26 Agosto 2012

Rassegna stampa del 26 agosto 2012

Rassegna stampa del 26 agosto 2012

ilmessaggero.it, 26/08/2012 21:03
Saldi choc, commercio mai così male In Umbria vendite in calo del 20%  Web
PERUGIA – Meno 20 per cento. E c’ è chi da dietro la cassa dice anche 40. Dati sconfortanti che dicono solo una cosa: i saldi estivi 2012 sono andati male, malissimo.Perdite pesanti nel settore del commercio, come anticipava il presidente di Federmoda Confcommercio Carlo Petrini, con un panorama che parla di “numerose chiusure di attività entro la fine dell’ anno”. Male, malissimo, a confermare i dati del sondaggio Fismo Confesercenti Umbria illustrato dal presidente Gianfranco Urbani, che ha spiegato come tre negozianti su quattro (il 67 per cento) fossero convinti all’ inizio dei saldi che l’ andamento delle vendite sarebbe stato in diminuzione. Addirittura, secondo Confesercenti, il voto a questo periodo di svendite è stato “male” per il 37 per cento e “molto male” per il 27, quasi uno su tre. Dato che, dall’ altro lato del bancone, ribadisce Federconsumatori: ha fatto shopping in saldo solo una famiglia su tre. “Il consuntivo sulle vendite promozionali conferma ampiamente le previsioni negative che avevamo effettuato alla vigilia, ma le misure enalizzanti e depressive quali tasse sui carburanti e addizionali territoriali, messe in campo dal governo, non faranno altro che spingere la situazione verso il baratro, con aumento di cassa integrazione, chiusure di attività produttive e licenziamenti che ridurranno ulteriormente la capacità di spesa delle famiglie”. È questo l’ attacco di Federconsumatori e Adusbef che ricordano appunto come, secondo l’ indagine a campione effettuata dall’ Osservatorio nazionale Federconsumatori, ogni famiglia che ha acquistato a saldo ha speso solo 127 euro, con un netto calo rispetto all’ ano scorso. In effetti solo fino a ieri in tanti negozi pure del centro storico le svendite hanno offerto sconti anche fino al 70 e 80 per cento, ma l’ impressione, a parlare con i commercianti, è che l’ appeal dei saldi è ormai un ricordo. “Ci hanno salvato un po’ i turisti – confermano da corso Vannucci -, ma a dire la verità dopo la fine di Umbria jazz non abbiamo avuto fortuna. Mentre invece speravamo in questi periodo di svendite per rifarci di un inverno davvero drammatico. Dicono che il turn over delle attività sia normale, ma basta guardare le vetrine chiuse per capire che gli affari vanno male. Malissimo”. “L’ andamento negativo dei saldi è la dimostrazione di come sia indispensabile un cambiamento radicale nel settore del commercio – conclude Carlo Rienzi, presidente Codacons -. I saldi vanno liberalizzati lasciando al commerciante la libertà di scegliere quando e come scontare la propria merce; solo così sarà possibile incentivare gli acquisti e salvare migliaia di esercizi commerciali dalla bancarotta”
 
 
lasicilia.it, 26/08/2012 19:16
“Benzina, a settembre sciopero”  Web
CATANIA – Il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi, ha indetto per il prossimo 19 settembre nei nove capoluoghi di provincia dell’ isola lo ‘sciopero della spesa’, invitando i consumatori a boicottare “le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde più di 1,8 euro” e 33 associazioni dei commercianti ad “abbassare le saracinesche contro le troppe tasse e le speculazioni”. Tanasi chiede inoltre a Eni, Esso e Api di proseguire la promozione e gli sconti per tutto l’ anno e per tutti i giorni della settimana. L’ indicazione di lotta implica che si faccia il pieno di venerdì, sabato o domenica presso le marche che praticano la promozione e per il resto della settimana “si boicottino le pompe troppo care, che devono essere punite e non vendere nemmeno un litro di carburante. Non resta che organizzarsi da soli. I consumatori sono fuori dell’ agenda del governo Monti, che li usa solo come carne da macello per spremerli con balzelli di ogni tipo fino a scoppiare”. “Nessun intervento sulle bollette o sul blocco dalle tariffe pubbliche. Dopo aver tagliato i consumi alimentari – ha concluso – oggi i siciliani sono costretti a tagliare anche i consumi di acqua, gas e luce. A fine anno ogni famiglia sborserà oltre 3.500 euro di spese e tasse in più rispetto all’ anno scorso”.
 
 
Agi, 26/08/2012 18:54
Rc auto: aumentata 2,1% nei primi 3 mesi 2012; Codacons, “piu’ cara d’ Europa”  Web
(AGI) – Roma, 26 ago. – Nei primi tre mesi del 2012 il premio medio di copertura della rc auto pagato dagli italiani ha registrato un aumento del 2,1%. Lo rivela l’ Ania nel suo rapporto sulle rc auto in Italia. Nel 2011 l’ incremento era stato del 5,8% e nel 2010 del 4,7%. Nel lungo periodo e cioe’ dal 2005 al 2011, secondo l’ Ania, il premio medio della copertura rc auto registra una lieve diminuzione del 2,4%, “il che equivale a dire – precisa l’ associazione – che in media lo scorso anno si e’ pagato lo stesso premio del 2005”.
 
 
Blogosfere, 26/08/2012 17:05
Caro Rc auto 2012 ingiustificato  Web
Il Codacons denuncia rincari frutto anche dello strapotere delle compagnie. Quello delle imprese assicurative , in materia di Rc auto , è un vero e proprio strapotere. Ad affermarlo è stato attraverso il proprio Blog Carlo Rienzi , presidente del Codacons, in quanto non sono di certo sporadici i casi di automobilisti che hanno subito fortissimi rincari dei premi Rc auto in fase di rinnovo pur non avendo commesso incidenti con colpa. In merito l’ Associazione ricorda come nel nostro Paese assicurare un’ auto costi in media ben cinque volte di più rispetto agli altri Paesi europei . Attualmente il Codacons rileva una crescita media delle tariffe Rc auto del 2,1% che è del tutto ingiustificata e per la quale l’ Associazione spera che il Governo Monti intervenga al più presto con provvedimenti incisivi a tutela dei cittadini/automobilisti.
 
 
ilsole24ore.com, 26/08/2012 16:52
Ania: nei primi 3 mesi del 2012 premi cresciuti solo del 2,1%. Ma per i consumatori sono dati “fuori da ogni realtà”  Web
Botta e risposta tra Ania e associazione dei consumatori sugli aumenti di prezzo per l’ Rc auto. Secondo i dati Ania, diffuso poco fa, nei primi tre mesi 2012 il premio medio effettivamente pagato dagli automobilisti italiani ha registrato un rialzo del 2,1%, dopo il +5,8% del 2011 e il +4,7% del 2010 (ma nel lungo periodo tra il 2005 e il 2011 il premio medio della copertura è risultato addirittura in calo del 2,4%, “il che equivale a dire – ha sottolineato l’ associazione delle compagnie – che in media lo scorso anno si è pagato lo stesso premio del 2005”. La replica dei consumatori Ma per Federconsumatori e Adusbef le polizze Rc auto hanno subito un “continuo e incontrollato”: Dal 2001 a oggi sono cresciute mediamente del 109%; nel solo 2012 in media del 6%, con un impatto maggiore sui neopatentati, per i quali si registrano punte del +19%. Le due associazioni chiedono, quindi, un intervento immediato del Governo “per raffreddare i prezzi con una riforma complessiva del sistema e una maggiore vigilanza”. Resta il fatto, ha aggiunto Carlo Rienzi presidente del Codacons , che i dati diffusi dall’ Ania dimostrano comunque “come l’ Italia resti saldamente in testa alla classifica dei Paesi europei dove assicurare una automobile costa di più. Nel nostro Paese una polizza Rc auto costa 5 volte di più rispetto alla media europea”. In Germania per assicurare una autovettura si spendono mediamente 222 euro, in Francia 172 euro, e in Spagna 229. In Italia, invece, il costo medio di una polizza Rc auto è compreso tra 900 e mille euro, con un incremento delle tariffe del 195% dal 1994 al 2011″. La fotografia dell’ Ania Per l’ Ania invece dopo cinque anni (2005-2009) in cui il premio medio della copertura Rc auto è risultato in costante diminuzione per un valore complessivo nel quinquennio di -11,8%, dal 2010 si è registrata un’ inversione di tendenza (+4,7%) poi proseguita anche nel 2011 (+5,8%). Complessivamente, comunque, nel periodo 2005-2011 il premio medio della copertura assicurativa risulta lievemente in diminuzione (-2,4%), tanto che nel 2011 si è pagato in media lo stesso premio di sei anni prima. Replica alle associazioni dei consumatori L’ associazione delle compagnie ha precisato quindi che per calcolare il prezzo medio pagato per la singola copertura occorre tener conto del fatto che il numero di veicoli assicurati varia nel tempo. Dividendo il volume dei premi per il numero dei veicoli si ha il prezzo medio della copertura per veicolo. A livello di mercato, le “tariffe”, vale a dire i prezzi di listino che non corrispondono ai prezzi effettivi pagati per l’ acquisto o il rinnovo della polizza, ad aprile 2012 mostravano, secondo le rilevazioni Istat, un aumento tendenziale del 4,3% rispetto allo stesso mese del 2011. L’ andamento tariffario rilevato dall’ Istituto di statistica, ha precisato ancora l’ Ania, prende però in considerazione solo alcuni profili di rischio, considerati più rappresentativi dell’ intero territorio nazionale e valorizza anche l’ applicazione delle disposizioni di legge sul cosiddetto “bonus malus familiare”. Le misurazioni basate sui prezzi di listino quindi “non rispecchiano i prezzi effettivamente pagati dagli assicurati e rappresentano i prezzi massimi di riferimento per tipologia di rischio. La loro variazione non fornisce pertanto – ha concluso l’ Ania – un’ indicazione attendibile sulla variazione della spesa reale dei consumatori”.
 
 
Sassuolo2000, 26/08/2012 15:58
Benzina: Codacons contro aumenti lancia boicottaggio oltre 1,8 euro/litro  Web
(Adnkronos) – Prende il via la protesta promossa dal Codacons insieme a altre 33 associazioni contro il caro benzina. A lanciarla Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons, che invita a boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde piu’ di 1,8 euro. L’ indicazione, si legge in una nota, e’ quella di fare il pieno di venerdi’, sabato o domenica presso le marche che praticano la promozione e sconti e per il resto della settimana boicottare le pompe troppo care “che devono essere punite e non vendere nemmeno un litro di carburante”.
 
 
Bologna2000, 26/08/2012 15:46
Benzina: Codacons contro aumenti lancia boicottaggio oltre 1,8 euro/litro  Web
(Adnkronos) – Prende il via la protesta promossa dal Codacons insieme a altre 33 associazioni contro il caro benzina. A lanciarla Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons, che invita a boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde piu’ di 1,8 euro. L’ indicazione, si legge in una nota, e’ quella di fare il pieno di venerdi’, sabato o domenica presso le marche che praticano la promozione e sconti e per il resto della settimana boicottare le pompe troppo care “che devono essere punite e non vendere nemmeno un litro di carburante”.
 
 
Adnkronos, 26/08/2012 13:54
Benzina: Codacons contro aumenti lancia boicottaggio oltre 1,8 euro/litro  Web
Roma, 26 ago. (Adnkronos) – Prende il via la protesta promossa dal Codacons insieme a altre 33 associazioni contro il caro benzina. A lanciarla Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons, che invita a boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde piu’ di 1,8 euro. L’ indicazione, si legge in una nota, e’ quella di fare il pieno di venerdi’, sabato o domenica presso le marche che praticano la promozione e sconti e per il resto della settimana boicottare le pompe troppo care ”che devono essere punite e non vendere nemmeno un litro di carburante”.
 
 
SiciliaInformazioni, 26/08/2012 12:41
Crisi, famiglie siciliane allo stremo Countdown per Termini Imerese  Web
(stef) Ancora nessuna luce alla fine del tunnel per le famiglie siciliane . Secondo il Codacons, tra tasse e aumento del costo della vita, ciascun nucleo familiare spenderà 3.500 euro in più rispetto all’ anno scorso. Una cifra enorme se si considerano il livello dei salari e il tasso di disoccupazione nell’ Isola. E il crollo dei consumi è dietro l’ angolo. In più, non si intravedono misure capaci di invertire la rotta , denuncia il segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi: “Nessun intervento sulle bollette o sul blocco dalle tariffe pubbliche. Niente liberalizzazione dei farmaci nei supermercati, – niente eliminazione dei privilegi dei notai e delle professioni, niente concorrenza per l’ Rc Auto, abortita prima di nascere, e nessun intervento di controllo sui bilanci dei petrolieri e dei benzinai per verificare quanto hanno pagato realmente la benzina che ora vendono a 2 euro al litro”. Le iniziative di protesta non tardano ad arrivare. Il 19 settembre nell’ Isola, il Codacons, insieme ad altre 33 associazioni, lancia lo sciopero della spesa invitando agricoltori e commercianti ad abbassare le saracinesche e tutti i siciliani a boicottare le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde più di 1,8 euro. L’ indicazione dell’ associazione dei consumatori è di fare il pieno venerdì, sabato o domenica presso i distributori che praticano promozioni e sconti. “Dopo aver tagliato i consumi alimentari oggi i siciliani sono costretti a tagliare anche i consumi di acqua, gas e luce”, conclude Tanasi. Intanto sul fronte produttivo c’ è attesa per l’ incontro del prossimo 15 settembre al Mise (ministero dello Sviluppo Economico) sul futuro dell’ ex stabilimento Fiat di Termini Imerese. Dopo anni di tira e molla, promesse e vicoli ciechi, sul tavolo della trattativa c’ è l’ ipotesi del colosso cinese Chery che potrebbe dare nuova linfa al tessuto economico siciliano. I sindacati, scettici quanto basta, vogliono mettersi il ferro dietro la porta e propongono un vincolo a restare in loco per almeno 10-15 anni per le aziende che ottengono risorse pubbliche ed acquisiscono professionalità già formate. Una richiesta dettata dall’ esperienza?
 
 
gazzettadelsud.it, 26/08/2012 11:04
Vacanze: rispetto al 2011 speso il 17% in più  Web
le vacanze estive degli italiani sono costate complessivamente il 17% in più rispetto a quelle del 2011. lo afferma il codacons, che ha realizzato una apposita indagine analizzando le spese dei cittadini sostenute in villeggiatura sia in italia sia all’ estero.
Le vacanze estive degli italiani sono costate complessivamente il 17% in più rispetto a quelle del 2011. Lo afferma il Codacons, che ha realizzato una apposita indagine analizzando le spese dei cittadini sostenute in villeggiatura sia in Italia sia all’ estero. “La spesa procapite durante le vacanze estive si e’ attestata a una media di 104 euro al giorno – spiega il presidente Carlo Rienzi – tale cifra comprende i costi di trasporto (auto, treno o aereo), i soggiorni presso le strutture turistiche, le spese per l’ alimentazione, per i servizi balneari (stabilimenti o altro), per svago e intrattenimento. L’ esborso degli italiani per le vacanze fa registrate un aumento medio del 17% rispetto allo scorso anno”. In base all’ analisi del Codacons, solo un cittadino su 3 si e’ potuto permettere quest’ anno una vacanza ‘istituzionale’ di 7/10 giorni, alloggiando in strutture turistiche italiane o straniere. A causa della crisi economica in atto e’ cresciuto sensibilmente (+25%) il numero di italiani che hanno scelto di ripiegare su weekend fuori casa o brevi spostamenti, allo scopo di contenere i costi.
 
 
larepubblica.it, 26/08/2012 11:03
Vacanze: Codacons, “speso i1 17% in piu’ rispetto al 2011”  Web
Le vacanze estive degli italiani sono costate complessivamente il 17% in piu’ rispetto a quelle del 2011. Lo afferma il Codacons, che ha realizzato una apposita indagine analizzando le spese dei cittadini sostenute in villeggiatura sia in Italia sia all’ estero. ‘La spesa procapite durante le vacanze estive si e’ attestata a una media di 104 euro al giorno – spiega il presidente Carlo Rienzi – tale cifra comprende i costi di trasporto (auto, treno o aereo), i soggiorni presso le strutture turistiche, le spese per l’ alimentazione, per i servizi balneari (stabilimenti o altro), per svago e intrattenimento. L’ esborso degli italiani per le vacanze fa registrate un aumento medio del 17% rispetto allo scorso anno’. .
 
 
La Sicilia, 26/08/2012 07:23
in breve  PDF
traffico Giornata da bollino rosso a. z.) Bollino rosso continuo oggi sulla grande viabilità isolana ma soprattutto sull’ autostrada Messina-Catania, dove la Polizia stradale prevede, nei due sensi di marcia, un vertiginoso rientro veicolare. Infatti, a S. Gregorio, confluiranno quanti provengono dal Nord e migliaia di vacanzieri bagnanti. A Tremestieri di Messina, invece, a farla da grande saranno turisti ed utenti diretti verso gli imbarchi dei traghetti. Praticamente le ore di punta si allargheranno a dismisura e la Polizia stradale consiglia ai locali di preferire la viabilità ordinaria, prima fra tutte la statale 114, nel tratto compreso tra Giarre e il capoluogo etneo. Oggi fortunatamente è l’ ultimo giorno di fermo del traffico pesante, con orario 7-24. Speciali pattuglie anche in borghese e a bordo di autocivetta controlleranno che camion e tir rispettino questo divieto. Considerato che molti automobilisti oggi effettueranno doppie uscite e rientri, al mare di mattina e poi di pomeriggio e di sera per godersi il fresco e il richiamo di tante manifestazioni anche nei paesi etnei, le previsioni parlano di una delle domeniche più trafficate dell’ anno: come dire anche 600mila veicoli fuori porta in tutta la Sicilia orientale con una media di 4 persone a bordo. codacons «Proteste per le code sull’ A18» Numerose e arrabbiate segnalazioni giungono quotidianamente al Codacons da parte degli automobilisti che percorrono l’ autostrada A18 Messina – Catania. Le lamentele riguardano principalmente due problemi: le code estenuanti che si formano all’ uscita del casello di San Gregorio; la congestione del traffico nell’ area del casello di Taormina che determina il blocco della viabilità nel tratto della SS 114 compreso tra Capo Sant’ Alessio e Capo Taormina. Il segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi sollecita – in una nota – il Cas (Consorzio per le Autostrade Siciliane) ad affrontare seriamente quanto esposto che determina dirette conseguenze sulla viabilità e sulla sicurezza stradale con soluzioni tecniche adeguate. zona industriale Arrestato ladro di rame I carabinieri della stazione Plaia, l’ altro ieri, hanno hanno arrestato un incensurato di 36 anni per tentato furto aggravato. L’ uomo è stato bloccato in contrada Torrazze, alla zona industriale, all’ interno di un capannone mentre tentava di rubare dei cavi elettrici col chiaro intento di ricavarne il rame. L’ arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari su disposizione dell’ autorità ciudiziaria, in attesa di essere giudicato con rito direttissimo. 26/08/2012.
 
 
La Stampa, 26/08/2012 06:52
flop estivo.
Saldi, vendite in calo del 13% Giù anche la spesa media  PDF
Bilancio amaro per i saldi estivi 2012. A salvare le griffe e le vetrine scintillanti del centro sono stati i turisti: russi, cinesi, coreani e ora anche brasiliani, che non hanno badato a spese. Ma per il resto, i numeri sono da pianto: -13% è la stima di Federazione Moda ItaliaConfcommercio a pochi giorni dalla fine dei 60 giorni di vendite scontate. Il calo del 13-15% è una media nazionale che tiene conto dei risultati migliori delle vie della moda nei grandi centri come delle periferie, dove il bilancio è più sconsolante. Nonostante le vendite siano partite da subito con scontisprint, fino al 50% e oltre, le famiglie non hanno allargato i cordoni della borsa, anzi la spesa media è calata dai 220 euro del 2007 ai 184 euro di oggi, dice la Fismo-Confesercenti. Ora si spera nell’ ultimo colpo di coda, i saldi dei saldi. Intanto molti comuni mettono in campo iniziative concordate con le associazioni locali dei commercianti come le notti bianche. Più nero ancora è il bilancio che arriva dal Codacons. Per l’ associazione a tutela dei consumatori, il calo è stato del 20% con punte fino al 30% nelle città del Sud Italia. Stando alle rilevazioni dell’ associazione, soltanto il 40% delle famiglie ha potuto effettuare qualche acquisto in regime di sconti, e la spesa pro capite non ha superato gli 80 euro.
torino
 
 
Giornale di Sicilia, 26/08/2012 06:09
il caso. i consumatori: aumento causato dall’ avvento dei volumi multimediali. l’ associazione si rivolge al tar.
caro-libri le famiglie spenderanno 80 euro in più  PDF
Una famiglia quest’ anno spenderà mediamente 100 euro in più rispetto al 2011 per mandare i figli a scuola. La denuncia sul caro-scuola è del Codacons, secondo il quale si spenderanno 80 euro in più per i libri e 20 euro per il corredo scolastico. Secondo l’ associazione di consumatori, dipende dal fatto che le scuole, per legge, da settembre devono obbligatoriamente adottare esclusivamente libri di testo in formato misto ovvero interamente scaricabili da Internet. Questo, secondo il Codacons, ha costretto gli insegnanti a cambiare libro di testo. Il Codacons ha perciò deciso di impugnare al Tar i decreti ministeriali e di chiedere la loro sospensiva.
 
 
Giornale di Sicilia (ed. Catania), 26/08/2012 06:09
consumatori. tanasi intende coinvolgere i commercianti che sono tartassati e invita le compagnie petrolifere a estendere i supersconti di benzina.
Iniziativa Codacons contro il carovita: uno sciopero della spesa a settembre  PDF
Il Codacons lancia l’ iniziativa dello sciopero della spesa e il boicottaggio della benzina. Il leader del movimento Francesco Tanasi lancia appello a boicottare le pompe di benzina care, che salgono i prezzi per speculare e invita gli automobilisti a fare il pieno nei fine settimana. Alle compagnie petrolifere: Eni, Esso e Api chiede di proseguire la campagna promozionale relativa agli sconti di estenderli per tutto l’ anno. A sostegno di questa battaglia civile il Codacons e altre trentatreè associazioni che rappresentano i consumnatori, per il 19 settembre prossimo hanno organizzato una manifestazione silenziosa di protesta lo: sciopero della spesa, chiamando anche le associazioni dei commercianti ad abbassare le saracinesche contro le troppe tasse, le speculazioni e le banche che non fatto credito. A fine anno – dice Francesco Tanasi – ogni famiglia catanese spenderà oltre 3.500 euro in più rispetto all’ anno precedente. L’ indicazione di lotta implica che si faccia il pieno di venerdì, sabato o domenica presso le marche che praticano la promozione e sconti e per il resto della settimana si boicottino le pompe troppo care che devono essere punite e non vendere nemmeno un litro di carburante. Per Francesco Tanasi non resta che organizzarsi. I consumatori sono fuori dell’ agenda del governo Monti, che li usa solo come carne da macello per spremerli con balzelli di ogni tipo fino a scoppiare. Nessun intervento sulle bollette o sul blocco dalle tariffe pubbliche. Dopo aver tagliato i consumi alimentari oggi i siciliani sono costretti a tagliare anche i consumi di acqua, gas e luce. Niente liberalizzazione dei farmaci nei supermercati, niente eliminazione dei privilegi dei notai e delle professioni, niente concorrenza per la Rc auto, abortita prima di nascere e nessun intervento di controllo sui bilanci dei petrolieri e dei benzinai per verificare quanto hanno pagato realmente la benzina che ora vendono a 2 euro al litro. Così anche la sanità. Anziché eliminare il regalo da 120 milioni di euro all’ anno alle case farmaceutiche – dice il leader del Codacons – che producono e impongono vaccini inutili e pericolosi il ministro della Salute taglia i posti letto negli ospedali dei paesi.
 
 
L’Eco di Bergamo, 26/08/2012 06:03
Benzina sempre più cara Parte il boicottaggio  PDF
in tre giorni il prezzo salito fino a 36 centesimi al litro in città codacons: stop ai rifornimenti da chi chiede più di 1,8 al litro.
Continua a salire il prezzo della benzina verde in città: dai 15 ai 36 centesimi in tre giorni Francesco Lamberini La verde è ormai prossima ai due euro al litro e, salvo poche eccezioni, non scende di prezzo. I consumatori lanciano il boicottaggio delle pompe che fanno pagare la benzina più di 1,8 euro al litro e i gestori dei distributori si dicono pressati dalle compagnie petrolifere. Mercoledì abbiamo annotato il prezzo al litro della benzina verde che risultava in dieci stazioni di servizio cittadine prese a caso. Dal riscontro fatto ieri nelle stesse, a soli tre giorni di distanza, è venuto fuori un risultato scoraggiante: solo in un distributore la verde costava meno, in altri tre il prezzo risultava invariato e in due ritoccato all’ insù (rispettivamente di 15 e 36 centesimi). Nel raffronto non sono state prese in considerazione le pompe Agip, poiché l’ Eni pratica uno sconto nel fine settimana. Tra le stazioni di servizio che hanno rincarato il prezzo della verde c’ è l’ area Auchan di via Carducci (mercoledì la benzina costava 1,741 e ieri 1,777). Tuttavia si tratta di un ritocco ancora accettabile, tanto è vero che le pompe di questo centro commerciale risultano tra le più gettonate in città. Tenuto conto di questo clima, con conseguenti assalti degli automobilisti ai distributori dove la benzina costa un po’ meno, anche la concorrenza si sta intensificando. Ad esempio il gestore dell’ impianto Tamoil situato sulla statale Cremasca 29 ieri si è preoccupato di far sapere, attraverso un messaggio giunto in redazione, che pratica i prezzi più bassi: il gasolio a 1,669 euro e la verde a 1,779. «Nel giogo delle compagnie» Sul discorso benzina ecco cosa ne pensa Giuseppe Milazzo, un esperto del settore in quanto presidente provinciale dei benzinai Ascom, che conta circa 200 gestori, vicepresidente regionale e consigliere nazionale. «Siamo di fronte ? ha dichiarato ? a una speculazione da parte delle compagnie petrolifere. Quelli che riescono ad andare in ferie, infatti, avendo l’ obbligo di consumare carburante, sono obbligati a pagare e strapagare. Non regge nemmeno il discorso dell’ aumento del petrolio perché se lo comprano oggi, ora che lo raffinano e lo esportano passano tre mesi, quindi è tutto prodotto che hanno in casa. Non parliamo poi del governo che si mette ad aumentare le accise». «I benzinai ? aggiunge Milazzo ? dovrebbero avere un margine di guadagno decoroso, per poter sopravvivere e mantenere i dipendenti. Invece portano a casa forse l’ 1% e le spese tendono ad aumentare, per cui molti gestori stanno chiudendo. Citiamo inoltre il caso Eni. Poiché la compagnia petrolifera ha assistito a un calo dell’ erogato annuo di circa il 30% a livello nazionale, ha continuato ad accantonare prodotto nelle raffinerie e lo stoccaggio ormai era saturo. Ora stanno sbandierando di fare il bene degli italiani, ma in realtà si vedono costretti a fare uscire il prodotto dai depositi, anche scontandolo». «In qualità di Figisc Confcommercio ? conclude ? abbiamo scritto al governo di prendere esempio dalla Francia. Ciò vuol dire ridurre le accise e convocare le compagnie per spingerle ad essere un po’ più caute sui prezzi. Ma ci è stato risposto che gli aumenti del prodotto si sono rivelati inferiori rispetto ad altri Paesi. In realtà ci troviamo in una situazione tragica». Boicottaggio delle pompe Intanto i consumatori dicono basta alla benzina cara. Il Codacons propone di boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde più di 1,8 euro. «L’ indicazione di lotta ? afferma il Codacons ? implica che si faccia il pieno di venerdì, sabato o domenica presso le marche che praticano la promozione e sconti e per il resto della settimana si boicottino le pompe troppo care che devono essere punite e non vendere nemmeno un litro di carburante». nascosto 
 
 
La Provincia di Como, 26/08/2012 05:39
Caro benzina, caccia allo sconto  PDF
Polemiche per la proposta di boicottaggio del pieno lanciata dal Codacons I benzinai protestano «Il 70% del prezzo finale è frutto di tasse e accise» E gli automobilisti vanno in cerca di offerte del weekend Ballabio a pagina 13 © riproduzione riservata.
 
 
La Provincia di Como, 26/08/2012 05:39
Pieno, scontro sul boicottaggio Caccia al prezzo più basso  PDF
i gestori: noi paghiamo 21 centesimi di iva su un litro, in svizzera 7 per i comaschi week end di slalom tra i distributori e le maxi offerte.
Sara ballabio «Macché boicottaggio, non fa che creare più caos nelle attività. Inoltre, il 70% del prezzo finale della benzina è frutto di tasse, accise e imposte, che non possono essere controllate dai distributori». All’ indomani della proposta del Codacons di boicottare le pompe che erogano carburante a un prezzo superiore a 1,80 euro al litro, arriva unanime da parte di Confcommercio e della Federazione autonoma benzinai la condanna. I gestori: «Troppe tasse» «Il grosso problema è la concorrenza spietata tra le varie compagnie petrolifere – spiega Giansilvio Primavesi , presidente Confcommercio – poi, ci sono le accise, stabilite dallo Stato, in continuo aumento». Inoltre, «non è nemmeno intelligente spingere un automobilista a fare parecchi chilometri per risparmiare qualche centesimo – puntualizza – Del resto, oggi basta andare su internet per essere aggiornati sui prezzi in tempo reale». E parla di «cattiva pubblicità ai danni di chi è già parecchio penalizzato» Flavio Fertonani , presidente Federazione autonoma benzinai. «Il costo dei prodotti petroliferi in Italia è molto più basso rispetto a molti Paesi europei – sottolinea – ci penalizza il fatto che paghiamo 21 centesimi di Iva su in litro di carburante, in Svizzera pagano solo 7 centesimi di Iva. Inoltre, il costo della distribuzione in Italia resta il più elevato e abbiamo una sovrabbondanza di stazioni di servizio che all’ estero non è concepibile. Ovvio che aumenta pure la concorrenza». Slalom tra i distributori Fertonani dice che «il consumatore deve essere più maturo e imparare a diffidare delle grosse offerte promosse dalle compagnie dello Stato». Intanto, anche ieri per le strade della provincia è stato un continuo slalom di automobilisti alla ricerca della pompa più economica. Per non dire, delle promozioni, come quella di 16 centesimi al litro, da aggiungere al ribasso della carta sconto, che, con un gran cartello, veniva proposta alla Ip di Viale Innocenzo. Qui la Super era venduta a 1,78 euro al litro, il diesel a 1,67 euro. Alla Eni di via Rosselli, angolo viale Masia occorreva 1,75 euro per un litro di Super e 1,65 euro per il diesel. Ma, bastava spostarsi alla Ip di via Canturina a Trecallo per trovare la Super a 1,94 euro al litro e il diesel a 1,83 euro al litro. Sul sito web Il link dove confrontare i prezzi della benzina laprovinciadicomo.it © riproduzione riservata.
 
 
Il Fatto Quotidiano, 26/08/2012 05:33
BALDUZZI vuole tassare bibite e alcol  PDF
Una tassa sulle bibite gassate ed edulcorate per rifinanziare il piano per la non autosufficienza. É questa una delle misure allo studio del ministro della Salute Renato Balduzzi, di cui si è parlato anche nel corso del Consiglio dei ministri di venerdì e che rientrerebbe nel cosiddetto “decretone” sulla sanità che il ministro dovrebbe portare in Cdm il 31 agosto. I produttori dovranno versare un contributo straordinario per tre anni, pari a 7, 16 euro per ogni 100 litri di bevande analcoliche immessi sul mercato, e di 50 euro ogni 100 litri di bevande alcoliche. Molti Paesi europei hanno introdotto tassazioni simili, utili anche per la lotta contro l’ obesità. Il Codacons boccia, però, l’ idea del governo: “Si tratta di una tassa ipocrità” spiega il presidente Carlo Rienzi, “Se davvero il Governo ci tiene a diffondere uno stile di vita sano e una corretta alimentazione, dovrebbe aumentare l’ informazione specie attraverso campagne dirette ai giovani”.
 
 
Il Giornale, 26/08/2012 05:32
la polemica provvedimenti fantasia.
Tassa sulle bevande gassate, bocciatura per i tecnici  PDF
L’ esecutivo: «Un incentivo alle abitudini alimentari corrette». Critiche bipartisan Francesca Angeli Roma Ai confini della realtà: arriva la tassa sull’ aria. O meglio sul gas con aggiunta di zucchero. Da anni il contribuente tartassato borbotta preoccupato: «Questi arriveranno a farci pagare pure l’ aria».Bene,praticamente ci siamo: questi, ovvero il governo Monti,infrangono l’ ultimo tabù e tassano l’ anidride carbonica, quella che rende frizzanti le bevande. Se vi piacciono le bibite fresche un po’ dolci«con tutte quelle bollicine » state attenti perché ora ve le faranno andare di traverso. Chi vorrà continuare a bere gasato dovrà pagare di più. Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, aveva lanciato il sasso nello stagno qualche mese fa ed ora la proposta viene rilanciata. «Si tratta di una ipotesi allo studio che ha il duplice significato di incentivare le abitudini alimentari corrette specialmente per i più giovani- spiega il ministro – e poi di destinare le risorse che derivano da questo orientamento a primarie finalità di tipo sanitario ». Le primarie finalità sono il piano per la non autosufficienza per il quale fino ad ora non si sono trovati i fondi. Le nuove misure sarebbero contenute nel cosiddetto decretone sulla sanità che dovrebbe andare in Consiglio dei ministri il 31 agosto, nel quale rientrerebbero anche altre novità importanti come il divieto di vendita delle sigarette ai minori e la riforma della medicina generale con gli studi dei medici di famiglia che si trasformano in presidi territoriali aperti 24 ore su 24. Il governo però aveva promesso di trovare i soldi per rifinanziare la sanità, i livelli essenziali di assistenza prima di tutto, con la spending review . Balduzzi aveva promesso niente tagli ma risparmi sugli sprechiconilvialiberaadesempioaicosti standard e alla chiusura degli ospedali non efficienti. Ma i soldi servono subito mentre il confronto con le Regioni per sanare i conti in rosso è aperto e fermo da almeno un anno. E così ancora una volta l’ unica soluzione praticata dal governo è quella di applicare una nuova tassa che colpisce tutti, indiscriminatamente a prescindere dal reddito, e sicuramente non va ad incidere sugli sprechi che ci sono e costano miliardi di euro anche a causa della mala gestione da parte delle amministrazioni locali. Non a caso il senatore del Pd, Ignazio Marino, presidente della commissione di Inchiesta sul servizio sanitario nazionale, ricorda a Balduzzi che «serve un piano strategico per la salute pubblica non un balzello per fare cassa». La tassa sulle bibite dovrebbe durare tre anni con un gettito previsto di circa 250 milioni di euro nel triennio. Per i produttori di bevande analcoliche rappresenterebbe un contributo straordinario di 7,16 euro ogni cento litri immessi sul mercato. Per quelli di bevande alcoliche salirebbe a 50 euro ogni 100 litri. Non stupisce che siano in molti a protestare. Oltre il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, che dice no a «tassare pure le aranciate dei ragazzini », insorgono Federalimentare che parla di «blitz agostano » e Coldiretti che invita a mettere più frutta nelle bevande e meno tasse sugli italiani. Il Codacons la definisce una tassa «ipocrita» perché se fosse «salutista» dovrebbe riguardare tutto il cibo spazzatura. NELLA BUFERA Il ministro della Salute Renato Balduzzi: l’ idea sulla «sua» tassa di scopo ha scatenato di nuovo la bagarre [Ansa]
 
 
Libero, 26/08/2012 05:31
l’ osservatorio nazionale federconsumatori.
Pesa l’ effetto Iva Saldi giù del 13%  PDF
A saldi terminati, il bilancio «conferma ampiamente le previsioni negative che avevamo effettuato alla vigilia» con una riduzione stimata secondo l’ indagine dell’ Os servatorio Nazionale Federconsumatori – intorno al 1213% rispetto alle vendite dello scorso anno. È il giudizio espresso in una nota da Federconsumatori e Adusbef, secondo cui «le misure penalizzanti e depressive quali tasse sui carburanti e addizionali territoriali, messe in campo dal governo, non faranno altro che spingere la situazione verso il baratro, con aumento di cassa integrazione, chiusure di attività produttive e licenziamenti che ridurranno ulteriormente la capacità di spesa delle famiglie». Per il Codacons, i dati sarebbero ancora più negativi.
 
 
Libero, 26/08/2012 05:31
lato del 22 per cento in dieci anni. Anche la Federalimentare è sul piede di guerra.  PDF
lato del 22 per cento in dieci anni. Anche la Federalimentare è sul piede di guerra. Il presidente Filippo Ferrua si dice «esterrefatto per un blitz agostano del tutto inatteso, considerando il dialogo aperto con il ministero della Salute sulla diminuzione di zuccheri e grassiinnumerosiprodotti». Edefinisce «odiosa» la nuova tassa, perché «va a colpire i consumi alimentari che più incidono sul portafoglio dei cittadini già in difficoltà per la crisi», e «totalmente ingiustificata sotto il profilo della tutela della salute». Per il presidente di Mineracqua, Ettore Fortuna, «è peggio di un aumento delle tasse sulla benzina». Ancora più inferociti i consumatori. «È una tassa ipocrita», accusa il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, «con la scusa della corretta alimentazione e dello scopo sanitario, il governo vuole mettere le mani nelle tasche dei cittadini. In sostanza, per colmare i vuoti della casse statali si cerca di far perdere i chili di troppo agli italiani». Pure dal Parlamento piovono critiche bipartisan sulla “tassa sull’ aranciata”. «È un’ ipotesi sbagliata e non riteniamo accettabile questo stillicidio fiscale proprio mentre si fanno troppi annunci di riduzione dei prelievi che poi Palazzo Chigi regolarmente smentisce», attacca Gasparri. «Oltre a volerci più magri, ci vogliono sempre più poveri», protesta il vicecapogruppo vicario della Lega alla Camera, Maurizio Fugatti, «pensare di mettere un balzello anche sulle bibite è inconcepibile. Sarebbe interessante sapere dov’ è finita l’ annunciata riduzione delle tasse per i cittadini tanto sbandierata nei giorni scorsi. Temiamo resti un sogno di mezzaestate». Ancora più sinistro il pronostico di Stefano Pedica, dell’ Idv: «La prossima volta toccherà al pane».
 
 
ecodibergamo.it, 26/08/2012 03:17
Benzina sempre più cara Così scatta il boicottaggio  Web
La verde è ormai prossima ai due euro al litro e, salvo poche eccezioni, non scende di prezzo. I consumatori lanciano il boicottaggio delle pompe che fanno pagare la benzina più di 1,8 euro al litro e i gestori dei distributori si dicono pressati dalle compagnie petrolifere. Mercoledì abbiamo annotato il prezzo al litro della benzina verde che risultava in dieci stazioni di servizio cittadine prese a caso. Dal riscontro fatto sabato nelle stesse, a soli tre giorni di distanza, è venuto fuori un risultato scoraggiante: solo in un distributore la verde costava meno, in altri tre il prezzo risultava invariato e in due ritoccato all’ insù (rispettivamente di 15 e 36 centesimi). Nel raffronto non sono state prese in considerazione le pompe Agip poiché l’ Eni pratica uno sconto nel fine settimana. Tra le stazioni di servizio che hanno rincarato il prezzo della verde c’ è l’ area Auchan di via Carducci (mercoledì la benzina costava 1,741 e ieri 1,777). Tuttavia si tratta di un ritocco ancora accettabile, tanto è vero che le pompe di questo centro commerciale risultano tra le più gettonate in città. Tenuto conto di questo clima, con conseguenti assalti degli automobilisti ai distributori dove la benzina costa un po’ meno, anche la concorrenza si sta intensificando. Ad esempio il gestore dell’ impianto Tamoil situato sulla statale Cremasca 29 ieri si è preoccupato di far sapere, attraverso un messaggio giunto in redazione, che pratica i prezzi più bassi: il gasolio a 1,669 euro e la verde a 1,779. Intanto i consumatori dicono basta alla benzina cara. Il Codacons propone di boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde più di 1,8 euro. «L’ indicazione di lotta – afferma il Codacons – implica che si faccia il pieno di venerdì, sabato o domenica presso le marche che praticano la promozione e sconti e per il resto della settimana si boicottino le pompe troppo care che devono essere punite e non vendere nemmeno un litro di carburante». Leggi di più su L’ Eco di domenica 26 agosto © riproduzione riservata.
 
 
laprovinciadicomo.it, 26/08/2012 03:06
cronaca.
Pieno, scontro sul boicottaggio Caccia al prezzo più basso  Web
COMO – «Macché boicottaggio, non fa che creare più caos nelle attività. Inoltre, il 70% del prezzo finale della benzina è frutto di tasse, accise e imposte, che non possono essere controllate dai distributori». All’ indomani della proposta del Codacons di boicottare le pompe che erogano carburante a un prezzo superiore a 1,80 euro al litro, arriva unanime da parte di Confcommercio e della Federazione autonoma benzinai la condanna. I gestori: «Troppe tasse» «Il grosso problema è la concorrenza spietata tra le varie compagnie petrolifere – spiega Giansilvio Primavesi, presidente Confcommercio – poi, ci sono le accise, stabilite dallo Stato, in continuo aumento». Inoltre, «non è nemmeno intelligente spingere un automobilista a fare parecchi chilometri per risparmiare qualche centesimo – puntualizza – Del resto, oggi basta andare su internet per essere aggiornati sui prezzi in tempo reale». E parla di «cattiva pubblicità ai danni di chi è già parecchio penalizzato» Flavio Fertonani, presidente Federazione autonoma benzinai. «Il costo dei prodotti petroliferi in Italia è molto più basso rispetto a molti Paesi europei – sottolinea – ci penalizza il fatto che paghiamo 21 centesimi di Iva su in litro di carburante, in Svizzera pagano solo 7 centesimi di Iva. Inoltre, il costo della distribuzione in Italia resta il più elevato e abbiamo una sovrabbondanza di stazioni di servizio che all’ estero non è concepibile. Ovvio che aumenta pure la concorrenza». © riproduzione riservata.
 
 
iltirreno.it, 26/08/2012 02:28
Primi spiragli e segnalazioni del Codacons  Web
pisa. e’ di ieri la notizia che windjet, dopo i gravi disagi sofferti anche da molti passeggeri al galilei, sarebbe sulla strada della ripresa e presto potrebbe tornare a volare. lo segnala l’ associaz…
PISA. E’ di ieri la notizia che Windjet, dopo i gravi disagi sofferti anche da molti passeggeri al Galilei, sarebbe sulla strada della ripresa e presto potrebbe tornare a volare. Lo segnala l’ associazione Codacons la cui azione produce i primi effetti: “forse – afferma l’ associazione – la Compagnia restituirà i soldi ai viaggiatori rimasti a terra. Intanto sul tavolo del Procuratore Capo di Firenze l’ esposto depositato dal Codacons, per tutelare le migliaia di viaggiatori toscani imbrogliati, ha aperto la strada alle indagini per i reati di truffa, insolvenza fraudolenta ed appropriazione indebita”.Migliaia le adesioni al mega ricorso collettivo contro l’ Enac che, ribadisce il Codacons, “agendo come unica autorità di regolazione tecnica, certificazione e vigilanza nel settore dell’ aviazione civile aveva l’ obbligo di avvertire le agenzie e gli acquirenti dei biglietti del rischio crac”.A valanga continuano ad arrivare le segnalazioni al blog www.carlorienzi.it dei cittadini toscani rimasti fregati: “Vorrei rivolgermi al Codacons – scrive il passeggero di un volo Pisa-Catania – per questa situazione che si è creata con la Windjet che è a dir poco vergognosa. Le colpe non sono da imputare alla sola WindJet ma a tutti i protagonisti della vicenda, compresa Enac. A giugno ho comprato un volo andata/ritorno Pisa – Catania sapendo che gli accordi tra le due compagnie aeree si erano concluse positivamente. Oggi mi ritrovo carta straccia e mi viene detto di pagare un supplemento di 85 euro a tratta. Ammesso e non concesso che possa pagare il supplemento che non mi pare contenuto, considerato il fatto che con AirOne l’ emissione di un nuovo volo andata/ritorno per gli stessi giorni costa 120, tasse e bagagli inclusi, contro i 170 euro per la cosiddetta riprotezione di cui vanno tutti fieri, ma dov’ è la tutela dei diritti dei viaggiatori? Ci troviamo a pagare più del doppio (avendo già pagato pure il vecchio titolo di viaggio). E chi come me non può permettersi di pagare il supplemento? Se avessi avuto il minimo sospetto che l’ accordo non era concluso o che non sarebbe andato a buon fine non avrei mai comprato un biglietto che oggi non vale nulla”.
 

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