25 Aprile 2019

Rassegna stampa del 25 aprile

Stretto , 25/04/2019 19:30
Al via CamBIOvita: domani si inaugura il giardino del sano vivere a Catania
domani, alle ore 10.00, il taglio del nastro di cambiovita, al centro fieristico le ciminiere di catania
Tutto pronto per l’ inaugurazione ufficiale di CamBIOvita, l’ expo del sano vivere, che tornerà in scena al centro fieristico “Le Ciminiere” di Catania dal 26 fino al 28 aprile. Una nuova edizione che si preannuncia più “green” che mai, in un percorso esperienziale che si snoderà tra i corridoi della fiera in un abbraccio ideale che va dal mondo della cucina e alimentazione salutistica, al turismo green; dalla bioedilizia e ambiente, all’ erboristeria e cosmesi naturale; fino alle discipline olistiche. Per la prima giornata è previsto un brindisi inaugurale sul palco eventi, offerto da estratti Hurom, e un fitto programma di seminari, convegni, workshop e laboratori creativi che coinvolgeranno tutti i visitatori, in modo trasversale, accontentando i palati più esigenti e le menti più curiose alla scoperta degli stili di vita sani e innovativi. Al taglio del nastro è atteso un parterre di prestigiosi ospiti: il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci; il Sindaco Metropolitano, Salvo Pogliese; l’ assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza; l’ assessore regionale dell’ agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea, Edy Bandiera; l’ assessore regionale al Turismo, sport e spettacolo, Sandro Pappalardo; il direttore dell’ Asp Catania, Maurizio Lanza; l’ assessore allo Sport; nonché presidente regionale Fin, vice presidente regionale CONI Sicilia, Sergio Parisi; Barbara Mirabella, founder di èxpo; il presidente della Ferrovia Circumetnea, Salvo Fiore; il presidente Amt, Giacomo Bellavia; il segretario nazionale Codacons, Francesco Tanasi; il presidente di Compagnia delle opere orientali, Toti Contraffatto; il direttore Coldiretti Catania, Giuseppe Campione; il presidente di Cna Catania Floriana Franceschini; il segretario territoriale Cna Catania, Andrea Milazzo; il presidente dell’ Ordine Architetti Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori della provincia di Catania, Alessandro Amaro; il presidente della Fondazione Ordine Architetti Pianificatori Conservatori Provincia di Catania, Veronica Leone; il presidente dell’ ordine degli Ingegneri, Giuseppe Platania, il presidene della Fondazione Ordine Ingegneri, Mauro Antonino Scaccianoce; il presidente Istituto Nazionale di Bioarchitettura Catania, l’ architetto Dario Antignano; il presidente del Collegio Geometri e Geometri Laureati della provincia di Catania, Agatino Spoto; il presidente dell’ unione regionale cuochi, Domenico Privitera; il presidente associazione provinciale cuochi etnei, Angelo Scuderi; il referente per Aic Sicilia, Salvo Recupero; l’ amministratore e il responsabile dello svulippo di Canapar, Antonio Caruso e Giovanni Milazzo; il presidente di Fiab Catania, Marco Oddo.
giovanni milazzo

Corriere di Sciacca, 25/04/2019 18:42
RINCARI CARBURANTE, CODACONS PRESENTA ESPOSTO A PROCURE SICILIANE
L’ aumento dei prezzi dei carburanti degli ultimi giorni finirà all’ attenzione della magistratura. Il Codacons annuncia infatti oggi un esposto alle 9 Procure della Repubblica siciliane in cui si chiede di aprire indagini su tutto il territorio per la possibile fattispecie di “Aggiotaggio”. L’ associazione di consumatori ritiene ci siano gli estremi per una indagine da parte della magistratura volta ad accertare la correttezza dei rincari dei listini di benzina e gasolio che si stanno susseguendo negli ultimi giorni. In particolare, alle Procure viene chiesto di verificare se gli aumenti dei prezzi dei carburanti delle ultime ore configurino possibili speculazioni legate alle partenze degli italiani per i ponti del 25 aprile e 1 maggio, in considerazione dei maggiori consumi di benzina e gasolio da parte di chi si sposta per raggiungere mete di villeggiatura. “I rincari dei listini alla pompa infatti – prosegue l’ associazione – appaiono eccessivi e troppo veloci, produrranno una stangata a carico delle famiglie in viaggio su strade e autostrade e non sembrerebbero giustificati dall’ andamento del petrolio, considerato che il carburante venduto oggi è stato acquistato dalle compagnie petrolifere quando le quotazioni della materia prima erano sensibilmente inferiori”.

TrendOnline, 25/04/2019 16:55
Contrastati i prezzi del petrolio nel pomeriggio nei mercati internazionali.
contrastati i prezzi del petrolio nel pomeriggio nei mercati internazionali.
Contrastati i prezzi del petrolio nel pomeriggio nei mercati internazionali. Il future sul *Brent *segna sull’ Ice un rialzo dello 0,6% a 75,02 dollari al barile, mentre il derivato sul *WTI *cede lo 0,03% e si riporta a 65,87 dollari. Ieri i dati EIA sulla variazione settimanale delle scorte di greggio Usa hanno mostrato un inatteso incremento di quasi 5,48 milioni di barili contro un consensus posto a +1,25 mln e una rilevazione precedente in calo di 1,39 milioni di barili. In queste ore il Dollar Index (che si muove normalmente in direzione opposta alle quotazioni del greggio) cede lo 0,12 per cento. Alcuni osservatori hanno evidenziato che il sempre crescente ruolo dello “shale oil” statunitense continua a comprimere l’ influenza dell’ Opec, della Russia e dei suoi alleati sul mercato. Di certo negli ultimi mesi le sanzioni statunitensi all’ Iran e al Venezuela oltreché l’ instabilità libica hanno influenzato gli orientamenti del mercato del petrolio. In Italia, nel frattempo, è scoppiato l’ allarme per il caro-benzina che ha visto il superamento della soglia dei 2 euro al litro in diversi casi, come denunciato dalla Codacons che ha annunciato un esposto per aggiotaggio sui prezzi del carburante in 104 Procure. Aduc ha chiesto interventi di politica economica e ambientale, mentre si temono gli effetti economici di questi rialzi sulla già difficile congiuntura economica del Bel Paese. (GD – www.ftaonline.com)

TraderLink, 25/04/2019 16:55
Brent in rialzo a 75,02 dollari al barile
Contrastati i prezzi del petrolio nel pomeriggio nei mercati internazionali. Il future sul *Brent *segna sull’ Ice un rialzo dello 0,6% a 75,02 dollari al barile, mentre il derivato sul *WTI *cede lo 0,03% e si riporta a 65,87 dollari. Ieri i dati EIA sulla variazione settimanale delle scorte di greggio Usa hanno mostrato un inatteso incremento di quasi 5,48 milioni di barili contro un consensus posto a +1,25 mln e una rilevazione precedente in calo di 1,39 milioni di barili. In queste ore il Dollar Index (che si muove normalmente in direzione opposta alle quotazioni del greggio) cede lo 0,12 per cento. Alcuni osservatori hanno evidenziato che il sempre crescente ruolo dello “shale oil” statunitense continua a comprimere l’ influenza dell’ Opec, della Russia e dei suoi alleati sul mercato. Di certo negli ultimi mesi le sanzioni statunitensi all’ Iran e al Venezuela oltreché l’ instabilità libica hanno influenzato gli orientamenti del mercato del petrolio. In Italia, nel frattempo, è scoppiato l’ allarme per il caro-benzina che ha visto il superamento della soglia dei 2 euro al litro in diversi casi, come denunciato dalla Codacons che ha annunciato un esposto per aggiotaggio sui prezzi del carburante in 104 Procure. Aduc ha chiesto interventi di politica economica e ambientale, mentre si temono gli effetti economici di questi rialzi sulla già difficile congiuntura economica del Bel Paese. (GD – www.ftaonline.com)

gazzettadelsud.it, 25/04/2019 16:05
Carburante, esposto del Codacons sull’ aumento dei prezzi: “Possibile aggiotaggio”
L’ aumento dei prezzi dei carburanti degli ultimi giorni finirà all’ attenzione della magistratura. Il Codacons ha annunciato, infatti, oggi un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia in cui si chiede di aprire indagini su tutto il territorio per la possibile fattispecie di aggiotaggio. “Crediamo ci siano gli estremi per un’ indagine da parte della magistratura volta ad accertare la correttezza dei rincari dei listini di benzina e gasolio che si stanno susseguendo negli ultimi giorni – spiega il Codacons -. In particolare alle Procure chiediamo di verificare se gli aumenti dei prezzi dei carburanti delle ultime ore configurino possibili speculazioni legate alle partenze degli italiani per i ponti del 25 aprile e 1 maggio, in considerazione dei maggiori consumi di benzina e gasolio da parte di chi si sposta per raggiungere mete di villeggiatura. I rincari dei listini alla pompa infatti – prosegue l’ associazione – appaiono eccessivi e troppo veloci, produrranno una stangata complessiva da oltre 110 milioni di euro a carico delle famiglie in viaggio su strade e autostrade e non sembrerebbero giustificati dall’ andamento del petrolio, considerato che il carburante venduto oggi è stato acquistato dalle compagnie petrolifere quando le quotazioni della materia prima erano sensibilmente inferiori”. © Riproduzione riservata.

unionesarda.it, 25/04/2019 14:32
“Benzina, 5 euro in più per un pieno”. Infuria la polemica politica
Aumenta il prezzo della benzina e si scatena la polemica politica e non solo. A lanciare l’ allarme sui rincari, che sembrano dovuti alle nuove tensioni tra Usa e Iran che stanno agitando i mercati petroliferi internazionali, sono le associazioni a tutela dei consumatori. Secondo Coldiretti, ad esempio, con il caro-benzina arriva “una vera e propria stangata sui 6,5 milioni di italiani in viaggio per il ponte del 25 aprile, con i prezzi alla pompa che sulle autostrade arrivano anche a superare i 2 euro al litro”. GLI ESPOSTI – Il Codacons, invece, ha annunciato un esposto alla magistratura, in quanto, si legge in una nota, “crediamo ci siano gli estremi per una indagine volta ad accertare la correttezza dei rincari dei listini di benzina e gasolio che si stanno susseguendo negli ultimi giorni”. “In particolare – aggiunge il Codacons – alle Procure chiediamo di verificare se gli aumenti dei prezzi dei carburanti delle ultime ore configurino possibili speculazioni legate alle partenze degli italiani per i ponti del 25 aprile e 1 maggio, in considerazione dei maggiori consumi di benzina e gasolio da parte di chi si sposta per raggiungere mete di villeggiatura”. “I rincari dei listini alla pompa infatti – prosegue l’ associazione – appaiono eccessivi e troppo veloci, produrranno una stangata complessiva da oltre 110 milioni di euro a carico delle famiglie in viaggio su strade e autostrade e non sembrerebbero giustificati dall’ andamento del petrolio, considerato che il carburante venduto oggi è stato acquistato dalle compagnie petrolifere quando le quotazioni della materia prima erano sensibilmente inferiori”. LE POLEMICHE – Ma gli aumenti hanno dato il la anche a dure critiche nei confronti del governo giallo-verde, le cui forze in campagna elettorale – soprattutto sponda Lega – avevano fatto della diminuzione del prezzo dei carburanti e del taglio delle accise uno dei loro cavalli di battaglia. “Siamo passati dall’ annuncio del taglio delle accise sulla benzina per la guerra in Abissinia, all’ aumento di 5 euro a pieno grazie all’ esecutivo gialloverde”, punge la deputata di Forza Italia Mara Carfagna. Che aggiunge: “Un’ altra promessa non mantenuta. Gli unici a mantenere gli impegni presi con gli italiani siamo stati noi nel corso degli ultimi governi Berlusconi: abolizione della tassa sulla prima casa, di quella sulle donazioni e sulle successioni, aumento delle pensioni minime. C’ è una bella differenza tra chi fa promesse e chi le mantiene. Per ora al governo ci sono solo dei chiacchieroni”. Il segretario del Pd Nicola Zingaretti si è invece detto “preoccupato per il prezzo che pagano gli italiani per colpa di questo governo”. “Aumenta la benzina – ha aggiunto il leader dem – crolla la fiducia delle imprese e dei consumatori e Di Maio e Salvini continuano a fare finta di niente e a litigare. Questo è il pericolo”. (Unioneonline/l.f.)

IlDolomiti, 25/04/2019 13:54
Dalla Lega ”Coscienza Partigiana” al culto della personalità per il Capitano che anche se mente resta ”Lo Re”
oggi è il 25 aprile e salvini si è dimostrato ancora una volta ambiguo rispetto a questa ricorrenza dando, in questo modo un segnale al suo popolo e alla sua classe dirigente che continua a ritenerlo infallibile nonostante le continue retromarce (dal numero di immigrati clandestini all’ aumento delle accise). addirittura consigliere si fanno le foto con a fianco la sua immagine
TRENTO . C’ era una volta una Lega antifascista , dichiarata, che si ispirava ai valori partigiani (”Lega Lombarda: Coscienza partigiana!”) che sui manifesti scriveva ” un fermo No! quindi ai fascisti che gridano al fascismo e ai razzisti che gridano al razzismo!”. C’ era una volta una Lega che ai suoi elettori, al suo popolo, urlava che ” Il fenomeno Le Pen dimostra che, dove viene imbavagliata l’ autonomia, cresce fatalmente il fascismo ”. Era la Lega Lombarda quella che nel 1992 si federò alla Lega Nord , quel movimento che aveva in Bossi la sua guida, uno che non ha mai nascosto di avere parenti che hanno combattuto per la Resistenza. Era la Lega che si raccontava così, in maniera semplice e diretta: ”I movimenti autonomisti, tra cui la Lega Lombarda, sono l’ antitesi del fascismo perché lottano per ottenere uno Stato autonomista. Il Fascismo prevede che la forma dello Stato sia, come indica il suo nome, un fascio: cioè che lo Stato sia centralista ”. Oggi, invece, c’ è Salvini , il centralismo è totale , addirittura la Lega (senza altre connotazioni geografiche) si è trasformata in un partito che si definisce esso stesso ”sovranista” (che vuole, quindi, restituire la sovranità allo Stato nazionale contro spinte europeiste o internazionaliste) e che ha tolto a Lega le connotazioni geografiche (che la identificavano con un popolo, un territorio, a un’ idea di autonomia) e ha aggiunto quel ” Salvini Premier ” che vuol dire tutto. L’ identificazione con il leader è totale . Quella che era nata come una federazione di movimenti oggi è il prototipo del ”partito carismatico”. Anche in Trentino (terra di autonomia) consiglieri provinciali si fanno fotografare con a fianco le immagini del loro ”Capitano” con volti ispirati e sguardi sognanti come se avessero a che fare con una sorta di divinità, una guida illuminata, un duce infallibile . Katia Rossato esibisce orgogliosa un suo primo piano, Alessia Ambrosi durante le elezioni di ottobre aveva sponsorizzato il post dove lei faceva ” prove di comizio accanto al suo poster’ ‘. E poi c’ è la frase su sfondo giallo ” Io sto con Salvini ” usata per i profili social: un marchio di fabbrica irrinunciabile che sfoggiano tutti dal presidente della Provincia all’ ultimo dei militanti. E anche se quotidianamente dice tutto e il contrario di tutto , va bene lo stesso, l’ innamoramento è totale, il leader maximo non sbaglia casomai sono gli altri a non aver capito bene. E così conta niente se per mesi ha girato l’ Italia ripetendo che ci sono almeno 500 mila immigrati clandestini che girano per il Paese , che è in atto un’ invasione, che è un disastro, che siamo costretti a chiuderci in casa, magari che non possiamo nemmeno più andare al parco tranquilli perché le altalene sono occupate da immigrati irregolari e lo ha fatto ripetere a scatola chiusa ai suoi candidati su tutti i territori comprese le nostre valli, i nostri paesini di montagna, usando quelli che oggi sono al governo di tante province e di tante regioni come megafono della paura. Conta niente se addirittura questo numero lo ha fatto inserire a pagina 27 del ”Contratto per il governo del cambiamento” specificando che ” sarebbero circa 500mila i migranti irregolari presenti sul nostro territorio e, pertanto, una seria ed efficace politica dei rimpatri risulta indifferibile e prioritaria ”. Conta niente se da ieri (lo ha spiegato lui stesso snocciolando dati veri da ministro dell’ Interno) sono diventati 90 mila (poco più di due Rovereto messe insieme sparse in un Paese che conta 60 milioni di abitanti) Conta niente se poco più di un anno fa (era il primo marzo 2018 tre giorni prima delle elezioni) spiegava che sarebbe stata una passeggiata tagliare le accise sulla benzina (quello qui sotto è un video tratto dal suo canale Youtube) e oggi si torna a superare i 2 euro al litro in alcune stazioni di servizio autostradali e il Codacons spiega che un pieno di gasolio oggi costa circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua. Non importa: il suo popolo lo segue comunque come fosse un moderno Attila , ma non quello vero, il Re degli Unni, bensì quello impersonato dal mitico Abatantuono , il Flaggello (rigorosamente con due gg) di Dio . ”Perché seguite me?” chiede lui ai suoi mentre marciano. E loro rispondono ” Perché te sei lo Re ”. E proprio perché è ”lo Re” dire che il 25 aprile vorrebbe che fosse una festa che unisce che non un derby tra fascisti e antifascisti e aggiungere che anzi, ”Il fascismo è morto è sepolto” e che sarà a Corleone perché la liberazione dovrebbe essere dalla mafia , ha un fortissimo valore simbolico. E’ un messaggio chiaro, calcolato, come sempre. C’ è del revisionismo (il 25 aprile celebra una vittoria, la liberazione dell’ Italia dal nazifascismo quindi dovrebbe unire tutti i democratici ma non abbraccia neofascisti o estimatori del Duce) e c’ è tanta ambiguità e tanto benaltrismo (il fascismo è morto, suvvia, pensiamo alla mafia). E pensare che tutto è partito da quella ” Lega Lombarda: coscienza partigiana ”. Ne ha fatta di strada ” Lo Re ” per arrivare a Roma. Contenuto sponsorizzato Telegiornale Archivio Ultima edizione Edizione ore 19.30 del 24 aprile 2019 Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto Vai all’ archivio Sostienici con una donazione, il dolomiti lo facciamo insieme. Contenuto sponsorizzato Dalla home Evasione fiscale e tesseramenti senza consenso, nei guai una delle associazioni sportive più importanti di Trento 25 aprile – 10:12 I Finanzieri hanno posto i sigilli a oltre 230 mila euro sui vari conti bancari dell’ associazione e del suo rappresentante legale, un sessantaseienne trentino, nonché la villa e annesso garage, di proprietà di quest’ ultimo, per una quota del valore di circa 310 mila euro ”No alla Valdastico nord perché inquina e non serve a nulla”: appello di padre Zanotelli contro l’ A31 24 aprile – 22:35 Il missionario Comboniano invita tutti, con un video su Facebook, a sottoscrivere la causa del Coordinamento No Valdastico nord (VIDEO ALL’ INTERNO) ”Hanno rubato l’ auto con dentro mia figlia”, ma alla fine cercava nel parcheggio sbagliato. Denunciato il papà 25 aprile – 09:04 L’ uomo aveva lasciato la figlia di 10 anni in auto mentre lui si era allontanato per fare volantinaggio. Dopo essere tornato si è accorto che il mezzo e la figlia erano spariti ed ha subito chiesto aiuto alle forze dell’ ordine facendo scattare un’ imponente caccia all’ uomo. Ma poi si è accorto di essersi sbagliato Contenuto sponsorizzato MEDIA CONSIGLIATI ARCHIVIO Ambiente IL VIDEO. Cinque orsi sulla strada: per i base jumper la sorpresa è incredibile 17 aprile – 18:53 Cronaca 16 apr IL VIDEO. I vigili del fuoco parigini in azione tra le fiamme della Cattedrale di Notre Dame Cronaca 16 apr IL VIDEO. Spunta un’ auto in contromano sulla rotatoria che collega la tangenziale a Lavis Contenuto sponsorizzato Contenuto sponsorizzato.

Ravenna Today, 25/04/2019 13:48
Benzina, impennata di prezzi per il lungo ponte: superati i 2 euro
secondo le rivelazioni dell’ osservatorio dei prezzi dei carburanti del ministero dello sviluppo economico, la soglia dei 2 euro viene viene sfiorata in autostrada
1 Quanto costa abitare a Ravenna? I prezzi del mattone nella città dei mosaici 2 La ‘ragazza con la valigia’ Licia Angeli a Salotto blu: “Il marchio Italia è ancora vincente” 3 Benzina, impennata di prezzi per il lungo ponte: superati i 2 euro 4 Fisascat Cisl, il nuovo segretario generale: “No al dumping contrattuale” L’ onda del caro carburanti arriva anche nel ravennate. Dopo l’ inasprimento delle sanzioni Usa all’ Iran e le tensioni in Libia, le quotazioni del greggio e quindi dei prodotti petroliferi sono in rialzo. Secondo le rivelazioni dell’ Osservatorio dei prezzi dei carburanti del Ministero dello Sviluppo Economico, la soglia dei 2 euro viene viene sfiorata in autostrada: nell’ area di servizio Santerno Est, a Solarolo, per un litro di verde al servito occorre spendere 1,959 euro. Soglia che viene superata invece lungo la Provinciale Felisio, a Lugo, dove per un litro di verde servito il prezzo è di 2,029 euro (in modalità self nella stessa area di servizio il costo crolla a 1,598). Nel resto del territorio sono molti i distributori dove per un litro di verde al servito supera i 1,9 euro. Eni, Ip e Italiana Petroli hanno ritoccato i prezzi raccomandati di benzina e diesel, con rialzi di 1 centesimo per entrambi i carburanti. Ma il salasso alle pompe di benzina potrebbe essere solo l’ inizio. Secondo molti esperti, il greggio rischia di schizzare dai 75 agli 85 dollari al barile. Rincari che si rifletteranno sul prezzo dei carburanti. “Un pieno di gasolio costa circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile dello scorso (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7 per cento su base annua”, è la denuncia del Codacons, che sottolinea come questi “aumenti rendano sempre più salati i ponti degli italiani del 25 aprile e dell’ 1 maggio, rischiando di determinare speculazioni legate alle vacanze delle famiglie e al maggiore consumo di carburante nelle prossime ore”.

Cesena Today, 25/04/2019 12:47
La crisi libica pesa sul portafoglio: il prezzo della benzina schizza sopra i due euro
secondo le rivelazioni dell’ osservatorio dei prezzi dei carburanti del ministero dello sviluppo economico, la soglia dei 2 euro viene superata in autostrada
Chi si sposterà in auto in queste giornate caratterizzate dalle festività del 25 aprile e del Primo Maggio dovrà fare i conti col portafoglio per effetto del balzo all’ insù dei prezzi dei carburanti. Dopo l’ inasprimento delle sanzioni Usa all’ Iran e le tensioni in Libia, le quotazioni del greggio e quindi dei prodotti petroliferi sono in rialzo. Secondo le rivelazioni dell’ Osservatorio dei prezzi dei carburanti del Ministero dello Sviluppo Economico, la soglia dei 2 euro viene superata in autostrada: nell’ area di servizio Bevano Ovest per un litro di verde al servito occorre spendere 2,029 euro, mentre all’ area di servizio Rubicone Ovest 2,009. In città la verde servita dall’ operatore arriva ad una punta massima è di 1,949 euro per litro. Eni, Ip e Italiana Petroli hanno ritoccato i prezzi raccomandati di benzina e diesel, con rialzi di 1 centesimo per entrambi i carburanti. Ma il salasso alle pompe di benzina potrebbe essere solo l’ inizio. Secondo molti esperti, il greggio rischia di schizzare dai 75 agli 85 dollari al barile. Rincari che si rifletteranno sul prezzo dei carburanti. “Un pieno di gasolio costa circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile dello scorso (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7 per cento su base annua”, è la denuncia del Codacons, che sottolinea come questi “aumenti rendano sempre più salati i ponti degli italiani del 25 aprile e dell’ 1 maggio, rischiando di determinare speculazioni legate alle vacanze delle famiglie e al maggiore consumo di carburante nelle prossime ore”.

Savona News, 25/04/2019 11:07
Per chi festeggia il ponte spostandosi in auto, tra Liguria e Basso Piemonte carburanti meno cari delle medie nazionali
in alcune regioni italiane sfondato il tetto dei 2 euro al litro per la benzina verde. il codacons: “oggi un pieno di gasolio mediamente di 5,50 euro più caro rispetto al 2018”
Pasqua, Pasquetta, 25 aprile Ponte di primavera in automobile verso la Liguria, ma quanto mi costi? Al centro dei dibattiti di questi giorni, a livello nazionale, il rincaro dei prezzi dei carburanti. Tuttavia, se in alcune regioni d’ Italia si sfonda addirittura il tetto dei 2 euro al litro, un traguardo senza precedenti nella storia, tutto sommato la nostra Liguria si mantiene su valori accettabili. Facendo alcune ricerche su siti specializzati, vediamo che la benzina verde oscilla tra un minimo di 1,656 e un massimo di 1,706 euro al litro nel Ponente Savonese. Cifre di poco superiori a quelle del capoluogo: a Savona, infatti, si può trovare in alcuni distributori ancora la benzina a 1,617 euro al litro. Più o meno identica la situazione a Genova, dove la media si posiziona di pochissimo sopra Savona: si parla di 1,627 euro al litro. Certo, la Liguria appare appena più cara del vicino Basso Piemonte, dove la media è di 1,597 euro al litro, ma si registrano frequenti picchi anche superiori a 1,630. Sul gasolio, invece, Savona “straccia” tutti gli altri paesi, con un prezzo di 1,477 euro/litro. Poco più cara Genova, con 1,517. In questo caso la Liguria sembra in vantaggio sul Basso Piemonte, dove si oscilla da un minimo di 1,499 euro/litro fino a picchi massimi di 1,539 euro/litro. Nel Ponente Savonese il panorama del gasolio è quantomai variegato, con oscillazioni da un minimo di 1,439 (decisamente basso) fino a picchi di 1,639 (decisamente alto). Secondo quanto affermato dal Codacons sulla base di una statistica condotta su scala nazionale, oggi un pieno di gasolio può arrivare a costare fino a 5,50 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2018, mentre per chi ha l’ auto a benzina la differenza è di circa 4 euro in più.

Ragusa Oggi, 25/04/2019 10:25
Rincari benzina sospetti. Il Codacons annuncia esposti alle procure siciliane
L’ aumento dei prezzi dei carburanti degli ultimi giorni finirà all’ attenzione della magistratura. Il Codacons annuncia infatti oggi un esposto alle 9 Procure della Repubblica siciliane in cui si chiede di aprire indagini su tutto il territorio per la possibile fattispecie di aggiotaggio. Crediamo ci siano gli estremi per una indagine da parte della magistratura volta ad accertare la correttezza dei rincari dei listini di benzina e gasolio che si stanno susseguendo negli ultimi giorni – spiega il Codacons – In particolare alle Procure chiediamo di verificare se gli aumenti dei prezzi dei carburanti delle ultime ore configurino possibili speculazioni legate alle partenze degli italiani per i ponti del 25 aprile e 1 maggio, in considerazione dei maggiori consumi di benzina e gasolio da parte di chi si sposta per raggiungere mete di villeggiatura. I rincari dei listini alla pompa infatti – prosegue l’ associazione – appaiono eccessivi e troppo veloci, produrranno una stangata a carico delle famiglie in viaggio su strade e autostrade e non sembrerebbero giustificati dall’ andamento del petrolio, considerato che il carburante venduto oggi è stato acquistato dalle compagnie petrolifere quando le quotazioni della materia prima erano sensibilmente inferiori.

panorama.it, 25/04/2019 10:09
economia
Caro benzina, 2 euro al litro. Ecco perché
fare il pieno in autostrada può costare anche 20 euro in più che altrove incidendo sul bilancio delle famiglie e non solo
E’ un ponte del 25 aprile dal conto salato quello che avranno gli automobilisti che scelgono di spostarsi verso mare e montagna utilizzando la rete autostradale e questa volta il prezzo dei caselli non c’ entra. Sale il prezzo del carburante A incidere sul bilancio delle famiglie anche fino a 20 euro in più a pieno è l’ aumento del prezzo del carburante che in autostrada ha superato la soglia dei due euro al litro. Sull’ A1, ad esempio, nell’ area di servizio San Pietro, vicino a Napoli la benzina costa 2,071 euro al litro , mentre a Milano San Zenone siamo a quota 2,020 euro per ogni litro di benzina. Le cause del nuovo rincaro sono molteplici e le spiega l’ Unione petrolifera . Non si tratta, infatti, soltanto del consueto ritocco del costo industriale del prodotto, quanto piuttosto di una serie di fattori che ruotano intorno a tensioni internazionali (vedi la questione libica ), aumento del prezzo del petrolio, manutenzione di alcune raffinerie che hanno fermato la produzione e infine il vero tasto dolente per l’ Italia ovvero l’ Iva e le accise che nel nostro Paese sono tra le più care d’ Europa . Quanto le accise influiscono sul prezzo del carburante Basti pensare che nel nostro Paese il prezzo medio per litro di benzina è di 1,6 euro al litro di cui più o meno un euro è costituito solo dalle accise. E proprio il tema delle accise è terreno di scontro a Palazzo Chigi con l’ anima leghista dell’ esecutivo che punta a eliminare le 7 più vecchie e i pentastellati che sostengono che già se ne stia discutendo in Parlamento, ma la verità è che, al momento, ancora non è stato possibile intervenire in merito. E così, complice la congiuntura internazionale, il prezzo della benzina è aumentato e in autostrada ancora di più per una serie molteplice di fattori che vanno dal servizio attivo 24 ore su 24 , 7 giorni su 7, alle royalties richieste dalle società autostradali per arrivare all’ autonomia con cui le compagnie stabiliscono i prezzi sulla viabilità autostradale . Stefano Cantarelli , presidente di Anisa Confcommercio a Il Sole 24 Ore ha spiegato: “A livello generale c’ è stato un forte rialzo della materia prima che non è dovuto tanto alla quotazione del barile, quanto alla borsa valori del prodotto finito”. Un salasso da 20 euro al litro Questo si traduce in una stangata per gli automobilisti che, tra una cosa e l’ altra, finiscono per pagare fino a 20 euro in più il pieno in autostrada. Codacons ha fatto due conti e riporta: “Un pieno di gasolio costa oggi circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7 per cento su base annua”. E le brutte notizie non sono finite visto che si attendono nuovi rincari sul prezzo del greggio al barile che potrebbe passare dagli attuali 75 dollari a 85 . Come risparmiare L’ unico modo per cercare di risparmiare è quello di servirsi nelle cosiddette pompe bianche ovvero le stazioni di servizio che non appartengono al circuito dei grandi marchi della distribuzione di carburante. E’ possibile risparmiare fino a 10 centesimi al litro e si trovano nei pressi dei grandi centri commerciali. La mappa della loro distribuzione è disponibile online e con un po’ di pazienza e organizzazione del proprio viaggio è possibile tenersi in tasca qualche euro da investire in vacanza in ben più ludiche attività.

Il Gazzettino, 25/04/2019 06:21
rimborsi alla fine del 2019
Serve ancora l’ ok della Ue
`iter veloce per chi ha reddito sotto 35mila euro o (forse) un patrimonio di 200mila `il sottosegretario massimo bitonci: «i primi indennizzi solo a novembre»
IL PROVVEDIMENTO VENEZIA Crac bancari, si alza a 200mila euro di patrimonio mobiliare il tetto per accedere ai rimborsi automatici ma solo se ci sarà il via libera europeo. Il consiglio dei ministri di martedì notte ha partorito alla fine un topolino, almeno per quanto riguarda i risparmiatori truffati delle banche messe in liquidazione dal 15 novembre 2015 a fine 2017 (quindi non solo Popolare Vicenza e Veneto Banca ma anche per esempio due Bcc regionali come Crediveneto e Padovana). Di fatto è stato confermato l’ impianto della norma doppio binario concordata dal ministro dell’ economia Giovanni Tria con la Ue e presentata alle associazioni l’ 8 aprile, approvata da 17 sigle su 19, unici contrari Coordinamento Don Torta di Andrea Arman e Noi che credevamo di Luigi Ugone. Alla procedura automatica potranno accedere i detentori di azioni e obbligazioni subordinate delle banche liquidate che hanno un reddito lordo imponibile 2018 inferiore a 35mila euro o con patrimonio mobiliare (azioni, bond, titoli di Stato) fino a 100mila euro allargabile fino a 200mila euro se ci sarà il via libera Ue. «Questa modifica dovrà essere approvata dall’ Unione Europea – spiega il sottosegretario all’ economia Massimo Bitonci – che aveva già dato il via libera di massima sulla normativa presentata l’ 8 aprile ai risparmiatori dal premier Conte perché rientrava nella casistica delle misure di carattere sociale. In ogni caso chi ha fino a 100mila euro di patrimonio mobiliare avrà diritto alla procedura accelerata. Sui risparmiatori ha vinto la linea della Lega di Matteo Salvini, quella dei fatti e non delle parole. Queste soglie permetteranno di rimborsare il 90% dei risparmiatori truffati». Calcoli non fatti a caso. Per esempio la stragrande maggioranza dei veneti dichiara meno di 35mila euro di reddito. ONERI FISCALI Confermato il rimborso del 30% del costo di acquisto di azioni con un’ aggiunta: «Inclusi gli oneri fiscali». «Per esempio il costo dell’ affrancatura», spiega il presidente del Codacons Veneto Franco Conte, «cioè di quel versamento che serviva ad anticipare il pagamento del capital gain». Il rimborso per i detentori di obbligazioni subordinate resta al 95% del prezzo d’ acquisto. Rientrano nella platea dei rimborsabili anche «imprenditori individuali, anche agricoli, coltivatori diretti» … «ovvero i loro successori mortis causa o il coniuge, il soggetto legato da unione civile, il convivente more uxorio o di fatto, i parenti entro il secondo grado in possesso dei suddetti strumenti finanziari a seguito di trasferimento con atto tra vivi». La precisazione sugli eredi è una novità. «Da ricordare che potranno accedere agli indennizzi automatici i risparmiatori che rientrano in uno dei due casi definiti, cioè 35mila euro di reddito o 100mila di patrimonio, eventualmente raddoppiabile», ricorda Bitonci. Quindi basta soddisfare uno dei due requisiti per rientrare nella procedura accelerata. Che comunque non assicurerà pagamenti in tempi brevi. «Ragionevolmente pensiamo che i primi indennizzi non arriveranno prima del prossimo novembre, ci sono da analizzare quantomeno dal punto di vista della documentazione decine di migliaia di domande – spiega Bitonci -. Il Parlamento deve approvare il decreto entro 60 giorni, il ministro dell’ economia deve promulgare i decreti attuativi, già pronti, e si deve rendere operativo il portale per poter presentare la domanda di rimborso, che potrebbe essere attivato entro maggio. In ogni caso i risparmiatori hanno 180 giorni per presentare la domanda e la norma sarà operativa una volta pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Per sgombrare anche il campo da allarmismi, posso assicurare che le risorse ci sono, già dal 2019 sono a disposizione per cassa per gli indennizzi 525 milioni». Rimane il tetto dei risarcimenti: 100mila euro per ogni risparmiatore. Una soglia che in qualche modo riecheggia il muro del bail-in sui conti correnti. Resta lo sconcerto di veder trattati alla stessa maniera i piccoli risparmiatori che hanno investito per esempio tutto il loro Tfr di 40mila euro in azioni di Popolare Vicenza (banca non quotata e quindi ritenuta erroneamente più sicura) e chi ha puntato poco meno di 300mila euro (somma da esperti di finanza e investitori importanti anche per soggetti come Mediobanca) in bond subordinati o azioni delle banche liquidate. Al risarcimento accelerato potrebbero infatti accedere persone che hanno investito per esempio poco meno di 300mila euro in azioni BpVi (30% rimborsabile fino a centomila euro) e hanno un patrimonio mobiliare consistente, in pratica dei mezzi milionari. Sarebbero questi i casi sociali? «Per questo ci batteremo in sede di conversione del decreto per arrivare al 100% dei rimborsi per chi ha subito un danno ingiusto ed è in condizioni di difficoltà economiche, non si può mettere tutti sullo stesso piano», osserva Conte. VIOLAZIONI MASSIVE Sopra queste soglie – con l’ ipotesi di 200mila di patrimonio mobiliare da verificare con la Ue – entrerà in campo la Commissione tecnica che dovrà individuare le violazioni massive, nonché della sussistenza del nesso di casualità tra le medesime e il danno subito dai risparmiatori definendo la tipizzazione delle violazioni massive per avviare gli indennizzi alla procedura di indennizzo diretta ma anche analizzerà se possono essere rimborsati i risparmiatori che hanno maggiori disponibilità. Ora parte una nuova corsa contro il tempo. Con una grande incognita. Se il Parlamento modifica la legge in sede di conversione la macchina dei rimborsi rischia di incepparsi di nuovo. Ma su questo punto dai piani alti del governo si rassicura: sarà messa la fiducia. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
maurizio crema

Il Gazzettino, 25/04/2019 06:20
Effetto Iran, benzina a due euro al litro
`le tensioni geopolitiche spingono il prezzo dei carburanti mentre gli italiani si stanno mettendo in viaggio per i “ponti” `consumatori e opposizione contro salvini: «che fine ha fatto il taglio delle accise?». la replica: il governo sta per intervenire
I RINCARI ROMA Due euro per un litro di benzina. E in molti casi, anche qualcosa in più. Prezzi dei carburanti alle stelle in autostrada. A guastare il ponte del 25 aprile agli automobilisti italiani, l’ improvvisa impennata di ieri, effetto delle tensioni in Libia ma soprattutto della decisione del presidente Usa, Donald Trump, di eliminare le esenzioni all’ import del greggio iraniano per otto Paesi tra cui l’ Italia. Gli effetti sono stati immediati: i prodotti petroliferi nel Mediterraneo hanno segnato un nuovo passo avanti (livello medio: 66,36 dollari al barile) e le compagnie si sono mosse di conseguenza. Eni, Ip e Italiana Petroli hanno ritoccato i prezzi raccomandati di benzina e diesel, con rialzi di un centesimo per entrambi i carburanti. Così, sulla rete autostradale italiana, in alcuni casi, come segnalato dall’ Osservatorio prezzi del Mise, il prezzo della benzina ha appunto sfondato la soglia dei 2 euro al litro. Sull’ A1 Milano-Napoli, è il caso dei 2,041 euro al litro segnalati nell’ area Lucignano est (Arezzo) al servito, dei 2,051 euro al litro ad Arno ovest (Firenze), dei 2,071 a San Pietro (Napoli) e dei 2,020 San Zenone est (Milano). E non è tutto: a Napoli città si arriva a pagare fino a 2,05 euro al litro in modalità servito e 2,04 euro in modalità self, a Roma fino a 2,01 euro al litro per essere serviti mentre a Milano l’ asticella si ferma a 1,99 euro al litro. Sulla base dell’ elaborazione di Quotidiano Energia dei dati comunicati dai gestori all’ Osservatorio prezzi carburanti del Mise, il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è pari a 1,618 euro al litro, con i diversi marchi che vanno da 1,618 a 1,633 euro al litro (no-logo a 1,598). Il prezzo medio praticato del diesel è a 1,508 euro al litro, con le compagnie che passano da 1,509 a 1,518 euro al litro (no-logo a 1,486). Quanto al servito, per la verde il prezzo medio praticato è di 1,750 euro al litro, con gli impianti colorati che vanno da 1,721 a 1,820 euro al litro (no-logo a 1,643), mentre per il diesel la media è a 1,643 euro al litro, con i punti vendita delle compagnie tra 1,628 a 1,725 euro al litro (no-logo a 1,531). Il Gpl, infine, va da 0,637 a 0,663 euro al litro (no-logo a 0,632). LA PROMESSA «Purtroppo con l’ Iran gli Usa hanno assunto la decisione sulle sanzioni perché ritengono che l’ accordo nucleare non sia efficace» ha commentato Giuseppe Conte. «Noi lavoriamo per non precipitare il Paese in un clima di austerity che soffocherebbe la crescita economica e l’ anno scorso, quando abbiamo fatto la manovra economica, abbiamo scongiurato l’ incremento delle accise e l’ incremento dell’ Iva» ha ricordato i premier. Tuttavia il salasso dei carburanti ha comunque infiammato la polemica politica, con le opposizioni in coro a ricordare al vicepremier, Matteo Salvini, la promessa di ridurre le accise. «È uno dei prossimi interventi che abbiamo in dovere di prendere in considerazione» ha replicato il leader della Lega. Polemiche le associazioni dei consumatori. «Un pieno di gasolio costa adesso circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua», ha ammonito il Codacons, sottolineando che si tratta di «aumenti che rendono sempre più salati i ponti degli italiani del 25 aprile e dell’ 1 maggio, e che rischiano di determinare speculazioni legate alle vacanze delle famiglie e al maggiore consumo di carburante nelle prossime ore». «L’ aumento ha invece sottolineato Coldiretti è destinato a contagiare l’ intera economia». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
michele di branco

Gazzetta del Sud (ed. Cosenza), 25/04/2019 05:37
Dubbi del Codacons: appalto di Rfi a una ditta indagata
Reggio Calabria «L’ impresa che ha ottenuto l’ appalto dei lavori di ammodernamento della tratta ferroviaria jonica, ovvero la realizzazione dei sovrappassi e sottopassi per un valore di svariati milioni di euro, secondo la Procura di Reggio Calabria è infiltrata dalla ‘ndrangheta. Si tratta della Morfù Srl di Rossano che, nell’ ambito dell’ indagine “Camaleonte”, condotta dalla Dda reggina, è stata addirittura sottoposta a sequestro». È quanto afferma in una nota Francesco Di Lieto, vice presidente nazionale del Codacons, nella quale si precisa che l’ associazione «ha già formalizzato istanza alla Procura di Catanzaro ed all’ Anac affinché venga aperto un fascicolo». «A Reggio Calabria la Morfù srl – è scritto nella nota dell’ associazione dei consumatori – aveva eseguito un’ opera del valore di oltre 2 milioni di euro, sempre per conto di Rfi spa, società del gruppo Ferrovie dello Stato. Secondo l’ ipotesi accusatoria, i fratelli Nilo e Giuseppe Morfù, titolari della società, avrebbero ricercato l’ appoggio della ‘ndrangheta e si sarebbero serviti di imprese “interdette”, affidando a queste società lavori di subappalto. Una storia che stanno scrivendo gli investigatori calabresi che, a prescindere dalle decisioni che verranno fuori dalle aule di giustizia, impone delle riflessioni ma anche immediati provvedimenti». Adesso, sotto i riflettori del Codacons sono finiti nello specifico i lavori «consegnati lo scorso 4 dicembre, quando nell’ affollata cerimonia per la posa della prima pietra – riporta ancora la nota firmata da Di Lieto – erano presenti in tantissimi. Non solo, ovviamente, i responsabili di Rfi e della Morfù srl, ma anche il governatore Oliverio, il sindaco di Sellia Marina e finanche l’ arcivescovo di Catanzaro. Segno questo dell’ oggettiva importanza delle opere da realizzare. Oggi, alla luce di quanto emerge dalle attività d’ indagine, pretendiamo precisi chiarimenti proprio da Rfi, dalla Regione Calabria, dall’ Anac e dalla Procura per comprendere come questa azienda possa continuare a lavorare come se nulla fosse accaduto». Immediata è giunta la replica di Rfi: «Rete Ferroviaria Italiana sta seguendo gli sviluppi dell’ inchiesta e sta effettuando tutte le necessarie verifiche, anche d’ intesa con gli organi nominati dal Tribunale, in qualità di stazione appaltante, per garantire la regolarità dei contratti in essere. In base agli sviluppi delle indagini – è evidenziato ancora nel comunicato – Rfi adotterà gli eventuali provvedimenti necessari». La replica: saranno adottatigli eventuali provvedimentiin base all’ esito delle indagini.

Libertà, 25/04/2019 05:21
Feste col caro benzina Il pieno in autostrada costa due euro al litro
aduc: «che fine ha fatto la promessa del taglio delle accise?» circa 6,5 milioni di italiani in vacanza per il ponte del 25 aprile
Alfonso Abagnale ROMA Puntuale come la pioggia d’ autunno, arriva il caro benzina in occasione dei ponti festivi degli italiani. Sulle autostrade, ma anche in alcuni impianti delle grandi città, i prezzi schizzano oltre la soglia psicologica dei 2 euro al litro, come emerge dall’ Osservatorio carburanti del Mise al quale vengono comunicati i dati in tempo reale. Percorrendo l’ A1 Milano -Napoli, il listino prezzi per il servito segna 2,07 euro al litro a Montepulciano Est, 2,051 euro al litro ad Arno ovest (Firenze), 2,01 euro a Casilina Est (Frosinone), 2,071 a San Pietro (Napoli), 2,020 San Zeno ne est (Milano). Certo non è una soglia superata in modo generalizzato ma, se si è sfortunati, a Napoli città si arriva a pagare fino a 2,05 euro al litro in modalità servito e 2,04 euro in modalità self, a Roma fino a 2,01 euro al litro per essere serviti mentre a Milano l’ asticella si ferma a 1,99 euro al litro. Sui rincari, spiegano gli analisti, non pesa ancora l’ inasprimento delle sanzioni americane all’ Iran ma le compagnie petrolifere di solito – è l’ accusa che arriva tradizionalmente dalle associazioni dei consumatori – incorporano anticipatamente i previsti aumenti del petrolio sui mercati internazionali. Le quotazioni del greggio si mantengono vicino ai massimi da sei mesi a questa parte, a 66,36 dollari al barile. Secondo il Quotidiano energia le ultime compagnie a ritoccare i prezzi in ordine di tempo sono state Eni, Ip e Italiana Petroli con rialzi di un centesimo per benzina e diesel. Le medie sono ovviamente sotto i due euro. Il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è pari a 1,618 euro al litro, con i diversi marchi che vanno da 1,618 a 1,633 euro al litro (no -logo a 1,598). Il prezzo medio praticato del diesel è a 1,508 euro al litro, con le compagnie che passano da 1,509 a 1,518 euro(no-logo a 1,486). Quanto al servito, per la verde il prezzo medio praticato è di 1,750 euro al litro, con gli impianti colorati che vanno da 1,721 a 1,820 euro al litro (no -logo a 1,643), men tre per il diesel la media è a 1,643 euro al litro, con i punti vendita delle compagnie tra 1,628 a 1,725 euro al litro (no -logo a 1,531). Il Gpl, infine, va da 0,637 a 0,663 euro al litro (no -logo a 0,632). «Un pieno di gasolio costa oggi circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua», denuncia il Codacons, sottolineando che si tratta di «aumenti che rendono sempre più salati i ponti del 25 Aprile e dell’ 1 Maggio» con 6,5 milioni di italiani che vengono stimati in viaggio per il ponte della Festa della Liberazione. Sul banco degli imputati per il caro benzina finisce il vicepremier Matteo Salvini. L’ Aduc chiede, in fatti «dove sia finita la sua promessa circa la cancellazione delle accise sul carburante».

Gazzetta di Parma, 25/04/2019 05:20
Nel maxi ponte festivo arriva la stangata per gli automobilisti. Il Codacons punta il dito: «Un pieno di gasolio oggi costa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018»
ALFONSO ABAGNALE ROMA Nuova fiammata della benzina. Sulle autostrade, ma anche in alcuni impianti delle grandi città, i prezzi schizzano oltre la soglia psicologica dei 2 euro al litro, come rileva l’ Osservatorio carburanti del Mise. Percorrendo l’ A1 Milano -Napoli, il listino prezzi per il servito segna 2,07 euro al litro a Montepulciano Est, 2,051 euro al litro ad Arno ovest (Firenze), 2,01 euro a Casilina Est (Frosinone), 2,071 a San Pietro (Napoli), 2,020 San Zenone est (Milano). Certo non è una soglia superata in modo generalizzato ma, se si è sfortunati, a Napoli città si arriva a pagare fino a 2,05 euro al litro in modalità servito e 2,04 euro in modalità self, a Roma fino a 2,01 euro al litro per essere ser viti mentre a Milano l’ asticella si ferma a 1,99 euro al litro. Sui rincari, spiegano gli analisti, non pesa ancora l’ inasprimento delle sanzioni americane all’ Iran, ma le compagnie petrolifere di solito – è l’ accusa che arriva dalle associazioni dei consumatori – incorporano anticipatamente i previsti aumenti del petrolio sui mercati internazionali. Le quotazioni del greggio si mantengono vicino ai massimi da sei mesi a questa parte, a 66,36 dollari al barile. Secondo il Quotidiano energia le ultime compagnie a ritoccare i prezzi in ordine di tempo sono state Eni, Ip e Italiana Petroli con rialzi di un centesimo per benzina e diesel. Le medie sono ovviamente sotto i due euro. «Un pieno di gasolio costa oggi circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la 1.700 1.600 — 1.500 “”*., 1.400 1.300 1.200 1.100 1.000 900 800 700 600 500 Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set 2018 L’ EGO – HUB benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua», denuncia il Codacons, sottolineando che si tratta di «aumenti che rendono sempre più salati i ponti del 25 aprile e dell’ 1 maggio» con 6,5 milioni di italiani che vengono stimati in viaggio. Sul banco degli imputati per il caro benzina finisce il vicepremier Matteo Ott Nov Dic Gen Feb Mar Apr 2019 Salvini. L’ Aduc chiede, infatti, dove sia finita la sua promessa circa la cancellazione delle accise sul carburante. «Nel primo Consiglio dei Ministri del Governo Salvini cancelleremo 7 accise sulla benzina, e finalmente in Italia non pagheremo più il carburante più caro d’ Europa», ricorda l’ associazione dei consumatori.

Il Giornale, 25/04/2019 05:15
Salasso auto: benzina oltre i 2 euro
salvini nel mirino per le promesse mancate, aveva garantito il taglio di sette accise
Patricia Tagliaferri Roma Prezzi della benzina alle stelle. Una vera e propria stangata per i consumatori che in questi giorni di festa usano l’ auto per viaggiare o per le tradizionali gite fuori porta. Sulla rete autostradale è facile trovare distributori dove il prezzo del carburante supera i due euro e mediamente si registrano rialzi di un centesimo al litro, anche per il diesel. In città il prezzo della verde in modalità servito ha raggiunto la media di 1,750 euro al litro, mentre il diesel costa mediamente 1,643 euro al litro. Un caro benzina che, lì dove gli aumenti sono più marcati, può far lievitare ogni pieno anche di una ventina di euro. Colpa non tanto del costo industriale del prodotto, quanto delle tensioni internazionali e soprattutto dei riflessi sul costo del petrolio della decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di eliminare le esenzioni per otto Paesi all’ import del greggio iraniano, Italia compresa. Poi, naturalmente, al rialzo contribuiscono accise e iva, che pesano per circa due terzi sul costo finale. Questo nonostante le promesse elettorali del vicepremier Matteo Salvini di eliminare le principali accise sulla benzina. È del primo marzo dello scorso anno, pochi giorni prima delle politiche, il video in cui l’ attuale vicepremier garantiva che le avrebbe tagliate. Invece in questi giorni il prezzo della benzina ha sfondato la soglia «psicologica» dei due euro e proprio mentre gli italiani sono in movimento per i ponti del 25 aprile e del 1 maggio. Il ministro leghista è intervenuto per cercare di rassicurare i consumatori: «Quello per contenere il prezzo della benzina è uno dei prossimi interventi che abbiamo in dovere di prendere in considerazione. Sicuramente gli interventi in Libia e Iran non aiutano». E proprio perché l’ esecutivo ha tante cose da fare su benzina e non solo, Salvini ha aggiunto che «sicuramente non ci sono crisi di governo alle porte». I consumatori, intanto, protestano. Il Codacons stigmatizza l’ aggravio della spesa «per i rifornimenti a carico di chi si sposterà in auto nei prossimi giorni», mentre Coldiretti osserva che «l’ aumento non solo colpisce il turismo nel grande esodo dei ponti di primavera ma è destinato a contagiare l’ intera economia: se salgono i prezzi del carburante si riduce il potere di acquisto degli italiani». All’ attacco le opposizioni e anche Giorgia Meloni: «Ma le accise sulla benzina non dovevano essere cancellate al primo consiglio dei ministri?», twitta la presidente di FdI. «L’ aumento del costo della benzina dimostra per l’ ennesima volta i limiti dell’ attuale governo», denuncia Licia Ronzulli, di Forza Italia. Dure critiche arrivano anche dal Pd. «Oggi inizia un lungo ponte festivo e gli italiani, dalla Val d’ Aosta alla Sicilia, vanno in vacanza – osserva il segretario Nicola Zingaretti – ma proprio oggi è scattato il rincaro della benzina, mentre una delle promesse di Salvini era stata la riduzione delle accise».
patricia tagliaferri patricia tagliaferri

Corriere del Veneto, 25/04/2019 05:06
Crac popolari, primi rimborsi nel 2020
il decreto crescita riavvia il fondo da 1,5 miliardi. trattativa con l’ ue per raddoppiare il tetto di patrimonio
VENEZIA Ex popolari, il decreto Crescita rimette in moto il Fondo di risarcimento. Pur se i primi rimborsi, ben che vada, si vedranno l’ anno prossimo. Dunque il giorno seguente il concitato Consiglio dei ministri dominato dalla spaccatura sul Salva Roma, porta la conferma dell’ approvazione nel decreto legge Crescita delle modifiche normative che sbloccano il Fondo indennizzo per i risparmiatori azzerati dai crac bancari. La partita da 1,5 miliardi si rimette in moto dopo aver corretto la legge di bilancio e la linea del risarcimento automatico, a valle della trattativa del ministero dell’ Economia con la Commissione europea per costruire una norma a tenuta di procedure d’ infrazione. A quasi tre mesi dall’ assemblea al Palasport di Vicenza con i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, quella del «ce ne freghiamo dell’ Europa» e dei decreti attuativi già pronti la settimana successiva, alla fine ha prevalso la linea del ministro dell’ Economia, Giovanni Tria. Ma almeno il braccio di ferro ha limitato il ricorso agli arbitrati, creando un meccanismo di rimborso automatico fino a 35 mila euro di reddito imponibile e centomila di patrimonio mobiliare. Con la novità emersa ieri di una nuova trattativa con la Commissione europea per raddoppiare quest’ ultimo tetto; scatterà, come scrive il ministero dell’ Economia nella scheda tecnica sul fondo, «subordinatamente all’ approvazione della Commissione europea». Sarebbe una correzione rilevante all’ articolo 36 del decreto Crescita, che contiene i cambiamenti ai commi dell’ articolo 1 della Finanziaria che istituiva il Fondo indennizzo risparmiatori. In particolare il nuovo comma 502-bis stabilisce l’ indennizzo automatico (secondo il ministero dell’ Economia riguarda il 90% della platea dei 300 mila risparmiatori interessati), con lo schema del 30% del costo d’ acquisto delle azioni (includendo gli oneri fiscali pagati per l’ affrancamento del prezzo delle azioni), «per i risparmiatori persone fisiche, imprenditori individuali, anche agricoli, coltivatori diretti» o i loro parenti, secondo i due parametri o del reddito Irpef 2018 sotto i 35 mila euro o il patrimonio mobiliare sotto i centomila. In pratica in parlamento arriverà il decreto con il tetto di centomila euro; sarà corretto in fase di conversione, se arrivasse l’ ok dall’ Europa. Che comunque, come ha affermato un portavoce di Bruxelles, attende ora il testo finale per analizzarlo. Sarà questo il binario automatico del meccanismo di rimborso (per gli obbligazionisti subordinati si sale dal 30% al 95%). Oltre quei limiti, ma anche per le organizzazioni di volontariato e le microimprese fino a 2 milioni di euro, il rimborso è subordinato all’ analisi delle domande da parte della commissione tecnica di nove membri istituita dal ministero dell’ Economia, che dovrà in particolare, come si legge nel decreto, portare avanti la verifica «delle violazioni massive nonché della sussistenza del nesso di causalità tra le medesime e il danno subito dai risparmiatori». Analisi facilitata dalla «preventiva tipizzazione delle violazioni massive». L’ istituzione della commissione tecnica, così come le modalità di presentazione delle domande di indennizzo, saranno determinate dal primo decreto attuativo, che a questo punto sarà emanato dopo la conversione del decreto legge. Un secondo decreto attuativo nominerà la commissione tecnica. A questo punto la questione tempi resta il nodo più delicato del decreto. Dopo aver accumulato quattro mesi di ritardo, tra i due da mettere in conto per la conversione del decreto e i sei che scatteranno per presentare le domande e avere il via libera ai rimborsi, realisticamente i primi indennizzi non potranno che arrivare con l’ anno nuovo. Ed è intanto la questione del raddoppio del tetto di patrimonio, paradossalmente, a preoccupare le associazioni della cabina di regia: «Complica le cose, perché richiederà un’ altra trattativa con Bruxelles, allungando i tempi. E tra poco, con le elezioni, non ci sarà un interlocutore in Europa. C’ è da sperare che la risposta da Bruxelles arrivi rapidamente – sostiene Barbara Puschiasis, di Consumatori attivi -. Il governo poteva semmai combattere la battaglia per egli indennizzi ai vecchi azionisti, che oggi, con il prezzo d’ acquisto, prenderanno un’ elemosina. Il dato positivo è che almeno è stato tolto il passaggio degli aventi causa, che avrebbe permesso agli speculatori di puntare ai risarcimenti». «Ci siamo sentiti fare tante promesse e abbiamo perso tanto tempo, anche di fronte ad atteggiamenti infantili», aggiunge il portavoce della Cabina di regia, Rodolfo Bettiol. «Se sento Salvini e Di Maio dire che hanno risarcito i risparmiatori li denuncio per falso – sostiene il leader di Codacons Veneto, Franco Conte -. È un inizio, prendiamo atto che la norma passa in Parlamento dove speriamo di riprendere la battaglia per il risarcimento al 100% del danno ingiusto. I tempi dei rimborsi? Per il decreto di liquidazione delle due venete impiegarono un mese e mezzo. A quel ritmo si va a metà giugno, poi scattano i sei mesi per le domande. Per i rimborsi si va a Pasqua 2020. Quest’ anno non riusciranno a spendere nemmeno i 50 milioni previsti. Il tutto mentre l’ Europa ha dato il via libera sul presupposto di un’ emergenza sociale».
federico nicoletti

La Gazzetta dello Sport, 25/04/2019 05:02
Benzina, volano i prezzi Oltre i due euro sull’ A1 «Rischio speculazioni»
i rincari delle feste effetto delle sanzioni all’ iran e della crisi libica l’ esperto: «ma la tendenza era partita già dalla metà di gennaio»
Le sanzioni Usa all’ Iran, la guerra civile in Libia e l’ instabilità politica in Venezuela sono all’ origine dei nuovi aumenti sulla rete carburanti italiana. Un effetto domino sul prezzo del petrolio e, a cascata, sui suoi derivati. L’ ennesimo rialzo si traduce in picchi riscontrati proprio nei giorni del megaponte di Pasqua, come quelli evidenziati dall’ Osservatorio carburanti del Mise e denunciati dal Codacons, laddove con milioni di italiani in movimento la benzina sta superando in alcuni distributori in autostrada addirittura i 2 euro al litro (sull’ A1 Milano-Napoli i casi dei 2,041 euro al litro al servito segnalati nell’ area Lucignano est, Arezzo; i 2,051 ad Arno ovest, Firenze; i 2,071 a San Pietro, Napoli, oppure i 2,020 a San Zenone est, Milano). Il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è al momento pari a 1,618 euro al litro e del diesel a 1,508, mentre al servito la verde si attesta su 1,750 euro e il diesel a 1,643 (il Gpl va invece da 0,637 a 0,663 al litro). «Un pieno di gasolio costa oggi circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua», ha segnalato ieri l’ associazione dei consumatori, secondo cui è forte «il rischio di speculazioni legate alle vacanze delle famiglie e al maggior consumo di carburante». ANALISI Ma gli aumenti sono in realtà l’ effetto di una tendenza in atto da mesi, in coincidenza con uno scenario politico globale mutevole: lo spiega Gabriele Masini, direttore di Staffetta Quotidiana (Quotidiano delle Fonti di Energia). «Siamo di fronte ad una coda di una tendenza iniziata a metà gennaio per il quadro generale d’ incertezza dei mercati petroliferi. Il rialzo dei prezzi alla pompa non è riferibile al periodo di festività e al gran numero di persone in viaggio sulle strade italiane, ma dipende appunto dalle politiche dei paesi Opec che riducono l’ approvvigionamento di petrolio. È una tendenza che riguarda il medio periodo, per i prossimi mesi non è facile fare previsioni. Di sicuro, la crisi in Iran potrebbe rappresentare un elemento “rialzista” nel momento in cui la conseguenza del quadro incerto sarebbe la riduzione dell’ immissione di carburante sul mercato. Del resto, anche la crisi interna dei Paesi è un fattore che riduce la domanda e può bilanciare la minore offerta». FUTURO Secondo gli esperti, il greggio rischia di salire dai 75 agli 85 dollari al barile nei prossimi mesi. Rincari che si rifletteranno sul prezzo della benzina, anche se non è chiaro fin dove potranno spingersi gli aumenti. I rialzi, secondo un calcolo di Coldiretti, potrebbero influenzare soprattutto i costi della logistica che, ad esempio, incide per il 30-35% sul prezzo finale di frutta e verdura.
alessio d’ urso

Corriere della Sera, 25/04/2019 04:58
Vola il prezzo della benzina Sulle autostrade italiane supera il record dei 2,071 euro
le proteste dei consumatori: speculazioni sul periodo festivo
Sulla A1, nell’ area di servizio di San Pietro, a Napoli, l’ insegna della benzina servita segna 2,071 euro. Alle porte di Milano, invece, nella stazione di San Zenone Est, un litro di benzina costa 2,020 euro. Ieri, alla vigilia del ponte del 25 aprile, quando gli italiani come di consueto si mettono in auto per raggiungere le località di vacanza o per approfittare delle feste per tornare in famiglia, i prezzi dei carburanti sono di nuovo aumentati. Arrivando alle stelle sulle autostrade italiane. Dopo la stretta Usa sulle esportazioni di petrolio dall’ Iran, le tensioni in Libia e le accise sul carburante che, nonostante le promesse elettorali, il Governo non ha toccato, le quotazioni del greggio e di conseguenza i prodotti petroliferi sono tornati a rialzarsi, e molte compagnie si sono subito adeguate (con Eni, IP e Italiana Petroli che hanno ritoccato di 1 centesimo i prezzi raccomandati di benzina e diesel). Come ha evidenziato l’ Osservatorio carburanti del ministero dello Sviluppo Economico, la benzina ha superato così punte di oltre 2 euro al litro in varie stazioni di servizio lungo la rete autostradale della penisola. A livello generale, il forte rialzo della materia prima non è dovuto soltanto alla quotazione del barile: a pesare è soprattutto la borsa valori del prodotto finito. In autostrada i prezzi dei carburanti sono più alti per vari fattori, dal servizio attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, alle royalties richieste dalle società autostradali. L’ aumento boom dei prezzi di benzina e gasolio di queste ultime ore diventa così una bella stangata per chi si mette in viaggio in questo lungo ponte; e va ad aggravare una realtà, quella dei carburanti, che in Italia ha il carico fiscale più alto d’ Europa. «Un pieno di gasolio costa oggi circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7 per cento su base annua», è la denuncia del Codacons, che sottolinea come questi «aumenti rendano sempre più salati i ponti degli italiani del 25 aprile e dell’ 1 maggio, rischiando di determinare speculazioni legate alle vacanze delle famiglie e al maggiore consumo di carburante nelle prossime ore». Ma potrebbe non essere finita qui. Secondo molti esperti, il greggio rischia di schizzare dai 75 agli 85 dollari al barile. Rincari che, naturalmente, si rifletteranno sul prezzo della benzina. Difficile stabilirne ora la portata, ma è evidente che influenzerà i costi della logistica in un Paese come l’ Italia, dove l’ 85% dei trasporti commerciali avviene per strada. Il balzo dei prezzi dei carburanti ha quindi un effetto valanga sulla spesa con un aumento dei costi di trasporto oltre che di quelli di produzione, trasformazione e conservazione. È il caso, ad esempio, dell’ intero sistema agroalimentare italiano, dove i costi della logistica arrivano ad incidere dal 30 al 35% sul totale dei costi per frutta e verdura (secondo il calcolo fatto da Coldiretti). Insomma, il salasso alle pompe di benzina potrebbe essere solo l’ inizio.
m. jattoni dall’ asén

Avvenire, 25/04/2019 04:50
Benzina alle stelle per le feste In autostrada 2 euro al litro
Milano Come denunciato dai consumatori nei giorni scorsi la stangata sui carburanti è arrivata puntuale in concomitanza con i ponti di questa settimana. Peraltro prevedibile dopo l’ inasprimento delle sanzioni degli Stati Uniti contro l’ Iran e le costanti tensioni in Libia. E così, ieri, alla vigilia del ponte del 25 aprile, in autostrada i prezzi sono arrivati a superare anche i 2 euro al litro per la benzina: come si evinceva dai dati resi noti dall’ Osservatorio carburanti del ministero dello Sviluppo economico, sull’ A1 Milano-Napoli, ecco i 2,041 euro al litro, al servizio servito, apparsi nell’ area aretina di Lucignano est; i 2,051 euro al litro ad Arno ovest (Firenze); i 2,071 a San Pietro (Napoli) e ancora i 2,020 di San Zenone est nel Milanese. Aumenti confermati dal Quotidiano Energia che ieri, ai motivi poco fa indicati, aggiungeva pure «il protrarsi delle difficoltà in Venezuela», fattori che complessivamente hanno finito per far sì che «le quotazioni del greggio e a cascata dei prodotti petroliferi in Mediterraneo segnano un nuovo passo avanti e le compagnie si muovono di conseguenza». Ieri, così, è toccato a quei marchi che non si erano mossi al rincaro in precedenza come Eni e Italiana Petroli che hanno ritoccato i prezzi racco- mandati di benzina e diesel, con rialzi di 1 centesimo per entrambi i carburanti. Il Quotidiano Energia confermando la salita dei prezzi praticati sull’ intero territorio nazionale, confermava anche che sulle autostrade i prezzi «possono anche superare in qualche caso i 2 euro al litro ». Quotidiano Energia, elaborando i dati dell’ Osservaprezzi carburanti del Mise, indicava che il prezzo medio nazionale praticato in modalità self service della benzina è pari a 1,618 euro/litro, con i diversi marchi che vanno da 1,618 a 1,633 euro/litro e i cosidetti ‘no-logo’ a 1,598. Per il gasolio, il prezzo medio praticato è 1,508 euro/litro, con le compagnie che passano da 1,509 a 1,518 euro/litro e i no-logo a 1,486. Note assai più dolenti per il portafoglio giungono ovviamente dal ‘servito’. Per la benzina verde il prezzo medio praticato è di 1,750 euro/litro, con oscillazioni da 1,721 a 1,820 euro/litro, mentre i no-logo si fermano a 1,643. Per il diesel la media è a 1,643 euro/ litro, con i punti vendita delle compagnie tra 1,628 a 1,725 euro/litro e i no-logo fermi a 1,531. Ovviamente crescendo il prezzo della benzina cresce pure quello del Gpl, che è un derivato della lavorazione del petrolio, che va da 0,637 a 0,663 euro/ litro, nei no-logo 0,632. L’ ennesimo salasso che fa nuovamente arrabbiare le associazioni dei consumatori. Il rincaro, a loro dire, dopo quelli precedenti aggrava «la spesa per i rifornimenti a carico di chi si sposterà in auto nei prossimi giorni» sottolinea in una nota il Codacons. «Un pieno di gasolio – si legge ancora – costa oggi circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua ». In pratica, sottolineano, si tratta di «aumenti che rendono sempre più salati i ponti degli italiani del 25 aprile e del 1° maggio e che rischiano di determinare speculazioni legate alle vacanze delle famiglie e al maggiore consumo di carburante nelle prossime ore». RIPRODUZIONE RISERVATA LA STANGATA Sulle statali il prezzo medio al self service della benzina è 1,618 euro/litro, del gasolio 1,508 euro/litro. I consumatori: un pieno di gasolio costa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 e la benzina 4 euro in più.
paolo pittaluga

La Repubblica, 25/04/2019 04:42
benzina ai massimi
Caro greggio e festività la super in autostrada sfonda quota 2 euro
Milano Nei giorni scorsi gli addetti ai lavori non avevano avuto dubbi: le quotazioni del greggio sono destinate a salire e con loro i prezzi dei carburanti per gli automobilisti. E così è stato. L’ impennata dei rincari ha portato a un nuovo record, grazie anche ai ponti festivi, quando i gestori approfittano degli spostamenti di massa in auto per aumentare i loro margini: in più punti lungo la rete autostradale, ma anche nelle zone urbane, ieri sono stati segnalati alcuni impianti dove la verde viene offerta a oltre 2 euro al litro, come si può leggere nell’ Osservatorio carburanti del Ministero dello Sviluppo economico. Si tratta di casi isolati, ma sono la conseguenza di quanto sta accedendo, visto che – come calcolato da Quotidiano energia – Eni, IP, Erg e Api hanno ritoccato i prezzi ” raccomandati” di benzina e diesel, con rialzi per entrambi i carburanti. In particolare, il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è pari a 1,618 al litro, con i diversi marchi che vanno da 1,618 a 1,633 mentre per il diesel la media è a 1,508, con le compagnie che passano da 1,509 a 1,518. Quanto al servito, per la verde il prezzo medio è di 1,750 mentre per il diesel la media è a 1,643. Gli aumenti proseguono in modo ininterrotto da inizio anno, da quando le quotazioni del greggio hanno ripreso a salire sui mercati internazionali. Causando un aumento di spesa per i consumatori: il Codacons ha calcolato che « un pieno di gasolio costa oggi circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 e 4 per la benzina» mentre da inizio anno i rincari medi sono attorno al 7-8 per cento. Ma la corsa dei prezzi ha avuto anche ricadute politiche. In particolare, l’ associazione dei consumatori Aduc ha ricordato come il vicepremier Matteo Salvini aveva «promesso che nel primo Consiglio dei ministri sarebbero state cancellate sette accise sulla benzina. Ma perché l’ impegno di Salvini non è andato a segno?». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

La Repubblica, 25/04/2019 04:42
decreto crescita
Rimborsi ai truffati, cresce il tetto ma l’ ultima parola spetta alla Ue
roma Il tetto patrimoniale per gli indennizzi diretti ai risparmiatori vittime dei crac bancari non raddoppia. Nella notte di martedì, al termine di un lunghissimo Consiglio dei ministri, ennesimo terreno di scontro tra Lega e Cinque Stelle, è filtrata la notizia del passaggio da 100 mila a 200 mila euro del limite massimo di patrimonio mobiliare al di sotto del quale gli ex azionisti e obbligazionisti delle banche fallite negli ultimi anni hanno diritto a un indennizzo senza arbitrato, senza dover provare cioè la vendita fraudolenta dei titoli da parte della banca. Ma poi, nel corso della giornata di ieri, si è saputo che la norma pone come condizione al nuovo tetto patrimoniale l’ approvazione della Commissione Europea ( altrimenti l’ indennizzo verrebbe considerato aiuto di Stato, e sarebbe illegittimo). Nel frattempo, il limite massimo rimane a 100 mila euro, in concorrenza con l’ altro requisito concordato dal ministro dell’ Economia Tria con Bruxelles, e cioè un reddito non superiore a 35 mila euro. Notizie che sono state accolte con contrarietà dalla maggior parte delle associazioni dei risparmiatori, che chiedono che il Fondo di ristoro parta al più presto, visto che il premier Conte l’ ha promesso ormai un anno fa. Per Letizia Giorgianni, presidente dell’ associazione ” Vittime del Salvabanche”, si tratta « dell’ ennesimo pretesto per non dare attuazione al fondo » . Anche Patrizio Miatello, dell’ associazione “Ezzelino III da Onara”, chiede di non rallentare ulteriormente la procedura degli indennizzi. Non ci dovrebbe essere però alcun rallentamento: le norme verranno applicate appena verranno emessi i due decreti attuativi da parte del Mef ( con tempi però piuttosto lunghi, visto che gli indennizzi partiranno a 180 giorni dall’ apertura dei termini per la presentazione delle domande). Solo se arriverà il via libera Ue la commissione considererà anche le altre domande, quelle con il patrimonio superiore a 100 mila euro, che altrimenti dovranno sottostare a un regolare arbitrato. È la procedura del ” doppio binario”, concordata da Tria con la commissaria alla Concorrenza Vestager, e che salvaguarda il principio della condivisione delle perdite da parte di azionisti e obbligazionisti, ma permette anche di andare incontro alle persone in difficoltà economica. Bisogna vedere se a Bruxelles potrà passare il principio che chi ha un patrimonio mobiliare di quasi 200 mila euro è in difficoltà economica: la commissaria ha dichiarato in un tweet: «Stiamo lavorando bene con il governo italiano » , e i rappresentanti delle associazioni dei risparmiatori che l’ hanno incontrata ieri a Bruxelles ( le associazioni che l’ 8 aprile a Palazzo Chigi avevano bocciato il ” doppio binario”, chiedendo un ampliamento della platea dell’ indennizzo diretto) l’ hanno trovata molto disponibile al dialogo, ma questo non significa che il nuovo tetto possa trovare il via libera. Il no al ” doppio binario” opposto a lungo dal vicepremier Di Maio, che avrebbe voluto indennizzi diretti per tutti, come promesso in campagna elettorale, ha tenuto in sospeso per settimane il decreto Crescita, che comprende un corposo pacchetto di misure finanziate con quasi due miliardi di euro in tre anni, che puntano a un rialzo dello 0,1% del Pil, che si sommerebbe allo 0,1% che si considera già acquisito. Per i Comuni arrivano 500 milioni per piccoli investimenti di rapida esecuzione, per le imprese torna il superammortamento al 130% sui beni strumentali nuovi e aumenta la deducibilità dell’ Imu sugli immobili; vengono predisposte le norme per consentire l’ eventuale ingresso del Tesoro nel capitale sociale di Alitalia. Su Alitalia arrivano le contestazioni del Codacons, che minaccia di impugnare la norma: « Non accetteremo che nemmeno un euro dei soldi della collettività sia utilizzato a fondo perduto per salvare Alitalia». A garanzia del prestito da 900 milioni le somme gestite dalla Cassa servizi energetici e ambientali, alimentate con gli oneri di sistema delle bollette. Confermato l’ ecobonus e ampliato il sismabonus, e arriva il registro a tutela dei marchi storici del Made in Italy. © RIPRODUZIONE RISERVATA Il Tesoro pronto a entrare in Alitalia, il prestito da 900 milioni garantito dalle bollette della Cassa servizi energetici.
rosaria amato

La Repubblica, 25/04/2019 04:42
gli aumenti
7-8% I rincari medi per i carburanti dall’ inizio dell’ anno secondo i calcoli del Codacons …
7-8% I rincari medi per i carburanti dall’ inizio dell’ anno secondo i calcoli del Codacons.

Il Messaggero, 25/04/2019 04:35
Effetto sanzioni, benzina a due euro al litro
le tensioni geopolitiche spingono il prezzo dei carburanti mentre gli italiani si stanno mettendo in viaggio per i “ponti” consumatori e opposizione contro salvini: «che fine ha fatto il taglio delle accise?». la replica: il governo sta per intervenire
I RINCARI ROMA Due euro per un litro di benzina. E in molti casi, anche qualcosa in più. Prezzi dei carburanti alle stelle in autostrada. A guastare il ponte del 25 aprile agli automobilisti italiani, l’ improvvisa impennata di ieri, effetto delle tensioni in Libia ma soprattutto della decisione del presidente Usa, Donald Trump, di eliminare le esenzioni all’ import del greggio iraniano per otto Paesi tra cui l’ Italia. Gli effetti sono stati immediati: i prodotti petroliferi nel Mediterraneo hanno segnato un nuovo passo avanti (livello medio: 66,36 dollari al barile) e le compagnie si sono mosse di conseguenza. Eni, Ip e Italiana Petroli hanno ritoccato i prezzi raccomandati di benzina e diesel, con rialzi di un centesimo per entrambi i carburanti. Così, sulla rete autostradale italiana, in alcuni casi, come segnalato dall’ Osservatorio prezzi del Mise, il prezzo della benzina ha appunto sfondato la soglia dei 2 euro al litro. Sull’ A1 Milano-Napoli, è il caso dei 2,041 euro al litro segnalati nell’ area Lucignano est (Arezzo) al servito, dei 2,051 euro al litro ad Arno ovest (Firenze), dei 2,071 a San Pietro (Napoli) e dei 2,020 San Zenone est (Milano). E non è tutto: a Napoli città si arriva a pagare fino a 2,05 euro al litro in modalità servito e 2,04 euro in modalità self, a Roma fino a 2,01 euro al litro per essere serviti mentre a Milano l’ asticella si ferma a 1,99 euro al litro. Sulla base dell’ elaborazione di Quotidiano Energia dei dati comunicati dai gestori all’ Osservatorio prezzi carburanti del Mise, il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è pari a 1,618 euro al litro, con i diversi marchi che vanno da 1,618 a 1,633 euro al litro (no-logo a 1,598). Il prezzo medio praticato del diesel è a 1,508 euro al litro, con le compagnie che passano da 1,509 a 1,518 euro al litro (no-logo a 1,486). Quanto al servito, per la verde il prezzo medio praticato è di 1,750 euro al litro, con gli impianti colorati che vanno da 1,721 a 1,820 euro al litro (no-logo a 1,643), mentre per il diesel la media è a 1,643 euro al litro, con i punti vendita delle compagnie tra 1,628 a 1,725 euro al litro (no-logo a 1,531). Il Gpl, infine, va da 0,637 a 0,663 euro al litro (no-logo a 0,632). LA PROMESSA «Purtroppo con l’ Iran gli Usa hanno assunto la decisione sulle sanzioni perché ritengono che l’ accordo nucleare non sia efficace» ha commentato Giuseppe Conte. «Noi lavoriamo per non precipitare il Paese in un clima di austerity che soffocherebbe la crescita economica e l’ anno scorso, quando abbiamo fatto la manovra economica, abbiamo scongiurato l’ incremento delle accise e l’ incremento dell’ Iva» ha ricordato i premier. Tuttavia il salasso dei carburanti ha comunque infiammato la polemica politica, con le opposizioni in coro a ricordare al vicepremier, Matteo Salvini, la promessa di ridurre le accise. «È uno dei prossimi interventi che abbiamo in dovere di prendere in considerazione» ha replicato il leader della Lega. Polemiche le associazioni dei consumatori. «Un pieno di gasolio costa adesso circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua», ha ammonito il Codacons, sottolineando che si tratta di «aumenti che rendono sempre più salati i ponti degli italiani del 25 aprile e dell’ 1 maggio, e che rischiano di determinare speculazioni legate alle vacanze delle famiglie e al maggiore consumo di carburante nelle prossime ore». «L’ aumento ha invece sottolineato Coldiretti è destinato a contagiare l’ intera economia». Michele Di Branco © RIPRODUZIONE RISERVATA.

La Sicilia, 25/04/2019 04:30
Sorpresa per gli automobilisti Schizza il prezzo della benzina
gli aumenti alla vigilia dei ponti del 25 aprile e del primo maggio
Alfonso AbagnaleRoma. Puntuale come la pioggia d’ autunno, arriva il caro benzina in occasione dei ponti festivi degli italiani. Sulle autostrade, ma anche in alcuni impianti delle grandi città, i prezzi schizzano oltre la soglia psicologica dei 2 euro al litro, come emerge dall’ Osservatorio carburanti del Mise al quale vengono comunicati i dati in tempo reale. Percorrendo l’ A1 Milano-Napoli, il listino prezzi per il servito segna 2,07 euro al litro a Montepulciano Est, 2,051 euro al litro ad Arno ovest (Firenze), 2,01 euro a Casilina Est (Frosinone), 2,071 a San Pietro (Napoli), 2,020 San Zenone est (Milano). Certo non è una soglia superata in modo generalizzato ma, se si è sfortunati, a Napoli città si arriva a pagare fino a 2,05 euro al litro in modalità servito e 2,04 euro in modalità self, a Roma fino a 2,01 euro al litro per essere serviti mentre a Milano l’ asticella si ferma a 1,99 euro al litro. Sui rincari, spiegano gli analisti, non pesa ancora l’ inasprimento delle sanzioni americane all’ Iran ma le compagnie petrolifere di solito – è l’ accusa che arriva tradizionalmente dalle associazioni dei consumatori – incorporano anticipatamente i previsti aumenti del petrolio sui mercati internazionali. Le quotazioni del greggio si mantengono vicino ai massimi da sei mesi a questa parte, a 66,36 dollari al barile. Secondo il Quotidiano energia le ultime compagnie a ritoccare i prezzi in ordine di tempo sono state Eni, Ip e Italiana Petroli con rialzi di un centesimo per benzina e diesel. Le medie sono ovviamente sotto i due euro. Il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è pari a 1,618 euro al litro, con i diversi marchi che vanno da 1,618 a 1,633 euro al litro (no-logo a 1,598). Il prezzo medio praticato del diesel è a 1,508 euro al litro, con le compagnie che passano da 1,509 a 1,518 euro(no-logo a 1,486). Quanto al servito, per la verde il prezzo medio praticato è di 1,750 euro al litro, con gli impianti colorati che vanno da 1,721 a 1,820 euro al litro (no-logo a 1,643), mentre per il diesel la media è a 1,643 euro al litro, con i punti vendita delle compagnie tra 1,628 a 1,725 euro al litro (no-logo a 1,531). Il Gpl, infine, va da 0,637 a 0,663 euro al litro (no-logo a 0,632). «Un pieno di gasolio costa oggi circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua», denuncia il Codacons, sottolineando che si tratta di «aumenti che rendono sempre più salati i ponti del 25 aprile e dell’ 1 maggio» con 6,5 milioni di italiani che vengono stimati in viaggio per il ponte della Festa della Liberazione. Sul banco degli imputati per il caro benzina finisce il vicepremier Matteo Salvini. L’ Aduc chiede, infatti, dove sia finita la sua promessa circa la cancellazione delle accise sul carburante. «Nel primo Consiglio dei Ministri del Governo Salvini cancelleremo 7 Accise sulla benzina, e finalmente in Italia non pagheremo più il carburante più caro d’ Europa», ricorda l’ associazione dei consumatori, citando le parole del vicepremier leghista. Quello attuale «non è proprio il governo Salvini», puntualizza l’ Aduc, ma domanda comunque cosa sia successo. «Perché l’ impegno di Salvini non è andato a segno?», chiede l’ Aduc, sottolineando che «non solo non si è tenuto fede a questo impegno, ma la situazione è peggiorata, anche molto». E l’ associazione sottolinea, infine, che le imposte sul costo della benzina alla pompa sono in una forbice di costi che vanno dal 60 al 70% del prezzo finale.

La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Nord Barese), 25/04/2019 04:28
trani avviata la rimozione dei materiali in amianto
Supercinema, il sindaco sul tetto da bonificare
TRANI. Nell’ attesa che la sua maggioranza la getti domani, approvando o meno il bilancio, il sindaco si mette la maschera per salire sul tetto del Supercinema e, nel suo post su Facebook, sembra quasi parlare di ultima spiaggia chiamando in causa la possibile conclusione anticipata del suo mandato: «Fino all’ ultimo secondo della mia esperienza politica da sindaco di Trani penserò solo e soltanto a risolvere i problemi della mia comunità». Così Amedeo Bottaro, dopo avere raggiunto la sommità dell’ ex cinematografo di via delle Crociate, dove ieri la ditta Viso edil ecologia, di Monopoli, ha iniziato l’ asportazione delle la stre di cemento -amianto che, dal 1936, coprivano la struttura destinata a pubblico spettacolo e che, chiusa dal 2008, è adesso sotto il vincolo della Soprintendenza. Dopo una lunga battaglia del comitato dei residenti della zona, sostenuta dal Codacons ed incrociatasi anche con un’ in chiesta, tuttora aperta, della Procura della Repubblica di Trani, si sta finalmente procedendo alla sostituzione del tetto in eter nit con uno in lamiera grecata: sarà provvisorio, ma almeno pone fine ai rischi per la salute cui sono esposti i cittadini. «Sono venuto a verificare e controllare come stanno andando i lavori – ha detto il primo cittadino – e se stanno seguendo tutte le prescrizioni che consentono di fare sì che l’ operazione si svolga nella massima sicurezza». I residenti delle abitazioni limitrofe, nel frattempo sono ancora invitati a non accedere su balconi e terrazze, non lasciare alimenti e piante sugli stessi, non stendervi il bucato e tenere chiusi gli infissi, dalle 8 alle 15, per una durata di altri cinque giorni lavorativi. [n.aur.]

Giornale di Brescia, 25/04/2019 04:27
A Brescia il pieno costa 4 milioni in più
Sanzioni Usa sull’ Iran e crisi libica rimbalzano sul prezzo del petrolio e i rincari che arrivano immediatamente al distributore. Secondo uno studio del Codacons un pieno di gasolio ci costa oggi circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+ 4 euro per la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua. La differenza pagata da tutti gli automobilisti bresciani per un pieno (ovviamente facciamo una media) sfiora quindi i 4 milioni di euro. Si tratta di una cifra simbolica, ma significativa, basata sull’ ipotesi di un rifornimento collettivo del parco circolante composto da 788mila veicoli (camion e motociclette escluse). E pensare che il prezzo netto di un litro di benzina è LE ACCISE Sono 0,728 euro per ogni litro e paghiamo la guerra d’ Etiopia L’ ALLARME I trasporti rincarano e Coldiretti prevede aumenti degli alimentari.

L’Unione Sarda, 25/04/2019 04:20
il caso. allarme codacons
Caro benzina, in autostrada raggiunge i 2 euro
Prezzo dei carburanti in aumento, con le compagnie petrolifere che nelle ultime ore hanno ritoccato al rialzo i listini di benzina e gasolio alla pompa. Aumenti che seguono all’ inasprimento delle sanzioni Usa all’ Iran e le tensioni in Libia. Il prezzo della verde in modalità servito ha raggiunto la media di 1,750 euro a litro, mentre il diesel costa mediamente 1,643 euro a litro, denuncia il Codacons. In autostrada addirittura il prezzo della benzina ha sfondato in alcuni casi la soglia dei 2 euro al litro, «determinando una stangata a carico di milioni di italiani che si sposteranno in auto per i prossimi ponti». Un pieno di gasolio costa circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua, aggiunge il Codacons. «Aumenti che rendono sempre più salati i ponti degli italiani del 25 aprile e del primo maggio, e che rischiano di determinare speculazioni legate alle vacanze delle famiglie e al maggiore consumo di carburante nelle prossime ore», conclude il Codacons.

La Stampa, 25/04/2019 04:13
Corsa al rialzo per la benzina: 2 euro al litro
La volontà di Donald Trump di bloccare le vendite di petrolio iraniano che ha preso forma nei giorni scorsi ha fatto scattare la corsa al rialzo del prezzo della benzina anche se le ricadute effettive si vedranno solo nelle prossime settimane anche se ieri a New York ha chiuso a 65,89 dollari in lieve calo su martedì. Quel che è certo, però, che ieri in una serie di stazioni di servizio lungo la rete autostradale, soprattutto l’ auto Sole, e in alcuni impianti di distribuzione di grandi città, in particolare Roma e Napoli, il prezzo di un litro di benzina abbia superato i 2 euro. La mappa dei rincari si può tracciare consultando l’ Osservatorio sul costo del carburante del Mise. Per gli analisti la corsa al rialzo non è legata ancora all’ inasprimento delle sanzioni americane all’ Iran. E allora non è un caso l’ affondo delle associazioni dei consumatori che attaccano le compagnie petrolifere accusandole di incassare anticipatamente i previsti aumenti sui mercati internazionali. Il Codacons parla del rischio di speculazione legato ai ponti di fine aprile «e al maggiore consumo di carburante». Gli italiani, poi, continuano a pagare i costi aggiuntivi delle accise di stato: 11 cent al litro. Il vicepremier Matteo Salvini aveva promesso di ridurle, operazione annunciata anche ieri. Quel taglio, però, non è arrivato – scatenando le bordate delle opposizioni – forse anche perché il fisco dovrebbe trovare altrove 4,5 miliardi di entrate. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
maurizio tropeano

Corriere Adriatico (ed. Fermo), 25/04/2019 04:06
Chirurgia, nomina nel mirino il Codacons ora chiede gli atti
si riaccende l’ attenzione sulla scelta di livini a favore del primario guerriero
LA SANITÀ FERMO Non c’ è pace sulla nomina del nuovo primario di Chirurgia all’ ospedale Murri. Nei giorni scorsi il direttore dell’ Area vasta 4 aveva ufficializzato la scelta, caduta alla fine su Silvio Guerriero dopo una selezione che aveva suscitato un acceso dibattito, con un pressing a favore di un altro candidato, Giambattista Catalini, e le minacce di Forza Italia di presentare un’ interrogazione al ministero della salute. Ora il Codacons Marche ha inoltrato all’ Asur una formale istanza di accesso agli atti amministrativi in riferimento alle procedure concorsuali per il conferimento degli incarichi. La richiesta, oltre a Fermo, riguarda anche l’ ospedale di Macerata per un’ altra nomina. L’ associazione «Sono pervenute all’ associazione dei consumatori – si legge in una nota sul caso – delle segnalazioni di presunte anomalie ed eventuali irregolarità nello svolgimento delle procedure. Il Codacons Marche ha nei suoi fini statutari la tutela del diritto alla salute della collettività e degli utenti, e difende pertanto il principio per cui gli incarichi medici, soprattutto di quelli così importati e delicati per la salute degli cittadini, debbano essere attribuiti nel pieno rispetto delle regole, anche in modo da individuare le figure più meritevoli per competenze ed esperienze, e ciò nell’ interesse della collettività. Il Codacons Marche fa pertanto appello ai principi di trasparenza e buon andamento della pubblica amministrazione e ha chiesto di poter visionare tutta la documentazione, al fine di poter verificare, nell’ interesse collettivo, la correttezza dello svolgimento delle procedure». La scelta di Livini era stata effettuata sulla terna composta dallo stesso Guerriero, 52 anni, di origine napoletana e proveniente da Belluno, Andrea Tamburini, 51, di Pesaro, che arriva dall’ azienda sanitaria Marche Nord, e Catalini, 60, direttore del reparto di Chirurgia di Camerino e noto a Fermo anche per il suo impegno in politica come candidato sindaco alle scorse elezioni e quindi consigliere di opposizione. L’ appello Una scelta sulla quale, all’ inizio del mese, era intervenuto il direttivo de La Voce del cuore per la chirurgia, ricordando quanto Catalini fosse apprezzato e stimato nel Fermano. Un’ uscita pubblica seguita da numerosi interventi, dalla protesta di Fi per bocca del senatore Andrea Cangini, a quella della Lega locale attraverso il consigliere Gianluca Tulli. La conclusione Alla fine era emersa la scelta a favore del primo della lista che, almeno per alcuni giorni, aveva finito per calmare le acque. Ora tornano ad agitarsi con l’ intervento del Codacons e la sua richiesta di chiarimenti. Domenico Ciarrocchi © RIPRODUZIONE RISERVATA.

La Gazzetta del Mezzogiorno, 25/04/2019 03:51
Feste con il caro benzina
in autostrada 2 euro al litro le compagnie anticipano gli effetti delle sanzioni usa all’ iran il codacons «un pieno di gasolio costa circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018»
ROMA. Puntuale come la pioggia d’ autunno, arriva il caro benzina in occasione dei ponti festivi degli italiani. Sulle autostrade, ma anche in alcuni impianti delle grandi città, i prezzi schizzano oltre la soglia psicologica dei 2 euro al litro, come emerge dall’ Osservatorio carburanti del ministero al quale vengono comunicati i dati in tempo reale. Percorrendo l’ A1 Milano -Napoli, il listino prezzi per il servito segna 2,07 euro al litro a Montepulciano Est, 2,051 euro al litro ad Arno ovest (Firenze), 2,01 euro a Casilina Est (Frosinone), 2,071 a San Pietro (Napoli), 2,020 San Zenone est (Milano). Certo non è una soglia superata in modo generalizzato ma, se si è sfortunati, a Napoli città si arriva a pagare fino a 2,05 euro al litro in modalità servito e 2,04 euro in modalità self, a Roma fino a 2,01 euro al litro per essere serviti mentre a Milano l’ asticella si ferma a 1,99 euro al litro. Sui rincari, spiegano gli analisti, non pesa ancora l’ inasprimento delle sanzioni americane all’ Iran ma le compagnie petrolifere di solito – è l’ accusa che arriva tradizionalmente dalle associazioni dei consumatori – incorporano anticipatamente i previsti aumenti del petrolio sui mercati internazionali. Le quotazioni del greggio si mantengono vicino ai massimi da sei mesi a questa parte, a 66,36 dollari al barile. Secondo il Quotidiano energia le ultime compagnie a ritoccare i prezzi in ordine di tempo sono state Eni, Ip e Italiana Petroli con rialzi di un centesimo per benzina e diesel. Le medie sono ovviamente sotto i due euro. Il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è pari a 1,618 euro al litro, con i diversi marchi che vanno da 1,618 a 1,633 euro al litro (no -logo a 1,598). Il prezzo medio praticato del diesel è a 1,508 euro al litro, con le compagnie che passano da 1,509 a 1,518 euro (no -logo a 1,486). Quanto al servito, per la verde il prezzo medio praticato è di 1,750 euro al litro, con gli impianti colorati che vanno da 1,721 a 1,820 euro al litro (no -logo a 1,643), mentre per il diesel la media è a 1,643 euro al litro, con i punti vendita delle compagnie tra 1,628 a 1,725 euro al litro (no -logo a 1,531). Il Gpl, infine, va da 0,637 a 0,663 euro al litro (no -logo a 0,632). «Un pieno di gasolio costa circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua», denuncia il Codacons, sottolineando che si tratta di «aumenti che rendono sempre più salati i ponti del 25 aprile e dell’ 1 maggio» con 6,5 milioni di italiani che vengono stimati in viaggio per il ponte della Festa della Liberazione. Sul banco degli imputati per il caro benzina finisce il vicepremier Matteo Salvini. L’ Aduc chiede, infatti, dove sia finita la sua promessa circa la cancellazione delle accise sul carburante. «Nel primo Consiglio dei ministri del governo Salvini cancelleremo 7 accise sulla benzina, e finalmente in Italia non pagheremo più il carburante più caro d’ Europa», ricorda l’ associazione dei consumatori, citando le parole del vicepremier leghista. Quello attuale «non è proprio il governo Salvini», puntualizza l’ Aduc, ma domanda comunque cosa sia successo. «Perché l’ impegno di Salvini non è andato a segno?», chiede l’ Aduc, sottolineando che «non solo non si è tenuto fede a questo impegno, ma la situazione è peggiorata, anche molto». E l’ associazione sottolinea, infine, che le imposte sul costo della benzina alla pompa sono in una forbice di costi che vanno dal 60 al 70% del prezzo finale. Alfonso Abagnale.

Il Tempo, 25/04/2019 03:46
Stangata sulla benzina per 11 mail -ponte
rincaro ii carburante arriva a toccare anche i due euro al litro in alcune autostrade le opposizioni: «il governo non doveva tagliare le accise?». la replica: to faremo» istat: cala l’ export fuori dall’ ue
Benedetto Antonelli per il ponte del 25 aprile servito: la benzi na ha sfondato i due euro al litro in autostrada, secondo quanto rilevato dall’ Osserva- La stangata prezzi del ministero dello Sviluppo economico. E scoppia la polemica politica. Con le opposizioni che attaccano il governo per la mancata promessa di tagliare le accise sui carburanti e il vicepremier Salvini che prende un nuovo impegno: «Affrontare il caro -benzina che si sta verificando in questi giorni è uno dei prossimi interventi che abbiamo in dovere di prendere in considerazione». A pesare sul rialzo dei prezzi la recente decisione del governo Usa di non rinnovare le esenzioni alle sanzioni per le importazioni del greggio dall’ Iran. Da maggio, infatti, otto Paesi, tra cui l’ Italia, non potranno più approvvigionarsi dai pozzi iraniani. Il leader della Lega mette l’ accento proprio su Euro questo aspetto: «Sicuramente gli interventi in Libia e Iran non aiutano. E per questo, visto che abbiamo tante cose da fare, su in modalità benzina e non solo, sicuramente non ci self a livello sono crisi di governo alle porte, perché abbiamo ancora troppe cose da fare». In particolare, in base all’ elaborazione di Quotidiano Energia dei dati comunicati dai gestori all’ Osservaprezzi carburanti del Mise, il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è pari a 1,618 euro/litro, con i diversi marchi che vanno da 1,618 a 1,633 euro/litro (no -logo a 1,598). Il prezzo medio praticato del diesel è a 1,508 euro/litro, con le compagnie che passano da 1,509 a 1,518 euro/litro (no -logo a 1,486). Quanto al servito, per la verde il prezzo medio praticato è di 1,750 euro/litro, con gli impianti colorati che vanno da 1,721 a 1,820 euro/litro (no -logo a 1,643), mentre per il diesel la media è a 1,643 euro/litro, con i punti vendita delle compagnie tra 1,628 a 1,725 euro/litro (no -logo a 1,531). Il Gpl, infine, va da 0,637 a 0,663 euro/litro (no -logo a 0,632). Il Codacons parla di aggravio della spesa «per i rifornimenti a carico di chi si sposterà in auto nei prossimi giorni» in corrispondenza del me gaponte del 25 aprile e primo maggio, mentre Coldiretti sottolinea gli effetti dell’ aumento record delle quotazioni del petrolio provocato dalla decisione degli Stati Uniti sull’ Iran. «L’ aumento è destinato a contagiare l’ intera economia perché se salgono i prezzi del carburante si riduce – sottolinea Coldiretti – il potere di acquisto degli italiani che hanno meno risorse da destinare ai consumi mentre aumentano i costi per le imprese». Il responsabile della comunicazione del Pd, Marco Miccoli, parla di «Salvini-tax» per gli automobilisti, «considerando che le promesse sul taglio delle accise sbandierate dal vicepremier sono svanite nel nulla». A criticare il governo è anche la leader di Fratelli d’ Italia, Giorgia Meloni: «Incredibile: arriva un altro salasso per una delle categorie più vessate al mondo, l’ automobilista italiano. Ma le accise sulla benzina non dovevano essere cancellate al primo Consiglio dei ministri?». Particolarmente ironico, invece, il commento della capogruppo di Forza Italia alla Camera Mariastella Gelmini: «Il governo è men che balneare, la benzina aumenta durante i ponti, si litiga sul 25 aprile, lo Stato nazionalizza, la giustizia determina le sorti degli esecutivi… Bentornati nel Novecento. A che ora danno Happy Days? Governo del cambiamento si fa per A marzo 2019 l’ Istat stima una lieve flessione congiunturale per le esportazioni (-0,4%) extra Ue e un contenuto aumento per le importazioni (+0,4%) extra Ue. Il saldo commerciale, sottolinea l’ Istituto di statistica, stimato pari a +3,415 miliardi, in diminuzione rispetto a +3,833 miliardi di marzo 2018. Nel primo trimestre 2019 diminuisce l’ avanzo nell’ interscambio di prodotti non energetici (da +14,608 miliardi nel primo trimestre 2018 a +14,421 miliardi nel primo trimestre 2019). La flessione congiunturale delle esportazioni è marcata per i beni strumentali (-4,9%) mentre quasi tutti gli altri raggruppamenti principali di industrie sono in aumento. La dinamica congiunturale dell’ export è negativamente influenzata dalla vendita di navi nel mese precedente.

Giornale di Sicilia, 25/04/2019 03:46
Consumatori in guerra Un pieno di gasolio costa 5,5 euro in più e di super 4 euro rispetto ad aprile 2018
Ieri è arrivato il durissimo attacco del Codacons, che in una nota ha commentato i rincari di questi ultimi giorni: «Prosegue la corsa dei carburanti, con le compagnie petrolifere che nelle ultime ore hanno ritoccato al rialzo i listini di benzina e gasolio alla pompa, aggravando la spesa per i rifornimenti a carico di chi si sposterà in auto nei prossimi giorni. Un pieno di gasolio costa oggi circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua», spiega il Codacons,

Il Tirreno, 25/04/2019 03:45
polemica sul costo carburante
Ponte col caro benzina superati i 2 euro al litro Il governo sotto accusa
i dati del codacons: il rincaro è del 7% rispetto al 2018 i consumatori: «e le promesse fatte sui tagli alle accise?»
roma. Puntuale come la pioggia d’ autunno, arriva il caro benzina in occasione dei ponti festivi degli italiani. Sulle autostrade, ma anche in alcuni impianti delle grandi città, i prezzi schizzano oltre la soglia psicologica dei 2 euro al litro, come emerge dall’ Osservatorio carburanti del Mise al quale vengono comunicati i dati in tempo reale. Alcuni esempi? Sulla A1 Milano-Napoli, il listino prezzi per il servito segna 2, 07 euro al litro a Montepulciano Est, 2, 051 euro ad Arno ovest (Firenze), 2, 01 euro a Casilina Est (Frosinone), 2, 071 a San Pietro (Napoli), 2, 020 San Zenone est (Milano). Se si è sfortunati, a Napoli città si arriva a pagare fino a 2, 05 euro al litro (serviti) e 2, 04 euro in modalità self, a Roma fino a 2, 01 euro al litro per essere serviti mentre a Milano l’ asticella si ferma a 1, 99 euro al litro. Sui rincari, spiegano gli analisti, non pesa ancora l’ inasprimento delle sanzioni americane all’ Iran ma le compagnie petrolifere di solito incorporano anticipatamente i previsti aumenti del petrolio sui mercati internazionali. Le quotazioni del greggio si mantengono vicino ai massimi da sei mesi a questa parte, a 66, 36 dollari al barile. Secondo il Quotidiano energia le ultime compagnie a ritoccare i prezzi in ordine di tempo sono state Eni, Ip e Italiana Petroli con rialzi di un centesimo per benzina e diesel. Le medie sono sotto i due euro. «Un pieno di gasolio costa oggi circa 5, 5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua», denuncia il Codacons, sottolineando che si tratta di «aumenti che rendono sempre più salati i ponti del 25 aprile e dell’ 1 maggio» con 6, 5 milioni di italiani che vengono stimati in viaggio. Sul banco degli imputati finisce il vicepremier Matteo Salvini. L’ Aduc chiede dove sia finita la sua promessa circa la cancellazione delle accise sul carburante. «Nel primo Consiglio dei ministri del governo Salvini cancelleremo 7 accise sulla benzina e finalmente in Italia non pagheremo più il carburante più caro d’ Europa», ricorda l’ associazione dei consumatori, citando le parole del vicepremier leghista. Quello attuale «non è proprio il governo Salvini», puntualizza l’ Aduc, ma domanda comunque cosa sia successo. «Perché l’ impegno di Salvini non è andato a segno? » chiede l’ Aduc, sottolineando che «non solo non si è tenuto fede a questo impegno, ma la situazione è peggiorata, anche molto». E l’ associazione sottolinea, infine, che le imposte sul costo della benzina alla pompa sono in una forbice di costi che vanno dal 60 al 70% del prezzo finale. —

Corriere dell’Umbria, 25/04/2019 03:40
rincari record dei carburanti; consumatori all’ attacco: “in un anno incremento del 7 per cento”
Una nuova stangata per gli automobilisti La benzina verde sfonda i due euro al litro
eni, l’ utile netto raggiunge quota 1,09 miliardi
di Paola Tavella MILANO Una nuova raffica di rincari dei carburanti piove sui ponti primaverili degli italiani, causando le proteste dei consumatori e innescando una nuova polemica politica, con le opposizioni, ma anche Fratelli d’ Italia, che si domandano dove sia finita la promessa del governo di sterilizzare le accise sui carburanti. Al netto di ciò ieri chi percorreva le principali autostrade del Paese si poteva imbattere in prezzi dei carburanti schizzati in alcuni impianti sopra la soglia dei due euro al litro per la benzina verde. Rincari record superiori alla media nazionale che comunque ha conosciuto una nuova impennata. Come calcolato da Quotidiano energia Eni, IP e Italiana petroli hanno ritoccato i prezzi raccomandati di benzina e diesel, con rialzi di 1 centesimo per entrambi i carburanti. In particolare il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina é pari a 1,618 al litro, con i diversi marchi che vanno da 1,618 a 1,633 mentre per il diesel la media é a 1,508, con le compagnie che passano da 1,509 a 1,518. Quanto al servito, per la verde il prezzo medio praticato é di 1,750 mentre per il diesel la media é a 1,643. Il Gpl, infine, va da 0,637 a 0,663. Alla base degli aumenti per gli analisti di Quotidiano energia “le rinnovate tensioni sul fronte Usa -Iran, l’ aggravarsi della crisi in Libia e il protrarsi delle difficoltà in Venezuela, si riflettono sulle quotazioni del greggio e a cascata i prodotti petroliferi in Mediterraneo segnano un nuovo passo avanti e le compagnie si muovono di conseguenza”. La sventagliata di aumenti é accolta con preoccupazione dai consumatori. Un pieno di gasolio, fa notare il Codacons costa circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua. “Aumenti che rendono sempre più salati i ponti degli italiani e che rischiano di determinare speculazioni legate alle vacanze delle famiglie e al maggiore consumo di carburante nelle prossime ore – spiega il Codacons – “. E scoppia pure la polemica politica. Attacca il Pd con Luigi Marattin: “Siamo di fronte ad un fatto chiaro: Salvini aveva promesso che al primo Consiglio dei Ministri avrebbe tagliato le tasse sulla benzina, in modo da abbassarne il prezzo. .E passato circa un anno, e non lo ha mai fatto. Non ci é neanche andato lontanamente vicino. E oggi il prezzo della benzina é ai massimi, ce ne stiamo accorgendo andando a fare il pieno”. Critica anche Giorgia Meloni: “Incredibile: arriva un altro salasso per una delle categorie più vessate al mondo, l’ automobilista italiano”. MILANO – Eni ha pubblicato i dati relativi al primo trimestre del 2019. L’ utile netto é stato di 1,09 miliardi, il margine operativo é arrivato a 2,354 miliardi, il debito netto di 8,678 miliardi. Questi risultati sono stati ottenuti con un prezzo medio del petrolio calcolato a 63,2 dollari per 1,832 milioni di barili estratti al giorno e un cambio dollaro contro euro di 1,136. In questo momento le quotazioni del greggio hanno superato la soglia di 70 euro e questo avrà riflessi positivi sui conti del secondo trimestre.

Il Resto del Carlino (ed. Macerata), 25/04/2019 03:36
il concorso l’ associazione dei consumatori: certi incarichi vanno attribuiti nel pieno rispetto delle regole
Primario di Chirurgia, il Codacons chiede l’ accesso agli atti
IL CODACONS Marche vuole vederci chiaro sui concorsi in base ai quali sono stati nominati i primari di Chirurgia dell’ ospedale di Macerata e dell’ ospedale di Fermo. Per questo ha inoltrato all’ Asur Marche un’ istanza formale per avere accesso agli atti amministrativi, tenuto conto del fatto che sono pervenute all’ associazione segnalazioni su presunte anomalie ed eventuali irregolarità nello svolgimento delle procedure recentemente concluse. «IL CODACONS Marche – sottolinea in una nota l’ associazione dei consumatori – ha nei suoi fini statutari la tutela del diritto alla salute della collettività e degli utenti. Pertanto, difende il principio per cui gli incarichi medici, soprattutto quelli così importati e delicati per la salute degli cittadini, debbano essere attribuiti nel pieno rispetto delle regole e nell’ interesse della collettività». Alessandro Maccioni, direttore dell’ Area vasta 3 non vuole commentare. Si limita a ricordare di aver nominato a primario di chirurgia generale ad indirizzo oncologico dell’ ospedale di Macerata Walter Siquini, il primo della terna fornita dalla commissione di valutazione del concorso, composta da tre membri esterni e da un funzionario dell’ Asur Marche. CON LA NOMINA di Siquini, l’ ospedale di Macerata ha coperto un posto che, per vari motivi, era rimasto vacante dal 2015: prima per la controversia tra l’ Area vasta 3 e il vecchio primario (Ivo Patrizi); poi, una volta pubblicato il bando (giugno 2016), per questioni interne all’ Asur, che ha ridefinito i propri assetti organizzativi tra fine 2016 e 2017, tanto che nel 2018 sono stati riaperti i termini del bando, naturalmente salvaguardando le 17 domande già presentate, poi salite a 25. NEL FRATTEMPO il posto era stato ricoperto, in qualità di facente funzioni, prima da Giambattista Catalini primario a Camerino e, poi, da Guido Cesare Gesuelli, anch’ egli da Camerino. La commissione di valutazione, nominata con determina 208/AV3 del 12 febbraio scorso si è riunita nella sede Asur Marche, in unica sessione lo scorso 7 marzo, per l’ espletamento degli adempimenti preliminari alle operazioni di selezione, per la valutazione dei titoli e per effettuare i colloqui con i candidati presenti e regolarmente convocati. f. v.

La Nuova Sardegna, 25/04/2019 03:32
ROMA Puntuale come la pioggia d’ autunno, arriva il caro benzina in occasione dei ponti festivi …
ROMA Puntuale come la pioggia d’ autunno, arriva il caro benzina in occasione dei ponti festivi degli italiani. Sulle autostrade, ma anche in alcuni impianti delle grandi città, i prezzi schizzano oltre la soglia psicologica dei 2 euro al litro, come emerge dall’ Osservatorio carburanti del Mise al quale vengono comunicati i dati in tempo reale. Percorrendo l’ A1 Milano-Napoli, il listino prezzi per il servito segna 2,07 euro al litro a Montepulciano Est, 2,051 euro al litro ad Arno ovest (Firenze), 2,01 euro a Casilina Est (Frosinone), 2,071 a San Pietro (Napoli), 2,020 San Zenone est (Milano). Certo non è una soglia superata in modo generalizzato ma, se si è sfortunati, a Napoli città si arriva a pagare fino a 2,05 euro al litro in modalità servito e 2,04 euro in modalità self, a Roma fino a 2,01 euro al litro per essere serviti mentre a Milano l’ asticella si ferma a 1,99 euro al litro. Sui rincari, spiegano gli analisti, non pesa ancora l’ inasprimento delle sanzioni americane all’ Iran ma le compagnie petrolifere di solito – è l’ accusa che arriva tradizionalmente dalle associazioni dei consumatori – incorporano anticipatamente i previsti aumenti del petrolio sui mercati internazionali. Le quotazioni del greggio si mantengono vicino ai massimi da sei mesi a questa parte, a 66,36 dollari al barile. Secondo il Quotidiano energia le ultime compagnie a ritoccare i prezzi in ordine di tempo sono state Eni, Ip e Italiana Petroli con rialzi di un centesimo per benzina e diesel. Le medie sono ovviamente sotto i due euro. Il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è pari a 1,618 euro al litro, con i diversi marchi che vanno da 1,618 a 1,633 euro al litro (no-logo a 1,598). Il prezzo medio praticato del diesel è a 1,508 euro al litro, con le compagnie che passano da 1,509 a 1,518 euro(no-logo a 1,486). Quanto al servito, per la verde il prezzo medio praticato è di 1,750 euro al litro, con gli impianti colorati che vanno da 1,721 a 1,820 euro al litro (no-logo a 1,643), mentre per il diesel la media è a 1,643 euro al litro, con i punti vendita delle compagnie tra 1,628 a 1,725 euro al litro (no-logo a 1,531). Il Gpl, infine, va da 0,637 a 0,663 euro al litro (no-logo a 0,632). «Un pieno di gasolio costa oggi circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua», denuncia il Codacons, sottolineando che si tratta di «aumenti che rendono sempre più salati i ponti del 25 aprile e dell’ 1 maggio» con 6,5 milioni di italiani che vengono stimati in viaggio per il ponte della Festa della Liberazione. Sul banco degli imputati per il caro benzina finisce il vicepremier Matteo Salvini. L’ Aduc chiede, infatti, dove sia finita la sua promessa circa la cancellazione delle accise sul carburante. «Nel primo Consiglio dei Ministri del governo Salvini cancelleremo 7 accise sulla benzina, e finalmente in Italia non pagheremo più il carburante più caro d’ Europa», ricorda l’ associazione dei consumatori, citando le parole del vicepremier leghista. Quello attuale «non è proprio il governo Salvini», puntualizza l’ Aduc, ma domanda comunque cosa sia successo. «Perché l’ impegno di Salvini non è andato a segno?», chiede l’ Aduc, sottolineando che «non solo non si è tenuto fede a questo impegno, ma la situazione è peggiorata, anche molto». E l’ associazione sottolinea, infine, che le imposte sul costo della benzina alla pompa sono in una forbice di costi che vanno dal 60 al 70% del prezzo finale.

Alto Adige, 25/04/2019 03:32
«Via l’ immunità sull’ ex Ilva» Di Maio fronteggia la protesta
rilancio. il vicepremier con 5 ministri m5s a taranto chiede di fare sistema sull’ ambiente
TARANTO. In una Taranto blindata per l’ arrivo di cinque ministri del M5S, è il vicepremier Luigi Di Maio a fare due importanti annunci per la città: l’ abolizione della immunità penale per i gestori della ex Ilva, ora acquistata dal gruppo ArcelorMittal; e la partenza della riconversione economica del capoluogo jonico, alla quale saranno dedicati i 600 milioni già a disposizione nell’ ambito del Contratto istituzionale di sviluppo (Cis). Si tratta di due novità che, sia pur tanto attese dal territorio, non placano le polemiche di alcune associazioni che, invitate al confronto con i ministri in prefettura, abbandonano il tavolo definendolo un «teatrino elettorale». Altri comitati, sia pur critici, hanno invece ringraziato i ministri per «averci messo la faccia». Le proteste annunciate nei giorni precedenti l’ arrivo dei ministri pentastellati («daremo a chi ci ha tradito l’ accoglienza che merita») non ci sono state.Solo qualche decina di cittadini, tenuti al di là dell’ ampia zona rossa creata dalle forze dell’ ordine, ha protestato timidamente con qualche striscione, tra cui «Di Maio inganna popolo vattene da Taranto». Dopo il primo tavolo istituzionale, il governatore pugliese, Michele Emiliano, ha parlato di «scene già viste» e sottolineato che Di Maio ha ammesso «di non avere nulla di diverso rispetto al governo precedente». Quanto all’ immunità penale, il governatore preferisce «aspettare di vedere la norma». Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ha spiegato invece di condividere «le linee guida del ministro Di Maio ma sull’ ambiente – ha precisato – rileviamo ancora criticità». Eppure il vicepremier chiarisce che «l’ immunità ci permetterà di far pagare chi sbaglia e questo è molto importante. Da agosto – evidenzia – non ci sarà più». Parole che non bastano a tranquillizzare Carla, la mamma di Giorgio Di Ponzio, il quindicenne tarantino morto il 25 gennaio scorso per colpa di un cancro. Alfonso Abagnale roma. Puntuale come la pioggia d’ autunno, arriva il caro benzina in occasione dei ponti festivi degli italiani. Sulle autostrade, ma anche in alcuni impianti delle grandi città, i prezzi schizzano oltre la soglia psicologica dei 2 euro al litro, come emerge dall’ Osservatorio carburanti del Mise al quale vengono comunicati i dati in tempo reale. Percorrendo l’ A1 Milano-Napoli, il listino prezzi per il servito segna 2,07 euro al litro a Montepulciano Est, 2,051 euro al litro ad Arno ovest (Firenze), 2,01 euro a Casilina Est (Frosinone), 2,071 a San Pietro (Napoli), 2,020 San Zenone est (Milano). Certo non è una soglia superata in modo generalizzato ma, se si è sfortunati, a Napoli città si arriva a pagare fino a 2,05 euro al litro in modalità servito e 2,04 euro in modalità self, a Roma fino a 2,01 euro al litro per essere serviti mentre a Milano l’ asticella si ferma a 1,99 euro al litro. Sui rincari, spiegano gli analisti, non pesa ancora l’ inasprimento delle sanzioni americane all’ Iran ma le compagnie petrolifere di solito – è l’ accusa che arriva tradizionalmente dalle associazioni dei consumatori – incorporano anticipatamente i previsti aumenti del petrolio sui mercati internazionali. Le quotazioni del greggio si mantengono vicino ai massimi da sei mesi a questa parte, a 66,36 dollari al barile. Secondo il Quotidiano energia le ultime compagnie a ritoccare i prezzi in ordine di tempo sono state Eni, Ip e Italiana Petroli con rialzi di un centesimo per benzina e diesel. Le medie sono ovviamente sotto i due euro. Il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è pari a 1,618 euro al litro, con i diversi marchi che vanno da 1,618 a 1,633 euro al litro (no-logo a 1,598). Il prezzo medio praticato del diesel è a 1,508 euro al litro, con le compagnie che passano da 1,509 a 1,518 euro(no-logo a 1,486). Quanto al servito, per la verde il prezzo medio praticato è di 1,750 euro al litro, con gli impianti colorati che vanno da 1,721 a 1,820 euro al litro (no-logo a 1,643), mentre per il diesel la media è a 1,643 euro al litro, con i punti vendita delle compagnie tra 1,628 a 1,725 euro al litro (no-logo a 1,531). Il Gpl, infine, va da 0,637 a 0,663 euro al litro (no-logo a 0,632). «Un pieno di gasolio costa oggi circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua», denuncia il Codacons, sottolineando che si tratta di «aumenti che rendono sempre più salati i ponti del 25 aprile e dell’ 1 maggio» con 6,5 milioni di italiani che vengono stimati in viaggio per il ponte della Liberazione.

Messaggero Veneto, 25/04/2019 03:32
Sono 17 le associazioni dei risparmiatori che in questi mesi di trattative con il governo hanno …
Sono 17 le associazioni dei risparmiatori che in questi mesi di trattative con il governo hanno partecipato alla cosiddetta “cabina di regia” per definire metodi e regole del Fir. Della cabina di regia fa parte, per il Friuli Venezia Giulia, l’ associazione udinese Consumatori attivi, presieduta dall’ avvocato Barbara Puschiasis. Codacons, Mdc e Federconsumatori sono rappresentate da delegati nazionali.

Messaggero Veneto, 25/04/2019 03:32
ROMA.
ROMA. Puntuale come la pioggia d’ autunno, arriva il caro benzina in occasione dei ponti festivi degli italiani. Sulle autostrade, ma anche in alcuni impianti delle grandi città, i prezzi schizzano oltre la soglia psicologica dei 2 euro al litro, come emerge dall’ Osservatorio carburanti del Mise. Alcuni esempi? Sulla A1 Milano-Napoli, il listino prezzi per il servito segna 2,07 euro al litro a Montepulciano Est, 2,051 euro ad Arno ovest (Firenze), 2,01 euro a Casilina Est (Frosinone), 2,071 a San Pietro (Napoli), 2,020 San Zenone est (Milano). Se si è sfortunati, a Napoli città si arriva a pagare fino a 2,05 euro al litro (serviti) e 2,04 euro in modalità self, a Roma fino a 2,01 euro al litro per essere serviti mentre a Milano l’ asticella si ferma a 1,99 euro al litro. Sui rincari, spiegano gli analisti, non pesa ancora l’ inasprimento delle sanzioni americane all’ Iran ma le compagnie petrolifere di solito incorporano anticipatamente i previsti aumenti del petrolio sui mercati internazionali. «Un pieno di gasolio costa oggi circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua», denuncia il Codacons. Sul banco degli imputati finisce Salvini. L’ Aduc chiede dove sia finita la sua promessa circa la cancellazione delle accise sul carburante. —

Il Piccolo, 25/04/2019 03:32
anche lungo la a4
Feste col caro benzina in autostrada due euro al litro
ROMA. Ponti festivi degli italiani, arriva puntuale il caro benzina. Sulle autostrade, e anche in alcuni impianti delle grandi città, i prezzi superano la soglia psicologica dei 2 euro al litro: emerge dall’ Osservatorio carburanti del Mise cui vengono comunicati i dati in tempo reale. Lungo la A1 Milano-Napoli, il listino prezzi per il servito segna 2,07 euro al litro a Montepulciano Est, 2,051 euro al litro ad Arno ovest (Firenze), 2,01 euro a Casilina Est (Frosinone), 2,071 a San Pietro (Napoli), 2,020 San Zenone est (Milano).Certo non è una soglia superata in modo generalizzato ma, se si è sfortunati, a Napoli città si paga fino a 2,05 euro al litro per il servito e 2,04 euro il self; a Milano l’ asticella si ferma a 1,99 euro al litro. Al netto naturalmente del prezzo per l’ agevolata nelle aree che ne beneficiano, anche a Nordest l’ Osservatorio segnala picchi: lungo la A4, per esempio, all’ impianto Duino Sud il servito benzina è segnalato a 2,299 euro; a Calstorta Nord a 2,049.Sui rincari, dicono gli analisti, non pesa ancora l’ inasprimento delle sanzioni Usa all’ Iran ma le compagnie petrolifere di solito – è l’ accusa che arriva sempre dalle associazioni di consumatori – incorporano in anticipo i previsti aumenti del petrolio sui mercati internazionali. Le quotazioni del greggio restano vicino ai massimi da sei mesi, a 66,36 dollari il barile. Le medie sono ovviamente sotto i 2 euro.Il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è di 1,618 euro al litro, coi diversi marchi da 1,618 a 1,633 euro al litro (no-logo a 1,598). Il prezzo medio praticato del diesel è a 1,508 euro al litro: le compagnie passano da 1,509 a 1,518 euro (no-logo a 1,486). Per il servito, per la verde il prezzo medio praticato è di 1,750 euro al litro, con gli impianti colorati da 1,721 a 1,820 euro al litro (no-logo a 1,643). Per il diesel la media è a 1,643 euro al litro, coi punti vendita delle compagnie tra 1,628 a 1,725 euro al litro (no-logo a 1,531). Il Gpl va da 0,637 a 0,663 euro al litro (no-logo a 0,632).«Un pieno di gasolio costa oggi circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge il +7% su base annua», denuncia il Codacons. E l’ Aduc chiede dove sia finita la promessa del vicepremier Matteo Salvini sulla cancellazione delle accise sul carburante. —

Il Mattino di Padova, 25/04/2019 03:31
per i ponti di 25 aprile e primo maggio
Feste con il caro benzina in autostrada il carburante supera i due euro al litro
IL caso Puntuale come la pioggia d’ autunno, arriva il caro benzina in occasione dei ponti festivi degli italiani. Sulle autostrade, ma anche in alcuni impianti delle grandi città, i prezzi schizzano oltre la soglia psicologica dei 2 euro al litro, come emerge dall’ Osservatorio carburanti del Mise al quale vengono comunicati i dati in tempo reale. Percorrendo l’ A1 Milano-Napoli, il listino prezzi per il servito segna 2, 07 euro al litro a Montepulciano Est, 2, 051 euro al litro ad Arno ovest (Firenze), 2, 01 euro a Casilina Est (Frosinone), 2, 071 a San Pietro (Napoli), 2, 020 San Zenone est (Milano). Certo non è una soglia superata in modo generalizzato ma, se si è sfortunati, a Napoli città si arriva a pagare fino a 2, 05 euro al litro in modalità servito e 2, 04 euro in modalità self, a Roma fino a 2, 01 euro al litro per essere serviti mentre a Milano l’ asticella si ferma a 1, 99 euro al litro. Sui rincari, spiegano gli analisti, non pesa ancora l’ inasprimento delle sanzioni americane all’ Iran ma le compagnie petrolifere di solito incorporano anticipatamente i previsti aumenti del petrolio sui mercati internazionali. Le quotazioni del greggio si mantengono vicino ai massimi da sei mesi a questa parte, a 66, 36 dollari al barile. Secondo il Quotidiano energia le ultime compagnie a ritoccare i prezzi in ordine di tempo sono state Eni, Ip e Italiana Petroli con rialzi di un centesimo per benzina e diesel. Le medie sono ovviamente sotto i due euro. Il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è pari a 1, 618 euro al litro, con i diversi marchi che vanno da 1, 618 a 1, 633 euro al litro (no-logo a 1, 598). Il prezzo medio praticato del diesel è a 1,508 euro al litro, con le compagnie che passano da 1, 509 a 1, 518 euro (no-logo a 1, 486). Quanto al servito, per la verde il prezzo medio praticato è di 1, 750 euro al litro, con gli impianti colorati che vanno da 1, 721 a 1, 820 euro al litro (no-logo a 1, 643), mentre per il diesel la media è a 1, 643 euro al litro, con i punti vendita delle compagnie tra 1, 628 a 1, 725 euro al litro (no-logo a 1, 531). «Un pieno di gasolio costa oggi circa 5, 5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua», denuncia il Codacons, sottolineando che si tratta di «aumenti che rendono sempre più salati i ponti del 25 aprile e dell’ 1 maggio». Sul banco degli imputati per il caro benzina finisce il vicepremier Matteo Salvini. —

Corriere delle Alpi, 25/04/2019 03:31
per i ponti di 25 aprile e primo maggio
Feste con il caro benzina in autostrada il carburante supera i due euro al litro
IL caso Puntuale come la pioggia d’ autunno, arriva il caro benzina in occasione dei ponti festivi degli italiani. Sulle autostrade, ma anche in alcuni impianti delle grandi città, i prezzi schizzano oltre la soglia psicologica dei 2 euro al litro, come emerge dall’ Osservatorio carburanti del Mise al quale vengono comunicati i dati in tempo reale. Percorrendo l’ A1 Milano-Napoli, il listino prezzi per il servito segna 2, 07 euro al litro a Montepulciano Est, 2, 051 euro al litro ad Arno ovest (Firenze), 2, 01 euro a Casilina Est (Frosinone), 2, 071 a San Pietro (Napoli), 2, 020 San Zenone est (Milano). Certo non è una soglia superata in modo generalizzato ma, se si è sfortunati, a Napoli città si arriva a pagare fino a 2, 05 euro al litro in modalità servito e 2, 04 euro in modalità self, a Roma fino a 2, 01 euro al litro per essere serviti mentre a Milano l’ asticella si ferma a 1, 99 euro al litro. Sui rincari, spiegano gli analisti, non pesa ancora l’ inasprimento delle sanzioni americane all’ Iran ma le compagnie petrolifere di solito incorporano anticipatamente i previsti aumenti del petrolio sui mercati internazionali. Le quotazioni del greggio si mantengono vicino ai massimi da sei mesi a questa parte, a 66, 36 dollari al barile. Secondo il Quotidiano energia le ultime compagnie a ritoccare i prezzi in ordine di tempo sono state Eni, Ip e Italiana Petroli con rialzi di un centesimo per benzina e diesel. Le medie sono ovviamente sotto i due euro. Il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è pari a 1, 618 euro al litro, con i diversi marchi che vanno da 1, 618 a 1, 633 euro al litro (no-logo a 1, 598). Il prezzo medio praticato del diesel è a 1,508 euro al litro, con le compagnie che passano da 1, 509 a 1, 518 euro (no-logo a 1, 486). Quanto al servito, per la verde il prezzo medio praticato è di 1, 750 euro al litro, con gli impianti colorati che vanno da 1, 721 a 1, 820 euro al litro (no-logo a 1, 643), mentre per il diesel la media è a 1, 643 euro al litro, con i punti vendita delle compagnie tra 1, 628 a 1, 725 euro al litro (no-logo a 1, 531). «Un pieno di gasolio costa oggi circa 5, 5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua», denuncia il Codacons, sottolineando che si tratta di «aumenti che rendono sempre più salati i ponti del 25 aprile e dell’ 1 maggio». Sul banco degli imputati per il caro benzina finisce il vicepremier Matteo Salvini. —

La Nuova Ferrara, 25/04/2019 03:31
polemica sul costo carburante
Ponte col caro benzina superati i 2 euro al litro Il governo sotto accusa
i dati del codacons: il rincaro è del 7% rispetto al 2018 i consumatori: «e le promesse fatte sui tagli alle accise?»
roma. Puntuale come la pioggia d’ autunno, arriva il caro benzina in occasione dei ponti festivi degli italiani. Sulle autostrade, ma anche in alcuni impianti delle grandi città, i prezzi schizzano oltre la soglia psicologica dei 2 euro al litro, come emerge dall’ Osservatorio carburanti del Mise al quale vengono comunicati i dati in tempo reale. Alcuni esempi? Sulla A1 Milano-Napoli, il listino prezzi per il servito segna 2, 07 euro al litro a Montepulciano Est, 2, 051 euro ad Arno ovest (Firenze), 2, 01 euro a Casilina Est (Frosinone), 2, 071 a San Pietro (Napoli), 2, 020 San Zenone est (Milano). Se si è sfortunati, a Napoli città si arriva a pagare fino a 2, 05 euro al litro (serviti) e 2, 04 euro in modalità self, a Roma fino a 2, 01 euro al litro per essere serviti mentre a Milano l’ asticella si ferma a 1, 99 euro al litro. Sui rincari, spiegano gli analisti, non pesa ancora l’ inasprimento delle sanzioni americane all’ Iran ma le compagnie petrolifere di solito incorporano anticipatamente i previsti aumenti del petrolio sui mercati internazionali. Le quotazioni del greggio si mantengono vicino ai massimi da sei mesi a questa parte, a 66, 36 dollari al barile. Secondo il Quotidiano energia le ultime compagnie a ritoccare i prezzi in ordine di tempo sono state Eni, Ip e Italiana Petroli con rialzi di un centesimo per benzina e diesel. Le medie sono sotto i due euro. «Un pieno di gasolio costa oggi circa 5, 5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua», denuncia il Codacons, sottolineando che si tratta di «aumenti che rendono sempre più salati i ponti del 25 aprile e dell’ 1 maggio» con 6, 5 milioni di italiani che vengono stimati in viaggio. Sul banco degli imputati finisce il vicepremier Matteo Salvini. L’ Aduc chiede dove sia finita la sua promessa circa la cancellazione delle accise sul carburante. «Nel primo Consiglio dei ministri del governo Salvini cancelleremo 7 accise sulla benzina e finalmente in Italia non pagheremo più il carburante più caro d’ Europa», ricorda l’ associazione dei consumatori, citando le parole del vicepremier leghista. Quello attuale «non è proprio il governo Salvini», puntualizza l’ Aduc, ma domanda comunque cosa sia successo. «Perché l’ impegno di Salvini non è andato a segno? » chiede l’ Aduc, sottolineando che «non solo non si è tenuto fede a questo impegno, ma la situazione è peggiorata, anche molto». E l’ associazione sottolinea, infine, che le imposte sul costo della benzina alla pompa sono in una forbice di costi che vanno dal 60 al 70% del prezzo finale. —

La Tribuna di Treviso, 25/04/2019 03:31
per i ponti di 25 aprile e primo maggio
Feste con il caro benzina in autostrada il carburante supera i due euro al litro
IL caso Puntuale come la pioggia d’ autunno, arriva il caro benzina in occasione dei ponti festivi degli italiani. Sulle autostrade, ma anche in alcuni impianti delle grandi città, i prezzi schizzano oltre la soglia psicologica dei 2 euro al litro, come emerge dall’ Osservatorio carburanti del Mise al quale vengono comunicati i dati in tempo reale. Percorrendo l’ A1 Milano-Napoli, il listino prezzi per il servito segna 2, 07 euro al litro a Montepulciano Est, 2, 051 euro al litro ad Arno ovest (Firenze), 2, 01 euro a Casilina Est (Frosinone), 2, 071 a San Pietro (Napoli), 2, 020 San Zenone est (Milano). Certo non è una soglia superata in modo generalizzato ma, se si è sfortunati, a Napoli città si arriva a pagare fino a 2, 05 euro al litro in modalità servito e 2, 04 euro in modalità self, a Roma fino a 2, 01 euro al litro per essere serviti mentre a Milano l’ asticella si ferma a 1, 99 euro al litro. Sui rincari, spiegano gli analisti, non pesa ancora l’ inasprimento delle sanzioni americane all’ Iran ma le compagnie petrolifere di solito incorporano anticipatamente i previsti aumenti del petrolio sui mercati internazionali. Le quotazioni del greggio si mantengono vicino ai massimi da sei mesi a questa parte, a 66, 36 dollari al barile. Secondo il Quotidiano energia le ultime compagnie a ritoccare i prezzi in ordine di tempo sono state Eni, Ip e Italiana Petroli con rialzi di un centesimo per benzina e diesel. Le medie sono ovviamente sotto i due euro. Il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è pari a 1, 618 euro al litro, con i diversi marchi che vanno da 1, 618 a 1, 633 euro al litro (no-logo a 1, 598). Il prezzo medio praticato del diesel è a 1,508 euro al litro, con le compagnie che passano da 1, 509 a 1, 518 euro (no-logo a 1, 486). Quanto al servito, per la verde il prezzo medio praticato è di 1, 750 euro al litro, con gli impianti colorati che vanno da 1, 721 a 1, 820 euro al litro (no-logo a 1, 643), mentre per il diesel la media è a 1, 643 euro al litro, con i punti vendita delle compagnie tra 1, 628 a 1, 725 euro al litro (no-logo a 1, 531). «Un pieno di gasolio costa oggi circa 5, 5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua», denuncia il Codacons, sottolineando che si tratta di «aumenti che rendono sempre più salati i ponti del 25 aprile e dell’ 1 maggio». Sul banco degli imputati per il caro benzina finisce il vicepremier Matteo Salvini. —

La Nuova di Venezia e Mestre, 25/04/2019 03:31
per i ponti di 25 aprile e primo maggio
Feste con il caro benzina in autostrada il carburante supera i due euro al litro
IL caso Puntuale come la pioggia d’ autunno, arriva il caro benzina in occasione dei ponti festivi degli italiani. Sulle autostrade, ma anche in alcuni impianti delle grandi città, i prezzi schizzano oltre la soglia psicologica dei 2 euro al litro, come emerge dall’ Osservatorio carburanti del Mise al quale vengono comunicati i dati in tempo reale. Percorrendo l’ A1 Milano-Napoli, il listino prezzi per il servito segna 2, 07 euro al litro a Montepulciano Est, 2, 051 euro al litro ad Arno ovest (Firenze), 2, 01 euro a Casilina Est (Frosinone), 2, 071 a San Pietro (Napoli), 2, 020 San Zenone est (Milano). Certo non è una soglia superata in modo generalizzato ma, se si è sfortunati, a Napoli città si arriva a pagare fino a 2, 05 euro al litro in modalità servito e 2, 04 euro in modalità self, a Roma fino a 2, 01 euro al litro per essere serviti mentre a Milano l’ asticella si ferma a 1, 99 euro al litro. Sui rincari, spiegano gli analisti, non pesa ancora l’ inasprimento delle sanzioni americane all’ Iran ma le compagnie petrolifere di solito incorporano anticipatamente i previsti aumenti del petrolio sui mercati internazionali. Le quotazioni del greggio si mantengono vicino ai massimi da sei mesi a questa parte, a 66, 36 dollari al barile. Secondo il Quotidiano energia le ultime compagnie a ritoccare i prezzi in ordine di tempo sono state Eni, Ip e Italiana Petroli con rialzi di un centesimo per benzina e diesel. Le medie sono ovviamente sotto i due euro. Il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è pari a 1, 618 euro al litro, con i diversi marchi che vanno da 1, 618 a 1, 633 euro al litro (no-logo a 1, 598). Il prezzo medio praticato del diesel è a 1,508 euro al litro, con le compagnie che passano da 1, 509 a 1, 518 euro (no-logo a 1, 486). Quanto al servito, per la verde il prezzo medio praticato è di 1, 750 euro al litro, con gli impianti colorati che vanno da 1, 721 a 1, 820 euro al litro (no-logo a 1, 643), mentre per il diesel la media è a 1, 643 euro al litro, con i punti vendita delle compagnie tra 1, 628 a 1, 725 euro al litro (no-logo a 1, 531). «Un pieno di gasolio costa oggi circa 5, 5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua», denuncia il Codacons, sottolineando che si tratta di «aumenti che rendono sempre più salati i ponti del 25 aprile e dell’ 1 maggio». Sul banco degli imputati per il caro benzina finisce il vicepremier Matteo Salvini. —

Gazzetta di Reggio, 25/04/2019 03:31
polemica sul costo carburante
Ponte col caro benzina superati i 2 euro al litro Il governo sotto accusa
i dati del codacons: il rincaro è del 7% rispetto al 2018 i consumatori: «e le promesse fatte sui tagli alle accise?»
roma. Puntuale come la pioggia d’ autunno, arriva il caro benzina in occasione dei ponti festivi degli italiani. Sulle autostrade, ma anche in alcuni impianti delle grandi città, i prezzi schizzano oltre la soglia psicologica dei 2 euro al litro, come emerge dall’ Osservatorio carburanti del Mise al quale vengono comunicati i dati in tempo reale. Alcuni esempi? Sulla A1 Milano-Napoli, il listino prezzi per il servito segna 2, 07 euro al litro a Montepulciano Est, 2, 051 euro ad Arno ovest (Firenze), 2, 01 euro a Casilina Est (Frosinone), 2, 071 a San Pietro (Napoli), 2, 020 San Zenone est (Milano). Se si è sfortunati, a Napoli città si arriva a pagare fino a 2, 05 euro al litro (serviti) e 2, 04 euro in modalità self, a Roma fino a 2, 01 euro al litro per essere serviti mentre a Milano l’ asticella si ferma a 1, 99 euro al litro. Sui rincari, spiegano gli analisti, non pesa ancora l’ inasprimento delle sanzioni americane all’ Iran ma le compagnie petrolifere di solito incorporano anticipatamente i previsti aumenti del petrolio sui mercati internazionali. Le quotazioni del greggio si mantengono vicino ai massimi da sei mesi a questa parte, a 66, 36 dollari al barile. Secondo il Quotidiano energia le ultime compagnie a ritoccare i prezzi in ordine di tempo sono state Eni, Ip e Italiana Petroli con rialzi di un centesimo per benzina e diesel. Le medie sono sotto i due euro. «Un pieno di gasolio costa oggi circa 5, 5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua», denuncia il Codacons, sottolineando che si tratta di «aumenti che rendono sempre più salati i ponti del 25 aprile e dell’ 1 maggio» con 6, 5 milioni di italiani che vengono stimati in viaggio. Sul banco degli imputati finisce il vicepremier Matteo Salvini. L’ Aduc chiede dove sia finita la sua promessa circa la cancellazione delle accise sul carburante. «Nel primo Consiglio dei ministri del governo Salvini cancelleremo 7 accise sulla benzina e finalmente in Italia non pagheremo più il carburante più caro d’ Europa», ricorda l’ associazione dei consumatori, citando le parole del vicepremier leghista. Quello attuale «non è proprio il governo Salvini», puntualizza l’ Aduc, ma domanda comunque cosa sia successo. «Perché l’ impegno di Salvini non è andato a segno? » chiede l’ Aduc, sottolineando che «non solo non si è tenuto fede a questo impegno, ma la situazione è peggiorata, anche molto». E l’ associazione sottolinea, infine, che le imposte sul costo della benzina alla pompa sono in una forbice di costi che vanno dal 60 al 70% del prezzo finale. —

Gazzetta di Modena, 25/04/2019 03:30
polemica sul costo carburante
Ponte col caro benzina superati i 2 euro al litro Il governo sotto accusa
i dati del codacons: il rincaro è del 7% rispetto al 2018 i consumatori: «e le promesse fatte sui tagli alle accise?»
roma. Puntuale come la pioggia d’ autunno, arriva il caro benzina in occasione dei ponti festivi degli italiani. Sulle autostrade, ma anche in alcuni impianti delle grandi città, i prezzi schizzano oltre la soglia psicologica dei 2 euro al litro, come emerge dall’ Osservatorio carburanti del Mise al quale vengono comunicati i dati in tempo reale. Alcuni esempi? Sulla A1 Milano-Napoli, il listino prezzi per il servito segna 2, 07 euro al litro a Montepulciano Est, 2, 051 euro ad Arno ovest (Firenze), 2, 01 euro a Casilina Est (Frosinone), 2, 071 a San Pietro (Napoli), 2, 020 San Zenone est (Milano). Se si è sfortunati, a Napoli città si arriva a pagare fino a 2, 05 euro al litro (serviti) e 2, 04 euro in modalità self, a Roma fino a 2, 01 euro al litro per essere serviti mentre a Milano l’ asticella si ferma a 1, 99 euro al litro. Sui rincari, spiegano gli analisti, non pesa ancora l’ inasprimento delle sanzioni americane all’ Iran ma le compagnie petrolifere di solito incorporano anticipatamente i previsti aumenti del petrolio sui mercati internazionali. Le quotazioni del greggio si mantengono vicino ai massimi da sei mesi a questa parte, a 66, 36 dollari al barile. Secondo il Quotidiano energia le ultime compagnie a ritoccare i prezzi in ordine di tempo sono state Eni, Ip e Italiana Petroli con rialzi di un centesimo per benzina e diesel. Le medie sono sotto i due euro. «Un pieno di gasolio costa oggi circa 5, 5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua», denuncia il Codacons, sottolineando che si tratta di «aumenti che rendono sempre più salati i ponti del 25 aprile e dell’ 1 maggio» con 6, 5 milioni di italiani che vengono stimati in viaggio. Sul banco degli imputati finisce il vicepremier Matteo Salvini. L’ Aduc chiede dove sia finita la sua promessa circa la cancellazione delle accise sul carburante. «Nel primo Consiglio dei ministri del governo Salvini cancelleremo 7 accise sulla benzina e finalmente in Italia non pagheremo più il carburante più caro d’ Europa», ricorda l’ associazione dei consumatori, citando le parole del vicepremier leghista. Quello attuale «non è proprio il governo Salvini», puntualizza l’ Aduc, ma domanda comunque cosa sia successo. «Perché l’ impegno di Salvini non è andato a segno? » chiede l’ Aduc, sottolineando che «non solo non si è tenuto fede a questo impegno, ma la situazione è peggiorata, anche molto». E l’ associazione sottolinea, infine, che le imposte sul costo della benzina alla pompa sono in una forbice di costi che vanno dal 60 al 70% del prezzo finale. —

La Provincia Pavese, 25/04/2019 03:30
polemica sul costo carburante
Ponte col caro benzina superati i 2 euro al litro Il governo sotto accusa
i dati del codacons: il rincaro è del 7% rispetto al 2018 i consumatori: «e le promesse fatte sui tagli alle accise?»
roma. Puntuale come la pioggia d’ autunno, arriva il caro benzina in occasione dei ponti festivi degli italiani. Sulle autostrade, ma anche in alcuni impianti delle grandi città, i prezzi schizzano oltre la soglia psicologica dei 2 euro al litro, come emerge dall’ Osservatorio carburanti del Mise al quale vengono comunicati i dati in tempo reale. Alcuni esempi? Sulla A1 Milano-Napoli, il listino prezzi per il servito segna 2, 07 euro al litro a Montepulciano Est, 2, 051 euro ad Arno ovest (Firenze), 2, 01 euro a Casilina Est (Frosinone), 2, 071 a San Pietro (Napoli), 2, 020 San Zenone est (Milano). Se si è sfortunati, a Napoli città si arriva a pagare fino a 2, 05 euro al litro (serviti) e 2, 04 euro in modalità self, a Roma fino a 2, 01 euro al litro per essere serviti mentre a Milano l’ asticella si ferma a 1, 99 euro al litro. Sui rincari, spiegano gli analisti, non pesa ancora l’ inasprimento delle sanzioni americane all’ Iran ma le compagnie petrolifere di solito incorporano anticipatamente i previsti aumenti del petrolio sui mercati internazionali. Le quotazioni del greggio si mantengono vicino ai massimi da sei mesi a questa parte, a 66, 36 dollari al barile. Secondo il Quotidiano energia le ultime compagnie a ritoccare i prezzi in ordine di tempo sono state Eni, Ip e Italiana Petroli con rialzi di un centesimo per benzina e diesel. Le medie sono sotto i due euro. «Un pieno di gasolio costa oggi circa 5, 5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua», denuncia il Codacons, sottolineando che si tratta di «aumenti che rendono sempre più salati i ponti del 25 aprile e dell’ 1 maggio» con 6, 5 milioni di italiani che vengono stimati in viaggio. Sul banco degli imputati finisce il vicepremier Matteo Salvini. L’ Aduc chiede dove sia finita la sua promessa circa la cancellazione delle accise sul carburante. «Nel primo Consiglio dei ministri del governo Salvini cancelleremo 7 accise sulla benzina e finalmente in Italia non pagheremo più il carburante più caro d’ Europa», ricorda l’ associazione dei consumatori, citando le parole del vicepremier leghista. Quello attuale «non è proprio il governo Salvini», puntualizza l’ Aduc, ma domanda comunque cosa sia successo. «Perché l’ impegno di Salvini non è andato a segno? » chiede l’ Aduc, sottolineando che «non solo non si è tenuto fede a questo impegno, ma la situazione è peggiorata, anche molto». E l’ associazione sottolinea, infine, che le imposte sul costo della benzina alla pompa sono in una forbice di costi che vanno dal 60 al 70% del prezzo finale. —

Gazzetta di Mantova, 25/04/2019 03:30
polemica sul costo carburante
Ponte col caro benzina superati i 2 euro al litro Il governo sotto accusa
i dati del codacons: il rincaro è del 7% rispetto al 2018 i consumatori: «e le promesse fatte sui tagli alle accise?»
roma. Puntuale come la pioggia d’ autunno, arriva il caro benzina in occasione dei ponti festivi degli italiani. Sulle autostrade, ma anche in alcuni impianti delle grandi città, i prezzi schizzano oltre la soglia psicologica dei 2 euro al litro, come emerge dall’ Osservatorio carburanti del Mise al quale vengono comunicati i dati in tempo reale. Alcuni esempi? Sulla A1 Milano-Napoli, il listino prezzi per il servito segna 2, 07 euro al litro a Montepulciano Est, 2, 051 euro ad Arno ovest (Firenze), 2, 01 euro a Casilina Est (Frosinone), 2, 071 a San Pietro (Napoli), 2, 020 San Zenone est (Milano). Se si è sfortunati, a Napoli città si arriva a pagare fino a 2, 05 euro al litro (serviti) e 2, 04 euro in modalità self, a Roma fino a 2, 01 euro al litro per essere serviti mentre a Milano l’ asticella si ferma a 1, 99 euro al litro. Sui rincari, spiegano gli analisti, non pesa ancora l’ inasprimento delle sanzioni americane all’ Iran ma le compagnie petrolifere di solito incorporano anticipatamente i previsti aumenti del petrolio sui mercati internazionali. Le quotazioni del greggio si mantengono vicino ai massimi da sei mesi a questa parte, a 66, 36 dollari al barile. Secondo il Quotidiano energia le ultime compagnie a ritoccare i prezzi in ordine di tempo sono state Eni, Ip e Italiana Petroli con rialzi di un centesimo per benzina e diesel. Le medie sono sotto i due euro. «Un pieno di gasolio costa oggi circa 5, 5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua», denuncia il Codacons, sottolineando che si tratta di «aumenti che rendono sempre più salati i ponti del 25 aprile e dell’ 1 maggio» con 6, 5 milioni di italiani che vengono stimati in viaggio. Sul banco degli imputati finisce il vicepremier Matteo Salvini. L’ Aduc chiede dove sia finita la sua promessa circa la cancellazione delle accise sul carburante. «Nel primo Consiglio dei ministri del governo Salvini cancelleremo 7 accise sulla benzina e finalmente in Italia non pagheremo più il carburante più caro d’ Europa», ricorda l’ associazione dei consumatori, citando le parole del vicepremier leghista. Quello attuale «non è proprio il governo Salvini», puntualizza l’ Aduc, ma domanda comunque cosa sia successo. «Perché l’ impegno di Salvini non è andato a segno? » chiede l’ Aduc, sottolineando che «non solo non si è tenuto fede a questo impegno, ma la situazione è peggiorata, anche molto». E l’ associazione sottolinea, infine, che le imposte sul costo della benzina alla pompa sono in una forbice di costi che vanno dal 60 al 70% del prezzo finale. —

Il Resto del Carlino (ed. Ascoli), 25/04/2019 03:29
nomina l’ associazione dei consumatori ha chiesto all’ asur di poter visionare gli atti concorsuali
Nuovo primario di Chirurgia: interviene il Codacons
SI MUOVE anche il Codacons Marche a chiedere chiarezza sul contestato concorso che ha visto la nomina del nuovo dirigente dell’ unità operativa di chirurgia del Murri. Dopo la protesta del chirurgo Giambattista Catalini, che è risultato terzo in graduatoria e ha chiesto di poter visionare gli atti delle prove di concorso, anche il Codacons ha inoltrato all’ Asur Marche una formale istanza di accesso agli atti amministrativi, proprio in riferimento alle recenti procedure concorsuali per il conferimento degli incarichi di Direttore dell’ unità operativa di Chirurgia presso gli ospedali di Fermo e di Macerata. «Sono pervenute infatti all’ associazione dei consumatori – spiegano i referenti dell’ associazione – delle segnalazioni di presunte anomalie ed eventuali irregolarità nello svolgimento delle procedure recentemente concluse. Il Codacons Marche ha nei suoi fini statutari la tutela del diritto alla salute della collettività e degli utenti e difende pertanto il principio per cui gli incarichi medici, soprattutto di quelli così importati e delicati per la salute degli cittadini, debbano essere attribuiti nel pieno rispetto delle regole, anche in modo da individuare le figure più meritevoli per competenze ed esperienze, e ciò nell’ interesse della collettività». Il Codacons fa pertanto appello ai principi di trasparenza e buon andamento della pubblica amministrazione e ha chiesto di poter visionare tutta la documentazione, al fine di poter verificare, nell’ interesse collettivo, la correttezza dello svolgimento delle procedure. Catalini contestava in particolare lo svolgimento della prova, che attribuiva il 30 per cento del punteggio ai titoli posseduti e il 70 per cento alla prova orale che di fatto nel caso di Fermo è stata decisiva. E ancora, lo stesso concorrente che ha partecipato a Fermo, poi risultato vincitore, Silvio Guerriero, ha partecipato anche al concorso di Macerata dove, secondo Catalini, avrebbe ricevuto un punteggio molto più basso sui titoli posseduti. Dunque una vicenda ancora in via di chiarimento e di sicuro tutt’ altro che pacifica, nonostante sia già avvenuta la nomina di Guerriero da parte del direttore di Area Vasta, Licio Livini. a. m.

L’Eco di Bergamo, 25/04/2019 03:15
Il maxiponte festivo ci porta il caro benzina Due euro al litro
stangata sulle autostrade, ma anche in alcuni impianti delle grandi città. l’ aduc: e la promessa sul taglio delle accise? in partenza 6,5 milioni di italiani
Puntuale come la pioggia d’ autunno, arriva il caro benzina in occasione dei ponti festivi degli italiani. Sulle autostrade, ma anche in alcuni impianti delle grandi città, i prezzi schizzano oltre la soglia psicologica dei 2 euro al litro, come emerge dall’ Osservatorio carburanti del Mise al quale vengono comunicati i dati in tempo reale. Percorrendo l’ A1 Milano-Napoli, il listino prezzi per il servito segna 2,07 euro al litro a Montepulciano Est, 2,051 euro al litro ad Arno ovest (Firenze), 2,01 euro a Casilina Est (Frosinone), 2,071 a San Pietro (Napoli), 2,020 San Zenone est (Milano). Certo non è una soglia superata in modo generalizzato ma, se si è sfortunati, a Napoli città si arriva a pagare fino a 2,05 euro al litro in modalità servito e 2,04 euro in modalità self, a Roma fino a 2,01 euro al litro per essere serviti mentre a Milano l’ asticella si ferma a 1,99 euro al litro. Sui rincari, spiegano gli analisti, non pesa ancora l’ inasprimento delle sanzioni americane all’ Iran ma le compagnie petrolifere di solito – è l’ accusa che arriva tradizionalmente dalle associazioni dei consumatori – incorporano anticipatamente i previsti aumenti del petrolio sui mercati internazionali. Le quotazioni del greggio si mantengono vicino ai massimi da sei mesi a questa parte, a 66,36 dollari al barile. Secondo il «Quotidiano energia» le ultime compagnie a ritoccare i prezzi in ordine di tempo sono state Eni, Ip e Italiana Petroli con rialzi di un centesimo per benzina e diesel. Le medie sono ovviamente sotto i due euro. Il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è pari a 1,618 euro al litro, con i diversi marchi che vanno da 1,618 a 1,633 euro al litro (no-logo a 1,598). Il prezzo medio praticato del diesel è a 1,508 euro al litro, con le compagnie che passano da 1,509 a 1,518 euro(no-logo a 1,486). Quanto al servito, per la verde il prezzo medio praticato è di 1,750 euro al litro, con gli impianti colorati che vanno da 1,721 a 1,820 euro al litro (no-logo a 1,643), mentre per il diesel la media è a 1,643 euro al litro, con i punti vendita delle compagnie tra 1,628 a 1,725 euro al litro (no-logo a 1,531). Il Gpl, infine, va da 0,637 a 0,663 euro al litro (no-logo a 0,632). «Un pieno di gasolio costa oggi circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua», denuncia il Codacons, sottolineando che si tratta di «aumenti che rendono sempre più salati i ponti del 25 aprile e dell’ 1 maggio» con 6,5 milioni di italiani che vengono stimati in viaggio per il ponte della Festa della Liberazione. Sul banco degli imputati per il caro benzina finisce il vicepremier Matteo Salvini. L’ Aduc chiede, infatti, dove sia finita la sua promessa circa la cancellazione delle accise sul carburante. «Nel primo Consiglio dei Ministri del governo Salvini cancelleremo 7 Accise sulla benzina, e finalmente in Italia non pagheremo più il carburante più caro d’ Europa», ricorda l’ associazione dei consumatori, citando le parole del vicepremier leghista. Quello attuale «non è proprio il governo Salvini», puntualizza l’ Aduc, ma domanda comunque cosa sia successo. «Perché l’ impegno di Salvini non è andato a segno?», chiede l’ Aduc, sottolineando che «non solo non si è tenuto fede a questo impegno, ma la situazione è peggiorata, anche molto». E l’ associazione sottolinea, infine, che le imposte sul costo della benzina alla pompa sono in una forbice di costi che vanno dal 60 al 70% del prezzo finale.
alfonso abagnale

Il Giorno (ed. Como-Lecco), 25/04/2019 03:14
i precedenti si persero miliardi di lire dei fondi italia 90
Il Palababele dell’ archistar Gregotti monumento nazionale allo spreco
– CANTÙ – NON C’ È niente da fare, a Cantù sono bravi con il basket, i mobili e il pizzo, ma di cemento e armature capiscono poco. Con i palazzetti in particolare hanno un conto aperto e il Pianella è solo l’ ultimo di una lunga serie inaugurata nella metà degli anni ’80: con l’ ambizione di tornare finalmente a giocare in città, venne individuata l’ area in corso Europa e commissionato il progetto a un archistar del calibro di Vittorio Gregotti. Nacque così il Palababele a forma di piramide azteca, costruito e mai inaugurato, per oltre vent’ anni monumento allo spreco e al degrado. Il costo del palazzetto – realizzato grazie ai finanziamenti dei Mondiali di calcio di Italia ’90 – lievitò nel giro di un paio d’ anni da 10 a 18 miliardi di lire. Toccò ad Armando Selva, primo sindaco leghista della città, l’ ingrato compito di bloccare i lavori, quando ormai era praticamente concluso, con tanto di caloriferi e bagni. Diventato terra di nessuno, al suo interno trovarono rifugio senzatetto, sbandati e writers, finché nel giugno del 2010 non fu abbattuto. Al suo posto doveva sorgere un nuovo e modernissimo impianto da 7mila posti con palestre, polo commerciale, bar, ristoranti e negozi, una piscina al coperto e il multisala con lo schermo più grande d’ Italia. Costo stimato: 36 milioni di euro, messi a disposizione da un privato, la Turra Costruzioni di Cazzago San Martino (Brescia), poi lievitati a 50. Secondo il progetto originario, la città avrebbe dovuto avere un nuovo Palasport entro settembre 2012. Termine poi slittato a luglio 2013 e ulteriormente prorogato a maggio 2014 finchè tutto non si è definitivamente bloccato quando la società che doveva costruirlo è fallita. Una debacle sancita dal Codacons che l’ ha inserito nella top ten delle opere incompiute italiane, perché con i 33 milioni e mezzo di euro e il 10% di opera realizzata è riuscita a fare addirittura peggio di Como, impelagata nella palude delle paratie, in pratica la pecora nera della Lombardia. Peggio di Cantù sono riusciti a fare solo in Sardegna (36 milioni di opere idrauliche sul fiume Flumineddu praticamente ferme al palo), in Veneto con il raddoppio della linea Padova-Vigodarzere, a Udine con il Palasport Carnera, in Basilicata con il completamento della strada Potenza-Melfi, in Abruzzo con il depuratore di Pescara (Abruzzo), a Urbino con l’ impianto di risalita della città e in Molise, dove è ancora un fantasma il cantiere dell’ ex-ospedale Asl 1. Ro.Ca.

Italia Oggi, 25/04/2019 02:55
m5s attende le dimissioni del sottosegretario coinvolto nell’ inchiesta sull’ eolico, la lega fa scudo
Conte affronta lo scoglio Siri
iran, benzina a più di 2 euro. via libera al tesoro in alitalia
«Prima di valutare incontrerò il sottosegretario, gli parlerò e mi farò spiegare. Quando valuterò, e qui entra in gioco l’ etica pubblica, potrò prendere una decisione senza attendere una sentenza passata in giudicato. Deciderò dopo averlo guardato negli occhi. Ma il sottosegretario ha tutto il diritto in questo momento di non essere infangato o disonorato. In questo momento non sono né per le dimissioni né per la permanenza di Armando Siri». Il presidente del consiglio Giuseppe Conte, dato il perdurare della prova di forza fra i suoi due vice, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, sta cercando di evitare che in suo governo si infranga sullo scoglio giudiziario che vede l’ esponente leghista con delega alle Infrastrutture e trasporti indagato per corruzione nell’ ambito dell’ inchiesta sull’ eolico in Sicilia. «Le fratture si ricompongono con la dialettica», è il mantra del premier chiamato all’ ennesima difficile mediazione fra M5s e Lega. La corda è tesa: «Il premier non ha chiesto le dimissioni del sottosegretario Siri», ha affermato il ministro dell’ Interno. «Si sciacqui la bocca chi collega la Lega alla mafia», ha aggiunto. Poco dopo la precisazione di palazzo Chigi: «Sul caso Siri sarà il presidente Conte a decidere. Il presidente a giorni vedrà il sottosegretario Siri e prenderà una decisione». «Chi è indagato per corruzione deve lasciare. Se la Lega non centra niente con queste accuse, dimostri la propria estraneità allontanando Siri dal governo», ha ribadito Di Maio. «Io aspetto la magistratura, siamo in un paese civile dove non si è colpevoli o innocenti così in base a una occhiata», è poi tornato sull’ argomento, in serata, Salvini, con chiaro riferimento a Conte che ha detto di voler decidere su Siri dopo averlo guardato negli occhi. «Contiamo su una magistratura efficiente, rapida e veloce. Né io né il premier facciamo il giudice o l’ avvocato», ha rincarato la dose, «non mi basta mezzo articolo di giornale». La Lega si è messa di traverso sulla cosiddetta norma Salva-Roma contenuta nel decreto legge Crescita approvato martedì sera dal consiglio dei ministri cui il vicepremier Luigi Di Maio non ha partecipato poiché impegnato in una trasmissione televisiva. La Lega ha detto no alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, a liberarsi del debito che soffoca la capitale. Alla fine il vicepremier Matteo Salvini si è detto soddisfatto: «I debiti della Raggi non saranno pagati da tutti gli italiani ma restano in carico al sindaco». «Stralciati i commi 2, 3, 4, 5, 6 della norma salva Raggi», ha gioito il leader leghista. «Tutta la Lega è al lavoro per aiutare concretamente i cittadini romani», ha aggiunto Salvini, «che non hanno bisogno di regali, ma di una amministrazione cittadina concreta ed efficiente. Ci sono centinaia di Comuni italiani in difficoltà, da Nord a Sud, e da prima forza politica del paese è nostro dovere aiutarli ed ascoltarli tutti». Il pm della Dda di Palermo Gianluca De Leo ha chiesto la condanna a 12 anni di carcere per concorso in associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni per l’ imprenditore Vito Nicastri detto il «re dell’ eolico». Nicastri è il protagonista dell’ inchiesta della procura di Palermo su un giro di mazzette alla Regione che ha coinvolto Paolo Arata, ex deputato di Forza Italia ora vicino alla Lega. La tranche romana dell’ inchiesta riguarda il sottosegretario del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, Armando Siri, accusato di corruzione. Nicastri era stato arrestato lo scorso anno. Per i pm sarebbe vicino al boss Matteo Messina Denaro del quale avrebbe finanziato la latitanza. Con l’ imprenditore sono finiti davanti al gup il fratello Roberto, anche lui accusato di concorso in associazione mafiosa, per cui oggi sono stati invocati 10 anni. Imputati anche Melchiorre Leone e Girolamo Scannariato, per cui sono stati chiesti 12 anni e Giuseppe Bellitti, per cui è stata sollecitata la condanna a 10 anni. Sono tutti accusati di associazione mafiosa. Marcello De Vito, presidente dell’ assemblea capitolina arrestato il 20 marzo scorso per corruzione, in una lettera inviata dal carcere al sindaco di Roma, Virginia Raggi ha dichiarato che non si dimetterà. «Non posso, non voglio e non debbo farlo! Credo con forza nella Giustizia e Giustizia con forza chiedo!» De Vito ha polemizzato: «Certamente in questo tempo mi sono chiesto cosa potrebbe decidere il nostro leader (Luigi Di Maio ndr) per se stesso, ove fosse sottoposto ad un giudizio: sicuramente proporrebbe un quesito ad hoc, come quello ideato sul caso Salvini-Diciotti, da sottoporre al voto online». Nel decreto Crescita sono state inserite le norme che «definiscono le modalità di ingresso del ministero dell’ Economia e delle finanze nel capitale sociale della newco «Nuova Alitalia». La partecipazione dello Stato è autorizzata nel limite dell’ importo maturato a titolo di interessi sul prestito pubblico di 900 milioni concesso alla società dallo Stato. Proventi che sono stimati in 145/150 milioni di euro. Con il decreto Crescita arrivano gli indennizzi per i cosiddetti risparmiatori traditi: saranno automatici per il 90% della platea, ovvero chi ha un reddito imponibile inferiore ai 35mila euro o un patrimonio mobiliare inferiore ai 100mila euro, elevabile a 200mila euro subordinatamente all’ approvazione della Commissione Ue. C’ è una dotazione iniziale di 1,5 miliardi di euro. Con lo stesso provvedimento arriva anche la proroga al 2020 del termine previsto per la trasformazione in spa delle banche popolari. Revocato lo sciopero generale della scuola programmato per il 17 maggio con una grande manifestazione a Roma. Il governo dopo una lunga trattativa notturna ha raggiunto un accordo con i sindacati del settore dell’ istruzione e della ricerca. Due i punti essenziali: un incremento degli stipendi dei docenti da prevedere nel rinnovo contrattuale 2019-2021 e un piano di stabilizzazione dei professori precari con almeno tre anni di servizio, secondo un principio di riconoscimento della esperienza maturata. «Istruzione e ricerca sono un comparto strategico per il nostro paese e una priorità di questo governo», ha scritto il premier Giuseppe Conte. Soddisfatto dell’ intesa anche il ministro dell’ Istruzione, Marco Bussetti. Prosegue la corsa dei carburanti, con le compagnie petrolifere che hanno ritoccato al rialzo i listini di benzina e gasolio alla pompa, aggravando la spesa per i rifornimenti. A denunciarlo le organizzazioni dei consumatori, come per esempio il Codacons, e di categoria, come per esempio la Coldiretti. «Il prezzo della verde in modalità servito ha raggiunto la media di 1,750 euro/litro, mentre il diesel costa mediamente 1,643 euro/litro», ha denunciato il Codacons. «In autostrada addirittura il prezzo della benzina ha sfondato in alcuni casi la soglia dei 2 euro al litro». «Con il caro-benzina arriva una vera e propria stangata sui 6,5 milioni di italiani in viaggio per il ponte del 25 aprile destinata a contagiare l’ intera economia in un paese come l’ Italia dove l’ 85% dei trasporti commerciali avviene per strada», ha denunciato la Coldiretti. Il rincaro sarebbe legato alle tensioni scatenate dalla questione Usa/Iran e dalla tensione in Libia sui mercati petroliferi internazionali. La città di Torino si è aggiudicata le Atp Finals di tennis dal 2021 al 2025. Un evento sportivo di grande prestigio e richiamo internazionale. «Torino ce l’ ha fatta: è un sogno su cui abbiamo lavorato che è diventato realtà», ha commentato il sindaco Chiara Appendino. Nell’ Atp Finals si sfideranno gli 8 giocatori più forti dell’ anno. «Considerate che ogni edizione fa circa 250 mila visitatori, l’ indotto stimato sui 5 anni è di circa 500 milioni, una grandissima occasione per la nostra città», ha concluso il sindaco ricordando che erano 40 le città candidate a livello internazionale e che il capoluogo piemontese nella short list ha battuto la concorrenza di Londra Tokyo, Singapore e Manchester. Il 25 aprile è la data simbolo di un popolo «capace di riscattarsi, di riconquistare il proprio destino» e la testimonianza delle associazioni combattenti «costituisce un argine di verità e un monito permanente contro interessate riscritture della storia». Lo ha detto il capo dello Stato Sergio Mattarella. Un gruppo di tifosi della Lazio, che ieri sera ha affrontato a San Siro il Milan in Coppa Italia, ha srotolato vicino a piazzale Loreto, a Milano, uno striscione con la scritta «Onore a Mussolini Irr». Migliaia di Boy Scout d’ America sono stati accusati di abusi sessuali su minori e per questo sono stati cacciati dall’ organizzazione. Dal 1944 al 2016, secondo i dati riportati dai media americani, 7.819 leader e volontari avrebbero abusato sessualmente di 12.254 vittime.
franco adriano

Libero, 25/04/2019 02:45
l’ esecutivo approva la norma che consente al tesoro di diventare azionista della compagnia. il codacons: «mai più soldi pubblici al vettore. ricorreremo al tar»
I consumatori vogliono il fallimento di Alitalia
al carrozzone 9 miliardi non bastano
antonio spampinato nMai più un euro di soldi pubblici ad Alitalia. Il Codacons, Coordinamento per la difesa dei consumatori, prepara una battaglia senza esclusione di colpi per impedire al Tesoro di diventare azionista della ex (e forse futura) compagnia di bandiera. I carrozzone di Stato per antonomasia può pure fallire, ma gli italiani non devono più scucire un soldo per salvare nuovamente quel buco nero di denari del popolo italiano. La posizione dell’ associazione è chiara: «Non accetteremo che nemmeno un euro dei soldi della collettività sia utilizzato a fondo perduto per salvare Alitalia, e siamo pronti ad impugnare al Tar e alla Commissione Europea qualsiasi atto del Governo che vada in tale direzione». Ieri è successo ciò che Libero aveva scritto sabato scorso, su imput di un’ anticipazione del Sole: nel decreto crescita «vengono predisposte le norme per consentire l’ eventuale ingresso del ministero dell’ Economia e delle finanze nel capitale sociale di Alitalia». In pratica per rendere appetibile la compagnia in perenne deficit di bilancio, al governo non basta aver convinto (tanto per dire) Ferrovie dello Stato a tirar fuori per i capelli Alitalia dalla bancarotta, mettendo in piedi una newco dove far confluire la parte buona della compagnia per poi aprirla al socio industriale. Socio che però ancora non ha un nome: non c’ è la coda per far parte della compagine azionaria se prima lo Stato non mette mano alle forbici. Inoltre c’ è il non secondario nodo dell’ ultimo prestito ponte, 900 milioni di euro su cui la compagnia dovrebbe pagare interessi annuali del 10%. Seppure i conti del vettore siano in leggero miglioramento, i commissari straordinari oggi alla barra di comando devono presentare conti ancora in profondo rosso. Da qui l’ idea del governo: convertiamo i 140 milioni di interessi che Alitalia dovrebbe ma non può pagare in azioni. E magari ci mettiamo una fetta del debito, che comunque non ha più una scadenza fissata. LO SCOGLIO UE Da tempo sull’ argomento l’ Unione europea ci tiene d’ occhio. E giusto ieri ha mandato all’ Italia l’ ultimo avvertimento: anche se, «in linea generale, il trattato sull’ Ue è neutro per quanto riguarda la proprietà pubblica o privata» delle imprese, «gli interventi pubblici devono essere o conformi al mercato oppure rispettare le regole Ue sugli aiuti di Stato». Difficile che il progetto Lega-Cinquestelle possa ottenere il via libera di Bruxelles. Intanto però è importante tranquillizzare Delta o chi per lei: le newco sarà più agile della bad company che rimarrà comunque in vita e in mano ai commissari per chiudere le pendenze. Ma chi si fida? Sicuramente non il Codacons: «Se lo Stato dovesse mettere altri soldi pubblici nella compagnia di bandiera, il conto per i cittadini diverrebbe astronomico – spiega il presidente Carlo Rienzi – Ad oggi Alitalia è costata, tra salvataggi, prestiti e altri interventi pubblici, la bellezza di 8,6 miliardi di euro solo negli ultimi dieci anni, un conto pari a 358 euro a famiglia: è come se ogni singolo italiano, neonati compresi, avesse sborsato 143 euro di tasca propria per il salvataggio della compagnia aerea». «Di fronte a tale numeri qualsiasi intervento pubblico per salvare Alitalia coi soldi degli italiani diverrebbe un abuso illecito e sarebbe impugnato dal Codacons al Tar e alla Commissione Ue per ottenerne l’ annullamento – aggiunge l’ associazione – Diffidiamo pertanto il Governo a realizzare una dettagliata analisi costi-benefici sull’ ingresso dello Stato nella compagnia prima di adottare qualsiasi decisione che possa risultare una tragedia per le casse pubbliche». riproduzione riservata.

Il Giornale Di Vicenza, 25/04/2019 02:45
costo della vita. le compagnie petrolifere stanno applicando ulteriori adeguamenti al rialzo sui carburanti, anche alla luce dell’ instabilità sul piano internazionale
Caro benzina, esplode l’ altalena dei prezzi
da gennaio sono stati registrati rincari tra il quattro e il 6 per cento attesi aumenti in corrispondenza del 25 aprile e del primo maggio
La stretta di Trump sull’ importazione del petrolio iraniano, la crisi in Libia. Eventi lontani? Dipende dai punti di vista, visto che sembrano influire – direttamente o indirettamente – sui prezzi del distributore di benzina sotto casa dei vicentini. Prezzi zavorrati anche dalle note accise, mai eliminate, che incidono per il 62% sulla benzina e il 58% sul gasolio. Dall’ inizio dell’ anno anche nel Vicentino il carburante è aumentato di diversi punti percentuali, in una continua altalena. La benzina è salita di oltre il 6%, passando da un prezzo medio di 1,490 euro al litro a circa 1,590 euro, mentre il gasolio di quasi il 4%, partendo a gennaio dal prezzo medio di 1,434 euro al litro e avvicinandosi oggi ai 1,490. Trend destinato a continuare dal momento che le quotazioni del petrolio si mantengono vicine ai massimi da sei mesi, a 66,36 dollari al barile, e nelle ultime ore diverse compagnie petrolifere hanno iniziato ad applicare nuovi rincari, con inevitabile ricaduta sul conto delle famiglie. Codacons ha calcolato che «il rincaro alla pompa raggiunge quota +7 per cento su base annua», sottolineando anche che si tratta di «aumenti che rendono sempre più salati i ponti del 25 aprile e dell’ 1 maggio».L’ incremento non pesa solo sulle famiglie, ma anche su chi nei trasporti ci lavora. «Abbiamo il grosso problema – spiega Igor Sartori, presidente provinciale e vice presidente regionale degli autotrasportatori merci di Confartigianato – che non abbiamo strumenti per tutelarci da questi incrementi, visto che anche il principio del prezzo minimo non viene praticamente mai applicato. L’ aumento del carburante non influisce sul prezzo del trasporto per il cliente finale, ma solo sul margine di guadagno del trasportatore». Nella partita ci sono anche i gestori degli impianti. E nemmeno loro ne guadagnano. «Il gestore è solo un esecutore del prezzo indicato dalla società petrolifera proprietaria dell’ impianto – spiega Eugenio Volpato presidente della Figisc provinciale della Confcommercio -. Il guadagno per il gestore poi non aumenta con l’ aumentare dei prezzi. Il margine è calcolato su una quota fissa, che va dai due ai cinque centesimi al litro. Anche i differenziali tra il servito e del fai da te sono consigliati dalle società petrolifere e la differenza non va al gestore». «Tra l’ altro – aggiunge Volpato – il margine in proporzione è diminuito rispetto a cinque anni fa mentre sono aumentati gli altri costi. Tutto accompagnato da una riduzione dei volumi erogati dovuta in parte al rinnovo dei mezzi, che consumano meno, un po’ all’ utilizzo del trasporto pubblico, e dunque ben venga, un po’ alla riduzione del potere d’ acquisito delle famiglie». «Rispetto all’ inizio dell’ anno un aumento dei prezzi c’ è stato – conferma -. Inoltre, subito dopo le feste natalizie il costo di benzina e gasolio si era quasi equiparato, con una differenza di 1-2 centesimi. Ora siamo tornati sui 10-12 centesimi». C’ è poi il problema accise: «Noi italiani stiamo pagando 21,2 centesimi al litro in più rispetto alla media europea». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
alessia zorzan

Brescia Oggi, 25/04/2019 02:40
carburanti. pesa la crisi usa-iran, ma gli analisti accusano anche le
compagnie petrolifere Ben
zina oltre i 2 euro feste sempre più salate i rincari più alti in autostrada e nelle grandi città, soprattutto in modalità «servito». boom dei costi a napoli e milano
ROMA Puntuale come la pioggia d’ autunno, arriva il caro benzina in occasione dei ponti festivi degli italiani. Sulle autostrade, ma anche in alcuni impianti delle grandi città, i prezzi schizzano oltre la soglia psicologica dei 2 euro al litro, come emerge dall’ Osservatorio carburanti del Mise al quale vengono comunicati i dati in tempo reale. Percorrendo l’ A1 Milano-Napoli, il listino prezzi per il servito segna 2,07 euro al litro a Montepulciano Est, 2,051 euro al litro ad Arno ovest (Firenze), 2,01 euro a Casilina Est (Frosinone), 2,071 a San Pietro (Napoli), 2,020 San Zenone est (Milano). Certo non è una soglia superata in modo generalizzato ma, se si è sfortunati, a Napoli città si arriva a pagare fino a 2,05 euro al litro in modalità servito e 2,04 euro in modalità self, a Roma fino a 2,01 euro al litro per essere serviti mentre a Milano l’ asticella si ferma a 1,99 euro al litro. Sui rincari, spiegano gli analisti, non pesa ancora l’ inasprimento delle sanzioni americane all’ Iran ma le compagnie petrolifere di solito – è l’ accusa che arriva tradizionalmente dalle associazioni dei consumatori – incorporano anticipatamente i previsti aumenti del petrolio sui mercati internazionali. Le quotazioni del greggio si mantengono vicino ai massimi da sei mesi a questa parte, a 66,36 dollari al barile. Secondo il Quotidiano energia le ultime compagnie a ritoccare i prezzi in ordine di tempo sono state Eni, Ip e Italiana Petroli con rialzi di un centesimo per benzina e diesel. Le medie sono ovviamente sotto i due euro. Il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è pari a 1,618 euro al litro, con i diversi marchi che vanno da 1,618 a 1,633 euro al litro (no-logo a 1,598). Il prezzo medio praticato del diesel è a 1,508 euro al litro, con le compagnie che passano da 1,509 a 1,518 euro(no-logo a 1,486). Quanto al servito, per la verde il prezzo medio praticato è di 1,750 euro al litro, con gli impianti colorati che vanno da 1,721 a 1,820 euro al litro (no-logo a 1,643), mentre per il diesel la media è a 1,643 euro al litro, con i punti vendita delle compagnie tra 1,628 a 1,725 euro al litro (no-logo a 1,531). Il Gpl, infine, va da 0,637 a 0,663 euro al litro (no-logo a 0,632). «Un pieno di gasolio costa oggi circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua», denuncia il Codacons, sottolineando che si tratta di «aumenti che rendono sempre più salati i ponti del 25 aprile e dell’ 1 maggio» con 6,5 milioni di italiani che vengono stimati in viaggio per il ponte della Festa della Liberazione. Sul banco degli imputati per il caro benzina finisce il vicepremier Matteo Salvini. L’ Aduc chiede infatti dove sia finita la sua promessa circa la cancellazione delle accise sul carburante, «anche se quello attuale non è proprio il governo Salvini».

L’Arena, 25/04/2019 02:38
carburanti. pesa la crisi usa-iran, ma gli analisti accusano anche le
compagnie petrolifere Ben
zina oltre i 2 euro feste sempre più salate i rincari più alti in autostrada e nelle grandi città, soprattutto in modalità «servito». boom dei costi a napoli e milano
ROMA Puntuale come la pioggia d’ autunno, arriva il caro benzina in occasione dei ponti festivi degli italiani. Sulle autostrade, ma anche in alcuni impianti delle grandi città, i prezzi schizzano oltre la soglia psicologica dei 2 euro al litro, come emerge dall’ Osservatorio carburanti del Mise al quale vengono comunicati i dati in tempo reale. Percorrendo l’ A1 Milano-Napoli, il listino prezzi per il servito segna 2,07 euro al litro a Montepulciano Est, 2,051 euro al litro ad Arno ovest (Firenze), 2,01 euro a Casilina Est (Frosinone), 2,071 a San Pietro (Napoli), 2,020 San Zenone est (Milano). Certo non è una soglia superata in modo generalizzato ma, se si è sfortunati, a Napoli città si arriva a pagare fino a 2,05 euro al litro in modalità servito e 2,04 euro in modalità self, a Roma fino a 2,01 euro al litro per essere serviti mentre a Milano l’ asticella si ferma a 1,99 euro al litro. Sui rincari, spiegano gli analisti, non pesa ancora l’ inasprimento delle sanzioni americane all’ Iran ma le compagnie petrolifere di solito – è l’ accusa che arriva tradizionalmente dalle associazioni dei consumatori – incorporano anticipatamente i previsti aumenti del petrolio sui mercati internazionali. Le quotazioni del greggio si mantengono vicino ai massimi da sei mesi a questa parte, a 66,36 dollari al barile. Secondo il Quotidiano energia le ultime compagnie a ritoccare i prezzi in ordine di tempo sono state Eni, Ip e Italiana Petroli con rialzi di un centesimo per benzina e diesel. Le medie sono ovviamente sotto i due euro. Il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è pari a 1,618 euro al litro, con i diversi marchi che vanno da 1,618 a 1,633 euro al litro (no-logo a 1,598). Il prezzo medio praticato del diesel è a 1,508 euro al litro, con le compagnie che passano da 1,509 a 1,518 euro(no-logo a 1,486). Quanto al servito, per la verde il prezzo medio praticato è di 1,750 euro al litro, con gli impianti colorati che vanno da 1,721 a 1,820 euro al litro (no-logo a 1,643), mentre per il diesel la media è a 1,643 euro al litro, con i punti vendita delle compagnie tra 1,628 a 1,725 euro al litro (no-logo a 1,531). Il Gpl, infine, va da 0,637 a 0,663 euro al litro (no-logo a 0,632). «Un pieno di gasolio costa oggi circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua», denuncia il Codacons, sottolineando che si tratta di «aumenti che rendono sempre più salati i ponti del 25 aprile e dell’ 1 maggio» con 6,5 milioni di italiani che vengono stimati in viaggio per il ponte della Festa della Liberazione. Sul banco degli imputati per il caro benzina finisce il vicepremier Matteo Salvini. L’ Aduc chiede infatti dove sia finita la sua promessa circa la cancellazione delle accise sul carburante, «anche se quello attuale non è proprio il governo Salvini».

Il Mattino, 25/04/2019 02:36
Effetto Iran, benzina a due euro al litro
I RINCARI ROMA Due euro per un litro di benzina. E in molti casi, anche qualcosa in più. Prezzi dei carburanti alle stelle in autostrada. A guastare il ponte del 25 aprile agli automobilisti italiani, l’ improvvisa impennata di ieri, effetto delle tensioni in Libia ma soprattutto della decisione del presidente Usa, Donald Trump, di eliminare le esenzioni all’ import del greggio iraniano per otto Paesi tra cui l’ Italia. Gli effetti sono stati immediati: i prodotti petroliferi nel Mediterraneo hanno segnato un nuovo passo avanti (livello medio: 66,36 dollari al barile) e le compagnie si sono mosse di conseguenza. Eni, Ip e Italiana Petroli hanno ritoccato i prezzi raccomandati di benzina e diesel, con rialzi di un centesimo per entrambi i carburanti. Così, sulla rete autostradale italiana, in alcuni casi, come segnalato dall’ Osservatorio prezzi del Mise, il prezzo della benzina ha appunto sfondato la soglia dei 2 euro al litro. Sull’ A1 Milano-Napoli, è il caso dei 2,041 euro al litro segnalati nell’ area Lucignano est (Arezzo) al servito, dei 2,051 euro al litro ad Arno ovest (Firenze), dei 2,071 a San Pietro (Napoli) e dei 2,020 San Zenone est (Milano). E non è tutto: a Napoli città si arriva a pagare fino a 2,05 euro al litro in modalità servito e 2,04 euro in modalità self, a Roma fino a 2,01 euro al litro per essere serviti mentre a Milano l’ asticella si ferma a 1,99 euro al litro. Sulla base dell’ elaborazione di Quotidiano Energia dei dati comunicati dai gestori all’ Osservatorio prezzi carburanti del Mise, il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è pari a 1,618 euro al litro, con i diversi marchi che vanno da 1,618 a 1,633 euro al litro (no-logo a 1,598). Il prezzo medio praticato del diesel è a 1,508 euro al litro, con le compagnie che passano da 1,509 a 1,518 euro al litro (no-logo a 1,486). Quanto al servito, per la verde il prezzo medio praticato è di 1,750 euro al litro, con gli impianti colorati che vanno da 1,721 a 1,820 euro al litro (no-logo a 1,643), mentre per il diesel la media è a 1,643 euro al litro, con i punti vendita delle compagnie tra 1,628 a 1,725 euro al litro (no-logo a 1,531). Il Gpl, infine, va da 0,637 a 0,663 euro al litro (no-logo a 0,632). LA PROMESSA «Purtroppo con l’ Iran gli Usa hanno assunto la decisione sulle sanzioni perché ritengono che l’ accordo nucleare non sia efficace» ha commentato Giuseppe Conte. «Noi lavoriamo per non precipitare il Paese in un clima di austerity che soffocherebbe la crescita economica e l’ anno scorso, quando abbiamo fatto la manovra economica, abbiamo scongiurato l’ incremento delle accise e l’ incremento dell’ Iva» ha ricordato i premier. Tuttavia il salasso dei carburanti ha comunque infiammato la polemica politica, con le opposizioni in coro a ricordare al vicepremier, Matteo Salvini, la promessa di ridurre le accise. «È uno dei prossimi interventi che abbiamo in dovere di prendere in considerazione» ha replicato il leader della Lega. Polemiche le associazioni dei consumatori. «Un pieno di gasolio costa adesso circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua», ha ammonito il Codacons, sottolineando che si tratta di «aumenti che rendono sempre più salati i ponti degli italiani del 25 aprile e dell’ 1 maggio, e che rischiano di determinare speculazioni legate alle vacanze delle famiglie e al maggiore consumo di carburante nelle prossime ore». «L’ aumento ha invece sottolineato Coldiretti è destinato a contagiare l’ intera economia». Michele Di Branco © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Dubbio, 25/04/2019 02:35
Benzina alle stelle: in autostrada superati i due euro
Brutta sorpresa di Pasqua per gli automobilisti italiani che sulla rete autostradale hanno trovato il prezzo balzato a 2 euro al litro, come segnala l’ Osservatorio prezzi del Mise. L’ impennata del prezzo sarebbe da attribuire ai riflessi sul costo del petrolio della decisione del presidente Usa, Donald Trump, di eliminare le esenzioni per otto Paesi all’ import del greggio iraniano e le tensioni in Libia. In base all’ elaborazione di Quotidiano Energia dei dati comunicati dai gestori all’ Osservaprezzi carburanti del Mise, il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è pari a 1,618 euro/ litro, mentre peril servito è di 1,750 euro/ litro. Sul costo dei carburanti incidono le accise di Stato, che il governo non ha né cancellato né ridotto, nonostante la promessa elettorali. Il Codacons parla di aggravio della spesa «per i rifornimenti a carico di chi si sposterà in auto nei prossimi giorni» in corrispondenza del megaponte del 25 aprile e primo maggio mentre Coldiretti sottolinea gli effetti dell’ aumento record delle quotazioni del petrolio «L’ aumento è destinato a contagiare l’ intera economia perchè se salgono i prezzi del carburante si riduce – sottolinea la Coldiretti – il potere di acquisto degli italiani che hanno meno risorse da destinare ai consumi mentre aumentano i costi per le imprese».

La Verità, 25/04/2019 02:25
La benzina vola oltre i 2 euro al litro
dopo l’ inasprimento delle sanzioni all’ iran e le tensioni in libia, le quotazioni dei prodotti petroliferi salgono. e per gli automobilisti italiani arriva la stangata
sarina biraghiÈ il «regalino» del 25 aprile fatto all’ Italia direttamente da Libia e Stati Uniti. Con il maxi ponte, infatti, arriva l’ aumento del prezzo dei carburanti. Dopo l’ inasprimento delle sanzioni Usa all’ Iran e le tensioni in Libia, le quotazioni del greggio e quindi dei prodotti petroliferi sono in rialzo. Ieri Eni, IP e Italiana Petroli hanno ritoccato i prezzi raccomandati di benzina e diesel, con rialzi di 1 centesimo per entrambi i carburanti. In particolare sulle autostrade, già ieri i prezzi hanno superato i 2 euro al litro per la benzina: sull’ A1 Milano-Napoli, è il caso dei 2,041 euro al litro segnalati nell’ area Lucignano est (Arezzo) al servito; 2,051 euro al litro ad Arno ovest (Firenze); 2,071 a San Pietro (Napoli); 2,020 San Zenone est (Milano), come emerge dall’ Osservatorio carburanti del Mise. «A livello generale» spiega Stefano Cantarelli, presidente di Anisa Confcommercio, «c’ è stato un forte rialzo della materia prima che non è dovuto tanto alla quotazione del barile, quanto alla borsa valori del prodotto finito. In autostrada i prezzi dei carburanti sono più alti, oltre che per il fatto che il servizio è attivo h24, 7 giorni su 7, per vari fattori». Infatti, secondo l’ Unione petrolifera, vi sarebbero una serie di concause, come le tensioni internazionali, l’ aumento del prezzo del petrolio, la manutenzione di alcune raffinerie, senza dimenticare le solite accise e l’ Iva, che vanno a «mangiarsi» gran parte del prezzo al litro dei carburanti. Infatti, in base agli ultimi dati del ministero del Lavoro e dello Sviluppo economico, considerato il prezzo medio della benzina pari a 1.605 euro al litro, la componente fiscale è del 63%, cioè 1.018 ogni litro, di cui 0,728 di accise e 0,290 di Iva. Nella campagna elettorale delle politiche di un anno fa, il vicepremier Matteo Salvini aveva promesso di eliminare le 7 accise più vecchie che avrebbero permesso agli italiani di risparmiare almeno 3 miliardi di euro, mentre lo stesso alleato Luigi Di Maio aveva assicurato di voler approfondire l’ argomento. A tutt’ oggi però non si è concretizzato nulla. «Prosegue la corsa dei carburanti con le compagnie petrolifere che nelle ultime ore hanno ritoccato al rialzo i listini aggravando la spesa per i rifornimenti a carico di chi si sposterà in auto nei prossimi giorni. Un pieno di gasolio costa oggi circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua» spiega il Codacons sottolineando che si tratta di «aumenti che rendono sempre più salati i ponti degli italiani del 25 aprile e dell’ 1 maggio, e che rischiano di determinare speculazioni legate alle vacanze delle famiglie e al maggiore consumo di carburante nelle prossime ore». E comunque, in base all’ elaborazione di Quotidiano energia dei dati comunicati martedì dai gestori, il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è pari a 1,618 euro al litro, con i diversi marchi che vanno da 1,618 a 1,633 euro al litro (no-logo a 1,598). Il prezzo medio praticato del diesel è a 1,508 euro al litro, con le compagnie che passano da 1,509 a 1,518 euro al litro (no-logo a 1,486). Il risparmio di 10-15 centesimi al litro nelle stazioni «no-logo» o «pompe bianche» è possibile perché i proprietari abbattono le spese di trasporto, accorciando la filiera d’ acquisto o comprando direttamente dalle raffinerie di zona, non pagano royalties ai grandi distributori e non hanno personale essendo stazioni completamente self service.

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