Rassegna stampa del 29/8/2018
Reggionline, 29/08/2018 19:34
Produzione di grano in calo, ma il prezzo della pasta non aumenterà
dino scanavino, presidente nazionale di cia, smentisce le fake news circolate negli ultimi giorni. guarda l’ intervista
REGGIO EMILIA – Nei giorni scorsi i mass media hanno rilanciato un allarme del Codacons a proposito di possibili aumenti di pane e pasta, causati dalla diminuzione di produzione di grano in gran parte del mondo. Ma è proprio così? Lo abbiamo chiesto a Dino Scanavino , presidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, intervenuto al Museo Cervi per l’ inaugurazione della decima edizione della Summer School, dedicata alla relazione tra tutela del paesaggio e democrazia. “Dalla nostra analisi oggi non abbiamo ancora situazioni di tensione così forte. La campagna cerealicola italiana è stata non al massimo della produzione, ma di ottima qualità. Oggi sul frumento italiano i prezzi non sono ancora remunerativi”. L’ Italia è grande importatrice di grano ed esportatrice di pasta: le dinamiche dei prezzi sono molto complesse e la preoccupazione di Scanavino è prevalentemente rivolta al reddito degli agricoltori. “Abbiamo una fortissima importazione che alimenta l’ industria della pasta nazionale. Ne produciamo 3 miliardi di kg all’ anno e ne consumiamo uno e mezzo. Siamo grandi esportatori di pasta e di conseguenza grandi importatori di frumento soprattutto da Kazakistan, Canada, Australia e Francia. Noi dobbiamo valorizzare quello italiano. Dal punto di vista produttivo le cose non vanno male. Dal punto di vista del reddito possiamo migliorare”. A volte insomma non basta fare due più due. Non basta dire che se la produzione di grano diminuisce di quantità, il prezzo salirà e di conseguenza gli aumenti ricadranno sulla farina, sulla pasta e sul pane. Infatti, i prezzi al mercato del grano nelle ultime settimane sono stabili, nonostante la diminuzione dei raccolti. (Paolo Borciani)
paolo borciani
Modena Online, 29/08/2018 19:30
Produzione di grano in calo, ma il prezzo della pasta non aumenterà. VIDEO
dino scanavino, presidente nazionale di cia, smentisce le fake news circolate negli ultimi giorni. guarda l’ intervista
REGGIO EMILIA – Nei giorni scorsi i mass media hanno rilanciato un allarme del Codacons a proposito di possibili aumenti di pane e pasta, causati dalla diminuzione di produzione di grano in gran parte del mondo. Ma è proprio così? Lo abbiamo chiesto a Dino Scanavino , presidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, intervenuto al Museo Cervi per l’ inaugurazione della decima edizione della Summer School, dedicata alla relazione tra tutela del paesaggio e democrazia. “Dalla nostra analisi oggi non abbiamo ancora situazioni di tensione così forte. La campagna cerealicola italiana è stata non al massimo della produzione, ma di ottima qualità. Oggi sul frumento italiano i prezzi non sono ancora remunerativi”. L’ Italia è grande importatrice di grano ed esportatrice di pasta: le dinamiche dei prezzi sono molto complesse e la preoccupazione di Scanavino è prevalentemente rivolta al reddito degli agricoltori. “Abbiamo una fortissima importazione che alimenta l’ industria della pasta nazionale. Ne produciamo 3 miliardi di kg all’ anno e ne consumiamo uno e mezzo. Siamo grandi esportatori di pasta e di conseguenza grandi importatori di frumento soprattutto da Kazakistan, Canada, Australia e Francia. Noi dobbiamo valorizzare quello italiano. Dal punto di vista produttivo le cose non vanno male. Dal punto di vista del reddito possiamo migliorare”. A volte insomma non basta fare due più due. Non basta dire che se la produzione di grano diminuisce di quantità, il prezzo salirà e di conseguenza gli aumenti ricadranno sulla farina, sulla pasta e sul pane. Infatti, i prezzi al mercato del grano nelle ultime settimane sono stabili, nonostante la diminuzione dei raccolti. (Paolo Borciani)
paolo borciani
AgenPress, 29/08/2018 15:55
10 Vigili contro i bagni proibiti nella Fontana di Trevi. Codacons: spreco inaccettabili, ne basterebbe uno
Agenpress. 10 vigili della Polizia Municipale per controllare la Fontana di Trevi, location di troppi “bagni” abusivi da parte dei turisti in visita. Il Codacons ovviamente concorda con l’ intenzione di tutelare un patrimonio della città ma contesta le risorse dedicate al compito. 10 agenti per un compito che potrebbe essere svolto con profitto dao un solo pare infatti davvero troppo: per questo l’ Associazione ha intenzione di chiedere alla Corte dei Conti di valutare se costituisca un danno per l’ erario l’ impiego, per questo genere di attività, di così tanti dipendenti pubblici/agenti. “Al comandante della Polizia locale di Roma Capitale, Antonio Di Maggio, e alla sindaca Virginia Raggi chiediamo: non ne basta uno solo? Gli altri non si possono impiegare per contrastare le doppie file, le triple file e i divieti di sosta che proliferano in tutta la città? I cittadini hanno bisogno di vedere all’ opera i vigili urbani, e situazioni come questa non contribuiscono certo a rassicurarli mentre la Capitale abbonda di violazioni, illegalità e problemi di ogni tipo”.
ilmessaggero.it, 29/08/2018 15:41
Roma, il Codacons: «Troppi dieci vigili per Fontana di Trevi»
Troppi dieci vigili della Polizia municipale per controllare la Fontana di Trevi, location di troppi bagni abusivi da parte dei turisti in visita. Lo sostiene il Codacons che concorda con l’ intenzione di tutelare un patrimonio della città ma contesta le risorse dedicate al compito. « Dieci agenti per un compito che potrebbe essere svolto con profitto da un solo pare infatti davvero troppo: per questo l’ Associazione ha intenzione di chiedere alla Corte dei Conti di valutare se costituisca un danno per l’ erario l’ impiego, per questo genere di attività, di così tanti dipendenti pubblici/agenti». «Al comandante della Polizia locale di Roma Capitale, Antonio Di Maggio, e alla sindaca Virginia Raggi – scrive il Codacons – chiediamo: non ne basta uno solo? Gli altri non si possono impiegare per contrastare le doppie file, le triple file e i divieti di sosta che proliferano in tutta la città? I cittadini hanno bisogno di vedere all’ opera i vigili urbani, e situazioni come questa non contribuiscono certo a rassicurarli mentre la Capitale abbonda di violazioni, illegalità e problemi di ogni tipo», conclude la nota » .
Affari Italiani, 29/08/2018 15:20
Fontana di Trevi, 10 vigili a guardia dei tuffi. “Lo sperpero di Roma”
Fontana di Trevi vigilata speciale con ben 10 agenti della Polizia Municipale di Roma, divisi su tre turni e con il compito principale di evitare che i turisti facciano il bagno nella storica fontana. E il Codacons denuncia il Comune per spreco di risorse pubbliche. Scrive l’ associazione, ormai unico soggetto a fare opposizione e controllo sull’ operato della Giunta Raggi: “10 vigili della Polizia Municipale per controllare la Fontana di Trevi, location di troppi ‘bagni’ abusivi da parte dei turisti in visita. Il Codacons ovviamente concorda con l’ intenzione di tutelare un patrimonio della città ma contesta le risorse dedicate al compito. 10 agenti per un compito che potrebbe essere svolto con profitto da uno solo pare infatti davvero troppo: per questo l’ Associazione ha intenzione di chiedere alla Corte dei Conti di valutare se costituisca un danno per l’ erario l’ impiego, per questo genere di attività, di così tanti dipendenti pubblici/agenti”. Quindi il messaggio al comandante del Corpo, Antonio DI Maggio e al sindaco: “Ci chiediamo: non ne basta uno solo? Gli altri non si possono impiegare per contrastare le doppie file, le triple file e i divieti di sosta che proliferano in tutta la città? I cittadini hanno bisogno di vedere all’ opera i vigili urbani, e situazioni come questa non contribuiscono certo a rassicurarli mentre la Capitale abbonda di violazioni, illegalità e problemi di ogni tipo”, conclude la nota. Commenti Ci sono altri 0 commenti. Clicca per leggerli.
Business People, 29/08/2018 14:12
Istat: fiducia dei consumatori in calo. Preoccupa la situazione economica
anche il clima corrente e quello futuro sono in diminuzione. in controtendenza solo la componente personale, aumentata per il secondo mese consecutivo
Gli italiani hanno smesso di nutrire buone speranze per il futuro e iniziano a essere in ansia per la condizioni del nostro Paese. A dirlo le rilevazioni dell’ Istat, secondo cui l’ indice che misura la fiducia dei consumatori da luglio ad agosto è sceso di un punto, passando da 116,2 a 115,2 . A preoccupare è soprattutto la situazione economica : l’ indice di riferimento, infatti, ha subito un drastico calo, scendendo da 141,3 a 136,6 punti. Anche il clima corrente e quello futuro sono in diminuzione: il primo è passato da 113,3 a 112,8 e il secondo da 120,9 a 119,3. In controtendenza, invece, la componente personale , aumentata per il secondo mese consecutivo, stavolta da 107,8 a 108,5. “Gli italiani dimostrano preoccupazione per il futuro del Paese e per la situazione economica generale, abbattendo le proprie aspettative. Un segnale pericolosissimo perché, associato alle spese che attendono le famiglie a settembre e all’ ondata di rincari che rischia di scattare nelle prossime settimane per i prezzi al dettaglio, potrebbe avere ripercussioni pesanti sui consumi, con una riduzione degli acquisti” ha commentato Carlo Rienzi , presidente del Codacons . Fiducia dei consumatori a picco insieme a quella delle imprese Insieme alla fiducia dei consumatori, cala anche quella delle imprese : l’ indice è passato, infatti, da 105,3 a 103,8. Risultano in sofferenza soprattutto il settore manifatturiero, sceso da 106,7 a 104,8, e quello dei servizi, calato da 105,9 a 104,7. In entrambi i casi, hanno pesato sul calo dell’ indice il peggioramento dei giudizi sugli ordini . Le costruzioni, invece, registrano una diminuzione più lieve: da 139,9 a 139,3. Bene, il commercio al dettaglio , il cui indice è salito da 102,7 a 104,2, grazie a un aumento dei giudizi sulle vendite e al saldo delle scorte di magazzino in diminuzione.
Tiscali, 29/08/2018 13:39
Italia Economia n. 35 del 29 agosto 2018
120 SECONDI DI NOTIZIE:- Facebook. Pulizie d’ agosto per Facebook e Instagram. Il gruppo da miliardo e mezzo di utenti attivi ha rimosso 652 tra pagine e account fake dai social network.- Export. La Sicilia torna a imporsi a livello internazionale. Nel 2017, l’ export della regione del sud ha tolto il freno a mano ed è cresciuto di oltre il trenta per cento rispetto all’ anno precedente, superando i 9 miliardi di beni esportati.- Fed. La Fed proseguirà la strategia di un rialzo graduale dei tassi. Nonostante le critiche del presidente Donald Trump, la banca centrale americana ha intenzione di alzare di nuovo e a breve il costo del denaro.- Trasporto aereo. Addio al bagaglio a mano gratis sui voli Ryanair. Secondo la nuova policy della compagnia, per le valigie che pesano fino a dieci chili bisognerà pagare 8 euro.- Inflazione. In arrivo una stangata sui prezzi di pane e pasta. Secondo il Codacons, il drastico taglio alla produzione di grano a causa della siccità avrà inevitabili ripercussioni sul prezzo al dettaglio di diversi prodotti.
Trc, 29/08/2018 13:29
Compagnie telefoniche, Codacons denuncia difficoltà nei ricorsi
Una volta si faceva in un attimo, e considerato che i contenziosi con le compagnie telefoniche venivano quasi tutti vinti erano in molti a tentare di ottenere giustizia per tariffe troppo care o inganni nascosti nelle righe scritte in piccolo. E invece, dallo scorso 23 luglio sembra che sia sorto un muro formidabile tra i diritti dei consumatori più anziani e i giganti della telefonia. Una procedura online farraginosa, che impone a chiunque di scannerizzare i documenti e trasferirli su chiavetta USB; ma anche ad avere uno smartphone relativamente recente per ricevere i codici di accesso al sistema. ,Un vero labirinto insomma, e chi desidera reclamare di persona deve comunque recarsi al CORECON di Bologna, con un dispendio notevole in termini di tempo ed energie. Il Codacons, intanto, reclama il ritorno alla vecchia procedura. E alla svolta elettronica attorno ai ricorsi dà una chiave di lettura decisamente maliziosa. Riproduzione riservata © 2018 TRC.
FanPage, 29/08/2018 12:53
Su Sky e DAZN interviene l’ Antitrust, avviate due indagini
Il calcio in tv, tra disservizi tecnici e doppi abbonamenti, è diventato un enorme caos, sul quale ora ha deciso di intervenire L’ Antitrust, che accogliendo le tantissime sollecitazioni di questi giorni, dall’ esposto del Codacons a quello di comitati regionali come il Corecom Campania, ha comunicato nelle scorse ore di aver avviato due procedimenti istruttori separati nei confronti di Sky e DAZN, le società che si dividono i diritti di trasmissione della Serie A e della Serie B. Le accuse a Sky Il procedimento nei confronti di Sky fa riferimento a “presunte pratiche commerciali scorrette e possibili violazioni dei diritti dei consumatori”, contestando all’ azienda di aver “adottato modalità di pubblicizzazione dell’ offerta del pacchetto calcio per la stagione 2018-2019 che, in assenza di adeguate informazioni sui limiti dell’ offerta relativi alle fasce orarie, potrebbero avere indotto i nuovi clienti ad assumere una decisione commerciale non consapevole”. Alla società di Murdoch si contesta sostanzialmente una scarsa informazione verso i clienti, perché non avrebbe specificato la variazione della sua offerta rispetto alle stagioni sportive precedenti, visto che a differenza della scorsa stagione, quest’ anno è in grado di mostrare solo 7 delle 10 partite settimanali del campionato di Serie A. Cosa si contesta a DAZN A DAZN viene invece contestato il principio promozionale “Quando vuoi, dove vuoi”, che secondo l’ AGCOM “farebbe intendere al consumatore di poter utilizzare il servizio ovunque si trovi, omettendo le limitazioni tecniche che potrebbero impedirne o renderne difficoltosa la fruizione”. Altro dettaglio contestato alla piattaforma streaming (che trasmette i match di Serie A unicamente per mezzo di una connessione internet) è quella di rimarcare ai clienti la possibilità di usufruire del servizio gratuitamente per il primo mese, specificando l’ assenza di vincoli contrattuali “mentre in realtà – recita il comunicato – il consumatore stipula un contratto per il quale è previsto il rinnovo automatico, con conseguente esigenza di esercitare l’ eventuale recesso per non rinnovarlo”. Nel novero delle criticità c’ è anche un altro aspetto, ovvero che “l’ iscrizione per la fruizione gratuita del primo mese comporta l’ automatico addebito dell’ importo per i mesi successivi, in quanto il consumatore, creando l’ account, darebbe inconsapevolmente il proprio consenso all’ abbonamento al servizio, dovendosi attivare per esercitare il recesso e quindi evitare gli addebiti automatici”. In definitiva, l’ Antitrust ritiene che si possano ipotizzare «profili di ingannevolezza» per la fruizione tecnica e di «aggressività». Il comunicato integrale dellAntitrust contro Sky e DAZN L’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato, su segnalazione di singoli consumatori e di alcune Associazioni di consumatori, due procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette e possibili violazioni dei diritti dei consumatori nei confronti di SKY Italia S.r.l. e di Perform Investment Limited e Perform Media Services S.r.l. (ovvero Gruppo Perform con nome commerciale DAZN) con riferimento alla commercializzazione dei pacchetti delle partite di calcio per la stagione 2018/2019. Secondo l’ Autorità, la società SKY avrebbe adottato modalità di pubblicizzazione dell’ offerta del pacchetto calcio per la stagione 2018-2019 che, in assenza di adeguate informazioni sui limiti dell’ offerta relativi alle fasce orarie, potrebbero avere indotto i nuovi clienti ad assumere una decisione commerciale non consapevole. Per quel che riguarda i clienti già abbonati al pacchetto calcio, la condotta di SKY potrebbe presentare profili di aggressività in quanto – a fronte di un significativo ridimensionamento del pacchetto in relazione al numero delle partite trasmesse e in assenza dell’ informativa sulla possibilità di recedere dal contratto senza penali, costi di disattivazione e senza la restituzione degli sconti fruiti – il professionista avrebbe indotto tali soggetti a rinnovare l’ abbonamento nell’ erroneo convincimento che l’ offerta non fosse mutata. SKY potrebbe altresì avere violato l’ articolo 65 del Codice del consumo non avendo acquisito il consenso del consumatore rispetto alla nuova opzione del pacchetto calcio 2018/2019. Quanto alle società del gruppo Perform (anche DAZN), sono oggetto di attenzione, da un lato, l’ enfasi data al claim “quando vuoi, dove vuoi”, che farebbe intendere al consumatore di poter utilizzare il servizio ovunque si trovi, omettendo le limitazioni tecniche che potrebbero impedirne o renderne difficoltosa la fruizione; dall’ altro, i messaggi che indicherebbero la possibilità di poter fruire di un “mese gratuito” di offerta del servizio “senza contratto”, mentre in realtà il consumatore stipula un contratto per il quale è previsto il rinnovo automatico, con conseguente esigenza di esercitare l’ eventuale recesso per non rinnovarlo. Inoltre, l’ iscrizione per la fruizione gratuita del primo mese comporta l’ automatico addebito dell’ importo per i mesi successivi, in quanto il consumatore, creando l’ account, darebbe inconsapevolmente il proprio consenso all’ abbonamento al servizio, dovendosi attivare per esercitare il recesso e quindi evitare gli addebiti automatici. Tali comportamenti potrebbero integrare distinte pratiche commerciali scorrette in violazione degli artt. 21, 24 e 25 del Codice del Consumo, presentando sia profili di ingannevolezza rispetto alle informazioni comunicate dal professionista in merito alle caratteristiche tecniche di fruibilità del pacchetto e alle modalità di adesione all’ offerta, che profili di aggressività, in quanto il professionista potrebbe aver esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei consumatori che, accettando l’ offerta per fruire gratuitamente il primo mese del servizio, potrebbero subire un addebito automatico quale conseguenza della sottoscrizione inconsapevole di un contratto.
Quotidiano Dell’Umbria, 29/08/2018 12:44
Almeno mille euro per mandare un figlio a scuola
il rincaro dei libri e dei servizi va a pesare sui bilanci familiari.
Perugia Mer, 29/08/2018 – 12:44 Alla faccia della scuola pubblica, gratis e aperta a tutti. È stato calcolato che fra libri e accessori vari, le famiglie che devono mandare uno figlio a frequentare la prima superiore, dovranno sborsare almeno mille euro. E la scadenza è imminente, visto che in Umbria il ritorno sui banchi è fissato per il 12 settembre. «Questo senza considerare i costi per le mense – osserva sul Messaggero Alessandro Petruzzi, presidente regionale e vice nazionale di Federconsumatori – e per il trasporto che non diminuiranno ma che fino all’ ultimo le famiglie non potranno quantificare». «Ci preoccupano i costi dei trasporti e delle mense – aggiunge Petruzzi – due questioni che sottoporremo all’ attenzione del garante per il diritto allo studio. Nel primo caso perché non è possibile che il gestore annunci solo pochi giorni prima dell’ inizio dell’ anno scolastico i costi degli abbonamenti. Quanto alle mense, ci auguriamo di non dover assistere a riti vergognosi consumati di fronte a bambini cui non viene servito il pranzo perché i genitori non hanno potuto pagare la retta». Per Petruzzi in questi casi occorre intervenire a monte. «Fino a una certa età il diritto allo studio va garantito, considerando anche che non tutte le famiglie possono permettersi di pagare un euro al giorno per la merenda: penso alle zone, della crisi o a quelle terremotate dove non basta riaprire le scuole, ma mettere in condizione le famiglie di farle frequentare ai loro figli». Tornando ai prezzi del materiale scolastico, il Codacons Umbria stima aumenti tra il 2 e il 4% su astucci e altri accessori firmati.
Msn, 29/08/2018 11:29
Spese scolastiche 2018, alcuni consigli per evitare la stangata
Si avvicina la riapertura delle scuole e le associazioni dei consumatori sono pronte a fare i conti in tasca agli italiani sulle spese per il corredo dedicato agli studi. Soprattutto per libri di testo e kit scolastici vari, per i quali Federconsumatori ha calcolato una spesa annua di 526 euro in media per singolo studente, con un incremento annuo dello 0,8%.Al primo posto tra gli aumenti, secondo l’ associazione, astucci e diari con personaggi dei cartoni animati . Ma il grosso della spesa riguarda i libri, che assorbiranno 456 euro a ragazzo, anche se l’ andamento dei prezzi in questo caso mostra un calo dell’ 1,1% rispetto allo scorso anno. Codacons calcola invece che per un kit scolastico composto di penne, diari, quaderni, zaini, astucci, e cancelleria varia, rispetto al 2017 si sia registrato un incremento medio del +2%, che raggiunge picchi del +4% se si esce dalla categoria “low cost” per andare a guardare quella del materiale griffato con i volti dei personaggi dei cartoni animati o delle marche più gettonate. Uno zaino può costare, in questo caso, anche 120 euro, mentre un astuccio può raggiungere anche i 40 euro e un diario i 20 euro (anche se la maggior parte dei supermercati espone prezzi che non vanno oltre la metà di tale cifra). Il totale del corredo scolastico può quindi costare in media fino a 520 euro a studente in un anno, a cui vanno aggiunte le spese per i libri di testo per i quali il Codacons vede, a differenza di Federconsumatori, un rincaro rispetto allo scorso anno, per una spesa che, in totale, può anche superare i mille euro a testa. Come reagire, allora, per non soccombere al caro-scuola? Basta seguire alcuni accorgimenti che, secondo Codacons, possono abbattere i costi anche del 40%: Non inseguire le mode: basta non farsi condizionare dal mercato pubblicitario per trovare articoli di qualità, anche se privi del volto di una bambola o di un personaggio famoso, che costino quasi la metà. Acquistare nei supermercati: si può arrivare a risparmiare fino al 30%, e rispettare una rigida lista della spesa senza farsi sviare. Non è raro infatti trovare offerte promozionali e kit a prezzo fisso, o prodotti “civetta” che vengono venduti per qualche periodo sottocosto. Rinviare gli acquisti: le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un momento successivo. Spesso, aspettando, si risparmia. Aspettare i professori: per le cose più tecniche (dal compasso ai dizionari), è meglio attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti.In casi estremi, si può anche ricorrere a dei prestiti per assicurarsi la liquidità necessaria ad affrontare le spese scolastiche. Secondo le stime di Facile.it e Prestiti.it, ad esempio, nel corso dei primi sette mesi del 2018 sono stati erogati prestiti personali pari ad oltre 87 milioni di euro per pagare i costi legati a studio , formazione e università. La richiesta media, a parere dei due portali, è stata di oltre 7,6 mila euro con un periodo di restituzione di circa quattro anni.”Le spese legate allo studio possono essere molto elevate; secondo Federconsumatori uno studente universitario fuori sede, ad esempio, arriva a pagare più di 9.000 euro l’ anno se si considerano anche vitto, alloggio e trasporti. L’ impegno economico sale se ci si iscrive a un master o un corso post-universitario, ma anche chi manderà i propri figli al nido potrebbe dover sostenere esborsi non indifferenti”, spiega Andrea Bordigone, responsabile BU Prestiti di Facile.it . “Ricorrere ad un prestito personale per sostenere i costi legati alla formazione può quindi essere una strategia efficace per ridurre l’ impatto di queste voci sul budget familiare”.
Calciomercato.it, 29/08/2018 11:18
Serie A, Sky e Dazn: istruttoria dell’ Antitrust
tutto nasce da un esposto del codacons
SERIE A SKY DAZN/ Oltre alle varie polemiche sulla qualità delle immagini fornite , ‘Dazn’, stavolta insieme a ‘Sky’, è ancora al centro della bufera. In questo caso sono le pubblicità e le tariffe fatte pagare agli abbonati, che non convincono gli organi di controllo. Stando a quanto riferisce infatti l’ AGCM, in seguito ad un esposto del Codacons contro Dazn e Sky, l’ Antitrust ha aperto due istruttorie perché il comportamento tenuto dalle società rispettivamente di Perform e di Rupert Murdoch non è stato in linea con i criteri di trasparenza dettati dalla legge. Potrebbe trattarsi infatti di pubblicità ingannevole quella fatta su pacchetti di partite venduti ancora prima che venissero spartiti i diritti della Serie A. Inoltre, per Dazn, la dicitura dell’ assenza di contratto sarebbe errata, stando a quanto affermato dall’ AGCM, dato che per svincolarsi dal servizio in streaming è necessario un recesso, in caso contrario infatti ci sarebbe un rinnovo mensile automatico. Serie A, Dazn e Sky: il presidente del Codacons: “Ora si indaghi” In merito si è espresso anche il numero 1 del Codacons, Carlo Rienzi , che ha sollecitato l’ Antitrust: “E’ giusto che ora si indaghi per capire se e in che modo sia stato violato il Codice del consumo. Già il fatto che i clienti conoscessero i prezzi ma non le partite incluse nei pacchetti, potrebbe essere una condotta potenzialmente scorretta che, insieme ad altre, porterebbe ad una sanzione da parte dell’ Antitrust nei confronti delle due società coinvolte”.
Business People, 29/08/2018 10:11
Antitrust: sotto indagine Dazn e Sky Italia
aperte due istruttorie per presunte pratiche commerciali scorrette e possibili violazioni dei diritti dei consumatori
Dopo le segnalazioni dei singoli consumatori e alcune associazioni di consumatori (tra cui il Codacons), l’ Antitrust ha avviato due procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette e possibili violazioni dei diritti dei consumatori nei confronti di Sky Italia e di Perform Investment Limited e Perform Media Services S.r.l., il gruppo presente in Italia con Dazn . Le accuse a Sky Le “accuse” contro Sky riguardano il fatto che la pay tv avrebbe adottato «modalità di pubblicizzazione dell’ offerta del pacchetto calcio per la stagione 2018-2019 che, in assenza di adeguate informazioni sui limiti dell’ offerta relativi alle fasce orarie, potrebbero avere indotto i nuovi clienti ad assumere una decisione commerciale non consapevole». Per quanto riguarda i clienti già abbonati al pacchetto calcio, la condotta di Sky «potrebbe presentare profili di aggressività in quanto – a fronte di un significativo ridimensionamento del pacchetto in relazione al numero delle partite trasmesse e in assenza dell’ informativa sulla possibilità di recedere dal contratto senza penali, costi di disattivazione e senza la restituzione degli sconti fruiti – il professionista avrebbe indotto tali soggetti a rinnovare l’ abbonamento nell’ erroneo convincimento che l’ offerta non fosse mutata». Non avendo acquisito il consenso del consumatore rispetto alla nuova opzione del pacchetto calcio 2018/2019, Sky potrebbe inoltre aver violato l’ articolo 65 del Codice del consumo. Cosa viene contestato a Dazn Le attività contestate a Dazn riguardano il claim “quando vuoi, dove vuoi”, «che farebbe intendere al consumatore di poter utilizzare il servizio ovunque si trovi, omettendo le limitazioni tecniche che potrebbero impedirne o renderne difficoltosa la fruizione». Contestata anche la modalità di fruizione del mese gratuito e dell’ offerta di servizio “senza contratto”, «mentre in realtà il consumatore stipula un contratto per il quale è previsto il rinnovo automatico, con conseguente esigenza di esercitare l’ eventuale recesso per non rinnovarlo». Sotto la lente anche l’ automatico addebito dell’ importo per i mesi successivi dopo il primo mese di prova gratuita: «in quanto il consumatore, creando l’ account , darebbe inconsapevolmente il proprio consenso all’ abbonamento al servizio, dovendosi attivare per esercitare il recesso e quindi evitare gli addebiti automatici». Secondo l’ Antitrust tali comportamenti potrebbero violare gli artt. 21, 24 e 25 del Codice del Consumo.
Forli Today, 29/08/2018 09:07
Dal “caro scuola” ai rincari su carburanti e bollette: ecco l’ ennesima “stangata di autunno”
tra bollette, tari e costi per la scuola, le famiglie dovranno affrontare spese per quasi 1.700 euro
E’ in arrivo la “stangata di autunno”. Secondo le associazioni dei consumatori, si prospetta un autunno caldo soprattutto per quel che concerne la spesa per pasta, pane e materiale scolastico. Ma avvisaglie negative ci potranno essere anche anche per quanto concerne il prezzo dei carburanti e le utenze domestiche. Tra bollette, Tari e costi per la scuola, le famiglie dovranno affrontare spese per quasi 1.700 euro. Il prossimo, secondo le stime di Federconsumatori, sarà dunque un autunno nero per i cittadini italiani che dovranno fare i conti con una serie di aumenti “che metteranno a dura prova i bilanci familiari”. Il primo salasso arriverà con il rientro degli alunni tra i banchi di scuola: tra settembre e novembre la spesa per il materiale scolastico calcolata dall’ associazione dei consumatori sarà pari a 808,60 euro, mentre per le bollette sarà di 468 euro. Federconsumatori stima che tra l’ acquisto di zaini, materiale di cancelleria e libri, per ogni singolo studente le famiglie spenderanno circa 526 euro, ossia lo 0,8% in più del 2017. Per il Codacons ci saranno aumenti anche sul costo dei libri di testo, con la conseguenza che ogni famiglia arriverà a spendere anche più di 1.000 euro a studente. Ma le cattive notizie non sono finite. Dopo quattro settimane di calma pressoché totale, i prezzi di benzina e gasolio sono tornati decisamente a salire. A spingere sono le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, che rispetto all’ inizio del mese sono aumentate sensibilmente, in particolare per quanto riguarda il gasolio. Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Eni ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Stesso rialzo anche per IP, Italiana Petroli e Tamoil. La stima media del prezzo della benzina self service è di 1,634 euro/litro (invariato, pompe bianche 1,613), mentre il diesel tocca 1,506 euro/litro (invariato, pompe bianche 1,488). Per un litro di benzina servito occorre spendere 1,748 euro (+1 millesimo, pompe bianche 1,658), mentre per il diesel 1,626 euro (+1, pompe bianche 1,533). Il Gpl si aggira a 0,658 euro per litro (invariato, pompe bianche 0,644), mentre il metano a 0,963 euro per chilo (invariato, pompe bianche 0,953).E non è l’ ultimo dei rincari. Codacons stima un aumento di spesa di circa 45 euro a famiglia per pane, pasta, biscotti e crackers. L’ ennesima brutta sorpresa per gli italiani al rientro dalle ferie.
Ravenna Today, 29/08/2018 08:09
Non solo “caro scuola”, ma anche rincari su bollette e carburanti: l’ ennesima “stangata d’ autunno”
tra bollette, tari e costi per la scuola, le famiglie dovranno affrontare spese per quasi 1.700 euro
1 Calendario scolastico 2018-2019: date d’ inizio, fine e vacanze regione per regione 2 Nessuno può fare l’ insulina alla bimba diabetica: alla fine la scuola trova una soluzione 3 Si torna a scuola: abbonamenti al trasporto pubblico riservati agli studenti 4 Scuola, “doppio lavoro” per 214 presidi: dovranno occuparsi di due scuole E’ in arrivo la “stangata di autunno”. Secondo le associazioni dei consumatori, si prospetta un autunno caldo soprattutto per quel che concerne la spesa per pasta, pane e materiale scolastico. Ma avvisaglie negative ci potranno essere anche anche per quanto concerne il prezzo dei carburanti e le utenze domestiche. Tra bollette, Tari e costi per la scuola, le famiglie dovranno affrontare spese per quasi 1.700 euro. Il prossimo, secondo le stime di Federconsumatori, sarà dunque un autunno nero per i cittadini italiani che dovranno fare i conti con una serie di aumenti “che metteranno a dura prova i bilanci familiari”. Il primo salasso arriverà con il rientro degli alunni tra i banchi di scuola: tra settembre e novembre la spesa per il materiale scolastico calcolata dall’ associazione dei consumatori sarà pari a 808,60 euro, mentre per le bollette sarà di 468 euro. Federconsumatori stima che tra l’ acquisto di zaini, materiale di cancelleria e libri, per ogni singolo studente le famiglie spenderanno circa 526 euro, ossia lo 0,8% in più del 2017. Per il Codacons ci saranno aumenti anche sul costo dei libri di testo, con la conseguenza che ogni famiglia arriverà a spendere anche più di 1.000 euro a studente. Ma le cattive notizie non sono finite. Dopo quattro settimane di calma pressoché totale, i prezzi di benzina e gasolio sono tornati decisamente a salire. A spingere sono le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, che rispetto all’ inizio del mese sono aumentate sensibilmente, in particolare per quanto riguarda il gasolio. Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Eni ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Stesso rialzo anche per IP, Italiana Petroli e Tamoil. La stima media del prezzo della benzina self service è di 1,634 euro/litro (invariato, pompe bianche 1,613), mentre il diesel tocca 1,506 euro/litro (invariato, pompe bianche 1,488). Per un litro di benzina servito occorre spendere 1,748 euro (+1 millesimo, pompe bianche 1,658), mentre per il diesel 1,626 euro (+1, pompe bianche 1,533). Il Gpl si aggira a 0,658 euro per litro (invariato, pompe bianche 0,644), mentre il metano a 0,963 euro per chilo (invariato, pompe bianche 0,953).E non è l’ ultimo dei rincari. Codacons stima un aumento di spesa di circa 45 euro a famiglia per pane, pasta, biscotti e crackers. L’ ennesima brutta sorpresa per gli italiani al rientro dalle ferie.
Blitz Quotidiano, 29/08/2018 07:01
dazn serie a esposti antitrust agicom sky consumatori
dazn, dopo proteste e sfottò arrivano i primi esposti a agicom e antitrust dalle associazioni consumatori.
ROMA – Meglio rispetto all’ esordio, ma anche il secondo turno di campionato di serie A (e il primo per la Serie B) non è andato secondo le aspettative per gli utenti della piattaforma di Perform, Dazn. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui -Cronaca Oggi, App on Google Play] Le difficoltà che soprattutto sabato sera sono state evidenziate per la visione di uno dei match più attesi del turno, Napoli-Milan, non hanno contribuito a risollevare l’ immagine del nuovo operatore, che si era mosso in anticipo per venire in aiuto agli utenti, anche con messaggi via Twitter, per risolvere i problemi di ricezione e visione in vista di un picco di collegamenti. Così, dopo le proteste e ironie sui social, si stanno mettendo in piedi iniziative più incisive per ottenere un miglioramento del servizio. Associazioni di consumatori, da Altroconsumo al Codacons, ad Aidacon consumatori, hanno presentato o presenteranno reclami alle società coinvolte (Perform Group/Dazn e Sky), ma anche con segnalazioni all’ Antistrust e all’ Agcom. “Nelle settimane scorse abbiamo assistito al rimpallo da parte degli operatori per giustificare i disservizi. Noi non ci stiamo: i consumatori stanno pagando e non devono fare da tester per le nuove piattaforme”, dichiara Altroconsumo, che chiede di “approfondire la vicenda del mercato dei diritti tv per garantire l’ interesse dei consumatori, a fronte della promessa di un’ evoluzione tecnologica e una maggiore concorrenza. È inaccettabile che il consumatore sia costretto a pagare di più senza avere in cambio un adeguato servizio”. C’ è anche la richiesta alla Lega calcio di evitare lo spacchettamento e ai club di scongiurare il doppio abbonamento, che ha comportato un esborso economico per i tifosi. Il Codacons ha rivolto un esposto all’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) “per pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole”.
Il Gazzettino (ed. Pordenone), 29/08/2018 06:23
`Inizia l’ anno e le famiglie sono sottoposte a una salasso tra libri di testo, zainetti e cancelleria. Ma si può risparmiare
sono i licei i più cari, ma al leo major è possibile avere i testi in comodato gratuito. non tutti gli istituti lo fanno inizia l’ anno e le famiglie sono sottoposte a una salasso tra libri di testo, zainetti e cancelleria. ma si può risparmiare
QUANTO MI COSTI PORDENONE Da una decina a 80 euro per lo zainetto, a seconda della griffe ma anche dei gadget più disparati. Da 5 a 15 per un astuccio completo, da 10 a 17 per il grembiule. E così via. Tempo di grandi spese per le famiglie, alla vigilia della ripresa dell’ anno scolastico, e questi sono i prezzi da mettere in conto per ciascun figlio sui banchi, facendo gli acquisti in un supermercato o ipermercato della provincia. Senza contare il capitolo libri e dizionari, che rappresenta la vera stangata per gli studenti delle superiori, e poi, eventualmente, servizi di trasporto scolastico, mensa e pre e post scuola. LO ZAINO Si comincia, appunto, dagli zaini, per i quali la spesa oscilla di parecchie decine di euro in base alla marca e alla tipologia scelta dallo zainetto reversibile a quelli con i vari gadget – più o meno adatti alle attività scolastiche – che vi si trovano abbinati: a seconda dei casi, peluche, palloni, personaggi dei fumetti, borracce o cuffie paraorecchie per ascoltare musica. Senza contare la maniglia e le rotelle che ne fanno un trolley. Per i piccoli dell’ asilo, la spesa può fermarsi fra i 10 e i 25 euro, mentre con l’ aumentare dell’ età crescono anche gli zaini e il loro prezzo, che arriva vicino agli 80 euro. Ma non mancano quelli low cost, anche al di sotto dei 10 euro. Elemento indispensabile da infilare nello zaino è poi l’ astuccio: da cinque a poco meno di 20 euro il prezzo di quelli completi di tutto – penne, matite e colori -, mentre un modesto portapenne in tela può costare da due a cinque euro. Un euro o suppergiù il costo di un quadernone, sul quale però si può risparmiare optando per i pacchi convenienza da cinque o da dieci pezzi, che in qualche caso dimezzano la spesa. Una decina di euro, in media, è il costo del diario, che oscilla da un minimo di cinque a una quindicina di euro. E poi ancora, almeno un paio di grembiuli neri e grembiulini rosa e azzurri (da 10 a 20 euro per quello per la materna, da 12 a 17 per la primaria); per le prime classi delle elementari, la scatola dei regoli a sette euro, per i più grandi i dizionari d’ italiano o di lingua straniera (una dozzina di euro il tomo, meno di cinque le edizioni tascabili); e i quadernoni ad anelli da circa tre euro ciascuno con i relativi ricambi, da quattro a dieci euro per un compasso, tre euro per una scatola di pastelli e sette per un secchiello di pennarelli. E poi penne, gomme e materiale da disegno a volontà. Secondo i calcoli di Federconsumatori, il corredo scolastico per ogni singolo studente costerà 526 euro, con un incremento dello 0,8%. IL RINCARO Il Codacons ipotizza invece un rincaro del 2 per cento su quaderni, penne e zaini, che sale al 4 per cento sul materiale griffato, per un totale medio di 520 euro a ragazzo. A queste somme va aggiunto il costo per i libri di testo, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola, per un totale che può raggiungere i 1.100 euro a ragazzo. Da moltiplicare, naturalmente, per il numero dei figli in età scolare. Restano comunque per lo più al di sotto della stima gli elenchi dei libri di testo adottati nelle scuole superiori della provincia, che si fermano generalmente ben al di sotto del tetto dei 300 euro e dove una grossa mano alle famiglie viene data dalla possibilità di poter usufruire di libri in comodato. L’ esordio in quarta ginnasio al Leo-Major costa infatti 197,15 euro in libri da acquistare, ai quali se ne aggiungono 203,95 in testi consigliati (compresi i dizionari di latino e greco), mentre è possibile averne altri in comodato gratuito per 134,8 euro. Più o meno in linea il valore dello zaino per chi, nello stesso istituto, si iscrive al liceo scientifico (212,3 euro in libri da acquistare, 92,45 consigliati e 156,55 in comodato) o a quello delle scienze umane (152,75 da acquistare, 92,45 consigliati e 163,75 in comodato). Sale la soglia se si prende in considerazione una delle prime classi dell’ indirizzo linguistico del liceo Grigoletti, con un tetto massimo di spesa di 368,50 euro, un costo totale dei testi in adozione di 347,66 euro. Lara Zani © RIPRODUZIONE RISERVATA.
lara zani
Il Cittadino, 29/08/2018 05:41
istat imprese e famiglie scettiche sulle prospettive future, ottimismo solo nel commercio al dettaglio
Clima di fiducia in peggioramento, preoccupa la situazione economica
Famiglie e imprese italiane meno ottimiste rispetto ad un mese fa. L’ Istat ha stimato un peggioramento del clima dei consumatori rispetto a luglio, da 116,2 a 115,2 punti, mentre per l’ indice composito delle realtà produttive la flessione è da 105,3 a 103,8. Per le imprese oltre alla flessione registrata nel manifatturiero, è da rilevare come l’ indice di fiducia dei servizi, in calo rispetto a luglio, si attesti al di sotto del livello medio registrato nell’ ultimo semestre 2017 pur mantenendo un livello storicamente elevato. In tale settore, l’ Istat ha visto comunque una dinamica «vivace» per i servizi di informazione e comunicazione e per quelli turistici. La flessione dell’ indice che riguarda le famiglie è dovuta invece principalmente al deterioramento della componente economica (da 141,3 a 136,6), mentre quella personale aumenta per il secondo mese consecutivo (da 107,8 a 108,5). Riguardo alle imprese, il clima di fiducia registra una dinamica negativa più accentuata nel manifatturiero (da 106,7 a 104,8) e nei servizi (da 105,9 a 104,7) rispetto alle costruzioni (da 139,9 a 139,3). In controtendenza il commercio al dettaglio dove l’ indice aumenta da 102,7 a 104,2. In particolare nel comparto manifatturiero peggiorano sia i giudizi sugli ordini sia le attese sulla produzione, mentre le scorte sono giudicate in accumulo rispetto al mese scorso. Nel settore delle costruzioni peggiora il giudizio sugli ordini mentre le aspettative sull’ occupazione sono in aumento. Nei servizi la diminuzione riguarda sia affari che ordini, viceversa, per il commercio l’ aumento della fiducia è caratterizzato da un miglioramento dei giudizi sulle vendite. Caustico il commento delle associazioni dei consumatori e delle associazioni di categoria (Codacons, Confcommercio e Fedeconsumatori), secondo le quali il calo della fiducia «peserà sui consumi delle famiglie». n.
Cronache di Salerno, 29/08/2018 05:30
il caso / l’ associazione consumatori: «la nuova emittente e sky sono state scorrette»
Dazn, tifosi preoccupati. Esposto del Codacons
ROMA – Il Codacons dichiara guerra a Dazn: “Segnale in ritardo, interruzioni e immagini sgranate -si legge nell’ esposto inviato all’ Antitrust ed alla Lega- Anche la seconda giornata ha confermato, purtroppo, i tanti problemi che affliggono il servizio di Dazn, la nuova piattaforma televisiva necessaria per vedere alcune partite di serie A per pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole”. L’ associazione cita “il disorientamento e l’ arrabbiatura di gran parte dei clienti Sky e Premium, che in larga parte si sono sentiti defraudati dal nuovo assetto dei diritti tv”. La condotta di Sky e Dazn sarebbe “scorretta ai sensi del Codice del Consumo”, in particolare ai sensi dell’ articolo 24 in quanto “esercita un indebito condizionamento sul tifoso ad aderire a ben due abbonamenti con un esborso maggiore in termini di denaro e ad usufruire comunque di un servizio di pessima qualità. L’ Associazione -continua il Codacons- non può tacere la condotta commerciale scorretta posta in essere da Dazn, che si fa pagare 9,90 euro al mese per rendere un servizio scadente: le partite trasmesse sono continuamente interrotte anche per chi ha la connessione con fibra ottica. Dal canto suo Sky pone in essere una condotta scorretta in quanto costringe gli utenti a pagare l’ abbonamento per la Serie A allo stesso prezzo della scorsa stagione, non garantendo la trasmissione di tutto il campionato e non dichiarando sin da subito quali sono le partite che non verranno trasmesse”. I dirigenti di Dazn: “Inizio positivo, siamo a lavoro per migliorare il servizio”.
Il Messaggero (ed. Umbria), 29/08/2018 05:06
Tornare in classe costa mille euro
`piccoli ritocchi per i prezzi dei libri, più cari gli accessori «optando per i testi usati si può risparmiare anche il 50» `nervi scoperti per i servizi di mensa e trasporti scolastici federconsumatori prepara l’ esposto al garante: «famiglie ko»
I NOSTRI SOLDI Piccoli ritocchi sui prezzi dei libri, aumenti più consistenti per gli accessori griffati. Con il suono della prima campanella ormai dietro l’ angolo, in Umbria il ritorno sui banchi è fissato per il 12 settembre, per le famiglie la spesa scolastica è già una realtà. Un impegno che con uno studente di prima superiore in casa può superare anche i mille euro. «Questo senza considerare i costi per le mense osserva Alessandro Petruzzi, presidente regionale e vice nazionale di Federconsumatori e per il trasporto che non diminuiranno ma che fino all’ ultimo le famiglie non potranno quantificare». Un salasso che si preannuncia importante per i bilanci domestici anche se non mancano i modi per risparmiare. «Optando per libri usati sostiene Gianluca Galli, titolare della Libreria Morlacchi di Perugia si può risparmiare dal 30 al 50% rispetto al prezzo di copertina». Sulle spese scolastiche, un’ indagine Federconsumatori indica un aumento medio dello 0,8% nel materiale scolastico e una riduzione dell’ 1% dei costi per libri di testo, considerando tre classi delle medie inferiori, licei e istituti tecnici. «Ci preoccupano i costi dei trasporti e delle mense aggiunge Petruzzi due questioni che sottoporremo all’ attenzione del garante per il diritto allo studio. Nel primo caso perché non è possibile che il gestore annunci solo pochi giorni prima dell’ inizio dell’ anno scolastico i costi degli abbonamenti. Quanto alle mense, ci auguriamo di non dover assistere a riti vergognosi consumati di fronte a bambini cui non viene servito il pranzo perché i genitori non hanno potuto pagare la retta». Per Petruzzi in questi casi occorre intervenire a monte. «Fino a una certa età il diritto allo studio va garantito, considerando anche che non tutte le famiglie possono permettersi di pagare un euro al giorno per la merenda: penso alle zone della crisi o a quelle terremotate dove non basta riaprire le scuole, ma mettere in condizione le famiglie di farle frequentare ai loro figli». Tornando ai prezzi del materiale scolastico, il Codacons Umbria stima aumenti tra il 2 e il 4% su astucci e altri accessori firmati. «Per uno zaino di marca si possono spendere anche 120 euro spiega la presidente, Carla Falcinelli per un astuccio completo di cancelleria fino a 40 euro, per un diario 20 euro. Per il materiale specifico, invitiamo le famiglie ad attendere le indicazioni dei docenti, onde evitare spese inutili, non comprando tutto subito, ma rinviando gli acquisti di materiale che non serve subito». Quanto ai libri, dalla Libreria Morlacchi si parla di lievi ritocchi, con gli editori che al massimo hanno apportato aumenti del 2%. «La maggior parte ha mantenuto il prezzo di copertina dello scorso anno», spiega Gianluca Galli. Risparmi possono arrivare più dall’ usato che dalla digitalizzazione. «Anche nei paesi anglosassoni non è decollata: un conto è l’ ausilio alla carta, un conto è la digitalizzazione completa che risulta dispersiva e non adatta agli studenti di superiore». Così, il testo reale resta centrale ma per una prima liceo linguistico, la spesa è di 340 euro che arriva a 600 coi vocabolari, superando quota 1.100 coi circa 520 euro di accessori. «Ma oggi gli studenti di superiore sono meno massificati, personalizzano l’ acquisto, optando per astucci ecologici o diari artigianali, non seguendo le mode e risparmiando un po’», aggiunge Galli. «Gli articoli di marca hanno prezzi alti, è vero, ma l’ offerta è notevole e fare un acquisto oculato è sempre possibile». Fabio Nucci.
fabio nucci
La Prealpina, 29/08/2018 05:01
Poca fiducia tra i consumatori
istatin allerta anche le imprese ma i punti vendita tradizionali migliorano
roma Peggiora ad agosto il clima di fiducia di famiglie e imprese. Secondo le rilevazioni dell’ Istat l’ indice che misura la fiducia dei consumatori è sceso da 116,2 di luglio a 115,2; mentre l’ indice composito del clima di fiducia delle imprese è passato da 105,3 a 103,8. La flessione dell’ indice di fiducia dei consumatori, spiega l’ Istat, è dovuta principalmente al deterioramento della componente economica (da 141,3 a 136,6), mentre quella personale aumenta per il secondo mese consecutivo passando da 107,8 a 108,5. Un calo contenuto caratterizza sia il clima corrente (da 113,3 a 112,8) che quello futuro (da 120,9 a 119,3). Guardando alle imprese, il clima di fiducia registra una dinamica negativa più accentuata nel settore manifatturiero (da 106,7 a 104,8) e nei servizi (da 105,9 a 104,7) rispetto alle costruzioni (da 139,9 a 139,3); in controtendenza invece il commercio al dettaglio dove l’ indice aumenta da 102,7 a 104,2. Nel comparto manifatturiero peggiorano sia i giudizi sugli ordini sia le attese sulla produzione; le scorte sono giudicate in accumulo rispetto al mese scorso. Nel settore delle costruzioni, si registra un nuovo peggioramento dei giudizi sugli ordini mentre le aspettative sull’ occupazione sono in aumento. Nei servizi, segnala ancora l’ Istat, la diminuzione dell’ indice di fiducia riflette una dinamica negativa dei giudizi sull’ andamento degli affari e delle attese sugli ordini; invece, segnali positivi provengono dai giudizi sugli ordini dove il saldo aumenta riportandosi sul livello dello scorso giugno. Per quanto riguarda il commercio al dettaglio, l’ aumento dell’ indice di fiducia è caratterizzato da un miglioramento dei giudizi sulle vendite diffuso sia nella grande distribuzione che nella distribuzione tradizionale. Il saldo delle scorte di magazzino è in diminuzione e le aspettative sulle vendite future sono in peggioramento. «Mancano ancora basi solide su cui fondare la ripresa, manovre che abbiano carattere strutturale e guardino al medio-lungo periodo. Per distrarre gli italiani da questa situazione oggi si parla solo di migranti, si paventano minacce provenienti dall’ esterno per distogliere lo sguardo da quella che è la vera, allarmante, tragedia del nostro Paese: la crescita delle disuguaglianze e l’ avanzare della povertà» afferma in una nota Federconsumatori, commentando i dati dell’ Istat sul peggioramento del clima di fiducia di famiglie e imprese. «Sarebbe ora che il Governo, abbandonati gli slogan da campagna elettorale, si metta concretamente al lavoro per contrastare attivamente questa tendenza, avviando politiche per la redistribuzione dei redditi e per il rilancio di un’ occupazione stabile e di qualità», sottolinea l’ associazione. La riduzione della fiducia dei consumatori «è un pessimo segnale» anche per il Codacons. «Gli italiani dimostrano preoccupazione per il futuro del paese e per la situazione economica generale».
Avvenire, 29/08/2018 04:51
Sale la preoccupazione di famiglie e imprese per l’ economia italiana
L’ Istat certifica un calo della fiducia ad agosto per entrambi gli indici. Pesano le tante incertezze Due campanelli d’ allarme sulla crescita suonati nel giro di 24 ore. Se il primo squillo dell’ altroieri però è arrivato da oltreconfine, con l’ allarme dell’ Ocse che ha segnalato come l’ italia sia l’ unico Paese tra quelli del G7 a registrare un rallentamento della ripresa nel secondo trimestre, il secondo di ieri è ‘casalingo’. L’ Istat segnala infatti un calo della fiducia di famiglie e imprese ad agosto. Un ‘sentiment’ in peggioramento in un contesto di crescente incertezza cui contribuiscono le incognite sulla prossima legge di Bilancio e le tensioni sul commercio internazionale. Secondo i dati diffusi dall’ Istituto di statistica l’ indice di fiducia delle imprese è sceso a 103,8 da 105,3 di luglio. Una discesa diffusa in tutti i settori, fatta eccezione per il commercio al dettaglio. In particolare, si è rivelato superiore alle attese il calo della fiducia delle imprese manifatturiere: l’ indice è infatti sceso a 104,8 da 106,7 di luglio, mentre la mediana delle stime suggeriva un discesa a 106,2. Quello di agosto è il dato peggiore da dicembre 2016. La flessione dell’ indice di fiducia dei spiega l’ Istat, è dovuta principalmente al deterioramento della componente economica (da 141,3 a 136,6), mentre quella personale aumenta per il secondo mese consecutivo passando da 107,8 a 108,5. Un calo contenuto caratterizza sia il clima corrente (da 113,3 a 112,8) che quello futuro (da 120,9 a 119,3). Con riferimento al settore dei servizi, la diminuzione dell’ indice di fiducia riflette una dinamica negativa dei giudizi sull’ andamento degli affari e delle attese sugli ordini; invece, segnali positivi provengono dai giudizi sugli ordini dove il saldo aumenta riportandosi sul livello dello scorso giugno. Per quanto riguarda il commercio al dettaglio, l’ aumento dell’ indice di fiducia è caratterizzato da un miglioramento dei giudizi sulle vendite diffuso ad entrambi i circuiti distributivi analizzati (grande distribuzione e distribuzione tradizionale); il saldo delle scorte di magazzino è in diminuzione e le aspettative sulle vendite future sono in peggioramento. Da parte di associazioni di consumatori e rappresentanti delle realtà commerciali arriva invece l’ invito a non sottovalutare le ultime rilevazioni Iconsumatori, stat. «Gli italiani dimostrano preoccupazione per il futuro del paese e per la situazione economica generale, abbattendo le proprie aspettative», dichiara Carlo Rienzi, presidente del Codacons. «Questi dati aggiunge – fotografano lo stato di ‘ansia’ dei consumatori ». Il Codacons teme in particolare rincari sui prezzi a settembre. Per l’ ufficio studi di Confcommercio il ridimensionamento della fiducia, registrato ad agosto, sia sul versante delle famiglie che delle imprese, «rappresenta un altro indizio preoccupante sullo stato di salute dell’ economia». Soprattutto sul versante imprenditoriale, nel quale la dinamica della fiducia è correlata a quella dell’ attività economica, «le percezioni testimoniano un rallentamento della produzione e, in particolare nell’ ambito manifatturiero, emergono segnali di accumulo di scorte». RIPRODUZIONE RISERVATA.
luca mazza
La Repubblica, 29/08/2018 04:39
marziani di luca bottura
Scontro tra Titanic
Di seguito, il verbale segreto dell’ incontro tra Orbán e Salvini. Salvini «Allora, prima di tutto vorrei sapere come avete fatto a uscire dall’ euro» . Orbán «Non siamo mai entrati». S. «Astuti». O. «Non ci volevano». S. «Ah». O. «Ma questo basta non dirlo e spacciarlo per una scelta. L’ hai già usato Soros per distrarre le masse?». S. «Come no. Ne parlo tutti i giorni. Il mio ragazzo dei social è una bomba». O. «Hai un ragazzo?». S. «Nel senso buono. Dobbiamo solo raccogliere un po’ più di consenso, poi i ricchioni cominceranno a divertirsi di meno». O. «Perfetto. Putin sarebbe d’ accordo». S. «Putin è d’ accordo». O. «Senti, il filo spinato alle frontiere, poi?». S. «Eh, ma noi abbiamo il mare». O. «Ma chi ha detto che devi metterlo davvero! Devi solo dirlo! Tanto si bevono tutto! Giornali? Silenziati?». S. «Gli togliamo il finanziamento». O. «Senti, lo so persino io che non c’ è il finanziamento». S. «Ma chi se ne accorge? Basta dirlo. L’ hai appena detto tu». O. «Buon punto. Comunque comincia a fare qualche querela temeraria, mettili in ridicolo, quand’ è il momento una bella leggina contro i giornalai ed è fatta». S. «Ci sto lavorando. Ma ne ho una migliore». O. «Meglio del bavaglio?». S. «Ho sequestrato un po’ di negri e mi sono fatto indagare. Così compatto i miei e abbatto il morale degli altri: tanto il tribunale dei ministri poi archivia tutto. E i giornali sono costretti a scriverlo anche perché, non che sia rilevante, ma è tutto vero». O. «Geniale. Vorrei averci pensato io. Come sta Conte?». S. «Chi?». Insieme: «Ahahahahaha». S. «Ok, scherzi a parte, facciamo presto ché devo andare a Cesenatico per premiare Miss maglietta bagnata. Rileggiamo l’ accordo». I qui presenti Salvini Matteo e Orbán Viktor, benedetti da Dio, dal Codacons, e dal , convengono di realizzare entro cinque anni: 1) Uscita dall’ euro, dalla Ue e dalla Fifa, in modo da permettere un campionato del mondo a due squadre e aumentare la possibilità di vittoria. 2) Costruzione di un muro alla frontiera ungherese, realizzato da imprese italiane. E viceversa. Ma quelle italiane in nero. 3) Per rispettare i principi costituzionali, tassazione progressiva nei due Paesi direttamente proporzionale all’ aumentare della pigmentazione epiteliale. 4) Nazionalizzazione di Rocco Siffredi e sua nomina a Cavaliere per aver favorito la distensione tra Italia e Ungheria. Più di una. 5) Sostegno reciproco contro le aggressioni esterne di: poteri forti, poteri deboli, poteri medi, gruppo Bilderberg, Trilaterale, Soros, Gentile, Cabrini, ebrei in genere. In caso di controversie farà fede il foro di Norimberga. Letto e sottoscritto. In data odierna. Hasta la cassöla siempre.
Il Messaggero, 29/08/2018 04:35
Calcio in tv, l’ Antitrust apre un’ istruttoria su Dazn e Sky
c’ è un procedimento dopo le segnalazioni dei consumatori
IL CASO ROMA I diritti tv tornano al centro della bufera. «Ci sentiamo defraudati dal nuovo assetto» urlano i consumatori che si sono rivolti al Codacons. Sulla questione è intervenuta l’ Antitrust che ha avviato due procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette e possibili violazioni dei diritti dei consumatori nei confronti di Sky e di Perform Investment Limited e Perform Media Services (ovvero Gruppo Perform con nome commerciale DAZN) con riferimento alla commercializzazione dei pacchetti delle partite di calcio per la stagione 2018/2019. Le prime due giornate di campionato hanno evidenziato una serie di criticità enormi che non rispecchiano affatto la promessa di un’ evoluzione tecnologica e di una maggiore concorrenza. PESSIMO SEGNALE Segnale in ritardo, interruzioni e immagini sgranate l’ esordio di Dazn ha scatenato l’ ira dei tifosi tanto che il nuovo canale è finito per diventare trend topic su tutti i social. Oggetto di attenzione l’ enfasi data dal claim «quando vuoi, dove vuoi», che mal si sposa con le limitazioni tecniche che potrebbero impedirne o renderne difficoltosa la fruizione. Dito puntato anche sullo sbandierato «mese gratuito senza contratto». In realtà si stipula un contratto per il quale è previsto il rinnovo automatico, con l’ obbligo di esercitare l’ eventuale recesso per non rinnovarlo. Inoltre, l’ iscrizione per la fruizione gratuita del primo mese comporta l’ automatico addebito dell’ importo per i mesi successivi, in quanto creando l’ account, si dà inconsapevolmente il proprio consenso all’ abbonamento al servizio. «Siamo disponibili a collaborare per fornire chiarimenti al riguardo» fa sapere Dazn. DOPPIO ABBONAMENTO La condotta di Sky e Dazn sarebbe «scorretta ai sensi del Codice del Consumo», in particolare ai sensi dell’ articolo 24 in quanto «esercita un indebito condizionamento sul tifoso ad aderire a ben due abbonamenti con un esborso maggiore in termini di denaro e ad usufruire comunque di un servizio di pessima qualità». Inoltre Sky risulterebbe doppiamente scorretta in quanto «costringe gli utenti a pagare l’ abbonamento per la Serie A allo stesso prezzo della scorsa stagione calcistica, non garantendo la trasmissione di tutto il campionato e non dichiarando sin da subito quali sono le partite che non verranno trasmesse» (Diritti venduti per fasce orarie e non per piattaforma). La pay-tv avrebbe indotto i clienti a rinnovare l’ abbonamento «nell’ erroneo convincimento che l’ offerta non fosse mutata». Il Garante lamenta anche che i clienti storici non sono stati informati «sulla possibilità di recedere il contratto senza penali, costi di disattivazione e senza la restituzione degli sconti fruiti». E ora qualcuno già rimpiange il no a Mediapro e all’ idea del canale della Lega. Emiliano Bernardini © RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Sicilia, 29/08/2018 04:30
in breve
Codacons«Asp e aziende ospedaliereno a rimescolamento manager»Il Codacons esprime in una nota «forte preoccupazione relativamente alle voci, sempre più insistenti che, riguardo alla prossime nuove nomine dei direttori generali delle aziende ospedaliere e dell’ Asp da parte della Regione Sicilia, parlano di possibili rotazioni di buona parte dei manager attualmente in carico». «In altre parole – dice il Codacons – si profilerebbe un ingiustificabile giro di valzer dei soliti noti per cambiare tutto senza cambiare niente. Il Codacons chiede quindi al presidente della Regione Nello Musumeci e all’ assessore alla Salute, Ruggero Razza, di intervenire prontamente al riguardo smentendo tali voci e assicurando ai cittadini che saranno adottati esclusivamente criteri meritocratici, senza riguardo ad appartenenze politiche, specie quelle di recente instaurazione e frutto di abili e odiosi salti della quaglia. È doveroso che ciò avvenga anche perché va solo così scardinato un sistema clientelare che vede proprio nella gestione continua del potere da parte dei soliti noti il male in cui alligna l’ inefficienza e la scarsa produttività del nostro servizio sanitario. Abbia la classe politica uno scatto di orgoglio ora e non dopo quando rimuovere determinati personaggi risulterà difficile e oneroso per la collettività».PolstradaControlli strade e autostrade Siamo alle ultime battute del grande movimento veicolare di agosto che vede, nell’ arco delle ventiquattrore e secondo i rilevamenti della polizia stradale, fuori porta circa 450mila mezzi in tutta la Sicilia orientale, con una media di tre persone a bordo. Oltre agli utenti che premono rientrando sulle autostrade e in direzione dei traghetti di Messina, sono tantissimi quelli che puntano ancora verso il mare e le spiagge. La Stradale sta impiegando giornalmente più di 40 equipaggi che sono appoggiati anche dall’ alto da elicotteri e apparecchi leggeri della Polizia del V reparto volo di Reggio Calabria. Potenziati al massimo pure autovelox e telelaser perché l’ eccesso di velocità è forse, una delle più gravi ed inquietanti infrazioni, insieme al mancato uso della cintura di sicurezza.CondoglianzeSi è spenta Maria GuardoSi è spenta lunedì, a 74 anni, la signora Maria Guardo, madre del collega Francesco Lamiani. Impegnata nel sociale e nell’ attività parrocchiale a Gravina, è stata donna, mamma e nonna esemplare. Al marito, Domenico, ai figli, Francesco, Sergio, Elisa, le condoglianze de “La Sicilia”. I funerali si terranno oggi, alle 16,30 nella chiesa Madre di Gravina.
L’Unione Sarda, 29/08/2018 04:21
i dati istat il calo rispetto a luglio. il codacons: italiani preoccupati per il futuro
L’ ansia di cittadini e imprese
in agosto peggiora il clima di fiducia, i consumi soffrono
ROMA L’ estate non basta a sostenere l’ umore di famiglie e imprese italiane. L’ Istat rileva ad agosto un calo della fiducia sia delle aziende sia dei consumatori. In particolare, crescono tra questi ultimi coloro i quali vedono un deterioramento della componente economica, che li porta a vedere un presente e un futuro meno rosei. Le associazioni dei consumatori parlano di un «pessimo segnale» per il Pil e ritengono che il calo di fiducia peserà sui consumi. Anche gli esercenti sono preoccupati e temono per la salute dell’ economia. I DATI L’ Istat stima un peggioramento del clima di fiducia dei consumatori rispetto a luglio, da 116,2 a 115,2 punti, mentre per l’ indice composito delle imprese la flessione è da 105,3 a 103,8. Nei settori produttivi, oltre alla flessione registrata per l’ industria, è da rilevare come l’ indice di fiducia dei servizi, in calo rispetto a luglio, si attesti al di sotto del livello medio registrato nell’ ultimo semestre del 2017 pur mantenendo un livello «storicamente elevato». Nell’ ambito dei servizi, l’ Istat vede comunque una dinamica «vivace» per i servizi di informazione e comunicazione e per quelli turistici. Forse anche per i venti protezionistici che spirano sul commercio globale, che potrebbero influenzare l’ export, il clima di fiducia registra una dinamica negativa più accentuata nel settore manifatturiero, con l’ indice che flette ad agosto da 106,7 a 104,8. Nel commercio al dettaglio, la fiducia è a sorpresa in aumento, anche se peggiorano le aspettative sulle vendite future. LE REAZIONI «Gli italiani dimostrano preoccupazione per il futuro del paese e per la situazione economica generale, abbattendo le proprie aspettative», dichiara Carlo Rienzi, presidente del Codacons. «I dati Istat sulla fiducia – aggiunge – fotografano lo stato di “ansia” dei consumatori». L’ Ufficio studi di Confcommercio fa notare che «soprattutto sul versante imprenditoriale, nel quale la dinamica della fiducia è correlata a quella dell’ attività economica, le percezioni testimoniano un rallentamento della produzione». IL PROSSIMO FUTURO Dichiara Confesercenti in una nota: «Un calo preoccupante, ancora di più alla luce delle revisioni al ribasso della crescita italiana diffuse in questi giorni, e che conferma le difficoltà a stabilizzarsi verso l’ alto delle prospettive economiche del Paese». E aggiunge: «Per evitare che un’ estate incerta si trasformi in un autunno gelato, serve un segnale forte di discontinuità in occasione dell’ ormai prossima legge di bilancio: cittadini e imprese attendono, oltre al blocco degli aumenti Iva imposti dalle clausole di salvaguardia, la svolta necessaria ed inevitabile della rivoluzione fiscale».
Cronaca Qui, 29/08/2018 04:05
il caso l’ appello delle associazioni dei librai: «servono misure di sostegno alla spesa dei genitori»
Zainetto, diario, libri e portapenne Un salasso da 526 euro a famiglia
Ô Quello che in Piemonte si prepara a cominciare il 10 settembre, sarà un anno scolastico più caro del precedente. Almeno per le famiglie che dovranno sostenere quelle spese irrinunciabili per libri, astucci, diari, quaderni e blocchi da disegno. Una “lista della spesa” che secondo l’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha registrato un aumento medio dello 0,8% rispetto al 2017 arrivando a un totale di 526 euro. Nella classifica degli aumenti, quest’ anno, il primo posto spetta agli astucci e diari legati ai beniamini dei cartoni animati. ma per libri e due dizionari i genitori dovranno sborsare poco più di 456 euro a studente, ovvero, l’ 1,1% in meno rispetto all’ anno scorso. Altri numeri dà il Codacons, secondo cui la spesa non dovrebbe superare in media 506 euro per l’ acquisto di diari e quaderni “low cost” fino a zaini e astucci delle marche più in voga momento e sempre più richieste dai giovanissimi. Il Codacons, infatti, calcola per il corredo scolastico un incremento medio dal 2% al 4% rispetto al 2017, per cui il discrimine è sempre rappresentato dal materiale più o meno “griffato”. Uno zaino di marca, infatti, può arrivare fino a 120 euro, mentre per un astuccio con penna, matita, gomma da cancellare e pennarelli, la spesa arriva a 40 euro. Un discorso a parte, invece, vale per i libri di testo che costano meno di un caffè al giorno: 0,51 euro in media per un figlio alle scuole medie, cifra che per l’ intero ciclo delle superiori sale a 0,64 euro, al netto di vocabolari e testi consigliati. Questo il quadro tracciato da Rinascita Informatica per conto di AliConfcommercio. Il prezzo dei libri viene stabilito dall’ editore ed è valido per tutto l’ anno solare vincolando tutta la filiera distributiva e garantendo così famiglie, studenti e insegnanti; gli editori depositano i propri listini al Miur. «La scuola è per i nostri figli un’ opportunità di crescita e un percorso che li porterà un domani ad essere cittadini del mondo» sottolinea il presidente di AliConfcommercio, Paolo Ambrosini. «I libri di testo in questo percorso di crescita e formazione sono un importante strumento e credo che anziché criticarne il costo sarebbe più utile richiederne il reale utilizzo, dato che non esiste l’ obbligo dell’ adozione. Ciò premesso, come librai italiani siamo da sempre convinti che le famiglie debbano essere sostenute nell’ impegno educativo dei loro figli con forme di detrazione fiscale al pari, ad esempio, delle spese mediche e per la palestra. Sono anni che proponiamo questa misura, ma sempre ci viene detto che costa troppo, poi però ogni anno leggiamo che i soldi per altri interventi ci sono» chiosa Ambrosini. Per il presidente di Adiconsum, Carlo De Masi, «il rispetto dei tetti di spesa e l’ adozione di strumenti alternativi e di materiale didattico digitale, se correttamente attuati, possono consentire una limitazione significativa dei costi». Il presidente di Federcartolai Confcommercio, Medardo Montaguti ricorda che «grazie ad un rinnovato accordo con il Miur, per tutti gli studenti possessori della Carta dello Studente, verrà riservato uno sconto generico del 10% su tutti i prodotti di cancelleria». Nella fattispecie, uno studente del primo anno delle medie spenderà 279,17 euro, 135,68 in seconda e 140,43 euro in terza. Il biennio delle superiori comincia con 302,63 euro e scende in seconda a 161,92 euro. Nel triennio la spesa è di 280,15 euro in terza, 207,39 in quarta e 217,79 in quinta. Enrico Romanetto.
Il Tirreno, 29/08/2018 04:03
secondo federconsumatori, gli aumenti totali potranno sfiorare i 1.700 euro per famiglia maggiorazioni anche in bolletta. e andare a scuola costerà caro: fino a mille euro per studente
Pane, libri, carburante e telefoni Pioggia di rincari dopo le vacanze
in 5 punti Daniele LettigManca ancora qualche giorno a settembre e molti italiani sono ancora in vacanza, ma le associazioni dei consumatori hanno già iniziato a fare i conti dei rincari. Che secondo Federconsumatori potranno arrivare fino a 1.700 euro per famiglia, sommando prodotti per la scuola, alimentari, bollette e la seconda rata della Tari. Con in più lo spettro dell’ aumento dell’ Iva: + 24,2 % che scatterà in automatico se il governo non riuscirà a trovare nella legge di bilancio i 12,4 miliardi necessari a evitarlo.1 ScuolaIl rincaro dei prodotti scolastici, secondo Federconsumatori, sarà dello 0,8% rispetto a un anno fa, per una spesa di 526 euro per ogni studente. Un rincaro moderato che per l’ associazione si deve alla diminuzione (- 1,1%) del costo di libri di testo e dizionari, che bilancerebbe gli aumenti di zaini e cancelleria. Più pessimista la posizione del Codacons, secondo cui i libri non costeranno meno, mentre i prodotti “firmati”, cioè legati a squadre di calcio, cartoni animati o serie famose – di solito quelli prediletti dai ragazzi – saranno più cari del 4%. In base a queste scelte e al tipo di scuola, è la conclusione, il preventivo di spesa può arrivare a oltre 1000 euro per ragazzo. 2 AlimentariSempre secondo il Codacons, sarà un autunno salato anche per quanto riguarda i prezzi dei prodotti alimentari: in particolare dei derivati del grano. La causa è la siccità – seguita a un inverno gelido – che quest’ estate ha colpito i principali paesi produttori di frumento, con una diminuzione fino al 20 per cento delle riserve globali di grano tenero, quello impiegato per pane e biscotti, e uno più moderato del grano duro. «Una famiglia media spende in Italia circa 76 euro al mese per pane e cereali, e il giro d’ affari legato al solo pane raggiunge nel nostro paese gli 8 miliardi di euro annui», ha spiegato il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi. «Il grano è alla base della nostra dieta quotidiana al punto che un rialzo dei listini al dettaglio del 5 % per i prodotti trasformati, determinerebbe una maggiore spesa di 45 euro annui a famiglia – prosegue – Una stangata da 2,7 miliardi di euro per gli italiani». 3 Carburanti Per benzina e gasolio non dovrebbero esserci rincari a brevissimo termine: il prezzo del petrolio è rimasto stazionario. Durante l’ autunno, tuttavia, la previsione è che il costo di un barile di greggio ricomincerà a salire, influenzando immediatamente quello dei carburanti e – in tempi un po’ più lunghi – quello di riscaldamento e corrente elettrica. 4 BolletteGià lo scorso giugno, proprio luce e gas erano aumentati rispettivamente dell’ 8,2 e del 6,5 per cento, e nei prossimi mesi potrebbero esserci ulteriori rincari, provocati dalla siccità estiva (che ha fatto salire il prezzo all’ ingrosso dell’ energia), e dall’ abolizione, a partire dal 1° gennaio 2019, della tariffa progressiva: un sistema che prevede prezzi in aumento in base al crescere dei consumi, sfavorendo quindi le famiglie numerose, ma che una volta abolito potrebbe causare un esborso maggiore per i clienti con bassi consumi. 5 TelefoniaQualche aggiustamento al rialzo ci sarà anche per le tariffe telefoniche, nonostante le strategie aggressive messe in campo dalle principali compagnie per controbattere alle competitive del nuovo operatore mobile Iliad. A partire dal 3 settembre, i possessori di una sim ricaricabile Vodafone pagheranno 1,99 euro in più, in cambio del passaggio del traffico Voce da 1000 minuti al mese a una durata illimitata. Per chi ha una sim dati, il rincaro sarà invece di 4 euro a fronte di qualche servizio aggiuntivo. Wind, invece, ha previsto dal 20 settembre un addebito di 2 euro per la spedizione della fattura cartacea, mentre dal 5 ottobre il costo delle offerte di rete fissa aumenterà di 2,5 euro al mese. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
Quotidiano di Puglia, 29/08/2018 03:45
i rincari federconsumatori e codacons fanno i conti in tasca alle famiglie
Più di mille euro per libri e zaini «Mai una stangata così salata»
Con l’ avvicinarsi della riapertura delle scuole, le associazioni dei consumatori tornano a calcolare se e quanto aumenteranno i costi dei corredi scolastici e dei libri di testo e ad ipotizzare le stangate che si preparano per le famiglie a settembre. Secondo Federconsumatori, quest’ anno costerà intorno ai 526 euro il corredo scolastico per ogni singolo studente, con un incremento dello 0,8% rispetto al 2017. Nella classifica degli aumenti quest’ anno il primo posto spetta agli astucci e diari legati ai beniamini dei cartoni animati, mentre per i libri e 2 dizionari i genitori dovranno sborsare poco più di 456 euro a ragazzo, vale a dire l’ 1,1% in meno rispetto all’ anno scorso. Più pesanti gli aumenti per astucci, zaini e materiale scolastico e anche per i libri di testo secondo il Codacons: nei negozi e nei supermercati di tutta Italia già da giorni è comparso tutto l’ occorrente per la scuola – ricorda l’ associazione – si va da diari e quaderni «low cost» a zaini e astucci griffatissimi con le marche del momento, sempre più richieste dai giovanissimi. In base alle prime stime l’ associazione per i diritti dei consumatori calcola per il corredo scolastico (penne, diari, quaderni, zaini, astucci, ecc.) rispetto al 2017, un incremento medio del +2%, rincaro che raggiunge il +4% per il materiale «griffato», ossia le marche più richieste dai giovanissimi perché legate a squadre sportive, cartoni animati, bambole o personaggi e serie famosi. Il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 120 euro, mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penna, matita, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa arriva quest’ anno a 40 euro – analizza il Codacons – Altra voce che incide sulla spesa per il corredo è quella relativa al diario, che sfiora i 20 euro per le marche più note. L’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’ anno scolastico 2018/2019 – secondo l’ associazione – quota 520 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola. Contrariamente a Federconsumatori, che parla di un leggero risparmio per l’ acquisto dei testi scolastici, il Codacons smentisce la possibilità di sensibili riduzioni e anzi si prevede un esborso economico maggiore a carico delle famiglie rispetto lo scorso anno scolastico. Tra corredo e libri di testo – denuncia il Codacons – la spesa complessiva può facilmente superare i 1.100 euro a studente, una vera e propria stangata per le tasche degli italiani.
La Nuova di Venezia e Mestre, 29/08/2018 03:32
secondo federconsumatori, gli aumenti totali potranno sfiorare i 1.700 euro per famiglia maggiorazioni anche in bolletta. e andare a scuola costerà caro: fino a mille euro per studente
Pane, libri, carburante e telefoni Pioggia di rincari dopo le vacanze
in 5 punti Daniele LettigManca ancora qualche giorno a settembre e molti italiani sono ancora in vacanza, ma le associazioni dei consumatori hanno già iniziato a fare i conti dei rincari. Che secondo Federconsumatori potranno arrivare fino a 1.700 euro per famiglia, sommando prodotti per la scuola, alimentari, bollette e la seconda rata della Tari. Con in più lo spettro dell’ aumento dell’ Iva: + 24,2 % che scatterà in automatico se il governo non riuscirà a trovare nella legge di bilancio i 12,4 miliardi necessari a evitarlo.1 ScuolaIl rincaro dei prodotti scolastici, secondo Federconsumatori, sarà dello 0,8% rispetto a un anno fa, per una spesa di 526 euro per ogni studente. Un rincaro moderato che per l’ associazione si deve alla diminuzione (- 1,1%) del costo di libri di testo e dizionari, che bilancerebbe gli aumenti di zaini e cancelleria. Più pessimista la posizione del Codacons, secondo cui i libri non costeranno meno, mentre i prodotti “firmati”, cioè legati a squadre di calcio, cartoni animati o serie famose – di solito quelli prediletti dai ragazzi – saranno più cari del 4%. In base a queste scelte e al tipo di scuola, è la conclusione, il preventivo di spesa può arrivare a oltre 1000 euro per ragazzo. 2 AlimentariSempre secondo il Codacons, sarà un autunno salato anche per quanto riguarda i prezzi dei prodotti alimentari: in particolare dei derivati del grano. La causa è la siccità – seguita a un inverno gelido – che quest’ estate ha colpito i principali paesi produttori di frumento, con una diminuzione fino al 20 per cento delle riserve globali di grano tenero, quello impiegato per pane e biscotti, e uno più moderato del grano duro. «Una famiglia media spende in Italia circa 76 euro al mese per pane e cereali, e il giro d’ affari legato al solo pane raggiunge nel nostro paese gli 8 miliardi di euro annui», ha spiegato il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi. «Il grano è alla base della nostra dieta quotidiana al punto che un rialzo dei listini al dettaglio del 5 % per i prodotti trasformati, determinerebbe una maggiore spesa di 45 euro annui a famiglia – prosegue – Una stangata da 2,7 miliardi di euro per gli italiani». 3 Carburanti Per benzina e gasolio non dovrebbero esserci rincari a brevissimo termine: il prezzo del petrolio è rimasto stazionario. Durante l’ autunno, tuttavia, la previsione è che il costo di un barile di greggio ricomincerà a salire, influenzando immediatamente quello dei carburanti e – in tempi un po’ più lunghi – quello di riscaldamento e corrente elettrica. 4 BolletteGià lo scorso giugno, proprio luce e gas erano aumentati rispettivamente dell’ 8,2 e del 6,5 per cento, e nei prossimi mesi potrebbero esserci ulteriori rincari, provocati dalla siccità estiva (che ha fatto salire il prezzo all’ ingrosso dell’ energia), e dall’ abolizione, a partire dal 1° gennaio 2019, della tariffa progressiva: un sistema che prevede prezzi in aumento in base al crescere dei consumi, sfavorendo quindi le famiglie numerose, ma che una volta abolito potrebbe causare un esborso maggiore per i clienti con bassi consumi. 5 TelefoniaQualche aggiustamento al rialzo ci sarà anche per le tariffe telefoniche, nonostante le strategie aggressive messe in campo dalle principali compagnie per controbattere alle competitive del nuovo operatore mobile Iliad. A partire dal 3 settembre, i possessori di una sim ricaricabile Vodafone pagheranno 1,99 euro in più, in cambio del passaggio del traffico Voce da 1000 minuti al mese a una durata illimitata. Per chi ha una sim dati, il rincaro sarà invece di 4 euro a fronte di qualche servizio aggiuntivo. Wind, invece, ha previsto dal 20 settembre un addebito di 2 euro per la spedizione della fattura cartacea, mentre dal 5 ottobre il costo delle offerte di rete fissa aumenterà di 2,5 euro al mese. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
La Nuova Ferrara, 29/08/2018 03:31
secondo federconsumatori, gli aumenti totali potranno sfiorare i 1.700 euro per famiglia maggiorazioni anche in bolletta. e andare a scuola costerà caro: fino a mille euro per studente
Pane, libri, carburante e telefoni Pioggia di rincari dopo le vacanze
in 5 punti Daniele LettigManca ancora qualche giorno a settembre e molti italiani sono ancora in vacanza, ma le associazioni dei consumatori hanno già iniziato a fare i conti dei rincari. Che secondo Federconsumatori potranno arrivare fino a 1.700 euro per famiglia, sommando prodotti per la scuola, alimentari, bollette e la seconda rata della Tari. Con in più lo spettro dell’ aumento dell’ Iva: + 24,2 % che scatterà in automatico se il governo non riuscirà a trovare nella legge di bilancio i 12,4 miliardi necessari a evitarlo.1 ScuolaIl rincaro dei prodotti scolastici, secondo Federconsumatori, sarà dello 0,8% rispetto a un anno fa, per una spesa di 526 euro per ogni studente. Un rincaro moderato che per l’ associazione si deve alla diminuzione (- 1,1%) del costo di libri di testo e dizionari, che bilancerebbe gli aumenti di zaini e cancelleria. Più pessimista la posizione del Codacons, secondo cui i libri non costeranno meno, mentre i prodotti “firmati”, cioè legati a squadre di calcio, cartoni animati o serie famose – di solito quelli prediletti dai ragazzi – saranno più cari del 4%. In base a queste scelte e al tipo di scuola, è la conclusione, il preventivo di spesa può arrivare a oltre 1000 euro per ragazzo. 2 AlimentariSempre secondo il Codacons, sarà un autunno salato anche per quanto riguarda i prezzi dei prodotti alimentari: in particolare dei derivati del grano. La causa è la siccità – seguita a un inverno gelido – che quest’ estate ha colpito i principali paesi produttori di frumento, con una diminuzione fino al 20 per cento delle riserve globali di grano tenero, quello impiegato per pane e biscotti, e uno più moderato del grano duro. «Una famiglia media spende in Italia circa 76 euro al mese per pane e cereali, e il giro d’ affari legato al solo pane raggiunge nel nostro paese gli 8 miliardi di euro annui», ha spiegato il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi. «Il grano è alla base della nostra dieta quotidiana al punto che un rialzo dei listini al dettaglio del 5 % per i prodotti trasformati, determinerebbe una maggiore spesa di 45 euro annui a famiglia – prosegue – Una stangata da 2,7 miliardi di euro per gli italiani». 3 Carburanti Per benzina e gasolio non dovrebbero esserci rincari a brevissimo termine: il prezzo del petrolio è rimasto stazionario. Durante l’ autunno, tuttavia, la previsione è che il costo di un barile di greggio ricomincerà a salire, influenzando immediatamente quello dei carburanti e – in tempi un po’ più lunghi – quello di riscaldamento e corrente elettrica. 4 BolletteGià lo scorso giugno, proprio luce e gas erano aumentati rispettivamente dell’ 8,2 e del 6,5 per cento, e nei prossimi mesi potrebbero esserci ulteriori rincari, provocati dalla siccità estiva (che ha fatto salire il prezzo all’ ingrosso dell’ energia), e dall’ abolizione, a partire dal 1° gennaio 2019, della tariffa progressiva: un sistema che prevede prezzi in aumento in base al crescere dei consumi, sfavorendo quindi le famiglie numerose, ma che una volta abolito potrebbe causare un esborso maggiore per i clienti con bassi consumi. 5 TelefoniaQualche aggiustamento al rialzo ci sarà anche per le tariffe telefoniche, nonostante le strategie aggressive messe in campo dalle principali compagnie per controbattere alle competitive del nuovo operatore mobile Iliad. A partire dal 3 settembre, i possessori di una sim ricaricabile Vodafone pagheranno 1,99 euro in più, in cambio del passaggio del traffico Voce da 1000 minuti al mese a una durata illimitata. Per chi ha una sim dati, il rincaro sarà invece di 4 euro a fronte di qualche servizio aggiuntivo. Wind, invece, ha previsto dal 20 settembre un addebito di 2 euro per la spedizione della fattura cartacea, mentre dal 5 ottobre il costo delle offerte di rete fissa aumenterà di 2,5 euro al mese. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
Gazzetta di Reggio, 29/08/2018 03:31
secondo federconsumatori, gli aumenti totali potranno sfiorare i 1.700 euro per famiglia maggiorazioni anche in bolletta. e andare a scuola costerà caro: fino a mille euro per studente
Pane, libri, carburante e telefoni Pioggia di rincari dopo le vacanze
in 5 punti Daniele LettigManca ancora qualche giorno a settembre e molti italiani sono ancora in vacanza, ma le associazioni dei consumatori hanno già iniziato a fare i conti dei rincari. Che secondo Federconsumatori potranno arrivare fino a 1.700 euro per famiglia, sommando prodotti per la scuola, alimentari, bollette e la seconda rata della Tari. Con in più lo spettro dell’ aumento dell’ Iva: + 24,2 % che scatterà in automatico se il governo non riuscirà a trovare nella legge di bilancio i 12,4 miliardi necessari a evitarlo.1 ScuolaIl rincaro dei prodotti scolastici, secondo Federconsumatori, sarà dello 0,8% rispetto a un anno fa, per una spesa di 526 euro per ogni studente. Un rincaro moderato che per l’ associazione si deve alla diminuzione (- 1,1%) del costo di libri di testo e dizionari, che bilancerebbe gli aumenti di zaini e cancelleria. Più pessimista la posizione del Codacons, secondo cui i libri non costeranno meno, mentre i prodotti “firmati”, cioè legati a squadre di calcio, cartoni animati o serie famose – di solito quelli prediletti dai ragazzi – saranno più cari del 4%. In base a queste scelte e al tipo di scuola, è la conclusione, il preventivo di spesa può arrivare a oltre 1000 euro per ragazzo. 2 AlimentariSempre secondo il Codacons, sarà un autunno salato anche per quanto riguarda i prezzi dei prodotti alimentari: in particolare dei derivati del grano. La causa è la siccità – seguita a un inverno gelido – che quest’ estate ha colpito i principali paesi produttori di frumento, con una diminuzione fino al 20 per cento delle riserve globali di grano tenero, quello impiegato per pane e biscotti, e uno più moderato del grano duro. «Una famiglia media spende in Italia circa 76 euro al mese per pane e cereali, e il giro d’ affari legato al solo pane raggiunge nel nostro paese gli 8 miliardi di euro annui», ha spiegato il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi. «Il grano è alla base della nostra dieta quotidiana al punto che un rialzo dei listini al dettaglio del 5 % per i prodotti trasformati, determinerebbe una maggiore spesa di 45 euro annui a famiglia – prosegue – Una stangata da 2,7 miliardi di euro per gli italiani». 3 Carburanti Per benzina e gasolio non dovrebbero esserci rincari a brevissimo termine: il prezzo del petrolio è rimasto stazionario. Durante l’ autunno, tuttavia, la previsione è che il costo di un barile di greggio ricomincerà a salire, influenzando immediatamente quello dei carburanti e – in tempi un po’ più lunghi – quello di riscaldamento e corrente elettrica. 4 BolletteGià lo scorso giugno, proprio luce e gas erano aumentati rispettivamente dell’ 8,2 e del 6,5 per cento, e nei prossimi mesi potrebbero esserci ulteriori rincari, provocati dalla siccità estiva (che ha fatto salire il prezzo all’ ingrosso dell’ energia), e dall’ abolizione, a partire dal 1° gennaio 2019, della tariffa progressiva: un sistema che prevede prezzi in aumento in base al crescere dei consumi, sfavorendo quindi le famiglie numerose, ma che una volta abolito potrebbe causare un esborso maggiore per i clienti con bassi consumi. 5 TelefoniaQualche aggiustamento al rialzo ci sarà anche per le tariffe telefoniche, nonostante le strategie aggressive messe in campo dalle principali compagnie per controbattere alle competitive del nuovo operatore mobile Iliad. A partire dal 3 settembre, i possessori di una sim ricaricabile Vodafone pagheranno 1,99 euro in più, in cambio del passaggio del traffico Voce da 1000 minuti al mese a una durata illimitata. Per chi ha una sim dati, il rincaro sarà invece di 4 euro a fronte di qualche servizio aggiuntivo. Wind, invece, ha previsto dal 20 settembre un addebito di 2 euro per la spedizione della fattura cartacea, mentre dal 5 ottobre il costo delle offerte di rete fissa aumenterà di 2,5 euro al mese. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
La Sentinella del Canavese, 29/08/2018 03:31
secondo federconsumatori, gli aumenti totali potranno sfiorare i 1.700 euro per famiglia maggiorazioni anche in bolletta. e andare a scuola costerà caro: fino a mille euro per studente
Pane, libri, carburante e telefoni Pioggia di rincari dopo le vacanze
in 5 punti Daniele LettigManca ancora qualche giorno a settembre e molti italiani sono ancora in vacanza, ma le associazioni dei consumatori hanno già iniziato a fare i conti dei rincari. Che secondo Federconsumatori potranno arrivare fino a 1.700 euro per famiglia, sommando prodotti per la scuola, alimentari, bollette e la seconda rata della Tari. Con in più lo spettro dell’ aumento dell’ Iva: + 24,2 % che scatterà in automatico se il governo non riuscirà a trovare nella legge di bilancio i 12,4 miliardi necessari a evitarlo.1 ScuolaIl rincaro dei prodotti scolastici, secondo Federconsumatori, sarà dello 0,8% rispetto a un anno fa, per una spesa di 526 euro per ogni studente. Un rincaro moderato che per l’ associazione si deve alla diminuzione (- 1,1%) del costo di libri di testo e dizionari, che bilancerebbe gli aumenti di zaini e cancelleria. Più pessimista la posizione del Codacons, secondo cui i libri non costeranno meno, mentre i prodotti “firmati”, cioè legati a squadre di calcio, cartoni animati o serie famose – di solito quelli prediletti dai ragazzi – saranno più cari del 4%. In base a queste scelte e al tipo di scuola, è la conclusione, il preventivo di spesa può arrivare a oltre 1000 euro per ragazzo. 2 AlimentariSempre secondo il Codacons, sarà un autunno salato anche per quanto riguarda i prezzi dei prodotti alimentari: in particolare dei derivati del grano. La causa è la siccità – seguita a un inverno gelido – che quest’ estate ha colpito i principali paesi produttori di frumento, con una diminuzione fino al 20 per cento delle riserve globali di grano tenero, quello impiegato per pane e biscotti, e uno più moderato del grano duro. «Una famiglia media spende in Italia circa 76 euro al mese per pane e cereali, e il giro d’ affari legato al solo pane raggiunge nel nostro paese gli 8 miliardi di euro annui», ha spiegato il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi. «Il grano è alla base della nostra dieta quotidiana al punto che un rialzo dei listini al dettaglio del 5 % per i prodotti trasformati, determinerebbe una maggiore spesa di 45 euro annui a famiglia – prosegue – Una stangata da 2,7 miliardi di euro per gli italiani». 3 Carburanti Per benzina e gasolio non dovrebbero esserci rincari a brevissimo termine: il prezzo del petrolio è rimasto stazionario. Durante l’ autunno, tuttavia, la previsione è che il costo di un barile di greggio ricomincerà a salire, influenzando immediatamente quello dei carburanti e – in tempi un po’ più lunghi – quello di riscaldamento e corrente elettrica. 4 BolletteGià lo scorso giugno, proprio luce e gas erano aumentati rispettivamente dell’ 8,2 e del 6,5 per cento, e nei prossimi mesi potrebbero esserci ulteriori rincari, provocati dalla siccità estiva (che ha fatto salire il prezzo all’ ingrosso dell’ energia), e dall’ abolizione, a partire dal 1° gennaio 2019, della tariffa progressiva: un sistema che prevede prezzi in aumento in base al crescere dei consumi, sfavorendo quindi le famiglie numerose, ma che una volta abolito potrebbe causare un esborso maggiore per i clienti con bassi consumi. 5 TelefoniaQualche aggiustamento al rialzo ci sarà anche per le tariffe telefoniche, nonostante le strategie aggressive messe in campo dalle principali compagnie per controbattere alle competitive del nuovo operatore mobile Iliad. A partire dal 3 settembre, i possessori di una sim ricaricabile Vodafone pagheranno 1,99 euro in più, in cambio del passaggio del traffico Voce da 1000 minuti al mese a una durata illimitata. Per chi ha una sim dati, il rincaro sarà invece di 4 euro a fronte di qualche servizio aggiuntivo. Wind, invece, ha previsto dal 20 settembre un addebito di 2 euro per la spedizione della fattura cartacea, mentre dal 5 ottobre il costo delle offerte di rete fissa aumenterà di 2,5 euro al mese. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
La Tribuna di Treviso, 29/08/2018 03:31
secondo federconsumatori, gli aumenti totali potranno sfiorare i 1.700 euro per famiglia maggiorazioni anche in bolletta. e andare a scuola costerà caro: fino a mille euro per studente
Pane, libri, carburante e telefoni Pioggia di rincari dopo le vacanze
in 5 punti Daniele LettigManca ancora qualche giorno a settembre e molti italiani sono ancora in vacanza, ma le associazioni dei consumatori hanno già iniziato a fare i conti dei rincari. Che secondo Federconsumatori potranno arrivare fino a 1.700 euro per famiglia, sommando prodotti per la scuola, alimentari, bollette e la seconda rata della Tari. Con in più lo spettro dell’ aumento dell’ Iva: + 24,2 % che scatterà in automatico se il governo non riuscirà a trovare nella legge di bilancio i 12,4 miliardi necessari a evitarlo.1 ScuolaIl rincaro dei prodotti scolastici, secondo Federconsumatori, sarà dello 0,8% rispetto a un anno fa, per una spesa di 526 euro per ogni studente. Un rincaro moderato che per l’ associazione si deve alla diminuzione (- 1,1%) del costo di libri di testo e dizionari, che bilancerebbe gli aumenti di zaini e cancelleria. Più pessimista la posizione del Codacons, secondo cui i libri non costeranno meno, mentre i prodotti “firmati”, cioè legati a squadre di calcio, cartoni animati o serie famose – di solito quelli prediletti dai ragazzi – saranno più cari del 4%. In base a queste scelte e al tipo di scuola, è la conclusione, il preventivo di spesa può arrivare a oltre 1000 euro per ragazzo. 2 AlimentariSempre secondo il Codacons, sarà un autunno salato anche per quanto riguarda i prezzi dei prodotti alimentari: in particolare dei derivati del grano. La causa è la siccità – seguita a un inverno gelido – che quest’ estate ha colpito i principali paesi produttori di frumento, con una diminuzione fino al 20 per cento delle riserve globali di grano tenero, quello impiegato per pane e biscotti, e uno più moderato del grano duro. «Una famiglia media spende in Italia circa 76 euro al mese per pane e cereali, e il giro d’ affari legato al solo pane raggiunge nel nostro paese gli 8 miliardi di euro annui», ha spiegato il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi. «Il grano è alla base della nostra dieta quotidiana al punto che un rialzo dei listini al dettaglio del 5 % per i prodotti trasformati, determinerebbe una maggiore spesa di 45 euro annui a famiglia – prosegue – Una stangata da 2,7 miliardi di euro per gli italiani». 3 Carburanti Per benzina e gasolio non dovrebbero esserci rincari a brevissimo termine: il prezzo del petrolio è rimasto stazionario. Durante l’ autunno, tuttavia, la previsione è che il costo di un barile di greggio ricomincerà a salire, influenzando immediatamente quello dei carburanti e – in tempi un po’ più lunghi – quello di riscaldamento e corrente elettrica. 4 BolletteGià lo scorso giugno, proprio luce e gas erano aumentati rispettivamente dell’ 8,2 e del 6,5 per cento, e nei prossimi mesi potrebbero esserci ulteriori rincari, provocati dalla siccità estiva (che ha fatto salire il prezzo all’ ingrosso dell’ energia), e dall’ abolizione, a partire dal 1° gennaio 2019, della tariffa progressiva: un sistema che prevede prezzi in aumento in base al crescere dei consumi, sfavorendo quindi le famiglie numerose, ma che una volta abolito potrebbe causare un esborso maggiore per i clienti con bassi consumi. 5 TelefoniaQualche aggiustamento al rialzo ci sarà anche per le tariffe telefoniche, nonostante le strategie aggressive messe in campo dalle principali compagnie per controbattere alle competitive del nuovo operatore mobile Iliad. A partire dal 3 settembre, i possessori di una sim ricaricabile Vodafone pagheranno 1,99 euro in più, in cambio del passaggio del traffico Voce da 1000 minuti al mese a una durata illimitata. Per chi ha una sim dati, il rincaro sarà invece di 4 euro a fronte di qualche servizio aggiuntivo. Wind, invece, ha previsto dal 20 settembre un addebito di 2 euro per la spedizione della fattura cartacea, mentre dal 5 ottobre il costo delle offerte di rete fissa aumenterà di 2,5 euro al mese. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
Il Mattino di Padova, 29/08/2018 03:31
secondo federconsumatori, gli aumenti totali potranno sfiorare i 1.700 euro per famiglia maggiorazioni anche in bolletta. e andare a scuola costerà caro: fino a mille euro per studente
Pane, libri, carburante e telefoni Pioggia di rincari dopo le vacanze
in 5 punti Daniele LettigManca ancora qualche giorno a settembre e molti italiani sono ancora in vacanza, ma le associazioni dei consumatori hanno già iniziato a fare i conti dei rincari. Che secondo Federconsumatori potranno arrivare fino a 1.700 euro per famiglia, sommando prodotti per la scuola, alimentari, bollette e la seconda rata della Tari. Con in più lo spettro dell’ aumento dell’ Iva: + 24,2 % che scatterà in automatico se il governo non riuscirà a trovare nella legge di bilancio i 12,4 miliardi necessari a evitarlo.1 ScuolaIl rincaro dei prodotti scolastici, secondo Federconsumatori, sarà dello 0,8% rispetto a un anno fa, per una spesa di 526 euro per ogni studente. Un rincaro moderato che per l’ associazione si deve alla diminuzione (- 1,1%) del costo di libri di testo e dizionari, che bilancerebbe gli aumenti di zaini e cancelleria. Più pessimista la posizione del Codacons, secondo cui i libri non costeranno meno, mentre i prodotti “firmati”, cioè legati a squadre di calcio, cartoni animati o serie famose – di solito quelli prediletti dai ragazzi – saranno più cari del 4%. In base a queste scelte e al tipo di scuola, è la conclusione, il preventivo di spesa può arrivare a oltre 1000 euro per ragazzo. 2 AlimentariSempre secondo il Codacons, sarà un autunno salato anche per quanto riguarda i prezzi dei prodotti alimentari: in particolare dei derivati del grano. La causa è la siccità – seguita a un inverno gelido – che quest’ estate ha colpito i principali paesi produttori di frumento, con una diminuzione fino al 20 per cento delle riserve globali di grano tenero, quello impiegato per pane e biscotti, e uno più moderato del grano duro. «Una famiglia media spende in Italia circa 76 euro al mese per pane e cereali, e il giro d’ affari legato al solo pane raggiunge nel nostro paese gli 8 miliardi di euro annui», ha spiegato il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi. «Il grano è alla base della nostra dieta quotidiana al punto che un rialzo dei listini al dettaglio del 5 % per i prodotti trasformati, determinerebbe una maggiore spesa di 45 euro annui a famiglia – prosegue – Una stangata da 2,7 miliardi di euro per gli italiani». 3 Carburanti Per benzina e gasolio non dovrebbero esserci rincari a brevissimo termine: il prezzo del petrolio è rimasto stazionario. Durante l’ autunno, tuttavia, la previsione è che il costo di un barile di greggio ricomincerà a salire, influenzando immediatamente quello dei carburanti e – in tempi un po’ più lunghi – quello di riscaldamento e corrente elettrica. 4 BolletteGià lo scorso giugno, proprio luce e gas erano aumentati rispettivamente dell’ 8,2 e del 6,5 per cento, e nei prossimi mesi potrebbero esserci ulteriori rincari, provocati dalla siccità estiva (che ha fatto salire il prezzo all’ ingrosso dell’ energia), e dall’ abolizione, a partire dal 1° gennaio 2019, della tariffa progressiva: un sistema che prevede prezzi in aumento in base al crescere dei consumi, sfavorendo quindi le famiglie numerose, ma che una volta abolito potrebbe causare un esborso maggiore per i clienti con bassi consumi. 5 TelefoniaQualche aggiustamento al rialzo ci sarà anche per le tariffe telefoniche, nonostante le strategie aggressive messe in campo dalle principali compagnie per controbattere alle competitive del nuovo operatore mobile Iliad. A partire dal 3 settembre, i possessori di una sim ricaricabile Vodafone pagheranno 1,99 euro in più, in cambio del passaggio del traffico Voce da 1000 minuti al mese a una durata illimitata. Per chi ha una sim dati, il rincaro sarà invece di 4 euro a fronte di qualche servizio aggiuntivo. Wind, invece, ha previsto dal 20 settembre un addebito di 2 euro per la spedizione della fattura cartacea, mentre dal 5 ottobre il costo delle offerte di rete fissa aumenterà di 2,5 euro al mese. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
Messaggero Veneto, 29/08/2018 03:31
secondo federconsumatori, gli aumenti totali potranno sfiorare i 1.700 euro per famiglia maggiorazioni anche in bolletta. e andare a scuola costerà caro: fino a mille euro per studente
Pane, libri, carburante e telefoni Pioggia di rincari dopo le vacanze
in 5 punti Daniele LettigManca ancora qualche giorno a settembre e molti italiani sono ancora in vacanza, ma le associazioni dei consumatori hanno già iniziato a fare i conti dei rincari. Che secondo Federconsumatori potranno arrivare fino a 1.700 euro per famiglia, sommando prodotti per la scuola, alimentari, bollette e la seconda rata della Tari. Con in più lo spettro dell’ aumento dell’ Iva: + 24,2 % che scatterà in automatico se il governo non riuscirà a trovare nella legge di bilancio i 12,4 miliardi necessari a evitarlo.1 ScuolaIl rincaro dei prodotti scolastici, secondo Federconsumatori, sarà dello 0,8% rispetto a un anno fa, per una spesa di 526 euro per ogni studente. Un rincaro moderato che per l’ associazione si deve alla diminuzione (- 1,1%) del costo di libri di testo e dizionari, che bilancerebbe gli aumenti di zaini e cancelleria. Più pessimista la posizione del Codacons, secondo cui i libri non costeranno meno, mentre i prodotti “firmati”, cioè legati a squadre di calcio, cartoni animati o serie famose – di solito quelli prediletti dai ragazzi – saranno più cari del 4%. In base a queste scelte e al tipo di scuola, è la conclusione, il preventivo di spesa può arrivare a oltre 1000 euro per ragazzo. 2 AlimentariSempre secondo il Codacons, sarà un autunno salato anche per quanto riguarda i prezzi dei prodotti alimentari: in particolare dei derivati del grano. La causa è la siccità – seguita a un inverno gelido – che quest’ estate ha colpito i principali paesi produttori di frumento, con una diminuzione fino al 20 per cento delle riserve globali di grano tenero, quello impiegato per pane e biscotti, e uno più moderato del grano duro. «Una famiglia media spende in Italia circa 76 euro al mese per pane e cereali, e il giro d’ affari legato al solo pane raggiunge nel nostro paese gli 8 miliardi di euro annui», ha spiegato il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi. «Il grano è alla base della nostra dieta quotidiana al punto che un rialzo dei listini al dettaglio del 5 % per i prodotti trasformati, determinerebbe una maggiore spesa di 45 euro annui a famiglia – prosegue – Una stangata da 2,7 miliardi di euro per gli italiani». 3 Carburanti Per benzina e gasolio non dovrebbero esserci rincari a brevissimo termine: il prezzo del petrolio è rimasto stazionario. Durante l’ autunno, tuttavia, la previsione è che il costo di un barile di greggio ricomincerà a salire, influenzando immediatamente quello dei carburanti e – in tempi un po’ più lunghi – quello di riscaldamento e corrente elettrica. 4 BolletteGià lo scorso giugno, proprio luce e gas erano aumentati rispettivamente dell’ 8,2 e del 6,5 per cento, e nei prossimi mesi potrebbero esserci ulteriori rincari, provocati dalla siccità estiva (che ha fatto salire il prezzo all’ ingrosso dell’ energia), e dall’ abolizione, a partire dal 1° gennaio 2019, della tariffa progressiva: un sistema che prevede prezzi in aumento in base al crescere dei consumi, sfavorendo quindi le famiglie numerose, ma che una volta abolito potrebbe causare un esborso maggiore per i clienti con bassi consumi. 5 TelefoniaQualche aggiustamento al rialzo ci sarà anche per le tariffe telefoniche, nonostante le strategie aggressive messe in campo dalle principali compagnie per controbattere alle competitive del nuovo operatore mobile Iliad. A partire dal 3 settembre, i possessori di una sim ricaricabile Vodafone pagheranno 1,99 euro in più, in cambio del passaggio del traffico Voce da 1000 minuti al mese a una durata illimitata. Per chi ha una sim dati, il rincaro sarà invece di 4 euro a fronte di qualche servizio aggiuntivo. Wind, invece, ha previsto dal 20 settembre un addebito di 2 euro per la spedizione della fattura cartacea, mentre dal 5 ottobre il costo delle offerte di rete fissa aumenterà di 2,5 euro al mese. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
Il Piccolo, 29/08/2018 03:31
secondo federconsumatori, gli aumenti totali potranno sfiorare i 1.700 euro per famiglia maggiorazioni anche in bolletta. e andare a scuola costerà caro: fino a mille euro per studente
Pane, libri, carburante e telefoni Pioggia di rincari dopo le vacanze
in 5 punti Daniele LettigManca ancora qualche giorno a settembre e molti italiani sono ancora in vacanza, ma le associazioni dei consumatori hanno già iniziato a fare i conti dei rincari. Che secondo Federconsumatori potranno arrivare fino a 1.700 euro per famiglia, sommando prodotti per la scuola, alimentari, bollette e la seconda rata della Tari. Con in più lo spettro dell’ aumento dell’ Iva: + 24,2 % che scatterà in automatico se il governo non riuscirà a trovare nella legge di bilancio i 12,4 miliardi necessari a evitarlo.1 ScuolaIl rincaro dei prodotti scolastici, secondo Federconsumatori, sarà dello 0,8% rispetto a un anno fa, per una spesa di 526 euro per ogni studente. Un rincaro moderato che per l’ associazione si deve alla diminuzione (- 1,1%) del costo di libri di testo e dizionari, che bilancerebbe gli aumenti di zaini e cancelleria. Più pessimista la posizione del Codacons, secondo cui i libri non costeranno meno, mentre i prodotti “firmati”, cioè legati a squadre di calcio, cartoni animati o serie famose – di solito quelli prediletti dai ragazzi – saranno più cari del 4%. In base a queste scelte e al tipo di scuola, è la conclusione, il preventivo di spesa può arrivare a oltre 1000 euro per ragazzo. 2 AlimentariSempre secondo il Codacons, sarà un autunno salato anche per quanto riguarda i prezzi dei prodotti alimentari: in particolare dei derivati del grano. La causa è la siccità – seguita a un inverno gelido – che quest’ estate ha colpito i principali paesi produttori di frumento, con una diminuzione fino al 20 per cento delle riserve globali di grano tenero, quello impiegato per pane e biscotti, e uno più moderato del grano duro. «Una famiglia media spende in Italia circa 76 euro al mese per pane e cereali, e il giro d’ affari legato al solo pane raggiunge nel nostro paese gli 8 miliardi di euro annui», ha spiegato il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi. «Il grano è alla base della nostra dieta quotidiana al punto che un rialzo dei listini al dettaglio del 5 % per i prodotti trasformati, determinerebbe una maggiore spesa di 45 euro annui a famiglia – prosegue – Una stangata da 2,7 miliardi di euro per gli italiani». 3 Carburanti Per benzina e gasolio non dovrebbero esserci rincari a brevissimo termine: il prezzo del petrolio è rimasto stazionario. Durante l’ autunno, tuttavia, la previsione è che il costo di un barile di greggio ricomincerà a salire, influenzando immediatamente quello dei carburanti e – in tempi un po’ più lunghi – quello di riscaldamento e corrente elettrica. 4 BolletteGià lo scorso giugno, proprio luce e gas erano aumentati rispettivamente dell’ 8,2 e del 6,5 per cento, e nei prossimi mesi potrebbero esserci ulteriori rincari, provocati dalla siccità estiva (che ha fatto salire il prezzo all’ ingrosso dell’ energia), e dall’ abolizione, a partire dal 1° gennaio 2019, della tariffa progressiva: un sistema che prevede prezzi in aumento in base al crescere dei consumi, sfavorendo quindi le famiglie numerose, ma che una volta abolito potrebbe causare un esborso maggiore per i clienti con bassi consumi. 5 TelefoniaQualche aggiustamento al rialzo ci sarà anche per le tariffe telefoniche, nonostante le strategie aggressive messe in campo dalle principali compagnie per controbattere alle competitive del nuovo operatore mobile Iliad. A partire dal 3 settembre, i possessori di una sim ricaricabile Vodafone pagheranno 1,99 euro in più, in cambio del passaggio del traffico Voce da 1000 minuti al mese a una durata illimitata. Per chi ha una sim dati, il rincaro sarà invece di 4 euro a fronte di qualche servizio aggiuntivo. Wind, invece, ha previsto dal 20 settembre un addebito di 2 euro per la spedizione della fattura cartacea, mentre dal 5 ottobre il costo delle offerte di rete fissa aumenterà di 2,5 euro al mese. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
Gazzetta di Mantova, 29/08/2018 03:30
secondo federconsumatori, gli aumenti totali potranno sfiorare i 1.700 euro per famiglia maggiorazioni anche in bolletta. e andare a scuola costerà caro: fino a mille euro per studente
Pane, libri, carburante e telefoni Pioggia di rincari dopo le vacanze
in 5 punti Daniele LettigManca ancora qualche giorno a settembre e molti italiani sono ancora in vacanza, ma le associazioni dei consumatori hanno già iniziato a fare i conti dei rincari. Che secondo Federconsumatori potranno arrivare fino a 1.700 euro per famiglia, sommando prodotti per la scuola, alimentari, bollette e la seconda rata della Tari. Con in più lo spettro dell’ aumento dell’ Iva: + 24,2 % che scatterà in automatico se il governo non riuscirà a trovare nella legge di bilancio i 12,4 miliardi necessari a evitarlo.1 ScuolaIl rincaro dei prodotti scolastici, secondo Federconsumatori, sarà dello 0,8% rispetto a un anno fa, per una spesa di 526 euro per ogni studente. Un rincaro moderato che per l’ associazione si deve alla diminuzione (- 1,1%) del costo di libri di testo e dizionari, che bilancerebbe gli aumenti di zaini e cancelleria. Più pessimista la posizione del Codacons, secondo cui i libri non costeranno meno, mentre i prodotti “firmati”, cioè legati a squadre di calcio, cartoni animati o serie famose – di solito quelli prediletti dai ragazzi – saranno più cari del 4%. In base a queste scelte e al tipo di scuola, è la conclusione, il preventivo di spesa può arrivare a oltre 1000 euro per ragazzo. 2 AlimentariSempre secondo il Codacons, sarà un autunno salato anche per quanto riguarda i prezzi dei prodotti alimentari: in particolare dei derivati del grano. La causa è la siccità – seguita a un inverno gelido – che quest’ estate ha colpito i principali paesi produttori di frumento, con una diminuzione fino al 20 per cento delle riserve globali di grano tenero, quello impiegato per pane e biscotti, e uno più moderato del grano duro. «Una famiglia media spende in Italia circa 76 euro al mese per pane e cereali, e il giro d’ affari legato al solo pane raggiunge nel nostro paese gli 8 miliardi di euro annui», ha spiegato il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi. «Il grano è alla base della nostra dieta quotidiana al punto che un rialzo dei listini al dettaglio del 5 % per i prodotti trasformati, determinerebbe una maggiore spesa di 45 euro annui a famiglia – prosegue – Una stangata da 2,7 miliardi di euro per gli italiani». 3 Carburanti Per benzina e gasolio non dovrebbero esserci rincari a brevissimo termine: il prezzo del petrolio è rimasto stazionario. Durante l’ autunno, tuttavia, la previsione è che il costo di un barile di greggio ricomincerà a salire, influenzando immediatamente quello dei carburanti e – in tempi un po’ più lunghi – quello di riscaldamento e corrente elettrica. 4 BolletteGià lo scorso giugno, proprio luce e gas erano aumentati rispettivamente dell’ 8,2 e del 6,5 per cento, e nei prossimi mesi potrebbero esserci ulteriori rincari, provocati dalla siccità estiva (che ha fatto salire il prezzo all’ ingrosso dell’ energia), e dall’ abolizione, a partire dal 1° gennaio 2019, della tariffa progressiva: un sistema che prevede prezzi in aumento in base al crescere dei consumi, sfavorendo quindi le famiglie numerose, ma che una volta abolito potrebbe causare un esborso maggiore per i clienti con bassi consumi. 5 TelefoniaQualche aggiustamento al rialzo ci sarà anche per le tariffe telefoniche, nonostante le strategie aggressive messe in campo dalle principali compagnie per controbattere alle competitive del nuovo operatore mobile Iliad. A partire dal 3 settembre, i possessori di una sim ricaricabile Vodafone pagheranno 1,99 euro in più, in cambio del passaggio del traffico Voce da 1000 minuti al mese a una durata illimitata. Per chi ha una sim dati, il rincaro sarà invece di 4 euro a fronte di qualche servizio aggiuntivo. Wind, invece, ha previsto dal 20 settembre un addebito di 2 euro per la spedizione della fattura cartacea, mentre dal 5 ottobre il costo delle offerte di rete fissa aumenterà di 2,5 euro al mese. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
Gazzetta di Modena, 29/08/2018 03:30
secondo federconsumatori, gli aumenti totali potranno sfiorare i 1.700 euro per famiglia maggiorazioni anche in bolletta. e andare a scuola costerà caro: fino a mille euro per studente
Pane, libri, carburante e telefoni Pioggia di rincari dopo le vacanze
in 5 punti Daniele LettigManca ancora qualche giorno a settembre e molti italiani sono ancora in vacanza, ma le associazioni dei consumatori hanno già iniziato a fare i conti dei rincari. Che secondo Federconsumatori potranno arrivare fino a 1.700 euro per famiglia, sommando prodotti per la scuola, alimentari, bollette e la seconda rata della Tari. Con in più lo spettro dell’ aumento dell’ Iva: + 24,2 % che scatterà in automatico se il governo non riuscirà a trovare nella legge di bilancio i 12,4 miliardi necessari a evitarlo.1 ScuolaIl rincaro dei prodotti scolastici, secondo Federconsumatori, sarà dello 0,8% rispetto a un anno fa, per una spesa di 526 euro per ogni studente. Un rincaro moderato che per l’ associazione si deve alla diminuzione (- 1,1%) del costo di libri di testo e dizionari, che bilancerebbe gli aumenti di zaini e cancelleria. Più pessimista la posizione del Codacons, secondo cui i libri non costeranno meno, mentre i prodotti “firmati”, cioè legati a squadre di calcio, cartoni animati o serie famose – di solito quelli prediletti dai ragazzi – saranno più cari del 4%. In base a queste scelte e al tipo di scuola, è la conclusione, il preventivo di spesa può arrivare a oltre 1000 euro per ragazzo. 2 AlimentariSempre secondo il Codacons, sarà un autunno salato anche per quanto riguarda i prezzi dei prodotti alimentari: in particolare dei derivati del grano. La causa è la siccità – seguita a un inverno gelido – che quest’ estate ha colpito i principali paesi produttori di frumento, con una diminuzione fino al 20 per cento delle riserve globali di grano tenero, quello impiegato per pane e biscotti, e uno più moderato del grano duro. «Una famiglia media spende in Italia circa 76 euro al mese per pane e cereali, e il giro d’ affari legato al solo pane raggiunge nel nostro paese gli 8 miliardi di euro annui», ha spiegato il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi. «Il grano è alla base della nostra dieta quotidiana al punto che un rialzo dei listini al dettaglio del 5 % per i prodotti trasformati, determinerebbe una maggiore spesa di 45 euro annui a famiglia – prosegue – Una stangata da 2,7 miliardi di euro per gli italiani». 3 Carburanti Per benzina e gasolio non dovrebbero esserci rincari a brevissimo termine: il prezzo del petrolio è rimasto stazionario. Durante l’ autunno, tuttavia, la previsione è che il costo di un barile di greggio ricomincerà a salire, influenzando immediatamente quello dei carburanti e – in tempi un po’ più lunghi – quello di riscaldamento e corrente elettrica. 4 BolletteGià lo scorso giugno, proprio luce e gas erano aumentati rispettivamente dell’ 8,2 e del 6,5 per cento, e nei prossimi mesi potrebbero esserci ulteriori rincari, provocati dalla siccità estiva (che ha fatto salire il prezzo all’ ingrosso dell’ energia), e dall’ abolizione, a partire dal 1° gennaio 2019, della tariffa progressiva: un sistema che prevede prezzi in aumento in base al crescere dei consumi, sfavorendo quindi le famiglie numerose, ma che una volta abolito potrebbe causare un esborso maggiore per i clienti con bassi consumi. 5 TelefoniaQualche aggiustamento al rialzo ci sarà anche per le tariffe telefoniche, nonostante le strategie aggressive messe in campo dalle principali compagnie per controbattere alle competitive del nuovo operatore mobile Iliad. A partire dal 3 settembre, i possessori di una sim ricaricabile Vodafone pagheranno 1,99 euro in più, in cambio del passaggio del traffico Voce da 1000 minuti al mese a una durata illimitata. Per chi ha una sim dati, il rincaro sarà invece di 4 euro a fronte di qualche servizio aggiuntivo. Wind, invece, ha previsto dal 20 settembre un addebito di 2 euro per la spedizione della fattura cartacea, mentre dal 5 ottobre il costo delle offerte di rete fissa aumenterà di 2,5 euro al mese. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
La Provincia Pavese, 29/08/2018 03:30
secondo federconsumatori, gli aumenti totali potranno sfiorare i 1.700 euro per famiglia maggiorazioni anche in bolletta. e andare a scuola costerà caro: fino a mille euro per studente
Pane, libri, carburante e telefoni Pioggia di rincari dopo le vacanze
in 5 punti Daniele LettigManca ancora qualche giorno a settembre e molti italiani sono ancora in vacanza, ma le associazioni dei consumatori hanno già iniziato a fare i conti dei rincari. Che secondo Federconsumatori potranno arrivare fino a 1.700 euro per famiglia, sommando prodotti per la scuola, alimentari, bollette e la seconda rata della Tari. Con in più lo spettro dell’ aumento dell’ Iva: + 24,2 % che scatterà in automatico se il governo non riuscirà a trovare nella legge di bilancio i 12,4 miliardi necessari a evitarlo.1 ScuolaIl rincaro dei prodotti scolastici, secondo Federconsumatori, sarà dello 0,8% rispetto a un anno fa, per una spesa di 526 euro per ogni studente. Un rincaro moderato che per l’ associazione si deve alla diminuzione (- 1,1%) del costo di libri di testo e dizionari, che bilancerebbe gli aumenti di zaini e cancelleria. Più pessimista la posizione del Codacons, secondo cui i libri non costeranno meno, mentre i prodotti “firmati”, cioè legati a squadre di calcio, cartoni animati o serie famose – di solito quelli prediletti dai ragazzi – saranno più cari del 4%. In base a queste scelte e al tipo di scuola, è la conclusione, il preventivo di spesa può arrivare a oltre 1000 euro per ragazzo. 2 AlimentariSempre secondo il Codacons, sarà un autunno salato anche per quanto riguarda i prezzi dei prodotti alimentari: in particolare dei derivati del grano. La causa è la siccità – seguita a un inverno gelido – che quest’ estate ha colpito i principali paesi produttori di frumento, con una diminuzione fino al 20 per cento delle riserve globali di grano tenero, quello impiegato per pane e biscotti, e uno più moderato del grano duro. «Una famiglia media spende in Italia circa 76 euro al mese per pane e cereali, e il giro d’ affari legato al solo pane raggiunge nel nostro paese gli 8 miliardi di euro annui», ha spiegato il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi. «Il grano è alla base della nostra dieta quotidiana al punto che un rialzo dei listini al dettaglio del 5 % per i prodotti trasformati, determinerebbe una maggiore spesa di 45 euro annui a famiglia – prosegue – Una stangata da 2,7 miliardi di euro per gli italiani». 3 Carburanti Per benzina e gasolio non dovrebbero esserci rincari a brevissimo termine: il prezzo del petrolio è rimasto stazionario. Durante l’ autunno, tuttavia, la previsione è che il costo di un barile di greggio ricomincerà a salire, influenzando immediatamente quello dei carburanti e – in tempi un po’ più lunghi – quello di riscaldamento e corrente elettrica. 4 BolletteGià lo scorso giugno, proprio luce e gas erano aumentati rispettivamente dell’ 8,2 e del 6,5 per cento, e nei prossimi mesi potrebbero esserci ulteriori rincari, provocati dalla siccità estiva (che ha fatto salire il prezzo all’ ingrosso dell’ energia), e dall’ abolizione, a partire dal 1° gennaio 2019, della tariffa progressiva: un sistema che prevede prezzi in aumento in base al crescere dei consumi, sfavorendo quindi le famiglie numerose, ma che una volta abolito potrebbe causare un esborso maggiore per i clienti con bassi consumi. 5 TelefoniaQualche aggiustamento al rialzo ci sarà anche per le tariffe telefoniche, nonostante le strategie aggressive messe in campo dalle principali compagnie per controbattere alle competitive del nuovo operatore mobile Iliad. A partire dal 3 settembre, i possessori di una sim ricaricabile Vodafone pagheranno 1,99 euro in più, in cambio del passaggio del traffico Voce da 1000 minuti al mese a una durata illimitata. Per chi ha una sim dati, il rincaro sarà invece di 4 euro a fronte di qualche servizio aggiuntivo. Wind, invece, ha previsto dal 20 settembre un addebito di 2 euro per la spedizione della fattura cartacea, mentre dal 5 ottobre il costo delle offerte di rete fissa aumenterà di 2,5 euro al mese. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
Corriere delle Alpi, 29/08/2018 03:30
secondo federconsumatori, gli aumenti totali potranno sfiorare i 1.700 euro per famiglia maggiorazioni anche in bolletta. e andare a scuola costerà caro: fino a mille euro per studente
Pane, libri, carburante e telefoni Pioggia di rincari dopo le vacanze
in 5 punti Daniele LettigManca ancora qualche giorno a settembre e molti italiani sono ancora in vacanza, ma le associazioni dei consumatori hanno già iniziato a fare i conti dei rincari. Che secondo Federconsumatori potranno arrivare fino a 1.700 euro per famiglia, sommando prodotti per la scuola, alimentari, bollette e la seconda rata della Tari. Con in più lo spettro dell’ aumento dell’ Iva: + 24,2 % che scatterà in automatico se il governo non riuscirà a trovare nella legge di bilancio i 12,4 miliardi necessari a evitarlo.1 ScuolaIl rincaro dei prodotti scolastici, secondo Federconsumatori, sarà dello 0,8% rispetto a un anno fa, per una spesa di 526 euro per ogni studente. Un rincaro moderato che per l’ associazione si deve alla diminuzione (- 1,1%) del costo di libri di testo e dizionari, che bilancerebbe gli aumenti di zaini e cancelleria. Più pessimista la posizione del Codacons, secondo cui i libri non costeranno meno, mentre i prodotti “firmati”, cioè legati a squadre di calcio, cartoni animati o serie famose – di solito quelli prediletti dai ragazzi – saranno più cari del 4%. In base a queste scelte e al tipo di scuola, è la conclusione, il preventivo di spesa può arrivare a oltre 1000 euro per ragazzo. 2 AlimentariSempre secondo il Codacons, sarà un autunno salato anche per quanto riguarda i prezzi dei prodotti alimentari: in particolare dei derivati del grano. La causa è la siccità – seguita a un inverno gelido – che quest’ estate ha colpito i principali paesi produttori di frumento, con una diminuzione fino al 20 per cento delle riserve globali di grano tenero, quello impiegato per pane e biscotti, e uno più moderato del grano duro. «Una famiglia media spende in Italia circa 76 euro al mese per pane e cereali, e il giro d’ affari legato al solo pane raggiunge nel nostro paese gli 8 miliardi di euro annui», ha spiegato il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi. «Il grano è alla base della nostra dieta quotidiana al punto che un rialzo dei listini al dettaglio del 5 % per i prodotti trasformati, determinerebbe una maggiore spesa di 45 euro annui a famiglia – prosegue – Una stangata da 2,7 miliardi di euro per gli italiani». 3 Carburanti Per benzina e gasolio non dovrebbero esserci rincari a brevissimo termine: il prezzo del petrolio è rimasto stazionario. Durante l’ autunno, tuttavia, la previsione è che il costo di un barile di greggio ricomincerà a salire, influenzando immediatamente quello dei carburanti e – in tempi un po’ più lunghi – quello di riscaldamento e corrente elettrica. 4 BolletteGià lo scorso giugno, proprio luce e gas erano aumentati rispettivamente dell’ 8,2 e del 6,5 per cento, e nei prossimi mesi potrebbero esserci ulteriori rincari, provocati dalla siccità estiva (che ha fatto salire il prezzo all’ ingrosso dell’ energia), e dall’ abolizione, a partire dal 1° gennaio 2019, della tariffa progressiva: un sistema che prevede prezzi in aumento in base al crescere dei consumi, sfavorendo quindi le famiglie numerose, ma che una volta abolito potrebbe causare un esborso maggiore per i clienti con bassi consumi. 5 TelefoniaQualche aggiustamento al rialzo ci sarà anche per le tariffe telefoniche, nonostante le strategie aggressive messe in campo dalle principali compagnie per controbattere alle competitive del nuovo operatore mobile Iliad. A partire dal 3 settembre, i possessori di una sim ricaricabile Vodafone pagheranno 1,99 euro in più, in cambio del passaggio del traffico Voce da 1000 minuti al mese a una durata illimitata. Per chi ha una sim dati, il rincaro sarà invece di 4 euro a fronte di qualche servizio aggiuntivo. Wind, invece, ha previsto dal 20 settembre un addebito di 2 euro per la spedizione della fattura cartacea, mentre dal 5 ottobre il costo delle offerte di rete fissa aumenterà di 2,5 euro al mese. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
Il Resto del Carlino (ed. Ancona), 29/08/2018 03:22
La crisi colpisce pure la scuola: calano gli studenti iscritti Libri, stangata per le famiglie
il 17 settembre suona la campanella: la situazione
di ILARIA TRADITI SI AVVICINA la data di inizio delle lezioni, fissata nelle Marche per il 17 settembre, per un «esercito» di oltre 210mila studenti a livello regionale e 66.357 nella nostra provincia, divisi tra infanzia, primaria, secondaria di primo e di secondo grado. Il dato che più salta all’ occhio è un calo nel numero di studenti, complessivamente oltre 3mila unità in meno in tutta la regione rispetto al 2017, soprattutto per l’ infanzia, (-1446 iscritti). Altri 1124 alunni in meno si registrano alla primaria, 83 nella secondaria di primo grado e 629 in quella di secondo grado. Le cause? A incidere sembra sia soprattutto la crisi economica, che ha portato molte famiglie soprattutto extracomunitarie a lasciare il territorio negli ultimi mesi. Per la provincia di Ancona saranno 21.943 gli studenti pronti a tornare tra i banchi dei licei e istituti tecnici, 21.176 quelli iscritti alle classi delle primarie, 12.908 alle medie e 10.330 nell’ infanzia. Dati che potrebbero variare leggermente in base ai risultati degli scrutini di giugno, che a livello nazionale nella scuola secondaria di secondo grado hanno fatto comunque registrare un numero più basso di studenti bocciati rispetto all’ anno scorso. Aumentano però studentesse e studenti che devono recuperare almeno una insufficienza per essere ammessi alla classe successiva. Gli ammessi sono il 98,1%, contro il 97,7% dell’ anno 2016/2017. Aumentano anche gli ammessi all’ esame di Stato: negli scrutini di giugno sono stati il 98,4%, contro il 98% di un anno fa. Il maggior picco di ripetenze si registra negli istituti professionali (con l’ 11,9% dei non ammessi) e negli istituti tecnici (con il 9,5%). Il primo anno di corso è quello che sembra presentare le maggiori criticità con la percentuale più alta di non ammessi alla classe successiva (l’ 11,2%). E con l’ inizio delle scuole si prepara la consueta «stangata» per le famiglie, come denunciato dalle associazioni dei consumatori. Oltre 500 euro la spesa media solo per il corredo scolastico, a cui se ne aggiungono altrettanti per i testi (+0,8% rispetto al 2017). Nella classifica degli aumenti quest’ anno il primo posto spetta agli astucci e diari mentre per i libri e 2 dizionari i genitori dovranno sborsare poco più di 456 euro a ragazzo, vale a dire l’ 1,1% in meno rispetto all’ anno scorso. Più pesanti gli aumenti stimati da un’ altra associazione di consumatori, il Codacons: in base alle prime stime si calcola per il corredo scolastico (penne, diari, quaderni, zaini, astucci, ecc.) rispetto al 2017, un incremento medio del +2%, rincaro che raggiunge il +4% per il materiale «griffato». L’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà – secondo l’ associazione – quota 520 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo. Il Codacons smentisce la possibilità di sensibili riduzioni e anzi si prevede un esborso economico maggiore a carico delle famiglie rispetto lo scorso anno scolastico. Una spesa complessiva che può facilmente superare i 1.100 euro a studente, una vera e propria stangata per le tasche delle famiglie. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
ilaria traditi
Brescia Oggi, 29/08/2018 02:40
l’ allarme. dopo la segnalazione di bresciaoggi il «blitz» dei vigili del fuoco e le prescrizioni suggerite all’ autostrada
Ponti «cariati» sulla A4: arrivano i limiti per i Tir
ieri notte sono partiti i lavori di consolidamento al cavalcavia «215» nei prossimi otto giorni i tondini saranno trattati, verniciati e rivestiti
La segnalazione di Bresciaoggi ha fatto centro. Ieri notte sono partiti i lavori di consolidamento dei due cavalcavia «gemelli» che innestano la A21 sulla A4 all’ altezza del casello di Brescia Centro e che per mesi hanno mostrato invano i propri piloni scrostati, con fasce di tondini arrugginiti in brutta vista. A metà dell’ anno scorso era stata Centropadane a ispezionare il manufatto per concludere che non c’ era rischio di cedimenti strutturali. Una seconda verifica è stata compiuta a gennaio da Autovia Padana, prima di subentrare proprio a Centropadane nella concessione, e anche i suoi tecnici erano arrivati alla medesima conclusione. Poi la novità. Lunedì, a poche ore dalla segnalazione del degrado della struttura – con dovizia di particolari – da parte del nostro giornale, nel primo pomeriggio i Vigili del Fuoco di via Scuole hanno effettuato un sopralluogo improvviso e hanno verificato lo stato di conservazione del ponte. Anche loro sono giunti alla conclusione che «non c’ è pericolo imminente di crollo», come assicurato dal comandante Agatino Carrolo. Tuttavia «abbiamo disposto che ad horas comincino i lavori di consolidamento», ha aggiunto Carrolo, e già ieri sera l’ ordine di cantierizzazione «per otto giorni» è diventato esecutivo. Se Autovia Padana pensava di prendere tempo, come prevedeva il direttore Francesco D’ Ambra solo lunedì, ora è stata costretta a passare all’ azione. Ieri non è stato possibile contattare la società del Gruppo Gavio che ha ottenuto in concessione la Brescia-Piacenza e il primo marzo scorso è subentrata a Centropadane che ha gestito il ponte a scavalco del casello dal 1973 della costruzione. Tuttavia dalla Serenissima Brescia-Padova hanno confermato che i lavori sarebbero iniziati immediatamente. Già ieri sera la A4 ha predisposto la segnaletica per il restringimento delle carreggiate fino alle 6 di oggi, su richiesta della stessa Autovia Padana. E alle 21 sono entrati in azione i tecnici. La strozzatura notturna dovrebbe protrarsi per 8 giorni. Da quel che si riesce a capire, i lavori consisteranno nella ripulitura dalla ruggine dei ferri delle armature. Dopodichè i tondini dovrebbero essere trattati con vernici antiossidanti e rivestiti di nuovo con malta. Ordinaria manutenzione, dunque. Ma non è tutto qui. Carrolo ha precisato di aver disposto pure che «in relazione alla resistenza meccanica dei ponti, Autovia Padana determini la portata massima delle due bretelle centrali di innesto della A21 al casello e di limitare eventualmente la portata del sovrappasso». Come da prassi, sarà la stessa concessionaria a decidere – assumendosene tutta la responsabilità – quali automezzi pesanti potranno immettersi o uscire dalla Brescia- Piacenza a Brescia Centro. E su questo fronte le cose sembrano più complesse. La concessionaria del Gruppo Gavio dovrà verosimilmente ricalcolare la resistenza meccanica delle strutture in cemento armato e decidere di conseguenza. La questione è delicata, e forse anche per questo ieri è risultato impossibile contattare Autovia. Solo nei prossimi giorni dovrebbe venir chiaro se sulle due bretelle della A21 a scavalco della A4 potranno transitare mezzi pesanti o no, e fino a che tonnellaggio. A seconda degli esiti delle verifiche, nel caso peggiore potrebbe anche darsi che il traffico pesante da e per le A21 debba essere dirottato su Brescia Sud. Ma se nessuno parla di rischio di cedimenti strutturali, l’ ipotesi dovrebbe essere remota.ALLA FINE DI TUTTO un interrogativo resta. I Vigili del Fuoco sono intervenuti di propria iniziativa o su segnalazione di qualcuno? A specifica domanda, il comandante si è trincerato dietro un cortese ma fermo «no comment», e ciò lascia intendere che qualche segnalazione ci sia stata. Da chi? Dalla Polizia stradale non sembra. Il Compartimento di Padova, che ha competenza sulla A4 fino a poco oltre il casello, precisa che le bretelle d’ innesto della A21 appartengono al Compartimento di Milano. Ma da Milano precisano che le loro pattuglie arrivano fino al ponte 205, vale a dire dieci prima di quello in questione. L’ unica certezza, così, è la denuncia di Bresciaoggi. Intanto il Codacons ha chiesto la chiusura al traffico pesante di una miriade di ponti in tutta Italia, 8 dei quali in Lombardia, anche a Ponte di Legno. E ai prefetti chiede di disporre un blocco di 30 giorni delle strutture a rischio per consentire verifiche rapide. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
mimmo varone
Il Fatto Quotidiano, 29/08/2018 02:06
emergenza
Ponti a rischio, tutti gli allarmi: Cosenza, Foggia, Potenza & C.
dopo il crollo – nessuno conosce la situazione il ministero lancia un censimento ma i sindaci faticano a rispondere denunce da nord a sud
Vecchi, traballanti: di sicuro fatiscenti, a volte anche pericolosi. Dopo il disastro del Morandi, nessuno si fida più dei ponti italiani: c’ è chi si fa il segno della croce prima di passarci sopra, chi cambia proprio percorso allungando di chilometri. Gli allarmi si moltiplicano: associazioni, comitati stilano elenchi delle strutture più a rischio. L’ ultimo l’ ha fatto il Codacons, raccogliendo segnalazioni dalle varie Regioni: ne ha contati 51 in tutta Italia, la maggior parte nel Sud, con in testa la Sicilia (9), seguita da Calabria (8) e Campania (7). Il censimento a due velocità del ministero Nessuno sa di preciso neanche quanti sono, figuriamoci in che condizioni versano. Per questo il ministero dei Trasporti subito dopo il disastro di Genova ha avviato un monitoraggio: i Comuni e i vari enti gestori delle tratte devono comunicare entro il 1° settembre le proprie emergenze, con tanto di perizie tecniche, priorità e se possibile stima dei costi. Il censimento, però, procede a rilento, o comunque a corrente alternata: qualcuno è già pronto, come la Lombardia che oggi presenterà i primi risultati; da Sicilia e Calabria, invece, fin qui non sono arrivate notizie, mentre il provveditore di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige ha dichiarato di non avere competenza sugli enti locali e quindi non ha ancora girato la nota del Mit. Tra intoppi burocratici e difficoltà oggettive, le amministrazioni sembrano impreparate all’ emergenza scoppiata dopo Genova: nelle intenzioni del ministero, la scadenza serrata doveva servire a raccogliere subito le vere urgenze, i dossier che sono già sul tavolo dei Comuni. Ma i sindaci non se la sentono di prendersi la responsabilità di indicare una priorità in tempi così stretti: pure l’ Anci ha chiesto ulteriori verifiche, con la partecipazione di tecnici ministeriali, prima di procedere. Di sicuro se anche tutti dovessero rispondere entro il termine fissato, il monitoraggio servirà solo come prima ricognizione. I casi da tenere sotto controllo sono tanti, più a Sud che a Nord. Calabria: il “Cannavino” già venuto giù nel ’72 È già crollato una volta, adesso gli abitanti temono che possa succedere di nuovo. In cima alla lista delle tratte che destano preoccupazione in Calabria c’ è il Ponte di Celico, tristemente noto per la tragedia del ’72: il viadotto in località Cannavino (da cui prende il nome), in provincia di Cosenza, non era ancora stato ultimato e sprofondò disastrosamente poco prima della congiunzione fra i due tratti. Morirono due operai del cantiere, schiantati al suolo dopo un volo di 120 metri, un terzo si salvò per miracolo. Oggi il ponte è di nuovo messo male: si è inclinato verso il centro, più o meno nello stesso punto di allora, e vibra spaventosamente. Se può, la gente del posto evita di percorrerlo, anche a costo di allungare di 20 chilometri. L’ allarme è arrivato all’ Anas, che gestisce la statale 107 e fa sapere di tenere il viadotto sotto costante monitoraggio: “Siamo a conoscenza del problema, ad oggi i risultati dei rilievi non evidenziano rischi di crolli”. Anche l’ ente, però, riconosce la sconnessione del tratto, che desta timori soprattutto in caso di eventi sismici: alcuni lavori di manutenzioni si sono già conclusi, nel 2019 ci sarà un secondo intervento sulla staticità della struttura. Basilicata: il “ponte del diavolo” fa paura a tutti Lo hanno ribattezzato “Ponte del diavolo”, per i diversi incidenti. E perché fa paura: alto 115 metri, con i guardrail bassissimi e i piloni consumati, cemento eroso e i fili di ferro scoperti. Per attraversare il Viadotto Scescio sulla statale 658 in Basilicata ci vuole coraggio. Eppure centinaia di automobilisti sono costretti a farlo ogni giorno, visto che è di fatto l’ unico collegamento tra la zona industriale di Melfi e il capoluogo Potenza. L’ allarme va avanti da anni, il piccolo Comune di Barile (cha ha competenza sulla tratta) non sa come intervenire, i cittadini preoccupati si sono organizzati in un comitato. Qualcosa si muove: l’ Anas a marzo ha pubblicato un bando da 2 milioni di euro per sostituire le barriere e intervenire anche sui piloni che necessitano di essere irrobustiti. I lavori difficilmente cominceranno prima del 2019 e dureranno un anno intero: nel frattempo si viaggia a carreggiata ristretta e con limitazioni per i mezzi pesanti, così da non sollecitare troppo la parte esterna del viadotto e “garantire la circolazione in condizioni di sicurezza”. Roma: sul “Magliana” due pareri contrari Nel Lazio osservato speciale fra le centinaia di sovrappassi presenti sul territorio regionale è il Ponte della Magliana, del Comune di Roma. L’ infrastruttura da ben 70 anni permette ai veicoli (nell’ ultimo anno sono stati 10 milioni) di oltrepassare il Tevere all’ altezza dell’ Eur, ma alcuni mesi fa uno studio realizzato dall’ ingegner Remo Calzona, già professore di Tecnica delle costruzioni alla Sapienza di Roma, ne ha messo in dubbio la stabilità. Secondo Calzona, infatti, vi è una “evidente dilatazione dei giunti” affiancata alla “usura dei materiali”, soprattutto cemento e travertino: il ponte, ormai “a fine vita”, non avrebbe nemmeno mai ricevuto i collaudi di legge. Dopo la tragedia di Genova, il Viminale ha preteso dal Campidoglio un’ informativa ad hoc sullo stato dell’ infrastruttura, che entro il 2022 dovrebbe essere “alleggerita” dalla realizzazione del cosiddetto Ponte dei Congressi (già finanziato). Il Comune, però, non ritiene Calzona “imparziale” ( è il progettista del futuribile Ponte di Traiano inizialmente previsto per lo stadio della Roma, e consulente di Eurnova di Parnasi) e per questo ha commissionato un’ altra perizia, secondo cui il ponte è “da attenzionare ma non a rischio crollo”. Per “problemi strutturali” negli scorsi giorni è stato parzialmente chiuso il ponte della Scafa, unico collegamento sul litorale fra Ostia e Fiumicino. Firenze: solo adesso i lavori sul Vespucci A Firenze hanno corso un bel rischio, senza neppure rendersene conto: il ponte Vespucci, in pieno centro città, è rimasto per mesi aperto al traffico di automobili e mezzi pesanti nonostante fosse “a rischio collasso”. A lanciare l’ allarme sono stati gli esperti dell’ Università che a maggio scorso avevano scritto una relazione in cui invitavano il Comune a chiuderlo immediatamente perché pericoloso. La prima segnalazione era stata fatta dai tre professori già nel 2015 quando dopo una prima ispezione era stata rilevata una profonda erosione (circa 4 metri) della pila sinistra del ponte. Palazzo Vecchio, però, aveva deciso di fare ulteriori indagini, le cosiddette prove di carico, che avevano dato esito positivo. A maggio l’ intervento è diventato inderogabile: “La situazione è critica, per noi il ponte è completamente scarico e potrebbe collassare”, il parere dei tecnici. Solo il 14 agosto, però, a poche ore dal disastro di Genova, il Comune ha annunciato l’ inizio dei lavori di messa in sicurezza, previsto a metà settembre. In tutto questo tempo il ponte è sempre rimasto aperto. A Satriano (Foggia) Comune contro Anas Sulla trafficata statale 655 tra Foggia e Candela il cavalcavia numero 12 (quello tra l’ uscita di Ascoli Satriano nord e sud) fa così paura da obbligare il sindaco a chiuderlo. La struttura si è deformata, anche a causa della composizione per metà in ferro e per metà in cemento, e presenta delle lesioni; una pendenza verso il centro fa confluire le acquee reflue provocandola caduta di parti in cemento e calcinacci. Se lo si percorre ci si imbatte in uno scalino di venti centimetri circa e in una lesione netta che ha portato i tecnici del Comune a emettere un’ ordinanza di chiusura urgente. La competenza è dell’ Anas, che però fin qui si è limitata ad intervenire solo su due lastroni di cemento in bilico e pronti a precipitare sulla statale sottostante. Un lavoro di ripristino che non ha risolto il problema: “Il rischio di cedimento è concreto – spiega il sindaco di Ascoli Satriano -, le parti in cemento presentano crepe e rischiano di staccarsi andando a finire sulla carreggiata travolgendo il traffico”. Abruzzo: la “psicosi” sulla Teramo-Roma Qui gli allarmi vanno avanti da anni: nel 2017, ad esempio, era montato un caso sul cavalcavia 157 e il gestore era stato costretto a smentire i dubbi: “Quel ponte è sicuro, è stato rinforzato con una nuova struttura in cemento armato e soprattutto con delle nuove fondamenta”. Le segnalazioni, però, continuano: di recente le ha raccolte Legambiente, puntando sui viadotti Popoli-Bussi, dove saltano i giunti, o quello di Cocullo, dove cadono calcinacci. Dopo il disastro di Genova, il concessionario ha di nuovo assicurato che “viadotti e ponti della A24 e A25 sono sicuri”: “Ne garantiamo sia la tenuta sismica chel’ assoluta sicurezza, mentre il fenomeno dello ‘scorticamento’ dei piloni è frutto dell’ uso massiccio di sale nei mesi più freddi”. Sul viadotto irpino si circola solo a metà L’ allarme sulla strada statale 90 delle Puglie, nel territorio di Ariano Irpino, era scattato ben prima del disastro di Genova: a metà luglio Anas aveva chiuso in via precauzionale il viadotto La Manna, in seguito alle ripetute denunce degli automobilisti, spaventati dallo stato delle cerniere e dei piloni. I rilievi fatti dai tecnici sono stati contrastanti: assenza di problemi statici per quel che riguarda l’ impalcato orizzontale, ma “evidenti segni di deterioramento” dei pulvini di sostegno. Dopo un ulteriore sopralluogo, la tratta è stata riaperta solo parzialmente, in attesa di un intervento di messa in sicurezza dell’ infrastruttura che però è ancora lontano dall’ essere realizzato. Da allora sul viadotto si marcia solo a traffico alternato e regolato dal semaforo, per evitare di sovraccaricare la struttura. Sperando che basti per evitare danni peggiori. (hanno collaborato: Vincenzo Bisbiglia, Andrea Gisoldi, Giacomo Salvini)
lorenzo vendemiale
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