» scrive il Mit, che con una nota chiede a tutte le società concessionarie di autostrade «l’ impegno a vantaggio dell’ utenza di prorogare al 31 dicembre 2016 l’ agevolazione tariffaria a carattere nazionale, relativa ai pendolari che percorrono l’ autostrada, massimo 50 chilometri , per raggiunger e il posto di lavoro, scaduta alla fine dello scorso anno. Rischio stangata Iva. Secondo la Cgia di Mestre nel 2016 il fisco allenterà la morsa e, grazie soprattutto alla riduzione delle imposte sugli immobili, consentirà alla pressione fiscale di scendere dello 0,6%. Nel 2015, infatti, l’ incidenza di imposte, tasse, tributi e contributi previdenziali sul Pil si è attestata al 43,7% mentre per l’ anno in corso dovrebbe scendere al 43,1%. Ma per evitare una nuova stangata, entro la fine di quest’ anno il governo Renzi dovrà trovare 15,1 miliardi di euro per «disinnescare» la clausola di salvaguardia introdotta con la legge di Stabilità 2015 altrimenti, dal 2017, subiremo un forte incremento dell’ Iva. «Per l’ anno in corso – spiega il coordinatore della Cgia , Paolo Zabeo – il fisco ci concederà una tregua. Tuttavia il carico fiscale rischia di tornare a crescere nelle regioni in disavanzo sanitario che, per sanare i conti, potrebbero essere tentate ad aumentare la tassazione locale». In attesa della riduzione dell’ Ires dal 2017 e nella speranza che il governo mantenga la promessa di ridurre l’ Irpef dal 2018, la Cgia ricorda che i contribuenti italiani beneficiano «in particolar modo» dell’ abolizione della Tasi sulla prima casa e della cancellazione dell’ Imu sugli imbullonati e sui terreni agricoli. Tra le misure a sostegno delle imprese introdotte con la legge di Stabilità appena entrata in vigore la Cgia ricorda il superammortamento al 140%. Grazie a questa misura le imprese che investiranno in beni strumentali avranno la possibilità di disporre di una riduzione di imposta di 580 milioni. «È una misura che va nella direzione auspicata» conclude Zabeo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
gabriele rizzardi
La Nuova di Venezia e Mestre, 03/01/2016 03:26
Risparmi, il Mef frena sui rimborsi
mancano i decreti sul risarcimento a chi ha perso metà dei depositi il ministero: «per ora nessun intervento». consumatori in allarme
di Andrea Di Stefano wROMA Doccia fredda ma le speranze dei risparmiatori colpiti dalla cancellazione delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria non sono del tutto cancellate. Ieri il Mef ha precisato che non «può essere ipotizzato alcun intervento» sino a quando non saranno pubblicati i decreti attuativi previsti per la regolazione degli arbitrati. Secondo il quotidiano Repubblica le quattro nuove banche avrebbero pronte le risorse finanziarie per restituire le somme cancellate dal decreto del 22 novembre scorso con il quale è stato dato il via libera alla procedura di salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti e alla contemporanea cancellazione di azioni e obbligazioni subordinate in circolazione. Il ministero, precisano fonti del Tesoro, «è già al lavoro sui decreti attuativi delle norme salva-risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati» ed è «già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile». La tempistica indicata con la legge di Stabilità per mettere a punto il decreto è di 90 giorni (entro fine marzo quindi), ma il testo sarà definito prima e grazie alla procedura di individuazione dei clienti più esposti il rimborso potrebbe essere quasi immediato dopo la pubblicazione dei decreti. L’ anticipo sarà ovviamente subordinato all’ esito definitivo delle verifiche ma permetterà ai 683 risparmiatori più esposti, che hanno investito meno di 100mila€ per oltre il 50% del loro patrimonio, di vedere riconosciuto il rimborso da parte dei nuovi istituti che provvederanno poi a farsi restituire le somme anticipate. Complessivamente si tratterebbe di circa 17 milioni di euro (25 mila€ medi a testa) una cifra ampiamente coperta dal fondo di solidarietà da 100 milioni istituito dal Governo dopo le violentissime polemiche e il suicidio di un pensionato di Civitavecchia che aveva perso tutto i suoi risparmi. Federconsumatori e Adusbef hanno reagito «apprezzando l’ apertura ai rimborsi anticipati» che giudicano, però, un «espediente sia per arginare le proteste itineranti dei risparmiatori che per evitare la fuga massiccia dei depositi». Le due associazioni depositeranno nei prossimi giorni eccezioni di costituzionalità del bail-in entrato in vigore dal 1 gennaio, definendo questa norma «un esproprio criminale del risparmio, ideata dalla cleptocrazia europea, da troika e Bce per addossare crac e dissesti bancari provocati dai banchieri e dall’ omessa vigilanza delle banche centrali, ad azionisti, obbligazionisti, depositanti per palese ed evidente contrasto con la Costituzione, in particolare con il pilastro fondante dell’ art.47 che tutela e salvaguardia il risparmio». Il Codacons sta invece ultimando il ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge sulle banche. Le proteste dopo Arezzo si spostano nelle Marche dove domani si terrà un presidio a Jesi davanti alla sede dell’ istituto in Corso Matteotti, promosso dall’ associazione Vittime del salva-banche. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Nuova di Venezia e Mestre, 03/01/2016 03:26
È stangata sui trasporti Treni: aumenti fino al 3,5%
il codacons denuncia: «quest’ anno gli italiani spenderanno 1,4 miliardi in più» la cgia di mestre prevede un calo della pressione fiscale dello 0,6 per cento
di Gabriele Rizzardi wROMA Il nuovo anno si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti: le famiglie spenderanno 1,4 miliardi di euro in più dello scorso anno. Il colpo, annunciato dall’ associazione dei consumatori Codacons, sarà in parte ammortizzato dal fatto che nel 2016 il peso del fisco scenderà dello 0,6%. Ma per evitare una nuova stangata Iva bisognerà trovare 15 miliardi entro fine anno. Caro trasporti. Gli aumenti ci saranno per chi viaggia in auto ma anche per chi decide di spostarsi in treno o in aereo. «Agli incrementi dei pedaggi autostradali – scrive il Codacons -si sono aggiunti a partire dal primo gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo, Costa di più anche partire in aereo a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti». Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati il primo gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del 2,7% che raggiungono quota 3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta il balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Il Codacons prevede aumenti per tutto il comparto dei trasporti e il presidente Rienzi vede nero: «Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani». Il ministero dei Trasporti conferma che gli aumenti dei pedaggi autostradali riguardano solo 6 delle 26 tratte affidate in concessione, con un incremento complessivo di pedaggio, rapportato alla rete nazionale, dello 0,86%. «Le variazioni dipendono quindi dalla specifica convenzione di ciascuna società» scrive il Mit, che con una nota chiede a tutte le società concessionarie di autostrade «l’ impegno a vantaggio dell’ utenza di prorogare al 31 dicembre 2016 l’ agevolazione tariffaria a carattere nazionale, relativa ai pendolari che percorrono l’ autostrada, massimo 50 chilometri , per raggiunger e il posto di lavoro, scaduta alla fine dello scorso anno. Rischio stangata Iva. Secondo la Cgia di Mestre nel 2016 il fisco allenterà la morsa e, grazie soprattutto alla riduzione delle imposte sugli immobili, consentirà alla pressione fiscale di scendere dello 0,6%. Nel 2015, infatti, l’ incidenza di imposte, tasse, tributi e contributi previdenziali sul Pil si è attestata al 43,7% mentre per l’ anno in corso dovrebbe scendere al 43,1%. Ma per evitare una nuova stangata, entro la fine di quest’ anno il governo Renzi dovrà trovare 15,1 miliardi di euro per «disinnescare» la clausola di salvaguardia introdotta con la legge di Stabilità 2015 altrimenti, dal 2017, subiremo un forte incremento dell’ Iva. «Per l’ anno in corso – spiega il coordinatore della Cgia , Paolo Zabeo – il fisco ci concederà una tregua. Tuttavia il carico fiscale rischia di tornare a crescere nelle regioni in disavanzo sanitario che, per sanare i conti, potrebbero essere tentate ad aumentare la tassazione locale». In attesa della riduzione dell’ Ires dal 2017 e nella speranza che il governo mantenga la promessa di ridurre l’ Irpef dal 2018, la Cgia ricorda che i contribuenti italiani beneficiano «in particolar modo» dell’ abolizione della Tasi sulla prima casa e della cancellazione dell’ Imu sugli imbullonati e sui terreni agricoli. Tra le misure a sostegno delle imprese introdotte con la legge di Stabilità appena entrata in vigore la Cgia ricorda il superammortamento al 140%. Grazie a questa misura le imprese che investiranno in beni strumentali avranno la possibilità di disporre di una riduzione di imposta di 580 milioni. «È una misura che va nella direzione auspicata» conclude Zabeo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
gabriele rizzardi
L’Eco di Bergamo, 03/01/2016 03:25
gli aumenti e la tregua fiscale che non c’ è
Eccola qui, la tradizionale stangata statale di fine anno: 1,4 miliardi di euro in più. L’ ha calcolata il Codacons (ma anche Adusbef e Federconsumatori hanno presentato report analoghi). L’ associazione dei consumatori ha fatto puntualmente la lista di tutto ciò che aumenta dal primo gennaio 2016: trasporto aereo (l’ addizionale comunale sui biglietti sale fino a 10 euro), trasporto su rotaia (il Freccia- rossa in particolare comporterà un prezzo maggiorato del 3,5 per cento), taxi, mezzi pubblici, traghetti, alimentari (fino a 189 euro), spese per l’ istruzione (79 euro a famiglia) prezzi al dettaglio (298 euro). continua a pagina 9.
francesco anfossi
L’Eco di Bergamo, 03/01/2016 03:25
Pressione fiscale in calo da quest’ anno ma raffica di aumenti per treni e aerei
risparmi e spese il peso delle tasse scenderà dello 0,6% ma viaggiare costerà ancora di più la cgia: il governo deve trovare 15 miliardi per scongiurare una stangata sull’ iva a fine 2016
Scendono le tasse ma resta il rischio stangata: nel 2016 infatti – rileva la Cgia di Mestre ma questa possibilità è nota da tempo ed è stata rinviata proprio con la Legge di stabilità 2016 – il peso del fisco scenderà dello 0,6%. Per evitare una nuova stangata Iva bisognerà, però, trovare 15 miliardi entro fine anno. Per l’ anno in corso Nel 2015 – spiega l’ Associazione degli artigiani di Mestre – l’ incidenza di imposte, tasse, tributi e contribuiti previdenziali sul Pil si è attestata al 43,7% mentre per il 2016 dovrebbe scendere al 43,1%. Ma per evitare una nuova stangata, entro fine 2016 il governo Renzi dovrà trovare 15,1 miliardi di euro per «disinnescare» le clausole di salvaguardia introdotte con la Legge di stabilità 2015. «Per l’ anno in corso – sottolinea il coordinatore della Cgia, Paolo Zabeo – il fisco ci concederà una tregua. Tuttavia, il carico fiscale rischia di tornare a crescere nelle regioni in disavanzo sanitario che, per sanare i conti, potrebbero essere tentate ad aumentare la tassazione locale». In attesa «della riduzione dell’ Ires dal 2017, e nella speranza che il governo mantenga la promessa di ridurre l’ Irpef dal 2018, i contribuenti italiani beneficiano, in particolar modo, dell’ abolizione della Tasi sulla prima casa e della cancellazione dell’ Imu sugli imbullonati e sui terreni agricoli». Tra le misure a sostegno delle imprese introdotte con la Legge di stabilità appena entrata in vigore, spicca il superammortamento al 140%. Grazie a questa misura, le imprese che investiranno in beni strumentali avranno la possibilità di disporre di una riduzione di imposta di 580 milioni. «Questa misura – prosegue ancora Zabeo – va nella direzione auspicata». Intanto, tra pedaggi autostradali e biglietti di treni e aerei, gli aumenti generalizzati per i trasporti, secondo le associazioni dei consumatori, costeranno tra 1,4 e 2,4 miliardi in più nel 2016, con un esborso aggiuntivo a famiglia da 104 euro. Un vero e proprio «salasso» che arriverà dal mix di rincari che ha interessato per il momento sei tratte autostradali (concentrate in gran parte nel Nord Italia), con aumenti medi dello 0,89% e il «record» della Torino-Milano, che costerà il 6,5% in più. Il ministero dei Trasporti ricorda però di avere chiesto ai concessionari di prorogare anche per il 2016 gli sconti per i pendolari. Brutte notizie anche per chi decidesse di raggiungere il capoluogo lombardo con il treno. Dal primo gennaio, infatti, sono scattati anche gli aumenti dei biglietti delle «Frecce» di Trenitalia, con rincari in media del 2,7% con variazioni che passano da un +2,3% per il biglietto base del Frecciarossa Napoli-Roma (che passa da 43 a 44 euro) al +3,5% per il Roma-Milano (che sale da 86 a 89 euro). Ritocchi che riguardano «solo le Frecce» (Rosse, Argento e Bianche), assicura l’ azienda, e solo per il «biglietto base», cioè quello «dal prezzo più alto e più flessibile», che lo scorso anno ha rappresentato appena il 10% dei biglietti venduti. Abbonamenti fissi Nessun cambiamento invece per le offerte, così come per gli abbonamenti all’ Alta velocità. A pagare di più, nel 2016, saranno poi tutti i passeggeri dei voli aerei, visto l’ aumento di due euro e mezzo dell’ addizionale comunale sui diritti d’ imbarco dei passeggeri, che dal 2007 alimenta il fondo speciale dei lavoratori aeroportuali. «L’ odioso balzello», spiega il Codacons in una nota, sale così «a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino».
L’Eco di Bergamo, 03/01/2016 03:25
aumenti e tregua fiscale che non c’ è
Tirate le somme , ci dicono gli esperti del Codacons con puntiglio, fanno 551 euro a famiglia. La botta più eclatante arriva per i pendolari in auto o tutti coloro che utilizzano le autostrade, in particolare per i lombardi, visto che ad aumentare sono soprattutto la Pedemontana, la Tangenziale di Milano e la tratta Torino-Milano, che raggiunge aumenti del 6,5 per cento. Come mai al Sud niente aumenti? Al solito, si colpiscono i contribuenti più produttivi, penalizzando anche il trasporto, il turismo e le infrastrutture. Magra consolazione è sapere che scendono le bollette di elettricità e gas grazie al ribasso degli oneri di sistema e al crollo dei costi di approvvigionamento (col Brent sceso in picchiata negli ultimi due anni ci mancava anche che salissero luce e gas, in realtà sono scese troppo poco, rispettivamente dell’ 1,4 e del 3,3, per cento). È una buona notizia sapere anche che è calato il canone Rai (quest’ anno pagheremo, inserite nella bolletta della luce, 100 euro tonde tonde, 13,50 euro in meno, comprensive di battuta blasfema e sconto di un minuto per chi volesse assistere al conto alla rovescia di fine anno). La stangata di fine anno è l’ altra faccia della medaglia del Governo, che con la Legge di Stabilità ha cancellato Tasi e Imu per le prime case. Arrivando ad alleggerire complessivamente la pressione fiscale, ci fa sapere l’ ufficio studi della Cgia di Mestre, dello 0,6 per cento. In realtà, a ben vedere, si tratta di una partita di giro che dà un risultato a somma zero. Se volessimo riassumere tutto ciò in un’ immagine è come se lo Stato ci mettesse una banconota da 500 euro in una mano e ce la strappasse pezzettino dopo pezzettino a partire da un minuto dopo. Il risparmio della Tasi infatti è di 194 euro a famiglia, ma il problema è che quest’ anno salirà con quasi assoluta certezza la tassazione locale, con aumenti continui di Comuni e Regioni, soprattutto in campo sanitario, senza dimenticarci di servizi, mense scolastiche, trasporto pubblico. E senza tenere conto che il Governo non ha ancora pensato come trovare quei 15 miliardi di euro necessari a non aumentare l’ Iva, altra formidabile spada di Damocle sulle nostre povere teste di contribuenti. Se pensiamo che contratti e stipendi di molte categorie sono bloccati da anni, allora non c’ è molto da rallegrarsi per la diminuzione della pressione fiscale, la più alta d’ Europa dopo i Paesi scandinavi, che però hanno un sistema di Welfare incommensurabilmente più efficiente e più prodigo del nostro. Lo sforzo è stato annullato da una corposa raffica di aumenti. Tutto questo non solo mina il già debole potere d’ acquisto delle famiglie (già gravati, come fa notare Federconsumatori, da figli e nipoti disoccupati da sostenere) ma rischia di inceppare la timida ripresa prevista nel corso del 2016. Sono già diminuiti gli incentivi alle imprese per le assunzioni e la domanda interna non riparte. Se alcuni aumenti di Stato erano forse inevitabili altri sono del tutto arbitrari. Altro che tregua fiscale.
segue da pagina
Il Giornale, 03/01/2016 03:01
la polemica maroni: chiedete a renzi
Stangata di inizio anno, centrodestra in rivolta
dopo l’ aumento di autostrade, trasporti e bollette: «salasso da 550 euro, colpa dei gufi…»
Fabrizio de FeoRoma Il grande salasso. L’ ingresso nel nuovo anno è segnato per milioni di italiani da una ben poco lieta novella. Autostrade, treni, aerei, bollette varie. La promessa renziana di recare sollievo al portafoglio dei contribuenti lasciando loro più soldi in tasca attraverso la legge di Stabilità si infrange contro una raffica di aumenti generalizzati e un vero e proprio mix di rincari. Che naturalmente non passano inosservati presso il mondo politico che accende i riflettori su questi dolorosi aumenti e ne chiede conto al premier.«Per il Codacons le famiglie nel 2016 spenderanno circa 550 in più per trasporti e bollette. Sarà colpa dei gufi!», ironizza su Twitter Giovanni Toti, presidente della Liguria e consigliere politico di Forza Italia. «Per il Paese del sole, che da anni cerca di rilanciare il turismo, è una pessima notizia l’ ennesimo salasso fiscale sui biglietti aerei» attacca Mariastella Gelmini. «Dal primo gennaio aumenterà infatti una delle tante gabelle che affliggono i passeggeri dei voli nel Belpaese. Si tratta solo di 2,5 euro in più, per un totale di 9 euro, per ogni passaggio aereo, che però vanno ad aggiungersi alla lunghissima serie di tasse aeroportuali a beneficio dei comuni e del governo». «Le compagnie aeree» prosegue Gelmini «hanno calcolato che su un volo in economy Roma-Milano, quasi il 70% del costo se ne va in tasse. E ad essere colpiti di più saranno i voli low cost. Nel mondo c’ è una rincorsa ai ribassi dei voli, per favorire affari e turismo ma in Italia le tariffe crescono, causa tasse. Alla faccia delle promesse del governo».Punta il dito contro l’ esecutivo anche il governatore lombardo, Roberto Maroni. «A tutti quelli che protestano (giustamente) contro l’ aumento del pedaggio, consiglio caldamente di rivolgersi al governo Renzi e al suo partito, che un mese fa hanno bocciato il nostro emendamento che rendeva gratuite le tangenziali e la Pedemontana». E se il blog di Beppe Grillo saluta il nuovo anno con la classifica di tutti i nuovi rincari pubblicata in home-page, la Lega sferra il suo attacco. «Renzi nella conferenza di fine anno ha più volte ripetuto che le tasse vanno giù. La solita bugia, trita e ritrita, smentita dai numeri. Secondo il Codacons, infatti, i cittadini italiani pagheranno mediamente 551 euro in più a testa nel 2016» dichiara Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e Segretario della Lega Lombarda. «Una stangata da urlo, altro che le tasse vanno giù con la solita slide con il disegno del gufo stilizzato…Ma Renzi e i suoi ministri la vogliono smettere di prenderci in giro? Qualcuno per esempio vuole spiegarci perché pagheremo di più la luce e il gas? E perché aumenterà la benzina, nonostante il prezzo del petrolio scenda continuamente? O ancora, come è possibile che, stando ai dati della Cgia Mestre, gli italiani pagheranno l’ energia 245 euro ogni 1000 kW/h contro una media europea di 218 euro?».
fabrizio de feo
Il Giornale, 03/01/2016 03:01
la stangata il 2016 parte con gli aumenti
Trasporti, Nord tartassato Maroni: «Colpa di Renzi»
i rincari di autostrade e treni soprattutto in lombardia. milano -torino sale del 6,5%
Cristina BassiIl Nord comincia il nuovo anno più tartassato che mai. Le tariffe autostradali e i biglietti dei treni schizzano in alto. E gli aumenti per il 2016 riguardano soprattutto le tratte lombarde e la direttrice Milano-Roma. Per le lamentele, rivolgersi a Palazzo Chigi: è il commento del governatore Roberto Maroni. Che su Facebook attacca: «A tutti quelli che protestano (giustamente) contro l’ aumento del pedaggio, consiglio caldamente di rivolgersi al governo Renzi e al suo partito, che un mese fa hanno bocciato il nostro emendamento che rendeva gratuite le tangenziali e la Pedemontana». Protestano anche le associazioni dei consumatori. «Il 2016 – afferma il Codacons – si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti. Agli incrementi dei pedaggi autostradali si sono aggiunti a partire dall’ 1 gennaio anche sensibili rincari per i treni. Non solo. Costa di più anche partire in aereo, a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei». Ecco il dettaglio degli aumenti che peseranno in particolare sulle famiglie lombarde. I pedaggi autostradali salgono in media dello 0,86 per cento. Quasi tutti i ritocchi verso l’ alto riguardano il Nord. Fa eccezione la Strada dei Parchi (+3,45%), tra Lazio e Abruzzo. La Ativa (Torino-Ivrea-Valle d’ Aosta) aumenta dello 0,03 per cento, la Satap A4 (Torino-Milano) di ben il 6,5 per cento, la Pedemontana Lombarda dell’ 1 per cento, la Tangenziale esterna di Milano A58 del 2,1 per cento. E sulla rete di Autostrade per l’ Italia il rincaro è dell’ 1,09 per cento. Non basta: «Per molte tratte – avverte ancora il Codacons – i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve».Scegliere il treno, per viaggiare da Nord a Sud, non sarà un buon modo per risparmiare. Aumenti pesanti anche qui. Dall’ 1 gennaio l’ Alta velocità costa in media il 2,7 per cento in più e i picchi si toccano proprio sulla Milano-Roma e sulla Milano-Napoli: più 3,5 e più 4,2 per cento. Infine i voli. Con l’ aumento di 2,5 euro dell’ addizionale comunale sui biglietti aerei, la quota di imposte sul costo finale tocca il record del 67,7 per cento. Sempre il Milano-Roma uno dei voli più tartassati. Per il Codacons, la stangata totale per la famiglie alla voce trasporti, compresi traghetti, mezzi pubblici e taxi, arriverà quest’ anno a 1,4 miliardi di euro in più rispetto al 2015. Secondo i calcoli di Adusbef-Federconsumatori invece, ogni famiglia quest’ anno pagherà 104 euro in più (2,4 miliardi in totale): 37 euro per i rincari di autostrade e Telepass e 67 per i ritocchi di treni e aerei. Trenitalia e ministero rispondono alle polemiche. «I ritocchi del prezzo del biglietto riguardano solo le Frecce (rosse, argento e bianche) – spiega una nota dell’ azienda dei trasporti ferroviari – e solo per il cosiddetto biglietto base cioè quello dal prezzo più elevato e più flessibile». I «base» nel 2015 sono stati il 10 per cento dei biglietti venduti, i più diffusi sono stati gli «economy» e i «super economy». I Trasporti invece chiedono alle società concessionarie di autostrade di «prorogare al 31 dicembre 2016 l’ agevolazione tariffaria a carattere nazionale, relativa ai pendolari che percorrono l’ autostrada, massimo 50 chilometri, per raggiungere il posto di lavoro». Gli aumenti, conclude il Mit, «riguardano solo sei delle 26 tratte affidate in concessione». Quasi tutte sono al Nord.
cristina bassi
Wall Street Italia, 03/01/2016 02:49
Banche, con l’ arrivo del 2016 il bail in è ufficiale in Italia. Ecco chi rischia
ROMA (WSI) – Per i correntisti italiani , il 2016 è iniziato con un dato di fatto: in caso di fallimento della propria banca, chi ha un conto corrente con una somma superiore ai 100.000 euro, rischierà di accollarsi le perdite . Dopo lo scandalo del decreto banche, con cui il governo Renzi ha salvato per il rotto della cuffia le quattro banche a rischio crac Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti, CariFerrara , gettando però anche sul lastrico diversi risparmiatori, l’ entrata in vigore in Italia del bail in arriva in un momento di fiducia degli italiani verso le banche le banche ai minimi storici. Tanto che il Codacons ha già reso noto che sta ultimando il ricorso collettivo al Tar del Lazio, al fine di annullare l’ attuazione di una normativa stabilita ai piani alti di Bruxelles, leggi Unione Europea, che chiama al salvataggio degli istituti di credito a rischio crac non più i contribuenti, ma gli stessi correntisti. Così rende noto il Codacons, tramite il presidente Carlo Rienzi: “Tutti i risparmiatori danneggiati dal salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Carife possono aderire entro il prossimo 11 gennaio al ricorso collettivo per contrastare la legge sul bail-in, attraverso la pagina pubblicata sul sito Codacons www.codacons.it. Lo scopo è quella di portare l’ assurda legge dinanzi la Consulta e ottenerne l’ annullamento per manifesta incostituzionalità”. Ma come funzionerà il bail in? Di fatto, in caso di crac di un istituto di credito, a gettare il salvagente al posto dello Stato saranno, nell’ ordine: 1) Gli azionisti 2) I possessori di titoli subordinati 3) I detentori di obbligazioni e altre passività ammissibili 4) Appunto, i correntisti (sia persone fisiche che Pmi) che abbiano depositi per un valore superiore ai 100.000 euro . Saranno tutelati i correntisti con depositi per un importo inferiore ai 100.000 euro e i detentori di bond garantiti, dunque assicurati, come nel caso dei covered bond. I correntisti saranno chiamati a partecipare alle perdite, solo se gli interventi che colpiranno le prime due categorie – azionisti e obbligazionisti non garantiti – non saranno sufficienti. In quel caso si interverrà sulla parte che eccede i 100.000 euro, dal momento che il Fondo di tutela dei depositi interbancari garantisce somme fino a tale soglia. Scritto così, sembra tutto molto chiaro. Ma la vicenda del decreto salva banche ha messo in evidenza una pericolosa lacuna in termini di trasparenza. Diversi risparmiatori hanno infatti sottoscritto obbligazioni subordinate ritenendo che fossero sicure come titoli di stato; il che significa ch il sospetto che diversi istituti di credito non spieghino la reale natura del rischio al potenziale cliente è in diversi casi diventato realtà. Come ricorda il Codacons nella sua iniziativa : ” Le Procure locali stanno indagando in merito ai possibili reati societari e ai comportamenti illeciti nella gestione delle banche; qualora i magistrati dovessero ritenere che sussistono elementi sufficienti per il rinvio a giudizio, si aprirà la possibilità per tutti gli azionisti e titolari di obbligazioni subordinate di costituirsi parte civile nei procedimenti penali, al fine di chiedere il risarcimento dei danni subiti a causa della mala-gestione delle banche che ha condotto alle misure di azzeramento attuali”. Intanto, se indiscrezioni stampa avevano dato qualche speranza ai truffati dalle banche salvate , ci ha pensato lo stesso Tesoro a spazzarla via in un secondo. Fonti del Tesoro hanno definito infatti “infodata l’ ipotesi di rimborsi selettivi ad alcuni investitori e solo di alcune banche” . Ovvero: ” Il Mef è già al lavoro sui decreti attuativi delle norma salva-risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati. Il Mef è già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile, entro il termine di 90 giorni al primo di gennaio 2016″. Soprattutto: ” Prima del varo di questi decreti non può essere ipotizzato alcun intervento “. In un contesto di grave sfiducia in cui diversi italiani già pensano di andare direttamente agli sportelli per salvaguardarsi in qualche modo riducendo almeno l’ entità dei propri conti – se superiori ai 100.000 euro -le dichiarazioni del Centro Studi di Unimpresa lasciano capire le gravi ripercussioni di una crisi di fiducia nel sistema bancario: Il bail in, sottolineano gli esperti, minaccia soprattutto l’ emissione di obbligazioni emesse dalle banche per un valore di ben 217 miliardi di euro, in una fase in cui detta emissione ha già subito una considerevole contrazione. Basandosi sui dati di Bankitalia, le emissioni di bond bancari sono scese infatti nel periodo compreso da settembre 2014 a settembre 2015, di 72,7 miliardi (-25,11%), da 289,6 miliardi a a 216,9 miliardi. E in quasi tre anni la contrazione delle emissioni è stata di 165,04 miliardi (-43,21%).Così Unimpresa: “Il nuovo impianto sui salvataggi delle banche in vigore da ieri (l’ altro ieri per chi legge) in tutta Europa prevede in ultima istanza l’ attivazione del bail in, vale a dire il contributo ‘interno’ al ripianamento delle perdite di titolari di azioni, obbligazioni e conti correnti con saldo superiore a 100.000 euro. La novità più insidiosa è proprio quella relativa alle eventuali perdite per i possessori di bond; gli azionisti comprano capitale a rischio per definizione, mentre per quanto riguarda i depositanti, il loro contributo è previsto solo in ipotesi più estreme. Diverso il ragionamento per i bond, che verrebbero chiamati a dare un contributo, in particolare con la conversione in azioni”. Ancora: “Le obbligazioni bancarie sono uno strumento fondamentale per la raccolta di denaro da parte degli istituti e quindi per l’ attività di prestiti sia alle famiglie sia alle imprese. Tuttavia, il nuovo assetto regolatorio sulle risoluzioni delle crisi creditizie potrebbe disincentivare l’ acquisto di questi strumenti da parte della clientela bancaria, facendo venir meno un importante strumento di raccolta. Tutto ciò con conseguenze pericolose sul versante dei finanziamenti”.
laura naka antonelli
Il Giornale Di Vicenza, 03/01/2016 02:33
tariffe. consumatori preoccupati per il pagamento del canone televisivo nella bolletta elettrica: «subito chiarimenti»
Dopo i rincari delle autostrade aumentano i biglietti dei treni
ROMACalano le tasse sulla casa ma gli italiani dovranno comunque mettere mano pesantemente al portafogli per gli spostamenti. Tra pedaggi autostradali e biglietti di treni e aerei, gli aumenti generalizzati per i trasporti, secondo le associazioni dei consumatori, costeranno tra 1,4 e 2,4 miliardi in più nel 2016, con un esborso aggiuntivo a famiglia da 104 euro.Una vera e propria «stangata», che arriverà dal mix di rincari che ha interessato per il momento sei tratte autostradali (concentrate in gran parte nel Nord Italia), con aumenti medi dello 0,89% e il record della Torino-Milano che costerà il 6,5% in più. Il ministero dei Trasporti ricorda però di avere chiesto ai concessionari di prorogare anche per il 2016 gli sconti per i pendolari. Brutte notizie anche per chi decidesse di raggiungere il capoluogo lombardo con il treno. Dal primo gennaio, infatti, sono scattati anche gli aumenti dei biglietti delle «Frecce»di Trenitalia, con rincari in media del 2,7% e variazioni che passano da un +2,3% per il biglietto base del Frecciarossa Napoli-Roma (che passa da 43 a 44 euro) al +3,5% per il Roma-Milano (che sale da 86 a 89 euro). Ritocchi che riguardano solo le »Frecce» (rosse, argento e bianche), assicura l’ azienda, e solo per il biglietto base, cioè quello «dal prezzo più alto e più flessibile», che lo scorso anno ha rappresentato appena il 10% dei biglietti venduti. Nessun cambiamento invece per le offerte, così come per gli abbonamenti all’ Alta velocità. A pagare di più, nel 2016, saranno poi tutti i passeggeri dei voli aerei, visto l’ aumento di due euro e mezzo dell’ addizionale comunale sui diritti d’ imbarco, che dal 2007 alimenta il fondo speciale dei lavoratori aeroportuali. Calcola il Codacons:«L’ odioso balzello sale così a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Portando i rincari sui trasporti a oltre 1,4 miliardi, che salgono a 2,4 considerando anche le ricadute indirette. Secondo Adusbef e Federconsumatori, che calcolano una maggiore spesa annua di 37 euro per aumenti autostrade e Telepass cui si aggiungono aumenti per i treni e per le tasse aeroportuali di una cifra complessiva di 67 euro annui il totale a famiglia potrebbe raggiungere i 104 euro. CANONE RAI. Oltre ai rincari nei trasporti a preoccupare i consumatori e i cittadini è anche la scelta di far pagare nella bolletta elettrica anche il canone Rai. In questi giorni segnala l’ Unione consumatori centinaia di utenti stanno tempestando lo sportello dell’ associazione con richieste di chiarimenti. Sottolinea l’ Unione consumatori: «Si tratta di preoccupazioni fondate, considerato che, andranno incrociate le banche dati dell’ Anagrafe tributaria, dell’ Authority per l’ energia, Acquirente Unico, Ministero dell’ Interno, Comuni e più chi ne ha più ne metta. Il rischio di errori, insomma, è elevato, in particolare quando l’ intestatario della bolletta elettrica è diverso da chi ha pagato fino ad oggi il canone Rai». Un classico, secondo l’ associazione è la moglie che paga la bolletta della luce ed il marito l’ abbonamento tv. È possibile che alla moglie sia chiesto il pagamento del canone già pagato dal marito, oppure che la moglie paghi, ed il marito, vecchio abbonato, sia considerato un evasore. O anche per chi paga la tariffa D3, che viene applicata sia ai residenti con impegno di potenza superiore a tre chilowatt sia ai non residenti, che il canone, invece, non devono pagarlo. o.
L’Arena, 03/01/2016 02:33
tariffe. consumatori preoccupati per il pagamento del canone televisivo nella bolletta elettrica: «subito chiarimenti»
Dopo i rincari delle autostrade aumentano i biglietti dei treni
ROMACalano le tasse sulla casa ma gli italiani dovranno comunque mettere mano pesantemente al portafogli per gli spostamenti. Tra pedaggi autostradali e biglietti di treni e aerei, gli aumenti generalizzati per i trasporti, secondo le associazioni dei consumatori, costeranno tra 1,4 e 2,4 miliardi in più nel 2016, con un esborso aggiuntivo a famiglia da 104 euro.Una vera e propria «stangata», che arriverà dal mix di rincari che ha interessato per il momento sei tratte autostradali (concentrate in gran parte nel Nord Italia), con aumenti medi dello 0,89% e il record della Torino-Milano che costerà il 6,5% in più. Il ministero dei Trasporti ricorda però di avere chiesto ai concessionari di prorogare anche per il 2016 gli sconti per i pendolari. Brutte notizie anche per chi decidesse di raggiungere il capoluogo lombardo con il treno. Dal primo gennaio, infatti, sono scattati anche gli aumenti dei biglietti delle «Frecce»di Trenitalia, con rincari in media del 2,7% e variazioni che passano da un +2,3% per il biglietto base del Frecciarossa Napoli-Roma (che passa da 43 a 44 euro) al +3,5% per il Roma-Milano (che sale da 86 a 89 euro). Ritocchi che riguardano solo le »Frecce» (rosse, argento e bianche), assicura l’ azienda, e solo per il biglietto base, cioè quello «dal prezzo più alto e più flessibile», che lo scorso anno ha rappresentato appena il 10% dei biglietti venduti. Nessun cambiamento invece per le offerte, così come per gli abbonamenti all’ Alta velocità. A pagare di più, nel 2016, saranno poi tutti i passeggeri dei voli aerei, visto l’ aumento di due euro e mezzo dell’ addizionale comunale sui diritti d’ imbarco, che dal 2007 alimenta il fondo speciale dei lavoratori aeroportuali. Calcola il Codacons:«L’ odioso balzello sale così a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Portando i rincari sui trasporti a oltre 1,4 miliardi, che salgono a 2,4 considerando anche le ricadute indirette. Secondo Adusbef e Federconsumatori, che calcolano una maggiore spesa annua di 37 euro per aumenti autostrade e Telepass cui si aggiungono aumenti per i treni e per le tasse aeroportuali di una cifra complessiva di 67 euro annui il totale a famiglia potrebbe raggiungere i 104 euro. CANONE RAI. Oltre ai rincari nei trasporti a preoccupare i consumatori e i cittadini è anche la scelta di far pagare nella bolletta elettrica anche il canone Rai. In questi giorni segnala l’ Unione consumatori centinaia di utenti stanno tempestando lo sportello dell’ associazione con richieste di chiarimenti. Sottolinea l’ Unione consumatori: «Si tratta di preoccupazioni fondate, considerato che, andranno incrociate le banche dati dell’ Anagrafe tributaria, dell’ Authority per l’ energia, Acquirente Unico, Ministero dell’ Interno, Comuni e più chi ne ha più ne metta. Il rischio di errori, insomma, è elevato, in particolare quando l’ intestatario della bolletta elettrica è diverso da chi ha pagato fino ad oggi il canone Rai». Un classico, secondo l’ associazione è la moglie che paga la bolletta della luce ed il marito l’ abbonamento tv. È possibile che alla moglie sia chiesto il pagamento del canone già pagato dal marito, oppure che la moglie paghi, ed il marito, vecchio abbonato, sia considerato un evasore. O anche per chi paga la tariffa D3, che viene applicata sia ai residenti con impegno di potenza superiore a tre chilowatt sia ai non residenti, che il canone, invece, non devono pagarlo. o.
Brescia Oggi, 03/01/2016 02:32
tariffe. consumatori preoccupati per il pagamento del canone televisivo nella bolletta elettrica: «subito chiarimenti»
Dopo i rincari delle autostrade aumentano i biglietti dei treni
ROMACalano le tasse sulla casa ma gli italiani dovranno comunque mettere mano pesantemente al portafogli per gli spostamenti. Tra pedaggi autostradali e biglietti di treni e aerei, gli aumenti generalizzati per i trasporti, secondo le associazioni dei consumatori, costeranno tra 1,4 e 2,4 miliardi in più nel 2016, con un esborso aggiuntivo a famiglia da 104 euro.Una vera e propria «stangata», che arriverà dal mix di rincari che ha interessato per il momento sei tratte autostradali (concentrate in gran parte nel Nord Italia), con aumenti medi dello 0,89% e il record della Torino-Milano che costerà il 6,5% in più. Il ministero dei Trasporti ricorda però di avere chiesto ai concessionari di prorogare anche per il 2016 gli sconti per i pendolari. Brutte notizie anche per chi decidesse di raggiungere il capoluogo lombardo con il treno. Dal primo gennaio, infatti, sono scattati anche gli aumenti dei biglietti delle «Frecce»di Trenitalia, con rincari in media del 2,7% e variazioni che passano da un +2,3% per il biglietto base del Frecciarossa Napoli-Roma (che passa da 43 a 44 euro) al +3,5% per il Roma-Milano (che sale da 86 a 89 euro). Ritocchi che riguardano solo le »Frecce» (rosse, argento e bianche), assicura l’ azienda, e solo per il biglietto base, cioè quello «dal prezzo più alto e più flessibile», che lo scorso anno ha rappresentato appena il 10% dei biglietti venduti. Nessun cambiamento invece per le offerte, così come per gli abbonamenti all’ Alta velocità. A pagare di più, nel 2016, saranno poi tutti i passeggeri dei voli aerei, visto l’ aumento di due euro e mezzo dell’ addizionale comunale sui diritti d’ imbarco, che dal 2007 alimenta il fondo speciale dei lavoratori aeroportuali. Calcola il Codacons:«L’ odioso balzello sale così a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino». Portando i rincari sui trasporti a oltre 1,4 miliardi, che salgono a 2,4 considerando anche le ricadute indirette. Secondo Adusbef e Federconsumatori, che calcolano una maggiore spesa annua di 37 euro per aumenti autostrade e Telepass cui si aggiungono aumenti per i treni e per le tasse aeroportuali di una cifra complessiva di 67 euro annui il totale a famiglia potrebbe raggiungere i 104 euro. CANONE RAI. Oltre ai rincari nei trasporti a preoccupare i consumatori e i cittadini è anche la scelta di far pagare nella bolletta elettrica anche il canone Rai. In questi giorni segnala l’ Unione consumatori centinaia di utenti stanno tempestando lo sportello dell’ associazione con richieste di chiarimenti. Sottolinea l’ Unione consumatori: «Si tratta di preoccupazioni fondate, considerato che, andranno incrociate le banche dati dell’ Anagrafe tributaria, dell’ Authority per l’ energia, Acquirente Unico, Ministero dell’ Interno, Comuni e più chi ne ha più ne metta. Il rischio di errori, insomma, è elevato, in particolare quando l’ intestatario della bolletta elettrica è diverso da chi ha pagato fino ad oggi il canone Rai». Un classico, secondo l’ associazione è la moglie che paga la bolletta della luce ed il marito l’ abbonamento tv. È possibile che alla moglie sia chiesto il pagamento del canone già pagato dal marito, oppure che la moglie paghi, ed il marito, vecchio abbonato, sia considerato un evasore. O anche per chi paga la tariffa D3, che viene applicata sia ai residenti con impegno di potenza superiore a tre chilowatt sia ai non residenti, che il canone, invece, non devono pagarlo. o.
L’Adige, 03/01/2016 02:32
aumentano autostrade, treni, aerei per 1,4 milioni
Italiani, stangata sui trasporti
ROMA – Il 2016 si apre con una «stangata» sul fronte dei trasporti, che costerà agli italiani 1,4 milioni di euro. Agli incrementi dei pedaggi autostradali, infatti, si sono aggiunti a partire dall’ 1 gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Ma costa di più anche partire in aereo, a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei. Lo rileva il Codacons. «Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma – avvisa il presidente Carlo Rienzi – per molte tratte i rincari sono solo sospesi. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati l’ 1 gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del +2,7% che raggiungono quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma -Milano. Aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino».
Il Mattino, 03/01/2016 02:30
Il sit-in
i «truffati» ricorrono al tar
Si è svolto ieri mattina davanti alla sede di Banca Etruria a Civitavecchia un sit-in promosso dal Codacons dei risparmiatori che hanno visto azzerato il valore dei propri titoli. L’ associazione dei consumatori ha annunciato un ricorso al Tar con cui chiede l’ annullamento del decreto «salva-banche». «Chi è stato danneggiato potrà aderire al nostro ricorso al Tar del Lazio contro un provvedimento incostituzionale», ha spiegato il presidente Carlo Rienzi.
carlo rienzi
Il Mattino, 03/01/2016 02:30
le tensioni
Banca Etruria, stop del Tesoro all’ ipotesi di rimborsi selettivi
il mef: prima del decreto nessun intervento i consumatori: no a due pesi e due misure
Michele Di Branco ROMA. I risparmiatori più penalizzati dal crac delle 4 banche avranno il loro rimborso. Ma non prima degli altri e, comunque, a farsi carico del problema non saranno certo i nuovi istituti nati per effetto del decreto emanato dal governo il 22 novembre scorso. Il ministero del Tesoro cancella le indiscrezioni secondo cui Banca Etruria sarebbe pronta a garantire ai suoi risparmiatori un ristoro, almeno parziale, in attesa della definizione delle procedure dell’ arbitrato che il governo dovrebbe rendere note entro poche settimane. Si tratterebbe, come calcolato nei giorni scorsi dallo stesso presidente delle good bank Andrea Nicastro, di 683 dei circa mille risparmiatori (su un totale di 10 mila) che hanno investito meno di 100 mila euro puntando però sulle obbligazioni subordinate (il cui valore è stato azzerato dopo i salvataggi) oltre il 50% del patrimonio. È «infondata l’ ipotesi di rimborsi selettivi ad alcuni investitori e solo ad alcune banche» hanno spiegato dal Mef. Insomma prima del varo dei decreti, questa la posizione di via XX Settembre, «non può essere ipotizzato alcun intervento». La tempistica indicata con la legge di Stabilità per mettere a punto il decreto è di 90 giorni ma, spiegano i tecnici al lavoro sul dossier, il testo sarà definito molto prima. Probabilmente già entro gennaio. Il ministero, hanno spiegato ancora le stesse fonti del Tesoro, «è già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile». Chi lavora al dossier, infatti, è chiaro sul punto: non tutti riceveranno un indennizzo: il collegio dei saggi insediati presso l’ Anac di Raffaele Cantone valuterà caso per caso ed anzi il cerchio dei beneficiari sarà piuttosto ristretto. Al netto delle persone che non saranno in grado di dimostrare di essere stati raggirati e truffati, al momento solo 2 mila 500 risparmiatori sembrano rientrare per certo nella lista di chi otterrà un sostegno economico. E questo perché il Fondo di solidarietà non supera i 100 milioni, anche se potrebbe lievitare fino a 130. Più nel dettaglio, i rimborsi premieranno innanzitutto le circa mille persone che avevano un capitale inferiore ai 100mila euro investito per più del 50% nei bond subordinati e che hanno perso complessivamente 27 milioni di euro. Questa categoria incasserà quasi certamente il 100% del denaro perso nella convinzione, da parte di chi sta lavorando al decreto, che proprio il fatto di aver investito la maggior parte dei propri risparmi in prodotti rivelatisi guasti sia un indizio di buona fede ingannata dalle banche. A queste persone, si aggiunge una platea di altri 1.500 clienti (perdite da 93,4 milioni) con un patrimonio inferiore a 100 mila euro impegnato in obbligazioni subordinate per il 30-50%, oppure con un patrimonio superiore a 100 mila euro investito in bond subordinati per più del 30%. Rimborsi in arrivo anche per loro, ma di consistenza inferiore. Appare invece assai critica la situazione dell’ esercito degli 8 mila risparmiatori con più di 100 mila euro e una quota di patrimonio investita in bond subordinati inferiore al 30 percento: queste persone hanno perso 208,4 milioni di euro e per loro rientrare sarà difficilissimo. Una impostazione che, ovviamente, crea diffuso malumore. «I risarcimenti devono essere integrali e devono valere per tutti» ha ribadito ieri il Codacons. «Non accetteremo la politica del due pesi e due misure – ha spiegato il presidente dell’ associazione dei consumatori Carlo Rienzi – perché è evidente che tutti i risparmiatori hanno subito il medesimo danno e tutti devono essere risarciti allo stesso modo. In caso contrario ci troveremmo di fronte ad un pericoloso precedente, dove un illecito viene punito in modo diverso a seconda della vittima». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
michele di branco
Il Roma, 03/01/2016 01:16
quelle prima del decreto
Banche salvate, nessun rimborso agli obbligazionisti
ROMA. Nessun rimborso agli obbligazionisti delle quattro banche salvate prima del decreto. Fonti del Tesoro bollano come «infodata l’ ipotesi di rimborsi selettivi ad alcuni investitori e solo di alcune banche. Avviati contatti per varo provvedimenti il prima possibile. Il Mef – aggiungono le fonti – è già al lavoro sui decreti attuativi delle norma salva -risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esogenze dei risparmiatori truffati». «Il Mef – proseguono le fonti del Tesoro – è già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile, entro il termine di 90 giorni al primo di gennaio 2016. Prima del varo di questi decreti concludono – non può essere ipotizzato alcun intervento». Intanto, il Codacons sta ultimando il ricorso collettivo al Tar del Lazio per ottenere l’ annullamento dei decreti di Bankitalia che hanno disposto l’ attuazione della legge sulle banche. «Tutti i risparmiatori danneggiati dal salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Carife possono aderire entro il prossimo 11 gennaio al ricorso collettivo per contrastare la legge sul bail -in, attraverso la pagina pubblicata sul sito www.codacons.it – spiega il presidente Carlo Rienzi -. Lo scopo è quella di portare l’ assurda legge dinanzi la Consulta e ottenerne l’ annullamento per manifesta incostituzionalità». Intanto, Adusbef e Federconsumatori depositeranno nei prossimi giorni eccezioni di costituzionalità del bail in, in vigore dal primo gennaio, «un esproprio criminale del risparmio – si legge in una nota -, ideato per addossare crac e dissesti bancari, provocati dai banchieri e dall’ omessa vigilanza delle banche centrali, ad azionisti, obbligazionisti, depositanti».
Libero, 03/01/2016 00:46
il milano-roma cresce del 3,5%
Aumenta pure il Frecciarossa
ATTILIO BARBIERI nnn Nel 2016 viaggiare costerà decisamente più caro agli italiani. Già è scattato l’ aumento di 2,5 euro all’ addizionale comunale sui diritti d’ imbarco per tutti i passeggeri in partenza dai nostri scali che la porta a 9 euro. Addirittura 10 negli scali romani di Fiumicino e Ciampino. E pure gli automobilisti devono fare i conti con la revisione dei pedaggi autostradali. L’ aumento maggiore riguarda il tronco Torino-Milano della A4 dove la tariffa è lievitata del 6,4%. Seguono l’ autostrada dei Parchi con un aumento del 3,45%, la tangenziale Est di Milano col +2,10%. Mentre la rete di Autostrade per l’ Italia, di gran lunga la più estesa della Penisola, costerà invece l’ 1,09% in più. E ora arrivano pure i rincari per le ferrovie. A fare da apripista sono state due regioni dove i biglietti per i convogli locali sono aumentati di parecchio. In Sicilia del 7,7% e in Toscana del 3,4, con gli abbonamenti saliti poco meno del 2%. Ma è notizia di ieri che pure i treni dell’ alta velocità ci costeranno più cari. A salire in media del 2,7%, come conferma Trenitalia, sono i prezzi base dei biglietti per Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca. Anche se dai ritocchi sono escluse le tariffe «economy» e «supereconomy». Sulla tratta Milano-Roma i prezzi crescono del 3,5%: in pratica tre euro in più per ogni viaggio. Ma ci sono tratte, segnalano del Ferrovie dello Stato, dove i biglietti aumentano meno della media come, ad esempio il Napoli-Roma che rincara di un euro, con un ritocco pari al 2,3%. Trenitalia puntualizza che «si tratta del primo adeguamento tariffario dal 2011, quando furono ritoccati quelli della seconda classe con l’ introduzione dei quattro livelli di servizio sui Frecciarossa». Resta il fatto che, tra l’ altro, questa ulteriore bordata di aumenti arriva senza alcun preavviso. Dunque non è detto che sia l’ ultima. «Una vera e propria stangata sta per abbattersi sugli italiani», afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi, «al punto che le famiglie nel corso del 2016 spenderanno complessivamente oltre 1,4 miliardi di euro in più solo per spostarsi». «Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma», avvisa Rienzi, «ma per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve». Accanto ad autostrade, aerei e treni il Codacons prevede per il 2016 aumenti per tutto il comparto dei trasporti: traghetti, mezzi pubblici urbani ed extraurbani, taxi e navi. Coinvolti pure i bus a lunga percorrenza che utilizzano di preferenza la rete austradale. A fare i conti di quanto pesi su ogni famiglia il caro-trasporti ci hanno pensato altre due associazioni consumeristiche, Adusbef e Federconsumatori. «Avevamo già quantificato nel nostro preventivo di fine anno», fanno sapere in una nota, «una maggiore spesa annua di 37 euro per gli aumenti di autostrade e Telepass a cui si aggiungono ora i rincari per i treni e per le tasse aeroportuali per una cifra complessiva di 67 euro annui. Il totale di questi esborsi aggiuntivi peserà dunque circa 104 euro a famiglia». Pure Adusbef e Federconsumatori segnalano però l’ alta probabilità che questi ritocchi tariffari si spalmino con un effetto domino su tutta la filiera dei trasporti e sull’ intera economia. Con rincari a pioggia anche per le derrate alimentari che nella stragrande maggioranza dei casi viaggiano su strada. Senza contare le altrettanto inevitabili ripercussioni sul comparto del turismo che sta uscendo con grande difficoltà dal crollo legato alla recessione. Il Milano-Roma cresce del 3,5% Dopo la raffica di rincari su aerei, autostrade e Telepass, si scopre che salgono anche i biglietti dei treni ad alta velocità. Per spostarsi ogni famiglia spenderà 104 euro in piùAumenta pure il Frecciarossa.
attilio barbieri
giornaledibrescia.it, 03/01/2016 21:10
brescia e hinterland
Mamma morta al Civile, l’ addio nella chiesa scelta per le nozze
Le due bare hanno lasciato la camera ardente in giornata. Giovanna, la mamma, e la piccola Camilla sono state portate a casa, a Rezzato dove vive la famiglia bresciana distrutta da una doppia tragedia. Ad accoglierle c’ era Roberto Coppini, che in poche ore ha perso la moglie – 29enne, all’ ottavo mese di gravidanza – e la terza figlia, morta nel grembo della madre al Civile. I funerali di Giovanna Lazzari e della figlia che sarebbe dovuta nascere a fine gennaio saranno celebrati domani alle 15 , nel Santuario Valverde di Rezzato. La chiesa scelta è quella dove Giovanna e Roberto avrebbero dovuto sposarsi nel 2016. La donna, mamma di due bambini di un anno e quattro anni e mezzo, aveva perso la madre a sei anni e il padre quando ne aveva 12. Sono stati i fratelli e la sorella a crescerla. Le stesse persone che, con il marito Roberto, chiedono ora «verità per quello che è successo». Una verità affidata a tre indagini condotte, ciascuna per un diverso ambito di competenza, dalla Procura di Brescia, dagli ispettori ministeriali (da oggi al lavoro) e dallo stesso ospedale dove è avvenuto il decesso. Nei prossimi giorni è atteso l’ esito dell’ autopsia effettuato dai medici dell’ Istituto di Medicina legale di Verona, sul corpo della donna e sul feto. La prima ipotesi è che il decesso sia dovuto al distacco totale della placenta e ad una conseguente emorragia . Al vaglio del pm Ambrogio Cassiani – che indaga, ancora contro ignoti, per omicidio colposo – anche una lunga serie di sms e messaggi vocali , l’ ultimo delle 5.41 del 31 dicembre, inviati dalla donna al marito: la donna per tutta la notte ha scritto di provare dolori lancinanti e di sentirsi trascurata . «Nel nostro ospedale nascono in media 3.700 bambini all’ anno e da tempo non accadeva una tragedia simile» , ha spiegato il direttore generale degli Spedali civili di Brescia, Ezio Belleri, che ha appunto annunciato un’ indagine interna per valutare «tutti i passaggi da quando la paziente è entrata in pronto soccorso». Aspetti che saranno analizzati anche dagli ispettori inviati dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che sono già al lavoro. «Sono in corso tutti gli accertamenti della task force del Ministero della Salute presso gli ospedali di Brescia, Bassano del Grappa e San Bonifacio (Verona), dove nei giorni scorsi sono morte in sala parto Giovanna Lazzari, Marta Lazzarin e Anna Massignan», fanno sapere dal ministero, precisando che gli ispettori «devono acquisire le carte e tutte le relazioni tecniche. Ci vorranno tre-quattro giorni , entro domani dovrebbe essere pronta la relazione finale dell’ ispezione sul caso di Torino», dove il 26 dicembre è morta Angela Nesta, incinta al nono mese di una bambina. Critico con l’ invio della task force ministeriale è il Codacons , secondo cui «mandare gli ispettori negli ospedali è una misura del tutto inutile, che serve a lavarsi la coscienza senza effetti reali sul fronte della prevenzione e del miglioramento del servizio sanitario». Il Codacons – secondo cui si deve andare alla radice del problema, «verificando in primis il ruolo delle istituzioni» – annuncia per domani un esposto alle Procure di Brescia, Vicenza, Torino e Verona in cui si chiede di verificare eventuali responsabilità da parte delle Regioni e dello stesso Ministero della salute. Favorevole invece all’ azione degli ispettori è la Federconsumatori , perché solo stabilendo «in modo preciso e puntuale» cosa è successo, e per colpa di chi, si potrà «evitare che simili drammatiche situazioni si verifichino in futuro». Intanto, un altro caso al vaglio della magistratura si è verificato nel Policlinico di Modena , dove una donna di 27 anni alla prima gravidanza ha perso il bambino nel travaglio: quando ha partorito – il giorno di Natale – il feto era già morto ed ora è stata disposta l’ autopsia per chiarire le cause del decesso. La mamma è stata dimessa dopo pochi giorni ed è in buone condizioni. riproduzione riservata © www.giornaledibrescia.it.
la redazione
ilgiornale.it, 03/01/2016 20:14
Capodanno, il Codacons vuole la Rai alla sbarra
il codacons annuncia un doppio esposto: alla corte dei conti e alla procura della repubblica di matera
Dopo l’ affondo del Vaticano e le prime reazioni del vertice Rai , anche i consumatori scendono sul piede di guerra sul caos di Capodanno , tra countdown anticipato e sms-bestemmia in diretta. Il Codacons annuncia un doppio esposto: alla Corte dei Conti, perché verifichi i costi dello show di Matera (con la Regione Basilicata, secondo il Corriere della Sera, sarebbe stata stipulata una convenzione da 460 mila euro per la diretta di fine anno fino al 2019), e alla procura della Repubblica di Matera, perché valuti se le lancette dell’ orologio siano state spinte in avanti ad arte per rosicchiare audience e si configuri il reato di truffa aggravata. Intanto Maurizio Gasparri (Fi) giudica “imbarazzante il silenzio di Campo Dall’ Orto” e insiste per un’ audizione in tempi brevi del direttore generale in Vigilanza. Avviata l’ indagine interna sulla falla nel countdown, ricondotta ai dirigenti dei programmi la piena responsabilità su tutto ciò che va in onda, il dg si prepara a incassare i pieni poteri da capo azienda che gli assegna la riforma, fortemente voluta dal governo Renzi, e a ingranare la marcia per avviare l’ era del rinnovamento a Viale Mazzini. Il primo step sarà la modifica dello Statuto aziendale, che arriverà sul tavolo del cda il 13 gennaio per essere discussa e poi votata, al massimo entro la fine del mese (il 13 la riunione potrebbe essere interlocutoria, visto che presidente e consiglieri alle 14 sono attesi in Vigilanza), con il passaggio formale nell’ assemblea dei soci. Nella successiva seduta del consiglio, a febbraio, potrebbero arrivare i primi segnali di cambiamento. In base alla nuova legge, Campo Dall’ Orto può nominare i dirigenti, anche se per le nomine editoriali deve avere il parere del cda (nel caso dei direttori di testata, è vincolante se fornito a maggioranza dei due terzi). E proprio dagli avvicendamenti nelle reti partirebbe la road map del dg, in attesa della definizione del piano industriale che sarà pronto in primavera. Il toto-nomine impazza, in particolare su Rai1 (circolano tra gli altri i nomi di Eleonora Andreatta, Simona Ercolani e Angelo Teodoli) e Rai3 (il tam tam suggerisce Andrea Salerno), ma l’ unica certezza è che Campo Dall’ Orto intende condividere il suo progetto editoriale con la presidenza e il cda, coinvolgendoli in un gioco di squadra. Se la partita delle reti è cruciale – sia in vista delle elezioni amministrative, sia della messa a punto dei nuovi palinsesti, che devono essere presentati a giugno agli sponsor – il fronte delle nomine nei tg potrebbe essere aperto in un secondo momento. Il 7 gennaio si insedia Carlo Verdelli, scelto da Campo Dall’ Orto per l’ inedito ruolo di direttore editoriale dell’ informazione: dovrà coordinare il lavoro delle testate e dell’ offerta editoriale informativa, anche dal punto di vista produttivo, gestendone proposte e priorità. Un compito complesso, che lo porterà a confrontarsi con le prerogative dei direttori di testata e che richiederà tempo.
angelo scarano
Vicenza Today, 03/01/2016 20:10
Morti in sala parto, esposto Codacons a Brescia, Vicenza, Torino e Verona
in seguito all’ inquitante sequela di drammi, il codacos ha dichiarato che “mandare gli ispettori negli ospedali è una misura del tutto inutile, che serve a lavarsi la coscienza. riteniamo invece si debbano accertare alla radice le responsabilità di quanto accaduto, verificando in primis il ruolo delle istituzioni”
Storie Correlate Morte di Marta Lazzarin e del suo bambino: 5 persone indagate Bassano, Marta Lazzarin muore di parto, perso anche il bambino Durissimo il Codacons sui gravissimi episodi di morte durante il parto registrati negli ultimi giorni in Italia . “Mandare gli ispettori negli ospedali è una misura del tutto inutile, che serve a lavarsi la coscienza senza effetti reali sul fronte della prevenzione e del miglioramento del servizio sanitario – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Riteniamo invece si debbano accertare alla radice le responsabilità di quanto accaduto, verificando in primis il ruolo delle istituzioni”. Per questo il Codacons annuncia per domani un esposto alle Procure di Brescia, Vicenza, Torino e Verona in cui si chiede di verificare eventuali responsabilità delle Regioni interessate da tali gravi episodi, considerata la competenza regionale sulla materia sanitaria, e dello stesso Ministero della salute, allo scopo di accertare eventuali omissioni – specie sul fronte della prevenzione – che abbiano concorso a determinare i decessi degli ultimi giorni. Annuncio promozionale.
unionesarda.com, 03/01/2016 19:21
Rai, trasferta d’ oro a Matera In trecento per lo show di fine anno – Cronaca – L’ Unione Sarda.it
Qualcuno l’ ha definita l’ occupazione di Matera. Altri l’ ennesimo intollerabile spreco della Rai. Nei giorni in cui l’ indigesto canone entra nella bolletta elettrica e dopo le polemiche per l’ anticipo del brindisi e la bestemmia in diretta, gli italiani scoprono che per trasmettere da Matera “L’ anno che verrà”, trasmissione di Capodanno, la tv di Stato ha inviato nella cittadina che sarà capitale europea della cultura nel 2019 trecento persone spendendo 130 mila euro solo per l’ albergo. Soldi della Regione Basilicata che con la Rai ha stipulato un contratto che prevede la trasmissione della serata di fine anno sino al 2019 in cambio di 460 mila euro al netto dell’ Iva. Un accordo che prevede un ricco budget per l’ hotel (a tre e quattro stelle, quelli a due non sono tollerati dai sindacati) ma non un rimborso per il vitto. Nessun problema: la Rai prevede una diaria di 60 euro per colazioni, pranzi e cene. BESTEMMIA, ESPOSTO DEL CODACONS – Intanto il Codacons presenterà domani un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Matera sul caso del Capodanno trasmesso in diretta da Raiuno, evento caratterizzato da una grave bestemmia passata in sovrimpressione e dal countdown di fine anno anticipato. “Vogliamo sapere quanto ha speso l’ azienda per questa trasmissione e se la Corte dei Conti ritenga o meno giusto e congruo lo sforzo economico della rete a fronte di quanto accaduto durante la diretta – spiega l’ associazione – La Procura di Matera, invece, dovrà verificare se il countdown anticipato possa configurare ipotesi penalmente rilevanti come quella di truffa aggravata a danno dei telespettatori che il 31 dicembre scorso hanno assistito alla trasmissione, e se il conteggio sia stato artatamente anticipato ai fini dell’ audience”.
larena.it, 03/01/2016 19:11
Morte di parto «Accertamenti a San Bonifacio»
«Sono in corso tutti gli accertamenti della task force del Ministero della Salute presso gli ospedali di Brescia, Bassano del Grappa e a San Bonifacio dove nei giorni scorsi sono morte in sala parto Giovanna Lazzari, Marta Lazzarin e Anna Massignan». A confermarlo è il ministero della Salute. Gli ispettori, viene precisato, «devono acquisire le carte e tutte le relazioni tecniche. Ci vorranno tre-quattro giorni, mentre domani dovrebbe essere pronta la relazione finale dell’ ispezione sul caso di Torino». La task force dovrà accertare se a determinare i decessi abbiano contribuito difetti organizzativi e se siano state rispettate tutte le procedure previste a garanzia della qualità e sicurezza delle cure. Ma, secondo quanto si apprende, con l’ invio degli ispettori negli ospedali il ministro Lorenzin intende avviare anche una verifica sull’ efficacia delle linee guida sulle donne in gravidanza. Fra l’ altro, due delle donne morte in questi giorni sarebbero state obese e quindi con maggiori rischi di complicanze. «Il tragico bilancio delle donne, quasi al termine della loro gravidanze, morte nell`ultima settimana deve farci riflettere, soprattutto considerato che l`Organizzazione mondiale della Sanità pone il nostro Paese tra i 10 più sicuri per la gestazione insieme con Francia, Germania e Usa». Lo ha dichiarato in una nota la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco, capogruppo dei Conservatori e Riformisti. «E allora perché – si chiede la parlamentare di centrodestra – le improvvise morti, avvenute tra Natale e Capodanno, di Anna Massignan a San Bonifacio, Angela Nesta a Torino, Marta Lazzarin a Bassano del Grappa e Giovanna Lazzari a Brescia? Lasceremo alla magistratura il compito di fare luce su quanto accaduto. Forse ha ragione in Codacons nel chiedere di fare chiarezza su un`efficace attività di prevenzione in quei giorni di festa, quando evidentemente i servizi dovrebbero essere adeguatamente garantiti».
quotidianodipuglia.it, 03/01/2016 18:47
Brescia, mamma e bimba morte in ospedale: indagine per omicidio colposo, domani i funerali
Saranno celebrati domani, lunedì, alle 15 al Santuario Valverde di Rezzato, nel Bresciano, i funerali di Giovanna Lazzari, la 30enne morta all’ ottavo mese di gravidanza all’ ospedale di Brescia insieme alla bambina che aveva in grembo. La donna, madre di due bambini di un anno e quattro anni e mezzo, aveva perso la madre quando aveva sei anni e il padre quando ne aveva dodici. Sono stati i fratelli e la sorella a crescerla. Le stesse persone che, con il marito della donna Roberto Coppini, chiedono ora “verità per quello che è successo”. La Procura di Brescia indaga per omicidio colposo, inchiesta ancora a carico di ignoti. Sui recenti casi di morte in sala parto un esposto sarà presentato domani dal Codacons alle Procure di Brescia, Vicenza, Torino e Verona in cui si chiede di verificare eventuali responsabilità delle Regioni e del Ministero della salute per accertare eventuali omissioni, specie sul fronte della prevenzione, che abbiano concorso a determinare i decessi degli ultimi giorni. Lo annuncia l’ associazione dei consumatori in una nota. “Mandare gli ispettori negli ospedali è del tutto inutile” afferma il presidente Carlo Rienzi. L’ invio degli ispettori negli ospedali dove negli ultimi giorni sono morte quattro donne in sala parto, a giudizio del presidente Codacons Carlo Rienzi “è solo una misura che serve a lavarsi la coscienza,senza effetti reali sul fronte della prevenzione e del miglioramento del servizio sanitario. Riteniamo invece si debbano accertare alla radice le responsabilità di quanto accaduto – chiede infine il presidente del Codacons alla Magistratura – verificando in primis il ruolo delle istituzioni”. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Sicilia , 03/01/2016 18:40
Saldi: buona partenza, ma la crisi pesa
incremento delle vendite con gli sconti, ma per le associazioni dei consumatori “la percentuale della spesa dedicata agli acquisti rimarrà sostanzialmente invariata rispetto agli anni precedenti”. boom di presenze negli outlet
Buona la partenza dei saldi invernali. In questi primi giorni di saldi in Sicilia si registra un incremento del numero di consumatori nei negozi, nei centri commerciali e presso le vie dello shopping, rispetto agli sconti invernali dei precedenti anni. Straordinario numero di presenze al Sicilia Outlet village di Agira, dove si sono registrate code e lunghissime attese all’ ingresso dei negozi griffati per accaparrarsi qalche affare in saldo. Secondo il Codacons, associazione che monitora ufficialmente le vendite di fine stagione, “ad aumentare è anche il numero delle famiglie che in questo periodo deciderà di fare qualche acquisto, percentuale che raggiungerà il 40%”. “Il grande afflusso di consumatori per negozi non deve tuttavia indurre in errore – afferma Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons – Molti sono infatti i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 140 euro a famiglia”. “Se l’ andamento dei saldi si confermerà in tutta Italia cosi come si sta configurando nelle quattro regioni in cui il processo ha già avuto luogo, si confermeranno tutte le previsioni effettuate dall’ Onf per quest’ anno. Infatti la situazione delle famiglie è tale da non permettere, sia per quanto abbiamo visto per i consumi natalizi che sono, lo ribadiamo, scesi dell’ 1,6% e sia una impennata degli acquisti in saldo” aggiungono in una nota congiunta Adusbef e Federconsumatori. “Ancora troppo elevata -sottolineano i presidenti delle due associazioni dei consumatori, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti- è la percentuale della disoccupazione a partire da quella gravissima dei figli e nipoti che sono assistiti dalle famiglie con relativa e rilevante perdita del loro potere di acquisto. Proprio in queste motivazioni risiede il fatto che una fetta dei cittadini non hanno acquistato a Natale per acquistare con gli sconti attuali facendo sì che la percentuale di chi utilizzerà i saldi invernali aumenterà sino al 38% coinvolgendo 9 milioni e 100 mila famiglie, mantenendo una spesa media a famiglia di 179 euro”.
ilmattino.it, 03/01/2016 18:29
Brescia, mamma e bimba morte in ospedale: indagine per omicidio colposo, domani i funerali
Saranno celebrati domani, lunedì, alle 15 al Santuario Valverde di Rezzato, nel Bresciano, i funerali di Giovanna Lazzari, la 30enne morta all’ ottavo mese di gravidanza all’ ospedale di Brescia insieme alla bambina che aveva in grembo. La donna, madre di due bambini di un anno e quattro anni e mezzo, aveva perso la madre quando aveva sei anni e il padre quando ne aveva dodici. Sono stati i fratelli e la sorella a crescerla. Le stesse persone che, con il marito della donna Roberto Coppini, chiedono ora «verità per quello che è successo». La Procura di Brescia indaga per omicidio colposo, inchiesta ancora a carico di ignoti. Sui recenti casi di morte in sala parto un esposto sarà presentato domani dal Codacons alle Procure di Brescia, Vicenza, Torino e Verona in cui si chiede di verificare eventuali responsabilità delle Regioni e del Ministero della salute per accertare eventuali omissioni, specie sul fronte della prevenzione, che abbiano concorso a determinare i decessi degli ultimi giorni. Lo annuncia l’ associazione dei consumatori in una nota. «Mandare gli ispettori negli ospedali è del tutto inutile» afferma il presidente Carlo Rienzi. L’ invio degli ispettori negli ospedali dove negli ultimi giorni sono morte quattro donne in sala parto, a giudizio del presidente Codacons Carlo Rienzi «è solo una misura che serve a lavarsi la coscienza,senza effetti reali sul fronte della prevenzione e del miglioramento del servizio sanitario. Riteniamo invece si debbano accertare alla radice le responsabilità di quanto accaduto – chiede infine il presidente del Codacons alla Magistratura – verificando in primis il ruolo delle istituzioni».
giornaledibrescia.it, 03/01/2016 18:04
brescia e hinterland
Morte in sala parto, il ministero manda gli ispettori
«Sono in corso tutti gli accertamenti della task force del ministero della Salute presso gli ospedali di Brescia , Bassano del Grappa e a San Bonifacio-Verona , dove nei giorni scorsi sono morte in sala parto Giovanna Lazzari , Marta Lazzarin e Anna Massignan». A confermarlo è il ministero della Salute . Gli ispettori, viene precisato, « devono acquisire le carte e tutte le relazioni tecniche . Ci vorranno tre-quattro giorni, mentre domani dovrebbe essere pronta la relazione finale dell’ ispezione sul caso di Torino». Intanto, proprio in merito ai recenti casi di morte in sala parto un esposto sarà presentato domani, lunedì, dal Codacons alle Procure di Brescia, Vicenza, Torino e Verona in cui si chiede di verificare eventuali responsabilità delle Regioni e del Ministero della salute per accertare eventuali omissioni, specie sul fronte della prevenzione, che abbiano concorso a determinare i decessi degli ultimi giorni. Lo annuncia l’ associazione dei consumatori in una nota. «Mandare gli ispettori negli ospedali è del tutto inutile », afferma il presidente Carlo Rienzi . riproduzione riservata © www.giornaledibrescia.it.
la redazione
Blogo, 03/01/2016 17:22
Saldi invernali 2016: le 10 regole del Codacons
shares Like Tweet +1 Mail Nelle quattro regioni che ieri hanno “aperto” i saldi invernali 2016 (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta) le vendite hanno fatto segnare un buon inizio secondo il Codacons. Non è andata male nemmeno nel resto d’ Italia, dove da giorni i negozi avevano anticipato di fatto gli sconti di fine stagione attraverso la formula delle vendite promozionali e delle offerte speciali. Il Codacons tuttavia spiega che: “non si registra al momento alcuna impennata delle vendite che rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno” Ad aumentare in questi giorni è il numero di consumatori cheaffollano i negozi, nei centri commerciali e nelle vie dello shopping così come il numero delle famiglie che in questo periodo decide di fare compere, per raggiungere il 45%, quasi 1 famiglia su 2. “Il grande afflusso di consumatori per negozi non deve tuttavia indurre in errore Molti sono infatti i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 184 euro a famiglia” spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi. L’ associazione dei consumatori ha diffuso anche, come ogni anno, una sorta di vademecum, una guida ai saldi invernali 2016 , 10 regolette per fare acquisti in sicurezza e prendere delle fregature. Eccole: 1) Conservare sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non e’ possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si può così verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Per la prova dei capi, non c’ è l’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani. Dal 5 gennaio i saldi inizieranno in tutte le altre regioni italiane. Saldi invernali 2016 al via: le famiglie spenderanno 346 euro Le previsioni di Confcommercio.
renato marino
Ragusa Oggi, 03/01/2016 16:48
il codacons analizza la partenza delle vendite straordinarie
SALDI: AUMENTA PRESENZA CONSUMATORI NELLE VIE DELLO SHOPPING
Buona la partenza dei saldi invernali. In questi primi giorni di saldi si registra un incremento del numero di consumatori nei negozi, nei centri commerciali e presso le vie dello shopping, rispetto agli sconti invernali dei precedenti anni – spiega il Codacons, associazione che monitora ufficialmente le vendite di fine stagione – Ad aumentare è anche il numero delle famiglie che in questo periodo deciderà di fare qualche acquisto, percentuale che raggiungerà il 40%. “Il grande afflusso di consumatori per negozi non deve tuttavia indurre in errore – afferma Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons – Molti sono infatti i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 140 euro a.
LaNostraTv, 03/01/2016 16:30
Capodanno Rai1: polemiche, critiche ed esposti. Parla il dipendente sospeso
capodanno rai1: un fine d’ anno da cancellare
L’ anno che verrà , la trasmissione di Rai 1 che avrebbe dovuto traghettare con spensieratezza e allegria i telespettatori dal 2015 al 2016, sicuramente verrà ricordata per molto tempo e non per gli ospiti prestigiosi che hanno allietato la serata . Lo show evento in diretta da Matera e condotto da Amadeus e Rocco Papaleo , rimasti orfani di Claudio Lippi che ha dovuto dare forfait all’ ultimo momento per motivi di salute , ha fatto il pieno di ascolti ma, purtroppo, anche il pieno di critiche. Critiche per il conto alla rovescia sbagliato, che ha anticipato la mezzanotte di un minuto , ma polemiche ancora più infuocate sono state quelle relative alla bestemmia che è apparsa in uno degli sms che passavano in sovrimpressione sullo schermo. ” Un errore umano “, come lo ha definito il direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’ Orto, che però è costato un’ indagine interna e, soprattutto, la sospensione di chi avrebbe dovuto impedire che l’ sms andasse in onda. Il dipendente di Rai Com sospeso, però, non ci sta e, intervistato dalla redazione di Repubblica dice la sua. L’ uomo, il cui nome di battesimo è Francesco , pur ammettendo che lui e il suo team hanno fatto un errore molto grave, sottolinea il grande lavoro che la sua squadra ha fatto durante tutta la serata di Capodanno di Rai 1 . Capodanno Rai1: l’ esposto del Codacons e l’ amarezza del dipendente sospeso ” […]Per almeno tre ore ho tolto dal video cento sms impresentabili, tra insulti, cori razzisti, inni alla jihad e decine di bestemmie. Il centunesimo messaggio ci è scappato “, dice con molta onestà Francesco, che con grande responsabilità si prende la colpa dell’ accaduto essendo lui a guidare la squadra di lavoro, incaricata di controllare gli sms pubblicati durante la diretta televisiva de L’ anno che verrà . Il dipendente della Rai, però, per difendersi attacca anche un sistema che non ha funzionato e di cui, cosa ancora più grave, non conosceva le falle e, infatti, si sfoga dicendo: ” […]per la prima volta scopro che dietro di me non c’ è il controllo previsto. Un desk di giornalisti “. Un vero disastro il Capodanno di Rai 1 , che ha incassato innumerevoli critiche ricevute da ogni parte, da quelle feroci dell’ Osservatore Romano in primis fino ad arrivare al Codacons che ha annunciato la presentazione di un esposto alla Corte dei Conti ” per sapere se ritenga o meno giusto e congruo lo sforzo economico della rete a fronte di quanto è accaduto ” e alla Procura di Matera perchè verifichi se ” il countdown anticipato possa configurare ipotesi penalmente rilevanti come quella di truffa aggravata ai danni dei telespettatori […]e se il conteggio sia stato anticipato ad arte ai fini dell’ audience “. Soprattutto, però, è stato un inizio d’ anno amaro per Francesco, che si è sentito il capro espiatorio di tutta questa grave e spiacevole vicenda e abbandonato da tutti, tanto da dire: ” […]tutti giocano a scaricare la responsabilità su di me. Fuggi fuggi, sono basito “.
patrizia gariffo
ilmessaggero.it, 03/01/2016 15:48
Brescia, mamma e bimba morte in ospedale: indagine per omicidio colposo, domani i funerali
Saranno celebrati domani, lunedì, alle 15 al Santuario Valverde di Rezzato, nel Bresciano, i funerali di Giovanna Lazzari, la 30enne morta all’ ottavo mese di gravidanza all’ ospedale di Brescia insieme alla bambina che aveva in grembo. La donna, madre di due bambini di un anno e quattro anni e mezzo, aveva perso la madre quando aveva sei anni e il padre quando ne aveva dodici. Sono stati i fratelli e la sorella a crescerla. Le stesse persone che, con il marito della donna Roberto Coppini, chiedono ora «verità per quello che è successo». La Procura di Brescia indaga per omicidio colposo, inchiesta ancora a carico di ignoti. Sui recenti casi di morte in sala parto un esposto sarà presentato domani dal Codacons alle Procure di Brescia, Vicenza, Torino e Verona in cui si chiede di verificare eventuali responsabilità delle Regioni e del Ministero della salute per accertare eventuali omissioni, specie sul fronte della prevenzione, che abbiano concorso a determinare i decessi degli ultimi giorni. Lo annuncia l’ associazione dei consumatori in una nota. «Mandare gli ispettori negli ospedali è del tutto inutile» afferma il presidente Carlo Rienzi. L’ invio degli ispettori negli ospedali dove negli ultimi giorni sono morte quattro donne in sala parto, a giudizio del presidente Codacons Carlo Rienzi «è solo una misura che serve a lavarsi la coscienza,senza effetti reali sul fronte della prevenzione e del miglioramento del servizio sanitario. Riteniamo invece si debbano accertare alla radice le responsabilità di quanto accaduto – chiede infine il presidente del Codacons alla Magistratura – verificando in primis il ruolo delle istituzioni».
tribunatreviso.it, 03/01/2016 14:47
Morti in gravidanza, il Codacons: inutili ora gli ispettori
l’ associazione dei consumatori boccia così l’ iniziativa del ministro lorenzin dopo i recenti ripetuti casi di decessi
ROMA. Sui recenti casi di morte in sala parto, due dei quali in Veneto, un esposto sarà presentato lunedì dal Codacons alle Procure di Brescia, Vicenza, Torino e Verona in cui si chiede di verificare eventuali responsabilità delle Regioni e del Ministero della salute per accertare eventuali omissioni, specie sul fronte della prevenzione, che abbiano concorso a determinare i decessi degli ultimi giorni. Lo annuncia l’ associazione dei consumatori in una nota. «Mandare gli ispettori negli ospedali è del tutto inutile» afferma il presidente Carlo Rienzi». L’ invio degli ispettori negli ospedali dove negli ultimi giorni sono morte quattro donne in sala parto, a giudizio del presidente Codacons «è solo una misura che serve a lavarsi la coscienza,senza effetti reali sul fronte della prevenzione e del miglioramento del servizio sanitario. Riteniamo invece si debbano accertare alla radice le responsabilità di quanto accaduto – chiede infine il presidente del Codacons alla Magistratura – verificando in primis il ruolo delle istituzioni».
nuovavenezia.it, 03/01/2016 14:39
Morti in gravidanza, il Codacons: inutili ora gli ispettori
l’ associazione dei consumatori boccia così l’ iniziativa del ministro lorenzin dopo i recenti ripetuti casi di decessi
ROMA. Sui recenti casi di morte in sala parto, due dei quali in Veneto, un esposto sarà presentato lunedì dal Codacons alle Procure di Brescia, Vicenza, Torino e Verona in cui si chiede di verificare eventuali responsabilità delle Regioni e del Ministero della salute per accertare eventuali omissioni, specie sul fronte della prevenzione, che abbiano concorso a determinare i decessi degli ultimi giorni. Lo annuncia l’ associazione dei consumatori in una nota. «Mandare gli ispettori negli ospedali è del tutto inutile» afferma il presidente Carlo Rienzi». L’ invio degli ispettori negli ospedali dove negli ultimi giorni sono morte quattro donne in sala parto, a giudizio del presidente Codacons «è solo una misura che serve a lavarsi la coscienza,senza effetti reali sul fronte della prevenzione e del miglioramento del servizio sanitario. Riteniamo invece si debbano accertare alla radice le responsabilità di quanto accaduto – chiede infine il presidente del Codacons alla Magistratura – verificando in primis il ruolo delle istituzioni».
Napoli Today, 03/01/2016 14:38
Anno nuovo, stangata sui trasporti: costerà viaggiare di più
rincari in media del 2,7% con variazioni che passano da un +2,3% per il biglietto base del frecciarossa napoli-roma (che passa da 43 a 44 euro) al +3,5% per il roma-milano (che sale da 86 a 89 euro)
Il 2016 si apre con una “stangata” sul fronte dei trasporti . Agli incrementi dei pedaggi autostradali, infatti, si sono aggiunti a partire dall’ 1 gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Ma costa di piu’ anche partire in aereo, a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei. Lo afferma oggi il Codacons, che denuncia l’ aggravio di spesa per le tasche delle famiglie italiane. Annuncio promozionale “Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma – avvisa il presidente Carlo Rienzi – per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati l’ 1 gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del +2,7% che raggiungono quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”. Accanto ad autostrade, aerei e treni il Codacons prevede per il 2016 aumenti per tutto il comparto dei trasporti. “Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani – afferma Rienzi – al punto che le famiglie nel corso del 2016 spenderanno complessivamente oltre 1,4 miliardi in più solo per la voce trasporti”.
corrierealpi.it, 03/01/2016 14:33
Morti in gravidanza, il Codacons: inutili ora gli ispettori
l’ associazione dei consumatori boccia così l’ iniziativa del ministro lorenzin dopo i recenti ripetuti casi di decessi
ROMA. Sui recenti casi di morte in sala parto, due dei quali in Veneto, un esposto sarà presentato lunedì dal Codacons alle Procure di Brescia, Vicenza, Torino e Verona in cui si chiede di verificare eventuali responsabilità delle Regioni e del Ministero della salute per accertare eventuali omissioni, specie sul fronte della prevenzione, che abbiano concorso a determinare i decessi degli ultimi giorni. Lo annuncia l’ associazione dei consumatori in una nota. «Mandare gli ispettori negli ospedali è del tutto inutile» afferma il presidente Carlo Rienzi». L’ invio degli ispettori negli ospedali dove negli ultimi giorni sono morte quattro donne in sala parto, a giudizio del presidente Codacons «è solo una misura che serve a lavarsi la coscienza,senza effetti reali sul fronte della prevenzione e del miglioramento del servizio sanitario. Riteniamo invece si debbano accertare alla radice le responsabilità di quanto accaduto – chiede infine il presidente del Codacons alla Magistratura – verificando in primis il ruolo delle istituzioni».
mattinopadova.it, 03/01/2016 14:31
Morti in gravidanza, il Codacons: inutili ora gli ispettori
l’ associazione dei consumatori boccia così l’ iniziativa del ministro lorenzin dopo i recenti ripetuti casi di decessi
ROMA. Sui recenti casi di morte in sala parto, due dei quali in Veneto, un esposto sarà presentato lunedì dal Codacons alle Procure di Brescia, Vicenza, Torino e Verona in cui si chiede di verificare eventuali responsabilità delle Regioni e del Ministero della salute per accertare eventuali omissioni, specie sul fronte della prevenzione, che abbiano concorso a determinare i decessi degli ultimi giorni. Lo annuncia l’ associazione dei consumatori in una nota. «Mandare gli ispettori negli ospedali è del tutto inutile» afferma il presidente Carlo Rienzi». L’ invio degli ispettori negli ospedali dove negli ultimi giorni sono morte quattro donne in sala parto, a giudizio del presidente Codacons «è solo una misura che serve a lavarsi la coscienza,senza effetti reali sul fronte della prevenzione e del miglioramento del servizio sanitario. Riteniamo invece si debbano accertare alla radice le responsabilità di quanto accaduto – chiede infine il presidente del Codacons alla Magistratura – verificando in primis il ruolo delle istituzioni».
ilgiorno.com, 03/01/2016 14:14
Roma, 3 gennaio 2016 – Continua la polemica sul capodanno targato Rai1 con countdown …
Roma, 3 gennaio 2016 – Continua la polemica sul capodanno targato Rai1 con countdown anticipato e bestemmia che scorre nel sottopancia. Dopo le ire del Vaticano – chiari segnali di una tv fuori controllo con l’ alibi dello share, afferma l’ Osservatore romano . Il mancato filtro sugli sms andati in onda dimostra che la bestemmia è ormai “considerata irrilevante se non accettabile” – si segnala il duro attacco del centrodestra con Gasparr i. Il Pd tende a minimizzare (“Serve più controllo”) mentre il Codacons annuncia un esposto. E intanto Campo Dall’ Orto decide che il controllo va ricondotto ai responsabili delle trasmissioni. ESPOSTO CODACONS – Sul caso l’ associazione di consumatori presenterà domani un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura di Matera. “Vogliamo sapere – afferma il Codacons – quanto ha speso l’ azienda per questa trasmissione e se la Corte dei Conti ritenga o meno giusto e congruo lo sforzo economico della rete a fronte di quanto accaduto durante la diretta”. La Procura di Matera, invece, dovrà verificare “se il countdown anticipato possa configurare ipotesi penalmente rilevanti come quella di truffa aggravata a danno dei telespettatori che il 31 dicembre scorso hanno assistito alla trasmissione e se il conteggio sia stato artatamente anticipato ai fini dell’ audience”. LA BESTEMMIA DI TIMPERI – Sempre il Codacons rende noto che “la Rai ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro la multa inflitta all’ azienda per il grave episodio della bestemmia di Tiberio Timperi, pronunciata il 18 ottobre 2014 nel corso della trasmissione ‘Unomattina in famiglia’, in diretta su Rai1”. Nel ricorso la rete contesta la multa sostenendo che se qualcuno bestemmia è un caso fortuito che non implica responsabilità dell’ emittente. GASPARRI – Per Forza Italia alza la voce Maurizio Gasparri, che chiede “la immediata convocazione di Campo Dall’ Orto in Commissione di vigilanza per chiedergli conto dei numerosi errori della sua Rai che dovrebbe essere improntata alla qualità”. La notte del 31 è andato in onda un “turpiloquio musicale che non è certo il modo in cui consacrare alla qualità il ruolo del servizio pubblico. L’ anno nuovo si è aperto all’ insegna del vaf e delle bestemmie divulgate senza filtro. Il tutto pochi giorni dopo il sermone di Biagio Antonacci sulle adozioni gay, altra grave violazione di ogni regola”, attacca il senatore azzurro in una nota. IL PD: PIU’ CONTROLLI – “La bestemmia all’ Anno che verrà è uno scivolone, ma i controlli per una grande azienda non sono un optional “, afferma il leader dei Moderati Giacomo Portas, eletto alla Camera nel Pd. “Gli incidenti avvengono, ma vanno evitati con controlli che devono essere imperativi per il nostro servizio pubblico”, conclude Portas. RIPRODUZIONE RISERVATA.
ilrestodelcarlino.it, 03/01/2016 14:07
Roma, 3 gennaio 2016 – Continua la polemica sul capodanno targato Rai1 con countdown …
Roma, 3 gennaio 2016 – Continua la polemica sul capodanno targato Rai1 con countdown anticipato e bestemmia che scorre nel sottopancia. Dopo le ire del Vaticano – chiari segnali di una tv fuori controllo con l’ alibi dello share, afferma l’ Osservatore romano . Il mancato filtro sugli sms andati in onda dimostra che la bestemmia è ormai “considerata irrilevante se non accettabile” – si segnala il duro attacco del centrodestra con Gasparr i. Il Pd tende a minimizzare (“Serve più controllo”) mentre il Codacons annuncia un esposto. E intanto Campo Dall’ Orto decide che il controllo va ricondotto ai responsabili delle trasmissioni. ESPOSTO CODACONS – Sul caso l’ associazione di consumatori presenterà domani un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura di Matera. “Vogliamo sapere – afferma il Codacons – quanto ha speso l’ azienda per questa trasmissione e se la Corte dei Conti ritenga o meno giusto e congruo lo sforzo economico della rete a fronte di quanto accaduto durante la diretta”. La Procura di Matera, invece, dovrà verificare “se il countdown anticipato possa configurare ipotesi penalmente rilevanti come quella di truffa aggravata a danno dei telespettatori che il 31 dicembre scorso hanno assistito alla trasmissione e se il conteggio sia stato artatamente anticipato ai fini dell’ audience”. LA BESTEMMIA DI TIMPERI – Sempre il Codacons rende noto che “la Rai ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro la multa inflitta all’ azienda per il grave episodio della bestemmia di Tiberio Timperi, pronunciata il 18 ottobre 2014 nel corso della trasmissione ‘Unomattina in famiglia’, in diretta su Rai1”. Nel ricorso la rete contesta la multa sostenendo che se qualcuno bestemmia è un caso fortuito che non implica responsabilità dell’ emittente. GASPARRI – Per Forza Italia alza la voce Maurizio Gasparri, che chiede “la immediata convocazione di Campo Dall’ Orto in Commissione di vigilanza per chiedergli conto dei numerosi errori della sua Rai che dovrebbe essere improntata alla qualità”. La notte del 31 è andato in onda un “turpiloquio musicale che non è certo il modo in cui consacrare alla qualità il ruolo del servizio pubblico. L’ anno nuovo si è aperto all’ insegna del vaf e delle bestemmie divulgate senza filtro. Il tutto pochi giorni dopo il sermone di Biagio Antonacci sulle adozioni gay, altra grave violazione di ogni regola”, attacca il senatore azzurro in una nota. IL PD: PIU’ CONTROLLI – “La bestemmia all’ Anno che verrà è uno scivolone, ma i controlli per una grande azienda non sono un optional “, afferma il leader dei Moderati Giacomo Portas, eletto alla Camera nel Pd. “Gli incidenti avvengono, ma vanno evitati con controlli che devono essere imperativi per il nostro servizio pubblico”, conclude Portas. RIPRODUZIONE RISERVATA.
lanazione.com, 03/01/2016 14:06
Roma, 3 gennaio 2016 – Continua la polemica sul capodanno targato Rai1 con countdown …
Roma, 3 gennaio 2016 – Continua la polemica sul capodanno targato Rai1 con countdown anticipato e bestemmia che scorre nel sottopancia. Dopo le ire del Vaticano – chiari segnali di una tv fuori controllo con l’ alibi dello share, afferma l’ Osservatore romano . Il mancato filtro sugli sms andati in onda dimostra che la bestemmia è ormai “considerata irrilevante se non accettabile” – si segnala il duro attacco del centrodestra con Gasparr i. Il Pd tende a minimizzare (“Serve più controllo”) mentre il Codacons annuncia un esposto. E intanto Campo Dall’ Orto decide che il controllo va ricondotto ai responsabili delle trasmissioni. ESPOSTO CODACONS – Sul caso l’ associazione di consumatori presenterà domani un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura di Matera. “Vogliamo sapere – afferma il Codacons – quanto ha speso l’ azienda per questa trasmissione e se la Corte dei Conti ritenga o meno giusto e congruo lo sforzo economico della rete a fronte di quanto accaduto durante la diretta”. La Procura di Matera, invece, dovrà verificare “se il countdown anticipato possa configurare ipotesi penalmente rilevanti come quella di truffa aggravata a danno dei telespettatori che il 31 dicembre scorso hanno assistito alla trasmissione e se il conteggio sia stato artatamente anticipato ai fini dell’ audience”. LA BESTEMMIA DI TIMPERI – Sempre il Codacons rende noto che “la Rai ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro la multa inflitta all’ azienda per il grave episodio della bestemmia di Tiberio Timperi, pronunciata il 18 ottobre 2014 nel corso della trasmissione ‘Unomattina in famiglia’, in diretta su Rai1”. Nel ricorso la rete contesta la multa sostenendo che se qualcuno bestemmia è un caso fortuito che non implica responsabilità dell’ emittente. GASPARRI – Per Forza Italia alza la voce Maurizio Gasparri, che chiede “la immediata convocazione di Campo Dall’ Orto in Commissione di vigilanza per chiedergli conto dei numerosi errori della sua Rai che dovrebbe essere improntata alla qualità”. La notte del 31 è andato in onda un “turpiloquio musicale che non è certo il modo in cui consacrare alla qualità il ruolo del servizio pubblico. L’ anno nuovo si è aperto all’ insegna del vaf e delle bestemmie divulgate senza filtro. Il tutto pochi giorni dopo il sermone di Biagio Antonacci sulle adozioni gay, altra grave violazione di ogni regola”, attacca il senatore azzurro in una nota. IL PD: PIU’ CONTROLLI – “La bestemmia all’ Anno che verrà è uno scivolone, ma i controlli per una grande azienda non sono un optional “, afferma il leader dei Moderati Giacomo Portas, eletto alla Camera nel Pd. “Gli incidenti avvengono, ma vanno evitati con controlli che devono essere imperativi per il nostro servizio pubblico”, conclude Portas. RIPRODUZIONE RISERVATA.
quotidianonet.com, 03/01/2016 14:05
Roma, 3 gennaio 2016 – Continua la polemica sul capodanno targato Rai1 con countdown …
Roma, 3 gennaio 2016 – Continua la polemica sul capodanno targato Rai1 con countdown anticipato e bestemmia che scorre nel sottopancia. Dopo le ire del Vaticano – chiari segnali di una tv fuori controllo con l’ alibi dello share, afferma l’ Osservatore romano . Il mancato filtro sugli sms andati in onda dimostra che la bestemmia è ormai “considerata irrilevante se non accettabile” – si segnala il duro attacco del centrodestra con Gasparr i. Il Pd tende a minimizzare (“Serve più controllo”) mentre il Codacons annuncia un esposto. E intanto Campo Dall’ Orto decide che il controllo va ricondotto ai responsabili delle trasmissioni. ESPOSTO CODACONS – Sul caso l’ associazione di consumatori presenterà domani un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura di Matera. “Vogliamo sapere – afferma il Codacons – quanto ha speso l’ azienda per questa trasmissione e se la Corte dei Conti ritenga o meno giusto e congruo lo sforzo economico della rete a fronte di quanto accaduto durante la diretta”. La Procura di Matera, invece, dovrà verificare “se il countdown anticipato possa configurare ipotesi penalmente rilevanti come quella di truffa aggravata a danno dei telespettatori che il 31 dicembre scorso hanno assistito alla trasmissione e se il conteggio sia stato artatamente anticipato ai fini dell’ audience”. LA BESTEMMIA DI TIMPERI – Sempre il Codacons rende noto che “la Rai ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro la multa inflitta all’ azienda per il grave episodio della bestemmia di Tiberio Timperi, pronunciata il 18 ottobre 2014 nel corso della trasmissione ‘Unomattina in famiglia’, in diretta su Rai1”. Nel ricorso la rete contesta la multa sostenendo che se qualcuno bestemmia è un caso fortuito che non implica responsabilità dell’ emittente. GASPARRI – Per Forza Italia alza la voce Maurizio Gasparri, che chiede “la immediata convocazione di Campo Dall’ Orto in Commissione di vigilanza per chiedergli conto dei numerosi errori della sua Rai che dovrebbe essere improntata alla qualità”. La notte del 31 è andato in onda un “turpiloquio musicale che non è certo il modo in cui consacrare alla qualità il ruolo del servizio pubblico. L’ anno nuovo si è aperto all’ insegna del vaf e delle bestemmie divulgate senza filtro. Il tutto pochi giorni dopo il sermone di Biagio Antonacci sulle adozioni gay, altra grave violazione di ogni regola”, attacca il senatore azzurro in una nota. IL PD: PIU’ CONTROLLI – “La bestemmia all’ Anno che verrà è uno scivolone, ma i controlli per una grande azienda non sono un optional “, afferma il leader dei Moderati Giacomo Portas, eletto alla Camera nel Pd. “Gli incidenti avvengono, ma vanno evitati con controlli che devono essere imperativi per il nostro servizio pubblico”, conclude Portas. RIPRODUZIONE RISERVATA.
mattinopadova.it, 03/01/2016 13:59
Saldi: Codacons, buona partenza ma vendite restano stabili
Roma, 3 gen. – Buona la partenza dei saldi invernali non solo nelle 4 regioni che hanno dato ufficialmente il via agli sconti invernali (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta), ma anche nel resto d’ Italia, dove da giorni i negozi hanno di fatto anticipato l’ avvio del saldi proponendo sconti e offerte speciali alla clientela. Lo fa sapere il Codacons, secondo cui tuttavia ‘non si registra al momento alcuna impennata delle vendite che rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno’. In questi primi giorni di saldi si registra un incremento del numero di consumatori nei negozi, nei centri commerciali e presso le vie dello shopping, rispetto agli sconti invernali dei precedenti anni – spiega il Codacons, associazione che monitora ufficialmente le vendite di fine stagione – Ad aumentare è anche il numero delle famiglie che in questo periodo deciderà di fare qualche acquisto, percentuale che raggiungerà il 45%, ossia quasi 1 famiglia su 2. ‘Il grande afflusso di consumatori per negozi non deve tuttavia indurre in errore – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Molti sono infatti i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 184 euro a famiglia’. .
ilpiccolo.it (Trieste), 03/01/2016 13:58
Saldi: Codacons, buona partenza ma vendite restano stabili
Roma, 3 gen. – Buona la partenza dei saldi invernali non solo nelle 4 regioni che hanno dato ufficialmente il via agli sconti invernali (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta), ma anche nel resto d’ Italia, dove da giorni i negozi hanno di fatto anticipato l’ avvio del saldi proponendo sconti e offerte speciali alla clientela. Lo fa sapere il Codacons, secondo cui tuttavia ‘non si registra al momento alcuna impennata delle vendite che rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno’. In questi primi giorni di saldi si registra un incremento del numero di consumatori nei negozi, nei centri commerciali e presso le vie dello shopping, rispetto agli sconti invernali dei precedenti anni – spiega il Codacons, associazione che monitora ufficialmente le vendite di fine stagione – Ad aumentare è anche il numero delle famiglie che in questo periodo deciderà di fare qualche acquisto, percentuale che raggiungerà il 45%, ossia quasi 1 famiglia su 2. ‘Il grande afflusso di consumatori per negozi non deve tuttavia indurre in errore – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Molti sono infatti i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 184 euro a famiglia’. .
lanuovaferrara.it, 03/01/2016 13:55
Saldi: Codacons, buona partenza ma vendite restano stabili
Roma, 3 gen. – Buona la partenza dei saldi invernali non solo nelle 4 regioni che hanno dato ufficialmente il via agli sconti invernali (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta), ma anche nel resto d’ Italia, dove da giorni i negozi hanno di fatto anticipato l’ avvio del saldi proponendo sconti e offerte speciali alla clientela. Lo fa sapere il Codacons, secondo cui tuttavia ‘non si registra al momento alcuna impennata delle vendite che rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno’. In questi primi giorni di saldi si registra un incremento del numero di consumatori nei negozi, nei centri commerciali e presso le vie dello shopping, rispetto agli sconti invernali dei precedenti anni – spiega il Codacons, associazione che monitora ufficialmente le vendite di fine stagione – Ad aumentare è anche il numero delle famiglie che in questo periodo deciderà di fare qualche acquisto, percentuale che raggiungerà il 45%, ossia quasi 1 famiglia su 2. ‘Il grande afflusso di consumatori per negozi non deve tuttavia indurre in errore – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Molti sono infatti i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 184 euro a famiglia’. .
Sardinia Post, 03/01/2016 13:55
Esposto Codacons su spesa Rai per trasmissione di capodanno
Esposto Codacons su spesa Rai per trasmissione di capodanno 3 gennaio 2016 Politica e società Alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Matera (askanews) – Roma, 3 gen 2015 – Il Codacons presentera’ domani un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Matera sul caso del Capodanno trasmesso in diretta da Raiuno, evento caratterizzato da una grave bestemmia passata in sovrimpressione e dal countdown di fine anno anticipato. “Vogliamo sapere – si legge in una nota dello stesso coordinamento delle associazioni per i diritti dei consumatori – quanto ha speso l’ azienda per questa trasmissione e se la Corte dei Conti ritenga o meno giusto e congruo lo sforzo economico della rete a fronte di quanto accaduto durante la diretta. La Procura di Matera, invece, dovra’ verificare se il countdown anticipato possa configurare ipotesi penalmente rilevanti come quella di truffa aggravata a danno dei telespettatori che il 31 dicembre scorso hanno assistito alla trasmissione, e se il conteggio sia stato artatamente anticipato ai fini dell’ audience”. Intanto il Codacons rende noto che la Rai ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro la multa inflitta all’ azienda dall’ Autorita’ per le Comunicazioni per il grave episodio della bestemmia di Tiberio Timperi, pronunciata il 18 ottobre 2014 nel corso della trasmissione “Unomattina in famiglia”, in diretta su RaiUno. Nel ricorso la rete contesta la multa, elevata a seguito della denuncia del Codacons, sostenendo che se qualcuno bestemmia e’ un caso fortuito che non implica responsabilita’ dell’ emittente. Questa la tesi sostenuta nel ricorso al Tar per il quale la Rai paga un avvocato privato anziché il proprio ufficio legale, aggravando gli utenti di costi evitabili: “L’ evento che ha dato origine alla sanzione e’ stato completamente indipendente dalla volonta’ della Rai ed e’ stato determinato dal concatenarsi di una serie di circostanze che sfuggono alla prevedibilita’ e al controllo umano, categoria del caso fortuito”. Notizia Precedente.
ilcentro.it, 03/01/2016 13:55
Saldi: Codacons, buona partenza ma vendite restano stabili
Roma, 3 gen. – Buona la partenza dei saldi invernali non solo nelle 4 regioni che hanno dato ufficialmente il via agli sconti invernali (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta), ma anche nel resto d’ Italia, dove da giorni i negozi hanno di fatto anticipato l’ avvio del saldi proponendo sconti e offerte speciali alla clientela. Lo fa sapere il Codacons, secondo cui tuttavia ‘non si registra al momento alcuna impennata delle vendite che rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno’. In questi primi giorni di saldi si registra un incremento del numero di consumatori nei negozi, nei centri commerciali e presso le vie dello shopping, rispetto agli sconti invernali dei precedenti anni – spiega il Codacons, associazione che monitora ufficialmente le vendite di fine stagione – Ad aumentare è anche il numero delle famiglie che in questo periodo deciderà di fare qualche acquisto, percentuale che raggiungerà il 45%, ossia quasi 1 famiglia su 2. ‘Il grande afflusso di consumatori per negozi non deve tuttavia indurre in errore – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Molti sono infatti i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 184 euro a famiglia’. .
lanuovasardegna.it, 03/01/2016 13:54
Saldi: Codacons, buona partenza ma vendite restano stabili
Roma, 3 gen. – Buona la partenza dei saldi invernali non solo nelle 4 regioni che hanno dato ufficialmente il via agli sconti invernali (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta), ma anche nel resto d’ Italia, dove da giorni i negozi hanno di fatto anticipato l’ avvio del saldi proponendo sconti e offerte speciali alla clientela. Lo fa sapere il Codacons, secondo cui tuttavia ‘non si registra al momento alcuna impennata delle vendite che rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno’. In questi primi giorni di saldi si registra un incremento del numero di consumatori nei negozi, nei centri commerciali e presso le vie dello shopping, rispetto agli sconti invernali dei precedenti anni – spiega il Codacons, associazione che monitora ufficialmente le vendite di fine stagione – Ad aumentare è anche il numero delle famiglie che in questo periodo deciderà di fare qualche acquisto, percentuale che raggiungerà il 45%, ossia quasi 1 famiglia su 2. ‘Il grande afflusso di consumatori per negozi non deve tuttavia indurre in errore – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Molti sono infatti i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 184 euro a famiglia’. .
altoadige.it, 03/01/2016 13:53
Saldi: Codacons, buona partenza ma vendite restano stabili
Roma, 3 gen. – Buona la partenza dei saldi invernali non solo nelle 4 regioni che hanno dato ufficialmente il via agli sconti invernali (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta), ma anche nel resto d’ Italia, dove da giorni i negozi hanno di fatto anticipato l’ avvio del saldi proponendo sconti e offerte speciali alla clientela. Lo fa sapere il Codacons, secondo cui tuttavia ‘non si registra al momento alcuna impennata delle vendite che rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno’. In questi primi giorni di saldi si registra un incremento del numero di consumatori nei negozi, nei centri commerciali e presso le vie dello shopping, rispetto agli sconti invernali dei precedenti anni – spiega il Codacons, associazione che monitora ufficialmente le vendite di fine stagione – Ad aumentare è anche il numero delle famiglie che in questo periodo deciderà di fare qualche acquisto, percentuale che raggiungerà il 45%, ossia quasi 1 famiglia su 2. ‘Il grande afflusso di consumatori per negozi non deve tuttavia indurre in errore – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Molti sono infatti i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 184 euro a famiglia’. .
lacittadisalerno.it, 03/01/2016 13:53
Saldi: Codacons, buona partenza ma vendite restano stabili
Roma, 3 gen. – Buona la partenza dei saldi invernali non solo nelle 4 regioni che hanno dato ufficialmente il via agli sconti invernali (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta), ma anche nel resto d’ Italia, dove da giorni i negozi hanno di fatto anticipato l’ avvio del saldi proponendo sconti e offerte speciali alla clientela. Lo fa sapere il Codacons, secondo cui tuttavia ‘non si registra al momento alcuna impennata delle vendite che rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno’. In questi primi giorni di saldi si registra un incremento del numero di consumatori nei negozi, nei centri commerciali e presso le vie dello shopping, rispetto agli sconti invernali dei precedenti anni – spiega il Codacons, associazione che monitora ufficialmente le vendite di fine stagione – Ad aumentare è anche il numero delle famiglie che in questo periodo deciderà di fare qualche acquisto, percentuale che raggiungerà il 45%, ossia quasi 1 famiglia su 2. ‘Il grande afflusso di consumatori per negozi non deve tuttavia indurre in errore – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Molti sono infatti i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 184 euro a famiglia’. .
messaggeroveneto.it, 03/01/2016 13:50
Saldi: Codacons, buona partenza ma vendite restano stabili
Roma, 3 gen. – Buona la partenza dei saldi invernali non solo nelle 4 regioni che hanno dato ufficialmente il via agli sconti invernali (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta), ma anche nel resto d’ Italia, dove da giorni i negozi hanno di fatto anticipato l’ avvio del saldi proponendo sconti e offerte speciali alla clientela. Lo fa sapere il Codacons, secondo cui tuttavia ‘non si registra al momento alcuna impennata delle vendite che rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno’. In questi primi giorni di saldi si registra un incremento del numero di consumatori nei negozi, nei centri commerciali e presso le vie dello shopping, rispetto agli sconti invernali dei precedenti anni – spiega il Codacons, associazione che monitora ufficialmente le vendite di fine stagione – Ad aumentare è anche il numero delle famiglie che in questo periodo deciderà di fare qualche acquisto, percentuale che raggiungerà il 45%, ossia quasi 1 famiglia su 2. ‘Il grande afflusso di consumatori per negozi non deve tuttavia indurre in errore – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Molti sono infatti i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 184 euro a famiglia’. .
gazzettadimantova.it, 03/01/2016 13:48
Saldi: Codacons, buona partenza ma vendite restano stabili
Roma, 3 gen. – Buona la partenza dei saldi invernali non solo nelle 4 regioni che hanno dato ufficialmente il via agli sconti invernali (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta), ma anche nel resto d’ Italia, dove da giorni i negozi hanno di fatto anticipato l’ avvio del saldi proponendo sconti e offerte speciali alla clientela. Lo fa sapere il Codacons, secondo cui tuttavia ‘non si registra al momento alcuna impennata delle vendite che rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno’. In questi primi giorni di saldi si registra un incremento del numero di consumatori nei negozi, nei centri commerciali e presso le vie dello shopping, rispetto agli sconti invernali dei precedenti anni – spiega il Codacons, associazione che monitora ufficialmente le vendite di fine stagione – Ad aumentare è anche il numero delle famiglie che in questo periodo deciderà di fare qualche acquisto, percentuale che raggiungerà il 45%, ossia quasi 1 famiglia su 2. ‘Il grande afflusso di consumatori per negozi non deve tuttavia indurre in errore – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Molti sono infatti i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 184 euro a famiglia’. .
gazzettadimodena.it, 03/01/2016 13:47
Saldi: Codacons, buona partenza ma vendite restano stabili
Roma, 3 gen. – Buona la partenza dei saldi invernali non solo nelle 4 regioni che hanno dato ufficialmente il via agli sconti invernali (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta), ma anche nel resto d’ Italia, dove da giorni i negozi hanno di fatto anticipato l’ avvio del saldi proponendo sconti e offerte speciali alla clientela. Lo fa sapere il Codacons, secondo cui tuttavia ‘non si registra al momento alcuna impennata delle vendite che rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno’. In questi primi giorni di saldi si registra un incremento del numero di consumatori nei negozi, nei centri commerciali e presso le vie dello shopping, rispetto agli sconti invernali dei precedenti anni – spiega il Codacons, associazione che monitora ufficialmente le vendite di fine stagione – Ad aumentare è anche il numero delle famiglie che in questo periodo deciderà di fare qualche acquisto, percentuale che raggiungerà il 45%, ossia quasi 1 famiglia su 2. ‘Il grande afflusso di consumatori per negozi non deve tuttavia indurre in errore – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Molti sono infatti i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 184 euro a famiglia’. .
laprovinciapavese.it, 03/01/2016 13:45
Saldi: Codacons, buona partenza ma vendite restano stabili
Roma, 3 gen. – Buona la partenza dei saldi invernali non solo nelle 4 regioni che hanno dato ufficialmente il via agli sconti invernali (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta), ma anche nel resto d’ Italia, dove da giorni i negozi hanno di fatto anticipato l’ avvio del saldi proponendo sconti e offerte speciali alla clientela. Lo fa sapere il Codacons, secondo cui tuttavia ‘non si registra al momento alcuna impennata delle vendite che rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno’. In questi primi giorni di saldi si registra un incremento del numero di consumatori nei negozi, nei centri commerciali e presso le vie dello shopping, rispetto agli sconti invernali dei precedenti anni – spiega il Codacons, associazione che monitora ufficialmente le vendite di fine stagione – Ad aumentare è anche il numero delle famiglie che in questo periodo deciderà di fare qualche acquisto, percentuale che raggiungerà il 45%, ossia quasi 1 famiglia su 2. ‘Il grande afflusso di consumatori per negozi non deve tuttavia indurre in errore – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Molti sono infatti i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 184 euro a famiglia’. .
tribunatreviso.it, 03/01/2016 13:44
Saldi: Codacons, buona partenza ma vendite restano stabili
Roma, 3 gen. – Buona la partenza dei saldi invernali non solo nelle 4 regioni che hanno dato ufficialmente il via agli sconti invernali (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta), ma anche nel resto d’ Italia, dove da giorni i negozi hanno di fatto anticipato l’ avvio del saldi proponendo sconti e offerte speciali alla clientela. Lo fa sapere il Codacons, secondo cui tuttavia ‘non si registra al momento alcuna impennata delle vendite che rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno’. In questi primi giorni di saldi si registra un incremento del numero di consumatori nei negozi, nei centri commerciali e presso le vie dello shopping, rispetto agli sconti invernali dei precedenti anni – spiega il Codacons, associazione che monitora ufficialmente le vendite di fine stagione – Ad aumentare è anche il numero delle famiglie che in questo periodo deciderà di fare qualche acquisto, percentuale che raggiungerà il 45%, ossia quasi 1 famiglia su 2. ‘Il grande afflusso di consumatori per negozi non deve tuttavia indurre in errore – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Molti sono infatti i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 184 euro a famiglia’. .
gazzettadireggio.it, 03/01/2016 13:43
Saldi: Codacons, buona partenza ma vendite restano stabili
Roma, 3 gen. – Buona la partenza dei saldi invernali non solo nelle 4 regioni che hanno dato ufficialmente il via agli sconti invernali (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta), ma anche nel resto d’ Italia, dove da giorni i negozi hanno di fatto anticipato l’ avvio del saldi proponendo sconti e offerte speciali alla clientela. Lo fa sapere il Codacons, secondo cui tuttavia ‘non si registra al momento alcuna impennata delle vendite che rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno’. In questi primi giorni di saldi si registra un incremento del numero di consumatori nei negozi, nei centri commerciali e presso le vie dello shopping, rispetto agli sconti invernali dei precedenti anni – spiega il Codacons, associazione che monitora ufficialmente le vendite di fine stagione – Ad aumentare è anche il numero delle famiglie che in questo periodo deciderà di fare qualche acquisto, percentuale che raggiungerà il 45%, ossia quasi 1 famiglia su 2. ‘Il grande afflusso di consumatori per negozi non deve tuttavia indurre in errore – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Molti sono infatti i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 184 euro a famiglia’. .
trentinocorrierealpi.it, 03/01/2016 13:37
Saldi: Codacons, buona partenza ma vendite restano stabili
Roma, 3 gen. – Buona la partenza dei saldi invernali non solo nelle 4 regioni che hanno dato ufficialmente il via agli sconti invernali (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta), ma anche nel resto d’ Italia, dove da giorni i negozi hanno di fatto anticipato l’ avvio del saldi proponendo sconti e offerte speciali alla clientela. Lo fa sapere il Codacons, secondo cui tuttavia ‘non si registra al momento alcuna impennata delle vendite che rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno’. In questi primi giorni di saldi si registra un incremento del numero di consumatori nei negozi, nei centri commerciali e presso le vie dello shopping, rispetto agli sconti invernali dei precedenti anni – spiega il Codacons, associazione che monitora ufficialmente le vendite di fine stagione – Ad aumentare è anche il numero delle famiglie che in questo periodo deciderà di fare qualche acquisto, percentuale che raggiungerà il 45%, ossia quasi 1 famiglia su 2. ‘Il grande afflusso di consumatori per negozi non deve tuttavia indurre in errore – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Molti sono infatti i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 184 euro a famiglia’. .
nuovavenezia.it, 03/01/2016 13:37
Saldi: Codacons, buona partenza ma vendite restano stabili
Roma, 3 gen. – Buona la partenza dei saldi invernali non solo nelle 4 regioni che hanno dato ufficialmente il via agli sconti invernali (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta), ma anche nel resto d’ Italia, dove da giorni i negozi hanno di fatto anticipato l’ avvio del saldi proponendo sconti e offerte speciali alla clientela. Lo fa sapere il Codacons, secondo cui tuttavia ‘non si registra al momento alcuna impennata delle vendite che rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno’. In questi primi giorni di saldi si registra un incremento del numero di consumatori nei negozi, nei centri commerciali e presso le vie dello shopping, rispetto agli sconti invernali dei precedenti anni – spiega il Codacons, associazione che monitora ufficialmente le vendite di fine stagione – Ad aumentare è anche il numero delle famiglie che in questo periodo deciderà di fare qualche acquisto, percentuale che raggiungerà il 45%, ossia quasi 1 famiglia su 2. ‘Il grande afflusso di consumatori per negozi non deve tuttavia indurre in errore – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Molti sono infatti i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 184 euro a famiglia’. .
Verona Sera, 03/01/2016 13:37
Donne morte di parto, interviene il Codacons: “Gli ispettori non bastano”
in merito alle recenti morti negli in vari ospedali tra cui anche quello di san bonifacio, dove sono morte delle donne durante il parto, è intervenuto il codacons in modo molto duro, sottolineando come l’ invio degli ispettori non possa essere considerato un provvedimento sufficiente
Durissimo intervento da parte del Codacons sui gravissimi episodi di morte durante il parto registrati negli ultimi giorni in Italia: “Mandare gli ispettori negli ospedali è una misura del tutto inutile, che serve a lavarsi la coscienza senza effetti reali sul fronte della prevenzione e del miglioramento del servizio sanitario – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Riteniamo invece si debbano accertare alla radice le responsabilità di quanto accaduto, verificando in primis il ruolo delle istituzioni”. Annuncio promozionale Per questo il Codacons annuncia per domani un esposto alle Procure di Brescia, Vicenza, Torino e Verona in cui si chiede di verificare eventuali responsabilità delle Regioni interessate da tali gravi episodi, considerata la competenza regionale sulla materia sanitaria, e dello stesso Ministero della salute, allo scopo di accertare eventuali omissioni – specie sul fronte della prevenzione – che abbiano concorso a determinare i decessi degli ultimi giorni.
la redazione
iltirreno.it, 03/01/2016 13:33
Saldi: Codacons, buona partenza ma vendite restano stabili
Roma, 3 gen. – Buona la partenza dei saldi invernali non solo nelle 4 regioni che hanno dato ufficialmente il via agli sconti invernali (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta), ma anche nel resto d’ Italia, dove da giorni i negozi hanno di fatto anticipato l’ avvio del saldi proponendo sconti e offerte speciali alla clientela. Lo fa sapere il Codacons, secondo cui tuttavia ‘non si registra al momento alcuna impennata delle vendite che rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno’. In questi primi giorni di saldi si registra un incremento del numero di consumatori nei negozi, nei centri commerciali e presso le vie dello shopping, rispetto agli sconti invernali dei precedenti anni – spiega il Codacons, associazione che monitora ufficialmente le vendite di fine stagione – Ad aumentare è anche il numero delle famiglie che in questo periodo deciderà di fare qualche acquisto, percentuale che raggiungerà il 45%, ossia quasi 1 famiglia su 2. ‘Il grande afflusso di consumatori per negozi non deve tuttavia indurre in errore – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Molti sono infatti i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 184 euro a famiglia’. .
corrierealpi.it, 03/01/2016 13:30
Saldi: Codacons, buona partenza ma vendite restano stabili
Roma, 3 gen. – Buona la partenza dei saldi invernali non solo nelle 4 regioni che hanno dato ufficialmente il via agli sconti invernali (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta), ma anche nel resto d’ Italia, dove da giorni i negozi hanno di fatto anticipato l’ avvio del saldi proponendo sconti e offerte speciali alla clientela. Lo fa sapere il Codacons, secondo cui tuttavia ‘non si registra al momento alcuna impennata delle vendite che rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno’. In questi primi giorni di saldi si registra un incremento del numero di consumatori nei negozi, nei centri commerciali e presso le vie dello shopping, rispetto agli sconti invernali dei precedenti anni – spiega il Codacons, associazione che monitora ufficialmente le vendite di fine stagione – Ad aumentare è anche il numero delle famiglie che in questo periodo deciderà di fare qualche acquisto, percentuale che raggiungerà il 45%, ossia quasi 1 famiglia su 2. ‘Il grande afflusso di consumatori per negozi non deve tuttavia indurre in errore – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Molti sono infatti i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 184 euro a famiglia’. .
Blog Beppe Grillo, 03/01/2016 13:13
I rincari di Capodanno
Il 2016 si apre con vere e proprie stangate sui trasporti, come denunciato dal Codacons. “Il 2016 si apre con una vera e propria stangata sul fronte dei trasporti. Agli incrementi dei pedaggi autostradali, infatti, si sono aggiunti a partire dall’ 1 gennaio scorso anche sensibili rincari per i treni. Non solo. Costa di più anche partire in aereo, a causa dell’ aumento dell’ addizionale sui biglietti aerei”. Lo afferma il Codacons, che denuncia”l’ aggravio di spesa per le tasche delle famiglie italiane”. “Per le autostrade si registrano aumenti medi dello 0,86% ma – avvisa il presidente Carlo Rienzi – per molte tratte i rincari sono solo sospesi e potrebbero essere sbloccati a breve. A ciò si aggiungono pesanti aumenti tariffari anche per i treni: per l’ alta velocità sono scattati l’ 1 gennaio 2016 rincari medi dei biglietti del +2,7% che raggiungono quota +3,5% su alcune tratte molto utilizzate dai viaggiatori come la Roma-Milano. Come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’ addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’ odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino”. “Accanto ad autostrade, aerei e treni il Codacons prevede per il 2016 aumenti per tutto il comparto dei trasporti (traghetti, mezzi pubblici, taxi, navi)”. “Una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani – afferma Carlo Rienzi – al punto che le famiglie nel corso del 2016 spenderanno complessivamente oltre 1,4 miliardi di euro in più solo per la voce trasporti”. Fonte.
ilsole24ore.com, 03/01/2016 13:12
Saldi al via in quattro regioni, per il Codacons buona partenza
Buona la partenza dei saldi invernali non solo nelle 4 regioni che hanno dato ufficialmente il via agli sconti invernali (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta), ma anche nel resto d’ Italia, dove da giorni i negozi hanno di fatto anticipato l’ avvio del saldi proponendo sconti e offerte speciali alla clientela. Lo fa sapere il Codacons, secondo cui tuttavia “non si registra al momento alcuna impennata delle vendite che rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno”. In questi primi giorni di saldi si registra un incremento del numero di consumatori nei negozi, nei centri commerciali e presso le vie dello shopping, rispetto agli sconti invernali dei precedenti anni, spiega il Codacons, associazione che monitora ufficialmente le vendite di fine stagione. Ad aumentare è anche il numero delle famiglie che in questo periodo deciderà di fare qualche acquisto, percentuale che raggiungerà il 45%, ovvero quasi una famiglia su due. “Il grande afflusso di consumatori nei negozi non deve tuttavia indurre in errore – afferma il Presidente del Codacons, Carlo Rienzi -. Molti, infatti, sono i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 184 euro a famiglia”.
Adnkronos, 03/01/2016 13:02
Capodanno ‘fantozziano’ Rai, Codacons denuncia: “Countdown anticipato è truffa”
Il Codacons presenterà domani un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Matera sul caso del Capodanno trasmesso in diretta da Raiuno, evento caratterizzato da una grave bestemmia passata in sovrimpressione e dal countdown di fine anno anticipato . “Vogliamo sapere quanto ha speso l’ azienda per questa trasmissione e se la Corte dei Conti ritenga o meno giusto e congruo lo sforzo economico della rete a fronte di quanto accaduto durante la diretta – spiega l’ associazione – La Procura di Matera, invece, dovrà verificare se il countdown anticipato possa configurare ipotesi penalmente rilevanti come quella di truffa aggravata a danno dei telespettatori che il 31 dicembre scorso hanno assistito alla trasmissione, e se il conteggio sia stato artatamente anticipato ai fini dell’ audience”. Intanto il Codacons rende noto che “la Rai ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro la multa inflitta all’ azienda dall’ Autorità per le Comunicazioni per il grave episodio della bestemmia di Tiberio Timperi, pronunciata il 18 ottobre 2014 nel corso della trasmissione ‘Unomattina in famiglia’, in diretta su RaiUno”. Nel ricorso, scive il Codacons, “la rete contesta la multa, elevata a seguito della denuncia del Codacons, sostenendo che se qualcuno bestemmia è un caso fortuito che non implica responsabilità dell’ emittente. Questa la tesi sostenuta nel ricorso al Tar per il quale la Rai paga un avvocato privato anziché il proprio ufficio legale, aggravando gli utenti di costi evitabili”. “L’ evento che ha dato origine alla sanzione è stato completamente indipendente dalla volontà della Rai ed è stato determinato dal concatenarsi di una serie di circostanze che sfuggono alla prevedibilità e al controllo umano, categoria del caso fortuito”.
Agi, 03/01/2016 12:41
Saldi: aumenta presenza consumatori nelle vie dello shopping. Sconti gia’ partiti in tutta Italia
Saldi: aumenta presenza consumatori nelle vie dello shopping. Sconti gia’ partiti in tutta Italia 03/01/2016 12:41 BUONA PARTENZA MA NON CI SARÀ IMPENNATA DELLE VENDITE Buona la partenza dei saldi invernali non solo nelle 4 regioni che hanno dato ufficialmente il via agli sconti invernali (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta), ma anche nel resto d’ Italia, dove da giorni i negozi hanno di fatto anticipato l’ avvio del saldi proponendo sconti e offerte speciali alla clientela. In questi primi giorni di saldi si registra un incremento del numero di consumatori nei negozi, nei centri commerciali e presso le vie dello shopping, rispetto agli sconti invernali dei precedenti anni – spiega il Codacons, associazione che monitora ufficialmente le vendite di fine stagione – Ad aumentare è anche il numero delle famiglie che in questo periodo deciderà di fare qualche acquisto, percentuale che raggiungerà il 45%, ossia quasi 1 famiglia su 2. “Il grande afflusso di consumatori per negozi non deve tuttavia indurre in errore – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Molti sono infatti i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 184 euro a famiglia”.
Agi, 03/01/2016 12:21
Saldi: Codacons, buona partenza ma vendite restano stabili
(AGI) – Roma, 3 gen. – Buona la partenza dei saldi invernali non solo nelle 4 regioni che hanno dato ufficialmente il via agli sconti invernali (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta), ma anche nel resto d’ Italia, dove da giorni i negozi hanno di fatto anticipato l’ avvio del saldi proponendo sconti e offerte speciali alla clientela. Lo fa sapere il Codacons, secondo cui tuttavia “non si registra al momento alcuna impennata delle vendite che rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno”. In questi primi giorni di saldi si registra un incremento del numero di consumatori nei negozi, nei centri commerciali e presso le vie dello shopping, rispetto agli sconti invernali dei precedenti anni – spiega il Codacons, associazione che monitora ufficialmente le vendite di fine stagione – Ad aumentare anche il numero delle famiglie che in questo periodo decider di fare qualche acquisto, percentuale che raggiunger il 45%, ossia quasi 1 famiglia su 2. “Il grande afflusso di consumatori per negozi non deve tuttavia indurre in errore – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Molti sono infatti i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 184 euro a famiglia”. .
Rai: Codacons, su Capodanno esposto a Corte Conti e procura
Per sapere costi show e se countdown anticipato artatamente
ROMA
(ANSA) – ROMA, 3 GEN – Il Codacons “presenterà domani un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Matera sul caso del Capodanno trasmesso in diretta da Rai1, evento – sottolinea l’associazione in una nota – caratterizzato da una grave bestemmia passata in sovrimpressione e dal countdown di fine anno anticipato”. “Vogliamo sapere – afferma il Codacons – quanto ha speso l’azienda per questa trasmissione e se la Corte dei Conti ritenga o meno giusto e congruo lo sforzo economico della rete a fronte di quanto accaduto durante la diretta. La Procura di Matera, invece, dovrà verificare se il countdown anticipato possa configurare ipotesi penalmente rilevanti come quella di truffa aggravata a danno dei telespettatori che il 31 dicembre scorso hanno assistito alla trasmissione e se il conteggio sia stato artatamente anticipato ai fini dell’audience”. Intanto il Codacons rende noto che “la Rai ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro la multa inflitta all’azienda dall’Autorità per le Comunicazioni per il grave episodio della bestemmia di Tiberio Timperi, pronunciata il 18 ottobre 2014 nel corso della trasmissione ‘Unomattina in famiglia’, in diretta su Rai1. Nel ricorso la rete contesta la multa, elevata a seguito della denuncia del Codacons, sostenendo che se qualcuno bestemmia è un caso fortuito che non implica responsabilità dell’emittente. Questa la tesi sostenuta nel ricorso al Tar per il quale la Rai paga un avvocato privato anziché il proprio ufficio legale, aggravando gli utenti di costi evitabili: ‘l’evento che ha dato origine alla sanzione è stato completamente indipendente dalla volontà della Rai ed è stato determinato dal concatenarsi di una serie di circostanze che sfuggono alla prevedibilità e al controllo umano, categoria del caso fortuito'”. (ANSA).
Saldi: Codacons, buona partenza ma no impennata vendite
Spesa stabile intorno ai 184 euro a famiglia
ROMA
(ANSA) – ROMA, 3 GEN – Buona la partenza dei saldi invernali non solo nelle 4 regioni che hanno dato ufficialmente il via agli sconti invernali (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’Aosta), ma anche nel resto d’Italia, dove da giorni i negozi hanno di fatto anticipato l’avvio del saldi proponendo sconti e offerte speciali alla clientela. Lo spiega il Codacons aggiungendo che “in questi primi giorni di saldi si registra un incremento del numero di consumatori nei negozi, nei centri commerciali e presso le vie dello shopping, rispetto agli sconti invernali dei precedenti anni. Ad aumentare è anche il numero delle famiglie che in questo periodo deciderà di fare qualche acquisto, percentuale che raggiungerà il 45%, ossia quasi 1 famiglia su 2”. “Il grande afflusso di consumatori per negozi non deve tuttavia indurre in errore – afferma il presidente Carlo Rienzi – Molti sono infatti i cittadini che si limitano a girare, osservare i capi in vetrina e monitorare i prezzi, e non si registra al momento alcuna impennata delle vendite, che secondo le stime ufficiali Codacons rimarranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con una spesa attorno ai 184 euro a famiglia”.(ANSA).
Morte in gravidanza: Codacons, inutile mandare ora ispettori
Esposto consumatori per concorso in omicidio colposo plurimo
ROMA
(ANSA) – ROMA, 3 GEN – Sui recenti casi di morte in sala parto un esposto sarà presentato domani dal Codacons alle Procure di Brescia, Vicenza, Torino e Verona in cui si chiede di verificare eventuali responsabilità delle Regioni e del Ministero della salute per accertare eventuali omissioni, specie sul fronte della prevenzione, che abbiano concorso a determinare i decessi degli ultimi giorni. Lo annuncia l’associazione dei consumatori in una nota. ”Mandare gli ispettori negli ospedali è del tutto inutile” afferma il presidente Carlo Rienzi”.(ANSA).
Morte in gravidanza: Codacons, inutile mandare ora ispettori (2)
ROMA
(ANSA) – ROMA, 3 GEN – L’invio degli ispettori negli ospedali dove negli ultimi giorni sono morte quattro donne in sala parto, a giudizio del presidente Codacons Carlo Rienzi ”è solo una misura che serve a lavarsi la coscienza,senza effetti reali sul fronte della prevenzione e del miglioramento del servizio sanitario. Riteniamo invece si debbano accertare alla radice le responsabilità di quanto accaduto – chiede infine il presidente del Codacons alla Magistratura – verificando in primis il ruolo delle istituzioni”.(ANSA).
Morte in gravidanza: Bonfrisco,fare chiarezza su prevenzione
ROMA
(ANSA) – ROMA, 3 GEN – “Il tragico bilancio delle donne, quasi al termine della loro gravidanze, morte nell’ultima settimana deve farci riflettere, soprattutto considerato che l’Organizzazione mondiale della Sanità pone il nostro Paese tra i 10 più sicuri per la gestazione insieme con Francia, Germania e Usa”. Così la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco capogruppo dei Conservatori e Riformisti. “E allora perché le improvvise morti, avvenute tra Natale e Capodanno, di Anna Massignan a Verona, Angela Nesta a Torino, Marta Lazzarin a Bassano del Grappa e Giovanna Lazzari a Brescia? Lasceremo alla Magistratura il compito di fare luce su quanto accaduto. Forse ha ragione il Codacons nel chiedere di fare chiarezza su un’efficace attività di prevenzione in quei giorni di festa, quando evidentemente i servizi dovrebbero essere adeguatamente garantiti”. (ANSA).
>>>ANSA/ Mamma morta a Brescia:3 inchieste,marito vuole ‘verità’
Indagano procura,ospedale e ispettori ministero. Domani funerali
BRESCIA
(di Andrea Cittadini) (ANSA) – BRESCIA, 3 GEN – Le due bare hanno lasciato la camera ardente in giornata. Giovanna, la mamma, e la piccola Camilla sono state portate a casa, a Rezzato dove vive la famiglia bresciana distrutta da una doppia tragedia. Ad accoglierle c’era Roberto Coppini, che in poche ore ha perso la moglie – trentenne, all’ottavo mese di gravidanza – e la terza figlia, morta nel grembo della madre agli Spedali Civili di Brescia. I funerali di Giovanna Lazzari e della figlia che sarebbe dovuta nascere a fine gennaio saranno celebrati domani alle 15, nel Santuario Valverde di Rezzato, nel bresciano. La chiesa scelta è quella dove Giovanna e Roberto avrebbero dovuto sposarsi nel 2016. La donna, mamma di due bambini di un anno e quattro anni e mezzo, aveva perso la madre a sei anni e il padre quando ne aveva dodici. Sono stati i fratelli e la sorella a crescerla. Le stesse persone che, con il marito Roberto, chiedono ora “verità per quello che è successo”. Una verità affidata a tre indagini condotte, ciascuna per un diverso ambito di competenza, dalla procura di Brescia, dagli ispettori ministeriali (da oggi al lavoro) e dallo stesso ospedale dove è avvenuto il decesso. Nei prossimi giorni è atteso l’esito dell’autopsia effettuato dai medici del dipartimento di medicina legale di Verona, sul corpo della donna e sul feto. La prima ipotesi è che il decesso sia dovuto al distacco totale della placenta e ad una conseguente emorragia. Al vaglio del pm Ambrogio Cassiani – che indaga, ancora contro ignoti, per omicidio colposo – anche una lunga serie di sms e messaggi vocali, l’ultimo delle 5.41 del 31 dicembre, inviati dalla 30enne al marito: la donna per tutta la notte ha scritto di provare dolori lancinanti e di sentirsi trascurata. “Nel nostro ospedale nascono in media 3.700 bambini all’anno e da tempo non accadeva una tragedia simile”, ha spiegato il direttore generale degli Spedali civili di Brescia, Ezio Belleri, che ha appunto annunciato un’indagine interna per valutare “tutti i passaggi da quando la paziente è entrata in pronto soccorso”. Aspetti che saranno analizzati anche dagli ispettori inviati dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che sono già al lavoro. “Sono in corso tutti gli accertamenti della task force del Ministero della Salute presso gli ospedali di Brescia, Bassano del Grappa e San Bonifacio (Verona), dove nei giorni scorsi sono morte in sala parto Giovanna Lazzari, Marta Lazzarin e Anna Massignan”, fanno sapere dal ministero, precisando che gli ispettori “devono acquisire le carte e tutte le relazioni tecniche. Ci vorranno tre-quattro giorni, mentre domani dovrebbe essere pronta la relazione finale dell’ispezione sul caso di Torino”, dove il 26 dicembre è morta Angela Nesta, incinta al nono mese di una bambina. Critico con l’invio della task force ministeriale è il Codacons, secondo cui “mandare gli ispettori negli ospedali è una misura del tutto inutile, che serve a lavarsi la coscienza senza effetti reali sul fronte della prevenzione e del miglioramento del servizio sanitario”. Il Codacons – secondo cui si deve andare alla radice del problema, “verificando in primis il ruolo delle istituzioni” – annuncia per domani un esposto alle Procure di Brescia, Vicenza, Torino e Verona in cui si chiede di verificare eventuali responsabilità da parte delle Regioni e dello stesso Ministero della salute. Favorevole invece all’azione degli ispettori è la Federconsumatori, perché solo stabilendo “in modo preciso e puntuale” cosa è successo, e per colpa di chi, si potrà “evitare che simili drammatiche situazioni si verifichino in futuro”. Intanto, un altro caso al vaglio della magistratura si è verificato nel Policlinico di Modena, dove una donna di 27 anni alla prima gravidanza ha perso il bambino nel travaglio: quando ha partorito – il giorno di Natale – il feto era già morto ed ora è stata disposta l’autopsia per chiarire le cause del decesso. La mamma è stata dimessa dopo pochi giorni ed è in buone condizioni. (ANSA).
>>>ANSA/ Bufera Rai, Codacons porta caso Capodanno in Procura
Le reti primo step della road map del dg, il 7 arriva Verdelli
ROMA
(ANSA) – ROMA, 3 GEN – Dopo l’affondo del Vaticano e le prime reazioni del vertice Rai, anche i consumatori scendono sul piede di guerra sul caos di Capodanno, tra countdown anticipato e sms-bestemmia in diretta. Il Codacons annuncia un doppio esposto: alla Corte dei Conti, perché verifichi i costi dello show di Matera (con la Regione Basilicata, secondo il Corriere della Sera, sarebbe stata stipulata una convenzione da 460 mila euro per la diretta di fine anno fino al 2019), e alla procura della Repubblica di Matera, perché valuti se le lancette dell’orologio siano state spinte in avanti ad arte per rosicchiare audience e si configuri il reato di ‘truffa aggravata’. Intanto Maurizio Gasparri (Fi) giudica “imbarazzante il silenzio di Campo Dall’Orto” e insiste per un’audizione in tempi brevi del direttore generale in Vigilanza. Avviata l’indagine interna sulla falla nel countdown, ricondotta ai dirigenti dei programmi la piena responsabilità su tutto ciò che va in onda, il dg si prepara a incassare i pieni poteri da capo azienda che gli assegna la riforma, fortemente voluta dal governo Renzi, e a ingranare la marcia per avviare l’era del rinnovamento a Viale Mazzini. Il primo step sarà la modifica dello Statuto aziendale, che arriverà sul tavolo del cda il 13 gennaio per essere discussa e poi votata, al massimo entro la fine del mese (il 13 la riunione potrebbe essere interlocutoria, visto che presidente e consiglieri alle 14 sono attesi in Vigilanza), con il passaggio formale nell’assemblea dei soci. Nella successiva seduta del consiglio, a febbraio, potrebbero arrivare i primi segnali di cambiamento. In base alla nuova legge, Campo Dall’Orto può nominare i dirigenti, anche se per le nomine editoriali deve avere il parere del cda (nel caso dei direttori di testata, è vincolante se fornito a maggioranza dei due terzi). E proprio dagli avvicendamenti nelle reti partirebbe la road map del dg, in attesa della definizione del piano industriale che sarà pronto in primavera. Il toto-nomine impazza, in particolare su Rai1 (circolano tra gli altri i nomi di Eleonora Andreatta, Simona Ercolani e Angelo Teodoli) e Rai3 (il tam tam suggerisce Andrea Salerno), ma l’unica certezza è che Campo Dall’Orto intende condividere il suo progetto editoriale con la presidenza e il cda, coinvolgendoli in un gioco di squadra. Se la partita delle reti è cruciale – sia in vista delle elezioni amministrative, sia della messa a punto dei nuovi palinsesti, che devono essere presentati a giugno agli sponsor – il fronte delle nomine nei tg potrebbe essere aperto in un secondo momento. Il 7 gennaio si insedia Carlo Verdelli, scelto da Campo Dall’Orto per l’inedito ruolo di direttore editoriale dell’informazione: dovrà coordinare il lavoro delle testate e dell’offerta editoriale informativa, anche dal punto di vista produttivo, gestendone proposte e priorità. Un compito complesso, che lo porterà a confrontarsi con le prerogative dei direttori di testata e che richiederà tempo. Intanto sui social, che hanno immediatamente sbeffeggiato il Capodanno da dimenticare di Viale Mazzini, c’è anche chi ironizza, come Gene Gnocchi che twitta: “Prime misure Rai dopo il flop di Capodanno. Bestemmie solo durante il Meteo #rompipallone”. E ce n’è anche per Mediaset: agli utenti della rete non è sfuggita la performance ‘sopra le righe’ di Gianluca Grignani sul palco di Bari. Gigi D’Alessio lo difende: “Era solo un po’ euforico”. E Grignani su Facebook cita un brano di una sua canzone: “C’è che son contento perché mi hanno amato e odiato allo stesso tempo”.
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