26 Dicembre 2018

Rassegna stampa del 26 dicembre

Il Giornale Locale, 26/12/2018 22:33
Multe, stangata in vista dal primo gennaio 2019

Si va verso i rincari delle multe dall’ 1 gennaio 2019 . L’ ufficialità arriverà solo con la pubblicazione del decreto ministeriale però la legge prevede l’ aggiornamento biennale delle sanzioni al Codice della strada con un incremento che, come comunicato dall’ Istat, sarà del +2,2% . Ma i consumatori non ci stanno e accusano: mentre le sanzioni crescono i proventi delle multe non vengono spesi in sicurezza . “Il problema è come vengono utilizzati i proventi delle multe – afferma all’ Adnkronos il presidente del Codacons Carlo Rienzi – La legge prevede che i proventi delle multe vengano utilizzati per la sicurezza stradale e ciò non avviene: non si devono aumentare le multe se prima non si assicura che i fondi tornino agli automobilisti in termini di qualità delle strade , dei servizi e di sicurezza stradale”. Il Codacons su questo fronte sta facendo un’ indagine, raccogliendo i dati nella Capitale, per capire che fine fanno i soldi sborsati dagli automobilisti indisciplinati che, anche grazie alle nuove tecnologie, come lo street control, rischiano sempre più possibilità di essere ‘pizzicati’. Dai primissimi dati raccolti dal Codacons, spiega Renzi, emerge che “la legge viene violata” e non tutti i soldi incassati vengono spesi per quel fine. Solo per fare un esempio, il Codacons anticipa un dato dell’ indagine in corso di elaborazione relativo al municipio IX di Roma . Secondo l’ associazione dei consumatori, a fronte di 1.122.746,17 di euro per gli anni dal 2015 al 2018 il totale impegnato per le finalità legate alla sicurezza stradale è stato pari a 755.188,66 di cui: 51.312,55 per la manutenzione dei collettori, delle fognature e dei fossi colatori e rete di raccolta e smaltimento acque; 628.343,42 euro per manutenzione stradale; 75.532,69 euro, frutto di multe fatte con autovelox, per la segnaletica orizzontale e verticale. Intanto, secondo quanto calcolato dal comandante della polizia municipale di Verona, Luigi Altamura, per l’ Associazione sostenitori ed amici della polizia stradale (Asaps) se fosse confermato l’ aumento del 2,2% delle multe dal 2019 i divieti di sosta semplici passerebbero da 41 a 42 euro, le violazioni alle Ztl e alle corsie bus da 81 a 83, uso del cellulare alla guida da 161 a 165 euro, l’ omessa revisione da 169 a 173 euro. Stangata in vista anche per chi preme troppo il piede sull’ acceleratore : l’ eccesso di velocità di non oltre 10 km/h rispetto al limite passerebbe da 41 a 42 euro, l’ eccesso di velocità fra 10 e 40 km/h oltre il limite passerebbe da 169 a 173 euro, l’ eccesso di velocità fra 40 e 60 km/h oltre il limite passerebbe da 532 a 544 euro, l’ eccesso di velocità di 60 km/h oltre il limite passerebbe da 829 a 847 euro. E per le polizie locali è una corsa contro il tempo. “Attendiamo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale del decreto che, come sempre da una decina di anni, arriverà gli ultimi giorni”, afferma il comandante Altamura sottolineando che “bisognerà modificare i prontuari e la procedura informatica perché dalla mezzanotte dovrà scattare il nuovo importo”. E non sono le uniche novità sul fronte della strada . Altamura ricorda le nuove norme sui veicoli muniti di targa estera: per informare sulla stretta la polizia municipale di Verona fornisce sul suo sito anche informazioni in romeno e francese.

Il Metropolitano, 26/12/2018 19:09
SOS rifiuti, Roma esplode a Natale

Mentre il natale dei romani si consuma in un oceano di sacchi neri e rifiuti sparsi, il Codacons torna a denunciare lo stato indecente della Capitale: l’ associazione punta stavolta il dito contro il servizio di raccolta dell’ immondizia, reo di aver abbandonato interi quadranti della città eterna all’ incuria e al degrado più totale – come denunciato tra gli altri dal giornalista Jason Horowitz del New York Times. Una situazione sconcertante e apparentemente senza soluzioni ma contro cui i cittadini romani possono invece mobilitarsi, cominciando a tutelare i propri diritti: nello specifico il Codacons ricorda ai cittadini romani che sul sito dell’ associazione è pubblicato il modulo attraverso il quale è possibile chiedere al Comune di Roma e all’ Ama uno sconto dell’ 80% sulla tariffa rifiuti in presenza di disservizi nella raccolta della spazzatura, come previsto dalla normativa vigente. “La legge è chiara: il decreto legislativo 507/1993 dispone che ‘la tari è dovuta nella misura massima del 20 per cento della tariffa, in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento'” – dichiara il presidente Carlo Rienzi. “invitiamo ancora una volta gli utenti a documentare attraverso foto e video la mancata raccolta dei rifiuti nel proprio quartiere, e ad attivarsi per far valere i propri diritti scaricando dal nostro sito il modulo per la riduzione della tari”, conclude Rienzi. fonte – https://codacons.it/sos-rifiuti-roma-esplode-a-natale/
redazione ilmetropolitano

AgenPress, 26/12/2018 18:33
SOS rifiuti, Roma esplode a Natale. Codacons: stato indecente della Capitale

Agenpress. Mentre il Natale dei romani si consuma in un oceano di sacchi neri e rifiuti sparsi, il Codacons torna a denunciare lo stato indecente della Capitale: l’ Associazione punta stavolta il dito contro il servizio di raccolta dell’ immondizia, reo di aver abbandonato interi quadranti della Città Eterna all’ incuria e al degrado più totale – come denunciato tra gli altri dal giornalista Jason Horowitz del New York Times. Una situazione sconcertante e apparentemente senza soluzioni ma contro cui i cittadini romani possono invece mobilitarsi, cominciando a tutelare i propri diritti: nello specifico il Codacons ricorda ai cittadini romani che sul sito dell’ Associazione ( https://goo.gl/83F7E7 ) è pubblicato il modulo attraverso il quale è possibile chiedere al Comune di Roma e all’ Ama uno sconto dell’ 80% sulla tariffa rifiuti in presenza di disservizi nella raccolta della spazzatura, come previsto dalla normativa vigente. “La legge è chiara: il Decreto Legislativo 507/1993 dispone che ‘la TARI è dovuta nella misura massima del 20 per cento della tariffa, in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento'” – dichiara il presidente Carlo Rienzi. “Invitiamo ancora una volta gli utenti a documentare attraverso foto e video la mancata raccolta dei rifiuti nel proprio quartiere, e ad attivarsi per far valere i propri diritti scaricando dal nostro sito il modulo per la riduzione della Tari”, conclude Rienzi.

Affari Italiani, 26/12/2018 16:16
Roma “ex patrimonio Unesco”. Rifiuti caos, via il riconoscimento e la Raggi

il codacons chiede la sospensione per roma del riconoscimento di patrimonio dell’ umanità dell’ unesco: è piena emergenza rifiuti
“Roma in rovina”, dopo la denuncia del New York Times di “città discarica”, il Codacons diventa la più feroce e puntuale opposizione alla Giunta di Virginia Raggi e affonda: “Il riconoscimento dell’ Unesco va sospeso e il sindaco di frote a tanto sfacelo farebbe bene a dimettersi”. L’ attacco del Codacons arriva dopo l’ ultimo reportage del New York Times che ha messo in luce una volta di più lo stato disastroso in cui versa la Città Eterna, e torna a invocare le dimissioni della sindaca Raggi alla luce di una situazione di sfacelo ormai assoluta ed evidente a tutti – cittadini romani e non. Roma è effettivamente “in rovina”, come denuncia il giornalista Jason Horowitz: proprio il grave stato di degrado in cui versa la città, sommersa da rifiuti e in condizioni di incuria e abbandono intollerabili, fa venire meno i presupposti per l`inserimento nell`elenco dei siti protetti dall`Unesco, così come stabilito dalle stesse linee guida della Convenzione del patrimonio mondiale che prevede un monitoraggio dei requisiti nel tempo e la possibilità di sospendere il riconoscimento nel caso in cui gli stessi requisiti vengano meno. La sospensione dovrebbe quindi essere “condizionata”, e interrotta non appena la città verrà riportata a livelli di cura e di civiltà accettabili. “Non si può più tacere riguardo la grave situazione di degrado in cui versa Roma, che rende invivibile la città” – dichiara il Presidente Carlo Rienzi. “Per questo chiediamo a gran voce le dimissioni di Virginia Raggi e la sospensione del riconoscimento Unesco, almeno finché i principali fattori di degrado della Capitale non saranno stati affrontati e risolti”. Commenti Ci sono altri 0 commenti. Clicca per leggerli.

quotidianonet.com, 26/12/2018 15:41
Saldi inverno 2019, quando iniziano. Le date regione per regione

Roma, 26 dicembre 2018 – Tre, due, uno… e archiviato il Natale è già tempo di saldi invernali. Per tutti gli appassionati di shopping sfrenato e di corsa allo sconto, sta per partire l’ immancabile appuntamento di inizio 2019. La data d’ inizio è uguale per tutte le regioni ad eccezione di Basilicata, Sicilia e Valle D’ Aosta, mentre la data di fine è molto variabile a seconda delle zone d’ Italia, compresa tra il 16 febbraio e il 31 marzo, con l’ eccezione della Campania dove gli sconti andranno avanti fino al 2 aprile. Vediamo allora nel dettaglio il calendario dei saldi regione per regione: Abruzzo: 5 gennaio – 5 marzo Basilicata: 2 gennaio – 1 marzo Calabria: 5 gennaio – 28 febbraio Campania: 5 gennaio – 2 aprile Emilia Romagna: 5 gennaio – 5 marzo Friuli Venezia Giulia: 5 gennaio – 31 marzo Lazio: 5 gennaio – 28 febbraio Liguria: 5 gennaio – 18 febbraio Lombardia: 5 gennaio – 5 marzo Marche: 5 gennaio – 1 marzo Molise: 5 gennaio – 5 marzo Piemonte: 5 gennaio – 28 febbraio Puglia: 5 gennaio – 28 febbraio Sardegna: 5 gennaio – 5 marzo Sicilia: 6 gennaio – 15 marzo Toscana: 5 gennaio – 5 marzo Umbria: 5 gennaio – 5 marzo Valle D’ Aosta: 3 gennaio – 31 marzo Veneto: 5 gennaio – 31 marzo Trentino-Alto Adige: 5 gennaio – 16 febbraio Previsioni meteo, incubo nebbia e smog. San Silvestro, Capodanno, Epifania? Un rebus IL PARERE DEL CODACONS – Ma già nei giorni scorsi il Codacons ha tracciato un quadro a tinte fosche per la stagione dei saldi, che seguirebbero seguendo un trend oramai consolidato negli ultimi anni. “Gli acquisti durante il periodo di sconti, infatti, faranno registrare anche nel 2019 una pesante flessione”, spiega il presidente Carlo Rienzi. “Questo perché da un lato la data di partenza delle promozioni al termine delle feste natalizie e di Capodanno è assolutamente inadeguata, avendo le famiglie della regione già svuotato i portafogli tra regali e spese alimentari. In secondo luogo – prosegue – i consumatori hanno modificato profondamente le proprie abitudini, spostando gli acquisti verso l’ e-commerce che registra crescite delle vendite a due cifre e che può godere di sconti liberi tutto l’ anno”. ”In tale contesto – conclude Rienzi – i saldi di fine stagione appaiono del tutto obsoleti e andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il ”Black Friday” che registrano il grande favore dei consumatori, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce”. I CONSIGLI PER EVITARE LE FREGATURE – Ad ogni modo, riproponiamo i consigli di Federconsumatori per evitare possibli fregature e ridurre il rischio di essere truffati, raggirati o di incorrere in finte promozioni che, purtroppo, sono sempre dietro l’ angolo quando si avvicinano i saldi: 1. Verificare sempre il prezzo dei prodotti che si vuole acquistare prima dell’ avvia delle offerte e, se possibile, fotografare la cifra con il cellulare, così da ottenere una prova del prezzo di partenza e valutare la vera entità dello sconto. 2. Non fermarsi al primo negozio che si incontra ma confrontare i prezzi applicati in diversi punti vendita così da evitare truffe. 3. Diffidare dei negozi che non espongono la merce e di quelli che applicano sconti eccessivi, pari o superiori al 60% (un onesto prezzo a saldo si attesta attorno al 40%). 4. Controllare che sul cartellino siano riportati sia il vecchio prezzo che quello nuovo, oltre alla percentuale dello sconto applicato. 5. I prodotti a saldo devono essere sì di fine stagione, ma dell’ anno in corso e non delle stagioni degli anni passati! I di magazzino devono essere venduti separatamente da quelli in saldo. 6. Anche se il cambio del prodotto non è garantito, conservare sempre lo scontrino, essenziale in caso di merce fallata o non conforme, poiché obbliga il commerciante alle norme su garanzia di sostituzione e rimborso. 7. I commercianti non sono tenuti a far provare i capi di abbigliamento, tuttavia si sconsiglia di acquistare in negozi in cui non sia possibile effettuare una prova. 8. Per problemi o presunte truffe rivolgersi ai vigili urbani, all’ ufficio comunale per il commercio o ad un’ Associazione di consumatori.

ilsussidiario.net, 26/12/2018 15:27
Saldi invernali 2019, data e calendario/ Quando cominciano gli sconti, le regole e i consigli

saldi invernali 2019, data e calendario regione per regione: quando cominciano gli sconti, le regole e i consigli per i consumatori
Neppure il tempo di mandare in archivio le feste che arrivano i saldi invernali 2019. Cominceranno il 2 gennaio in Basilicata, poi il 5 gennaio in tutte le altre regioni d’ Italia. La data della fine invece varia da regione a regione: ad esempio finiranno a metà febbraio in Liguria, proseguiranno fino ad aprile in Campania. La maggior parte degli italiani dunque potrà fare acquisti a prezzi scontati fino alla fine di febbraio o l’ inizio di marzo. L’ occasione per fare spese a «basso costo» e riempire gli armadi è particolarmente ghiotta. A Milano è già cominciata la caccia all’ affare: molti hanno cominciato ad esplorare negozi e vetrine, anche perché approfittando dei giorni festivi, delle vacanze e dell’ aumento dei turisti, sono già partiti gli sconti, prezzi speciali e vendite promozionali prima dei saldi istituzionali. Soprattutto sui siti Internet delle griffe e nei negozi più conosciuti della città: dalla Rinascente fino a Primark. SALDI INVERNALI 2019, LE REGOLE E I CONSIGLI Il conto alla rovescia per acquistare in saldo l’ oggetto del desiderio è cominciato. Sono diversi i consigli che i consumatori possono seguire per evitare di incappare nelle truffe con i saldi. Ci sono quelli del Codacons e della Guardia di Finanza: «Si invita a diffidare degli sconti superiori al 50%, che spesso nascondono merce non proprio nuova o prezzi vecchi falsi. Evitare di acquistare capi che non abbiano due etichette, quella di composizione e quella di manutenzione. Provare sempre i vestiti e tenere sempre lo scontrino o la garanzia che vale comunque per due anni dall’ acquisto». Ci sono obblighi che i commercianti sono tenuti a rispettare: ad esempio, si deve sempre indicare, accanto al prodotto, il prezzo iniziale e la percentuale dello sconto, invece è facoltativa l’ indicazione del nuovo costo di vendita ottenuto con il ribasso. Le merci scontate devono essere esposte in reparti o zone diverse rispetto a quelle non in saldo per evitare che i clienti possano confondere la merce. Quindi è obbligatorio usare cartelli differenti o altri strumenti per darei informazioni non ingannevoli. SALDI INVERNALI 2019, DATA E CALENDARIO Ecco il calendario completo dei saldi invernali in tutte le regioni italiane. Abruzzo: dal 5 gennaio al 5 marzo Basilicata: dal 2 gennaio al 1 marzo. Calabria: dal 5 gennaio al 28 febbraio. Campania: dal 5 gennaio al 2 aprile. Emilia Romagna: dal 5 gennaio al 5 marzo. Friuli Venezia Giulia: dal 5 gennaio al 31 marzo. Lazio: dal 5 gennaio al 28 febbraio. Liguria: dal 5 gennaio al 18 febbraio. Marche: dal 5 gennaio al 1 marzo. Molise: dal 5 gennaio al 5 marzo saldi. Piemonte: dal 5 gennaio al 28 febbraio. Puglia: dal 5 gennaio al 28 febbraio. Sardegna: dal 5 gennaio al 5 marzo. Sicilia: dal 6 gennaio al 15 marzo. Toscana: dal 5 gennaio al 5 marzo. Trentino-Alto Adige: dal 5 gennaio al 16 febbraio. Umbria: dal 5 gennaio al 5 marzo. Valle D’ Aosta: dal 3 gennaio al 31 marzo. Veneto: dal 5 gennaio al 31 marzo. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Adnkronos, 26/12/2018 15:08
La monnezza di Natale

Cassonetti strabordanti e cumuli di immondizia a terra tra scatoloni di giocattoli e resti di cibo del cenone. Scene di ordinario degrado per i romani ormai abituati a vedere le strade della Capitale invase dai rifiuti e a fare lo slalom tra i sacchetti depositati a terra davanti ai bidoni colmi fino all’ inverosimile, dal Nord al Sud della città. Un’ emergenza già grave su cui pesa in questi giorni, oltre alla chiusura del Tmb Salario, il picco della produzione dei rifiuti che si registra ogni anno nel periodo di Natale. ” Due giorni di schifo totale ” dice all’ Adnkronos una signora residente in zona Ponte Lungo, sulla via Appia. “Il 24 e il 25 i cassonetti erano così pieni che i sacchetti di spazzatura potevi solo lasciarli per terra – racconta – Questa mattina finalmente sono passati a svuotare i contenitori dell’ immondizia”. Da Casal Bruciato a San Giovanni però, a macchia di leopardo, in alcune zone la situazione non è ancora tornata alla normalità. I cassonetti dell’ indifferenziata sono stati svuotati ma molti raccoglitori della carta sono ancora stracolmi delle confezioni dei regali di Natale e ai lati ci sono buste di rifiuti. Critica la situazione in via Filippo Meda, a Monti Tiburtini, dove il puzzo nauseabondo della spazzatura in strada sale fino ai primi piani dei palazzi ( FOTOGALLERY ). Per denunciare la situazione il Collettivo Militant ha messo a segno un simbolico blitz il giorno della vigilia portando sotto l’ albero di Piazza Venezia alcuni dei sacchi di spazzatura raccolti per la strada nei vari quartieri della Capitale. Il video dell’ azione dimostrativa è poi stato postato su Facebook. LA SITUAZIONE NEI MUNICIPI – Di municipio in municipio, i cittadini sono preoccupati. “La situazione, nonostante ieri e oggi sia intervenuta una squadra, è molto complicata. A Talenti da giorni i cassonetti non vengono svuotati, la situazione è drammatica” dice all’ Adnkronos il minisindaco Giovanni Caudo, facendo il punto sulla situazione dei rifiuti nelle strade del Municipio III . ”La chiusura del Tmb Salario ha solo aggravato la situazione, ma l’ emergenza è dovuta al fatto che il servizio porta a porta delle utenze non domestiche, bar e ristoranti, non funziona – denuncia – Affidato a metà ottobre da Ama a una ditta, il servizio avrebbe dovuto coprire entro dicembre 4000 utenze nel nostro Municipio, rispetto alle precedenti 1000, ma non riesce neanche a soddisfare quelle 1000. I cittadini ci segnalano di tutto attorno ai cassonetti, il rischio di una emergenza igienico sanitaria c’ è”. ”L’ emergenza rifiuti – dice ancora Caudo riferendosi all’ allarme del ‘New York Times’ – si trascina da anni. Coinvolge lo Stato, la Regione e il Comune ma, anche se non mi piace fare polemiche, in questi due anni di fatto la situazione è solo peggiorata”. ”Da Ostiense a Garbatella fino a San Paolo la situazione non si può che definire drammatica – afferma all’ Adnkronos il minisindaco Amedeo Ciaccheri sulla situazione dei rifiuti nel Municipio VIII – Da mesi c’ è una situazione ingestibile che si è acuita dopo il rogo del Tmb Salario. Il 24 mattina abbiamo inviato una nota urgente alla sindaca Raggi, all’ assessore Montanari e al dg di Ama paventando una emergenza sanitaria ma ad oggi non abbiamo avuto alcun riscontro neanche da Montanari che ha la competenza dei rifiuti e dovrebbe rassicurare i cittadini”. ”Dai turisti ai cittadini, chiunque viva a Roma vede una città decadente – dice ancora Ciaccheri riferendosi all’ allarme del ‘New York Times’ – dove non vengono assicurati i servizi minimi di vivibilità e l’ assenza di decoro è la prima cosa che salta agli occhi”. Al Municipio XI , guidato dal M5S, ”stiamo monitorando la situazione dei rifiuti per le strade, al momento ci sono criticità a Magliana e Marconi che abbiamo già segnalato ad Ama. Le postazioni dove stanno i cassonetti sono gonfie di rifiuti. Da un lato c’ è la cattiva abitudine di appoggiare per terra i rifiuti, a via Fermi ad esempio i cassonetti sono vuoti ma per terra ci sono cumuli di sacchetti, dall’ altro c’ è stato in questi due giorni un rallentamento della raccolta da parte di Ama. Il risultato è quello che vediamo per strada” dice all’ Adnkronos l’ assessore municipale alle politiche ambientali Giacomo Giujusa. ”Tra stanotte e domani – aggiunge – pensiamo che si possa recuperare la situazione”. Domani sera, informa poi Giujusa, la sindaca Raggi interverrà all’ assemblea pubblica a Corviale per dare informazioni ai cittadini sulla trasferenza dei rifiuti a Ponte Malnome in seguito al rogo del Tmb Salario. ROMA SUL NEW YORK TIMES – La situazione in cui versa Roma non passa inosservata neanche all’ estero. Il corrispondente dall’ Italia del New York Times Jason Horowitz in un reportage, pubblicato il giorno della vigilia di Natale sul quotidiano statunitense dal titolo ‘ Roma in rovina ‘, ha scritto senza mezzi termini che “la città rischia di diventare una discarica”. Su Twitter il giornalista ha anche postato la sua “cartolina di Natale”, ovvero una eloquente foto che ritrae il blogger di ‘Roma Fa Schifo’ Massimiliano Tonelli circondato dalla spazzatura in un piccolo parco davanti al Colosseo. Rome in Ruins. My Christmas postcard (with love!) from a city in danger of becoming a dump. https://t.co/55VjJEfDJ8 – Jason Horowitz (@jasondhorowitz) 24 dicembre 2018 Intanto il Codacons ricorda ai cittadini romani che sul sito dell’ Associazione è pubblicato il modulo attraverso il quale è possibile chiedere al Comune di Roma e all’ Ama uno sconto dell’ 80% sulla tariffa rifiuti in presenza di disservizi nella raccolta della spazzatura, come previsto dalla normativa vigente. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

AgenPress, 26/12/2018 13:34
“Roma in Rovina” Reportage del New York Times. Codacons: sospendere riconoscimento “Patrimonio Mondiale dell’ Umanità”

Agenpres Il Codacons chiede di sospendere il riconoscimento “Patrimonio Mondiale dell`Umanità” al centro storico della Capitale, dopo che l’ ultimo reportage del New York Times ha messo in luce una volta di più lo stato disastroso in cui versa la Città Eterna, e torna a invocare le dimissioni della sindaca Raggi alla luce di una situazione di sfacelo ormai assoluta ed evidente a tutti – cittadini romani e non. Roma è effettivamente “in rovina”, come denuncia il giornalista Jason Horowitz: proprio il grave stato di degrado in cui versa la città, sommersa da rifiuti e in condizioni di incuria e abbandono intollerabili, fa venire meno i presupposti per l`inserimento nell`elenco dei siti protetti dall`Unesco, così come stabilito dalle stesse linee guida della Convenzione del patrimonio mondiale che prevede un monitoraggio dei requisiti nel tempo e la possibilità di sospendere il riconoscimento nel caso in cui gli stessi requisiti vengano meno. La sospensione dovrebbe quindi essere “condizionata”, e interrotta non appena la città verrà riportata a livelli di cura e di civiltà accettabili. ” Non si può più tacere riguardo la grave situazione di degrado in cui versa Roma, che rende invivibile la città” – dichiara il Presidente Carlo Rienzi. “Per questo chiediamo a gran voce le dimissioni di Virginia Raggi e la sospensione del riconoscimento Unesco, almeno finché i principali fattori di degrado della Capitale non saranno stati affrontati e risolti”.

Radio Veronica One, 26/12/2018 11:41
Arriva la stangata di Capodanno – Radio Veronica One

Discorso a parte merita il comparto energetico e dei trasporti: gli ultimi mesi del 2018 sono stati caratterizzati dal crollo del petrolio, che avrà effetti benefici sulle tariffe luce e gas per il primo trimestre del 2019. “Ma la festa per i consumatori durerà poco: gli analisti – ricorda il Codacons – concordano su una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia) sia sui rifornimenti di carburante (+149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) per +67 euro a famiglia”. Il 2019, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (+18 euro), con i prezzi delle polizze che già negli ultimi mesi del 2018 hanno registrato leggeri incrementi. “La stangata media si aggirerà quindi attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti un’ automobile nuova, a causa dell’ Ecotassa varata dal governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su. La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre alla citata Ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti”, conclude l’ associazione.
fonte adnkronos

Giornale L’Ora, 26/12/2018 11:37
A Gangi la magia della decima edizione del presepe vivente Da Nazareth a Betlemme

Incastonato nei vicoli del borgo rappresenta, ogni anno, una scoperta continua. A Gangi, con 14 rappresentazioni quotidiane no stop, dal 26 al 29 dicembre, va in scena la decima edizione del presepe vivente “Da Nazareth a Betlemme”. Uno degli eventi storici più affascinanti e coinvolgenti d’ Italia, tanto da essere insignito del prestigioso premio ITALIVE 2017. Una occasione unica e imperdibile per scoprire e riscoprire questo Borgo più bello d’ Italia, con le sue costruzioni abbarbicate su un fianco del Monte Marone, grazie a una manifestazione storico-artistica-religiosa che “Google Buon Natale” ha inserito tra i due presepi, assieme a quello di Custonaci, da visitare in Sicilia e uno tra i più belli d’ Europa. Superata la soglia del grande portone in legno della chiesa Madre tutto è stato ricreato con dovizia di particolari e nell’ antico quartiere di Santa Lucia i suoi 200 figuranti in costume d’ epoca si muovono in un anfiteatro naturale che riproduce una Betlemme immaginaria. Si rivivrà un passato millenario popolato di pellegrini, pastori con le loro greggi, mercanti, sacerdoti, e artigiani. Saranno riproposte le principali scene della natività, spaccati della vita sociale della Palestina del tempo, legate alla presenza militare di Roma imperiale con Erode, la sua corte e i soldati, scene esclusivamente di carattere religioso. Tra quelle più suggestive l’ apparizione dell’ Angelo e la fuga dal censimento di Maria e Giuseppe da Nazareth a Betlemme. Una colonna sonora e una voce fuori campo (ciascuna scena è priva di dialoghi tra gli attori) descriveranno le atmosfere del tipico paesaggio urbano dell’ epoca, la grotta, dove è nato Gesù, sarà ricostruita e ambientata sotto l’ arcata dell’ antica Torre Normanna dei Ventimiglia adiacente piazza del Popolo. La regia è curata da Peppuccio Ballistreri e Carmelo Domina, le musiche sono di Giovanni Germanà, la voce fuori campo di Santi Cicardo, e la consulenza storica di Ignazio Sauro. L’ iniziativa organizzata dall’ associazione “Da Nazareth a Betlemme” è patrocinata dal Comune di Gangi, Bcc, con la collaborazione della Pro-Loco e delle associazioni locali e la disponibilità del parroco don Pino Vacca. Per uno dei registi Carmelo Domina: “Da Nazareth a Betlemme vuole rispecchiare fedelmente quanto raccontato dal Vangelo, e ogni anno la manifestazione mantiene inalterata la sua struttura anche per non deludere le attese di chi lo ha già visto e vuole rivederlo o di chi ne ha sentito parlare, però aggiungiamo piccoli tocchi con nuove scene e coreografie che nella loro teatralità sicuramente stimolano la fantasia degli spettatori, quest’ anno oltre ad aggiungere un passo nuovo del Vangelo, che non voglio svelare, sarà valorizzato uno degli scorci più belli di Gangi, la salita Madrice che permetterà ai visitatori-spettatori di ammirare uno scenario unico”. “Quest’ anno festeggiamo i dieci anni della manifestazione – aggiunge Domina – un patrimonio non solo di Gangi ma di tutt’ Italia, lo scorso anno è stata insignita del prestigioso premio ITALIVE2017, premio del portale Italive.it in partnership con Autostrade per l’ Italia, la collaborazione di Coldiretti, Codacons e Comitas, dietro un successo riconosciuto in tutt’ Italia c’ è l’ impegno sincero e affettuoso di tutta la comunità gangitana, del consiglio direttivo dell’ associazione “Da Nazareth a Betlemme”, del Comune di Gangi nella persona del sindaco Francesco Migliazzo e dell’ assessore al turismo, Giuseppe Ferrarello, quest’ ultimo in 10 anni ci è stato sempre vicino ed ha lavorato per la sua buona riuscita, un grazie anche a chi ci ha sostenuto e ci sostiene dalla Pro-Loco e a tutte le associazioni locali”. Per l’ accesso alla manifestazione che avviene per gruppi è obbligatorio l’ acquisto anticipato del ticket d’ ingresso. La vendita si svolgerà principalmente on linee ed è possibile avere informazioni, prenotare e acquistare il biglietto sul sito: www.presepeviventegangi.it. Com. Stam.

corriere.it (Milano), 26/12/2018 11:35
vendite promozionali
Milano, sconti e prezzi «speciali» nei negozi: gli affari delle Feste aspettando i saldi (veri)

da sabato 5 gennaio i negozi della lombardia e quindi anche milano applicano i saldi invernali 2019. in realtà, approfittando dei giorni festivi, delle vacanze e dell’ aumento dei turisti , a milano sono già partiti gli «sconti»
Conto alla rovescia per i saldi. Da sabato 5 gennaio i negozi della Lombardia, e quindi anche di Milano, applicano i saldi invernali 2019. Occasione d’ oro per fare spese a «basso costo» e riempire gli armadi. Ma quanto dureranno? In Lombardia fino al 5 marzo 2019. Gli affari delle Feste In realtà, approfittando dei giorni festivi, delle vacanze e dell’ aumento dei turisti, a Milano sono già partiti gli «sconti»: prezzi speciali e vendite promozionali prima dei saldi istituzionali. Soprattutto sui siti Internet delle griffe e nei negozi più conosciuti della città: dalla Rinascente (fino al 50 % cento di sconto con la Rinascente card) all’ Excelsior Milano (anche il 70% di ribassi su una selezione di oggetti di design, accessori e abbigliamento) fino a Primark (al centro commerciale di Arese). Nelle altre regioni La data dell’ inizio dei saldi (veri) può variare da regione e regione. Di seguito il calendario completo in tutte le regioni italiane: Abruzzo: dal 5 gennaio al 5 marzo Basilicata: dal 2 gennaio al 1 marzo Calabria: dal 5 gennaio al 28 febbraio Campania: dal 5 gennaio al 2 aprile Emilia Romagna: dal 5 gennaio al 5 marzo Friuli Venezia Giulia: dal 5 gennaio al 31 marzo Lazio: dal 5 gennaio al 28 febbraio Liguria: dal 5 gennaio al 18 febbraio Marche: dal 5 gennaio al 1 marzo Molise: dal 5 gennaio al 5 marzo saldi Piemonte: dal 5 gennaio al 28 febbraio Puglia: dal 5 gennaio al 28 febbraio Sardegna: dal 5 gennaio al 5 marzo Sicilia: dal 6 gennaio al 15 marzo Toscana: dal 5 gennaio al 5 marzo Trentino-Alto Adige: dal 5 gennaio al 16 febbraio Umbria: dal 5 gennaio al 5 marzo Valle D’ Aosta: dal 3 gennaio al 31 marzo Veneto: dal 5 gennaio al 31 marzo. Le regole La legge non consente la vendita in saldo prima della data stabilita dai Comuni e dalle Regioni in base all’ art. 15 comma 3 d. lgs bersani n. 114/1998, la cosiddetta riforma del commercio. Per quanto riguarda la fine delle promozioni, invece, questa varierà in base a quanto deciso dalle amministrazioni regionali. Ci sono, inoltre, altri obblighi che i commercianti sono tenuti a rispettare. Per esempio, si deve sempre indicare, accanto al prodotto, il prezzo iniziale e la percentuale dello sconto. Mentre, è facoltativa l’ indicazione del nuovo costo di vendita ottenuto con il ribasso. Le merci scontate devono essere esposte in reparti o zone diverse rispetto a quelle non in saldo, per evitare che i clienti possano confondere la merce. Per questa ragione, è obbligatorio usare cartelli differenti o altri strumenti per fornire ai consumatori informazioni inequivocabili e non ingannevoli. I consigli Sono diversi i suggerimenti che i consumatori possono seguire per evitare di incappare nelle «truffe». Ecco i consigli del Codacons e della guardia di finanza: «Si invita a diffidare degli sconti superiori al 50%, che spesso nascondono merce non proprio nuova o prezzi vecchi falsi. Evitare di acquistare capi che non abbiano due etichette, quella di composizione e quella di manutenzione. Provare sempre i vestiti e tenere sempre lo scontrino o la garanzia che vale comunque per due anni dall’ acquisto». Buoni acquisti (speciali). 26 dicembre 2018 | 10:40.
rossella burattino

Studio Cataldi, 26/12/2018 07:26
Un euro per usare il bagno del bar o del ristorante

di Lucia Izzo – L’ accesso alla toilette dell’ esercizio pubblico è consentito ai clienti, ma al costo di un euro, con regolare scontrino fiscale: è quanto ha deciso il titolare di in un locale del Lido di Venezia. Una decisione che va oltre il semplice invito alla consumazione per usufruire del bagno, a cui si è ormai praticamente abituati, e che si avvicina a quanto succede in molti paesi europei. Si è così riaperto il dibattito relativo al l’ utilizzo dei bagni in bar e ristoranti. Leggi anche: Bar e ristoranti: si può andare in bagno senza consumare? Venezia: l’ uso del bagno costa un euro L’ uso del bagno nei locali pubblici Bar e ristoranti: uso del bagno riservato ai clienti “paganti” Tar Toscana: servizi igienici vanno riservati ai clienti Venezia: l’ uso del bagno costa un euro [ Torna su ] Ernesto Pancin, direttore dell’ Aepe di Venezia, ha salutato con entusiasmo l’ iniziativa “lodevole e con tanto di scontrino” dell’ imprenditore veneto, rammentando che “Le toilette dei pubblici esercizi, come da regolamento che ha almeno trent’ anni, sono destinate alla clientela”. Invece, si paga 1 euro e 50 in quelle pubbliche che l’ amministrazione comunale mette a disposizione di tutti, ha ricordato Pancin, soggiungendo che far usare la toilette è cortesia, ma non è un obbligo ed “è giusto pagare i costi che l’ accesso esagerato di clientela comporta”. È meglio questa decisione rispetto a quella di far pagare una consumazione? “Certo” risponde il direttore del’ Aepe, “altrimenti sarebbe un ulteriore vantaggio. Si avrebbe il servizio e la consumazione al prezzo di un solo servizio. Detto questo se una persona ha bisogno del bagno e non ha la disponibilità di un euro, basta chiedere con cortesia e credo nessuno gliene negherà l’ uso “. L’ uso del bagno nei locali pubblici [ Torna su ] Molti pensano erroneamente che l’ uso delle toilette sia consentito per legge anche a chiunque, anche a coloro che non consumano o pagano nulla; in realtà, in nessuna fonte normativa vi è traccia di tale presunto “diritto alla toilette”. Certo, il bagno deve esserci nel locale. Ai sensi dell’ art. 28 del d.P.R. 327/1980 gli esercizi di somministrazione (bar, ristoranti, ecc.) e vendita delle sostanze alimentare, nonché quelli adibiti a lavorazione e deposito, devono essere obbligatoriamente muniti dei servizi igienici. Ma ciò non significa che debba esserne consentito indistintamente l’ accesso a chiunque abbia necessità di utilizzarli. Infatti, a livello nazionale, è assente qualunque riferimento all’ utilizzo da parte di soggetti diversi dalla clientela, rimettendo così tale possibilità alla sensibilità e disponibilità degli esercenti . Bar e ristoranti: uso del bagno riservato ai clienti “paganti” [ Torna su ] Diverso è il caso in cui l’ uso del bagno venga riservato dal personale soltanto ai clienti che abbiano “consumato” , ossia acquistato qualcosa, anche solo un caffè, un pacchetto di gomme o altro esborso anche minimo che in qualche modo “giustifichi” l’ utilizzo del servizio igienico. È proprio la legge, infatti, che tutela espressamente il “cliente”, ovvero colui che abbia ordinato e pagato una consumazione: l’ art. 187 del Tulps (Testo unico delle leggi sulla Pubblica Sicurezza) riconosce il diritto ad avere un bagno messo a disposizione, gratuitamente, dal gestore dell’ esercizio. Secondo la norma, infatti, gli esercenti non possono, senza un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque le domandi e ne corrisponda il prezzo. Tuttavia, deve necessariamente evidenziarsi come a tale disciplina possano essere apportate modifiche dalle normative locali. La regola generale, tuttavia, che consente ai soli clienti l’ uso del bagno, non ha mancato di suscitare polemiche. Da un lato, gli esercenti dei locali hanno evidenziato che un uso “promiscuo” delle toilette, concesso a clienti e non, potrebbe comportare rilevanti esborsi di varia natura (manutenzione, elettricità, acqua, sapone, carta igienica). Tar Toscana: servizi igienici vanno riservati ai clienti [ Torna su ] Per i rappresentanti del Codacons (Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’ Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori), invece, un locale pubblico dovrebbe sempre mettere i bagni a disposizione di tutti, salvo ovviamente casi eccezionali, per sensibilità verso i potenziali clienti. In materia si registra anche un precedente del Tar Toscana (sent. n. 691/2010) che non ha tuttavia messo fine alla discussione. Il giudice amministrativo, infatti, qualificando il pubblico esercizio come un’ attività economica, preordinata alla soddisfazione dei clienti, ha ritenuto che i servizi igienici vadano riservati solo a quest’ ultimi . Ancora, prosegue il provvedimento, “è agevole ribattere che una cosa è l’ attività di pulizia e manutenzione di un locale destinato ad uso bagno, se ne possono far uso un numero limitato ed in una certa misura preventivabile di persone, tutt’ altra cosa è tale attività, se a poter fruire del locale destinato a bagno è la generalità del pubblico, cioè, all’ occorrenza, masse di persone ingenti e non predeterminabili (si pensi ad es. agli afflussi di pubblico, formato non soltanto da turisti, in occasione di famose manifestazioni culturali e cerimonie)”.

Business Insider Italia, 26/12/2018 06:00
L’ amaro regalo di Natale ai romani: la città è sommersa dai rifiuti e rischia l’ emergenza igienico-sanitaria

C’ è chi, come i l Codacons, per protestare “sportivamente” coi rifiuti di Roma ha deciso di farci addirittura un presepe e chi invece si limita a camminare sgomento per le strade della Capitale addobbata per le festività, cercando di schivare i cumuli di immondizia che ormai hanno invaso la maggior parte dei quartieri, dal centro alla periferia. “La mondezza mi ha rubato il parcheggio” scherza amaramente un automobilista mentre cerca uno spazietto tra un mucchio di scatole accatastate accanto ai cassonetti della carta (stracolmi) e un’ altra auto in sosta lungo una via del quartiere Trieste. L’ emergenza rifiuti – che a tra Natale e l’ Epifania più che emergenza diventa regola – quest’ anno è riesplosa in tutta la sua gravità, acuita dall’ incendio del Tmb Salario dello scorso 11 dicembre e dal tradizionale incremento dell’ immondizia prodotta per le festività (ogni anno in questo periodo si sfiora il +20%). Sulla gestione dei rifiuti Roma è ufficialmente allo sbando e la mano tesa di Aprilia e della Regione Abruzzo stavolta potrebbe non bastare a tamponare quella che rischia di diventare una vera e propria emergenza igienico-sanitaria. La ‘monnezza’ a Roma è diventata un’ attrazione turistica al contrario. Filippo Monteforte/AFP/Getty Images Guarda anche Scuole, case, uffici, piazze, non c’ è quartiere o marciapiede che si salvi. Dai Parioli a San Lorenzo, da Prati a Talenti i rappresentati dei vari Municipi continuano a lanciare allarmi e richieste d’ intervento che però, puntualmente, cadono nel vuoto. Per non citare le periferie, ormai in certi casi vere discariche a cielo aperto, con sentiti ringraziamenti di topi e gabbiani intenti a gustarsi un lauto banchetto. Parlare solo di “degrado” significherebbe minimizzare il problema e il rischio è che i romani alla fine si abituino anche a questo , rassegnati all’ ennesimo schiaffo nei confronti di una Capitale attanagliata da mali che sembrano incurabili. Trasporti, buche, alberi. Adesso tocca anche i rifiuti, piaga che ad ogni festività torna ad imperversare in una città che da anni non riesce a mettere in piedi un piano che permetta una volta per tutte di gestire il ciclo completo, dalla raccolta al riutilizzo dei materiali di scarto. Intendiamoci, il rogo del Tmb Salario , che ogni giorno accoglieva 700 tonnellate di rifiuti, non è colpa di Virginia Raggi, così come non è solo sua la responsabilità del fatto che a distanza di anni dalla chiusura di Malagrotta (decisa dalla Giunta Marino) non ci sia ancora un progetto degno di questo nome in grado di garantire l’ autosufficienza della città. Le speranze adesso sono tutte riposte nella mappa contenente i siti idonei ad accogliere discariche e termovalorizzatori che il Campidoglio dovrebbe presentare alla Regione affinché quest’ ultima possa finalmente predisporre il piano rifiuti regionale, un’ indicazione attesa ormai da oltre un anno. Leggi anche: Rifiuti a Roma: l’ assurda storia dei 3 impianti ‘fantasma’ e il sogno della differenziata al 70% Nel frattempo però le conseguenze del rogo al Tmb Salario continuano a farsi sentire (e vedere), andando ben oltre i cassonetti strabordanti in strada. Gli effetti di quanto accaduto potrebbero coinvolgere anche la salute, in relazione alla qualità dell’ aria, e il portafoglio dei cittadini. Nel corso dell’ audizione davanti alla Commissione bicamerale ecomafie dello scorso 19 dicembre, Marco Lupo, direttore generale di Arpa Lazio, ha spiegato chiaramente che: “dal giorno dell’ incendio soprattutto a Villa Ada c’ è stato un incremento del pm10 da 21 a 56 microgrammi per metro cubo il martedì fino a 62 il mercoledì, superando il limite di legge di 50 che non può essere sforato per più di 35 giorni all’ anno, mentre per diossine e furan i vicino l’ impianto martedì si è passati da 0,7 picogrammi per metro cubo fino 4,5, poi mercoledì da 6 fino a un picco di 9 picogrammi, quando il limite raccomandato dall’ Oms in ambienti urbani è 0,1. Poi da giovedì e venerdì con le piogge il valore è cominciato a scendere e le sostanze non erano più presenti in aria”. Insomma il maltempo potrebbe aver in parte tamponato l’ effetto inquinante del rogo , ma i rischi per la salute e per gli alimenti (frutta e ortaggi del territorio vicino al sito) sono ancora tutti da verificare. E arriviamo all’ altra nota dolente: la Tari . Almeno in questo frangente una buona notizia c’ è . Dopo l’ annuncio di possibili aumenti da parte della stessa sindaca di Roma, il Campidoglio sembra riuscito ad evitare i tanto temuti rincari sulla tassa sui rifiuti. Il 19 dicembre la Giunta ha approvato la propedeutica al bilancio sul piano finanziario per il servizio di gestione dei rifiuti, escludendo l’ arrivo dei tanto temuti rincari sulla Tari. La beffa dunque pare scongiurata. Magra consolazione per una Roma invasa dai rifiuti e per i romani sempre più esasperati ma, con l’ aria che tira, di qualcosa bisogna pur gioire.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox