25 Agosto 2012

Rassegna stampa del 25 agosto 2012

Rassegna stampa del 25 agosto 2012 

ilmessaggero.it, 25/08/2012 21:11
Cartelle pazze per colpa della burocrazia: incubo anche da 20mila euro  Web
PERUGIA – Scoprire di dover pagare oltre 20mila euro di multe arretrate non è mai piacevole. Lo è ancor meno in questo periodo in cui le famiglie fanno fatica già a onorare i debiti ordinari. Ma quando una signora perugina si è vista notificare tale debito da Equitalia, si è vista sbiancare e ha visto i suoi conti andare in tilt, salvo poi scoprire che si trattava di una cartella pazza. I casi di notifiche e di arretrati da versare si moltiplicano in questi ultimi tempi, talvolta perché le contravvenzioni restano nel cassetto, spesso perché non si hanno i soldi per pagare, altre volte perché, come per il bollo auto, c’ è stato un errore al momento del primo versamento o perché la vendita dell’ auto cui si riferisce la cartella non è mai stata registrata. Molti di tali situazioni finiscono al vaglio dell’ ufficio legale del Codacons Umbria che o risolve direttamente la questione o consiglia sul da farsi gli sfortunati cittadini. Come il caso della signora con le multe arretrate. “Si è presentata al nostro sportello dicendo di aver ricevuto una cartella di oltre 20mila euro per multe arretrate mai pagate, riferite a vari anni”, spiega Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria. “Equitalia indicava che si trattava di avvisi notificati alla signora che, tuttavia, non era mai stata trovata in casa. Siccome la signora ci ha riferito di non aver mai cambiato casa negli ultimi tempi e che qualcuno a ricevere la posta c’ era sempre all’ indirizzo in questione, è nato il sospetto che si trattasse di un errore”. La contribuente è stata quindi accompagnata allo sportello Equitalia. “Lì, con molta professionalità e correttezza – aggiunge Falcinelli – il personale ha eseguito i controlli di rito scoprendo che in realtà quelle multe (che la signora non sapeva di aver preso) non le erano mai state notificate ed essendo scaduti i termini, la cartella è stata azzerata, ricevendo le scuse di Equitalia per lo spavento subìto”. In altri casi, multe e arretrati di tributi (rifiuti in primis), dovrebbero essere pagati senza scappatoie, ottenendo al più una rateizzazione. “Alcuni giorni fa si è rivolto al nostro sportello di Madonna Alta (075 5052353) – aggiunge la presidente del Codacons Umbria – un signore straniero con un pacchetto di avvisi tra multe e bollette di rifiuti non pagati per circa 9mila euro. Anche in questo caso non era chiaro se le multe erano state notificate ma dopo aver spiegato le strade che avrebbe potuto percorrere, l’ uomo se n’ è andato: non sappiamo se abbia risolto da solo o se, come accade spesso in questi casi, si sia dileguato”. A far impazzire molti automobilisti umbri è anche il bollo auto per il quale ancora in tanti ricevono avvisi di pagamento per migliaia di euro, sanzioni e interessi compresi, per un’ imposta riferita a un mezzo che in realtà era stato venduto anni prima. “Sono casi di mancata trascrizione per i quali interveniamo rivolgendoci direttamente all’ Aci – spiega Falcinelli – ricostruendo la storia del veicolo, sulla base dei documenti forniti dal contribuente, facendo sanare la situazione al pubblico registro (Pra) e presso Equitalia e gli uffici finanziari regionali chiamati a rettificare la posizione del contribuente e cancellando le ingiuste pendenze”. C’ è anche un problema data che induce spesso a commettere errori che si traducono in cartelle pesanti. “In tanti sbagliano data di scadenza – spiegano dall’ associazione di consumatori umbra – indicandone una successiva alla data di acquisto del mezzo. Se l’ immatricolazione avviene a ottobre, ad esempio, il bollo va pagato dall’ agosto precedente e va poi pagato entro ogni mese di settembre successivo. Molti pensano invece che la scadenza sia dicembre e pagano entro gennaio, ritrovandosi con doppi pagamenti per alcuni periodi e con nessun versamento per altri, per i quali occorre versare la differenza. Per questo consigliamo di effettuare il primo pagamento del bollo all’ Aci dove di solito viene eseguita una verifica della scadenza tramite il libretto di circolazione”. Ricordando che la ricevuta di pagamento va conservata per 5 anni. Insomma, per battere la burocrazia e le sue esagerazioni basta essere un po’ ordinati e il gioco è fatto. O quasi.
SiciliaInformazioni, 25/08/2012 19:33
Carovita, il Codacons lancia lo sciopero della spesa  Web
Sciopero della spesa e boicottaggio della benzina cara. Il Codacons scende in campo contro il carovita e lancia un appello ai siciliani: boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde piu’ di 1,8 eur o. La protesta e’ promossa in tutte le province siciliane per il 19 settembre oltre che dal Codacons anche da altre 33 associazioni . L’ indicazione e’ di fare il pieno venerdi’, sabato o domenica presso le i distributori che praticano promozioni e sconti. “I consumatori sono fuori dell’ agenda del Governo Monti che li usa solo come carne da macello per spremerli con balzelli di ogni tipo fino a scoppiare – dice il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi – Nessun intervento sulle bollette o sul blocco dalle tariffe pubbliche. Dopo aver tagliato i consumi alimentari oggi i siciliani sono costretti a tagliare anche i consumi di acqua, gas e luce”. – “Niente liberalizzazione dei farmaci nei supermercati – continua – niente eliminazione dei privilegi dei notai e delle professioni, niente concorrenza per l’ Rc Auto, abortita prima di nascere, e nessun intervento di controllo sui bilanci dei petrolieri e dei benzinai per verificare quanto hanno pagato realmente la benzina che ora vendono a 2 euro al litro”. “Ogni famiglia siciliana – denuncia – spendera’ a fine anno tra maggiori tasse e aumento del costo della vita 3500 euro in piu’ rispetto all’ anno scorso, a fronte di un crollo dei consumi che, in un libero mercato, dovrebbe invece portare ad un’ inflazione negativa”. “Per questo – conclude Tanasi – a Palermo, Catania, Messina, Siracusa, Ragusa, Caltanissetta, Enna, Trapani e Agrigento viene lanciata l’ iniziativa per il 19 settembre di uno sciopero della spesa, che si spera trovi concordi anche agricoltori e commercianti che sono invitati ad abbassare le saracinesche contro le tasse insostenibili e le banche che non fanno credito”.
lasicilia.it, 25/08/2012 18:53
cronaca.
“Benzina, a settembre fate sciopero”  Web
il codacons invita i cittadini a boicottare per un giorno i distributori che chiedono più di 1,8 euro al litro per la verde: “i consumatori secondo il governo sono carne da macello, devono organizzarsi da soli”
CATANIA – Il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi, ha indetto per il prossimo 19 settembre nei nove capoluoghi di provincia dell’ isola lo ‘sciopero della spesa’, invitando i consumatori a boicottare “le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde più di 1,8 euro” e 33 associazioni dei commercianti ad “abbassare le saracinesche contro le troppe tasse e le speculazioni”. Tanasi chiede inoltre a Eni, Esso e Api di proseguire la promozione e gli sconti per tutto l’ anno e per tutti i giorni della settimana. L’ indicazione di lotta implica che si faccia il pieno di venerdì, sabato o domenica presso le marche che praticano la promozione e per il resto della settimana “si boicottino le pompe troppo care, che devono essere punite e non vendere nemmeno un litro di carburante. Non resta che organizzarsi da soli. I consumatori sono fuori dell’ agenda del governo Monti, che li usa solo come carne da macello per spremerli con balzelli di ogni tipo fino a scoppiare”. “Nessun intervento sulle bollette o sul blocco dalle tariffe pubbliche. Dopo aver tagliato i consumi alimentari – ha concluso – oggi i siciliani sono costretti a tagliare anche i consumi di acqua, gas e luce. A fine anno ogni famiglia sborserà oltre 3.500 euro di spese e tasse in più rispetto all’ anno scorso”.
Adnkronos, 25/08/2012 17:19
Rispunta la tassa sulle bibite gassate. Consumatori: balzello ipocrita  Web
Roma, 25 ago. (Adnkronos/Ign) – Una tassa sulle bibite gassate ed edulcorate, a carico dei produttori , che servirà a finanziare le azioni di primaria importanza per la sanità, come l’ adeguamento dei livelli essenziali di assistenza (lea) e il fondo per la non autosufficienza. Grazie ad un introito previsto di 250 milioni l’ anno. Torna l’ ipotesi della misura già circolata nei mesi scorsi, ora contenuta nella bozza del ‘decretone’, provvedimento che ‘ridisegna’ la sanita’ in diversi ambiti, messo a punto dal ministro della Salute Renato Balduzzi e presentato ieri alle Regioni. Il documento, ora al vaglio degli assessori alla Sanita’, potrebbe arrivare al Consiglio dei ministri del 31 agosto . Per quanto riguarda la tassa sulle bevande, l’ Italia segue il modello francese, dove la misura già esiste. I produttori saranno chiamati a versare un contributo straordinario per tre anni, pari a 7,16 euro per ogni 100 litri immessi sul mercato. Molti Paesi europei hanno introdotto tassazioni simili, utili anche per la riduzione del consumo di queste bevande in favore della lotta all’ obesità. Ma anche in ossequio alle direttive europee che puntano a una riduzione ‘salutista’, negli alimenti industriali, di zuccheri e grassi. L’ Italia, comunque, è uno dei Paesi europei dove le bibite gassate si consumano meno. Si tratta di una ”tassa ipocrita ”, è la condanna senza appello che arriva dai consumatori.”Con la scusa della corretta alimentazione e dello scopo sanitario, – dice il presidente del Codacons Carlo Rienzi – il Governo vuole mettere le mani nelle tasche dei cittadini, aumentando il costo delle bibite gassate. In sostanza per colmare i vuoti della casse statali si cerca di far perdere i chili di troppo agli italiani”. “Se davvero il Governo ci tiene a diffondere uno stile di vita sano e una corretta alimentazione, dovrebbe aumentare l’ informazione specie attraverso campagne dirette ai giovani. Non si capisce poi – prosegue Rienzi – perché tassare solo le bibite gassate lasciando fuori altri prodotti alimentari che fanno altrettanto male alla salute, come merendine o patatine fritte”. Un no arriva anche dal Pd. ”Tassare per tre anni le bevande gassate significa, ancora una volta, cercare di fare cassa e non disegnare un piano strategico per la salute pubblica”, afferma Ignazio Marino , senatore del Pd e presidente della Commissione d’ inchiesta sul Servizio sanitario nazionale.
prealpina.it, 25/08/2012 17:14
Consumi/ Codacons: No a tassa su bibite gassate,balzello ipocrita  Web
“non si capisce perchè escludere merendine o patatine fritte”
“Se davvero il governo – aggiunge Rienzi in una nota -áci tiene a diffondere uno stile di vita sano e una corretta alimentazione, dovrebbe aumentare l’ informazione, specie attraverso campagne dirette ai giovani. Non si capisce poi – conclude – perchè tassare solo le bibite gassate lasciando fuori altri prodotti alimentari che fanno altrettanto male alla salute, come merendine o patatine fritte”.
tm news
TMNews, 25/08/2012 16:23
Consumi/ Codacons: No a tassa su bibite gassate,balzello ipocrita  Web
“non si capisce perchè escludere merendine o patatine fritte”
Roma, 25 ago. (TMNews) – Il Codacons boccia l’ idea di introdurre una tassa sulle bibite gassate. “È una tassa ipocrita – afferma il presidente Carlo Rienzi – perchè, con la scusa della corretta alimentazione e dello scopo sanitario, il governo vuole mettere le mani nelle tasche dei cittadini, aumentando il costo delle bibite gassate. In sostanza, per colmare i vuoti della casse statali si cerca di far perdere i chili di troppo agli italiani”. “Se davvero il governo – aggiunge Rienzi in una nota -áci tiene a diffondere uno stile di vita sano e una corretta alimentazione, dovrebbe aumentare l’ informazione, specie attraverso campagne dirette ai giovani. Non si capisce poi – conclude – perchè tassare solo le bibite gassate lasciando fuori altri prodotti alimentari che fanno altrettanto male alla salute, come merendine o patatine fritte”.
lagazzettadelmezzogiorno.it, 25/08/2012 09:05
Il sindaco Stefàno: «Siamo in tempo per chiedere il risarcimento al siderurgico»  Web
di FABIO VENERE TARANTO – «Il consigliere comunale, Mario Laruccia, si sbaglia. Non è vero che nell’ azione risarcitoria nei confronti dell’ Ilva, il Comune di Taranto sia completamente fermo». Lo assicura il sindaco di Taranto, Ezio Stefàno, che contattato dalla Gazzetta replica alle affermazioni del consigliere ambientalista (di opposizione). Laruccia, a sua volta, aveva polemicamente ricordato che, in seguito ad una sua proposta, il Consiglio comunale aveva approvato una mozione in cui si impegnava la giunta ad avviare l’ azione risarcitoria nei confronti del gruppo Riva per i danni ambientali causati al territorio di Taranto ed alla sua popolazione. Era il maggio del 2010. Da allora, nulla si è mosso secondo Laruccia. Stefàno non ci sta assolutamente a far credere che questi due anni siano trascorsi invano senza che il Comune sfidasse a suon di carte bollate il re dell’ acciaio. E, quindi, ricorda che «già a settembre del 2010, ho assegnato all’ avvocato Paolo Miraglia l’ incarico di avviare quest’ azione interrompendo così i termini prescrittivi». Sul punto, Stefàno ostenta tranquillità: «Sì – ripete – siamo nei tempi». D’ accordo, ma poi cosa è accaduto? «Per legge, così peraltro ci è stato consigliato – osserva Stefàno – siamo stati costretti ad avvalerci di uno studio di un commercialista per la quantificazione del presunto danno». Nella prima seduta del Consiglio comunale, peraltro, il segretario dei Verdi nel suo ruolo di consigliere comunale di minoranza, Angelo Bonelli, aveva polemizzato sul fatto che «per valutare il danno subito sia stato chiamato in causa uno studio di un commercialista e non uno in grado di fare, invece, delle valutazioni epidemiologiche». Tesi respinta da Stefàno che, in quell’ occasione, si richiamò alla legge che assegnerebbe ad un commercialista questo compito. E proprio ieri mattina, il sindaco di Taranto ha contattato l’ avvocato Miraglia. «So – dichiara – che il lavoro dello studio per la quantificazione del danno economico è praticamente concluso. Ora, però, dobbiamo consumare una serie di passaggi burocratici e poi saremo pronti. Ma, tranquilli, siamo nei tempi». Nei mesi scorsi, il Comune aveva comunque fatto un altro passo in avanti nell’ azione risarcitoria da avviare contro l’ Ilva. Un passaggio tecnico, nulla più, ma dalla valenza non trascurabile. Con la determina 377 il Comune aveva affidato all’ avvocato Ang ela Maria Buccoliero l’ incarico di valutare come l’ ente possa inserirsi nell’ azione popolare promossa da Nicola Russo. Il responsabile di Taranto Futura, quello che ha proposto il referendum cittadino per chiudere il siderurgico, lo scorso 17 febbraio, avviò l’ azione legale, dinanzi al tribunale di Taranto, chiedendo al giudice il risarcimento dei danni subìti dai comuni di Taranto, di Statte e dalla Provincia di Taranto. Il compito dell’ avvocato Buccoliero adesso è quello di valutare se tale procedimento possa essere inglobato con quello già avviato dall’ ente attraverso i quali il Comune pose le basi per una autonoma richiesta di risarcimento in sede civile come ricordava lo stesso Stefàno. Intanto, nelle scorse settimane, l’ associazione dei consumatori Codacons ha già richiesto un risarcimento danni di 500 milioni di euro. Nell’ esposto presentato si parla della «a gravissima omissione delle istituzioni italiane, centrali e locali – scrive il Codacons nella denuncia – consistita nel non aver dato alcun allarme ufficiale ma soprattutto il mancato seguito da parte delle Autorità competenti, di u n’ adeguata campagna di informazione rivolta ai cittadini coinvolti e le azioni e gli interventi previsti, nonché la violazione del principio di precauzione ripetutamente connessa al principio di informazione a favore della popolazione, appare indice di negligenza grave considerato che solo la conoscenza può consentire – scrive il Codacons – di adottare sistemi di prevenzione. Del resto, il testo unico ambientale prevede, per questo tipo di situazioni, proprio l’ omessa bonifica». >>> SULLO STESSO ARGOMENTO: ilva.
fabio venere
ilgiorno.com (Milano), 25/08/2012 07:44
No-logo e prezzi aggiornati ecco la lista dei siti internet per battere il caro-benzina  Web
in città sono già attivi 5 distributori slegati dalle grandi compagnie. il codacons chiede agli utenti di segnalare i rivenditori con listini fuori mercato di nicola palma.
Milano, 25 agosto 2012 – Serve solo un po’ di pazienza. Neanche troppa. Basta farsi un giro su internet . Un paio di clic. Ed ecco la soluzione per risparmiare sul pieno di benzina. Niente ribassi da record, certo. Però c’ è la concreta possibilità di mettere da parte qualche euro su grandi quantità di carburante. Mouse e tastiera alla mano, si parte. Il sito di riferimento resta www.prezzibenzina.it , che aggiorna quotidianamente la mappa dei distributori più convenienti ( disponibile anche l’ applicazione per smartphone ). Basta digitare «Milano» sul motore di ricerca e attendere una manciata di secondi: sul monitor si materializza la lista (comprende anche i comuni dell’ hinterland) delle pompe meno esose , ordinate anche per categoria di carburante erogato (benzina, benzina super, diesel, diesel super, gpl, metano). Si scopre così che il risparmio abita in via Gallarate: al civico 400 c’ è la Shell che fa pagare «solo» 1,799 euro per un litro di benzina; pochi metri più avanti, sull’ altro lato della strada, la pompa indipendente OilOne offre lo stesso quantitativo di diesel a 1,681 euro . A proposito di distributori estranei al circuito delle grandi compagnie petrolifere (Eni, Esso e Q8 si sono difese in questi mesi estivi con i super sconti del weekend), un altro indirizzo web al quale rivolgersi per non sborsare troppo è www.pompebianche.it : sul sito (che ha anche le estensioni .net e .com) si trova l’ elenco aggiornato delle stazioni no-logo (il 5% della distribuzione sul territorio). Stesso discorso vale se ci si connette all’ url della Federconsumatori: a Milano sono presenti distributori senza marchio in via Ripamonti 400 (BP-Mirina) e 483 (Beyfin), in via Forze Armate 41 (Ludoil), in via Arona angolo Corleone (Keropetrol) e in via Vespri Siciliani (Foppiani). Anche così si può aderire all’ iniziativa lanciata l’ altro giorno dal Codacons , che ha proposto di boicottare i distributori che praticano prezzi troppo elevati . C’ è di più. Il presidente nazionale Carlo Rienzi ha chiesto agli utenti di segnalare alla sua pagina personale le pompe con listini fuori mercato: «Chiederemo di verificare la congruità dei prezzi praticati». Delle lamentele arrivate finora nessuna riguarda Milano. [email protected] Condividi l’ articolo.
Gazzetta del Sud, 25/08/2012 07:17
da blue panorama e alitalia.
Ai passeggeri WindJet assicurati voli speciali su Catania e Palermo  PDF
CATANIA. «In previsione di questo week -end da “bollino rosso “, per consentire a quanti più passeggeri di raggiungere la destinazione desiderata, siano essi possessori di biglietto Windjet o abituali clienti Blu- express.com, 4 voli extra per la giornata di domani sui collegamenti Roma Fiumicino- Catania e Roma Fiumicino- Palermo ». Lo ha reso noto Blue Panorama Airlines, spiegando che «la programmazione di questi voli si a resa necessaria data la mole di ri chieste che avrebbe causato l’ impossibilità di offrire posti sulla tratta da Catania a Roma per 3 giorni consecutivi, mentre sulla tratta da Palermo a Roma addirittura per 4 giorni consecutivi ». Inoltre, «in merito all’ istituzione dell’ unità di crisi per la riprotezione dei passeggeri Windjet, Blue Panorama Airlines segnala che, attraverso il proprio marchio low cost Blu- express.com, serve in co- presenza con Windjet i due collegamenti più importanti per numero di passeggeri trasportati, ovvero Roma – Catania e Roma- Palermo. La compagnia ricorda che, la tariffa speciale massima di 75 euro tutto incluso per volo di sola andata riservata ai possessori di un biglietto Windjet, a disponibile chiamando il call center Blue Panorama Airlines allo 06/98956666 o rivolgendosi alle biglietterie della compa gnia presso gli aeroporti di Roma Fiumicino, Catania e Palermo ». Alitalia ha riprotetto i passeggeri con 14 voli tra giovedì e ieri; ogni giorno più di dieci voli, in totale 13.144 passeggeri finora. Si andrà avanti fino a settembre con al riprotezione e fino a ottobre con tariffe speciali sui voli di linea. E mentre il presidente della società Nino Pulvirenti a ottimista sulla ripartenza della societ, il Codacons avvia un ricorso collettivo per ottenere il risarcimento. Confconsumatori, invece, chiede alla società di evitare contenziosi e di concordare una procedura di conciliazione per una definizione stragiudiziale delle controverse, così da mantenere il patrimonio prezioso del buon rapporto con la clientela. ?
Gazzetta del Sud, 25/08/2012 07:17
codacons: numerosissimi distributori per la verde praticano prezzi superiori ai due euro al litro. stangata senza precedenti sulle tasche degli automobilisti.
Per un pieno 22 euro in più rispetto al 2011  PDF
e i consumatori passano al “boicottaggio “: rifornirsi soltanto negli impianti che effettuano sconti.
ROMA. La polemica non si spegne. La volata della benzina sopra i 2 euro al litro in alcune zone del Centro Italia (in Toscana, per esempio, dove più alto a il carico fiscale) infiamma ancora gli animi, in particolare quelli delle associazioni dei consumatori, ma anche quelli di chi con i carburanti ci lavora, come gli artigiani della Cna Fita. Mentre Assopetroli accusa il governo di essere «sordo» rispetto alla richiesta di un interventoper la riduzionedelle accise e la sterilizzazione dell’ Iva sui carburanti. Il controesodo dalle locality di vacanza, denuncia il Codacons, si preannuncia infatti all’ insegna del caro – pieno. Per il rientro dalle ferie gli italiani potrebbero infatti spendere, secondo l’ associazione,fino a 22 euro in più rispetto al 2011. «L’ anno scorso, in questo periodo, un litro di verde costava 1,57 euro; oggi supera con facility i 2 euro in numerosissimi impianti di rifornimento. Ciò – sottolinea il presidente Carlo Rienzi – equivale a una stangata senza precedenti sulle tasche degli automobilistiitaliani, moltidei quali in viaggio su strade e autostrade per il rientro dalle vacanze ». L’ unica ancora di salvezza rimangono quindi gli sconti del fine settimana, a cui il Codacons consiglia di fare ricorso il più possibile, boicottando invece i distributori più cari per rivolgersi a chi pratica gli sconti. Di stangata parlano senza mezzi termini anche Adusbef e Federconsumatori. Il loro calcolo a di un aggravio di spesa di quasi 770 euro l’ anno, risultato non solo degli aumenti diretti dei listini dei carburanti, ma anche dell’ impatto che gli stessi aumenti hannosui beni diconsumo trasportati su gomma (la netta maggioranza nel nostro Paese). Gli effetti si faranno tutti vedere, secondo le associazioni, nella misurazione del tasso di inflazione, che saliry, in base ai loro calcoli, dell’ 1,1 %. La richiesta al governo, dunque, a quella di accelerare sulle liberalizzazioni, ma anche di seguire l’ esempio francese, riducendo il carico fiscale che appesantisce i prezzi alla pompa. L’«eccessiva» tassazione, unita all ‘”assenza di concorrenza », a il problema anche per la Cna -Fita. «Con la benzina a 2 euro e il gasolio oltre 1,8 euro – affermano gli artigiani – stiamo pagando a caro prezzo l’ assenza di liberalizzazione nella distribuzione dei carburanti nel nostro Paese. In Francia, dove il gasolio costa in media circa 0,33 centesimi in meno che in Italia, il governo ha deciso di tagliare le accise calmierando il rincaro ritenuto eccessivo ». La Fita tiene quindi a sottolineare che da oltre un anno sta richiedendo al Governo «interventi concreti per arrestare questa folle corsa all’ aumento dei prezzi alla pompa ». ?
La Sicilia, 25/08/2012 07:04
Il codacons: il «pieno» in un anno è rincarato di 22 euro  PDF
Erogazione di benzina Roma. La lunga riunione di ieri del Consiglio dei ministri ha avuto al centro, come da calendario, le misure per la ripresa, quindi il dibattito sui prezzi dei prodotti petroliferi è passato in secondo piano. C’ è stato un momento in cui si è temuto addirittura un aumento dell’ accise, nonostante il coro delle proteste. C’ è unanimità tra le organizzazioni dei consumatori sul fatto che il prezzo di 2 euro il litro per la benzina non sia più tollerabile, ma le reazioni sono di segno diverso. Il Codacons rilancia il boicottaggio delle pompe più care, invitando i cittadini a rifornirsi solo presso i distributori che applicano sconti e promozioni ed escludendo coloro che praticano prezzi elevati. Lo scorso agosto, un litro di benzina costava in media 1,57 euro/litro, oggi costa oltre 2 euro: il risultato è che per fare un pieno occorre spendere quasi 22 euro in più. Una stangata senza precedenti sugli automobilisti italiani, molti in rientro dalle ferie. E non si placano le polemiche. Il governo ha dato una mano ai petrolieri, confermando la tesi che i prezzi italiani siano entro i margini europei. In sostanza, governo e petrolieri hanno cercato di “minimizzare” gli aumenti. Una scelta che non deve meravigliare, perché i prezzi più alti aumentano gli utili delle compagnie e gli introiti per il fisco. Ma i consumatori insistono. Per la Cna-Fita, l’ organizzazione dei piccoli trasportatori, i carburanti in Italia sono cari per troppe tasse e poca concorrenza. In Francia, dove il gasolio costa in media 0,33 centesimi di meno che da noi, il governo ha tagliato le accise per calmierare i prezzi. L’ Italia continua ad aumentare le accise e in più ci ricarica l’ Iva al 21%. Il governo deve sterilizzare subito l’ Iva sulle accise e accelerare la liberalizzazione della distribuzione dei carburanti (un obiettivo indicato nella “lenzuolata” di riforme del ministro Bersani, rinviato all’ infinito). Federconsumatori e Adusbef affermano che gli aumenti dei carburanti costeranno agli automobilisti ben 768 euro, di cui solo 420 in termini diretti, per i “pieni” di benzina e il resto di ricaduta indiretta sui prezzi dei beni trasportati su strada. Per l’ Osservatorio nazionale Federconsumatori, ci si attende un appesantimento del tasso dell’ inflazione dell’ 1,1%. Si ha perciò una ricaduta sui prezzi della spesa quotidiana e sul potere d’ acquisto delle famiglie. Un’ altra esortazione a ridurre la componente fiscale sui carburanti è venuta da Franco Ferrari Aggradi, presidente di Assopetroli Assoenergia, l’ associazione che tutela gli interessi di un migliaio di imprese commerciali attive nella distribuzione dei carburanti. «Aumentare ancora il peso fiscale e non ridurlo – ha detto Ferrari Aggradi – vorrebbe dire lasciare consapevolmente il motore della ripresa senza la benzina necessaria per uscire dal tunnel della crisi». Paolo R. Andreoli 25/08/2012.
Il Cittadino, 25/08/2012 06:57
Benzina, si muovono le associazioni: «Per un pieno 22 euro di spesa extra»  PDF
La polemica non si spegne e non accenna nemmeno a farlo nelle prossime settimane. La volata della benzina sopra i 2 euro al litro in alcune zone del Centro Italia (in Toscana, per esempio, dove più alto è il carico fiscale che si ripercuote sulle tasche dei cittadini) infiamma ancora gli animi, in particolare quelli delle associazioni dei consumatori, ma anche quelli di chi con i carburanti ci lavora, come gli artigiani della Cna Fita. Mentre Assopetroli accusa il governo di essere «sordo» rispetto alla richiesta di un intervento per la riduzione delle accise e la sterilizzazione dell’ Iva sui carburanti. Il controesodo dalle località di vacanza, denuncia il Codacons, si preannuncia infatti all’ insegna del caro-pieno. Per il rientro dalle ferie gli italiani potrebbero infatti spendere, secondo l’ associazione, fino a 22 euro in più rispetto al 2011. «L’ anno scorso, in questo periodo, un litro di verde costava 1,57 euro; oggi supera con facilità i 2 euro in numerosissimi impianti di rifornimento. Ciò – sottolinea il presidente Carlo Rienzi – equivale a una stangata senza precedenti sulle tasche degli automobilisti italiani, molti dei quali in viaggio su strade e autostrade per il rientro dalle vacanze». L’ unica ancora di salvezza rimangono quindi gli sconti del fine settimana, a cui il Codacons consiglia di fare ricorso il più possibile, boicottando invece i distributori più cari. Di stangata parlano senza mezzi termini anche Adusbef e Federconsumatori. Il loro calcolo è di un aggravio di spesa di quasi 770 euro l’ anno, risultato non solo degli aumenti diretti dei listini dei carburanti, ma anche dell’ impatto che gli stessi aumenti hanno sui beni di consumo trasportati su gomma (la netta maggioranza nel nostro Paese). Gli effetti si faranno tutti vedere, secondo le associazioni, nella misurazione del tasso di inflazione, che salirà, in base ai loro calcoli, dell’ 1,1%. La richiesta al governo, dunque, è quella di accelerare sulle liberalizzazioni, ma anche di seguire l’ esempio francese, riducendo il carico fiscale che appesantisce i prezzi alla pompa. «L’ eccessiva» tassazione, unita «all’ assenza di concorrenza», è il problema anche per la Cna-Fita. «Con la benzina a 2 euro e il gasolio oltre 1,8 euro – affermano gli artigiani – stiamo pagando a caro prezzo l’ assenza di liberalizzazione nella distribuzione dei carburanti nel nostro Paese. In Francia, dove il gasolio costa in media circa 0,33 centesimi in meno che in Italia, il governo ha deciso di tagliare le accise calmierando il rincaro ritenuto eccessivo». La Fita tiene quindi a sottolineare che da oltre un anno sta richiedendo al Governo «interventi concreti per arrestare questa folle corsa all’ aumento dei prezzi alla pompa».
L’Arena, 25/08/2012 06:52
trasporto. esposto in 104 procure.
Enac nel mirino dei consumatori per Wind Jet  PDF
l’ accusa è di non aver vigilato alitalia continua i voli speciali.
ROMA Il Codacons plaude alla notizia di un possibile ritorno a volare di Wind Jet, ma annuncia di aver depositato in 104 Procure della Repubblica e Venezia un esposto «per tutelare le migliaia di viaggiatori laziali imbrogliati» contestando i reati di truffa, insolvenza fraudolenta e appropriazione indebita. Sul blog del presidente dell’ associazione dei consumatori, Carlo Rienzi, continuano ad arrivare le segnalazioni dei viaggiatori. «Migliaia», scrive il Codacons, «sono le adesioni al mega ricorso collettivo contro l’ Enac che, agendo come unica autorità di regolazione tecnica, certificazione e vigilanza nel settore dell’ aviazione civile aveva l’ obbligo di avvertire le agenzie e gli acquirenti dei biglietti del rischio crac». «Siamo ansiosi di vedere i ricorsi del Codacons», ha commentato Vito Riggio, presidente dell’ Enac. Da Rienzi, «giurista così fine» ha aggiunto il presidente dell’ Autorità in una dichiarazione all’ agenzia Ansa, «ci aspettiamo importanti innovazioni del diritto amministrativo». Confconsumatori invece propone al presidente di Wind Jet, Antonino Pulvirenti «di sottoscrivere una procedura di conciliazione paritetica con le associazioni dei consumatori per pervenire a una definizione stragiudiziale di tutte le controversie», evitando «un lungo contenzioso» con i passeggeri che chiedono il rimborso dei biglietti acquistati ma non usati a causa del fermo della compagnia low cost. Intanto, sono stati 14 i voli speciali effettuati la notte fra giovedì 23 e venerdì 24, sui quali sono stati trasportati altri 889 passeggeri di Wind Jet. Fino a ieri mattina Alitalia ha riprotetto 13.144 viaggiatori della compagnia catanese. Lo riferisce un comunicato. Dal 13 agosto Alitalia ha avviato azioni di sostegno dei passeggeri di Wind Jet, e ogni giorno ha effettuato più di 10 voli speciali. La compagnia si è resa disponibile a pianificare ulteriori azioni di sostegno anche in settembre e ottobre. Fino al 16 settembre Alitalia opererà ogni giorno voli speciali e fino al 27 ottobre continuerà a offrire tariffe speciali, sottocosto. Dal 13 agosto il call-center Alitalia contatta direttamente i passeggeri Wind Jet per offrire assistenza e nuove soluzioni di viaggio. Giovedi oltre 4.000 sono state le chiamate al numero di telefono 06.65859030 (in funzione 24 ore su 24). Per rispondere alle chiamate, oltre il doppio rispetto alla media del periodo, Alitalia ha rinforzato la presenza del personale e questo ha consentito di fornire una risposta nel 95% dei casi. Le email a [email protected] sono state 2.500.
L’Arena, 25/08/2012 06:52
carburanti. i trasportatori della fita cna chiedono al governo il taglio delle accise.
Carburanti, il Codacons denuncia altri aumenti  PDF
l’ associazione calcola in 22 euro l’ aggravio rispetto a un anno fa per adusbef e federconsumatori la stangata è di 770 euro l’ anno.
ROMA La volata della benzina sopra i 2 euro al litro in alcune zone del Centro Italia (in Toscana, per esempio, dove più alto è il carico fiscale) scatena le reazioni delle associazioni dei consumatori, e degli artigiani dell’ autotrasporto della Cna Fita. E Assopetroli accusa il governo di essere sordo alla richiesta di intervento per ridurrez le accise e sterilizzare l’ Iva sui carburanti. Il ritorno dalle località di vacanza, denuncia il Codacons, si preannuncia all’ insegna di un nuovo caro-pieno, fino a 22 euro in più rispetto al 2011. «L’ anno scorso, in questo periodo, un litro di verde costava 1,57 euro; oggi supera con facilità i 2 euro in numerosissimi impianti. Ciò» sottolinea Carlo Rienzi, presidente del Codacons, «equivale a una stangata senza precedenti sulle tasche degli automobilisti italiani, molti dei quali in viaggio su strade e autostrade per il rientro dalle vacanze». Le uniche possibilità di spendere meno rimangono gli sconti della fine settimana, cui il Codacons consiglia di ricorrere il più possibile, boicottando i distributori più cari. Di stangata parlano anche Adusbef e Federconsumatori che calcolano un aggravio di quasi 770 euro l’ anno, risultato non solo degli aumenti diretti dei listini, ma anche dell’ impatto che gli aumenti hanno sui beni di consumo trasportati su gomma. Gli effetti si faranno tutti vedere, secondo le associazioni, nella misurazione del tasso di inflazione, che salirà, in base ai loro calcoli, dell’ 1,1%. La richiesta al governo, dunque, è di accelerare sulle liberalizzazioni, ma anche di seguire l’ esempio francese, riducendo il carico fiscale che appesantisce i prezzi alla pompa. L’ eccessiva tassazione, unita all’ assenza di concorrenza, è il problema anche per la Cna-Fita Federazione italiana trasportatori artigiani. «Con la benzina a 2 euro e il gasolio oltre 1,8», affermano gli autotrasportatori, «stiamo pagando a caro prezzo l’ assenza di liberalizzazione nella distribuzione dei carburanti in Italia. In Francia, dove il gasolio costa in media circa 0,33 centesimi in meno che in Italia, il governo ha deciso di tagliare le accise, calmierando il rincaro ritenuto eccessivo». La Fita sottolinea inoltre che da più di un un anno sta chiedendo al governo «interventi concreti per arrestare questa folle corsa all’ aumento dei prezzi alla pompa».
Brescia Oggi, 25/08/2012 06:52
trasporto. esposto in 104 procure.
Enac nel mirino dei consumatori per Wind Jet  PDF
l’ accusa è di non aver vigilato alitalia continua i voli speciali.
ROMA Il Codacons plaude alla notizia di un possibile ritorno a volare di Wind Jet, ma annuncia di aver depositato in 104 Procure della Repubblica e Venezia un esposto «per tutelare le migliaia di viaggiatori laziali imbrogliati» contestando i reati di truffa, insolvenza fraudolenta e appropriazione indebita. Sul blog del presidente dell’ associazione dei consumatori, Carlo Rienzi, continuano ad arrivare le segnalazioni dei viaggiatori. «Migliaia», scrive il Codacons, «sono le adesioni al mega ricorso collettivo contro l’ Enac che, agendo come unica autorità di regolazione tecnica, certificazione e vigilanza nel settore dell’ aviazione civile aveva l’ obbligo di avvertire le agenzie e gli acquirenti dei biglietti del rischio crac». «Siamo ansiosi di vedere i ricorsi del Codacons», ha commentato Vito Riggio, presidente dell’ Enac. Da Rienzi, «giurista così fine» ha aggiunto il presidente dell’ Autorità in una dichiarazione all’ agenzia Ansa, «ci aspettiamo importanti innovazioni del diritto amministrativo». Confconsumatori invece propone al presidente di Wind Jet, Antonino Pulvirenti «di sottoscrivere una procedura di conciliazione paritetica con le associazioni dei consumatori per pervenire a una definizione stragiudiziale di tutte le controversie», evitando «un lungo contenzioso» con i passeggeri che chiedono il rimborso dei biglietti acquistati ma non usati a causa del fermo della compagnia low cost. Intanto, sono stati 14 i voli speciali effettuati la notte fra giovedì 23 e venerdì 24, sui quali sono stati trasportati altri 889 passeggeri di Wind Jet. Fino a ieri mattina Alitalia ha riprotetto 13.144 viaggiatori della compagnia catanese. Lo riferisce un comunicato. Dal 13 agosto Alitalia ha avviato azioni di sostegno dei passeggeri di Wind Jet, e ogni giorno ha effettuato più di 10 voli speciali. La compagnia si è resa disponibile a pianificare ulteriori azioni di sostegno anche in settembre e ottobre. Fino al 16 settembre Alitalia opererà ogni giorno voli speciali e fino al 27 ottobre continuerà a offrire tariffe speciali, sottocosto. Dal 13 agosto il call-center Alitalia contatta direttamente i passeggeri Wind Jet per offrire assistenza e nuove soluzioni di viaggio. Giovedi oltre 4.000 sono state le chiamate al numero di telefono 06.65859030 (in funzione 24 ore su 24). Per rispondere alle chiamate, oltre il doppio rispetto alla media del periodo, Alitalia ha rinforzato la presenza del personale e questo ha consentito di fornire una risposta nel 95% dei casi. Le email a [email protected] sono state 2.500.
Brescia Oggi, 25/08/2012 06:52
carburanti. i trasportatori della fita cna chiedono al governo il taglio delle accise.
Carburanti, il Codacons denuncia altri aumenti  PDF
l’ associazione calcola in 22 euro l’ aggravio rispetto a un anno fa per adusbef e federconsumatori la stangata è di 770 euro l’ anno.
ROMA La volata della benzina sopra i 2 euro al litro in alcune zone del Centro Italia (in Toscana, per esempio, dove più alto è il carico fiscale) scatena le reazioni delle associazioni dei consumatori, e degli artigiani dell’ autotrasporto della Cna Fita. E Assopetroli accusa il governo di essere sordo alla richiesta di intervento per ridurrez le accise e sterilizzare l’ Iva sui carburanti. Il ritorno dalle località di vacanza, denuncia il Codacons, si preannuncia all’ insegna di un nuovo caro-pieno, fino a 22 euro in più rispetto al 2011. «L’ anno scorso, in questo periodo, un litro di verde costava 1,57 euro; oggi supera con facilità i 2 euro in numerosissimi impianti. Ciò» sottolinea Carlo Rienzi, presidente del Codacons, «equivale a una stangata senza precedenti sulle tasche degli automobilisti italiani, molti dei quali in viaggio su strade e autostrade per il rientro dalle vacanze». Le uniche possibilità di spendere meno rimangono gli sconti della fine settimana, cui il Codacons consiglia di ricorrere il più possibile, boicottando i distributori più cari. Di stangata parlano anche Adusbef e Federconsumatori che calcolano un aggravio di quasi 770 euro l’ anno, risultato non solo degli aumenti diretti dei listini, ma anche dell’ impatto che gli aumenti hanno sui beni di consumo trasportati su gomma. Gli effetti si faranno tutti vedere, secondo le associazioni, nella misurazione del tasso di inflazione, che salirà, in base ai loro calcoli, dell’ 1,1%. La richiesta al governo, dunque, è di accelerare sulle liberalizzazioni, ma anche di seguire l’ esempio francese, riducendo il carico fiscale che appesantisce i prezzi alla pompa. L’ eccessiva tassazione, unita all’ assenza di concorrenza, è il problema anche per la Cna-Fita Federazione italiana trasportatori artigiani. «Con la benzina a 2 euro e il gasolio oltre 1,8», affermano gli autotrasportatori, «stiamo pagando a caro prezzo l’ assenza di liberalizzazione nella distribuzione dei carburanti in Italia. In Francia, dove il gasolio costa in media circa 0,33 centesimi in meno che in Italia, il governo ha deciso di tagliare le accise, calmierando il rincaro ritenuto eccessivo». La Fita sottolinea inoltre che da più di un un anno sta chiedendo al governo «interventi concreti per arrestare questa folle corsa all’ aumento dei prezzi alla pompa».
Il Giornale Di Vicenza, 25/08/2012 06:52
trasporto. esposto in 104 procure enac nel mirino dei consumatori per wind jet.
ROMA Il Codacons plaude alla notizia di un possibile ritorno a volare di Wind Jet, ma annuncia …  PDF
l’ accusa è di non aver vigilato alitalia continua i voli speciali.
ROMA Il Codacons plaude alla notizia di un possibile ritorno a volare di Wind Jet, ma annuncia di aver depositato in 104 Procure della Repubblica e Venezia un esposto «per tutelare le migliaia di viaggiatori laziali imbrogliati» contestando i reati di truffa, insolvenza fraudolenta e appropriazione indebita. Sul blog del presidente dell’ associazione dei consumatori, Carlo Rienzi, continuano ad arrivare le segnalazioni dei viaggiatori. «Migliaia», scrive il Codacons, «sono le adesioni al mega ricorso collettivo contro l’ Enac che, agendo come unica autorità di regolazione tecnica, certificazione e vigilanza nel settore dell’ aviazione civile aveva l’ obbligo di avvertire le agenzie e gli acquirenti dei biglietti del rischio crac». «Siamo ansiosi di vedere i ricorsi del Codacons», ha commentato Vito Riggio, presidente dell’ Enac. Da Rienzi, «giurista così fine» ha aggiunto il presidente dell’ Autorità in una dichiarazione all’ agenzia Ansa, «ci aspettiamo importanti innovazioni del diritto amministrativo». Confconsumatori invece propone al presidente di Wind Jet, Antonino Pulvirenti «di sottoscrivere una procedura di conciliazione paritetica con le associazioni dei consumatori per pervenire a una definizione stragiudiziale di tutte le controversie», evitando «un lungo contenzioso» con i passeggeri che chiedono il rimborso dei biglietti acquistati ma non usati a causa del fermo della compagnia low cost. Intanto, sono stati 14 i voli speciali effettuati la notte fra giovedì 23 e venerdì 24, sui quali sono stati trasportati altri 889 passeggeri di Wind Jet. Fino a ieri mattina Alitalia ha riprotetto 13.144 viaggiatori della compagnia catanese. Lo riferisce un comunicato. Dal 13 agosto Alitalia ha avviato azioni di sostegno dei passeggeri di Wind Jet, e ogni giorno ha effettuato più di 10 voli speciali. La compagnia si è resa disponibile a pianificare ulteriori azioni di sostegno anche in settembre e ottobre. Fino al 16 settembre Alitalia opererà ogni giorno voli speciali e fino al 27 ottobre continuerà a offrire tariffe speciali, sottocosto. Dal 13 agosto il call-center Alitalia contatta direttamente i passeggeri Wind Jet per offrire assistenza e nuove soluzioni di viaggio. Giovedi oltre 4.000 sono state le chiamate al numero di telefono 06.65859030 (in funzione 24 ore su 24). Per rispondere alle chiamate, oltre il doppio rispetto alla media del periodo, Alitalia ha rinforzato la presenza del personale e questo ha consentito di fornire una risposta nel 95% dei casi. Le email a [email protected] sono state 2.500.
Il Giornale Di Vicenza, 25/08/2012 06:52
carburanti. i trasportatori della fita cna chiedono al governo il taglio delle accise.
Carburanti, il Codacons denuncia altri aumenti  PDF
l’ associazione calcola in 22 euro l’ aggravio rispetto a un anno fa per adusbef e federconsumatori la stangata è di 770 euro l’ anno.
ROMA La volata della benzina sopra i 2 euro al litro in alcune zone del Centro Italia (in Toscana, per esempio, dove più alto è il carico fiscale) scatena le reazioni delle associazioni dei consumatori, e degli artigiani dell’ autotrasporto della Cna Fita. E Assopetroli accusa il governo di essere sordo alla richiesta di intervento per ridurrez le accise e sterilizzare l’ Iva sui carburanti. Il ritorno dalle località di vacanza, denuncia il Codacons, si preannuncia all’ insegna di un nuovo caro-pieno, fino a 22 euro in più rispetto al 2011. «L’ anno scorso, in questo periodo, un litro di verde costava 1,57 euro; oggi supera con facilità i 2 euro in numerosissimi impianti. Ciò» sottolinea Carlo Rienzi, presidente del Codacons, «equivale a una stangata senza precedenti sulle tasche degli automobilisti italiani, molti dei quali in viaggio su strade e autostrade per il rientro dalle vacanze». Le uniche possibilità di spendere meno rimangono gli sconti della fine settimana, cui il Codacons consiglia di ricorrere il più possibile, boicottando i distributori più cari. Di stangata parlano anche Adusbef e Federconsumatori che calcolano un aggravio di quasi 770 euro l’ anno, risultato non solo degli aumenti diretti dei listini, ma anche dell’ impatto che gli aumenti hanno sui beni di consumo trasportati su gomma. Gli effetti si faranno tutti vedere, secondo le associazioni, nella misurazione del tasso di inflazione, che salirà, in base ai loro calcoli, dell’ 1,1%. La richiesta al governo, dunque, è di accelerare sulle liberalizzazioni, ma anche di seguire l’ esempio francese, riducendo il carico fiscale che appesantisce i prezzi alla pompa. L’ eccessiva tassazione, unita all’ assenza di concorrenza, è il problema anche per la Cna-Fita Federazione italiana trasportatori artigiani. «Con la benzina a 2 euro e il gasolio oltre 1,8», affermano gli autotrasportatori, «stiamo pagando a caro prezzo l’ assenza di liberalizzazione nella distribuzione dei carburanti in Italia. In Francia, dove il gasolio costa in media circa 0,33 centesimi in meno che in Italia, il governo ha deciso di tagliare le accise, calmierando il rincaro ritenuto eccessivo». La Fita sottolinea inoltre che da più di un un anno sta chiedendo al governo «interventi concreti per arrestare questa folle corsa all’ aumento dei prezzi alla pompa».
Libertà, 25/08/2012 06:35
Benzina, 22 euro in più a pieno  PDF
continuano le polemiche sugli aumenti. le proteste degli artigiani.
ROMA – La polemica non si spegne. La volata della benzina sopra i 2 euro al litro in alcune zone del Centro Italia (in Toscana, per esempio, dove più alto è il carico fiscale) infiamma ancora gli animi, in particolare quelli delle associazioni dei consumatori, ma anche quelli di chi con i carburanti ci lavora, come gli artigiani della Cna Fita. Mentre Assopetroli accusa il governo di essere «sordo» rispetto alla richiesta di un intervento per la riduzione delle accise e la sterilizzazione dell’ Iva sui carburanti. Il controesodo dalle località di vacanza, denuncia il Codacons, si preannuncia infatti all’ insegna del caro-pieno. Per il rientro dalle ferie gli italiani potrebbero infatti spendere, secondo l’ associazione, fino a 22 euro in più rispetto al 2011. «L’ anno scorso, in questo periodo, un litro di verde costava 1,57 euro; oggi supera con facilità i 2 euro in numerosissimi impianti di rifornimento. Ciò – sottolinea il presidente Carlo Rienzi – equivale a una stangata senza precedenti sulle tasche degli automobilisti italiani, molti dei quali in viaggio su strade e autostrade per il rientro dalle vacanze». L’ unica ancora di salvezza rimangono quindi gli sconti del fine settimana, a cui il Codacons consiglia di fare ricorso il più possibile, boicottando invece i distributori più cari. Di stangata parlano senza mezzi termini anche Adusbef e Federconsumatori. Il loro calcolo è di un aggravio di spesa di quasi 770 euro l’ anno, risultato non solo degli aumenti diretti dei listini dei carburanti, ma anche dell’ impatto che gli stessi aumenti hanno sui beni di consumo trasportati su gomma (la netta maggioranza nel nostro Paese). Gli effetti si faranno tutti vedere, secondo le associazioni, nella misurazione del tasso di inflazione, che salirà, in base ai loro calcoli, dell’ 1,1%. La richiesta al governo, dunque, è quella di accelerare sulle liberalizzazioni, ma anche di seguire l’ esempio francese, riducendo il carico fiscale che appesantisce i prezzi alla pompa. L’ «eccessiva» tassazione, unita all’ «assenza di concorrenza», è il problema anche per la Cna-Fita. «Con la benzina a 2 euro e il gasolio oltre 1,8 euro – affermano gli artigiani – stiamo pagando a caro prezzo l’ assenza di liberalizzazione nella distribuzione dei carburanti nel nostro Paese. In Francia, dove il gasolio costa in media circa 0,33 centesimi in meno che in Italia, il governo ha deciso di tagliare le accise calmierando il rincaro ritenuto eccessivo».
L’Unione Sarda, 25/08/2012 06:35
il codacons: «un anno fa la benzina era a 1,57 al litro». artigiani in rivolta.
Per il pieno 22 euro in più  PDF
controesodo salato, la protesta dei consumatori.
La polemica non si spegne. La volata della benzina sopra i 2 euro al litro in alcune zone del Centro Italia (in Toscana, per esempio, dove più alto è il carico fiscale) infiamma ancora gli animi, in particolare quelli delle associazioni dei consumatori, ma anche quelli di chi con i carburanti ci lavora, come gli artigiani della Cna Fita. Mentre Assopetroli accusa il governo di essere «sordo» rispetto alla richiesta di interventi per ridurre le accise e sterilizzare l’ Iva sui carburanti.IL FINE SETTIMANA Il controesodo dalle località di vacanza, denuncia il Codacons, si preannuncia infatti all’ insegna del caro-pieno. Per il rientro dalle ferie gli italiani potrebbero infatti spendere, secondo l’ associazione, fino a 22 euro in più rispetto al 2011. «L’ anno scorso, in questo periodo, un litro di verde costava 1,57 euro», sottolinea il presidente Carlo Rienzi: «Oggi supera con facilità i 2 euro in numerosissimi impianti di rifornimento».Questo equivale, prosegue, a «una stangata senza precedenti sulle tasche degli automobilisti italiani, molti dei quali in viaggio su strade e autostrade per il rientro dalle vacanze». L’ unica ancora di salvezza rimangono quindi gli sconti del fine settimana, a cui il Codacons consiglia di fare ricorso il più possibile, boicottando invece i distributori più cari.L’ AUMENTO ANNUALE Di stangata parlano senza mezzi termini anche Adusbef e Federconsumatori. Il loro calcolo è di un aggravio di spesa di quasi 770 euro l’ anno, risultato non solo degli aumenti diretti dei listini dei carburanti, ma anche dell’ impatto che gli stessi aumenti hanno sui beni di consumo trasportati su gomma (la netta maggioranza in Italia).Gli effetti si faranno tutti vedere, secondo le associazioni, nella misurazione del tasso di inflazione, che salirà, in base ai loro calcoli, dell’ 1,1%. La richiesta al governo, dunque, è quella di accelerare sulle liberalizzazioni, ma anche di seguire l’ esempio francese, riducendo il carico fiscale che appesantisce i prezzi.GLI ARTIGIANI La tassazione «eccessiva», unita alla «assenza di concorrenza», è il problema anche per la Cna-Fita. «Con la benzina a 2 euro e il gasolio oltre 1,8 euro – affermano gli artigiani – stiamo pagando a caro prezzo l’ assenza di liberalizzazione nella distribuzione dei carburanti nel nostro Paese. In Francia, dove il gasolio costa in media circa 0,33 centesimi in meno che in Italia, il governo ha deciso di tagliare le accise calmierando il rincaro ritenuto eccessivo».La Fita tiene quindi a sottolineare che da oltre un anno sta richiedendo al governo «interventi concreti per arrestare questa folle corsa all’ aumento dei prezzi del carburante».
Il Mattino, 25/08/2012 06:33
La polemica non si spegne.  PDF
La polemica non si spegne. La volata della benzina sopra i 2 euro al litro in alcune zone del Centro Italia e del Sud infiamma ancora gli animi, in particolare quelli delle associazioni dei consumatori, ma anche quelli di chi con i carburanti ci lavora, come gli artigiani della Cna Fita. Mentre Assopetroli accusa il governo di essere «sordo» rispetto alla richiesta di un intervento per la riduzione delle accise e la sterilizzazione dell’ Iva sui carburanti. Tra le zone più calde sul fronte dei prezzi ci sono la Toscana e la Campania, regioni in cui è più alto è il carico fiscale. Ieri anche a Capri, dopo il record di Ischia, è stata registrata un’ impennata del costo della verde. Presso i distributori di carburante del territorio isolano un litro di benzina è stato venduto a 2,039, ben al di sopra della media nazionale. Leggermente più basso il prezzo ad Anacapri, l’ altro comune dell’ isola azzurra, comunque al di sopra di 2 euro al litro. Il controesodo dalle località di vacanza, denuncia il Codacons, si preannuncia quindi all’ insegna del caro-pieno. Per il rientro dalle ferie gli italiani potrebbero infatti spendere, secondo l’ associazione, fino a 22 euro in più rispetto al 2011. «L’ anno scorso, in questo periodo, un litro di verde costava 1,57 euro; oggi supera con facilità i 2 euro in numerosissimi impianti di rifornimento. Ciò – sottolinea il presidente Carlo Rienzi – equivale a una stangata senza precedenti sulle tasche degli automobilisti italiani, molti dei quali in viaggio su strade e autostrade per il rientro dalle vacanze». L’ unica ancora di salvezza rimangono quindi gli sconti del fine settimana, a cui il Codacons consiglia di fare ricorso il più possibile, boicottando invece i distributori più cari. Di stangata parlano senza mezzi termini anche Adusbef e Federconsumatori. Il loro calcolo è di un aggravio di spesa di quasi 770 euro l’ anno, risultato non solo degli aumenti diretti dei listini dei carburanti, ma anche dell’ impatto che gli stessi aumenti hanno sui beni di consumo trasportati su gomma (la netta maggioranza nel nostro Paese). Gli effetti si faranno tutti vedere, secondo le associazioni, nella misurazione del tasso di inflazione, che salirà, in base ai loro calcoli, dell’ 1,1. La richiesta al governo, dunque, è quella di accelerare sulle liberalizzazioni, ma anche di seguire l’ esempio francese, riducendo il carico fiscale che appesantisce i prezzi alla pompa. L’ «eccessiva» tassazione, unita all’ «assenza di concorrenza», è il vero problema per la Cna-Fita. «Con la benzina a 2 euro e il gasolio oltre 1,8 euro – affermano gli artigiani – stiamo pagando a caro prezzo l’ assenza di liberalizzazione nella distribuzione dei carburanti nel nostro Paese. In Francia, dove il gasolio costa in media circa 0,33 centesimi in meno che in Italia, il governo ha deciso di tagliare le accise calmierando il rincaro ritenuto eccessivo». La Fita tiene quindi a sottolineare che da oltre un anno sta richiedendo al governo «interventi concreti per arrestare questa folle corsa all’ aumento dei prezzi alla pompa». Intanto, le minori disponibilità economiche e i timori per l’ instabilità di alcuni Paesi del Mediterraneo hanno ridotto drasticamente il giro d’ affari delle agenzie di viaggio. Secondo le stime di Assoviaggi-Confesercenti, associazione che riunisce le agenzie di viaggio, l’ estate 2012 ha fatto registrare per le agenzie un calo delle prenotazioni del 30%. È il terzo anno consecutivo in discesa. «Dal 2010 – spiega Amalio Guerra, presidente di Assoviaggi – si è perduto il 50% del giro di affari».
Gazzetta di Mantova, 25/08/2012 06:29
Caro-benzina, via al boicottaggio  PDF
lo lancia il codacons. federconsumatori e adusbef avvertono: così inflazione su dell’ 1,1%
ROMA La scarsa concorrenza e le tante tasse che alzano il prezzo, le conseguenze che l’ innalzamento dei prezzi può avere sull’ inflazione trascinandosi dietro, a cascata, altri aumenti. I carburanti continuano a tenere banco. Federconsumatori e Adusbef sono sicure: «Si continua a sottovalutare colpevolmente il forte impatto che l’ incremento del costo dei carburanti continua ad avere su prezzi e tariffe». Secondo i calcoli dell’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori si stima «un incremento dell’ 1,1% del tasso di inflazione». «Come abbiamo già calcolato, alla luce degli incredibili aumenti dei prezzi dei carburanti – dicono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – la stangata per gli automobilisti sarà pari a ben 768 euro. Di cui solo 420 in termini diretti, vale a dire per i pieni di benzina. I restanti 348 euro, invece, sono dovuti alle ricadute in termini indiretti». Le due associazioni ricordano che «non solo i beni di largo consumo sono trasportati essenzialmente su gomma (per oltre l’ 80%), ma che anche le stesse tariffe praticate da professionisti e artigiani (che tengono conto dei costi della loro mobilità) verranno caricate a causa dei maggiori costi dei carburanti, provocando così, secondo i calcoli dell’ Osservatorio Federconsumatori, un appesantimento del tasso di inflazione per l’ 1,1%». Trefiletti e Lannutti ritengono «urgente intervenire su questo versante, accelerando il processo di liberalizzazione, eliminando le intollerabili speculazioni che avvengono nel settore e ribaltando l’ andamento della tassazione, così come si comincia a fare in Francia, dove, evidentemente, non sottovalutano i rischi che i prezzi dei carburanti elevati comportano in tema di politica economica più in generale». Codacons, invece, calcola l’ aumento, rispetto al 2011, per il pieno del viaggio di rientro dalle vacanze: 22 euro. E il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, lancia il boicottaggio dei distributori più cari. «Invitiamo gli automobilisti ad effettuare rifornimento solo nei giorni e negli impianti che effettuano promozioni e sconti, boicottando quelli che applicano listini più elevati, allo scopo di speculare sul rientro dalle vacanze» conclude Rienzi. Eccessiva tassazione e assenza di concorrenza nella distribuzione dei carburanti: queste le cause principali che stanno rendendo il mercato italiano il più caro per il rifornimento alla pompa, secondo la Cna-Fita che chiede al governo la sterilizzazione dell’ iva sulle accise e la liberalizzazione della distribuzione dei carburanti.
Il Quotidiano della Calabria, 25/08/2012 06:21
| caro- benzina |
«Una stangata senza precedenti»  PDF
insorgono le associazioni dei consumatori: «intervenga il governo»
ROMA – La polemica non si spegne. La volata dellabenzina sopra i 2 euro al litro in alcune zone del Centro Italia(inToscana,peresempio, dovepiù alto è il carico fiscale) infiamma ancoraglianimi, inparticolare quelli delle associazioni dei consumatori, maanchequellidichicon i carburanti ci lavora, comegliartig i anidellaCna Fita. Mentre Assopetroli accusa il governo di essere «sordo» rispettoallarichiesta di un intervento per la riduzione delle accise e la sterilizzazione dell’ Iva sui carburanti. «l controesodo dalle lo calità di vacanza, denunciailCodacons, sipreannunciainfatti all’ insegna del caro -pieno. Per il rientro dalle ferie gli itali ani potrebberoinfattispendere, secondol’ asso ciazione, finoa 22 euroinpiùrispetto al2011. «L’ annoscorso, inquestoperiodo, un litro di verde costava 1,57 euro; oggisuperaconfacilitài2 euro in numerosissimi impianti di rifornimento. Ciò-sottolineailpresidente CarloRienzi- equivale auna stangata senza precedenti sulle tasche degliautomobilistiitaliani, moltidei qual i i n viaggio su strade e autostrade p er il rientro dalle vacanze» . L’ unica ancora di salvezza rimangono quindi gli sconti del fine settimana, a cui il Codacons consiglia di fare ricorso il pi ù possibile, boicottando invece i distributori più cari. Di stangata parlano senza mezzi termini anche Adusbef e Federconsumatori. Il loro calcolo è di un aggravio di spesa di quasi770euro l’ anno, risultato non solo degli aumenti direttideilistinideicarburanti, maanche dell’ impatto che gli stessi aumentihannosuibenidiconsumotra sportati su gomma (la netta maggioranza nel nostro Paese). Gli effetti si farannotuttivedere, secondoleassociazioni, nella misurazione del tasso di inflazione, che salirà, in base ai loro calcoli, dell’ 1,196. La richiesta al governo, dunque, è quella di accelerare sulle liberalizzazioni, ma anche di seguire l’ esempio francese, riducendo il carico fiscaleche appesantiscei?rezzialla?ompa. L eccessiva tassazione, unita al l ‘”assenzadiconcorrenza », èilproblema ancheper la Cna -Fita. «Con la benzina a 2 euro e il gasolio oltre 1, 8 euro – affermano gli artig i ani -stiamo pagando a caro prezzo l’ assenza di liberalizzazione nella distribuzione dei carburanti nel nostro Paese» . La Fita tiene quindi a sottolineare che da oltre un anno sta richiedendo al Governo « interventi concreti per arrestare questa folle corsa all’ aumentodeiprezziallapompa».
Giornale di Sicilia, 25/08/2012 06:17
La polemica non si spegne.  PDF
La polemica non si spegne. La volata della benzina sopra i 2 euro al litro in alcune zone del Centro Italia (in Toscana, per esempio, dove più alto è il carico fiscale) infiamma ancora gli animi, in particolare quelli delle associazioni dei consumatori, ma anche quelli di chi con i carburanti ci lavora, come gli artigiani della Cna Fita. Mentre Assopetroli accusa il governo di essere sordorispetto alla richiesta di un intervento per la riduzione delle accise e la sterilizzazione dell’ Iva sui carburanti. Il controesodo dalle località di vacanza, denuncia il Codacons, si preannuncia infatti all’ insegna del caro-pieno. Per il rientro dalle ferie gli italiani potrebbero infatti spendere, secondo l’ associazione, fino a 22 euro in più rispetto al 2011. L’ anno scorso, in questo periodo, un litro di verde costava 1,57 euro; oggi supera con facilità i 2 euro in numerosissimi impianti di rifornimento. Ciò – sottolinea il presidente Carlo Rienzi – equivale a una stangata senza precedenti sulle tasche degli automobilisti italiani, molti dei quali in viaggio su strade e autostrade per il rientro dalle vacanze. L’ unica ancora di salvezza rimangono quindi gli sconti del fine settimana, a cui il Codacons consiglia di fare ricorso il più possibile, boicottando invece i distributori più cari. Di stangata parlano senza mezzi termini anche Adusbef e Federconsumatori. Il loro calcolo è di un aggravio di spesa di quasi 770 euro l’ anno, risultato non solo degli aumenti diretti dei listini dei carburanti, ma anche dell’ impatto che gli stessi aumenti hanno sui beni di consumo trasportati su gomma (la netta maggioranza nel nostro Paese). Gli effetti si faranno tutti vedere, secondo le associazioni, nella misurazione del tasso di inflazione, che salirà, in base ai loro calcoli, dell’ 1,1%. La richiesta al governo, dunque, è quella di accelerare sulle liberalizzazioni, ma anche di seguire l’ esempio francese, riducendo il carico fiscale che appesantisce i prezzi alla pompa. L’ eccessivatassazione, unita all’ assenza di concorrenza, è il problema anche per la Cna-Fita. Con la benzina a 2 euro e il gasolio oltre 1,8 euro – affermano gli artigiani – stiamo pagando a caro prezzo l’ assenza di liberalizzazione nella distribuzione dei carburanti nel nostro Paese. In Francia, dove il gasolio costa in media circa 0,33 centesimi in meno che in Italia, il governo ha deciso di tagliare le accise calmierando il rincaro ritenuto eccessivo. La Fita tiene quindi a sottolineare che da oltre un anno sta richiedendo al governo interventi concreti per arrestare questa folle corsa all’ aumento dei prezzi alla pompa.
Il Mattino di Padova, 25/08/2012 06:12
Caro-benzina, via al boicottaggio  PDF
lo lancia il codacons. federconsumatori e adusbef avvertono: così inflazione su dell’ 1,1%
ROMA La scarsa concorrenza e le tante tasse che alzano il prezzo, le conseguenze che l’ innalzamento dei prezzi può avere sull’ inflazione trascinandosi dietro, a cascata, altri aumenti. I carburanti continuano a tenere banco. Federconsumatori e Adusbef sono sicure: «Si continua a sottovalutare colpevolmente il forte impatto che l’ incremento del costo dei carburanti continua ad avere su prezzi e tariffe». Secondo i calcoli dell’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori si stima «un incremento dell’ 1,1% del tasso di inflazione». «Come abbiamo già calcolato, alla luce degli incredibili aumenti dei prezzi dei carburanti – dicono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – la stangata per gli automobilisti sarà pari a ben 768 euro. Di cui solo 420 in termini diretti, vale a dire per i pieni di benzina. I restanti 348 euro, invece, sono dovuti alle ricadute in termini indiretti». Le due associazioni ricordano che «non solo i beni di largo consumo sono trasportati essenzialmente su gomma (per oltre l’ 80%), ma che anche le stesse tariffe praticate da professionisti e artigiani (che tengono conto dei costi della loro mobilità) verranno caricate a causa dei maggiori costi dei carburanti, provocando così, secondo i calcoli dell’ Osservatorio Federconsumatori, un appesantimento del tasso di inflazione per l’ 1,1%». Trefiletti e Lannutti ritengono «urgente intervenire su questo versante, accelerando il processo di liberalizzazione, eliminando le intollerabili speculazioni che avvengono nel settore e ribaltando l’ andamento della tassazione, così come si comincia a fare in Francia, dove, evidentemente, non sottovalutano i rischi che i prezzi dei carburanti elevati comportano in tema di politica economica più in generale». Codacons, invece, calcola l’ aumento, rispetto al 2011, per il pieno del viaggio di rientro dalle vacanze: 22 euro. E il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, lancia il boicottaggio dei distributori più cari. «Invitiamo gli automobilisti ad effettuare rifornimento solo nei giorni e negli impianti che effettuano promozioni e sconti, boicottando quelli che applicano listini più elevati, allo scopo di speculare sul rientro dalle vacanze» conclude Rienzi. Eccessiva tassazione e assenza di concorrenza nella distribuzione dei carburanti: queste le cause principali che stanno rendendo il mercato italiano il più caro per il rifornimento alla pompa, secondo la Cna-Fita che chiede al governo la sterilizzazione dell’ iva sulle accise e la liberalizzazione della distribuzione dei carburanti.
La Provincia Pavese, 25/08/2012 06:09
Caro-benzina, via al boicottaggio  PDF
lo lancia il codacons. federconsumatori e adusbef avvertono: così inflazione su dell’ 1,1%
ROMA La scarsa concorrenza e le tante tasse che alzano il prezzo, le conseguenze che l’ innalzamento dei prezzi può avere sull’ inflazione trascinandosi dietro, a cascata, altri aumenti. I carburanti continuano a tenere banco. Federconsumatori e Adusbef sono sicure: «Si continua a sottovalutare colpevolmente il forte impatto che l’ incremento del costo dei carburanti continua ad avere su prezzi e tariffe». Secondo i calcoli dell’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori si stima «un incremento dell’ 1,1% del tasso di inflazione». «Come abbiamo già calcolato, alla luce degli incredibili aumenti dei prezzi dei carburanti – dicono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – la stangata per gli automobilisti sarà pari a ben 768 euro. Di cui solo 420 in termini diretti, vale a dire per i pieni di benzina. I restanti 348 euro, invece, sono dovuti alle ricadute in termini indiretti». Le due associazioni ricordano che «non solo i beni di largo consumo sono trasportati essenzialmente su gomma (per oltre l’ 80%), ma che anche le stesse tariffe praticate da professionisti e artigiani (che tengono conto dei costi della loro mobilità) verranno caricate a causa dei maggiori costi dei carburanti, provocando così, secondo i calcoli dell’ Osservatorio Federconsumatori, un appesantimento del tasso di inflazione per l’ 1,1%». Trefiletti e Lannutti ritengono «urgente intervenire su questo versante, accelerando il processo di liberalizzazione, eliminando le intollerabili speculazioni che avvengono nel settore e ribaltando l’ andamento della tassazione, così come si comincia a fare in Francia, dove, evidentemente, non sottovalutano i rischi che i prezzi dei carburanti elevati comportano in tema di politica economica più in generale». Codacons, invece, calcola l’ aumento, rispetto al 2011, per il pieno del viaggio di rientro dalle vacanze: 22 euro. E il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, lancia il boicottaggio dei distributori più cari. «Invitiamo gli automobilisti ad effettuare rifornimento solo nei giorni e negli impianti che effettuano promozioni e sconti, boicottando quelli che applicano listini più elevati, allo scopo di speculare sul rientro dalle vacanze» conclude Rienzi. Eccessiva tassazione e assenza di concorrenza nella distribuzione dei carburanti: queste le cause principali che stanno rendendo il mercato italiano il più caro per il rifornimento alla pompa, secondo la Cna-Fita che chiede al governo la sterilizzazione dell’ iva sulle accise e la liberalizzazione della distribuzione dei carburanti.
La Città di Salerno, 25/08/2012 06:08
Caro-benzina, via al boicottaggio  PDF
lo lancia il codacons. federconsumatori e adusbef avvertono: così inflazione su dell’ 1,1%
ROMA La scarsa concorrenza e le tante tasse che alzano il prezzo, le conseguenze che l’ innalzamento dei prezzi può avere sull’ inflazione trascinandosi dietro, a cascata, altri aumenti. I carburanti continuano a tenere banco. Federconsumatori e Adusbef sono sicure: «Si continua a sottovalutare colpevolmente il forte impatto che l’ incremento del costo dei carburanti continua ad avere su prezzi e tariffe». Secondo i calcoli dell’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori si stima «un incremento dell’ 1,1% del tasso di inflazione». «Come abbiamo già calcolato, alla luce degli incredibili aumenti dei prezzi dei carburanti – dicono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – la stangata per gli automobilisti sarà pari a ben 768 euro. Di cui solo 420 in termini diretti, vale a dire per i pieni di benzina. I restanti 348 euro, invece, sono dovuti alle ricadute in termini indiretti». Le due associazioni ricordano che «non solo i beni di largo consumo sono trasportati essenzialmente su gomma (per oltre l’ 80%), ma che anche le stesse tariffe praticate da professionisti e artigiani (che tengono conto dei costi della loro mobilità) verranno caricate a causa dei maggiori costi dei carburanti, provocando così, secondo i calcoli dell’ Osservatorio Federconsumatori, un appesantimento del tasso di inflazione per l’ 1,1%». Trefiletti e Lannutti ritengono «urgente intervenire su questo versante, accelerando il processo di liberalizzazione, eliminando le intollerabili speculazioni che avvengono nel settore e ribaltando l’ andamento della tassazione, così come si comincia a fare in Francia, dove, evidentemente, non sottovalutano i rischi che i prezzi dei carburanti elevati comportano in tema di politica economica più in generale». Codacons, invece, calcola l’ aumento, rispetto al 2011, per il pieno del viaggio di rientro dalle vacanze: 22 euro. E il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, lancia il boicottaggio dei distributori più cari. «Invitiamo gli automobilisti ad effettuare rifornimento solo nei giorni e negli impianti che effettuano promozioni e sconti, boicottando quelli che applicano listini più elevati, allo scopo di speculare sul rientro dalle vacanze» conclude Rienzi. Eccessiva tassazione e assenza di concorrenza nella distribuzione dei carburanti: queste le cause principali che stanno rendendo il mercato italiano il più caro per il rifornimento alla pompa, secondo la Cna-Fita che chiede al governo la sterilizzazione dell’ iva sulle accise e la liberalizzazione della distribuzione dei carburanti.
La Città di Salerno, 25/08/2012 06:08
politica prezzi alle stelle la sentenza.
Breivik condannato a 21 anni per le stragi di Oslo e Utoya  PDF
a pagina 8 a pagina 4 a pagina 6 bersani boccia il monti-bis «ora tocca a noi governare» caro-benzina, il codacons lancia il boicottaggio.
A PAGINA 8 A PAGINA 4 A PAGINA 6 Bersani boccia il Monti-bis «Ora tocca a noi governare» Caro-benzina, il Codacons lancia il boicottaggio.
La Tribuna di Treviso, 25/08/2012 06:05
Caro-benzina, via al boicottaggio  PDF
lo lancia il codacons. federconsumatori e adusbef avvertono: così inflazione su dell’ 1,1%
ROMA La scarsa concorrenza e le tante tasse che alzano il prezzo, le conseguenze che l’ innalzamento dei prezzi può avere sull’ inflazione trascinandosi dietro, a cascata, altri aumenti. I carburanti continuano a tenere banco. Federconsumatori e Adusbef sono sicure: «Si continua a sottovalutare colpevolmente il forte impatto che l’ incremento del costo dei carburanti continua ad avere su prezzi e tariffe». Secondo i calcoli dell’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori si stima «un incremento dell’ 1,1% del tasso di inflazione». «Come abbiamo già calcolato, alla luce degli incredibili aumenti dei prezzi dei carburanti – dicono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – la stangata per gli automobilisti sarà pari a ben 768 euro. Di cui solo 420 in termini diretti, vale a dire per i pieni di benzina. I restanti 348 euro, invece, sono dovuti alle ricadute in termini indiretti». Le due associazioni ricordano che «non solo i beni di largo consumo sono trasportati essenzialmente su gomma (per oltre l’ 80%), ma che anche le stesse tariffe praticate da professionisti e artigiani (che tengono conto dei costi della loro mobilità) verranno caricate a causa dei maggiori costi dei carburanti, provocando così, secondo i calcoli dell’ Osservatorio Federconsumatori, un appesantimento del tasso di inflazione per l’ 1,1%». Trefiletti e Lannutti ritengono «urgente intervenire su questo versante, accelerando il processo di liberalizzazione, eliminando le intollerabili speculazioni che avvengono nel settore e ribaltando l’ andamento della tassazione, così come si comincia a fare in Francia, dove, evidentemente, non sottovalutano i rischi che i prezzi dei carburanti elevati comportano in tema di politica economica più in generale». Codacons, invece, calcola l’ aumento, rispetto al 2011, per il pieno del viaggio di rientro dalle vacanze: 22 euro. E il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, lancia il boicottaggio dei distributori più cari. «Invitiamo gli automobilisti ad effettuare rifornimento solo nei giorni e negli impianti che effettuano promozioni e sconti, boicottando quelli che applicano listini più elevati, allo scopo di speculare sul rientro dalle vacanze» conclude Rienzi. Eccessiva tassazione e assenza di concorrenza nella distribuzione dei carburanti: queste le cause principali che stanno rendendo il mercato italiano il più caro per il rifornimento alla pompa, secondo la Cna-Fita che chiede al governo la sterilizzazione dell’ iva sulle accise e la liberalizzazione della distribuzione dei carburanti.
Messaggero Veneto, 25/08/2012 06:05
Caro-benzina, via al boicottaggio  PDF
lo lancia il codacons. federconsumatori e adusbef avvertono: così inflazione su dell’ 1,1%
ROMA La scarsa concorrenza e le tante tasse che alzano il prezzo, le conseguenze che l’ innalzamento dei prezzi può avere sull’ inflazione trascinandosi dietro, a cascata, altri aumenti. I carburanti continuano a tenere banco. Federconsumatori e Adusbef sono sicure: «Si continua a sottovalutare colpevolmente il forte impatto che l’ incremento del costo dei carburanti continua ad avere su prezzi e tariffe». Secondo i calcoli dell’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori si stima «un incremento dell’ 1,1% del tasso di inflazione». «Come abbiamo già calcolato, alla luce degli incredibili aumenti dei prezzi dei carburanti – dicono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – la stangata per gli automobilisti sarà pari a ben 768 euro. Di cui solo 420 in termini diretti, vale a dire per i pieni di benzina. I restanti 348 euro, invece, sono dovuti alle ricadute in termini indiretti». Le due associazioni ricordano che «non solo i beni di largo consumo sono trasportati essenzialmente su gomma (per oltre l’ 80%), ma che anche le stesse tariffe praticate da professionisti e artigiani (che tengono conto dei costi della loro mobilità) verranno caricate a causa dei maggiori costi dei carburanti, provocando così, secondo i calcoli dell’ Osservatorio Federconsumatori, un appesantimento del tasso di inflazione per l’ 1,1%». Trefiletti e Lannutti ritengono «urgente intervenire su questo versante, accelerando il processo di liberalizzazione, eliminando le intollerabili speculazioni che avvengono nel settore e ribaltando l’ andamento della tassazione, così come si comincia a fare in Francia, dove, evidentemente, non sottovalutano i rischi che i prezzi dei carburanti elevati comportano in tema di politica economica più in generale». Codacons, invece, calcola l’ aumento, rispetto al 2011, per il pieno del viaggio di rientro dalle vacanze: 22 euro. E il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, lancia il boicottaggio dei distributori più cari. «Invitiamo gli automobilisti ad effettuare rifornimento solo nei giorni e negli impianti che effettuano promozioni e sconti, boicottando quelli che applicano listini più elevati, allo scopo di speculare sul rientro dalle vacanze» conclude Rienzi. Eccessiva tassazione e assenza di concorrenza nella distribuzione dei carburanti: queste le cause principali che stanno rendendo il mercato italiano il più caro per il rifornimento alla pompa, secondo la Cna-Fita che chiede al governo la sterilizzazione dell’ iva sulle accise e la liberalizzazione della distribuzione dei carburanti.
Gazzetta di Reggio, 25/08/2012 06:04
Caro-benzina, via al boicottaggio  PDF
lo lancia il codacons. federconsumatori e adusbef avvertono: così inflazione su dell’ 1,1%
ROMA La scarsa concorrenza e le tante tasse che alzano il prezzo, le conseguenze che l’ innalzamento dei prezzi può avere sull’ inflazione trascinandosi dietro, a cascata, altri aumenti. I carburanti continuano a tenere banco. Federconsumatori e Adusbef sono sicure: «Si continua a sottovalutare colpevolmente il forte impatto che l’ incremento del costo dei carburanti continua ad avere su prezzi e tariffe». Secondo i calcoli dell’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori si stima «un incremento dell’ 1,1% del tasso di inflazione». «Come abbiamo già calcolato, alla luce degli incredibili aumenti dei prezzi dei carburanti – dicono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – la stangata per gli automobilisti sarà pari a ben 768 euro. Di cui solo 420 in termini diretti, vale a dire per i pieni di benzina. I restanti 348 euro, invece, sono dovuti alle ricadute in termini indiretti». Le due associazioni ricordano che «non solo i beni di largo consumo sono trasportati essenzialmente su gomma (per oltre l’ 80%), ma che anche le stesse tariffe praticate da professionisti e artigiani (che tengono conto dei costi della loro mobilità) verranno caricate a causa dei maggiori costi dei carburanti, provocando così, secondo i calcoli dell’ Osservatorio Federconsumatori, un appesantimento del tasso di inflazione per l’ 1,1%». Trefiletti e Lannutti ritengono «urgente intervenire su questo versante, accelerando il processo di liberalizzazione, eliminando le intollerabili speculazioni che avvengono nel settore e ribaltando l’ andamento della tassazione, così come si comincia a fare in Francia, dove, evidentemente, non sottovalutano i rischi che i prezzi dei carburanti elevati comportano in tema di politica economica più in generale». Codacons, invece, calcola l’ aumento, rispetto al 2011, per il pieno del viaggio di rientro dalle vacanze: 22 euro. E il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, lancia il boicottaggio dei distributori più cari. «Invitiamo gli automobilisti ad effettuare rifornimento solo nei giorni e negli impianti che effettuano promozioni e sconti, boicottando quelli che applicano listini più elevati, allo scopo di speculare sul rientro dalle vacanze» conclude Rienzi. Eccessiva tassazione e assenza di concorrenza nella distribuzione dei carburanti: queste le cause principali che stanno rendendo il mercato italiano il più caro per il rifornimento alla pompa, secondo la Cna-Fita che chiede al governo la sterilizzazione dell’ iva sulle accise e la liberalizzazione della distribuzione dei carburanti.
Il Tirreno (ed. Pisa), 25/08/2012 05:54
IL CASO WINDJET  PDF
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PISA E’ di ieri la notizia che Windjet, dopo i gravi disagi sofferti anche da molti passeggeri al Galilei, sarebbe sulla strada della ripresa e presto potrebbe tornare a volare. Lo segnala l’ associazione Codacons la cui azione produce i primi effetti: «forse – afferma l’ associazione – la Compagnia restituirà i soldi ai viaggiatori rimasti a terra. Intanto sul tavolo del Procuratore Capo di Firenze l’ esposto depositato dal Codacons, per tutelare le migliaia di viaggiatori toscani imbrogliati, ha aperto la strada alle indagini per i reati di truffa, insolvenza fraudolenta ed appropriazione indebita».Migliaia le adesioni al mega ricorso collettivo contro l’ Enac che, ribadisce il Codacons, «agendo come unica autorità di regolazione tecnica, certificazione e vigilanza nel settore dell’ aviazione civile aveva l’ obbligo di avvertire le agenzie e gli acquirenti dei biglietti del rischio crac».A valanga continuano ad arrivare le segnalazioni al blog www.carlorienzi.it dei cittadini toscani rimasti fregati: «Vorrei rivolgermi al Codacons – scrive il passeggero di un volo Pisa-Catania – per questa situazione che si è creata con la Windjet che è a dir poco vergognosa. Le colpe non sono da imputare alla sola WindJet ma a tutti i protagonisti della vicenda, compresa Enac. A giugno ho comprato un volo andata/ritorno Pisa – Catania sapendo che gli accordi tra le due compagnie aeree si erano concluse positivamente. Oggi mi ritrovo carta straccia e mi viene detto di pagare un supplemento di 85 euro a tratta. Ammesso e non concesso che possa pagare il supplemento che non mi pare contenuto, considerato il fatto che con AirOne l’ emissione di un nuovo volo andata/ritorno per gli stessi giorni costa 120, tasse e bagagli inclusi, contro i 170 euro per la cosiddetta riprotezione di cui vanno tutti fieri, ma dov’ è la tutela dei diritti dei viaggiatori? Ci troviamo a pagare più del doppio (avendo già pagato pure il vecchio titolo di viaggio). E chi come me non può permettersi di pagare il supplemento? Se avessi avuto il minimo sospetto che l’ accordo non era concluso o che non sarebbe andato a buon fine non avrei mai comprato un biglietto che oggi non vale nulla».
Il Tirreno, 25/08/2012 05:53
Caro-benzina, via al boicottaggio  PDF
lo lancia il codacons. federconsumatori e adusbef avvertono: così inflazione su dell’ 1,1%
ROMA La scarsa concorrenza e le tante tasse che alzano il prezzo, le conseguenze che l’ innalzamento dei prezzi può avere sull’ inflazione trascinandosi dietro, a cascata, altri aumenti. I carburanti continuano a tenere banco. Federconsumatori e Adusbef sono sicure: «Si continua a sottovalutare colpevolmente il forte impatto che l’ incremento del costo dei carburanti continua ad avere su prezzi e tariffe». Secondo i calcoli dell’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori si stima «un incremento dell’ 1,1% del tasso di inflazione». «Come abbiamo già calcolato, alla luce degli incredibili aumenti dei prezzi dei carburanti – dicono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – la stangata per gli automobilisti sarà pari a ben 768 euro. Di cui solo 420 in termini diretti, vale a dire per i pieni di benzina. I restanti 348 euro, invece, sono dovuti alle ricadute in termini indiretti». Le due associazioni ricordano che «non solo i beni di largo consumo sono trasportati essenzialmente su gomma (per oltre l’ 80%), ma che anche le stesse tariffe praticate da professionisti e artigiani (che tengono conto dei costi della loro mobilità) verranno caricate a causa dei maggiori costi dei carburanti, provocando così, secondo i calcoli dell’ Osservatorio Federconsumatori, un appesantimento del tasso di inflazione per l’ 1,1%». Trefiletti e Lannutti ritengono «urgente intervenire su questo versante, accelerando il processo di liberalizzazione, eliminando le intollerabili speculazioni che avvengono nel settore e ribaltando l’ andamento della tassazione, così come si comincia a fare in Francia, dove, evidentemente, non sottovalutano i rischi che i prezzi dei carburanti elevati comportano in tema di politica economica più in generale». Codacons, invece, calcola l’ aumento, rispetto al 2011, per il pieno del viaggio di rientro dalle vacanze: 22 euro. E il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, lancia il boicottaggio dei distributori più cari. «Invitiamo gli automobilisti ad effettuare rifornimento solo nei giorni e negli impianti che effettuano promozioni e sconti, boicottando quelli che applicano listini più elevati, allo scopo di speculare sul rientro dalle vacanze» conclude Rienzi. Eccessiva tassazione e assenza di concorrenza nella distribuzione dei carburanti: queste le cause principali che stanno rendendo il mercato italiano il più caro per il rifornimento alla pompa, secondo la Cna-Fita che chiede al governo la sterilizzazione dell’ iva sulle accise e la liberalizzazione della distribuzione dei carburanti.
La Nuova di Venezia e Mestre, 25/08/2012 05:52
Caro-benzina, via al boicottaggio  PDF
lo lancia il codacons. federconsumatori e adusbef avvertono: così inflazione su dell’ 1,1%
ROMA La scarsa concorrenza e le tante tasse che alzano il prezzo, le conseguenze che l’ innalzamento dei prezzi può avere sull’ inflazione trascinandosi dietro, a cascata, altri aumenti. I carburanti continuano a tenere banco. Federconsumatori e Adusbef sono sicure: «Si continua a sottovalutare colpevolmente il forte impatto che l’ incremento del costo dei carburanti continua ad avere su prezzi e tariffe». Secondo i calcoli dell’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori si stima «un incremento dell’ 1,1% del tasso di inflazione». «Come abbiamo già calcolato, alla luce degli incredibili aumenti dei prezzi dei carburanti – dicono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – la stangata per gli automobilisti sarà pari a ben 768 euro. Di cui solo 420 in termini diretti, vale a dire per i pieni di benzina. I restanti 348 euro, invece, sono dovuti alle ricadute in termini indiretti». Le due associazioni ricordano che «non solo i beni di largo consumo sono trasportati essenzialmente su gomma (per oltre l’ 80%), ma che anche le stesse tariffe praticate da professionisti e artigiani (che tengono conto dei costi della loro mobilità) verranno caricate a causa dei maggiori costi dei carburanti, provocando così, secondo i calcoli dell’ Osservatorio Federconsumatori, un appesantimento del tasso di inflazione per l’ 1,1%». Trefiletti e Lannutti ritengono «urgente intervenire su questo versante, accelerando il processo di liberalizzazione, eliminando le intollerabili speculazioni che avvengono nel settore e ribaltando l’ andamento della tassazione, così come si comincia a fare in Francia, dove, evidentemente, non sottovalutano i rischi che i prezzi dei carburanti elevati comportano in tema di politica economica più in generale». Codacons, invece, calcola l’ aumento, rispetto al 2011, per il pieno del viaggio di rientro dalle vacanze: 22 euro. E il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, lancia il boicottaggio dei distributori più cari. «Invitiamo gli automobilisti ad effettuare rifornimento solo nei giorni e negli impianti che effettuano promozioni e sconti, boicottando quelli che applicano listini più elevati, allo scopo di speculare sul rientro dalle vacanze» conclude Rienzi. Eccessiva tassazione e assenza di concorrenza nella distribuzione dei carburanti: queste le cause principali che stanno rendendo il mercato italiano il più caro per il rifornimento alla pompa, secondo la Cna-Fita che chiede al governo la sterilizzazione dell’ iva sulle accise e la liberalizzazione della distribuzione dei carburanti.
Gazzetta di Modena, 25/08/2012 05:51
Caro-benzina, via al boicottaggio  PDF
lo lancia il codacons. federconsumatori e adusbef avvertono: così inflazione su dell’ 1,1%
ROMA La scarsa concorrenza e le tante tasse che alzano il prezzo, le conseguenze che l’ innalzamento dei prezzi può avere sull’ inflazione trascinandosi dietro, a cascata, altri aumenti. I carburanti continuano a tenere banco. Federconsumatori e Adusbef sono sicure: «Si continua a sottovalutare colpevolmente il forte impatto che l’ incremento del costo dei carburanti continua ad avere su prezzi e tariffe». Secondo i calcoli dell’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori si stima «un incremento dell’ 1,1% del tasso di inflazione». «Come abbiamo già calcolato, alla luce degli incredibili aumenti dei prezzi dei carburanti – dicono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – la stangata per gli automobilisti sarà pari a ben 768 euro. Di cui solo 420 in termini diretti, vale a dire per i pieni di benzina. I restanti 348 euro, invece, sono dovuti alle ricadute in termini indiretti». Le due associazioni ricordano che «non solo i beni di largo consumo sono trasportati essenzialmente su gomma (per oltre l’ 80%), ma che anche le stesse tariffe praticate da professionisti e artigiani (che tengono conto dei costi della loro mobilità) verranno caricate a causa dei maggiori costi dei carburanti, provocando così, secondo i calcoli dell’ Osservatorio Federconsumatori, un appesantimento del tasso di inflazione per l’ 1,1%». Trefiletti e Lannutti ritengono «urgente intervenire su questo versante, accelerando il processo di liberalizzazione, eliminando le intollerabili speculazioni che avvengono nel settore e ribaltando l’ andamento della tassazione, così come si comincia a fare in Francia, dove, evidentemente, non sottovalutano i rischi che i prezzi dei carburanti elevati comportano in tema di politica economica più in generale». Codacons, invece, calcola l’ aumento, rispetto al 2011, per il pieno del viaggio di rientro dalle vacanze: 22 euro. E il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, lancia il boicottaggio dei distributori più cari. «Invitiamo gli automobilisti ad effettuare rifornimento solo nei giorni e negli impianti che effettuano promozioni e sconti, boicottando quelli che applicano listini più elevati, allo scopo di speculare sul rientro dalle vacanze» conclude Rienzi. Eccessiva tassazione e assenza di concorrenza nella distribuzione dei carburanti: queste le cause principali che stanno rendendo il mercato italiano il più caro per il rifornimento alla pompa, secondo la Cna-Fita che chiede al governo la sterilizzazione dell’ iva sulle accise e la liberalizzazione della distribuzione dei carburanti.
La Nuova Ferrara, 25/08/2012 05:50
Caro-benzina, via al boicottaggio  PDF
lo lancia il codacons. federconsumatori e adusbef avvertono: così inflazione su dell’ 1,1%
ROMA La scarsa concorrenza e le tante tasse che alzano il prezzo, le conseguenze che l’ innalzamento dei prezzi può avere sull’ inflazione trascinandosi dietro, a cascata, altri aumenti. I carburanti continuano a tenere banco. Federconsumatori e Adusbef sono sicure: «Si continua a sottovalutare colpevolmente il forte impatto che l’ incremento del costo dei carburanti continua ad avere su prezzi e tariffe». Secondo i calcoli dell’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori si stima «un incremento dell’ 1,1% del tasso di inflazione». «Come abbiamo già calcolato, alla luce degli incredibili aumenti dei prezzi dei carburanti – dicono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – la stangata per gli automobilisti sarà pari a ben 768 euro. Di cui solo 420 in termini diretti, vale a dire per i pieni di benzina. I restanti 348 euro, invece, sono dovuti alle ricadute in termini indiretti». Le due associazioni ricordano che «non solo i beni di largo consumo sono trasportati essenzialmente su gomma (per oltre l’ 80%), ma che anche le stesse tariffe praticate da professionisti e artigiani (che tengono conto dei costi della loro mobilità) verranno caricate a causa dei maggiori costi dei carburanti, provocando così, secondo i calcoli dell’ Osservatorio Federconsumatori, un appesantimento del tasso di inflazione per l’ 1,1%». Trefiletti e Lannutti ritengono «urgente intervenire su questo versante, accelerando il processo di liberalizzazione, eliminando le intollerabili speculazioni che avvengono nel settore e ribaltando l’ andamento della tassazione, così come si comincia a fare in Francia, dove, evidentemente, non sottovalutano i rischi che i prezzi dei carburanti elevati comportano in tema di politica economica più in generale». Codacons, invece, calcola l’ aumento, rispetto al 2011, per il pieno del viaggio di rientro dalle vacanze: 22 euro. E il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, lancia il boicottaggio dei distributori più cari. «Invitiamo gli automobilisti ad effettuare rifornimento solo nei giorni e negli impianti che effettuano promozioni e sconti, boicottando quelli che applicano listini più elevati, allo scopo di speculare sul rientro dalle vacanze» conclude Rienzi. Eccessiva tassazione e assenza di concorrenza nella distribuzione dei carburanti: queste le cause principali che stanno rendendo il mercato italiano il più caro per il rifornimento alla pompa, secondo la Cna-Fita che chiede al governo la sterilizzazione dell’ iva sulle accise e la liberalizzazione della distribuzione dei carburanti.
Corriere delle Alpi, 25/08/2012 05:50
Caro-benzina, via al boicottaggio  PDF
lo lancia il codacons. federconsumatori e adusbef avvertono: così inflazione su dell’ 1,1%
ROMA La scarsa concorrenza e le tante tasse che alzano il prezzo, le conseguenze che l’ innalzamento dei prezzi può avere sull’ inflazione trascinandosi dietro, a cascata, altri aumenti. I carburanti continuano a tenere banco. Federconsumatori e Adusbef sono sicure: «Si continua a sottovalutare colpevolmente il forte impatto che l’ incremento del costo dei carburanti continua ad avere su prezzi e tariffe». Secondo i calcoli dell’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori si stima «un incremento dell’ 1,1% del tasso di inflazione». «Come abbiamo già calcolato, alla luce degli incredibili aumenti dei prezzi dei carburanti – dicono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – la stangata per gli automobilisti sarà pari a ben 768 euro. Di cui solo 420 in termini diretti, vale a dire per i pieni di benzina. I restanti 348 euro, invece, sono dovuti alle ricadute in termini indiretti». Le due associazioni ricordano che «non solo i beni di largo consumo sono trasportati essenzialmente su gomma (per oltre l’ 80%), ma che anche le stesse tariffe praticate da professionisti e artigiani (che tengono conto dei costi della loro mobilità) verranno caricate a causa dei maggiori costi dei carburanti, provocando così, secondo i calcoli dell’ Osservatorio Federconsumatori, un appesantimento del tasso di inflazione per l’ 1,1%». Trefiletti e Lannutti ritengono «urgente intervenire su questo versante, accelerando il processo di liberalizzazione, eliminando le intollerabili speculazioni che avvengono nel settore e ribaltando l’ andamento della tassazione, così come si comincia a fare in Francia, dove, evidentemente, non sottovalutano i rischi che i prezzi dei carburanti elevati comportano in tema di politica economica più in generale». Codacons, invece, calcola l’ aumento, rispetto al 2011, per il pieno del viaggio di rientro dalle vacanze: 22 euro. E il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, lancia il boicottaggio dei distributori più cari. «Invitiamo gli automobilisti ad effettuare rifornimento solo nei giorni e negli impianti che effettuano promozioni e sconti, boicottando quelli che applicano listini più elevati, allo scopo di speculare sul rientro dalle vacanze» conclude Rienzi. Eccessiva tassazione e assenza di concorrenza nella distribuzione dei carburanti: queste le cause principali che stanno rendendo il mercato italiano il più caro per il rifornimento alla pompa, secondo la Cna-Fita che chiede al governo la sterilizzazione dell’ iva sulle accise e la liberalizzazione della distribuzione dei carburanti.
La Nuova Sardegna, 25/08/2012 05:47
Caro-benzina, via al boicottaggio  PDF
lo lancia il codacons. federconsumatori e adusbef avvertono: così inflazione su dell’ 1,1%
ROMA La scarsa concorrenza e le tante tasse che alzano il prezzo, le conseguenze che l’ innalzamento dei prezzi può avere sull’ inflazione trascinandosi dietro, a cascata, altri aumenti. I carburanti continuano a tenere banco. Federconsumatori e Adusbef sono sicure: «Si continua a sottovalutare colpevolmente il forte impatto che l’ incremento del costo dei carburanti continua ad avere su prezzi e tariffe». Secondo i calcoli dell’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori si stima «un incremento dell’ 1,1% del tasso di inflazione». «Come abbiamo già calcolato, alla luce degli incredibili aumenti dei prezzi dei carburanti – dicono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – la stangata per gli automobilisti sarà pari a ben 768 euro. Di cui solo 420 in termini diretti, vale a dire per i pieni di benzina. I restanti 348 euro, invece, sono dovuti alle ricadute in termini indiretti». Le due associazioni ricordano che «non solo i beni di largo consumo sono trasportati essenzialmente su gomma (per oltre l’ 80%), ma che anche le stesse tariffe praticate da professionisti e artigiani (che tengono conto dei costi della loro mobilità) verranno caricate a causa dei maggiori costi dei carburanti, provocando così, secondo i calcoli dell’ Osservatorio Federconsumatori, un appesantimento del tasso di inflazione per l’ 1,1%». Trefiletti e Lannutti ritengono «urgente intervenire su questo versante, accelerando il processo di liberalizzazione, eliminando le intollerabili speculazioni che avvengono nel settore e ribaltando l’ andamento della tassazione, così come si comincia a fare in Francia, dove, evidentemente, non sottovalutano i rischi che i prezzi dei carburanti elevati comportano in tema di politica economica più in generale». Codacons, invece, calcola l’ aumento, rispetto al 2011, per il pieno del viaggio di rientro dalle vacanze: 22 euro. E il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, lancia il boicottaggio dei distributori più cari. «Invitiamo gli automobilisti ad effettuare rifornimento solo nei giorni e negli impianti che effettuano promozioni e sconti, boicottando quelli che applicano listini più elevati, allo scopo di speculare sul rientro dalle vacanze» conclude Rienzi. Eccessiva tassazione e assenza di concorrenza nella distribuzione dei carburanti: queste le cause principali che stanno rendendo il mercato italiano il più caro per il rifornimento alla pompa, secondo la Cna-Fita che chiede al governo la sterilizzazione dell’ iva sulle accise e la liberalizzazione della distribuzione dei carburanti.
L’Adige, 25/08/2012 05:43
Benzina, i consumatori insorgono  PDF
ROMA – La polemica non si spegne. La volata della benzina sopra i 2 euro al litro in alcune zone del Centro Italia infiamma ancora gli animi, in particolare quelli delle associazioni dei consumatori, ma anche quelli di chi con i carburanti ci lavora, come gli artigiani della Cna Fita. Mentre Assopetroli accusa il governo di essere «sordo» rispetto alla richiesta di un intervento per la riduzione delle accise e la sterilizzazione dell’ Iva sui carburanti. Il controesodo dalle località di vacanza, denuncia il Codacons, si preannuncia infatti all’ insegna del caro-pieno. Per il rientro dalle ferie gli italiani potrebbero infatti spendere, secondo l’ associazione, fino a 22 euro in più rispetto al 2011. «L’ anno scorso, in questo periodo, un litro di verde costava 1,57 euro; oggi supera con facilità i 2 euro in numerosissimi impianti di rifornimento. Ciò – sottolinea il presidente Carlo Rienzi – equivale a una stangata senza precedenti sulle tasche degli automobilisti italiani, molti dei quali in viaggio su strade e autostrade per il rientro dalle vacanze». L’ unica ancora di salvezza rimangono quindi gli sconti del fine settimana, a cui il Codacons consiglia di fare ricorso il più possibile, boicottando invece i distributori più cari. Di stangata parlano senza mezzi termini anche Adusbef e Federconsumatori. Il loro calcolo è di un aggravio di spesa di quasi 770 euro l’ anno, risultato non solo degli aumenti diretti dei listini dei carburanti, ma anche dell’ impatto che gli stessi aumenti hanno sui beni di consumo trasportati su gomma (la netta maggioranza nel nostro Paese). Gli effetti si faranno tutti vedere, secondo le associazioni, nell’ inflazione, che salirà, in base ai loro calcoli, dell’ 1,1%. La richiesta al governo, dunque, è quella di accelerare sulle liberalizzazioni, ma anche di seguire l’ esempio francese, riducendo il carico fiscale che appesantisce i prezzi alla pompa. L’ «eccessiva» tassazione, unita all’ «assenza di concorrenza», è il problema anche per la Cna-Fita. «Con la benzina a 2 euro e il gasolio oltre 1,8 euro – affermano gli artigiani – stiamo pagando a caro prezzo l’ assenza di liberalizzazione nella distribuzione dei carburanti nel nostro Paese». La Fita da oltre un anno sta richiedendo al Governo «interventi concreti per arrestare questa folle corsa all’ aumento».
Il Centro (ed. L’Aquila), 25/08/2012 05:43
IN BREVE  PDF
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MUNICIPALIZZATE L’ Ugl replica all’ Asm Non si placa il duello a distanza tra l’ Ugl e il presidente dell’ Afm Luigi Fabiani, che ha annunciato di voler ricorrere alle vie legali. Questa volta a intervenire è Elia Serpetti, segretario delle Rsa-Ugl, che fa una serie di domande e poi invita Fabiani «a un confronto pubblico, davanti agli organi di stampa, perché la città deve sapere cosa accade all’ interno dell’ Asm». Serpetti sottolinea che l’ Ugl è il primo sindacato dell’ azienda e ritiene che «non solo la collettività, ma anche i singoli lavoratori vanno difesi». L’ Ugl poi torna ad accusare l’ Asm di fare assunzioni nonostante gli esuberi annunciati, Insomma lo scontro fra sindacato e azienda o continua. CODACONS Windjet, si indaga anche all’ Aquila Anche la Procura dell’ Aquila indaga sui disagi che sono stati sopportati dai passeggeri abruzzesi a causa dei problemi della compagnia aerea Windjet. Ad annunciarlo, con una nota, il Codacons Abruzzo che spiega come sul tavolo del Procuratore capo del capoluogo di regione è stato presentato nei giorni scorsi un esposto «per tutelare le migliaia di viaggiatori abruzzesi imbrogliati, ha aperto la strada alle indagini per i reati di truffa, insolvenza fraudolenta ed appropriazione indebita». Solo una decina di giorni fa centinaia di voli della compagnia low cost furono cancellati, con caos e proteste negli aeroporti di Fiumicino e in Sicilia. Per questo è stata avviata l’ azione risarcitoria da parte dell’ associazione dei consumatori: «l’ azione del Codacons produce i primi effetti: forse la Compagnia restituirà i soldi ai viaggiatori rimasti a terra» è scritto nella nota diffusa dal Codacons.
Alto Adige, 25/08/2012 05:39
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LA FESTA DEL LATTE A Rio Pusteria si beve latte doc Oggi alle ore 13 scatta a malga Fane a Valles – Rio Pusteria – la 4ª festa del latte. Saranno due giorni in cui tutto ruoterà intorno al mondo del latte: ci saranno giochi, attività coinvolgenti e tante novità interessanti! Presente Dolomilla, ambasciatrice del latte Alto Adige. IL FALLIMENTO Windjet, i viaggiatori aspettano i soldi Windjet potrebbe tornare a volare. E l’ azione Codacons produce i primi effetti: forse la compagnia restituirà i soldi ai viaggiatori altoatesini rimasti a terra. Intanto sul tavolo della Procura di Trento resta l’ esposto del Codacons che ha aperto la strada alle indagini per i reati di truffa, insolvenza fraudolenta ed appropriazione indebita. FONDO EUROPEO 8,5 milioni di euro per lo sviluppo regionale Nell’ ambito del programma “Competitività regionale ed occupazione” finanziato attraverso il Fondo europeo per lo sviluppo regionale sono stati approvati dal Comitato di pilotaggio altri 21 progetti per lo sviluppo regionale per un investimento complessivo di poco più di 8,5 milioni di euro. Nei prossimi giorni il presidente Durnwalder indicherà i progetti vincitori. LA STANGATA La Cgil: «Rate Imu date incertissime» La Cgil chiede ai Comuni dell’ Alto Adige di rispettare i termini di delibera del 30 di settembre. «Uno slittamento al 31 ottobre porterebbe insicurezza ai cittadini. Le famiglie devono programmare il loro bilancio e la scadenza del saldo Imu cade in un mese già oneroso fiscalmente con conguaglio fiscale di fine anno. I cittadini devono capire di che morte morire ed avere date certe». LA NOVITA’ Il punto Enel presenta i “corti” Il Punto Enel di Bolzano, in via Alto Adige, presenta “Corti in Tour”, cortometraggi selezionati tra quelli in concorso nelle ultime edizioni di Maremetraggio International Short Film Festival. Da lunedì 27 agosto a venerdì 7 settembre “Corti in Tour” propone un viaggio alla scoperta di una particolare arte visiva che é in grado di esprimere in pochi minuti messaggi di grande forza ed efficacia. CALDO Donna si sente male Soccorsa al Guncina Una donna di 68 anni è stata soccorsa ieri mattina, poco prima delle 8, mentre faceva una camminata sulla Passeggiata Guncina, quando, nelle vicinanze dell’ ex albergo “Germania”, è stata colta da un malore. Proprio in quel momento stava passando un medico, che ha dato l’ allarme. La donna è stata recuperata dagli uomini del soccorso alpino, che l’ hanno portata a valle e poi all’ ospedale.
Il Centro, 25/08/2012 05:39
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MUNICIPALIZZATE L’ Ugl replica all’ Asm Non si placa il duello a distanza tra l’ Ugl e il presidente dell’ Afm Luigi Fabiani, che ha annunciato di voler ricorrere alle vie legali. Questa volta a intervenire è Elia Serpetti, segretario delle Rsa-Ugl, che fa una serie di domande e poi invita Fabiani «a un confronto pubblico, davanti agli organi di stampa, perché la città deve sapere cosa accade all’ interno dell’ Asm». Serpetti sottolinea che l’ Ugl è il primo sindacato dell’ azienda e ritiene che «non solo la collettività, ma anche i singoli lavoratori vanno difesi». L’ Ugl poi torna ad accusare l’ Asm di fare assunzioni nonostante gli esuberi annunciati, Insomma lo scontro fra sindacato e azienda o continua. CODACONS Windjet, si indaga anche all’ Aquila Anche la Procura dell’ Aquila indaga sui disagi che sono stati sopportati dai passeggeri abruzzesi a causa dei problemi della compagnia aerea Windjet. Ad annunciarlo, con una nota, il Codacons Abruzzo che spiega come sul tavolo del Procuratore capo del capoluogo di regione è stato presentato nei giorni scorsi un esposto «per tutelare le migliaia di viaggiatori abruzzesi imbrogliati, ha aperto la strada alle indagini per i reati di truffa, insolvenza fraudolenta ed appropriazione indebita». Solo una decina di giorni fa centinaia di voli della compagnia low cost furono cancellati, con caos e proteste negli aeroporti di Fiumicino e in Sicilia. Per questo è stata avviata l’ azione risarcitoria da parte dell’ associazione dei consumatori: «l’ azione del Codacons produce i primi effetti: forse la Compagnia restituirà i soldi ai viaggiatori rimasti a terra» è scritto nella nota diffusa dal Codacons.
Il Centro, 25/08/2012 05:39
Caro-benzina, via al boicottaggio  PDF
lo lancia il codacons. federconsumatori e adusbef avvertono: così inflazione su dell’ 1,1%
ROMA La scarsa concorrenza e le tante tasse che alzano il prezzo, le conseguenze che l’ innalzamento dei prezzi può avere sull’ inflazione trascinandosi dietro, a cascata, altri aumenti. I carburanti continuano a tenere banco. Federconsumatori e Adusbef sono sicure: «Si continua a sottovalutare colpevolmente il forte impatto che l’ incremento del costo dei carburanti continua ad avere su prezzi e tariffe». Secondo i calcoli dell’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori si stima «un incremento dell’ 1,1% del tasso di inflazione». «Come abbiamo già calcolato, alla luce degli incredibili aumenti dei prezzi dei carburanti – dicono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – la stangata per gli automobilisti sarà pari a ben 768 euro. Di cui solo 420 in termini diretti, vale a dire per i pieni di benzina. I restanti 348 euro, invece, sono dovuti alle ricadute in termini indiretti». Le due associazioni ricordano che «non solo i beni di largo consumo sono trasportati essenzialmente su gomma (per oltre l’ 80%), ma che anche le stesse tariffe praticate da professionisti e artigiani (che tengono conto dei costi della loro mobilità) verranno caricate a causa dei maggiori costi dei carburanti, provocando così, secondo i calcoli dell’ Osservatorio Federconsumatori, un appesantimento del tasso di inflazione per l’ 1,1%». Trefiletti e Lannutti ritengono «urgente intervenire su questo versante, accelerando il processo di liberalizzazione, eliminando le intollerabili speculazioni che avvengono nel settore e ribaltando l’ andamento della tassazione, così come si comincia a fare in Francia, dove, evidentemente, non sottovalutano i rischi che i prezzi dei carburanti elevati comportano in tema di politica economica più in generale». Codacons, invece, calcola l’ aumento, rispetto al 2011, per il pieno del viaggio di rientro dalle vacanze: 22 euro. E il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, lancia il boicottaggio dei distributori più cari. «Invitiamo gli automobilisti ad effettuare rifornimento solo nei giorni e negli impianti che effettuano promozioni e sconti, boicottando quelli che applicano listini più elevati, allo scopo di speculare sul rientro dalle vacanze» conclude Rienzi. Eccessiva tassazione e assenza di concorrenza nella distribuzione dei carburanti: queste le cause principali che stanno rendendo il mercato italiano il più caro per il rifornimento alla pompa, secondo la Cna-Fita che chiede al governo la sterilizzazione dell’ iva sulle accise e la liberalizzazione della distribuzione dei carburanti.
La Provincia di Como, 25/08/2012 05:39
«Pieno caro anche con il bonus Boicottaggio sopra 1,8 euro»  PDF
il codacons: giusto punire le compagnie petrolifere e il governo preferire il rifornimento nel fine settimana con le promozioni.
Sara ballabio Il prezzo della benzina sfiora i 2 euro anche a Como e il Codacons proclama il boicottaggio dei distributori più cari. Un’ iniziativa, lanciata a livello nazionale giovedì, a cui si è immediatamente allineato anche il Codacons comasco, dal momento che, come spiega il presidente dell’ associazione, Mauro Antonelli , «carta sconto benzina e vicinanza alla Svizzera non riescono, comunque, a salvare i bilanci delle famiglie comasche». Disertare le pompe «Invitiamo gli automobilisti a boicottare le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde più di 1,80 euro – spiega Antonelli – gli automobilisti dovranno sforzarsi a fare il pieno di venerdì, sabato e domenica presso le marche che praticano promozioni e sconti e, per il resto della settimana, boicottare le pompe troppo care che devono essere punite attraverso una riduzione delle vendite». Un segnale di lotta che nemmeno il risparmio di 9 euro su un pieno di 50 litri che si può realizzare utilizzando la carta sconto riesce a mitigare. «Si tratta solo di un palliativo – sottolinea il presidente del Codacons – dal momento che, innanzitutto, la carta sconto non è posseduta da tutti i comaschi. Inoltre, se la si usa in un distributore che vende benzina a 1,99 euro al litro, pure lo sconto di 18 o 10 centesimi al litro, a seconda della distanza dalla frontiera, risulta irrisorio. E il consumatore si ritrova, comunque, a pagare ogni mese un bel salasso in benzina». Ma non è tutto. «Non è nemmeno concepibile – continua – che, per risparmiare qualche euro, i comaschi siano condannati al pendolarismo del pieno in Svizzera. Intanto, sul nostro territorio i prezzi, vittime di speculazioni, salgono alle stelle. E il Governo continua a tutelare le solite lobby». Attenzione alle offerte Sono 244 i Comuni interessati dalla carta sconto benzina sparsi tra le provincie di Como, Sondrio, Monza e Brianza, Varese più un comune bresciano. Di questi, 115 sono comaschi. «Come Codacons di Como intendiamo dare un consiglio agli automobilisti schiacciati dalle accise – puntualizza Antonelli – non fare il pieno durante i giorni della settimana, limitandosi a piccoli importi, sufficienti per coprire le necessità quotidiane. E recarsi a fare il pieno alle pompe che praticano sconti nel fine settimana. Del resto – continua – il governo continua a non prevedere interventi sui bilanci dei petrolieri e dei benzinai per verificare quanto hanno pagato realmente la benzina che ora rivendono a 2 euro al litro». © riproduzione riservata.
Alto Adige, 25/08/2012 05:38
Caro-benzina, via al boicottaggio  PDF
lo lancia il codacons. federconsumatori e adusbef avvertono: così inflazione su dell’ 1,1%
ROMA La scarsa concorrenza e le tante tasse che alzano il prezzo, le conseguenze che l’ innalzamento dei prezzi può avere sull’ inflazione trascinandosi dietro, a cascata, altri aumenti. I carburanti continuano a tenere banco. Federconsumatori e Adusbef sono sicure: «Si continua a sottovalutare colpevolmente il forte impatto che l’ incremento del costo dei carburanti continua ad avere su prezzi e tariffe». Secondo i calcoli dell’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori si stima «un incremento dell’ 1,1% del tasso di inflazione». «Come abbiamo già calcolato, alla luce degli incredibili aumenti dei prezzi dei carburanti – dicono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – la stangata per gli automobilisti sarà pari a ben 768 euro. Di cui solo 420 in termini diretti, vale a dire per i pieni di benzina. I restanti 348 euro, invece, sono dovuti alle ricadute in termini indiretti». Le due associazioni ricordano che «non solo i beni di largo consumo sono trasportati essenzialmente su gomma (per oltre l’ 80%), ma che anche le stesse tariffe praticate da professionisti e artigiani (che tengono conto dei costi della loro mobilità) verranno caricate a causa dei maggiori costi dei carburanti, provocando così, secondo i calcoli dell’ Osservatorio Federconsumatori, un appesantimento del tasso di inflazione per l’ 1,1%». Trefiletti e Lannutti ritengono «urgente intervenire su questo versante, accelerando il processo di liberalizzazione, eliminando le intollerabili speculazioni che avvengono nel settore e ribaltando l’ andamento della tassazione, così come si comincia a fare in Francia, dove, evidentemente, non sottovalutano i rischi che i prezzi dei carburanti elevati comportano in tema di politica economica più in generale». Codacons, invece, calcola l’ aumento, rispetto al 2011, per il pieno del viaggio di rientro dalle vacanze: 22 euro. E il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, lancia il boicottaggio dei distributori più cari. «Invitiamo gli automobilisti ad effettuare rifornimento solo nei giorni e negli impianti che effettuano promozioni e sconti, boicottando quelli che applicano listini più elevati, allo scopo di speculare sul rientro dalle vacanze» conclude Rienzi. Eccessiva tassazione e assenza di concorrenza nella distribuzione dei carburanti: queste le cause principali che stanno rendendo il mercato italiano il più caro per il rifornimento alla pompa, secondo la Cna-Fita che chiede al governo la sterilizzazione dell’ iva sulle accise e la liberalizzazione della distribuzione dei carburanti.
Avvenire, 25/08/2012 05:33
Benzina, non si spengono le polemiche  PDF
Benzina, non si spengono le polemiche MILANO. La polemica non si spegne. La volata della benzina sopra i 2 euro al litro in alcune zone del Centro Italia (in Toscana, per esempio, dove più alto è il carico fiscale) infiamma ancora gli animi, in particolare quelli delle associazioni dei consumatori, ma anche quelli di chi con i carburanti ci lavora, come gli artigiani della Cna Fita. Mentre Assopetroli accusa il governo di essere ‘sordo’ rispetto alla richiesta di un intervento per la riduzione delle accise e la sterilizzazione dell’ Iva sui carburanti. Il controesodo dalle località di vacanza, denuncia il Codacons, si preannuncia infatti all’ insegna del caro-pieno. Per il rientro dalle ferie gli italiani potrebbero infatti spendere,secondo l’ associazione, fino a 22 euro in più rispetto al 2011. «L’ anno scorso, in questo periodo, un litro di verde costava 1,57 euro; oggi supera con facilità i 2 euro in numerosissimi impianti di rifornimento. Ciò – sottolinea il presidente Carlo Rienzi – equivale a una stangata senza precedenti sulle tasche degli automobilisti italiani». L’ unica ancora di salvezza rimangono quindi gli sconti del fine settimana, a cui il Codacons consiglia di fare ricorso il più possibile, boicottando invece i distributori più cari. Di stangata parlano senza mezzi termini anche Adusbef e Federconsumatori. Il loro calcolo è di un aggravio di spesa di quasi 770 euro l’ anno, risultato non solo degli aumenti diretti dei listini dei carburanti, ma anche dell’ impatto che gli stessi aumenti hanno sui beni di consumo trasportati su gomma. La richiesta al governo è quella di accelerare sulle liberalizzazioni, ma anche di seguire l’ esempio francese, riducendo il carico fiscale che appesantisce i prezzi alla pompa. «L’ eccessiva tassazione, unita all’ assenza di concorrenza», è il problema anche per la Cna-Fita. «Con la benzina a 2 euro e il gasolio oltre 1,8 euro – affermano gli artigiani – stiamo pagando a caro prezzo l’ assenza di liberalizzazione nella distribuzione dei carburanti nel nostro Paese. In Francia, dove il gasolio costa in media circa 0,33 centesimi in meno che in Italia, il governo ha deciso di tagliare le accise calmierando il rincaro ritenuto eccessivo». La Fita tiene quindi a sottolineare che da oltre un anno sta richiedendo al governo «interventi concreti per arrestare questa folle corsa all’ aumento dei prezzi alla pompa». Con il prezzo sopra i 2 euro non si placano le proteste delle associazioni dei consumatori: «In un anno +22 euro a pieno»
Avvenire, 25/08/2012 05:33
Wind Jet, appello dei consumatori: «Pulvirenti rimborsi i biglietti»  PDF
Wind Jet, appello dei consumatori: «Pulvirenti rimborsi i biglietti» MILANO. È un fermo appello quello che Confconsumatori rivolge al presidente di Windjet, Antonino Pulvirenti, esortandolo a procedere al «rimborso dei passeggeri» evitando «un lungo contenzioso che non servirebbe a nessuno». «I passeggeri, sono il maggior azionista di fatto, passato, presente e futuro di Wind Jet, così come di ogni altra compagnia, così come il consumatore lo è rispetto ad ogni azienda», sottolineano nella lettera aperta a Pulvirenti Carmelo Calì, presidente Confconsumatori Sicilia e Mara Colla, presidente nazionale dell’ associazione. «Calpestare o vanificare i diritti di tale azionista sarebbe grave». Migliaia, intanto, le adesioni al ricorso collettivo promosso dal Codacons per la vicenda Wind Jet contro l’ Enac, che «agendo come unica autorità di regolazione tecnica, certificazione e vigilanza nel settore dell’ aviazione civile aveva l’ obbligo di avvertire le agenzie e gli acquirenti dei biglietti del rischio crac». Mentre continuano i voli di riprotezione. Oltre 13mila i passeggeri trasportati da Alitalia.
Il Fatto Quotidiano, 25/08/2012 05:33
Carburanti alle stelle, i consumatori: stangata sulle famiglie  PDF
La polemica non si spegne. La volata della benzina sopra i 2 euro al litro in alcune zone d’ Italia infiamma ancora gli animi. Il controesodo dalle località di vacanza, denuncia il Codacons, si preannuncia infatti all’ insegna del caro-pieno. Gli italiani potrebbero infatti spendere, secondo l’ associazione, fino a 22 euro in più rispetto al 2011. “L’ anno scorso, in questo periodo, un litro di verde costava 1, 57 euro; oggi supera con facilità i 2 euro. Ciò – sottolinea il presidente Carlo Rienzi – equivale a una stangata senza precedenti sulle tasche degli automobilisti italiani. L’ unica ancora di salvezza rimangono quindi gli sconti del fine settimana. Di stangata parlano senza mezzi termini anche Adusbef e Federconsumatori. Il loro calcolo è di un aggravio di spesa di quasi 770 euro l’ anno, risultato non solo degli aumenti dei carburanti, ma anche dell’ impatto che gli stessi aumenti hanno sui beni trasportati su gomma (la netta maggioranza nel nostro Paese). Gli effetti si faranno vedere, secondo le associazioni, nella misurazione del tasso di inflazione, che salirà, in base ai loro calcoli, dell’ 1, 1 %. La richiesta al governo, dunque, è quella di accelerare sulle liberalizzazioni e di ridurre il carico fiscale che appesantisce i prezzi alla pompa.
Il Fatto Quotidiano, 25/08/2012 05:33
Windjet, Codacons e migliaia di passeggeri fanno causa all’ Enac  PDF
Sono migliaia le adesioni al ricorso collettivo promosso dal Codacons per la vicenda Wind Jet contro l’ Enac, che “agendo come unica autorità di regolazione tecnica, certificazione e vigilanza nel settore dell’ aviazione civile aveva l’ obbligo di avvertire le agenzie e gli acquirenti dei biglietti del rischio crac”. Lo sostiene la stessa associazione, che nei giorni scorsi ha anche presentato un esposto a tutte le procure della Sicilia contro la compagnia aerea per le ipotesi di truffa, insolvenza fraudolenta ed appropriazione indebita. Un’ altra associazione, Confconsumatori, rivolge un appello al presidente di Wind Jet, Antonino Pulvirenti, esortandolo a procedere al “rimborso dei passeggeri” evitando “un lungo contenzioso che non servirebbe a nessuno. I passeggeri sono il maggior azionista di fatto, passato, presente e futuro di Wind Jet, così come di ogni altra compagnia, così come il consumatore lo è rispetto ad ogni azienda” sottolineano nella lettera aperta a Pulvirenti Carmelo Calì, presidente Confconsumatori Sicilia e Mara Colla, presidente Nazionale dell’ associazione.
Giornale di Brescia, 25/08/2012 05:01
stima codacons.
Rispetto al 2011, il pieno delle vacanze costa 22 euro in più  PDF
ROMA È ancora caro – pieno: per il rientro dalle ferie, gli italiani potrebbero spendere fino a 22 euro in più rispetto al 2011. La stima è del Codacons che rileva come siano «oggi numerosissimi in tutta Italia i distributori che, per la verde, praticano prezzi superiori ai due euro al litro ». Il presidente Carlo Rienzi sottolinea come, «rispetto al 24 agosto 2011, per fare un pieno di benzina occorre infatti spendere quasi 22 euro in più; l’ anno scorso, in questo periodo, un litro di verde costava 1,57 euro; oggi supera con facilità i due euro in numerosissimi impianti di rifornimento. Ciò equivale ad una stangata senza precedenti sulle tasche degli automobilisti italiani » .
Il Resto del Carlino (ed. Ascoli), 25/08/2012 04:15
pianeta scuola quaranta strutture nella black list del ministero.
Cari studenti, bentornati nelle ?classi pollaio’  PDF
IN ATTESA di capire come si organizzeranno le scuole per il prossimo anno scolastico, resta le preoccupazione per le aule sovraffollate, come segnalato nei mesi scorsi dal Codacons. È l’ eterna questione delle ?classi pollaio’. Nel Fermano sono fuori dai criteri stabiliti dal Ministero ben 40 edifici, con classi con più di 25 alunni, aule di dimensioni inferiori a 45 metri quadrati netti (48 per le superiori), più altri due per ogni persona presente in aula diversa dall’ alunno (insegnante di sostegno, esperto esterno, compresenza), e con un numero di alunni superiore a 25. E ancora: «classi formate con un qualsiasi numero di alunni ai quali non vengono garantiti gli indiciminimi di 1,80 (materne, elementari e medie) e 1,96 (superiori) metri quadrati netti pro capite; classi formate da più di 25 alunni in aule con superficie inferiore ai 45/50 metri quadrati netti. Alcune delle scuole segnalate sono a Fermo: il liceo sociopsicopedagogico, ancora provvisoriamente nei locali del convitto Montani, in attesa del restauro previsto dalla Provincia. E ancora: la scuola materna di Torre di Palme, quelle di via Sapienza e di San Marco alle Paludi, l’ Iti Montani, la scuola media Da Vinci-Ungaretti, la Fracassetti-Betti, le Elementari al Tirassegno, la scuola di via Ponchielli.
Il Giorno (ed. SudMilano), 25/08/2012 04:10
di NICOLA PALMA ? MILANO ? SERVE SOLO un po’ di pazienza. Neanche troppa.  PDF
di NICOLA PALMA ? MILANO ? SERVE SOLO un po’ di pazienza. Neanche troppa. Basta farsi un giro su internet. Un paio di clic. Ed ecco la soluzione per risparmiare sul pieno di benzina. Niente ribassi da record, certo. Però c’ è la concreta possibilità di mettere da parte qualche euro su grandi quantità di carburante. Mouse e tastiera alla mano, si parte. Il sito di riferimento resta www.prezzibenzina.it , che aggiorna quotidianamente la mappa dei distributori più convenienti (disponibile anche l’ applicazione per smartphone). Basta digitare «Milano» sul motore di ricerca e attendere una manciata di secondi: sul monitor si materializza la lista (comprende anche i comuni dell’ hinterland) delle pompe meno esose, ordinate anche per categoria di carburante erogato (benzina, benzina super, diesel, diesel super, gpl, metano). Si scopre così che il risparmio abita in via Gallarate: al civico 400 c’ è la Shell che fa pagare «solo» 1,799 euro per un litro di benzina; pochi metri più avanti, sull’ altro lato della strada, la pompa indipendente OilOne offre lo stesso quantitativo di diesel a 1,681 euro. A proposito di distributori estranei al circuito delle grandi compagnie petrolifere (Eni, Esso e Q8 si sono difese in questi mesi estivi con i super sconti del weekend), un altro indirizzo web al quale rivolgersi per non sborsare troppo è www.pompebianche.it : sul sito (che ha anche le estensioni .net e .com) si trova l’ elenco aggiornato delle stazioni no-logo (il 5% della distribuzione sul territorio). Stesso discorso vale se ci si connette all’ url della Federconsumatori: a Milano sono presenti distributori senza marchio in via Ripamonti 400 (BP-Mirina) e 483 (Beyfin), in via Forze Armate 41 (Ludoil), in via Arona angolo Corleone (Keropetrol) e in via Vespri Siciliani (Foppiani). Anche così si può aderire all’ iniziativa lanciata l’ altro giorno dal Codacons, che ha proposto di boicottare i distributori che praticano prezzi troppo elevati. C’ è di più. Il presidente nazionale Carlo Rienzi ha chiesto agli utenti di segnalare alla sua pagina personale le pompe con listini fuori mercato: «Chiederemo di verificare la congruità dei prezzi praticati». Delle lamentele arrivate finora nessuna riguarda Milano. [email protected].
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