Rassegna stampa del 29 agosto 2012
Rassegna stampa del 29 agosto 2012
Esportazione cartella 29 ago del 25/09/2012 16:40
AgrigentoFlash, 29/08/2012 17:39
Vacanze. Codacons fornisce i dati delle lamentele Web
Le ferie stanno ormai finendo. Come ogni anno il Codacons stila la statistica sulle vacanze andate male degli italiani. Complessivamente sono pervenute 11.000 segnalazioni circa, lo stesso numero dello scorso anno. Considerato, però, che meno italiani sono andati in vacanza, si tratta di un peggioramento della situazione. Secondo stime dell’ associazione, infatti, questa estate sono partiti per le ferie 2,5 milioni in meno di italiani rispetto al 2011. “Ad incidere negativamente sul dato – afferma Francesco Tanasi Segretario Nazionale – c’ è sicuramente la vicenda di Wind Jet che ha fatto balzare la voce trasporti, con il 32%, al primo posto delle segnalazioni giunte al Codacons, un livello record mai raggiunto, anche se non tutte le proteste erano specificatamente relative a vacanze ma riguardavano anche semplici spostamenti.Scende – continua Tanasi – rispetto al 2011, pur restando al secondo posto, la voce pacchetto turistico che si attesta al 22%. La riduzione, però, è da attribuire ad un aumento degli italiani che, per risparmiare, hanno optato per vacanze fai da te rispetto a quelle organizzate dai tour operator. Al terzo posto gli alberghi, stabili al 19%. All’ interno di questa voce, sono gli scarafaggi gli animali più segnalati nelle proteste dei consumatori, seguiti da mosche (nei piatti, nei buffet, sugli affettati …) e ragni. Al quarto posto le promesse non mantenute dei tour operator con il 14%, anche queste in calo per il minor numero di pacchetti turistici venduti.Migliora nettamente, invece, passando dal 6 al 4%, la voce bagagli, che dal 2009 ad oggi ha registrato un continuo e costante progresso, grazie all’ attivazione di nuovi impianti di smistamento automatico dei bagagli nei principali aeroporti italiani.”
gazzettadiparma.it, 29/08/2012 17:24
auto.
Auto sempre più cara per gli italiani. Web
Auto sempre più cara per gli italiani. In 20 anni le spese per il mantenimento dell’ automobile sono più che raddoppiate, con i carburanti che bruciano quasi la metà dei costi complessivi. A certificarlo è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che nel Conto nazionale 2010-11 ricostruisce le spese di esercizio delle automobili private tra il 1990 e il 2010: una spesa che per il Codacons ha superato ormai i 4 mila euro all’ anno a carico di ogni famiglia. Intanto la benzina ieri ha proseguito la corsa al rialzo, aggiornando il record a 1,928 euro, con punte di oltre 2 euro in alcune località. Tra carburanti, assicurazione, pedaggi, manutenzione e altro, la spesa degli automobilisti è arrivata nel 2010 a 103,714 miliardi di euro, dai 47,283 miliardi del 1990, segnando un aumento del 119,3%. L’ ammontare complessivo delle spese per autovetture ad uso privato è stato di circa 147,205 miliardi (oltre ai costi di esercizio, infatti, 34,576 miliardi sono stati spesi per l’ acquisto di vetture nuove di fabbrica e 8,915 miliardi per la manutenzione straordinaria). A bruciare quasi la metà della spesa sono i carburanti, che pesano per circa il 44% (della spesa al netto degli interessi sul capitale investito, quantificata in 93,934 miliardi). In 20 anni il costo di benzina e diesel è aumentato mediamente del 170% (nel 1990 la spesa per carburanti era di 15,246 miliardi e costituiva circa un terzo della spesa complessiva). Tra le voci che più incidono sul portafoglio degli automobilisti ci sono poi manutenzione e riparazione ordinaria (+128%) e Rc Auto (+202,5%). I pedaggi autostradali hanno segnato un +198%, mentre i lubrificanti sono l’ unica voce ad aver registrato un calo. Dopo gli ultimi rialzi della benzina, per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai 4.010 euro all’ anno: lo calcola il Codacons, che al Ministero delle infrastrutture chiede di «cercare anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo». Adusbef e Federconsumatori suggeriscono di fare come in Francia: tagliare il prezzo di 6 cent – sostengono – permetterebbe un risparmio annuo di 131 euro. I continui rincari dei carburanti fanno insorgere anche i gestori, con la Fegica Cisl che parla di «ricatto» dei petrolieri tollerato dal Governo. Mentre le associazioni degli agricoltori denunciano contraccolpi insostenibili per il settore. L’ impatto del caro-benzina e del caro-gasolio è del resto sotto gli occhi di tutti, tanto che il governo, riferiscono gli autotrasportatori della Cna-Fita, è al lavoro in questi giorni per cercare una soluzione per calmierare i prezzi.
Blogosfere, 29/08/2012 17:07
Caro scuola 2012: addio buoni-libri ‘a pioggia’, 100 euro in più di spesa per le famiglie Web
Rincari sia a livello nazionale che a livello locale per quanto riguarda libri e corredo scolastico: ecco i dettagli. Mancano pochi giorni al suono della campanella e già si iniziano a fare i primi conti. Andare a scuola infatti quest’ anno costerà di più. Spiega il Corriere che l’ anno scorso le famiglie con figli iscritti alle medie, a prescindere dal reddito, incassavano un buono di circa 200 euro per l’ acquisto dei libri . Quest’ anno invece non ci saranno aiuti ‘a pioggia’: il contributo infatti andrà soltanto alle famiglie più in difficoltà. Il buono, che variarà a seconda della fascia Isee, andrà a chi non supererà i 15 mila euro. La vicesindaco e assessore all’ Istruzione Maria Grazia Guida ha spiegato: “Vorremmo sperimentare la formula del comodato d’ uso e fare ricorso ai nuovi strumenti informatici” Intanto le associazioni di consumatori hanno lanciato l’ allarme: otto famiglie su dieci sono in crisi da ‘caro libri’ e ‘caro zaino’. Secondo il Codacons la spesa per la scuola quest’ anno salirà di cento euro. Quest’ anno il Ministero ha stabilito che per il costo dei libri per chi si iscrive in prima media non deve essere superiore ai 294 euro (117 euro per la seconda e 132 per la terza) . Il problema del caro libri riguarda anche gli studenti delle superiori: il limite però cambia da scuola a scuola. ( fonte immagine ) LINK UTILI Prezzo benzina: sfondata quota 2 euro al litro! Area C Milano: a settembre torna la tassa per uscire di casa . Crisi economica Italia: il 6% degli italiani non arriva a fine mese . Caro scuola 2012: in arrivo stangata per le famiglie italiane .
Yahoo Notizie, 29/08/2012 17:01
Sanita’: Codacons chiede a Monti dimissioni Balduzzi Web
I due ‘capi d’ accusa’ avanzati dal Codacons in una lettera inviata a Monti e a tutti i parlamentari sono: “lo scippo, con l’ articolo 15 del decreto sanità, di 450 milioni di soldi sottratti illecitamente ai medici italiani e su cui indagano le Procure della Repubblica. Esistono migliaia di sentenze che riconoscono il diritto di 750 mila medici a riavere indietro i contributi che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimamente incassati dall’ Onaosi. Un ente – sottolinea il Codacons – che con tutti i soldi che incassa dice di assistere 4 mila orfani di medici, che evidentemente sono trattati alla stregua di Rockfeller. Si tratta di una norma assolutamente eversiva della Costituzione e che tenta di vanificare la pronuncia della Corte costituzionale che, con la sentenza del 14 giugno 2007, ha deciso che i soldi debbano essere restituiti”. E ancora. “Lo stesso ineffabile Balduzzi – sottolinea l’ associazione – con l’ articolo 24 tenta un nuovo blitz agostano per immettere in ruolo uno stuolo di dirigenti del suo ministero che invece per la spending review dovrebbero essere ridotti di un terzo. Per questo tentativo il Codacons chiede a Monti le immediate dimissioni del ministro”.
SiciliaInformazioni, 29/08/2012 15:30
Una ciambella per salvare Windjet: spunta una cordata siciliana Web
Una ciambella di salvataggio per Windjet. Starebbe per spuntare una cordata “indigena”, formata interamente da professionisti e imprenditori siciliani. Il gruppo sarebbe intenzionato a rilevare Windjet, la compagnia low cost siciliana che al momento è nel pieno di una crisi economica. Secondo quanto riferiscono alcune fonti dell’ Ansa, la cordata starebbe studiando un piano di salvataggio. Si punta intanto a una soluzione-tampone per garantire quantomeno la ‘continuita’ aziendale’. Intanto, anche per colpa del caso Windjet quest’ anno sono decisamente aumentate le ferie rovinate rispetto al 2011: e’ quanto emerge dalla classifica stilata dal Codacons sulle vacanze andate male degli italiani. Complessivamente all’ associazione dei consumatori sono pervenute 11.000 segnalazioni circa, lo stesso numero dello scorso anno. Considerato, pero’, che meno italiani sono andati in vacanza, si tratta di un peggioramento della situazione. Secondo stime dell’ associazione, infatti, questa estate sono partiti per le ferie 2,5 milioni in meno di italiani rispetto al 2011. Ad incidere negativamente sul dato c’ e’ sicuramente la vicenda di Wind Jet che ha fatto balzare la voce ‘trasporti’, con il 32%, al primo posto delle segnalazioni giunte al Codacons, un livello record mai raggiunto, anche se non tutte le proteste erano specificatamente relative a vacanze ma riguardavano anche semplici spostamenti.
SiciliaNews24, 29/08/2012 15:20
Turismo:Codacons,11000 chiamate protesta Web
di redazione ROMA, 29 AGO – Sono undicimila le segnalazioni arrivate al Codacons per i disagi con cui i turisti hanno avuto a che fare durante le ferie: il 32% – livello record – riguarda disservizi nei trasporti. Al 22% la voce pacchetto turistico. Al terzo posto gli alberghi (19%) e all’ interno di questa voce, sono gli scarafaggi gli animali più segnalati nelle proteste , seguiti da mosche (nei piatti, nei buffet, sugli affettati …) e ragni. Al quarto posto le promesse non mantenute dei tour operator con il 14%. Condividi.
Affari Italiani, 29/08/2012 15:14
cronache.
Ludopatia, il 72% è di sesso maschile Web
La bozza di decreto del Ministro Balduzzi sulla Sanità pubblica che, tra le altre misure, prevedeva anche una serie di norme sul gioco, ha scatenato numerose polemiche soprattutto nel comparto dell’ intrattenimento. Le norme relative, nello specifico alla distanza minima da luoghi sensibili non è piaciuta in particolar modo agli attori del mercato che l’ hanno giudicata inefficace e ambigua. Ma giocare d’ azzardo non significa necessariamente gioco patologico . Per la maggior parte delle persone, infatti, il gioco d’ azzardo rappresenta uno dei tanti passatempi e rimane una semplice attività sociale. Ma chi è il vero giocatore affetto da ludopatia? Una recente ricerca coordinata dal Codacons per Aams, con la partecipazione di Sisal, e realizzata dal Gruppo Markonet sostiene che il ludopate gioca d’ azzardo per sfuggire a problemi e lo fa con quant ità crescenti di denaro, spesso mentendo alle altre persone per nascondere l’ entità del proprio coinvolgimento nel gioco. Secondo l’ analisi del Siipac, Società italiana d’ Intervento sulle patologie compulsive, il giocatore compulsivo è di sesso maschile (72%), sposato o convivente (68%) e lavoratore dipendente (51%) di età compresa tra i 30 e i 50 anni (32%), diplomato (69%). I ludopati sono maggiormente concentrati al Centro Italia (41%), seguito dal Nord (33%) e dal Sud (26%). A partire dagli ultimi anni si può affermare senza ombra di dubbio che si è passati dal gioco come fenomeno sociale all’ istituzione di una vera e propria industria: 35 milioni di italiani coinvolti e una spesa complessiva, negli ultimi sei anni, di oltre 200 miliardi di euro. Ma come detto il gioco non è solo patologia: nell’ Osservatorio Gioco & Giovani – Nomisma il 20,2% dei giocatori vede il gioco solo come “un div ertimento”, il 15,9% come “una perdita di denaro” e il 4,7% come “un rischio”.
Il Velino, 29/08/2012 13:59
GIOCHI, DL BALDUZZI IN CDM QUESTA SETTIMANA O LA PROSSIMA Web
ma nel governo in molti nutrono perplessità: voce di bilancio troppo importante. gli operatori del settore insorgono: si rischia una ripresa delle sale illegali.
Roma – Il decreto Balduzzi potrebbe richiedere ancora qualche giorno per la messa a punto, soprattutto dal punto di vista della copertura finanziaria. Secondo il ministro della Salute dovrebbe approdare in consiglio dei ministri al più tardi all’ inizio della prossima settimana e la stesura finale non dovrebbe prevedere spacchettamenti del provvedimento al momento composto da 27 articoli. Nel pre-consiglio di martedì sarebbero emerse alcune perplessità da parte dei dicasteri economici in particolare sulle norme che riguardano le bibite zuccherate, la vendita dei tabacchi e il settore dei giochi. Oltre a dubbi di costituzionalità e di merito, il timore sarebbe quello – soprattutto relativamente alla regolamentazione degli apparecchi da intrattenimento – di andare a pesare su un comparto che da gennaio a giugno ha già incassato 24,4 miliardi di euro (con il settore giochi in generale peraltro già in contrazione rispetto all’ anno precedente) e che rappresenta un’ entrata considerevole per l’ erario impegnando 5.800 aziende, 140mila punti vendita e 100mila addetti. Sarebbe stato infatti proprio il ministro Vittorio Grilli (seguito anche dal titolare dello Sviluppo economico) a tirare il freno sulle nuove norme considerate di difficile applicabilità che tra l’ altro vorrebbero ridisegnare – con il divieto di apertura entro i 500 metri da scuole, luoghi di culto e luoghi di ritrovo per giovani – la distribuzione sul territorio dei punti vendita. E tali perplessità sarebbero quindi alla base dell’ ulteriore fase di approfondimento tecnico-finanziario che gli esperti dei ministeri coinvolti stanno conducendo in queste ore. Il ministro della Salute appare fiducioso e getta acqua sul fuoco ma le nuove norme non convincono gli attori del settore che per bocca del presidente di Confindustria Gioco Italia, Massimo Passamonti, spiegano: “Anche se gli obiettivi della proposta sono ampiamente condivisi dagli operatori del gioco legale, le modalità suggerite per perseguirli rischierebbero di paralizzare, se non azzerare, l’ offerta del gioco legale a vantaggio dell’ inevitabile riemersione di un’ offerta illegale totalmente incontrollata”. Perplesse anche le associazioni dei consumatori che considerano inapplicabili le nuove disposizioni (Lo premieremo con il premio Pinocchio d’ oro 2012, scrive il Codacons) e colgono l’ occasione per attaccare il ministro per “un blitz assurdo e incostituzionale del ministro Balduzzi, che ha indetto un concorso interno per la carica di direttore generale, mentre con la spending review dovrebbe tagliare almeno tre posti identici”. (ilVelino/AGV)
laprovinciadivarese.it, 29/08/2012 13:43
ansa.
Turismo:Codacons,11000 chiamate protesta Web
(ANSA) – ROMA, 29 AGO – Sono undicimila le segnalazioni arrivate al Codacons per i disagi con cui i turisti hanno avuto a che fare durante le ferie: il 32% – livello record – riguarda disservizi nei trasporti. Al 22% la voce pacchetto turistico. Al terzo posto gli alberghi (19%) e all’ interno di questa voce, sono gli scarafaggi gli animali più segnalati nelle proteste , seguiti da mosche (nei piatti, nei buffet, sugli affettati …) e ragni. Al quarto posto le promesse non mantenute dei tour operator con il 14%. © riproduzione riservata.
laprovinciadilecco.it, 29/08/2012 13:42
ansa.
Turismo:Codacons,11000 chiamate protesta Web
(ANSA) – ROMA, 29 AGO – Sono undicimila le segnalazioni arrivate al Codacons per i disagi con cui i turisti hanno avuto a che fare durante le ferie: il 32% – livello record – riguarda disservizi nei trasporti. Al 22% la voce pacchetto turistico. Al terzo posto gli alberghi (19%) e all’ interno di questa voce, sono gli scarafaggi gli animali più segnalati nelle proteste , seguiti da mosche (nei piatti, nei buffet, sugli affettati …) e ragni. Al quarto posto le promesse non mantenute dei tour operator con il 14%. © riproduzione riservata.
laprovinciadisondrio.it, 29/08/2012 13:42
ansa.
Turismo:Codacons,11000 chiamate protesta Web
(ANSA) – ROMA, 29 AGO – Sono undicimila le segnalazioni arrivate al Codacons per i disagi con cui i turisti hanno avuto a che fare durante le ferie: il 32% – livello record – riguarda disservizi nei trasporti. Al 22% la voce pacchetto turistico. Al terzo posto gli alberghi (19%) e all’ interno di questa voce, sono gli scarafaggi gli animali più segnalati nelle proteste , seguiti da mosche (nei piatti, nei buffet, sugli affettati …) e ragni. Al quarto posto le promesse non mantenute dei tour operator con il 14%. © riproduzione riservata.
laprovinciadicomo.it, 29/08/2012 13:41
ansa.
Turismo:Codacons,11000 chiamate protesta Web
(ANSA) – ROMA, 29 AGO – Sono undicimila le segnalazioni arrivate al Codacons per i disagi con cui i turisti hanno avuto a che fare durante le ferie: il 32% – livello record – riguarda disservizi nei trasporti. Al 22% la voce pacchetto turistico. Al terzo posto gli alberghi (19%) e all’ interno di questa voce, sono gli scarafaggi gli animali più segnalati nelle proteste , seguiti da mosche (nei piatti, nei buffet, sugli affettati …) e ragni. Al quarto posto le promesse non mantenute dei tour operator con il 14%. © riproduzione riservata.
gazzettadiparma.it, 29/08/2012 13:40
italia-mondo.
Turismo:Codacons,11mila chiamate disservizi,trasporti primi Web
(ANSA) – ROMA, 29 AGO – Sono undicimila le segnalazioni arrivate al Codacons per i disagi con cui i turisti hanno avuto a che fare durante le ferie: il 32% – livello record – riguarda disservizi nei trasporti. Al 22% la voce pacchetto turistico. Al terzo posto gli alberghi (19%) e all’ interno di questa voce, sono gli scarafaggi gli animali più segnalati nelle proteste , seguiti da mosche (nei piatti, nei buffet, sugli affettati …) e ragni. Al quarto posto le promesse non mantenute dei tour operator con il 14%.
lagazzettadelmezzogiorno.it, 29/08/2012 13:39
Turismo:Codacons,11000 chiamate protesta Web
con quota 32%, un record. a secondo posto pacchetto turistico.
(ANSA) – ROMA, 29 AGO – Sono undicimila le segnalazioni arrivate al Codacons per i disagi con cui i turisti hanno avuto a che fare durante le ferie: il 32% – livello record – riguarda disservizi nei trasporti. Al 22% la voce pacchetto turistico. Al terzo posto gli alberghi (19%) e all’ interno di questa voce, sono gli scarafaggi gli animali più segnalati nelle proteste , seguiti da mosche (nei piatti, nei buffet, sugli affettati …) e ragni. Al quarto posto le promesse non mantenute dei tour operator con il 14%.
larena.it, 29/08/2012 13:34
Ritardi, disagi e scarafaggi Ferie da incubo per 11mila italiani Web
due milioni e mezzo in meno gli italiani andati in vacanza. codacons: “traversie soprattutto per i viaggi in aereo”
Roma. Sono circa 11.000 le segnalazioni arrivate al Codacons per lamentele e disagi con cui i turisti hanno avuto a che fare durante le ferie: lo stesso numero dello scorso anno, ma considerato che meno italiani sono andati in vacanza, si tratta di un peggioramento della situazione. Secondo stime dell’ associazione, infatti, questa estate sono partiti per le ferie 2,5 milioni in meno di italiani rispetto al 2011. Ad incidere negativamente sul dato – segnala il Codacons – sicuramente la vicenda di Wind Jet che ha fatto balzare la voce trasporti, con il 32%, al primo posto delle segnalazioni giunte al Codacons, un livello record mai raggiunto, anche se non tutte le proteste erano specificatamente relative a vacanze ma riguardavano anche semplici spostamenti. Scende rispetto al 2011, pur restando al secondo posto, la voce pacchetto turistico che si attesta al 22%. La riduzione, però, è da attribuire ad un aumento degli italiani che, per risparmiare, hanno optato per vacanze fai da te rispetto a quelle organizzate dai tour operator. Al terzo posto gli alberghi, stabili al 19%. All’ interno di questa voce, sono gli scarafaggi gli animali più segnalati nelle proteste dei consumatori, seguiti da mosche (nei piatti, nei buffet, sugli affettati …) e ragni. Al quarto posto le promesse non mantenute dei tour operator con il 14%, anche queste in calo per il minor numero di pacchetti turistici venduti. Migliora nettamente, invece, passando dal 6 al 4%, la voce bagagli, che dal 2009 ad oggi ha registrato un continuo e costante progresso, grazie all’ attivazione di nuovi impianti di smistamento automatico dei bagagli nei principali aeroporti italiani. Tweet.
Travelnostop, 29/08/2012 13:33
11 mila lamentele, come l’ anno scorso, ma 2,5 vacanzieri in meno. e molti si affidano ai fai-da-te.
Estate, Codacons: Wind Jet e scarafaggi rovina-vacanze Web
Wind Jet e scarafaggi: sono le parole più ricorrenti nelle 11 mila segnalazioni arrivate al Codacons dai turisti italiani durante il periodo delle ferie estive. In realtà il numero delle lamentele è lo stesso dello scorso anno, ma considerato che meno italiani sono andati in vacanza, si tratta di un peggioramento della situazione. Secondo stime dell’ associazione, infatti, questa estate sono partiti per le ferie 2,5 milioni in meno di italiani rispetto al 2011. Ad incidere negativamente sul dato – segnala il Codacons – sicuramente la vicenda di Wind Jet che ha fatto balzare la voce trasporti, con il 32%, al primo posto delle segnalazioni giunte al Codacons, un livello record mai raggiunto, anche se non tutte le proteste erano specificatamente relative a vacanze ma riguardavano anche semplici spostamenti. Scende rispetto al 2011, pur restando al secondo posto, la voce pacchetto turistico che si attesta al 22%. La riduzione, però, è da attribuire ad un aumento degli italiani che, per risparmiare, hanno optato per vacanze ‘fai da te’ rispetto a quelle organizzate dai tour operator. Al terzo posto gli alberghi, stabili al 19%. All’ interno di questa voce, sono gli scarafaggi gli animali più segnalati nelle proteste dei consumatori, seguiti da mosche (nei piatti, nei buffet, sugli affettati) e ragni. Al quarto posto le promesse non mantenute dei tour operator con il 14%, anche queste in calo per il minor numero di pacchetti turistici venduti. Migliora nettamente, invece, passando dal 6 al 4%, la voce bagagli, che dal 2009 ad oggi ha registrato un continuo e costante progresso, grazie all’ attivazione di nuovi impianti di smistamento automatico dei bagagli nei principali aeroporti italiani.
corrieredellosport.it, 29/08/2012 13:32
Turismo:Codacons,11000 chiamate protesta Web
con quota 32%, un record. a secondo posto pacchetto turistico.
(ANSA) – ROMA, 29 AGO – Sono undicimila le segnalazioni arrivate al Codacons per i disagi con cui i turisti hanno avuto a che fare durante le ferie: il 32% – livello record – riguarda disservizi nei trasporti. Al 22% la voce pacchetto turistico. Al terzo posto gli alberghi (19%) e all’ interno di questa voce, sono gli scarafaggi gli animali più segnalati nelle proteste , seguiti da mosche (nei piatti, nei buffet, sugli affettati …) e ragni. Al quarto posto le promesse non mantenute dei tour operator con il 14%.
corriere.it, 29/08/2012 13:30
cronache e politica.
Turismo:Codacons,11000 chiamate protesta Web
(ANSA) – ROMA – Sono undicimila le segnalazioni arrivate al Codacons per i disagi con cui i turisti hanno avuto a che fare durante le ferie: il 32% – livello record – riguarda disservizi nei trasporti. Al 22% la voce pacchetto turistico. Al terzo posto gli alberghi (19%) e all’ interno di questa voce, sono gli scarafaggi gli animali più segnalati nelle proteste , seguiti da mosche (nei piatti, nei buffet, sugli affettati …) e ragni. Al quarto posto le promesse non mantenute dei tour operator con il 14%.
Ansa, 29/08/2012 13:26
Turismo:Codacons,11000 chiamate protesta Web
con quota 32%, un record. a secondo posto pacchetto turistico.
(ANSA) – ROMA, 29 AGO – Sono undicimila le segnalazioni arrivate al Codacons per i disagi con cui i turisti hanno avuto a che fare durante le ferie: il 32% – livello record – riguarda disservizi nei trasporti. Al 22% la voce pacchetto turistico. Al terzo posto gli alberghi (19%) e all’ interno di questa voce, sono gli scarafaggi gli animali più segnalati nelle proteste , seguiti da mosche (nei piatti, nei buffet, sugli affettati …) e ragni. Al quarto posto le promesse non mantenute dei tour operator con il 14%.
BlogSicilia, 29/08/2012 12:52
sarà presentato al ministero del lavoro.
Wind Jet, i vertici aziendali lavorano al piano industriale della newcompany Web
29 agosto 2012 – Lo staff di dirigenti della Wind Jet lavora al piano industriale della newcompany da presentare al ministero del Lavoro . I sindacati seguono il fronte occupazionale, cercando di accelerare il pagamento degli arretrati dei salari dei dipendenti e di far attivare gli ammortizzatori sociali. In attesa di un nuovo incontro in Prefettura dopo che ieri c’ è stata una prima riunione, purtroppo disertata dall’ azienda e dall’ ente nazionale aviazione civile, la situazione rimane bloccata e a pagarne le conseguenze non ci sono solo i lavoratori ma anche i tanti passeggeri che hanno acquistato un volo del vettore catanese. Il Codacons di Catania ha costituito fin dal ritiro della licenza di volo alla low cost da parte dell’ enac il comitato vittime wind jet per avviare tutte le pratiche legali del caso, per gli eventuali rimborsi e risarcimenti. Per l’ associazione dei consumatori ci troviamo davanti ad una vera truffa. “Dopo l’ esposto alle varie procure siciliane per truffa ai danni dei consumatori da parte della Wind Jet” afferma l’ avvocato Tiziana Cantarella coordinatore legale del comitato “stiamo cercando di fornire assistenza legale alle centinaia di passeggeri che si sono rivolti alla nostra associazione, il primo passo che i legali del Codacons intendono avviare è l’ invio di lettere di diffida tramite raccomandata alla Wind Jet per cercare di far capire la mole di richieste di risarcimento che ci sono soprattutto dai detentori di carnet di biglietti oramai inutilizzabili. Più avanti” conclude Cantarella “abbiamo intenzione di presentare un esposto anche nei confronti dell’ Enac per mancata vigilanza sulla crisi del vettore catanese”.
di laura distefano
Guida Viaggi Portale, 29/08/2012 12:20
Un’ altra estate di grandi lamentele per le vacanze rovinate, soprattutto dai trasporti mentre … Web
i trasporti con il caso wnd jet la voce più segnalata, il pacchetto turistico al secondo. poi hotel e tour operator che non hanno mantenuto le promesse.
Un’ altra estate di grandi lamentele per le vacanze rovinate, soprattutto dai trasporti mentre scendono i disguidi legati ai pacchetti turistici, con probabilità perché se ne sono venduti di meno. Il Codacons fa sapere che gli sono pervenute 11mila segnalazioni circa, lo stesso numero del 2011 ma con meno italiani che sono andati in vacanza. Secondo le stime dell’ associazione, infatti, mancano all’ appello 2,5 milioni di vacanzieri. “Ad incidere negativamente sul dato – dice il Codacons – c’ è sicuramente la vicenda di Wind Jet che ha fatto balzare la voce trasporti, con il 32%, al primo posto delle segnalazioni, un livello record mai raggiunto, anche se non tutte le proteste erano specificatamente relative a vacanze ma riguardavano anche semplici spostamenti”. Resta al secondo posto il complaint sul pacchetto turistico con il 22%. Al terzo posto gli alberghi, stabili al 19%. Al quarto posto nella classifica delle lamentele le promesse non mantenute dei tour operator con il 14%. Migliora passando dal 6 al 4%, la voce bagagli, che dal 2009 ad oggi ha registrato un continuo e costante progresso, grazie all’ attivazione di nuovi impianti di smistamento automatico dei bagagli nei principali aeroporti italiani. Stabili le voci Overbooking (1%) e Altri problemi (dall’ 7 all’ 8%).
larena.it, 29/08/2012 12:10
Auto, costi raddoppiati negli ultimi venti anni Web
macchine. continua il rialzo della benzina. i ministri del g7: “più greggio per tagliare i prezzi” ogni famiglia sborsa 4.010 euro ogni 12 mesi. metà delle spese per i carburanti. agricoltura: il caro gasolio vale 300 milioni.
ROMA Auto sempre più cara per gli italiani. In 20 anni le spese per il mantenimento dell’ automobile sono più che raddoppiate, con i carburanti che bruciano quasi la metà dei costi complessivi. A certificarlo è il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che nel conto nazionale 2010-11 ricostruisce le spese di esercizio delle automobili private tra il 1990 e il 2010: una spesa che per il Codacons ha superato ormai i 4 mila euro all’ anno a carico di ogni famiglia. Intanto la benzina ieri ha proseguito la corsa al rialzo, aggiornando il record a 1,928 euro, con punte di oltre 2 euro. Mentre il petrolio ha chiuso ieri in rialzo a New York (+0,8%) a 96,22 dollari al barile.I ministri delle Finanze del G7 sono “pronti” a chiedere all’ Agenzia Internazionale per l’ Energia un aumento della produzione del petrolio per fare scendere i prezzi: “Il G7 resta vigile sui rischi per l’ economia globale” posti dai prezzi del petrolio Tra carburanti, assicurazione, pedaggi, manutenzione e altro, la spesa degli automobilisti è arrivata comunque nel 2010 a 103,714 miliardi di euro, dai 47,283 miliardi del 1990 (+119,3%). LE SPESE PER AUTO PRIVATE. L’ ammontare complessivo delle spese per autovetture ad uso privato è stato di circa 147,205 miliardi: oltre ai costi di esercizio, infatti, 34,576 miliardi sono stati spesi per l’ acquisto di vetture nuove di fabbrica e 8,915 miliardi per la manutenzione straordinaria. A bruciare quasi la metà della spesa sono i carburanti, che pesano per circa il 44% (della spesa al netto degli interessi sul capitale investito, quantificata in 93,934 miliardi). L’ AUMENTO DEI COSTI. In 20 anni il costo di benzina e diesel è aumentato mediamente del 170% (nel 1990 la spesa per carburanti era di 15,246 miliardi e costituiva circa un terzo della spesa complessiva). Tra le voci che più incidono sul portafoglio degli automobilisti ci sono poi manutenzione e riparazione ordinaria (+128%) e Rc Auto (+202,5%). I pedaggi autostradali hanno segnato un +198%, mentre i lubrificanti sono l’ unica voce ad aver registrato un calo. Per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai 4.010 euro all’ anno: lo calcola il Codacons, che al ministero delle Infrastrutture chiede di “cercare anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal governo”. Adusbef e Federconsumatori suggeriscono di fare come in Francia: “Tagliare il prezzo di 6 cent permetterebbe un risparmio annuo di 131 euro”. I rincari dei carburanti fanno insorgere anche i gestori, con la Fegica Cisl che parla di “ricatto” dei petrolieri tollerato dal governo. PIÙ COSTI PER LE AZIENDE AGRICOLE. Le associazioni degli agricoltori denunciano contraccolpi insostenibili per il settore. “In un anno il settore agricolo ha speso 300 milioni di euro in più solo per il gasolio agricolo”. Lo evidenzia Confagricoltura, rimarcando “i seri problemi che la continua escalation dei prezzi dei carburanti sta creando alle imprese agricole”: “Da agosto 2011, a agosto 2012 il prezzo medio del gasolio agricolo è aumentato di oltre 13 centesimi al litro, arrivando a toccare 1,1785 euro”. Tweet.
ilgiornaledivicenza.it, 29/08/2012 12:03
Auto, costi raddoppiati negli ultimi venti anni Web
macchine. continua il rialzo della benzina. i ministri del g7: “più greggio per tagliare i prezzi” ogni famiglia sborsa 4.010 euro ogni 12 mesi. metà delle spese per i carburanti. agricoltura: il caro gasolio vale 300 milioni.
ROMA Auto sempre più cara per gli italiani. In 20 anni le spese per il mantenimento dell’ automobile sono più che raddoppiate, con i carburanti che bruciano quasi la metà dei costi complessivi. A certificarlo è il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che nel conto nazionale 2010-11 ricostruisce le spese di esercizio delle automobili private tra il 1990 e il 2010: una spesa che per il Codacons ha superato ormai i 4 mila euro all’ anno a carico di ogni famiglia. Intanto la benzina ieri ha proseguito la corsa al rialzo, aggiornando il record a 1,928 euro, con punte di oltre 2 euro. Mentre il petrolio ha chiuso ieri in rialzo a New York (+0,8%) a 96,22 dollari al barile.I ministri delle Finanze del G7 sono “pronti” a chiedere all’ Agenzia Internazionale per l’ Energia un aumento della produzione del petrolio per fare scendere i prezzi: “Il G7 resta vigile sui rischi per l’ economia globale” posti dai prezzi del petrolio Tra carburanti, assicurazione, pedaggi, manutenzione e altro, la spesa degli automobilisti è arrivata comunque nel 2010 a 103,714 miliardi di euro, dai 47,283 miliardi del 1990 (+119,3%). LE SPESE PER AUTO PRIVATE. L’ ammontare complessivo delle spese per autovetture ad uso privato è stato di circa 147,205 miliardi: oltre ai costi di esercizio, infatti, 34,576 miliardi sono stati spesi per l’ acquisto di vetture nuove di fabbrica e 8,915 miliardi per la manutenzione straordinaria. A bruciare quasi la metà della spesa sono i carburanti, che pesano per circa il 44% (della spesa al netto degli interessi sul capitale investito, quantificata in 93,934 miliardi). L’ AUMENTO DEI COSTI. In 20 anni il costo di benzina e diesel è aumentato mediamente del 170% (nel 1990 la spesa per carburanti era di 15,246 miliardi e costituiva circa un terzo della spesa complessiva). Tra le voci che più incidono sul portafoglio degli automobilisti ci sono poi manutenzione e riparazione ordinaria (+128%) e Rc Auto (+202,5%). I pedaggi autostradali hanno segnato un +198%, mentre i lubrificanti sono l’ unica voce ad aver registrato un calo. Per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai 4.010 euro all’ anno: lo calcola il Codacons, che al ministero delle Infrastrutture chiede di “cercare anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal governo”. Adusbef e Federconsumatori suggeriscono di fare come in Francia: “Tagliare il prezzo di 6 cent permetterebbe un risparmio annuo di 131 euro”. I rincari dei carburanti fanno insorgere anche i gestori, con la Fegica Cisl che parla di “ricatto” dei petrolieri tollerato dal governo. PIÙ COSTI PER LE AZIENDE AGRICOLE. Le associazioni degli agricoltori denunciano contraccolpi insostenibili per il settore. “In un anno il settore agricolo ha speso 300 milioni di euro in più solo per il gasolio agricolo”. Lo evidenzia Confagricoltura, rimarcando “i seri problemi che la continua escalation dei prezzi dei carburanti sta creando alle imprese agricole”: “Da agosto 2011, a agosto 2012 il prezzo medio del gasolio agricolo è aumentato di oltre 13 centesimi al litro, arrivando a toccare 1,1785 euro”. Tweet Segui @GiornaleVicenza.
bresciaoggi.it, 29/08/2012 12:03
Auto, costi raddoppiati negli ultimi venti anni Web
macchine. continua il rialzo della benzina. i ministri del g7: “più greggio per tagliare i prezzi” ogni famiglia sborsa 4.010 euro ogni 12 mesi. metà delle spese per i carburanti. agricoltura: il caro gasolio vale 300 milioni.
ROMA Auto sempre più cara per gli italiani. In 20 anni le spese per il mantenimento dell’ automobile sono più che raddoppiate, con i carburanti che bruciano quasi la metà dei costi complessivi. A certificarlo è il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che nel conto nazionale 2010-11 ricostruisce le spese di esercizio delle automobili private tra il 1990 e il 2010: una spesa che per il Codacons ha superato ormai i 4 mila euro all’ anno a carico di ogni famiglia. Intanto la benzina ieri ha proseguito la corsa al rialzo, aggiornando il record a 1,928 euro, con punte di oltre 2 euro. Mentre il petrolio ha chiuso ieri in rialzo a New York (+0,8%) a 96,22 dollari al barile.I ministri delle Finanze del G7 sono “pronti” a chiedere all’ Agenzia Internazionale per l’ Energia un aumento della produzione del petrolio per fare scendere i prezzi: “Il G7 resta vigile sui rischi per l’ economia globale” posti dai prezzi del petrolio Tra carburanti, assicurazione, pedaggi, manutenzione e altro, la spesa degli automobilisti è arrivata comunque nel 2010 a 103,714 miliardi di euro, dai 47,283 miliardi del 1990 (+119,3%). LE SPESE PER AUTO PRIVATE. L’ ammontare complessivo delle spese per autovetture ad uso privato è stato di circa 147,205 miliardi: oltre ai costi di esercizio, infatti, 34,576 miliardi sono stati spesi per l’ acquisto di vetture nuove di fabbrica e 8,915 miliardi per la manutenzione straordinaria. A bruciare quasi la metà della spesa sono i carburanti, che pesano per circa il 44% (della spesa al netto degli interessi sul capitale investito, quantificata in 93,934 miliardi). L’ AUMENTO DEI COSTI. In 20 anni il costo di benzina e diesel è aumentato mediamente del 170% (nel 1990 la spesa per carburanti era di 15,246 miliardi e costituiva circa un terzo della spesa complessiva). Tra le voci che più incidono sul portafoglio degli automobilisti ci sono poi manutenzione e riparazione ordinaria (+128%) e Rc Auto (+202,5%). I pedaggi autostradali hanno segnato un +198%, mentre i lubrificanti sono l’ unica voce ad aver registrato un calo. Per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai 4.010 euro all’ anno: lo calcola il Codacons, che al ministero delle Infrastrutture chiede di “cercare anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal governo”. Adusbef e Federconsumatori suggeriscono di fare come in Francia: “Tagliare il prezzo di 6 cent permetterebbe un risparmio annuo di 131 euro”. I rincari dei carburanti fanno insorgere anche i gestori, con la Fegica Cisl che parla di “ricatto” dei petrolieri tollerato dal governo. PIÙ COSTI PER LE AZIENDE AGRICOLE. Le associazioni degli agricoltori denunciano contraccolpi insostenibili per il settore. “In un anno il settore agricolo ha speso 300 milioni di euro in più solo per il gasolio agricolo”. Lo evidenzia Confagricoltura, rimarcando “i seri problemi che la continua escalation dei prezzi dei carburanti sta creando alle imprese agricole”: “Da agosto 2011, a agosto 2012 il prezzo medio del gasolio agricolo è aumentato di oltre 13 centesimi al litro, arrivando a toccare 1,1785 euro”. Tweet.
Alice, 29/08/2012 11:29
Vacanze flop, 11mila lamentele al Codacons. Trasporti in testa Web
nel 32% delle segnalazioni problemi con gli spostamenti, ha pesato il caso wind jet. e poi proteste per scarafaggi negli alberghi.
Roma, 29 ago. (TMNews) – Il settore dei trasporti è quello che ha fatto di più soffrire i vacanzieri italiani nell’ estate 2012: una classifica determinata essenzialmente dalla vicenda Wind Jet. E poi pacchetti turistici flop e alberghi infestati dagli scarafaggi. E’ questo il quadro che emerge da una statistica stilata dal Codacons sulla base delle segnalazioni pervenute. Nell’ estate che sta finendo, sottolinea l’ associazione dei consumatori, complessivamente sono pervenute 11.000 segnalazioni circa, lo stesso numero dello scorso anno. Considerato, però, che meno italiani sono andati in vacanza, si tratta di un peggioramento della situazione. Secondo stime dell’ associazione, infatti, questa estate sono partiti per le ferie 2,5 milioni in meno di italiani rispetto al 2011. “Ad incidere negativamente sul dato – dice il Codacons – c’ è sicuramente la vicenda di Wind Jet che ha fatto balzare la voce trasporti, con il 32%, al primo posto delle segnalazioni giunte al Codacons, un livello record mai raggiunto, anche se non tutte le proteste erano specificatamente relative a vacanze ma riguardavano anche semplici spostamenti”. Scende rispetto al 2011, pur restando al secondo posto, la voce pacchetto turistico che si attesta al 22%. La riduzione però, spiega il Codacons, “è da attribuire ad un aumento degli italiani che, per risparmiare, hanno optato per vacanze fai da te rispetto a quelle organizzate dai tour operator. Al terzo posto gli alberghi, stabili al 19%. All’ interno di questa voce, sono gli scarafaggi gli animali più segnalati nelle proteste dei consumatori, seguiti da mosche (nei piatti, nei buffet, sugli affettati) e ragni. Al quarto posto le promesse non mantenute dei tour operator con il 14%, anche queste in calo per il minor numero di pacchetti turistici venduti”. Migliora passando dal 6 al 4%, la voce bagagli, che dal 2009 ad oggi ha registrato un continuo e costante progresso, grazie all’ attivazione di nuovi impianti di smistamento automatico dei bagagli nei principali aeroporti italiani. Stabili le voci Overbooking (1%) e Altri problemi (dall’ 7 all’ 8%). Int5.
Il Velino, 29/08/2012 11:26
FERIE, CODACONS: I DISAGI MAGGIORI SUI TRASPORTI, VEDI WIND JET Web
Roma – Le ferie stanno ormai finendo. Come ogni anno il Codacons – si legge in una nota diffusa dalla stessa associazione dei consumatori – stila la statistica sulle vacanze andate male degli italiani. Co… (ilVelino/AGV)
Wall Street Italia, 29/08/2012 11:08
acanze/ Codacons: Trasporti in testa a proteste, pesa Wind Jet Web
Roma, 29 ago. (TMNews) – Il settore dei trasporti è quello che ha fatto di più ‘soffrire’ i vacanzieri italiani nell’ estate 2012: una classifica determinata essenzialmente dalla vicenda Wind Jet. E’ quanto emerge da una statistica stilata dal Codacons sulla base delle segnalazioni pervenute. Nell’ estate che sta finendo, sottolinea l’ associazione dei consumatori, complessivamente sono pervenute 11.000 segnalazioni circa, lo stesso numero dello scorso anno. Considerato, però, che meno italiani sono andati in vacanza, si tratta di un peggioramento della situazione. Secondo stime dell’ associazione, infatti, questa estate sono partiti per le ferie 2,5 milioni in meno di italiani rispetto al 2011. “Ad incidere negativamente sul dato – dice il Codacons – c’ è sicuramente la vicenda di Wind Jet che ha fatto balzare la voce trasporti, con il 32%, al primo posto delle segnalazioni giunte al Codacons, un livello record mai raggiunto, anche se non tutte le proteste erano specificatamente relative a vacanze ma riguardavano anche semplici spostamenti”. (Segue)
Agi, 29/08/2012 11:01
Vacanze: Codacons, “11. 000 le lamentele per disagi e disservizi” Web
(AGI) – Roma, 29 ago. – Le ferie stanno ormai finendo e come ogni anno il Codacons stila la statistica sulle vacanze andate male. Complessivamente sono pervenute 11.000 segnalazioni all’ associazione, circa lo stesso numero dello scorso anno. Considerato, pero’, che meno italiani sono andati in vacanza, per il Codacons si tratta di un peggioramento della situazione. Secondo stime dell’ associazione questa estate sono partiti per le ferie 2,5 milioni in meno di italiani rispetto al 2011. A incidere negativamente sul dato c’ e’ sicuramente la vicenda di Wind Jet che ha fatto balzare la voce trasporti, con il 32%, al primo posto delle segnalazioni giunte al Codacons, un livello mai raggiunto, anche se non tutte le proteste erano specificatamente relative a vacanze ma riguardavano anche semplici spostamenti. Scende rispetto al 2011, pur restando al secondo posto, la voce ‘pacchetto turistico’ che si attesta al 22%. La riduzione, pero’, e’ da attribuire a un aumento degli italiani che per risparmiare hanno optato per vacanze ‘fai da te’ rispetto a quelle organizzate dai tour operator. Al terzo posto gli alberghi, stabili al 19%. All’ interno di questa voce sono gli scarafaggi gli animali piu’ segnalati nelle proteste dei consumatori, seguiti da mosche (nei piatti e nei buffet) e ragni. Al quarto posto le ‘promesse non mantenute’ dei tour operator con il 14%, anche queste in calo per il minor numero di pacchetti turistici venduti. Migliora nettamente, invece, passando dal 6 al 4%, la voce bagagli, che dal 2009 a oggi ha registrato un continuo e costante progresso grazie all’ attivazione di nuovi impianti di smistamento automatico dei bagagli nei principali aeroporti italiani. (AGI) Bru .
Sesto Potere, 29/08/2012 10:49
Carovita,fra benzina, pedaggi e assicurazione costo auto è lievitato in 20 anni del 170% Web
(Sesto Potere) – Roma – 29 agosto 2012 – Le spese per la manutenzione e l’ uso di un auto sono più che raddoppiate negli ultimi 20 anni. A dirlo, stavolta, non è il Codacons, ma il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti secondo il quale dal 1990 al 2010 le spese sono salite da 47,283 miliardi a 103,714 mld, con i carburanti saliti di oltre il 170%, da 15,246 mld a 41,156 mld. Consistente anche l’ aumento dei pedaggi autostradali, che passano da 1,471 miliardi a 4,381 mld. Per il Codacons, ora che il ministero ha scoperto quello che ogni automobilista sapeva già, sarebbe bene che cercasse anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo che non ha preso misure di liberalizzazione e che in questi anni ha aumentato ripetutamente le accise sui carburanti, l’ Iva, ha indicizzato, invece degli stipendi e delle pensioni, le tariffe autostradali ed, infine, in nome del federalismo, ha consentito l’ innalzamento delle tasse sull’ rc auto per finanziare le Province (ma non dovevano essere eliminate?). Per questo il Codacons invita gli automobilisti italiani ad aderire allo sciopero della spesa indetto per il 19 settembre, considerato che per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai, dopo gli ultimi rialzi della benzina, 4.010 euro all’ anno, una vera e propria stangata. Secondo i calcoli dell’ associazione di consumatori, infatti, una famiglia media italiana spende in un anno: 1728 euro di carburante, 715 per l’ Rc auto, 491 euro per le riparazioni, tra meccanici e carrozzieri, 222 euro tra pedaggi e posteggi, 265 euro per il bollo auto, 235 per le multe. Seguono 143 euro per il gommista, 126 euro per l’ affitto del garage (non si calcola il costo dell’ acquisto di un garage, essendo un investimento), 85 tra lavaggio e revisione auto. Una sberla complessiva pari a 4.010 euro all’ anno. Ultimo aggiornamento Mercoledì 29 Agosto 2012 09:23.
corriere.it (Milano), 29/08/2012 10:31
il caro libri.
Stop ai buoni “a pioggia” dal Comune e rincari: la scuola costa 100 euro in più Web
il contributo di circa 200 euro sarà riservato solo alle famiglie in difficoltà. sconti sui libri solo online o nella grande distribuzione.
IL CARO LIBRI Stop ai buoni “a pioggia” dal Comune e rincari: la scuola costa 100 euro in più Il contributo di circa 200 euro sarà riservato solo alle famiglie in difficoltà. Sconti sui libri solo online o nella grande distribuzione Studenti e genitori alla Libreria Il Libraccio (Fotogramma) MILANO – La stangata annunciata a giugno arriva adesso, ultimi giorni prima della ripresa delle lezioni, cartella da riempire e libri di testo da cercare e acquistare (ci pensa la scuola e paga il Comune soltanto alle elementari). L’ anno scorso di questi tempi le famiglie con figli iscritti alle medie, tutte, a prescindere dal reddito, incassavano un buono di circa duecento euro per l’ acquisto dei libri. Quest’ anno niente aiuti a pioggia. L’ amministrazione comunale ha destinato il contributo soltanto alle famiglie più in difficoltà. Riceverà un buono, variabile a seconda della fascia Isee, chi non supera il valore di 15 mila euro. Chi è sotto i cinquemila prenderà l’ importo più alto, 150 euro per il primo anno, ottanta per il secondo e per il terzo. GLI AUMENTI – La vicesindaco e assessore all’ Istruzione Maria Grazia Guida spiegando le ragioni di questa scelta si è impegnata a studiare con la Regione nuove modalità di sostegno: “Vorremmo sperimentare la formula del comodato d’ uso e fare ricorso ai nuovi strumenti informatici”. Intanto la spesa va fatta. E secondo le associazioni di consumatori otto famiglie su dieci sono in piena crisi da caro libri e caro zaino. La spesa per la scuola quest’ anno salirà di cento euro secondo il Codacons, perché spenderemo ottanta euro in più per i libri e venti in più per il “corredo” (VEDI I PREZZI E LA CLASSIFICA PER TIPO DI SCUOLA) . La Camera di Commercio di Monza e Brianza ha già pesato la cartella con e senza libri di milanesi e lombardi. La spesa qui sarà più cara: fra zaino, diario, quaderni, penne e matite la previsione di spesa è di 89 euro, la media nelle altre città è di 82. Poi va aggiunto il conto dei libri di testo, in media 127 euro. A incidere sui bilanci familiari è soprattutto la voce libri e secondo il Codacons l’ introduzione dei testi multimediali, almeno in questa prima fase, ha peggiorato le cose. “Ha mandato in soffitta i libri usati e costretto ad acquistare nuove edizioni – sostiene l’ associazione -. Molti genitori, ad esempio, con i figli nella stessa scuola e con gli stessi insegnanti hanno dovuto comprare i nuovi libri”. IL TETTO SPESA DEL MINISTERO – L’ aumento dei tetti di spesa massima fissati dal ministero è dell’ 1,5%, e sommato al possibile sforamento del 10% poteva determinare un aumento massimo di 44 euro. “Il multimediale ha fatto salire la spesa e poi ci sono i soliti libri facoltativi, che facoltativi non sono, e infine ci sono anche le scuole che sforano i tetti. Le famiglie denuncino”. Quest’ anno il Ministero ha stabilito che per chi si iscrive in prima media il costo dei libri non deve essere superiore ai 294 euro, il tetto scende a 117 per l’ anno successivo e risale a 132 per la terza. Per gli studenti delle superiori il limite cambia da scuola a scuola, si fermano sotto i trecento euro gli istituti professionali e il liceo artistico, i tecnici arrivano già ai 320 e fra i licei la spesa massima tocca a chi iscrive i figli al classico a al linguistico: 335 euro la spesa massima permessa dal ministero. Le strategie per risparmiare preferite dalle famiglie sono sempre le stesse: mercatini dell’ usato (ma i nuovi testi non ci sono), acquisti online o nelle catene della grande distribuzione.
larena.it, 29/08/2012 09:14
Oltre al caro-scuola anche il caro-rutto Web
«Ogni anno, prima che comincino le scole» scrive la Olga «c’ è la solita lagna del caro-libri. Il Codacons sostiene che a livello nazionale l’ aumento dei libri di testo rispetto all’ anno scorso sarà di cento euro. Mettiamo che abbia ragione il Codacons, che di tutte le battaglie a favore dei consumatori non ne ha vinta una, e che quindi quest’ anno i genitori debbano pagare cento euro in più per i libri. Va ben, digo mi, sono schei, soprattutto par ci no ghe n’ à». «Ma come si fa a lamentarsi dei cento euro in più per i libri quando poi si mandano a scola i fiói con zainetti, astucci, diari e altre ostiarìe firmate che, a conti fatti, costano cinque o sei volte di più dell’ aumento dei libri, e non sono imposti da nessuno?». «La parrucchiera dove vago mi, la Pamela, alla fioléta che va in prima media ha comprato uno zaino con Topolina che costa sentodiése euro, un astuccio con Cucciolo che ghe ne costa sinquantanove, un diario della serie Principesse che ghe ne costa quaranta, un sacchetto per le scarpe da ginnastica con Pluto che ghe ne costa trentasìnque, matite colorate Hello Kitty da dódese euro, temperamatite sagomato a cane che par far la ponta alla matita la ghe se infila soto la coa». «E allora mi digo che il caro-scola è colpa di quei genitori che non si rendono conto che sono la pietra dello scandalo perché a in classe si fanno i confronti e tutti, anche i fiói dei poaréti vogliono el temperìn fatto a can e i buteléti vogliono lo zaino con i mostri dell’ horror che viene venduto in abbinamento a uno skateboard». «Vuto che i fiói che hanno lo zainetto anonimo si sentano mortificati? No, e allora corri a comprarghe quello con i mostri e se in casa no gh’ è schei se inciòda, si fanno debiti. Eccolo qua el caro-scola». «È colpa della vanità dei genitori sensa sarvèl che attraverso i fiói vogliono apparire loro, far bella figura con l’ insegnante, avere una diversa considerassión dei genitori dei fiói che non infilano la matita nel cul del can». «Ma come mi suggerisce il mio Gino, c’ è anche il caro-intervallo perché Monti ha tassato la Coca Cola e anche l’ aranciata per sostenere la Sanità. E allora i genitori o metteranno in cartella una bottiglietta con l’ acqua e limón o dovranno pagare di più anche per dissetare i fiói. Il mio Gino la chiama la tassa sul rutto». Silvino Gonzato © RIPRODUZIONE RISERVATA Tweet.
La Nazione, 29/08/2012 09:07
in vent’ anni PDF
salgono ancor di più.
Achille Perego MILANO CARA , carissima auto. Proprio nel giorno in cui la benzina (ma ormai non è una novità) ha segnato nuovi record (1,928 al litro la media nazionale con punte di 2,019 nel Centro Italia e 1,85 il diesel) dal Conto nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti 2010-2011 del ministero arriva la conferma che l’ auto è diventata una delle voci più pesanti del bilancio familiare. In vent’ anni, infatti, la spesa degli italiani per il mantenimento delle proprie vetture è più che raddoppiata (+119,3%), passando dai 47,283 miliardi del 1990 ai 103,7 del 2010. E la voce carburanti brucia quasi la metà di questa cifra con un rincaro del 170%. Al netto degli interessi sul capitale investito, le spese di esercizio delle auto per il 2010 sono ammontate a 93,934 miliardi, di cui circa il 44% è da attribuire proprio a benzina e gasolio (41,156 miliardi contro i 15,246 di vent’ anni fa), quasi il 18% alla manutenzione ordinaria, circa il 17% è servita per pagare la Rc auto, poco meno del 6% per versare le tasse e il restante 15% a spese per garage, pneumatici, lubrificanti e pedaggi. Sempre nel 2010, spiega la ricerca, gli italiani hanno speso complessivamente per l’ auto 147,205 miliardi: ai 103,7 per l’ esercizio e la manutenzione ordinaria vanno infatti aggiunti i 34,576 sborsati per l’ acquisto di vetture nuove e gli 8,915 per la manutenzione straordinaria. Che l’ auto sia diventata una voce di costo sempre più cara per una famiglia lo confermano anche i calcoli del Codacons che stima una spesa di 4.010 euro all’ anno, una vera e propria ?stangata?. Nel dettaglio 1.728 euro se ne vanno in carburante, 715 per l’ Rc auto, 491 per le riparazioni, 222 per pedaggi e posteggi, 265 per il bollo e 235 per le multe. Seguono 143 euro per il gommista, 126 per l’ affitto del garage, 85 tra lavaggio e revisione. Ma il caro-benzina, avverte Coldiretti, rischia di avere un effetto valanga anche sulla spesa alimentare (un litro di verde costa come tre pacchi di pasta) e sui bilanci delle imprese agricole. Per questo, mentre proseguono i rincari e gli autotrasportatori di Cna-Fita ricordano che il Governo sta lavorando per calmierare i prezzi, consumatori e associazioni di categoria come la Fegica Cisl, chiedono a Monti di ridurre le accise (seguendo l’ esempio della Francia – 6 cent in meno al litro – secondo Adusbef e Federconsumatori una famiglia risparmierebbe 131 euro l’ anno) e puntano il dito contro i maxi-profitti dei petrolieri. Ma nel mirino c’ è anche il caro Rc-auto. Se l’ Ania, la Confindustria delle compagnie, stima un rialzo medio dei premi nei primi tre mesi 2012 del 2,1% dopo il 5,8% del 2011 e il 4,7% del 2010, ricorda però che dal 2005 al 2011 le tariffe sono scese del 2,4%. Un dato che Adusbef e Federconsumatori definiscono «fuori dalla realtà». Dal 2001 a oggi, avvertono, la Rc auto è rincarata del 109% e solo quest’ anno del 6%, con 78 euro in più a polizza. Al di là del balletto delle cifre (l’ Isvap lo scorso aprile ha certificato rincari annui tra il 3,6 e il 10,1%), la realtà, avverte il segretario generale di Adiconsum, Pietro Giordano, è che per le assicurazioni, come per petrolieri, farmacisti o notai, non c’ è stata una liberalizzazione del mercato. E anche sulla Rc auto, concorda Claudio Demozzi, presidente dello Sna, il sindacato degli agenti di assicurazione, il Governo, pressato dalle lobby, ha fatto marcia indietro. Così sono stati introdotti solo palliativi (l’ obbligo di presentare più preventivi è stato addirittura sospeso dall’ Isvap per la difficoltà ad applicarlo) e la Rc auto in Italia resterà tra le più care d’ Europa fino a quando, conclude Demozzi, non si darà libertà professionale agli agenti con una pluriofferta di prodotti senza più il vincolo del mandato e l’ oligopolio delle compagnie che bloccano la concorrenza.
Il Giorno, 29/08/2012 09:07
in vent’ anni PDF
salgono ancor di più.
Achille Perego MILANO CARA , carissima auto. Proprio nel giorno in cui la benzina (ma ormai non è una novità) ha segnato nuovi record (1,928 al litro la media nazionale con punte di 2,019 nel Centro Italia e 1,85 il diesel) dal Conto nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti 2010-2011 del ministero arriva la conferma che l’ auto è diventata una delle voci più pesanti del bilancio familiare. In vent’ anni, infatti, la spesa degli italiani per il mantenimento delle proprie vetture è più che raddoppiata (+119,3%), passando dai 47,283 miliardi del 1990 ai 103,7 del 2010. E la voce carburanti brucia quasi la metà di questa cifra con un rincaro del 170%. Al netto degli interessi sul capitale investito, le spese di esercizio delle auto per il 2010 sono ammontate a 93,934 miliardi, di cui circa il 44% è da attribuire proprio a benzina e gasolio (41,156 miliardi contro i 15,246 di vent’ anni fa), quasi il 18% alla manutenzione ordinaria, circa il 17% è servita per pagare la Rc auto, poco meno del 6% per versare le tasse e il restante 15% a spese per garage, pneumatici, lubrificanti e pedaggi. Sempre nel 2010, spiega la ricerca, gli italiani hanno speso complessivamente per l’ auto 147,205 miliardi: ai 103,7 per l’ esercizio e la manutenzione ordinaria vanno infatti aggiunti i 34,576 sborsati per l’ acquisto di vetture nuove e gli 8,915 per la manutenzione straordinaria. Che l’ auto sia diventata una voce di costo sempre più cara per una famiglia lo confermano anche i calcoli del Codacons che stima una spesa di 4.010 euro all’ anno, una vera e propria ?stangata?. Nel dettaglio 1.728 euro se ne vanno in carburante, 715 per l’ Rc auto, 491 per le riparazioni, 222 per pedaggi e posteggi, 265 per il bollo e 235 per le multe. Seguono 143 euro per il gommista, 126 per l’ affitto del garage, 85 tra lavaggio e revisione. Ma il caro-benzina, avverte Coldiretti, rischia di avere un effetto valanga anche sulla spesa alimentare (un litro di verde costa come tre pacchi di pasta) e sui bilanci delle imprese agricole. Per questo, mentre proseguono i rincari e gli autotrasportatori di Cna-Fita ricordano che il Governo sta lavorando per calmierare i prezzi, consumatori e associazioni di categoria come la Fegica Cisl, chiedono a Monti di ridurre le accise (seguendo l’ esempio della Francia – 6 cent in meno al litro – secondo Adusbef e Federconsumatori una famiglia risparmierebbe 131 euro l’ anno) e puntano il dito contro i maxi-profitti dei petrolieri. Ma nel mirino c’ è anche il caro Rc-auto. Se l’ Ania, la Confindustria delle compagnie, stima un rialzo medio dei premi nei primi tre mesi 2012 del 2,1% dopo il 5,8% del 2011 e il 4,7% del 2010, ricorda però che dal 2005 al 2011 le tariffe sono scese del 2,4%. Un dato che Adusbef e Federconsumatori definiscono «fuori dalla realtà». Dal 2001 a oggi, avvertono, la Rc auto è rincarata del 109% e solo quest’ anno del 6%, con 78 euro in più a polizza. Al di là del balletto delle cifre (l’ Isvap lo scorso aprile ha certificato rincari annui tra il 3,6 e il 10,1%), la realtà, avverte il segretario generale di Adiconsum, Pietro Giordano, è che per le assicurazioni, come per petrolieri, farmacisti o notai, non c’ è stata una liberalizzazione del mercato. E anche sulla Rc auto, concorda Claudio Demozzi, presidente dello Sna, il sindacato degli agenti di assicurazione, il Governo, pressato dalle lobby, ha fatto marcia indietro. Così sono stati introdotti solo palliativi (l’ obbligo di presentare più preventivi è stato addirittura sospeso dall’ Isvap per la difficoltà ad applicarlo) e la Rc auto in Italia resterà tra le più care d’ Europa fino a quando, conclude Demozzi, non si darà libertà professionale agli agenti con una pluriofferta di prodotti senza più il vincolo del mandato e l’ oligopolio delle compagnie che bloccano la concorrenza.
Il Resto del Carlino, 29/08/2012 09:05
in vent’ anni PDF
salgono ancor di più.
Achille Perego MILANO CARA , carissima auto. Proprio nel giorno in cui la benzina (ma ormai non è una novità) ha segnato nuovi record (1,928 al litro la media nazionale con punte di 2,019 nel Centro Italia e 1,85 il diesel) dal Conto nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti 2010-2011 del ministero arriva la conferma che l’ auto è diventata una delle voci più pesanti del bilancio familiare. In vent’ anni, infatti, la spesa degli italiani per il mantenimento delle proprie vetture è più che raddoppiata (+119,3%), passando dai 47,283 miliardi del 1990 ai 103,7 del 2010. E la voce carburanti brucia quasi la metà di questa cifra con un rincaro del 170%. Al netto degli interessi sul capitale investito, le spese di esercizio delle auto per il 2010 sono ammontate a 93,934 miliardi, di cui circa il 44% è da attribuire proprio a benzina e gasolio (41,156 miliardi contro i 15,246 di vent’ anni fa), quasi il 18% alla manutenzione ordinaria, circa il 17% è servita per pagare la Rc auto, poco meno del 6% per versare le tasse e il restante 15% a spese per garage, pneumatici, lubrificanti e pedaggi. Sempre nel 2010, spiega la ricerca, gli italiani hanno speso complessivamente per l’ auto 147,205 miliardi: ai 103,7 per l’ esercizio e la manutenzione ordinaria vanno infatti aggiunti i 34,576 sborsati per l’ acquisto di vetture nuove e gli 8,915 per la manutenzione straordinaria. Che l’ auto sia diventata una voce di costo sempre più cara per una famiglia lo confermano anche i calcoli del Codacons che stima una spesa di 4.010 euro all’ anno, una vera e propria ?stangata?. Nel dettaglio 1.728 euro se ne vanno in carburante, 715 per l’ Rc auto, 491 per le riparazioni, 222 per pedaggi e posteggi, 265 per il bollo e 235 per le multe. Seguono 143 euro per il gommista, 126 per l’ affitto del garage, 85 tra lavaggio e revisione. Ma il caro-benzina, avverte Coldiretti, rischia di avere un effetto valanga anche sulla spesa alimentare (un litro di verde costa come tre pacchi di pasta) e sui bilanci delle imprese agricole. Per questo, mentre proseguono i rincari e gli autotrasportatori di Cna-Fita ricordano che il Governo sta lavorando per calmierare i prezzi, consumatori e associazioni di categoria come la Fegica Cisl, chiedono a Monti di ridurre le accise (seguendo l’ esempio della Francia – 6 cent in meno al litro – secondo Adusbef e Federconsumatori una famiglia risparmierebbe 131 euro l’ anno) e puntano il dito contro i maxi-profitti dei petrolieri. Ma nel mirino c’ è anche il caro Rc-auto. Se l’ Ania, la Confindustria delle compagnie, stima un rialzo medio dei premi nei primi tre mesi 2012 del 2,1% dopo il 5,8% del 2011 e il 4,7% del 2010, ricorda però che dal 2005 al 2011 le tariffe sono scese del 2,4%. Un dato che Adusbef e Federconsumatori definiscono «fuori dalla realtà». Dal 2001 a oggi, avvertono, la Rc auto è rincarata del 109% e solo quest’ anno del 6%, con 78 euro in più a polizza. Al di là del balletto delle cifre (l’ Isvap lo scorso aprile ha certificato rincari annui tra il 3,6 e il 10,1%), la realtà, avverte il segretario generale di Adiconsum, Pietro Giordano, è che per le assicurazioni, come per petrolieri, farmacisti o notai, non c’ è stata una liberalizzazione del mercato. E anche sulla Rc auto, concorda Claudio Demozzi, presidente dello Sna, il sindacato degli agenti di assicurazione, il Governo, pressato dalle lobby, ha fatto marcia indietro. Così sono stati introdotti solo palliativi (l’ obbligo di presentare più preventivi è stato addirittura sospeso dall’ Isvap per la difficoltà ad applicarlo) e la Rc auto in Italia resterà tra le più care d’ Europa fino a quando, conclude Demozzi, non si darà libertà professionale agli agenti con una pluriofferta di prodotti senza più il vincolo del mandato e l’ oligopolio delle compagnie che bloccano la concorrenza.
RadioRTM, 29/08/2012 08:55
I problemi dei modicani col digitale terrestre. Codacons: “A Modica si sta costituendo comitato spontaneo Web
A Modica lo “switch-off”, ovvero il “salto” al digitale terrestre, avvenuto il quattro luglio, provoca ancora problemi di ricezione dei canali. I modicani si erano accorti abbondantemente dei problemi ma, per portarli alla luce della ribalta nazionale, c’ è stato di bisogno della denuncia del Codacons. Giovanni Petrone, presidente regionale del Codacons Sicilia, afferma che: “il centro storico di Modica è chiuso in una vallata e qui, buona parte dei canali, non si prendono”. La pessima ricezione riguarda anche i canali Rai. “Oltre ad aver già sostenuto la spesa del decoder che non funziona, invece di risolvere il problema – continua Petrone – si fa pagare lo scotto ai cittadini. A Modica si sta costituendo un comitato civico spontaneo che chiede di non pagare il canone, perché la Rai non si vede”. La denuncia non ha mancato di provocare commenti e reazioni in città. Il consigliere del Pdl, in seno alla civica assise, Nino Gerratana , tuona contro un “altro primato negativo – afferma – per la nostra città. Va evidenziato come oltre il trenta per cento della popolazione modicana (soprattutto quella residente nel centro storico e nelle aree rurali) non riceva il segnale del digitale, restando di fatto priva di informazione e della possibilità di accedere ai canali televisivi”. È per tale ragione che il consigliere propone un’ interrogazione, per “evitare che l’ amministrazione, ancora una volta, rimanga immobile di fronte al disagio di ampie porzioni della città”. La questione, per Gerratana, è ancor più grave per la “mancanza di iniziative”. “A fare rumore è soprattutto l’ assenza di ogni iniziativa, ma anche la mancata conoscenza del problema da parte del sindaco che dimostra, semmai ce ne fosse bisogno – commenta il pidiellino -, di aver oramai perduto ogni contatto con la città reale. Per queste ragioni, con l’ interrogazione odierna – conclude -, si chiede all’ amministrazione di attivare ogni strumento utile per ripristinare il servizio e far esentare i cittadini, vittime dei disagi, dal pagamento del canone”.
giornaledibrescia.it, 29/08/2012 08:55
sui banchi il 12 settembre.
Caro scuola, i libri “pesano” 100 euro in più Web
Anno scolastico nuovo, vecchia storia: il 12 settembre suonerà la campanella e le famiglie italiane sono ancora una volta alle prese con il caro libri. Lo dice un’ indagine del Codacons: dei 100 euro in più, rispetto al 2011, che i genitori italiani spenderanno per mandare i loro figli a scuola, ben 80 se ne andranno per i libri. Il resto per la cartella, ovvero astucci, zaini, penne, matite, quaderni e tutto quello che serve per comporre il kit scolastico. Secondo l’ associazione dei consumatori, il leit motiv che, purtroppo, a cavallo tra fine agosto e inizio settembre, accompagna la vigilia dell’ apertura delle scuole, per il 2012 ha un imputato ben preciso: i decreti del Governo, per la precisione il 42 e il 43 dell’ 11 maggio 2012, che impongono agli istituti di adottare «esclusivamente libri di testo in formato misto, ovvero interamente scaricabili da internet». Cioè che abbiano anche un’ edizione scaricabile online. In soldoni, sottolinea il Codacons, questo costringe gli insegnanti a cambiare i testi, dato che non tutte le case editrici si sono già adattate alle nuove regole. Insomma, il «colpo basso» al portafoglio delle famiglie italiane arriva proprio dalla rivoluzione multimediale che dovrebbe snellire la burocrazia scolastica. Che, nel contempo, secondo il Codacons, «manda in soffitta i libri usati e costringe ad acquistare nuove edizioni. Molti genitori, ad esempio, nonostante abbiano il figlio minore nella stessa scuola del maggiore, non hanno potuto utilizzare i libri già in loro possesso e sono stati costretti a ricomprarli». Ecco perché, prosegue l’ associazione, «nonostante gli aumenti dei tetti di spesa dei libri scolastici fissati dal ministero fossero dell’ 1,5%, che sommato al possibile sforamento del 10%, potevano determinare un aumento teorico massimo di 44 euro, la stangata effettiva è ben superiore. Anche per via dei soliti libri scolastici facoltativi, che facoltativi non sono, e dello sforamento dei tetti». Per il Codacons, che annuncia il ricorso al Tar contro i due decreti governativi «pro multimediale», «la promessa che il ministero dell’ Istruzione aveva fatto nel 2009, ovvero che nei successivi tre anni vi sarebbe stata una diminuzione di spesa del 30% per l’ acquisto dei libri scolastici, si è dimostrata l’ ennesima bufala a danno delle tartassate famiglie italiane».
giornaledibrescia.it, 29/08/2012 08:46
sui banchi il 12 settembre.
Caro scuola, un conto da 100 euro in più Web
Anno scolastico nuovo, vecchia storia: il 12 settembre suonerà la campanella e le famiglie italiane sono ancora una volta alle prese con il caro libri. Lo dice un’ indagine del Codacons: dei 100 euro in più, rispetto al 2011, che i genitori italiani spenderanno per mandare i loro figli a scuola, ben 80 se ne andranno per i libri. Il resto per la cartella, ovvero astucci, zaini, penne, matite, quaderni e tutto quello che serve per comporre il kit scolastico. Secondo l’ associazione dei consumatori, il leit motiv che, purtroppo, a cavallo tra fine agosto e inizio settembre, accompagna la vigilia dell’ apertura delle scuole, per il 2012 ha un imputato ben preciso: i decreti del Governo, per la precisione il 42 e il 43 dell’ 11 maggio 2012, che impongono agli istituti di adottare «esclusivamente libri di testo in formato misto, ovvero interamente scaricabili da internet». Cioè che abbiano anche un’ edizione scaricabile online. In soldoni, sottolinea il Codacons, questo costringe gli insegnanti a cambiare i testi, dato che non tutte le case editrici si sono già adattate alle nuove regole. Insomma, il «colpo basso» al portafoglio delle famiglie italiane arriva proprio dalla rivoluzione multimediale che dovrebbe snellire la burocrazia scolastica. Che, nel contempo, secondo il Codacons, «manda in soffitta i libri usati e costringe ad acquistare nuove edizioni. Molti genitori, ad esempio, nonostante abbiano il figlio minore nella stessa scuola del maggiore, non hanno potuto utilizzare i libri già in loro possesso e sono stati costretti a ricomprarli». Ecco perché, prosegue l’ associazione, «nonostante gli aumenti dei tetti di spesa dei libri scolastici fissati dal ministero fossero dell’ 1,5%, che sommato al possibile sforamento del 10%, potevano determinare un aumento teorico massimo di 44 euro, la stangata effettiva è ben superiore. Anche per via dei soliti libri scolastici facoltativi, che facoltativi non sono, e dello sforamento dei tetti». Per il Codacons, che annuncia il ricorso al Tar contro i due decreti governativi «pro multimediale», «la promessa che il ministero dell’ Istruzione aveva fatto nel 2009, ovvero che nei successivi tre anni vi sarebbe stata una diminuzione di spesa del 30% per l’ acquisto dei libri scolastici, si è dimostrata l’ ennesima bufala a danno delle tartassate famiglie italiane».
La Sicilia, 29/08/2012 07:24
Auto, tanto amata quanto costosa PDF
benzina, assicurazioni, pedaggi, manutenzione: spesa più che raddoppiata in vent’ anni.
Enrica Piovan Roma. Automobile sempre più cara per gli italiani. In vent’ anni le spese per il mantenimento dell’ automobile sono più che raddoppiate, con i carburanti che bruciano quasi la metà dei costi complessivi. A certificarlo è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che nel Conto nazionale 2010-11 ricostruisce le spese di esercizio delle automobili private tra il 1990 e il 2010: una spesa che per il Codacons ha superato ormai i 4mila euro all’ anno a carico di ogni famiglia. Intanto la benzina ieri ha proseguito la corsa al rialzo, aggiornando il record a 1,928 euro, con punte di oltre 2 euro in alcune località. Tra carburanti, assicurazione, pedaggi, manutenzione e altro, la spesa degli automobilisti è arrivata nel 2010 a 103,714 miliardi di euro, dai 47,283 miliardi del 1990, segnando un aumento del 119,3%. L’ ammontare delle spese per auto ad uso privato è stato di circa 147,205 miliardi (oltre ai costi di esercizio, infatti, 34,576 miliardi sono stati spesi per l’ acquisto di vetture nuove di fabbrica e 8,915 miliardi per la manutenzione straordinaria). Carburanti +170% A bruciare quasi la metà della spesa sono i carburanti, che pesano per circa il 44% (della spesa al netto degli interessi sul capitale investito, quantificata in 93,934 miliardi). In vent’ anni il costo di benzina e diesel è aumentato mediamente del 170%. E I ministri delle finanze del G7 sono «pronti» a chiedere all’ Agenzia Internazionale per l’ Energia un aumento della produzione del petrolio per fare scendere i prezzi. Le altre voci Tra le voci che più incidono sul portafoglio degli automobilisti ci sono poi manutenzione e riparazione ordinaria (+128%) e Rc Auto (+202,5%). I pedaggi autostradali hanno segnato un +198%, mentre i lubrificanti sono l’ unica voce ad aver registrato un calo. I consumatori Dopo gli ultimi rialzi della benzina, per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai 4.010 euro all’ anno: «Una vera e propria stangata». Lo calcola il Codacons che invita gli automobilisti ad aderire allo sciopero della spesa indetto per il 19 settembre. Secondo i calcoli dell’ associazione di consumatori, una famiglia media spende in un anno: 1.728 euro di carburante, 715 per l’ Rc auto, 491 euro per le riparazioni, tra meccanici e carrozzieri, 222 euro tra pedaggi e posteggi, 265 euro per il bollo auto, 235 per le multe. Seguono 143 euro per il gommista, 126 euro per l’ affitto del garage, 85 tra lavaggio e revisione auto. A proposito dei dati del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sull’ aumento delle spese per la manutenzione delle auto negli ultimi 20 anni, il Codacons osserva: «Ora che il ministero ha scoperto quello che ogni automobilista sapeva già, sarebbe bene che cercasse anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo che non ha preso misure di liberalizzazione e che in questi anni ha aumentato ripetutamente le accise sui carburanti, l’ Iva, ha indicizzato, invece degli stipendi e delle pensioni, le tariffe autostradali ed, infine, in nome del federalismo, ha consentito l’ innalzamento delle tasse sull’ rc auto per finanziare le Province». Adusbef e Federconsumatori suggeriscono di fare come in Francia: tagliare il prezzo di 6 cent – sostengono – permetterebbe un risparmio annuo di 131 euro. Gestori e agricoltori I continui rincari dei carburanti fanno insorgere anche i gestori, con la Fegica Cisl che parla di «ricatto» dei petrolieri tollerato dal Governo. Mentre le associazioni degli agricoltori denunciano contraccolpi insostenibili per il settore. L’ impatto del caro-benzina e del caro-gasolio è del resto sotto gli occhi di tutti, tanto che il governo, riferiscono gli autotrasportatori della Cna-Fita, è al lavoro in questi giorni per cercare una soluzione per calmierare i prezzi. L’ Eni promette iniziative La campagna di sconti «è stata un successone, abbiamo venduto in media durante i weekend 100 milioni di litri in più, la nostra quota è aumentata dal 30 al 33%. Ma soprattutto abbiamo avvicinato tanti italiani a fare il pieno da soli, come accade del resto in tutta Europa. E a farlo usando strumenti per certi versi poco utilizzati, come le car- 29/08/2012.
La Sicilia (ed. Caltanissetta), 29/08/2012 07:24
in breve PDF
furto in città Arrestati due catanesi per un colpo dell’ anno scorso Per furto aggravato in concorso i carabinieri a Catania hanno arrestato i pregiudicati Francesco Fazio, di 35 anni, e Alessandro Seminara di 25. I due sono stati riconosciuti colpevoli di un furto commesso a Caltanissetta il 25 ottobre del 2011. codacons Protesta contro il caro-benzina Protesta promossa in tutte le nove province siciliane dal Codacons e da 33 associazioni impegnate a difesa dei cittadini contro il caro-benzina. A lanciarla è il siciliano Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons, che invita a boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde più di 1,8 euro. L’ indicazione di lotta implica che si faccia il pieno di venerdì, sabato o domenica nei distributori dove vengono praticate promozioni e sconti e che «per il resto della settimana – continua Francesco Tanasi – si boicottino le pompe troppo care che devono essere punite e non vendere nemmeno un litro di carburante». Per questo a Palermo, Catania, Messina, Siracusa, Ragusa, Caltanissetta, Enna, Trapani e Agrigento viene lanciata l’ iniziativa per il 19 settembre di uno sciopero della spesa «che si spera – aggiunge Tanasi – trovi concordi anche agricoltori e commercianti che sono invitati ad abbassare le saracinesche contro le tasse insostenibili e le banche che non fanno credito. Per Tanasi «non resta che organizzarsi da soli», poichè «i consumatori sono fuori dell’ agenda del Governo Monti che li usa solo come carne da macello per spremerli con balzelli di ogni tipo. Dal governo nessun intervento sulle bollette o sul blocco dalle tariffe pubbliche. Dopo aver tagliato i consumi alimentari oggi i siciliani sono costretti a tagliare anche i consumi di acqua, gas e luce». farmacie Dal 1º settembre in vigore l’ orario invernale L’ Ordine provinciale dei farmacisti comunica che dall’ 1 settembre al 30 giugno 2013 l’ orario che sarà osservato dalle farmacie di Caltanissetta sarà il seguente: al mattino dalle ore 90 alle ore 13 e il pomeriggio dalle ore 16 alle ore 20. il tempo di ieri Temperatura massima 32,7 gradi, minima della notte 22,8 gradi, media gornaliera 27,9 gradi. 29/08/2012.
Gazzetta del Sud, 29/08/2012 07:17
i carburanti bruciano quasi la metà dei costi complessivi.
Auto sempre più cara per gli italiani spese raddoppiate in venti anni PDF
Auto sempre più cara per gli italiani. In 20 anni le spese per il mantenimento dell’ automobile sono più che raddoppiate, con i carburanti che bruciano quasi la mety dei costi complessivi. A certificarlo a il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che nel Conto nazionale 2010 -11 ricostruisce le spese di esercizio delle automobili private tra il 1990 e il 2010: una spesa che per il Codacons ha superato ormai i 4 mila euro all’ anno a carico di ogni famiglia. Intanto la benzina ieri ha proseguito la corsa al rialzo, aggiornando il record a 1,928 euro, con punte di oltre 2 euro in alcune locality. Tra carburanti, assicurazione, pedaggi, manutenzione e altro, la spesa degli automobilisti a arrivata nel 2010 a 103,714 miliardi di euro, dai 47,283 miliardi del 1990, segnando un aumento del 119,3 %. L’ ammontare com plessivo delle spese per autovetture ad uso privato a stato di circa 147,205 miliardi (oltre ai costi di esercizio, infatti, 34,576 miliardi sono stati spesi per l’ acquisto di vetture nuove di fabbrica e 8,915 miliardi per la manutenzione straordinaria). A bruciare quasi la mety della spesa sono i carburanti, che pesano per circa il 44% (della spesa al netto degli interessi sul capitale investito, quantificata in 93,934 miliardi). In 20 anni il costo di benzina e diesel a aumentato mediamente del 170% (nel 1990 la spesa per carburanti era di 15,246 miliardi e costituiva circa un terzo della spesa complessiva). Tra le voci che più incidono sul portafoglio degli automobilisti c i sono poi manutenzione e riparazione ordinaria ( +128 %) e Rc Auto ( +202,5 %). I pedaggi autostradali hanno segnato un +198 %, mentre i lubrificanti sono l’ unica voce ad aver registrato un calo. Dopo gli ultimi rialzi della ben zina, per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai 4.010 euro all’ anno: lo calcola il Codacons, che al Ministerodelle infrastrutture chiede di «cercare anche delle soluzioni, visto che la responsability di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo ». Adusbef e Federconsumatori suggeriscono di fare come in Francia: tagliare il prezzo di 6 cent – sostengono – permetterebbe un risparmio annuo di 131 euro. I continui rincari dei carburanti fanno insorgere anche i gestori, con la Fegica Cisl che parla di «ricatto » dei petrolieri tollerato dal Governo. Mentre le associazioni degli agricoltori denunciano contraccolpi insostenibili per il settore. L’ impatto del caro- benzina e del caro- gasolio a del resto sotto gli occhi di tutti, tanto che il governo, riferiscono gli autotrasportatori della Cna -Fita, a al lavoro in questi giorni per cercare una soluzione per calmierare i prezzi. ?
Il Sole 24 Ore, 29/08/2012 07:01
mobilità. costo del carburante +170%
Auto, in venti anni spese raddoppiate PDF
Auto sempre più cara per gli italiani. In 20 anni le spese per il mantenimento dell’ automobile sono più che raddoppiate, con i carburanti che bruciano quasi la metà dei costi complessivi. A certificarlo è il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, che nel Conto nazionale 2010-11 ricostruisce le spese di esercizio delle automobili private tra il 1990 e il 2010: una spesa che per il Codacons ha superato ormai i 4 mila euro all’ anno a carico di ogni famiglia. Con la benzina che prosegue la corsa al rialzo, aggiornando il record a 1,928 euro, con punte di oltre 2 euro in alcune località, il conto è destinato a crescere. Tra carburanti, assicurazione, pedaggi, manutenzione e altro, la spesa degli automobilisti è arrivata nel 2010 a 103,714 miliardi di euro, dai 47,283 miliardi del 1990, con un aumento del 119,3%. L’ ammontare complessivo delle spese per autovetture ad uso privato è stato di circa 147,205 miliardi (oltre ai costi di esercizio, infatti, 34,576 miliardi sono stati spesi per l’ acquisto di vetture nuove di fabbrica e 8,915 miliardi per la manutenzione straordinaria). A bruciare quasi la metà della spesa sono i carburanti, che pesano per circa il 44% (della spesa al netto degli interessi sul capitale investito, quantificata in 93,934 miliardi). In 20 anni il costo di benzina e diesel è aumentato mediamente del 170% (nel 1990 la spesa per carburanti era di 15,246 miliardi e costituiva circa un terzo della spesa complessiva). Tra le voci che più incidono sul portafoglio degli automobilisti ci sono poi manutenzione e riparazione ordinaria (+128%) e Rc Auto (+202,5%). I pedaggi autostradali hanno segnato un +198%, mentre i lubrificanti sono l’ unica voce ad aver registrato un calo. Dopo gli ultimi rialzi della benzina, per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai 4.010 euro all’ anno: lo calcola il Codacons, che al ministero delle Infrastrutture chiede di «cercare anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo». Adusbef e Federconsumatori suggeriscono di fare come in Francia: tagliare il prezzo di 6 cent permetterebbe un risparmio annuo di 131 euro. I continui rincari dei carburanti fanno insorgere anche i gestori, con la Fegica Cisl che parla di “ricatto” dei petrolieri tollerato dal Governo. Mentre le associazioni degli agricoltori denunciano contraccolpi insostenibili per il settore. L’ impatto del caro-benzina e del caro-gasolio è del resto sotto gli occhi di tutti, tanto che il governo, riferiscono gli autotrasportatori della Cna-Fita, è al lavoro in questi giorni per cercare una soluzione per calmierare i prezzi. © RIPRODUZIONE RISERVATA LA STANGATA 103,7 miliardi La spesa totale nel 2010 È la cifra che gli italiani hanno speso per il mantenimento dell’ auto. Un dato certificato dal ministero delle Infrastrutture e dei tasporti +119,3% L’ incremento dal 1990 Più che raddoppiate dal 1990 le spese di esercizio. All’ epoca, sempre secondo il ministero, gli italiani spendevano 47,3 miliardi di euro 4mila euro Il costo per famiglia Secondo una stima del Codacons (associazione dei consumatori), ogni famiglia spende all’ anno oltre 4mila euro per l’ automobile. I carburanti pesano per il 44%
Corriere della Sera, 29/08/2012 07:01
studio e crisi palazzo marino: aiuti solo alle famiglie con maggiori disagi.
Mandare i figli a scuola costerà 100 euro in più PDF
rincari per libri e cartoleria. addio anche ai buoni del comune.
La stangata annunciata a giugno arriva adesso, ultimi giorni prima della ripresa delle lezioni, cartella da riempire e libri di testo da cercare e acquistare (ci pensa la scuola e paga il Comune soltanto alle elementari). L’ anno scorso di questi tempi le famiglie con figli iscritti alle medie, tutte, a prescindere dal reddito, incassavano un buono di circa duecento euro per l’ acquisto dei libri. Quest’ anno niente aiuti a pioggia. L’ amministrazione comunale ha destinato il contributo soltanto alle famiglie più in difficoltà. Riceverà un buono, variabile a seconda della fascia Isee, chi non supera il valore di 15 mila euro. Chi è sotto i cinquemila prenderà l’ importo più alto, 150 euro per il primo anno, ottanta per il secondo e per il terzo. La vicesindaco e assessore all’ Istruzione Maria Grazia Guida spiegando le ragioni di questa scelta si è impegnata a studiare con la Regione nuove modalità di sostegno: «Vorremmo spermentare la formula del comodato d’ uso e fare ricorso ai nuovi strumenti informatici». Intanto la spesa va fatta. E secondo le associazioni di consumatori otto famiglie su dieci sono in piena crisi da caro libri e caro zaino. La spesa per la scuola quest’ anno salirà di cento euro secondo il Codacons, perché spenderemo ottanta euro in più per i libri e venti in più per il «corredo». La Camera di Commercio di Monza e Brianza ha già pesato la cartella con e senza libri di milanesi e lombardi. La spesa qui sarà più cara: fra zaino, diario, quaderni, penne e matite la previsione di spesa è di 89 euro, la media nelle altre città è di 82. Poi va aggiunto il conto dei libri di testo, in media 127 euro. A incidere sui bilanci familiari è soprattutto la voce libri e secondo il Codacons l’ introduzione dei testi multimediali, almeno in questa prima fase, ha peggiorato le cose. «Ha mandato in soffitta i libri usati e costretto ad acquistare nuove edizioni – sostiene l’ associazione -. Molti genitori, ad esempio, con i figli nella stessa scuola e con gli stessi insegnanti hanno dovuto comprare i nuovi libri». L’ aumento dei tetti di spesa massima fissati dal ministero è dell’ 1,5%, e sommato al possibile sforamento del 10% poteva determinare un aumento massimo di 44 euro. «Il multimediale ha fatto salire la spesa e poi ci sono i soliti libri facoltativi, che facoltativi non sono, e infine ci sono anche le scuole che sforano i tetti. Le famiglie denuncino». Quest’ anno il Ministero ha stabilito che per chi si iscrive in prima media il costo dei libri non deve essere superiore ai 294 euro, il tetto scende a 117 per l’ anno successivo e risale a 132 per la terza. Per gli studenti delle superiori il limite cambia da scuola a scuola, si fermano sotto i trecento euro gli istituti professionali e il liceo artistico, i tecnici arrivano già ai 320 e fra i licei la spesa massima tocca a chi iscrive i figli al classico a al linguistico: 335 euro la spesa massima permessa dal ministero. Le strategie per risparmiare preferite dalle famiglie sono sempre le stesse: mercatini dell’ usato (ma i nuovi testi non ci sono), acquisti online o nelle catene della grande distribuzione. Federica Cavadini [email protected] RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Gazzetta dello Sport, 29/08/2012 07:01
per i dubbi dei ministri.
lafrase DEL GIORNO Il decretone sulla sanità già in crisi: può slittare PDF
Non c’ è ancora, ma è già in grande difficoltà. Il decreto sulla Sanità messo a punto dal ministro della Salute Renato Balduzzi potrebbe slittare. Nel corso del preconsiglio dei ministri di ieri mattina, sarebbero emersi dubbi «procedurali, di costituzionalità e di copertura economica»: quindi il testo, che doveva arrivare venerdì in Consiglio dei Ministri, potrebbe seguire un percorso diverso. Anche se Balduzzi non si scompone: «Non ci sono divisioni, sono solo questioni tecniche», ha detto. Secondo fonti ministeriali, ci sono dei problemi per i finanziamenti degli ambulatori 24 ore su 24 e per il programma nazionale per la non autosufficienza: la questione sarà discussa domani a Palazzo Chigi, e non è escluso che Monti decida di dividere l’ intero provvedimento, con alcune novità presentate a parte, attraverso decreti ad hoc. Il decretone, che tra le altre cose vuole introdurre limiti al fumo, agli alcolici e ai videopoker, più i medici di famiglia operativi h24, non ha entusiasmato né i sindacati né le associazioni dei consumatori. «Il testo è deludente – ha detto il segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica – con proposte confuse e contraddittorie e persino negativo proprio nelle norme più attese, come le cure primarie h24 e la libera professione». Identico il pensiero del Codacons: «Molto fumo ma niente arrosto – ha detto il presidente Carlo Rienzi -: vengono individuati i comportamenti da sanzionare e le sanzioni, ma non le misure per rendere effettivo il cambiamento».
La Gazzetta dello Sport, 29/08/2012 07:01
i numeri del ministero per il carburante +170%
Caro auto: in 20 anni spese raddoppiate ilrisparmiatore PDF
pesano i continui aumenti di benzina e assicurazioni e ieri altro record: verde a 2,019 euro di francesco carlà*
L’ auto diventa sempre di più una spesa difficile da sostenere per gli italiani. In 20 anni, infatti, le somme destinate al mantenimento delle macchine sono più che raddoppiate, arrivando nel 2010 a 103,7 miliardi, dai 47,283 del 1990, segnando un aumento del 119,3%. Lo dice il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ricostruisce le spese di esercizio delle automobili private. Una batosta confermata anche dai dati del Codacons: per l’ associazione dei consumatori ogni famiglia spende più di 4 mila euro per mantenere l’ auto. Un conto salato dovuto soprattutto agli aumenti di carburanti, assicurazioni e pedaggi. A bruciare quasi la metà della spesa, comunque, è la benzina, che pesa per il 44%: in 20 anni è aumentata mediamente del 170%. Il fatto che i carburanti giochino un ruolo così rilevante non stupisce anche alla luce dei continui rincari. Secondo il monitoraggio di Quotidiano Energia, infatti, ieri è proseguito l’ aumento delle medie dei prezzi e delle punte: le prime registrano 1,928 euro al litro per la benzina Total-Erg e 1,810 per il diesel; le seconde scontano l’ ennesimo record territoriale della verde in alcune regioni del Centro, dove gioca il fattore addizionali, con 2,019 euro al litro, mentre il diesel staziona a 1,850. Tornando alle altre spese per gli automobilisti, negli anni hanno inciso anche quelle per la manutenzione (+128%) e le assicurazioni (+202,5%). I pedaggi autostradali sono invece cresciuti del 198%.
Brescia Oggi, 29/08/2012 06:53
macchine. continua il rialzo della benzina. i ministri del g7: «più greggio per tagliare i prezzi»
Auto, costi raddoppiati negli ultimi venti anni PDF
ogni famiglia sborsa 4.010 euro ogni 12 mesi. metà delle spese per i carburanti. agricoltura: il caro gasolio vale 300 milioni.
ROMA Auto sempre più cara per gli italiani. In 20 anni le spese per il mantenimento dell’ automobile sono più che raddoppiate, con i carburanti che bruciano quasi la metà dei costi complessivi. A certificarlo è il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che nel conto nazionale 2010-11 ricostruisce le spese di esercizio delle automobili private tra il 1990 e il 2010: una spesa che per il Codacons ha superato ormai i 4 mila euro all’ anno a carico di ogni famiglia. Intanto la benzina ieri ha proseguito la corsa al rialzo, aggiornando il record a 1,928 euro, con punte di oltre 2 euro. Mentre il petrolio ha chiuso ieri in rialzo a New York (+0,8%) a 96,22 dollari al barile.I ministri delle Finanze del G7 sono «pronti» a chiedere all’ Agenzia Internazionale per l’ Energia un aumento della produzione del petrolio per fare scendere i prezzi: «Il G7 resta vigile sui rischi per l’ economia globale» posti dai prezzi del petrolio Tra carburanti, assicurazione, pedaggi, manutenzione e altro, la spesa degli automobilisti è arrivata comunque nel 2010 a 103,714 miliardi di euro, dai 47,283 miliardi del 1990 (+119,3%). LE SPESE PER AUTO PRIVATE. L’ ammontare complessivo delle spese per autovetture ad uso privato è stato di circa 147,205 miliardi: oltre ai costi di esercizio, infatti, 34,576 miliardi sono stati spesi per l’ acquisto di vetture nuove di fabbrica e 8,915 miliardi per la manutenzione straordinaria. A bruciare quasi la metà della spesa sono i carburanti, che pesano per circa il 44% (della spesa al netto degli interessi sul capitale investito, quantificata in 93,934 miliardi). L’ AUMENTO DEI COSTI. In 20 anni il costo di benzina e diesel è aumentato mediamente del 170% (nel 1990 la spesa per carburanti era di 15,246 miliardi e costituiva circa un terzo della spesa complessiva). Tra le voci che più incidono sul portafoglio degli automobilisti ci sono poi manutenzione e riparazione ordinaria (+128%) e Rc Auto (+202,5%). I pedaggi autostradali hanno segnato un +198%, mentre i lubrificanti sono l’ unica voce ad aver registrato un calo. Per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai 4.010 euro all’ anno: lo calcola il Codacons, che al ministero delle Infrastrutture chiede di «cercare anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal governo». Adusbef e Federconsumatori suggeriscono di fare come in Francia: «Tagliare il prezzo di 6 cent permetterebbe un risparmio annuo di 131 euro». I rincari dei carburanti fanno insorgere anche i gestori, con la Fegica Cisl che parla di «ricatto» dei petrolieri tollerato dal governo. PIÙ COSTI PER LE AZIENDE AGRICOLE. Le associazioni degli agricoltori denunciano contraccolpi insostenibili per il settore. «In un anno il settore agricolo ha speso 300 milioni di euro in più solo per il gasolio agricolo». Lo evidenzia Confagricoltura, rimarcando «i seri problemi che la continua escalation dei prezzi dei carburanti sta creando alle imprese agricole»: «Da agosto 2011, a agosto 2012 il prezzo medio del gasolio agricolo è aumentato di oltre 13 centesimi al litro, arrivando a toccare 1,1785 euro».
Libertà, 29/08/2012 06:52
ROMA – Auto sempre più cara per gli italiani PDF
ROMA – Auto sempre più cara per gli italiani. In 20 anni le spese per il mantenimento dell’ automobile sono più che raddoppiate, con i carburanti che bruciano quasi la metà dei costi complessivi. A certificarlo è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che nel Conto nazionale 2010-11 ricostruisce le spese di esercizio delle automobili private tra il 1990 e il 2010: una spesa che per il Codacons ha superato ormai i 4 mila euro all’ anno a carico di ogni famiglia. Intanto la benzina oggi ha proseguito la corsa al rialzo, aggiornando il record a 1,928 euro, con punte di oltre 2 euro in alcune località. Tra carburanti, assicurazione, pedaggi, manutenzione e altro, la spesa degli automobilisti è arrivata nel 2010 a 103,714 miliardi di euro, dai 47,283 miliardi del 1990, segnando un aumento del 119,3%. L’ ammontare complessivo delle spese per autovetture ad uso privato è stato di circa 147,205 miliardi (oltre ai costi di esercizio, infatti, 34,576 miliardi sono stati spesi per l’ acquisto di vetture nuove di fabbrica e 8,915 miliardi per la manutenzione straordinaria). A bruciare quasi la metà della spesa sono i carburanti, che pesano per circa il 44% (della spesa al netto degli interessi sul capitale investito, quantificata in 93,934 miliardi). In 20 anni il costo di benzina e diesel è aumentato mediamente del 170% (nel 1990 la spesa per carburanti era di 15,246 miliardi e costituiva circa un terzo della spesa complessiva). Tra le voci che più incidono sul portafoglio degli automobilisti ci sono poi manutenzione e riparazione ordinaria (+128%) e Rc Auto (+202,5%). I pedaggi autostradali hanno segnato un +198%, mentre i lubrificanti sono l’ unica voce ad aver registrato un calo. Dopo gli ultimi rialzi della benzina, per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai 4.010 euro all’ anno: lo calcola il Codacons, che al Ministero delle infrastrutture chiede di «cercare anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo». Adusbef e Federconsumatori suggeriscono di fare come in Francia: tagliare il prezzo di 6 cent – sostengono – permetterebbe un risparmio annuo di 131 euro. Enrica Piovan.
L’Arena, 29/08/2012 06:52
Oltre al caro-scuola anche il caro-rutto PDF
«Ogni anno, prima che comincino le scole» scrive la Olga «c’ è la solita lagna del caro-libri. Il Codacons sostiene che a livello nazionale l’ aumento dei libri di testo rispetto all’ anno scorso sarà di cento euro. Mettiamo che abbia ragione il Codacons, che di tutte le battaglie a favore dei consumatori non ne ha vinta una, e che quindi quest’ anno i genitori debbano pagare cento euro in più per i libri. Va ben, digo mi, sono schei, soprattutto par ci no ghe n’ à». «Ma come si fa a lamentarsi dei cento euro in più per i libri quando poi si mandano a scola i fiói con zainetti, astucci, diari e altre ostiarìe firmate che, a conti fatti, costano cinque o sei volte di più dell’ aumento dei libri, e non sono imposti da nessuno?». «La parrucchiera dove vago mi, la Pamela, alla fioléta che va in prima media ha comprato uno zaino con Topolina che costa sentodiése euro, un astuccio con Cucciolo che ghe ne costa sinquantanove, un diario della serie Principesse che ghe ne costa quaranta, un sacchetto per le scarpe da ginnastica con Pluto che ghe ne costa trentasìnque, matite colorate Hello Kitty da dódese euro, temperamatite sagomato a cane che par far la ponta alla matita la ghe se infila soto la coa». «E allora mi digo che il caro-scola è colpa di quei genitori che non si rendono conto che sono la pietra dello scandalo perché a in classe si fanno i confronti e tutti, anche i fiói dei poaréti vogliono el temperìn fatto a can e i buteléti vogliono lo zaino con i mostri dell’ horror che viene venduto in abbinamento a uno skateboard». «Vuto che i fiói che hanno lo zainetto anonimo si sentano mortificati? No, e allora corri a comprarghe quello con i mostri e se in casa no gh’ è schei se inciòda, si fanno debiti. Eccolo qua el caro-scola». «È colpa della vanità dei genitori sensa sarvèl che attraverso i fiói vogliono apparire loro, far bella figura con l’ insegnante, avere una diversa considerassión dei genitori dei fiói che non infilano la matita nel cul del can». «Ma come mi suggerisce il mio Gino, c’ è anche il caro-intervallo perché Monti ha tassato la Coca Cola e anche l’ aranciata per sostenere la Sanità. E allora i genitori o metteranno in cartella una bottiglietta con l’ acqua e limón o dovranno pagare di più anche per dissetare i fiói. Il mio Gino la chiama la tassa sul rutto». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’Arena, 29/08/2012 06:52
macchine. continua il rialzo della benzina. i ministri del g7: «più greggio per tagliare i prezzi»
Auto, costi raddoppiati negli ultimi venti anni PDF
ogni famiglia sborsa 4.010 euro ogni 12 mesi. metà delle spese per i carburanti. agricoltura: il caro gasolio vale 300 milioni.
ROMA Auto sempre più cara per gli italiani. In 20 anni le spese per il mantenimento dell’ automobile sono più che raddoppiate, con i carburanti che bruciano quasi la metà dei costi complessivi. A certificarlo è il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che nel conto nazionale 2010-11 ricostruisce le spese di esercizio delle automobili private tra il 1990 e il 2010: una spesa che per il Codacons ha superato ormai i 4 mila euro all’ anno a carico di ogni famiglia. Intanto la benzina ieri ha proseguito la corsa al rialzo, aggiornando il record a 1,928 euro, con punte di oltre 2 euro. Mentre il petrolio ha chiuso ieri in rialzo a New York (+0,8%) a 96,22 dollari al barile.I ministri delle Finanze del G7 sono «pronti» a chiedere all’ Agenzia Internazionale per l’ Energia un aumento della produzione del petrolio per fare scendere i prezzi: «Il G7 resta vigile sui rischi per l’ economia globale» posti dai prezzi del petrolio Tra carburanti, assicurazione, pedaggi, manutenzione e altro, la spesa degli automobilisti è arrivata comunque nel 2010 a 103,714 miliardi di euro, dai 47,283 miliardi del 1990 (+119,3%). LE SPESE PER AUTO PRIVATE. L’ ammontare complessivo delle spese per autovetture ad uso privato è stato di circa 147,205 miliardi: oltre ai costi di esercizio, infatti, 34,576 miliardi sono stati spesi per l’ acquisto di vetture nuove di fabbrica e 8,915 miliardi per la manutenzione straordinaria. A bruciare quasi la metà della spesa sono i carburanti, che pesano per circa il 44% (della spesa al netto degli interessi sul capitale investito, quantificata in 93,934 miliardi). L’ AUMENTO DEI COSTI. In 20 anni il costo di benzina e diesel è aumentato mediamente del 170% (nel 1990 la spesa per carburanti era di 15,246 miliardi e costituiva circa un terzo della spesa complessiva). Tra le voci che più incidono sul portafoglio degli automobilisti ci sono poi manutenzione e riparazione ordinaria (+128%) e Rc Auto (+202,5%). I pedaggi autostradali hanno segnato un +198%, mentre i lubrificanti sono l’ unica voce ad aver registrato un calo. Per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai 4.010 euro all’ anno: lo calcola il Codacons, che al ministero delle Infrastrutture chiede di «cercare anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal governo». Adusbef e Federconsumatori suggeriscono di fare come in Francia: «Tagliare il prezzo di 6 cent permetterebbe un risparmio annuo di 131 euro». I rincari dei carburanti fanno insorgere anche i gestori, con la Fegica Cisl che parla di «ricatto» dei petrolieri tollerato dal governo. PIÙ COSTI PER LE AZIENDE AGRICOLE. Le associazioni degli agricoltori denunciano contraccolpi insostenibili per il settore. «In un anno il settore agricolo ha speso 300 milioni di euro in più solo per il gasolio agricolo». Lo evidenzia Confagricoltura, rimarcando «i seri problemi che la continua escalation dei prezzi dei carburanti sta creando alle imprese agricole»: «Da agosto 2011, a agosto 2012 il prezzo medio del gasolio agricolo è aumentato di oltre 13 centesimi al litro, arrivando a toccare 1,1785 euro».
Il Giornale Di Vicenza, 29/08/2012 06:52
macchine. continua il rialzo della benzina. i ministri del g7: «più greggio per tagliare i prezzi»
Auto, costi raddoppiati negli ultimi venti anni PDF
ogni famiglia sborsa 4.010 euro ogni 12 mesi. metà delle spese per i carburanti. agricoltura: il caro gasolio vale 300 milioni.
ROMA Auto sempre più cara per gli italiani. In 20 anni le spese per il mantenimento dell’ automobile sono più che raddoppiate, con i carburanti che bruciano quasi la metà dei costi complessivi. A certificarlo è il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che nel conto nazionale 2010-11 ricostruisce le spese di esercizio delle automobili private tra il 1990 e il 2010: una spesa che per il Codacons ha superato ormai i 4 mila euro all’ anno a carico di ogni famiglia. Intanto la benzina ieri ha proseguito la corsa al rialzo, aggiornando il record a 1,928 euro, con punte di oltre 2 euro. Mentre il petrolio ha chiuso ieri in rialzo a New York (+0,8%) a 96,22 dollari al barile.I ministri delle Finanze del G7 sono «pronti» a chiedere all’ Agenzia Internazionale per l’ Energia un aumento della produzione del petrolio per fare scendere i prezzi: «Il G7 resta vigile sui rischi per l’ economia globale» posti dai prezzi del petrolio Tra carburanti, assicurazione, pedaggi, manutenzione e altro, la spesa degli automobilisti è arrivata comunque nel 2010 a 103,714 miliardi di euro, dai 47,283 miliardi del 1990 (+119,3%). LE SPESE PER AUTO PRIVATE. L’ ammontare complessivo delle spese per autovetture ad uso privato è stato di circa 147,205 miliardi: oltre ai costi di esercizio, infatti, 34,576 miliardi sono stati spesi per l’ acquisto di vetture nuove di fabbrica e 8,915 miliardi per la manutenzione straordinaria. A bruciare quasi la metà della spesa sono i carburanti, che pesano per circa il 44% (della spesa al netto degli interessi sul capitale investito, quantificata in 93,934 miliardi). L’ AUMENTO DEI COSTI. In 20 anni il costo di benzina e diesel è aumentato mediamente del 170% (nel 1990 la spesa per carburanti era di 15,246 miliardi e costituiva circa un terzo della spesa complessiva). Tra le voci che più incidono sul portafoglio degli automobilisti ci sono poi manutenzione e riparazione ordinaria (+128%) e Rc Auto (+202,5%). I pedaggi autostradali hanno segnato un +198%, mentre i lubrificanti sono l’ unica voce ad aver registrato un calo. Per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai 4.010 euro all’ anno: lo calcola il Codacons, che al ministero delle Infrastrutture chiede di «cercare anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal governo». Adusbef e Federconsumatori suggeriscono di fare come in Francia: «Tagliare il prezzo di 6 cent permetterebbe un risparmio annuo di 131 euro». I rincari dei carburanti fanno insorgere anche i gestori, con la Fegica Cisl che parla di «ricatto» dei petrolieri tollerato dal governo. PIÙ COSTI PER LE AZIENDE AGRICOLE. Le associazioni degli agricoltori denunciano contraccolpi insostenibili per il settore. «In un anno il settore agricolo ha speso 300 milioni di euro in più solo per il gasolio agricolo». Lo evidenzia Confagricoltura, rimarcando «i seri problemi che la continua escalation dei prezzi dei carburanti sta creando alle imprese agricole»: «Da agosto 2011, a agosto 2012 il prezzo medio del gasolio agricolo è aumentato di oltre 13 centesimi al litro, arrivando a toccare 1,1785 euro».
L’Unione Sarda, 29/08/2012 06:29
in 20 anni l’ esborso degli automobilisti è passato da 47 a 103 miliardi.
Spesa record per l’ auto PDF
il costo per mantenere una vettura è raddoppiato.
Auto sempre più cara per gli italiani. In 20 anni le spese per il mantenimento delle vetture di proprietà sono più che raddoppiate, con i carburanti che bruciano quasi la metà dei costi complessivi. A certificarlo è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che nel Conto nazionale 2010-2011 ricostruisce le spese di esercizio delle automobili private tra il 1990 e il 2010. Una spesa che per il Codacons ha superato ormai i 4 mila euro all’ anno a carico di ogni famiglia. Intanto la benzina ieri ha proseguito la corsa al rialzo, aggiornando il record a 1,928 euro, con punte di oltre 2 euro in alcune località.LE VOCI PIÙ CARE Tra carburanti, assicurazione, pedaggi, manutenzione e altro, la spesa degli automobilisti è arrivata nel 2010 a 103,714 miliardi di euro, dai 47,283 miliardi del 1990, segnando un aumento del 119,3%. L’ ammontare complessivo delle spese per autovetture ad uso privato è stato di circa 147,205 miliardi (oltre ai costi di esercizio, infatti, 34,576 miliardi sono stati spesi per l’ acquisto di vetture nuove di fabbrica e 8,915 miliardi per la manutenzione straordinaria).FATTORE-BENZINA A bruciare quasi la metà della spesa sono i carburanti, che pesano per circa il 44% (della spesa al netto degli interessi sul capitale investito, quantificata in 93,934 miliardi). In 20 anni il costo di benzina e diesel è aumentato mediamente del 170% (nel 1990 la spesa per carburanti era di 15,246 miliardi e costituiva circa un terzo della spesa complessiva). Tra le voci che più incidono sul portafoglio degli automobilisti ci sono poi manutenzione e riparazione ordinaria (+128%) e Rc Auto (+202,5%). I pedaggi autostradali hanno segnato un +198%, mentre i lubrificanti sono l’ unica voce ad aver registrato un calo.IL PESO A FAMIGLIA Dopo gli ultimi rialzi della benzina, per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai 4.010 euro all’ anno: lo calcola il Codacons, che al Ministero delle infrastrutture chiede di «cercare anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo».Adusbef e Federconsumatori suggeriscono di fare come in Francia: tagliare il prezzo di 6 centesimi per un risparmio annuo di 131 euro. I continui rincari dei carburanti fanno insorgere anche i gestori, con la Fegica Cisl che parla di «ricatto» dei petrolieri tollerato dal Governo. Mentre le associazioni degli agricoltori denunciano contraccolpi insostenibili per il settore. L’ impatto del caro-benzina e del caro-gasolio è del resto sotto gli occhi di tutti, tanto che il governo, riferiscono gli autotrasportatori della Cna-Fita, è al lavoro in questi giorni per cercare una soluzione per calmierare i prezzi.
Italia Oggi, 29/08/2012 06:26
brevi PDF
Nel primo semestre del 2012 un euro su 2 puntato dagli italiani è passato per New Slot e Vlt: la raccolta complessiva da gennaio a giugno, secondo i dati dei Monopoli di stato elaborati da Agipronews, è pari a 44,2 miliardi di euro, gli apparecchi da intrattenimento hanno incassato 24,4 miliardi, il 55,2% del totale. Un dato in aumento del 19,6% rispetto allo stesso periodo del 2011, trainato soprattutto dalla grande crescita delle Vlt, che grazie al progressivo completamento della rete hanno raddoppiato la raccolta passando da 5,3 miliardi a 10,4. Vlt e Slot hanno restituito in vincite circa l’ 81% di quanto incassato (19,7 miliardi) per una spesa effettiva dei giocatori di 4,6 miliardi di euro. Attualmente la rete delle new slot conta 380 mila terminali, mentre le Videolotteries, le slot potenziate che offrono un jackpot fino a 500 mila euro, sono 41 mila in circa 3.900 sale attive. La voce erariale più consistente, calcola Agipronews, è proprio quella del settore Slot, a cui appartengono le Vlt: con oltre 2 miliardi (1,6 miliardi dalle slot e 434 milioni dalle Vlt) garantiscono quasi la metà delle entrate per lo Stato, il 48,5% del totale. Per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai, dopo gli ultimi rialzi della benzina, 4.010 euro all’ anno, una «vera e propria stangata». A lanciare l’ allarme è il Codacons commentando i dati del ministero delle infrastrutture sulle spese per la manutenzione e l’ uso delle auto, più che raddoppiate negli ultimi 20 anni. Telemarketing, il registro delle Opposizioni si è dimostrato inefficace. Neanche i procedimenti aperti dal Garante della privacy e le relative sanzioni agli operatori hanno avuto effetti risolutivi. Lo sostiene Adiconsum che propone una regolamentazione delle vendite a distanza, compreso dell’ e-commerce che coinvolga le associazioni dei consumatori con tutti i soggetti coinvolti. «In tal senso è necessario che anche l’ attività della Fondazione Ugo Bordoni (Fub) sia coordinata con le Associazioni dei consumatori, tramite un Osservatorio congiunto con funzioni di monitoraggio e controllo del fenomeno», si legge in una nota. Adiconsum chiede poi al governo di recepire al più presto la Direttiva europea 2011/83/Ue che introduce nuove regole a tutela del consumatore, prevedendo appositi controlli che non possono non coinvolgere le rappresentanze dei consumatori, su cui impatta direttamente il fenomeno.
Secolo d’Italia, 29/08/2012 06:24
Auto, quanto ci costi Da quando i tecnici sono a Palazzo Chigi ? un vero salasso: ogni famiglia paga quattromila euro l’ anno PDF
Auto, quanto ci costi Da quando i tecnici sono a Palazzo Chigi ? un vero salasso: ogni famiglia paga quattromila euro l’ anno. Il Codacons: ora il governo cerchi una soluzione. pagina 5 29/08/2012.
Secolo d’Italia, 29/08/2012 06:24
Auto, quanto ci costi: con i tecnici ? un salasso PDF
La spesa degli italiani per il mantenimento delle proprie auto ? arrivata negli ultimi anni a 103,7 miliardi. I carburanti bruciano quasi la met? della spesa complessiva e il loro costo ? aumentato del 170 per cento. ? quanto emerge dal Conto nazionale delle Infrastrutture e dei trasporti 2010-11 del ministero. Le spese per l’ esercizio e la manutenzione ordinaria delle autovetture private, secondo i dati contenuti nel documento ? passata dai 47,283 miliardi del 1990 ai 103,714 miliardi del 2010, segnando un progresso del 119,3 per cento. Al netto degli interessi sul capitale investito, precisa l’ analisi, le spese di esercizio delle auto per il 2010 ammonta a 93,934 miliardi, di cui circa il 44 per cento ? da attribuire alle spese per carburanti, quasi il 18 per cento a spese per manutenzione ordinaria, circa il 17 per cento a spese per assicurazioni, poco meno del 6 per cento a tasse automobilistiche ed il restante 15 a spese per il ricovero, per pneumatici, lubrificanti e pedaggi autostradali. Nel 2010 sono stati spesi per benzina e gasolio 41,156 miliardi di euro, contro i 15,246 miliardi del 1990, quando la spesa per carburanti costituiva solo circa un terzo della spesa complessiva per il mantenimento dell’ automobile. Le spese per la manutenzione e riparazione ordinaria sono aumentate negli ultimi anni del 127,9 per cento, mentre quelle per l’ assicurazione Rc auto addirittura del 202,5% (a 15,649 miliardi nel 2010). Quello che incide di meno sulla spesa degli automobilisti sono invece i lubrificanti, l’ unica voce ad aver registrato in vent’ anni una riduzione (1,120 miliardi nel 2010, dai 1,491 miliardi del 1990). Ma la vera batosta si ? avuta nel 2012 col governo Monti: per mantenere un’ autovettura ogni famiglia italiana spende circa quattromila euro l’ anno, una vera e propria stangata. A denunciare l’ insostenibilit? delle spese ? il Codacons alla luce dei conti del Ministero delle Infrastrutture che ha cos? ?scoperto quello che ogni automobilista sapeva gi?. E il governo, perci?, sarebbe bene ?che cercasse anche delle soluzioni, visto che la responsabilit? di questi aumenti dipende in primo luogo dall’ esecutivo che non ha preso misure di liberalizzazione e che ha aumentato ripetutamente le accise sui carburanti, l’ Iva, e ha indicizzato, al posto degli stipendi e delle pensioni, le tariffe autostradali e ,in nome del federalismo, ha consentito l’ innalzamento delle tasse sull’ Rc auto per finanziare le Province?. Secondo i calcoli dell’ associazione di consumatori, infatti, la sberla che ogni italiano riceve in un anno ? composta da 1728 euro di carburante, 715 per l’ Rc auto, 491 euro per le riparazioni, tra meccanici e carrozzieri, 222 euro tra pedaggi e posteggi, 265 euro per il bollo auto, 235 per le multe. Seguono 143 euro per il gommista, 126 euro per l’ affitto del garage, 85 tra lavaggio e revisione auto. Anche per questo l’ associazione dei consumatori invita gli automobilisti italiani ad aderire allo sciopero della spesa indetto per il 19 settembre. Infatti l’ aumento della benzina ? diventato una vera mannaia che si ? abbattuta sui bilanci delle famiglie. 29/08/2012.
Giornale di Sicilia (ed. Ragusa), 29/08/2012 06:21
Manca il segnale del digitale protesta PDF
A Modica lo “switch-off”, ovvero il “salto” al digitale terrestre, avvenuto il quattro luglio, provoca ancora problemi di ricezione dei canali. I cittadini della città della Contea si erano accorti abbondantemente dei problemi ma, per portarli alla luce della ribalta nazionale, c’ è stato di bisogno della denuncia del Codacons. Giovanni Petrone, presidente regionale del Codacons Sicilia, afferma che: il centro storico di Modica è chiuso in una vallata e qui, buona parte dei canali, non si prendono. La pessima ricezione riguarda anche i canali Rai. Oltre ad aver già sostenuto la spesa del decoder che non funziona, invece di risolvere il problema – continua Petrone – si fa pagare lo scotto ai cittadini. A Modica si sta costituendo un comitato civico spontaneo che chiede di non pagare il canone, perché la Rai non si vede. La denuncia non ha mancato di provocare commenti e reazioni in città. Il consigliere del Pdl, in seno alla civica assise, Nino Gerratana, tuona contro un altro primato negativo per la nostra città. da evidenziare come oltre il trenta per cento della popolazione modicana, soprattutto quella residente nel centro storico e nelle aree rurali, non riceva il segnale del digitale, restando di fatto priva di informazione e della possibilità di accedere ai canali televisivi. per tale ragione che il consigliere propone un’ interrogazione, per evitare che l’ Amministrazione, ancora una volta, rimanga immobile di fronte al disagio di ampie porzioni della città. La questione, per Gerratana, è ancor più grave per la “mancanza di iniziative”. A fare rumore è soprattutto l’ assenza di ogni iniziativa, ma anche la mancata conoscenza del problema da parte del sindaco che dimostra, semmai ce ne fosse bisogno – commenta il consigliere del Pdl -, di aver oramai perduto ogni contatto con la città reale. Per queste ragioni, con l’ interrogazione odierna – conclude -, si chiede all’ Amministrazione di attivare ogni strumento utile per ripristinare il servizio e far esentare i cittadini, vittime dei disagi, dal pagamento del canone. Abbiamo contattato il servizio Rai Way per una replica. (*pbo*)
Giornale di Sicilia, 29/08/2012 06:20
il caso. mantenere una vettura costa 4 mila euro all’ anno. tra le voci che incidono la manutenzione e l’ assicurazione.
Auto, in vent’ anni spese raddoppiate Tra i costi maggiori c’ è il carburante PDF
tra carburanti, assicurazione, pedaggi e manutenzioni sono lievitati i costi per mantenere l’ auto.
Auto sempre più cara per gli italiani. In 20 anni le spese per il mantenimento dell’ automobile sono più che raddoppiate, con i carburanti che bruciano quasi la metà dei costi complessivi. A certificarlo è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che nel Conto nazionale 2010-11 ricostruisce le spese di esercizio delle automobili private tra il 1990 e il 2010: una spesa che per il Codacons ha superato ormai i 4 mila euro all’ anno a carico di ogni famiglia. Intanto la benzina oggi ha proseguito la corsa al rialzo, aggiornando il record a 1,928 euro, con punte di oltre 2 euro in alcune località. Tra carburanti, assicurazione, pedaggi, manutenzione e altro, la spesa degli automobilisti è arrivata nel 2010 a 103,714 miliardi di euro, dai 47,283 miliardi del 1990, segnando un aumento del 119,3%. L’ ammontare complessivo delle spese per autovetture ad uso privato è stato di circa 147,205 miliardi (oltre ai costi di esercizio, infatti, 34,576 miliardi sono stati spesi per l’ acquisto di vetture nuove di fabbrica e 8,915 miliardi per la manutenzione straordinaria). A bruciare quasi la metà della spesa sono i carburanti, che pesano per circa il 44% (della spesa al netto degli interessi sul capitale investito, quantificata in 93,934 miliardi). In 20 anni il costo di benzina e diesel è aumentato mediamente del 170% (nel 1990 la spesa per carburanti era di 15,246 miliardi e costituiva circa un terzo della spesa complessiva). Tra le voci che più incidono sul portafoglio degli automobilisti ci sono poi manutenzione e riparazione ordinaria (128%) e Rc Auto (202,5%). I pedaggi autostradali hanno segnato un 198%, mentre i lubrificanti sono l’ unica voce ad aver registrato un calo. Dopo gli ultimi rialzi della benzina, per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai 4.010 euro all’ anno: lo calcola il Codacons, che al Ministero delle infrastrutture chiede di cercare anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo. Adusbef e Federconsumatori suggeriscono di fare come in Francia: tagliare il prezzo di 6 cent – sostengono – permetterebbe un risparmio annuo di 131 euro. I continui rincari dei carburanti fanno insorgere anche i gestori, con la Fegica Cisl che parla di ricattodei petrolieri tollerato dal Governo. Mentre le associazioni degli agricoltori denunciano contraccolpi insostenibili per il settore. L’ impatto del caro-benzina e del caro-gasolio è del resto sotto gli occhi di tutti, tanto che il governo, riferiscono gli autotrasportatori della Cna-Fita, è al lavoro in questi giorni per cercare una soluzione per calmierare i prezzi.
Il Mattino, 29/08/2012 06:19
Luciano Costantini Roma. PDF
Luciano Costantini Roma. «Gli italiani hanno scoperto la bicicletta»: magari Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, esagera. Una iperbole, ma non è neppure molto lontano dal vero. Se gli italiani non hanno ancora deciso di riaffidarsi alle due ruote, certo stanno dilapidando una parte del loro patrimonio per mantenere l’ auto di casa. Sono sufficienti un paio di cifre per dimostrare quanto la voce specifica pesi sui sempre più magri bilanci familiari: in venti anni la spesa per la manutenzione della vettura è più che raddoppiata arrivando a 103,7 miliardi (anno 2010) dai 47 del 1990; i carburanti hanno quasi bruciato la metà dell’ intera somma con un aumento del 170%. Numeri forniti dal ministero delle Infrastrutture e messi nero su bianco sul Conto nazionale trasporti. Una stangata che va ad aggiungersi ai salassi presenti e prossimi venturi che arrivano dalle pompe di benzina. I prezzi dei carburanti continuano la loro corsa senza freni nonostante i mercati dell’ oro nero abbiano fatto segnare uno stop, se non addirittura un leggero arretramento. Ma torniamo ai numeri del dicastero delle Infrastrutture. Dunque, 103 miliardi per la manutenzione. Spesa per il rifornimento di carburante quasi triplicata, da 14 a 41 miliardi (+170%) e per i pedaggi, passati da 1,47 a 4,38 miliardi di euro. Entrando nel dettaglio contabile, gli esborsi più pesanti risultano per i carburanti (41 miliardi, appunto), per le riparazioni e la manutenzione ordinaria (16 miliardi, erano 7,3 nel ’90); per i costi di assicurazione, passati da 5 miliardi (convertiti dalla lira) del ’90 agli oltre 15 del 2010. E ancora, gli pneumatici (3,35 miliardi); le tasse automobilistiche (5,6). Volendo sfornare una sorta di torta (comunque indigesta) i costi di esercizio delle autovetture relative al 2010 sono arrivati a quota 93,934 miliardi dei quali circa il 44% è da attribuire a spese per carburanti, quasi il 18% a spese di manutenzione ordinaria, circa il 17% a spese per assicurazioni, poco meno del 6% per tasse automobilistiche e il restante 15% per spese di ricovero, pneumatici, lubrificanti e pedaggi autostradali. Potremmo aggiungere i crescenti «prelievi» effettuati dalle varie amministrazioni locali attraverso il pagamento dei pedaggi e delle multe. Il Codacons ha già quantificato l’ entità della stangata che si abbatterà sulle famiglie nel 2012: 4.000 euro all’ anno. Prosegue intanto l’ ascesa inarrestabile della benzina con picchi di 2,019 euro. In Italia, secondo la Cna-Fita, l’ esecutivo sarebbe al lavoro insieme agli autotrasportatori «per interventi mirati a calmierare il caro carburante». In Francia il governo ha annunciato un taglio di 6 centesimi al litro entro 24 ore grazie alla sforzo combinato con i produttori: 3 centesimi a carico delle compagnie, altrettanti a carico dello Stato. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Quotidiano della Calabria (ed. Catanzaro), 29/08/2012 06:17
Bollettini postali aumento a sorpresa PDF
f uso tra i rincari estivi, è scattato l’ aumento sul pagamento dei bollettini postali. ro, una stangata pari al 18.2% in più. Un aumento che va a colpireproprio tutti, indifferentemente. Il Codacons ha provato a fare qualche calcolo. In media una famiglia si reca a pagare negli uffici postali (6 volte all’ anno), leutenzerelativeadenergia, gas, telefono per un totale di 18 bollettini. questi 18 bollettini dobbiamo aggiungere la tassa sui rifiuti (solitamente 3 rate),l’ acqua (3 rate),l’ Imu (2 rate), ilbollo auto, il canone Rai…. Solo per citare il minimo “indispensabile “. In conclusione possiamo affermare che una famiglia media (mettendoci anche un, immancabile, finanziamento) può arrivare a pagare almeno 50 bollettini ogni anno. I l tutto con un costo aggiuntivo, per effetto dell’ aumento, di ben 10 euro. Oggi il progres so ci obbliga a versare circa 2500 delle vecchie lire per ogni singolo bollettinopostale.
Il Gazzettino (ed. Venezia-Mestre), 29/08/2012 06:16
quarto d’ altino.
Treno soppresso, pendolari in ritardo PDF
Pendolari appiedati. L’ ennesima soppressione di un treno, all’ alba di ieri, ha lasciato senza treno i passeggeri che attendevano in alcune fermate lungo la linea. I disagi hanno riguardato il treno locale delle 4.42 da San Donà di Piave per Venezia, soppresso per l’ enensima volta e sostituito con un pullman che, fermando a Quarto d’ Altino e Mestre, non è passato a Fossalta di Piave, Meolo e Gaggio con capolinea a Mestre, obbligando i pendolari diretti nel centro storico a prendere una coincidenza per andare a Venezia. Lunedì mattina, invece, il treno delle 5.51 da Quarto d’ Altino per Venezia è stato soppresso. Per fortuna dopo una decina di minuti è transitato i ltreno successivo. Ma anche in questa occasione, come rileva Luciano Ferro a nome del Codacons, «molti pendolari sono arrivati in ritado nei luoghi di lavoro. Viste le vicissitudini dei ritardi, soppressioni, chiedo ancora una volta che venga posto un registro in ogni stazione ferroviaria per segnalare questi disservizi, per essere poi inotlrati Alla Regione Veneto e a Trenitalia».
Il Quotidiano della Calabria, 29/08/2012 06:14
e intanto prosegue la corsa al rialzo dei carburanti il professore vola a berlino.
Automobile, quanto ci costi In 20 anni spese raddoppiate Borse, giornata no PDF
di ENRICA PIOVAN riscono di fare come in ROMA- IlpresidentedelCon- EintandoierisedutanelseFrancia: tagliare ilprezzo di siglio, Mario Monti, si prepa- gno del nervosismo e dell’ inROMA – Auto sempre più 6 cent – sostengono – per- ra a un nuovo giro di consul- certezza quella sui mercati cara per gli italiani. In 20 metterebbe un risparmio tazioni con i partner europei internazionali. Le Borse del anni le spese per il manteni- annuo di 131 euro. perfareilpuntoe definire, do – Vecchio Continente sono anmento dell’ automobile sono I continui rincari dei car- polapausaestiva, lastrategia date giù mentre gli spread di più che raddoppiate, con i burantifannoinsorgerean- comune per trovare la via ItaliaeSpagnahannoripreso carburanti che bruciano che i gestori, con la Fegica d’ uscita dalla crisi del debito nuovamente la corsa al rial’ la tad ‘ ti Cisl che parla di «ricatto» inEuropa.OggiMontivolerà zo,nonostanteilsuccessodel i me ei cos comp lessivi. A certificarlo a il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che nel Conto nazionale 2010 -11 ricostruisce le spese di esercizio delle automobili private trail1990eil2010: unaspesacheperil Codaconsha superato ormai i 4 mila euro all’ anno a carico di ogni famiglia. Intanto la benzina oggi ha proseguito la corsa al rialzo, aggiornando il recorda 1,928 euro, conpunte di oltre 2 euro in alcune località. Tra carburanti, assicurazione, pedaggi, manutenzione e altro, la spesa degli automobilisti a arrivata nel 2010 a 103,714 miliardi di euro, dai 47,283 miliardi del 1990, segnando un aumento del 119,3%. L’ ammontare complessivo delle spese per autovetture ad uso privato a stato di circa 147,205 miliardi (oltre ai cost i di esercizio, infatti, 34,576 miliardi sono stat i spesi per l’ acquisto di vetture nuove di fabbrica e 8,915 miliardi per la manutenzione straordinaria). A bruciare quasi la metà della spesa sono i carburanti, che pesano per circa il 44% (della spesa al netto degli interessi sul capitale investito, quantificata in 93,934 miliardi). In 20 anni il costo di benzina e diesel a aumentato mediamente del 170% (nel 1990 la spes a per carburantieradi 15,246miliardi e costituiva circa un terzo della spes a complessiva). Tra le voci che più incidono sul portafoglio degli automobilisti ci sono poi manutenzione e riparazione ordinaria (+128%) e Rc Au to ( +202,5%). I pedaggi autostradali hanno segnato un +198%, mentre i lubrificanti sono l’ unica voce ad aver registrato un calo. Dopogli ultimi rialzi dellabenzina, per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai 4.010 euro all’ anno: lo calcola il Codacons, che al Ministero delle infrastrutture chiede di «cercare anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende inprimo luogo dal Governo ». Adusbef e Federconsumatori sugge dei petrolieri tollerato dal Governo. Mentre le associazioni degli agricoltori denunciano contraccolpi insostenibili per il settore. L’ impatto delcaro-benzinae del caro -gasolio a del resto sotto gli occhi di tutti, tanto che il governo, riferiscono gli autotrasportatori della Cna-Fita, a al lavoro in questi giorni per cercare una soluzione per calmierare i prezzi. Adognimodononcambia il copione sulla rete carburantinazionale ‘servita’. Secondo il monitoraggio di Quotidiano Energia infatti sono ancora in aumento le medie dei prezzi e le punte: le prime registrano 1.928 euro al litro per la benzina Total -Erg e 1 ,810 per il diesel; le seconde scontano l’ ennesimo record territoriale della “verde” in alcune Regioni del Centro, dove gioca il fattore addizionali, con 2,019 euro allitro,mentre il diesel staziona a 1,850. A fronte di quotazioni internazionali dei prodotti in leggero ribasso per effetto cambio – afferma QuotidianoEnergia – i prezzi praticati sono dunque in leggera salita sull’ onda degli ultimi ritocchi dei prezzi raccomandati che oggi, però, risultano fermi. In particolare, aggiunge, c’ a da constatare che nelle regioni ad accisa locale più elevata della media nazionale i prezzidella benzina “serviti” sono superiori ai due euro per la maggior parte dei marchi negl i impianti che non effettuano sconti o praticano prezzi ridotti unicamente nella modalità self. aBerlinoper vedere ilcancelliere tedesco,Angela Merkel. E subito dopo il pranzo di lavoro con il cancelliere, il premier incontrerà il presidente del Bundestag Norbert Lammert, una visita di cortesia che sarà anche un’ occasione per sondare quali sono gli umori dell’ opinione pubblica tedesca. La prossima settimana il presidente del Consiglio vedrà invece a Roma il presidente francese, FrancoisHollande. Due incontri a distanza ravvicinata che precederanno il board della Bce in programma il 6 settembre a Francoforte: riunione il cui esito a atteso per capire come intende intervenire l’ Eurotower a difesa della moneta unica. Fonti di governo ribadiscono però che nessuno può influenzare le decisioni dell’ istituto di Francoforte. L’ incontro con Merkel servirà dunque per fare il punto della situazione e per rinsaldare l’ asse italo-tedesco. Monti non intende chiedere, almenoperilmomento,l’ attivazione dello scudo antispread ma si presenterà al bilaterale con il cancelliere con l’ agenda d’ autunno già definita per dimostrare che l’ Italia ha fatto e continua a fare i compiti a casa. Il faccia a faccia tra i due leader arriva in un momento delicato per la donnapiùpotente delmondo, impegnata a mantenere un difficile equilibrio nel paese in vista delle elezioni autunnali che si terranno in Germaniailprossimoanno. le aste di titoli di Stato tenute dal Tesoro italiano e da quello spagnolo. Il differenziale Btp a volato a 450 punti base . Via XX Settembre ha collocato tutt i i tre miliardi di Ctz con scadenza maggio 2014 con un tasso medio in netta discesa, al3, 064% dal4, 86% del mese scorso. Il Tesorohavenduto, inoltre, anche tutt i i 750 milioni di euro di Btp indicizzati all’ inflazione dell’ eurozona con scadenza 2016 e 2019. Madrid ha invec e fatto ilpieno in un’ asta di titolia 3 e 6 mesi, collocando sul mercato 3,6 miliardi di bond rispetto ad un obiettivo massimo di 3,5 miliardi. Il rendimento medio sul Bonos trimestrale a crollato allo 0,946% dal 2,434% di luglio, mentre il tasso sul titolo a sei mesi a calato al 2,026% dal precedente 3,691%. Sulla scia dei risultati delle due aste, le Borse europee hanno l i mato le perdite iniziali. Piazza Affari a anche riuscita a girare in positivo, ma allafinehannochiusotuttein calo. Madrid ha perso lo 0,88%, Parigilo 0,90%, Francoforte lo 0,64%, Milano lo 0,13%mentre Londraarimasta praticamente invariata (0,02%). Lo spread tra il Btp decennale e l’ analogo Bund tedesco ha di nuovo raggiunto la soglia psicologica dei 450puntibase, primadichiudere appena sotto, a quota 449. Il rendimento del titolo del Tesoro a al5, 83%. In rialz o a 515 punti il differenziale della Spagna col tasso sui Bonos in crescita al6,47%.
Il Centro, 29/08/2012 06:13
Auto, costi raddoppiati in 20 anni PDF
i dati del ministero dei trasporti: con i carburanti +170%. consumatori: un salasso da 4010 euro.
ROMA Le spese per la manutenzione e l’ uso di un auto sono più che raddoppiate negli ultimi 20 anni. Secondo quanto emerge dal Conto nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, dal 1990 al 2010 le spese sono salite da 47,283 miliardi a 103 miliardi e 714 milioni di euro. Più nel dettaglio la spesa per i carburanti vola di oltre il 170% da 15 miliardi e 246 milioni a 41 miliardi e 156 milioni. Consistente aumento anche per i pedaggi autostradali che passano da 1,471 miliardi a 4,381. Per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai, dopo gli ultimi rialzi della benzina, 4.010 euro all’ anno, «una vera e propria stangata». Lo calcola il Codacons che invita gli automobilisti ad aderire allo sciopero della spesa indetto per il 19 settembre. Secondo i calcoli dell’ associazione di consumatori, una famiglia media spende in un anno: 1.728 euro di carburante, 715 per l’ Rc auto, 491 euro per le riparazioni, tra meccanici e carrozzieri, 222 euro tra pedaggi e posteggi, 265 euro per il bollo auto, 235 per le multe. Seguono 143 euro per il gommista, 126 euro per l’ affitto del garage, 85 tra lavaggio e revisione auto. A proposito dei dati del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sull’ aumento delle spese per la manutenzione delle auto negli ultimi 20 anni, il Codacons osserva: «Ora che il ministero ha scoperto quello che ogni automobilista sapeva già, sarebbe bene che cercasse anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo che non ha preso misure di liberalizzazione e che in questi anni ha aumentato ripetutamente le accise sui carburanti, l’ Iva, ha indicizzato, invece degli stipendi e delle pensioni, le tariffe autostradali ed, infine, in nome del federalismo, ha consentito l’ innalzamento delle tasse sull’ rc auto per finanziare le Province».
L’Eco di Bergamo, 29/08/2012 06:10
Cara auto, quanto mi costi In 20 anni spese raddoppiate PDF
tra benzina, assicurazione, pedaggi e manutenzione 4.000 euro l’ anno a famiglia poco meno della metà dell’ incremento se lo prende la voce «carburanti»
Vetture in un parcheggio a Roma. L´auto sta diventando un mezzo sempre più costoso per gli … Enrica Piovan ROMA Auto sempre più cara per gli italiani. In 20 anni le spese per il mantenimento dell’ automobile sono più che raddoppiate, con i carburanti che bruciano quasi la metà dei costi complessivi. A certificarlo è il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che nel Conto nazionale 2010-11 ricostruisce le spese di esercizio delle automobili private tra il 1990 e il 2010: una spesa che per il Codacons ha superato ormai i 4 mila euro all’ anno a carico di ogni famiglia. Intanto la benzina ieri ha proseguito la corsa al rialzo, aggiornando il record a 1,928 euro, con punte di oltre 2 euro in alcune località. Le singole voci Tra carburanti, assicurazione, pedaggi, manutenzione e altro, la spesa degli automobilisti è arrivata nel 2010 a 103,714 miliardi di euro, dai 47,283 miliardi del 1990, segnando un aumento del 119,3%. L’ ammontare complessivo delle spese per autovetture ad uso privato è stato di circa 147,205 miliardi (oltre ai costi di esercizio, infatti, 34,576 miliardi sono stati spesi per l’ acquisto di vetture nuove di fabbrica e 8,915 miliardi per la manutenzione straordinaria). A bruciare quasi la metà della spesa sono i carburanti, che pesano per circa il 44% (della spesa al netto degli interessi sul capitale investito, quantificata in 93,934 miliardi). In 20 anni il costo di benzina e diesel è aumentato mediamente del 170% (nel 1990 la spesa per carburanti era di 15,246 miliardi e costituiva circa un terzo della spesa complessiva). Tra le voci che più incidono sul portafoglio degli automobilisti ci sono poi manutenzione e riparazione ordinaria (+128%) e Rc auto (+202,5%). I pedaggi autostradali hanno segnato un +198%, mentre i lubrificanti sono l’ unica voce ad aver registrato un calo. I consumatori Dopo gli ultimi rialzi della benzina, per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai 4.010 euro all’ anno: lo calcola il Codacons, che al Ministero delle infrastrutture chiede di «cercare anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo». Adusbef e Federconsumatori suggeriscono di fare come in Francia: tagliare il prezzo di 6 cent ? sostengono ? permetterebbe un risparmio annuo di 131 euro. I continui rincari dei carburanti fanno insorgere anche i gestori, con la Fegica Cisl che parla di «ricatto» dei petrolieri tollerato dal governo. Mentre le associazioni degli agricoltori denunciano contraccolpi insostenibili per il settore. L’ impatto del caro-benzina e del caro-gasolio è del resto sotto gli occhi di tutti, tanto che il governo, riferiscono gli autotrasportatori della Cna-Fita, è al lavoro in questi giorni per cercare una soluzione per calmierare i prezzi. nascosto
Trentino, 29/08/2012 06:09
Auto, costi raddopiati in 20 anni PDF
i dati del ministero dei trasporti: con i carburanti +170%. consumatori: un salasso da 4010 euro.
ROMA Le spese per la manutenzione e l’ uso di un auto sono più che raddoppiate negli ultimi 20 anni. Secondo quanto emerge dal Conto nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, dal 1990 al 2010 le spese sono salite da 47,283 miliardi a 103 miliardi e 714 milioni di euro. Più nel dettaglio la spesa per i carburanti vola di oltre il 170% da 15 miliardi e 246 milioni a 41 miliardi e 156 milioni. Consistente aumento anche per i pedaggi autostradali che passano da 1,471 miliardi a 4,381. Per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai, dopo gli ultimi rialzi della benzina, 4.010 euro all’ anno, «una vera e propria stangata». Lo calcola il Codacons che invita gli automobilisti ad aderire allo sciopero della spesa indetto per il 19 settembre. Secondo i calcoli dell’ associazione di consumatori, una famiglia media spende in un anno: 1.728 euro di carburante, 715 per l’ Rc auto, 491 euro per le riparazioni, tra meccanici e carrozzieri, 222 euro tra pedaggi e posteggi, 265 euro per il bollo auto, 235 per le multe. Seguono 143 euro per il gommista, 126 euro per l’ affitto del garage, 85 tra lavaggio e revisione auto. A proposito dei dati del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sull’ aumento delle spese per la manutenzione delle auto negli ultimi 20 anni, il Codacons osserva: «Ora che il ministero ha scoperto quello che ogni automobilista sapeva già, sarebbe bene che cercasse anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo che non ha preso misure di liberalizzazione e che in questi anni ha aumentato ripetutamente le accise sui carburanti, l’ Iva, ha indicizzato, invece degli stipendi e delle pensioni, le tariffe autostradali ed, infine, in nome del federalismo, ha consentito l’ innalzamento delle tasse sull’ rc auto per finanziare le Province».
La Nuova Sardegna, 29/08/2012 06:06
Auto, costi raddoppiati in 20 anni PDF
i dati del ministero dei trasporti: con i carburanti +170%. consumatori: un salasso da 4010 euro.
ROMA Le spese per la manutenzione e l’ uso di un auto sono più che raddoppiate negli ultimi 20 anni. Secondo quanto emerge dal Conto nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, dal 1990 al 2010 le spese sono salite da 47,283 miliardi a 103 miliardi e 714 milioni di euro. Più nel dettaglio la spesa per i carburanti vola di oltre il 170% da 15 miliardi e 246 milioni a 41 miliardi e 156 milioni. Consistente aumento anche per i pedaggi autostradali che passano da 1,471 miliardi a 4,381. Per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai, dopo gli ultimi rialzi della benzina, 4.010 euro all’ anno, «una vera e propria stangata». Lo calcola il Codacons che invita gli automobilisti ad aderire allo sciopero della spesa indetto per il 19 settembre. Secondo i calcoli dell’ associazione di consumatori, una famiglia media spende in un anno: 1.728 euro di carburante, 715 per l’ Rc auto, 491 euro per le riparazioni, tra meccanici e carrozzieri, 222 euro tra pedaggi e posteggi, 265 euro per il bollo auto, 235 per le multe. Seguono 143 euro per il gommista, 126 euro per l’ affitto del garage, 85 tra lavaggio e revisione auto. A proposito dei dati del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sull’ aumento delle spese per la manutenzione delle auto negli ultimi 20 anni, il Codacons osserva: «Ora che il ministero ha scoperto quello che ogni automobilista sapeva già, sarebbe bene che cercasse anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo che non ha preso misure di liberalizzazione e che in questi anni ha aumentato ripetutamente le accise sui carburanti, l’ Iva, ha indicizzato, invece degli stipendi e delle pensioni, le tariffe autostradali ed, infine, in nome del federalismo, ha consentito l’ innalzamento delle tasse sull’ rc auto per finanziare le Province».
La Città di Salerno, 29/08/2012 06:05
Auto, costi raddoppiati in 20 anni PDF
i dati del ministero dei trasporti: con i carburanti +170%. consumatori: un salasso da 4010 euro.
ROMA Le spese per la manutenzione e l’ uso di un auto sono più che raddoppiate negli ultimi 20 anni. Secondo quanto emerge dal Conto nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, dal 1990 al 2010 le spese sono salite da 47,283 miliardi a 103 miliardi e 714 milioni di euro. Più nel dettaglio la spesa per i carburanti vola di oltre il 170% da 15 miliardi e 246 milioni a 41 miliardi e 156 milioni. Consistente aumento anche per i pedaggi autostradali che passano da 1,471 miliardi a 4,381. Per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai, dopo gli ultimi rialzi della benzina, 4.010 euro all’ anno, «una vera e propria stangata». Lo calcola il Codacons che invita gli automobilisti ad aderire allo sciopero della spesa indetto per il 19 settembre. Secondo i calcoli dell’ associazione di consumatori, una famiglia media spende in un anno: 1.728 euro di carburante, 715 per l’ Rc auto, 491 euro per le riparazioni, tra meccanici e carrozzieri, 222 euro tra pedaggi e posteggi, 265 euro per il bollo auto, 235 per le multe. Seguono 143 euro per il gommista, 126 euro per l’ affitto del garage, 85 tra lavaggio e revisione auto. A proposito dei dati del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sull’ aumento delle spese per la manutenzione delle auto negli ultimi 20 anni, il Codacons osserva: «Ora che il ministero ha scoperto quello che ogni automobilista sapeva già, sarebbe bene che cercasse anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo che non ha preso misure di liberalizzazione e che in questi anni ha aumentato ripetutamente le accise sui carburanti, l’ Iva, ha indicizzato, invece degli stipendi e delle pensioni, le tariffe autostradali ed, infine, in nome del federalismo, ha consentito l’ innalzamento delle tasse sull’ rc auto per finanziare le Province».
La Nuova Ferrara, 29/08/2012 06:04
Auto, costi raddoppiati in 20 anni PDF
i dati del ministero dei trasporti: con i carburanti +170%. consumatori: un salasso da 4010 euro.
ROMA Le spese per la manutenzione e l’ uso di un auto sono più che raddoppiate negli ultimi 20 anni. Secondo quanto emerge dal Conto nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, dal 1990 al 2010 le spese sono salite da 47,283 miliardi a 103 miliardi e 714 milioni di euro. Più nel dettaglio la spesa per i carburanti vola di oltre il 170% da 15 miliardi e 246 milioni a 41 miliardi e 156 milioni. Consistente aumento anche per i pedaggi autostradali che passano da 1,471 miliardi a 4,381. Per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai, dopo gli ultimi rialzi della benzina, 4.010 euro all’ anno, «una vera e propria stangata». Lo calcola il Codacons che invita gli automobilisti ad aderire allo sciopero della spesa indetto per il 19 settembre. Secondo i calcoli dell’ associazione di consumatori, una famiglia media spende in un anno: 1.728 euro di carburante, 715 per l’ Rc auto, 491 euro per le riparazioni, tra meccanici e carrozzieri, 222 euro tra pedaggi e posteggi, 265 euro per il bollo auto, 235 per le multe. Seguono 143 euro per il gommista, 126 euro per l’ affitto del garage, 85 tra lavaggio e revisione auto. A proposito dei dati del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sull’ aumento delle spese per la manutenzione delle auto negli ultimi 20 anni, il Codacons osserva: «Ora che il ministero ha scoperto quello che ogni automobilista sapeva già, sarebbe bene che cercasse anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo che non ha preso misure di liberalizzazione e che in questi anni ha aumentato ripetutamente le accise sui carburanti, l’ Iva, ha indicizzato, invece degli stipendi e delle pensioni, le tariffe autostradali ed, infine, in nome del federalismo, ha consentito l’ innalzamento delle tasse sull’ rc auto per finanziare le Province».
La Provincia Pavese, 29/08/2012 06:02
Auto, costi raddoppiati in 20 anni PDF
i dati del ministero dei trasporti: con i carburanti +170%. consumatori: un salasso da 4010 euro.
ROMA Le spese per la manutenzione e l’ uso di un auto sono più che raddoppiate negli ultimi 20 anni. Secondo quanto emerge dal Conto nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, dal 1990 al 2010 le spese sono salite da 47,283 miliardi a 103 miliardi e 714 milioni di euro. Più nel dettaglio la spesa per i carburanti vola di oltre il 170% da 15 miliardi e 246 milioni a 41 miliardi e 156 milioni. Consistente aumento anche per i pedaggi autostradali che passano da 1,471 miliardi a 4,381. Per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai, dopo gli ultimi rialzi della benzina, 4.010 euro all’ anno, «una vera e propria stangata». Lo calcola il Codacons che invita gli automobilisti ad aderire allo sciopero della spesa indetto per il 19 settembre. Secondo i calcoli dell’ associazione di consumatori, una famiglia media spende in un anno: 1.728 euro di carburante, 715 per l’ Rc auto, 491 euro per le riparazioni, tra meccanici e carrozzieri, 222 euro tra pedaggi e posteggi, 265 euro per il bollo auto, 235 per le multe. Seguono 143 euro per il gommista, 126 euro per l’ affitto del garage, 85 tra lavaggio e revisione auto. A proposito dei dati del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sull’ aumento delle spese per la manutenzione delle auto negli ultimi 20 anni, il Codacons osserva: «Ora che il ministero ha scoperto quello che ogni automobilista sapeva già, sarebbe bene che cercasse anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo che non ha preso misure di liberalizzazione e che in questi anni ha aumentato ripetutamente le accise sui carburanti, l’ Iva, ha indicizzato, invece degli stipendi e delle pensioni, le tariffe autostradali ed, infine, in nome del federalismo, ha consentito l’ innalzamento delle tasse sull’ rc auto per finanziare le Province».
Gazzetta di Reggio, 29/08/2012 06:01
Auto, costi raddoppiati in 20 anni PDF
i dati del ministero dei trasporti: con i carburanti +170%. consumatori: un salasso da 4010 euro.
ROMA Le spese per la manutenzione e l’ uso di un auto sono più che raddoppiate negli ultimi 20 anni. Secondo quanto emerge dal Conto nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, dal 1990 al 2010 le spese sono salite da 47,283 miliardi a 103 miliardi e 714 milioni di euro. Più nel dettaglio la spesa per i carburanti vola di oltre il 170% da 15 miliardi e 246 milioni a 41 miliardi e 156 milioni. Consistente aumento anche per i pedaggi autostradali che passano da 1,471 miliardi a 4,381. Per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai, dopo gli ultimi rialzi della benzina, 4.010 euro all’ anno, «una vera e propria stangata». Lo calcola il Codacons che invita gli automobilisti ad aderire allo sciopero della spesa indetto per il 19 settembre. Secondo i calcoli dell’ associazione di consumatori, una famiglia media spende in un anno: 1.728 euro di carburante, 715 per l’ Rc auto, 491 euro per le riparazioni, tra meccanici e carrozzieri, 222 euro tra pedaggi e posteggi, 265 euro per il bollo auto, 235 per le multe. Seguono 143 euro per il gommista, 126 euro per l’ affitto del garage, 85 tra lavaggio e revisione auto. A proposito dei dati del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sull’ aumento delle spese per la manutenzione delle auto negli ultimi 20 anni, il Codacons osserva: «Ora che il ministero ha scoperto quello che ogni automobilista sapeva già, sarebbe bene che cercasse anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo che non ha preso misure di liberalizzazione e che in questi anni ha aumentato ripetutamente le accise sui carburanti, l’ Iva, ha indicizzato, invece degli stipendi e delle pensioni, le tariffe autostradali ed, infine, in nome del federalismo, ha consentito l’ innalzamento delle tasse sull’ rc auto per finanziare le Province».
Messaggero Veneto, 29/08/2012 06:01
Auto, costi raddopiati in 20 anni PDF
i dati del ministero dei trasporti: con i carburanti +170%. consumatori: un salasso da 4010 euro.
ROMA Le spese per la manutenzione e l’ uso di un auto sono più che raddoppiate negli ultimi 20 anni. Secondo quanto emerge dal Conto nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, dal 1990 al 2010 le spese sono salite da 47,283 miliardi a 103 miliardi e 714 milioni di euro. Più nel dettaglio la spesa per i carburanti vola di oltre il 170% da 15 miliardi e 246 milioni a 41 miliardi e 156 milioni. Consistente aumento anche per i pedaggi autostradali che passano da 1,471 miliardi a 4,381. Per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai, dopo gli ultimi rialzi della benzina, 4.010 euro all’ anno, «una vera e propria stangata». Lo calcola il Codacons che invita gli automobilisti ad aderire allo sciopero della spesa indetto per il 19 settembre. Secondo i calcoli dell’ associazione di consumatori, una famiglia media spende in un anno: 1.728 euro di carburante, 715 per l’ Rc auto, 491 euro per le riparazioni, tra meccanici e carrozzieri, 222 euro tra pedaggi e posteggi, 265 euro per il bollo auto, 235 per le multe. Seguono 143 euro per il gommista, 126 euro per l’ affitto del garage, 85 tra lavaggio e revisione auto. A proposito dei dati del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sull’ aumento delle spese per la manutenzione delle auto negli ultimi 20 anni, il Codacons osserva: «Ora che il ministero ha scoperto quello che ogni automobilista sapeva già, sarebbe bene che cercasse anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo che non ha preso misure di liberalizzazione e che in questi anni ha aumentato ripetutamente le accise sui carburanti, l’ Iva, ha indicizzato, invece degli stipendi e delle pensioni, le tariffe autostradali ed, infine, in nome del federalismo, ha consentito l’ innalzamento delle tasse sull’ rc auto per finanziare le Province».
Gazzetta di Modena, 29/08/2012 05:58
Auto, costi raddoppiati in 20 anni PDF
i dati del ministero dei trasporti: con i carburanti +170%. consumatori: un salasso da 4010 euro.
ROMA Le spese per la manutenzione e l’ uso di un auto sono più che raddoppiate negli ultimi 20 anni. Secondo quanto emerge dal Conto nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, dal 1990 al 2010 le spese sono salite da 47,283 miliardi a 103 miliardi e 714 milioni di euro. Più nel dettaglio la spesa per i carburanti vola di oltre il 170% da 15 miliardi e 246 milioni a 41 miliardi e 156 milioni. Consistente aumento anche per i pedaggi autostradali che passano da 1,471 miliardi a 4,381. Per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai, dopo gli ultimi rialzi della benzina, 4.010 euro all’ anno, «una vera e propria stangata». Lo calcola il Codacons che invita gli automobilisti ad aderire allo sciopero della spesa indetto per il 19 settembre. Secondo i calcoli dell’ associazione di consumatori, una famiglia media spende in un anno: 1.728 euro di carburante, 715 per l’ Rc auto, 491 euro per le riparazioni, tra meccanici e carrozzieri, 222 euro tra pedaggi e posteggi, 265 euro per il bollo auto, 235 per le multe. Seguono 143 euro per il gommista, 126 euro per l’ affitto del garage, 85 tra lavaggio e revisione auto. A proposito dei dati del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sull’ aumento delle spese per la manutenzione delle auto negli ultimi 20 anni, il Codacons osserva: «Ora che il ministero ha scoperto quello che ogni automobilista sapeva già, sarebbe bene che cercasse anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo che non ha preso misure di liberalizzazione e che in questi anni ha aumentato ripetutamente le accise sui carburanti, l’ Iva, ha indicizzato, invece degli stipendi e delle pensioni, le tariffe autostradali ed, infine, in nome del federalismo, ha consentito l’ innalzamento delle tasse sull’ rc auto per finanziare le Province».
Il Tirreno, 29/08/2012 05:51
Spese per l’ auto: più 119% in vent’ anni PDF
i numeri.
Auto sempre più cara per gli italiani. In 20 anni le spese per il mantenimento dell’ automobile sono più che raddoppiate, con i carburanti che bruciano quasi la metà dei costi complessivi. A certificarlo è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ricostruisce le spese di esercizio delle auto private tra il 1990 e il 2010: una spesa che per il Codacons ha superato ormai i 4 mila euro all’ anno a carico di ogni famiglia. Intanto la benzina ieri ha proseguito la corsa al rialzo, aggiornando il record a 1,928 euro, con punte di oltre 2 euro in alcune località. Tra carburanti, assicurazione, pedaggi, manutenzione e altro, la spesa degli automobilisti è arrivata nel 2010 a 103,714 miliardi di euro, dai 47,283 miliardi del 1990, segnando un aumento del 119,3%. In 20 anni il costo di benzina e diesel è aumentato mediamente del 170% (nel 1990 la spesa per carburanti era di 15,246 miliardi e costituiva circa un terzo della spesa complessiva). Tra le voci che più incidono sul portafoglio degli automobilisti ci sono poi manutenzione e riparazione ordinaria (+128%) e Rc Auto (+202,5%). I pedaggi autostradali hanno segnato un +198%, mentre i lubrificanti sono l’ unica voce ad aver registrato un calo. Dopo gli ultimi rialzi della benzina, per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai 4.010 euro all’ anno: lo calcola il Codacons, che al Ministero delle infrastrutture chiede di «cercare anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo». Adusbef e Federconsumatori suggeriscono di fare come in Francia: tagliare il prezzo di 6 cent – sostengono – permetterebbe un risparmio annuo di 131 euro.I.
Gazzetta di Mantova, 29/08/2012 05:49
CONSUMI Caro auto, costi d’ uso raddoppiati in vent’ anni Le spese per la manutenzione … PDF
CONSUMI Caro auto, costi d’ uso raddoppiati in vent’ anni Le spese per la manutenzione e l’ uso di un auto sono più che raddoppiate negli ultimi 20 anni. Secondo quanto emerge dal Conto nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, dal 1990 al 2010 le spese sono salite da 47,283 miliardi a 103,714 miliardi. Secondo il Codacons, per una famiglia media italiana mantenere un’ auto costa ormai, dopo gli ultimi rialzi della benzina, 4.010 euro all’ anno, «una vera e propria stangata».
Il Messaggero (ed. Ostia), 29/08/2012 05:48
Cerveteri, mille in piazza per dare l’ addio a Davide PDF
Città in lutto per il trentenne caduto da un carro allegorico di GIANNI PALMIERI Cerveteri si è stretta attorno alla famiglia Lucarini. Una folla di mille persone ha partecipato in piazza Santa Maria Maggiore ai funerali di Davide, lo sfortunato volontario dei rione Casaccia che domenica notte ha perso la vita cadendo dal carro allegorico al termine dei festeggiamenti della Sagra dell’ uva. Una intera città ha partecipato all’ immenso dolore della famiglia, una delle più antiche di Cerveteri, distrutta da una morte assurda. Tanta era la gente che le esequie si sono svolte non in chiesa ma sulla piazza. Chiarita ormai la dinamica dell’ incidente, lo sfortunato Davide Lucarini non avrebbe visto, anche a causa di un cono d’ ombra tra i due pali della luce della Settevene Palo, il cavo della linea telefonica a 5 metri di altezza che sorvola la strada. Una tragica fatalità che, nel corso della cerimonia, è stata portata come testimonianza di quanto sia incerta l’ esistenza degli esseri umani. Cerveteri ha risposto all’ appello dell’ amministrazione, molti negozianti hanno abbassato le saracinesche in segno di lutto durante le esequie, tutte le attività culturali e spettacolari sono state sospese. Presente anche il sindaco di Ladispoli, Crescenzo Paliotta. Trapelano intanto alcuni particolari che rendono ancora più intenso il dolore di amici e parenti per questa morte. Davide, infatti, tra poche settimane sarebbe dovuto andare a vivere nella sua nuova casa insieme alla fidanzata, coronando il sogno d’ amore di una vita. Dopo il dolore intanto le associazioni dei consumatori stanno iniziando a sollevare alcuni dubbi sull’ organizzazione della Sagra dell’ uva. «Fermo restando ? dice il coordinatore del Codacons del litorale, Angelo Bernabei ? che siamo innanzi ad una tragica fatalità, dobbiamo lanciare un monito per il futuro. E’ palese che una città antica come Cerveteri non possa sopportare l’ onda d’ urto di 24 giganteschi carri allegorici che si sono mossi in un percorso urbano vecchio di secoli». RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Repubblica (ed. Milano), 29/08/2012 05:44
il dossier. i consumi e l’ inflazione.
I prezzi PDF
l’ auto, la spesa e il ristorante i conti del caro-benzina in città.
IN UNA regione in cui oltre l’ ottanta per cento delle merci viaggia su gomma, l’ aumento del prezzo della benzina si traduce in rincari generalizzati, soprattutto dei beni con un basso costo unitario. A cominciare dal cibo. GLI ALIMENTARI A gonfiare il prezzo di frutta e verdura, e di conseguenza di carni e derivati, oltre al caro-benzina c’ è la siccità. Coldiretti Lombardia stima che tra gennaio e agosto sulla piazza di Milano mais e farina di soia, che rappresentano tre quarti della dieta delle vacche, sono aumentati rispettivamente del 40 per cento (fino a 276 euro a tonnellata) e del 70 per cento (fino a 566 euro). L’ aumento di prezzo medio del settore ortofrutticolo a causa della siccità si assesterebbe oggi fra il 3 e il 6 per cento. E sui costi di trasporto pesano i continui rincari del carburante. «Siamo in trappola – dice Dino Abbascià, rappresentante degli ortolani per l’ Unione del commercio – paghiamo la merce sempre più cara, senza potere alzare i prezzi: con la crisi chi aumenta non vende». Per Codacons, invece, i rincari ci saranno: l’ associazione prevede a settembre un aumento di prezzo degli alimenti del 6 per cento a Milano, nella grande distribuzione quanto i piccoli negozi, «a causa dell’ aumento del costo di trasporto e del riscaldamento delle serre». Su base annua, l’ aggravio per una famiglia milanese di tre persone sarebbe di 550 euro. Già il mese scorso Istat segnalava per gli alimentari un aumento di prezzo del 2,6 per cento rispetto a luglio 2011, con punte del 6,1 per cento della carne ovina e del 10,5 per cento della margarina. I BAR E I RISTORANTI Oltre ai consumatori, anche i gestori di bar e ristoranti subiscono l’ aumento dei prezzi nel settore alimentare. Alfredo Zini, vicepresidente dell’ associazione di categoria Epam, spiega: «Ci aspettiamo un incremento fortissimo dei prezzi, non solo del cibo ma anche dei servizi a domicilio come il lavaggio della biancheria, che per un ristorante ha un peso e dipende dal costo del carburante ». Quanto alla possibilità che i ristoratori vorranno a loro volta ritoccare in alto i prezzi, Zini dice: «Che qualcuno possa farlo è possibile, ma a proprio danno, visto che oggi alzare i prezzi equivale a non lavorare». Per i bar e le tabaccherie, i rincari delle forniture negli ultimi mesi sono stati considerevoli. Istat a luglio ha rilevato un incremento del prezzo dei tabacchi e degli alcolici in città del 7,3 per cento. E per i gestori si prospetta la possibile introduzione da parte del governo della tassa sulle bibite gassate. Per Marco Donzelli, presidente di Codacons, «l’ importante è evitare speculazioni, che trasformerebbero l’ aumento della benzina in un generale boom dell’ inflazione». GLI ARTIGIANI Altra categoria che paga l’ aumento della benzina sono gli artigiani, che nel 98 per cento dei casi si spostano con veicoli privati: dagli idraulici agli elettricisti, fino ai fabbri e i falegnami, in città sono migliaia i tecnici a partita Iva e i lavoratori autonomi che si battono ogni giorno contro il carobenzina al volante di auto e furgoni. L’ Unione artigiani milanese fa i conti. Secondo un sondaggio fra gli associati, ognuno fa in media 20mila km l’ anno. «A causa degli aumenti del carburante degli ultimi 18 mesi, ogni artigiano spende 400 euro l’ anno in più arrivando alla cifra record di 2mila euro – dice il presidente Marco Accornero – a questa spesa si aggiunge una media annua di 300 euro a testa per il pedaggio di Area C». Il doppio di quanto gli artigiani spendessero con Ecopass. Che i maggiori costi possano avere una ricaduta sul prezzo delle prestazioni per il consumatore, Accornero non lo esclude. I TRASPORTI Il settore maggiormente interessato dal caro-benzina è quello dei trasporti. Paolo Galimberti, presidente dei giovani dell’ Unione del commercio, imputa «al terribile combinato di crisi economica e aumento del costo della benzina, oltre che all’ introduzione di Area C», un calo di presenze dei clienti nei negozi del 15 per cento in città nell’ ultimo anno. «Le spese si fanno in auto – dice Galimberti – e con meno traffico il commercio soffre». Anche in città la super sfiora i 2 euro. Il Codacons stima rispetto all’ agosto 2011 un aumento in città del prezzo della benzina al litro di 26 centesimi. Vale a dire, 13 euro in più su un pieno da 50 litri. In un anno, con due pieni al mese, sono 312 euro in più per ciascun automobilista. Un balzello che ha convinto molti pendolari a lasciare l’ auto per il treno. Lo dimostra la relazione semestrale di Trenord: i ricavi, rispetto ai primi sei mesi del 2011, sono aumentati del 10 per cento. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
franco vanni
L’Adige, 29/08/2012 05:44
Avere un’ auto è un salasso: ecco le cifre PDF
Enrica Piovan ROMA – Auto sempre più cara per gli italiani. In 20 anni le spese per il mantenimento dell’ automobile sono più che raddoppiate, con i carburanti che bruciano quasi la metà dei costi complessivi. A certificarlo è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che nel Conto nazionale 2010-11 ricostruisce le spese di esercizio delle automobili private tra il 1990 e il 2010: una spesa che per il Codacons ha superato ormai i 4 mila euro all’ anno a carico di ogni famiglia. Intanto la benzina ieri ha proseguito la corsa al rialzo, aggiornando il record a 1,928 euro, con punte di oltre 2 euro in alcune località. Tra carburanti, assicurazione, pedaggi, manutenzione e altro, la spesa degli automobilisti è arrivata nel 2010 a 103,714 miliardi di euro, dai 47,283 miliardi del 1990, segnando un aumento del 119,3%. L’ ammontare complessivo delle spese per autovetture ad uso privato è stato di circa 147,205 miliardi (oltre ai costi di esercizio, infatti, 34,576 miliardi sono stati spesi per l’ acquisto di vetture nuove di fabbrica e 8,915 miliardi per la manutenzione straordinaria). A bruciare quasi la metà della spesa sono i carburanti, che pesano per circa il 44% (della spesa al netto degli interessi sul capitale investito, quantificata in 93,934 miliardi). In 20 anni il costo di benzina e diesel è aumentato mediamente del 170% (nel 1990 la spesa per carburanti era di 15,246 miliardi e costituiva circa un terzo della spesa complessiva). Tra le voci che più incidono sul portafoglio degli automobilisti ci sono poi manutenzione e riparazione ordinaria (+128%) e Rc Auto (+202,5%). I pedaggi autostradali hanno segnato un +198%, mentre i lubrificanti sono l’ unica voce ad aver registrato un calo. Dopo gli ultimi rialzi della benzina, per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai 4.010 euro all’ anno: lo calcola il Codacons, che al Ministero chiede di «cercare anche delle soluzioni, visto che la responsabilità dipende in primo luogo dal Governo». Adusbef e Federconsumatori suggeriscono di fare come in Francia: tagliare il prezzo di 6 cent. Luson: ucciso da un tronco BOLZANO – Un agricoltore è morto nel primo pomeriggio, travolto da un albero a Luson. La vittima è Johann Ploner, di 56 anni. Secondo i primi rilievi da parte dei Carabinieri, stava caricando un grosso tronco di albero sul suo trattore che si è ribaltato e lo ha ucciso. Sardegna, rapina da mezzo milione CAGLIARI – Un’ azione fulminea, realizzata in pochi muniti con l’ assalto al furgoni portavalori. Un commando di almeno cinque persone ha rapinato un portavalori con tre guardie giurate a bordo, portando via un bottino di circa mezzo milione di euro, soldi destinati agli Uffici Postali di Iglesias. fuochi artificiali per il «boss» NAPOLI – Spettacoli pirotecnici per festeggiare il boss scarcerato. È accaduto a Napoli nel quartiere Bagnoli davanti la sua abitazione, in via Diocleziano. Lo «spettacolo» è stato fermato dai carabinieri. Lega: addio all’ ampolla MILANO – A Venezia il rito bossiano dell’ ampolla alla «Festa dei popoli padani» è stato annullato: è il nuovo corso della Lega guidata da Roberto Maroni.
Il Giornale, 29/08/2012 05:36
il confronto.
L’ esempio francese: ridotto il costo della benzina PDF
Da noi invece è un continuo salasso e la verde supera i 2 euro al litro Il governo di Parigi s’ accolla 300 milioni per far risparmiare i consumatori Milano In fondo, è solo una questione di liquidi. C’ è l’ Italia che s’ inventa la tassa sulle bevande colpevoli di troppe bollicine, e c’ è la Francia ( nel tondo il presidente Hollande) che riduce il prezzo della benzina di sei centesimi al litro con una manovra fifty-fifty tra Stato e petrolieri (3 cent a carico pro capite) della durata di tre mesi. Parigi s’ accolla una spesa di 300 milioni di euro per proteggere i «liquidi», intesi come soldi, dei consumatori che risparmieranno 1,5 euro per un pieno di 25 litri. Troppo poco? Meglio che niente. Soprattutto, meglio dei continui rincari che stanno prosciugando le tasche degli automobilisti italiani, con la verde che in alcuni impianti viaggia ormai a 2,019 euro al litro. Un salasso continuo,l’ appuntamento con il distributore, capace di erodere il potere d’ acquisto delle famiglie. Il ministero dello Sviluppo economico e quello dei Trasporti sono al lavoro, insieme agli autotrasportatori, «per interventi mirati a calmierare il caro carburante », rende noto la Cna-Fita. Staremo a vedere. Gli ultimi vent’ anni sono intanto stati un incubo, con la spesa per il mantenimento dell’ amata quattroruote più che raddoppiata, arrivando nel 2010 a 103,7 miliardi sulla base dei calcoli del ministero delle Infrastrutture. Colpa, manco a dirlo, dei carburanti: hanno bruciato quasi la metà della spesa complessiva e il loro costo è aumentato del 170%. Mettiamoci pure il concorso di qualche crisi petrolifera, ma il surriscaldamento di benzina e diesel è in buona parte colpa del peso del fisco:dall’ Iva alle accise,fino alle addizionali di varia natura. Il prezzo della benzina come bancomat dello Stato, il prezzo della benzina al servizio della ricostruzione dopo alluvioni, frane e terremoti. L’ ultima ondata di rincari è così accolta da un coro di proteste. Alzano la voce settori come l’ agricoltura, sentendosi minacciati dal lievitare dei prezzi. La Cia-Confederazione italiana agricoltori ha fatto qualche confronto per far capire il livello di allarme. Tipo: un litro di benzina costa quasi quanto tre pacchi di pasta (0,70 euro), due volte il prezzo medio al consumo di un litro di latte Uht (80 centesimi)e l’ equivalente di dieci uova (1,25 euro la confezione da sei). E la Confagri parla di una maggior spesa di 300 milioni nell’ ultimo anno dovuta solo al gasolio agricolo. Il Codacons, che invita gli automobilisti «ad aderire allo sciopero della spesa indetto per il 19 settembre», stima invece in oltre 4mila euro il costo annuo per il mantenimento dell’ auto, di cui gli esborsi principali riguardano i 1.728 per il carburante, i 715 per l’ Rc auto, i 491 euro per le riparazioni, tra meccanici e carrozzieri, i 222 euro tra pedaggi e posteggi, i 265 euro per il bollo auto e i 235 per le multe. Ecco perché Federconsumatori e Adusbef invitano il governo a seguire l’ esempio francese, allo scopo di realizzare almeno un risparmio annuo di 72 euro per costi diretti e di 59 euro per quelli indiretti, pari ad un totale di 131 euro. «In questo modo- rilevano i consumatori – si attenuerebbe parzialmente l’ incredibile esborso, in termini annui, che emerge dal confronto rispetto ad agosto 2011, attualmente pari a 768 euro». RPar BELPAESE TARTASSATO La denuncia del Codacons: oltre 4mila euro all’ anno per mantenere la macchina.
Il Cittadino, 29/08/2012 05:35
Spese raddoppiate in 20 anni: tra assicurazione, bolli e “verde” l’ auto ci costa un patrimonio PDF
Auto sempre più cara per gli italiani. In 20 anni le spese per il mantenimento dell’ automobile sono più che raddoppiate, con i carburanti che bruciano quasi la metà dei costi complessivi. A certificarlo è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che nel Conto nazionale 2010-11 ricostruisce le spese di esercizio delle automobili private tra il 1990 e il 2010: una spesa che per il Codacons ha superato ormai i 4mila euro all’ anno per auto a carico di ogni famiglia. Intanto la benzina ieri ha proseguito la corsa al rialzo, aggiornando il record a 1,928 euro, con punte di oltre 2 euro in alcune località. Tra carburanti, assicurazione, pedaggi, manutenzione e altro, la spesa degli automobilisti è arrivata nel 2010 a 103,714 miliardi di euro, dai 47,283 miliardi del 1990, segnando un aumento del 119,3%. L’ ammontare complessivo delle spese per autovetture ad uso privato è stato di circa 147,205 miliardi (oltre ai costi di esercizio, infatti, 34,576 miliardi sono stati spesi per l’ acquisto di vetture nuove di fabbrica e 8,915 miliardi per la manutenzione straordinaria). A bruciare quasi la metà della spesa sono i carburanti, che pesano per circa il 44% (della spesa al netto degli interessi sul capitale investito, quantificata in 93,934 miliardi). In 20 anni il costo di benzina e diesel è aumentato mediamente del 170% (nel 1990 la spesa per carburanti era di 15,246 miliardi e costituiva circa un terzo della spesa complessiva). Tra le voci che più incidono sul portafoglio degli automobilisti ci sono poi manutenzione e riparazione ordinaria (+128%) e Rc Auto (+202,5%). I pedaggi autostradali hanno segnato un +198%, mentre i lubrificanti sono l’ unica voce ad aver registrato un calo.
Avvenire, 29/08/2012 05:32
bibite gassate PDF
bibite gassate Il mondo scientifico diviso. Scelta efficace? No, non c’ è relazione tra obesità e bollicine DA MILANO V a da sé: la tassa sulle bibite non piace ai produttori. E sarebbe strano il contrario. Piace molto, invece, negli ambienti scientifici che la considerano una possibile arma contro l’ obesità: l’ ultima analisi in ordine di tempo è stata pubblicata appena dieci giorni fa sul British Journal of Clinical Nutrition . Secondo lo studio – coordinato dall’ università del North Carolina – un aumento del 10 per cento del prezzo dei “soft drink” potrebbe diminuire il consumo pro capite di 7,5 millilitri al giorno, corrispondenti a circa un grammo di zucchero. Una ricerca pubblicata da Health Affairs ha dimostrato che se il prezzo salisse del 20 per cento – attraverso una tassa di un centesimo ogni 30 grammi – potrebbe prevenire, sempre negli Usa, 2.600 morti premature e addirittura 240mila casi di diabete l’ anno: «Che una tassa sui cibi non salutari sia assolutamente con- divisibile è fuori di dubbio – commenta Raffaele Coppola, direttore dell’ Istituto di Scienze dell’ Alimentazione del Cnr – il ministro Balduzzi però ha affermato che non ci sarà un problema economico perché il sovrapprezzo sarà minimo. Il che significa che non ci sarà l’ effetto deterrente sui consumi ma solo l’ aumento delle entrate». Anche secondo la Società Europea di Cardiologia la strada della tassazione è quella giusta, e proprio un aumento dei prezzi dei cibi spazzatura, soft drink compresi, insieme a una limitazione nella pubblicità è indicata tra le misure in grado di dimezzare le morti per malattie cardiovascolari in Europa: «In realtà non ci si dovrebbe limitare alle sole bibite, ma colpire anche gli altri alimenti dannosi – sottolinea Coppola – ma più che con i divieti bisognerebbe agire con l’ educazione alla salute, che può dare degli effetti molto positivi». «La letteratura scientifica non è in grado di documentare con certezza l’ esistenza di una relazione causa-effetto tra il consumo di bevande analcoliche contenenti zucchero e il sovrappeso o l’ obesità» dichiara invece Andrea Poli, presidente di Nutrition Foundation of Italy (Nfi). «Ambedue queste condizioni – prosegue Poli – sono in realtà ascrivibili a motivazioni che la ricerca scientifica considera multifattoriali, tra cui, oltre alla genetica e alle abitudini familiari, la diminuzione dell’ attività fisica e un’ alimentazione non equilibrata. Ancora meno, sulla base dei dati disponibili, una simile relazione causa-effetto può essere ipotizzata per il consumo di bevande edulcorate con dolcificanti non calorici, che pure sono oggetto del provvedimento di tassazione recentemente approvato». Secondo il Codacons, l’ associazione dei consumatori, «aumentare di 3 centesimi i prezzi delle bibite gassate farà felici solo gli esercenti dei bar perché i giovani, comunque, non vi rinunceranno. Utilizzare, invece, questi introiti per inserire a scuola una materia che insegni i principi di una corretta alimentazione eliminerebbe il problema alla radice». © RIPRODUZIONE RISERVATA Le ricerche americane depongono a favore della tassa. I nutrizionisti italiani smentiscono: sono la genetica, le condizioni familiari e gli stili di vita a incidere sul grasso in eccesso.
Avvenire, 29/08/2012 05:32
Spese auto, 20 anni a tavoletta PDF
Spese auto, 20 anni a tavoletta Costi di manutenzione più che raddoppiati. Carburanti: +170% DA MILANO GIUSEPPE MATARAZZO C olpa dei carburanti, soprattutto. Ma anche di assicurazioni, manutenzione e riparazioni. In 20 anni la spesa degli italiani per l’ auto è più che raddoppiata, arrivando nel 2010 a toccare i 103,7 miliardi. A calcolare l’ escalation dei costi per le quattro ruote degli italiani è il Conto nazionale delle infrastrutture e dei trasporti 2010-11. La spesa per l’ esercizio e la manutenzione ordinaria delle autovetture private, secondo i dati contenuti nel documento del ministero, è passata dai 47,283 miliardi del 1990 ai 103,714 miliardi del 2010, segnando un progresso del 119,3%. Al netto degli interessi sul capitale investito – precisa l’ analisi – le spese di esercizio delle auto per il 2010 ammontano a 93,934 miliardi, di cui circa il 44% è da attribuire alle spese per carburanti, quasi il 18% a spese per manutenzione ordinaria, circa il 17% a spese per assicurazioni, poco meno del 6% a tasse automobilistiche e il restante 15% a spese per il ricovero, pneumatici, lubrificanti e pedaggi autostra- dali. A incidere in maniera vertiginosa è il costo del carburante – come dimostrano anche i picchi registrati in questi ultimi mesi, con la verde ormai abbondantemente sopra i due euro – aumentato in 20 anni del 169,9%: nel 2010 sono stati spesi per benzina e gasolio 41,156 miliardi di euro, contro i 15,246 miliardi del 1990, quando la spesa per carburanti costituiva solo circa un terzo della spesa complessiva per il mantenimento dell’ automobile. Le spese per la manutenzione e riparazione ordinaria sono aumentate del 127,9%, mentre quelle per l’ assicurazione Rc Auto addirittura del 202,5% (a 15,649 miliardi nel 2010). Quello che incide di meno sulla spesa degli automobilisti sono invece i lubrificanti, l’ unica voce ad aver registrato una riduzione (1,120 miliardi nel 2010, dai 1,491 miliardi del 1990). Nel 2010 gli italiani hanno speso complessivamente per l’ acquisto e l’ esercizio delle autovetture circa 147,205 miliardi di euro: ai 103,714 miliardi per l’ esercizio e la manutenzione ordinaria delle vetture, vanno infatti aggiunti i 34,576 miliardi spesi per l’ acquisto di vetture nuove di fabbrica e gli 8,915 miliardi per la manutenzione straordinaria. Negli ultimi vent’ anni i costi per mantenere un’ automobile hanno toccato il livello più alto nel 2008 (104,501 miliardi di euro), quando la benzina era a circa 1,5 euro e pesava per il 41% della spesa complessiva (43,179 miliardi). Il dato del 2012 lo conosceremo fra qualche mese. Ma è probabile che il record si possa registrare proprio quest’ anno. E se i numeri sono questi. E i conti li ha fatti il ministero, per il Codacons (che ha calcolato una spesa di 4mila euro per il mantenimento di un’ auto), sarebbe bene che «cercasse anche delle soluzioni: «La responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo che in questi anni ha aumentato ripetutamente le accise sui carburanti, l’ Iva, ha indicizzato, invece degli stipendi e delle pensioni, le tariffe autostradali e, infine, in nome del federalismo, ha consentito l’ innalzamento delle tasse sulla Rc Auto per finanziare le Province». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’Unità, 29/08/2012 05:31
Benzina e Rc-auto non mollano In20anniprezziraddoppiati PDF
e la verde sfiora quota 2,20 euro e in francia l’ eliseo impone il taglio di sei centesimi al litro … la toscana si muove: il presidente proporrà al consiglio di ridurre l’ accisa di 5 centesimi.
MARCO TEDESCHI MILANO Centotré miliardi in un anno. Tanti ne abbiamo spesi nel 2010 per acquistare e soprattutto mantenere le amate quattro ruote. Spese più che raddoppiate, se paragonate a quelle di venti anni fa: secondo i dati del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, si è passati dai 47 miliardi del 1990 ai 103 del 2010, con un aumento complessivo del 119 per cento. A pesare sul portafoglio è soprattutto il carburante, che brucia la metà delle risorse destinate alle nostre macchine e il cui costo è aumentato, sempre nelle ultime due decadi, del 170 per cento. La notizia non stupisce più di tanto. Del resto, proprio in questi giorni nonostante le quotazioni internazionali del greggio diano l’ oro nero in leggero ribasso, il costo di benzina e gasolio continua a correre senza sosta. Superata da qualche giorno quota due euro al litro per la verde, in alcune zone del Centro si è arrivati a sfiorare i 2,20 euro. Il prezzo varia di regione in regione a seconda del carico delle accise territoriali, quelle appunto decise dai governi locali. Tanto che c’ è qualcuno, come il governatore toscano Enrico Rossi, che ha deciso di proporre al Consiglio regionale di eliminare l’ accisa di cinque centesimi al litro» che la sua regione ha «dovuto introdurre per legge nazionale per far fronte ai lavori di messa in sicurezza della Lunigiana e dell’ Isola d’ Elba alluvionate». Ad oggi però il dato certo è che il prezzo dei carburanti, dal Novanta al 2010, è cresciuto del 169,9 per cento: nel 2010 benzina e diesel ci sono costati 41,156 miliardi di euro, contro i 15,246 miliardi del 1990, quando la spesa per carburanti costituiva solo circa un terzo della spesa complessiva per il mantenimento dell’ automobile. Oggi invece ne vale più che la metà: la manutenzione e la riparazione ordinaria sono aumentate in venti anni del 127,9 per cento, mentre quelle per l’ assicurazione Rc Auto addirittura del 202,5 per cento (a 15,649 miliardi nel 2010). Numeri che alimentano le polemiche, soprattutto quando sono accompagnati da notizie come quelle che arrivano dai cugini d’ Oltralpe, che si sono impegnati a frenare il continuo e insostenibile rincaro dei prezzi. Il ministro dell’ Economia francese, Pierre Moscovici, ha annunciato ieri che i prezzi dei carburanti al distributore diminuiranno «subito» e «fino a sei centesimi» al litro per effetto di un accordo con i distributori: tre centesimi a carico dei petrolieri, il resto a carico dello stato. E invece nel nostro Paese c’ è chi lancia appelli all’ Eni affinché prolunghi fino SCONTI D’ OLTRALPE alla fine dell’ anno la promozione ormai in scadenza che prevede sconti nei week end. Le critiche più dure arrivano dalle associazioni dei consumatori. Secondo il Codacons, dopo gli ultimi rialzi della benzina per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai 4.010 euro all’ anno. L’ associazione chiede al ministero delle Infrastrutture di «cercare delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal governo». Adusbef e Federconsumatori suggeriscono di fare come in Francia: tagliare il prezzo di sei centesimi – sostengono – permetterebbe un risparmio annuo di 131 euro. I continui rincari dei carburanti fanno insorgere anche i gestori delle stazioni di rifornimento, che lamentano il calo dei volumi di vendita, mentre la Fegica Cisl parla di «ricatto» dei petrolieri tollerato dal governo. E poi ci sono le associazioni degli agricoltori, che denunciano contraccolpi insostenibili per il settore. Sono loro a calcolare che ormai un litro di benzina arriva a costare quasi quanto tre pacchi di pasta (0,70 euro) e l’ equivalente di dieci uova (1,25 euro la confezione da sei) e supera abbondantemente anche il costo medio di un chilo di pomodori rossi a grappolo (1,80 euro al chilo). Stime della Cia-Confederazione italiana agricoltori, alla quale si unisce la Coldiretti. Propongono paragoni alimentari per «rendere ancora più evidente lo scombussolamento della spesa degli italiani a causa del caro-benzina». Che del resto si riflette anche sui prezzi dei beni alimentari che nel novanta per cento dei casi viaggia su strada. TRE PACCHI DI PASTA.
Libero, 29/08/2012 05:31
Spese per l’ auto raddoppiate in vent’ anni PDF
Quanto costa mantenere un’ auto? In media oltre 4.000 euro l’ anno. Il ministero delle Infrastrutture e trasporti «ha scoperto» che le spese per la manutenzione e l’ uso di un auto sono più che raddoppiate negli ultimi 20 anni, «sarebbe bene che cercasse anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo che in questi anni ha aumentato ripetutamente le accise sui carburanti, l’ Iva, ha indicizzato, invece degli stipendi e delle pensioni, le tariffe autostradali ed, infine, in nome del federalismo, ha consentito l’ innalzamento delle tasse sull’ rc auto per finanziare le Province». È quanto sostiene il Codacons, riferendo i dati del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Nell’ au spicare che gli automobilisti aderiscano allo sciopero della spesa del 19 settembre, l’ associazione sostiene che «per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai, dopo gli ultimi rialzi della benzina, 4.010 euro all’ anno, una vera e propria stangata».
cattivo esempio
Ciociaria Oggi, 29/08/2012 05:16
velletri, la battaglia della codacons contro il gestore idrico.
Rubinetti e velen i PDF
arsenico nell’ acqua: una valanga di ricorsi.
C’ È tempo fino al 31 agosto per aderire al nuovo ricorso collettivo Codacons per chiedere alle Ato (Ambito Territoriale Ottimale) dei diversi territori laziali il risarcimento del danno a favore del milione di utenti che bevono acqua con concentrazioni di arsenico superiore al limite di legge di 10 microgrammi per litro. Una situazione che ha caratterizzato la vita di molti comuni del Lazio e tra questi tra quelli maggiormente colpiti spicca proprio il comune di Velletri, sia per dimensioni che per i valori di arsenico presenti nelle acque. L’ azione giudiziaria collettiva promossa dal Codacons è gratuita per tutti i propri iscritti. Con questa «Class Action» s i chiede il risarcimento di 1.500 euro, calcolato in via equi tativa, per c ia s cu n aderente e la riduzione della tariffa idrica applicata dalle relative Ato che distribuiscono acqua « avvelenata». Dell’ hinterland possono aderire al ricorso i Comuni di Aprilia, Albano, Ardea, Ariccia, Genzano, Lanuvio, Lariano, Velletri, Castel Gandolfo, Ciampino, Castelnuovo di Porto, Trevignano Romano, Tolfa, Bracciano, Sacrofano, Formello, Civitavecchia, Santa Marinella, Anzio, Nettuno, Campagnano di Roma, Magliano Romano, Mazzano Romano. Questa «class action» segue alla recente sentenza del TAR Lazio che condanna i ministeri della Salute e dell’ Ambiente a risarcire gli utenti dell’ acqua del Lazio con 100 euro a citta dino. La sentenza dice che fornire servizi difettosi o inquinati determina la responsability della pubblica amministrazione per danno alla vita di relazione, stress e rischio di danno alla salute. Il Tar ha statuito che il «fatto illecito costituito da ll’ esposizione degli utenti del servizio idrico ad un fattore di rischio (l’ arsenico disciolto in acqua oltre i limiti consentiti in deroga dall’ Unione Europea), almeno in parte riconducibile, per entity e tempi di esposizione, alla violazione delle regole di buona amministrazione, determina un danno non patrim o n i a l e complessivamente risarcibile, a titolo di danno biologico, morale ed esistenziale, per l’ aumento di probability di contrarre gravi infermity in futuro e per lo Un utente che prende acqua da una delle autobotti messe a disposizione dal Comune nel corso dell’ emergenza arsenico ai Castelli Romani stress psico -fisico e l’ alterazione delle abitudini di vita personali e familiari conseguenti alla ritardata ed incompleta informazione del rischio sanitario ». Ne conviene che l’ acqua fornita ai cittadini deve essere salubre e la tariffa legata proprio alla quality di essa: da qui la decisione di Codacons di agire contro le Ato che dovevano tenere conto di questo dato nel determinare la tariffa. In particolare il Tar definisce come certa la «pericolosity per la salute umana derivante da un’ esposizione prolungata all’ arsenico presente nell’ acqua potabile, anche in quantity picc o l i s s i m e , come risultante dalla ricerca condotta su oltre 11.700 persone in Bangladesh e pubblicato nell’ edizione online della rivista scientifica The Lancet, che ha dimostrato che la presenza di arsenico in elevate concentrazioni nel sangue aumenta in modo significativo il rischio di tumori. Ma sul caso -arsenico pesa anche il problema impellente per i 24 Comuni colpiti, e tra questi come detto la stessa Velletri ed il comune di Lariano, di riportare i valori nei limiti di legge entro il 31 dicembre altrimenti si troveranno senz’ acqua potabile con multe salate dell’ Europa».
Giornale di Brescia, 29/08/2012 05:01
Mantenere un’ auto costa il doppio rispetto a 20 anni fa PDF
i carburanti incidono per il 44% della spesa codacons: per ogni famiglia un’ uscita di 4mila euro.
ROMA Cara auto, ma quanto mi costi? La risposta, per un italiano, è «sempre di più ». In 20 anni le spese per ilmantenimento dell’ automobile sono più che raddoppiate, con i carburanti che bruciano quasi la metà dei cost i complessivi. A certificarlo è il Ministero delle Infrastrutture edei Trasporti, che nelConto nazionale 2010 -11 ricostruisce le spese di esercizio delle automobili private tra il 1990 e il2010. Intanto labenzina ieriha proseguito la corsa al rialzo, aggiornando il record a 1,928 euro, con punte di oltre 2 euro in alcune località. Tra carburanti, assicurazione, pedaggi, manutenzione e altro, la spesa degli automobilisti è arrivata nel 2010 a 103,714 miliardi di euro, dai 47,283 miliardi del 1990, segnando un aumento del 119,3 %. L’ ammontare complessivo delle spese per autovetture ad uso privato è stato di circa 147,205 miliardi (oltre ai cost i di esercizio, infatti, 34,576 miliardi sono stati spesi per l’ acquisto di vetture nuove di fabbrica e 8,915 miliardi per la manutenzione straordinaria). A bruciare quasi la metà della spesa sono i carburanti, che pesano per circa il 44% (della spesa al netto degli interessi sul capitale investito, quantificata in 93,934 miliardi). In 20 anni il costo di benzina e diesel è aumentato mediamente del 170% (nel 1990 la spesa per carburanti era di 15,246 miliardi e costituiva circa un terzo della spesa complessiva). Tra le voci che più incidono sul portafoglio degli automobilisti ci sono poi manuten zione e riparazione ordinaria ( +128 %) e RcAuto ( +202,5 %). I pedaggi autostradali hanno segnato un +198 %, mentre i lubrificanti sono l’ unica voce ad aver registrato un calo. Dopo gli ultimi rialzi della benzina, per unafamiglia mediaitaliana mantenere un’ autovettura costa ormai 4.010 euro all’ anno: lo calcola il Codacons, che al Ministero delle infrastrutture chiede di «cercare anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo ». Secondo i calcoli dell’ associazione diconsumatori, una famigliamedia spende in un anno 1.728 euro di carburante, 715 per l’ Rc auto, 491 euro per le riparazioni, trameccanici e carrozzieri, 222 euro tra pedaggi e posteggi, 265 euro perilbollo auto, 235 per le multe. Seguono 143 euro per il gommista,126 euro per l’ affitto del garage, 85 tra lavaggio e revisione auto. Adusbef e Federconsumatori suggeriscono di fare come in Francia: tagliare il prezzo dei carburanti di 6 cent – sostengono – permetterebbe un risparmio annuo di 131 euro. I continui rincari di benzina e gasolio fanno insorgere anche i gestori, con la Fegica Cislche parla di «ricatto »dei petrolieri tolleratodal Governo. Mentre le associazioni degli agricoltori denunciano contraccolpi insostenibili per il settore. L’ impatto del caro- benzina e del caro – gasolio è del resto sotto gli occhi di tutti, tanto che il governo, riferiscono gli autotrasportatori della CnaFita, è al lavoro in questi giorni per cercare una soluzione per calmierare i prezzi.
Giornale di Brescia, 29/08/2012 05:01
Scuola, un conto da 100 euro in più PDF
peril codacons il rincaro a dovuto ai libri: «il governo ha imposto agli istituti solo libri di testo con un’ e di zione scaricabile online, mandando in soffitta i volumi usati»
¦ Anno scolastico nuovo, vecchia storia: il12settembre suonery la campanella e le famiglie italiane sono ancora una volta alle prese con il caro libri. Lo dice un’ indagine del Codacons: dei 100 euro in più, rispetto al 2011, che i genitori italiani spenderanno per mandare i loro figli a scuola, ben 80 se ne andranno per i libri. Il resto per la cartella, ovvero astucci, zaini, penne, matite, quaderni e tutto quello che serve per comporre il kit scolastico. Secondo l’ associazione dei consumatori, il leit motiv che, purtroppo, a cavallo tra fine agosto e inizio settembre, accompagna la vigilia dell’ apertura delle scuole, per il 2012 ha un imputato ben preciso: i decretidel Governo, per la precisione il 42 e il 43 dell’ 11 maggio 2012, che impongono agli istituti di adottare «esclusivamente libri di testo in formato misto, ovvero interamente scaricabili da internet » . Cioa che abbiano anche un’ edizione scaricabile online. In soldoni, sottolinea il Codacons, questo costringe gli insegnanti a cambiare i testi, dato che non tutte le case editrici si sono giy adattate alle nuove regole. Insomma, il «colpo basso» al portafoglio delle famiglie italiane arriva proprio dal la rivoluzione multimediale che dovrebbe snellire la burocrazia scolastica. Che, nel contempo, secondo il Codacons, «manda in soffitta i libri usati e costringe ad acquistare nuove edizioni. Molti genitori, ad esempio, nonostante abbiano il figlio minore nella stessa scuola del maggiore, non hanno potuto utilizzare i libri giy in loro possesso e sono stati costretti a ricomprarli ». Ecco perché, prosegue l’ associazione, «nonostante gli aumenti dei tetti di spesa dei libri scolastici fissati dalministero fossero dell’ 1,5 %, che sommato al possibile sforamento del 10 %, potevano determinare un aumento teorico massimo di 44 euro, la stangata effettiva aben superiore. Anchepervia dei sol itilibri scolastici facoltativi, che facoltativi non sono, e dello sforamento dei tetti». Peril Codacons, che annuncia il ricorso al Tar contro i due decreti governativi «pro multimediale », «la promessa che il ministero dell’ Istruzione aveva fatto nel 2009, ovvero che nei successivi tre anni vi sarebbe stata una diminuzione di spesa del30% perl’ acquistodei libri scolastici, si a dimostrata l’ ennesima bufala a danno delle tartassate famiglie italiane ». Paola Gregorio.
La Nazione (ed. Siena), 29/08/2012 04:25
viaggio tra le cartolerie.
IL CARO-SCUOLA colpisce le famiglie, che quest’ anno spenderanno in media 100 euro in più … PDF
IL CARO-SCUOLA colpisce le famiglie, che quest’ anno spenderanno in media 100 euro in più rispetto al 2011 per mandare i figli a scuola. Lo sostiene il Codacons e, se ammette, «la stangata principale è dovuta ai libri, che gravano sui bilanci familiari per 80 euro in più rispetto all’ anno scorso», anche il corredo scolastico assicura il suo contributo. La spesa rispetto allo scorso anno cresce mediamente di 20 euro: e, sebbene l’ incremento sia in valori assoluti più contenuto di quello dei testi scolastici, in ogni caso, in termini percentuali, è più che doppio rispetto all’ inflazione media. Qualche meccanismo, però, nel negozio Acquarello della signora Roberta Marziali si deve essere inceppato perché, precisa, «gli affari, e nonostante che l’ inizio dell’ anno scolastico sia vicino, rallentano. Nel passato, due settimane, prima dell’ inizio delle lezioni, avevo già esaurito vari oggetti». Sarà, precisa, «che molti miei clienti sono studenti del liceo artistico. Così, per evitare, di spendere inutilmente in oggetti inutili, prima di acquistare album e quaderni, matite, fogli ed altro, preferiscono aspettare le indicazioni dei docenti. In ogni caso, il mercato è molto strano, piatto: ho venduto anche poche penne, block notes, cioè tutti gli altri oggetti che valgono per ogni scuola». Eppure, assicura, «i prezzi sono fermi: per le penne, quelle semplici a sfera, si parte da 30 – 40 cents; i quaderni costano 50 cents ed oltre; per i quadernoni, i prezzi sono leggermente superiori». Altro mercato quello dei colori ad olio ed acquarelli. Sono oggetti particolari, per studenti specializzati e tutti prodotti di qualità, continua la signora Marziali. «Ma per adesso, insisto, devo ancora capire esigenze e tendenze: il mercato langue e stenta a decollare. Ho aperto il negozio quattordici anni fa. Altri tempi. In questi anni, è successo di tutto e di più: soprattutto i clienti sono diminuiti. Spendono di meno e sono molto oculati. Non potevo certo prevedere che in così poco tempo la situazione degenerasseo». Forse sarà anche perché, come ripetono in casa di Elisabetta Pucci , undici anni, studentessa da metà settembre della prima classe alla scuola media Cecco Angiolieri, «le spese in famiglia sono molte ed occorre fare attenzione». Lei, comunque, è riuscita ad avere la meglio ed ha convinto mamma e babbo a farsi compare tutto nuovo. Per il prossimo anno scolastico avrà un altro zaino, brand Seven con l’ astuccio pendant della stessa linea. Ovviamente nuovo il diario. Ho preferito, spiega, «Smemoranda: alterna pagine bianche, calendario ed anche racconti». Da grande, continua, «mi piacerebbe diventare ingegnere, ma chissà la situazione cambia molto velocemente, i tempi sono incerti ed è difficile azzardare lontane anticipazioni». La crisi c’ è e si sente, ammette Stefania Fattorini nel suo negozio Sogni di carta dove, fra zaini e cartelle, quaderni, penne ed altro, c’ è solo l’ imbarazzo della scelta. Intanto, in questa cartoleria sono entrati due giovani clienti, studenti delle elementari, accompagnati dai nonni. Sono rimasti a lungo, hanno controllato, verificato ma dopo, sarà per l’ indecisione o forse perché i tempi consigliano di risparmiare, hanno deciso di sorvolare su zaini ed astucci. Hanno preferito comprare un quaderno per ognuno dei due bambini. In ogni caso, in questa mirabilandia della scuola, per i diari si può scegliere fra Hallo Kitty, Barbie, Disney, Smemoranda. Da qualche anno è uscito anche il Vernacoliere. Stesse frasi ed esclamazioni, spiega Stefania Fattorini, «del giornale, anche se ovviamente con un vocabolario molto più soft e meno forbito. Costa tredici euro, stesso prezzo mediamente degli altri modelli, ma lo chiedono soprattutto gli studenti più adulti». Forse perché già fra i banchi della scuola gli studenti vogliono conoscere appellativi e rivisitazioni di chi si muove in politica e negli ambienti che contano. An.Leo .
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