24 Giugno 2020

Rassegna stampa del 24 giugno 2020

    giornaledisicilia.it, 24/06/2020 19:42
    Dopo la ripartenza sale il prezzo della benzina anche in Sicilia: ecco i costi
    Anche in Sicilia il costo della benzina sta lentamente tornando ad essere quello pre-Covid 19. Le quotazioni del petrolio scendono sui mercati internazionali, con il timore di una nuova ondata di coronavirus nel mondo, ma in Italia i listini dei carburanti riprendono quota sulla scia della ripartenza degli spostamenti tra una Regione e l’ altra e del conseguente aumento dei consumi di carburanti, e questo ovviamente ha avuto ripercussioni anche nell’ Isola. Il prezzo medio della verde in modalità self service è risalito, dopo due mesi, a quota 1,4 euro. Un rialzo che arriva dopo il calo drastico registrato nel periodo del lockdown, legato al crollo della domanda, scesa ad aprile di ben il 75%, e delle quotazioni internazionali. In base all’ elaborazione di Quotidiano Energia dei dati giornalieri comunicati dai gestori al Mise, i diversi marchi sono compresi tra 1,395 e 1,421 euro al litro (con le no logo a 1,376 euro), con una media proprio di 1,400 euro al litro. Al servito, il prezzo medio è salito invece a 1,547 euro al litro, con gli impianti tra 1,551 e 1,613 euro al litro (no logo a 1,432 euro). Andamento simile per il diesel: il prezzo al self service è di 1,284 euro al litro, con le compagnie posizionate tra 1,278 e 1,305 euro al litro (no logo a 1,257 euro), mentre nella modalità servito la media del gasolio è invece a 1,433 euro al litro. «Da quando sono ripresi gli spostamenti liberi all’ interno della propria Regione, in un mese, su un pieno di 50 litri di carburanti c’ è stato un aggravio di 93 cent per la benzina e 83 cent per il gasolio. Non sembra un rincaro astronomico, eppure su base annua è pari ad un incremento di spesa per autovettura pari a 22,3 euro all’ anno per la benzina e 20 euro per il gasolio», calcola l’ Unione nazionale consumatori, mentre il Codacons teme l’ impatto a cascata sui beni trasportati su gomma, a partire dagli alimentari, che già in periodo di lockdown hanno subito rincari. Sui mercati internazionali intanto il prezzo del petrolio è in calo per il secondo giorno consecutivo. Il Wti americano ha abbandonato i 40 dollari al barile, mentre il Brent, il greggio di riferimento europeo, è sceso sui 42 dollari. A pesare sono i timori di una nuova ondata di contagi, ma anche di una nuova guerra commerciale tra Usa e Ue, con l’ amministrazione Trump che si è detta pronta a valutare nuovi dazi per 3,1 miliardi di dollari sulle importazioni in arrivo da Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna. © Riproduzione riservata.

    LaC News 24, 24/06/2020 19:37
    Gaffe EasyJet, Codacons denuncia Radio24: «Cruciani ha offeso la Calabria»
    «È appena iniziata una delle stagioni estive più difficili dal dopoguerra ed ecco una incredibile gara a denigrare la Calabria . Una incredibile gara a gettare fango a cui non si è sottratta neppure Radio 24». Così il Codacons, che annuncia azioni eclatanti. «Nel corso della trasmissione radiofonica “La Zanzara” andata in onda il 23 giugno 2020 – si legge in una nota -, il conduttore Giuseppe Cruciani , nel rimarcare l’ assenza di attrattive turistiche per la Calabria, si lasciava andare a un interrogativo, ripetuto in maniera ossessiva “sei mai stato a Catanzaro?”. Evidenziando ai telespettatori un ben misero appeal del capoluogo calabrese». «Il tambureggiante interrogativo – prosegue la nota – finiva per diventare un modo per ironizzare sulla “bruttezza” della città calabrese e, pertanto, confermando i giudizi poco lusinghieri offerti dalla compagnia aerea EasyJet sulla Calabria , terra di criminali & terremoti. Un disprezzo, urlato, che appare davvero inutilmente offensivo e finanche volgare». «Un briciolo di educazione» «Non si pretende, di certo, che i conduttori radiofonici debbano amare la Calabria o Catanzaro – sostiene Francesco Di Lieto del Codacons – ma un briciolo di educazione servirebbe. In un momento di grave crisi economica, come quello che stiamo vivendo, le battutine offensive, se non dichiaratamente razziste, potrebbero e dovrebbero esserci risparmiate . Specie se comportano un evidente danno per il territorio oggetto di una incredibile attività denigratoria». «Cercare di arrabattare consenso e visibilità urlando il disprezzo verso un’ intera regione – continua -, riteniamo sia davvero miserevole. A nessuno può essere consentito di diffamare impunemente una regione ed i suoi abitanti, per strappare qualche risatina». L’ intervento dell’ Authority Per questi motivi il Codacons ha chiesto «un deciso ed immediato intervento dell’ Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, per porre un freno ad una forma di razzismo strisciante e porre rimedio ad un comportamento che riteniamo deplorevole». L’ Associazione ha chiesto al Gruppo Sole 24 Ore, di « porre in essere ogni e più opportuna iniziativa tesa a riparare il danno arrecato mediante un messaggio che fomenta l’ odio . In caso contrario il Codacons chiede di sospendere, con effetto immediato, la trasmissione». «Un doveroso segnale di rispetto nei confronti di tutti gli ascoltatori, destinatari di una odiosa campagna d’ odio che, in questo periodo, appare ancora più squallida», conclude Di Lieto. Nello specifico, si chiede che «vengano rispettati e fatti osservare i principi e i doveri di tutela degli utenti, della non discriminazione in base alle origini territoriali».

    TraderLink, 24/06/2020 18:05
    FCA in rosso: ok Corte dei Conti a garanzia pubblica ma incombe il ricorso al Tar del Lazio
    24/06/2020 16:46 Forte calo per FCA -3,4% nonostante le indiscrezioni secondo cui la Corte dei Conti ha dato l’ ok finale alla garanzia pubblica sull’ 80% del prestito da 6,3 miliardi di euro pre-accordato da Intesa Sanpaolo a FCA Italy. Il Corriere della Sera scrive però che secondo le associazioni dei consumatori il via libera potrà essere dato solo dal Tar del Lazio, presso il quel pende il ricorso presentato dal Codacons al fine di bloccare il prestito al Lingotto. (Simone Ferradini – www.ftaonline.com) Fonte: News Trend Online © TraderLink News – Direttore Responsabile Marco Valeriani – Riproduzione vietata.
    marco valeriani

    FanPage, 24/06/2020 18:02
    Via libera alla garanzia di SACE al prestito di 6,3 miliardi per Fca Italy
    via libera alla garanzia di sace a copertura dei prestiti bancari richiesti da fca italy
    È arrivato il via libera dalla Corte dei Conti per il prestito di 6,3 miliardi con garanzia Sace richiesto da Fca Italy Spa . Si trattava dell’ ultimo passaggio dell’ iter necessario per il finanziamento. Il prestito è stato registrato dal controllo preventivo della Corte, come previsto dalla normativa e dal decreto Liquidità. Lo riferiscono fonti della magistratura contabile, alla quale spetta appunto la supervisione del decreto del Mef. I soldi verranno erogati da Intesa Sanpaolo, con una garanzia all’ 80% da parte di Sace , controllata di Cassa Depositi e Prestiti. Ora toccherà a viale XX Settembre dare l’ autorizzazione alla pubblicazione del decreto in Gazzetta ufficiale. Il finanziamento, che è pari al 25% del fatturato realizzato in Italia da Fiat Chrysler e che scadrà nel 2023, servirà alle società italiane del gruppo automobilistico per sostenere le proprie attività in Italia: i fondi saranno usati per investimenti nel Paese, per pagare dipendenti e fornitori e, più in generale, per aiutare la ripartenza di una filiera composta da 10mila piccole e medie imprese e il 6,2% del Pil. Come spiega Agi, al fine di ottenere l’ erogazione del finanziamento, nei mesi scorsi, Fca ha rinunciato a distribuire agli azionisti un dividendo ordinario da 1,1 miliardi; mentre è confermato quello straordinario da 5,5 miliardi legato alla fusione con Psa Peugeot , su cui i due gruppi stanno continuando a lavorare. L’ ex Fiat si impegna investire effettivamente le quote promesse in Italia: c’ è la conferma di 5 miliardi di investimenti in Italia , già annunciati, a cui se ne aggiungono 200 milioni per il sito di Melfi (ma su questo non c’ è ancora certezza) , e l’ obiettivo di tornare alla piena occupazione negli stabilimenti entro il 2023. Tutte le erogazioni derivanti dalla linea di credito saranno gestite attraverso conti correnti dedicati, accesi con Intesa San Paolo al solo scopo di supportare la gestione operativa dei pagamenti alla filiera italiana dei fornitori, sostenendone i livelli di liquidità e garantendo al contempo la ripartenza delle produzioni e gli investimenti negli impianti italiani. “È un’ operazione di sistema con la quale si punta a preservare e rafforzare la filiera automotive italiana e a rilanciare gli investimenti, l’ innovazione e l’ occupazione in un settore strategico per il futuro economico e industriale del Paese. Il Governo verificherà l’ attuazione degli impegni assunti da Fca Italy in questa direzione”, ha detto il ministro dell’ Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri . Codacons: “L’ ultima parola spetta al Tar” Ma il Codacons , che si era opposta al prestito, non ci sta . Secondo l’ associazione si deve comunque attendere la decisione del Tar del Lazio : “La magistratura contabile, prima di dare il proprio parere favorevole al prestito, avrebbe dovuto attendere la decisione della giustizia amministrativa, dinanzi la quale pende il ricorso presentato dal Codacons e finalizzato a bloccare il prestito a Fca – spiega l’ associazione – Solo il Tar potrà dare il via libera all’ operazione, dopo essersi espresso sul ricorso Codacons contro la norma che autorizza una società facente parte di un gruppo la cui controllante ha sede all’ estero a ricevere finanziamenti italiani”. La questione è legata appunto all’ articolo 1 del Decreto Legge 8 aprile 2020 , che secondo il Codacons è illegittimo, nella parte in cui non esclude dall’ accesso al credito quelle aziende che hanno sede in Italia ma sono controllate da gruppi esteri, e che sempre all’ estero distribuiscono dividendi ai soci”. Concedere 6,3 miliardi al gruppo degli Agnelli-Elkann causerebbe dunque un danno alle casse pubbliche. Fca ha infatti la sede legale in Olanda e quella fiscale in Gran Bretagna . Contro la garanzia statale a Fca si era espresso anche l’ ex ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda : “La Fiat ha sufficienti mezzi propri per garantire questo prestito da parte di banca Intesa, o anche semplicemente per mettere i soldi nella società italiana e pagare i suoi fornitori, dipendenti eccetera. La ragione per cui non lo fa è che nell’ accordo di fusione con Pugeot è previsto un maxi dividendo che la Fiat si distribuirà per 5 miliardi. Questo maxi dividendo non pagherà le tasse in Italia”. E ancora: “Dal lancio di Fabbrica Italia nel 2012 la Fiat non ha mai investito in Italia quanto aveva detto che avrebbe investito”. Cosa è Garanzia Italia Garanzia Italia, prevista dal decreto Liquidità, è una procedura pensata per sostenere le attività economiche italiane che sono state colpite dalla pandemia. Sono stati stanziati 400 miliardi – 200 miliardi di garanzie sui prestiti (di cui almeno 30 miliardi sono destinati alle piccole e medie imprese) e 200 miliardi per l’ export. Sace , società che si occupa di assicurazioni e servizi finanziari per aziende che fanno export, è stata incaricata dallo Stato di offrire garanzie per i prestiti di maggiore importo. La procedura del decreto Liquidità prevede infatti una fase preliminare, un’ istruttoria, e una volta completata vengono inviati i dati al ministero dell’ Economia, che rilascerà a quel punto la garanzia Sace tramite decreto. Queste garanzie verranno concesse da Sace fino al 31 dicembre 2020. Si confermano su volumi elevati, oltre 2,6 milioni per un valore di quasi 280 miliardi, le domande di adesione alle moratorie sui prestiti e superano quota 690.000 le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al fondo di Garanzia per le Pmi. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di Sace sono state concesse garanzie per 957 milioni di euro , su 100 richieste ricevute . Sono questi i risultati della rilevazione settimanale effettuata dalla task force costituita per promuovere l’ attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’ emergenza Covid-19, di cui fanno parte il ministero dell’ Economia e delle Finanze, il ministero dello Sviluppo economico, la Banca d’ Italia, l’ Abi, Mediocredito Centrale e Sace.

    Zoom 24, 24/06/2020 17:44
    Cruciani offende la Calabria, Codacons denuncia Radio24: “Sospendere la trasmissione”
    nel corso della trasmissione radiofonica ‘la zanzara’ il conduttore ha ironizzato sulla
    “È appena iniziata una delle stagioni estive più difficili dal dopoguerra ed ecco una incredibile gara a denigrare la Calabria. Una incredibile gara a gettare fango a cui non si è sottratta neppure Radio 24. Nel corso della trasmissione radiofonica ‘La Zanzara’, andata in onda il 23 giugno 2020, il conduttore Giuseppe Cruciani nel rimarcare l’ assenza di attrattive turistiche per la Calabria, si lasciava andare ad un interrogativo, ripetuto in maniera ossessiva ‘sei mai stato a Catanzaro?’. Evidenziando ai telespettatori un ben misero appeal del capoluogo calabrese. Il tambureggiante interrogativo finiva per diventare un modo per ironizzare sulla ‘bruttezza’ della città calabrese e, pertanto, confermando i giudizi poco lusinghieri offerti dalla compagnia aerea EasyJet sulla Calabria, terra di criminali & terremoti”. Così in una nota Francesco Di Lieto del Codacons, l’ associazione a tutela di utenti e consumatori, che spiega: “Non si pretende, di certo, che i conduttori radiofonici debbano amare la Calabria o Catanzaro, ma un briciolo di educazione servirebbe”. Nessuno può diffamare impunemente la Calabria. “In un momento di grave crisi economica come quello che stiamo vivendo – continua Di Lieto – le battutine offensive, se non dichiaratamente razziste, potrebbero e dovrebbero esserci risparmiate. Specie se comportano un evidente danno per il territorio oggetto di una incredibile attività denigratoria. Cercare di arrabattare consenso e visibilità urlando il disprezzo verso un’ intera regione, riteniamo sia davvero miserevole. A nessuno può essere consentito di diffamare impunemente una regione ed i suoi abitanti, per strappare qualche risatina”. Sospendere la trasmissione. Per questi motivi il Codacons ha chiesto ‘un deciso ed immediato intervento dell’ Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, per porre un freno ad una forma di razzismo strisciante e porre rimedio ad un comportamento che riteniamo deplorevole’. L’ Associazione ha chiesto al Gruppo Sole 24 Ore, di ‘porre in essere ogni e più opportuna iniziativa tesa a riparare il danno arrecato mediante un messaggio che fomenta l’ odio”. In caso contrario il Codacons chiede di sospendere, con effetto immediato, la trasmissione. ‘Un doveroso segnale di rispetto nei confronti di tutti gli ascoltatori – conclude Di Lieto – destinatari di una odiosa campagna d’ odio che, in questo periodo, appare ancora più squallida. Nello specifico, si chiede che vengano rispettati e fatti osservare i principi e i doveri di tutela degli utenti, della non discriminazione in base alle origini territoriali”.

    Vesuvio Live, 24/06/2020 17:37
    Fase 3, aumenta il prezzo della benzina:
    In rialzo il costo della benzina, dopo il drastico calo nel periodo di lockdown. È quanto emerso dall’ elaborazione di Quotidiano Energia dei dati comunicati dai gestori al Mise. Il prezzo medio della benzina, in modalità self-service, risale a quota 1,4 euro al litro . Attualmente, i diversi marchi praticano prezzi compresi tra 1,395 e 1,421 euro al litro, con una media di 1,400 euro al litro rispetto a 1,396 di ieri. Al servito, la verde costa in media 1,547 euro al litro, con gli impianti tra 1,551 e 1,613 euro al litro. Stando ai dati settimanali offerti dal ministero, il costo della benzina in modalità self, a fine aprile, era sceso sotto la soglia di 1,4 euro. Del resto, anche il comparto in questione ha subìto il duro colpo inferto dall’ emergenza sanitaria. Per il diesel self il prezzo medio si aggira intorno a 1,284 euro al litro, con gli impianti tra 1,278 e 1,305 euro al litro. Al servito, invece, il prezzo del gasolio è di circa 1,433 euro al litro. I prezzi medi praticati dalle compagnie si posizionano tra 1,397 e 1,498 euro al litro. Infine, il Gpl va da 0,574 a 0,600. Stando a quanto riportato da Quotidiano Energia, nella giornata di ieri è stata l’ Eni a praticare l’ aumento dei prezzi, mentre oggi IP e Tamoil hanno deciso di alzare di un centesimo il prezzo di benzina e diesel. Sul rincaro è intervenuto il Codacons che, all’ Ansa, ha dichiarato: “L’ aumento dei prezzi dei carburanti non è da attribuire all’ andamento delle quotazioni petrolifere ma risiede nell’ incremento degli spostamenti degli italiani durante la fase 3”. “In questi giorni, il petrolio registra quotazioni stabili, attorno ai 40 dollari al barile. A crescere sensibilmente è l’ utilizzo delle automobili. Gli italiani, infatti, hanno ricominciato a spostarsi per il paese. Proprio la ripresa dei consumi petroliferi determina un rialzo ingiustificato dei prezzi alla pompa che danneggia non solo gli automobilisti ma l’ intera collettività. Ripercussioni negative si avranno anche sui prezzi dei prodotti trasportati, a partire dagli alimentari”. L’ Unione nazionale consumatori, in una nota, ha calcolato l’ entità di tale aumento. Su base annua il rialzo del costo della benzina è pari ad un incremento di spesa per autovettura pari a 22,3 euro all’ anno per la benzina e 20 euro per il gasolio.
    veronica ronza

    Meteo , 24/06/2020 17:35
    Coronavirus: petrolio sotto i 40 dollari, ma la benzina risale a 1,4 euro
    le quotazioni del petrolio scendono sui mercati internazionali, con il timore di una nuova ondata di coronavirus nel mondo, ma in italia i listini della benzina riprendono quota da antonella petris 24 giugno 2020 19:34 a cura di antonella petris 24 giugno 2020 19:34
    Le quotazioni del Petrolio scendono sui mercati internazionali, con il timore di una nuova ondata di coronavirus nel mondo, ma in Italia i listini della benzina riprendono quota sulla scia della ripartenza degli spostamenti tra una Regione e l’ altra e del conseguente aumento dei consumi di carburanti. Il prezzo medio della verde in modalita’ self service è risalito, dopo due mesi, a quota 1,4 euro. Un rialzo che arriva dopo il calo drastico registrato nel periodo del lockdown, legato al crollo della domanda, scesa ad aprile di ben il 75%, e delle quotazioni internazionali. In base all’ elaborazione di Quotidiano Energia dei dati giornalieri comunicati dai gestori al Mise, i diversi marchi sono compresi tra 1,395 e 1,421 euro al litro (con le no logo a 1,376 euro), con una media proprio di 1,400 euro al litro. Al servito, il prezzo medio e’ salito invece a 1,547 euro al litro, con gli impianti tra 1,551 e 1,613 euro al litro (no logo a 1,432 euro). Andamento simile per il diesel: il prezzo al self service e’ di 1,284 euro al litro, con le compagnie posizionate tra 1,278 e 1,305 euro al litro (no logo a 1,257 euro), mentre nella modalita’ servito la media del gasolio e’ invece a 1,433 euro al litro. ” Da quando sono ripresi gli spostamenti liberi all’ interno della propria Regione, in un mese, su un pieno di 50 litri di carburanti c’ e’ stato un aggravio di 93 cent per la benzina e 83 cent per il gasolio. Non sembra un rincaro astronomico, eppure su base annua e’ pari ad un incremento di spesa per autovettura pari a 22,3 euro all’ anno per la benzina e 20 euro per il gasolio” , calcola l’ Unione nazionale consumatori, mentre il Codacons teme l’ impatto a cascata sui beni trasportati su gomma, a partire dagli alimentari, che gia’ in periodo di lockdown hanno subito rincari. Sui mercati internazionali intanto il prezzo del Petrolio e’ in calo per il secondo giorno consecutivo. Il Wti americano ha abbandonato i 40 dollari al barile, mentre il Brent, il greggio di riferimento europeo, e’ sceso sui 42 dollari. A pesare sono i timori di una nuova ondata di contagi, ma anche di una nuova guerra commerciale tra Usa e Ue, con l’ amministrazione Trump che si e’ detta pronta a valutare nuovi dazi per 3,1 miliardi di dollari sulle importazioni in arrivo da Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna.
    da antonella petris

    Notizie, 24/06/2020 17:17
    Fase 3, in aumento il prezzo della benzina
    nella fase 3 il prezzo della benzina torna a registrare un aumento significativo, non dovuto però alle quotazioni di mercato.
    Con la riapertura delle regioni nella Fase 3, anche il prezzo della benzina torna a registrare un aumento considerevole, dopo il calo durante il lockdown . Al servito sale a 1,547 euro al litro, mentre al self-service a 1,551. Il chiarimento del Codacons: “Aumento non è dato da quotazioni, ma dalla Fase 3 “. Benzina in aumento nella Fase 3 La riapertura totale delle regioni e delle attività lavorative ha conseguito inevitabilmente un aumento del prezzo della benzina in Italia . Rislae 1, 4 euro al litro il prezzo medio per il self-service. La verde riscontra un aumento a 1, 547 euro al litro , ma la quotazione sale con gli impianti (1 ,551 e 1,613 al litro). Il Codacons però ci tiene a chiarire come la risalita non dipenda dalle quotazioni, ma dalla fine del lockdown:” L’ aumento dei prezzi dei carburanti non è da attribuire all’ andamento delle quotazioni petrolifere, ma risiede nell’ incremento degli spostamenti degli italiani durante la Fase 3 ” . Gravante sugli spostamenti ” Il petrolio- si sottolinea l’ associazione in una nota- registra in questi giorni quotazioni stabili attorno ai 40 dollari al barile , mentre a crescere sensibilmente è l’ utilizzo delle automobili da parte degli italiani, che tornano a spostarsi per il paese per raggiungere le seconde case o recarsi al mare. P roprio la ripresa dei consumi petroliferi determina un rialzo ingiustificato dei prezzi alla pompa, che danneggia non solo gli automobilisti ma l’ intera collettività, con ripercussioni negative sui prezzi dei prodotti trasportati, a partire dagli alimentari “. I dati vengono confermati anche dall’ Unione nazionale consumatori : ” Da quando sono ripresi gli spostamenti liberi all’ interno della propria regione, in un mese, su un pieno di 50 litri di carburanti c’ è stato un aggravio di 93 cent per la benzina e 83 cent per il gasolio. Non sembra un rincaro astronomico, eppure su base annua è pari ad un incremento di spesa per autovettura pari a 22,3 euro all’ anno per la benzina e 20 euro per il gasolio “.

    Soverato.com, 24/06/2020 17:04
    Codacons denuncia “Radio 24″, offesa la Calabria
    E’ appena iniziata una delle stagioni estive più difficili dal dopoguerra ed ecco una incredibile gara a denigrare la Calabria. Una incredibile gara a gettare fango a cui non si è sottratta neppure Radio 24. Nel corso della trasmissione radiofonica ‘La Zanzara’ andata in onda il 23 giugno 2020, il conduttore Giuseppe Cruciani nel rimarcare l’ assenza di attrattive turistiche per la Calabria, si lasciava andare ad un interrogativo, ripetuto in maniera ossessiva ‘sei mai stato a Catanzaro?’. Evidenziando ai telespettatori un ben misero appeal del capoluogo calabrese. Il tambureggiante interrogativo finiva per diventare un modo per ironizzare sulla ‘bruttezza’ della città calabrese e, pertanto, confermando i giudizi poco lusinghieri offerti dalla compagnia aerea EasyJet sulla Calabria, terra di criminali & terremoti. Un disprezzo, urlato, che appare davvero inutilmente offensivo e finanche volgare. Non si pretende, di certo, che i conduttori radiofonici debbano amare la Calabria o Catanzaro – sostiene Francesco Di Lieto del Codacons – ma un briciolo di educazione servirebbe. In un momento di grave crisi economica, come quello che stiamo vivendo, le battutine offensive, se non dichiaratamente razziste, potrebbero e dovrebbero esserci risparmiate. Specie se comportano un evidente danno per il territorio oggetto di una incredibile attività denigratoria. Cercare di arrabattare consenso e visibilità urlando il disprezzo verso un’ intera regione, riteniamo sia davvero miserevole. A nessuno può essere consentito di diffamare impunemente una regione ed i suoi abitanti, per strappare qualche risatina. Per questi motivi il Codacons ha chiesto ‘un deciso ed immediato intervento dell’ Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, per porre un freno ad una forma di razzismo strisciante e porre rimedio ad un comportamento che riteniamo deplorevole’. L’ Associazione ha chiesto al Gruppo Sole 24 Ore, di ‘porre in essere ogni e più opportuna iniziativa tesa a riparare il danno arrecato mediante un messaggio che fomenta l’ odio. In caso contrario il Codacons chiede di sospendere, con effetto immediato, la trasmissione. ‘Un doveroso segnale di rispetto nei confronti di tutti gli ascoltatori, destinatari di una odiosa campagna d’ odio che, in questo periodo, appare ancora più squallida – conclude Di Lieto – nello specifico, si chiede che vengano rispettati e fatti osservare i principi e i doveri di tutela degli utenti, della non discriminazione in base alle origini territoriali”.

    MotoriOnline, 24/06/2020 16:32
    Benzina: dopo il lockdown il prezzo risale a più di 1,4 euro al litro
    Dopo quasi 3 mesi il prezzo medio della benzina al self-service è risalito oltre l’ 1,4 euro/litro , come testimoniano le elaborazioni di Quotidiano Energia . Dopo la crisi petrolifera di inizio anno e del crollo dei consumi dei carburanti per colpa del lockdown, nelle ultime settimane il prezzo è tornato a salire in modo costante. Il prezzo dei principali gestori oscilla tra 1,395 e 1,421 per il self-service mentre per le pompe senza logo la media è di circa 1,375. Passando al servito i prezzi schizzano tra 1,551 e 1,613, mentre senza logo si stabilizza a 1,432. Prezzo carburanti, torna a salire dopo il lockdown Passando al diesel invece il prezzo medio al self-service è di 1,284 , che è cresciuto meno in proporzione rispetto alla benzina. Le compagnie principali oscillano tra 1,278 e 1,305, mentre le pompe senza logo rimangono fisse su 1,257 al litro. Con la giornata di ieri Eni ha alzato leggermente i prezzi mentre oggi si è vista una curva ascendente anche per IP e Tamoil, di circa 1 centesimo sia per il diesel che per la benzina, di conseguenza si alza sensibilmente anche alla pompa. Codacons: si avranno ripercussioni anche sul genere alimentare ” L’ aumento dei prezzi dei carburanti non è da attribuire all’ andamento delle quotazioni petrolifere, ma risiede nell’ incremento degli spostamenti degli italiani durante la Fase 3, il che è ingiustificabile, penalizza le tasche degli italiani, sia dal punto di vista della mobilità che per l’ acquisto degli altri beni che viaggiano su ruota “, afferma il Codacons. Il prezzo del petrolio al barile si stabilizza invece sui 40 dollari , penalizzando quello che è la ripresa degli spostamenti degli italiani dopo il periodo di chiusura. Questi rincari avranno ovviamente ripercussioni anche sui generi alimentari , che aumenteranno leggermente i proprio prezzi, sia all’ ingrosso ma anche al dettaglio. Benzina: su un pieno di 50 euro, c’ è stato un aggravio di 93 cent Questo sarebbe l’ aumento in termini economici per il Codacons, considerando un rifornimento medio di circa 50 euro di benzina. Il diesel fa registrare un aumento di circa 83 centesimi. Cifre non sbalorditive, ma su un rifornimento annuo medio, l’ aumento è di circa 22,3 euro per la benzina e di 20 euro per il diesel, come afferma l’ Unione Nazionale Consumatori.

    leggo.it, 24/06/2020 16:31
    Benzina e diesel, i prezzi risalgono dopo il lockdown: la verde supera gli 1,4 euro al litro
    Finito il lockdown e in piena fase 3 , il prezzo dei carburanti torna a salire: dopo il calo drastico nel periodo della reclusione forzata per la pandemia di coronavirus , per via del crollo dei consumi e delle quotazioni internazionali, il prezzo medio in modalità self service della benzina risale a quota 1,4 euro al litro. In base all’ elaborazione di Quotidiano Energia dei dati di ieri comunicati dai gestori al Mise, i diversi marchi sono compresi tra 1,395 e 1,421 euro al litro (no logo 1,376), con una media di 1,400 euro al litro rispetto a 1,396 di ieri. Al servito, la verde costa in media 1,547 euro al litro, con gli impianti tra 1,551 e 1,613 euro al litro (no logo 1,432). Secondo i dati settimanali del ministero, la benzina in modalità self era scesa sotto la soglia di 1,4 euro a fine aprile, senza più toccarla per due mesi. Leggi anche Ricciardi: «La seconda ondata si diffonderà tra i giovani. Pandemia finita dopo 40 giorni a 0 contagi» Il prezzo medio praticato del diesel self è invece di 1,284 euro al litro (1,280 ieri), con le compagnie posizionate tra 1,278 e 1,305 euro al litro (no logo 1,257). Nella modalità servito la media del gasolio è a 1,433 euro/litro (1,431 il livello rilevato ieri) con i punti vendita delle compagnie con prezzi medi praticati compresi tra 1,397 e 1,498 euro al litro (no logo 1,314). Infine, il Gpl va da 0,574 a 0,600 (no logo 0,571). Ieri, sottolinea Quotidiano energia, ad alzare i prezzi raccomandati è stata Eni ed oggi, con le quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo che hanno chiuso contrastanti, sono state IP e Tamoil ad aumentare di 1 centesimo benzina e diesel. Le medie dei prezzi praticati sul territorio, per effetto delle ultime decisioni delle compagnie, si sono mosse così verso l’ alto. CODACONS: SALIRANNO I PREZZI ALIMENTARI «L’ aumento dei prezzi dei carburanti non è da attribuire all’ andamento delle quotazioni petrolifere, ma risiede nell’ incremento degli spostamenti degli italiani durante la Fase 3». Lo afferma il Codacons, intervenendo sui rincari dei listini presso i distributori italiani. Il petrolio, sottolinea l’ associazione in una nota, «registra in questi giorni quotazioni stabili attorno ai 40 dollari al barile, mentre a crescere sensibilmente è l’ utilizzo delle automobili da parte degli italiani, che tornano a spostarsi per il paese per raggiungere le seconde case o recarsi al mare – spiega il Codacons – Proprio la ripresa dei consumi petroliferi determina un rialzo ingiustificato dei prezzi alla pompa, che danneggia non solo gli automobilisti ma l’ intera collettività, con ripercussioni negative sui prezzi dei prodotti trasportati, a partire dagli alimentari». UNIONE CONSUMATORI: PREZZO AUMENTA CON FASE 3 «Da quando sono ripresi gli spostamenti liberi all’ interno della propria regione, in un mese, su un pieno di 50 litri di carburanti c’ è stato un aggravio di 93 cent per la benzina e 83 cent per il gasolio. Non sembra un rincaro astronomico, eppure su base annua è pari ad un incremento di spesa per autovettura pari a 22,3 euro all’ anno per la benzina e 20 euro per il gasolio». È quanto calcola l’ Unione nazionale consumatori in una nota, alla luce dei rincari dei prezzi della benzina. Ultimo aggiornamento: Mercoledì 24 Giugno 2020, 15:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Msn, 24/06/2020 16:09
    Benzina, il prezzo torna a 1,4 euro nella Fase 3
    Risale a quota 1,4 euro al litro il prezzo medio in modalità self service della benzina, dopo il calo nel periodo del lockdown, legato al crollo dei consumi e delle quotazioni internazionali. Al servito, la verde costa in media 1,547 euro al litro, con gli impianti tra 1,551 e 1,613 euro al litro (no logo 1,432). Codacons denuncia: “L’ aumento dei prezzi risiede nell’ incremento degli spostamenti della Fase 3, non all’ andamento delle quotazioni”.

    iltempo.it, 24/06/2020 15:58
    Benzina, il prezzo torna a 1,4 euro al litro. Il Codacons: “Petrolio invariato, aumento ingiustificato”
    L’ aumento dei prezzi dei carburanti tornati a 1,4 euro al litro (non accadeva da aprile) dopo il lockdown, non è da attribuire all’ andamento delle quotazioni petrolifere, ma risiede nell’ incremento degli spostamenti degli italiani durante la Fase 3. Lo afferma il Codacons, intervenendo sui rincari dei listini presso i distributori italiani. Il petrolio registra in questi giorni quotazioni stabili attorno ai 40 dollari al barile, mentre a crescere sensibilmente è l’ utilizzo delle automobili da parte degli italiani, che tornano a spostarsi per il paese per raggiungere le seconde case o recarsi al mare – spiega il Codacons – Proprio la ripresa dei consumi petroliferi determina un rialzo ingiustificato dei prezzi alla pompa, che danneggia non solo gli automobilisti ma l’ intera collettività, con ripercussioni negative sui prezzi dei prodotti trasportati, a partire dagli alimentari, conclude l’ associazione.
    carlo antini

    Studio Cataldi, 24/06/2020 15:47
    Fca, da Corte dei Conti via libera al prestito da 6,3 miliardi
    Roma, 24 giu. (Adnkronos) – La Corte dei Conti ha dato il via libera al prestito di 6,3 miliardi con garanzia Sace richiesto dal gruppo Fca. Lo si apprende da fonti istituzionali. Con questo passaggio, viene completato l’ iter per la concessione del credito. “Nessun via libera al prestito con garanzia Sace da 6,3 miliardi di euro richiesto da Fca fino a che sulla questione non arriverà la decisione del Tar del Lazio” commenta il Codacons in una nota. “La magistratura contabile – aggiunge l’ associazione – prima di dare il proprio parere favorevole al prestito, avrebbe dovuto attendere la decisione della giustizia amministrativa, dinanzi la quale pende il ricorso presentato dal Codacons e finalizzato a bloccare il prestito a Fca. Solo il Tar potrà dare il via libera all’ operazione, dopo essersi espresso sul ricorso Codacons contro la norma che autorizza una società facente parte di un gruppo la cui controllante ha sede all’ estero a ricevere finanziamenti italiani”.

    Today, 24/06/2020 15:18
    Benzina e diesel, dopo il lockdown il prezzo risale: “Aumenti ingiustificati”
    il prezzo della benzina in modalità self service tocca di nuovo quota 1,4 euro al litro. il codacons va all’ attacco: “le quotazioni del petrolio sono stabili”
    Torna a aumentare il prezzo dei carburanti. Dopo il calo causato dal lockdown, secondo le elaborazioni di Quotidiano Energia, il prezzo medio della benzina in modalità self service è risalito a 1,4 euro al litro. E dopo Eni, questa mattina è Q8 ad aumentare benzina e diesel di 1 centesimo. Il Codacons va all’ attacco e attribuisce i rincari “non all’ andamento delle quotazioni petrolifere”, ma all’ incremento “degli spostamenti degli italiani durante la Fase 3”. Benzina e diesel, il Codacons: “Rialzo ingiustificato” “Il petrolio registra in questi giorni quotazioni stabili attorno ai 40 dollari al barile, mentre a crescere sensibilmente è l’ utilizzo delle automobili da parte degli italiani, che tornano a spostarsi per il paese per raggiungere le seconde case o recarsi al mare” spiega l’ associazione dei consumatori. “Proprio la ripresa dei consumi petroliferi determina un rialzo ingiustificato dei prezzi alla pompa, che danneggia non solo gli automobilisti ma l’ intera collettività, con ripercussioni negative sui prezzi dei prodotti trasportati, a partire dagli alimentari”. Il prezzo medio di benzina e diesel Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’ Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 15mila impianti: benzina self service a 1,400 euro/litro (+4, compagnie 1,409 pompe bianche 1,373), diesel a 1,283 euro/litro (+4, compagnie 1,293, pompe bianche 1,254). Benzina servito a 1,539 euro/litro (+2, compagnie 1,587, pompe bianche 1,432), diesel a 1,425 euro/litro (+1, compagnie 1,475, pompe bianche 1,314). Gpl servito a 0,582 euro/litro (invariato, compagnie 0,591, pompe bianche 0,569), metano servito a 0,979 euro/kg (invariato, compagnie 0,987, pompe bianche 0,971), Gnl 0,917 euro/kg (compagnie 0,903 euro/kg, pompe bianche 0,928 euro/kg). Il tuo browser non può riprodurre il video. Devi disattivare ad-block per riprodurre il video. Play Replay Play Replay Pausa Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio Indietro di 10 secondi Avanti di 10 secondi Spot Attiva schermo intero Disattiva schermo intero Skip Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi. Attendi solo un istante , dopo che avrai attivato javascript . . . Forse potrebbe interessarti , dopo che avrai attivato javascript . . . Devi attivare javascript per riprodurre il video. Le quotazioni dei carburanti Queste le quotazioni dei prodotti raffinati in Mediterraneo alla chiusura di venerdì: benzina a 279 euro per mille litri (+7, valori arrotondati), diesel a 279 euro per mille litri (-1, valori arrotondati). Questi i valori comprensivi di accisa: benzina a 1007,74 euro per mille litri, diesel a 896,25 euro per mille litri.

    FanPage, 24/06/2020 15:04
    Dopo il lockdown aumentano i prezzi del carburante: benzina risale a 1,4 euro al litro
    sotto la soglia per due mesi, torna a salire il prezzo del benzina
    Dopo il calo drastico nel periodo del lockdown, legato al crollo dei consumi e delle quotazioni internazionali, torna a salire il prezzo della benzina. Ora il prezzo medio in modalità self service è di 1,4 euro a litro. Stando all’ elaborazione di Quotidiano Energia dei dati di ieri comunicati dai gestori al Mise, i diversi marchi sono compresi tra 1,395 e 1,421 euro al litro (no logo 1,376), con una media di 1,400 euro al litro rispetto a 1,396 di ieri. Secondo i dati settimanali del ministero, la benzina in modalità self era scesa sotto la soglia di 1,4 euro a fine aprile, senza più toccarla per due mesi. La situazione di verde, gpl e gasolio Al servito, la verde costa in media 1,547 euro al litro, con gli impianti tra 1,551 e 1,613 euro al litro (no logo 1,432). Il prezzo medio praticato del diesel self è 1,284 euro al litro (1,280 ieri), con le compagnie posizionate tra 1,278 e 1,305 euro al litro (no logo 1,257). Nella modalità servito la media del gasolio è a 1,433 euro/litro (1,431 il livello rilevato ieri) con i punti vendita delle compagnie con prezzi medi praticati compresi tra 1,397 e 1,498 euro al litro (no logo 1,314). Infine, il Gpl va da 0,574 a 0,600 (no logo 0,571). Quotidiano energia evidenzia che ieri ad alzare i prezzi raccomandati è stata Eni ed oggi, con le quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo che hanno chiuso contrastanti, sono state IP e Tamoil ad aumentare di 1 centesimo benzina e diesel. La denuncia del Codacons “L’ aumento dei prezzi dei carburanti non è da attribuire all’ andamento delle quotazioni petrolifere, ma risiede nell’ incremento degli spostamenti degli italiani durante la Fase 3”. Lo afferma il Codacons, intervenendo sui rincari dei listini presso i distributori italiani. Il petrolio, sottolinea l’ associazione in una nota, “registra in questi giorni quotazioni stabili attorno ai 40 dollari al barile, mentre a crescere sensibilmente è l’ utilizzo delle automobili da parte degli italiani, che tornano a spostarsi per il paese per raggiungere le seconde case o recarsi al mare – spiega il Codacons – Proprio la ripresa dei consumi petroliferi determina un rialzo ingiustificato dei prezzi alla pompa, che danneggia non solo gli automobilisti ma l’ intera collettività, con ripercussioni negative sui prezzi dei prodotti trasportati, a partire dagli alimentari”.

    TeleBorsa, 24/06/2020 14:59
    economia
    FCA, Codacons: “Ultima parola su prestito spetta al Tar dove pende ricorso”
    per l’ associazione prima di dare il consenso all’ operazione la corte dei conti avrebbe dovuto attendere la decisione della giustizia amministrativa
    (Teleborsa) – “Non vi è nessun via libera al prestito con garanzia Sace da 6,3 miliardi di euro richiesto da Fca fino a che sulla questione non arriverà la decisione del Tar del Lazio”. È quanto afferma il Codacons commentando il consenso definitivo all’ operazione dato oggi dalla Corte dei Conti. “La magistratura contabile, prima di dare il proprio parere favorevole al prestito, avrebbe dovuto attendere la decisione della giustizia amministrativa, dinanzi la quale pende il ricorso presentato dal Codacons e finalizzato a bloccare il prestito a Fca – spiega l’ Associazione -. Solo il Tar potrà dare il via libera all’ operazione, dopo essersi espresso sul ricorso Codacons contro la norma che autorizza una società facente parte di un gruppo la cui controllante ha sede all’ estero a ricevere finanziamenti italiani”.

    larepubblica.it, 24/06/2020 14:59
    FCA, Codacons: “Ultima parola su prestito spetta al Tar dove pende ricorso”
    (Teleborsa) – “Non vi è nessun via libera al prestito con garanzia Sace da 6,3 miliardi di euro richiesto da Fca fino a che sulla questione non arriverà la decisione del Tar del Lazio”. È quanto afferma il Codacons commentando il consenso definitivo all’ operazione dato oggi dalla Corte dei Conti. “La magistratura contabile, prima di dare il proprio parere favorevole al prestito, avrebbe dovuto attendere la decisione della giustizia amministrativa, dinanzi la quale pende il ricorso presentato dal Codacons e finalizzato a bloccare il prestito a Fca – spiega l’ Associazione -. Solo il Tar potrà dare il via libera all’ operazione, dopo essersi espresso sul ricorso Codacons contro la norma che autorizza una società facente parte di un gruppo la cui controllante ha sede all’ estero a ricevere finanziamenti italiani”.

    Report Tv, 24/06/2020 14:59
    Le proposte del CODACONS sulla scuola
    Ministra Azzolina sembra che scuola stia più tranquilla Le linee guida dal Ministro dell’ istruzione Azzolina per la riapertura delle scuole sono per il Codacons inadeguate e inattuabili, e non garantiscono una ripresa delle attività in totale sicurezza. “Le indicazioni fornite dal Miur si scontrano con una realtà fatta di classi pollaio di dimensioni inadatte al numero di studenti, strutture scolastiche vecchie e malandate non a norma che non rispettano le norme sicurezza in tempi normali, figuriamoci in tempo di emergenza sanitaria – spiega il Responsabile del dipartimento scuola Codacons, Rosalba Di Placido – Si registra poi una carenza nella dotazione di tablet, e molte zone d’ Italia non hanno nemmeno la connessione ad internet”. Per garantire la sicurezza di studenti e insegnanti il Codacons sollecita il Ministro Azzolina ad attuare una serie di misure già a partire da settembre: – Test sierologici per personale e studenti, misurazione quotidiana della temperatura con scanner agli ingressi, igienizzazione scarpe; – distanza minima di un metro tra studenti e, dove non possibile per mancanza di spazi, utilizzo di strutture e fabbricati ubicati nelle vicinanze del plesso madre; – dotazione di tablet alle famiglie meno abbienti con impegno a restituirlo alla scuola a fine ciclo e copertura internet totale su tutto il territorio; – consigli di classe e incontri con i genitori online. Ti è piaciuto l’ articolo? Vuoi scriverne uno anche tu? Inizia da qui!

    TGCom, 24/06/2020 14:40
    Benzina, il prezzo torna a 1,4 euro nella Fase 3
    7 buoni motivi + 1 per (ri)cominciare a investire
    Risale a quota 1,4 euro al litro il prezzo medio in modalità self service della benzina, dopo il calo nel periodo del lockdown, legato al crollo dei consumi e delle quotazioni internazionali. Al servito, la verde costa in media 1,547 euro al litro, con gli impianti tra 1,551 e 1,613 euro al litro (no logo 1,432). Codacons denuncia: “L’ aumento dei prezzi risiede nell’ incremento degli spostamenti della Fase 3, non all’ andamento delle quotazioni”.

    lastampa.it, 24/06/2020 14:36
    FCA, Codacons: “Ultima parola su prestito spetta al Tar dove pende ricorso”
    per l’ associazione prima di dare il consenso all’ operazione la corte dei conti avrebbe dovuto attendere la decisione della giustizia amministrativa
    “Non vi è nessun via libera al prestito con garanzia Sace da 6,3 miliardi di euro richiesto da Fca fino a che sulla questione non arriverà la decisione del Tar del Lazio”. È quanto afferma il Codacons commentando il consenso definitivo all’ operazione dato oggi dalla Corte dei Conti. “La magistratura contabile, prima di dare il proprio parere favorevole al prestito, avrebbe dovuto attendere la decisione della giustizia amministrativa, dinanzi la quale pende il ricorso presentato dal Codacons e finalizzato a bloccare il prestito a Fca – spiega l’ Associazione -. Solo il Tar potrà dare il via libera all’ operazione, dopo essersi espresso sul ricorso Codacons contro la norma che autorizza una società facente parte di un gruppo la cui controllante ha sede all’ estero a ricevere finanziamenti italiani”.

    PiacenzaSera.it, 24/06/2020 14:00
    Dall’ emergenza sanitaria all’ emergenza occupazionale
    Il periodo di chiusura delle attività, dovuto all’ emergenza sanitaria in corso, ha messo in difficoltà l’ economia italiana. Il Governo stima una perdita dell’ occupazione di 2 punti percentuali , pari a circa 500 mila unità. Sono in corso in questi giorni alcune misure per contrastare il danno occupazionale. Tra le misure: incentivi per far ripartire le assunzioni stabili, meno paletti sui contratti a termine, nuove risorse per la Cig e detassazione degli aumenti dei Ccnl. Secondo i dati pubblicati dall’ ISTAT, nei mesi interessati dal lockdown, sono stati persi più di 100.000 posti di lavoro a causa del mancato rinnovo dei contratti di lavoro e del calo dei lavoratori autonomi. Il tasso di occupazione scende dal 58,8% del quarto trimestre 2019, al 57,9%. A diminuire sono pure gli occupati che hanno lavorato per almeno 36 ore a settimana (57,8%, -8,8 punti), a seguito delle assenze dal lavoro e della riduzione dell’ orario dovute all’ emergenza sanitaria e al forte ricorso alla cassa integrazione. Secondo l’ Istat, un dato preoccupante, è l’ aumento del numero degli inattivi di 15-64 anni (coloro che non hanno un lavoro e non lo stanno cercando). Pare siano aumentati di 290 mila unità in un anno (+2,2%). Diminuisce l’ occupazione femminile – La crisi sanitaria potrebbe penalizzare ancora una volta l’ occupazione femminile. Per le mamme rimane l’ annoso problema di conciliare il lavoro con la cura dei figli , soprattutto con le scuole chiuse, centri estivi complicati da organizzare e molto costosi, ed una ripresa incerta delle attività scolastiche a settembre. Il tema è estremamente delicato, visto che già il nostro paese ha un tasso di occupazione femminile al 48,9%, circa 20 punti in meno rispetto al tasso di occupazione maschile. Le conseguenze dell’ epidemia e i provvedimenti adottati per contrastarla hanno scoraggiato la partecipazione al mercato del lavoro delle donne, scesa dal 65,1% di febbraio al 64,3% di marzo. L’ immediato futuro – Passata l’ estate, a settembre dovremo confrontarci con una situazione incerta. Un’ incertezza che riguarderà il mercato del lavoro in forte crisi, una perdita del PIL stimata attorno al 10%, e la ripresa delle attività scolastiche. Senza considerare un probabile aumento del costo della vita. Soprattutto dei servizi e dei prodotti di consumo. Nel mese di maggio si è registrato un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari del 6,4%. Per l’ estate si prevede che soltanto un quarto dei turisti deciderà di raggiungere qualche meta vacanziera. Chi deciderà di rinfrancarsi in qualche luogo di vacanza, lo farà comunque in Italia. In alcuni scontrini, soprattutto nei luoghi turistici o nei servizi alla persona, è apparsa la “tassa Covid” che va dai 2 ai 4 euro, con disappunto del Codacons. Insomma, uno scenario che si presenterà con meno soldi a disposizione, più spese da sopportare e una probabile riduzione dei servizi alla famiglia. Andrea Lodi ( economix@piacenzasera.it )

    Dagospia, 24/06/2020 13:59
    MI MANDA DI MARE – I MOVIMENTI DEI CONSUMATORI CHIEDONO CHIARIMENTI A RAI3 SULLE VOCI DI UN CAMBIO A ”MI MANDA RAI3”, ATTUALMENTE CONDOTTO DA SALVO SOTTILE: ” IL GIORNALISTA, PRIMA ANCORA CHE IL CONDUTTORE, HA RESO POSSIBILE L’ INTESA DELLA …
    salvo sottile Circolano ormai da parecchi giorni voci di una presunta sostituzione di Salvo Sottile al timone del programma della terza rete della televisione pubblica Mi manda Rai3. Alcuni movimenti dei consumatori che collaborano al programma del mattino di Rai3 hanno preso carta e penna ed hanno scritto una lettera comune indirizzata al Presidente della Rai, all’ Amministratore delegato, al Consiglio di amministrazione e alla Commissione Parlamentare di Vigilanza (a cui chiedono di essere ascoltati). Fra queste associazione non c’ è il Codacons che ha già avuto da ridire sul corso di questa edizione di Mi manda Rai3, con relativa risposta dello stesso Sottile. Ma tornando alla lettera spedita nelle ultime ore vediamo le associazioni presenti in questa missiva: l’ Auduc (Associazione Diritti Utenti e Consumatori, “Consumerismo – NO Profit”, “Casa del Consumatore”, “Fiscal Focus”, “Consumatori Attivi”, “Consumerismo”, “Adusbef”, “FederAnziani”, “Movimento Difesa del Cittadino”, “Konsumer Italia”. Tutte queste associazioni hanno inviato questa lettera in cui si chiede conto rispetto alla presunta sostituzione di Sottile alla conduzione di Mi manda Rai 3 ed anzi si chiede la conferma del giornalista siciliano al timone di questa trasmissione. salvo sottile Nella lettera si sottolinea il ruolo fondamentale di Mi manda Rai3 nel panorama televisivo italiano, che va ben oltre la mera questione televisiva. “La missione di “Mi Manda Raitre” -si dice nella lettera- è quella di dare risposte a chi non ha voce, partecipare ad un problema del singolo per rispondere alle domande di molti, che si traduce nell’ informare il cittadino mettendo in luce e rendendo intellegibili gli aspetti ed i profili inerenti la disciplina normativa vigente a tutela del consumatore e/o utente, quale strumento atto a tutelarlo dalle ingiustizie, grandi e piccole, vissute nel quotidiano.” SALVO SOTTILE MI MANDA RAITRE In particolare la stima di queste associazioni di consumatori verso Sottile appare evidente in questo passaggio della missiva: “Il ruolo di connettore tra le forze attive a difesa dei consumatori ed utenti è rappresentato nella trasmissione proprio dal giornalista Salvo Sottile per la sua grande capacità di sollevare, con grande umanità e semplicità di argomentazione comunicativa, i temi da trattare sentendoli propri e assumendoli in prima persona come domanda a cui il servizio pubblico esige e si impone di dare una risposta per la funzione che svolge. L’ uomo, il giornalista, prima ancora che il conduttore, ha reso possibile l’ intesa della sua squadra di autori e collaboratori con professionisti, associazioni, consulenti ed Autorità per perseguire ciò di cui più il pubblico – ed anche a nostro avviso la RAI – ha bisogno: il confronto trasparente, la giusta ed imparziale risposta nel segno della legalità e la soluzione del problema. Niente di più evidente che l’ anima del servizio pubblico.” salvo sottile federico ruffo sigfrido ranucci Un vero e proprio endorsement dunque quello di questi movimenti dei consumatori verso Sottile che vedremo se produrrà qualche atto esplicito da parte della Rai, cui spetta ovviamente l’ ultima parola sulle voci di una sua presunta sostituzione al timone di Mi manda Rai3. SALVO SOTTILE Condividi questo articolo.

    Quattroruote, 24/06/2020 13:51
    La Corte dei Conti ha approvato la concessione del prestito da 6,3 miliardi di euro, con …
    La Corte dei Conti ha approvato la concessione del prestito da 6,3 miliardi di euro, con garanzie statali, alla filiale italiana del gruppo Fiat Chrysler. Lo riferiscono diverse agenzie di stampa sulla base di quanto riferito da fonti istituzionali. Iter completato . Con il via libera della magistratura contabile, viene completato l’ iter procedurale per la concessione del finanziamento ai sensi delle disposizioni del Decreto Liquidità varato dal governo per contenere gli effetti economici della pandemia del coronavirus . Il prestito, erogato da Intesa Sanpaolo e garantito dalla Sace per l’ 80% dell’ importo totale, ha già ricevuto il via libera del ministero dell’ Economia e delle Finanze e ora, come previsto dalle normative, è stato registrato dal controllo preventivo della Corte dei Conti, alla quale spetta la supervisione finale del relativo decreto del dicastero retto da Roberto Gualtieri. Al momento, mancherebbe dunque solo un ultimo passaggio tecnico: la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale, che, a questo punto, potrebbe arrivare già nei prossimi giorni. Le condizioni . Il via libera più importante è comunque giunto già negli scorsi giorni dalla Sace, che per accendere il semaforo verde all’ erogazione ha imposto una serie di condizioni in linea con quanto chiesto dal alcuni esponenti di spicco del governo . Tra i vari vincoli, Fca Italy dovrà impegnarsi ad aumentare gli investimenti del piano industriale per l’ Italia da 5 miliardi a 5,2 miliardi, a evitare operazioni di delocalizzazione, a raggiungere l’ obiettivo della piena occupazione entro il 2023 e a non cedere i marchi Maserati, Alfa Romeo, Fiat, Fiat Professional, Abarth, Lancia e la partecipazione nella Sevel, la joint venture con PSA per la produzione di veicoli commerciali ad Atessa. Nel contratto di finanziamento saranno inserite anche ulteriori disposizioni, come la precisa ripartizione dei fondi, nonché un prerequisito già previsto dallo stesso Decreto Liquidità: la società torinese non potrà distribuire dividendi alla sua capogruppo con sede in Olanda. Questione Tar . Sull’ intera operazione pende, comunque, la spada di Damocle dei ricorsi al Tar. Il Codacons ha, infatti, chiesto al tribunale amministrativo del Lazio di bloccare l’ erogazione del prestito.

    gazzetta.it, 24/06/2020 13:47
    24 giugno – 13:22 – Milano L’ ingresso dello stabilimento Fca di Mirafiori È arrivato l’ ultimo …
    24 giugno – 13:22 – Milano L’ ingresso dello stabilimento Fca di Mirafiori È arrivato l’ ultimo passaggio necessario per il via libera al prestito da 6,3 miliardi con garanzia Sace richiesto da Fca Italy. Il prestito è stato infatti registrato dal controllo preventivo della Corte dei Conti, come previsto dalla normativa. Lo si apprende da fonti della stessa magistratura contabile, alla quale spetta la supervisionare del relativo decreto del Ministero dell’ Economia. In realtà sul prestito pende ancora la decisione del Tar del Lazio a proposito di un ricorso presentato dal Codacons: “La magistratura contabile – dice l’ associazione in una nota – prima di dare il proprio parere favorevole al prestito, avrebbe dovuto attendere la decisione della giustizia amministrativa, dinanzi la quale pende il ricorso presentato dal Codacons e finalizzato a bloccare il prestito a Fca”. Alla notizia del via libera da parte della Corte dei Conti il titolo Fca in Borsa a Milano si sta comportando meglio dell’ indice Ftse Mib. Giovedì 25 giugno l’ azienda sarà sentita al Senato alla commissione Industria in un’ audizione prevista da tempo. LEGGI ANCHE Fca, occupazione e investimenti come condizioni del prestito Salvato nella pagina “I miei bookmark” Fusione Fca-Psa, l’ antitrust europeo apre un’ indagine Salvato nella pagina “I miei bookmark” Gm contro Fca, giudice ordina: trovate un accordo Salvato nella pagina “I miei bookmark” Gli impegni assunti – Per l’ ottenimento del prestito con garanzia statale Fiat-Chrysler ha già accettato gli impegni richiesti da Intesa San Paolo. Il gruppo automobilistico si è vincolato a investire 5,2 miliardi di euro in Italia, a sostenere la piena occupazione e a evitare delocalizzazioni delle linee produttive dei suoi modelli. Nello specifico i fondi saranno usati per investimenti in Italia, per pagare dipendenti e fornitori e, più in generale, per aiutare la ripartenza di una filiera che vale 10mila piccole e medie imprese. Offerte auto nuove La Mia Auto: tutte le notizie Motori: tutte le notizie Gasport 24 giugno 2020 (modifica il 24 giugno 2020 | 13:33) © RIPRODUZIONE RISERVATA Cerca la tua nuova auto Vai a CheAutoCompro.it I TUOI BOOKMARK Vai alla lista completa POTRESTI ESSERTI PERSO GAZZETTA CODICI SCONTO ANNUNCI PPN.

    Padova News, 24/06/2020 13:40
    Fca, da Corte dei Conti via libera al prestito da 6,3 miliardi
    Lo si apprende da fonti istituzionali Roma, 24 giu. La Corte dei Conti ha dato il via libera al prestito di 6,3 miliardi con garanzia Sace richiesto dal gruppo Fca. Lo si apprende da fonti istituzionali. Con questo passaggio, viene completato l’ iter per la concessione del credito. “Nessun via libera al prestito con garanzia Sace da 6,3 miliardi di euro richiesto da Fca fino a che sulla questione non arriverà la decisione del Tar del Lazio” commenta il Codacons in una nota. “La magistratura contabile – aggiunge l’ associazione – prima di dare il proprio parere favorevole al prestito, avrebbe dovuto attendere la decisione della giustizia amministrativa, dinanzi la quale pende il ricorso presentato dal Codacons e finalizzato a bloccare il prestito a Fca. Solo il Tar potrà dare il via libera all’ operazione, dopo essersi espresso sul ricorso Codacons contro la norma che autorizza una società facente parte di un gruppo la cui controllante ha sede all’ estero a ricevere finanziamenti italiani”. (Adnkronos) Please follow and like us:

    larepubblica.it, 24/06/2020 13:28
    La verde era scesa sotto quella soglia in aprile. Ora i ritocchi ai listini del distributore 24 Giugno 2020 Articoli Correlati
    la verde era scesa sotto quella soglia in aprile. ora i ritocchi ai listini del distributore
    MILANO – Risale a quota 1,4 euro al litro il prezzo medio in modalità self service della benzina . Dopo il calo drastico nel periodo del lockdown, legato al crollo dei consumi e delle quotazioni internazionali, oggi – in base all’ elaborazione di Quotidiano Energia dei dati di ieri comunicati dai gestori al Mise – i diversi marchi sono compresi tra 1,395 e 1,421 euro al litro (no logo 1,376), con una media di 1,400 euro al litro rispetto a 1,396 di ieri. Al servito, la verde costa in media 1,547 euro al litro, con gli impianti tra 1,551 e 1,613 euro al litro (no logo 1,432). Secondo i dati settimanali del ministero, la benzina in modalità self era scesa sotto la soglia di 1,4 euro a fine aprile, senza più toccarla per due mesi. Il prezzo medio praticato del diesel self è 1,284 euro al litro (1,280 ieri), con le compagnie posizionate tra 1,278 e 1,305 euro al litro (no logo 1,257). Nella modalità servito la media del gasolio è a 1,433 euro/litro (1,431 il livello rilevato ieri) con i punti vendita delle compagnie con prezzi medi praticati compresi tra 1,397 e 1,498 euro al litro (no logo 1,314). Infine, il Gpl va da 0,574 a 0,600 (no logo 0,571). Se si guarda a quel che sta accadendo sui mercati finanziari, il prezzo del petrolio Wti (riferimento per il mercato americano) è in questi giorni in area 40 dollari al barile, mentre il Brent è in area 42,5 dollari. Il barile è reduce da un periodo assai travagliato, con un passaggio – in aprile – addirittura in territorio negativo per l’ eccesso di offerta che si prospettava in assenza di un accordo sui tagli alla produzione da parte del cartello Opec e dei suoi alleati come la Russia. Tema pericolosamente accoppiato al crollo della domanda per colpa dei lockdown, che hanno appunto generato una situazione di saturazione degli stoccaggi e venditori che pagavano i clienti pur di portare via un po’ di greggio. Ieri, sottolinea Quotidiano energia , ad alzare i prezzi raccomandati è stata Eni ed oggi, con le quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo che hanno chiuso contrastanti, sono state IP e Tamoil ad aumentare di 1 centesimo benzina e diesel. Le medie dei prezzi praticati sul territorio, per effetto delle ultime decisioni delle compagnie, si sono mosse così verso l’ alto. “Il petrolio registra in questi giorni quotazioni stabili attorno ai 40 dollari al barile, mentre a crescere sensibilmente è l’ utilizzo delle automobili da parte degli italiani, che tornano a spostarsi per il paese per raggiungere le seconde case o recarsi al mare – attacca il Codacons – Proprio la ripresa dei consumi petroliferi determina un rialzo ingiustificato dei prezzi alla pompa, che danneggia non solo gli automobilisti ma l’ intera collettività, con ripercussioni negative sui prezzi dei prodotti trasportati, a partire dagli alimentari”.

    Tiscali, 24/06/2020 13:25
    Fca, da Corte dei Conti via libera al prestito da 6,3 miliardi
    Roma, 24 giu. (Adnkronos) – La Corte dei Conti ha dato il via libera al prestito di 6,3 miliardi con garanzia Sace richiesto dal gruppo Fca. Lo si apprende da fonti istituzionali. Con questo passaggio, viene completato l’ iter per la concessione del credito. “Nessun via libera al prestito con garanzia Sace da 6,3 miliardi di euro richiesto da Fca fino a che sulla questione non arriverà la decisione del Tar del Lazio” commenta il Codacons in una nota. “La magistratura contabile – aggiunge l’ associazione – prima di dare il proprio parere favorevole al prestito, avrebbe dovuto attendere la decisione della giustizia amministrativa, dinanzi la quale pende il ricorso presentato dal Codacons e finalizzato a bloccare il prestito a Fca. Solo il Tar potrà dare il via libera all’ operazione, dopo essersi espresso sul ricorso Codacons contro la norma che autorizza una società facente parte di un gruppo la cui controllante ha sede all’ estero a ricevere finanziamenti italiani”.

    Ansa, 24/06/2020 13:20
    Benzina dopo lockdown risale a 1,4 euro al litro
    sotto la soglia per due mesi. elaborazioni quotidiano energia
    Risale a quota 1,4 euro al litro il prezzo medio in modalità self service della benzina. Dopo il calo drastico nel periodo del lockdown, legato al crollo dei consumi e delle quotazioni internazionali, oggi – in base all’ elaborazione di Quotidiano Energia dei dati di ieri comunicati dai gestori al Mise – i diversi marchi sono compresi tra 1,395 e 1,421 euro al litro (no logo 1,376), con una media di 1,400 euro al litro rispetto a 1,396 di ieri. Al servito, la verde costa in media 1,547 euro al litro, con gli impianti tra 1,551 e 1,613 euro al litro (no logo 1,432). Secondo i dati settimanali del ministero, la benzina in modalità self era scesa sotto la soglia di 1,4 euro a fine aprile, senza più toccarla per due mesi. Il prezzo medio praticato del diesel self è 1,284 euro al litro (1,280 ieri), con le compagnie posizionate tra 1,278 e 1,305 euro al litro (no logo 1,257). Nella modalità servito la media del gasolio è a 1,433 euro/litro (1,431 il livello rilevato ieri) con i punti vendita delle compagnie con prezzi medi praticati compresi tra 1,397 e 1,498 euro al litro (no logo 1,314). Infine, il Gpl va da 0,574 a 0,600 (no logo 0,571). Ieri, sottolinea Quotidiano energia, ad alzare i prezzi raccomandati è stata Eni ed oggi, con le quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo che hanno chiuso contrastanti, sono state IP e Tamoil ad aumentare di 1 centesimo benzina e diesel. Le medie dei prezzi praticati sul territorio, per effetto delle ultime decisioni delle compagnie, si sono mosse così verso l’ alto. Benzina: Codacons, rialzi si sentiranno su prezzi alimentari “L’ aumento dei prezzi dei carburanti non è da attribuire all’ andamento delle quotazioni petrolifere, ma risiede nell’ incremento degli spostamenti degli italiani durante la Fase 3”. Lo afferma il Codacons, intervenendo sui rincari dei listini presso i distributori italiani. Il petrolio, sottolinea l’ associazione in una nota, “registra in questi giorni quotazioni stabili attorno ai 40 dollari al barile, mentre a crescere sensibilmente è l’ utilizzo delle automobili da parte degli italiani, che tornano a spostarsi per il paese per raggiungere le seconde case o recarsi al mare – spiega il Codacons – Proprio la ripresa dei consumi petroliferi determina un rialzo ingiustificato dei prezzi alla pompa, che danneggia non solo gli automobilisti ma l’ intera collettività, con ripercussioni negative sui prezzi dei prodotti trasportati, a partire dagli alimentari”. Benzina: Unione consumatori, aumenta con spostamenti Fase 3 “Da quando sono ripresi gli spostamenti liberi all’ interno della propria regione, in un mese, su un pieno di 50 litri di carburanti c’ è stato un aggravio di 93 cent per la benzina e 83 cent per il gasolio. Non sembra un rincaro astronomico, eppure su base annua è pari ad un incremento di spesa per autovettura pari a 22,3 euro all’ anno per la benzina e 20 euro per il gasolio”. E’ quanto calcola l’ Unione nazionale consumatori in una nota, alla luce dei rincari dei prezzi della benzina.

    corriere.it, 24/06/2020 12:35
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    Fca: via libera dalla Corte dei Conti al prestito con garanzia Sace
    È arrivato l’ ultimo passaggio necessario per il via libera al prestito da oltre 6 miliardi con garanzia Sace richiesto da Fca. Il prestito è stato infatti registrato dal controllo preventivo della Corte dei Conti, come previsto dalla normativa. Lo si apprende da fonti della stessa magistratura contabile, alla quale spetta la supervisionare del relativo decreto del Ministero dell’ Economia. Ma secondo le associazioni dei consumatori, il via libera non arriverà senza la decisione del Tar del Lazio. «La magistratura contabile, prima di dare il proprio parere favorevole al prestito, avrebbe dovuto attendere la decisione della giustizia amministrativa, dinanzi la quale pende il ricorso presentato dal Codacons e finalizzato a bloccare il prestito a Fca – spiega l’ associazione -. Solo il Tar potrà dare il via libera all’ operazione, dopo essersi espresso sul ricorso Codacons contro la norma che autorizza una società facente parte di un gruppo la cui controllante ha sede all’ estero a ricevere finanziamenti italiani».

    Borse, 24/06/2020 12:18
    FCA: via libera della Corte dei Conti al prestito. Codacons: ultima parola spetta al Tar
    Nessun via libera al prestito con garanzia Sace da 6,3 miliardi di euro richiesto da Fca fino a che sulla questione non arriverà la decisione del Tar del Lazio. Lo afferma il Codacons, che contraddice quanto fatto emergere oggi dalla Corte dei Conti che avrebbe dato il consenso definitivo all’ operazione. Concedere 6,3 miliardi di euro a Fca equivarrebbe a cagionare un danno alle casse pubbliche, sottraendo risorse alla collettività che potrebbero essere destinate a ben altre finalità, aveva sostenuto il Codacons. La magistratura contabile, prima di dare il proprio parere favorevole al prestito, – spiega l’ associazione – avrebbe dovuto attendere la decisione della giustizia amministrativa, dinanzi la quale pende il ricorso presentato dal Codacons e finalizzato a bloccare il prestito a Fca. Solo il Tar potrà dare il via libera all’ operazione, dopo essersi espresso sul ricorso Codacons contro la norma che autorizza una società facente parte di un gruppo la cui controllante ha sede all’ estero a ricevere finanziamenti italiani.

    lanotiziagiornale.it, 24/06/2020 12:12
    Calabria terra di mafia e terremoti. EasyJet prova a dirottare i turisti. Un annuncio sul sito demolisce gli scali nella regione. L’ azienda si scusa ma rischia un conto salato
    “Per un assaggio autentico della vivace vita italiana, niente di meglio della Calabria. Questa regione soffre di un’ evidente assenza di turisti a causa della sua storia di attività mafiosa e di terremoti”. Sembra incredibile eppure questo è lo sconvolgente testo con cui la compagnia aerea low cost EasyJet “pubblicizzava”, sul proprio sito, i voli verso la regione del sud Italia, e che ora rischia di costarle caro. Del resto la scelta delle parole, a voler esser buoni, sono state quanto meno sbagliate e non potevano che causare l’ ira, rigorosamente bipartisan, dell’ intera politica italiana che imputa alla compagnia un grave danno di immagine.Tra i più indignati c’ è il ministro del Sud, Giuseppe Provenzano , che su Twitter si è limitato a dire: “Easyjet chieda scusa, alla Calabria e all’ Italia. Non c’ è altro da aggiungere”. Ancor più netto il presidente della Regione, Jole Santelli (nella foto), secondo cui “la pseudo operazione di marketing sulla Calabria realizzata da Easyjet è offensiva, miope e ha un chiaro sapore razzista. Si potevano usare tante parole per descrivere la meraviglia e la straordinarietà di una regione unica al mondo, ma la compagnia inglese ha scelto le più becere e le più consunte, realizzando una pubblicità ingannevole che non è altro che una sommatoria di inqualificabili pregiudizi”. “Una gaffe senza precedenti”, prosegue la governatrice, a cui l’ azienda può “rimediare incrementando considerevolmente i voli per la Calabria così da permettere alle migliaia e migliaia di passeggeri di EasyJet di scoprire le infinite meraviglie della nostra terra” e superare stereotipi che non le rendono merito.SCUSE SUI GENERIS. Inutile dire che quando la questione è deflagrata sui social, l’ azienda ha fatto marcia indietro e si è cosparsa il capo di cenere chiedendo scusa. Il messaggio incriminato, infatti, è stato modificato mettendo al centro la bellezza della città di Lamezia e cancellando ogni riferimento alla mancanza di turisti per mafia e terremoti. Al posto di questi ora si parla di “attraenti insenature, candide spiagge incontaminate, meravigliosi paesaggi montani e alpini” e anche di “templi greci, romani e normanni”. Secondo la compagnia, nel tentativo di giustificare l’ accaduto, “l’ intento originale” voleva essere dei più nobili perché avrebbe dovuto “sottolineare quanto la Calabria sia sottovalutata all’ estero da un punto di vista turistico”.Peccato che le scuse, per quanto gradite, non hanno prodotto i risultati sperati. Anzi dalla Regione in queste ore si stanno alzando i toni con l’ assessore al Turismo della Regione Calabria, Fausto Orsomarso , che ha avvisato EasyJet del fatto che si sta valutando una eventuale denuncia: “Le scuse erano il minimo ma con questo non si eviteranno una richiesta di risarcimento esemplare. Siamo stufi di chi tratta con superficialità la Calabria e aggiungo anche stufi di alcuni, tra i primi a gridare allo scandalo, che si autoflagellano ogni giorno dal nostro interno raccontandoci così”. Ma le rogne per la compagnia britannica non finiscono qui perché il Codacons ha preso la palla al balzo per presentare un esposto alle Procure di Roma e Catanzaro, come anche all’ Antitrust, chiedendo “il sequestro del sito della compagnia aerea”.Ad affermarlo è il presidente Codacons Calabria, Francesco Di Lieto , secondo cui: “Riteniamo sia una vergognosa quanto intollerabile discriminazione e denigrazione a danno della Calabria capace di avere ricadute negative sul turismo locale e sull’ economia di un intera regione. Per questo abbiamo depositato una denuncia ipotizzando il reato di diffamazione”.

    Yahoo Notizie, 24/06/2020 10:29
    Fca, da Corte dei Conti via libera al prestito da 6,3 miliardi
    La Corte dei Conti ha dato il via libera al prestito di 6,3 miliardi con garanzia Sace richiesto dal gruppo Fca. Lo si apprende da fonti istituzionali. Con questo passaggio, viene completato l’ iter per la concessione del credito. “Nessun via libera al prestito con garanzia Sace da 6,3 miliardi di euro richiesto da Fca fino a che sulla questione non arriverà la decisione del Tar del Lazio” commenta il Codacons in una nota. “La magistratura contabile – aggiunge l’ associazione – prima di dare il proprio parere favorevole al prestito, avrebbe dovuto attendere la decisione della giustizia amministrativa, dinanzi la quale pende il ricorso presentato dal Codacons e finalizzato a bloccare il prestito a Fca. Solo il Tar potrà dare il via libera all’ operazione, dopo essersi espresso sul ricorso Codacons contro la norma che autorizza una società facente parte di un gruppo la cui controllante ha sede all’ estero a ricevere finanziamenti italiani”.

    Yahoo Notizie, 24/06/2020 10:27
    FCA: via libera della Corte dei Conti al prestito. Codacons: ultima parola spetta al Tar
    Nessun via libera al prestito con garanzia Sace da 6,3 miliardi di euro richiesto da Fca fino a che sulla questione non arriverà la decisione del Tar del Lazio.Lo afferma il Codacons, che contraddice quanto fatto emergere oggi dalla Corte dei Conti che avrebbe dato il consenso definitivo all’ operazione.Concedere 6,3 miliardi di euro a Fca equivarrebbe a cagionare un danno alle casse pubbliche, sottraendo risorse alla collettività che potrebbero essere destinate a ben altre finalità, aveva sostenuto il Codacons. La magistratura contabile, prima di dare il proprio parere favorevole al prestito, – spiega l’ associazione – avrebbe dovuto attendere la decisione della giustizia amministrativa, dinanzi la quale pende il ricorso presentato dal Codacons e finalizzato a bloccare il prestito a Fca. Solo il Tar potrà dare il via libera all’ operazione, dopo essersi espresso sul ricorso Codacons contro la norma che autorizza una società facente parte di un gruppo la cui controllante ha sede all’ estero a ricevere finanziamenti italiani.

    Studio Cataldi, 24/06/2020 08:46
    Smettere di fumare: due strumenti diversi, stesso obiettivo salute
    A cura di AdnKronos Traduci questa pagina nella tua lingua: Translate this page in your language: (Roma, 23 giugno 2020) – Roma, 23/06/2020 – Il fumo è il vizio più diffuso al mondo. Negli anni, in molti hanno cercato di smettere, chi senza riuscirvi e chi riuscendo nell’ obiettivo, grazie a una buona dose di volontà. Ma perché è così difficile smettere di fumare? La risposta è semplice:la nicotina contenuta all’ interno delle sigarette crea dipendenza ed è quindi il corpo stesso a richiederne l’ assunzione.Ecco che, nel lontano 2001 (anche in vista della legge 3/2003 per la tutela dei non fumatori che già si stava discutendo e sarebbe stata promulgata da lì a due anni), è nata la sigaretta elettronica, o e-cig. Sin da subito contestata dai fumatori più incalliti, si è invece presa la sua fetta di notorietà con il passare del tempo, raggiungendo altissime percentuali di utilizzo da parte di chiunque abbia anche solo un po’ di voglia di smettere o diminuire col vizio del fumo. In commercio esistono ormai moltissimi modelli, dai kit introduttivi a quelli più avanzati e personalizzabili: una variegata carrellata è presentata su www.svapostore.net. Perché la sigaretta elettronica è meglio della sigaretta classica?La miglioria principale arriva dall’ assenza totale di combustione all’ interno dell’ e-cig, processo che attiva il rilascio di sostanze nocive come il monossido di carbonio, il catrame, tossine varie e altre sostanze cancerogene. La vaporizzazione del liquido aromatico all’ interno della sigaretta elettronica avviene a circa 250° e porta il fumatore, o meglio lo svapatore, a inalare semplice vapore acqueo dal gusto che preferisce.Oltre all’ aroma, è possibile scegliere la quantità di nicotina presente all’ interno del liquido ed è facile capire come sia possibile partire da alti dosaggi (per chi è abituato ad un massiccio utilizzo di sigarette classiche) e diminuirli man mano, fino ad eliminare totalmente la nicotina dal proprio organismo. Oltre alla sigaretta elettronica, si sono di recente diffusi gli strumenti per scaldare il tabacco, come il famoso iQOS.iQOS: cos’ è e come funzionaUno dei principali strumenti e brand diffusi in Italia per quanto riguarda il tabacco riscaldato, presente sul mercato dal 2015, è un nuovo tipo di sigaretta, una via di mezzo tra la classica e quella elettronica: gli stick iQOS. Lanciati sul mercato da Philip Morris, gli stick iQOS sono anch’ essi elettronici ma, a differenza delle e-cig, non vaporizzano un liquido aromatico, bensì riscaldano direttamente le foglie di tabacco.Questo procedimento colloca gli stick più vicini alle sigarette classiche, poiché il tabacco è fisicamente presente all’ interno del meccanismo. La differenza sta nel processo di riscaldamento: mentre nelle sigarette classiche il tabacco va in combustione alla temperatura di circa 900°, sprigionando tutte le sostanze cancerogene, gli stick iQOS riscaldano, e quindi non bruciano, il tabacco a 350°. Questo permette alle foglie presenti negli stick di rilasciare gli aromi tipici della sigaretta classica, ma senza che avvenga la combustione. Un prodotto pensato per chi vorrebbe smettere di fumare o diminuire l’ uso delle sigarette tradizionali, ma senza rinunciare al gusto del tabacco.Smettere di fumare: quale dei due metodi è migliore?In base alla pericolosità dovuta alla combustione del tabacco, vi è una scala, comunemente intesa, così ripartita:1. Sigarette classiche2. Stick iQOS3. E-CigLa sigaretta classica continua a essere il male peggiore per il corpo umano. La presenza di nicotina e la combustione che avviene durante l’ aspirazione di fumo nei polmoni, fanno parte di un mix altamente dannoso, al quale si è cercato di ovviare smettendo del tutto o passando a uno dei due metodi sopra descritti.Gli stick iQOS possono essere un valido aiuto per migliorare la propria situazione, ma solo in relazione alla combustione. All’ interno degli stick, il tabacco viene solo riscaldato e non vengono rilasciate le sostanze nocive contenute nelle sigarette classiche. Tuttavia, ad oggi, non è possibile conoscere con certezza le quantità e la composizione delle sostanze emesse, essendo stata bloccata la produzione e la diffusione di studi in merito (fatto anche recentemente denunciato da Codacons Italia ).Le e-cig risultano, a tutti gli effetti, la soluzione migliore per chi cerca un aiuto per smettere di fumare o anche solo per ridurre l’ apporto di nicotina nel corpo. Il loro processo di vaporizzazione del liquido aromatico non emette alcuna sostanza nociva (confermato da oltre 15 anni di studi scientifici). La gestualità e la ritualità del processo vengono mantenute, a differenza di altri metodi come i cerotti o le gomme da masticare, ma si ha la possibilità di diminuire gradualmente l’ apporto di nicotina, fino ad azzerarlo del tutto. L’ efficacia è così evidente che, addirittura, il sistema sanitario inglese si occupa di promuovere l’ utilizzo delle sigarette elettroniche nei casi possibili, come strumento per smettere del tutto di fumare.Nonostante anche la Philip Morris abbia voluto evolversi creando un prodotto sicuramente più sano rispetto alla sorella maggiore, il miglior modo per smettere effettivamente di fumare è l’ uso di sigarette elettroniche.È chiaro che i due strumenti che fanno concorrenza alla sigaretta classica siano sicuramente più sani e quindi meno pericolosi. E, dati alla mano, ci stanno riuscendo benissimo: su base mondiale, lo svapo è salito dal 28% al 37% negli ultimi anni. Ma anche tra questi due strumenti c’ è una grossa differenza ed è compito del fumatore cercare di capire, prima di scegliere se abbandonare la sigaretta classica, quale dei due metodi alternativi adottare al fine di tornare in salute e liberarsi una volta per tutte dalla combustione, tanto nociva quanto, purtroppo, appagante.Per informazioni: Svapostore è una grande azienda italiana nel settore del fumo elettronico. Distributore dei più famosi marchi di sigarette elettroniche e accessori per lo svapo, riesce a garantire prezzi concorrenziali con la sua grande offerta online. Il punto di forza dell’ e-commerce è l’ assistenza personalizzata, che permette di passare all’ e-cig con tutte le informazioni necessarie. Dalla sua fondazione, Svapostore svolge un processo educativo per aiutare a smettere di fumare.Contatti:Tel: 06 9480 3866.

    Urban Post, 24/06/2020 08:39
    Istat, consumi calati del 4% nel primo trimestre del 2020 a causa del COVID-19
    L’ emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del COVID-19 ha avuto un impatto considerevole sull’ economia: le misure di contenimento del contagio hanno costretto molte attività a chiudere, subendo un notevole contraccolpo che la prima fase di allentamento dei provvedimenti non sembra in grado di compensare pienamente. Il regime di quarantena ha modificato anche le abitudini della maggior parte degli italiani, ridimensionando significativamente le occasioni di contatto sociale e rimodulando i consumi . Secondo i dati prodotti dall’ Istat (l’ Istituto Nazionale di Statistica), il primo trimestre del 2020 ha fatto registrare un calo dei consumi rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente. In una nota, l’ Istituto fa sapere che ‘ le stime preliminari del primo trimestre 2020 mostrano che le misure di contenimento della diffusione del Covid-19 hanno prodotto un calo di circa il 4% della spesa media mensile rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente ‘; contestualmente, l’ Istat sottolinea come ‘ la marcata riduzione dell’ offerta e della domanda commerciale al dettaglio ha determinato una flessione delle spese diverse da quelle per prodotti alimentari e per l’ abitazione di oltre il 12% rispetto al primo trimestre 2019 ‘. Il calo della spesa media mensile viene quantificato anche da un punto di vista monetario; l’ Istat registra il passaggio dai 2560 euro del primo trimestre del 2019 ai 2491 euro del medesimo periodo del 2020. Si tratta di dati non certo sorprendenti, dal momento che quasi tutto il mese di marzo è coinciso con il cosiddetto ‘lockdown’, ovvero la chiusura di buona parte delle attività ricreative e di ristorazione, il provvedimento che ha di fatti eliminato una voce di spesa dal bilancio familiare di tutti i consumatori. È molto probabile che un trend analogo, con numeri leggermente più elevati, verrà registrato anche nel trimestre successivo (aprile – giugno), in cui le misure di contenimento sono state allentate solo a maggio: prevedibilmente i consumi non torneranno immediatamente agli stessi livelli registrati prima del lockdown ma torneranno a risalire in maniera più lenta, anche in considerazione del fatto che alcune attività hanno riaperto in parte o in ritardo rispetto a quanto disposto dal governo. Cosa attendersi dalla Fase 2 Con la progressiva riapertura delle attività di tutti i settori (specie quelli più colpiti, ovvero ristorazione e abbigliamento), i consumi torneranno inevitabilmente a salire, seppur senza raggiungere, almeno a stretto giro di posta, i livelli precedenti alla diffusione del COVID-19. Il possibile rallentamento dei consumi potrebbe essere in parte imputato ad un leggero aumento dei prezzi, applicato dagli esercenti per compensare parzialmente le perdite registrate durante i due mesi di inattività; il Codacons prevede un aumento della spesa media per famiglia di oltre 500 euro, legato in principal modo ai rincari dei prodotti alimentari, ed in particolare di frutta (+8,4%), per la verdura (+5%), per il latte (+5%) e per i salumi (+3,4%), secondo le stime effettuate dalla Coldiretti. Durante il periodo di lockdown, mentre alcuni consumi sono crollati, altri sono aumentati sensibilmente, come ad esempio quello relativo al traffico telefonico, sia da fisso che da mobile, bilanciando l’ inflazione dei prezzi dei beni agroalimentari; l’ Istat ha rilevato che i prezzi dei Beni energetici hanno registrato un’ ulteriore flessione sia nella componente regolamentata (da -9,4% a -14,1%) sia in quella non regolamentata (da -2,7% a -7,6%); un trend analogo è stato fatto registrare dai prezzi dei Servizi relativi alle comunicazioni (da -2,6% a -1,3%). Cosa attendersi, quindi, dalla Fase 2 e da quelle successive? Di certo, un lieve aumento dei prezzi di alcuni prodotti e servizi; di contro, molte famiglie non potranno permettersi di sostenere i rincari se, durante il lockdown hanno visto ridotte o azzerate le proprie entrare; per questo, ove possibile, si cercherà di risparmiare, optando per la tariffa più conveniente: per fare questo, vi sono siti specializzati che mettono a disposizione degli utenti un tool online, come quello disponibile a https://www.salvaconto.it/ , per confrontare le tariffe dei vari operatori di settore, così da permettere all’ utente di selezionare il servizio di cui ha bisogno al prezzo che più gli è congeniale.
    scritto da luigi

    panorama.it, 24/06/2020 05:00
    Voli cancellati: perché il rimborso è un diritto e come richiederlo
    conte, il denunciato del popolo sul viale del tramonto il pallone sgonfio: diritti tv in calo in europa tcl 10 lite, recensione del miglior telefono sotto i 200 euro apple rivoluziona il mac e mette in moto l’ auto con l’ iphone. tutte le novità della wwdc 2020 «white lives matter». l’ aereo sorvola lo stadio di manchester nel giappone post covid un avatar a misura la febbre e l’ ai controlla se vi siete lavati bene le mani i più letti abbiamo comprato il test rapido per il covid-19 (anche se non si sa se funzioni) chiuse le fabbriche e le attività produttive non «necessarie» coronavirus, come e quando finirà in italia coronavirus, la mappa in tempo reale del contagio chi sono le “sardine”: storia di un movimento e del suo nome
    Voucher o cambio di data. Non offrono altre opportunità le compagnie aeree che ancora cancellano i voli nonostante dal 3 giugno siano state rimosse le restrizioni alla circolazione delle persone fisiche all’ interno del territorio nazionale e nell’ area europea di Schengen, Regno Unito e Irlanda del Nord. Eppure i vettori che si comportano così lo fanno in maniera illecita. A confermarlo è l’ Enac, l’ ente di aviazione civile, che ricorda quali sono i diritti dei passeggeri e i doveri dei vettori in causa di cancellazione dei voli. Secondo quanto prevede il Regolamento Comunitario n. 261 del 2004 nei casi di cancellazione di voli per cause non collegate all’ emergenza Covid-19 le compagnie devono fornire ai passeggeri l’ informativa; la riprotezione; il rimborso del prezzo del biglietto (non la corresponsione di un voucher) e la compensazione, ove dovuta. Questo però non sta avvenendo e Enac sta avviando gli accertamenti necessari per sanzionare i vettori in caso di accertata violazione del Regolamento Comunitario di riferimento. Il sospetto è che le compagnie aeree (Enac non ha voluto fornire l’ elenco dei vettori su cui sono state avviate le indagini) a causa delle scarse prenotazioni, stiano cancellando i voli, ma invece di procedere al rimborso come prevede la legge si stanno appellando all’ art. 88 bis della Legge n. 27 del 24 aprile 2020 che concede, in via straordinaria, la possibilità di commutare il rimborso in voucher nel caso la cancellazione sia dovuta alle restrizione da Covid-19. Non solo: le autorità stanno indagando sulla presunta vendita di biglietti «fantasma» per voli da o per scali ancora chiusi o da velivoli fuori uso con lo scopo di fare cassa e tentare di risanare – sulle spalle dei consumatori – il disastro economico causato dalla pandemia. «Se così fosse – spiega a Panorama.it il Presidente del Codacons Carlo Rienz i – ci sarebbero gli estremi per una denuncia penale per truffa». In Europa, infatti, ci sono ancora scali chiusi per ragioni logistiche o per l’ impossibilità di rispettare le norme di igiene e sicurezza imposte durante la pandemia. Linate è uno di questi eppure ancora oggi ci sono in vendita centinaia di biglietti verso lo scalo milanese anche nei mesi di luglio o agosto. Cosa succederà a quei passeggeri? Si vedranno cancellare il volo? O verranno dirottati su Malpensa senza preavviso e senza possibilità di scelta? Si tratta di un far west che rischia di minare ancora di più una stagione difficilissima per l’ aviazione civile e il turismo europeo. Oltre alle incertezze della pandemia, infatti, si unisce il rischio di investire tutto in una vacanza che non si potrà mai realizzare. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera , a fine maggio i sedili messi in vendita sui voli in Europa nella settimana 15-21 giugno erano 17,8 milioni, quelli reali sono stati 3,9 milioni. Tutti gli altri sono spariti, anche se venduti in buona parte. «Quello che i consumatori possono fare per tutelarsi» aggiunge ancora Rienzi «è operare una diffida formale nei confronti della compagnia aerea presso cui si realizza la prenotazione. Inoltre è opportuno conservare e raccogliere le prove dell’ eventuale danno che la cancellazione del volo potrebbe comportare (o ha comportato) . Se, ad esempio, si ha un hotel prenotato, o una casa vacanza o anche il collegamento con un altro volo si potrà esigere l’ indennizzo totale del danno derivato da illecita cancellazione». «Per farlo – conclude Rienzi – bisogna rivolgersi al giudice di pace in attesa che Enac operi a livello ufficiale per ripristinare la legalità e permettere al passeggero di vedersi riconoscere il proprio diritto al rimborso». Codacons, tramite l’ avvocato Gianluca Di Ascenzo precisa che il consumatore, se intende richiedere il rimborso del biglietto, deve scrivere alla compagnia aerea. Se entro 6 settimane non riceve risposta o la stessa non è ritenuta soddisfacente, si può presentare reclamo all’ Enac». «L’ Antitrust – aggiunge – già nella segnalazione inviata al Governo e al Parlamento nel mese di maggio, ha chiarito che il consumatore ha diritto al rimborso in denaro se alla scadenza del voucher non avrà usufruito dello stesso. Il Codacons ha avviato una iniziativa a tutela dei consumatori per far ottenere il rimborso dei biglietti, tutte le informazioni sono pubblicate sul sito internet dell’ associazione, all’ indirizzo www.codacons.it». La situazione, quindi, è complessa perché se in Italia Codacons ha già avviato esposto all’ Antitrust e alla Procura di Roma e Enac sta valutando gli estremi per un’ azione legale contro i vettori interessati che operano in Italia oltreconfine è la giungla con le compagnie che si rifiutano di corrispondere il rimborso e la «scusa» del voucher che viene impugnata dalle compagnie aeree. A questo punto spetterebbe all’ Unione Europea emettere una direttiva che unifichi la prassi a livello comunitario e che determini il rimborso per tutti i passeggeri che si sono visti negare i propri diritti.

    La Gazzetta del Mezzogiorno, 24/06/2020 03:50
    santeramo in colle dopo i tanti incidenti sulla questione era intervenuto il codacons sollecitando interventi
    Più sicura la strada per Cassano il cantiere dovrebbe partire a giorni
    il sindaco, baldassarre: «me lo conferma la città metropolitana» una battaglia del pd i dem avevano preso a cuore il problema del manto d’ asfalto ridotto male
    SANTERAMO IN COLLE. Partono, a breve, i lavori di rifacimento del manto stradale sulla provinciale 236, tratto Santeramo in Colle -Cassano delle Murge. A comunicarlo, in una nota, la sezione santermana del Partito Democratico. «L’ avvocato Elisabetta Vaccarella della Città metropolitana ha accolto le nostre istanze – scrive il Pd di Santeramo – impegnandosi personalmente per far ripartire i lavori di manutenzione al manto stradale, che tanti problemi aveva creato ai numerosi automobilisti che ogni giorno percorrono quella strada». Finalmente si muove qualcosa dopo anni di ripetute proteste da parte dei cittadini e in particolare del locale Codacons. L’ as sociazione dei consumatori, infatti, più volte ha sollecitato «interventi urgenti sulla rete viaria provinciale che collega Santeramo alle città limitrofe. Con le tante tasse che si pagano, la sicurezza delle nostre strade non può essere messa da parte per questioni economiche. Da tempo la situazione delle provinciali, e non solo, è grave. Tratti di asfalto fatiscenti – elenca il Codacons -, erbacce sui cigli, buche e scoli di acqua otturati». A confermare l’ inizio dei lavori anche il sindaco di Santeramo, Fabrizio Baldassarre: «Il 5 giugno scorso, a seguito di numerose segnalazioni e di mie precedenti comunicazioni alla Città metropolitana di Bari, ho scritto alla delegata alla viabilità Elisabetta Vaccarella una mail formale, certamente un po’ dura, ma a tutela dell’ in teresse di quanti, in migliaia di veicoli, percorrono la strada da e per Bari. La consigliera delegata Vaccarella mi ha cortesemente risposto il 10 giugno dichiarando che entro la fine del mese i lavori sarebbero partiti. La consigliera di via Spalato – aggiunge il sindaco di Santeramo – mi ha anche annunciato la partenza a breve di lavori sulla provinciale 235 nel tratto, pure molto frequentato, da Santeramo a Gioia del Colle. Ringrazio di cuore la Città metropolitana di Bari e il suo Ufficio tecnico per l’ attenzione che riserveranno alla sicurezza della viabilità delle strade del nostro territorio e auspico che con lo stesso impegno possano confermare quanto prima i lavori di rifacimento del manto stradale della cosiddetta “Circon vallazione di Santeramo”. Per quanto concerne i lavori di rifacimento del manto stradale dei tratti urbane aggiunge Baldassarre rivolgendosi ai concittadini – vi chiedo ancora un po’ di pazienza. Avete perfettamente ragione e mi scuso con tutti voi del ritardo dell’ intervento. Non appena avremo approvato il bilancio previsionale in Consiglio comunale procederemo spediti», conclude il sindaco di Santeramo in Colle.

    Il Tempo, 24/06/2020 03:45
    contraria parla la deputata di forza italia annagrazia calabria
    «Restare a casa significa accelerare la crisi sociale»
    … «Sono preoccupata e mi fa specie che non lo sia il governo. Siamo in un periodo di emergenza mai visto prima e lo smart working è un acceleratore esponenziale di un domino letale che colpisce indiscriminatamente tutta l’ Italia che lavora e produce. La situazione veramente drammatica». Non ha dubbi di sorta la deputata di Forza Italia, Annagrazia Calabria, che intervistata dal nostro giornale parla del lavoro agile come di una minaccia per le attività commerciali. Onorevole Calabria, quali so no, dunque, i rischi maggiori a suo avviso? «Il principale rischio è quello della chiusura delle nostre imprese piccole, medie e grandi perché il combinato disposto del calo del fatturato e della riduzione dei consumi a ogni livello potrebbe rivelarsi mortale. Tutti gli indicatori economici mostrano questo. I dati di Confcommercio e Codacons ci raccontano di un’ Italia che non ce la fa, che soffre: a maggio i consumi sono diminuiti del 30 per cen to, le famiglie sono più povere, oltre un milione di italiani non ha ricevuto la Cassa integrazione di marzo e siamo a giugno, le tasse sono sempre quelle, nel comparto moda i negozi hanno registrato un calo di vendite pari al 76% rispetto al pre-Covid. Il settore della ristorazione ha visto una riduzione del 53% del fatturato, il che significa un vero e proprio effetto negativo a valanga sull’ agroalimentare». In tutto questo, ecco che si inserisce la tematica dello smart working, soprattutto nei grandi centri… «Come le dicevo, lo smart working è un acceleratore esponenziale di questo domino letale. Se parliamo dei centri delle grandi città come Roma ad esempio, notiamo che negli ultimi decenni non sono più residenziali in quanto c’ è stata una diffusione di uffici. Ela chiusura di questi uffici – visto che ci costringono a lavorare da casa desertifica interi quartieri. E molto preoccupante quello che si vede in giro: basta farsi una passeggiata per trovare appunto nel proprio quartiere, ad ogni metro, una saracinesca abbassata. Questo lo può verificare chiunque. Piuttosto che indebitarsi, molti esercizi commerciali hanno preferito chiudere. È una scelta drammatica, ma che si riesce a comprendere». Insomma, il lavoro agile sta diventando un problema per l’ economia? «Si. C’ è, poi, il ministro per la Pubblica amministrazione Fabiana Dadone che proprio oggi (ieri, ndr) ha detto che lo smart working ci sarà fino al prossimo 31 luglio e che sono previste delle proroghe. Non si può ragionare per compartimenti stagni: il governo dovrebbe pensare ad arginare i contraccolpi sulla produttività e sul turismo. Perché non capire che il lavoro agile sta distruggendo il nostro Paese? Gli uffici riaperti in sicurezza hanno rischi – almeno sembra quasi pari a zero. Per quanto riguarda in particolare la Pa, vengono dei cattivi pensieri: noi paghiamo le tasse per avere i servizi offerti dalle amministrazioni pubbliche. Perché allora noi paghiamo le imposte per uffici che rimangono chiusi? I funzionari del Comune di Roma, in alcuni municipi, erano in smart working un giorno si ed un giorno no, due ore al giorno: vi sembra normale parlare via mail in questo modo e pagare le tasse? Il lavoro agile diventa così un alibi per uno Stato che non vuole assolvere ai minimi standard di sicurezza che, però, impone ai suoi cittadini».

    Nuova Cosenza, 24/06/2020 03:33
    Spot EasyJet, coro di dichiarazioni e proteste contro la compagnia
    Spot EasyJet, coro di dichiarazioni e proteste contro la compagnia 23 giu 20 “Descrivere la Calabria come una terra di mafia e di terremoti dalla quale i turisti stanno alla larga, e i pochi che arrivano possono ammirare solo delle ‘case bizzarre’, è di una gravità senza precedenti. Una ‘cartolina’ del tutto falsa e piena di assurdi pregiudizi, che ha l’ effetto di danneggiare l’ immagine di una regione che non solo può offrire ai visitatori un immenso patrimonio di tesori naturalistici, culturali e identitari, quanto oggi è una terra completamene libera dal covid, ed è pronta ad accogliere in sicurezza turisti e viaggiatori grazie anche all’ ottimo lavoro messo in campo dalla presidente Jole Santelli e dall’ assessore al Turismo Fausto Orsomarso. Una terra capace di offrire esperienze di viaggio emozionanti ed autentiche, e non solo quadretti da pubblicare su Instagram”. È quanto afferma il deputato di Fratelli d’ Italia Wanda Ferro , commentando quanto pubblicato sul sito della compagnia aerea Easyjet nella sezione delle destinazioni di viaggio dedicata alla Calabria. “La descrizione della Calabria pubblicata sul sito della compagnia britannica – prosegue Wanda Ferro – è talmente distante dalla realtà e offensivo da non potere essere semplicemente frutto della superficialità, dell’ ignoranza o degli incubi di chi ha redatto il testo. Il danno all’ immagine della Calabria da parte di Easyjet è evidente, e rischia di avere ingiuste ripercussioni sulle attività turistiche. Per questo andrebbe sospeso immediatamente ogni eventuale rapporto della Regione con la compagnia aerea e andrebbero valutate possibili azioni risarcitorie”. “Una sola parola per EasyJet: vergogna! La Calabria è una terra meravigliosa con persone eccezionali. La Calabria è una terra che accoglie e, con buona pace di chi scrive il contrario, è una regione non soffre di assenza di turisti. EasyJet deve chiedere scusa e, prima di scrivere di Calabria, dovrebbe documentarsi meglio”. Così il Senatore di Italia Viva Ernesto Magorno. “Offese inaccettabili contro la Calabria e l’ Italia quelle contenute sul sito di EasyJet. Alla compagnia, che ha annunciato la rimozione della vergognosa scheda, chiediamo le scuse nei confronti dell’ Italia intera”. È quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’ Italia, Giorgia Meloni . “Bene le scuse di EasyJet, la Calabria non può sopportare di essere ancora vittima di pregiudizi un tanto al chilo, ancor più gravi se a perpetrarli è una compagnia che dovrebbe invogliare i turisti a visitare la nostra meravigliosa terra”. Lo afferma il senatore di Forza Italia Giuseppe Mangialavori . “La sezione “Ispirami” del sito della compagnia inglese – argomenta il parlamentare – riportava un testo molto offensivo perché spiegava “l’ evidente assenza di turisti” (affermazione falsa) con la sua “storia di attività mafiosa e di terremoti” e con la “mancanza di città iconiche come Roma o Venezia capaci di attrarre i fan di Instagram”. Francamente, era difficile realizzare una descrizione peggiore di questa. La Calabria – continua Mangialavori – avrebbe meritato ben altre parole, non queste, permeate di pregiudizi in gran parte falsi. Il danno di immagine prodotto da EasyJet potrebbe essere davvero rilevante. Ecco perché le scuse, da sole, potrebbero non bastare. Ci auguriamo – conclude il senatore di Fi – che la compagnia, nel prossimo futuro, voglia investire maggiormente nella promozione della Calabria. Magari potrebbe farlo descrivendo gli innumerevoli tesori di cui dispone questa regione: da Tropea a Scilla, dai Bronzi di Riace al Codex Rossanensis, dall’ Area archeologica Antica Kroton ai tre Parchi nazionali. La lista potrebbe essere infinita, c’ è l’ imbarazzo della scelta, altro che mafia e terremoti”. “Non è chiaro se la compagnia di volo Easy Jet abbia effettivamente promosso la Calabria come terra di mafia e terremoti, per poi correggere il tiro a danno fatto. Nel caso, Easy Jet dovrebbe chiedere umilmente scusa ai calabresi e spiegare le ragioni di un simile errore colossale”. Lo afferma, in una nota, la senatrice M5S Bianca Laura Granato . “Con i suoi mari – prosegue – le sue spiagge, i suoi Parchi, le sue Riserve, i suoi monti e sentieri, la Calabria è la terra del lungomare più bello d’ Italia, quello di Reggio Calabria, delle grandi utopie di Gioacchino da Fiore e Tommaso Campanella, della cultura della Magna Grecia, della spiritualità monastica e dell’ impegno civile di personaggi come Nino De Masi, che senza paura hanno denunciato l’ usura delle grandi banche del sistema capitalistico». «Ancora, la Calabria – prosegue la parlamentare del Movimento 5 Stelle – è la terra dell’ accoglienza, della tolleranza, del calore umano, della cucina e dell’ agricoltura superlative. Inoltre è sede di antiche e preziose tradizioni, è ricca di miti, saperi e mestieri, di un patrimonio senza eguali di natura, arte e cultura, cui vanno aggiunti luoghi incantevoli come il Parco delle Valli Cupe e di straordinaria creatività come il Museo di Santa Barbara a Mammola». «La Calabria e i calabresi – conclude Granato – non si possono confondere con la mafia, che è un fenomeno globale contro cui le istituzioni e la coscienza civile combattono ogni giorno”. “Voglio sperare che sia stato un errore, una clamorosa caduta di stile e professionalità. Perché altrimenti, le informazioni che la compagnia aerea Easyjet fornisce sulla Calabria dal proprio sito internet, rappresentano un coacervo di luoghi comuni davvero imbarazzante”. Lo scrive su Facebook il sottosegretario ai Beni e alle attività culturali Anna Laura Orrico . “La Calabria – prosegue – viene descritta come una terra di mafiosi e terremotati. E una meta turistica di secondo piano. Insomma, un racconto pregiudizievole dell’ immagine e lesivo della dignità di una terra da parte di un’ azienda che, assicurandone i collegamenti, dovrebbe invece spendersi in direzione contraria. Serve una narrazione diversa della nostra regione. A cominciare da chi in Calabria viene a fare impresa. Se Easyjet – conclude Anna Laura Orrico – pensa che l’ aeroporto di Lamezia Terme sia l’ ingresso di un luogo così pericoloso e poco attrattivo potrebbe sempre decidere di rinunciare ai profitti, degni di nota, che raccoglie fornendo, ricordiamolo, un servizio”. “Easy Jet rettifichi immediatamente la descrizione della Calabria dal proprio sito”. Lo dichiara il consigliere regionale di Forza Italia Domenico Giannetta. “La Compagnia aerea – prosegue – ha scelto contenuti imbarazzanti, offensivi e qualunquisti per descrivere la destinazione Calabria agli appassionati di Instagram. Contenuti che nulla hanno a che vedere con l’ identità, la storia, la cultura e la bellezza della nostra regione e del nostro popolo. È davvero paradossale che con l’ intento di ispirare viaggiatori e turisti verso proposte alternative, si dipinga la Calabria come luogo che, riporto testualmente ‘soffre di un’ evidente assenza di turisti a causa della sua storia di attività mafiosa e di terremoti’. Abbiamo certamente molta strada da fare per rafforzarci e promuoverci al meglio tra le destinazioni di viaggio, ma una cosa è certa, non è sicuramente questa la direzione giusta. Ci aspettiamo una rettifica con tanto di scuse da parte della Compagnia aerea che, a mio avviso, avrebbe quantomeno dovuto affidarsi a professionisti più competenti e seri per la redazione dei propri contenuti. La Calabria ha moltissimo da offrire a chi ama viaggiare e scoprire la bellezza autentica dei luoghi e delle culture che li animano. Viaggiare in Calabria è un’ esperienza che ha ispirato artisti e poeti. E che sicuramente appassiona anche gli amanti di Instagram, con i suoi scenari incantevoli e unici al mondo”. “Cari autori dei siti delle Compagnie aeree internazionali – conclude Giannetta – venite qui a studiare la nostra vera identità e poi non vi mancheranno le parole giuste per ispirare l’ esperienza di viaggio in Calabria”. “La compagnia aerea Easyjet ha rimosso dal suo sito e sostituito la scheda in cui, nella parte dedicata alle destinazioni di viaggio, descriveva la Calabria come una terra caratterizzata dalla mafia e dai terremoti. Una disinformazione in cui il pregiudizio si mescola all’ ignoranza, e che cammina di pari passo con quella di alcuni giornali nazionali che puntano a creare allarme sulle zone rosse in una regione che ha gestito tanto bene l’ emergenza da avere il grado di infezione più basso d’ Italia”. E’ quanto afferma, in una nota, l’ assessore al Turismo della Regione Calabria, Fausto Orsomarso . “Rettificare notizie tanto false e lesive dell’ immagine della regione – prosegue Orsomarso – è stato un atto doveroso, ma già oggi in giunta proporrò di valutare una richiesta di risarcimento danni. I nostri paesaggi, i nostri borghi, i nostri mari, le nostre montagne sono il naturale giardino d’ Italia e d’ Europa, le nostre ricchezze culturali, archeologiche, il nostro patrimonio di identità possono offrire al visitatore esperienze uniche. Per questo stiamo lavorando con orgoglio e determinazione per offrire al sistema del turismo maggiori servizi, migliori collegamenti e una più curata formazione delle professionalità, per rendere ancora più attrattiva una terra che ha nell’ accoglienza della sua gente la sua naturale vocazione”. “L’ approssimazione di Easyjet nel descrivere perché ‘volare’ su Lamezia Terme è allucinante. Un clamoroso autogol di comunicazione che mette in seria discussione la reputazione della compagnia aerea low-cost. Approssimazione e qualunquismo che non ci si aspetta da una società che dovrebbe adottare strategie aziendali per massimizzare i propri profitti e il proprio posizionamento nel mercato del traffico aereo in Italia e in Europa”. E’ quanto afferma in una nota Open Calabria . “Tuttavia, a parte la sciatteria e l’ approssimazione di EasyJet – prosegue la nota – alcune cose meritano di essere riprese dalla loro comunicazione. In piena crisi COVID-19, infatti, l’ elemento che guiderà le scelte dei turisti sarà la sicurezza percepita dei luoghi di destinazione. In tale direzione, in Calabria il distanziamento sociale sarà garantito in modo naturale dagli 800 chilometri di costa su cui fa leva il turismo balneare regionale. Ecco perché, caro EasyJet team, sono ‘mai affollate’: perché sono troppe e, spesse volte, quelle meno note sono luoghi paradisiaci. Easyjet aiuta anche in modo indiretto il turismo montano in Calabria: ‘tre spettacolari parchi nazionali’. Vero, caro EasyJet team, tanto spettacolari che consentiranno nella stagione COVID-19 l’ affermazione in Calabria del turismo sostenibile. Puntare sulla consapevole valorizzazione delle multiformi bellezze naturali che si rinvengono dal Pollino allo Stretto é la missione dei tantissimi operatori del settore che lavorano per costruire, attorno alla forza della natura, un’ offerta turistica a forte connotazione storico-culturale legata alle variegate tradizioni dei borghi”. “L’ inaccettabile descrizione della Calabria data dal sito della compagnia aerea Easyjet merita un urgente approfondimento e sto valutando di presentare un’ interrogazione parlamentare per investire l’ intero Parlamento e il Governo di questa vicenda clamorosa, surreale e gravemente lesiva dell’ immagine non solo della Calabria ma dell’ intero sistema turistico italiano, dal momento che la compagnia britannica ha diversi scali nel nostro Paese e le spericolate definizioni ‘terra di mafia e terremoti’ umiliano l’ Italia nel suo complesso”. Ad affermarlo è la parlamentare Pd, Enza Bruno Bossio . “Ci aspettiamo, dunque – prosegue – che la compagnia corregga al più presto lo spazio dedicato alla Calabria, attingendo a un racconto di verità e giustizia e accompagnandolo a un messaggio di scuse. Se anche si trattasse di uno scivolone e di un errore di superficialità, vi è un limite di decenza abbondantemente superato soprattutto perché si tratta di un messaggio promozionale. Tocca poi alle istituzioni regionali attivare ogni forma di tutela legale per rivendicare il danno d’ immagine consumato sulla Calabria, sulla sua storia millenaria di bellezza e accoglienza e sull’ economia turistica locale”. “Se Easyjet non modifica, non rettifica e, soprattutto, non si scusa con la Calabria e i calabresi attiverò l’ ufficio legale della Provincia per tutelare nelle sedi opportune l’ immagine della nostra terra”. Lo ha detto il sindaco di Catanzaro e presidente della Provincia del capoluogo, Sergio Abramo . “Nel leggere la notizia su come la compagnia aerea ha ‘promosso’ i voli verso l’ aeroporto internazionale di Lamezia – ha aggiunto Abramo – ho pensato si trattasse di una delle tante fake che circolano sui social. Mio malgrado ho scoperto subito, collegandomi direttamente sulla pagina di Easyjet, che la realtà questa volta ha superato ogni forma di immaginazione. Pregiudizio, pressappochismo, una narrazione distorta della nostra e anche una forma evidente di razzismo culturale: se voleva raggiungere il limite il ‘genio’ del marketing che si è inventato questo claim è abbondantemente riuscito nel suo intento. E così facendo ha indignato una regione intera, stufa di dover ascoltare o leggere queste ridicole e fasulle banalità, smentite dai fatti e dai commenti, a Easyjet dovrebbero saperlo, sempre positivi di chi viene a visitarci”. “Mi auguro che la compagnia si corregga al più presto – conclude Abramo – scusandosi sinceramente. Altrimenti ne risponderà in Tribunale”. “Chiedo alla presidente Santelli di intervenire tempestivamente affinché vengano rimosse dal sito della compagnia aerea EasyJet le frasi assurde e offensive con cui si ‘invita’ a viaggiare in Calabria”. Il consigliere regionale Francesco Pitaro (Gruppo Misto) interviene sulla descrizione che EasyJet fa dei luoghi da visitare una volta atterrati allo scalo di Lamezia Terme e aggiunge: “Che si tratti di hackeraggio o di un’ infelice trovata pubblicitaria resta inaccettabile che una regione dalla storia millenaria e con un ricchissimo patrimonio ambientale, religioso e culturale, che ha fortemente influito sullo sviluppo della civiltà mediterranea, venga ridotta a terra di mafia e terremoti, nonché meta di serie B perché incapace di attrarre i fan dei social network, peraltro aggiungendo notizie mendaci e chiaramente infondate secondo cui la Calabria soffra di ‘assenza di turisti'”. “‘Questa regione soffre di un’ evidente assenza di turisti a causa della sua storia di attività mafiosa e di terremoti’, così viene descritta la Calabria sul sito di Easyjet. È una vergognosa descrizione che offende la Calabria e la mia gente, crea un danno d’ immagine e scoraggia evidentemente i turisti a visitare la nostra terra, che è e deve essere nota per il suo ricco e meraviglioso patrimonio paesaggistico ed enogastronomico, per le sue antiche tradizioni e per l’ accoglienza ineguagliabile che i cittadini calabresi riservano ai turisti e agli ospiti tutti”. Così l’ europarlamentare del M5s, Laura Ferrara . “In qualità di membro della Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento europeo – prosegue Ferrara – scriverò ai vertici di EasyJet per chiedere che la descrizione della mia regione venga cambiata immediatamente. La Calabria è una terra meravigliosa che merita rispetto. Basta pregiudizi sul Sud Italia”, conclude. “La pseudo campagna marketing di #EasyJet fa schifo, insulta i calabresi e un intero territorio. Aspettiamo un mea culpa e soprattutto qualche volo in più da e per la Regione. La #Calabria è una terra meravigliosa e spero di tornarci presto”. Lo scrive su Twitter Mariastella Gelmini , capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Leggo commenti sui social di persone giustamente offese ed indignate da quanto pubblica Easyjet, ma domando: i mezzi di informazione della Calabria, aiutano a costruirci un’ immagine migliore? Il nostro Stato ha qualche pregiudizio verso la Calabria ed i reggini in particolare modo?”. Lo afferma il senatore di Forza Italia Marco Siclari che è intervenuto più volte in Senato per difendere l’ onorabilità e la dignità dei calabresi. “La Calabria – prosegue – è sempre stata e rimane una terra meravigliosa e i calabresi sono persone splendide e per bene e meritano attenzione e rispetto anche a livello istituzionale. Forse dobbiamo iniziare ad approfondire il tema in modo serio e istituzionale. Ho presentato, in ogni caso, un’ interrogazione parlamentare per chiedere al Governo di costituirsi parte civile contro Easyjet e chiedere il risarcimento economico per aver danneggiato l’ immagine di una sua regione e dei suoi abitanti. Sono certo che la Regione Calabria agirà in questo senso”. “La Calabria è una delle perle del nostro Paese. Terra di storia, cultura e turismo. Nessuna narrazione distorta potrà cancellare tutto questo. Bene le scuse e la rettifica di #easyjet e l’ avvio di una indagine interna perché non accada mai più”. Lo scrive in un tweet Lorenza Bonaccorsi , Sottosegretaria al Turismo del Mibact. “Forse fa paura a qualcuno che la Calabria prenda il posto che le spetti nel panorama delle bellezze turistiche italiana? E’ cosi che leggo la campagna apparentemente pubblicitaria ma di fatto denigratoria ed offensiva verso la regione Calabria, che per fortuna sta attirando l’ attenzione alle porte della stagione turistica, come una regione dove la qualità della vita è elevata, le bellezze naturali ed enogastronomiche sono alla portata di tutti. I calabresi siamo un popolo di lavoratori e difficilmente ci faremo piegare da giochetti di fuorviantie malevoli studiati a tavolino”. Lo ha dichiarato la senatrice di Forza Italia Fulvia Caligiuri . “La compagnia low cost autrice di questa campagna di disinformazione – aggiunge la senatrice – può anche evitare di atterrare nei nostri aeroporti. La Calabria è terra di Bellezze, di Cultura e di Storia: dalla Magna Graecia, all’ Altopiano della Sila fino al chilometro più bello d’ Italia. Il Governo, invece di fare vuoti annunci, dimostri concretamente la volontà di difendere le bellezze della nostra Italia senza pregiudizi e distizioni tra Regioni, dando il giusto valore alla terra di Calabria”, conclude Caligiuri. “Contro Easyjet e la assurda pubblicità sulla Calabria il Codacons presenta oggi un esposto alle Procure di Roma e Catanzaro e all’ Antitrust, chiedendo il sequestro del sito della compagnia aerea”. E’ quanto si legge in una nota dell’ Associazione. “Non si tratta solo di una campagna di pessimo gusto – prosegue la nota – ma di un vero e proprio invito a non venire in Calabria; una incomprensibile decisione di penalizzare lo scalo aeroportuale di Lamezia Terme, attraverso una subdola forma di intimidazione”. “Riteniamo – sostiene il presidente Codacons Calabria Francesco Di Lieto – sia una vergognosa quanto intollerabile discriminazione e denigrazione a danno della Calabria capace di avere ricadute negative sul turismo locale, sull’ economia di un intera regione oltre che sull’ immagine di circa 2 milioni di abitanti. Per questo motivo abbiamo depositato una denuncia in Procura ipotizzando il reato di diffamazione, e chiesto all’ Antitrust di provvedere all’ immediato sequestro del sito della compagnia”. “Calabria terra di mafie e terremoti? Mai vista una promozione più di cattivo gusto e infarcita di pregiudizi di quella di Easyjet. Il nostro Sud è pieno di bellezza, se vi servono questi trucchetti per avere un po’ di pubblicità low cost siete messi davvero male”. Lo scrive su Twitter Mara Carfagna , vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia. “#easyjet chieda scusa, alla Calabria e all’ Italia. Non c’ è altro da aggiungere”. Lo scrive in un tweet il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale Giuseppe Provenzano . “Bene le scuse di EasyJet, la Calabria non può sopportare di essere ancora vittima di pregiudizi un tanto al chilo, ancor più gravi se a perpetrarli è una compagnia che dovrebbe invogliare i turisti a visitare la nostra meravigliosa terra”. A sostenerlo è il senatore di Forza Italia Giuseppe Mangialavori . “La sezione ‘Ispirami’ del sito della compagnia inglese – sostiene il parlamentare – riportava un testo molto offensivo perché spiegava ‘l’ evidente assenza di turisti’ (affermazione falsa) con la sua ‘storia di attività mafiosa e di terremoti’ e con la ‘mancanza di città iconiche come Roma o Venezia capaci di attrarre i fan di Instagram’. Francamente, era difficile realizzare una descrizione peggiore di questa”. Per Mangialavori “la Calabria avrebbe meritato ben altre parole, non queste, permeate di pregiudizi in gran parte falsi. Il danno di immagine prodotto da EasyJet potrebbe essere davvero rilevante. Ecco perché le scuse, da sole, potrebbero non bastare. Ci auguriamo che la compagnia, nel prossimo futuro, voglia investire maggiormente nella promozione della Calabria. Magari potrebbe farlo descrivendo gli innumerevoli tesori di cui dispone questa regione: da Tropea a Scilla, dai Bronzi di Riace al Codex Rossanensis, dall’ Area archeologica Antica Kroton ai tre Parchi nazionali. La lista potrebbe essere infinita – conclude il senatore di Fi – c’ è l’ imbarazzo della scelta, altro che mafia e terremoti». «La descrizione che la compagnia EasyJet ha fatto della Calabria sul suo sito ufficiale rappresenta un inqualificabile e offensivo scivolone. La sezione “Ispirami”, nella quale ha trovato posto l’ offensiva scheda dedicata alla regione, può avere il solo effetto di allontanare i turisti da una della mete più suggestive e uniche al mondo». Ad affermarlo, in una dichiarazione, è la deputata del Movimento 5 stelle Federica Dieni. “La gaffe commessa da chi cura la comunicazione della compagnia low cost – aggiunge – è, peraltro, incomprensibile. Dire che “questa regione soffre di un’ evidente assenza di turisti a causa della sua storia di attività mafiosa e di terremoti” è vagamente razzista e rappresenta un pessimo esempio di marketing, che danneggia la Calabria ma anche la stessa EasyJet. Quanto alla “mancanza di città iconiche come Roma o Venezia capaci di attrarre i fan di Instagram”, è solo il caso di notare che a nessuno verrebbe in mente di far notare l’ assenza di queste due perle della civiltà parlando della Baviera o della Catalogna, dal momento che si tratta di città uniche al mondo. La Calabria, in compenso, a differenza di tante altre regioni, non solo italiane, può vantare un numero considerevole di altre meraviglie naturali, storiche e architettoniche in grado di soddisfare anche i turisti più esigenti”. “Nello stigmatizzare ancora una volta la gaffe di EasyJet – conclude Dieni – è perciò doveroso sfruttare anche questa goffa e involontaria propaganda negativa trasformandola in una sorta di pubblicità progresso. Ai turisti diciamo: venite in Calabria, e poi recensitela. Magari EasyJet potrà ispirarsi davvero e trovare, finalmente, le parole per descrivere una regione straordinaria».

    La Tribuna di Treviso, 24/06/2020 03:32
    franco conte, presidente di codacons veneto, promuove la novità «servirà a incentivare la regolarità nei pagamenti contro l’ evasione»
    «Lo strumento è validissimo le pratiche saranno complicate»
    i consumatori Tra credito d’ imposta, sconto in fattura e agevolazioni varie, al privato che vorrà beneficiare dell’ ecobonus non resterà che rivolgersi a un professionista, perché districarsi tra norme e possibilità non si preannuncia una passeggiata. E per questo in tanti hanno preferito rinviare i lavori già programmati, in attesa di regole certe e magari non troppo convinti della possibilità di avere davvero uno sconto in fattura di tale entità. Eppure, sottolinea Franco Conte di Codacons Veneto, stavolta potrebbe valere la pena di perdere un po’ di tempo in pratiche e scartoffie: «Non sarà l’ imprenditore della domenica a farci il cappotto termico intorno all’ abitazione, e non si pagherà con il rotolino di banconote, magari a nero» sottolinea Conte, «serve un approcci moderno, sappiamo che qualche intoppo ci sarà di sicuro ma questa non è burocrazia, è modernizzazione. Semmai vanno sollecitati i corpi intermedi, come le associazioni di categoria, perché elaborino servizi e aiuti concreti, anziché perdersi, come accaduto negli ultimi anni, in battaglie per mantenere loro stesse». Secondo Codacons l’ ecobonus servirà anche a combattere l’ economia sommersa della Marca: «Questo strumento obbliga alla fatturazione per avere diritto agli incentivi, magari qualcuno farà fatica ad adattarsi, ma speriamo che attraverso questi meccanismi di trasparenza si agevoli l’ educazione alla regolarità nei rapporti anche sul profilo fiscale». In generale il giudizio di Codacons sull’ ecobonus è positivo: «La cessione del credito è una procedura già sperimentata per le spese condominiali, non sarà così complicato. Manca ancora la legge di conversione del decreto? Dipende dai tempi tecnici, non ci saranno problemi. Non guardiamo solo a quello che non va: questa è una norma che valorizzerà un intero settore, senza consumo ulteriore di suolo ma anzi, ristrutturando ciò che già esiste. Intanto partiamo, e poi correggiamo il tiro nel caso spuntassero dei problemi». –a.d.p.© RIPRODUZIONE RISERVATA.

    Il Sole 24 Ore, 24/06/2020 02:16
    inchieste
    Santorini, per l’ ex Mps Vigni conto da 50 milioni
    depositate le motivazioni della sentenza di cassazione arrivata lo scorso dicembre
    L’ ex direttore generale del Monte dei Paschi di Siena, Antonio Vigni, dovrà pagare all’ istituto bancario 50 milioni di euro per «responsabilità di mala gestio ai danni del patrimonio sociale» commessa «nell’ esercizio delle sue funzioni». Èquanto previsto dalle motivazioni depositate dalla Cassazione civile (sentenza n. 12108) della conferma – decisa a dicembre 2019 – sulla responsabilità dell’ ex direttore generale per l’ ingente danno, che ammonta a oltre 300 milioni di euro, derivante da quella che nel complesso è nota come operazione Santorini, dal nome della controllata (al 100%) della banca senese inizialmente detenuta insieme alla Deutsche Bank, che ne aveva il 51 per cento. Il dg avrebbe agito in conflitto d’ interessi e senza informare il consiglio di amministrazione delle intricate operazioni su derivati con titoli sottostanti della San Paolo Imi. Occultando in bilancio – in base alla scorretta applicazione di principi contabili internazionali – il risultato “rovinoso” delle complesse operazioni al fine di evitarne il riflesso sulla propria posizione apicale, cercando di assicurarsi il proprio bonus annuale e l’ entità del dividendo. Il comportamento di Vigni – secondo la Cassazione – era interamente volto all’ interesse del manager e non della banca di appartenenza». La Cassazione ha confermato i 50 milioni di risarcimento a favore di Bmps e della relativa fondazione e delle associazioni di consumatori (Codacons e Associazione utenti servizi bancari) intervenute nel giudizio di merito promosso dal Monte Paschi. La richiesta in appello era stata ridotta alla cifra ora confermata in Cassazione dopo che già in primo grado la banca senese aveva transato con Deutsche Bank inizialmente tratta in giudizio insieme a Vigni. L’ azione di responsabilità contro il manager e la banca coinvolta era stata promossa nel 2013 e riguardava operazioni del 2008. La contestazione era relativa a tre contratti di “Total return swap” tra Santorini ltd e Db e tra Mps e Db e un contratto di “Interest rate swap” finalizzato a spalmare fino al 2031 le minusvalenze derivanti. Tutto era preordinato a far sì che ai contratti Trs di Santorini fosse assegnato un tasso d’ interesse tale da generare un valore positivo dei contratti a favore della controllata in modo da procurarsi un idoneo ricavo a copertura della perdita in formazione sul “Collared equity swap” stipulato con la Db e prossimo alla scadenza. E dall’ altro lato venivano assegnati ai Trs di Mps tassi tali da generare passività non indicate in bilancio. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
    r.fi.

    Panorama, 24/06/2020 00:11
    CONTE IL DENUNCIATO DAL POPOLO
    esposti dai parenti delle vittime della pandemia. ricorsi da imprenditori per il disa
    di Antonio Rossitto Vatti a fidare dei colleghi. Una vita tra anonime aule di tribunali e rinomati studi legali, fino al rocambolesco ingresso a Palazzo Chigi. Lassù, certo, gli inciampi sono inevitabili. Figurarsi, poi, se il neofita ha un conclamato egotismo. Dovrebbe capirlo perfino l’ultimo azzeccagarbugli di provincia. Invece, niente: da avvocato del popolo a bersaglio del popolo degli avvocati. L’ultima parabola di Giuseppe Conte è compiuta. Una pletora di suoi malmostosi simili si adopera per trascinarlo in tribunale. Querele, esposti, ricorsi. In tutta Italia sono state depositate oltre 3 mila denunce sull’operato del governo ai tempi del coronavirus. Si indaga su tutto, su iniziativa di tutti: cittadini incattiviti, parenti di vittime, associazioni di categoria. Certo, molti di questi fascicoli magari sono destinati all’archiviazione. Ma il loro cospicuo numero comincia a impensierire: non sarà semplice far passare tutto in cavalleria. E resta da interpretare anche la visita a Palazzo Chigi del procuratore di Bergamo, Maria Cristina Rota, che indaga sulla mancata zona rossa a Nembro e Alzano Lombardo. Il premier è stato cordialmente sentito per tre ore. Proprio Panorama rivelò il decisivo parere degli esperti governativi: «Il Comitato tecnico scientifico propone di adottare le opportune misure già adottate nei comuni della zona rossa pure in questi due comuni, al fine di limitare la diffusione dell’infezione nelle aree contigue» si legge nel verbale del 3 marzo 2020. Ma il decreto sarà firmato da Conte solo il 9 marzo, sei giorni dopo quell’appello. Giorni che trasformano la provincia orobica in un lazzaretto. Il premier sembra però destinato a scansare l’inchiesta. Proprio la Procura di Bergamo, così come quella di Milano, indaga però anche su altri versanti. Quelli, appunto, nati dalla moltiplicazione di denunce sull’operato del premier. Le ipotesi investigative sono epidemia colposa e strage colposa. Ma i due fascicoli, per il momento, sono a carico di ignoti. Le inchieste nascono da diversi esposti inviati dall’avvocato Giancarlo Cipolla. Il suo studio ha già difeso correntisti truffati, aziende vessate, cittadini danneggiati dallo Stato e governi stranieri. Anni fa, ha battuto perfino Goo gle in una controversia sui diritti d’autore. Adesso l’avvocato siciliano chiede a otto procure lombarde di indagare sulla gestione dell’emergenza da parte del governo: dalle tardive zone rosse al mancato approvvigionamento di tamponi e reagenti. «Con due circolari, hanno per esempio limitato la possibilità di fare test a chi aveva infezioni respiratorie acute gravi» dice Cipolla. «È la causa o l’effetto della penuria? Questo, comunque, ha impedito diagnosi e cure tempestive. E perché il ministero della Salute, con apposita ordinanza, consigliava di evitare le autopsie sui morti da Covid-19?». Epidemia colposa: una caterva di denunce ruota attorno al questo supposto reato. Perfino un panzer come l’avvocato Carlo Taormina s’è rivolto alla Procura di Roma. Paventa addirittura la strage di Stato: «Gravissime condotte omissive messe in atto dai nostri governanti e dai consulenti che li hanno assistiti». Urge dunque, intima, far luce sulle persone decedute in casa per mancato soccorso. E su quelle «lasciate morire», per lasciare il posto a pazienti più giovani o meno gravi. Simili le accuse del legale milanese Giampaolo Berni Ferretti. A sostegno dell’accusa, riporta anche le affermazioni di Walter Ricciardi, membro del comitato esecutivo dell’Oms e poi consulente giallorosso: «L’Italia ha sbagliato a chiudere i voli dalla Cina. Non serve, se si può comunque arrivare con gli scali». Insomma, impossibile «tracciare gli arrivi». Il penalista Sandro Giustozzi, di Macerata, ha invece denunciato Conte dopo la morte per Covid-19 di un suo assistito. Il governo avrebbe atteso troppo prima di «adottare le necessarie e dovute cautele». Mentre a Sanremo, hanno citato il presidente del Consiglio per non aver fermato l’ultimo festival canoro, che s’è tenuto dal 4 all’8 febbraio. «Il 31 gennaio viene firmato il provvedimento per evitare la diffusione del virus e tutelare la salute pubblica» ricorda l’avvocato Alberto Pezzini, già candidato a sindaco nella cittadina ligure per la civica Civiltà liberale. «Come si può pensare allora di svolgere una manifestazione che ha portato a Sanremo migliaia di persone?». Giuseppi, ovviamente, non è l’unico leader europeo a tribolare. La Procura di Parigi ha aperto un’indagine preliminare su alti funzionari statali per omicidio involontario, messa in pericolo della vita altrui e astensione volontaria dal combattere una sciagura. Anche in Francia, infatti, sono arrivate decine di denunce da parte di cittadini. E i magistrati hanno deciso di non archiviare i fascicoli. Per i membri del governo transalpino è invece competente la Corte di giustizia, che sta esaminando altre 80 denunce. Come in Italia, politici e cittadini d’Oltralpe imputano all’esecutivo colpevoli indecisioni e sottovalutazioni: l’uso delle mascherine a lungo scoraggiato, il gel disinfettante introvabile e la carenza di letti in terapia intensiva. Altrove, ci sono state anche iniziative giudiziarie più bizzarre. La premier neozelandese, Jacinda Ardern, accusata di «rapimento» da un cittadino che non sopportava il lockdown. Il governatore di New York, Andrew Cuomo, finito nel mirino di due preti cattolici e tre ebrei ortodossi per aver ostacolato le funzioni religiose. Mentre in Inghilterra le compagnie aeree si oppongono alla quarantena imposta dal premier, Boris Johnson, a chi entra nel Paese. In Italia si annuncia ugualmente pirotecnica l’iniziativa di migliaia di cittadini, che hanno denunciato il premier per attentato alla Costituzione e violenza privata. Stavolta, viene contestato l’uso disinvolto del Decreto del presidente del Consiglio dei ministri: l’ormai mitologico e reiterato Dpcm. Solo l’avvocato Edoardo Polacco ha depositato oltre 2.800 querele, da Aosta a Catania. «È la più grande azione giudiziaria nella storia repubblicana» assicura. «Fino a oggi abbiamo ricevuto soltanto una richiesta d’archiviazione. Per il resto delle querele, le verifiche sono in corso». Nella speranzosa attesa della giustizia, il roccioso avvocato intanto ha organizzato, proprio in contemporanea con gli Stati generali voluti da Giuseppi a Villa Pamphili, i ben più rivoluzionari Stati generali del popolo italiano. Assieme a lui c’erano altri battaglieri principi del foro e le pugnaci ex deputate pentastellate Veronica Giannone e Sara Cunial, adesso nel gruppo Misto. Il dirigismo normativo di Giuseppi, in effetti, è già stato criticato da autorevolissimi giuristi. Il presidente emerito della Corte costituzionale, Antonio Baldassarre, è arrivato a paragonare il premier italiano all’omologo ungherese, Viktor Orbán. Anche Sabino Cassese, ex giudice della Consulta ascoltassimo dal Quirinale, ha assaltato: «Il primo decreto era fuori legge. Poi è stato corretto il tiro con il secondo, che l’ha abrogato quasi interamente». E proprio dalle parole di Cassese prende spunto l’accusa di alto tradimento formulata da Cesare Peluso: «Quello che sta accadendo con la pan demia non è equiparabile a una guerra. Pertanto non doveva essere applicato l’articolo 78 della Costituzione, bensì il 117» giura il legale. «Gli atti e i provvedimenti dovevano essere presentati dal presidente della Repubblica. Conte è un professore universitario. Non può non saperlo». E perfino Marta Cartabia, che adesso guida la Consulta, ha sottolineato che la Costituzione «non contempla un diritto speciale per i tempi eccezionali» ma implica la «leale collaborazione» tra le istituzioni. Si riferiva a Conte? Lei smentisce seccamente. Ma il dubbio, vista la concomitanza degli eventi, rimane intonso. Del resto, lo scorso 30 aprile, un nutrito gruppo di giuristi aveva inviato al collega Giuseppi perfino un’accorata lettera: «Le restrizioni delle libertà fondamentali messe in campo generano gravi dubbi di costituzionalità e rappresentano un pericoloso precedente per lo stato di diritto». Seguono oltre duecento firme. Alcune di straordinario peso. Come quella di Franzo Grande Stevens, uno dei più grandi avvocati d’affari in Italia e storico legale di Gianni Agnelli. E Nerina Boschiero, che guida la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Milano. Ma c’è pure Stefano Scovazzo, presidente del Tribunale dei minorenni di Torino. Nel capoluogo piemontese, anche i cittadini si muovono però contro «la dittatura dei decreti emergenziali». Due civilisti, Maurizio Giordano e Maria Paola Demuru, hanno così depositato una corposa querela. Le contestazioni vanno dalle solite violazioni normative alla carenza di mascherine per gli operatori sanitari. E poi la scuola, funestata come nessuno da temporeggiamenti e dilettantismo. Tanto che genitori, scuole e associazioni un mese fa presentano al Tar del Lazio un ricorso contro il Dpcm del 10 maggio 2020. Ovvero lo stentoreo decreto con cui Conte sospende ad libitum le attività didattiche. In particolare, si chiede di annullare il comma che non consente la riapertura delle scuole d’infanzia. Mentre, allo stesso tempo, permette l’organizzazione dei centri estivi. Tra i firmatari ci sono anche il Comitato EduChiAmo di Confapi, la Confederazione italiana delle piccole e medie imprese. «Il successivo Dpcm dell’11 giugno ha parzialmente accolto i nostri rilievi» informa l’avvocato Federico Freni, che ha curato il ricorso con Evaristo Maria Fabrizio. «Restano però gli enormi svantaggi delle paritarie rispetto alle pubbliche, soprattutto nel reclutamento del personale». C’è anche, chiaramente, chi si scaglia contro i provvedimenti economici. Vedi l’associazione Noi autonomi e partite Iva, che ha denunciato il premier alla Commissione europea «per l’emanazione di nuovi provvedimenti correttivi, atti a ristabilire una condizione di parità tra le categorie sociali, in linea con quanto sancito dal diritto dell’Ue». Mentre un imprenditore del Bresciano ha presentato un esposto per i danni subiti dal lockdown: circa tre milioni. Pure in questo caso, vengono contestati i ritardi di Conte, «nonostante sapesse dal 31 gennaio 2020 dell’epidemia». E poi associazioni di consumatori come il Codacons, il Sindacato nazionale lavoratori italiani, frotte di cittadini e centinaia di familiari di vittime. Si indaghi, chiedono, su premier e governo. Insomma, le procure italiane sono allertate. Certo, tante querele sono destinate a evaporare. Altre saranno derubricate a sterile complottismo. Altre ancora, invece, potrebbero impensierire il premier. Però la mole di fascicoli dovrebbe comunque far riflettere. Soprattutto, Giuseppi. Proprio due anni fa, il giorno del suo insediamento, prometteva solenne: «Sarò l’avvocato difensore del popolo italiano». Ma adesso si prepara a una nuova metamorfosi: diventare l’avvocato di se stesso.
    antonio rossitto

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