24 Agosto 2016

Rassegna stampa del 24 agosto

Rassegna stampa del 24 agosto 

Siracusa Oggi, 24/08/2016 12:36
Siracusa. Caro libri, proposta della Consulta Civica: “Il Comune acquisti testi per gli studenti meno abbienti”Web Web
Soluzioni per contrastare il caro-scuola. Le chiede la Consulta Civica, presieduta da Damiano De Simone. Secondo il Codacons, quest’ anno la spesa legata all’ acquisto di libri e materiale scolastico ammonterà a circa mille e 100 euro a studente in media, 600 euro soltanto per i libri di testo ed escluse, dunque, le tasse scolastiche. Il rischio che venga meno il diritto allo studio, secondo la consulta, è concreto. “Chiediamo allora-spiega De Simone- che l’ amministrazione dimostri sensibilità verso questa problematica di assoluta priorità sociale”. Il presidente dell’ organismo e l'”assessore” all’ Istruzione della consulta, Mariateresa Asaro ritengono che “non si possa accettare l’ idea che studiare diventi un privilegio e un motivo di umiliazione, in alcuni casi, per studenti e famiglie”. Al Comune, la consulta chiede un investimento economico “serio, incisivo ed efficace in favore delle scuole e degli studenti”. Nel dettaglio, la proposta “è quella di acquistare – dicono De Simone e la Asaro – su indicazione dei dirigenti scolastici, un numero considerevole di libri di testo obbligatori delle materie basilari, da dare in “comodato d’ uso gratuito” agli studenti che ne fanno richiesta, secondo requisiti da stabilire”. Al Miur sarà chiesta l’ istituzione di un fondo per i Comuni intenzionati a seguire questo percorso.
 
 
Siracusa News, 24/08/2016 12:32
Siracusa, Libri di testo: dalla Consulta civica una proposta per dimezzare la spesa delle famiglieWeb Web
“Per quest’ anno, secondo i calcoli del Codacons (Coordinamento delle Associazioni dei Consumatori), si prevede una spesa di mile 100 euro a studente tra libri e corredo, di cui 600 euro circa solo per i libri di testo, senza considerare le tasse scolastiche. Queste le motivazioni che inducono la Giunta Civica a riflettere sulla problematica e proporre una soluzione immediata a contrasto del caro-scuole affinché non si venga meno al diritto allo studio il cui costo, a oggi, sembra rappresentare un decimo del reddito medio delle famiglie calcolato attorno a 8 mil 500 euro pro-capite. E quando i figli sono due? Chiediamo allora che l’ amministrazione dimostri sensibilità verso questa problematica di assoluta priorità sociale “. A proporlo sono il presidente della Consulta civica Damiano De Simone e l’ assessore all’ Istruzione Mariateresa Asaro, che partono dal considerare il diritto allo studio imprescindibile da qualunque condizione economica, ormai, critica nella maggior parte delle famiglie. ” Non possiamo permettere che studiare diventi un privilegio e motivo di umiliazione, in alcuni casi, per studenti e famiglie “. E’ così che Damiano De Simone e Mariateresa Asaro si rivolgono alla pubblica amministrazione di Siracusa chiedendo un investimento economico serio, incisivo ed efficace, in favore della scuole e degli studenti, fondamentale se davvero si prediligono il bene e la qualità culturale della nostra società a tutela dello studio e del reddito famigliare come in effetti sostiene anche Antonella Quattropani, assessore alla Famiglia e all’ Infanzia in Consulta civica che aggiunge ” la politica non chieda solo le tasse alle famiglie ma inizi a investire sui diritti fondamentali perché possano crescere e vivere con dignità “. La proposta è quella di acquistare, su indicazione dei dirigenti scolastici, a fronte di riutilizzarli ogni anno, un numero considerevole di libri di testo obbligatori delle materie basilari (italiano, matematica, storia, geografia e inglese) previste in una programmazione annuale ordinaria, e affidarli alla gestione delle scuole medie e superiori quindi distribuirli, in “comodato d’ uso gratuito” per tutto l’ anno scolastico, agli studenti che ne fanno richiesta, premessi validi requisiti. ” Questa proposta – spiega Mariateresa Asaro – differentemente dai rimborsi dei libri di testo che molto spesso l’ amministrazione sembra non garantire, ha due effetti positivi: il Comune investe una sola volta sull’ acquisto adeguato di libri per far fronte a più situazioni di bisogno, che le scuole utilizzeranno per tutti gli altri anni a seguire; le famiglie vedranno dimezzata la spesa complessiva sulla scuola che puntualmente, ogni settembre, sembra bussare alle porte come l’ ennesima beffa a dimostrazione di un diritto allo studio sempre più negato “. ” La cultura rende liberi – conclude De Simone -. Creiamo le condizioni per tutelare questo diritto! “. La proposta sarà inviata al Miur, cosicché il governo nazionale possa verificarne l’ importanza al fine di istituire un fondo per i Comuni che ne faranno richiesta. Riproduzione riservata ® – Termini e Condizioni.
 
 
Askanews, 24/08/2016 12:16
Sisma, Codacons: indagare su operato protezione civile LazioWeb Web
“zingaretti apra un’ indagine immediata”
Roma, 24 ago. (askanews) – Dopo il terribile terremoto che ha sconvolto il centro-Italia, il Codacons chiede al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, di aprire una indagine immediata sull’ operato della Protezione Civile. Considerati i gravi precedenti dell’ Aquila, riteniamo indispensabile accertare se prima di questa notte il centro sismologico e la Protezione civile regionale abbiano registrato movimenti sismici nelle aree interessate dal terremoto – spiega l’ associazione – Sembra infatti impossibile che un sisma di tale potenza non sia stato preceduto nei giorni scorsi da precisi segnali di allarme in grado di portare ad iniziative a tutela della popolazione. Il Codacons chiede dunque alla Regione Lazio di svolgere una immediata inchiesta e riferire su quanto risultava alla Protezione civile e all’ Agenzia regionale competente sui fenomeni sismici nell’ area del disastro e sulle relative iniziative adottate. È necessario inoltre avviare una intensa campagna di protezione civile per illustrare il piano di protezione che ogni regione deve periodicamente aggiornare.
 
 
Il Resto del Carlino (ed. Rimini), 24/08/2016 07:32
assemblea
Processo Carim, il Codacons chiama gli azionistiPDF PDF
SI APRIRÀ il 20 settembre prossimo al tribunale di Rimini il processo a carico dell’ ex amministratori di Carim. Nell’ attesa, il Codacons si prepara a chiarire i dubbi degli azionisti intenzionati a presentare una domanda di risarcimento. L’ assemblea pubblica si terrà domani dalle 16,30 nella biblioteca comunale di Santarcangelo in viale Pascoli. Durante l’ incontro, i legali dell’ associazione risponderanno alle domande degli azionisti intervenuti, oltre a raccogliere gli incarichi per l’ atto di costituzione di parte civile nel procedimento penale, volto a recuperare le somme perse a causa della caduta del valore negli anni scorsi delle azioni della Carim e la condanna dei rinviati a giudizio, se riconosciuti colpevoli al termine del processo.
 
 
Il Resto del Carlino (ed. Fermo), 24/08/2016 07:24
Quaderni, penne, dizionari e libri Carissima scuola quanto ci costiPDF PDF
uno studente di primo superiore può arrivare anche a 675 euro
LORO, gli studenti, quasi non ci vogliono pensare. Continuano a vivere questa estate come se non dovesse finire mai. Poco importa se l’ aria è ormai frizzante e il caldo estivo si sta spegnendo un po’ alla volta. I pensieri sono tutti dei genitori che stanno già guardando i siti internet delle scuole, stampano le liste dei libri e si fanno due conti in tasca. La prima consolazione è che non ci sono aumenti rispetto agli anni passati, non sono previsti picchi importanti, di certo però i libri delle scuole medie e superiori, secondo la stima della Codacons, costeranno in media quasi 600 euro, cui va aggiunta la spesa per la cancelleria. IN CITTÀ Per chi debutta alla scuola media il costo dei libri si aggira sulle 300 euro, poi ci vuole il diario, quelli all’ ultima moda si aggirano sui 15 euro. Serve il dizionario di inglese, per 20 euro, e quello di italiano, altre 18 euro. Per chi va al primo anno di liceo, si devono calcolare 301 euro per i libri, cui vanno aggiunti i vocabolari, fanno 60 euro per quello di italiano, 95 per quello di greco, 90 per quello di latino, oltre all’ immancabile vocabolario di inglese, per altre 70 euro. All’ istituto tecnico Montani, tanto per prendere una classe campione, la spesa si aggira sui 310 euro di media, a tutte le spese va aggiunta una cifra sui 60 euro per il materiale di cancelleria, penne, colori, quaderni e altro. SE È VERO che per i piccoli delle scuole primarie i libri sono gratis, è vero pure che tra grembiuli, zaini, quaderni e penne si può arrivare a spendere anche 100 euro. Sempre di moda quest’ anno per le femmine la magia di Frozen mentre per i maschietti un must è Guerre stellari, le tartarughe Ninja, tutto offerto con il corredo completo e un giocattolo a completare il quadro e rendere irrinunciabile l’ acquisto, per la ‘gioia’ di mamma e papà. COSTANO in media 50 euro gli zaini, 25 gli astucci coordinati, arrivano anche a 60 euro i trolley che aiutano a trasportare anche i libri più pesanti. C’ è anche il trolley con il monopattino, ultimissimo ritrovato in voga tra i più ‘trendy’, che arriva a 100 euro, per chi non vuole perdersi nemmeno un attimo di divertimento. Codacons ha diffuso tramite il suo sito alcuni importanti consigli per guidare le famiglie italiane nella spesa per la scuola. Se spendere poco meno di mille euro a studente incide troppo sul budget familiare, si possono seguire alcune dritte: se si riesce a convincere i pargoli si possono evitare le mode, basta spegnere la tv e non farsi trascinare dalle pubblicità troppo convincenti. E poi, muoversi a caccia di offerte, in giro per i tanti centri commerciali che qualche volta nascondono qualche affare: materiale funzionale seppur non all’ ultimissimo grido. ATTENZIONE a confrontare sempre le offerte promozionali paragonando diversi punti vendita o siti di cancelleria online. Non serve nemmeno precipitarsi a comprare tutto prima che cominci la scuola, meglio diluire nel tempo gli acquisti per prendere solo cose veramente necessarie. L’ importante è muoversi con oculatezza. Nel fermano la campanella suona il 14 di settembre e si aprono così altri nove mesi di passioni, di emozioni, tra quelle pagine dei libri che oggi tolgono il sonno ai genitori, per gli scontrini pesanti che porteranno a casa. Angelica Malvatani.
angelica malvatani
 
 
Il Giorno (ed. Milano), 24/08/2016 07:13
la protesta all’ origine una sentenza del tribunale di torino
«Spazio alla schiscetta in mensa» La sfida del Codacons al ComunePDF PDF
– MILANO – «I BAMBINI hanno diritto di mangiarsi il proprio panino durante l’ orario della mensa»: la rivendicazione arriva dall’ associazione di consumatori Codacons. Una rivendicazione a favore della «schiscetta» al posto dei menu di Milano Ristorazione. «I genitori lo scorso anno hanno protestato chiedendo diete in bianco contro alcuni piatti – ricorda il presidente del Codacons Marco Donzelli – inoltre non trovo corretto che i pasti di tutti i bambini che richiedono il tempo pieno siano garantiti da un sistema di alimentazione imposto dall’ alto, senza nessuna gara, come quello di Milano Ristorazione, società partecipata del Comune». La richiesta di aprire le scuole a menù fatti in casa si ispira alla recente sentenza della Corte d’ appello del tribunale di Torino che «ordina al Comune e al ministero dell’ Istruzione di organizzare un servizio ristorazione che permetta di nutrirsi a scuola anche a chi vuole portarsi il pranzo da casa». Sentenza originata da una battaglia di alcune mamme contro il rincaro del servizio. E che a Torino consentirà la «schiscetta» solo alle famiglie in causa. Il Codacons ha presentato una diffida alla scuola Bacone («una tra le tante, ha numeri alti», sostiene Donzelli), alla vicesindaco e assessore all’ Educazione Anna Scavuzzo e alla direzione scolastica regionale affinché «i bambini abbiano il diritto di mangiare il pranzo portato da casa a mensa». Tuttavia la richiesta del Codacons non trova sostegno nella rappresentanza delle commissioni mensa. «Avrebbe senso se il servizio fosse a consumo. Paghi quello che prendi, ma così diventa uno slogan – dice uno dei membri – 200 panini all’ anno tappano lo stomaco. Non tutti i genitori sarebbero in grado di dare un menù equilibrato ai figli per pranzo». LA VICESINDACO Anna Scavuzzo replica al Codacons che «la ristorazione scolastica consente alle famiglie di investire anche in educazione alimentare. Quest’ anno abbiamo avviato una sperimentazione, molto apprezzata, introducendo frutta a metà mattina». L’ assessore all’ Educazione sottolinea anche «i rischi per le condizioni igieniche delle mense se venissero introdotti alimenti dall’ esterno» e il carico di responsabilità «che ricadrebbe sulle direzioni didattiche e non più su Milano Ristorazione. Si dovrebbero dividere i bambini in spazi diversi. Ma il pasto è anche un momento sociale. Per tutti».Lu.Sa.
 
 
Il Giornale, 24/08/2016 06:15
il dibattito
Schiscetta a scuola Guerra sulle mensePDF PDF
Si avvicina la riapertura delle scuole e così anche il dibattito sui temi più caldi. Come la «libertà di schiscetta», la possibilità per i genitori di dare ai figli il panino (o il pasto) da consumare all’ ora di pranzo. Il Codacons, fautore del pasto casalingo tra le mura scolastiche, ha minacciato una diffida con cui riapre la battaglia. L’ assessore regionale all’ Istruzione, Valentina Aprea, ritiene che sia necessario partire con una sperimentazione: «Contro il caro-retta bisogna dare la possibilità alle famiglie di scegliere il pasto». Il vicesindaco e assessore all’ Istruzione, Anna Scavuzzo, è contraria: «Non è una limitazione della libertà ma una promozione di buone politiche per i più piccoli. Non rinunciamo al ruolo educativo della scuola». E annuncia: «Voglio considerare l’ esperienza della frutta a scuola come merenda della mattina».
 
 
Il Giornale, 24/08/2016 06:15
il dibattito perchè no perché sì
Scuola, la battaglia della «schiscetta» Il vicesindaco Scavuzzo: «Rischi igienico-sanitari E col servizio pubblico cibi più equilibrati» L’ assessore Aprea: «Contro il caro-retta libertà alle famiglie di scegliere il pasto»PDF PDF
il codacons chiede di liberalizzare il pranzo portato da casa. ma è la strada giusta?
Una diffida del Codacons a una scuola di piazzale Bacone e si riaccende il dibattito sulla «schiscetta» a scuola. A scendere nella vicenda, c’ è addirittura chi assicura che tra i vertici dell’ associazione dei consumatori ci sia una persona che ha tre figli in quella scuola e non è in regola con le rette, tanto che non è mai potuto entrare nella commissione mense dell’ istituto. Ma al di là del caso concreto, con l’ autunno che si avvicina, sembra la prima avvisaglia del rinfocolarsi di una battaglia che si combatte da tempo tra i sostenitori della mensa uguale per tutti e i difensori della libertà di «schiscetta», la possibilità per i bimbi di portarsi i pasti da casa. La questione è complessa sia dal punto di vista sociale che giuridico e igienico. Introdurre alimenti a scuola al momento è praticamente impossibile, anche se una sentenza della Corte d’ appello di Torino del giugno scorso ha riacceso le speranze di chi vorrebbe mandare a scuola i figli con il panino (o altro). Un caso particolare, perché i giudici hanno contestato la discrepanza tra qualità del cibo e costi per le famiglie. A Milano, dove le polemiche sul cibo non sono mai mancate, oltre alla fascia esente ci sono tre rette in base all’ Isee e la più alta è di 680 euro l’ anno. La discussione è soprattutto su questo. L’ assessore regionale all’ Istruzione, Valentina Aprea, ha rivolto sul tema un quesito al ministero e la risposta è stata che una sperimentazione è possibile, se sono d’ accordo i Comuni, i consigli di circolo, le commissioni delle scuole e le famiglie. A Milano, il Comune non ha quest’ intenzione. E il vicesindaco Anna Scavuzzo spiega: «Il nostro è anche un impegno educativo e sociale».
 
 
Il Giornale, 24/08/2016 06:15
perchè no perché sì
Il vicesindaco Scavuzzo: «Rischi igienico-sanitari E col servizio pubblico cibi più equilibrati» L’ assessore Aprea: «Contro il caro-retta libertà alle famiglie di scegliere il pasto»PDF PDF
Valentina Aprea, assessore regionale all’ Istruzione, è finita nel mirino del Codacons come nemica della «schiscetta» a scuola. Ma lei più volte, anche durante convegni e appuntamenti pubblici, ha aperto al pasto preparato a casa. Osserva: «La Regione non è competente su questo tema. Tocca al Comune decidere un’ eventuale sperimentazione». Ma lei, come esperta di scuola, perché è favorevole all’ idea che possano essere i genitori a dare il pasto ai figli? «Sono d’ accordo sul fatto che va concordato con le famiglie di poter portare da casa qualcosa al posto del pranzo previsto dalla mensa, se loro lo desiderano». E le ragioni igieniche che possono far avanzare qualche dubbio? «È chiaro che si tratta di un processo, un percorso che va avviato e che non si può improvvisare. Ma resto favorevole sia per motivi economici che per evitare gli sprechi. Spesso non abbiamo idea di quanti pasti vengano buttati via». Vuol dire che ridurrebbe le quantità di cibo offerte ai bambini a scuola? «Sì, non credo sia necessario offrire un primo, un secondo, un contorno, insomma un pasto completo. Basta un piatto caldo e poi possiamo affidare l’ integrazione alle famiglie, che decidono che cosa dare ai propri figli». E se i genitori danno cibi che fanno male ai figli o a altri problemi? La responsabilità di chi sarebbe? «A mio avviso basterebbe stabilire regole generali e precisare che la responsabilità rimane al genitore». Non si rischia di creare differenze che mettono a disagio i bambini? «Credo che il problema principale sia la difficoltà di molte famiglie di far fronte alle rette. Se si hanno due o tre figli, diventano pesanti. Mi concentrerei su questo quesito, se è giusto o no pagare il pasto obbligatorio». Colpa della crisi se il tema è diventato incandescente negli ultimi anni? «Anche. Ma bisogna tenere conto del fatto che nelle scuole pubbliche la mensa è entrata con il tempo pieno. Prima non c’ era. Una volta riguardava pochi bambini, poi si è arrivati al 50 per cento, che era ancora sostenibile. Ma oggi gli orari della primaria prevedono la presenza obbligatoria di tutti i bambini a scuola e quindi a mensa». Insomma, lei è contraria al menu imposto. «Adesso si può variare solo per malattia o ragioni particolari come quelle religiose. Invece io sono convinta che su questo tema sia necessaria una maggiore flessibilità».
 
 
La Sicilia (ed. Caltanissetta), 24/08/2016 05:35
È già tempo di corredo scolasticoPDF PDF
I consigli del Codacons: «Non inseguite le mode e non fatevi condizionare dalla pubblicità. Si può risparmiare fino al 40%» Le vacanze estive non sono ancora finite e già in molte famiglie si comincia a pensare al corredo scolastico. E si fanno ovviamente i conti con il caro -scuola. Nelle cartolerie e nei negozi del settore sono già in bella evidenza negli scaffali zaini, astucci, diari e tutto il materiale utile agli studenti. Da qualche giorno anche supermercati e ipermercati hanno messo in commercio prodotti griffa ti, con loghi di cartoni animati o serie tv vicine ai bambini. «Un vero e proprio salasso attende tra agosto e settembre le famiglie italiane – afferma il presidente del Codacons Marco Maria Donzelli -. Basti pensare che tra corredo e libri di testo la spesa complessiva può raggiungere i 1.100 euro a studente». Tuttavia anche sulla spesa scola stica è possibile risparmiare sensibilmente e abbattere i costi seguendo alcuni consigli utili diffusi proprio dal Codacons: 1) Non inseguite le mode. In questi giorni tutte le televisioni stanno bombardando i vostri figli con pubblicità mirate agli acquisti necessari per la scuola. Non fatevi condizionare dal mercato pubblici tario. Non inseguendo le mode, per il corredo potreste spendere il 40% in meno, acquistando prodotti di identica qualità. Basta non comprare gli articoli legati ai personaggi dei cartoni animati o bambole famose. 2) Nei supermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria. In questo periodo alcune catene di supermercati vendono i prodotti scolastici addirittura a prezzi stracciati: sono i cosiddetti prodotti “civetta”. Vengono venduti beni addirittura sottocosto, contando sul fatto che comunque finirete per acquistare anche tutto il resto. Approfittatene acquistando solo i prodotti “civetta”. 3) Rinviate gli acquisti. Di solito c’ è la pessima abitudine di acquistare subito tutto quello che servirà nel corso dell’ anno. Le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un momento successivo. Spesso, aspettando, si risparmia. 4) Aspettate gli insegnanti. Per le cose più tecniche (dal compasso ai dizionari), è bene attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti.
 
 
La Voce di Romagna, 24/08/2016 05:00
Carim, Codacons scalda i motoriPDF PDF
domani assemblea pubblica “azionisti vi aiutiamo a costituirvi parti civili”
Il Codacons scalda i motori e organizza un’ assemblea pubblica per incontrare gli azionisti Carim e illustrare loro le possibilità di ottenere il risarcimento/rimborso delle somme perse a causa della caduta del valore delle azioni della banca. L’ appuntamento è per domani fra le 16.30 e le 19.30 alla biblioteca Baldini in viale Pascoli a Santarcangelo e l’ associazione consumatori lo annuncia ricordando: “Con l’ approssimarsi della data di inizio del processo penale a carico di diversi ex amministratori della Carim fissato dal gup di Rimini per il 20 settembre, consci dei problemi di comunicazione insorti a causa dell’ ostacolo frapposto dagli attuali vertici di Banca Carim al rilascio degli elenchi con gli indirizzi di tutti gli azionisti della banca, ostacolo superato ma con perdita di tempo prezioso nel tentativo di ovviare a tali carenze informative – abbiamo deciso di organizzare una assemblea in cui i nostri legali risponderanno a tutte le domande e curiosità degli azionisti” spiega in una nota il Codacons, entrando ancor più nel merito: “Per chi sarà interessato raccoglieranno anche gli incarichi per l’ atto di costituzione di parte civile nel procedimento penale, volto a recuperare le somme perse a causa della caduta del valore negli anni scorsi delle azioni della Carim e la condanna dei rinviati a giudizio, se riconosciuti colpevoli al termine del processo. Risarcimento che potrà in tal caso essere richiesto – per coloro che si saranno costituiti parte civile nel processo penale con l’ aiuto dei nostri avvocati – direttamente alla Carim, in qualità di datore di lavoro e quindi responsabile dell’ operato dei suoi ex vertici. Solo coloro che si costituiranno parte civile al termine del procedimento penale potranno ottenere tale risultato, in tutto o in parte già al termine del giudizio di primo grado, anche nell’ ipotesi in cui gli eventuali condannati attivino un giudizio di appello”. E chiosa: “Per chi non potrà presenziare sono sempre validi come contatti: lo studio dell’ avvocato Marina Cucchiarini di Rimini con sede in Via Roma n. 102 (tel. 0541.57429 – 338.9557834), la sede del Codacons Rimini in via Jano Planco n. 16 (tel. 0541.775035 -335.5351753- referente signora Daniela Montagnoli)oppure il numero verde 800.05.08.00 del Codacons Emilia Romagna.
 
 
La Città di Salerno, 24/08/2016 03:51
dopo gli 80€ arriva il bonuscultura, una concussione ai neo aventi diritto al voto @alfydpma il #bonuscultura vale anche per i libri di moccia? @alexiattoni
I 500 euro ai diciottenni conditi da ironie e consigliPDF PDF
twitter tendenze#bonuscultura
Molti giudizi favorevoli compresi idee e suggerimenti su come spendere i 500 euro di bonus messi a disposizione dal governo per chiunque abbia compiuto 18 anni nel 2016 o che spegnerà le candeline da maggiorenne entro il prossimo 31 dicembre. Sulla rete impazzano i “cinguettii” di commento della disposizione del governo. Non mancano anche i commenti ironici anche perché per l’ utilizzo dei 500 euro (possibile dal 15 settembre) è indispensabile conoscere il funzionamento di un’ applicazione denominata “18app”. Critiche dal Codacons. «Si tratta di una assurdità, un provvedimento “spot” del governo Renzi finanziato con i soldi della collettività – afferma il presidente Carlo Rienzi – siamo a favore di misure a favore della cultura, ma riteniamo sbagliato il metodo: ci chiediamo ad esempio se i 500 euro di bonus saranno assegnati indistintamente a tutti i 18enni».
 
 
La Gazzetta dello Sport, 24/08/2016 03:06
Base jumping ancora fatale Strage d’ agosto, 14 i mortiPDF PDF
l’ ultimo è alexander polli «questi casi vanno ad aggiungersi a una fatality list di 302»
Tre da giugno. Due in meno di una settimana. Dopo Dario Zanon il 13 giugno scorso ed Emanuele Uli giovedì scorso, lunedì sera è morto un terzo base jumper: Alexander Polli. L’ incidente è successo nella zona di Brévent, sopra Chamonix, in Francia, a 1500 metri d’ altezza. «Questi casi vanno ad aggiungersi a una fatality list di 302 casi. Ad agosto siamo già a 14 episodi» riassume così la situazione Maurizio Di Palma, 37enne pavese, il capotribù di una «famiglia» di praticanti. «In tutto il mondo saremo 2000-3000 mentre in Italia arriviamo a 80» racconta il pavese che si è lanciato anche dal Colosseo, dalla Torre di Pisa e dal Duomo di Milano. «I praticanti sono tutti ottimi paracadutisti che si avvicinano a questa disciplina – racconta Di Palma che da 15 anni si lancia -. Non si va allo sbaraglio. Viene effettuato un corso iniziando a lanciarsi prima da dei ponti e poi dalla parete scuola del monte Brento. Per gradi si porta l’ allievo in autonomia». ACRONIMO Il base jumping, «base è l’ acronimo di building, antennas, span, earth (costruzioni, antenne, ponti e scogliere o altre formazioni naturali, ndr)», è una disciplina estrema che ha portato molte località a vietarne la pratica (nei parchi statunitensi è vietato). «In Italia è il monte Brento la parete dove in molti si lanciano – racconta Di Palma -. Qui le autorità del posto ci tollerano. Da un punto di vista legislativo non ci sono né divieti, né tutele». La pratica dunque non è vietata da alcuna norma, ma Vittorio Fravezzi, sindaco di Dro – il paese dove si trova il Becco dell’ Aquila, luogo da dove si lanciano molti base jumper – ci tiene a precisare: «Questa palestra naturale è diventata una sorta di Mecca per i praticanti. Arrivano da tutto il mondo, ma di certo noi non promuoviamo e incentiviamo questa pratica». NORMATIVA Il Codacons ha chiesto alle istituzioni italiane di vietare il base jumping «al fine di tutelare la vita umana, interesse prioritario rispetto alla ricerca di emozioni forti». E al Codacons si allinea anche Fravezzi, sindaco e senatore del centrosinistra «Unione per il trentino» che spiega: «E’ difficile normare questa pratica. Va valutata la limitazione della libertà personale e valutati i costi sociali che comporta l’ eventuale incidente. In alcuni Paesi come gli Stati Uniti hanno messo un divieto unico, ma poi mi chiedo come fanno a farlo rispettare? Di certo continueremo a studiare come intervenire». COSTI E SECONDI Un intervento necessario per una disciplina che in pochi secondi decide del destino delle persone: «I cultori del base jumping dicono che in 9″, quello che si calcola serva per arrivare a terra lanciandosi dal Corno dell’ Aquila, c’ è tutto il tempo per aprire anche il paracadute». Un dialogo ravvicinato con la morte che necessita anche di un discreto investimento: «Per iniziare – conclude De Palma – serve la tuta alare che costa circa 1500-1600 euro e il paracadute che arriva a costare circa 3000 euro. In tutto 4500 euro». Forse una normativa in merito serve per evitare che la fatality list arrivi a numeri a 4 cifre e che le 14 morti di agosto non si ripetano più.
davide romani
 
 
Corriere della Sera, 24/08/2016 03:05
Mense, lite sulla schiscettaPDF PDF
Il Codacons chiede libertà di «schiscetta». Partendo da una sentenza della Corte d’ appello di Torino, vanno alla carica: «I bambini hanno diritto di mangiarsi il proprio panino nell’ orario di mensa». Divisi Regione e Comune. L’ assessore lombardo Valentina Aprea si dice d’ accordo, «bisogna sperimentare forme più flessibili ed economiche». Sull’ altro fronte Palazzo Marino, per motivi educativi e igienico- sanitari. «La refezione scolastica – spiega la vicesindaco Anna Scavuzzo – è un servizio su cui vogliamo investire».
 
 
Italia Oggi, 24/08/2016 02:55
breviPDF PDF
Finanza, servizi alla persona, pubblicità. Sono queste le attività che attirano di più i giovani imprenditori con meno di 35 anni. Tra aprile e giugno scorsi sul totale delle nuove imprese iscritte in questi ambiti, le attività ideate da under 35 superano infatti il 40%. Nel secondo trimestre dell’ anno il bilancio positivo delle imprese costituite dagli under 35 supera le 20 mila unità ed è pari al 54,1% del saldo complessivo delle imprese italiane. Le oltre 31 mila iscrizioni di imprese di under 35 rappresentano infatti il 31,6% delle iscrizioni del periodo mentre nello stesso lasso tempo sono state chiuse 10 mila imprese giovanili. Questo il ritratto dell’ imprenditoria giovanile nel II trimestre 2016 che emerge da Movimprese, l’ indagine condotta da Unioncamere-Infocamere sulla base del Registro delle imprese delle Camere di commercio. Entrate fiscali in calo per il settore del gioco d’ azzardo elvetico. Rispetto all’ anno precedente, gli introiti fiscali, pari a 319,5 milioni di franchi, sono scesi del 4,9%, a causa della struttura progressiva dell’ aliquota. La redditività delle case da gioco resta però ancora relativamente buona, soprattutto se confrontata ad altri settori. La Commissione federale delle case da gioco ha pubblicato il suo rapporto annuale dal quale emerge una diminuzione del 4% del prodotto lordo dei giochi nel 2015. Lo si legge su Fiscooggi, la rivista telematica dell’ Agenzia delle entrate. I bambini hanno diritto di mangiarsi il proprio panino durante l’ orario della mensa. Così, riferisce il Codacons Milano, ha deciso la Corte d’ appello del tribunale di Torino, che in una sentenza ordina al Comune e al ministero dell’ Istruzione di organizzare un servizio ristorazione che permetta di nutrirsi a scuola anche a chi vuole portarsi il pranzo da casa. «Anche a Milano sono anni che il Codacons si batte contro il regime imposto nelle scuole che non riconosce la possibilità agli alunni lombardi la libertà di portare il panino da casa», si legge in una nota che così conclude: «Il Codacons invia diffida alla scuola di Via Bacone a Milano, all’ Assessore Aprea e alla Direzione Generale Regionale per la Lombardia affinché la portata di tale decisione trovi applicazione anche in Lombardia». Il Consiglio di stato ha accolto il ricorso presentato da Fratelli d’ Italia, Gianni Alemanno, Guido Crosetto e altri esponenti Fdi, dopo le elezioni europee del 2014 contro la soglia di sbarramento al 4% della legge elettorale per le elezioni europee. La quinta sezione del Consiglio di Stato dichiara «rilevante» e «non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale» e pertanto «ordina l’ immediata trasmissione degli atti alla Corte costituzionale». Il precedente ricorso di Fdi al Tribunale amministrativo regionale era stato respinto. Avvicendamento nella carica di comandante interregionale dell’ Italia meridionale della Guardia di finanza. A Napoli la cerimonia, alla presenza del comandante generale delle Fiamme Gialle, generale di Corpo d’ Armata Giorgio Toschi. Il generale di Corpo d’ Armata Riccardo Piccinni, nell’ incarico da circa due anni, passa le consegne al collega Andrea De Gennaro, che sino a qualche giorno fa è stato comandante regionale Toscana.
 
 
Corriere di Romagna, 24/08/2016 02:00
Processo Carim, assemblea per costituirsi parte civilePDF PDF
convocata dal codacons alla biblioteca baldini di santarcangelo domani pomeriggio dalle 16,30 alle 19,30
RIMINI. Processo Carim. Il Codacons chiama all’ adunata tutti gli azionisti che non si sono ancora costituiti parte civile contro gli ex vertici dell’ istituto di credito di piazza Ferrari. L’ appuntamento è per domani dalle 16,30 alle 19,30 durante un’ assemblea pubblica organizzata a Santarcangelo alla biblioteca Baldini. Una riunione spiega l’ avvocato Bruno Barbieri, presidente del Codacons dell’ Emilia Romagna, necessaria per ovviare ai problemi di comu nicazione per le vittime, a causa dell’ ostacolo frapposto dagli attuali vertici di Banca Ca rim spa al rilascio degli elenchi con gli indirizzi di tutti gli azionisti dell’ istituto di credito, ostacolo superato ma con perdita di tempo prezioso. Nel corso dell’ incontro i legali dell’ associazione dei consumatori presenti risponderanno a tutte le domande degli azionisti ma, soprattutto, per chi sarà interessato, potranno raccogliere gli incarichi per la costituzione di parte civile nel procedimento penale volto a recuperare le somme perse a causa della perdita di valore negli anni scorsi delle azioni della Carim spa. Il giudice per le indagini preliminari Vinicio Cantarini lo scorso 12 luglio ha rinviato a giudizio gli ex amministratori della Cassa di Risparmio di Rimini. Per tre di loro (l’ ex presidente del consiglio di amministrazione, Giuliano Ioni, l’ ex direttore generale, Alberto Martini e l’ ex vice direttore generale Claudio Grossi) è contestata l’ associazione per delinquere finalizzata al falso in bilancio, mentre altri sedici vanno a processo per rispondere di reati che vanno da false comunicazioni sociali e indebita restituzione dei conferimenti. Il processo inizierà il prossimo 20 settembre. La costituzione di parte civile attraverso il Codacons è fondamentale – spiega Barbieri – perchè in caso di condanna potranno chiedere il risarcimento danni direttamente alla Carim spa in qualità di datore di lavoro e quindi responsabile dell’ operato degli ex vertici a processo. Solo coloro che si costituiranno parte civile potranno ottenere il risarcimento totale anche se al termine del giudizio di primo grado i condannati dovessero ricorrere in appello. Per chi non potrà presenziare, la presidenza ricorda che si può sempre contattare lo studio dell’ avvocato Marina Cucchiarini (Rimini, via Roma 102, 0541.57429 – 338.9557834), la sede Codacons di via Jano Planco (0541.775035 – Daniela Montagnoli 335.5351753) o il numero verde 800.05.08.00 (Codacons E.R.)
 
 
Il Roma, 24/08/2016 01:15
bonus di 500 euro per chi compie 18 anni nel 2016
Skuola.net: «Ecco come spenderlo, ma a sorpresa non tutti lo vogliono»PDF PDF
ROMA. Idee e suggerimenti su come spendere i 500 euro di bonus messi a disposizione dal governo per chiunque abbia compiuto 18 anni nel 2016 o che spegnerà le candeline da maggiorenne entro il prossimo 31 dicembre. È quanto fa Skuola.net, ricordando tuttavia che quei soldi – che peseranno sulle casse dello Stato per circa 290 milioni – potranno essere spesi solo in beni o in attività attinenti strettamente la cultura. C’ è anche da dire che per l’ utilizzo dei 500 euro (possibile dal 15 settembre) è indispensabile conoscere il funzionamento di un’ applicazione denominata “18app”. MA PRIMA DELLE ISTRUZIONI, Skuola.net ricorda che, inaspettatamente, non tutti i potenziali fruitori sono favorevoli al bonus: lo scorso novembre infatti quando il premier ne aveva annunciato l’ arrivo, Skuola.net ha chiesto a circa 2mila ragazzi di scuole medie, superiori e università cosa pensassero dell’ iniziativa. Ebbene è emerso che a guardarla con sospetto era circa 1 su 3. «Si trattava di un campione poco interessato alle attività culturali? Niente affatto», risponde l’ associazione. Se tutti gli intervistati avessero avuto l’ opportunità di usufruire dei 500 euro, in tanti avrebbero scelto di spendere la somma in libri (25%) e lingue straniere (33%), ma anche mostre e musei (9%) o concerti (8%). strarsi in uno dei 5 identity provider (Poste, Aruba, Tim, Infocert e Sielte) per ottenere lo “Spid” (il Sistema pubblico per la gestione dell’ identità digitale) che permetterà di essere riconosciuti dallo Stato e di ricevere le credenziali per accedere a tutti i servizi online della P.A. Dopodiché basta installare sullo smartphone o sul tablet “18app”, da cui è possibile scegliere le attività o i beni da comprare da un elenco di esercenti, negozi, biblioteche, cinema, teatri, musei e servizi culturali. Per scaricarla bisogna collegarsi su www.18app.it o su www.diciottapp.it, avendo cura di fare il login utilizzando lo Spid. COSA SI PUÒ COMPRARE CON il bonus di 500 euro? Libri ed eBook (di ogni genere, non solo scolastici), ingressi a musei, aree archeologiche, biglietti per concerti, cinema, spettacoli teatrali, mostre, fiere, parchi naturali ed eventi. È bene sapere, segnala infine Skuola.net, che ogni volta che si sceglierà cosa comprare dall’ elenco fornito direttamente dal ministero dei Beni culturali, verrà creato un voucher che non farà scalare l’ importo dal budget fino che non se ne usufruisce. IL CODACONS. «Provvedimento ” spot” del Governo. Avranno il bonus anche i ricchi e i “figli di papà”?». Così anche il deputato Bruno Murgia (Misto), che chiede l’ estensione del bonus («inqua mancia elettorale») anche ai 20enni.
 
 
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