Rassegna stampa del 24 agosto 2012
Rassegna stampa del 24 agosto 2012
quotidianodisicilia.it, 24/08/2012 23:07
Scuola: caro libri, siamo alle solite: aumenti generalizzati del 3,2% Web
di Michele Giuliano Organizzazioni di categoria preoccupate: incrementi di prezzo per libri e materiale di cancelleria. Ci si prova a difendere rivolgendosi ai mercatini dell’ usato che spopalano in Sicilia Tags: Scuola , Libri PALERMO – A poche settimane dall’ apertura dell’ anno scolastico 2012/13 le famiglie iniziano a fare i conti con il “caro scuola”: a fronte di aumenti previsti pari al 3,2 per cento, con una spesa per alunno di circa 995 euro tra libri e corredo, si moltiplicano i consigli per combattere il “salasso”: accertarsi che la scuola abbia rispettato i tetti di spesa del ministero dell’ Istruzione quanto ad adozione dei libri di testo, rivolgersi ai grandi magazzini, non comprare prodotti griffati, verificare se esistono testi usati e se è possibile l’ acquisto on line. Tutte idee raccolte dalla rivista specializzata “La tecnica della scuola”, che ricorda come gli aumenti del materiale scolastico e dei tetti dei libri di testo della scuola dell’ obbligo, arrivano fino a 44 euro a studente, a seguito dei due decreti introdotti alla “chetichella” lo scorso mese di maggio. Secondo l’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori, la spesa del materiale passerà da 461 euro dello scorso anno ai 488 di quest’ anno (+6 per cento). Ad aumentare in misura maggiore sono soprattutto i prezzi degli zaini trolley, gli astucci pieni (dei cartoni e di marca). Per i libri più due dizionari si spenderanno 507 euro per ogni ragazzo, il +5 per cento rispetto allo scorso anno. Secondo il sito studentesco Skuola.net ci sono comunque diverse possibilità da percorrere per abbattere questi costi. “Risparmiare si può – spiega il sito -: controllare che la vostra scuola abbia rispettato i tetti di spesa stabiliti dal Miur; prediligere gli e-book, acquistare i testi presso i grandi magazzini, on-line o usati, cercare di risparmiare sulla cartoleria evitando le marche troppo costose”. Skuola.net ha anche predisposto una pagina on line dal titolo “Libri scolastici: fate rispettare i vostri diritti!”. In Sicilia intanto ci si attrezza con i cosiddetti mercatini dell’ usato. A Fiumefreddo di Sicilia in provincia di Catania, presso la Casa del Popolo di via Vittorio Emanuele II, ha preso il via il “Mercatino del libro usato”. Qui si vendono di seconda mano i testi scolastici di scuole medie inferiori e superiori. Stessa iniziativa quella di Forza Nuova che organizza il mercatino dal 27 agosto all’ 1 settembre ad Agrigento in via Cicerone: “Chi volesse vendere o comprare testi usati per l’ imminente anno scolastico – scrivo il movimento – è invitato a partecipare alla nostra iniziativa contattandoci. Teniamo molto a sottolineare l’ aspetto più importante: chiunque compra o venda riceverà la metà del libro acquistato o venduto essendone proprietario. Forza Nuova non pretenderà, a differenza di molte cartolibrerie agrigentine, nessuna percentuale sui libri venduti essendo un servizio che offriamo al popolo. Il Codacons ricorda che, dopo aver introdotto la circolare che impedisce di cambiare libri, il Ministero dell’ Istruzione aveva sostenuto che entro il 2012 le famiglie avrebbero speso il 30 per cento in meno per l’ acquisto dei libri scolastici, una cifra che il Codacons denunciò subito come lunare. Oggi le previsioni dell’ organizzazione di categoria si sono avverate. Purtroppo per le famiglie. Attuato l’ innalzamento dei tetti dei prezzi dei libri scolastici Il ministero della Pubblica istruzione dopo la stangata agli studenti universitari fuoricorso pensa adesso alle scuole dell’ obbligo. Nessuna spending review è prevista per rendere più efficiente la spesa sui libri, ma il solito vecchio inaccettabile innalzamento dei tetti scolastici. Con i decreti ministeriali numero 42 e 43 dell’ 11 maggio 2012, nel silenzio generale, il ministro ha pensato bene di aumentare tutti i tetti di spesa di tutte le scuole. Gli aumenti sono variabili da 2 a 6 euro a seconda dell’ istituto. Secondo il ministero si tratta di aumenti in linea con l’ inflazione, ma il punto è che il governo nazionale negli anni scorsi aveva sbandierato la riduzione della spesa per le famiglie grazie all’ adozione di libri di testo in formato misto o interamente scaricabile da internet e grazie al blocco dei libri. Era stato il ministero dell’ Istruzione ad annunciare in pompa magna nel 2009 che le famiglie avrebbero speso per i libri il 30 per cento in meno nell’ arco dei 3 anni. Inoltre gli aumenti sono ancora maggiori dei 6 euro previsti teoricamente dal ministro negli allegati dei decreti, dato che nei decreti stessi si consente già un ulteriore sforamento del 10 per cento, per un aumento totale che può arrivare, quindi, all’ 11,6 per cento. Articolo pubblicato il 28 agosto 2012 – © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ansa, 24/08/2012 20:42
Windjet: Codacons, si indaga all’ Aquila Web
associazione, esposto per tutelare abruzzesi imbrogliati.
(ANSA) – L’ AQUILA, 24 AGO – Anche la Procura dell’ Aquila indaga sui forti disagi sopportati dai passeggeri abruzzesi a causa dei problemi della compagnia aerea Windjet. Ad annunciarlo, con una nota, il Codacons Abruzzo che spiega come sul tavolo del Procuratore capo del capoluogo e’ stato presentato un esposto ”per tutelare le migliaia di viaggiatori abruzzesi imbrogliati, ha aperto la strada alle indagini per i reati di truffa, insolvenza fraudolenta ed appropriazione indebita”.
lasicilia.it, 24/08/2012 20:04
cronaca.
Riggio: “Ansiosi di vedere ricorsi Codacons” Web
ROMA – “Siamo ansiosi di vedere i ricorsi del Codacons”. Così il presidente dell’ Enac, Vito Riggio, sull’ annuncio dell’ associazione a tutela dei consumatori in relazione alla vicenda Windjet. Dal presidente del Codacons, Carlo Rienzi, “giurista così fine – ha aggiunto Riggio – ci aspettiamo importanti innovazioni del diritto amministrativo”.
Giornale Lucano, 24/08/2012 19:42
Codacons: primi effetti della nostra azione, forse la Compagnia restituirà i soldi ai viaggiatori rimasti a terra Web
Da un comunicato diramato poche ore fa dall’ associazione di difesa dei consumatori e dell’ ambiente si evince che: “L’ AZIONE DEL CODACONS PRODUCE I PRIMI EFFETTI, FORSE LA COMPAGNIA RIPRENDE A VOLARE E RESTITUISCE I SOLDI INTANTO 104 PROCURE DELLA REPUBBLICA INDAGANO PER TRUFFA, INSOLVENZA FRAUDOLENTA E APPROPRIAZIONE INDEBITA ANCHE SUL TAVOLO DEL PROCURATORE CAPO DELLA REPUBBLICA DI POTENZA L’ ESPOSTO PER TUTELARE LE MIGLIAIA DI VIAGGIATORI LUCANI TRUFFATI E SONO MIGLIAIA LE ADESIONI AL MEGA RICORSO COLLETTIVO CONTRO ENAC CHE DOVEVA AVVERTIRE LE AGENZIE E GLI ACQUIRENTI DEI BIGLIETTI DEL RISCHIO CRAC E’ di ieri la notizia che Windjet sarebbe sulla strada della ripresa e presto potrebbe tornare a volare. E l’ azione del Codacons produce i primi effetti: forse la Compagnia restituirà i soldi ai viaggiatori rimasti a terra. Intanto sul tavolo del Procuratore Capo della Repubblica di Potenza l’ esposto depositato dal Codacons, per tutelare le migliaia di viaggiatori lucani imbrogliati, ha aperto la strada alle indagini per i reati di truffa, insolvenza fraudolenta ed appropriazione indebita. Migliaia le adesioni al mega ricorso collettivo contro l’ Enac che – ribadisce il Codacons – ” agendo come unica autorità di regolazione tecnica, certificazione e vigilanza nel settore dell’ aviazione civile aveva l’ obbligo di avvertire le agenzie e gli acquirenti dei biglietti del rischio crac”. A valanga continuano ad arrivare le segnalazioni al blog www.carlorienzi.it dei cittadini lucani rimasti fregati da Windjet.”
SudPress, 24/08/2012 18:20
CONFCONSUMATORI A PULVIRENTI: “TUTELI I PASSEGGERI” Web
La Confconsumatori scrive una lettera aperta ad Antonino Pulvirenti, dopo le ultime dichiarazioni sul caso WindJet, di cui è proprietario. “Stiamo lavorando per completare l’ iter, ma siamo sulla buona strada per risolvere il problema . La prossima settimana – aveva dichiarato Pulvirenti – attraverso i canali istituzionali, chiederemo un incontro al ministro dei Trasporti per presentare il nostro piano”. La speranza, dunque, rimane quella di continuare a volare, pur sapendo che la situazione rimane delicata, data l’ incertezza rappresentata dalla mancanza di un possibile partner commerciale . Mentre Condacons aveva già denunciato per truffa e appropriazione indebita la compagnia (v.link) , Confconsumatori ha deciso di rivolgersi direttamente al Presidente della compagnia per chiedere di rispettare i propri clienti, essendo maggiori azionisti di fatto. ” Senza entrare nel merito delle possibili soluzioni della crisi societaria di Wind Jet – scrive l’ associazione – dobbiamo manifestarLe la nostra preoccupazione sul fatto che, a pagare, saranno solo ed esclusivamente i passeggeri ai quali, come purtroppo insegna l’ esperienza, potrebbe essere negata la possibilità di ottenere gli indennizzi. Ma i passeggeri – continua la lettera – sono il maggior azionista di fatto , passato, presente e futuro di Wind Jet, così come di ogni altra compagnia, cosi come il consumatore lo é rispetto ad ogni azienda. Calpestare o vanificare i diritti di tale azionista sarebbe grave. Per questo con la presente lettera Le rivolgiamo un appello a fare chiarezza in merito”. Le polemiche sul mancato rimborso dei biglietti o, addirittura, del pagamento di un eccessivo sovrapprezzo per il cambio di compagnia, sono purtroppo cosa nota. Molte compagnie, infatti, nonostante l’ avviso dell’ ENAC che obbligava di restare entro un limite di costo, hanno lucrato sulla situazione, mettendo in ginocchio numerose famiglie. Allo stesso tempo, ci si preoccupava di definire cosa sarebbe accaduto a chi aveva comprato carnet di viaggi o biglietti in scadenza a lungo termine con la compagnia siciliana. ” Per quanto ci riguarda, – scrivono l’ avv. Carmelo Calì, Presidente Confconsumatori Sicilia e Mara Colla, Presidente Nazionale di Confconsumatori – ritenendo che ci siano le condizioni per evitare un lungo contenzioso tra passeggeri e azienda, Le formuliamo la proposta di sottoscrivere una procedura di conciliazione paritetica con le associazioni dei consumatori, al fine di pervenire alla definizione stragiudiziale di tutte le controversie. Siamo convinti – concludono- che il rimborso dei passeggeri, oltre che un obbligo giuridico, a nostro avviso, per Lei deve essere un impegno d’ onore nei confronti dei Suoi clienti”. L ‘Adico , Associazione difesa consumatori, sceglie invece la linea legale, seguendo l’ esempio della Codacons: una class action per le richieste di rimborso biglietti o di risarcimento per la vacanza rovinata. “La diffida agisce come tutela preventiva, con la quale il consumatore potrà farsi maggior forza nel momento in cui si andrà a battere cassa da Wind Jet – spiega il presidente di Adico, Carlo Garofolini – dal momento che, acquistando un titolo di viaggio, si conclude un contratto di trasporto, il vettore deve onorarlo fino in fondo ed è questo che chiediamo”. Intanto Blu-express ha predisposto dei voli straordinari durante questo fine settimana, per permettere a quanti più passeggeri di non rimanere a terra. “La programmazione di questi voli si e’ resa necessaria – spiega la compagnia – in quanto Blue Panorama Airlines ha registrato una crescita di richieste che avrebbe causato l’ impossibilita’ di offrire posti sulla tratta da Catania a Roma per 3 giorni consecutivi, mentre sulla tratta da Palermo a Roma addirittura per 4 giorni consecutivi, sia per l’ abituale clientela Blu-express.com che per i passeggeri in possesso di un biglietto Windjet”. Domani, inoltre, all’ aeroporto etneo si terrà una nuova riunione tra l’ azienda e i sindacati per definire la situazione dei centinaia di lavoratori che rischiano il posto a causa di questa assurda crisi.
BlogSicilia, 24/08/2012 16:36
nota dei consumatori.
Wind jet, Codacons: “Migliaia di adesioni al ricorso contro Enac” Web
24 agosto 2012 – Sono migliaia le adesioni al ricorso collettivo promosso dal Codacons per la vicenda Wind Jet contro l’ Enac, che “agendo come unica autorita’ di regolazione tecnica, certificazione e vigilanza nel settore dell’ aviazione civile aveva l’ obbligo di avvertire le agenzie e gli acquirenti dei biglietti del rischio crac”. Lo rende noto un comunicato dell’ associazione dei Consumatori, che ne giorni scorsi ha anche fatto esposto a tutte le Procura siciliane contro Wind Jet, sottoponendo all’ attenzione dei magistrati l’ ipotesi di truffa, appropriazione indebita e insolvenza fraudolenta per i biglietti venduti senza che poi i voli fossero effettuati. eur.
di redazione
Corriere Del Giorno, 24/08/2012 12:35
Codacons: benzina oltre 2 euro/lt, pieno +22 euro su 2011 Web
ROMA – E’ nuovo record storico del caro-pieno di carburante. Lo denuncia il Codacons che ha registrato questa mattina prezzi in forte ascesa su tutta la rete. “Sono oramai numerosissimi in tutta Italia i distributori che vendono la verde a prezzi superiori a 2 euro al litro” afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. “Lo scorso anno, precisamente il 24 agosto 2011, un litro di benzina costava mediamente 1,57 euro. Cio’ significa -sottolinea Rienzi- che per un pieno occorre spendere oggi quasi 22 euro in piu’ rispetto allo scorso anno”. Economia.
Sesto Potere, 24/08/2012 10:49
Scuola: Codacons, in arrivo stangata da 100 euro; pesa caro libri Web
(Sesto Potere) – Roma – 24 agosto 2012 – Caro scuola. Una famiglia quest’ anno spenderà mediamente 100 euro in più rispetto a quanto speso nel 2011 per mandare i figli a scuola. La stangata principale è dovuta ai libri, che graveranno sui bilanci familiari per 80 euro in più rispetto allo scorso anno. Più contenuto l’ aumento del corredo scolastico, 20 euro, anche se più che doppio rispetto all’ inflazione media italiana. La ragione di questo mega aumento sui libri dipende dall’ entrata in vigore, a partire da quest’ anno, del divieto di utilizzare testi esclusivamente a stampa. Le istituzioni scolastiche, per i decreti n. 42 e 43 dell’ 11 maggio 2012, devono obbligatoriamente adottare “esclusivamente libri di testo in formato misto ovvero interamente scaricabili da internet”. Questo ha costretto gli insegnanti a cambiare libro di testo, anche perché non tutte le case editrici si sono adattate alle nuove regole, o comunque l’ edizione del libro, in tal modo vanificando il vecchio blocco delle edizioni che mirava ad incentivare il mercato dell’ usato. Un vero colpo basso per il risparmio delle famiglie. Il multimediale, insomma, ha mandato in soffitta i libri usati e costretto ad acquistare nuove edizioni. Da qui la stangata. Molti genitori, ad esempio,nonostante abbiano il figlio minore nella stessa scuola del maggiore e con gli stessi insegnanti, non hanno potuto utilizzare i libri già in loro possesso e sono stati costretti a riacquistarli. Ecco perché, nonostante gli aumenti dei tetti di spesa dei libri scolastici fissati dal ministero fossero dell’ 1,5%, che sommato al possibile sforamento del 10%, potevano determinare un aumento teorico massimo di 44 euro, la stangata effettiva è ben superiore, anche per via dei soliti libri scolastici facoltativi, che facoltativi non sono e degli sforamenti dei tetti. Insomma, la promessa che il ministero dell’ Istruzione aveva fatto nel 2009, che entro i successivi tre anni, ossia entro quest’ anno, vi sarebbe stata una diminuzione di spesa del 30% per l’ acquisto dei libri scolastici, si è dimostrata l’ ennesima bufala a danno delle tartassate famiglie italiane. Per tutte queste ragioni il Codacons ha deciso di impugnare al Tar i decreti ministeriali n. 42 e 43 dell’ 11 maggio 2012 e chiedere la loro sospensiva Ultimo aggiornamento Venerdì 24 Agosto 2012 09:40.
Bologna2000, 24/08/2012 10:48
Carburanti: Codacons, benzina oltre 2 euro/lt, pieno +22 euro su 2011 Web
(Adnkronos)- E’ nuovo record storico del caro-pieno di carburante. Lo denuncia il Codacons che ha registrato questa mattina prezzi in forte ascesa su tutta la rete. “Sono oramai numerosissimi in tutta Italia i distributori che vendono la verde a prezzi superiori a 2 euro al litro” afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. “Lo scorso anno, precisamente il 24 agosto 2011, un litro di benzina costava mediamente 1,57 euro. Cio’ significa -sottolinea Rienzi- che per un pieno occorre spendere oggi quasi 22 euro in piu’ rispetto allo scorso anno”.
Sassuolo2000, 24/08/2012 10:47
Carburanti: Codacons, benzina oltre 2 euro/lt, pieno +22 euro su 2011 Web
(Adnkronos)- E’ nuovo record storico del caro-pieno di carburante. Lo denuncia il Codacons che ha registrato questa mattina prezzi in forte ascesa su tutta la rete. “Sono oramai numerosissimi in tutta Italia i distributori che vendono la verde a prezzi superiori a 2 euro al litro” afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. “Lo scorso anno, precisamente il 24 agosto 2011, un litro di benzina costava mediamente 1,57 euro. Cio’ significa -sottolinea Rienzi- che per un pieno occorre spendere oggi quasi 22 euro in piu’ rispetto allo scorso anno”.
Alice, 24/08/2012 10:40
soldi.
Bezina/ Codacons: Boicottiamo i distributori più cari Web
verde supera i 2 euro. per un pieno 22 euro in più di un anno fa.
Milano, 24 ago. (TMNews) – “Sono oramai numerosissimi in tutta Italia i distributori che vendono la verde a prezzi superiori a 2 euro al litro”. E’ quanto riferisce in una nota il presidente Codacons Carlo Rienzi. “Lo scorso anno, precisamente il 24 agosto 2011 – ricorda – un litro di benzina costava mediamente 1,57 euro. Ciò significa che per un pieno occorre spendere oggi quasi 22 euro in più, una stangata senza precedenti che peserà in modo drastico sulle tasche degli automobilisti che in queste ore stanno rientrando dalle vacanze”. Il Codacons lancia proprio oggi il boicottaggio delle pompe più care: “Invitiamo i cittadini a fare rifornimento unicamente presso i distributori che applicano sconti e promozioni, nelle ore di validita’ degli stessi, boicottando quelle pompe che praticano prezzi elevati e che speculano sul rientro dalle vacanze degli italiani”. Sul blog www.carlorienzi.it gli automobilisti possono infine segnalare i distributori di benzina piu’ costosi, cosi’ da consigliare gli impianti da evitare.
ilmattino.it, 24/08/2012 10:16
Benzina, a Napoli stangata da 900 euro a famiglia Web
NAPOLI – Oltre 900 euro annui in più, rispetto al 2011. È la traduzione in cifre dello scotto che i cittadini napoletani dovranno pagare alla nuova ondata di rincari della benzina . La stima è di Federconsumatori Campania, che ha calcolato i costi diretti – derivanti dai rifornimenti degli automobilisti – e quelli indiretti, che scaturiscono dall’ incremento dei prezzi dei beni di prima necessità, trasportati abitualmente su gomma. Una valutazione tanto più allarmante, in coincidenza con gli ulteriori aumenti scattati ieri in città, mentre si moltiplicano gli appelli per la riduzione delle accise. La soglia dei 2 euro è stata superata ancora da molti distributori a Napoli, dalla zona del porto alla periferia nord. Tutti impianti della cosiddetta rete stradale ordinaria, che si avvia così a raggiungere i livelli da primato già toccati presso tangenziali e autostrade. Un altro segnale inquietante, mentre il Codacons invita oggi tutti gli utenti a boicottare i rifornimenti presso le pompe che fissano un prezzo superiore agli 1,80 euro al litro. La quotazione record, tuttavia, è ancora ad Ischia, per effetto dei costi maggiori del trasporto del carburante attraverso le navi, anziché su gomma. La stangata da 900 euro è equamente suddivisa tra carburante e surplus “a cascata”. Ammonta a circa 480 euro annui l’ esborso supplementare di cui dovranno farsi carico gli automobilisti partenopei nel 2012. Una cifra che nasce dall’ aumento di circa 40 euro di un pieno di benzina verde, alla luce dei prezzi attuali. Altrettanto significativa la proiezione sui costi indiretti dei rincari. Circa 420 euro annui in più, secondo Federconsumatori. “La valutazione – spiega il presidente regionale Rosario Stornaiuolo – deriva dal fatto che i supermercati napoletani si riforniscono prevalentemente di prodotti non campani, in quanto le centrali commerciali sono al nord. Perciò il trasporto delle merci risente in maniera particolare del caro-carburanti, determinando il contemporaneo incremento dei prezzi dei beni di prima necessità. Questo costringerà coloro che non possono sostenere le spese ad acquistare sempre più frequentemente prodotti di scarsa qualità o a rivolgersi al mercato illegale delle contraffazioni alimentari”. L’ impennata dei prezzi della benzina rischia di provocare, quindi, conseguenze sociali di rilievo. Un pericolo avvertito tanto dalle associazioni dei consumatori quanto da quelle dei gestori degli impianti, accomunate dagli appelli all’ esecutivo nazionale per la riduzione delle imposte sui carburanti, sulla base di quanto è stato annunciato dal governo francese. Il peso complessivo delle accise su un litro di benzina verde in Campania è pari a 1,088 eurp al litro. Circa il 60% del prezzo finale alla pompa. Quote inferiori solo di poco, invece, per il gasolio, con un carico fiscale pari a circa 90 centesimi al litro. “I rincari possono essere frenati- sottolinea in una nota la Faib, federazione autonoma dei benzinai aderente alla Confesercenti- spalmando su tutta la settimana gli sconti praticati da alcune compagnie nei weekend”. Tuttavia, l’ Eni ha ribadito che la campagna promozionale si concluderà anche in Campania il 2 settembre prossimo. L’ amministratore delegato della compagnia Paolo Scaroni non ha escluso, però, che altre iniziative possano scattare in autunno. Forse l’ ultima speranza per un esercito di automobilisti, vessati dal caro-carburanti.
Adnkronos, 24/08/2012 09:51
Carburanti: Codacons, benzina oltre 2 euro/lt, pieno +22 euro su 2011 Web
Roma, 24 ago. (Adnkronos)- E’ nuovo record storico del caro-pieno di carburante. Lo denuncia il Codacons che ha registrato questa mattina prezzi in forte ascesa su tutta la rete. “Sono oramai numerosissimi in tutta Italia i distributori che vendono la verde a prezzi superiori a 2 euro al litro” afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. “Lo scorso anno, precisamente il 24 agosto 2011, un litro di benzina costava mediamente 1,57 euro. Cio’ significa -sottolinea Rienzi- che per un pieno occorre spendere oggi quasi 22 euro in piu’ rispetto allo scorso anno”.
lanazione.com, 24/08/2012 09:21
Benzina verde e diesel, ecco dove conviene fare il pieno Web
i consumatori intanto sono sul piede di guerra e da oggi propongono di boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde piu’ di 1,8 euro.
Perugia, 24 agosto 2012 -In città e nei dintorni sono pochi, pochissimi i distributori che vendono la benzina sopra i due euro. Almeno stando al sito prezzibenzina.it. Circostanza confermata anche dalle sensazioni: dando, infatti, un’ occhiata in giro si può notare che la «verde» almeno per adesso si trova a un prezzo leggermente inferiore alla fatidica soglia dei due euro il cui prezzo per adesso si trova sopratutto in autostrada. Questi sono comunque i prezzi più convenienti riportati dal sito internet. BENZINA VERDE . Collestrada Carburanti 1.825, Cdp srl Gubbio 1.830, Cdp Pianello 1.830, Cdp Olmo 1.830, Esso uscita Passignano Est 1.830, Cdp Spello 1.863, Soca Palazzo di Assisi 1.876, Automogliorgas Ip Madonna Alta 1.924, Total Erg Ponte del Tevere, Città di Castello 2.000. DIESEL . Collestrada Carburanti 1.657, Cdp Olmo 1.660, Esso uscita Passignano Est 1.709, Cdp Spello 1.698, Cdp srl Gubbio 1.710, Cdp Pianello 1.710, Soca Palazzo di Assisi 1.746, Eni Magione 1.790, Total Erg Ponte del Tevere, Città di Castello 1.900. I CONSUMATORI intanto sono sul piede di guerra e da oggi propongono di boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde piu’ di 1,8 euro. «L’ indicazione di lotta – afferma il Codacons – implica che si faccia il pieno di venerdiì sabato o domenica nei distributori e che praticano la promozione e sconti e per il resto della settimana si boicottino le pompe troppo care che devono essere punite e non vendere nemmeno un litro di carburante. Non resta che organizzarsi da soli – dice l’ associazione sottolineando che i consumatori sono fuori dell’ agenda del Governo Monti che li usa solo come carne da macello per spremerli con balzelli di ogni tipo fino a scoppiare. Nessun intervento sulle bollette o sul blocco dalle tariffe pubbliche». E’ il caso infine di ricordare che le marche come Esso e Eni praticheranno gli sconti ancora in questo fine settimana e nel prossimo. Condividi l’ articolo.
Il Giorno, 24/08/2012 07:36
Achille Perego MILANO TUTTI contro il caro-benzina. PDF
Achille Perego MILANO TUTTI contro il caro-benzina. Il giorno dopo il record della verde (2,008 euro al litro in Toscana) fuori dalle autostrade, si scatena la protesta. Il Codacons chiede di boicottare chi fa pagare più di 1,80 euro e proclama per il 19 settembre lo sciopero della spesa per famiglie che, tra tasse e inflazione, spenderanno quest’ anno 3500 euro in più. I benzinai accusano l’ effetto petrolio e le accise, invitando Monti a seguire Hollande con un taglio delle imposte chiesto anche da Assopetroli. Il Governo, con il ministero dello Sviluppo, risponde però avvertendo che l’ enfasi sul picco dei 2 euro non rispecchia la realtà e fa da alibi per «effetti imitativi». Invece da giugno gli aumenti alla pompa sono stati «nettamente inferiori» (4% contro il 22% per la benzina) a quelli sui mercati internazionali consentendo di «assorbire in parte» le accise pro-terremoto. Lo ?stacco Italia’ (differenza tra il nostro prezzo industriale, al netto delle tasse, e quello europeo) si è azzerato e le liberalizzazioni daranno con il tempo i frutti. Tesi in parte confermata da Unione petrolifera e gestori (Figisc e Anisa Confcommercio). I DATI della Commissione europea al 20 agosto dicono che abbiamo la fiscalità più alta sulla benzina (1,064 al litro) e il secondo prezzo dopo la Svezia. Ma anche che dal 6 al 20 agosto da noi la benzina è aumentata di 6,1 cent contro una media Eurozona di 7,1. Così questa settimana, avvertono le compagnie, lo ?stacco Italia’ per la verde è passato in negativo (0,001 euro) e per il gasolio si è quasi azzerato (0,006). Se i benzinai denunciano l’ effetto notizia di un prezzo eccezionale (la media non sono 2 euro ma 1,916 senza contare gli sconti week-end) e l’ Adiconsum invoca una vera liberalizzazione del mercato (per far scendere di 40 cent il prezzo), tutti sono d’ accordo nel chiedere meno tasse come in Francia.
Il Giorno, 24/08/2012 07:36
? MILANO ? CORSA AL RISPARMIO . PDF
? MILANO ? CORSA AL RISPARMIO . Sta per cominciare il penultimo weekend di benzina super scontata nei distributori che hanno sposato l’ iniziativa «Riparti con Eni», che quest’ estate ha garantito pieni di carburante a prezzi sensibilmente inferiori rispetto ai giorni feriali: il servizio è attivo dalle 13 di domani alle 7 di lunedì. Da piazza Trento a via Procaccini, sono sedici i rivenditori autorizzati milanesi che hanno aderito alla promozione lanciata da Eni: l’ elenco completo si può consultare all’ indirizzo web http://www.eni.com/riparticoneni/resources/attachment/stazioni_aderenti.pdf ). Una promozione che ha soddisfatto anche le associazioni dei consumatori, specie in questo periodo di continui rialzi: «Consigliamo a tutti quelli che devono partire dalle vacanze o che devono tornare in città ? fanno sapere dal Codacons ? di evitare le partenze intelligenti a metà settimana: meglio aspettare il weekend per fare il pieno, si risparmia tanto». E ancora, il Codacons chiede a Eni e alle altre compagnie che hanno applicato sconti simili (Esso, Ip e Q8) di prolungare l’ iniziativa: «Dovrebbe valere per tutto l’ anno». Tuttavia, con ogni probabilità, i ribassi dureranno fino al primo weekend di settembre. Poi si tornerà alla normalità. E ricomincerà la caccia al distributore più economico. Si parte dalle cosiddette pompe bianche, cioè i rivenditori senza marchio: dallo StarOil di via Bocconi al Keropetrol di piazza Ovidio, la mappa delle stazioni no-logo è disponibile su www.pompebianche.it . NAVIGANDO su internet, ci si imbatte pure nel sito prezzibenzina.it , che raccoglie i dati sulle medie nazionali e fornisce un servizio (installabile anche con un’ apposita applicazione su smartphone ) che mette in fila i distributori meno esosi per categoria di carburante (benzina, benzina speciale, diesel, diesel speciale, gpl, metano). Stando alle informazioni raccolte su Milano città (prezzi segnalati negli ultimi tre giorni), il posto più conveniente dove fare rifornimento di benzina è la Shell di via Gallarate: un litro costa 1,799 euro (un millesimo sotto la fatidica soglia degli 1,8 euro al litro), ovviamente al self service; a completare il podio, troviamo Zanardi (ex Total) in piazza Amati 1, zona via Novara, con 1, 806 euro al litro (servito) e la Shell di via Lombroso angolo via Maspero, a due passi dall’ Ortomercato, con 1,839 euro al litro (self da chiuso). Cambiando carburante, i nomi non cambiano troppo: per un litro di diesel conviene mettersi in fila da Oil One, distributore indipendente di via Gallarate 411, o alla vicina stazione Shell al civico 400, che fanno pagare 1,681 euro (servito nel primo caso, self da aperto nel secondo; prezzo abbordabile anche alla pompa di Roberto Tedeschi, viale Marche 62, che si ferma a quota 1,729. Nicola Palma [email protected].
La Nazione, 24/08/2012 07:35
Achille Perego MILANO TUTTI contro il caro-benzina. PDF
Achille Perego MILANO TUTTI contro il caro-benzina. Il giorno dopo il record della verde (2,008 euro al litro in Toscana) fuori dalle autostrade, si scatena la protesta. Il Codacons chiede di boicottare chi fa pagare più di 1,80 euro e proclama per il 19 settembre lo sciopero della spesa per famiglie che, tra tasse e inflazione, spenderanno quest’ anno 3500 euro in più. I benzinai accusano l’ effetto petrolio e le accise, invitando Monti a seguire Hollande con un taglio delle imposte chiesto anche da Assopetroli. Il Governo, con il ministero dello Sviluppo, risponde però avvertendo che l’ enfasi sul picco dei 2 euro non rispecchia la realtà e fa da alibi per «effetti imitativi». Invece da giugno gli aumenti alla pompa sono stati «nettamente inferiori» (4% contro il 22% per la benzina) a quelli sui mercati internazionali consentendo di «assorbire in parte» le accise pro-terremoto. Lo ?stacco Italia’ (differenza tra il nostro prezzo industriale, al netto delle tasse, e quello europeo) si è azzerato e le liberalizzazioni daranno con il tempo i frutti. Tesi in parte confermata da Unione petrolifera e gestori (Figisc e Anisa Confcommercio). I DATI della Commissione europea al 20 agosto dicono che abbiamo la fiscalità più alta sulla benzina (1,064 al litro) e il secondo prezzo dopo la Svezia. Ma anche che dal 6 al 20 agosto da noi la benzina è aumentata di 6,1 cent contro una media Eurozona di 7,1. Così questa settimana, avvertono le compagnie, lo ?stacco Italia’ per la verde è passato in negativo (0,001 euro) e per il gasolio si è quasi azzerato (0,006). Se i benzinai denunciano l’ effetto notizia di un prezzo eccezionale (la media non sono 2 euro ma 1,916 senza contare gli sconti week-end) e l’ Adiconsum invoca una vera liberalizzazione del mercato (per far scendere di 40 cent il prezzo), tutti sono d’ accordo nel chiedere meno tasse come in Francia.
Il Resto del Carlino, 24/08/2012 07:12
Achille Perego MILANO TUTTI contro il caro-benzina. PDF
Achille Perego MILANO TUTTI contro il caro-benzina. Il giorno dopo il record della verde (2,008 euro al litro in Toscana) fuori dalle autostrade, si scatena la protesta. Il Codacons chiede di boicottare chi fa pagare più di 1,80 euro e proclama per il 19 settembre lo sciopero della spesa per famiglie che, tra tasse e inflazione, spenderanno quest’ anno 3500 euro in più. I benzinai accusano l’ effetto petrolio e le accise, invitando Monti a seguire Hollande con un taglio delle imposte chiesto anche da Assopetroli. Il Governo, con il ministero dello Sviluppo, risponde però avvertendo che l’ enfasi sul picco dei 2 euro non rispecchia la realtà e fa da alibi per «effetti imitativi». Invece da giugno gli aumenti alla pompa sono stati «nettamente inferiori» (4% contro il 22% per la benzina) a quelli sui mercati internazionali consentendo di «assorbire in parte» le accise pro-terremoto. Lo ?stacco Italia’ (differenza tra il nostro prezzo industriale, al netto delle tasse, e quello europeo) si è azzerato e le liberalizzazioni daranno con il tempo i frutti. Tesi in parte confermata da Unione petrolifera e gestori (Figisc e Anisa Confcommercio). I DATI della Commissione europea al 20 agosto dicono che abbiamo la fiscalità più alta sulla benzina (1,064 al litro) e il secondo prezzo dopo la Svezia. Ma anche che dal 6 al 20 agosto da noi la benzina è aumentata di 6,1 cent contro una media Eurozona di 7,1. Così questa settimana, avvertono le compagnie, lo ?stacco Italia’ per la verde è passato in negativo (0,001 euro) e per il gasolio si è quasi azzerato (0,006). Se i benzinai denunciano l’ effetto notizia di un prezzo eccezionale (la media non sono 2 euro ma 1,916 senza contare gli sconti week-end) e l’ Adiconsum invoca una vera liberalizzazione del mercato (per far scendere di 40 cent il prezzo), tutti sono d’ accordo nel chiedere meno tasse come in Francia.
La Sicilia (ed. Siracusa), 24/08/2012 07:10
il segretario tanasi contro le speculazioni.
Proteste del Codacons contro il caro-vita PDF
Il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi, lancia l’ offensiva contro il caro vita, con particolare riferimento ai prezzi dei carburanti e dei cibi. Il 19 settembre chiede si faccia lo sciopero della spesa e per questo ha invitato le associazioni dei commercianti ad abbassare le saracinesche contro le tasse esose e le speculazioni in atto. Per quel giorno, Tanasi esorta a non effettuare alcun acquisto, mentre già da domani si potrebbero boicottare le benzine. Su questo punto il Codacons spinge ad acquistare i carburanti solo il sabato e la domenica nei distributori che praticano lo sconto, e a non acquistare nei giorni feriali, quando non si praticano gli sconti. «I consumatori – afferma Tanasi – sono fuori dall’ agenda del Governo Monti, il quale li utilizza come carne da macello. Non è stata intrapresa, infatti, alcuna azione per la liberalizzazione dei farmaci nei supermercati, per l’ eliminazione dei privilegi dei notai e delle professioni e per il controllo sui bilanci dei petrolieri». Tanasi accusa inoltre il Governo di avere concesso 120 milioni di euro alle case farmaceutiche per “vaccini inutili e pericolosi”, mentre ha tagliato i posti letto negli ospedali. Il segretario, infine, auspica che a questa lotta del Codacons si uniscano tutte le associazioni dei consumatori e dei commercianti: «Dalla crisi – conclude – si esce facendo abbassare i prezzi e le tasse». Giorgio italia 24/08/2012.
Il Tempo, 24/08/2012 07:09
Arriva la benzina a prezzi stracciati Assalto al distributore di via Pantano PDF
guidonia.
GUIDONIA Si trova a Guidonia Montecelio una delle quattrocento pompe di benzine meno care d’ Italia in base ai dati raccolti da Codacons, le cosiddette pompe bianche. Si tratta della Maremmana Petroli in via Pantano. A saperlo i tanti automobilisti che ogni giorno affollano il distributore e che lo raggiungono, sia giorno che di notte, anche dai comuni limitrofi di Sant’ Angelo Romano e Tivoli. In base ad alcune stime sembrerebbe che si riesca a risparmiare fino a 10 euro con un pieno. Il gasolio, infatti, sta a 1.660 al litro, il Diesel plus a 1.702 e la Super senza piombo a 1.780 al litro. Mic. Mag.
La Sicilia, 24/08/2012 07:07
caro benzina. in vista del rientro azione per evitare truffe, il codacons invita a boicottare i gestori più esosi.
Fiamme gialle, controlli ai distributori PDF
Un fine settimana con la benzina sempre più cara e il rientro da bollino nero. Ci sono tutti gli elementi per favorire un eventuale «mazzata» nei confronti dei consumatori che devono fare i conti con i due euro per un litro di benzina. Per questa ragione la Guardia di Finanza ha deciso di mettere in atto una serie di interventi per tutelare gli interessi economico-finanziari dello Stato ma anche per salvaguardare i diritti dei consumatori. In particolare le fiamme gialle del Comando provinciale sono state impegnate negli ultimi giorni nell’ attuazione di un piano straordinario di controlli ai distributori stradali. Nell’ ambito di questo piano, attuato in prossimità delle partenze dei vacanzieri, i militari hanno provveduto a riscontrare l’ effettivo quantitativo di carburante erogato dalle colonnine per evitare che i cittadini, abbondantemente provati dalla crisi economica, venissero raggirati da qualche gestore poco corretto. I controlli sono serviti a stabilire la qualità merceologica dei prodotti energetici erogati, allo scopo di evitare ai consumatori di acquistare benzina «annacquata». È stato anche verificato il rispetto dei prezzi del carburante in modo da garantire la più assoluta trasparenza nei confronti degli automobilisti. Il controllo ha permesso di riscontrare alcune irregolarit. Infatti i finanzieri hanno intimato ad alcuni gestori di provvedere alla manutenzione ed all’ aggiornamento dei sistemi di erogazione, provvedendo, nel frattempo ad inoltrare alcune segnalazioni all’ ufficio metrico della Camera di commercio, per il cattivo funzionamento riscontrato in diversi erogatori di carburante. Il comando provinciale della guardia di finanza proseguirà gli interventi periodicamente e, in particolare, in questo ultimo fine settimana di agosto, in concomitanza con l’ aumento della benzina, sulla rete extraurbana, registrato in questi giorni. Proprio per oggi il Codacons ha annunciato l’ avvio di una protesta per boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono più di 1,8 euro per un litro di “verde” e invita gli automobilisti a fare il pieno stasera domani e domenica nei distributori che praticano sconti e promozioni. 24/08/2012.
La Sicilia, 24/08/2012 07:06
Pompa di benzina e banconote di taglio sempre più grande per fare il pieno Roma. PDF
Pompa di benzina e banconote di taglio sempre più grande per fare il pieno Roma. Il governo corre ai ripari dopo l’ ennesimo polverone sollevato dagli ultimi aumenti della benzina. Pressato da più parti per un taglio, anche minimo, delle accise, così come deciso in Francia, l’ esecutivo si è affrettato a minimizzare la portata dei rialzi, sottolineando in una nota diffusa dal ministero dello Sviluppo economico che i picchi registrati in alcuni distributori di specifiche aree del Paese non rispecchiano l’ andamento reale dei prezzi. L’ aumento del prezzo alla pompa, ha precisato il dicastero guidato da Corrado Passera, «è stato nettamente inferiore all’ aumento del prodotto sui mercati internazionali, consentendo di riassorbire in parte anche l’ aumento delle accise per finanziare le spese di ricostruzione per il terremoto», deciso prima di ferragosto e pari (compresa l’ Iva) a 0,005 euro al litro. Quindi «l’ attenzione posta in questi giorni sulle punte di prezzo registrate in alcune aree di servizio – puntualizza ancora Via Veneto – non rappresenta esaustivamente gli andamenti reali e rischia anzi di fornire un alibi per effetti imitativi». Il ministero difende anche le compagnie petrolifere, osservando una riduzione del loro margine industriale, sceso a 10,6 centesimi al litro per la benzina e a 12 per il gasolio. Del resto, nell’ ultima settimana lo stacco Italia, ovvero la differenza sul prezzo industriale italiano al netto delle tasse e quello medio europeo, è passato per la verde in negativo (-0,001 euro). Ed anche sul gasolio il differenziale è andato praticamente azzerandosi (a 0,006 euro), rispetto ad un valore medio annuo di 2,4 centesimi per la benzina e 2,6 per il gasolio. Il dato mostra come in Italia il costo di produzione sia al momento inferiore di circa 2-3 centesimi rispetto a quello di paesi come Germania e Spagna. Queste tesi difensive non bastano però ai consumatori, sempre più allarmati dai rincari, nè ai distributori di Assopetroli che si appellano a Monti per un taglio della componente fiscale, oggi preponderante sul prezzo finale. Sulla stessa linea anche la Figisc Confcommercio, secondo cui quello francese è «un esempio concreto da seguire con urgenza, visto anche il crollo verticale dei consumi che ormai tocca il 10% rispetto allo scorso anno». Infine il Codacons propone che gli automobilisti devono rifiutare l’ acquisto di benzina verde a più di 1,8 euro il litro e dovranno limitare i rifornimenti al fine settimana, quando i distributori riducono i prezzi come protesta contro i rialzi. Paolo R. Andreoli 24/08/2012.
Il Sole 24 Ore, 24/08/2012 07:02
carburanti. numero quintuplicato in una settimana – lo sviluppo: «aumenti inferiori ai rincari dei mercati internazionali»
Cento distributori sono oltre quota due euro PDF
il boicottaggio il codacons invita gli automobilisti a evitare le stazioni con prezzi superiori a 1,80 euro e a rifornirsi nel week end.
Luca Orlando MILANO «Ogni anno al rientro va così, certo che si tratta di una speculazione». Il gestore è sconsolato e prudente, «non mi citi per favore», a anche oggi la sua pompa di benzina lungo l’ autostrada A4, a ridosso del confine con la Slovenia, ha aumentato i prezzi. «Sono due settimane che si sale di 35 millesimi al giorno – spiega -, le accise pesano ma contano di più le scelte delle compagnie». I suoi prezzi, 1,956 per la verde servita e 1,838 per quella “self”, per la verità sono tra i più bassi in Italia, scelta necessaria per affrontare la concorrenza low-cost della vicina Slovenia. Anche da lui però, seguendo le indicazioni del Codacons, oggi nessuno dovrebbe fare il pieno, boicottando ogni distributore con prezzi superiori a 1,80 euro al litro. Indicazioni impossibili da seguire, visto che il prezzo medio della rete per le verde è di 1,92 euro e anche le compagnie no logo, quelle con i listini più bassi, propongono il carburante attorno a quota 1,82. Situazione ancora peggiore lungo le autostrade, dove però il picco per un giorno non viene ritoccato e anzi scende leggermente a 2,049 euro in Toscana e in Liguria. Ma lungo le autostrade sono ormai quasi 100 (numero quintuplicato in meno di una settimana) le stazioni di servizio che propongono la verde servita a due euro o anche oltre. Rincari che alimentano le richieste di intervento del Governo, che ieri ha preso posizione con una nota del ministero dello Sviluppo. Gli aumenti alla pompa – si legge nel comunicato – da giugno sono stati di circa il 4%, a fronte di rincari tra il 18 e il 22% per il prodotto raffinato. Questi aumenti dei listini, nettamente inferiori ai rincari dei mercati internazionali, hanno consentito di riassorbire in parte anche l’ aumento delle accise stabilito per finanziare le spese di ricostruzione per il terremoto. «L’ attenzione prevalente posta in questi giorni sulle punte di prezzo registrate in alcune aree di servizio – prosegue la nota – non rappresenta esaustivamente gli andamenti reali sopra evidenziati e rischia anzi di fornire un alibi per effetti imitativi». Il ministero ricorda l’ azzeramento del differenziale tra prezzo al netto delle imposte in Italia e nella media dell’ area euro (ribadito ieri anche dall’ Unione Petrolifera) e sottolinea la riduzione del margine delle compagnie, sceso a 10,6 centesimi al litro per la benzina e a 12 per il gasolio, «ben al di sotto del massimo toccato a maggio, prima dell’ intervento di moral suasion del governo, e al di sotto anche del livello registrato in media negli anni passati, intorno ai 15 centesimi litro». Riduzioni «frutto anche delle più accentuate dinamiche concorrenziali sollecitate dalle misure varate col decreto legge liberalizzazioni, che naturalmente dispiegheranno ancor più i loro effetti andando pienamente a regime nel prossimo futuro. Tali misure aiuteranno a sostenere i cittadini nell’ utilizzare al meglio gli spazi concorrenziali che si aprono sul mercato». Nota che arriva in serata, dopo un’ altra giornata di pressing e critiche sui livelli eccessivi di prezzo. Al Governo si chiede di seguire la strada francese riducendo l’ imposizione fiscale. Lo fa ad esempio Stefano Saglia, Capogruppo Pdl in Commissione Attività Produttive alla Camera che invita Monti «a seguire l’ esempio di Hollande tagliando le accise sui carburanti, posizione condivisa anche da Franco Ferrari Aggradi, presidente di Assopetroli, che chiede di agire «per dare carburante alla ripresa». Critiche pesanti all’ Esecutivo da parte di Antonio Borghesi, vice capogruppo Idv alla Camera che considera «vergognoso il mancato intervento sulle accise e sulla sterilizzazione dell’ Iva». Voci preoccupate anche sul versante sindacale con Raffaele Bonanni, leader della Cisl, che invita a diminuire le accise «perché in questo momento di grave crisi e con la benzina a due euro lo Stato non può fare la mano morta». «In un paese in cui aumentano le tasse e anche le tariffe – , aggiunge il segretario della Uil Luigi Angeletti – il fatto che non si riesca a contenere il prezzo della benzina, nonostante il petrolio non costi più così tanto e anzi sia addirittura sceso, la dice lunga su come funziona il nostro sistema industriale». Continua anche il pressing delle associazioni dei consumatori con il Codacons che oltre alla proposta di boicottaggio da oggi per le pompe troppo care invita per il 19 settembre tutti i consumatori a non fare acquisti. A chiedere un intervento al Governo è anche Luca Squeri, presidente della Figisc, la federazione che rappresenta i benzinai della rete ordinaria associati alla Confcommercio. «L’ esempio francese – afferma Squeri – va seguito con urgenza visto anche il crollo verticale dei consumi che ormai tocca il 10% rispetto allo scorso anno». Figisc calcola che in un anno imposte crescenti, aumento del greggio e deprezzamento dell’ euro abbiano fatto lievitare i prezzi dei carburanti di 31 centesimi al litro, con la maggiore fiscalità responsabile per il 55% del rincaro. Per Squeri, inoltre, i prezzi superiori ai due euro al litro comparsi sulla stampa «sono un’ eccezione assoluta». E tuttavia, come detto, sono già cento le pompe autostradali a servire la verde oltre i due euro: se non è la regola, certo non si tratta di un’ eccezione. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Quotidiano della Calabria (ed. Basilicata), 24/08/2012 06:34
Antico forno Tempa Rossa PDF
i report parigini del lobbista della multinazionale una «pagnotta» per pecci dopo la firma dell’ accordo.
POTENZA – «Caro Patrick, volevo informartichevenerdìf inalmenteè stato firmato l’ accordo Total/TempaRossa. Oggiqualcuno diTotalha portato una pagnotta nel mio ufficio come regalo per il signor Pecci, che verrà domani a ritirarla» . Claudio Gatti e Ferruccio Sansa, autori del libro inchiesta “Il sottobosco” (Chiarelettere), ne sono convinti: il signor Pecci in realtà è un dottore. Ladatael’ indizzodelfaxsequestrato tra lecarte del lobbista romano Lionello Clementi fanno fede del resto. A Parigi il 26 settembre del 2006 quelli di Eurotradia, un tempo società statale impegnata nella tutel a degli interessi delle impresetransalpinepoipassatainmano a privati, vengono informati del successo di un’ operazione che avevano seguito con molta attenzione. L’ ingresso di Pecci nella trattativa avrebbe funzionato. Altrimenti proprio non si capisce il motivo per cui Total avrebbe deciso di ricompensarlocon «unregalo ». C’ èanchel’ exbracciodestro diRomano Prodi nel capitolo lucano dell’ inchiesta meneghina che ha scoperchiato gli affari di Clementi e soci, poifinitaconl’ archiviazione di tuttele accuse. Gianni Pecci, economista allievo e concittadino del professore di Bologna, è l’ ideatore del pullman che divenne il simbolo della vittori a dell’ Unione nel 1996. E’ stato anche direttore di Nomisma “think tank” di riferimento, ma negli anni successivi non ha disdegnato collaborazioni anchecon l’ altra parte dello schieramento politico, diventando membro della consulta dei saggi dell’ ultimo sindaco dicentrodestradiBologna,Giorgio Guazzaloca, e poi amministratore delegato dell’ istituto di ricerche Cirm, non appena scalato dal gruppo Hdp guidato dal sondaggista di BerlusconiLuigiCrespipoifi nitoin sventura. Pernonparlare dellaliaison più recente con l’ ex ministro Tremonti. Perché si a entrato nella partita tra Regione Basilicata e Total più soci, lo spiega sempre Clementi in una delle mail con cui relazionava i suoiclientifrancesidelleevoluzioni sulnegoziato dipocoprecedente alle elezioni che porteranno Romano Prodi a Palazzo Chigi per l a seconda volta nel 2006. Alla base ci sarebberostate ragioni di «opportunità politica ». Nonalivellolocale, maaddirittura nazionale « in vista dei prossimi risultati elettorali» . Pensare che in tanti, notandolo un po’ fuori dal giro dell’ expremier, avevano pensato che dopo il tour di diecianni primafossestatolasciato a terra per colpa di quel suo tradimento col centrodestra. In effetti, dopo aver recuperato lo stesso vecchioIveco del ’79 per una riedizione in piccolo di quella trionfale campagna elettorale, se n’ era rimasto in disparte. Forse ancora marchiato dalle accuse del patron di Parmalat Callisto Tanzi, che nel 2004 aveva raccontato di avergli dato 300 milionidellevecchielirepersostenere lacandidaturadelprofessore,men tre quest’ ultimo ha ammesso di averne ricevuti soltanto 9 prendendole distanzedal suoexpupillo «con iquale dadiversianninonhopiùalcunrapportopoliticoeprofessionale ». Pecci si sarebbe difeso dicendo chequ eisoldi«sonoservitiapagare il carburante del pu l l m a n n ». Edeccololì, adistanzadianni, ancora indaffarato con petrolio e affini. Almeno standoaquanto scriveil lobbistaClementi, a suavoltavicino alla fondazione di Massimo D’ Alema. Pecci si era anche candidato al Senatoconlalista del Codacons (Lista Consumatori), passata quasi in contemporanea al suo arrivo dal centrodestra al centrosinistra raccogliendo altri transfughi come l’ ex governatore calabrese Agazio Loiero. Ma la Corte d’ appello di Bolognaallafinel’ avrebbeesclusaperché mancavano le firme. Dunque avrebbe avuto modo di dedicare molto più tempo al dossier Total/TempaRossa. Cosaabbiafattodiprecisonelgiro di quei mesi che dalle elezioni hanno portato alla stipula dell’ accordo tra la compagnia francese e la Regione Basilicata, e hanno visto anche l a nomina dell’ ex governatore come sottosegretario allo Sviluppo del governo del professore, non è per niente chiaro. Ma Gatti e Sansa insistono sulfattoche Clementinon era uno che gradiva concorrenti eppure aveva richiesto espressamente il suo coinvolgimento. Quando alla «pagnotta» dicuitransalpinilo avrebbero omaggiato due giorni dopo l a firma restano soltanto sospetti. Per non allontanarsi dagli ambiti gastronomici del potere, un temp o si diceva che se D’ Alema si faceva servire il risotto da Vissani, Pecci preparava l a frittura per il Prodi. Se poi qualcuno abbi a pasteggiato a pane e frittata, come si usa da queste parti, lo sanno solo le suecoronarie.
Giornale di Sicilia, 24/08/2012 06:25
il caso.come i supermercati, anche i distributori pensano a offerte e promozioni per conquistare più clienti, che si concentrano solo nel weekend.
Benzina alle stelle, vendite a picco PDF
stazioni di rifornimento vuote: gli automobilisti cambiano abitudini e centellinano il carburante acquistato distributori di benzina senza clienti in settimana: gli automobilisti fanno rifornimento nel weekend.
A spasso per le stazioni di rifornimento della città. Dove più o meno si assiste sempre alla stessa scena: attese nulle, gestori e dipendenti seduti al fresco, qualche auto sporadica. L’ aumento del prezzo dei carburanti, che ha quasi sfiorato i due euro per la verde e superato 1,80 per il gasolio, ha inciso sulle abitudini degli automobilisti. Rifornimento quando ormai la tanica è quasi vuota o solo nei fine settimana. Quando un po’ tutte le compagnie petrolifere effettuano degli sconti per incentivare l’ acquisto dei carburanti. Come conferma Francesco, un dipendente dell’ Eni: Abbiamo molti meno clienti – dice – vengono tutti nel fine settimana. Ed adesso gli automobilisti centellinano la quantità di benzina da acquistare. E come nei supermercati, anche le stazioni di rifornimento si stanno adoperando per presentare le migliori offerte e conquistare più clienti. Ecco, allora che le parole sconto, qui si risparmia, vantaggi, si trovano un po’ dappertutto. Così come le cifre di sconto, che ingannano, e non poco, il “povero” automobilista alla ricerca di qualche distributore un po’ meno caro. Così -50, che semplicemente indica che il distributore pratica uno sconto di cinquanta millesimi di euro, pari a cinque centesimi, da lontano sembra quasi un miraggio. Ovvio che continuerà la guerrafra compagnie petrolifere per praticare gli sconti più vantaggiosi nel fine settimana. Rimangono confermate le promozioni dell’ Eni che nelle stazioni aderenti (non in autostrada), sconterà tutti i carburanti (tranne gpl e metano) di venti centesimi. L’ offerta sarà valida dalle 13 di sabato fino alle 7 di lunedì. La Esso dalla pausa pranzo di sabato fino alla riapertura del lunedì abbasserà i prezzi dei carburanti di 21 centesimi. Per Ip, invece, 16 centesimi in meno rispetto ai prezzi di oggi dall’ apertura di venerdì alla chiusura di sabato. Anche la Q8 sceglie la strada delle offerte. Ma non specifica quali e quanti saranno i centesimi in meno nel prezzo dei carburanti. Parla solo di sconti eccezionali nel week-end. Intanto, per fare un pieno alla propria vettura occorrono, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in media, circa 18,50 euro in più. Proprio per questo il Codacons ha invitato a boicottare tutte le pompe di benzina. L’ indicazione di lotta implica che si faccia il pieno solo nel periodo degli sconti, mentre nel resto della settimana non deve essere effettuato nessun tipo di rifornimento. Mentre Stefano Saglia, Capogruppo Pdl in Commissione Attività Produttive alla Camera ha chiesto che il governo Monti segua l’ esempio del “collega” francese Hollande, che ha tagliato le accise sui carburanti. (*giva*)
Il Mattino, 24/08/2012 06:23
Ciro Cenatiempo ISCHIA. Due euro e zero trentanove centesimi per un litro. PDF
Ciro Cenatiempo ISCHIA. Due euro e zero trentanove centesimi per un litro. Tradotto in cifre e senza la virgola ? 2039 ? come il numero tondo che appare a prima vista, da lontano, sul display dei distributori, il prezzo della benzina a Ischia sembra ormai evocare la data di un ritorno al futuro. Quasi l’ epoca apocalittica di un film ispirato da un videogioco «picchiaduro», in voga a metà degli anni Novanta e ambientato appunto nel 2039. Non è certo fantascienza o una fiaba noir, invece, l’ ennesimo record negativo nazionale battuto sull’ isola, che sconforta tutti gli automobilisti ancora in vacanza e fa agitare i blogger, i siti e indigna i giovani della freepress locale che usano titoloni del tipo «rapina a pompa armata». E non è meno polemico, in queste ore, il sindaco di Forio, Franco Regine, già protagonista nei mesi scorsi di vibrate proteste culminate in un fitto carteggio con l’ Antitrust e il Codacons, dopo il preannunciato e «vergognoso» balzo in avanti del costo del carburante. «Qualche tempo fa ? sottolinea Regine – il Codacons mi ha risposto con una lettera, peraltro ricca di dettagli, attraverso la quale, in sintesi, veniva sostenuta la tesi che il tariffario così elevato per il rifornimento dei veicoli sull’ isola non doveva essere considerato come una grave anomalia rispetto al territorio nazionale, perché occorre calcolare l’ aggiunta delle forti spese per il traghettaggio dalla terraferma delle autocisterne. Ma le mie perplessità in merito restano molto forti e non sono mai stato convinto da una risposta di sapore burocratico. Il dato concreto è un altro: nella più frequentata località della regione Campania, in un periodo in cui i venti crisi frenano le possibilità di spesa dei villeggianti, questa nuova stangata è un segnale pessimo che avrà un effetto domino in particolare sui turisti stranieri che, con l’ arrivo di settembre, sbarcheranno con la macchina e di nuovo in gran numero per soggiornare nelle nostre strutture. L’ indotto avrà seri contraccolpi. Se a tutto ciò si somma il caro-biglietti nei trasporti marittimi ? conclude il sindaco di Forio – i danni prodotti saranno davvero rilevanti». Le analisi sul fenomeno, ormai ben conosciute, si rincorrono online. «Fa un po’ rabbia ? commentano gli operatori ? assistere impotenti agli incrementi continui dell’ Iva sulle accise che concorrono a determinare il valore della benzina. Il sistema purtroppo lo conosciamo, ma sentirsi all’ apice del listino prezzi di tutta l’ Italia fa molto male». Senza dimenticare che il diesel, ieri, è arrivato alla quota di 1,894 euro. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Mattino, 24/08/2012 06:23
Valerio Iuliano Oltre 900 euro annui in più, rispetto al 2011. PDF
Valerio Iuliano Oltre 900 euro annui in più, rispetto al 2011. È la traduzione in cifre dello scotto che i cittadini napoletani dovranno pagare alla nuova ondata di rincari della benzina. La stima è di Federconsumatori Campania, che ha calcolato i costi diretti – derivanti dai rifornimenti degli automobilisti – e quelli indiretti, che scaturiscono dall’ incremento dei prezzi dei beni di prima necessità, trasportati abitualmente su gomma. Una valutazione tanto più allarmante, in coincidenza con gli ulteriori aumenti scattati ieri in città, mentre si moltiplicano gli appelli per la riduzione delle accise. La soglia dei 2 euro è stata superata ancora da molti distributori a Napoli, dalla zona del porto alla periferia nord. Tutti impianti della cosiddetta rete stradale ordinaria, che si avvia così a raggiungere i livelli da primato già toccati presso tangenziali e autostrade. Un altro segnale inquietante, mentre il Codacons invita oggi tutti gli utenti a boicottare i rifornimenti presso le pompe che fissano un prezzo superiore agli 1,80 euro al litro. La quotazione record, tuttavia, è ancora ad Ischia, per effetto dei costi maggiori del trasporto del carburante attraverso le navi, anziché su gomma. La stangata da 900 euro è equamente suddivisa tra carburante e surplus «a cascata». Ammonta a circa 480 euro annui l’ esborso supplementare di cui dovranno farsi carico gli automobilisti partenopei nel 2012. Una cifra che nasce dall’ aumento di circa 40 euro di un pieno di benzina verde, alla luce dei prezzi attuali. Altrettanto significativa la proiezione sui costi indiretti dei rincari. Circa 420 euro annui in più, secondo Federconsumatori. «La valutazione – spiega il presidente regionale Rosario Stornaiuolo – deriva dal fatto che i supermercati napoletani si riforniscono prevalentemente di prodotti non campani, in quanto le centrali commerciali sono al nord. Perciò il trasporto delle merci risente in maniera particolare del caro-carburanti, determinando il contemporaneo incremento dei prezzi dei beni di prima necessità. Questo costringerà coloro che non possono sostenere le spese ad acquistare sempre più frequentemente prodotti di scarsa qualità o a rivolgersi al mercato illegale delle contraffazioni alimentari». L’ impennata dei prezzi della benzina rischia di provocare, quindi, conseguenze sociali di rilievo. Un pericolo avvertito tanto dalle associazioni dei consumatori quanto da quelle dei gestori degli impianti, accomunate dagli appelli all’ esecutivo nazionale per la riduzione delle imposte sui carburanti, sulla base di quanto è stato annunciato dal governo francese. Il peso complessivo delle accise su un litro di benzina verde in Campania è pari a 1,088 eurp al litro. Circa il 60% del prezzo finale alla pompa. Quote inferiori solo di poco, invece, per il gasolio, con un carico fiscale pari a circa 90 centesimi al litro. «I rincari possono essere frenati- sottolinea in una nota la Faib, federazione autonoma dei benzinai aderente alla Confesercenti- spalmando su tutta la settimana gli sconti praticati da alcune compagnie nei weekend». Tuttavia, l’ Eni ha ribadito che la campagna promozionale si concluderà anche in Campania il 2 settembre prossimo. L’ amministratore delegato della compagnia Paolo Scaroni non ha escluso, però, che altre iniziative possano scattare in autunno. Forse l’ ultima speranza per un esercito di automobilisti, vessati dal caro-carburanti. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’Eco di Bergamo, 24/08/2012 06:21
il codacons.
«Fate il pieno soltanto con gli sconti del weekend» PDF
Comincia da oggi la protesta dei consumatori. Il Codacons invita a boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde più di 1,8 euro. L’ indicazione di lotta implica che si faccia il pieno di venerdì, sabato o domenica presso le marche che praticano la promozione e sconti e per il resto della settimana si boicottino le pompe troppo care che devono essere punite e non vendere nemmeno un litro di carburante. «Non resta che organizzarsi da soli ? spiega un comunicato ?. I consumatori sono fuori dell’ agenda del governo Monti che li usa solo come carne da macello per spremerli con balzelli di ogni tipo fino a scoppiare». Il 19 settembre, hanno annunciato, i consumatori faranno lo sciopero della spesa. nascosto
Gazzetta di Modena, 24/08/2012 06:08
consumatori.
E il Codacons per protesta farà lo sciopero del pieno PDF
Comincia la protesta dei consumatori. Il Codacons invita a boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde più di 1,8 euro. L’ indicazione di lotta implica che si faccia il pieno di venerdì, sabato o domenica presso le marche che praticano la promozione e sconti e per il resto della settimana si boicottino le pompe troppo care che devono essere punite e non vendere nemmeno un litro di carburante. «Non resta che organizzarsi da soli – spiega un comunicato – I consumatori sono fuori dell’ agenda del Governo Monti che li usa solo come carne da macello per spremerli con balzelli di ogni tipo fino a scoppiare. Nessun intervento sulle bollette o sul blocco dalle tariffe pubbliche. Dopo aver tagliato i consumi alimentari oggi gli italiani sono costretti a tagliare anche i consumi di acqua, gas e luce. Niente liberalizzazione dei farmaci nei supermercati, niente eliminazione dei privilegi dei notai e delle professioni, niente concorrenza per l’ Rc Auto, abortita prima di nascere, e nessun intervento di controllo sui bilanci dei petrolieri e dei benzinai per verificare quanto hanno pagato realmente la benzina che ora vendono a 2 euro al litro. Così la sanità: anzichè eliminare il regalo da 120 milioni di euro all’ anno alle case farmaceutiche che producono e impongono vaccini inutili e pericolosi il ministro della Salute Balduzzi taglia i posti letto agli ospedali di paese. Ogni famiglia spenderà a fine anno tra maggiori tasse e aumento del costo della vita 3.500 euro in più rispetto all’ anno scorso, a fronte di un crollo dei consumi che, in un libero mercato, dovrebbe invece portare ad una inflazione negativa». Per questo viene lanciata l’ iniziativa per il 19 settembre di uno sciopero della spesa: «Il 19 settembre sono tutti invitati ad abbassare le saracinesche contro le tasse insostenibili e le banche che non fanno credito».
La Provincia di Varese, 24/08/2012 05:58
Attenzione al cambio Pagate in contanti o attenti agli addebiti PDF
Per risparmiare, diesel o benzina, i varesini vanno sempre di più in Svizzera. I carburanti che si trovano al confine elvetico sono tutti acquistati in Italia e la differenza di prezzo del diesel dipende dal tipo di carburante; molti gestori hanno solo quello “potenziato” (in Italia sono i vari “ecodiesel” o “plus”), ma bisogna fare attenzione a quale è più adatto alla propria auto. È utile fare un confronto tra prezzo in franchi e cambio in euro proposto dal gestore, e conviene pagare in contanti: in euro per gli italiani e in franchi per i frontalieri. È sconsigliato cambiare prima i soldi per pagare il pieno alla cassa; i gestori suggeriscono anche ai frontalieri di conservare un po’ di contante perché, alla lunga, il cambio di banconote costa inutilmente qualcosa in più. Bancomat e carte: non tutti di distributori ne hanno, proprio per contenere di più i prezzi, come alcune pompe “bianche”. Va controllato il cambio reale che fa la propria banca e l’ eventuale commissione. Molti gestori hanno riferito che alcuni automobilisti si sono accorti dopo dall’ estratto conto di addebiti non previsti. Il malcontento è generale, e il Codacons, insieme a molte associazioni che tutelano i consumatori, ha indetto da oggi il boicottaggio delle benzine care e fa appello a Eni, Esso e Api a proseguire promozioni e sconti per tutta le settimana, protesta che culminerà il 19 settembre con lo “Sciopero della Spesa”. La crisi morde e i varesini si difendono: a gennaio è stato il boom per i distributori svizzeri, cui è seguito un mese di stallo, e prima delle vacanze estive molti automobilisti sono arrivati anche da lontano a fare il pieno. Le previsioni di afflusso sono buone, come confermano molti gestori, tanto che i giorni principali di attività sono il lunedì e il venerdì, e già ieri, giovedì, i primi segnali sono stati lampanti. Ci si può fare un’ idea del risparmio sull’ esempio di tre auto, dal serbatoio di 30, 50 e 70 litri: se si confrontano i prezzi di una pompa “bianca” svizzera (benzina a 1,54 euro e diesel a 1,62) un pieno di 30 litri di benzina costa 46,20, e diesel 48,60; per 50 litri si spendono 77 euro e per il diesel 81; un pieno di 70 litri costa 107,80 e diesel 113,40. F. Ame. © riproduzione riservata.
Messaggero Veneto, 24/08/2012 05:58
Farmaci, medici contro il governo PDF
nel mirino dell’ ordine la norma che impone di indicare il principio attivo.
L’ Ordine dei medici di Udine si scaglia contro le nuove norme introdotte dal governo Monti che impongono di indicare nelle ricette il principio attivo e non più la marca dei medicinali. Secondo il governo, così sarà possibile ottenere notevoli risparmi per il cittadino contenendo nel contempo la spesa pubblica senza alcun rischio per la salute. Secondo il segretario generale della federazione degli Ordini dei medici, Luigi Conte (già presidente dell’ Ordine dei medici della provincia di Udine), e l’ attuale presidente dell’ Ordine friulano, Maurizio Rocco, «la norma ha invece creato inefficienza e notevoli difficoltà, che non sono state superate nemmeno dalla recente circolare interpretativa della nuova legge da parte del ministero della salute. L’ obbligo di applicare la prescrizione con l’ indicazione del principio attivo e non del farmaco di marca (o griffato) – sostengono -, oltre ad aver provocato disagi in quelle regioni, compresa la nostra, che avevano già introdotto o stavano per introdurre i sistemi di ricetta elettronica, sta causando soltanto caos, visto che applicare la prescrizione per principio attivo, prima di aver uniformato le confezioni anche nell’ aspetto e nella grafica, rischia di provocare seri problemi di sicurezza per quei pazienti che, per le loro condizioni di fragilità e la presenza di polipatologie, possono incorrere in pericolosi errori di assunzione». Per queste ragioni, a parere dell’ Ordine, è doveroso e sacrosanto che i medici continuino a indicare nella ricetta il farmaco di marca, proprio per salvaguardare la salute dei cittadini. Non solo. Conte e Rocco se la prendono pure con i Codacons che ha invitato i cittadini a denunciare i medici che riportano sulla prescrizione i farmaci griffati: «Pensino a difendere i consumatori e non a denunciare i medici che si stanno comportando esattamente come la deontologia richiede, continuando a indicare i prodotti di marca, atto necessario – affermano – e non certo di fantomatica collusione con case farmaceutiche – come ha ipotizzato l’ associazione – almeno sino a quando non verrà introdotto l’ Orange Book, ovvero lo strumento che consente di certificare la bioequivalenza non solo tra farmaco generico e originator, ma anche tra generico e generico».
La Repubblica (ed. Firenze), 24/08/2012 05:39
l’ allarme anche in città prezzi record: il caso aleardi. i consumatori: boicottate i distributori che fanno pagare più di 1,8.
La benzina “sfonda” i 2 euro sui viali PDF
rossi a monti: ingiusta la doppia accisa, toglieteci quella statale.
E ALLA fine anche i benzinai di Firenze hanno sfondato il tetto di due euro al litro nel prezzo della benzina servita dal gestore. E’ successo almeno in un caso – ma è possibile che ce ne siano altri – presso il distributore TotalErg in viale Aleardi dove ieri la verde servita si pagava 2,019 euro. Nella pausa di pranzo, quando funzionavano solo i self, che erogano benzina a prezzo scontato, i cartelli esposti rivelavano che altri distributori di carburante sfioravano il tetto dei due euro: 1,999 all’ Ip in piazza Ferrucci, 1,991 all’ Agip in piazzale Donatello, 1,989 al Q8 a San Gaggio, 1,988 al Q8 in via del Gelsomino. Insomma la corsa al rialzo del prezzo della benzina, alla vigilia del rientro dei toscani dalle vacanze, non si ferma. Nonostante denunce, appelli, minacce. La soglia dei due euro al litro, già da giorni superata in autostrada, è stata doppiata anche a Livorno oltre che a Firenze. La spirale dei rincari allarma anche il presidente della Regione. Enrico Rossi ieri è tornato a chiedere al presidente del consiglio Mario Monti di mettere fine alla doppia accisa sulla benzina che grava sui consumatori toscani: quella che la Regione ha introdotto per far fronte al costo dei lavori in Lunigiana e all’ Isola d’ Elba dopo le alluvioni e quella decisa dal governo in seguito al terremoto dell’ Emilia Romagna. Rossi invoca che il governo metta fine a questa stortura già nel consiglio dei ministri sullo sviluppo convocato per oggi. «Autorevoli osservatori – scrive Rossi in una lettera inviata a Monti – denunciano oggi sulla stampa un rincaro del prezzo della benzina, che resta il più alto tra i Paesi europei, e indicano proprio nella Toscana la regione che detiene il record non invidiabile del costo più elevato del carburante ». Rossi mette in evidenza una «pesante penalizzazione, perché le accise (regionale e nazionale) si sono sommate tra loro, caricando i cittadini di un onere maggiore rispetto a quello richiesto in altre regioni. Di una accisa sulla benzina uguale in tutte le regioni (senza chiedere nulla per il pregresso) – aggiunge il governatore – ho quindi parlato al ministro per i rapporti con il parlamento Piero Giarda, che ha giudicato ragionevole la proposta. Per i cittadini toscani questo significherebbe ridurre di 5 centesimi al litro il costo della benzina e avere ugualmente le risorse previste per gli interventi in Lunigiana e all’ Elba». Rossi chiede quindi al premier «di adoperarsi per correggere rapidamente questa iniquità». Intanto scendono in guerra i consumatori con un’ iniziativa forte di sciopero della spesa e di boicottaggio della benzina cara. L’ iniziativa arriva dal Codacons che per il 19 settembre invita tutti i cittadini a non fare acquisti. Ma non solo. Da oggi, infatti, il Codacons esorta a boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde più di 1,8 euro. «L’ indicazione di lotta – afferma il Codacons – implica che si faccia il pieno di venerdì, sabato o domenica presso le marche che praticano la promozione e sconti e per il resto della settimana si boicottino le pompe troppo care che devono essere punite e non vendere nemmeno un litro di carburante ». (ma.bo.) © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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